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Posts Tagged ‘precari’

Scuola: TAR Lazio dà ragione ai legali Anief e apre il concorso riservato a 4mila ITP precari

Posted by fidest press agency su domenica, 16 settembre 2018

Il TAR Lazio, con le ordinanze pubblicate oggi, accoglie le tesi da sempre sostenute dall’Anief sul diritto all’accesso alle procedure concorsuali 2018 riservate agli abilitati dei docenti in possesso di diploma ITP che da anni lavorano nella scuola pubblica e che non avevano mai avuto modo di conseguire l’abilitazione attraverso percorsi abilitanti ordinari. Attese nelle prossime ore le ordinanze relative alla partecipazione al concorso 2018 dei diplomati AFAM, degli idonei ai concorsi 2012 e 2016, degli specializzandi sostegno e dei docenti abilitati all’estero dopo il 31 maggio 2017 illegittimamente esclusi. Il TAR, inoltre, potrebbe sollevare una nuova e più specifica questione di illegittimità costituzionale sulla peculiare condizione degli insegnanti tecnico pratici, rispetto a quella sollevata per laureati e dottori di ricerca.

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Scuola – Salva-precari: appello di Anief al Presidente e ai componenti della I e V commissione della Camera

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

Il sindacato autonomo chiede agli onorevoli parlamentari interessati di mantenere in vita l’emendamento al comma 3-quinquies all’articolo 6 del Decreto legge 91/2018, perché è l’ultima speranza di assunzione dei precari dopo il rinvio del Consiglio di Stato alla Consulta dei concorsi riservati. Ignorare tale evidenza aumenterebbe il contenzioso e i relativi risarcimenti, senza alcuna motivazione logica. Domani scadono i termini per la presentazione di emendamenti. Il presidente Pacifico invia una nota ai Deputati.
L’emendamento salva-precari della scuola approda alla Camera: a partire da oggi, con una settimana di anticipo rispetto al calendario iniziale, il Presidente e i componenti della I e V commissione della Camera saranno chiamati ad esprimersi sull’emendamento al comma 3-quinquies all’articolo 6 del Decreto legge 91/2018 inserito nel decreto Milleproroghe. Si tratta di un passaggio fondamentale per decine di migliaia di docenti abilitati all’insegnamento, costretti dalla normativa vigente a lavorare solo attraverso 10-20 graduatorie d’istituto per svolgere supplenze di breve durata e senza alcuna prospettiva di stabilizzazione.Sulla possibilità di riaprire le GaE a tutti i supplenti provvisti di abilitazione all’insegnamento si è già espresso positivamente il Senato ad inizio agosto ed anche per questo motivo la prossima settimana, l’11 settembre, Anief ha organizzato uno sciopero nazionale con contestuale manifestazione nazionale proprio davanti a Montecitorio, alla quale hanno aderito giù diverse altre organizzazioni sindacali autonome e associazioni di categoria.Nella nota, il sindacato ricorda ai parlamentari che il buon esito dell’emendamento in questione è fondamentale per “l’assunzione su tutti i posti programmati già per quest’anno scolastico e per il prossimo, in attesa della decisione della Consulta, senza perpetrare il precariato”, oltre che per “rendere più efficiente e rapida l’assegnazione delle supplenze annuali e al termine delle attività didattiche, cui si ricorre, per ora, principalmente attraverso lo scorrimento fortuito (in base alla scelta di 10/20 scuole) delle graduatorie d’istituto”.“La decisione dei parlamentari – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – assume dunque più impellenza, dal momento in cui il Consiglio di Stato ha optato, attraverso l’ordinanza n. 5233/2018, per la remissione alla Corte Costituzionale sulla decisione del Governo Renzi di limitare l’accesso al concorso riservato della scuola secondaria solo ad alcune categorie di abilitati all’insegnamento. Approvare l’emendamento apri-GaE (comma 3-quienquies, art. 6), rimane così l’unica strada percorribile per evitare il caos organizzativo e l’ingolfamento dei tribunali, visto che si innescherebbe una corsa al ricorso senza precedenti”, conclude il sindacalista autonomo, che per l’occasione ha chiesto di incontrare i politici coinvolti e i rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione politica.

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Scuola: anche quest’anno più di 100mila supplenti, il 75% della PA

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Replica del sindacato Anief, attraverso il suo presidente nazionale Marcello Pacifico, alle stime al ribasso di Bussetti: gli insegnanti in servizio l’anno scolastico scorso durante le ultime elezioni RSU, svolte in primavera, ammontavano a un milione di unità. Come mai oggi ci si ferma a nemmeno 800 mila? Ancora una volta si cerca si sminuire il fenomeno, che è invece mastodontico: la percentuale di docenti precari è del 13%, ovvero i tre quarti dei lavoratori non di ruolo dell’intera amministrazione pubblica. Siamo pronti a confermare tutto con un incontro al Miur. Ancora una volta i grandi numeri della scuola si plasmano e utilizzano per supportare le proprie tesi: a cedere alla tentazione comune è stato oggi anche il Ministro dell’Istruzione, che nel corso di un’intervista alla stampa, ripresa da Orizzonte Scuola, ha detto che “le supplenze dell’a.s. 2018/19 saranno circa 80.000, e i supplenti saranno dunque il 10% degli insegnanti in servizio, che sono 700.000”. Quindi, secondo Bussetti. “la supplentite esiste, ma se rapportata al numero totale degli insegnanti in servizio non assume contorni così catastrofici”. In ogni caso la precarietà è da sconfiggere. Dovranno rimanere solo le supplenze temporanee, sogno e obiettivo di ogni Ministro che si sia seduto a Viale Trastevere”. Pertanto, “il Ministro ha detto che occorre al più presto “ripensare il reclutamento degli insegnanti” e per farlo “serve una visione pluriennale, ripensando i meccanismi di reclutamento. Il primo passo sarà quello di procedere ad una mappatura dei posti disponibili, in modo da bandire concorsi con posti ben precisi. In questo modo il docente sceglierà la regione in cui svolgere il concorso con la consapevolezza di ciò a cui andrà incontro”.Secca la replica del sindacato Anief, attraverso il suo presidente nazionale Marcello Pacifico. Al quale non tornano i conteggi espressi da Bussetti: “La quantità di personale docente in servizio l’anno scolastico scorso durante le ultime elezioni RSU, svolte in primavera, ammontava a un milione di unità. Come mai oggi il Ministro dell’Istruzione si ferma a meno di 800 mila?”, chiede Pacifico. “L’ipotesi che si giochi con i numeri per cercare di sminuire la piaga del precariato scolastico è quindi più che lecita”.“Perché – continua il sindacalista autonomo – con le quantità reali, considerando anche le immissioni in ruolo perse, una su tre, che porteranno le supplenze ad oltre 100mila unità, la percentuale di insegnanti precari sale al 13%: considerando che stiamo parlando del comporto più grande d’Italia, si tratta del 75% di lavoratori non di ruolo di tutta la pubblica amministrazione. Siamo convinti dei nostri numeri e pronti anche ad un incontro al Miur, dove portare le carte che confermano tutto. Ecco perché Anief è pronta a far risarcire tutti in tribunale. Inoltre, siamo pronti a citare di nuovo lo Stato italiano in giudizio per verificare se, per l’abuso dei contratti a termine, le sanzioni vigenti applicate alle autorità pubbliche (l’indennità forfettaria, il risarcimento per la perdita di opportunità e la responsabilità dirigenziale) siano effettive e dissuasive da garantire la piena efficacia delle disposizioni adottate in applicazione delle norme UE”. “Infine, sugli organici dei lavoratori della scuola non bisogna fare alcuna mappatura o un’inchiesta. L’unica cosa che c’è da fare è quella di trasformare tutto l’organico di fatto in quello di diritto e assumere sui posti vacanti: quelli attuali e quelli che si verranno a determinare con tale operazione. Sino ad allora, le famiglie continueranno a pagare risarcimenti, per colpa di politici o amministratore incompetenti”, conclude Pacifico.

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Scuola – Dopo dieci anni, ancora una volta, il Parlamento ha la possibilità di riaprire le molte graduatorie esaurite dei precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 agosto 2018

‘Ascoltando ancora una volta la piazza, nel confermare il testo del Milleproroghe licenziato dal Senato, si potrebbe garantire la parità di trattamento tra tutto il personale abilitato, confermare nei ruoli a tempo determinate e a tempo indeterminate i docenti licenziati, coprire un terzo delle immissioni in ruolo andate deserte, portare ordine nell’assegnazione delle supplenze annuali e al termine delle attività didattiche, senza bloccare i nuovi concorsi’. Queste le parole di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, che continua affermando come ‘lo scorrimento delle graduatorie ex permanenti, infatti, rappresenti ancora l’unico strumento riparatorio di anni di precarietà su posti vacanti ma non disponibili per i ruoli, come ha ricordato più volte la Cassazione’.

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Precari con 36 mesi e laureati beffati dalla Buona Scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 agosto 2018

C’è grande attesa per il prosieguo del reclutamento dei nuovi insegnanti e proprio in questi giorni giungono aggiornamenti, non entusiasmanti, circa i concorsi destinati ai docenti non in possesso di abilitazione: si tratta dei due concorsi per docenti con 3 anni di servizio negli ultimi otto e concorsi per laureati con 24 CFU in disciplineantropo-psico-pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche. Intanto i concorsi, presumibilmente, non potranno essere banditi prima del 2019, poiché numerosi sono i passaggi necessari per la stesura di Regolamento, decreto e bando. Ma, purtroppo, non verranno banditi concorsi in tutte le regioni. Dunque il transitorio, così come ideato dall’art. 17 del D.lgs. 59/17 attuativo della legge 107/15, dopo l’emanazione del primo concorso riservato ai docenti abilitati nella scuola superiore, che ha visto meno della metà di essi presentare la domanda e uno su cinque di ruolo, ora potrebbe bloccarsi in alcune parti del Paese lasciando migliaia di supplenti e aspiranti giovani insegnanti condannati al limbo per assenza di posti. Ovviamente c’è qualcosa che non quadra: prima hanno preteso un cospicuo investimento in soldi ed energie ai laureati per conseguire i 24 CFU, dopo che gli hanno negato la partecipazione al concorso 2016 per legge, nonostante una sentenza del Consiglio di Stato ottenuta da Anief ne avesse consentito l’estensione nella precedente tornata del 2012. Ora, a quanto pare, possono starsene a casa. Il sindacato chiede allo Stato coerenza: non può ignorare le nuove generazioni di laureati nel Paese più vecchio al mondo per insegnanti. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Che il transitorio non fosse la soluzione lo abbiamo ribadito anche per l’infanzia e la primaria, dove è stato mutuato un percorso ibrido, ma sostanzialmente speculare a quello che non sta funzionando per le scuole superiori. Alla luce di queste indiscrezioni, chiediamo con maggior determinazione che siano riaperte le GaE come prevede l’emendamento salva-precari approvato dal Senato nel Milleproroghe, emendamento che difenderemo in piazza l’11 settembre alla ripresa dei lavori parlamentati durante lo sciopero proclamato dalla nostra sigla sindacale.

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Dl dignità: da governo viltà sui precari scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 7 agosto 2018

“Anche sul tema della scuola il governo ha dimostrato la sua volontà di non cambiamento. C’era l’occasione per chiudere con i guasti della ‘buona scuola’ ed invece il dl dignità, ma sarebbe meglio chiamarlo dl viltà, ha mantenuto in vita quel girone dantesco dei precari della scuola, che proprio il governo Renzi aveva contribuito a costruire. Come Fratelli d’Italia continueremo la nostra battaglia, riprendendo gli emendamenti che abbiamo già presentato alla Camera dei deputati, nella convinzione che sia giunto il momento di imporre un vero cambiamento alla scuola, smettendola con le campagne elettorali, con tanto di hashtag, che mortificano la dignità e la professionalità degli educatori”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, componente della Commissione istruzione pubblica, beni culturali.

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Scuola – Domani decreto Dignità in Senato per il voto finale, precari fuori GaE

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Domani decreto Dignità in Senato per il voto finale, precari fuori GaE: scoppia la guerra tra i prof in tribunale per partecipare ai nuovi concorsi. Anief: ultima speranza Milleproroghe, pronti allo sciopero d’inizio anno.Lo studio legale di Anief già sommerso di richieste per partecipare ai nuovi concorsi derivanti dal decreto in via di approvazione a Palazzo Madama. Dando per scontato la conferma del testo discusso nei giorni scorsi, che addirittura peggiora gli esiti dell’Adunanza plenaria del 20 dicembre 2017, con 50 mila maestri licenziati e l’avvio di un concorso per pochi intimi, sono già tantissimi i docenti precari abilitati che si dichiarano pronti a ricorrere alla magistratura: dai diplomati magistrale declassati ai laureati in Scienze della formazione o specializzati su sostegno senza servizio, per non parlare di che ha svolto i 24 mesi minimi richiesti per l’accesso nella scuola paritaria.Andranno tutti all’arrembaggio dell’unico concorso loro concesso, compresi i supplenti al 30 giugno che non hanno avuto la conferma o chi è stato in messo in ruolo nelle superiori con riserva. E che dire degli educatori ancora esclusi o delle 7 mila maestre assunte in ruolo e ora licenziate che hanno superato l’anno di prova? La soluzione sembrava che arrivasse dal decreto Milleproroghe, sul quale sempre domani ci sarà il voto finale a Palazzo Madama, prima del passaggio in Aula a settembre alla Camera quando potrà essere confermato l’emendamento Leu con cui riaprire le GaE. In quegli stessi giorni inizierà il nuovo anno scolastico: senza cambiamenti, si partirà con lo sciopero generale.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se la situazione rimane questa, chiediamo sin d’ora a tutti gli altri sindacati della scuola di aderire allo sciopero d’inizio anno e manifestare insieme, al fine di mandare un messaggio forte ai nostri parlamentari impegnati proprio in quei giorni nell’approvazione del decreto Milleproroghe con all’interno l’emendamento LeU che risolverebbe il problema del precariato scolastico grazia alla riapertura delle GaE, esattamente come è stato già fatto nel 2008 e nel 2012, ma sul quale ora il governo ha posto il suo veto. In caso contrario, si scatenerà una corsa al tribunale senza precedenti, perché i precari di sicuro non staranno a guardare. E nemmeno dimenticano: ne sanno qualcosa Matteo Renzi e il suo governo caduto prima del tempo proprio per via delle inascoltate proteste di massa della scuola.

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Lavoro: Fp Cgil a Di Maio, bene su Centri Impiego, accelerare su stabilizzazione precari

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 luglio 2018

“È positivo il fatto che il ministro Di Maio abbia mostrato interesse rispetto allo stato in cui versano i Centri per l’impiego e che abbia affermato la volontà di affrontare il tema. Ma va innanzitutto conclusa la fase di stabilizzazione del personale precario attualmente in servizio: gli strumenti ci sono ma siamo ancora molto in ritardo su quel versante”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil, Federico Bozzanca, commenta quanto emerso dall’incontro tra il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, e gli assessori regionali all’impiego.In ogni caso, precisa il dirigente sindacale, “è ingeneroso da parte del ministro sostenere che in questi anni i Centri per l’impiego non abbiano funzionato perché, nonostante le drammatiche condizioni in cui si sono ritrovati, gli oltre seimila dipendenti hanno fatto il possibile, e spesso ben oltre il possibile, per garantire un servizio adeguato ai cittadini. Per questo cogliamo con favore le affermazioni circa una volontà di potenziare i Centri per l’impiego ma, oltre i processi di stabilizzazione del personale precario, va avviato allo stesso tempo un confronto con i sindacati per rispondere al meglio alle esigenze dei singoli territori”, conclude Bozzanca.

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Scuola: Diplomati magistrale, non c’è pace

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Gli uffici competenti non avrebbero comunicato all’INPS nei tempi previsti le informazioni riguardanti i contributi versati dai docenti a partire dal 1° gennaio 2018. Questa situazione, che riguarda tutti i docenti, diventa ancor più problematica per tutti quei docenti diplomati magistrali, licenziati o estromessi dalle GaE per effetto della sentenza del Consiglio di Stato del dicembre scorso. Anief si appella alle istituzioni preposte, a cui chiede di superare il prima possibile i problemi che stanno mettendo in crisi non solo la professionalità ma anche la dignità di tanti maestri che da anni e anni portano avanti il loro preziosissimo lavoro formativo ed ora vengono messi alla porta, pure senza sussidi. È chiaro che se gli indennizzi non dovessero essere sbloccati a breve, ci attiveremo perché ciò avvenga intervenendo nelle opportune sedi legali. Intanto, la questione dei diplomati magistrale è arrivata all’attenzione della VII Commissione Cultura che ha dato il proprio parere favorevole con modifiche all’art. 4 del Decreto Dignità. Secondo la VII Commissione di Montecitorio, scrive sempre Orizzonte Scuola, vanno individuate “modalità di esecuzione delle sentenze relative ai diplomati magistrali idonee a salvaguardare la loro prossima supplenza sino all’estate del 2019”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Forse il nostro esecutivo sta prendendo atto che è chiamato a rispondere, entro il prossimo 13 settembre, alle richieste formulate e la risposta arriverà proprio nei giorni in cui sarà convertito in legge il Decreto Dignità che concede 120 giorni di tempo all’amministrazione per ottemperare alle sentenze di merito dei tribunali e 60 giorni al Parlamento, per decidere cosa fare per evitare l’espulsione dalle GaE di tantissimi maestri che hanno studiato per fare questo lavoro e ora rischiano di rimanere a fare i supplenti ‘brevi’ a vita. Sapere che anche l’Europa sta sorvegliando l’operato dei nostri governanti e dell’amministrazione scolastica ci risolleva: perché ora dovranno giustificare anche a Bruxelles i motivi per cui si vuole attuare il più grande licenziamento collettivo della storia italiana nella PA. A meno che le Camere non diano seguito alla nostra richiesta, che è anche l’unica soluzione possibile: riaprire le GaE, con una norma di legge ad hoc, a tutti coloro che sono in possesso del diploma di abilitazione all’insegnamento.

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Scuola: Precari trattati come lavoratori di serie B

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 luglio 2018

Gli “ermellini”, attraverso diverse ordinanze del 26 giugno scorso, con cui si richiama quanto già disposto nelle sentenze 9042/17, 23868/16, 22752/16 e 22757/16, hanno optato per la logica del risarcimento dei precari per la mancata adozione del principio di «non discriminazione» verso il personale precario della scuola, a cui vanno giustamente assegnati i medesimi scatti automatici stipendiali del personale già assunto in ruolo. Inoltre, il risarcimento per l’abuso dei termini dopo 36 mesi, precedente alla Legge 107/15, è dovuto in tutti quei casi in cui il posto risulti vacante e disponibile – quindi sia collocato in organico di diritto – oppure laddove il lavoratore provi al giudice che vi è stata una forzatura, ai fini del risparmio pubblico a danno del lavoratore stesso, collocando il posto libero dell’organico di fatto per risparmiare sui mesi estivi. E i tribunali si stanno adeguando.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Riteniamo inverosimile che ancora oggi, nel 2018, gli amministratori della scuola pubblica italiana continuino a calpestare la direttiva comunitaria 70/1999 e a discriminare il servizio da precari, anche all’atto della ricostruzione di carriera valutandolo solo parzialmente. C’è infatti un principio assodato in tutta Europa, meno che nel nostro Paese: i precari hanno diritto ai medesimi scatti stipendiali di chi è già assunto a tempo indeterminato. Ecco perché i giudici non fanno altro che assegnare il gap stipendiale non corrisposto, proporzionale agli anni di supplenze svolte. Inoltre, sempre per lo stesso principio di non discriminazione, continuiamo a batterci e a ricorrere anche per vedere riconosciuto il diritto all’integrale e immediata ricostruzione di carriera, commisurata agli effettivi anni di servizio prestati con contratti a tempo determinato e per ottenere il corretto inquadramento dei compensi. Anief, pertanto, invita il personale che ha subìto un trattamento di questo genere, anche se oggi di ruolo, ad aderire al ricorso, da presentare al giudice del lavoro, finalizzato alla partecipazione al piano straordinario di stabilizzazione e al risarcimento per illecita reiterazione di contratti a termine: può essere presentato da docenti e ATA precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio in scuola pubblica su posto vacante e disponibile.

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Istruzione: Personale Ata, licenziati prematuramente migliaia di precari assunti su posti liberi

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 luglio 2018

Il 30 giugno scorso sono scaduti i contratti di tantissimi assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, malgrado fossero impegnati da mesi su posti vacanti e disponibili, quindi da contrattualizzare fino al 31 agosto prossimo: si può ottenere la proroga dal dirigente scolastico, ma se questi non la concede perché non la ritiene necessaria e motivata, attraverso il ricorso ANIEF al giudice del lavoro si può comunque avere il prolungamento del contratto anche per i mesi di luglio e agosto. Il sindacato ricorda che se il posto è vacante e senza titolare non doveva essere assegnato al 30 giugno. Anche la rivista specializzata Orizzonte Scuola, oggi scrive: “Il personale, invece, che è stato nominato su posto vacante e disponibile ha diritto di proroga fino al 31 Agosto”. Pertanto, l’Anief si batterà in tutte le sedi giuridiche per ottenere l’estensione del contratto: non bisogna attendere il beneplacito motivato del dirigente scolastico, ma il responso del giudice del lavoro.
Ancora una volta, con una Nota creata ad arte (prot. 20017 del 19 aprile 2018) il Miur dimostra come la politica dei tagli del personale possa inficiare il regolare servizio pubblico della scuola: andando a cancellare le supplenze su posto vacante e disponibile, quindi facendo venire meno l’apporto di diverse migliaia di amministrativi, tecnici e ausiliari duranti la pausa estive delle lezioni, si presuppone che le scuole d’estate siano chiuse oppure lavorino meno. Invece, non è così: prima di tutto perché, come tutti gli uffici pubblici, gli istituti scolastici chiudono solo nei giorni festivi e, in parte, il sabato. E questo vale per tutte le stagioni. In secondo luogo, perché le attività scolastiche e degli uffici proseguono a ritmo serrato, anche maggiorato rispetto al resto dell’anno.Per quanto riguarda la parte prettamente scolastica e didattica, basterebbe solo pensare allo svolgimento degli Esami di Stato, dei corsi intensivi predisposti per gli alunni a cui sono stati assegnati debiti formativi, alle prove e agli scrutini finali. Per quel che concerne il lavoro delle segreterie, c’è da osservare che nel periodo estivo diventa particolarmente intenso, visto che ci sono da svolgere le iscrizioni, le comunicazioni alle famiglie sugli esiti degli scrutini e non solo, i nulla osta per i cambi di scuola, la formazione degli organici e delle classi. Non per ultime, occorre portare avanti tutte le incombenze che subentrano, come quella della registrazione degli alunni vaccinati indotta artificiosamente lo scorso anno dal Ministero della Salute.Ignorando questa situazione, con la Nota dell’aprile scorso – che fa seguito all’art. 1 comma 7 del Regolamento supplenze del personale ATA, nonché alle istruzioni impartite dalla stessa Direzione generale del Ministero dell’Istruzione, con nota del 10 giugno 2009 prot. n. 8556 reiterata negli anni successivi – il Miur ha invece stabilito che le proroghe dei contratti con scadenza 30 giugno devono “essere richieste dai dirigenti scolastici nei casi di effettiva necessità qualora non sia possibile assicurare l’effettivo svolgimento dei servizi di istituto mediante l’impiego di personale a tempo indeterminato e di personale supplente annuale. Le richieste motivate devono pervenire agli Uffici scolastici regionali per la prescritta autorizzazione”.“Le comprovate motivazioni – segue la Nota Miur – potranno fare riferimento ad attività relative allo svolgimento degli esami di Stato, al recupero debiti nelle scuole secondarie di secondo grado, a situazioni eccezionali che possano pregiudicare l’effettivo svolgimento dei servizi di istituto con riflessi sull’ordinato avvio dell’anno scolastico (es. adempimenti legati all’aggiornamento delle graduatorie di istituto ATA, allo svolgimento delle procedure concorsuali in atto, etc.)”. Il sindacato ricorda, tuttavia, che se il posto è vacante e senza titolare non doveva essere assegnato al 30 giugno. Anche la rivista specializzata Orizzonte Scuola, oggi scrive: “Il personale, invece, che è stato nominato su posto vacante e disponibile ha diritto di proroga fino al 31 Agosto”. Pertanto, l’Anief si batterà in tutte le sedi giuridiche per ottenere l’estensione del contratto, quindi anche nei mesi di luglio e agosto 2018: non bisogna attendere il beneplacito motivato del dirigente scolastico, ma il responso del giudice del lavoro.

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Risoluzione Parlamento UE sui precari: subito norme per assumerli

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Rispondendo alle numerose petizioni riguardanti la lotta alla precarietà e all’abuso dei contratti a tempo determinato, tra cui quelle dell’Anief, il Parlamento europeo in queste ultime ore ha fornito una risposta perentoria. Attraverso una risoluzione – rivolta al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri – sollecita le parti in causa “ad adottare provvedimenti immediati nella sua legislazione per affrontare in modo efficace le pratiche occupazionali che conducono alla precarietà”. Perché “il lavoro precario implica una maggiore esposizione alla vulnerabilità socioeconomica, risorse insufficienti per una vita dignitosa e una protezione sociale inadeguata”. Inoltre, nella risoluzione si evidenzia che “la lotta al lavoro precario deve essere perseguita attraverso un pacchetto strategico multilivello e integrato che promuova norme del lavoro inclusive ed efficaci unitamente a misure efficaci per garantire il rispetto del principio di uguaglianza”. Pertanto, il Parlamento UE “invita la Commissione e gli Stati membri a combattere il lavoro precario, garantendo lo sviluppo di nuovi strumenti e il rispetto coerente della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea”, in primis rispettando la sentenza Mascolo C-22/13 emessa a Lussemburgo il 26 novembre 2014, “nonché l’applicazione concreta della legislazione dell’UE e nazionale a livello nazionale al fine di risolvere il problema del lavoro dignitoso e attuare un approccio basato sui diritti”. Facendo poi esplicito riferimento alla direttiva 1999/70/CE, ricorda che ogni Stato membro ha “l’obbligo di punire tale abuso, compresa, in aggiunta, la possibilità per il lavoratore interessato di ottenere il risarcimento per qualsiasi danno subito in passato”. A questo scopo, sottolinea anche che “l’indennizzo deve essere in ogni caso adeguato ed efficace e deve costituire un risarcimento integrale per tutti i danni subiti”, facendo intendere che introdurre per legge dei “tetti” di risarcimento, come accade in Italia, costituisce un artificio che lede i diritti del precario anche nella fase risarcitoria. Il Parlamento, quindi, invita gli Stati membri a garantire appieno la parità di retribuzione per lo stesso lavoro nello stesso luogo di lavoro, aggiungendo quindi un’ulteriore conferma alla posizione della Cassazione che apre agli scatti di anzianità anche ai precari. Marcello Pacifico (Anief-Cisal: La posizione assunta dal Parlamento UE è un segnale aggiuntivo e incoraggiante sulla strada intrapresa dal giovane sindacato nella difesa dei diritti dei precari, finalizzati alla loro stabilizzazione e al trattamento equiparato ai colleghi di ruolo a partire dai compensi. Siamo sempre più convinti che fare parte dell’UE non può servire solo alla ricerca del pareggio di bilancio, ma anche a rispettare le indicazioni che giungono da Bruxelles. Continuare ad ignorarle, come è stato fatto sinora, sarebbe immorale ma soprattutto andrebbe a formare, nei confronti dell’Italia, l’etichetta di Paese inaffidabile e opportunista. Speriamo, a questo punto, che la svolta arrivi dal nuovo Governo: se, davvero, si vuole guardare ad un’Europa comune, guidata da valori e norme analoghe, allora si parta dai tanti lavoratori non di ruolo, che non meritano di invecchiare da precari.

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INAF: gli astrofisici precari si incatenano allo Zodiaco

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Roma. Questa mattina un gruppo di ricercatori e tecnici ultraspecializzati, precari storici dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, si sono incatenati presso la sede nazionale dell’ente, in viale di Parco Mellini (Zodiaco) a Roma, e manifestano contro il piano di assunzioni dell’ente che pur in presenza di risorse e di norme ha avviato solo 60 stabilizzazioni rispetto ai circa 300 aventi diritto.La decisione, ribadita in più occasioni, non rispetta le circolari applicative che la Funzione Pubblica ha emanato per avviare in modo più generale possibile un piano assunzionale per gli enti pubblici di ricerca, grazie anche ad un investimento di 4,5 mln per l’INAF derivato dalla legge di bilancio.USB e i ricercatori incatenati richiamano l’attenzione del nuovo esecutivo Conte e del Parlamento sulla ricerca pubblica italiana, sulle stabilizzazioni ancora parziali e sulla necessità di incrementare i fondi destinati a questi enti, per uscire dal precariato ma anche per migliorare le condizioni di estrema arretratezza in cui sta degradando il settore.
I ricercatori INAF minacciano di ‘campeggiare’ sotto al cielo di Roma davanti alla sede dell’INAF, continuando le loro ricerche e le loro osservazioni dello spazio, fino a che l’ente non applicherà le norme e non avvierà un piano assunzionale che preveda l’assunzione di tutto il personale precario storico al di là dei requisiti della stabilizzazione.

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Scuola – Precari, ripreso lo sciopero della fame

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2018

Dopo la sospensione della protesta per alcuni giorni, le insegnanti del Coordinamento Diplomati Magistrale Abilitati hanno deciso di continuare a denunciare pubblicamente l’ingiustizia che stanno vivendo e di chiedere un intervento della politica attraverso l’approvazione di provvedimento legislativo che preveda la riapertura delle GAE a tutti i docenti abilitati. Si tratta di un provvedimento più che motivato per essere approvato con estrema urgenza, perché in caso contrario verrebbe meno l’avvio regolare del prossimo anno scolastico e lo stesso dicasi per la continuità didattica di tutti gli alunni. Allo stesso modo, si minerebbe la parità di trattamento del personale docente precario Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Anche Anief è nuovamente in campo, ovviamente a sostegno delle maestre in sciopero della fame e dei manifestanti che il 29 maggio sciopereranno per la quinta volta per chiedere la riapertura delle GaE a tutto il personale abilitato, come da noi pedissequamente indicato attraverso la proposta di decreto legge urgente presentata da Anief da alcune settimane. Giugno è alle porte e già sono diversi i casi di licenziamento avvenuti. Urge più che mai un atto concreto prodotto dal primo nuovo Consiglio dei Ministri perché possa maturare il dibattito parlamentare su un argomento.

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Supplenti a vita, il Miur precarizza i precari

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Con una Nota ufficiale, pubblicata il 10 maggio, l’amministrazione di Viale Trastevere sancisce l’esclusione dei docenti precari da tutte le graduatorie, a seguito del loro accesso al terzo anno di Fit, con tutte le incertezze del caso: li cancella sia da quelle storiche (GaE e d’Istituto), sia da quelle di “merito” dei vincitori di concorso 2016. La novità rientra nel nuovo sistema di reclutamento e prevede che dopo il superamento del concorso a cattedra si attui un percorso articolato in tre fasi, al termine delle quali si accede al ruolo. Peccato che si tratti di una possibilità e non di una certezza, perché la norma prevede anche che sino all’ultimo momento il candidato all’immissione in ruolo possa essere reputano non idoneo alla professione.
Marcello Pacifico (presidente Anief): Se appare ragionevole cancellare dalla stessa classe di concorso delle Graduatore di merito o delle GaE chi è assunto nei ruoli, appare illogico escludere dei candidati che ancora alla fine del percorso sono soggetti a una valutazione finale. Ancora più assurda appare la loro estromissione dalle graduatorie d’istituto, visto che i docenti di ruolo possono fare supplenze temporaneamente da posti in organico di fatto. Se si vuole davvero abbattere il precariato, occorre dare maggiori opportunità di stabilizzazione ai docenti, dando loro la possibilità di essere immessi in ruolo attraverso più graduatorie e liste di attesa che ogni precario si è faticosamente conquistato. È come se un’amministrazione decidesse di risolvere un problema di traffico cittadino chiudendo le strade vecchie, perché ce ne sono delle nuove sperimentali che nemmeno assicurano di arrivare a destinazione. La verità è che al Miur continuano a prendere le decisioni sul futuro dei lavoratori, in modo unilaterale e sorprendente, chiedendo loro di resettare tutto e ripartire daccapo, con un nuovo corso di formazione iniziale e tirocinio che però non porta certezze. Ecco perché abbiamo deciso di impugnare le cancellazioni illegittime con apposito ricorso al Tar del Lazio.

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Vigili del Fuoco discontinui, la Commissione UE risponde all’istanza di USB VVF Calabria

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 maggio 2018

La Commissione Europea ha risposto all’istanza fatta esclusivamente dal Coordinamento Regionale USB Vigili del Fuoco Calabria (nell’istanza era presente tutta la documentazione probante a tal fine: busta paga, riconoscimento INPS della figura del Precario VV.F. come “Lavoratore Dipendente”, ecc..) specificando che l’ordinamento italiano è stato sottoposto a revisione per renderlo conforme allo Standard Europeo nell’ambito dell’impiego pubblico e in modo particolare dei Vigili del Fuoco “discontinui”.Per valutare la conformità della legislazione italiana che disciplina la situazione lavorativa dei dipendenti del settore pubblico e di conseguenza anche dei Vigili del Fuoco “discontinui”, tramite la clausola 5 dell’accordo quadro della Direttiva 1999/70/EC, sottolineando anche l’applicabilità dei rimedi contro gli abusi della precarizzazione del Lavoratore, dei contratti a tempo indeterminato del caso Santoro del 2016 (Sentenza della Corte di Giustizia Europea), anche ai Vigili del Fuoco “discontinui”.Nonostante si aggiunga quest’altro tassello targato USB VV.F., siamo in attesa della risposta di chiarimentoi da parte degli organi competenti dello Stato italiano alla Commissione Europea, in seguito all’interrogazione effettuata dalla parlamentare europea on. Laura Ferrara, per la quale nei prossimi giorni, dovrebbe essere fatta una chiarezza maggiore (evidenziamo che quest’ultimo chiarimento da parte dalla parlamentare in questione è stata elaborato dalla stessa una settimana fa).La Commissione Europea quindi sta prendendo in seria considerazione questa mancanza del Governo italiano nel rispettare quelle che sono le normative europee e le contraddizioni decennali che si sono presentate per tutti i Precari VV.F. dal 1941 ad oggi.Nella nostra lotta alla conformazione dell’Italia agli Standard Europei c’è l’eco di una nazione sorda al rispetto delle regole e alla tutela di ogni singolo lavoratore e individuo. Il Soccorso Tecnico Urgente deve essere il fiore all’occhiello di tutte le nazioni facenti parte dell’UE, poiché in ballo c’è la vita dei nostri cittadini, che pagano profumatamente con una tassazione “abbondantemente aggressiva”, un servizio che in realtà funziona a singhiozzo e con grandissima fatica. Ed è per questo che se vogliamo rispondere veramente all’appellativo di nazione europea, dobbiamo innanzitutto amare la nostra terra, facendo rispettare il territorio ma soprattutto difendendolo e salvaguardando i suoi abitanti.I Vigili del Fuoco Precari e Permanenti sono una risorsa per i cittadini e soprattutto un patrimonio dello Stato, e la politica “TUTTA” deve comprendere che investire sul soccorso vuol dire salvaguardare tutti i cittadini e rendere il Paese più sicuro.

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Scuola: Gentiloni fermati

Posted by fidest press agency su sabato, 5 maggio 2018

Con uno sciopero della fame in corso, un presidio di 5 giorni in Viale Trastevere, una manifestazione nazionale celebrata ieri e la preoccupazione generalizzata di sindacati e partiti, Il Miur non ha trovato niente di meglio da fare che iniziare a depennare le maestre e i maestri abilitati all’insegnamento dalle Graduatorie a esaurimento, cioè a procedere alla loro esclusione dal circuito scolastico. Il tutto a causa della discutibile sentenza della Corte d’Appello di Firenze, che dovrebbe semmai sensibilizzare ministero e governo a porre rimedio al disastro di quasi seimila licenziamenti immediati di persone che lo Stato ha fin qui sfruttato per tenere aperte le scuole, salvo decidere di liberarsene dal giorno alla notte.
Nel dramma che si sta consumando si distingue per la totale assenza il Governo Gentiloni, che anzi si esprime attraverso le lettere di esclusione fatte pervenire agli insegnanti in questione attraverso il ministro Fedeli.Quello che sembrava un vago rischio di mettere in strada migliaia di maestre e maestri, insieme alle loro famiglie, si sta dunque concretizzando.
Gentiloni consideri questa un’urgenza e approvi immediatamente un decreto per tutelare i posti di lavoro dei diplomati magistrali e per garantire a bambini e famiglie la continuità didattica, cioè una scuola ordinata e di qualità”. È quanto dichiara il capogruppo di FDI alla Camera dei Deputati Fabio Rampelli, chiedendo al Ministro Fedeli un incontro urgente.

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Mobilità personale scolastico

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

La Corte di Cassazione, che in questo senso si è espressa a sezioni unite con la sentenza n. 22552/16, risolvendo l’annoso problema della mancata parità di trattamento tra personale di ruolo e precario, accorda le richieste di non discriminazione patrocinate dal sindacato. Lo stesso principio vale per la validità dei servizi svolti, che vanno per forza di cose considerati tutti per intero. E ciò vale, ovviamente, anche per i docenti di sostegno. I quali, lo ricordiamo, sono insegnanti abilitati con diritti analoghi ai colleghi su disciplina. Detto questo, rimane un mistero il perché al Miur si continui a considerare il loro servizio pre-ruolo non utile per il raggiungimento del quinquennio di servizio e a chiedere, in questo modo, il ritorno sulla loro disciplina d’insegnamento. Secondo il giovane sindacato, risulta quindi illegittima la norma contrattuale laddove non riconosce il servizio pre-ruolo come utile per la valutazione del servizio obbligatorio da svolgere nei trasferimenti. A questo proposito, nel periodo di consegna delle domande di trasferimento, che rimarrà aperto fino al prossimo 26 aprile, Anief ricorda di dichiararlo nella domanda, per poter impugnare il tutto. Per aderire al ricorso vai al seguente link.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Appena Anief diverrà rappresentativa, al fine di ottenere il punteggio spettante in fase di richiesta di mobilità ed in particolare di trasferimento annuale, si batterà al massimo sia per questa istanza, sia per revisionare la tabella di valutazione dei titoli, per valutare il servizio nella paritaria, tutto quellopre-ruolo nelle graduatorie interne d’istituto e per garantire i trasferimenti attraverso l’adeguamento degli organici di fatto agli organici di diritto. Proprio in questi giorni è indispensabile rivolgersi in tribunale per presentare anche altri ricorsi Anief e non soccombere dinanzi alle norme ingiuste incluse nel contratto vigente sulla mobilità del personale scolastico.

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Scuola Precari: si torna ad assumere col bilancino

Posted by fidest press agency su domenica, 15 aprile 2018

Dopo il piano straordinario imposto dalla riforma Renzi, la Legge 107/2015, che due anni fa ha condotto in ruolo circa 86mila docenti precari, costringendo molti di essi però a spostarsi di centinaia di chilometri pur avendo i posti liberi vicino casa, con l’ultima Legge di Stabilità sono state finanziate delle assunzioni a tempo indeterminato che però si fermano ad una quota ridicola: oltre al mero turn over, quest’anno si provvederà alla stabilizzazione di una quota di precari che va dalle 3mila alle 4mila unità. È l’ennesima operazione vetrina, senza effetti positivi per la cancellazione della piaga del precariato scolastico.Secondo la stampa specializzata, “a pesare, nel passaggio dal precariato all’assunzione a tempo indeterminato, sono innanzitutto le ricostruzioni di carriera, ossia l’inquadramento nel gradone stipendiale spettante in base agli anni di servizio già svolti. E seppure il Miur non conteggi per intero il servizio preruolo, si tratta comunque di somme ingenti”. Somme, osserva l’Anief, anche sottodimensionate, visto che ai docenti con oltre quattro anni di precariato vengono assegnate delle ricostruzioni di carriera senza il conteggio integrale del servizio svolto, con danni diretti nello stipendio e sulle progressioni periodiche. Una circostanza che ha costretto il sindacato a rivolgersi al giudice, il quale continua a dare ragione al lavoratore leso nei suoi diritti. Il sindacato, dunque, torna a chiedere di stabilizzare i 140 mila posti, tra docenti e personale Ata (assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici), che ogni anno sono chiamati a fare i supplenti pur con i requisiti per essere assunti a tempo indeterminato. Lo Stato si ostina a non farlo, ma non si è capito che questo comportamento alla lunga gli costerà molto caro. Marcello Pacifico (presidente Anief): È scandaloso come, dopo le sentenze delle Sezioni unite della Corte di Cassazione, a partire dalla n. 22552/16, che hanno disapplicato le norme legislative contrattuali vigenti laddove confermano la disparità di trattamento tra personale di ruolo e precario prima e dopo la ricostruzione di carriera, ancora il Miur non si adegui. L’organico di fatto deve immediatamente scomparire, per fare spazio a quello di diritto: è inaccettabile che per questioni finanziarie tutto questo non avvenga e anche i giudici la pensano così. Anief si è rivolta alla Commissione europea che a breve potrebbe far partire le richieste di vitare risarcimenti milionari, tra l’altro da estendere anche al personale di ruolo, perché prima di lasciare lo status da supplente è stato a sua volta danneggiato rimandando per anni e anni l’immissione in ruolo. E siccome sull’abuso subìto dei contratti a termine durante il precariato esiste una precisa direttiva Ue, presto ne vedremo delle belle. Allo stesso modo, abbiamo condotto in tribunale il CCNL per 2016/18 firmato dai sindacati confederali che, confermando tali discriminazioni, appare a sua volta illegittimo.

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Scuola – Contratto: i neo-assunti sono trattati da precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

Dall’accordo sottoscritto da Flc-Cgil, Cisl e Uil lo scorso 9 febbraio all’Aran risulta un totale disinteresse verso coloro che vengono immessi in ruolo: a breve porterà i micro-aumenti e ha ratificato l’annullamento del primo gradone stipendiale (3-8 anni) per chi è stato assunto a partire del 2011, come previsto dal Contratto integrativo di lavoro di quello stesso anno. Una norma, peraltro, disapplicata da diverse sentenze dei tribunali del Lavoro con ricorsi presentati dall’Anief. Il giovane sindacato, di contro, non ha mai approvato ciò che è accaduto e crede proprio che sia stato portato avanti un disegno atto a penalizzare gli incolpevoli immessi in ruolo nella scuola a partire dal 2011, danneggiando chi aveva già diversi anni di precariato e violando pure la normativa comunitaria. A sostenerlo sono anche i tanti giudici che si sono espressi favorevolmente sui ricorsi promossi dall’Anief.
Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Nelle tabelle degli aumenti siglati dai sindacati confederali è scomparso il primo gradino stipendiale (fascia 3/8 anni) per chi è entrato in ruolo a partire dal 2011 per via dell’accordo integrativo del 4 agosto 2011, firmato anche da Snals e Gilda, che realizzava l’obiettivo dell’invarianza finanziaria per le prime 67mila assunzioni previste dalla legge 106/11, poi dichiarata illegittima dalla Consulta nella parte in cui proprio non applicava il diritto comunitario nella scuola. Noi a questo gioco proprio non ci stiamo. L’unica strada che proponiamo ai nostri soci è ricorrere in tribunale.Anief ha quindi predisposto il ricorso per il recupero del “gradone” stipendiale degli immessi in ruolo dal 2011: sono interessati docenti e Ata che hanno stipulato il contratto a tempo indeterminato dall’anno scolastico 2011/12 (anche con decorrenza giuridica), al fine di ottenere il risarcimento del danno e il recupero delle somme perdute a causa della fusione dei primi due gradoni stipendiali. Il ricorso, inoltre, comprende la richiesta di valutazione per intero, ai fini giuridici ed economici, di tutti gli anni di precariato per la ricostruzione di carriera. Il personale immesso in ruolo con nomina giuridica ed economica non successiva all’a.s. 2010/11 può aderire al ricorso ricostruzione di carriera sia nella scuola statale sia nella paritaria.

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