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Posts Tagged ‘precari’

La scuola italiana tra personale precario e docenti “diversamente precari”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2021

Il precariato nella scuola italiana ha ormai raggiunto livelli che hanno superato la soglia di guardia per un fenomeno che certamente ha condizionato negativamente almeno questo ultimo decennio e che resta un’incognita per i prossimi anni. Forze politiche, rappresentanti politici e OO.SS. stanno facendo a gara nel proporre soluzioni più o meno “clientelari” per stabilizzare migliaia di docenti e non docenti attraverso procedure che appaiono tra loro confliggenti per una contrapposizione ideologica tra chi vuole procedure concorsuali e meritocratiche e chi avanza proposte che tengono conto soprattutto del servizio prestato. In questo dibattito politico-sindacale, Ancodis fa rilevare che c’è un’altra categoria di docenti “diversamente precari” nel loro lavoro professionale e cioè decine di migliaia di donne e uomini che – oltre la quotidiana azione didattica negli ambienti di apprendimento – si dedicano con professionalità, competenza e spirito di servizio al funzionamento organizzativo e didattico delle loro scuole senza NULLA o quasi ricevere in cambio da parte dello Stato.Senza questo insostituibile, qualificato e quotidiano lavoro ogni istituzione scolastica non potrebbe portare avanti il proprio progetto educativo: si tratta di docenti che meritano formalmente il riconoscimento della propria identità professionale nell’ambito della moderna revisione della funzione docente.Lasciare in una condizione di “precarietà” la governance scolastica e chi a diverso titolo ne è coinvolto significa non dare piena attenzione al futuro della scuola italiana della quale – per le diverse ragioni – tutti si preoccupano di dare soluzione con le prossime immissioni in ruolo (stabilizzazioni) ma nessuno o quasi di come fare funzionare in modo moderno, efficiente e efficace questa complessa organizzazione. E’ arrivato il tempo, allora, di dare seguito alla previsione giuridica del comma 16 dell’articolo 21 della legge delega 59 del 15/3/1997 che – per miopia politica e inerzia sindacale – è rimasta sospesa nella norma scritta dal legislatore! La scuola non può più confidare in chi – nostalgico del passato – pensa che soltanto riducendo il precariato si potrà dare il necessario impulso per un rinnovato sistema scolastico. Le figure di sistema e i collaboratori dei dirigenti scolastici di Ancodis ritengono che la “precarizzazione” della governance scolastica deve essere superata rientrando in una prospettiva di sistema stabile, professionalmente avanzato anche nella carriera, con una specifica formazione per l’accesso in una nuova area contrattuale. Ancodis confida che nella visione del Ministro Bianchi e dell’attuale maggioranza parlamentare si ponga meritata attenzione al tema certamente non secondario e che nel prossimo appuntamento annunciato con gli “Stati generali della scuola” il coraggio per questa innovazione culturale sostenga i protagonisti che siederanno ai tavoli del confronto. Prof. Rosolino Cicero

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Scuola: sentenze sulla tutela dei precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

Arrivano da Catania ben cinque sentenze di pieno accoglimento per l’Anief nella tutela dei diritti dei lavoratori precari della scuola da anni sfruttati dal Ministero dell’Istruzione: riconosciuto il diritto all’estensione dei contratti dal 30 giugno al 31 agosto di ogni anno e alle progressioni stipendiali in favore di alcuni docenti cui l’Amministrazione dovrà corrispondere le mensilità mancanti per l’estensione dei contratti oltre agli scatti di anzianità. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief.Stavolta è il Tribunale del Lavoro di Catania che bacchetta il Ministero dell’Istruzione e lo condanna a risarcire i lavoratori precari per l’illegittima apposizione del termine al 30 giugno di ogni anno in luogo del 31 agosto per coprire posti risultati, invece, vacanti e disponibili. I legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Marco Di Pietro travolgono ancora una volta il Ministero dell’Istruzione in tribunale e ottengono delle sentenze esemplari che rilevano l’illegittimità dell’attribuzione dei contratti su posto vacante con scadenza al 30 giugno e riconosce il diritto di cinque docenti, alcuni con più di 10 anni di precariato alle spalle, a percepire le medesime progressioni stipendiali riconosciute solo al personale di ruolo.“Sono anni che denunciamo il bluff del Ministero dell’Istruzione che attribuisce sistematicamente e illegittimamente contratti al 30 giugno di ogni anno anche se il posto è vacante e la normativa impone, in questi casi, di apporre al contratto il termine del 31 agosto. Queste storture devono essere sanate direttamente in contrattazione e l’Anief si farà portavoce dei diritti di tutti i precari per rivendicare la medesima progressione di carriera riconosciuta al personale di ruolo e per far luce sui “falsi” posti in organico di fatto che dovrebbero, invece, risultare da anni in organico di diritto ed essere utilizzati per le immissioni in ruolo e per stabilizzare, finalmente, i precari della scuola”.L’Anief ricorda che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri diritti e per ottenere il risarcimento del danno subìto per l’illegittima reiterazione di contratti a termine, l’estensione dei contratti su posto vacante e uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.

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Scuola Assunzione 80mila precari a luglio con il doppio canale

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Ministero dell’Istruzione e sindacati continuano a lavorare per cambiare le regole per diventare insegnante. Dopo l’insediamento delle parti al tavolo di confronto, secondo Orizzonte Scuola “i prossimi incontri entreranno nel merito della questione: dopo gli esiti della mobilità, i sindacati da un lato chiedono di poter capire i numeri residui per provincia, in modo dettagliato per capire la mappa dei posti disponibili nel territorio nazionale e quindi dove si deve assumere. Dall’altro lato si dovrà scendere nel dettaglio e capire come agire concretamente: quali modalità di assunzione, il modello delle abilitazioni, come risolvere il problema degli specializzati sul sostegno superando le tre annualità. Il capo di gabinetto ha puntato sui temi del Patto che il Ministro vorrebbe seguire. Sulle abilitazioni, in particolare, si vuole predisporre un modello ben preciso per permettere nuovamente la possibilità di abilitazione all’insegnamento”. Sempre la rivista specializzata stima che “con le previsioni del decreto Sostegni-bis si potranno assumere, in totale, anche meno di 40 mila insegnanti. A fronte di circa 80 mila necessari”. Stando così le cose, “il modello di riferimento su cui lavorare è quello del doppio canale di reclutamento, sistema di assunzioni previsto dalla legge 417 del 1989 e nato da un decreto voluto dall’allora Ministro dell’Istruzione Sergio Mattarella” oggi Capo dello Stato.

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Scuola: Assunzioni precari dal 1° settembre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 maggio 2021

L’apertura del Consiglio dei Ministri verso i precari della scuola è minima. Lo sostiene il leader dell’Anief, secondo cui la verità è che “non si possono escludere i tanti precari collocati in seconda e terza fascia. Ma nemmeno coloro che sono inseriti negli elenchi di sostegno o hanno un servizio misto oppure hanno svolto servizio su sostegno senza specializzazione. Bisogna eliminare tutti questi vincoli. Perché quella che si sta organizzando non è una gara a creare ostacoli, ma l’obiettivo finale è avere dal 1° settembre tutti gli insegnanti in cattedra”.Il presidente dell’Anief ha quindi annunciato che l’intenzione è quella di lavorare “assieme alle altre sigle sindacali, ma soprattutto con il Parlamento affinché vengano presentati e approvati degli emendamenti che possano ampliare l’accesso all’assunzione a tutti coloro che fanno i supplenti da anni e che hanno i titoli per essere assunti in ruolo. È assurdo per l’ennesima volta, nonostante una procedura d’infrazione avviata e un reclamo collettivo presentato dall’Anief e approvato dal Consiglio d’Europa, continuare a dare risposte parziali e che comunque non risolvono il problema. Chiediamo di essere ascoltati: noi siamo pronti a elaborare i testi degli emendamenti al decreto legge Sostegni-bis”.

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Scuola: Decreto Sostegni bis e assunzione dei precari

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha rilasciato un’intervista ai microfoni dell’agenzia Italia Stampa tornando a parlare di scuola e precariato. Il leader del giovane sindacato ha dichiarato che “nel Decreto Legge Sostegni bis si inizia a parlare di fase transitoria per i precari. Il fatto che si attinga dalle graduatorie provinciali per le supplenze per nominare personale di ruolo è una cosa molto importante, ma il problema è che nella soluzione trovata dal Governo si guarda solo a una piccola fetta di precari” Tra le novità del Decreto Sostegni bis ci sono le assunzioni a tempo indeterminato degli insegnanti che hanno svolto almeno tre annualità di servizio nell’ultimo decennio. Individuato il docente, da prima fascia Gps, partirà il percorso annuale di formazione, seguito da una prova disciplinare, che si intenderà superata dai candidati che raggiungeranno la soglia di idoneità e valutata da una commissione esterna. In caso di positiva valutazione del percorso annuale di prova e formazione, il docente verrà assunto a tempo indeterminato e confermato in ruolo nella medesima istituzione scolastica in cui ha prestato servizio annuale. “Inoltre – continua Pacifico – c’è anche il paradosso che chi è in prima fascia deve aver prestato tre anni di servizio nella scuola statale, dimenticando tra l’altro di chi ha insegnato nella scuola paritaria. Dunque questo provvedimento, così come è stato strutturato, pur con le buone intenzioni non solo non risolve le problematiche del precariato, ma continua a perpetrare ingiustizie tra intere categorie di precari che lavorano nelle nostre scuole. Ecco perché noi riteniamo che appena si sarà insediato il Tavolo politico che segue il Patto per la Scuola sottoscritto ieri si debba tutti insieme, Governo e parti sindacali, trovare una soluzione condivisa che si trasformi in un emendamento al testo. Qualcuno dice che i tempi non ci sono, ma non è vero, perché nel testo si dice che potranno essere assunti o il 1° settembre o durante l’anno scolastico: la cosa importante è assumerli. Poi per Anief è anche fondamentale eliminare quest’ulteriore prova che devono fare dopo l’anno di prova. Già di per sé l’anno di prova, di valutazione collegiale, è fondamentale per dare idoneità all’insegnamento, quindi rifare un ultimo esame è inutile. Non ci si vuole rendere conto che ci sono dei professionisti che lavorano da anni nelle nostre scuole e valutano i nostri figli: queste persone non possono essere discriminate per la durata del contratto di lavoro, ma devono essere inseriti nei ruoli dello stato. Questa è la nostra idea per quanto riguarda il meccanismo di assunzione dalle supplenze”.

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Oggi i precari si assumono da Graduatorie provinciali per le supplenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2021

Va bene assumere in ruolo i precari da Gps, ma è bene fare delle modifiche a quanto sinora stabilito. “La verità – ha spiegato il professor Marcello Pacifico – è che dopo 24 mesi si deve essere stabilizzati ed essere inseriti in un percorso per il ruolo. E deve riguardare anche le scuole comunali, paritarie e la formazione professionale. Queste cose devono cambiare. Sarebbe bene avere una proposta unitaria per risolvere il problema. Con i partiti che si devono prendere le loro responsabilità”. Il leader del sindacato autonomo ha ricordato che “a settembre avremo almeno 60mila precari” su posti vacanti, più tantissimi in organico di fatto e in deroga su sostegno. Per evitare questo “bisogna approvare subito un emendamento, reclutando dalla seconda fascia. Noi vogliamo aprire a tutti. Cerchiamo di capire dove arriva la politica”, ha concluso Pacifico.

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Il Decreto Sostegni bis apre all’assunzione dei precari con tre anni di servizio

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2021

Sui precari da assumere, il Governo Draghi mantiene una parte dell’impegno: quest’anno i posti da insegnante residui verranno assegnati a coloro che hanno svolto – negli ultimi 10 anni scolastici oltre quello in corso – almeno tre annualità di servizio nelle scuole statali. Il contratto a tempo determinato è proposto esclusivamente nella provincia o nelle classi di concorso per le quali il docente risulta iscritto nella prima fascia delle graduatorie provinciali per le supplenze o negli elenchi aggiuntivi. Nel corso del contratto a tempo determinato i candidati svolgeranno il percorso annuale di formazione iniziale e prova, superato il quale saranno assunti nei ruoli dello Stato, specifica anche Orizzonte Scuola. Anief è solo parzialmente soddisfatta per la decisione presa dal Consiglio dei Ministri: con la conversione in legge dello stesso Decreto Sostegni bis, ha detto oggi Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “bisogna modificare alcune parti. Dunque – ha dichiarato il sindacalista durante un’intervista sempre alla rivista specializzata Orizzonte Scuola – bisogna reclutare tutti i precari della scuola italiana, quelli delle graduatorie delle supplenze, in prima e seconda fascia, i docenti di religione cattolica e quelli in graduatorie di istituto”. Sempre sul reclutamento, Anief chiederà modifiche sull’abolizione della call veloce per gli idonei del concorso DSGA e sulla sospensione dell’utilizzo della call veloce per il personale docente per il solo prossimo anno scolastico. In ogni caso, sostiene sempre il giovane sindacato autonomo, il sistema di reperimento del personale dovrà essere in maniera permanente utilizzato all’interno del doppio canale di reclutamento e non soltanto per il prossimo anno scolastico.

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Carta del docente anche per i precari

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2021

Per ANIEF sono decisamente troppe le questioni che riguardano i precari della scuola ancora in attesa di soluzione. Oltre al tema del reclutamento, su cui Ministero e sindacati hanno recentemente stilato un patto ancora in attesa del via libera da Palazzo Chigi, l’altro fronte caldo è quello del mancato riconoscimento anche ai docenti precari della Carta di 500 euro annui per l’aggiornamento e la formazione.“Si tratta – afferma Marcello Pacifico – di una delle numerose forme di discriminazione rispetto ai colleghi di ruolo che i docenti precari devono subire dal 2015, anno in cui la Carta è stata introdotta. Insieme al contratto per regolare la DAD in piena pandemia, avevamo siglato anche un’intesa con il Ministero dell’istruzione perché si avviasse un percorso che ponesse rimedio a questa intollerabile esclusione, visto che a fare didattica a distanza sono stati sia i docenti di ruolo che quelli precari. Sono passati sei mesi e quell’intesa è rimasta lettera morta”.Per questo, il sindacato ha deciso di riaprire le adesioni al ricorso al giudice del lavoro per chiedere l’assegnazione della Carta docenti anche ai precari, predisponendo una lettera di diffida e di messa in mora da inviare al ministero.

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Scuola: Precari, quelli italiani trattati peggio al mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 16 maggio 2021

Quando si parla di precariato c’è poco da ridere. Perché la loro situazione nella scuola italiana è la peggiore al mondo: si inizia a lavorare a 30 anni, si fanno supplenze per 20 anni con lo stesso stipendio, che non copre neanche l’inflazione e non riguarda gli scatti di anzianità, poi si cerca di fare carriera, ma prima di 9 anni non si può chiedere il primo aumento stipendiale e, in seguito, nella ricostruzione di carriera non è riconosciuto almeno un terzo del servizio prestato. A dirlo, intervistato dall’agenzia Teleborsa, è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: il sindacalista ritiene che “il danno della piaga della precarietà debba andare rimosso” dal punto di vista politico, legislativo e pure contrattuale.La supplentite sta dilagando: senza provvedimenti validi, a settembre si toccherà il record delle 250 mila supplenze annuali. Marcello Pacifico, sindacalista autonomo a capo dell’Anief, sostiene che i tempi sono oramai più che maturi per “fare riconoscere un’identità d’incarico, per chi ha avuto più di 24 mesi di contratto come precario. È la stessa indennità che prevede la Cassazione: Anief si è sempre distinta per avere portato tutte le questioni dei precari in tribunale ed oggi le dobbiamo portare ai tavoli contrattuali”, ha spiegato Pacifico.”La scommessa sul valore degli insegnanti è importante”, ha continuato il sindacalista, e per questo “l’indennità di incarico deve essere riconosciuta: lo stiamo dicendo nelle assemblee, dove ci sono stati più di 30 mila partecipanti, e questo è un segnale che ancora una tra gli insegnanti qualcosa si muove. La coscienza di recuperare dignità di una professione che è importante per la ripresa del Paese”.”Siamo convinti – ha incalzato il leader dell’Anief – che se si rimuovono tutti quegli ostacoli affinché venga finalmente assegnato un posto di ruolo da parte dello Stato, ciò porterà a una rivisitazione della nostra scuola”, che non sarà più, come avviene oggi, caratterizzata “della supplentite, ma all’insegna di posti assegnati in organico di fatto e trasferiti in organico di diritto per l’ordinario funzionamento”, ha concluso Pacifico.

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Patto sulla scuola: Un miliardo per assumere tra i 60-80mila precari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 maggio 2021

Il Patto per l’Istruzione è vicino alla chiusura. Mancherebbero solo gli ultimi dettagli da definire e la firma che avverrà molto probabilmente già nei prossimi giorni. E allora inizia a farsi strada una stabilizzazione dei precari da immettere già il prossimo settembre ma anche una riforma del reclutamento che dovrà essere pensata per avere i migliori docenti in cattedra.Il testo dell’accordo raggiunto sinora indica un impegno importante sul reclutamento che “si deve realizzare entro l’avvio del prossimo anno scolastico, anche attraverso una procedura urgente e transitoria di reclutamento a tempo indeterminato”. Si parla di un investimento iniziale che oscilla fra 1 milione e 1,3 milioni di euro, utile a realizzare le assunzioni immediate, in modo da assumere oltre 60 mila docenti, anche 80 mila, la maggior parte dei quali andrebbero a coprire le cattedre vuote del Nord Italia. Su questo punto il Mef sta realizzando le necessarie verifiche, anche sulle coperture.

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Scuola: Confermata l’intenzione del ministro Bianchi di assumere i precari con titoli ed esperienze

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Sembrano delinearsi le intenzioni del ministro dell’Istruzione su come rispondere all’emergenza precariato: preso atto dello svuotamento delle GaE, dei concorsi lumaca e del pessimo andamento delle assunzioni degli ultimi anni, con i tre quarti andate in fumo per mancanza di aspiranti, alla luce dell’ennesimo record di supplenze, davanti alle commissioni Istruzione di Camera e Senato ha ammesso che serve una soluzione straordinaria: “stiamo ragionando anche con presidenza del Consiglio e Mef su come riconoscere titoli, meriti ed esperienze per far confluire queste persone e far ripartire la macchina delle assunzioni in modo stabile e continua nel tempo”, ha spiegato Patrizio Bianchi.Il ministro ha quindi aggiunto: “Attenzione: abbiamo degli obblighi lasciati dai predecessori. Non ho idea di un intervento magico né di qualcuno che mi dica di come fare, ci stiamo lavorando su, avendo chiare le posizioni di ognuno. Bisogna trovare soluzioni praticabili”. Il quadro, quindi, non è ancora definito, ma l’idea di fondo è stata presa e sembrerebbe quella giusta.Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “è probabile che il ministro Bianchi si sia reso conto che il concorso straordinario della scuola secondari, nato per vincere precariato, si sta rivelando un mezzo fallimento. Per non parlare degli ordinari, eccessivamente selettivi già in partenza, e che non riescono a vedere la luce. La realtà è che occorre finalmente rispettare quanto indicato nel reclamo collettivo accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali presentato da Anief contro lo Stato italiano: bisogna organizzare un canale di reclutamento per soli titoli. Quello che ora vorrebbe introdurre il ministro dell’Istruzione”.

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Scuola: Il ministro Bianchi vuole tutti i precari in cattedra a settembre

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2021

Sul boom di supplenze che l’Italia rischia di ritrovarsi a settembre, aggravato dalle incertezze sui concorsi e altri 35mila pensionamenti, il ministro ha detto che “stiamo lavorando per settembre, per evitare di avere cattedre scoperte. Stiamo lavorando in tutta Italia per questo, sappiamo la grande sfida che abbiamo di fronte”. Sullo stato delle vaccinazioni anti Covid19 al personale scolastico ha ammesso che “è un problemone, non un problemino se mancano 20 insegnanti in una scuola. Siamo arrivati al 70% di vaccinazioni, dopo aver vaccinato i più anziani e i fragili, torneremo a completare le vaccinazioni”. Bianchi ha ricordato che “il corpo insegnante è maturo, la metà ha più di 55 anni, è giusto che si preoccupino. Bisogna completare le vaccinazioni e bisogna avviare un fortissimo investimento nella scuola: ora siamo in grado di farlo, con l’aiuto dell’Europa”. Il ministro ha anche assicurato che le attività in programma per la prossima estate non comporteranno obblighi per il personale scolastico. “Avremo un’estate diversa perché abbiamo messo 510 milioni dare continuità, per fare un ponte fra questo e il prossimo anno scolastico. Organizzeremo una stagione di recupero di socialità, ovviamente su base volontaria”. Anief condivide le parole del professore Patrizio Bianchi, poiché in linea con quanto espresso da tempo dal sindacato. La copertura delle cattedre dal primo giorno di scuola, l’estrema necessità di vaccinare i dipendenti della scuola, tra i più esposti ai contagi Covid19, nonché la volontarietà delle iniziative che si andranno a determinare nelle scuole sono concetti che Anief ritiene pertinenti. Quello che va ora verificato è come si attueranno queste disposizioni.

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Scuola: Precari, rischio stallo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

Il timore di ritornare in classe in condizioni disastrose, con le limitazioni imposte dal Covid, è forte. Ne parla oggi l’Ansa, prevedendo nomine dei “precari, valzer di cattedre, assenza di docenti fino a dicembre, classi con 29/30 alunni, con tutte le limitazioni e le difficoltà che impone il Covid, è forte. Ripropone uno scenario che si ripete da troppo tempo e che si è visto anche nei primi mesi di quest’anno scolastico. Anche perchè circa 25 mila professori quest’anno andranno in pensione”.Il rischio di ritrovarci dopo l’estate con un docente su tre precario stavolta è alto. Ancora di più perché “i primi risultati del concorso straordinario per 32 mila posti da poco concluso, mostrerebbero che tanti non hanno superato le prove. In questi giorni, inoltre, si stanno definendo gli organici delle classi per il prossimo anno e il malumore dei dirigenti scolastici è forte”. In questo scenario, complicato dall’emergenza pandemica in atto, “il tema del reclutamento nella scuola è certamente uno di banchi di prova più complicato per il Governo. Anche perchè il nodo è squisitamente politico: nella maggioranza le posizioni sono diametralmente opposte”.Per il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, “in questa maggioranza dobbiamo trovare una unità, sia la scuola il luogo in cui il paese ritrova la sua unità, non possono esserci le forze che difendono i vecchi e chi difende i giovani”, ha spiegato il ministro.Anief ritiene corretta la posizione del professor Bianchi: è bene che si trovi una soluzione immediata, perché il rimedio alla supplentite va trovato prima che la situazione diventi ingestibile.

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Scuola: Allarme 300 mila precari

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2021

Il precariato scolastico ha raggiunto numeri importanti: quasi 250 mila supplenti tra i docenti e 50 mila tra amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e Dsga. Tra le richieste del sindacato a tutela dei supplenti della scuola, oltre alla stabilizzazione automatica, il sindacato autonomo Anief reputa che, considerando pure l’emergenza pandemica, sia giunto il momento di introdurre delle modifiche importanti. Come la proroga dei contratti almeno fino al 30 giugno di coloro che sono stati assunti con l’organico Covid e al 31 agosto dei tecnici. Ma anche l’estensione della Card annuale del docente da 500 euro, erroneamente assegnata dalla Legge 107/15 solo ai docenti di ruolo, al personale amministrativo e a quello precario, per la cui fruizione Anief ha prodotto uno specifico ricorso al Giudice del Lavoro.Quest’ultima proposta è stata avallata nelle ultime ore dal sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso, il quale ha detto che di avere “avuto una fruttuosa interlocuzione con il collega e amico Claudio Durigon, sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, che sul tema ha dimostrato interesse e sensibilità”. Il presidente Anief, Marcello Pacifico, si rivolge quindi al sottosegretario all’Istruzione: “La sua proposta è sacrosanta, lo invitiamo a questo punto a proporre e votare in Parlamento l’emendamento fatto presentare da Anief in Senato giovedì scorso. Come invitiamo i senatori della commissioni che si apprestano ad esaminare le richieste di modifica al decreto Sostegni, di considerare le nostre proposte a favore di tanti lavoratori sempre più preziosi per la formazione di milioni di alunni”.

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Scuola: “Si provveda a stabilizzare i precari, va tutelata la carriera professionale”

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2021

“Anche chi ha un diploma magistrale o tecnico professionale se ha visto riconosciuto il suo titolo per insegnare come supplente ha diritto ad avere riconosciuto lo stesso pure per entrare nei ruoli dello Stato. Continueremo a combattere in Italia e in Europa fino a quando questo diritto non verrà integralmente riconosciuto. Oggi in Senato, al fine di tutelare la posizione di migliaia di insegnanti precari, abbiamo chiesto la proroga dei contratti e il divieto dei licenziamenti in questo momento di emergenza epidemiologica”: a dire ciò è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato rappresentativo Anief, durante il seminario sulla legislazione scolastica organizzato per la provincia di Roma.

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Scuola: Formazione docenti, assegnare i 500 euro annui anche ai precari

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2021

I 500 euro annui della carta del docente, eventualmente cumulabile con il residuo dell’anno scolastico 2019/20, permettono di acquistare libri, riviste, ingressi nei musei, biglietti per eventi culturali, teatro e cinema o per iscriverti a corsi di laurea e master universitari, a corsi per attività di aggiornamento, svolti da enti qualificati o accreditati presso il Ministero dell’Istruzione. Inoltre, la Carta del Docente – scrive Orizzonte Scuola – permette “di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali” (art. 1, comma 121, legge 107/2015). Di conseguenza, personal computer, computer portatili o notebook, computer palmari, e-book reader, tablet, strumenti di robotica educativa rientrano nella categoria degli strumenti informatici che sostengono la formazione continua dei docenti. E anche prodotti utili ad attuare la didattica a distanza (fino al 31 dicembre prossimo). Si possono acquistare anche tutti i programmi e le applicazioni, (disponibili in formato elettronico, disponibili in cloud, scaricabili online o incorporati in supporti quali memorie esterne, CD, DVD, Blue Ray), destinati alle specifiche esigenze formative di un docente, come ad esempio programmi che permettono di consultare enciclopedie, vocabolari, repertori culturali o di progettare modelli matematici o di realizzare disegni tecnici, di videoscrittura, di editing e di calcolo (strumenti di office automation). Con la Carta del Docente, infine, si può seguire un corso on line purché svolto dagli enti accreditati o qualificati Miur ai sensi degli articoli 2 e 3 della direttiva 90/2003, e dai soggetti di cui all’articolo 1 commi 2 e 3 della medesima Direttiva.

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Anief: “Stessi diritti per i lavoratori della scuola precari e di ruolo”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 marzo 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, durante il seminario sulla legislazione scolastica di oggi, organizzato per le province di Perugia e Terni, ha sottolineato come sia importante riconoscere anche ai precari i diritti dei lavoratori della scuola stabilizzati. Il leader del sindacato ha affermato che “anche il personale precario docente e il personale amministrativo hanno diritto alla card per poter svolgere la propria attività pure a distanza. In realtà bisogna fare in modo che con il rinnovo del contratto tutto il personale a tempo determinato abbia gli stessi diritti del personale di ruolo in termini di ferie, malattie, permessi, retribuzione e carriera”.

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Scuola: “Permettiamo ai precari di specializzarsi e garantiamo il diritto all’istruzione degli studenti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2021

“Anief ha attivato da tempo la campagna Sostegno, non un’ora di meno! per far attribuire le ore richieste dal Pei. L’iniziativa continua anche dopo le novità introdotte dalla norma sul profilo di funzionamento. È necessario essere più vigili: 25mila posti in più in organico di diritto sono un primo passo che supera il blocco della legge n. 128 del 2013 ma non basta e bisogna permettere a tutti gli insegnanti precari di specializzarsi, visto anche che ora i corsi universitari si possono fare on line”. A dire queste parole è stato il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, nel corso del seminario sulla Legislazione scolastica, svolto per le province di Teramo e Pescara. Anief, pertanto, continua a proporre con convinzione l’iniziativa gratuita ‘Sostegno, non un’ora di meno!’ che negli ultimi anni ha portato a un numero crescente di cattedre assegnate, garantendo così il rispetto delle ore spettanti.

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Scuola: emergenza precari

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2021

Rispetto all’emergenza precari su Orizzonte Scuola Tv, si è discusso delle probabili soluzioni per evitare il boom di supplenze a settembre. Come riporta la rivista specializzata, si registrano “numeri da brividi per l’emergenza precariato, ancora più gravi rispetto a quelli che sono stati resi noti fino a poche settimane fa. A renderli pubblici lo stesso Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi pochi giorni fa nel corso dell’incontro che si è tenuto al Ministero dell’Istruzione con le organizzazioni sindacali. Attualmente sono 695.262 mila i docenti titolari a cui si aggiungono 213 mila a tempo determinato; di questi, 104 mila sono insegnanti di sostegno; oltre 25 mila i ‘docenti Covid’”.Ne hanno discusso su Orizzonte Scuola TV Francesca Ricci, Uil Scuola; Antonio Antonazzo, Gilda degli insegnanti; Daniela Rosano, segretario generale Anief; Rosa Sigillò, MIDA. Presente anche il giornalista de La Repubblica Corrado Zunino.
Daniela Rosano ha affermato che sulla questione riguardante la supplentite “il legislatore ha fallito; i numeri ci dicono che un docente su tre-quattro è precario. È semplice comprendere come i concorsi non siano sufficienti a risolvere il problema. Non ce la faremo a soddisfare la richiesta delle scuole, perché sarà impossibile fare in modo che quei 213mila posti precari siano dati in ruolo. Per noi come Anief è indispensabile prevedere il doppio canale di reclutamento che garantirebbe un percorso automatico di inserimento nei ruoli: dal 2012 non ci si può inserire nelle GaE. Il sistema scolastico invece continua ad assumere a tempo determinato il personale e per questo l’Italia rischia una sanzione”.Infatti da poco il Comitato europeo dei diritti sociali ha accolto il reclamo collettivo n. 146/2017 che è stato presentato da Anief contro lo Stato italiano per violazione dell’articolo 1, paragrafo 2, della Carta sociale europea. Con il reclamo l’Anief ha denunciato come il personale docente precario dell’istruzione pubblica italiana non inserito nelle Graduatorie a Esaurimento sia discriminato, in violazione della Carta sociale europea. Daniela Rosano ha continuato affermando che “il problema si risolve con la conversione dei contratti, col recupero del doppio canale di reclutamento e l’assunzione da GaE o Gps. Per quanto concerne poi il sostegno, secondo noi non dovrebbe esistere nessun vincolo numerico ma bisognerebbe ascoltare le esigenze in relazione agli allievi che presentano difficolta. Quindi necessario stabilizzare, fare presto e adeguare l’organico di fatto a quello di diritto, cioè se i posti sono senza docenti titolari bisogna che siano disponibili per i ruoli. Adesso ci sarà un tavolo tecnico I settembre, ci auguriamo che non siano solo belle parole”. Per quanto riguarda la formazione dei docenti, la segretaria genera Anief ha affermato che “sicuramente crediamo che la scuola sia più povera da quando sono stati tolti Ssis e corsi di specializzazione e la stabilizzazione è stata affidata ai concorsi. Ma crediamo anche che se un precario viene chiamato a insegnare per più anni vuol dire che l’amministrazione ha bisogno di quel personale e non è giusto continuare ad abusare con contratti a tempo determinato. Dunque, discutiamone insieme e facciamo in modo che tutto avvenga nei termini sufficienti per ammettere i candidati in cattedra il 1° settembre, per il 2021 è difficile”. Per quanto concerne poi la valutazione dei docenti, la professoressa Daniela Rosano ha concluso affermando che la competizione tra i docenti non serve certamente al sistema scolastico: la posizione degli insegnanti in graduatoria era confermata dai titoli posseduti.

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Lavoro: “400 mila posti precari persi nell’ultimo anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Marcello Pacifico, vicepresidente dell’accademia Europa della Cesi e presidente nazionale Anief, è intervenuto al Convegno Cesi con la Commissione europea “Lavoro precario: responsabilizzare i sindacati ad affrontare nuove sfide”; il progetto si conclude, con questa conferenza, dopo due anni di intenso lavoro e riflessione sulle diverse dinamiche del precariato in Europa, con riferimento particolare alla mancanza di protezione sociale e di un’efficace rappresentanza degli interessi, oltre all’uso di contratti di lavoro atipici e alla discriminazione.La Cesi ha evidenziato i seguenti punti: l’accesso alla protezione sociale per tutti i lavoratori, compresi i giovani, i lavoratori migranti e stagionali, i lavoratori su piattaforme e tutti coloro che provengono da un contesto svantaggiato; la rappresentanza degli interessi adeguata ed effettiva di tutti i lavoratori, in particolare quelli con impiego atipico; un dialogo sociale inclusivo; la chiusura delle lacune legislative; l’applicazione dei principi della parità di trattamento nel modo più fluido possibile.
Marcello Pacifico, nel suo discorso, ha iniziato proprio da “come il Covid-19 ha cambiato il lavoro precario. Sappiamo che l’organizzazione internazionale del lavoro ha certificato la perdita di 255 milioni di posti di lavoro nel mondo a causa della pandemia. Solo in Italia nel 2020 sono stati persi 410 mila posti di contratti a tempo determinato, di lavoratori precari, e 103 mila posti di lavoratori indipendenti e autonomi. Nel mese di novembre si sono persi 40mila posti di contratti a tempo determinato, lavoratori precari, a fronte di un piccolo miglioramento di contratti di lavoratori autonomi e di lavoratori a tempo indeterminato, questo perché lo Stato italiano ha vietato alle aziende i licenziamenti per legge. Quindi il Covid ha sfavorito solo i contratti a tempo determinato e ha mantenuto i contratti a tempo indeterminato, grazie all’intervento della Stato. Questo significa che i lavoratori precari al tempo del Covid sono stati i più colpiti. Tra i lavoratori precari il 90% più colpito è riferito alle donne e agli under 35, quindi donne e giovani”.
“Per concludere, cosa può fare il sindacato? In quanto parte sociale deve cercare di garantire più di prima i diritti dei lavoratori perché, in questo periodo in cui i posti di lavoro si sono persi, le condizioni di lavoro sono più fragili e insicure e bisogna tutelare di più i lavoratori, da remoto, con assemblee, ma bisogna continuare a farlo attraverso la consultazione dei lavoratori. La Cesi dà una risposta grazie a questi convegni, sta mettendo in rete i vari sindacati e bisognerebbe creare un osservatorio all’interno della Cesi, che è quello che vorrebbe fare la Commissione Europea, sull’esecuzione delle direttive comunitarie negli Stati membri e su come nel mercato del lavoro i vari paesi nel Recovery plan vanno a orientare i propri progetti, i cluster, nel cercare di tutelare i posti di lavoro e trovarne altri, oltre a garantire il diritto al lavoro e soprattutto a porre fine alla precarietà nel mondo del lavoro”, ho concluso il vicepresidente dell’accademia Europa della Cesi e il presidente nazionale Anief.

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