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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘precari’

Scuola: Ai precari negati scatti stipendiali, mensilità estive e carriera

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2021

Per il sindacato il danno prodotto contro i supplenti storici è evidente. E ha un costo, che ora viene quantificato: bastano pochi clic. Perché non vengono immessi in ruolo e lasciati in uno stato professionale che li danneggia. Come i supplenti al 31 agosto, ai quali sono negate le ferie non godute e gli scatti di anzianità; quelli con contratti fino al 30 giugno per il mancato pagamento delle mensilità estive e i precari che stipulano contratti di breve durata o su organico Covid senza nemmeno la retribuzione professionale docenti. Per far valere questi diritti, negati da un’amministrazione sorda, occorre rivolgersi al tribunale: al giudice si chiede anche lo specifico risarcimento per chi ha svolto più di tre anni di servizio. Come pure il riconoscimento totale della ricostruzione di carriera, da realizzare dopo l’immissione in ruolo e l’anno di prova, visto che si riconoscono per intero solo i primi quattro anni di precariato. E che dire dei neo-assunti il cui stipendio rimane fermo fino al nono anno di servizio?Per capire quanti soldi recuperare, Anief propone un Calcolatore ad hoc, proprio per andare a scoprire qual è il credito che spetterebbe per gli anni svolti durante il precariato ma pagati solo in parte: può essere utilizzato sia da chi è ancora supplente, sia di chi è entrato di ruolo. I precari hanno una posizione lavorativa poco stabile ma sono “una risorsa importante perché garantisce allo Stato in più di 150mila unità di personale”, ha ricordato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un’intervista rilasciata a Verona Economia, in occasione del 30esimo anniversario del Salone dell’Orientamento Job&Orienta. I supplenti, ha detto il sindacalista, “sono penalizzati perché continuano ad avere uno stipendio iniziale nonostante, magari, anni e anni di precariato, non riescono ad avere lo stesso trattamento del personale di ruolo”. E “sono penalizzati anche nel salario accessorio. Addirittura devono pagarsi i corsi di formazione”. Eppure, ha aggiunto Pacifico, “svolgono un importante servizio, sono una risorsa preziosa per lo Stato”.

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Scuola: Precari, i senatori della maggioranza aprono alla fase transitoria di assunzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2021

I senatori della VII commissione hanno indirizzato un dialogo con i vertici del ministero dell’Istruzione per avviare una fase transitoria del reclutamento dei precari: lo hanno confermato fonti parlamentari ad Orizzonte Scuola. “Chiediamo al Parlamento di affrontare ora il tema della fase transitoria del reclutamento con l’utilizzo del ‘doppio canale’ di reclutamento sia per le materie curriculari che per l’insegnamento di religione cattolica. Nel disegno di legge di bilancio si parla di stabilizzare il personale della sanità? Perché non si deve stabilizzare il personale scolastico?”.

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Scuola: Numeri sui precari altissimi, quest’anno 180mila supplenze annuali

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2021

Partiamo dai posti autorizzati per le immissioni in ruolo dell’anno in corso: sono 112.473. Mentre solo 59.425 sono le nomine poi effettuate, di cui 12.480 nomine da GPS prima fascia ed elenco aggiuntivo in base all’art. 59 comma 4 del DL 73/2021; le cattedre vacanti destinate alle assunzioni a tempo indeterminato, invece andate a supplenza al 31 agosto 2022 sono quindi 53.048. I contratti stipulati fino al 30 giugno 2022 sono invece intorno alle 100 mila unità, a cui bisogna aggiungere 30mila docenti impegnati in organico Covid19 fino al termine delle lezioni.Per quanto concerne i risultati del concorso straordinario 2021, sono 64.563 le domande di partecipazione, ma soltanto un terzo dei candidati ha superato la prova. I posti comuni risultano 21.107, mentre quelli di sostegno sono 5.764. Le domande per il concorso Stem sono 60.460. Si pensi poi che per la secondaria persistono tantissimi candidati, considerando che solo per il concorso ordinario lo scorso anno sono state presentate oltre mezzo milione di domande. Saranno quindi 6.333 i posti ribanditi per il concorso Stem, al netto degli idonei in alcune province in esubero rispetto ai posti banditi, così suddivisi: A020 – fisica: 376 posti; A026 – matematica: 1098 posti; A027 – matematica e fisica: 1568 posti; A028 – matematica e scienze: 2075 posti; A041 – scienze e tecnologie informatiche: 1216 posti; 50 mila gli insegnanti di sostegno non specializzati supplenti su posti in deroga. Invece, risulta ancora sospeso il Concorso straordinario abilitante indetto con DD n. 497 del 21 aprile 2020, dopo la presentazione della domanda entro il 25 luglio 2020.Ad avviso del sindacato Anief, in linea con la lettera e la ratio contenute nel “Patto per la Scuola al centro del Paese” siglato tra Ministero dell’Istruzione e confederazioni rappresentative lo scorso 20 maggio, occorre prevedere un doppio canale di reclutamento del personale docente ed educativo con carattere non transitorio, ma regolamentare. Nello specifico, in parallelo ai concorsi ordinari annuali, va confermato l’utilizzo delle Graduatorie Provinciali Supplenze in modo continuativo e non straordinario (dunque non solo per il prossimo anno scolastico). L’uso della sola prima fascia GPS, inoltre, non consente affatto all’Amministrazione di reperire già per il prossimo anno scolastico tutto il personale utile alla copertura dei posti effettivamente vacanti e disponibili e a rispondere al reclamo collettivo accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali n. 146/2017 e alla procedura d’infrazione 4231/2014 visto che molti docenti che hanno stipulato almeno 3 contratti a tempo determinato, dunque in possesso dei tre anni di servizio richiesti, sono collocati anche nella seconda fascia delle stesse GPS.

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Infermieri: vanno assunti i “precari di Covid”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

La Federazione nazionale degli ordini degli infermieri (FNOPI) è in piena sintonia con la proposta della Fiaso, la Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere, al Governo, di stabilizzare, prima che scadano i termini della loro chiamata in servizio per l’emergenza COVID, gli infermieri che sono stati assunti con contratti flessibili negli ultimi due anni.“Gli infermieri chiamati in servizio in prima linea contro la pandemia e per dare supporto anche ai malati non Covid – sottolinea Barbara Mangiacavalli, presidente della FNOPI – sono decine di migliaia e ha ragione Fiaso quando sottolinea la necessità di assumere chi è stato reclutato come precario e ora rischia di non poter più lavorare con il Ssn, pur avendo dimostrato su campo la sua essenzialità nell’assistenza, anche a rischio della propria salute: gli infermieri sono i più colpiti da Covid con quasi 118mila contagi da inizio pandemia e decine e decine di decessi. Nella lettera di Fiaso alla presidenza del Consiglio dei ministri, ai ministri, ai presidenti di Camera e Senato, ai capigruppo parlamentari e alla Conferenza delle Regioni, per consentire la stabilizzazione del personale che nell’ultimo anno e mezzo ha affrontato in corsia l’emergenza pandemica, si indica che oltre agli altri professionisti tra i precari ci sono quasi 35mila infermieri (come specifica Fiaso il 12,5% della forza lavoro presente a inizio pandemia, circa 270mila infermieri). Un numero elevatissimo – commenta – se solo si pensa che fino al 2019 ce ne erano già circa 15mila, il 33% di tutti quelli censiti dalla Ragioneria generale dello Stato e il più alto numero in assoluto nel Pubblico Impiago”.“Eppure la carenza di infermieri si è fatta e si fa sentire – prosegue Mangiacavalli – e le stesse Regioni cercano i nostri professionisti per assistere non solo negli ospedali, ma soprattutto sul territorio, in quella domiciliarità e prossimità che sono le caratteristiche portanti per la sanità anche del PNRR e che dovrebbero essere il modello di assistenza di domani, oggi però quasi del tutto assenti. Domiciliarità e prossimità che sono caratteristiche proprie della professione infermieristica”. “Daremo quindi – conclude – tutto il nostro supporto all’iniziativa di Fiaso e siamo convinti che non solo le aziende sanitarie e le Regioni vogliono più infermieri e in forma stabile, ma gli stessi cittadini che dei nostri professionisti hanno bisogno e li richiedono di continuo h24, non solo per la pandemia, ma anche per tutte le altre loro innumerevoli esigenze di salute”.

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Scuola: Precari, il Ministero ci ripensa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2021

Spazio per i precari nelle Mad, anche se già inseriti nelle Gps o nelle Graduatorie d’istituto. La disposizione viene confermata dal ministero dell’Istruzione come ”eccezionale” e quindi limitata all’anno scolastico in corso, rispetto ai divieti imposti dalla Circolare n. 25089 del 6 agosto scorso. Nella Nota del 27 settembre, con cui il Ministero autorizza invio domande di messa a disposizione, non si comprende se la domanda per l’inserimento nelle Mad si possa presentare in più province. “La nota non lo specifica, per cui questo particolare rimane ambiguo”, osserva Orizzonte Scuola. Rimane sicuramente invariata invece l’indicazione contenuta nella circolare secondo la quale in presenza di più domande, i Dirigenti Scolastici devono dare la precedenza a quelle di docenti in possesso di abilitazione e/o specializzazione sostegno. È anche fuori di dubbio che coloro che chiedono di essere inseriti nelle Mad siano soggetti agli stessi vincoli e criteri previsti dall’ordinanza, ivi incluse le sanzioni previste dall’articolo 14. Questo significa che il docente “scelto” da MAD diventa un docente con supplenza temporanea o fino al 30 giugno/31 agosto a tutti gli effetti. E quindi la sua posizione diventa quella di docente a tempo determinato, non certo quello di “uno assunto da fuori graduatoria, quindi senza alcun vincolo”. Tanto è vero che questi docenti hanno pieno diritto a malattia e permessi, come i colleghi assunti con le modalità prioritarie.

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Scuola Precari, il Ministero monitora le cattedre vacanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2021

Su immissioni in ruolo e supplenze, il ministro Patrizio Bianchi esprime piena soddisfazione: “Quest’anno non c’è stato il balletto delle supplenze. Abbiamo fatto un’operazione importantissima. Usualmente i professori entravano di ruolo il primo settembre e poi si verificava chi mancava e fra ottobre e novembre si riempivano i buchi. Noi abbiamo fatto la copertura di tutto l’organico, 112mila posizioni che si aggiungono, le cosiddette cattedre vacanti, quelle vuote. Ci sono 880mila insegnanti nella scuola di Stato in Italia. A cui si aggiungono quelli delle scuole paritarie e altre 300mila persone del personale tecnico amministrativo”. Infine, ha detto il ministro, “ci sono poi le supplenze corte che dipendono dal preside”.Anief reputa invece fallimentare riprendere l’anno scolastico con 200mila supplenze. Questo è frutto delle pessime politiche di reclutamento adottate negli ultimi anni, contraddistinte da procedure opposte rispetto alle direttive e risoluzioni europee, oltre che della Corte di Giustizia di Bruxelles, che proprio per combattere l’abuso dei contratti a termine prevedono dei processi di stabilizzazione automatizzati. Se si arriva ad autorizzare quasi 113mila immissioni in ruolo e poi se ne realizzano la metà, c’è più di qualcosa che non va. Il confronto va fatto non con i numeri peggiori dell’anno scorso, ma con quei Paesi moderni dove non vi sono questi numeri impressionanti di precari e le assunzioni sono la norma, non l’eccezione.

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Scuola: Per il ministro dell’Istruzione grazie ai concorsi non ci sono più precari e tutti i posti sono coperti

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2021

Al di là dei buoni propositi del ministro dell’Istruzione sul nuovo reclutamento tra docenti e Ata, la verità sulle immissioni in ruolo è che gli uffici scolastici sono ancora al lavoro soprattutto sul concorso STEM e comunque in generale per gestire le surroghe. La rivista Orizzonte Scuola, proprio oggi ha fatto il punto della situazione sulle procedure ancora da svolgere. C’è da fare, innanzitutto, il concorso ordinario infanzia e primaria: bandito con Decreto n. 498 del 21 aprile 2020 per 12.863 posti, le domande di partecipazione sono state presentate entro il 31 luglio 2020 ma le prove non sono mai state svolte. In conseguenza del DL Brunetta e DL Decreto Sostegni bis le modalità di prove saranno semplificate (niente preselettiva, solo una prova scritta, più prova orale, più valutazione titoli). C’è poi da svolgere il concorso ordinario secondaria I e II grado, bandito con Decreto Ministeriale n. 201 del 20 aprile 2020. Le domande sono state presentate entro il 31 luglio 2020. Le commissioni stanno ultimando la procedura semplificata (solo prova scritta e orale) per le classi di concorso A20 Fisica, A26 Matematica, A27 Matematica e fisica, A28 matematica e Scienze, A41 Scienze e tecnologie informatiche. In prospettiva, si dovrebbe organizzare anche il nuovo concorso STEM: si tratta sempre del concorso ordinario. Per le classi di concorso che nel mese di luglio/agosto hanno già svolto il concorso, ci sarà una nuova procedura (con nuove iscrizioni). Come è attesissimo un nuovo concorso straordinario: previsto dal Decreto Sostegni bis per i posti che rimarranno vacanti dopo le immissioni in ruolo (fase ordinaria e straordinaria da GPS) per l’anno scolastico 2021/22. Quindi non si sa ancora per quali classi di concorso. Riservato a docenti con tre annualità di servizio negli ultimi cinque, prevede una prova disciplinare e per chi la supera un percorso con prova finale e assunzione a tempo indeterminato dal 2022/23. Il concorso dovrà essere avviato entro il 31 dicembre 2021. Il Ministro Bianchi ha parlato di 60.000 posti per i concorsi: considerato che il concorso infanzia e primaria è stato bandito per 12.863 posti e quello della secondaria per 33.000 (da scorporare i 6.900 posti già assegnati per STEM, da ricalcolare) il resto potrebbe essere attribuito con il nuovo concorso straordinario. Sullo sfondo, inoltre, c’è anche la procedura straordinaria per l’abilitazione: bandita con Decreto Dipartimentale n. 497 del 21 aprile 2020, la selezione era stata avviata oltre un anno fa, con le domande presentate entro il 15 luglio 2020, le prove mai svolte finora. La modalità della procedura straordinaria per l’abilitazione nella scuola secondaria di I e II grado consiste in una prova scritta computer based composta da 60 quesiti a risposta multipla della durata di 60 minuti (fermi restando eventuali tempi aggiuntivi per candidati di cui all’art. 20 della legge 104/92). A questo proposito, rimane un mistero capire per quale motivo non siano state previste nuove iscrizioni per accedere ai concorsi già banditi? Tranne per le classi di concorso che attengono alla procedura STEM già bandita in estate (A020, A026, A027, A028, A041), in nessuno caso l’amministrazione sembra volere dare seguito a questa richiesta. Eppure, le regole sono cambiate e anche i posti a bando. La logica dice che cambiando le modalità, debba essere data la possibilità a tutti di partecipare. Anief su questo è convinta e pronta a portare la questione in tribunale.

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Insegnanti di religione cattolica, Anief richiede la stabilizzazione dei precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2021

La pubblicazione del DPCM firmato il 20 luglio e presentato il 4 agosto sul sito della Pubblica Amministrazione ha messo in difficoltà migliaia di docenti di religione cattolica.Anief intende porre un quesito al ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, che traccia il pensiero di colleghi coinvolti: perché per un precario di altre classi di concorso che ha “racimolato” tre anni di insegnamento si prevede un concorso straordinario, addirittura assunzione diretta dalle GPS di prima fascia, e invece per un precario docente di religione cattolica di 20 e più anni si prevede un concorso ordinario?Questa evidente disparità di trattamento dovrebbe essere analizzata da Viale Trastevere, per provare a mettere a punto le misure che tengano conto di questi colleghi.Anief ricorda di avere in questi mesi proposto vie di uscita a questa situazione, con percorsi atti alla stabilizzazione dei precari. Urge una procedura straordinaria non selettiva, parallela a un bando di un concorso ordinario, quale quello che il DPCM autorizza.Negare le legittime richieste di questi colleghi significa negare decenni di professionalità impiegati nelle scuole italiane e fa passare il messaggio che, per il Ministero, i diritti della classe docente non sono tra le sue priorità.Per questi stessi diritti Anief continuerà a difendere i colleghi su ogni strada percorribile perché vengano loro garantiti.

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Scuola: Carta da 500 euro l’anno, va anche ai precari

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

La formazione obbligatoria prescinde dal tipo di contratto sottoscritto dal personale scolastico: riguarda tutti i lavoratori. “Secondo l’ordinanza del Tribunale di Vercelli – spiega il leader Anief, Marcello Pacifico – tutto il personale precario docente deve avere diritto all’attribuzione della Card docenti ovvero di quei 500 euro che con la legge 107 del 2015 sono stati destinati, dal primo settembre 2016, al personale di ruolo. Ad oggi – prosegue il sindacalista – il personale precario, 250mila persone chiamate ogni anno, pari a un quarto dell’organico chiamato dallo Stato italiano a portare avanti la scuola, non ha diritto a questo strumento che consente di svolgere attività formative e, in questo momento, dà la possibilità di acquistare strumenti informatici necessari per svolgere al meglio la didattica a distanza. Questo perché lo Stato italiano continua a discriminare i precari”. La discriminazione è diventata assurdità con l’esplosione della pandemia da Covid19: i 250mila docenti precari privati della carta di aggiornamento si sono trovati a connettersi e a formarsi a proprie spese, dalle proprie abitazioni. Senza alcun supporto da parte dello Stato. “Noi siamo convinti che i precari della scuola italiana abbiano diritto al bonus e per questo abbiamo messo a loro disposizione un modello di diffida per poter interrompere i termini di prescrizione e richiedere l’erogazione di questo assegno comprensivo degli arretrati dal 2016 a oggi: una somma pari a 2.500 euro che per molti potrebbe essere considerata inutile ma per altri potrebbe costituire un supporto importante”.

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Sostegni bis: La Camera approva, per i precari della Scuola la delusione è tanta

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

Spazio anche alla terza procedura concorsuale straordinaria per l’assunzione di insegnanti precari dopo le prime due non risolutivem Secondo alcune stime si tratta di circa 10 mila docenti. Il bando prevede che possano partecipare precari con un certo numero di anni di servizio, che vi sia un percorso di formazione e una prova conclusiva. Al termine del percorso, si legge nel provvedimento, “il candidato è assunto a tempo indeterminato dal primo settembre 2022”. Il bando determinerà altresì il contributo di segreteria posto a carico dei partecipanti tale da coprire integralmente l’onere della procedura concorsuale.Ciascun candidato potrà partecipare alla predetta procedura in un’unica regione, per la classe di concorso per la quale sia stata maturata almeno una annualità di servizio specifico. Le graduatorie di merito regionali saranno predisposte sulla base dei titoli posseduti e del punteggio conseguito in una prova disciplinare che dovrà tenersi entro il 31 dicembre 2021 da definirsi con decreto del Ministero dell’Istruzione. Le graduatorie di merito regionali decadranno con l’immissione in ruolo dei vincitori. Il percorso annuale di formazione iniziale e prova sarà seguito da una prova disciplinare e metodologico-didattica; detta prova è superata dai candidati che raggiungono una soglia di idoneità ed è valutata da una commissione esterna all’istituzione scolastica di servizio.Via libera anche alla stabilizzazione di una parte dei docenti di sostegno precari. In commissione è stato approvato anche un emendamento per la stabilizzazione di altrettanti insegnanti di sostegno. In questo caso, la norma comprende tutti coloro che siano specializzati sul sostegno entro il 31 luglio 2021 e dunque anche coloro che si stiano specializzando.In sostanza, potrà entrare in ruolo anche chi sta terminando ora la formazione. I docenti verranno assunti a partire dal prossimo anno scolastico a tempo determinato e, dopo l’anno di prova e la relativa valutazione finale (stabilita dal Ministero con specifico provvedimento), a tempo indeterminato.Negli emendamenti approvati c’è stata anche la parte relativa all’individuazione del 30% dei posti disponibili per le immissioni in ruolo da destinare specificatamente ai precari in occasione dei concorsi. Tra le disposizioni aggiunte dalla commissione Bilancio ci sono anche i 400 milioni per l’organico Covid: si tratta di una serie di assunzioni di docenti e Ata nelle scuole, a tempo determinato, con scadenza dei contratti fissata per il momento al 30 dicembre 2021. Una data, quest’ultima, oggettivamente troppo vicina e contro la quale Anief esprime sin d’ora il proprio disappunto, chiedendo di posticiparla alla fine dell’anno scolastico 2021/2022.Inoltre, è stata superata l’odiosa norma inserita nel testo base del Decreto Sostegni bis che impediva ai docenti che non superassero un concorso di iscriversi al successivo: un apposito emendamento ha ripristinato il diritto di accedere liberamente ai concorsi, ritentando quindi con la partecipazione al successivo anche se non si è superato l’ultimo. Vengono attribuiti poi 10 milioni in più per gli istituti paritari per l’infanzia: un fondo che va ad aggiungersi ai 350 milioni già stanziati per le scuole statali ed ai 50 milioni investiti per le scuole paritarie primarie e secondarie. Via libera, infine, al concorso per dirigente tecnico: si prevede una quota riservata ai soggetti che abbiano ottenuto l’incarico e svolto le funzioni di dirigente tecnico per almeno 3 anni. L’esame si baserà su due prove scritte e una prova orale finale.Tra gli emendamenti approvati dalla V commissione della Camera c’è anche l’avvio di “un fondo, denominato «Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19 per l’anno scolastico 2021/2022», con lo stanziamento di 350 milioni di euro nel 2021, da destinare a spese per l’acquisto di beni e servizi”. Più un secondo apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, con la dotazione di 6 milioni di euro per l’anno 2021”: con questa seconda tranche di risorse che saranno “destinate alle istituzioni scolastiche che necessitano di completare l’acquisizione degli arredi scolastici”, si legge ancora nel testo. Via libera, quindi, per gli istituti che ne avessero bisogno, di nuovi banchi, all’occorrenza anche monoposto e a seduta innovativa, così come è stato fatto nell’anno scolastico 2020/21, quando ne sono stati acquistati circa un milione e 400mila.

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La scuola italiana tra personale precario e docenti “diversamente precari”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2021

Il precariato nella scuola italiana ha ormai raggiunto livelli che hanno superato la soglia di guardia per un fenomeno che certamente ha condizionato negativamente almeno questo ultimo decennio e che resta un’incognita per i prossimi anni. Forze politiche, rappresentanti politici e OO.SS. stanno facendo a gara nel proporre soluzioni più o meno “clientelari” per stabilizzare migliaia di docenti e non docenti attraverso procedure che appaiono tra loro confliggenti per una contrapposizione ideologica tra chi vuole procedure concorsuali e meritocratiche e chi avanza proposte che tengono conto soprattutto del servizio prestato. In questo dibattito politico-sindacale, Ancodis fa rilevare che c’è un’altra categoria di docenti “diversamente precari” nel loro lavoro professionale e cioè decine di migliaia di donne e uomini che – oltre la quotidiana azione didattica negli ambienti di apprendimento – si dedicano con professionalità, competenza e spirito di servizio al funzionamento organizzativo e didattico delle loro scuole senza NULLA o quasi ricevere in cambio da parte dello Stato.Senza questo insostituibile, qualificato e quotidiano lavoro ogni istituzione scolastica non potrebbe portare avanti il proprio progetto educativo: si tratta di docenti che meritano formalmente il riconoscimento della propria identità professionale nell’ambito della moderna revisione della funzione docente.Lasciare in una condizione di “precarietà” la governance scolastica e chi a diverso titolo ne è coinvolto significa non dare piena attenzione al futuro della scuola italiana della quale – per le diverse ragioni – tutti si preoccupano di dare soluzione con le prossime immissioni in ruolo (stabilizzazioni) ma nessuno o quasi di come fare funzionare in modo moderno, efficiente e efficace questa complessa organizzazione. E’ arrivato il tempo, allora, di dare seguito alla previsione giuridica del comma 16 dell’articolo 21 della legge delega 59 del 15/3/1997 che – per miopia politica e inerzia sindacale – è rimasta sospesa nella norma scritta dal legislatore! La scuola non può più confidare in chi – nostalgico del passato – pensa che soltanto riducendo il precariato si potrà dare il necessario impulso per un rinnovato sistema scolastico. Le figure di sistema e i collaboratori dei dirigenti scolastici di Ancodis ritengono che la “precarizzazione” della governance scolastica deve essere superata rientrando in una prospettiva di sistema stabile, professionalmente avanzato anche nella carriera, con una specifica formazione per l’accesso in una nuova area contrattuale. Ancodis confida che nella visione del Ministro Bianchi e dell’attuale maggioranza parlamentare si ponga meritata attenzione al tema certamente non secondario e che nel prossimo appuntamento annunciato con gli “Stati generali della scuola” il coraggio per questa innovazione culturale sostenga i protagonisti che siederanno ai tavoli del confronto. Prof. Rosolino Cicero

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Scuola: sentenze sulla tutela dei precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

Arrivano da Catania ben cinque sentenze di pieno accoglimento per l’Anief nella tutela dei diritti dei lavoratori precari della scuola da anni sfruttati dal Ministero dell’Istruzione: riconosciuto il diritto all’estensione dei contratti dal 30 giugno al 31 agosto di ogni anno e alle progressioni stipendiali in favore di alcuni docenti cui l’Amministrazione dovrà corrispondere le mensilità mancanti per l’estensione dei contratti oltre agli scatti di anzianità. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief.Stavolta è il Tribunale del Lavoro di Catania che bacchetta il Ministero dell’Istruzione e lo condanna a risarcire i lavoratori precari per l’illegittima apposizione del termine al 30 giugno di ogni anno in luogo del 31 agosto per coprire posti risultati, invece, vacanti e disponibili. I legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Marco Di Pietro travolgono ancora una volta il Ministero dell’Istruzione in tribunale e ottengono delle sentenze esemplari che rilevano l’illegittimità dell’attribuzione dei contratti su posto vacante con scadenza al 30 giugno e riconosce il diritto di cinque docenti, alcuni con più di 10 anni di precariato alle spalle, a percepire le medesime progressioni stipendiali riconosciute solo al personale di ruolo.“Sono anni che denunciamo il bluff del Ministero dell’Istruzione che attribuisce sistematicamente e illegittimamente contratti al 30 giugno di ogni anno anche se il posto è vacante e la normativa impone, in questi casi, di apporre al contratto il termine del 31 agosto. Queste storture devono essere sanate direttamente in contrattazione e l’Anief si farà portavoce dei diritti di tutti i precari per rivendicare la medesima progressione di carriera riconosciuta al personale di ruolo e per far luce sui “falsi” posti in organico di fatto che dovrebbero, invece, risultare da anni in organico di diritto ed essere utilizzati per le immissioni in ruolo e per stabilizzare, finalmente, i precari della scuola”.L’Anief ricorda che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri diritti e per ottenere il risarcimento del danno subìto per l’illegittima reiterazione di contratti a termine, l’estensione dei contratti su posto vacante e uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.

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Scuola Assunzione 80mila precari a luglio con il doppio canale

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Ministero dell’Istruzione e sindacati continuano a lavorare per cambiare le regole per diventare insegnante. Dopo l’insediamento delle parti al tavolo di confronto, secondo Orizzonte Scuola “i prossimi incontri entreranno nel merito della questione: dopo gli esiti della mobilità, i sindacati da un lato chiedono di poter capire i numeri residui per provincia, in modo dettagliato per capire la mappa dei posti disponibili nel territorio nazionale e quindi dove si deve assumere. Dall’altro lato si dovrà scendere nel dettaglio e capire come agire concretamente: quali modalità di assunzione, il modello delle abilitazioni, come risolvere il problema degli specializzati sul sostegno superando le tre annualità. Il capo di gabinetto ha puntato sui temi del Patto che il Ministro vorrebbe seguire. Sulle abilitazioni, in particolare, si vuole predisporre un modello ben preciso per permettere nuovamente la possibilità di abilitazione all’insegnamento”. Sempre la rivista specializzata stima che “con le previsioni del decreto Sostegni-bis si potranno assumere, in totale, anche meno di 40 mila insegnanti. A fronte di circa 80 mila necessari”. Stando così le cose, “il modello di riferimento su cui lavorare è quello del doppio canale di reclutamento, sistema di assunzioni previsto dalla legge 417 del 1989 e nato da un decreto voluto dall’allora Ministro dell’Istruzione Sergio Mattarella” oggi Capo dello Stato.

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Scuola: Assunzioni precari dal 1° settembre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Maggio 2021

L’apertura del Consiglio dei Ministri verso i precari della scuola è minima. Lo sostiene il leader dell’Anief, secondo cui la verità è che “non si possono escludere i tanti precari collocati in seconda e terza fascia. Ma nemmeno coloro che sono inseriti negli elenchi di sostegno o hanno un servizio misto oppure hanno svolto servizio su sostegno senza specializzazione. Bisogna eliminare tutti questi vincoli. Perché quella che si sta organizzando non è una gara a creare ostacoli, ma l’obiettivo finale è avere dal 1° settembre tutti gli insegnanti in cattedra”.Il presidente dell’Anief ha quindi annunciato che l’intenzione è quella di lavorare “assieme alle altre sigle sindacali, ma soprattutto con il Parlamento affinché vengano presentati e approvati degli emendamenti che possano ampliare l’accesso all’assunzione a tutti coloro che fanno i supplenti da anni e che hanno i titoli per essere assunti in ruolo. È assurdo per l’ennesima volta, nonostante una procedura d’infrazione avviata e un reclamo collettivo presentato dall’Anief e approvato dal Consiglio d’Europa, continuare a dare risposte parziali e che comunque non risolvono il problema. Chiediamo di essere ascoltati: noi siamo pronti a elaborare i testi degli emendamenti al decreto legge Sostegni-bis”.

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Scuola: Decreto Sostegni bis e assunzione dei precari

Posted by fidest press agency su martedì, 25 Maggio 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha rilasciato un’intervista ai microfoni dell’agenzia Italia Stampa tornando a parlare di scuola e precariato. Il leader del giovane sindacato ha dichiarato che “nel Decreto Legge Sostegni bis si inizia a parlare di fase transitoria per i precari. Il fatto che si attinga dalle graduatorie provinciali per le supplenze per nominare personale di ruolo è una cosa molto importante, ma il problema è che nella soluzione trovata dal Governo si guarda solo a una piccola fetta di precari” Tra le novità del Decreto Sostegni bis ci sono le assunzioni a tempo indeterminato degli insegnanti che hanno svolto almeno tre annualità di servizio nell’ultimo decennio. Individuato il docente, da prima fascia Gps, partirà il percorso annuale di formazione, seguito da una prova disciplinare, che si intenderà superata dai candidati che raggiungeranno la soglia di idoneità e valutata da una commissione esterna. In caso di positiva valutazione del percorso annuale di prova e formazione, il docente verrà assunto a tempo indeterminato e confermato in ruolo nella medesima istituzione scolastica in cui ha prestato servizio annuale. “Inoltre – continua Pacifico – c’è anche il paradosso che chi è in prima fascia deve aver prestato tre anni di servizio nella scuola statale, dimenticando tra l’altro di chi ha insegnato nella scuola paritaria. Dunque questo provvedimento, così come è stato strutturato, pur con le buone intenzioni non solo non risolve le problematiche del precariato, ma continua a perpetrare ingiustizie tra intere categorie di precari che lavorano nelle nostre scuole. Ecco perché noi riteniamo che appena si sarà insediato il Tavolo politico che segue il Patto per la Scuola sottoscritto ieri si debba tutti insieme, Governo e parti sindacali, trovare una soluzione condivisa che si trasformi in un emendamento al testo. Qualcuno dice che i tempi non ci sono, ma non è vero, perché nel testo si dice che potranno essere assunti o il 1° settembre o durante l’anno scolastico: la cosa importante è assumerli. Poi per Anief è anche fondamentale eliminare quest’ulteriore prova che devono fare dopo l’anno di prova. Già di per sé l’anno di prova, di valutazione collegiale, è fondamentale per dare idoneità all’insegnamento, quindi rifare un ultimo esame è inutile. Non ci si vuole rendere conto che ci sono dei professionisti che lavorano da anni nelle nostre scuole e valutano i nostri figli: queste persone non possono essere discriminate per la durata del contratto di lavoro, ma devono essere inseriti nei ruoli dello stato. Questa è la nostra idea per quanto riguarda il meccanismo di assunzione dalle supplenze”.

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Oggi i precari si assumono da Graduatorie provinciali per le supplenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2021

Va bene assumere in ruolo i precari da Gps, ma è bene fare delle modifiche a quanto sinora stabilito. “La verità – ha spiegato il professor Marcello Pacifico – è che dopo 24 mesi si deve essere stabilizzati ed essere inseriti in un percorso per il ruolo. E deve riguardare anche le scuole comunali, paritarie e la formazione professionale. Queste cose devono cambiare. Sarebbe bene avere una proposta unitaria per risolvere il problema. Con i partiti che si devono prendere le loro responsabilità”. Il leader del sindacato autonomo ha ricordato che “a settembre avremo almeno 60mila precari” su posti vacanti, più tantissimi in organico di fatto e in deroga su sostegno. Per evitare questo “bisogna approvare subito un emendamento, reclutando dalla seconda fascia. Noi vogliamo aprire a tutti. Cerchiamo di capire dove arriva la politica”, ha concluso Pacifico.

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Il Decreto Sostegni bis apre all’assunzione dei precari con tre anni di servizio

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Maggio 2021

Sui precari da assumere, il Governo Draghi mantiene una parte dell’impegno: quest’anno i posti da insegnante residui verranno assegnati a coloro che hanno svolto – negli ultimi 10 anni scolastici oltre quello in corso – almeno tre annualità di servizio nelle scuole statali. Il contratto a tempo determinato è proposto esclusivamente nella provincia o nelle classi di concorso per le quali il docente risulta iscritto nella prima fascia delle graduatorie provinciali per le supplenze o negli elenchi aggiuntivi. Nel corso del contratto a tempo determinato i candidati svolgeranno il percorso annuale di formazione iniziale e prova, superato il quale saranno assunti nei ruoli dello Stato, specifica anche Orizzonte Scuola. Anief è solo parzialmente soddisfatta per la decisione presa dal Consiglio dei Ministri: con la conversione in legge dello stesso Decreto Sostegni bis, ha detto oggi Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “bisogna modificare alcune parti. Dunque – ha dichiarato il sindacalista durante un’intervista sempre alla rivista specializzata Orizzonte Scuola – bisogna reclutare tutti i precari della scuola italiana, quelli delle graduatorie delle supplenze, in prima e seconda fascia, i docenti di religione cattolica e quelli in graduatorie di istituto”. Sempre sul reclutamento, Anief chiederà modifiche sull’abolizione della call veloce per gli idonei del concorso DSGA e sulla sospensione dell’utilizzo della call veloce per il personale docente per il solo prossimo anno scolastico. In ogni caso, sostiene sempre il giovane sindacato autonomo, il sistema di reperimento del personale dovrà essere in maniera permanente utilizzato all’interno del doppio canale di reclutamento e non soltanto per il prossimo anno scolastico.

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Carta del docente anche per i precari

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Maggio 2021

Per ANIEF sono decisamente troppe le questioni che riguardano i precari della scuola ancora in attesa di soluzione. Oltre al tema del reclutamento, su cui Ministero e sindacati hanno recentemente stilato un patto ancora in attesa del via libera da Palazzo Chigi, l’altro fronte caldo è quello del mancato riconoscimento anche ai docenti precari della Carta di 500 euro annui per l’aggiornamento e la formazione.“Si tratta – afferma Marcello Pacifico – di una delle numerose forme di discriminazione rispetto ai colleghi di ruolo che i docenti precari devono subire dal 2015, anno in cui la Carta è stata introdotta. Insieme al contratto per regolare la DAD in piena pandemia, avevamo siglato anche un’intesa con il Ministero dell’istruzione perché si avviasse un percorso che ponesse rimedio a questa intollerabile esclusione, visto che a fare didattica a distanza sono stati sia i docenti di ruolo che quelli precari. Sono passati sei mesi e quell’intesa è rimasta lettera morta”.Per questo, il sindacato ha deciso di riaprire le adesioni al ricorso al giudice del lavoro per chiedere l’assegnazione della Carta docenti anche ai precari, predisponendo una lettera di diffida e di messa in mora da inviare al ministero.

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Scuola: Precari, quelli italiani trattati peggio al mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Maggio 2021

Quando si parla di precariato c’è poco da ridere. Perché la loro situazione nella scuola italiana è la peggiore al mondo: si inizia a lavorare a 30 anni, si fanno supplenze per 20 anni con lo stesso stipendio, che non copre neanche l’inflazione e non riguarda gli scatti di anzianità, poi si cerca di fare carriera, ma prima di 9 anni non si può chiedere il primo aumento stipendiale e, in seguito, nella ricostruzione di carriera non è riconosciuto almeno un terzo del servizio prestato. A dirlo, intervistato dall’agenzia Teleborsa, è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: il sindacalista ritiene che “il danno della piaga della precarietà debba andare rimosso” dal punto di vista politico, legislativo e pure contrattuale.La supplentite sta dilagando: senza provvedimenti validi, a settembre si toccherà il record delle 250 mila supplenze annuali. Marcello Pacifico, sindacalista autonomo a capo dell’Anief, sostiene che i tempi sono oramai più che maturi per “fare riconoscere un’identità d’incarico, per chi ha avuto più di 24 mesi di contratto come precario. È la stessa indennità che prevede la Cassazione: Anief si è sempre distinta per avere portato tutte le questioni dei precari in tribunale ed oggi le dobbiamo portare ai tavoli contrattuali”, ha spiegato Pacifico.”La scommessa sul valore degli insegnanti è importante”, ha continuato il sindacalista, e per questo “l’indennità di incarico deve essere riconosciuta: lo stiamo dicendo nelle assemblee, dove ci sono stati più di 30 mila partecipanti, e questo è un segnale che ancora una tra gli insegnanti qualcosa si muove. La coscienza di recuperare dignità di una professione che è importante per la ripresa del Paese”.”Siamo convinti – ha incalzato il leader dell’Anief – che se si rimuovono tutti quegli ostacoli affinché venga finalmente assegnato un posto di ruolo da parte dello Stato, ciò porterà a una rivisitazione della nostra scuola”, che non sarà più, come avviene oggi, caratterizzata “della supplentite, ma all’insegna di posti assegnati in organico di fatto e trasferiti in organico di diritto per l’ordinario funzionamento”, ha concluso Pacifico.

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Patto sulla scuola: Un miliardo per assumere tra i 60-80mila precari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 Maggio 2021

Il Patto per l’Istruzione è vicino alla chiusura. Mancherebbero solo gli ultimi dettagli da definire e la firma che avverrà molto probabilmente già nei prossimi giorni. E allora inizia a farsi strada una stabilizzazione dei precari da immettere già il prossimo settembre ma anche una riforma del reclutamento che dovrà essere pensata per avere i migliori docenti in cattedra.Il testo dell’accordo raggiunto sinora indica un impegno importante sul reclutamento che “si deve realizzare entro l’avvio del prossimo anno scolastico, anche attraverso una procedura urgente e transitoria di reclutamento a tempo indeterminato”. Si parla di un investimento iniziale che oscilla fra 1 milione e 1,3 milioni di euro, utile a realizzare le assunzioni immediate, in modo da assumere oltre 60 mila docenti, anche 80 mila, la maggior parte dei quali andrebbero a coprire le cattedre vuote del Nord Italia. Su questo punto il Mef sta realizzando le necessarie verifiche, anche sulle coperture.

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