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Posts Tagged ‘precarietà’

Scuola – Personale Ata, i problemi persistono: precarietà e stipendi bassi

Posted by fidest press agency su martedì, 13 agosto 2019

Il presidente nazionale del sindacato rappresentativo Anief, Marcello Pacifico, ha rilasciato una lunga intervista alla rivista specializzata Orizzonte Scuola, in cui ha toccato gli argomenti più caldi della stagione; tra essi, la questione del personale Ata, da sempre categoria bistrattata e appellata più volte “cenerentola” della pubblica amministrazione. Il presidente Pacifico, di seguito, fa il punto della situazione.“Il problema del personale Ata – afferma Pacifico – nasce da una fictio sugli organici. Noi abbiamo 30mila posti vacanti, ma sono solo 8mila quelli chiesti dal Mef. Si aggiungono i 12mila posti accantonati per i lavoratori delle cooperative. Il problema, in quest’ultimo caso, è che non puoi accantonare i posti, perché per legge i posti per gli esternalizzati vanno oltre l’organico del personale Ata; non puoi accantonare dei posti per personale a tempo indeterminato per stabilizzare il personale delle cooperative, premesso che è giusto stabilizzare anche quei lavoratori. Visto che stabilizzi loro devi stabilizzarli con un organico aggiuntivo; lo prevede la legge. Quindi, da un lato non si stabilizza il personale e in più c’è un organico di fatto che non viene trasformato in organico di diritto. Ci sono poi altri 20mila posti che dovrebbero essere dati in organico potenziato come succede per i docenti. Si tratta di esigenze che derivano dal fatto che se le scuole devono essere aperte oltre l’orario, per consentire le attività didattiche di potenziamento: chi apre le scuole? Servono collaboratori, i tecnici e gli altri. Riassumendo: ci sono 30mila posti in organico di fatto, di cui 10mila annuali, 12mila per le cooperative. Altri 20mila su profili mai attivati. Ci sono dunque 80mila persone da assumere e non 8mila”.Alla domanda su cosa si potrebbe fare per far lievitare i loro stipendi, Pacifico afferma che “gli stipendi sono rimasti fermi ai profili funzionali degli anni ‘70. Occorre aumentarli di livello e aggiornarli, anche alla luce dei nuovi titoli di accesso e delle nuove mansioni richieste. Sono stipendi bassi, è vero: un collaboratore precario prende 900 euro, è da fame. Al ministero continuano a fare riunione, ma non c’è più tempo da perdere: la questione è urgente”.

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Scuola: 40 anni? L’Italia maglia nera nel mondo per età di immissione in ruolo dei docenti

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Colpa della precarietà e del blocco del doppio canale di reclutamento degli insegnanti dovuto al reiterato abuso dei contratti a termine, al mancato adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto, all’ostinata chiusura delle GaE e al cattivo utilizzo delle graduatorie delle scuole per le supplenze. La media per la firma del contratto a tempo indeterminato deriva dai dati ufficiali del Miur ed è in costante aumento, soprattutto nel primo ciclo dove operano non a caso i diplomati magistrale vittime di decisioni errate dell’amministrazione che minacciano oggi anche la loro stabilizzazione. Secondo Tuttoscuola “è la riprova dello stallo in cui si trova il personale docente precario che invecchia, attendendo di passare alla stabilizzazione del rapporto di lavoro”. Marcello Pacifico (Anief): Nemmeno l’attuale Governo ha capito che quella del docente è una professione particolarmente a rischio logoramento, che quindi andava collocata nell’Ape Social e anche nella quota 100, ma senza alcuna decurtazione mensile. La categoria degli insegnanti continua ad invecchiare: in media hanno 51 anni e due mesi. Dopo il computo della Ragioneria dello Stato, che attraverso il Conto annuale ha confermato come gli insegnanti italiani siano quelli con l’età più avanzata in Europa, la stima stavolta è stata realizzata da Tuttoscuola, su dati ufficiali Miur, che è andata a mettere a confronto la situazione anagrafica dell’anno scolastico 2015-16 con quella di due anni dopo, il 2017-18: la rivista ha scoperto che l’età media dei docenti di ruolo di tutti gli ordini di scuola, compresi gli insegnanti di sostegno, (complessivamente erano 733.654 docenti nel 2015-16) era allora di 50 anni e 8 mesi. Due anni dopo, quando il numero di docenti di ruolo era salito a 737.243 unità, sebbene nel frattempo fosse stato realizzato il piano straordinario della Buona Scuola, l’età media degli insegnanti si è attestata a 51 anni e 2 mesi, compresi i docenti di sostegno. Questo significa che “gli insegnanti di scuola primaria restano mediamente i più giovani, anche se poi anche loro hanno registrato un aumento dell’età media di circa 7 mesi, passando dai 49 anni e 6 mesi del 2015-16 a 50 anni e un mese di due anni dopo. Forse il turn over di quest’anno, arricchito dalle uscite di quota 100, potrebbe favorire una inversione di tendenza, ma indubbiamente ci vorranno molti anni per abbassare l’età media dei nostri insegnanti di ruolo avvicinandola a quella della maggior parte dei Paesi europei”. Il dubbio, tuttavia rimane, perché ammesso che si riesca a realizzare il turnover anche su quota 100, poiché i controlli dell’Inps sulle domande dei circa 14 mila docenti potrebbero essere svolti in tempi successivi alla formazione degli organici del personale scolastico, la maggior parte dei nuovi che subentreranno avranno una media anagrafica tutt’altro che bassa. Sempre Tuttoscuola ha fatto emergere che “per i supplenti che nel 2015-16 erano poco più di 100 mila e due anni dopo superavano le 135 mila unità, nell’arco di un biennio la loro età media complessiva si è innalzata di oltre un anno, passando da 39 anni e 3 mesi del 2015-16 a 40 anni e 4 mesi nel 2017-18”. Tra i diversi ordini di scuola la graduatoria dei più anziani vede in testa i supplenti della scuola dell’infanzia seguiti da quelli della primaria. Nell’uno e nell’altro caso si registra anche il più consistente aumento dell’età media nell’arco del biennio considerato: 43 anni e 7 mesi (era di 41 anni e 1 mese) per i docenti dell’infanzia, 41 anni e 2 mesi (era di 38 anni e 8 mesi) per quelli della primaria. Secondo Anief non è un caso se i docenti precari del primo ciclo scolastico sono quelli più avanti negli anni: stanno invecchiando da supplenti, in attesa che la giustizia si esprima sulle loro ragioni. E anche se queste sono da vendere, nell’ultimo periodo abbiamo assistito anche ad autorevoli pareri dei giudici negativi, come quelli del Consiglio di Stato su maestri con diploma magistrale. I quali ora sperano vivamente nei pareri, sull’abuso delle supplenze anche in presenza di posti liberi, da parte della Corte di Cassazione, già riunita il 12 marzo scorso, della Corte Costituzionale, sulla legittimità del concorso straordinario della scuola secondaria, che avrà inevitabili ripercussioni sul primo ciclo e anche del Consiglio d’Europa.

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Scuola: È di oltre il 15% il tasso di precarietà nella scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneIl tasso di precarietà rilevabile dai dati pubblicati dalla Ragioneria Generale dello Stato per il 2014 era del 5,5%, mentre quello della scuola statale si attestava al 14,6%, quasi il triplo di quello degli altri comparti pubblici. Un tasso di precarietà, quello della scuola statale che, evidentemente, ha natura non congiunturale ma strutturale. Con l’emblema della “precarietà della scuola” che risiede proprio nel nodo irrisolto del “sostegno in deroga e degli spezzoni di cattedra”.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): un posto su tre sul sostegno rimane in deroga, non disponibile per le immissioni in ruolo a discapito della continuità didattica. E tutto ciò nonostante 200 mila posti siano stati cancellati negli ultimi dieci anni per via della riduzione del tempo scuola, del dimensionamento e del piano di razionalizzazione. Una maxi-manovra assurda che ha preso il via con la Legge Tremonti-Gelmini 133 del 2008 e che nessun governo successivo, nemmeno gli ultimi di sinistra, hanno saputo e voluto annullare. Anzi, sul sostegno agli alunni disabili si è riuscito a fare peggio, impostando, durante la gestione della Ministra Maria Chiara Carrozza, la copertura del 30% dei posti di sostegno liberi con supplenze al 30 giugno, dunque non disponibili per trasferimenti ed immissioni in ruolo. Il blocco, attuato ai giorni nostri, è il motivo per cui oggi abbiamo più di 40 mila posti di sostegno in deroga. E con effetti nefasti per la didattica e gli alunni con problemi di apprendimento. È una tendenza che con l’incremento di allievi disabili, confermato negli ultimi 20 anni, non potrà che acuire il problema. A meno che non si decida una vola per tutte, attraverso una apposita legge, di adeguare l’organico di fatto a quello di diritto, ovvero di disporre le assunzioni per ogni posto vacante e disponibile.

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Tra precarietà e imprenditoria

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Bologna, 18 febbraio 2012 alle ore 9,30 a presso il convento di San Domenico, incontro col prof. Luciano Gallino su “Tra precarietà, realtà delle imprese e nuove leggi: quale futuro per il lavoro degli italiani?”, incontro che concluderà il Corso formativo 2011/2012 su Lavoro e flessibilità dell’occupazione. Se il lavoro non è una merce…
Del sociologo torinese uniamo una bella intervista a cura di Maria Elena Locatelli e Stefano Breda (Torino, 5 maggio 2011). E’ un intervento a tutto campo sui problemi e le prospettive del lavoro e del welfare ai tempi del “finanzcapitalismo”. Non manca un importante sguardo retrospettivo (alle origini del neoliberalesimo economico sul finire degli anni Trenta).In questi giorni Istat, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e Inps hanno presentato il secondo Rapporto sulla Coesione sociale (2011). Volumi e tavole statistiche sono consultabili e scaricabili all’indirizzo: http://www.istat.it/it/archivio/53075.I problemi del lavoro (del “mercato” del lavoro) hanno naturalmente un notevole rilievo, con significative sottolineature dell’occupazione flessibile e precaria.
Mentre La invitiamo a navigare nel Rapporto, Le sottoponiamo in calce due tavole relative al 1° semestre 2011, che abbiamo leggermente semplificato per fotografare con la maggior efficacia possibile l’abnorme esigenza di lavoro “temporaneo” della nostra economia, un problema per i nostri ragazzi ma anche un problema per la “crescita” e lo sviluppo. Una sfida che dovrebbe far tremare i polsi della politica e del legislatore.

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Fondazione santa Lucia: promesse e sentenze

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

La Direzione: ”Basta bugie, rinvii e sotterfugi. Non si può continuare nella precarietà” “Ormai gli annunci della Regione Lazio non hanno più credibilità. Terremo in conto solo i fatti concreti, se mai arriveranno in tempo utile per scongiurare la chiusura. Tutto il resto è soltanto una serie di promesse verbali non mantenute, impegni formali totalmente disattesi, sentenze di tribunali e scadenze a oggi mai rispettate”. E’ quanto replica la Direzione dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia alla nota emessa ieri dalla Regione sull’onda delle nuove proteste da parte sindacati e utenti dell’Istituto di via Ardeatina che si protraggono da mercoledì. Dai vertici della Fondazione si rimarca, infatti, che anche gli ulteriori incontri, tenutosi negli ultimi due giorni, si sono conclusi senza alcun progresso concreto. Il versamento di 6,4 milioni di euro che l’Assessorato alla Salute della Regione ha annunciato “come anticipo sugli acconti mensili” è un atto dovuto, non rientra negli accordi verbalizzati il 7 aprile e il 25 maggio scorso e, se arriverà in tempo, riuscirà a coprire – viene sottolineato ancora una volta – solo il 60% dei costi sopportati dalla Fondazione per erogare le sue prestazioni in convenzione. Così il disavanzo di bilancio dell’Istituto e il pregresso dovuto dalla Regione aumenteranno ancora di più. E’ invece scomparso nel nulla il versamento 4,2 milioni di europrevisto negli impegni precedentemente sottoscritti. Si fa inoltre notare che per l’ennesima volta viene annunciato un “tavolo permanente per analizzare i problemi relativi alla configurazione della struttura, alle modalità di remunerazione e analizzare il contenzioso in essere”. In definitiva, per i vertici dell’Istituto si tratta di un gioco delle tre carte. Aggravato dal mancato pagamento da parte della Regione di oltre 6 milioni di euro dovuti alla Santa Lucia a seguito di due decreti ingiuntivi del Tribunale Civile, definitivamente esecutivi. “Se non fossimo in una situazione drammatica – commenta il Direttore Generale della Fondazione, Luigi Amadio – verrebbe da sorridere al nuovo annuncio dell’Assessorato alla Salute che classifica l’impegno di ieri come l’azione più concreta che la Regione abbia fatto negli ultimi cinque anni verso la Santa Lucia. E’ ormai inaccettabile questo permanente gioco di menzogne, rinvii e contraddizioni della Presidenza e degli uffici regionali. Lo stato di perenne precarietà non è compatibile con il ruolo e il livello di qualità di questo Istituto. La verità è che la Regione non hai mai avuto la reale intenzione di salvare la Fondazione Santa Lucia e vuole soltanto farla morire con una crescente asfissia finanziaria e destrutturandola nelle sue specificità. Evidentemente ciò a qualcuno farebbe comodo”.

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11 marzo 2011 sciopero generale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2011

USB, Slai Cobas e CIB Unicobas, con la condivisione e l’adesione dello Snater, raccogliendo la forte richiesta emersa nelle mobilitazioni e negli scioperi di categoria attuati negli ultimi mesi, proclamano lo sciopero generale per l’intera giornata dell’11 marzo 2011. Nella stessa giornata si svolgerà una manifestazione nazionale a Roma. Lo sciopero è indetto: per difendere l’occupazione e il contratto nazionale e per lo sblocco dei contratti del pubblico impiego; contro la precarietà e la delocalizzazione degli impianti produttivi; contro il tentativo di imporre il modello Marchionne ed estenderlo a tutto il mondo del lavoro; per un reddito certo per tutti, per la difesa dei salari e delle pensioni pubbliche, per la tutela dei beni comuni, il diritto all’abitare ed il controllo delle tariffe; per un fisco più giusto, che faccia pagare le tasse agli evasori e riduca la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti e sulle fasce più deboli della popolazione; per la difesa della scuola, dell’università, della ricerca pubblica, contro la riforma Gelmini e per il diritto al sapere; per la regolarizzazione generalizzata di tutti i migranti e per la rottura netta del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro; per la democrazia sui posti di lavoro ed una legge sulla rappresentanza sindacale, affinché siano i lavoratori e non le aziende a scegliere da chi farsi rappresentare; contro la realizzazione del nuovo Patto sociale tra Governo, Confindustria, Cisl, Uil e Cgil attraverso il quale si vuole favorire e rendere sempre più competitiva l’impresa peggiorando le condizioni ed il salario dei lavoratori. Le Organizzazioni che indicono lo sciopero rivolgono un appello a tutte le organizzazioni sindacali conflittuali ed indipendenti, alle associazioni ed ai movimenti che operano nel sociale, nella scuola e nelle lotte per l’abitare, ai precari, ai migranti, ai disoccupati, ai cassaintegrati, agli studenti, ai pensionati e a tutti i lavoratori pubblici e privati a fare propria questa giornata di lotta per dare un segnale forte di opposizione e dissenso a ciò che sta venendo avanti nel paese, sia in termini economici e sociali, sia rispetto alla ormai evidente mancanza di democrazia che avvolge ogni aspetto della vita del paese. Il servizio trasporti locali della Capitale ha sospeso lo spiopero vedasi p e seguito p

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Università: riforma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

“Facciamo appello a tutti i deputati eletti nel centrodestra, affinchè approvino senza stravolgerne i contenuti, la riforma Gelmini dell’Università appena approdata in Aula alla Camera.” Dichiara Giovanni Donzelli, portavoce nazionale della Giovane Italia. “Nessuno cerchi scuse per affossare la rivoluzione del merito contenuta nel ddl- prosegue Donzelli- Finalmente i professori dovranno dimostrare la propria presenza a lezione e all’orario di ricevimento, i Rettori non avranno più il mandato a vita, i ricercatori non saranno più costretti ad uno stato di precarietà fino alla pensione, finiranno i concorsi truccati e i finanziamenti saranno legati al merito. Molte battaglie storiche degli studenti sono contenute nella riforma. Chi protesta o vota contro, o è offuscato dall’ideologia o difende lo status quo e il sistema feduale dei baroni che ha umiliato e offeso la
nostra Accademia negli ultimi decenni” “Siamo stufi di vedere sedi distaccate inutili, voragini nei bilanci, dipartimenti con interi corridoi con gli stessi cognomi sulle porte, inchieste sui concorsi, professori assenteisti che usano il titolo accademico solo sul biglietto da visita della professione privata, ricercatori capaci precari fino alla pensione perchè non raccomandati, Rettori che considerano l’Università come propria proprietà privata e studenti ruffiani che protestano a comando.” Prosegue Donzelli. “La lobby baronale, trasversale agli scheiramenti in Aula, ha provato e proverà anche oggi a mitigare gli effetti rivoluzionari di questa riforma. Ci auguriamo che nessuno dei Parlamentari eletti nelle file del centrodestra si faccia strumento dell’oligarchia che ha ucciso il merito e inginocchiato le nostre Università” Conclude Donzelli a nome della Giovane Italia, il movimento giovanile del PDL

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Famiglia: tra parole e promesse

Posted by fidest press agency su martedì, 9 novembre 2010

“Giovanardi e Sacconi hanno preso l’abitudine del loro capo-premier::  vendere fumo, parlare d’altro, spararla grossa, per non affrontare i ritardi, le inefficienze,la mancanza di azione che il governo del “fare” ha dimostrato. Il presidente Napolitano richiama tutti a focalizzare maggiore attenzione sulla situazione di grave precarietà  che le famiglie stanno vivendo. La famiglia è¨ il cardine dello sviluppo economico e sociale e per questo abbiamo proposto che si mettessero in campo da subito detrazioni per le spese, sostegno al secondo reddito (che normalmente e quello delle donne), aumento dei servizi. Giovanardi e Sacconi, invece, non hanno nulla da replicare, rilanciano provocazioni dibassa lega e deviano l’attenzione su temi che ancora una volta creano divisioni ideologiche di pancia. Ci dicano perchè nulla, ma proprio nulla, è¨ stato fattoper le famiglie: tradizionali o nuove che siano. La verità è che finita un’era,non solo per tatticismi o strategie di palazzo, ma soprattutto perchè questo governo ha fallito nel fare, non risolve i problemi, non dà  sostanza alle parole». Così Alessia Mosca, deputato del PD, segretario della Commissione lavoro e vicepresidente di trecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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In sede – tempi precari

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

Torino 27 ottobre alle ore 11.30 nel Centro per l’impiego  di via Bologna 153, sarà presentata alla stampa la sede. Tempi precari, manifestazione che invita gli artisti emergenti più interessanti a trasformare contesti pubblici in spazi espositivi inusuali.  La rassegna, che quest’anno coinvolgerà quaranta giovani artisti, sviluppa il tema della precarietà scelto dai curatori come opportunità di approfondimento – anche dal punto di vista artistico – di una condizione di mutamento che è alla base della ricerca dei nuovi fenomeni espressivi.    All’incontro interverranno: Michele Coppola Assessore alla cultura e alle politiche giovanili della Regione Piemonte Ugo Perone Assessore alla cultura e al turismo della Provincia di Torino Fiorenzo Alfieri Assessore alla cultura della Città di Torino  Marta Levi Assessore alle politiche per i giovani della Città di Torino Elisa Lenhard e Francesco Poli curatori della mostra  L’iniziativa è organizzata per la prima volta insieme da Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino, con la partecipazione di Finpiemonte. Rientra nell’ambito di Contemporaryart Torino Piemonte e di Torino 2010 Capitale Europea dei Giovani.

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Contro la precarietà che fa scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

Roma, 25 settembre Centro congressi Cavour, via Cavour 50/A – ore 10.00. I servizi educativi all’infanzia rappresentano l’anello più importante e insieme più fragile del sistema scolastico. In questi anni sono stati oggetto di una politica governativa fatta di tagli sul personale e sui servizi ai cittadini, che ha di fatto istituzionalizzato la condizione di precarietà del lavoro e ridotto ai minimi termini la qualità dei servizi alla persona e della vita di ognuno.  Per questo le insegnanti e le educatrici comunali, organizzate con RdB-USB P.I., parteciperanno all’Assemblea nazionale di tutti i lavoratori precari della Scuola, dell’Università e della Ricerca, indetta da USB il prossimo 25 settembre a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, via Cavour 50/A, dalle ore 10.00. Le insegnanti e le educatrici comunali si uniscono ai precari della scuola statale nel contestare il progetto di smantellamento di tutta la Scuola pubblica e denunciano come l’amministrazione capitolina stia seguendo la stessa linea del governo, aprendo le braccia alla privatizzazione, dando in concessione ben sette nidi costruiti con soldi pubblici, esternalizzando man mano l’intero servizio di pulizia, di assistenza scolastica e di custodia e tappando i vuoti d’organico con supplenze “spezzatino”.  Le insegnanti e le educatrici comunali saranno dunque presenti all’Assemblea nazionale in quanto parte integrante del settore educativo, per chiedere che i governi, locali e nazionali, dimostrino vera attenzione fornendo un elemento indispensabile al funzionamento delle scuole dei servizi educativi, ossia personale con contratto a tempo indeterminato.

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Lotta alla precarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Mag 2010

La salvaguardia dei diritti dei lavoratori e il contrasto a tutte le forme di lavoro precario sono, da sempre, tra i primari principi ispiratori dell’azione della FALCRI. Per questo motivo la FALCRI esprime profonda preoccupazione in merito alle notizie sulle modifiche legislative che potrebbero essere introdotte con il decreto collegato al lavoro.  In particolare, l’introduzione dell’obbligo di esprimere, formalmente e una tantum, la scelta dell’arbitrato in luogo del ricorso al Tribunale del Lavoro rappresenta, per la FALCRI, una grave limitazione dei diritti dei lavoratori.   In caso di controversia inerente il rapporto di  lavoro, il singolo lavoratore deve poter difatti esercitare liberamente la facoltà di rivolgersi al giudice senza condizionamento alcuno, così come potrebbe invece avvenire con l’approvazione definitiva del ddl.   Addirittura, poi, il ripristino del licenziamento orale – già vietato nel 1966 – rappresenterebbe esclusivamente un ulteriore strumento che va nella direzione di aumentare la precarietà ed indebolire le tutele del Lavoro.  La FALCRI, alla luce anche delle osservazioni rivolte dal presidente della Repubblica in relazione alla prima stesura del collegato al lavoro, lotterà con forza – quindi – affinché non vengano approvate norme di Legge penalizzanti per le lavoratrici ed i lavoratori e, in tal senso, riafferma tutto il proprio impegno all’interno del settore creditizio, finanziario e della riscossione tributi.

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Borse di studio Falcri per i precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

In occasione del 60° anniversario di vita, la Falcri Intesa Sanpaolo  ha deciso di assegnare 3 borse di studio (una di € 1.000 e due di € 500) a favore dei colleghi in servizio con contratto a tempo determinato e di apprendistato professionalizzante presso Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Group Service.  L’elaborato avrà per tema “come migliorare il CCNL di prossima scadenza sugli aspetti riguardanti la precarietà del lavoro”.  Una delle motivazioni che ha spinto il sindacato a percorrere questa interessante e meritoria iniziativa è la volontà di coinvolgere sempre più attivamente i giovani lavoratori alla vita sindacale con l’obiettivo di mantenere vivo un diritto fondamentale per la vita civile di un Paese.  Le modalità  di partecipazione sono contenute nel Regolamento pubblicato sul sito della Falcri (www.falcri.it).  Gli assegnatari saranno premiati nel corso della cerimonia celebrativa del 60° anniversario della FALCRI Intesa Sanpaolo il prossimo 3 maggio 2010 nel Centro Congressi della Fondazione Cariplo in Via Romagnosi n. 8 a Milano, e saranno invitati alla Tavola Rotonda che si terrá il giorno successivo 4 maggio 2010 a Stresa, per presentare il proprio lavoro.  L’iniziativa rientra nell’articolata serie di progetti ed eventi che la FALCRI-Confsal ha in atto per il 2010 con l’intento di far partecipare sempre più attivamente i “Giovani Lavoratori” alla vita sindacale, appropriandosi così di un diritto-opportunitá che deve restare appannaggio delle Lavoratrici e dei Lavoratori ed, anzi, crescere sempre più.

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Disegno di Legge sul Lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2010

“Nel silenzio più assordante si sta compiendo un vero e proprio crimine ai danni dei lavoratori, emerge la vera sostanza di questo governo, riaffermare il primato dell’interesse di impresa su quello del lavoro” Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale RdB, bolla senza attenuanti i contenuti del disegno delega sulle materie del lavoro passato ieri alla Camera e ora in discussione al Senato.  “Basta un sindacato, o un Ente bilaterale compiacente ed il gioco è fatto, si può derogare dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, far sottoscrivere al lavoratore un atto di resa incondizionata all’azienda che l’assume con cui si rinuncia a prescindere alla tutela legale in caso di licenziamento, si riabilitano e si fanno rivivere le forme più odiose di precarietà come lo Staff Leasing e molte altre norme dicono chiaramente che si sta tentando di far tornare indietro di decenni la legislazione a tutela dei lavoratori che, nel proprio rapporto con i datori di lavoro, sono inevitabilmente la parte più debole e soccombente senza una legislazione di sostegno che è proprio quella che il disegno di legge votato ieri vuole stravolgere sino ad eliminarla”.  “Ovviamente non staremo a guardare, sin da ora proclamiamo lo stato di agitazione e la mobilitazione generale, spiegheremo nelle Assemblee il contenuto di questo odioso disegno di legge e ci mobiliteremo sotto il Senato durante la discussione e, se necessario, arriveremo anche a forme di lotta vere e proprie per impedirne l’approvazione” conclude Leonardi.

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I disagi causati dallo stress

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2009

Senso di precarietà e ansia da prestazione sono le due costanti del lavoro oggi in Italia, un Paese dove la vita —nelle grandi città come Roma o Milano— richiede performance sempre maggiori, determinando disagi che portano sempre più spesso le persone a ricorrere a farmaci antidepressivi o —al contrario— psicolettici che nell’ultimo anno hanno registrato una crescita del 12%. E un dato ancora più allarmante è l’incremento del ricorso ai farmaci anche senza prescrizione medica: un fatto preoccupante che —secondo gli ultimi dati elaborati dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche— colloca l’Italia al quarto posto su 35 Stati europei. L’Accademia Internazionale “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche (www.ipnosibenemeglio.com) lancia ora l’allarme su questa «cultura dello stress» dilagante nel nostro Paese, frutto di una rincorsa esasperata verso la logica della produttività e del profitto, e si propone di ristabilire una dimensione più umana della persona. «L’intervento farmacologico deve essere evitato quando è possibile ricorrere ad altri metodi» sottolinea Stefano Benemeglio che dopo anni di ricerca sul campo per vincere lo stress propone un metodo —quello dell’«ipnosi dinamica»— basato sulla decodifica automatica di atti comunicativi non verbali privi di significato razionale —quali il segno, il gesto ed altri— ma carichi di significati analogici, cioè emotivi. Il metodo ideato da Stefano Benemeglio si rivela efficace nell’80% dei casi e sta riscontrando un enorme successo nelle Città dove le persone sono maggiormente sottoposte a stress, quali Roma e Milano. A ricorrere all’ipnosi sono infatti circa 300 mila romani e 140 mila milanesi. Di questi i 3/4 hanno sperimentato altri metodi e si sono poi rivolti all’ipnosi, mentre 1/4 di loro si è rivolto direttamente all’ipnosi senza passare attraverso altri metodi.

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Carovana metropolitana contro la precarietà

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2009

Roma “Martedì 23 giugno USI RdB Ricerca dimostrerà che i precari sono tanti e svolgono da anni funzioni strutturali ed essenziali per gli Enti e per il Paese”, annuncia Gabriele Buttinelli della Segreteria Nazionale USI RdB Ricerca. “Lo faremo con Cerca la ricerca, una carovana metropolitana che toccherà tutte le sedi dei principali Enti di Ricerca presenti a Roma. Durante ciascuna tappa saremo raggiunti dai lavoratori precari ed ex precari, che racconteranno le loro storie professionali e denunceranno le loro condizioni di vita e di lavoro”. “Solo la furia negazionista di questo governo, finalizzata allo smantellamento della ricerca pubblica, può far sostenere che non ci sono precari negli Enti di Ricerca – prosegue Buttinelli – come solo un vizio ideologico e strumentale può far dire che la flessibilità è insita nelle funzioni dei lavoratori di questo settore, più volte definiti capitani di ventura. In realtà i provvedimenti messi in campo dal governo tendono solo a cancellare i precari, nella loro dignità e nei loro diritti, ma a lasciare intatta la precarietà. Ci sono infatti enti in cui lavoratori precari vengono mandati a casa per essere sostituiti da altri precari, oppure per cancellare definitivamente le funzioni da loro svolte. In ogni caso ormai la gestione del personale assume connotati da caporalato”. “Solo le mobilitazioni dell’ultimo anno hanno bloccato le iniziative più pesanti del Ministro Brunetta – aggiunge il sindacalista – ma la conservazione dell’esistente non è più sostenibile. Chiediamo provvedimenti che estendano a tutti i precari il diritto alla stabilizzazione; chiediamo risorse che diano prospettiva ai lavoratori e alla ricerca; vogliamo assunzioni a tempo indeterminato, non precariato eterno. Per questo USI RdB Ricerca aderisce allo sciopero generale del Pubblico Impiego indetto dal Patto di Base per il 3 luglio, e costruirà una mobilitazione continua nell’autunno prossimo”, conclude Buttinelli.

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Chiusura anticipata asili a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 giugno 2009

Ancora proteste dei sindacati di base RdB-Cub per la chiusura anticipata di un’ora degli asili nido comunali, dovuta all’introduzione di una terza fascia oraria nelle nuove regole presentate dall’assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio. In merito all’assemblea di protesta contro le nuove disposizioni, indetta stamani dai sindacati di base sotto la sede dell’assessorato alla Scuola, interviene il vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà: “L’Italia dei Diritti sostiene le iniziative dei sindacati per difendere i diritti negati ai lavoratori degli asili nido, in condizioni spaventose di precarietà, e a quelli che, a causa dei tagli di organico derivanti dalla chiusura anticipata degli asili, perderanno il posto di lavoro. Questa amministrazione irresponsabile, guidata dal sindaco Alemanno – sottolinea Soldà – chiudendo un’ora prima le strutture dell’infanzia creerà disagi ai genitori i quali non sapranno dove lasciare i propri figli durante l’orario di lavoro. Alla luce di questo, l’assessore Marsilio dica chiaramente che l’introduzione della terza fascia oraria e del maestro unico sono solo un modo per nascondere i tagli. Quanto architettato dalla giunta di destra – ironizza il vicepresidente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – è davvero un impegno per le famiglie romane”.

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Gravidanza: donne sempre più sole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 Mag 2009

Ginecologi e ostetriche devono fare più gioco di squadra per non lasciare le donne sole davanti a gravidanza e parto. E’ questo il senso dell’appello lanciato dal prof. Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) in occasione  della Giornata nazionale delle ostetriche. “Come dimostrano studi recenti – spiega il prof. Vittori – le donne si sentono sempre più sole davanti a gravidanza e parto: precarietà e mobilità del lavoro le allontanano dalle famiglie, da nonne e mamme. Si viene così inevitabilmente a perdere quel prezioso patrimonio di conoscenze e assistenza relativo a questa fase fondamentale della vita femminile. Per questo è necessario sempre più un team affiatato e organico di ginecologi e ostetriche. Mai come in questi tempi – prosegue Vittori – è necessario considerare l’assistenza durante la gravidanza, il parto e in ambulatorio come la preparazione di un’équipe caratterizzata dall’avere obiettivi comuni, l’assistenza della donna e del feto/neonato, imparando fin dalla formazione a rispettare e a integrare le rispettive competenze. Inoltre è importante ricordare – prosegue Vittori – che se l’obiettivo condiviso è quello di demedicalizzare il parto, e quindi il ruolo dell’ostetrica è fondamentale, nel caso la gravidanza o la nascita siano patologici, la collaborazione tra ginecologo e ostetrica richiede un’ancora maggiore integrazione e soprattutto la logica di squadra”.

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Precari ricerca: Brunetta fa lo scaricabarile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

“Addossare al governo Prodi la colpa del precariato negli Enti di Ricerca è un inaccettabile scaricabarile da parte del Ministro Brunetta, tanto più in un momento di crisi acuta come questo che stiamo attraversando. E comunque non nega la realtà dei fatti, che rimane grave e per la quale è urgente trovare soluzioni”, così Cristiano Fiorentini, della Direzione Nazionale di RdB/CUB Pubblico Impiego, a commento delle dichiarazioni di Brunetta in risposta ad un articolo apparso ieri su La Repubblica.“È vero che le norme sul precariato volute da Nicolais erano insufficienti ed escludevano dai processi di stabilizzazione migliaia di lavoratori precari, ma proprio per questo andavano estese fino a riguardare tutto quell’esercito di precari che da anni manda avanti la ricerca pubblica italiana. Invece – continua il dirigente sindacale – Brunetta non solo non è intervenuto in questo senso, ma ha interpretato in maniera restrittiva le leggi vigenti, con un emendamento ad un disegno di legge che blocca le stabilizzazioni al 30 giugno ed inserendo norme nella legge 133 che rischiano di espellere dagli enti un gran numero di lavoratori che fanno ricerca o che sono di supporto ad essa. D’altronde lo stesso Ministro ha definito i ricercatori capitani di ventura – sottolinea Fiorentini – facendo capire molto chiaramente che cosa pensa della ricerca pubblica e quale destino intende riservare ai lavoratori precari della ricerca”. Conclude il dirigente RdB-CUB: “Dopo il nostro lancio dell’autodenuncia dei precari, molti Enti sono stati costretti a dire la verità sui numeri e ci sono già in piedi diverse vertenze. Ma non mancheranno i momenti di mobilitazione generale, perché è necessaria un’inversione di tendenza della politica di questo Paese sulla Ricerca Pubblica e sul Lavoro. Il 23 aprile i precari della ricerca saranno in piazza in occasione dello sciopero generale indetto dal Patto di Base (CUB, Cobas, SDL) e stiamo pensando ad un appuntamento a maggio specifico per i lavoratori precari”.

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