Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

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Disabilità e barriere architettoniche

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2012

Ha fatto discutere, e non poco la sentenza del Tribunale di Roma che ha condannato l’amministrazione capitolina al pagamento di cinquemila euro di danni non patrimoniali nei confronti di un cittadino costretto sulla sedia a rotelle e l’ha obbligata all’eliminazione delle barriere architettoniche con la messa a norma dei marciapiedi alle fermate del bus nel centro di Roma entro un anno.
La decisione rubricata con numero 4929/12 e pubblicata l’8 marzo scorso ha riconosciuto la condotta discriminatoria ai danni di un disabile, dirigente di un’associazione che tutela le persone con seri problemi di salute e mobilità. Con la legge 67/2006, infatti, è stata introdotta un’azione ad hoc contro le discriminazioni a disposizione del portatore di handicap, che per tali ragioni non risulta titolare di un mero interesse alla corretta azione amministrativa da parte degli enti. A nulla è valsa, quindi, l’eccezione del comune che aveva contestato la giurisdizione del giudice ordinario in favore di quella dei magistrati amministrativi e la legittimazione dell’associazione. A tal proposito, corrobora l’assunto preso dal tribunale in materia di giurisdizione del giudice ordinario, l’articolo 44 della d.lgs 286/98 che disciplina l’azione civile contro le discriminazioni a danno degli immigrati. Secondo il giudicante l’ordinamento è, infatti, portatore di uno strumento per reagire agli ingiusti svantaggi che è costretto a patire al portatore di handicap e la delega all’associazione ha assoluta validità ai fini della legittimazione attiva in giudizio.
È pacifico, che le barriere architettoniche alla fermata dell’autobus rappresentino un serio ostacolo per chi è costretto sulla carrozzella se mancano delle apposite pedane sui marciapiedi.
Nella fattispecie, poi, l’amministrazione, non nega che il problema esista. Per tali ragioni la discriminazione del disabile rispetto agli altri utenti del trasporto pubblico locale è pressoché palese. Clamorosa e soddisfacente per tutta la cittadinanza è la condanna che riesce ad ottenere il “coraggioso” attore nei confronti dell’amministrazione dell’Urbe che dovrà realizzare nel ragionevole tempo di un anno, un piano di messa a norma su tutte le linee di trasporto utilizzate abitualmente dal cittadino. A ciò è conseguito anche il risarcimento del danno non patrimoniale che va a compensare il fatto oggettivo di aver subito limitazioni alla libertà di circolazione più che il danno morale soggettivo, che pure in astratto non sarebbe da escludere.
Inoltre, la sentenza dovrà essere pubblicata su di un quotidiano della Capitale a cura del Comune, che è stato condannato anche alle spese di giudizio.
Alla luce di tale importante precedente, Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, fa sapere che l’associazione è pronta ad avviare azioni su tutto il territorio nazionale contro questo tipo di discriminazioni al fine di tentare un ambizioso piano di eliminazione di tali odiose barriere architettoniche a partire dalle singole realtà comunali.

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Grillo l’uomo qualunque

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2011

Beppe Grillo, promotore di un forum di discussione e della nascita di un vero e proprio movimento politico nazionale, il Movimento cinque stelle, incomincia a preoccupare il mondo politico. La ragione sta nel fatto che la sua lista è riuscita a raccogliere, percentualente, i numeri sufficienti per disturbare gli equilibri politici soprattutto nei confronti del Pd che si è visto sfuggire il successo elettorale sia in Piemonte sia in Molise. Ciò, ovviamente, ha suscitato l’interesse e il compiacimento di Berlusconi ma non certo di Bersani. Taluni, a questo riguardo, si riallacciano a quello che considerano un precedente nel “Fronte dell’Uomo qualunque”, fondato nel 1944, da Guglielmo Giannini. E da qui fioccano i raffronti a partire dai due ideatori considerati, non a caso, due esperti di comunicazione e di spettacolo: Giannini commediografo e giornalista, Grillo attore comico. E sul tema della comunicazione non vi è dubbio che entrambi mostrano d’essere figli del loro tempo considerando i mezzi a disposizione, le tecnologie utilizzabili e l’uso che ne sanno fare. E il messaggio non è da meno. Nel 1944 si sta per uscire da una guerra “militare e civile” dove l’idea partito si scontra con i danni che ha provocato. Oggi la stessa idea partito esce svilita dagli usi e gli abusi di un potere che sta creando una conflittualità permanente tra generazioni, categorie sociali, contrasti di genere, demonizzazione delle istituzioni e che minano la stessa unità nazionale e il rapporto con la grande famiglia comunitaria. Allora si parlò di “qualunquismo” più per definirlo una brutta parola e non certo quanto intendeva in effetti esprimere: “una sfiducia nel sistema partitocratico e dallo scarso interesse che la politica mostrava verso i reali problemi della gente”. E dopo tanti anni questo rapporto incompreso tra la gente e la politica “del fare nell’interesse collettivo, nel rispetto della diversità, nella costante ricerca di un’equa ridistribuzione delle risorse” ritorna prepotentemente all’ordine del giorno dell’agenda politica e mostra tutta l’insofferenza di un popolo che è stanco di raggiri e di promesse mancate. E Grillo, come lo è stato Giannini, sanno che l’impresa è difficile perché non si tratta solo di raccogliere consensi ma di trasformarli in un’arma “dirompente” e che nel frattempo il rischio sta nel farsi “assorbire” dagli altri o dal farsi “triturare” da una “casta” che vive nella logica gattopardesdca del “tutto cambiare per nulla cambiare”. Oggi se Grillo, nella spinta volta alla ricerca di una politica “dal volto umano”, non riesce, da subito, nell’intento di diventare una forza elettoralmente consistente corre il serio rischio di finire come il fronte dell’Uomo qualunque di Giannini. Ed è un vero peccato che ciò accadesse. Perché oggi stiamo molto vicini alla consapevolezza che le buone intenzioni si misurano con i fatti e che i fatti si realizzano insieme e che sarebbe un’occasione irripetibile se riusciamo a coglierla nella sua interezza. Allora Giannini aveva per nemici, tra l’altro, le potenti lobby dei media, oggi Grillo ha per amici la rete che permette alla gente di superare la barriera del consenso pilotato e di ritrovarsi con le proprie idee e la possibilità di confrontarle in libertà. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Accordo pediatri – Regione Sicilia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Maggio 2011

La Regione Sicilia e la Federazione italiana medici pediatri hanno presentato ieri a Catania, nella cornice barocca del Collegio d’Aragona, l’Accordo regionale in Pediatria, una piattaforma professionale e assistenziale che permette, dopo undici anni dal precedente, di ripensare numeri, organizzazione e prestazioni della pediatria siciliana. Nell’accordo – espresso in 23 articoli e punti qualificanti – si recepiscono gli elementi dell’Accordo collettivo nazionale del 2009 e si razionalizza in modo radicalmente nuovo la pediatria sul territorio siciliano come assistenza primaria, integrando con 36 nuovi inserimenti il numero dei pediatri di libera scelta, avviando il Progetto Qualità, potenziando l’associazionismo professionale, istituendo il Libretto Sanitario Pediatrico e sancendo una maggiore qualificazione del “Progetto Salute infanzia” (di cui faranno parte il Bilancio di salute e la Scheda sanitaria pediatrica, pensati per assicurare interventi preventivi sia durante l’età pediatrica, che al momento del passaggio al medico di famiglia). Nel ribadire il ruolo centrale del pediatra di libera scelta, l’accordo siciliano si qualifica come espressione matura di una strategia di prevenzione e di iniziativa, non di difesa. Al suo interno si aggiungono disponibilità orarie e rintracciabilità, puntando ad evitare così l’accesso indiscriminato al pronto soccorso; si avviano inoltre i “presidi di pronto intervento pediatrico” come segnali di maggior presenza medica sul territorio a conferma di una sempre più costante vicinanza ai piccoli pazienti, ai genitori, ai cittadini. In un ottica di governo clinico, nell’accordo – che entra in vigore già dal 1 luglio 2011 – vengono poi definite una serie di prestazioni diagnostiche e vaccinali aggiuntive ed un piano regionale per la Formazione continua in pediatria. Il documento, a cui hanno lavorato per oltre 18 mesi gli uffici regionali e il sindacato dei pediatri, ha visto il coordinamento tecnico di Giuseppe Noto (Regione Sicilia) e Adolfo Porto (Fimp), che hanno presentato l’accordo come una “piattaforma innovativa per la costruzione di un sistema di salute e sanità a misura dei bisogni del cittadino”. Parole condivise da Massimo Russo, Assessore regionale alla salute: “In effetti abbiamo siglato un ottimo accordo con i pediatri. In tre anni di governo regionale, abbiamo cambiato la sanità siciliana, offrendo dopo tanto tempo una visione unitaria e di sistema, con proposte forti e razionali, supportate da risorse chiare e trasparenti. Siamo contenti di ciò che presentiamo oggi ai pediatri e ai cittadini tutti, perché vogliamo dimostrare fortemente di essere finalmente una parte avanzata del sistema Salute-Italia”

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Alemanno e il brevetto Eu

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

«La dura posizione espressa dal ministro Ronchi sulla proposta di brevetto europeo è ineccepibile. Bisogna impedire che nella nuova disciplina si introduca surrettiziamente un trilinguismo di fatto, inglese-francese-tedesco, che rappresenterebbe un pericoloso precedente, costituirebbe un’offesa per un grande Paese come l’Italia, tra i fondatori dell’Unione Europea, e sarebbe un danno per le nostre imprese. Sono sicuro che il governo italiano saprà tutelare l’interesse nazionale e non si piegherà a queste pressioni, arrivando ad esercitare il veto qualora dovesse essere necessario». È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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“Internazionale a Ferrara”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

Ferrara 23 settembre 2010 ore 11.30 presso la Sala Lorenzo Natali della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Interverranno il direttore della Rappresentanza Lucio Battistotti, il direttore di “Internazionale” Giovanni De Mauro, l’assessore alla cultura del Comune di Ferrara Massimo Maisto, il presidente della Provincia di Ferrara Marcella Zappaterra, il presidente dell’Arci Ferrara Paolo Marcolini e il responsabile comunicazione di “Medici Senza Frontiere” Sergio Cecchini.
Dopo il suo “esordio” in occasione dell’edizione precedente, quando partecipò ad alcuni dibattiti, la Rappresentanza in Italia della Commissione europea ha deciso di allargare e consolidare la propria collaborazione, nell’intento di approfondire e rafforzare la dimensione europea della manifestazione. Il confronto sui temi di attualità globale sarà così arricchito dal dibattito sullo stato attuale dell’Unione europea e sulle sfide che attendono i cittadini. E si rivolge proprio ai cittadini, oltre che agli addetti ai lavori, una nuova iniziativa che rappresenta l’assoluta novità dell’edizione 2010. Si tratta dell’Angolo europeo: un apposito spazio, a cura della Rappresentanza in Italia della Commissione, in cui saranno presentati tutti gli strumenti che l’Unione europea mette a disposizione di chiunque, cittadini e giornalisti, nel pieno rispetto della libertà di espressione e dell’etica professionale.

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Assalto israeliano, c’è un precedente

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2010

Credo che il tragico, inammissibile assalto, in acque internazionali, delle forze speciali israeliane contro la nave della solidarietà che portava viveri e medicine alla popolazione assediata di Gaza, sia un altro punto all’attivo dell’attuale governo di Netanyahu per giungere… al completo isolamento d’Israele in M.O. e nel mondo. Tuttavia, non è un commento che qui vorrei fare, piuttosto ricordare una precedente, analoga iniziativa organizzata, ai primi di febbraio del 1988, dall’Olp di Yasser Arafat e sostenuta da un vastissimo schieramento internazionale di forze politiche, culturali, sindacali e associazioni pacifiste: “la nave dei ritorno” dei palestinesi esiliati che doveva partire dal Pireo con destinazione il porto israeliano di Haifa. Per una serie di oscure e drammatiche circostanze, quella nave, alla fine, non partì né dal Pireo né dal porto di Limassol (Cipro) e così fu evitata una tragedia forse più grave di quella attuale. Ad Atene erano convenute circa 1500 persone, la gran parte vecchi rifugiati palestinesi e famiglie cacciati dalle loro case dopo la prima guerra arabo-israeliana del 1948 e dispersi nei campi profughi di Giordania, Siria, Libano ed Egitto.  Ad accompagnarli in questa pericolosa missione, che il governo di Shamir considerava “una compagnia di assassini” da bloccare con ogni mezzo, c’erano centinaia di rappresentanti di partiti, sindacati, giornalisti, di associazioni umanitarie e pacifiste di molti paesi in gran parte europei e occidentali.
La delegazione italiana era composta: dal sottoscritto (per il PCI), da Raniero La Valle (per Sin. Indipendente), La Chiara (per PSI), Nordio (Acli), Ferrucci (Ass. giuristi democratici). Vi erano anche diversi giornalisti fra i quali ricordo: F. Isman, (Messaggero) L. Tersini (Tg3), I. Gagliano (Tg2), G. Berenson (Repubblica) e un giornalista dell’Ansa. Con noi viaggiò anche mons. Hilarion Cappucci, da lungo tempo esiliato a Roma per imposizione del governo d’Israele al Vaticano, che- come altri profughi palestinesi- desiderava ritornare nella sua terra.  Ci era stato assicurato che la nave (noleggiata dall’armatore Vassiliké) era pronta a salpare l’indomani (il 10 febbraio). Giunti in hotel, non disfacemmo le valigie per tenerci pronti per l’imbarco. Invece, nessuno ci convocò per la partenza. L’attesa cresceva e si propagava, tramite i media, nell’opinione pubblica internazionale. Alla fine Abu Sharif, il portavoce dell’Olp, annunciò che la “nave del ritorno”, ancorata nel porto di Limassol, era stata fatta saltare in aria dagli israeliani qualche ora prima. La nave non era stata noleggiata, ma addirittura acquistata dall’Olp con l’aiuto dei sauditi. Fu a questo punto che ci convincemmo che la missione era decorosamente fallita e decidemmo di prendere il primo aereo per Roma. (on. Agostino Spataro in sintesi)

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Gioco di Previsione sulle prossime Elezioni Regionali

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2010

E’ stato organizzato per la prima volta in Italia da parte di un’Università, e in particolare dal Laboratorio di Economia Sperimentale con il supporto della “Gazzetta di Parma”. Al terzo round del Gioco di Previsione, riservato al personale e agli studenti dell’Università degli Studi di Parma, hanno partecipato 787 persone, un numero molto più elevato delle aspettative degli organizzatori e che è rimasto costante nel corso dei mesi.  Anche per questo terzo round si conferma la vittoria della coalizione di centro sinistra, prevista dal 94,33% dei partecipanti, percentuale praticamente identica al 94,04% della proiezione precedente. Rimangono quasi invariate, rispetto al round precedente, anche le percentuali attribuite dal campione testato alle due coalizioni principali: per il centro sinistra il 56,57% rispetto al 56,43%, mentre per il centro destra il 39,07% rispetto al 39,50%.  Il Gioco di Previsione elettorale, che ha ovviamente anche una valenza di carattere scientifico e di valutazione dei limiti di applicabilità della metodologia proposta, è stato ideato dal Laboratorio di Economia Sperimentale prendendo spunto da quanto avviene in alcune Università straniere. Già da qualche anno infatti sono state sviluppate procedure sperimentali per aggregare informazioni e fornire previsioni, con numerose applicazioni in diversi campi: una di queste, messa a punto dalla University of Iowa (USA), riguarda appunto le previsioni elettorali (http://www.biz.uiowa.edu/iem/index.cfm ). Nella settimana successiva alle elezioni verrà stilata la classifica finale dei giocatori che avranno elaborato le previsioni più corrette sull’esito elettorale; vinceranno i premi in palio i primi 10 giocatori che si saranno avvicinati maggiormente all’esito effettivo delle elezioni, cioè i giocatori che avranno stimato le percentuali di voto più corrette rispetto al risultato reale, considerando tutti e tre i round giocati. I primi tre classificati vinceranno un Kindle, mentre i giocatori classificati dal 4° al 10° posto vinceranno un buono spesa, ciascuno del valore di 150 Euro, da utilizzare nei punti vendita del Centro Torri o Euro Torri di Parma.  Per saperne di più è possibile consultare il sito ufficiale del Gioco

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Vendita del parco Dentice di Frasso

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2010

La direzione provinciale della Giovane Italia si associa all’iniziativa intrapresa dalla Giovane Italia Carovigno per impedire la vendita del parco Dentice di Frasso voluta dalla giunta regionale. I coordinatori provinciali, Paride Margheriti e Luca De Netto, elogiano l’iniziativa intrapresa dai giovani carovignesi.  Il dirigente provinciale della Giovane Italia, Marco Spagnolo aggiunge che: “Tale tentativo di scempio culturale e storico va impedito in tutti i modi possibili ed è giusto che la protesta dei cittadini carovignesi diventi una protesta di tutta la provincia. Alle migliaia di firme raccolte a Carovigno affiancheremo un contributo dagli altri comuni, così anche da creare un precedente ed impedire alla regione di mettere in vendita altri pezzi della nostra storia e tradizione.”  Intanto Luca Ammendola – dirigente Provinciale Giovane Italia e Presidente di Azione Universitaria Brindisi fa sapere che a partire dalla prossima settimana saranno allestiti banchetti per la raccolta di firme da inviare alla regione Puglia dichiarando il proprio dissenso dalla politica del “fare cassa” adottata dalla giunta Vendola.

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Istituzione Museo della Polizia Municipale

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Roma Campidoglio. “La Commissione Sicurezza ha accolto favorevolmente la proposta della costituzione del primo Museo della Polizia Municipale, in seguito alla presentazione del progetto da parte dell’A.R.V.U.C. (Associazione Romana Polizia Municipale in Congedo) all’Amministrazione capitolina, considerato il ruolo fondamentale ed ultracentenario che il Corpo della Polizia Municipale ha svolto a Roma, tutelando e proteggendo i cittadini romani” lo dichiara Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma, al termine della riunione della Commissione che ha deciso all’unanimità di sottoporre all’attenzione del sindaco di Roma Gianni Alemanno il progetto da approvare in Giunta. “Preso atto che le attività svolte quotidianamente dai vigili urbani rivestono un valore, oltre che di tutela dell’ordine pubblico, anche di carattere sociale e culturale di memoria per gli anziani e di informazione e cultura per tutti le giovani future leve, – prosegue Santori – l’istituzione di un Museo della Polizia Municipale, sulla scia di analoghe iniziative da parte delle forze dell’ordine, si inserisce in quel processo di creazione di una più profonda conoscenza della storia e delle attribuzioni del Corpo dei Vigili Urbani contribuendo a sviluppare il legame del Corpo stesso con il territorio romano ed i suoi abitanti”. “Auspichiamo quindi che il progetto, che non comporterà alcun impegno finanziario, venga approvato in Giunta dal sindaco di Roma Gianni Alemanno considerato che il Museo rappresenterà un importante polo di educazione civica e della legalità per tutti i cittadini romani, soprattutto giovani e bambini, che potranno usufruire degli spazi multimediali dedicati specificatamente alla didattica e inoltre il nuovo nucleo museale  sarà un luogo dove si potranno ammirare, a scopo espositivo, automezzi e motocicli dismessi, suppellettili da ufficio, antiche divise e collezioni di copricapo storici” conclude Fabrizio Santori.

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Editoria: Vulnus

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2009

Di Riccardo Alfonso,  Edizioni Fidest, pag. 218. Credete alla reincarnazione? Potete immaginare una storia che non abbia il sapore del fantastico impersonando la figura di un uomo che vive nell’anno tremila dopo Cristo e ricorda nei suoi sogni tormentati una sua precedente vita nel XX secolo? E’ Vulnus una ferita che è della nostra anima, di un passato che ritorna e ci inquieta. Ma è anche una diagnosi cruda e realistica di ciò che è rimasto della Terra dopo che la barbarie ha avuto il sopravvento. Armi di distruzione di massa hanno ridotto la popolazione mondiale a 300-400 milioni di esseri. Ma essi non vogliono più crescere e prolificare. Sono gli esseri umani generati dopo la follia dei loro antenati e sembrano aver appresa la lezione. Come vivono? Come hanno risolto i vari rapporti esistenziali tra di loro e le istituzioni? L’autore si sofferma su ciò che di nuovo vi appare e, se vogliamo, le sue rappresentazioni potrebbero essere già un buon inizio per risolvere i nostri problemi….. se arrivassimo prima della soluzione finale. Forse, se ci riuscissimo, potremmo modificare il destino che attende la nostra generazione e le conseguenze più immediate che potrebbero ricadere su quelle future, per almeno un mezzo millennio. E’ una lettura affascinante che incuriosisce ed avvince per le novità che sono introdotte con stile incalzante dall’autore.

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Le pietre miliari della storia

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2009

Non è infrequente che si è portati a definire i processi storici per date precostituite partendo dall’idea che il tempo anagrafico della fine di un secolo sia automaticamente collegabile ad una svolta storica ben definita. Non è così, ovviamente. Siamo, ad esempio, entrati nel XX secolo solo nel 1918 con i problemi nuovi e vecchi che sono andati al pettine come altrettanti nodi ed ancora siamo entrati in un’era diversa dalla precedente per due ordini di motivi: la divisione bipolare nata a Yalta e le due bombe atomiche deflagrate ad Hiroshima e Nagasaki. Ed ancora nel 1989 abbiamo recitato il de profundis alle ideologie crollate contemporaneamente al muro di Berlino. Svolte ed ancora svolte che si sono maturate, ma altre che sono state accettate con ritardo o parzialmente, e alla fine hanno influito in modo diverso nella storia dell’umanità. Pensiamo al nostro modo nuovo d’intendere il ruolo dei partiti ed ancor più quello della politica intesa prima come ascolto, dialogo, meditazione ed ora in dosi sempre più massicce di efficientismo, di decisionismo e di esaltazione della figura del capo. Significati per lo più affini alla cultura d’impresa in senso capitalistico. Su questa lunghezza d’onda ci dobbiamo chiedere, guardando i partiti di casa nostra, cosa è mutato da ieri ad oggi e se l’adeguamento ai tempi nuovi degli uni e la stazionarietà degli altri non abbia finito con l’influire sui risultati elettorali che si sono susseguiti dagli anni novanta ad oggi. Ed ancora dovremmo chiederci se questa ricerca di equlibri politici più avanzati non fosse già in pectore nel 1974 allorché l’allora segretario del partito Socialista De Martino sull’Avanti aveva annunciato la scelta strategica del suo partito. In altri termini il partito socialista condizionava la sua partecipazione a governi di coalizione all’obiettivo politico di essere al tempo stesso garanti delle istituzioni di democrazia liberale ma di non voler governare senza il coinvolgimento del  Partito comunista, ovvero a quella conventio ad escludendum  che aveva caratterizzato tutta la storia politica dell’Italia repubblicana sino ad allora e nel “buon governo” della Dc e dei suoi alleati.  E’, a nostro avviso, il nesso che lega la crisi politico-istituzionale, nata dopo la decisione socialista, con le vicende politico-giudiziarie di “mani pulite”, la caduta del muro di Berlino e tutti gli effetti domino che sono derivati nelle più svariate parti del mondo.

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