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Posts Tagged ‘povertà estrema’

Emergenza Kurdistan

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2016

kurdistanComunicato della Federazione Organismi Cristiani: “Nel corso della campagna lanciata lo scorso 4 novembre e conclusa il 31 gennaio, sono stati raccolti 135.472 euro , 539 sono i lettori che hanno fatto almeno una donazione, oltre la metà dei quali hanno confermato il loro sostegno all’intervento già profuso nella campagna precedente che aveva raccolto 373.369,78 euro.Il Kurdistan iracheno ospita oggi 926.000 profughi, dei quasi 3.300.000 iracheni che hanno abbandonato le proprie case, le grandi agenzie internazionali non sono più in grado di assicurare la sussistenza di questa immensa umanità in fuga e anche il governo è al collasso, e a stento riesce a provvedere alla popolazione locale, anch’essa ormai ridotta in condizione di povertà estrema.
Grazie ai fondi raccolti il nostro team è in grado di assicurare il funzionamento del “Centro Speranza” creato da FOCSIV ad Ankawa 2, il campo dei 1000 container di Erbil per 6 mesi: 120 bambini in età prescolare sono seguiti da 8 insegnanti competenti e appassionate che garantiscono loro sia momenti ludico-espressivi che di apprendimento e lo fanno in costante relazione con le loro famiglie che con serenità e fiducia gli affidano i propri figli; inoltre più di 150 ragazzi da 12 anni fino ai 18 sono impegnati in varie discipline sportive e 1500 partecipano alle attività di animazione che li tengono lontani dagli spazi angusti dei container, dalla violenza delle strade e dalla depressione dello sconforto e della paura. Ad Aleppo in Siria, 60 bambini dai 3 ai 7 anni e 250 bambini rifugiati siriani a Beirut di età compresa tra i 6-13 anni avranno garantiti i programmi di sostegno scolastico. Oltre alla necessaria istruzione, essi rispondono alla necessità, a superare il trauma della guerra e ritrovare il più possibile una normalità quotidiana.I fondi raccolti servono inoltre ad assicurare per almeno 6 mesi cesti alimentari a 700 famiglie ad integrazione del loro fabbisogno, medicinali salvavita per centinaia di malati cronici raggiungendo complessivamente circa 10.000 persone.Ad Avvenire e ai suoi lettori tutta la nostra gratitudine e quella delle persone che siamo riusciti ad aiutare in questi 15 mesi, perché è solo grazie alla generosità dei lettori che tutto ciò è stato possibile.
Alla loro generosità la CEI, grazie ai fondi dell’8xMille ha aggiunto un importante contributo con cui sono state potenziate 2 strutture sanitarie della Diocesi di Erbil con strumenti di diagnostica e medicinali, nonché l’avvio di numerosi corsi di formazione per giovani ed adulti. Costruiamo con loro la speranza del futuro anche fornendo loro gli strumenti per migliorare le proprie capacità lavorative per poter un giorno ricominciare a costruire la propria autosufficienza ed autostima, passaggi fondamentali per chi oggi vive solo di carità.Con l’accompagnamento dell’Università Cattolica di Milano abbiamo avviato un percorso di accompagnamento di docenti e animatori, un corso per promuovere resilienza attraverso attività creativo-espressive e sportive per i bambini. Perché curare i bambini in un campo profughi, fare i conti con i traumi vissuti, non è un lavoro ordinario e richiede un’attenzione particolare, per far sì che i traumi non si trasformino, con il tempo, in patologie difficili da gestire.Il campo di Ankawa 2 dove opera il team FOCSIV il Centro Speranza è un’oasi verde in un mare di container grigi. Un’oasi che è segno di speranza e serenità e non mancano le visite di ospiti importanti. Lo scorso luglio il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti , mentre a gennaio il Presidente del Senato, Piero Grasso, insieme alla neo Console Italiana, Alessandra Di Pippo hanno assistito alla recita di Natale dei bambini del nostro Hope Center.
Anche Monsignor Galantino, Segretario Generale della CEI è stato ospite del Centro e ci ha confermato l’impegno della Chiesa Italiana per tutte le minoranze perseguitate. Durante la visita ad una delle famiglie della comunità Yazida colpita dal lutto di un figlio ha assicurato “Finché avrete bisogno noi, saremo al vostro fianco”.Oggi la nostra presenza è ampiamente riconosciuta come un intervento significativo, atteso dalle persone e promosso dalle istituzioni e dalle stesse Agenzie Internazionali che, causa le limitate risorse, delegano a FOCSIV sempre maggiori attività e responsabilità, soprattutto nel campo della protezione dei minori. Tutto questo lavoro viene svolto con slancio umano reso possibile dalla prossimità e dalla condivisione, sull’ascolto e sulla conoscenza delle situazioni.Grazie ai membri del nostro team, italiani e iracheni, in questi mesi è stato possibile far fronte anche a singole situazioni di totale indigenza, di malattie gravi e inevitabili episodi di violenza. Soprattutto, è stato possibile evitare qualche viaggio della speranza che molto spesso si trasforma in viaggio della morte in mare alla ricerca di un futuro migliore.Piccole azioni le nostre, che da sole non bastano a fare fronte a un bisogno smisurato, che tuttavia dimostrano quanto importante sia portare aiuto e conforto a persone che hanno perso tutto, anche la speranza di tornare nelle proprie case distrutte.
Piccole azioni che aiutano tutti noi a “restare umani” dinnanzi al dolore, a mantenere alta l’indignazione di fronte all’ingiustizia, a esprimere compassione vera al cospetto di un dolore che dalla comoda, ancorché spaventata Europa, non si può né immaginare, né comprendere, né raccontare”.

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La Cigl in piazza: esplode la guerra dei numeri

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2009

Editoriale fidest.Roma ha vissuto un’altra giornata con un bagno di folla lungo le strade che hanno convogliato i manifestanti al grande raduno al Circo Massimo. Ma prima ancora di parlare di contenuti è esplosa la polemica dei numeri. Gli organizzatori parlano di oltre due milioni di persone e la Questura di appena duecentomila. Sembra quasi che il successo debba solo dipendere da quanti sono scesi in piazza e accolti, per altro, con ironia dal ministro Brunetta che parla di “scampagnata”. Se da una parte non dobbiamo enfatizzare l’evento dandogli significati che vanno oltre le buone intenzioni dei promotori dall’altra non prenderei sottoganmba una protesta che, probabilmente, va oltre la presenza fisica dei convenuti. Quanti sono rimasti a casa? Quanti hanno seguito i cortei alla televisione? Quanti hanno solidarizzato, sia pure restando comodamente seduti in poltrona? Non è facile quantificarli, ovviamente. Presumo siano stati milioni. Questo perché? E’ un perché arduo da rispondere anche da parte degli  addetti ai lavori. Il fatto è che questa crisi ha messo a nudo tutte le nostre fragilità come italiani, in primis, e  come europei e cittadini del mondo. E’ la logica perversa del consumismo che ha inaridito gli animi e ci ha resi più  egosti e opportunisti. E’ la logica disumanizzante di un arrivismo, di una lotta per il primato che va oltre una  sana competizione e ci fa giocare sporco. Il rischio è quello di tutti contro tutti o, se vogliamo, del “divide et impera” da parte di chi oggi ci comanda. Ma il pericolo, a mio avviso, non è tanto la crisi quanto il rischio che i soliti opportunisti si facciano vivi speculando sulle miserie altrui per venderci altre illusioni, per sfruttarci più di quanto non lo hanno già fatto. Possibile che non ci rendiamo conto che respiriamo l’aria delle facili promesse dove regna incontrastata la logica gattopardesca: del tutto cambiare per nulla cambiare. La verità è che due terzi della popolazione italiana, per quel che ci tocca da vicino, ma la proporzione potrebbe valere per tutti gli altri nel mondo, se non di più,vive in provertà da quella estrema a condizioni meno traumatiche ma pur sempre modeste restando ben lontani dal pio desiderio dei benpensanti, ma solo a parole, di un’equa ridistribuzione delle risorse. Usque tandem?… (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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