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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘precari’

Scuola: Docenti precari, al Centro-Nord sempre più difficile trovarli. Anief: era inevitabile

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

Ha preso ufficialmente il via la “caccia” al docente. Con i concorsi ancora al palo, complessivamente agli Uffici scolastici viene chiesto di portare a termine la sottoscrizione di circa 230 mila contratti fino al termine delle lezioni oppure con scadenza 30 giugno o 31 agosto 2021. Più degli altri anni, in alcune regioni del Centro-Nord la ricerca si sta rivelando particolarmente difficile: l’allarme è già scattato in Emilia Romagna, con 3 mila posti vacanti nella sola provincia di Reggio Emilia; in un istituto secondario di primo grado della Maremma, dove scarseggiano i docenti di ruolo e gli insegnanti supplenti tardano ad essere nominati, le lezioni sono state interrotte almeno fino a lunedì 21 settembre. Situazione pesante anche in Veneto, dove mancherebbero all’appello ben 13.500 docenti. Un quadro ancora peggiore vi sarebbe in Lombardia. E il Piemonte non è da meno. A scarseggiare sono soprattutto docenti di matematica, lingue Straniere e sostegno. Anche perché a causa del Covid19 rispetto al passato si è ridotta anche la disponibilità a spostarsi di provincia e regione, tra l’altro per vedersi assegnato uno stipendio tra i più bassi d’Europa e senza alcuna indennità per vitto, alloggio e viaggi.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “l’errore di fondo che sta alla base dell’altissimo numero di supplenze da attuare quest’anno è quello di avere ignorato l’automatismo di assunzione in ruolo che Bruxelles ha detto di adottare per i lavoratori che superano la soglia dei 36 mesi anche non continuativi di supplenze attraverso la riapertura delle GaE o l’assunzione dalle GPS, la cui tabella di valutazione dei titoli, purtroppo, è stata cambiata rispetto alle graduatorie di istituto. A complicare le cose c’è stata la norma, da noi sempre osteggiata, che introduce il vincolo dei 5 anni nei confronti di coloro che vengono stabilizzati in una determinata provincia: è chiaro che è una costrizione ingiusta, che nega il diritto alla famiglia, e che in tempo di Covid rischia di diventare una vera trappola. Tanto da far fallire in partenza il sistema della Call veloce. A completare il quadro negativo c’è stata poi l’incauta scelta di imporre delle Graduatoria provinciali digitali per le supplenze piene di errori e di esclusioni illegittime”, conclude il sindacalista autonomo.

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Scuola: Graduatorie provinciali per le supplenze, migliaia di precari non si arrendono all’improvviso cambio dei titoli

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2020

Boom di richieste di maggiore riconoscimento dei titoli conseguiti all’interno delle nuove domande per l’inserimento nelle nuove Gps. “A proposito delle Graduatorie provinciali per le supplenze – ha dichiarato Marcello Pacifico in una video-intervista rilasciata alla testata Teleborsa – migliaia di docenti precari hanno chiesto di ricorre per un motivo semplice: hanno riscontrato che i loro titoli di studio che erano stati sempre valutati nelle graduatorie d’istituto nella seconda e terza fascia, permettendo loro in questi anni di svolgere diverse supplenze e maturare quindi maggiore esperienza. Tutto ad un tratto, questi titoli non valgono più nella prima e seconda fascia Gps perché la nuova tabella di valutazione titoli e in base all’Ordinanza ministeriale” non sono più considerati allo stesso modo”.Anief ricorda che fino al 31 agosto è ancora possibile impugnare l’Ordinanza n. 60 del 10 luglio 2020 attraverso i ricorsi predisposti dal giovane sindacato per la a tutela dei docenti non di ruolo.Le penalizzazioni rivolte al personale docente precario sono un’ingiustizia. E tanti di loro lo hanno compreso aderendo ai ricorsi patrocinati dal giovane sindacato Anief. Il problema, ha spiegato il suo presidente nazionale Marcello Pacifico, è che con le regole imposte dall’amministrazione “si incrociano due principi, quello di affidamento e di ragionevolezza, che sono stati violati: è il caso di master e perfezionamenti, ma anche degli Insegnanti Tecnico Pratici e il mancato loro inserimento senza i 24 Cfu. E tanti altri”.

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FdI incontra i precari della scuola davanti a Montecitorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

“Stamattina abbiamo incontrato una delegazione di precari della scuola davanti a Palazzo Montecitorio. Da sempre Fratelli d’Italia sostiene le battaglie giuste di chi è da anni discriminato perché, pur avendo indiscutibile esperienza di insegnamento e i titoli, non ha l’abilitazione. Il precariato non è una colpa e questi docenti non pretendono una sanatoria ma una giusta stabilizzazione avendone pienamente diritto”.
Lo dichiara la vicepresidente della Commissione Cultura della Camera Paola Frassinetti che insieme al collega di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda ha incontrato questa mattina la delegazione di precari.

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Scuola: Assunzioni precari da “chiamata veloce”

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

C’è tempo fino al 2 settembre per candidarsi, ma in tanti sono frenati dal vincolo dei 5 anni. Entra così nel vivo la “call veloce”, il sistema informatizzato di immissione in ruolo 2020/2021 che permette di spostarsi di provincia e regione per ottenere più facilmente l’immissione in ruolo perché agisce sui posti rimasti vacanti: è una possibilità, scrive Orizzonte Scuola, “per chi aspira al ruolo e non ha trovato posto nella propria provincia/regione. L’applicazione è destinata a tutti i candidati ancora presenti nelle graduatorie dei concorsi (concorso 2016, concorsi straordinari 2018, graduatorie di merito del personale educativo) e agli aspiranti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento, ai fini della copertura di tutti i posti comuni e di sostegno dell’organico di diritto rimasti vacanti e disponibili all’esito delle operazioni di immissione in ruolo”.
La “chiamata veloce” è destinata a docenti che rientrano in una serie di condizioni: aspiranti presenti a pieno titolo o con riserva nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo; i candidati ancora presenti a pieno titolo o con riserva nelle graduatorie di merito e negli elenchi aggiuntivi regionali dei concorsi per titoli ed esami di cui ai D.D.G. 105, 106 e 107 del 23 febbraio 2016, per il reclutamento del personale docente della scuola dell’infanzia e primaria, secondaria di I e II grado nonché per i posti di sostegno; i candidati ancora presenti a pieno titolo o con riserva nelle graduatorie di merito regionali relative alla procedura concorsuale di cui al D.D.G. 85/2018, per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente nella scuola secondaria di I e II grado su posto comune e di sostegno; i candidati ancora presenti a pieno titolo o con riserva nelle graduatorie di merito regionali relative alla procedura concorsuale di cui al decreto Dipartimentale 1546/2018, per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente per la scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno; i candidati ancora presenti nelle GM del personale educativo. Anche per coloro che sottoscriveranno l’immissione in ruolo da “call veloce” scatterà dal 1° settembre 2020 il vincolo quinquennale sulla scuola di assunzione. Il ministero dell’Istruzione ha cercato, con un documento dello scorso mese di luglio presentato alla Camera, di spiegarne le motivazioni, dovute al fatto che “il D.L. 126/2019 (L. 159/2019: art. 1, co. 17-octies e 17-novies) ha previsto che, dall’a.s. 2020-2021, i docenti nominati a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria, l’utilizzazione in altra istituzione scolastica o ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso solo dopo 5 anni scolastici di effettivo servizio nella scuola di titolarità.

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Scuola: nel prossimo anno più insegnanti, meno precari

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

Tra i tanti allarmi che vengono lanciati da più parti e su più versanti riguardo al buon andamento dell’anno scolastico alle porte, dalla carenza di aule al ritardo dei nuovi banchi, si sente dire da mesi che questo sarà l’anno del record del precariato nella scuola, con un’esplosione dei contratti a tempo determinato, “zero assunzioni a tempo indeterminato”, e così via.Sarà così? In realtà mettendo in fila i vari provvedimenti che si sono susseguiti in tema di organici, emerge che mentre il numero di insegnanti nel cosiddetto organico di fatto aumenterà (ci saranno quindi più insegnanti in cattedra), i docenti precari saranno significativamente meno dell’anno scorso, sia in valore assoluto sia come incidenza percentuale, se si escludono i maggiori posti creati per il Covid (che non possono che essere a tempo determinato, data la temporaneità dell’esigenza).
Insomma se si mette a confronto in termini omogenei l’organico dello scorso anno scolastico determinato dall’ex ministro Marco Bussetti, governo gialloverde, con quello che si profila quest’anno, ministra dell’istruzione Lucia Azzolina nel governo giallorosso, risulta che il tasso di insegnanti precari scenderà dal 22,3% al 20,8%. Altro quindi che precariato record: pur mantenendosi a un livello alto (molto grave in particolare la situazione del sostegno, in cui quasi la metà dei posti sono “in deroga”, ossia precari) ci sarà una riduzione non da poco in un solo anno, che potrebbe segnare un’inversione di tendenza. Ciò non significa che non si farà fatica a coprire alcune tipologie di cattedre vacanti, ma questo è un altro fenomeno.
Per Tuttoscuola hanno un effetto immediato di stabilizzazione del personale con nomina in ruolo dal 1° settembre 2020 quasi centomila persone (97.223): 84.808 docenti nominati dalle GAE (Graduatorie ad esaurimento) e da Graduatorie di merito (GM) di preesistenti concorsi, 472 docenti di religione cattolica dalle GM del primo concorso, 91 unità di personale educativo, 11.323 unità di personale ATA.
Anche questi 97.223 vanno ad occupare subito altrettanti posti esistenti, senza incremento del numero di cattedre; tuttavia, rispetto alle ordinarie immissioni in ruolo che si effettuano ogni anno, quest’anno in via straordinaria le nuove nomine andranno a ricoprire quasi tutti i posti vacanti, riducendo sensibilmente la quota di precariato. Un fatto inedito in queste proporzioni.Non si ricorda a memoria una stabilizzazione dei posti vacanti della dimensione uguale a quella decisa dal Consiglio dei ministri (sfiora il 100%), se non quella della Buona Scuola che implicava, però, altri aspetti eccezionali.Un risultato forse figlio dell’emergenza che ha convinto il MEF ad accogliere quasi in toto la richiesta della ministra dell’istruzione Azzolina di assicurare il massimo di stabilità ai posti esistenti vacanti. Un maxi reclutamento reclamato a gran voce dai sindacati della scuola e anche dall’opposizione che, con la Lega in testa, aveva chiesto il massimo possibile di stabilizzazione.
Dopo avere stabilizzato quasi tutti i posti vacanti, rimarranno senza titolare i posti dei concorsi che si svolgeranno nei prossimi mesi, relativamente alla quota prevista per il 2020-21 (circa 18 mila posti accantonati che per quest’anno saranno assegnati in supplenza annuale – contratto fino al 31 agosto- ad altrettanti docenti precari).L’anno scorso i supplenti annuali nominati su un posto vacante privo di titolare sono stati (secondo una documentazione della Cisl scuola) 38.241.Rispetto ai supplenti annuali di quest’anno (poco più di 18 mila), la differenza (in meglio) è di circa 20 mila supplenti annuali in meno.L’anno scorso i supplenti nominati fino al 30 giugno invece sono stati 149.624.Per quest’anno quel numero potrebbe essere confermato con l’incremento di 7-10 mila posti su sostegno in deroga. L’anno scorso, i supplenti annuali e fino al 30 giugno sono stati complessivamente 187.865; quest’anno potrebbero essere oltre 10 mila in meno. (fonte: tuttoscuola.com in abstract)

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Scuola: Graduatorie provinciali per le supplenze, Anief: Bisogna tutelare i precari storici

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico, ha rilasciato un’intervista a Teleborsa: è intervenuto per parlare delle Gps e ha affermato che “le nuove graduatorie provinciali sono una delusione e bisognava assumere i precari storici. I concorsi si devono fare, è giusto che ci sia una selezione. Però non ci si può dimenticare del personale che ha lavorato a tempo determinato, svolgendo un servizio per i cittadini. Come non si possono imporre delle nuove graduatorie sulla base di tabelle di valutazione completamente diverse da quelle che valevano da 13 anni”Il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico, ha rilasciato un’intervista a Teleborsa: ha affermato che di tratta della “settimana decisiva per inserirsi nelle graduatorie delle supplenze delle attività didattica, sia annuali che a termine, ribattezzate Gps. Sono più di un milione gli insegnanti che devono presentare la domanda entro il prossimo 6 agosto per inserirsi in prima e in seconda fascia, tuttavia, secondo l’Ufficio legale di Anief, ci sono diverse categorie di esclusi che difficilmente riusciranno ad avere una supplenza”. Anief consiglia dunque di presentare la domanda e contestualmente di ricorrere. In particolare, per quanto riguarda la prima fascia, ci riferiamo ai laureati con 36 mesi di servizio dal momento che una sentenza del Consigli di Stato ritiene la loro qualifica equiparabile all’abilitazione. La stessa cosa vale per gli Itp, gli insegnanti tecnico-pratici. Ricordiamo, infatti, che esiste una norma transitoria che non è stata rispettata dall’ordinanza e quindi, secondo Anief, hanno anche loro titolo per essere inseriti in prima fascia così come coloro che hanno il diploma di conservatorio o accademia delle Belle arti. Tra gli esclusi vi è poi il personale educativo anche se per contratto è equiparato al personale della scuola per l’infanzia e primaria”.

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Scuola: Docenti precari di religione cattolica, silenzio imbarazzante

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2020

Sugli insegnanti di religione continua a vigere il più assoluto silenzio. Eppure, i problemi da affrontare sono diversi. Prima di tutto va ricordato che l’ultimo concorso risale al 2004 e diversi idonei (molti dei quali hanno ben 30 anni di servizio) continuano ad essere precari, non avendo beneficiato di una graduatoria a scorrimento. In tuto vi sono circa 2.500 i vincitori di concorso del 2004 esclusi dall’immissione in ruolo. Poi ci sono 10.000 precari storici abilitati per i quali non è stata prevista nessuna forma di reclutamento. Il concorso riservato, di cui si parla da anni, continua a rimanere un’ipotesi.Per Anief è necessario che il ministero dell’Istruzione dia avvio a una fase di assunzione in ruolo, nelle more dell’espletamento del nuovo concorso ordinario sul quale c’è stato anche il consenso della Conferenza episcopale italiana e che manca all’appello da più di tre lustri. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Noi continuiamo a chiedere, lo abbiamo fatto anche con alcuni emendamenti presentati al Senato, l’emanazione di un decreto che preveda l’assunzione in ruolo dei docenti di religione cattolica inseriti nelle precedenti graduatorie concorsuali, con la modalità dello scorrimento. E a chiedere un concorso riservato per almeno 8 mila precari storici, che rischiano di andare in pensione da supplenti annuali. I posti ci sono, la volontà reciproca pure, cosa si aspetta ancora?” È un andamento lento e incerto quello che si sta conducendo al ministero dell’Istruzione per arrivare a bandire l’atteso concorso di religione, dopo 16 anni di astinenza. Le parti interessate rimangono ferme all’ incontro tenutosi lo scorso 19 giugno, presieduto dalla dottoressa Lucrezia Stellacci, consigliere della ministra Lucia Azzolina, e una rappresentanza della Cei, il sottosegretario don Ivan Maffeis, durante il quale si è deciso di avviare dei tavoli allo scopo di affrontare e approfondire le diverse tematiche che riguardano l’insegnamento della religione cattolica ma allo stesso tempo di raggiungere un’ intesa sul prossimo concorso per l’assunzione in ruolo degli insegnanti di religione al fine di coprire l’organico, così come previsto dal decreto scuola 159/2019. Nulla è anche scaturito dalle buone intenzioni espresse, con tanto di impegno ad assumere gli idonei del 2004, dalla viceministra Anna Ascani, che presso la VII Commissione della Camera ha risposto ad una interrogazione a risposta immediata prodotta, tra gli altri, dall’on. Carmela Bucalo (FDI) sull’intesa raggiunta tra il Ministero dell’istruzione e la Conferenza episcopale italiana relativamente agli insegnanti di religione cattolica.

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Precari scuola: Invio domande graduatorie provinciali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

“Finora – scrive Il Corriere della Sera – sono state inserite oltre 206 mila domande, di cui quasi 110 mila chiuse, e ben 2 milioni gli accessi in pochi giorni. Solo” il 27 luglio “ne sono partite 25 mila. L’interesse è alto anche per la quantità ampia di docenti che deve essere inserita nella scuola. Il ministero dell’Istruzione assicura che il sistema “risulta sotto controllo” nonostante l’impatto della gran mole di domande e che comunque gli uffici stanno “monitorando costantemente la situazione. A disposizione degli utenti – ricorda- ci sono una pagina web dedicata, video tutoriale un help desk”
Il problema, ribatte l’Anief, è che le pagine web dedicate e il tutorial ministeriale non hanno nulla a che vedere con i bug presenti nel sistema telematico che non permettono di accedere alla piattaforma o di farlo a costo di attese snervanti che anche per una sola domanda di partecipazione dei candidati alle supplenze provinciali possono durare ore. I rallentamenti risultano infatti continui e presenti sin dall’apertura delle pagine del servizio digitalizzato Istanze On Line.
“Come sindacato – dice Marcello Pacifico, presidente Anief – ci siamo mossi per tutelare i diritti lesi dei precari, appena presa visione dell’Ordinanza n. 60/2020 e delle annesse nuove Tabelle titoli. Da un lato presentando una serie di ricorsi, approntati sia per permettere agli esclusi in modo illegittimo di essere comunque inseriti, sia per evitare i titoli di studio e i servizi svolti possano essere depotenziati da tabelle a dir poco discutibili. In questa fase, anch’essa particolarmente critica, chiediamo pubblicamente di procedere ad una proroga dei tempi di inoltro delle domande, perché di questo andare, anche se dal ministero dell’Istruzione giungono parole rassicuranti, la mole di domande non potrà che aumentare e con essa i disservizi di un sistema informatico pubblico che ancora una volta lascia molto a desiderare”.

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Scuola: Al di là dei concorsi, bisogna stabilizzare i precari

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

Se per viale Trastevere la colpa delle attuali 250 mila supplenze annuali starebbe nella mancata programmazione e indizione di procedure concorsuali periodiche e risulterebbe incostituzionale l’assunzione, Anief ribatte ricordando quanto scrive l’Europa e rilanciando il contenzioso. Per Pacifico è arrivato il momento di assumere i precari anche dalle nuove GPS.Il sindacato ritiene plausibile organizzare assunzioni direttamente da graduatoria, come previsto da una legge dello Stato mai abrogata (la L. 124/1999) e anche da precise direttive europee che contrastano l’abuso di precariato, a partire dalla 70/CE del Consiglio dell’Unione Europea, sempre del 1999, la quale prevede l’assunzione in ruolo automatica, in presenza di posto vacante, per chi ha svolto 36 mesi di servizio con titolo appropriato.Sono dichiarazioni importanti quelle rilasciate dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ad Agorà, trasmissione di approfondimento giornalistico in onda su Rai 3: “Il problema atavico della scuola sulle assunzioni – ha detto Azzolina – è una mancanza di programmazione. I concorsi devono essere programmati questo lavoro non è mai stato fatto. Adesso abbiamo bandito concorsi per 78.000 persone. Esiste una Costituzione Italiana che prevede il concorso. L’assunzione su titoli non rispetta la Costituzione e la pensiamo in tanti così. I concorsi vanno programmati, so che molti precari vogliono il concorso e c’è un giudizio favorevole del Quirinale sui concorsi”. Il sindacato Anief ritiene condivisibile avere bandito tre procedure concorsuali, di cui una straordinaria per la scuola secondaria e per la quale manca quella per il personale dell’infanzia e della primaria, con quasi 80 mila posti complessivi messi a bando: anche se eccessivamente pre-selettivi e quindi discriminanti verso diverse categorie di precari rimasti esclusi, questi concorsi rimangono la via maestra per immettere nei ruoli dello Stato un congruo numero di candidati meritevoli, dopo avere verificato il livello delle loro conoscenze, capacità e competenze attraverso il superamento di verifiche scritte e un colloquio finale.Detto ciò, il Governo non può ignorare la presenza nelle graduatorie pubbliche di centinaia di migliaia di precari che negli ultimi decenni hanno permesso allo Stato di garantire il servizio pubblico scolastico e il diritto allo studio: stiamo parlando, come nel caso dei maestri con diploma magistrale, di docenti non certo improvvisati, ma che hanno studiato, si sono formati e specializzati per svolgere questa importante professione. Ignorare questo, precludendo loro l’accesso nelle GaE o la chiamata in ruolo direttamente da graduatoria d’istituto prevedendo un anno di corso-prova, rappresenta anche la garanzia di avere assunti in ruolo chi merita, perché questi insegnanti hanno dimostrato sul campo di essere pronti e adeguati ad insegnare alle nuove generazioni.

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Scuola. Docenti precari, di male in peggio: le graduatorie provinciali per le supplenze cambiano le carte in tavola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Bisogna rivedere le norme che regolano le nuove graduatorie provinciali per gestire i contratti a tempo determinato. Lo chiede Marcello Pacifico, presidente del sindacato rappresentativo Anief. Come riportato oggi dalla rivista Orizzonte Scuola e in un video esplicativo, il sindacalista sostiene che la bozza prodotta dall’amministrazione scolastica “non contempla quello che prevede la legge: abbiamo fatto una cinquantina di osservazione ed altre 30 solo sui titoli. Quel testo va contro la Legge 159 del 2019. In quella legge c’è scritto che in occasione del rinnovo delle graduatorie d’istituto potevano essere inseriti gli esclusi. E non è stato fatto. Come non si comprende perché si cambiano i titoli, si danno 20 giorni di tempo per produrli, mentre quelli vecchi non valgono più”. Il sindacalista avverte: se dovesse essere confermato quel regolamento composto da “più di 20 pagine, con le tabelle di valutazione dei titoli completamente cambiate rispetto alle attuali, senza dare il tempo e la possibilità di conseguire i nuovi, non potremo fare altro che impugnarlo. Non stiamo a Wall Street, dove le azioni salgono e scendono dalla mattina alla sera. Un’ordinanza non può superare una regola di natura regolamentare primaria”.Contengono delle gravi incongruenze le nuove Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) di prima e seconda fascia, da utilizzare per le supplenze al 31 agosto o 30 giugno nelle scuole della provincia scelta, e le graduatorie di istituto di prima, seconda e terza fascia, in cui si potranno scegliere fino a venti scuole per ogni classe di concorso. A denunciarlo, a partire dalla poco ponderata “rivoluzione” nella tabella dei titoli, è il leader dell’Anief Marcello Pacifico.

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Docenti precari di religione cattolica, il Governo si impegna ad assumere gli idonei del 2004

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Lo ha assicurato la viceministra Anna Ascani (Pd), ricordando che il Governo sta procedendo alle graduali immissioni in ruolo dei circa 2 mila docenti precari di religione risultati idonei in occasione dell’unico concorso per la disciplina svolto fino ad oggi. Nel contempo, ha detto la rappresentante dell’esecutivo, è stato creato il “presupposto giuridico necessario all’avvio, come da tutti auspicato, del nuovo concorso per il reclutamento degli insegnanti di religione nelle scuole pubbliche. A tale riguardo è attualmente in corso la costituzione di uno specifico tavolo di lavoro che si occuperà proprio della redazione dell’Intesa in parola”. Per Anief è necessario che il ministero dell’Istruzione dia avvio a una fase di assunzione in ruolo, nelle more dell’espletamento del nuovo concorso ordinario sul quale c’è stato anche il consenso della Conferenza episcopale italiana e che manca all’appello da 16 anni. Nel frattempo si sono accumulati 15 mila posti e altrettanti precari.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “troppi docenti di Religione Cattolica che, come i tanti lavoratori precari, docenti e ATA, sono impegnati da anni e anni con professionalità a dare piena attuazione al diritto all’istruzione. È ora di stabilizzarli, non vi sono più scusanti o rimandi di sorta. Abbiamo chiesto l’emanazione di un decreto che preveda l’assunzione in ruolo dei docenti di religione cattolica, inseriti nelle precedenti graduatorie concorsuali, con la modalità dello scorrimento. L’obiettivo è effettuare arrivare alle assunzioni a tempo indeterminato entro il prossimo 1° settembre, andando così a dire fine ad una mancanza dello Stato che non merita commenti ulteriori”.La legge vigente che assicura l’insegnamento della religione cattolica prevede che solo il primo concorso sia cosiddetto «riservato» per titoli e servizio svolto, ed è quanto in effetti avvenuto nel 2004 con conseguente adozione di graduatorie aventi validità triennale (quindi fino al 2007), al quale non hanno poi fatto seguito ulteriori procedure selettive: lo ha ricordato la viceministra Anna Ascani, rispondendo presso la VII Commissione della Camera ad una interrogazione a risposta immediata prodotta, tra gli altri, dall’on. Carmela Bucalo (FDI) sull’intesa tra il Ministero dell’istruzione e la Conferenza episcopale italiana relativamente agli insegnanti di religione cattolica.

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Scuola. Iannone (FdI): FdI continua a non lasciare soli i precari

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2020

“Il decreto scuola, frutto del lavoro di M5S, Pd, Leu ed Italia Viva, è stato un decreto completamente sbagliato. Fratelli d’Italia si è battuta sin dal primo giorno contro uno scempio che mortifica il ruolo dei precari italiani. Si poteva fare di questo provvedimento e dell’emergenza sanitaria un’opportunità per stabilizzare il nostro personale precario, che ha fatto la storia della scuola italiana” . Noi non ci arrenderemo e nonostante la vergognosa risposta del governo, non lasceremo i precari della scuola da soli. Fratelli d’Italia, come sta facendo dall’inizio della legislatura, porterà avanti il principio secondo il quale nessuno possa essere usato dallo Stato italiano e poi gettato via”. A dirlo il senatore di FdI Antonio Iannone, componente della commissione Istruzione , partecipando alla manifestazione a sostegno del personale precario della scuola organizzata nel pomeriggio da ANDDL (Associazione nazionale diritti dei lavoratori) davanti al ministero dell’Istruzione.

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Scuola: Precari, salta il bonus da 300 euro per aggiornamento e acquisto pc

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Disco rosso del Senato all’estensione del bonus dell’aggiornamento annuale da assegnare anche ai docenti precari, oltre che al personale insegnante di ruolo: nelle ultime battute dell’esame dell’emendamento al Decreto Legge n. 22, promosso anche del sindacato Anief, la commissione Bilancio di Palazzo Madama ha deciso di bocciare il provvedimento, dopo i rilievi della Ragioneria dello Stato, con il suo parere al maxiemendamento al decreto, chiedendo quindi lo stralcio della norma. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “si è persa l’ennesima occasione per sanare un errore palese del comma 124 della Buona Scuola, che ha negato la ‘formazione in servizio’ ad un docente italiano su quattro. Anche l’anno prossimo, i collegi dei docenti approveranno un piano dell’offerta formativa che assegnerà delle attività di formazione solo ad una parte degli insegnanti, che dopo essere discriminati in fase di reclutamento continueranno ingiustamente ad essere esclusi da una funzione che fa parte della loro professione. Il Mef non può continuare a decidere al posto del Parlamento. Sarebbe bene che le indicazioni che giungono dai dirigenti del ministero dell’Economia vengono poi valutate e filtrate da deputati e senatori, a cui spetta la responsabilità finale della disposizione, soprattutto quando si tratta di un provvedimento di giustizia e di equità. In questo caso, stiamo parlando di una esigenza particolarmente sentita, considerando che la didattica a distanza potrebbe purtroppo continuare ad essere esercitata anche nel prossimo anno scolastico”.

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Scuola: Accordo sui precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2020

È forte la delusione dei precari per l’accordo raggiunto in nottata all’interno della maggioranza: le modifiche al concorso straordinario non sono quelle che chiedeva il popolo della scuola, ad iniziare dai docenti precari, costretti a svolgere l’ennesima prova selettiva e a rimandare l’immissione in ruolo come minimo di altri 15 mesi. I motivi del malcontento sono nelle parole del presidente Anief Marcello Pacifico: intervistato da Orizzonte Scuola, il sindacalista autonomo ha ricordato che con “la sentenza Rossato il giudice ha ricordato che il sistema dell’assunzione per titoli in Italia è l’unico stratagemma che ha il Governo per evitare l’abuso di precariato”. Nella notte questa possibilità, caldeggiata anche da parte della maggioranza, è venuta meno. Ed ora i costi saranno altissimi: per la didattica e per l’erario.È caro il prezzo da pagare per la decisione presa nella passata notte dal Governo di cassare le assunzioni dei precari da graduatorie d’istituto, come chiede Anief da tempo. I motivi li spiega il leader dell’Anief: “Se viene meno il doppio canale, che oggi può essere rappresentato dalle graduatorie di istituto trasformate in provinciali, venuto meno il divieto della somma di contratti dopo i 36 mesi, siamo fuori dalla copertura normativa comunitaria. Riesploderà con maggior vigore la richiesta di risarcimento da parte dei precari, ma anche una multa salta dall’Europa all’Italia se non riesce a sistemare la situazione del precariato”.Marcello Pacifico dice anche perché i precari non ci stanno: di certo, ricorda, “non chiedevano una prova scritta ma di avere nota la batteria dei test, per non lasciare tutto al caso fortuito. Modalità con test che avevano voluto gli altri cinque sindacati firmatari dell’accordo con Fioramonti”, i quali “allora avevano ritenuto che il concorso con crocette era un sistema per tutelare i precari”. L’Anief però avrebbe fatto volentieri a meno anche di quella modalità: “vanno assunti a da graduatorie di istituto e se proprio si vuole fare un concorso, andare non a selezionare, ma solo a graduare a in base a prova e titoli”, rimarca Pacifico.Cosa accadrà, allora, subito che l’approvazione definitiva del decreto legge n. 22 che impone il concorso riservato con prova scritta da svolgere se va bene in autunno? “Ci batteremo in tribunale se dovesse essere approvata in Parlamento nella modalità con cui circola in queste ore”, annuncia il sindacalista. “La procedura concorsuale deve essere non selettiva, non si deve escludere nessun precario. I precari non sono buoni per una stagione e cattivi per un’altra. Insegnano da anni, silenti, sono servitori dello Stato, uno su cinque è docente precario, è giusto fare le procedure concorsuali ma aperte a tutti, graduando le posizioni senza lasciar fuori nessuno”. Anief si rivolgerà anche al “Consiglio d’Europa per denunciare” l’illegittimità delle “nuove norme italiane sul precariato scolastico. Cercheremo di fare in modo che nei tribunali – continua Pacifico – si trovi quella giustizia che la politica nega ancora ai precari”.Nel frattempo, dal Governo si dice che con la riapertura delle graduatorie di istituto, trasformate in provinciali, i supplenti possono essere soddisfatti: secondo il presidente del giovane sindacato “si tratta di una norma chiesta da Anief già da tempo”, solo che le stesse graduatorie dovevano essere utilizzate anche “per l’assegnazione dei ruoli, perché non ha senso affermare che il merito non esiste per chiamare un supplente mentre esiste per nominarlo in ruolo. Non è la durata del contratto che può misurare il merito di un insegnante, ma il lavoro che svolge”, conclude il professor Pacifico.

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Scuola: Precari, i dimenticati di religione cattolica

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

Manca all’appello da 16 anni, nel frattempo si sono accumulati 15 mila posti e altrettanti precari: sono i numeri altisonanti che riguardano la mancata pubblicazione del concorso di religione cattolica, per il quale non sono bastati il disco verde della Conferenza episcopale italiana e l’approvazione del decreto salva precari di fine 2019. Nell’elenco delle procedura selettive giunte mercoledì scorso in Gazzetta ufficiale manca proprio questo concorso. E non si comprende perché, considerando che l’ultimo fu bandito nel lontano 2004 e i posti da coprire sono tantissimi: in ogni caso, visto che le cose vanno per le lunghe, serve una procedura selettiva d’urgenza.Marcello Pacifico (Anief): “Anche quando sarà bandito, il concorso ordinario andrà comunque ad assorbire poco più di 2 mila precari storici: seppure riservando la metà dei posti a chi ha svolto almeno tre anni di supplenze sulla materia, lascerà nello stato di precarietà la stragrande maggioranza degli attuali docenti non di ruolo. Ecco perché serve subito, come ha fatto Anief con un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola, un decreto che apra ad un concorso per titoli per portare alla stabilizzazione 7 mila precari o in alternativa una procedura straordinaria: entrambi sarebbero riservati a chi ha svolto almeno due annualità di supplenze anche non continuative. Questi lavoratori vanno inquadrati nei ruoli dello Stato, come chiede l’UE dal 1999 a tutti i Paesi membri per non incorrere nell’abuso contratti a termine. È l’ora di finirla con questo abuso. Altrimenti ci penserà il tribunale”.Tra le richieste di modifica che la commissione Cultura di Palazzo Madama dovrà esaminare la prossima settimana c’è anche la proposta di Anief per l’emanazione di un decreto che autorizzi l’istituzione di una graduatoria per titoli ai fini dell’assunzione di 7 mila insegnanti di religione cattolica su posti vacanti e disponibili con più di 24 mesi di servizio a tempo determinato in tutte le scuole dove si svolge il servizio nazionale d’istruzione. In alternativa, il giovane sindacato ha proposto l’avvio di un concorso straordinario riservato ai docenti che insegnano religione cattolica con 24 mesi di servizio svolti. Le procedure non porterebbero maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto l’assenza di personale obbliga l’amministrazione a reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato, determinando un maggior esborso per la finanza pubblica a causa delle richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE.

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Scuola, la pazienza è finita: no ai concorsi farsa per l’assunzione dei precari

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

In perfetta solitudine il ministro ha deciso di procedere con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del primo decreto che dà il via alle procedure concorsuali per docenti. Questa la risposta all’impegno dei lavoratori della scuola italiani, di ruolo e precari, che in questi mesi hanno continuato a tenere vivo il rapporto con i propri studenti, nella situazione di estrema difficoltà creatasi, andando ben oltre i loro vincoli contrattuali. Un impegno certo non supportato da direttive ministeriali sempre vaghe e fumose, decisamente non all’altezza della situazione, a scelte spesso non condivisibili e a un supporto nei fatti insufficiente a garantire il diritto allo studio di tutti gli studenti.
La procedura concorsuale proposta dal ministero, al contrario, presente molteplici criticità. La quantità di posti messi a concorso è insufficiente (tra ordinario e straordinario, ricordiamo, si parla di meno di 50.000 posti, a fronte di un precariato stabile di circa 200.000 docenti). Il decreto pretenderebbe di organizzare un concorso con la partecipazione di centinaia di migliaia di persone, in una fase di emergenza drammatica, senza potere prevedere tempistiche e modalità che consentano la tutela della salute di ogni cittadino. Come se nulla fosse, si discute di accorpamenti tra regioni, di spostamenti di massa, perché, come ormai avviene da troppi anni, i posti sono concentrati in alcune regioni del nord: i precari del sud si sposteranno.Troviamo inoltre assolutamente illegittima la preclusione alla procedura straordinaria per quegli insegnanti che hanno lavorato su posto di sostegno. Il loro lavoro, infatti, è imprescindibile, considerata l’assenza di insegnanti specializzati e la necessità oggettiva di assicurare il diritto allo studio degli studenti più fragili. Non è stata una loro scelta quella di lavorare senza titolo di specializzazione: i percorsi TFA sono estremamente limitati negli accessi (anche il prossimo bando prevede una quantità irrisoria di posti) a fronte di una necessità sempre più elevata, oltre che estremamente costosi.Ricordiamo al ministro e ai suoi collaboratori che, ad oggi, i contratti stipulati con questi lavoratori sono sempre contratti sulla classe di concorso di appartenenza, ma su posto di sostegno: quella del sostegno non è una classe di concorso a sé stante, ma un elenco di specializzati.In un contesto del genere, a peggiorare le cose, sono stati bloccati gli aggiornamenti delle Graduatorie di Istituto di seconda e terza fascia senza un motivo reale e oggettivo. L’urgenza della riapertura è dettata dalla necessità di fornire tutele all’amplissima fascia di insegnanti che da almeno due anni sta lavorando attraverso la “Messa a Disposizione”, metodo di reclutamento che si basa su criteri assolutamente discrezionali e sul quale sono in atto continue speculazioni da parte di agenzie private con l’invio a pagamento delle MaD.Mai come oggi USB Scuola è certa della necessità di un ricompattamento delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola, di ruolo e precari, contro le scelte scellerate del Ministero dell’Istruzione.Per questi motivi, invitiamo a partecipare all’assemblea nazionale tutti i lavoratori della scuola organizzati e non, sabato 9 maggio per organizzare insieme le mobilitazioni.Perché ora la pazienza è davvero finita! USB Pubblico Impiego – Scuola

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Scuola: Precari, il rinnovo delle graduatorie d’istituto slitta al 2021

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

Le graduatorie di istituto possano ancora essere riaperte. Il ministero ci ripensi. “Ogni sistema informatico – dice il presidente Anief, Marcello Pacifico a Orizzonte Scuola – non ha problemi di numeri, è un problema di scrittura, se il programma si può fare per 10.000 lo stesso programma si può fare per un milione. Non c’è motivo ostativo per non aggiornare le graduatorie di istituto e però essere in grado di gestire una nuova fascia aggiuntiva, giustificata solo dal numero dei candidati”. Il sindacalista autonomo rivendica, da subito, “un nuovo sistema di gestione delle graduatorie, che corrisponda alle esigenze del momento, quindi interamente telematico. Inoltre non è vero che non ci sono i tempi burocratici, perché l’istituzione di una fascia aggiuntiva necessita degli stessi passaggi burocratici che necessita un nuovo Regolamento delle graduatorie di istituto”. Predisposto l’apparato informatico, “si potrebbero far presentare le domande a luglio”. Pacifico contesta la tempistica individuata dal ministero per la mobilità: occorre “anticipare i tempi delle operazioni, non posticiparle al 15 settembre, come indicato nel Decreto. Esiti domande mobilità e assegnazioni provvisorie vanno concluse entro il 31 luglio, infatti l’Anief sta aiutando docenti e Ata nella presentazione della domanda, con consulenza telematica. Concluse queste operazioni – continua Pacifico -, entro il 15 agosto si potrà procedere alle immissioni in ruolo, anche con call veloce. Se ci saranno le lezioni dal 1° settembre e se l’intenzione è di evitare il balletto delle supplenze, le graduatorie di istituto dovranno essere pronte in tempi congrui e le nomine assegnate per il 1° settembre”. Il leader dell’Anief – che ha predisposto le pre-adesioni contro lo slittamento al 2021 delle graduatorie d’Istituto e una petizione on line – quindi giudica la soluzione predisposta dal Ministero “contorta”: ritiene, infatti, che l’amministrazione vuole “mettere mano a un sistema che gestisca le attuali domande di messa a disposizione, piuttosto che eliminare il grande afflusso di domande. Le Mad sono nomine fuori graduatoria e quindi senza valutazione dei titoli che una graduatoria prevede, e questo significa andare anche contro il merito. Da un lato l’obiettivo è il concorso per titoli ed esami e dall’altro si perpetua il sistema delle MAD, in cui non c’è controllo dei titoli”, conclude Pacifico.

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Didattica a distanza, i docenti precari la fanno a loro spese

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

Nei giorni in cui la didattica online sta diventando obbligatoria, la negazione ai docenti precari della card da 500 euro destinata solo ai colleghi di ruolo sta diventando un paradosso. Lo ricorda la stampa specializzata, evidenziando come la ‘Buona Scuola’ proprio così buona non lo è per i supplenti, “vittime di una pubblica istruzione incapace di colmare il deficit di risorse umane” e che ora chiede loro di partecipare “alla grande scommessa della didattica a distanza, tutta a loro spese”. Marcello Pacifico (Anief): “In questi giorni di emergenza Coronavirus, diventa ancora più grave l’errore del legislatore che nel comma 121 dell’art. 1 della Legge 107 del 2015 ha ‘dimenticato’ di fare accedere al bonus per l’aggiornamento professionale i supplenti, il personale Ata gli educatori: ora va sanato l’errore, perché non si può chiedere di organizzare lezioni a distanza a del personale sprovvisto dei mezzi tecnologici per farlo”. Il sindacato autonomo, per tale motivo, ha presentato un emendamento al decreto “Cura Italia”.
Agli insegnanti non ancora di ruolo viene chiesto di fare didattica a distanza anche se non sono in possesso degli strumenti tecnologici e di connessione necessari. Stiamo parlando di circa 200 mila docenti, quindi quasi un quarto del corpo insegnante italiano. Anche la stampa specializzata rileva che tanti docenti, con contratti al 30 giugno o al 31 agosto (ma anche a quelli su malattie, astensioni varie, aspettative), si sono trovati, come tutti gli altri, a non potere scegliere ma costretti ad adeguarsi a una modalità di erogazione della didattica del tutto nuova, affascinante e competitiva, in alcuni casi, ma pur sempre necessitante di strumentalità di cui non tutti dispongono”.A loro il Ministero continua a negare “la Carta del Docente, il bonus da 500 euro per ‘tutti’ gli insegnanti nato nel 2016, all’interno della legge sulla Buona Scuola”, creando in questo “un vero vulnus democratico nella scuola italiana”, per via di “uno squilibrio talmente evidente, quanto gravissimo, tra una categoria e l’altra di docenti, come se la formazione e l’accesso alle tecnologie fosse appannaggio di una parte dei docenti, e non di tutti, e peggio ancora, che il diritto all’istruzione con personale aggiornato, fosse nei fatti limitato ad alcuni studenti e non fosse garantito a tutti”.“In questo momento questa negazione” diventa “più significativa e evidente, anche in ragione della scelta definitiva operata dal ministro e dal Governo per la “didattica a distanza” come è evidente nel decreto legge 6 aprile 2020, recate misure urgenti per la scuola, che recita che “in corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica, il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione”.Ma cosa dice la legge in merito? È il Decreto Legislativo 6 settembre 2001, n. 368 a garantire la Formazione e parità di trattamento del personale, in attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall’UNICE, dal CEEP e dal CES, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 9 ottobre 2001. L’articolo 7 è dedicato al diritto alla formazione e dice che “il lavoratore assunto con contratto a tempo determinato dovrà ricevere una formazione sufficiente ed adeguata alle caratteristiche delle mansioni oggetto del contratto, al fine di prevenire rischi specifici connessi alla esecuzione del lavoro”, nonché che “i contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi possono prevedere modalità e strumenti diretti ad agevolare l’accesso dei lavoratori a tempo determinato ad opportunità di formazione adeguata, per aumentarne la qualificazione, promuoverne la carriera e migliorarne la mobilità occupazionale”.Con un emendamento al Decreto “Cura Italia”, il sindacato Anief, alla luce di queste esigenze, ha chiesto di allargare la fruizione della Card anche ai docenti precari, assieme al personale educativo e Ata: in tal modo si potrebbe permettere loro di attuare il lavoro “agile” da casa, a beneficio della scuola e dei suoi alunni. Il sindacato spiega, tra le motivazioni, che c’è l’esigenza di una modalità di lavoro a distanza e “la necessità di non discriminare tra lavoratori a tempo determinato e a tempo indeterminato e/o tra personale docente, Ata ed educativo”. Per questi motivi, “è necessario estendere la carta docente e il relativo bonus anche alle altre categorie indicate”.

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Coronavirus e decreto legge scuola, bozza contraddittoria su recupero tempo scuola e nomina precari

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Le lezioni potrebbero iniziare prima per recuperare gli apprendimenti, ma si introduce l’obbligo della didattica a distanza, possibili retrodatazioni giuridiche per immissioni in ruolo, ma si rinvia aggiornamento delle graduatorie di istituto da cui chiamare i supplenti, rinvio elezioni CSPI senza ma si superano i pareri, si bandiscono i concorsi ma senza espletarli. Così come è per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, bisogna riscriverlo punto per punto: “La comunità educante, le famiglie hanno risposto all’appello del Governo, non può essere ignorato il lavoro svolto. I precari sono stati accanto agli studenti, non possono essere ignorati”. Le rappresentanze democratiche della scuola possono essere rinnovate e devono essere ascoltate non ignorate. Speriamo che il testo sia uno scherzo in ritardo, magari, ieri era il 1° aprile.

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Personale Ata: proroga dei contratti anche per i collaboratori scolastici precari

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Ancora una volta il personale Ata si ritrova in una condizione di sospensione. Le varie circolari pubblicate dal Ministero dell’istruzione dall’inizio dell’emergenza sanitaria Covid-19 hanno lasciato troppi dubbi intrepretativi, in particolare riguardo ai collaboratori scolastici precari cui viene negata la proroga del contratto. Anief invita tutti i dirigenti scolastici a rivedere le proprie decisioni. Intanto, il sindacato ha predisposto un modello per chiedere la proroga del contratto. Contattaci per richiederlo.Marcello Pacifico (Anief): la conferma dei contratti anche per questi supplenti non solo è giusta ma anche utile al contenimento del rischio contagio.Il Ministero dell’istruzione ha deciso di affidare alla discrezionalità delle scuole la possibilità di prorogare o meno i contratti del personale Ata supplente breve, specie dei collaboratori scolastici, nel periodo di sospensione delle attività didattiche. Poiché i collaboratori non possono evidentemente svolgere la loro attività in modalità di lavoro agile, sono stati considerati come personale non essenziale e, pertanto, non sono stati inseriti nelle turnazioni del personale, come invece è stato fatto per i collaboratori di ruolo.Per Anief, invece, l’inserimento dei collaboratori scolastici supplenti è necessario per garantire l’apertura in caso di reperibilità o attività indifferibili disposta dai dirigenti scolastici. E questo non solo per consentire il regolare svolgimento di tali attività in caso di assenza del titolare, ma anche al fine di poter contare su un numero maggiore di collaboratori da far alternare, minimizzando così la presenza dei singoli lavoratori in servizio effettivo e, di conseguenza, i rischi di contagio. Che oggi – lo ricordiamo – deve essere l’obiettivo principale da perseguire in ogni scelta operativa.“Stiamo parlando – afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – di lavoratori e lavoratrici di tutte le scuole di ogni ordine e grado che, da supplenti, in questo periodo così difficile hanno garantito con la loro presenza, la pulizia e la sanificazione dei locali scolastici, fino all’ultimo giorno prima della chiusura delle scuole e che ora si vedono relegati al ruolo di personale di serie B. Per questa ragione chiediamo ai dirigenti scolastici di rivedere le proprie posizioni”.
Anief lancia quindi un appello al Ministero e al Governo perché si garantisca la giusta tutela anche di questi lavoratori attraverso la proroga del contratto, mettendo fine al più presto a questa ingiustizia. Anief ha predisposto un modello per chiedere la proroga del contratto. Tutto il personale Ata interessato può contattare la sede territoriale ANIEF competente per richiederlo.

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