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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘precarie’

Vertenza precarie Piaggio: USB convocata al Ministero del Lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

Roma Lunedì 24 alle ore 15 una delegazione di lavoratrici licenziate, insieme al sindacato USB, si recherà a Roma per esporre le ragioni della protesta e chiedere un intervento del governo.Dopo lo sciopero di questa mattina in solidarietà con le lavoratrici Piaggio licenziate, che ha visto nella zona industriale di Pontedera un’alta adesione in tutti gli stabilimenti interessati, e grazie all’interessamento della consigliera regionale Irene Galletti, è arrivata per le precarie licenziate la convocazione presso il Ministero del Lavoro, da una settimana in lotta sul tetto del Palazzo Blu di viale Africa.Sull’altro fronte aperto cioè quello in Regione, a breve dovrebbe arrivare la convocazione di un tavolo specifico. Anche il consigliere regionale Fattori ha predisposto una mozione specifica in tal senso.
Al di là dell’aspetto istituzionale, assolutamente importante, USB ringrazia tutti gli operai e le operaie che oggi hanno deciso di scioperare “perdendo” due ore del proprio salario per stare accanto alle colleghe licenziate dopo dodici anni da un’azienda che macina utili ma si trincera dietro il decreto dignità. Colpiscono uno colpiscono tutti!

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Campidoglio, intesa con i sindacati per stabilizzare le maestre precarie

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

Roma. Avviato un nuovo percorso per la stabilizzazione delle maestre precarie delle scuole di infanzia e degli asili nido di Roma Capitale. Questa mattina è stato siglato in Campidoglio un accordo tra l’Amministrazione Capitolina e le organizzazioni sindacali (FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, USB, CSA Regioni Autonomie Locali, RSU di Roma Capitale) che porterà alla pubblicazione di un bando per la formazione di una graduatoria unica del personale supplente e scolastico.“Il primo atto di questa amministrazione a luglio 2016 è stato la stabilizzazione di 1200 maestre. E’ nostra volontà proseguire su questa strada per dare dignità e risposte concrete ad altre migliaia di persone, garantendo al tempo stesso un sistema scolastico ed educativo efficiente. Crediamo fortemente nella certezza dei contratti e nella continuità didattica. Roma Capitale, la pubblica amministrazione più grande d’Italia, vuole porsi come modello di riferimento ed intende combattere fortemente il precariato, in linea anche con le politiche del Governo”, afferma la Sindaca Virginia Raggi.“L’intesa con le sigle sindacali è la prosecuzione di un percorso virtuoso di stabilizzazione orientato a dare certezza lavorativa a migliaia di maestre precarie. Roma Capitale, attraverso ogni forma di interlocuzione istituzionale, continuerà a lavorare per la salvaguardia di tutto il personale presente nelle graduatorie esistenti. Continuiamo a dare soluzioni al delicato tema del precariato, un problema che potrà essere superato in modo definitivo attraverso progressivi interventi di carattere normativo”, afferma Antonio De Santis, delegato della Sindaca al personale. E’ stato aperto anche il confronto per la definizione di un regolamento specifico sugli incarichi a tempo determinato, con l’obiettivo di superare per la prima volta in Italia in concetto di “lavoro a chiamata”.

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Visita in carcere

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2013

La visita alla Casa Circondariale di Torino ci ha permesso di fare una fotografia approfondita dello stato attuale della struttura carceraria.
Non abbiamo voluto, a differenza di altre visite istituzionali, anche recenti, concentrare la nostra attenzione su qualche ospite più illustre di altri, constatando che dietro le sbarre le persone sono tutte uguali e il sovraffolamento rende le loro condizioni di permanenza nella struttura piuttosto pesanti.I detenuti sono infatti complessivamente 1540, di cui 783 italiani e 757 stranieri. Le donne sono 133, due delle quali sono lì con tre bambini.Ricordiamo che la capienza reale è di 1139. Dunque alta continua ad essere la percentuale del sovraffollamento. E su questa struttura gli ultimi provvedimenti svuotacarceri non hanno prodotto alcun effetto. Invece dovrebbero essere finalmente modificate le leggi riempicarceri: la Bossi-Fini sull’immigrazione del 2002, la ex Cirielli del 2005, che diminuisce i termini di prescrizione ma aumenta le pene per i recidivi, e la Fini-Giovanardi sulle droghe leggere del 2006.In questa situazione, fra i carcerati si è creata un’attesa spasmodica nei confronti di una possibile amnistia.Unica novità in positivo è l’applicazione a tre detenuti del braccialetto elettronico, a partire da fine giugno, all’interno della sperimentazione nazionale.Per quanto riguarda il personale penitenziario, le unità sono 700 per la struttura e 160 per il nucleo di traduzione e piantonamento. A breve è però annunciata una nuova pianta organica a livello regionale, con una nuova assegnazione alle singole sedi del personale.Il numero di detenuti impiegati in attività interne è circa un centinaio, distribuito fra falegnameria, torrefazione, catering, lavanderia, vivaio e a breve l’avvio di un panificio. E’ stata anche stipulata una convenzione con la circoscrizione 5 per la manutenzione del verde pubblico. Partirà a settembre una classe del liceo artistico.
Nella visita siamo venuti a contatto con diversi detenuti. Abbiamo visitato le sezioni Sestante dei malati pschiatrici e Prometeo dei detenuti seriopositivi. Le condizioni di vivibilità sono particolaremente precarie nelle sezioni dei nuovi arrivi, data anche la temporaneità presunta della permanenza in quelle aree, che non permette l’organizzazione di attività complemetari.In particolare abbiamo affrontato queste problematiche nella sezione femminile, con le detenute fra le quali anche Jonella Ligresti. Questo braccio della struttura è al completo e tutte lamentano la scarsezza di risorse. Mancano le forniture di base, a partire dalla carta igienica e gli assorbenti. Le celle sono spazi angusti che ospitano le detenute per 22 ore al giorno, essendo solo 2 le ore d’aria. Questi sono gli effetti di una politica nazionale di tagli e anche di scarsa attenzione alla risoluzione di problematiche pratiche, quale potrebbero essere la definizione e le modalità di accesso a beni di prima necessità.Invece tali privazioni rendono poco sostenibile la vita in cella e difficile di conseguenza il lavoro degli agenti penitenziari, come più volte denunciato da loro stessi.

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Costa d’Avorio: divampa la violenza

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

Il nuovo esodo è verso est. L’ondata di violenza in Costa d’Avorio sta spingendo sempre più persone a fuggire in Ghana. Questa settimana, dopo l’insorgere di nuovi combattimenti nell’ovest, nel centro e nel nordest del paese – a Duékoué, Daloa e Bondoukou – circa 1.300 ivoriani hanno cercato rifugio nel vicino orientale. Altri 250 rifugiati sono arrivati in Ghana da Abidjan, dove le condizioni di sicurezza continuano ad essere precarie. La rotta verso il Ghana, seguita soprattutto da ivoriani in fuga da Abidjan, passava finora attraverso la frontiera sud-occidentale di Elubo. Con gli scontri di queste settimane, invece, sempre più persone entrano a nord, dai posti di confine di Sampa e Atuna, nella regione di Brong Ahafo. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) al momento non ha una presenza nell’area, ma ha prontamente inviato un team di operatori per fare una valutazione delle necessità e fornire assistenza. Sono per la maggior parte donne e bambini i rifugiati che raggiungono il Ghana. Arrivano in autobus portando con sé pochi averi. Otto ore di viaggio fino alla città di frontiera di Elubo a sudovest del paese – raccontano alcuni – quattro giorni per raggiungere invece la frontiera di Sampa – a metà del confine tra i due paesi – dicono altri.I rifugiati che arrivano dal Ghana vengono per la maggior parte ospitati dalle comunità locali. Circa 1.700 di loro hanno invece trovato alloggio nel nuovo campo allestito da UNHCR e dalle autorità ghanesi ad Ampain, a 55 chilometri dalla frontiera di Elubo. In vista di ulteriori possibili arrivi, il governo ghanese si è detto pronto a individuare siti nelle regioni costiere e medio-occidentali del paese, dove allestire nuovi campi di accoglienza.  Con gli arrivi di questa settimana il totale stimato dei rifugiati in Ghana è salito a oltre 5mila. Continua poi a crescere sensibilmente il numero degli ivoriani che cerca rifugio in Liberia, soprattutto nella contea di Grand Gedeh nel sudest del paese, dove finora sono stati registrati 30.017 rifugiati. Fino a ieri, dall’inizio della crisi che ha fatto seguito alle elezioni alla fine del mese di novembre, erano 122.958 i rifugiati registrati nelle contee di Nimba. Maryland e Grand Gedeh. La maggior parte dei rifugiati che arriva a Grand Gedeh ha disperato bisogno di cibo, alloggio e vestiario. Un uomo è morto per la fame durante il tragitto verso la Liberia, raccontano i suoi famigliari all’arrivo. Puliscono i terreni o raccolgono la legna per un dollaro e mezzo al giorno. Anche così i rifugiati riescono a sopravvivere in alcune località.

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Lampedusa, Save the Children

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

La situazione dei circa 350 minori (tra identificati e non) ancora presenti sull’isola di Lampedusa è inaccettabile, e le loro condizioni già precarie, rischiano un rapido peggioramento. Dopo diversi giorni di rassicurazioni da parte delle istituzioni deputate non è ancora possibile sapere cosa si sta ideando per risolvere il caso di questi 350 minori e di quelli che potrebbero arrivare nei prossimi giorni; e tutto ciò nonostante il fatto positivo che ieri la Conferenza Unificata Governo-Regioni ed Enti Locali abbia recepito la richiesta di Save the Children per un piano di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati con un fondo specifico pluriennale garantito dal Governo. “Save the Children è a conoscenza di almeno 150 posti pronti ad ospitare i minori e dopo la Conferenza con le Regioni è sicura che altri siano ancora disponibili: dunque cosa si aspetta ? perché non si fanno partire subito almeno gli identificati ? E’ più di un mese che questo problema attende una qualche soluzione,” ha dichiarato Raffaela Milano, direttore dei Programmi Italia Europa di Save the Children. “E’ assolutamente necessario che le attività di identificazione vengano immediatamente potenziate e siano la priorità delle autorità preposte sull’isola cosicché  tutti i minori possano essere identificati il prima possibile.” “Riteniamo indispensabile che entro oggi venga reso noto il piano di accoglienza con l’elenco delle destinazioni disponibili nei Comuni sul territorio nazionale perché si possa procedere urgentemente al trasferimento dei minori e al loro collocamento e possano essere rassicurati sul loro futuro.”

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Carcere Monza

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2010

Migliorare e mitigare la situazione di sovraffollamento carcerario attualmente presente nel carcere di Monza. A chiederlo sono i deputati del Partito Democratico Alessia Mosca ed Enrico Farinone in un’interrogazione parlamentare.  Nel giorno in i rappresentanti della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia hanno incontrato il direttore generale dei detenuti e del trattamento del D.A.P. (Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria) Sebastiano Ardita, per discutere dell’emergenza suicidi in carcere, i due deputati fanno il punto sul carcere di Monza, nel quale «i detenuti sono arrivati a quota 830, a fronte di una capienza massima tollerabile di 700 detenuti».  A causa del sovraffollamento, dunque, le condizioni dei detenuti sono umanamente precarie e di conseguenza la funzionalità rieducativa dei soggetti è pregiudicata.  A complicare la situazione è anche la realtà degli agenti di polizia che sono sotto organico da anni, soggetti a «turni massacranti, con straordinari che spesso non vengono pagati».  Al Governo i deputati chiedono, dunque, di attuare interventi che garantiscano «il rispetto dei diritti umani e della dignità individuale», anche attraverso approvvigionamenti igienico-sanitari e la riattivazione delle attività lavorative a scopo riabilitativo per i detenuti.

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