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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Posts Tagged ‘povertà’

Scuola: Contrasto alla povertà educativa e alle disuguaglianze

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2022

Promuovere il successo formativo e contrastare l’abbandono scolastico insieme a oltre 4.000 giovani fra gli 11 e i 17 anni, 300 docenti e altrettanti genitori. Questo è il cuore del progetto OpenSpace, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e implementato da un qualificato partenariato, con ActionAid come capofila, insieme a tutta la comunità educante intorno alle scuole coinvolte di Bari, Milano, Palermo e Reggio Calabria. Il modello formativo sperimentato nel progetto OpenSpace ha cercato di ricucire il tessuto sociale che lega scuola, territorio e comunità mediante la co-creazione di nuovi spazi partecipati. Vanno in questa direzione i laboratori di progettazione e riqualificazione architettonica degli ambienti comuni della scuola, delle aree verdi o dei luoghi di confine fra la scuola e il territorio, come pure i laboratori artistici e di realizzazione dei murales. E ancora, la palestra dell’innovazione digitale, dove sperimentare le potenzialità di uno spazio virtuale e fisico pensato come tecnologia creativa al servizio della comunità; la realizzazione dei laboratori di potenziamento didattico come Lost e ImpariAmo o i laboratori di ascolto come lo sportello psicologico. Nel lavoro sulle competenze ci si è mossi su due assi di lavoro: la diversificazione delle opportunità educative e lo sforzo teso al superamento delle disuguaglianze, da un lato prevedendo l’inserimento di alcune attività nel curriculum scolastico e dall’altro ampliando l’offerta extracurricolare.

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Istat: in povertà quasi 5,6 mln di persone

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2022

Secondo i dati resi noti dall’Istat, la povertà assoluta nel 2021 conferma sostanzialmente i massimi storici del 2020. “Il lieve miglioramento rispetto al 2020, con il calo delle famiglie povere da 2 milioni e 70 mila a 1 mln e 960 mila del 2021, è una magra consolazione visto che quello era l’anno più buio della pandemia e all’epoca si era raggiunto un record storico negativo. I dati restano drammatici. Si tratta dei secondi valori peggiori di sempre, con un aggravamento anche rispetto al 2018, ossia all’anno del precedente primato, prima della catastrofe del 2020, per via del Covid e dei lockdown e prima del miglioramento del 2019, per via dell’introduzione del reddito di cittadinanza” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Rispetto al 2018, quando le famiglie povere erano 1 mln e 822 mila, nel 2021 aumentano del 7,6%, gli individui poveri salgono del 10,5%, da 5 mln e 40 mila a 5 mln e 571 mila. Insomma, è come se il reddito di cittadinanza, che aveva nettamente migliorato la condizione di povertà nel 2019, non esistesse più e avesse perso ogni efficacia di contrasto alla povertà” conclude Dona.

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Scuola: creare un osservatorio sulle povertà educative e l’inclusione

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

Creare un osservatorio permanente sulle povertà educative e l’inclusione, che diventi luogo di confronto e di scambio di buone pratiche, alla luce di una crisi economico-sociale che si preannuncia dura proprio in quelle realtà che avrebbero più bisogno di combattere abbandono e dispersione scolastica. E’ una delle proposte lanciate da Paola Bortoletto, neo presidente dell’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici nel corso della sua relazione tenuta durante l’undicesimo congresso dell’Andis a Pimonte (Napoli). L’Andis è la più grande e antica associazione professionale (non sindacale) dei dirigenti scolastici, è stata fondata nel 1988 e ad oggi conta più di mille dirigenti scolastici iscritti in tutte le regioni d’Italia. Una realtà che, sottolinea la Bortoletto, “in questi hanno ha svolto un ruolo propositivo con grande spirito di responsabilità e collaborazione con le istituzioni in un momento storico complesso, per via del Covid e oggi dell’impatto della guerra che sta avendo sulla nostra società, che rilancia l’importanza del sistema scolastico e della formazione delle future generazioni”. Per questi motivi l’Andis chiede al governo maggiore attenzione sull’edilizia scolastica, “non possiamo accettare che la montagna del Pnrr partorisca il topolino di appena 216 scuole”, dice la Bortoletto, ma anche più risorse sul sistema integrato 0-6. “Dobbiamo puntare sul rilancio dell’Istruzione Professionale offrendole piena dignità, valorizzando le scelte dei ragazzi, offrendo loro ambienti di apprendimento motivanti partendo da un nuovo modo di ripensare il rapporto scuola/lavoro”. Occorre poi rilanciare il Sistema Nazionale di Valutazione per non cadere nell’autoreferenzialità, investire sulla valutazione formativa che accompagna il processo di apprendimento intrecciandosi con l’insegnamento, che non si ferma alla misurazione, ma include l’apprezzamento dell’insegnante e porta alla conoscenza e quindi alla trasformazione, che comprende l’autovalutazione e lo sviluppo metacognitivo, che considera l’apprendimento un processo incrementale”.Infine il tema della cruciale della formazione iniziale e in servizio e delle procedure di reclutamento sul quale, conclude la neo presidente Andis, “non può essere trascurato il fatto che la formazione più generativa è quella ancorata alla ricerca di base, ai percorsi di ricerca-azione, ad una progettazione delle scuole che possono avvalersi della collaborazione dell’associazionismo professionale e dell’Università”. By Paola Bortoletto, Presidente Andis

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La povertà in Italia è in costante aumento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

Nel 2020 l’Istat ha registrato 5,6 milioni di individui in povertà assoluta, pari al 9,4 % degli individui che costituiscono la popolazione del nostro Paese. Dal 2019, prima della pandemia, si è registrato un aumento che si avvicina ai 2 punti percentuali.Le persone senza fissa dimora rappresentano una parte di coloro che vivono situazioni di grave povertà. Le frequenti crisi economiche hanno accelerato i processi di impoverimento, infatti i loro profili sono cambiati nel corso di questi ultimi decenni: sempre meno legati ai modelli classici dell’homeless e condizionati piuttosto da problemi di fragilità quali dipendenze o problemi psichici e anche da eventi “luttuosi” improvvisi, come la perdita di lavoro.Un focus sul fenomeno nel territorio metropolitano sarà al centro di un incontro, il 12 maggio 2022 dalle 9.30 alle 13 presso la sede di C.so Inghilterra 7 della Città metropolitana di Torino e on line, dal titolo Le povertà nel territorio metropolitano: strategie e risorse per conoscerle e affrontarle. Sarà l’occasione per presentare la ricerca L’homelessness nel territorio metropolitano torinese di Roberto Albano e Cesare Bianciardi, frutto di un accordo fra la Città metropolitana di Torino e il Dipartimento di culture, politica e società dell’Università di Torino, che approfondisce un percorso di indagine iniziato nel 2016 per avere una fotografia di chi sono e quanti sono i senza fissa dimora sul territorio metropolitano al di fuori del capoluogo. La nuova ricerca sposta il territorio di indagine sugli operatori dei servizi pubblici e del terzo settore per conoscere quali sistemi di condivisione dei dati hanno a disposizione e come li utilizzano . L’obiettivo è arrivare a creare un Osservatorio permanente sul fenomeno dei senza fissa dimora per mettere a sistema la capacità di attraree risorse e strumenti efficaci a contrasto.

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Roma: Rapporto povertà

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2022

«False ripartenze?» è il titolo della quinta edizione del Rapporto “Povertà a Roma: un punto di vista” realizzato dalla Caritas diocesana. Lo studio è stato presentato questa mattina presso il Vicariato di Roma con una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del cardinale Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, di Giustino Trincia, direttore della Caritas e, collegato in videoconferenza, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri.Il volume, 154 pagine ricche di infografiche e tabelle, documenta le numerose iniziative promosse dalle parrocchie di Roma negli ultimi due anni della pandemia. Dati sugli aiuti alimentari, la distribuzione dei buoni spesa, le mense sociali, le numerose iniziative di prossimità promosse dalle comunità e un focus sulle proposte della Caritas riguardo agli ambiti del lavoro, dell’abitare e dell’ecologia integrale. Nel Rapporto vi è anche una sezione dedicata allo scenario economico-sociale della Capitale e un’analisi sull’efficacia delle misure messe in atto nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) che riguardano l’esclusione sociale.

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Istat: in povertà 7,5% delle famiglie

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2022

Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel 2021 le famiglie in povertà assoluta in Italia sono il 7,5% (7,7% nel 2020) per un numero di individui pari a circa 5,6 milioni (9,4%, come lo scorso anno), confermando sostanzialmente le stime del 2020. “Dati drammatici! Anche se la povertà resta stabile non vuol dire che i valori siano degni di un Paese civile. Nel 2020, infatti, si trattava di un record storico negativo mai raggiunto prima. Il fatto, quindi, che la situazione permanga e non sia migliorata non può certo rassicurarci ” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “A questo va aggiungo che l’inflazione sta esplodendo e, purtroppo, è una tassa invisibile che colpisce spese obbligate come luce, benzina, gas e alimentari, impoverendo soprattutto i meno abbienti” conclude Dona. Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel 2021 le famiglie in povertà assoluta in Italia sono il 7,5% (7,7% nel 2020) per un numero di individui pari a circa 5,6 milioni (9,4%, come lo scorso anno), confermando sostanzialmente le stime del 2020. “Dati drammatici! Anche se la povertà resta stabile non vuol dire che i valori siano degni di un Paese civile. Nel 2020, infatti, si trattava di un record storico negativo mai raggiunto prima. Il fatto, quindi, che la situazione permanga e non sia migliorata non può certo rassicurarci ” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “A questo va aggiungo che l’inflazione sta esplodendo e, purtroppo, è una tassa invisibile che colpisce spese obbligate come luce, benzina, gas e alimentari, impoverendo soprattutto i meno abbienti” conclude Dona.

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Cambiamenti climatici e povertà rurale

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2022

I leader mondiali chiedono investimenti urgenti e innovativi per aiutare le comunità rurali dei paesi più poveri del mondo ad adattarsi al cambiamento climatico. Parlando all’apertura della riunione annuale del Consiglio dei Governatori a cui partecipano 177 Stati membri del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) delle Nazioni Unite, i leader hanno sottolineato in particolare la vulnerabilità dei piccoli agricoltori ai gravi eventi meteorologici, come le tempeste che hanno devastato il Madagascar nelle ultime settimane uccidendo almeno 121 persone e distruggendo più di 176.000 ettari di terreno.In risposta alla minaccia che il cambiamento climatico rappresenta per le popolazioni rurali, il Ministro dell’Economia e delle Finanze italiano Daniele Franco, ha detto che quest’anno l’Italia aumenterà il suo impegno finanziario internazionale per far fronte ai cambiamenti climatici di tre volte, raggiungendo circa 1,5 miliardi di dollari all’anno fino al 2026. “Il cambiamento climatico, il degrado ambientale e la perdita di biodiversità rappresentano una minaccia immediata per le risorse naturali, così come per la vita e i mezzi di sussistenza delle popolazioni rurali”, ha detto. E ha aggiunto: “I sistemi alimentari risentono fortemente degli shock climatici in rapido aumento. I loro effetti sono più gravi per le comunità rurali povere ed emarginate che pur essendo le più colpite, sono quelle che contribuiscono meno a tali fenomeni. Invertire queste tendenze richiede soluzioni innovative. Dobbiamo evitare che i progressi fatti all’interno dell’Agenda 2030 siano resi vani, a tal fine il Fondo svolge un ruolo chiave”.Nel suo discorso di apertura, il Presidente dell’IFAD, Gilbert F. Houngbo, ha sottolineato che i piccoli produttori sono colpiti duramente da una crisi che non hanno creato, eppure attualmente ricevono solo l’1,7% dei finanziamenti per il clima. Il cuore del problema è l’iniquità. Molte di queste soluzioni richiedono l’accesso alla finanza, secondo Sua Maestà Máxima Zorreguieta Cerruti d’Orange-Nassau, Regina dei Paesi Bassi, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la finanza inclusiva per lo sviluppo (UNSGSA). “L’agricoltura impiega due terzi delle popolazioni dell’Africa sub-sahariana e rappresenta quasi un terzo del PIL. Eppure i piccoli produttori rurali sono sistematicamente sotto finanziati – e lo sono ancora di più dopo la pandemia”, ha detto. “C’è un’opportunità per gli innovatori responsabili del settore privato di intervenire e contribuire a colmare il deficit di finanziamento globale di 170 miliardi di dollari, per aiutare i piccoli produttori ad avere accesso al credito e ai mercati”.Nel 2020, la fame nel mondo è aumentata in gran parte a causa del cambiamento climatico, della povertà e dell’impatto della pandemia da COVID-19. Una persona su 10 nel mondo oggi soffre la fame.Nei prossimi 3 anni, l’IFAD dedicherà almeno il 40% delle sue risorse principali ai finanziamenti per il clima. Attualmente sta mobilitando 500 milioni di dollari per il suo fondo climatico ASAP+ che vuole essere il più grande fondo per il clima dedicato ai piccoli produttori.

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Il nuovo Rapporto Caritas su povertà ed esclusione sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Uno spaccato dei volti e delle storie di povertà in tempo di pandemia. È quanto emerge dal Rapporto di Caritas Italiana su povertà ed esclusione sociale che, facendo seguito ai 4 monitoraggi nazionali effettuati nel 2020, è pubblicato on line sul sito http://www.caritas.it. Alla vigilia della Giornata internazionale di lotta alla povertà, il Rapporto “Oltre l’ostacolo”, prende in esame: le statistiche ufficiali sulla povertà, i dati di fonte Caritas, il tema dell’usura e del sovra-indebitamento, la crisi del settore turistico, lo scenario economico-finanziario, le politiche di contrasto alla povertà. Come sottolinea il titolo, l’obiettivo è di cogliere e di evidenziare, a partire dalle situazioni e dalle storie incontrate sul territorio, elementi di prospettiva e di speranza. Esempi di risposta e resilienza, da parte di tanti attori, pubblici e private e in particolare delle comunità locali, capaci di farsi carico delle situazioni di marginalità e vulnerabilità affiorate nel corso della pandemia. Tale capacità spesso si è incrociata con le risposte istituzionali offerte a livello nazionale ed europeo, dando luogo ad una serie di triangolazioni positive, che hanno evidenziato l’importanza di lavorare in rete, assumendo responsabilità diverse ma condivise. Caritas e pandemia In linea con le statistiche ufficiali i dati rilevati dalle 218 Caritas diocesane sul territorio, espressione delle rispettive Chiese locali. In dodici mesi (nel 2020) la rete Caritas, potendo contare su 6.780 servizi a livello diocesano e parrocchiale, e oltre 93mila volontari a cui si aggiungono circa 1.300 volontari religiosi e 833 giovani in servizio civile, ha sostenuto più di 1,9 milioni di persone. Di questi il 44% sono “nuovi poveri”, persone che si sono rivolte al circuito Caritas per la prima volta per effetto, diretto o indiretto, della pandemia. Disaggregando i dati per regione civile si scorgono alcune importanti differenze territoriali che svelano quote di povertà “inedite” molto più elevate; tra le regioni con più alta incidenza di “nuovi poveri” si distingue la Valle d’Aosta (61,1%,) la Campania (57,0), il Lazio (52,9), la Sardegna (51,5%) e il Trentino Alto Adige (50,8%). Ma la crisi socio-sanitaria ha acuito anche le povertà pre-esistenti: cresce anche la quota di poveri cronici, in carico al circuito delle Caritas da 5 anni e più (anche in modo intermittente) che dal 2019 al 2020 passa dal 25,6% al 27,5%; oltre la metà delle persone che si sono rivolte alla Caritas (il 57,1%) aveva al massimo la licenza di scuola media inferiore, percentuale che tra gli italiani sale al 65,3% e che nel Mezzogiorno arriva addirittura al 77,6%. Siamo quindi di fronte a delle situazioni in cui appare evidente una forte vulnerabilità culturale e sociale, che impedisce sul nascere la possibilità di fare il salto necessario per superare l’ostacolo. Il 64,9% degli assistiti dichiara di avere figli; tra loro quasi un terzo vive con figli minori. Il dato non è affatto irrisorio se si immagina che dietro quei numeri si contano altrettante, o forse più, storie di povertà minorile che ci sollecitano e allarmano. Rispetto alle condizioni abitative, oltre il sessanta per cento delle persone incontrate (63%) vive in abitazioni in affitto, Il 5,8% dichiara di essere privo di un’abitazione, il 2,7% è ospitato in centri di accoglienza. Percentuali queste ultime che si legano chiaramente alla condizione Comunicato n.35 | 16 ottobre 2021 degli “homeless”, i cui numeri anche per il 2020 risultano tutt’altro che trascurabili. Le persone senza dimora incontrate dalle Caritas sono state 22.527 (pari al 16,3% del totale), per lo più di genere maschile (69,4%), stranieri (64,3%), celibi (42,4%), con un’età media di 44 anni e incontrati soprattutto nelle strutture del Nord. Delle persone sostenute dal circuito Caritas, oltre un terzo (il 37,8%) è supportato anche da alcuni servizi pubblici con i quali a volte le Caritas sui territori svolgono un lavoro sinergico e coordinato soprattutto in questo tempo di criticità. Una persona su cinque (19,9%) di quelle accompagnate nel 2020, dichiara di percepire il Reddito di Cittadinanza (RdC). Usura e sovraindebitamento Il capitolo su usura e sovra-indebitamento, curato dalla Consulta nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II”, dimostra che già prima della pandemia almeno due milioni di famiglie sopportassero debiti non rifondibili a condizioni ordinarie. La vulnerabilità all’indebitamento patologico e all’usura si proietta sullo sfondo della recessione economica e della povertà assoluta, che hanno conosciuto un netto incremento a causa della pandemia. Basti pensare che nelle province dichiarate “zona rossa” per tempi più prolungati, il reddito si è ridotto di oltre il 50 per cento per un nucleo familiare ogni 20, mentre solo un piccolo gruppo di privilegiati (2,6%) ha visto aumentare il proprio reddito. Il settore turistico Il Rapporto contiene anche uno studio sugli effetti della pandemia su 4 aree di interesse turistico: Assisi, Ischia, Riva del Garda e Venezia. Bastano alcuni dati per ognuna di queste realtà a far comprendere il quadro della situazione. Solo ad Assisi città e frazioni, tra giovani laici e religiosi, la Chiesa locale ha messo a disposizione da giugno 2020 a inizio 2021 circa 7200 ore di volontariato per servizi assistenziali, empori e attività di distribuzione. A Ischia il 70% degli operatori del turismo non lavora. Nel 2019 la Caritas sfamava 500 famiglie, oggi sono 2500 famiglie e sono in aumento perché su circa 15000 lavoratori stagionali almeno il 50% non ha ricevuto nessun tipo di supporto economico. A Riva del Garda la crisi del turismo ha prodotto una fuga della manodopera, in gran parte straniera, ripartita verso i paesi di origine e mai più ritornata. Viene confermato un trend di crescita delle persone incontrate e aiutate da Caritas, con 302 nuclei familiari seguiti e un migliaio di persone coinvolte nel 2020, su una comunità di riferimento di circa 20.000 abitanti (dati in linea anche per il primo trimestre 2021. A Venezia lo scoppio dell’emergenza ha prodotto un crollo dei flussi turistici con in un calo di entrate di 2miliardi di euro. Per sostenere le famiglie, la diocesi ha istituito il Fondo San Nicolò, distribuendo circa 250.000 euro. Le Politiche di contrasto alla povertà Il focus sulle politiche di contrasto alla povertà riguarda in particolare sul reddito di cittadinanza (RdC), che ha complessivamente supportato 3,7 milioni di persone nel corso del 2020 a livello nazionale, ha interessato uno su cinque fra coloro che si sono rivolti ai centri e servizi Caritas nel 2020 e più della metà (55%) dei beneficiari di una indagine longitudinale sui beneficiari Caritas monitorati dal 2019 (pre-pandemia) al 2021. Viene presentata l’”Agenda Caritas per il riordino del RdC” che prevede un pacchetto complessivo di interventi con un mix di ampliamento e riduzione dei criteri di accesso e che ponga attenzione al processo di miglioramento/rafforzamento di servizi e azioni per l’inserimento lavorativo e per l’inclusione sociale, al fine di intervcettare al meglio la povertà assoluta. Oltre l’ostacolo Allargando lo sguardo al 2021 la fotografia che emerge dai primi otto mesi dell’anno (gennaio[1]agosto) è la seguente: – rispetto al 2020 crescono del 7,6% le persone assistite; – le persone che per la prima volta nel 2020 si erano rivolte ai servizi Caritas e si trovano ancora in uno stato di bisogno rappresentano il 16,1% del totale; – rimane alta la quota di chi vive forme di povertà croniche (27,7%); più di una persona su quattro è accompagnata da lungo tempo e con regolarità dal circuito delle Caritas diocesane e parrocchiali; – preoccupa anche la situazione dei poveri “intermittenti” (che pesano per 19,2%), che oscillano tra il “dentro-fuori” la condizione di bisogno, collocandosi a volte appena al di sopra della soglia di povertà e che appaiono in qualche modo in balia degli eventi, economici/occupazionali (perdita del lavoro, precariato, lavoratori nell’economia informale) e/o familiari (separazioni, divorzi, isolamento relazionale, ecc.). Dati questi che – come ha sottolineato il Presidente della Conferenza episcopale Italiana, card. Gualtiero Bassetti, lo scorso 27 settembre aprendo i lavori del Consiglio Permanente – si prestano a una lettura ambivalente. Da una parte, possono essere indice dei primi effetti positivi della ripresa; dall’altra, mostrano che ancora troppe persone continuano a “non farcela” e rischiano di vedere in qualche modo “cristallizzata” la propria condizione di bisogno. È dunque indispensabile che i benefici della crescita economica siano distribuiti in modo da ridurre quanto più possibile le disuguaglianze che si sono approfondite a causa della pandemia. Senza lasciare nessuno indietro. su http://www.caritas.it testo integrale, sintesi, video e altri materiali di approfondimento.

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La ricchezza di una nazione e la povertà delle scelte

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2021

Dopo questa pandemia che ci ha fatto perdere 50 miliardi di euro non possiamo dimenticare, ancora una volta, ciò che sono le nostre entrate mancanti. Abbiamo un’economia sommersa che vale 270 miliardi, un’evasione di 180 miliardi e una corruzione pubblica che ammonta a settanta miliardi. È questa la vera faccia del paese. L’onestà non premia. Il contribuente non è difeso. Si sfruttano le doti meno nobili dell’animo umano incoraggiando l’evasione, favorendo il sommerso, offrendo il voto di scambio e lasciando che gli strumenti a tutela dei cittadini vadano alla malora con milioni di processi in civile e in penale che prima di avere una sentenza definitiva richiedono tra gli otto e i 12 anni, E ancora chi si ammala e vuole essere curato adeguatamente deve sborsare di tasca propria, chi vuole cibarsi di alimenti di buona qualità deve pagare di più innescando quella spirale perversa che condanna tutti coloro che sono detentori di redditi medio-bassi ad essere più esposti a malattie e infezioni batteriche e virali. Quale sarebbe stato il gesto di “coraggio” di un governo, tanto per cominciare, se non quello di adottare una politica fiscale aperta al rimborso delle spese di mantenimento come accade in Germania e nei paesi anglosassoni? Così se a casa arriva l’idraulico o si va dal medico specialista e si è posti di fronte all’alternativa di pagare duecento euro senza ricevuta o 250 se non 300 con la ricevuta, la convenienza e la mancanza di un adeguato scomputo della spesa nella dichiarazione dei redditi, ci induce a scegliere la soluzione economicamente più vantaggiosa perché il fisco non ci riconosce l’onere di tale spesa. I politici lo sanno ma preferiscono fare come le scimmiette: non vedere, non sentire, non parlare perché le corporazioni sono quelle che dettano le fortune o le sfortune dei partiti nei confronti elettorali, mentre gli altri, pur essendo la maggioranza assoluta del paese, sono stati ammansiti dai tanti specchietti per allodole che si chiamano disinformazione, clientelismo, complessi d’inferiorità e diavolerie del genere. A questo punto come possiamo sperare che i duecento e passa miliardi che ci elargisce l’Europa possano essere utilizzati nell’interesse generale del paese? Ecco perché ci sarebbe voluta una riforma fiscale complessiva che badasse alle aliquote ma anche a tutto il resto. Perché i cittadini devono essere educati a ottenere risultati virtuosi nelle loro operazioni finanziarie, commerciali e negli scambi di servizi. Bisogna incoraggiare e non deprimere. Bisogna offrire opportunità oneste e non convenienza a evadere. (Riccardo Alfonso)

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Povertà: cresce la povertà assoluta e tra i minori

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

Sono estremamente allarmanti i dati diffusi oggi dall’Istat sulla povertà in Italia: la povertà assoluta cresce al livello massimo dal 2005 (data di inizio delle serie storiche), toccando ben 5,6 milioni di persone.Le famiglie in condizione di povertà relativa sono invece poco più di 2,6 milioni.Desta preoccupazione, in tale contesto già drammatico, la forte crescita di povertà assoluta per i minori: sono oltre 1,3 milioni i minori in povertà assoluta, per i bambini e i ragazzi tale tasso è cresciuto di oltre due punti rispetto al 2019, portandosi al 13,5%.Tale rapporto rivela quanto siano devastanti le conseguenze della crisi determinata dalla pandemia e quanto si facciano sempre più profonde e incolmabili le spaccature e i divari all’interno della nostra società.Se da un lato la povertà cresce, dall’altro la pandemia ha intaccato in minima parte i possessori di grandi patrimoni: secondo i dati della società londinese di real estate Knight Frank rispetto al 2019 in Italia non solo sono aumentati gli importi in gestione, ma è salito anche il numero degli individui che hanno più di un milione di euro investito (oltre 1,2 milioni di persone).In questo grave contesto di crescita delle disuguaglianze l’Istat rende noto come le misure finora esistenti siano servite appena ad attutire in parte l’impatto della crisi, riducendo l’intensità della povertà assoluta: ma il reddito di cittadinanza, gli ammortizzatori sociali e il reddito di emergenza non saranno a nostro avviso sufficienti a fronteggiare le conseguenze sul piano economico e sociale di un altro anno di pandemia, specialmente se verrà a decadere anche il blocco dei licenziamenti.È tempo che il Governo intervenga operando una seria lotta alle disuguaglianze, in primis disponendo adeguati sostegni a favore delle famiglie in difficoltà, ma anche definendo un sistema di tassazione più equo, adottando una tassazione straordinaria sui grandi patrimoni e mettendo in atto una determinata azione di contrasto all’evasione fiscale.“Siamo convinti che sia necessaria una riforma complessiva del sistema fiscale. – afferma Emilio Viafora, presidente Federconsumatori – Si tassi meno il lavoro e di più le rendite e si introducano più forti elementi di progressività.”

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Covid: Caritas, in 7 mesi salgono del 24,4% i nuovi poveri

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 Maggio 2021

Secondo la Caritas, durante la pandemia, quasi una persona su quattro (24,4%) è diventata un “nuovo povero”. Si tratta di 132.717 persone in totale. “Dati sconcertanti e drammatici che richiedono una nuova risposta nel Dl Sostegni ora in discussione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Gli aiuti dati finora, infatti, tra reddito di cittadinanza e reddito di emergenza, per quanto importanti, non sono stati sufficienti a contenere questa nuova ondata di poveri a dir poco vergognosa. Anche i vari ristori dati a pioggia, se all’inizio erano giustificati dalla necessità di dover intervenire rapidamente, ora vanno mirati e potenziati per i più bisognosi” conclude Dona.

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Sassoli: Troppa povertà in Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo ha sostenuto che:“Decine di milioni di europei che erano sulla soglia della fascia di povertà sono oggi al di sotto, e decine di milioni di europei che erano ceto medio basso sono adesso sulla soglia della fascia della povertà. Questi cittadini e queste cittadine reclamano dignità. È un tema cruciale per le forze politiche democratiche, perché se non lo affrontiamo in modo strutturale ed efficace, verremo travolti, se non dalla rabbia di certo dall’indifferenza”.Il Presidente dell’Eurocamera ha ribadito l’importanza del Piano Next Generation per la ripresa delle regioni meridionali: “È importante che un progetto di lungo periodo, strategico per il paese come il Next Generation EU venga discusso e condiviso a tutti i livelli possibili. Con il Next Generation EU possiamo abbandonare una volta per tutte la retorica (sbagliata) del sud come un gigantesco villaggio vacanze permanente. Le Regioni meridionali esprimono eccellenze in molti campi”.In conclusione Sassoli ha sottolineato che:“Dobbiamo essere consapevoli che c’è grande dolore e incertezza in tutta Europa. Non soltanto per la precarietà delle condizioni materiali di vita, ma anche per altri fattori, tra cui il gigantismo delle imprese transnazionali che cercano di sottrarsi ad ogni controllo e ad ogni responsabilità’, il rischio di una digitalizzazione necessaria ma senza regole, il trasferimento di “sovranità” ai Consigli di Amministrazione. Per questo sarà importante il lavoro regolatorio che L’Unione europea farà in materia digitale e fiscale nei prossimi mesi”.“Dobbiamo assumerci la responsabilità di rinnovare il nostro patto democratico e il legame con i nostri cittadini. E dobbiamo farlo sapendo che i cittadini vogliono essere ascoltati, essere coinvolti nella vita politica, partecipare pienamente alla democrazia. Per questi motivi, mi sembra che la Conferenza sul futuro dell’Europa sia una straordinaria e necessaria opportunità per un dibattito dal basso sul nostro futuro comune”.

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Inflazione: ricadute di 238,40 Euro annui a famiglia

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2021

Si conferma, nel mese di marzo, il tasso di inflazione al +0,8% sull’anno.L’Istituto Nazionale di Statistica spiega come tale accelerazione si deve principalmente e alla crescita dei costi dei beni energetici non regolamentati, in primis i carburanti, come purtroppo sanno bene gli automobilisti italiani.Un costo che, come abbiamo più volte sottolineato, si attesta ben al di sopra di quanto dovrebbe. Secondo i calcoli dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, il prezzo della benzina, calcolando le quotazioni del petrolio ed il cambio, dovrebbe attestarsi ben al di sotto di quello attuale, almeno di 11 centesimi. Un sovrapprezzo di questa portata, in un anno, porterebbe ad un aggravio di circa +132 Euro ad automobilista.Per non parlare delle ricadute complessive di un tasso di inflazione a questi livelli, che determinerà ricadute pe le famiglie di +238,40 Euro annui.Un importo non trascurabile, soprattutto alla luce della grave crisi che i cittadini e il Paese stanno affrontando a causa delle conseguenze della pandemia.Per questo si rende sempre più urgente e improrogabile un piano di intervento per aiutare le famiglie e sostenere le attività economiche e produttive che si trovano in maggiore difficoltà. Un sostegno che non si limiti ai soliti provvedimenti di carattere emergenziale a cui siamo ormai abituati, spesso insufficienti, ma costituisca piuttosto la base per avviare una ripresa stabile e duratura.Nel dettaglio è necessario avviare misure adeguate a rilanciare occupazione, investimenti in sviluppo e ricerca, nonché a promuovere di una crescita sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale, nell’ottica di un determinato contrasto alle disuguaglianze e alla povertà.

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Aumentano le famiglie in povertà assoluta

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

“FEDERCASALINGHE sottolinea con forza che sono sempre le famiglie composte da donne sole con figli e le famiglie monoreddito con figli, a subire più pesantemente l’impoverimento dovuto al Covid”.Vogliamo ricordare che i sostegni al reddito, di varia entità e natura, che Governo e Parlamento hanno via via approvato, sono stati maggiori per le famiglie che percepiscono più redditi.La mancata valutazione del valore economico del lavoro familiare e del lavoro di cura indispensabili per la crescita dei figli e l’assistenza alle persone non autosufficienti continua ad essere in Italia una grave discriminazione contro le donne.“Mi domando spesso, con preoccupazione, dice Federica Gasparrini, se stiamo indebitando per un lungo periodo le fasce più povere, ed arricchendo le persone già economicamente forti. Abbiamo chiesto a Draghi, da buon Amministratore, di meglio calibrare i sostegni alle famiglie.

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Povertà: Unc, è record storico

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2021

“Non si tratta dei dati peggiori degli ultimi 15 anni, ma di quelli peggiori di sempre” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sulla povertà.“Il fatto che le serie siano iniziate nel 2005, non vuol dire che prima ancora la povertà fosse più grave, come dimostra il trend della serie, bensì che si tratta di un record storico, mai registrato prima. Battuti, insomma, tutti i precedenti primati. Per le famiglie povere in valore assoluto, con oltre 2 mln si è superato il record precedente di 1 mln e 822 mila del 2018, così come in termini percentuali si è sorpassato il 7% del 2018. Quanto agli individui, con i 5 mln e 600 mila circa si è stracciato il primo posto del 2017, con 5 mln e 58 mila, mentre con il 9,4% di individui si è andati ben oltre l’8,4% del 2017 e del 2018” prosegue Dona. “Questi dati non degni di un Paese civile dimostrano che reddito di cittadinanza, reddito di emergenza e bonus vari non sono serviti quasi a nulla, essendo stati dati male, a pioggia, ed in ritardo. Ora il Governo Draghi rimedi con una riforma fiscale che abbassi le tasse ai più poveri” conclude Dona.

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Povertà in crescita, urgente maggior sostegno a famiglie e disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Il 28% dei pensionati sotto la soglia dei 10mila euro lordi, pochissimi anziani non autosufficienti possono permettersi una badante. L’appello di DOMINA al governo.Per rispondere alle necessità del Paese, l’ha ricordato Mario Draghi nelle suo discorso programmatico occorre “avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie”. Tra le questioni più preoccupanti la povertà, la cui incidenza in un anno (dal 2019 al 2020) passa dal 31% al 45%. “Tra i nuovi poveri – lo sottolinea ancora Draghi – aumenta il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, delle persone in età lavorativa, di fasce di cittadini finora mai sfiorate dall’indigenza”.E gli anziani non se la passano meglio. L’Osservatorio nazionale DOMINA, nel suo Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico, ha pubblicato i dati del Ministero delle Finanze che fotografano la condizione dei pensionati italiani. Il 28,3% percepisce meno di 10mila euro annui e il 66,1% è sotto la soglia dei 20mila (e si tratta di redditi lordi). Pochi anziani, dunque, possono permettersi badanti a tempo pieno o colf per più di qualche ora a settimana. Le persone non autosufficienti che possono permettersi un’assistenza contando solamente sulla propria pensione, per esempio, sono tra il 6 e l’8% se si avvalgono di lavoratori non formati. Nel caso di personale preparato la percentuale si abbassa al 4%.L’Italia è tra i Paesi europei che spendono meno per famiglia, infanzia e disabilità. Tra il 2008 e il 2013 la percentuale del Pil destinata a queste tre voci è rimasta sempre compresa tra il 2,5% e il 2,9%, per poi registrare un piccolo aumento (+0,4 punti) nel 2014. Negli ultimi quattro anni il valore è rimasto pressoché costante, attestandosi nel 2017 al 3,4%. Siamo molto lontani dai valori dei Paesi scandinavi (Danimarca 8,4%, Svezia 6%, Finlandia 5,8%), ma anche dalla media Ue (4,3%).
Per Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA, “Investire sulla famiglia significa scommettere sul futuro del Paese”. “Perciò chiediamo alle ministre Elena Bonetti ed Erika Stefani – continua Gasparrini – di dare continuità al lavoro durante il Governo Conte II, nonché concretezza ai buoni propositi del Presidente del Consiglio, mettendo in campo maggiori politiche di sostegno che possano anche rilanciare il settore del lavoro domestico. ”.

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Per contrastare la povertà educativa

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Occorre lavorare su due livelli: da una parte rafforzando gli adolescenti, soprattutto quelli più vulnerabili, dall’altro potenziando i soggetti che rappresentano, a vario titolo, le risorse educative sul territorio e facilitando le loro relazioni. Questo l’obiettivo che WeWorld – organizzazione italiana che difende da 50 anni i diritti di donne e bambini in 27 Paesi del mondo inclusa l’Italia – mira a raggiungere attraverso l’istituzione della figura del Community Worker, nata all’interno del progetto REACT (Reti per educare gli adolescenti attraverso la comunità e il territorio), selezionato da CON I BAMBINI nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, attivo in diversi territori italiani a rischio di dispersione scolastica, dai quartieri Bicocca-Niguarda di Milano ai quartieri di Santa Teresa-Pirri e Sant’Elia a Cagliari, da San Basilio a Roma al quartiere Borgo Vecchio di Palermo.Il Brief Report ‘Il Community Worker nel progetto REACT’ è stato presentato oggi all’interno della Giornata di studio virtuale promossa da WeWorld e dalla rete FREQUENZA200, trasmesso sulla pagina Facebook di WeWorld, dal titolo “Dalla comunità educante ai patti educativi. Quale futuro per la collaborazione tra pubblico e privato nel contrasto alla povertà educativa?”, cui hanno preso parte anche Marco Rossi Doria, Vicepresidente Impresa Sociale “Con i Bambini” e Andrea Morniroli, Forum Disuguaglianze Diversità, Cooperativa Dedalus.Il welfare di comunità è una scelta per rigenerare legami sociali e costruire nuove opportunità per tutti: il Community Worker rappresenta infatti un facilitatore comunitario che sviluppa legami collaborativi tra gli attori della comunità educante, ponendosi come un ponte tra insegnanti e operatori sociali da un lato e famiglie, volontari e cittadini dall’altro, affinché diventino una risorsa per rispondere ai bisogni dei giovani. Si tratta di una figura che lavora per creare una rete capillare e coesa di adulti che saranno un riferimento positivo nel percorso di crescita degli adolescenti, coinvolgendo le famiglie e rafforzandole nelle competenze genitoriali, promuovendo occasioni di supporto, cura, animazione e socializzazione nel territorio.La figura del Community Worker è presente in ciascuno dei 10 territori coinvolti nel progetto REACT, con il compito di facilitare le relazioni e attivare processi e strategie che portino alla costruzione di una comunità educante, in cui i cittadini che abitano il territorio possano diventare soggetti attivi del cambiamento.

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Senza il Reddito e la Pensione di Cittadinanza, 2,9 milioni di persone sarebbero sotto la soglia di povertà

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2021

È il dato principale che emerge dalla “fotografia” divulgata dall’Osservatorio dell’INPS. Ed è un dato estremamente significativo, in un momento così delicato.Il Reddito di Cittadinanza, in questo anno e mezzo, ha rappresentato un’importantissima rete di protezione sociale ed un’interessante strumento per riportare i cittadini all’interno del mondo del lavoro, che possiamo ulteriormente migliorare, intervenendo soprattutto nelle parti che riguardano i rapporti con i Comuni e con le imprese.Ogni tanto si dovrebbe avere il coraggio di riconoscerlo, al di là dell’appartenenza politica o della paternità delle idee. Abbiamo messo in campo uno strumento che può fare da apripista al reddito universale, e quindi anche ad una organica e strutturata riforma degli ammortizzatori sociali.La pandemia ci ha insegnato tante cose, ma quella più importante è che nessuno deve essere lasciato indietro. L’abbiamo affrontata con gli strumenti che avevamo, ed inventandocene di nuovi, come i contributi a fondo perduto, o l’Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO) che finalmente garantisce una forma di ammortizzatore sociale anche agli autonomi.Davanti a noi abbiamo una grandissima sfida, che è anche una grandissima opportunità. Costruire l’Italia del futuro vuol dire innovazione, infrastrutture, opportunità occupazionale e politiche attive del lavoro, istruzione e ricerca scientifica, ma soprattuto ricostruzione di una rete sociale. Quello che forse è mancato per troppo tempo, e su cui noi abbiamo avviato un bel percorso.Andiamo avanti, dopo il Covid tutto dovrà essere meglio di prima”.Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Che ne vogliamo fare dei pensionati?

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2021

È evidente che tra i pensionati esiste un’area di povertà molto elevata: poveri, rassegnati, frustrati. Eppure, cercano di stringere i denti e di vivere dignitosamente. Lo fanno, sovente, togliendosi il pane di bocca per infilare qualche banconota di 50 euro nelle tasche dei nipoti, studenti, precari, disoccupati, con famiglia monoreddito. I pensionati, in Italia, sono circa 18 milioni e diventeranno qualcosa di più tra qualche anno. Molti di loro riescono a star bene in salute ma con solo qualche acciacco alle ossa, per lo più. Altri sono meno fortunati in salute. Altri, ancora, risentono l’abbandono dei familiari o vivono soli perché non hanno figli e nipoti per via di fratelli e sorelle. Li troviamo seduti sulle panchine dei giardini pubblici, a discutere per strada con i loro coetanei a fare la spesa, a portare a spasso i nipotini, a frequentare la parrocchia, a cercarsi qualche hobby. Sono ancora una risorsa ma loro non sembrano rendersene conto. Lo Stato con le imposte, con le addizionali degli enti locali, con le tasse su tutto non fa altro che erodere le loro modeste rendite. Si sentono assediati, si sentono a volte inutili. Non sono più i nonni di un tempo che attiravano i loro nipoti raccontando storie di vita e si riscaldavano intorno al camino e i loro volti s’illuminavano alle fiammate che aggredivano il ciocco posto sulla brace. La memoria non è più la stessa. Restano solo i ricordi lontani, belli e tristi di giovani vogliosi di crescere, di lavorare, di trovare un posto nella vita, un amore che riscaldasse i loro cuori. Poi si cede il passo ai più giovani e gli anni l’età diventa un peso a volte insopportabile per sé e per gli altri. Possibile che si debba fare tanto per allungare la vita e poi con questa vita allungata si diventa superflui? Possibile che non vi è un’opportunità d’uscire da questo mondo con dignità? (Riccardo Alfonso)

 

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L’aumento della povertà in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

L’aumento della povertà, registrato dall’inizio della pandemia, sta assumendo aspetti preoccupanti a diversi livelli. Tra i bisogni primari espressi dalle famiglie più fragili, oltre al necessario per mangiare, c’è anche quello di un alloggio garantito. La precarietà abitativa, fenomeno già presente in tempi ordinari, sta negli ultimi mesi diventando una vera e propria minaccia per molti nuclei familiari, a partire dagli anziani (soprattutto quelli che vivono da soli), dalle persone con disabilità e, più in generale, da quelle che sono al di sotto della soglia di povertà. Il progetto “Riparto da Casa” – che ha come sottotitoli emblematici “Torno a Casa” – “Resto a Casa”, per indicare le diverse modalità con cui si sviluppa – , promosso da Sant’Egidio, ha l’obiettivo di rispondere ad alcune di queste necessità, individuate a partire dalla rete di solidarietà costruita in questi anni dalla Comunità a favore delle fragilità presenti nella società italiana. Un primo, significativo, sostegno all’iniziativa è già arrivato da Carlo De Benedetti con lo stanziamento di un milione di euro. L’ingegnere fa sapere come, con questa donazione, intenda “non solo offrire un contributo economico, ma anche proporre un modello di aiuto sostenibile, in modo che si diffonda in tutto il mondo imprenditoriale italiano la necessità di aiutare, in questo momento particolarmente difficile per il paese, le fasce più povere della popolazione”.

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