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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘poveri’

“Con il Cuore, nel nome di Francesco”

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

Assisi Lunedì 10 giugno 20.35 su Rai1, dalla piazza Inferiore della Basilica di San Francesco. Ritorna la gara di solidarietà dei frati del Sacro Convento di Assisi “Con il Cuore, nel nome di Francesco”. Quest’anno verranno aiutate le mense francescane in Italia, i bambini portatori di handicap in Africa e i giovani delle periferie del mondo che non hanno accesso a strutture sociali, educative e sanitarie. Carlo Conti condurrà, lunedì 10 giugno alle 20.35 su Rai1, in diretta dal sagrato della Basilica di San Francesco d’Assisi, la serata benefica che da 17 anni aiuta e sostiene chi soffre e chi si trova in difficoltà.L’evento solidale vedrà la partecipazione di Giovanni Allevi, Amara, Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana, Enrico Brignano, Pierdavide Carone, Simone Cristicchi, Dear Jack, Andrea Griminelli, Gio di Tonno, Fiorella Mannoia, Antonio Mezzancella, Fabrizio Moro, Nek, Enrico Nigiotti, Piccolo Coro dell’Antoniano, Francesco Renga, Carly Paoli, Paola Turci e Paolo Vallesi, tutti uniti per una causa comune: ridare un sorriso a chi lo ha perduto.”I poveri sono la chiave di lettura della nostra umanità, – ha dichiarato il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato – il ‘termometro’ attraverso il quale possiamo misurare la nostra esistenza e capire se siamo in grado di accogliere, comprendere e guardare con compassione ed inclusività l’altro. Questo’termometro’ ci dirà se siamo ancora uomini con un cuore che batte oppure un esercito di macchine senza anima. Sarà presenta alla serata – ha concluso padre Fortunato – anche l’Amministratore Delegato Rai, Fabrizio Salini”.Carlo Conti ha presentato gli artisti che saliranno sul palco, annunciando anche “tante testimonianze. E poi il pubblico che ci darà – ha sottolineato – il calore, l’affetto per realizzare una serata proprio con il cuore. Sarà un appuntamento in cui il giorno dopo non si va tanto a guardare lo share, ma quello che ci interessa è il numero della raccolta fondi che anche quest’anno andrà principalmente alle mense francescane. A questo proposito, nel corso della serata, faremo un collegamento con Marco di Buono che è a Milano e che ci racconterà la realtà di queste mense”. Simone Cristicchi, che sarà uno dei protagonisti della serata, ha detto di essersi “interrogato a lungo sulla figura di Francesco. Sono andato a visitare i suoi luoghi: l’ultimo è stato l’eremo della Verna un luogo magico intriso di grande energia. Mi sono anche chiesto – ha aggiunto l’artista – che cosa ci può dire quest’uomo oggi. Cosa può dire a una umanità stanca. Non vedo gente cattiva, ma vedo una umanità stanca. Un caro amico, don Luigi Verdi dice ‘L’umanità oggi non è stanca perché ha camminato tanto, ma perché ha smesso di camminare’. Una analisi lucida”.L’evento che unisce musica, cultura e spiritualità vedrà la partecipazione di artisti della musica italiana e testimoni di solidarietà e fraternità come quella del calciatore della Lazio, Francesco Acerbi, che racconterà come la fede lo ha aiutato a seguito di una grave malattia; quella di Suor Rita Giaretta che da 25 anni lavora per la difesa e la reintegrazione di tante giovani donne sfruttate; quella di Ayric Hajilou Manouchehr, cristiano evangelico, fuggito dall’Iran insieme alla mamma e alla sorella per motivi religiosi; quella Don Dante Carraro, direttore di “Medici con l’Africa Cuamm”, sacerdote e medico, che parlerà di uno degli obbiettivi della raccolta di quest’anno: la costruzione di un reparto di pediatria in Sud Sudan.Claudio Cutuli per l’ottavo anno al fianco dei frati di Assisi e di “Con il Cuore, nel nome di Francesco”. Il Maestro tintore ha realizzato, per l’occasione, un foulard che riproduce la “Predica agli uccelli”, affresco della Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi, utilizzando un filato di soia e stampato con pigmenti naturali. Anche quest’anno l’evento solidale andrà in onda, in diretta radiofonica, su Rai Radio1 con la conduzione affidata a Gian Maurizio Foderaro e a Marcella Sullo.Sarà possibile sostenere la campagna di solidarietà dei frati del Sacro Convento di Assisi, per poveri e dimenticati in Italia e nel mondo, con SMS e chiamate da rete fissa al 45515 dal 1° giugno al 1° luglio. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulare Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce e Tiscali. Oppure dona 5 euro al 45515 per ciascuna chiamata da rete fissa TWT, Convergenze, PosteMobile e di 5 o 10 euro da rete fissa TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Tiscali.L’iniziativa è promossa dal Sacro Convento di Assisi e dall’Istituto per il Credito Sportivo. Alla sua realizzazione hanno contribuito Fria, Poste Italiane e TIM. La produzione del programma “Con il Cuore, nel nome di Francesco” è affidata alla Rai con il patrocinio di Regione Umbria, Provincia di Perugia e Comune di Assisi.

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Donare il Natale ai poveri, agli anziani soli, ai senzatetto, alle famiglie in difficoltà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

Come da tradizione, in Italia, il Pranzo di Natale avrà un menù composto da antipasto, lasagne, polpettone e verdure, frutta fresca, panettone e spumante, caffè e cioccolatini. Inoltre tutti gli ospiti, che sono conosciuti dai volontari, riceveranno dei regali personalizzati: oggetti utili come coperte e sacchi a pelo, radio, indumenti vari, prodotti per l’igiene personale, zainetti, borsoni, ma anche alimenti e dolci, tutti doni “pensati” appositamente per ciascuno di loro.
Un Natale, dunque, straordinario quello che ogni anno raduna davanti alla tavola delle feste tutti i poveri che la Comunità sostiene ed aiuta durante il corso dell’anno, oltre alle tante persone – come anziani soli, famiglie in difficoltà, persone senza fissa dimora – che si aggiungono per festeggiare assieme quella che Francesco di Assisi chiamava “la festa delle feste”. Un modo per essere vicini a chi è in difficoltà nel giorno in cui tutti cercano una famiglia con cui fare festa, ma anche un forte messaggio di solidarietà rivolto all’Italia perché le nostre città siano più umane e vivibili per tutti, a partire da chi ha più bisogno, pensando anche che, oggi, in Italia – secondo i calcoli dell’Istat – vivono oltre 5 milioni sotto la soglia della povertà assoluta, un numero che è drammaticamente cresciuto negli ultimi anni. Molti di loro sono anziani in serie difficoltà economiche e abitative.
Era il 25 dicembre del 1982 quando, a Roma, un piccolo gruppo di 20 persone – tra cui anziani soli e persone senza fissa dimora – venne accolto attorno ad una tavola imbandita nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. Sono passati più di 35 anni da quel primo pranzo: da allora la tavola di Natale si è “allargata” sempre più e, lo scorso anno, la Comunità di Sant’Egidio ha potuto invitare al pranzo di Natale oltre 55 mila persone in difficoltà nel nostro Paese e più di 230 mila nel mondo.Per poter continuare a finanziare, in Italia, questo importante evento di solidarietà, e accogliere un numero sempre maggiore di persone, la Comunità di Sant’Egidio ha rilanciato anche quest’anno la campagna “A Natale, aggiungi un posto a tavola” a cui si può contribuire con un sms o chiamata da rete fissa al 45586 fino al 25 dicembre.
“La campagna di raccolta fondi “A Natale aggiungi un posto a tavola” – spiega il portavoce della Comunità di Sant’Egidio Roberto Zuccolini – ci permetterà, grazie alla generosità gli italiani, di allargare l’amicizia con chi ha bisogno di aiuto, un impegno che Sant’Egidio vive non solo il giorno di Natale, ma anche durante il resto dell’anno: basterà inviare un sms o effettuare una chiamata da rete fissa al 45586”.
Quest’anno l’obiettivo è quello di mettere insieme a Natale oltre 60 mila persone in più di cento città italiane (oltre Roma, anche Genova, Messina, Bari, Milano, Firenze, Torino, Novara, Napoli, Padova, Catania, Cosenza, Palermo, Trieste, Reggio Calabria, solo per citarne alcune): insieme, alla stessa tavola, i volontari con chi è difficoltà, in un pranzo in cui chi serve si confonde con chi è servito. Lo stesso si farà in tutto il mondo, con oltre 230 mila persone in Europa, Africa, Asia e America.

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Giornata mondiale dei poveri

Posted by fidest press agency su sabato, 10 novembre 2018

Roma Sabato 17 novembre, alle ore 20, la Veglia di preghiera per il mondo del volontariato nella Basilica di San Lorenzo fuori le Mura.
Domenica 18 novembre la celebrazione eucaristica con i poveri presieduta da Papa Francesco, a seguire il pranzo nelle Mense della Caritas diocesana di Roma.Alle ore 19, nel Teatro del Seminario Romano Maggiore, lo spettacolo teatrale “Figli di Giuda”.Nelle parrocchie romane iniziative di animazione e solidarietà che vedranno protagonisti i poveri.
Domenica 18 novembre si celebrerà la Giornata Mondiale dei Poveri con iI tema «Questo povero grida e il Signore lo ascolta». Un’iniziativa istituita da Papa Francesco a conclusione del Giubileo della Misericordia, affinché tutta la comunità cristiana fosse chiamata a tendere la propria mano ai poveri, ai deboli, agli uomini e alle donne cui viene calpestata la dignità.
Gli appuntamenti diocesani inizieranno sabato 17 novembre, alle ore 20, con la Veglia di preghiera per il mondo del volontariato nella Basilica di San Lorenzo fuori le Mura. La veglia è promossa dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione è verrà animata da parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali della Diocesi di Roma.
Domenica 18 novembre, alle ore 10, ci sarà la celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre nella Basilica di San Pietro, alla quale seguirà l’Angelus. Alla Messa parteciperanno più di 4.000 tra bisognosi, persone meno abbienti e poveri accompagnati dal personale delle associazioni di volontariato provenienti non solo da Roma e dal Lazio, ma anche da diverse Diocesi del mondo. Al termine 1.500 di loro saranno ospitati in Aula Paolo VI, per prendere parte ad un pranzo festivo insieme a Papa Francesco.
In Piazza San Pietro ci saranno anche ospiti e volontari dei centri di accoglienza promossi dalla Caritas di Roma: senza dimora, rifugiati, malati di Aids. Oltre 100 saranno quelli che si fermeranno a pranzo con il Santo Padre. Numerosi saranno inoltre i poveri accompagnati da diverse parrocchie della Capitale.
La Giornata proseguirà alle ore 19 con la rappresentazione del musical “Figli di Giuda” nel Teatro del Seminario Romano Maggiore (Piazza San Giovanni in Laterano, 4). Lo spettacolo è messo in scena dal gruppo “I SognAttori” della parrocchia San Giuda Taddeo in collaborazione con la Caritas diocesana. Ingresso gratuito su prenotazione.

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Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

“Una vergogna. Incrementi bulgari che dovrebbero farci arrossire e che sono disonorevoli per un Paese che ama definirsi civile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Bene, quindi, il reddito cittadinanza. Ma va fatto bene, altrimenti non funziona. Intanto il Governo dovrebbe aggiornarsi ai giorni nostri e adeguare l’importo di 780 euro, innalzandolo a 806 euro. I 780 euro, infatti, erano i 6/10 del reddito mediano familiare al tempo di quello studio, contenuto nel Rapporto annuale 2014, diffuso il 28 maggio 2014, ma nel frattempo il reddito è salito e ora il dato equivale a 805,75 euro” prosegue Dona.
“Inoltre, come suggerito dall’Istat, per evitare la trappola della povertà, ossia per evitare disincentivi all’offerta di lavoro, va evitato che ad ogni incremento del reddito corrisponda una riduzione del sussidio di pari importo. Insomma in caso di offerta di lavoro, il sussidio non deve integrare il reddito solo fino a 780 euro, ma salire, in modo che, ad esempio, ad una paga di 750 euro non corrisponda un sussidio di appena 30 euro, ma di 105 euro, così che il reddito totale salga almeno a 855 euro. Ecco perché l’Istat considerava che per fare un reddito di cittadinanza efficace servissero, all’epoca, 15,5 miliardi e non certo i 9 come ora previsto, sempre che il beneficio sia definito non a persona ma a livello familiare” conclude Dona.”Il reddito di cittadinanza, infine, pur andando nella direzione giusta, è insufficiente, dato che non rimuove le cause della povertà. E’ come dare il pesce a chi ha fame, ma non la lenza. In questa manovra manca la lenza” conclude Dona.

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I padri separati sono i nuovi poveri

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Una vera e propria piaga sociale quella dei padri separati che, dai dati diffusi dalla Caritas, rappresentano i nuovi in Italia. Secondo le statistiche della Caritas, i padri separati e divorziati rappresentano oltre il 46% dei poveri. Padri costretti a dormire in macchina, a mangiare alla mensa della Caritas o a dividersi in più lavori per riuscire ad arrivare alla fine del mese e mantenere la famiglia, attraverso l’assegno mensile che viene dato al genitore affidatario, rappresentato nella stragrande maggioranza dei casi dalla madre. Il 66,1% dei separati, secondo il Rapporto Caritas 2014, non riesce a provvedere alle spese per i beni di prima necessità. Un dato allarmante che dovrebbe portare a rivedere le sentenze di separazione, profondamente ingiuste e a favore solo del genitore affidatario. Per l’Associazione CODICI, che si è sempre battuta per l’affido condiviso e la bigenitorialità, affiancando i numerosissimi casi di padri che si sono rivolti all’Associazione per vedere riconosciuto il loro ruolo nelle decisioni nella vita familiare, la situazione ad oggi è drammatica. La causa di questa emergenza sociale va rintracciata nelle sentenze dei Tribunali e, dunque, nelle decisioni dei Giudici, che fanno finire i padri sul lastrico in fase di separazione: le sentenze sono incredibilmente sproporzionate a favore delle madri (in Italia nel 92-97% dei casi il figlio viene affidato alla mamma) e ogniqualvolta un padre si ritrova a dover partire da zero, a dover lasciare la casa e a sostenere le spese per il mantenimento dei figli, viene impoverito e diventa a rischio indigenza. L’Associazione CODICI chiede a gran voce ai Giudici di rivedere le ragioni che portano ad una evidente sproporzione nei casi di separazione, che si concludono con il collocamento dei figli quasi esclusivamente presso la madre, la quale in pratica può usufruire di un altro stipendio, mentre mette seriamente a repentaglio il destino dei padri, sempre più impoveriti e fragili di fronte alla decisione della magistratura.“La nuova emergenza sociale è rappresentata dall’impoverimento di quei padri che restano soli dopo la separazione e la colpa è dei Giudici che riducono in stato di povertà, in maniera cosciente e consapevole i padri separati – questa l’affermazione del Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli, che porta all’attenzione i dati dei Tribunali italiani nelle cause di separazione in Italia.“Come emerge da un’analisi condotta da CODICI, confermata dalla Corte d’Appello di Roma e dall’ISTAT – ricorda Ivano Giacomelli – secondo i dati emersi sulle sentenze dei vari tribunali italiani, il peggiore è quello di Roma, in cui nel 97,2% dei casi di separazione, i figli vengono assegnati alla madre. Una situazione completamente capovolta a favore della madre, che ha come immediata conseguenza quella di portare sempre più la figura paterna ad essere relegata a mero sfondo nella vita dei figli” commenta il Segretario Nazionale di CODICI.Per far fronte a questo dramma, stanno nascendo strutture in tutta Italia dedicate all’accoglienza dei padri che non hanno un posto dove condividere il proprio tempo libero con i figli e spesso non riescono ad affrontare le spese della separazione, sintomo di un sistema giuridico che mette in grande difficoltà questa categoria, senza guardare alle necessità dei padri che devono recuperare la loro dimensione e dignità.Dal canto nostro, noi di CODICI, consapevoli dei tantissimi padri separati che continuano a segnalarci comportamenti scorretti nei loro confronti da parte delle ex mogli o dei Tribunali, riteniamo responsabili i Giudici di questa problematica e continuiamo ad offrire la nostra assistenza legale e psicologica.L’obiettivo dell’Associazione Codici, che ha una forte vocazione a tutela dei cittadini, è quello di offrire sostegno ai genitori che vivono situazioni di questo tipo, con iniziative ad hoc come la Campagna “Voglio Papà”.

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Notizie da Chiesa di tutti Chiesa dei poveri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 maggio 2018

Ci scrive Raniero La Valle: “Dopo quello che è successo domenica non ci sono le condizioni per un discorso sereno. Perciò rinunciamo a farlo. Restiamo comunque fedeli al primo articolo della Costituzione che dice:” la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, e non dice: “la sovranità appartiene al denaro che la esercita fuori delle forme e dei limiti della Costituzione”. Su materie affini si possono leggere nel sito un discorso di papa Francesco “Una tragica dicotomia tra etica religiosa e interessi dell’attuale comunità degli affari”, un documento dell’ex Sant’Uffizio sulle “questioni economiche e finanziarie”, un articolo del 2017 del prof. Luigi Ferrajoli “Come evitare il suicidio politico dell’Unione europea”, e una mia relazione del 1 febbraio 2018 all’ANPI di Ozzano Emilia su “Costituzione e Trattati europei”

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Il gelato del Papa

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

Oggi, 23 aprile, la Chiesa fa memoria di san Giorgio. Per il suo onomastico Papa Francesco offre il gelato a circa 3000 poveri di Roma, come ha reso noto l’elemosiniere apostolico, mons. Konrad Krajewski. Nel pomeriggio, centinaia di gelati saranno distribuiti ai poveri amici della Comunità in diversi luoghi: al termine della preghiera per la pace con i senza dimora, che si tiene nella chiesa di San Calisto a Trastevere, seguita – come sempre – da una cena comune. Potranno gustare il “gelato del papa” anche i migranti e i rom che vengono al centro Genti di Pace in via di San Gallicano per ricevere assistenza, aiuto legale, cure mediche e anche i malati ospiti della casa “San Francesco di Assisi”. Già ieri 150 immigrati anziani, soprattutto dalle Filippine, hanno concluso il pranzo nella mensa di Via Dandolo con il dessert offerto da Papa Francesco.

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Disuguaglianze e democrazia

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2018

Reggio Emilia Social Cohesion Days, dal 24 al 26 maggio tre giornate di confronto e 30 appuntamenti sulla “divisione imperfetta” della ricchezza e sulla coesione sociale in Europa e in Italia, con grandi nomi dell’economia e della politica: dal premio Nobel Amartya Sen insieme a Romano Prodi, da Annachiara Cerri del Consiglio d’Europa fino alla giornalista americana Simran Sethi, inserita dall’Indipendent tra i 10 eco-eroi del pianeta
Le 42 persone più ricche del mondo possiedono un patrimonio pari a quello dei 3,7 miliardi di persone più povere. Nel corso del 2017, ogni due giorni una persona è diventata miliardaria, mentre il 50 per cento più povero della popolazione mondiale non ha visto aumentare neppure di un centesimo la ricchezza a sua disposizione. Il divario tra ricchi e poveri nel mondo continua ad aumentare e ha raggiunto ormai squilibri insostenibili sia da un punto di vista etico che economico. Sebbene sia vero, infatti, che il numero di persone costrette a vivere in condizioni di povertà estrema è stato dimezzato tra il 1990 e il 2010, “le disuguaglianze sono aumentate nello stesso periodo: 200 milioni di persone in più avrebbero potuto essere salvate dall’indigenza” (dati rapporto Oxfam per il World Economic Forum 2018).
Questo crescente divario sociale sta spingendo parti consistenti della popolazione europea a identificarsi con forme di populismo e totalitarismo, indebolendo così la tenuta sociale dei sistemi democratici. Dal 24 al 26 maggio Reggio Emilia dedica tre intere giornate al dibattito istituzionale e civile su questa “divisione imperfetta” con i Social Cohesion Days, il festival internazionale della coesione sociale (www.socialcohesiondays.com), alla sua terza edizione: 30 appuntamenti – tutti gratuiti – tra conferenze, workshop, tavole rotonde, spettacoli e mostre. Protagonisti i grandi nomi dell’economia e della politica internazionale: il premio Nobel Amartya Sen, Romano Prodi, Annachiara Cerri del Consiglio d’Europa, la giornalista americana Simran Sethi, inserita dall’Indipendent tra i 10 eco-eroi del pianeta.
L’obiettivo è quello di ricostruire dal basso, attraverso pensieri, pratiche e azioni, la possibilità di una reale partecipazione collettiva, globale e locale, alla “cosa pubblica”. Perché ridurre i gap, incentivare il dialogo, capire le differenze e valorizzarle sono condizioni necessarie immaginare un futuro per i sistemi democratici.
L’iniziativa è promossa da organizzazioni pubbliche e non profit: Fondazione Easy Care, Comune di Reggio Emilia e Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli. Reggio Emilia accoglie la terza edizione dell’evento come città che, per vocazione, mette le persone e i loro bisogni al centro del progetto di comunità.
“La coesione sociale è una necessità” è il tema di apertura: Amartya Sen, premio Nobel per l’economia nel 1998 e grande indagatore del rapporto tra democrazia e sviluppo e Romano Prodi, presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli si confrontano sul modo di ridurre i divari economici, sociali e territoriali esistenti a livello internazionale (giovedì 24 maggio, Teatro Cavallerizza). Chiudono il festival la presentazione del II rapporto annuale a cura dell’Osservatorio internazionale per la Coesione e l’Inclusione Sociale (OCIS) e un incontro dal titolo “La società civile per un manifesto della coesione sociale” a cui partecipa anche Simran Sethi, inserita nell’elenco dei “10 eco-eroi del pianeta” dal quotidiano britannico The Independent: la Sethi è una giornalista ed educatrice specializzata in cibo, sostenibilità e cambiamento sociale, nonché membro del Sustainable Society Institute dell’Università di Melbourne. Tra questi eventi altri 30 appuntamenti, moderati da grandi giornalisti con oltre 50 relatori appartenenti a diversi mondi (università, istituzioni pubbliche, organizzazioni del terzo settore e della società civile, imprese) che affronteranno le varie facce della coesione sociale: integrazione, inclusione sociale, sviluppo sostenibile, istruzione, salute e umanizzazione delle cure, gig economy, integrazione europea, volontariato.
Il festival è anche l’occasione per presentare una selezione di esperienze concrete di coesione sociale in Italia: circa 120 progetti in totale, che spaziano dalla protezione delle categorie vulnerabili (anziani, minori, disabili) a forme innovative per la risposta ai bisogni delle comunità e l’erogazione di servizi di welfare, dalla promozione del dialogo interculturale, all’accoglienza dei rifugiati. L’obiettivo è dare avvio a un percorso di incubazione di progetti di coesione sociale, creando relazioni tra i protagonisti e sviluppando idee sostenibili e innovative. Il festival è all’interno del cartellone del Festival per lo Sviluppo Sostenibile 2018.

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In Iraq: 4 milioni di bambini in difficoltà, dopo anni di violenza e conflitti

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 febbraio 2018

In occasione della Conferenza internazionale del Kuwait per la ricostruzione dell’Iraq (12-14 febbraio), l’UNICEF e l’UN-Habitat presentano la ricerca “Committing to Change – Securing the Future”, chiedendo urgenti investimenti per ripristinare le infrastrutture e i servizi di base per bambini e famiglie. 1 bambino su 4 è povero. Dal 2014 verificati 150 attacchi alle strutture educative e 50 attacchi ai centri sanitari e al personale sanitario;Nella città di Mosul, oltre 21.400 case sono state danneggiate o distrutte; La metà di tutte le scuole irachene avrebbe bisogno di riparazioni e più di 3 milioni di bambini hanno subito un’interruzione nel percorso scolastico; il 35% dei bambini non completa la scuola primaria. Circa 1 milione di bambini hanno bisogno di supporto psicosociale; 2.260 sono detenuti in Iraq, metà di quali sono sospettati di essere stati utilizzati come bambini soldato; il 90% dei bambini a Mosul sono ancora traumatizzati a causa della morte di persone a loro vicini.
La violenza può essersi attenuata in Iraq, ma ha sconvolto la vita di milioni di persone in tutto il paese, lasciando un bambino su quattro in povertà e spingendo le famiglie a misure estreme per sopravvivere.Senza investimenti per ripristinare le infrastrutture di base e i servizi per l’infanzia, i risultati duramente ottenuti per porre fine al conflitto in Iraq sono a rischio, secondo l’analisi di UNICEF e UN-Habitat “Committing to Change – Securing the Future”.Il conflitto ha trasformato le grandi città irachene in zone di guerra con gravi danni alle infrastrutture civili, tra cui case, scuole, ospedali e spazi ricreativi. Dal 2014, le Nazioni Unite hanno verificato 150 attacchi alle strutture scolastiche e 50 attacchi ai centri sanitari e al personale sanitario. La metà di tutte le scuole irachene avrebbe bisogno di riparazioni e più di 3 milioni di bambini hanno subito un’interruzione nel percorso scolastico.bambini sono il futuro dell’Iraq”, ha dichiarato Geert Cappelaere, Direttore Regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa. “La Conferenza del Kuwait per l’Iraq di questa settimana è un’opportunità per i leader mondiali di dimostrare che siamo disposti a investire nei bambini – e, investendo nei bambini, che siamo disposti a investire nella ricostruzione di un Iraq stabile”.Quando le famiglie sfollate ritornano, in molte ritengono che le loro case necessitino di importanti riparazioni. Nella città di Mosul, oltre 21.400 case sono state danneggiate o distrutte. Le famiglie più povere non hanno altra scelta che vivere nelle rovine delle loro case, in condizioni potenzialmente pericolose per i bambini. Alcuni hanno tolto i loro figli dalla scuola e li hanno mandati a lavorare. Molti bambini sono stati costretti a combattere la guerra degli adulti.“I bambini sono i più duramente colpiti in tempi di conflitto, il recupero urbano e la ricostruzione in Iraq dovrebbero essere prioritari, adeguatamente sostenuti e rapidamente attuati, con particolare attenzione alle persone vulnerabili, compresi i bambini”, ha dichiarato Zena Ali Ahmad, Direttore UN-Habitat per la Regione Araba.In occasione della Conferenza del Kuwait per la ricostruzione in Iraq, che si terrà da oggi al 14 febbraio, l’UNICEF e l’UN-Habitat lanciano un appello per un forte impegno per il ripristino delle infrastrutture e dei servizi di base per i bambini, compresi l’istruzione, il sostegno psico-sociale, la sanità e l’acqua, i servizi igienico-sanitari e la casa.

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Oxfam: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

poveroLa ricchezza paga, il lavoro no. È la conclusione alla quale arrivano i dati raccolti dalla ong Oxfam che, in occasione di Davos, presenta ai grandi della terra il suo rapporto sulle diseguglianze. Nel 2017 a livello globale è stato un forte incremento della ricchezza prodotta, il pil mondiale è salito. Tuttavia non stiamo tutti un po’ meglio perché la ricchezza prodotta non è stata distribuita equamente.L’1% più ricco della popolazione mondiale continua a possedere quando il restante 99%. Nemmeno un centesimo, invece, è finito alla metà più povera del pianeta, che conta 3,7 miliardi di persone ”Ricompensare il lavoro, non la ricchezza”, è il titolo del report che utilizza i dati elaborati dal Credit Suisse tenendo conto di nuove informazioni che arrivano sui nuovi ricchi di Russia, Cina e India. Anche in Italia la ricchezza è sempre piu’ concentrata in poche mani. A metà 2017 il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta. Così nel 2016 – gli ultimi dati confrontabili disponibili – l’Italia occupava la ventesima posizione su 28 paesi Ue per la disuguaglianza di reddito disponibile.Ma è il lavoro a non rendere più. Secondo il rapporto i salari non hanno mantenuto il passo con la produttività e il lavoro vale sempre meno: con il rischio di un avvitamento dovuto al ricorso al credito non garantito, come è accaduto nella crisi del 2008. Ma il divario è anche tra manager e dipendenti: basta un giorno da amministratore delegato in Usa per guadagnare quanto un lavoratore della stessa compagnia in un solo anno. In Bangladesh dove il top manager di una delle prime cinque compagnie dell’abbigliamento guadagna in 4 giorni quanto una sua lavoratrice in una intera vita. Proprio per questo, tra le proposte di Oxfam, c’è quella di porre un tetto ai superstipendi dei top manager per impedire che il divario superi il rapporto 20 a 1. (articolo tratto da Radio24 e ripreso da 5 stelle)

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Roma: Chiudono cinque ambulatori per poveri

Posted by fidest press agency su martedì, 18 luglio 2017

regione lazioIl mancato rinnovo della convenzione con Medicina solidale è un affronto al mondo della solidarietà che non possiamo tollerare. Apprendere che per banali motivi burocratici e rimpalli di responsabilità tra il presidente Zingaretti e la Direzione del Policlinico Tor Vergata sul riconoscimento delle attività di questa Onlus, si chiudano 5 ambulatori su territori difficili e si metta a rischio un servizio che ogni anno garantisce servizi sanitari a migliaia di persone altrimenti impossibilitate ad accedere a medicinali e cure, è non solo illogico ma insopportabile. Presenteremo un’interrogazione urgente al presidente Zingaretti e invieremo una nota alla Dottssa Frittelli direttore generale del Ptv per capire cosa sta accadendo e quali sono i motivi di questa assurda situazione che speriamo possa essere sanata il prima possibile. Inoltre non comprendiamo come ad oggi l’atto aziendale del Policlinico continui a mietere vittime senza che sia stato condiviso con il Consiglio regionale e la commissione salute competente. Nell’esprimere solidarietà a tutti i medici e al personale volontario che si impegna con Medicina solidale da anni per i più poveri, ricordiamo che il loro non è solo un lavoro prezioso ma un fondamentale ruolo di vigilanza e prevenzione sulla diffusione di possibili epidemie che potrebbero diffondersi tra la popolazione e, dunque, anche tra i romani. Un avamposto imprescindibile a garanzia della salute pubblica che deve essere garantito e incentivato in ogni modo.E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia

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Una vergogna! Individui poveri salgono del 3,1%

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

poveroSecondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2016 viene battuto il record storico raggiunto nel 2015 degli individui in povertà assoluta, che sale da 4 mln e 598 mila a 4 mln e 742 mila (+3,1%), un livello mai raggiunto dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel 2005 (cfr tabella).”Una vergogna, che dimostra che quanto è stato fatto finora per ridurre le diseguaglianze e combattere la povertà è servito a ben poco. Per gli individui, l’incidenza passa dal precedente primato del 7,6 al 7,9 per cento. Anche se per le famiglie povere non si è battuto il record del 2013, 1 mln e 641 mila famiglie, rispetto al 2015 si registra un peggioramento notevole, pari al 2,3 per cento” dichiara Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Se invece di sprecare soldi in bonus inutili o, peggio ancora, dati a famiglie benestanti, solo perché non commisurati al reddito Isee, si concentrassero gli stanziamenti su chi ne ha effettivamente bisogno, questo dato sarebbe crollato” prosegue Dona.L’associazione di consumatori ricorda che il bonus di 80 euro, che avrebbe dovuto aiutare le persone con redditi medio bassi, va solo al 28,2% delle famiglie più povere (1 mln e 411 mila le famiglie beneficiarie), contro il 29,6% del quinto più ricco (1 mln e 613 mila famiglia) e, addirittura, il 45,9% di quelle con redditi medio alti (2 mln e 383 mila famiglia), ossia della quarta classe di reddito disponibile. Le cose vanno un po’ meglio, si fa per dire, per la quattordicesima, anche se ne beneficiano di più i redditi medi della terza classe (733 mila famiglie) rispetto ai più poveri del primo quinto (570 mila famiglia), persino rispetto all’importo medio annuo, 280 euro contro 267.
“Una situazione assurda e paradossale. Basterebbe che gli stessi soldi venissero spesi meglio per contrastare seriamente la povertà, Il Reddito d’inclusione, che secondo il comunicato del Governo del 9 giugno, dovrebbe andare, nella prima fase, ad appena 500 mila famiglie, ossia ad appena il 30,9% dei poveri assoluti, stanzierà importi vergognosi, da un minino di 190 a un massimo di 485 euro per le famiglie più numerose con 5 componenti. Insomma, si può e si deve fare di più” conclude Dona.

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Mostra “LOS OJOS DE LOS POBRES”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

occhi dei poveriocchi dei poveri2Roma 11 maggio alle ore 18 presso la Sala Dalí dell’Instituto Cervantes (piazza Navona, 91) la mostra “LOS OJOS DE LOS POBRES”, gli occhi dei poveri. L’esposizione – prima italiana – raccoglie 48 fotografie in bianco e nero (40cm x 50cm) del fotoreporter spagnolo Joan Guerrero, accompagnate da versi poetici di Mons. Pedro Casaldáliga, vescovo emerito di São Félix do Araguaiam, per due volte candidato al Premio Nobel per la Pace.
“Los ojos de los pobres” fa parte di un progetto di sensibilizzazione e di educazione alla solidarietà portato avanti dalla ONG Tierra sin males, nata a Soria (Spagna) 17 anni fa e da allora dedita alla cooperazione e allo sviluppo delle realtà in difficoltà, con vari progetti nello Stato del Mato Grosso in Brasile, a Sao Felix Prelazia Araguaya, in Bolivia, El Salvador e Gambia.Oltre a diverse città in Catalogna, la mostra è stata esposta in altre città spagnole come Burgos, Gijón, Soria, Palencia, Aviles, Valladolid, Segovia e Soria e al Forum 2010, nella Galleria Sargadelos di Santiago de Compostela. Adesso arriva a Roma, dove resterà esposta fino a sabato 10 giugno 2017 e si potrà visitare gratuitamente dal mercoledì al sabato, dalle 16 alle 20.
Gli scatti presenti, frutto di diversi viaggi in America Latina di Joan Guerrero – tra il 1996 e il 1998 in Ecuador, El Salvador e Nicaragua – descrivono, grazie ai versi di Mons. Casaldáliga, la difficile realtà presente in alcune aree, in particolare nelle zone rurali e nelle aree urbane più disagiate di questi Paesi. Nelle foto si richiama l’attenzione all’espressività degli occhi e delle mani, alla loro autenticità. Da qui il titolo che ci esorta a guardare la realtà attraverso gli occhi dei bisognosi. Con il loro sguardo che rivela una esistenza travagliata, frutto di violenza e morte, di emarginazione e occhi dei poveri1fame. E che al tempo stesso racconta, attraverso lo sguardo evangelico delle persone sofferenti, l’indignazione e la speranza di tutti i diseredati del mondo.Al vernissage della mostra, giovedì 11 maggio alle ore 18, interverranno Eduardo Lallana, presidente della ONG Tierra Sin Males, Sergio Rodríguez López-Ros, direttore dell’Instituto Cervantes di Roma e rappresentanti delle ambasciate in Italia di Ecuador, El Salvador e Nicaragua.Mons. Pedro Casaldáliga (Balsareny, Barcelona, 1928) è vescovo emerito della prelatura territoriale di Sao Félix do Araguaia (Brasile) e presidente onorario di Tierra sin males. Da sempre vicino alla teologia della liberazione, è stato ordinato in Catalogna, dove si unì all’ordine dei Clarettiani. Ha lavorato a Sabadell, Barcellona, Barbastro e Madrid prima di stabilirsi nel Mato Grosso, dove vive dal 1971 e dove ha fondato una missione clarettiana, dedicando tutta la sua esistenza ai più bisognosi. Per la sua attività ha ricevuto numerosi riconoscimenti.
Joan Guerrero (Tarifa, 1940) è un affermato fotoreporter spagnolo. Ha lavorato per diversi media come El Periodico de Catalunya, El Observador e El País. Le sue fotografie trasudano umanità e riflettono la realtà sociale di ogni momento e luogo. Ha ricevuto il premio Ciutat de Santa Coloma (1988) e la Medaglia d’Oro al Merito Artistico del Comune di Barcellona (2009). Presiede la Gramenet Imatge Solidaria, associazione di fotogiornalisti dediti alla raccolta di fondi per finanziare progetti sociali, attraverso mostre e iniziative specifiche. (foto: occhi dei poveri)

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Più fondi per i clandestini e meno ai terremotati e ai poveri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017

fabio_rampelli_daticamera“Lo stanziamento di 4 mld e 600 mln per l’immigrazione clandestina, presente solo per il 2017 nel Def e destinato all’accoglienza nei centri gestiti da coop rosse e bianche, è inverosimile e inaccettabile. Diventa un vero e proprio scandalo se rapportato con quanto previsto per i terremotati e i poveri. A costoro nel 2017, circa 12 mln di connazionali contro poche centinaia di migliaia di richiedenti asilo, sarà riservato meno della metà. La somma di un 1 mld 200 mln per i poveri e di 600 mln per la ricostruzione pubblica e privata delle aree del terremoto fa 1 mld e 800 mln per tutto il 2017. Un business mascherato con la solidarietà che punisce ancora una volta gli italiani più bisognosi. La sinistra ormai ha perso la ragione. Se il governo affrontasse con stessa lena ed eguali finanziamenti le questioni citate i problemi dei terremotati e quelli dei poveri sarebbero risolti nel giro di pochi mesi”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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“Non dimentichiamo le malattie dei poveri”

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2015

malattia poveriCommento di Tommy Simmons – fondatore di Amref Italia – dopo i Premi Nobel per la Medicina.L’assegnazione del Premio Nobel per la Medicina a William C. Campbell, Satoshi Omura e Youyou Tu è un importante, seppur tardivo, riconoscimento a tre scienziati le cui ricerche hanno beneficiato soprattutto i poveri. Amref – che da quasi 60 anni lavora per la salute dell’Africa – si augura che i Nobel assegnati siano un chiaro segnale per porre rimedio a tante altre malattie dimenticate. Terribilmente scordate perché non rappresentano un’opportunità di mercato. Nell’universo dei poveri, dove spesso si vive alla giornata, dove i tassi di alfabetizzazione ed occupazione formale non offrono alternative o vie di fuga, malattie come quelle su cui hanno acceso i riflettori i Premi Nobel, sono ancora tristemente diffuse e ancora continuano a mietere vittime e ad accentuare la povertà. In termini numerici, la scoperta dell’artemisina da parte di Youyou Tu nell’ambito dei suoi studi sui benefici della medicina tradizionale cinese, negli ultimi decenni ha posto rimedio alle crescenti resistenze del parassita della malaria ai farmaci in uso, salvando un numero incalcolabile di vite e contribuendo ad arginare una crescente epidemia globale. La scoperta di Campbell e Omura, seppure meno eclatante agli occhi dell’opinione pubblica mondiale, si è rivelata fondamentale per tutte le vittime prima incurabili di malattie, largamente sconosciute in Europa ma flagellanti in Africa, come la “cecità dei fiumi” e l’elefantiasi. Una malattia che nel medesimo contesto porta a terribili rigonfiamenti delle gambe, e negli uomini ai testicoli, con dolori e deformazioni tali da rendere impossibile la deambulazione. (malattia poveri)

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UNICEF: Shakira e Angélique Kidjo, ad Assemblea ONU

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2015

Onu palaceLe Goodwill Ambassador dell’UNICEF Shakira e Angélique Kidjo hanno celebrato l’adozione oggi degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile con una importante performance pubblica in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite con oltre 130 capi di Stato e di governo.
Dopo il discorso di Sua Santità Papa Francesco, Shakira è salita sul palco per cantare “Imagine”, inno iconico di John Lennon di amore e di pace.”Viviamo in un mondo in cui molti di coloro che sono nati poveri moriranno poveri. Spetta a noi di essere la prima società a sradicare la povertà e portare la giustizia e l’uguaglianza alle persone più diseredate della terra, ha detto Shakira, appassionata sostenitrice dei diritti dei bambini, ai leader mondiali riuniti prima della sua performance. “I nostri figli hanno il diritto alle pari opportunità; di vivere in prosperità, di essere felici, in salute e al sicuro”.
Angélique Kidjo, Goodwill Ambassador dell’UNICEF dal 2002, ha cantato una commovente versione di ‘Afirika’ – il suo inno al continente che chiama casa. “L’Africa e i bambini hanno molto da guadagnare dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, ma hanno anche più da perdere se i nostri leader non si impegnano pienamente per questa nuova agenda per la pace e la prosperità”, ha detto Kidjo. “Come artista voglio utilizzare la mia voce per fare in modo che le persone in tutto il mondo comprendano i nuovi obiettivi globali e perché sono importanti, in modo che essi possano ritenere i loro leader responsabili per il loro successo o il fallimento”. Affiancata da un gruppo di giovani provenienti da tutto il mondo, Malala Yousafzai ha poi consegnato un messaggio di speranza per i bambini di oggi prima che gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sono stati ratificati dai leader mondiali.Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile rappresentano un ambizioso piano d’azione che mira ad eliminare la povertà estrema e la fame, garantire l’istruzione permanente di qualità per tutti, proteggere il pianeta e promuovere società pacifiche e inclusive. Questi nuovi obiettivi globali offrono una opportunità storica per dare ai bambini il giusto inizio alla vita che meritano; l’UNICEF ha avvertito che questa opportunità sarà sprecata se il mondo non metterà al centro gli sforzi e gli investimenti sui bambini più svantaggiati e vulnerabili.

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Chiesa vicina agli uomini, con i poveri e i giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2015

maria voce focolariPrima intensa giornata a Roma del Convegno sul tema «Il Servo del Signore e l’umanità degli uomini. Verso il V Convegno nazionale della Chiesa italiana», promosso dalla rivista “Il Regno” e dal Gruppo Abele, in collaborazione con Azione cattolica, Caritas, CNCA, Reti della carità e Movimento dei Focolari. Un denso programma che ha visto in apertura l’intervento di mons. Nunzio Galantino e il susseguirsi di un’ampia gamma di relazioni.Tra gli invitati ad offrire un contributo, Maria Voce. «La Chiesa oltrepassa i confini degli edifici di culto e, nella piena comunione fra clero e laici, si fa più vicina all’umanità di oggi», ha affermato aprendo la sessione pomeridiana. Il presente Convegno «vuole ritmare una stagione nuova di vita e di missione della Chiesa in Italia: non solo in riferimento alla “conversione pastorale” che la incalza, ma anche al ruolo e alla prassi pubblica dei cristiani a confronto con la realtà sociale, economica, politica, del nostro Paese con lo sguardo aperto all’Europa e al mondo». Si è poi riferita alla sfida del pluralismo e alla necessità di comporre le molteplici diversità che attraversano l’ambito pubblico. «Questa nuova stagione significa trasformare il mondo, partendo dalla conversione radicale del cuore e della mente per essere pronti ad incontrare Gesù in ognuno. Dio non può accettarci da soli, vuole che andiamo a lui con i fratelli… Dare il nome cristiano della fraternità al legame sociale vuol dire impegnarsi per armonizzare l’intreccio delle relazioni, riconoscendo la nostra co-appartenenza reciproca e i vincoli di responsabilità che ne derivano, e orientando l’agire personale e collettivo al bene di tutti». Per questo «occorre dare voce e dignità a quanti sono ai margini, allargare i cerchi dell’inclusione, sanare e ricostruire il tessuto sociale disgregato. Sono prima di tutto i giovani a chiedere di portare il proprio contributo. Quante iniziative diffuse localmente, al cuore di innumerevoli frammenti di vita civile “fraterna”!».A confermare le parole di Maria Voce, la presenza al Convegno dei circa 200 aderenti ai Focolari, impegnati in vario modo negli organismi ecclesiali e attivi nel campo del dialogo interreligioso, dell’accoglienza agli immigrati, della politica, della cultura della legalità, della scuola, veri e propri cantieri aperti per il bene dell’Italia. Una partecipazione che vuole indicare l’assumersi di un nuovo concreto impegno insieme alle tante altre realtà associative che sono all’opera.

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Il Parlamento approva €3.5 miliardi in aiuti agli indigenti per il 2014-2020

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2014

BruxellesI cittadini più poveri dell’UE continueranno a poter contare sul Fondo europeo per gli aiuti agli indigenti (FEAD) per il periodo 2014-2020 per procurarsi cibo, assistenza di base e accesso ai servizi sociali, grazie a un accordo con il Consiglio approvato dal Parlamento martedì. I deputati sono riusciti a mantenere invariato il budget di € 3,5 miliardi e hanno assicurato che il fondo sarà operativo immediatamente.”Siamo riusciti a raggiungere i nostri obiettivi chiave in negoziati con la Commissione e gli Stati membri durati un anno, ossia l’aumento del budget da € 2,5 a € 3,5 miliardi di euro, per rafforzare il ruolo delle organizzazioni anti-povertà nella progettazione, gestione e monitoraggio del programma e per semplificare le procedure amministrative. Il nuovo programma FEAD che ora abbiamo concordato è la prima iniziativa europea specifica per aiutare le persone in situazione di privazione estrema, particolarmente per la povertà alimentare, per i senzatetto e per la povertà infantile in tutti gli Stati membri”, ha affermato il relatore Emer Costello (S & D, IE).

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I governi non li fanno i poveri

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2011

Piazza Colonna Palazzo Chigi

Il primo e più sconcertante aspetto che balza alla nostra attenzione, osservando gli accadimenti di questi giorni in Italia, è che si sta ampliando sempre più il solco tra l’area del benessere e quella del malessere. Taluni identificano la politica in quella ci si percepisce come corruttrice, intrallazzatrice, connivente con la criminalità organizzata, e sono tutti i mali che non credo siano molto lontani dal vero. Ciò non di meno esiste un rapporto che implica una responsabilità oggettiva tra gli elettori e gli eletti che non va sottovalutata. Non si va a votare solo se si dimostra di avere un lavoro, un conto in banca, la possibilità di un vivere agiato. Il voto è di tutti e con tutti ma i governi non si riescono a fare con i lavoratori dipendenti e autonomi di modeste risorse, con i disoccupati, con i pensionati, con i cassa integrati, con i precari. E’ un popolo che raggiunge e forse supera l’80% della popolazione italiana, ma è anche un popolo che delega agli altri un potere che è proprio ma che non riesce a gestire valorizzando la sua forza nel determinare la guida e la leadership del Paese. Un tempo si diceva che il proletariato dele fabbriche e delle campagne aveva bisogno di un mentore perchè incolto, sprovveduto, incompetente a gestire la cosa pubblica. Questa consapevolezza i partiti della sinistra lo avvertirono da subito tanto che spronarono i lavoratori ad acculturarsi, ad essere pari se non superiori ai loro datori di lavoro in fatto di economia, di imprenditorialità, di preparazione letteraria e filosofica. Era un modo di stare ciascuno al proprio posto ma in condizioni di parità e non di sudditanza. Questa consapevolezza pare che oggi stia sfuggendo a chi partecipa al voto, esprime una preferenza e subito dopo si disinteressa sul ruolo assunto dal suo rappresentante. La politica non è il cancro della società, ma chi non esercita le dovute verifiche di attendibilità del mandato conferito e dell’eventuale tradimento subito. Credo che una proposta su tutte varrebbe a sollevarci da tale situazione di disagio: basterebbe che si esercitasse allo stesso modo il potere dell’elettore sia nell’accordare il voto sia nel toglierlo con un referendum popolare nello stesso collegio in cui il loro rappresentante è stato eletto. In questo modo la verifica sarebbe continua e il prezzo da pagare per il transfuga è la perdita del suo mandato. Se si adottasse questo sistema di certo il parlamento e di riflesso il governo sarebbero più rappresentantivi della volontà popolare. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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L’altalena dei prezzi che affama i più poveri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 ottobre 2011

FAO's headquarters in Rome, in Via Terme di Ca...

Image via Wikipedia

Roma 19 Ottobre, ore 9.00, Piazza di Porta Capena (Circo Massimo)Gli attivisti di Oxfam Italia saranno davanti alla FAO per chiedere ai delegati del Comitato sulla Sicurezza Alimentare Mondiale (Csa) di mettere fine alla volatilità dei prezzi alimentari che solo nel 2010 ha spinto al di sotto della soglia di povertà 44 milioni di persone. Sullo sfondo di un grafico che mostra l’andamento irregolare dei prezzi, gli attivisti mostreranno, in modo simbolico, quanto riso, grano e mais era possibile comprare ieri, e la quantità – ben più scarsa – che è possibile
acquistare oggi con la stessa somma di denaro. Cosa accadrà domani? E’ un punto interrogativo sospeso sopra il destino dei più poveri e vulnerabili. Per evitare che i più poveri siano vittime della volatilità dei prezzi alimentari, Oxfam chiede al Csa tre misure urgenti:
1.     Abbandonare le politiche di sostegno ai biocarburanti, che tolgono il cibo dalla bocca delle persone per metterlo nei serbatoi delle auto;
2.     Dare regole ai mercati delle materie prime alimentari per frenare le speculazioni;
3.     Costituire riserve alimentari nei paesi poveri per permettere ai più vulnerabili di far fronte all’altalena dei prezzi del cibo.Per la maggioranza delle persone il termine volatilità dei prezzi è oscuro. Se nei supermercati il cibo costa qualche euro in più, molti non ci fanno caso. Ma per quanti spendono tra il 50 e l’80% dello stipendio per sfamare le proprie famiglie, la volatilità dei prezzi è una grave minaccia oggi e in futuro.

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