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Una mappa globale per tracciare le buone pratiche anti-Covid

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

L’Agenzia UNHABITAT delle Nazioni Unite, nell’ambito del programma Participatory Slum Upgrading Programme (PSUP), insieme a un gruppo di studenti del Master Techs4change del Politecnico di Torino coordinato dalla professoressa Francesca De Filippi, ha elaborato un progetto volto a tracciare le migliori azioni e pratiche di prevenzione e controllo del Covid-19 in slum e insediamenti marginali. Il team di ricerca di UNHABITAT e del Politecnico ha riunito le soluzioni più efficaci in una mappa interattiva georeferenziata (Interactive Project Map), basata su una piattaforma open source, organizzata per categorie (per esempio acqua, servizi essenziali, protezione dei gruppi più vulnerabili) che attualmente comprende 29 progetti provenienti da 14 Paesi nel mondo. La mappa è in continuo aggiornamento e aperta al contributo di chi opera sul campo.Il progetto intende così supportare le organizzazioni non-governative e i decisori politici che lavorano alla riduzione dell’impatto del Covid-19 nelle aree urbane densamente abitate e marginali, particolarmente esposte alla diffusione della pandemia.La mappa raccoglie dati su situazioni quali ad esempio Kibera, la più grande periferia degradata del Kenya, dove alcune donne positive all’HIV si guadagnano da vivere producendo flaconi per disinfettanti e maschere protettive, sotto la guida di SHOFCO, un’organizzazione locale che supporta i lavoratori della sanità. Un altro esempio di progetto raccolto nella mappa si concentra sui trasferimenti di denaro di emergenza, sull’assistenza medica di base e sulle forniture di cibo per migliorare le condizioni dei residenti di Dharavi in India, una delle più estese baraccopoli al mondo.

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Coronavirus: I notai ostacolano il ricorso a pratiche online

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Mentre in tutto il Paese si cercano sinergie e si collabora per tentare di superare le difficoltà nel pieno rispetto delle esigenze dei cittadini, vi sono alcune lobbies che pur di tutelare i propri interessi non sono disposte ad ammettere alcuna procedura agevolata.
È quello che purtroppo molti cittadini stanno riscontrando, a proprie spese, nel rapporto con i notai, che in molti casi ostacolano ogni procedura di autentica o altra pratica online.Un atteggiamento di vero e proprio ostruzionismo, per di più privo di motivazioni forti: sono stati svolti esami e processi online, se vengono adottate tutte le accortezze e le procedure del caso che ne garantiscano la legalità, non vediamo perché l’autentica di una firma non possa essere svolta attraverso tali modalità. Questo comporta molti rallentamenti e ritardi per molte altre pratiche improrogabili che i cittadini devono svolgere, ma magari sono impossibilitati ad uscire, oppure lo studio notarile non ha ancora riaperto. Ci rivolgiamo all’Associazione Nazionale del Notariato, con cui da tempo collaboriamo in campagne di informazione ai cittadini, nonché a tutti i notai, affinché nell’interesse comune adottino prassi e nuove modalità che permettano ai cittadini di portare avanti i propri adempimenti, senza ulteriori complicazioni e ostacoli.

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Le buone pratiche degli oculisti per la sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

Le raccomandazioni degli oculisti di AIMO per la sicurezza in sanità sono state annoverate dall’Osservatorio nazionale di AGENAS tra le buone pratiche da adottare per fronteggiare la pandemia da Covid-19. È la prima volta che una società oftalmologica italiana riceve un riconoscimento del genere. “Per noi è un onore aver ottenuto un tale riconoscimento- commenta il presidente di AIMO, Luca Menabuoni- Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto a tutela dei medici oculisti in questo momento difficile, in cui è stato necessario prendere decisioni rapidamente, basandoci sulle esperienze riportate dai colleghi cinesi e pubblicate via via sulla letteratura internazionale”. Il macrotema affrontato da AIMO nelle sue linee guida, spiega Alessandra Balestrazzi, referente della società per il rapporto con le istituzioni, riguarda “la formazione e l’informazione degli operatori sanitari, oltre alla riorganizzazione dei percorsi clinici assistenziali“. Gli oculisti di AIMO, in particolare, hanno pubblicato le misure per ridurre al minimo le possibilità di esposizione al Virus Sars-Cov2, le misure precauzionali in un ambulatorio/pronto soccorso oculistico e le raccomandazioni per l’esecuzione delle iniezioni intravitreali in ambito ospedaliero durante l’epidemia di Covid-19.
La situazione emergenziale che il nostro Paese si è trovata ad affrontare ha imposto un’azione coordinata tesa ad individuare, condividere e diffondere le esperienze realizzate per fronteggiare l’epidemia di Covid-19. Per questo l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), per la sua funzione di supporto tecnico-scientifico all’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità, ha deciso di focalizzare la raccolta delle buone pratiche per l’anno 2020 proprio sulle soluzioni individuate in risposta a tale situazione emergenziale per condividere, diffondere e mettere a disposizione di tutte le Regioni e Province Autonome, delle organizzazioni sanitarie, dei professionisti, delle società scientifiche, delle associazioni tecnico-scientifiche e delle professioni sanitarie le esperienze potenzialmente replicabili, nonché le conoscenze e le soluzioni utili a fronteggiare l’epidemia. I contributi ricevuti sono stati raccolti e valutati da un gruppo di esperti e successivamente resi disponibili sul sito web dell’Osservatorio buonepratichesicurezzasanita.it tramite newsletter.dire.it

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Ristorazione italiana e le buone pratiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Copiare le buone pratiche adottate nel resto d’Europa per scongiurare la morte della ristorazione italiana. È questo il punto di partenza dal quale muove la Fipe, Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, per lanciare l’ennesima proposta al governo: consentire ai ristoratori italiani di vendere piatti pronti da asporto ai clienti, nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria e di distanziamento, esattamente come accade nella maggior parte dei Paesi europei. Fipe ha infatti verificato che il servizio di take away è attualmente attivo in Francia, Germania, Danimarca, Regno Unito, Irlanda, Lituania, Malta, Svizzera, Turchia, Olanda e Finlandia. Perché in Italia dovrebbe, al contrario, rimanere proibito? “L’Italia ha mostrato agli altri Paesi come reagire in maniera efficace al Covid-19 dal punto di vista sanitario – commenta il presidente della Fipe, Lino Enrico Stoppani – ma sulla fase 2, quella della ripartenza del mondo economico e produttivo, siamo ancora indietro. D’accordo ragionare sulle precauzioni sanitarie, anche per evitare la ripartenza del contagio, ma non possiamo farci paralizzare dalla paura. È il momento di reagire e il modo migliore è anche quello di fare nostre le best practice degli altri, consentendo tra l’altro anche ai bar, ai ristoranti e agli altri Pubblici Esercizi il servizio di take away, oggi già possibile in quasi tutta la distribuzione alimentare. In questo modo si avrebbero numerosi vantaggi: un servizio in più ai cittadini, che potranno scendere al ristorante sotto casa per acquistare piatti pronti riducendo le code nei supermercati o nei negozi alimentari, e una opportunità commerciale per un settore strategico ed identitario della nostra economia, tra i più danneggiati dall’emergenza in corso. Perdere ulteriore tempo, significherebbe favorire l’agonia della ristorazione italiana”. L’intero comparto rischia infatti di perdere, secondo le stime del Centro Studi Fipe, oltre 28 miliardi di euro nel 2020, con circa 50.000 imprese che rischiano di non riaprire, con perdite di posti di lavoro per altre 300.000 persone. “A differenza di altri settori, che se anche in emergenza operano o che hanno organizzativamente o patrimonialmente posizioni migliori – conclude Stoppani –, i ristoratori hanno bisogno di lavorare per poter sopravvivere. Per questo è indispensabile adottare ogni provvedimento, come la possibilità di effettuare vendite per asporto, per consentire un minimo di liquidità, vista anche la complessità e i ritardi dei provvedimenti attesi per sostenere il comparto”.

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Pratiche ecologiche in mostra a Canapa Mundi 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

Roma dal 21 al 23 febbraio 2020 dalle ore 11.00 alle 20.00, Fiera di Roma, ingresso EST Via A.G. Eiffel (traversa Via Portuense) la grande festa della Canapa in Italia che nel 2020 aderisce anche a M’illumino di meno, torna a Roma per la sesta edizione moltiplicando quei numeri che già dal 2015 l’hanno eletta punto di riferimento in Europa, ampliando ulteriormente il focus Green sulla sostenibilità e presentando le ultime frontiere in materia di innovazione ambientale, tra coltivazione Biologica e idroponica, e un nuovo albero per ogni ospite.Tra i molteplici aspetti che accostano il settore della Canapa all’ambiente ci sono diversi utilizzi, da quelli più tradizionali e antichi a quelli più moderni: è un super alimento ricco di proteine, si utilizza per fare plastiche e materiali completamente biodegradabili, la carta più pregiata al mondo, biocarburanti, tessuti naturali molto resistenti, corde e accessori di tutti i tipi, uno degli utilizzi più recenti è come materiale per le moderne batterie e molto altro. Tutti utilizzi che Canapa Mundi metterà in mostra al Museo della Canapa, insieme agli oggetti utilizzati dai nostri nonni.E non solo. C’è un aspetto verde a Canapa Mundi di cui si parla meno ed è la presenza dei più innovativi sistemi di coltivazione verticale e idroponica, per la coltivazione urbana di qualità, tra le nuove tendenze nel segno del green e dell’ambiente, per le straordinarie potenzialità che rappresenta, per la razionalizzazione delle risorse e, di conseguenza, per spreco ridotto al minimo.Le coltivazione idroponica e verticale, elette a sistemi produttivo del futuro e base dell’agricoltura sostenibile, costituiscono una preziosa risorsa per la produzione di cibo in un mondo in cui i terreni coltivabili sono, complessivamente, sempre meno, e la popolazione tende ad aumentare a ritmi incalzanti in alcune aree del globo.La parola “idroponica” deriva direttamente da greco “hydro” (acqua) e “ponos” (lavorare): “lavorare senza acqua” e intende una delle tecniche di coltivazione fuori suolo: la terra è sostituita da un substrato inerte (argilla espansa, perlite, vermiculite, fibra di cocco, lana di roccia, zeolite, ecc.). La pianta viene irrigata con una soluzione nutritiva composta dall’acqua e dai composti (per lo più inorganici) necessari ad apportare tutti gli elementi indispensabili alla normale nutrizione minerale.La coltura idroponica consente produzioni controllate sia dal punto di vista qualitativo sia da quello igienico-sanitario durante tutto l’anno e già i popoli antichi come Aztechi e Babilonesi se ne servivano nei loro giardini pensili.A oggi è impiegata con successo in paesi che soffrono di mancanza cronica di acqua, ma anche nelle produzioni di ortaggi in serra in paesi industrializzati per preservare le risorse idriche e ottimizzare i tempi. La coltivazione fuori suolo, infatti, presenta degli evidenti vantaggi in situazioni ambientali dove il substrato non è in condizione di far crescere la coltura in modo ottimale, come ad esempio roccia o terreni eccessivamente sabbiosi. Un altro vantaggio di questo tipo di coltivazione è il minor utilizzo di acqua per ottenere il medesimo risultato, indicativamente di un decimo rispetto alla coltura in terra, rendendo questo sistema particolarmente utile in quelle situazioni ambientali dove la scarsità di acqua rende difficile o addirittura impossibile la coltivazione di ortaggi. Da non sottovalutare l’aspetto ambientale visto che l’utilizzo dei fertilizzanti è mirato e non ci sono dispersioni nel terreno; l’utilizzo di diserbanti è assente, mentre l’utilizzo di antiparassitari è decisamente ridotto.Guardando al futuro, all’insegna dell’ambiente, saranno presenti a Canapa Mundi 2020 i più grandi esponenti in Italia di sistemi idroponici casalinghi e professionali, coltivazione indoor a casa e professionale per le aziende agricole di tutte le dimensioni. Canapa Mundi rafforza ancora di più la sua attenzione all’ambiente e all’ecologia. Oltre alla raccolta differenziata, all’ottimizzazione dei propri materiali pubblicitari stampati e alla scelta di gadget, interamente ecologici, per questa edizione promuove il progetto di compensazione CO2, ovvero la realizzazione del bosco di Canapa Mundi. CanapaMundi pianterà gli alberi è donerà un albero del bosco ad ogni espositore, che potrà seguire tramite un codice univoco la sua vita.Prezzi ingresso: venerdì 5 euro, sabato e domenica 8 euro, abbonamento 3 giorni 15 euro. Info: http://www.canapamundi.com

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Idee e buone pratiche per la scuola primaria oggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

Roma Giovedì 28 novembre 2019 l’Università Europea di Roma organizza il seminario di studi “Idee e buone pratiche per la scuola primaria oggi”, dalle 9:30 alle 17:30, in via degli Aldobrandeschi 190, con ingresso libero. Vi prenderanno parte i docenti di discipline pedagogiche dell’Ateneo (Andrea Dessardo, promotore dell’iniziativa, Gianluca Amatori, Francesca Bracci e Stefano Zucca; ma anche Rebecca Honorati e Luigia Palmiero, tutor dei tirocini e docenti di psicologia) e alcuni colleghi dalla LUMSA, dall’Università degli Studi di Bergamo, quella di Torino e dall’ISSR dell’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum”.Le conclusioni saranno affidate al prof. Giuseppe Tognon, ordinario di Storia dell’educazione alla LUMSA di Roma e, in quanto sottosegretario alla Ricerca dal 1996 al 1998, tra i principali autori della riforma del corso di laurea in Scienze della formazione primaria.Il seminario è stato pensato nell’ambito del Corso di laurea magistrale in Scienze della formazione primaria dell’Università Europea di Roma che il prossimo anno, avendo ormai attivato il quinto anno di corso, è pronto a laureare i suoi primi studenti, futuri maestri nelle scuole primaria e dell’infanzia. “L’insegnamento è certamente una missione – spiega il Prof. Andrea Dessardo, promotore del seminario – ma è anche un mestiere delicato che richiede continuo aggiornamento. L’incontro vuole dunque offrire alcuni spunti, toccando alcune delle competenze specifiche richieste oggi, più che nel passato, ai maestri di scuola primaria. Particolare spazio sarà dedicato al trattamento delle disabilità e dei disturbi specifici dell’apprendimento; senza soffermarsi sulla didattica delle singole discipline, il seminario intende però illustrare le più importanti competenze che un maestro moderno deve padroneggiare nella scuola di oggi, chiamata a tessere alleanze educative non solo con la famiglia, ma con i più diversi soggetti, aiutando a riconnettere una rete sociale spesso sfilacciata. Saranno offerti momenti di riflessione sulle attività di tirocinio, elemento fondamentale nella formazione del maestro, e su proposte didattiche come il service learning e il metodo Montessori”.

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Scuola: Uffici scolastici a secco di personale e pratiche a rilento

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2019

In alcune province, soprattutto del Sud, le strutture che devono gestire le documentazioni dei docenti e Ata di ruolo che hanno fatto richiesta motivata per avvicinarsi a casa, lavorano a ritmi molto lenti. Il motivo? Il personale lascia il servizio per la pensione, ma non viene sostituito. E non si fa turn over. Solo che negli ultimi anni, nel comparto scolastico, incombenze lavorative, per via dell’autonomia e dell’aumento del precariato, sono cresciute considerevolmente. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è sempre la stessa solfa, fatta di lavoratori, in questo caso impiegati, che continuano a non essere stabilizzati. Eppure, c’è un grande bisogno di loro, con il vuoto che si viene a determinare sempre più cogente. Se non intervengono i nostri governanti, l’ultima speranza è l’Europa”.
Per la scuola ogni settembre che arriva è peggio del precedente. Quello che si avvia a concludere è stato terrificante: mentre si continuavano a studiare decreti salva-precari tutt’altro che risolutivi, l’inizio dell’anno scolastico è stato caratterizzato dalla necessità di coprire oltre 200 mila cattedre con le supplenze, per via anche di sole 20 mila immissioni in ruolo andate in porto su oltre 53 mila autorizzate, di realizzare ben 70 mila supplenze annuali di sostegno, in otto casi su dieci a docenti nemmeno specializzati, i presidi obbligati a fare uso delle Mad, le richieste di messa a disposizione, assegnando più di qualche cattedra addirittura agli studenti universitari.A rendere ancora più complicata la situazione ci si è messa anche la lentezza della macchina organizzativa, che in alcune province, soprattutto del Sud, è andata avanti con un ritmo elefantiaco. Il problema di fondo è che l’amministrazione scolastica non è esente dal mancato ricambio professionale che caratterizza da diversi anni tutta l’amministrazione pubblica.

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Pratiche commerciali sleali: misure UE per aiutare gli agricoltori

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2016

parlamento europeoI deputati europei hanno invitato la Commissione, in una risoluzione votata martedì, a presentare delle proposte contro le pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare, in modo da garantire un reddito equo per gli agricoltori e una vasta scelta per i consumatori. L’obiettivo dovrebbe essere quello di garantire relazioni trasparenti tra produttori, fornitori e distributori di prodotti alimentari. Un commercio equo può a sua volta contribuire a evitare la sovrapproduzione e i rifiuti alimentari.
“Le iniziative adottate finora non sono state efficaci. Questo è il motivo per il quale stiamo fornendo più suggerimenti. Deve essere fatto un lavoro più efficiente per migliorare le relazioni tra i fornitori e supermercati e ipermercati, soprattutto quando si tratta di ridurre al minimo il cosiddetto “fattore paura”. Invitiamo inoltre la Commissione europea a fare di più per quanto concerne i nuovi strumenti che dovrebbero aiutare a contrastare le pratiche commerciali sleali”, ha affermato il relatore del Parlamento Edward Czesak (ECR, PL), aggiungendo che “tutti i protagonisti della filiera alimentare dovrebbero godere degli stessi diritti”.Nel testo della risoluzione, approvata martedì con 600 voti favorevoli, 48 contrari e 24 astensioni, si afferma che gli squilibri di reddito e di potere nella filiera alimentare devono essere affrontati con urgenza, al fine di migliorare il potere contrattuale degli agricoltori. Inoltre, la vendita al di sotto del costo di produzione e l’uso di prodotti agricoli di base, come ad esempio i prodotti lattiero-caseari, la frutta e gli ortaggi, quali “articoli civetta” da parte della grande distribuzione, rappresentano una minaccia alla sostenibilità di lungo termine della produzione dell’UE di tali prodotti.Gli agricoltori e le PMI sono particolarmente vulnerabili rispetto alle pratiche commerciali sleali. Sono costretti a volte a vendere in perdita, a causa di negoziati sfavorevoli con gli altri soggetti della filiera alimentare, ad esempio in occasione di ribassi e sconti nei supermercati. Anche i consumatori finali sono svantaggiati, per la limitata scelta dei prodotti e lo scarso accesso ai beni nuovi e innovativi.
I deputati chiedono una legislazione quadro a livello UE per contrastare le pratiche sleali e garantire a agricoltori e consumatori possano beneficiare di prezzi corretti e condizioni di acquisto giuste. Difatti, sostengono, i programmi volontari basati sull’autoregolamentazione hanno finora conseguito “risultati limitati” a causa della mancanza di attuazione efficace e di strutture di governance imparziali, della sottorappresentanza degli agricoltori, di conflitti d’interessi tra le parti interessate, di meccanismi di risoluzione delle controversie che non tengono in considerazione il “fattore paura” dei fornitori e del fatto che questi non si applicano all’intera filiera alimentare.Il Parlamento ritiene che l’iniziativa per la filiera alimentare (Supply Chain Initiative – SCI) e gli altri sistemi volontari a livello nazionale ed europeo dovrebbero essere promossi “in aggiunta a meccanismi di controllo solidi ed efficaci a livello degli Stati membri, assicurando l’anonimato dei reclami e la definizione di sanzioni dissuasive, unitamente ad un coordinamento a livello UE”. I deputati incoraggiano i produttori e gli operatori economici, comprese le organizzazioni degli agricoltori, a partecipare a tali iniziative.

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Fermare le pratiche di pesca insostenibili di Thai Union

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 aprile 2016

mare blu

The Esperanza departs from the port of Diego Suarez. The Greenpeace vessel is in North Madagascar embarking on a new campaign in the Indian Ocean.

Greenpeace rende noto che la sua nave Esperanza ha raggiunto l’Oceano Indiano dove è impegnata in una spedizione pacifica per fermare le pratiche di pesca insostenibili di Thai Union, il colosso mondiale del tonno in scatola, proprietario anche del marchio italiano Mareblu.Alcune popolazioni di tonno dell’Oceano Indiano, come il ben noto tonno pinna gialla, sono ormai sull’orlo del collasso a causa di una pesca eccessiva e distruttiva. Greenpeace ha perciò deciso di entrare in azione per rimuovere dalle aree di pesca quegli attrezzi che stanno svuotando i nostri oceani. Partita solo una settimana fa dal Madagascar, l’Esperanza ha già rimosso e inattivato diversi sistemi di aggregazione per pesci, i famigerati FAD, usati da pescherecci che riforniscono Mareblu e altri marchi del colosso Thai Union. L’utilizzo dei FAD è ormai fuori controllo: nonostante da tempo siano noti i gravi problemi causati da questi sistemi, si stima che ogni anno vengano posizionati in mare oltre 90 mila FAD.«In tutto il mondo centinaia di migliaia di persone si sono unite a Greenpeace per chiedere a

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A shark and other wildlife surround a FAD (fish aggregating device) found by Greenpeace. Greenpeace is in the Indian Ocean to document and peacefully oppose destructive fishing practices.

Thai Union, e a tutti i suoi marchi, di eliminare dalle filiere questi sistemi di pesca distruttivi. Thai Union ha fatto qualche passo nella giusta direzione ma è ancora molto lontana dal garantire quella sostenibilità che tanto pubblicizza», dichiara Giorgia Monti, responsabile della Campagna Mare per Greenpeace Italia. «Mareblu continua a tradire la nostra fiducia usando metodi di pesca distruttivi come quelli che stiamo documentando nell’Oceano Indiano, in barba agli impegni presi per diventare 100% sostenibile entro la fine dell’anno. Per questo abbiamo deciso di agire e fermare una pesca che saccheggia il mare per un pugno di scatolette».Nella maggior parte delle scatolette Mareblu vendute in Italia finisce infatti tonno pescato nell’Oceano Indiano con reti a circuizione e FAD, un metodo di pesca che uccide ogni anno migliaia di giovani esemplari di tonno (“baby-tuna”) e numerosi altri animali marini, tra cui varie specie di squali, che sono attirati da queste strutture, come documentato anche dall’Esperanza in questi giorni. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Frontiers in Ecology and the

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Wildlife surrounds a FAD (fish aggregating device) found by Greenpeace in the water. Greenpeace is in the Indian Ocean to document and peacefully oppose destructive fishing practices.

Environment”, si stima che nell’Oceano Indiano i FAD possano uccidere ogni anno tra 480 mila e 960 mila esemplari di squalo seta (Carcharhinus falciformis), una specie classificata dall’International Union for Conservation of Nature (IUCN) come “quasi minacciata”«Se davvero per Mareblu crede che “la sostenibilità non sia una scelta ma un dovere” – come recita un suo slogan – perché non ha ancora eliminato dalle sue scatolette il tonno pescato con questi sistemi devastanti?», chiede Monti. «Sempre più consumatori vogliono acquistare tonno che non sia stato pescato mettendo in pericolo il mare. Se Mareblu non vuole rinunciare al tonno ottenuto con questo tipo di pesca, siamo pronti, insieme alle centinaia di migliaia di persone che ci sostengono, a ostacolare in ogni modo le sue attività distruttive».
Thai Union è il più grande produttore mondiale di tonno in scatola. Rifornisce non solo i suoi marchi, come Mareblu, ma molte altre aziende come Mars, proprietaria del famoso marchio di cibo per animali Whiskas, o Bolton Alimentari, proprietaria del tonno Riomare. Di recente Thai Union è stato anche coinvolto in uno scandalo internazionale sulla violazione dei diritti umani a danno dei lavoratori che operano nelle sue filiere produttive. (foto: mare blu)

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Antitrust e pratiche commerciali scorrette

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 maggio 2012

Siamo fortemente preoccupati per le recenti decisioni adottate dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato in materia di tutela del consumatore. Infatti, il principio in base al quale l’esistenza di una normativa settoriale sottrae la competenza all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato rischia di privare i consumatori italiani di una reale ed efficace tutela nei confronti delle scorrettezze e degli abusi messi in campo dalle aziende.Per questo è partita questa mattina una lettera destinata alle maggiori Istituzioni ed al Ministro dello Sviluppo Economico, nella quale Adiconsum, Adoc, Adusbef, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Movimento Consumatori chiedono che la competenza relativa all’applicazione della normativa del Codice del Consumo, e in particolare relativamente alle pratiche commerciali scorrette, torni di competenza dell’Antitrust su tutti i settori, anche quelli in cui vi sia un’autorità specifica.Il sistema in atto finora ha infatti portato ad esperienze e risultati positivi: dal 2008 al 2011 l’Autorità ha concluso oltre 1000 procedimenti istruttori, emanando sanzioni nell’80% dei casi, per un ammontare di circa 100.000.000 Euro.Una funzione importantissima quella svolta dall’Antitrust, che non può e non deve venir meno in nessun settore, a maggior ragione in un momento di crisi economica come quello che il Paese sta attraversando, in cui si rischierebbe di lasciare i consumatori in balia dei comportamenti speculativi delle aziende intente solo a salvaguardare i propri bilanci. Un rischio che i cittadini e l’intero Pese non possono permettersi, perché vorrebbe dire alimentare ulteriormente la sfiducia nel mercato, che già è ai minimi storici, con grave danno all’intera economia.

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Pratiche procreazione assistita

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2012

Il recente gravissimo e drammatico incidente verificatosi nell’Ospedale San Filippo Neri di Roma ha posto in luce la necessità dell’adozione di norme di sicurezza che garantiscano gli utenti, gli operatori e le strutture sanitarie nelle pratiche di Procreazione Assistita e Conservazione di cellule e tessuti umani. Allo stato attuale la normativa in materia offre, in accordo con le disposizioni vigenti nella Comunità Europea, un riferimento certo. L’AOGOI e la SIOS si sono impegnate costantemente nella collaborazione con gli organismi di controllo (Regioni e CNT) nel promuovere la formazione del personale dei centri di PMA a livello di tutto il territorio nazionale, collaborando anche a progetti internazionali sulla prevenzione e controllo degli eventi avversi nel campo della Fecondazione assistita e sollecitando anche il governo con una istanza specifica affinché i centri di PMA fossero ad esclusivo coordinamento dei ginecologi. Il recente recepimento da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri del documento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni (15 Marzo 2012) definisce un’uniformità di requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici delle strutture autorizzate per le procedure di PMA (L. 40/2004) ai quali ogni struttura operante in Italia deve adeguarsi, quali la Direzione dei Centri, la tipologia delle strutture e le procedure di sicurezza. Le strutture del Servizio Sanitario Nazionale che svolgono pratiche di PMA operano sotto un costante controllo e attraverso sistemi di reclutamento e valutazione delle risorse umane, tecnologiche ed organizzative che offrono ampie garanzie all’utenza e ad esse le coppie possono rivolgersi con fiducia e sentirsi serene per la qualità e la sicurezza delle prestazioni erogate. In questo momento di disorientamento dell’opinione pubblica, ribadendo la piena fiducia nell’operato di chi svolge attività di indagine sul caso di Roma, la SIOS intende respingere ogni tentativo denigratorio della qualità delle prestazioni erogate dalle strutture ospedaliere pubbliche e private e richiedere altresì al Ministero della Salute ed alle Regioni che in materia sono competenti, di mettere in atto ogni iniziativa che consenta, alle strutture del Sistema Sanitario Regionale di adeguarsi, ove necessario, a quelle che sono le giuste prescrizioni stabilite dalle norme vigenti.
L’adeguamento rispetto ai requisiti prescritti impone che in alcune Regioni si debbano acquisire risorse umane e tecnologiche per ruoli per i quali è persino difficile definire i percorsi formativi ed i titoli, come l’Embriologo e l’Andrologo per i quali non esistono scuole di specializzazione o il Ginecologo esperto di Medicina della Riproduzione. Riteniamo che si debbano sostenere le strutture in attività, destinando agli adeguamenti le risorse economiche previste dalla Legge 40, che, ci risulta, in alcune regioni non siano state utilizzate da oltre cinque anni e che debbono essere immediatamente messe a disposizione delle Aziende nell’interesse degli utenti. Da parte nostra, mettiamo a disposizione delle Amministrazioni pubbliche e delle Aziende il nostro patrimonio di competenze e conoscenze scientifiche e cliniche. Intendiamo ribadire che ora più che mai il personale sanitario delle strutture di PMA, pur operando, a volte, in situazione di limitatezza delle risorse si sente responsabilizzato e motivato a fare tutto quanto in suo potere per offrire prestazioni di elevatissimo standard qualitativo ai cittadini.

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“Diritti in festa”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2011

Palazzo dei Priori e Fontana Maggiore, Piazza ...

Image via Wikipedia

Torna a Perugia “Diritti in Festa”, festival dei consumatori e degli utenti. Dal 27 al 29 Ottobre nel capoluogo umbro incontri, dibattiti ed eventi per mettere in comune idee e pratiche virtuose. Tenere ben salda in mano la barra dell’innovazione, nel solco di quello spirito di cambiamento e voglia di esserci che chiaramente si sono espressi in occasione dei referendum di giugno. Adoperarsi per poter incidere davvero, al di là di superficiali e sbiaditi inviti alla partecipazione, sulle questioni che ci toccano tutti.Palm, azienda mantovana leader nella produzione del Greenpallet© sani, sistemici, etici, non poteva mancare a questo importante appuntamento. Primo Barzoni, presidente e amministratore delegato di Palm, interverrà venerdì 28 ottobre nell’ambito del convegno “I rifiuti: problema o risorsa?”, presso il Centro Servizi Camerali G.Alessi a Perugia.Rispetto agli altri pallet in commercio, quello di Palm è realizzato “a chilometro zero”, utilizzando legname proveniente da pioppeti locali certificati da Pefc e Fsc, i due maggiori schemi di certificazione forestale presenti al mondo. Acquistare materie prime senza le adeguate garanzie infatti contribuisce alla deforestazione dissennata di molti polmoni verdi mondiali ma è anche un sostegno alle attività della criminalità e al dilagare di corruzione, riciclaggio di denaro, traffico di armi, finanziamento di guerre civili e danni incalcolabili alle popolazioni del Sud del mondo.Palm ha quest’anno lanciato la campagna “Filiera bosco-legno-consumatore responsabile” per riunire tutte le realtà virtuose del settore. Secondo i promotori della campagna, tutti avrebbero da guadagnare dal rafforzamento della filiera: le aziende italiane virtuose, che potranno aumentare i loro fatturati; i proprietari delle foreste gestite in modo responsabile perché saranno messe al riparo dalla concorrenza del legno “low cost”; il Fisco perché vedrà ridurre l’evasione provocata dai commerci clandestini; l’ambiente perché saranno ridotte le emissioni e i danni alla biodiversità. A perderci sarebbe l’illegalità.A Perugia Palm porterà all’attenzione del pubblico l’importanza di azioni responsabili, per un nuovo modo di “produrre” e “consumare”. Questi comportamenti virtuosi posso partire proprio dal Greenpallet. Un elemento semplice, ma che riveste un ruolo fondamentale: dalla sicurezza dei lavoratori nei magazzini al trasporto e al consumo degli alimenti.Dal Greenpallet Palm nasce la linea Palm Design: ecoarredi a ridotto impatto ambientale, una testimonianza di come attraverso il design sistemico si possano ottimizzare gli scarti della produzione del Greenpallet e dar vita a nuovi elementi di arredo come tavoli, sedie, eco cassette per il vino, orto pallet.

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Il governo e le rinnovabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2011

“Il Governo sta ammazzando il settore delle rinnovabili, con i paletti imposti dal Ministro Romani e negando ai cittadini le tariffe incentivanti per gli impianti fotovoltaici. Molti imprenditori, infatti, stanno denunciando le difficoltà che devono superare di fronte ai dinieghi pretestuosi rilasciati dal Gestore dei Servizi Elettrici, ai tempi di attesa di valutazione delle richieste superiori ai termini di legge e all’impossibilità di ottenere chiarimenti sulle pratiche a causa del mal funzionamento del call center della GSE. Per questo, Italia dei Valori ha presentato un’interrogazione al ministro Romani per far luce sulle modalità di gestione delle richieste delle tariffe incentivanti” lo dichiara Pierferlice Zazzera, capogruppo IDV in Commissione Cultura alla Camera. “L’inefficienza di questo sistema frena in maniera rilevante lo sviluppo del settore, composto da circa 1.000 aziende che hanno creato 120.000 posti di lavoro. La moratoria sul nucleare approvata da questo governo è solo fumo, mentre la strategia per il futuro è chiara: mettere in ginocchio il settore delle rinnovabili per ritornare al nucleare e costruire nuove centrali in Italia” aggiunge il deputato di IDV. “Un motivo in più – conclude Zazzera – perché il 12 e il 13 giugno tutti gli italiani vadano a votare in massa per sostenere una nuova politica energetica delle rinnovabili e i lavoratori del settore.

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Concorsi per l’Unione europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2010

Roma SIOI Piazza S. Marco, 51 Ufficio Relazioni Esterne la SIOI organizza il 25 e 26 Novembre una nuova Edizione, del Corso di preparazione ai concorsi  nelle istituzioni dell¹unione europea.
Il Corso sarà tenuto in lingua inglese da un esperto delle procedure di reclutamento delle Istituzioni Europee e si articolerà in due giornate di formazione dedicate all’analisi dei regolamenti del concorso e delle procedure per la presentazione dell’application form e del cv  ed allo svolgimento di esercitazioni pratiche sulle tecniche di superamento delle nuove prove concorsuali preselettive dell¹EPSO e sull’intervista strutturata. Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Per ogni ulteriore informazione, si prega di visitare il sito web: http://www.sioi.org o di contattare l’Ufficio Formazione della SIOI al numero 06/69207851/38

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“Il volontariato al Centro”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

Lecce 9 ottobre, in Piazza Sant’Oronzo, da questa mattina e fino a tarda sera è in corso il IV Forum Provinciale “Il volontariato al Centro” promosso e organizzato da CSV Salento. Sono presenti 108 associazioni di volontariato che nei loro stand presentano alla cittadinanza i loro progetti e le loro attività, oltre all’aspetto espositivo è prevista anche una vastissima gamma di iniziative nell’arco dell’intera giornata: seminari, laboratori didattici, musica, danza, dimostrazioni pratiche, spettacoli di giocoleria circense e tanto altro. All’importante iniziativa è stato invitato anche il gruppo di ragazzi di “GPace – Giovani per la Pace”, studenti dell’Istituto Costa di Lecce e promotori del movimento “Repubblica Salentina”. Non essendoci la possibilità di avere uno stand fisico per tutte e 108 le associazioni coinvolte, i Giovani per la Pace non si sono persi d’animo e si sono rivolti alla loro fervida e già collaudata creatività: «Non c’è uno stand dove la gente può venire a conoscerci? Non c’è problema. Saremo noi stessi il nostro stand e saremo noi ad andare verso la gente». In fondo l’antica storia di Maometto insegna. Questa la loro idea. Hanno pensato di creare uno stand che “cammina”, un quadrato di tre metri per tre, recintato da un tubo in plastica e corredato da pannelli identificativi. La particolarità è che dentro questo quadrato ci sono i ragazzi di GPace, sono loro stessi che si sono messi in esibizione. Chi stava agli angoli ha sorretto la struttura mentre tutti gli altri hanno distribuito piccoli depliant alla gente che incontrano lungo il loro percorso. I volantini raccontano e diffondono la loro campagna “More Fun No More War” contro l’uso dei baby-soldato nei Paesi in conflitto. Tutti i ragazzi hanno indossato t-shirt auto personalizzate con icone e messaggi di pace.
Lo stand, l’idea, la protesta, tutta l’iniziativa di questa mattina è stata dedicata alla “loro” Sarah Scazzi, “loro” per tutti i motivi elencati sulla pagina in Facebook “Sarah, una di noi” che hanno dedicato alla povera ragazza salentina e che in due giorni ha raccolto oltre 3000 testimonianze di solidarietà e commozione da parte di altrettanti giovani in tutta Italia. I ragazzi di GPace si sono sentiti particolarmente feriti da quanto è accaduto ad Avetrana e hanno scelto il “luogo” più caro a Sarah e più caro a loro stessi per comunicare tutto il loro sgomento: il social network Facebook.

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Seminario sulla Fibrosi Cistica

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 maggio 2010

Verona, 15 maggio a ore 10.15 nell’auditorium del Centro Marani (Ospedale Borgo Trento).  Vi saranno due importanti contributi sullo stato di avanzamento degli studi clinici con discussione e approfondimento in merito a ciò che si ritiene più prioritario nella ricerca clinica: nuove terapie e ottimizzazione delle terapie tradizionali.  Questi temi verranno trattati da illustri ricercatori internazionali che operano nel campo della fibrosi cistica:  il Prof. Alan Smith (Inghilterra) e il Prof. Patrick Flume (USA). Sarà dedicato ampio spazio al problema delle “cure alternative e complementari” alle quali spesso ricorrono fiduciosi molti malati di FC: una pratica che talvolta può rivelarsi rischiosa e che può compromettere la qualità e la durata della vita del malato. Il Prof. Luciano Vettore di Verona, luminare nella ricerca medica, autore di oltre 300 pubblicazioni, sarà il relatore di questa seconda parte del seminario e lancerà un’interessante sfida.  L’intervento sarà integrato da un’inchiesta sul campo realizzata dal Dr Ermanno Baldo  dell’Ospedale di Rovereto che ha coinvolto 103 pazienti in diverse regioni da cui è emerso che la maggior parte di essi fa ricorso a terapie alternative.  L’intervento del Dott. Baldo farà luce sulle pratiche utilizzate, dall’agopuntura all’omeopatia, dalle tisane alla pranoterapia e molte altre ancora. Al seminario verrà inoltre distribuito in omaggio un libretto informativo sulla FC pensato e scritto per pazienti,  familiari e operatori sanitari http://www.fibrosicisticaricerca.it

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Kelly Nipper: Solo show

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

Milano fino al 15/5/2010 via dell’orso, 16. Francesca Kaufmann e’ fiera di annunciare il debutto europeo di Weather Center (2009) di Kelly Nipper, esposto in anteprima alla Biennale del Whitney 2010. Utilizzando media diversi come la performance, il video e la fotografia, Kelly Nipper da vita a lavori eseguiti in modo rigoroso, che investigano concetti essenziali come il tempo, il movimento, la dimensione fisica e i fenomeni naturali. La pratica artistica di Kelly Nipper, nutrita da una ricerca in molteplici campi, combina elementi provenienti dall’arte visiva, la danza, la scienza e il teatro, richiamandosi alle pratiche sperimentali di Allan Kaprow (1927-2006), del coreografo Merce Cunningam (1919-2009) e in particolare del teorico del movimento Rudolph Laban (1879-1958).
Kelly Nipper e’ nata a Edina (Minnesota) nel 1971. Vive e lavora a Los Angeles.  Tra le sue recenti mostre personali: (2009) Shifting Shapes, Art Perform, Art Basel Miami Beach, (2007) Floyd on the Floor, Performa07, Judson Church, New York; Perspectives 158: Kelly Nipper, Contemporary Arts Museum Houston. (Immagine: Kelly Nipper, Weather Center, 2009.Performance study, video still, single  channel video projection)

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“Premio Andrea per la qualità nella scuola”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2010

V edizione del “Premio Andrea per la qualità nella scuola”, aperta a tutte le scuole di ogni ordine e grado che presentino una progettualità sul tema “Genitori e scuola: la corresponsabilità educativa”, dopo aver raggiunto in maniera capillare le scuole italiane, vi ha trovato un altissimo consenso. La finalità del Premio Andrea consiste nell’incentivare, valorizzare e premiare l’impegno condiviso delle componenti scolastiche (alunni, insegnanti, dirigenti, genitori) che promuovono la dimensione educativa nella scuola e nella società. I genitori, soprattutto se associati, sono fattore di riconosciuta qualità dei processi scolastici. Il Premio intende, inoltre, evidenziare le molte buone pratiche che sono in atto, sostenendo, anche con un contributo economico, le migliori. Il grande numero dei progetti pervenuti in risposta – oltre 200 – consente di stimare un aumento del 40% rispetto alla già notevole quantità di progetti concorrenti nella passata edizione: una incoraggiante conferma della vivacità progettuale delle scuole italiane e dell’importanza assegnata al tema della collaborazione scuola-famiglia.  Promotore del concorso è l’Associazione Italiana Genitori – AGe onlus, che ha trovato una significativa intesa, già nella scorsa edizione, con il CREADA – Centro di Relazione Educativa Adulto – Adolescente (Abbazia di Mirasole, Milano). Il concorso ha inoltre il sostegno della Fondazione CARIPLO e il Patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Comune di Milano.  Per ordine di scuola i progetti pervenuti si suddividono in: Scuola Infanzia  31 progetti; Scuola Primaria  99; Scuola Secondaria di primo grado  51; Scuole Superiori e di formazione professionale 35. Ben 51 progetti arrivano dalla Lombardia; segue la Puglia con 35 progetti, molti dei quali  sulla scuola primaria, dove è quasi alla pari con la Lombardia, poi il Veneto con 26, la Toscana con 18, l’Emilia Romagna con 15, Piemonte e Sicilia con 12, Marche con 11; sono giunti progetti anche da Lazio, Campania, Calabria, Sardegna. Presso la sede del CREADA è al lavoro una Commissione paritetica AGe – CREADA, presieduta dalla Prof.ssa Marialuisa De Natale, Prorettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Direttore scientifico del CREADA, e dal Prof. Gianni Nicolì, responsabile dell’Ufficio Nazionale A.Ge. per la scuola. Compito della Commissione è l’attento esame e la selezione dei lavori, fra i quali saranno selezionati, entro  il 20 marzo, i finalisti per ordine di scuola.    Nel corso del Convegno conclusivo, che si terrà il prossimo 8 maggio nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, i vincitori riceveranno un premio di 2000 Euro ciascuno.

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Corso di Capillaroscopia a Jesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 marzo 2010

Si svolgerà nei giorni 19-21 Maggio 2010 presso il Centro Congressi dell’Hotel “Federico  II” di Jesi (AN), il 12° corso di Capillaroscopia organizzato dalla Clinica Reumatologica dell’Università Politecnica delle Marche. Il corso nazionale diretto dal Prof. Walter Grassi è rivolto a medici specialisti (reumatologi, dermatologi, internisti, allergologi e angiologi) e si articolerà in lezioni ed esercitazioni pratiche per piccoli gruppi guidati da un “tutor”. In particolare il corso sarà incentrato sugli aspetti tecnici e metodologici della capillaroscopia, e sulla semeiotica capillaroscopica del fenomeno di Raynaud, della sclerosi sistemica, delle connettiviti e delle malattie metaboliche e cutanee, con ampia discussione sugli aspetti relativi alla valutazione accurata e “riproducibile” dei parametri morfologici dei capillari periungueali. Ampio spazio sarà dedicato ad analisi e commenti sui quadri capillaroscopici acquisiti nel corso delle esercitazioni pratiche. (fonte doctor news)

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Assemblea dell’Associazione regionale Pefc Fvg

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2010

Tolmezzo (Udine), 24 marzo presso la sede di Assindustria alle ore 16.00 assemblea annuale dell’Associazione regionale Pefc Fvg, L’Associazione regionale del Pefc (Programme for Endorsment of Forest Certification schemes / Programma per il mutuo riconoscimento degli schemi di certificazione forestale) è nata nel 2003 nell’ambito di un percorso di valorizzazione delle foreste regionali, tra un insieme di proprietari boschivi privati e pubblici (tra cui la Regione Friuli Venezia Giulia e numerosi Comuni), con lo scopo di ottenere un riconoscimento che le proprie pratiche di gestione forestale avvengono secondo criteri di sostenibilità ambientale.
L’AR Pefc del Friuli Venezia Giulia (presieduta da Enore Casanova) è un’organizzazione riconosciuta dal Pefc Italia e rappresenta gli associati nei confronti delle diverse parti interessate al sistema Pefc Italia (di cui la funzionaria regionale, Cristina D’Orlando, è vice presidente): associazioni di categoria, rappresentanti di gruppi professionali e altri attori della filiera del legno. Ha sede a Tolmezzo ed è composta da 50 soci tra proprietari pubblici e privati per una superficie totale certificata pari a 74.775 ettari (717.102 ettari in Italia; 225 milioni di ettari nel mondo). Qualche mese fa, si è aggiunta la prima certificazione mondiale di una birra aromatizzata con prodotti del sottobosco certificati Pefc, confezionata da un birrificio artigianale di Forni di Sopra.

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