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Posts Tagged ‘pregiudizi’

La ricerca non ha limiti se sgomberiamo la mente dai pregiudizi

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2020

L’umiltà si è smarrita anche nell’approccio nella conoscenza nel campo delle ricerche parapsicologiche. Questi studi, che hanno origini lontane, restano d’attualità e presagiscono e anticipano svolte successive dell’interpretazione parapsicologica. Direi che sono anche indubbiamente anticipatori di posizioni della più avanzata contemporanea antropologia culturale. Sono la conseguenza di una meditata ricerca nell’ambito di quella sfera di eventi che escono dall’abituale normalità della nostra cultura per entrare in un’altra normalità, ma di altri livelli.
Sono quelli che le discipline scientifiche contemporanee, come la recente fisica e la psicologia del profondo hanno dimostrato esistere al di là dello spazio e del tempo.
Vi sono quindi multilivelli di normalità che vanno tenuti parimenti in considerazione e rispettati per ciò che sono e rappresentano anche se la parapsicologia può essere considerata a pieno titolo una scienza di “confine”, ma non per questo va ghettizzata. Da essa partono continue indicazioni, lo si voglia o no, e che rimandano ad “altro” e questo altro si ciba, checché si dica, delle sue verità.
Non dimentichiamo che noi restiamo sempre alla ricerca di una risposta ai nostri interrogativi morali ed esistenziali e indagare sui possibili sbocchi fa parte della nostra natura, a prescindere. La scienza, del resto, ci ha già condotto per mano tra gli infiniti spazi del creato e del microcosmo e dove la stessa mente umana non avrebbe potuto nemmeno concepirlo un secolo prima. Esistono, infatti, delle certezze matematiche dalle quali non si può astrarre. E’ il caso degli iperspazi. Essi costituiscono una delle teorie più elevate ed astratte della matematica tanto che al loro apparire furono considerate come semplice fantascienza. Tuttavia, per evitare equivoci, va anche ricordato che la scienza non è in grado di affrontare la totalità del pensiero ma solo delle astrazioni di essa.
Ma in ogni caso tutte le volte che modifica le sue frontiere deve, nello stesso tempo, revisionare i suoi principi e, così facendo, tutto il pensiero dell’uomo nel suo insieme è sottoposto a profonde rettifiche.
Ma solo in tale misura le conoscenze si scambiano utili informazioni e si evolvono pur nel rispetto delle singole autonomie. In questa fattispecie il mondo scientifico deve essere considerato come un sistema in perenne evoluzione da cui emergono – per Charles Singer – “degli esemplari di valore e precisamente quegli esemplari che furono così risolutamente respinti dai filosofi materialisti della precedente generazione. Per nostra fortuna quel tipo di filosofo che si permetteva di ignorare le grandi conclusioni a cui è arrivata la scienza, sta ora per scomparire.” (Riccardo Alfonso)

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Affidi: esistono pregiudizi ideologici?

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2019

“Fratelli d’Italia non ha mai chiesto di schedare o inserire in una banca dati l’orientamento sessuale dei cittadini, e francamente risultano sorprendenti le affermazioni del ministro della Giustizia Bonafede. Nell’interrogazione che avevo presentato sui terribili fatti di Bibbiano mi sono limitato a chiedere se esista un pregiudizio ideologico a favore di genitori o affidatari gay nell’affidamento dei bambini. E questo perchè dallo scandalo di Bibbiamo emerge che i bambini venissero sottratti senza ragione alle famiglie con lo scopo di affidarli a persone gay, per dimostrare che quello era un luogo migliore della famiglia tradizionale, dove farli crescere. Fratelli d’Italia, invece, ritiene che un bambino abbia diritto a una madre e a un padre, e la legge, come ha ricordato lo stesso ministro, prescrive che i bambini siano affidati a famiglie con figli, dove ci sono un padre e una madre. Perciò, evitiamo di fare confusione e il governo e il ministro Bonafede vigilino sul rispetto delle leggi, verificando se esista un pregiudizio ideologico in riferimento all’inchiesta degli affidamenti di Bibbiano”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, vicepresidente della Commissione Giustizia.

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La ricerca non ha limiti se sgomberiamo la mente dai pregiudizi

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

L’umiltà si è smarrita anche nell’approccio nella conoscenza nel campo delle ricerche parapsicologiche. Questi studi, che hanno origini lontane, restano d’attualità e presagiscono e anticipano svolte successive dell’interpretazione parapsicologica. Direi che sono anche indubbiamente anticipatori di posizioni della più avanzata contemporanea antropologia culturale. Sono la conseguenza di una meditata ricerca nell’ambito di quella sfera di eventi che escono dall’usueta normalità della nostra cultura per entrare in un’altra normalità, ma di altri livelli.
Sono quelli che le discipline scientifiche contemporanee, come la recente fisica e la psicologia del profondo hanno dimostrato esistere al di là dello spazio e del tempo.
Vi sono quindi multilivelli di normalità che vanno tenuti parimenti in considerazione e rispettati per ciò che sono e rappresentano anche se la parapsicologia può essere considerata a pieno titolo una scienza di “confine”, ma non per questo va ghettizzata. Da essa partono continue indicazioni, lo si voglia o no, e che rimandano ad “altro” e questo altro si ciba, checché si dica, delle sue verità.
Non dimentichiamo che noi restiamo sempre alla ricerca di una risposta ai nostri interrogativi morali ed esistenziali e indagare sui possibili sbocchi fa parte della nostra natura, a prescindere. La scienza, del resto, ci ha già condotto per mano tra gli infiniti spazi del creato e del microcosmo e dove la stessa mente umana non avrebbe potuto nemmeno concepirlo un secolo prima. Esistono, infatti, delle certezze matematiche dalle quali non si possono disattendere. E’ il caso degli iperspazi. Essi costituiscono una delle teorie più elevate ed astratte della matematica tanto che al loro apparire furono considerati come semplice fantascienza. Tuttavia, per evitare equivoci, va anche ricordato che la scienza non è in grado di affrontare la totalità del pensiero ma solo delle astrazioni di essa.
Ma in ogni caso tutte le volte che la scienza modifica le sue frontiere deve, nello stesso tempo, revisionare i suoi principi e, così facendo, tutto il pensiero dell’uomo nel suo insieme è sottoposto ad accurate mutazioni.
Ma solo in tale misura le conoscenze si scambiano utili informazioni e si evolvono pur nel rispetto delle singole autonomie. In questa fattispecie il mondo scientifico deve essere considerato come un sistema in perenne evoluzione da cui emergono – per Charles Singer – “degli esemplari di valore e precisamente quegli esemplari che furono così risolutamente respinti dai filosofi materialisti della precedente generazione. Per nostra fortuna quel tipo di filosofo che si permetteva di ignorare le grandi conclusioni a cui è arrivata la scienza, sta ora per scomparire.” (Riccardo Alfonso)

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Vaccinazioni: Distinguere i fatti dai pregiudizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

vaccino bambino

In Italia la poliomielite è praticamente scomparsa. La poliomielite paralizzava 28.500 bambini ogni anno in Europa. Dal 2002 l’Europa è libera dalla poliomielite. Non esistono cure decisive per la poliomielite se non la vaccinazione. Questi i fatti. La soglia minima di copertura vaccinale è del 95%, vale a dire che, per garantire “l’immunità di gregge” è necessario che 95 individui siano vaccinati per garantire i rimanenti 5. In Italia solo alcune Regioni offrono la copertura del 95% per la poliomielite e questo potrebbe mettere a rischio la popolazione a causa della importazione del virus da zone dove la poliomielite è presente (Africa, Asia). Nonostante i risultati ottenuti con le vaccinazioni, permangono i pregiudizi, le dicerie, la superstizione. Non si creda che questi aspetti siano da collocare solo nelle menti degli sprovveduti, considerato che, per esempio, il Comune di Napoli voleva istallare un gigantesco corno sul lungomare partenopeo. Un corno antijella contro la probabile eruzione del Vesuvio. Non sarebbe meglio prevenire, cioè vaccinarsi contro la superstizione? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Islam. 100 e più domande: Un libro che invita a riflettere fuori dai luoghi comuni e dai pregiudizi

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 luglio 2017

Islam 10 domande e più def.inddSilvia Scaranari ha scritto per la Editrice Elledici il prezioso libro Islam. 100 e più domande. Scuola, ospedale, famiglia, oratorio e…Come comportarsi? (pagine 144 – € 6,90).
L’autrice, esperta del mondo islamico, cerca leggere il ruolo dell’islam, delle tradizioni e delle più recenti interpretazioni della religione di Maometto. Punto di partenza è una chiara e puntuale presentazione delle origini, del fondatore, delle vicende e delle norme contenuto nel Corano che hanno portato alla diffusione dell’islam nel mondo.
La Scaranari, presentando il miliardo e 800 milioni di seguaci del “profeta”, parte dall’affermazione che «ci sono tanti islam quanti sono i fedeli islamici». È un paradosso che rende bene l’idea della complessità della religione di Maometto. Non si può, quindi, ingabbiare l’islam ingabbiare in formule preconfezionate per non condannarsi inesorabilmente alla non comprensione. Ecco perché, questo agile volume, presenta i principi religiosi condivisi, deducendone gli aspetti formalmente vietati o leciti.
La fede del popolo musulmano è chiara e sintetica. Si basa sulla dichiarazione: «Non c’è Dio se non il Dio, e Muhammad è il suo Profeta» e sulla certezza che il Corano è la parola di Dio: sono questi i punti essenziali per essere considerato un muslim.
L’islam è una religione con valenza universale e nel tempo, ormai 16 secoli, ha incontrato innumerevoli civiltà, abitudini, legislazioni. Se ha islamizzato tutti, da tutti è stato influenzato, almeno per quanto riguarda gli usi e i costumi.
Non è pensabile riassumere in modo esaustivo il variopinto mondo islamico è impossibile. L’islam, inserito in contesti geografici e sociali diversi, ha acquisito particolarità specifiche ma ha cercato di salvaguardare il contenuto proprio della fede e del dettato coranico.
Ecco perché, per questo libro, si è scelto il metodo della domanda-risposta per presentare i princìpi religiosi condivisi e dedurre gli aspetti che sono formalmente vietati o leciti, lasciando poi valutare, nella situazione specifica, quello che invece è un dato culturale.La scelta di questa formula ha lo scopo di fornire informazioni in modo sintetico, facilitare le relazioni tra cristiani e musulmani nei diversi contesti della vita: dalla scuola, all’oratorio, dall’ospedale alla vita pubblica.
La prima parte del libro presenta i princìpi religiosi condivisi dalle comunità islamiche. La seconda suggerisce i comportamenti da tenere nelle diverse situazioni della vita, per un corretto rapporto di relazioni di dialogo.Sulla base di informazioni sintetiche, ma molto chiare, si entra in un mondo complesso, come quello islamico, con le carte in regola per una corretta relazione e un dialogo basato sul rispetto e la conoscenza di culture e tradizioni molto distanti.È, in definitiva, il libro di cui c’era bisogno per non cadere nei luoghi comuni che quasi sempre allontanano le persone invece di aiutarle a dialogare, confrontarsi, integrarsi, collaborare in una convivenza pacifica. (foto: Islam)

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Internet e populismo: Un legame che va oltre un blog

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

internetInternet è uno strumento senza precedenti di elaborazione e trasmissione di informazioni, conoscenze e approfondimento. Ma è anche uno strumento straordinario di diffusione di ignoranza e pregiudizi. Contrariamente alla piazza pubblica, dove difficilmente ci si può isolare del tutto dalla contaminazione di opinioni diverse dalle proprie, la piazza virtuale ci consente di isolarci acriticamente, selezionando a monte le fonti di informazione e le persone con cui condividerle.
Sono ormai molti gli studi che mettono in evidenza questo paradosso: oggi come mai prima abbiamo la possibilità di connetterci ad un’infinita pluralità di conoscenze, ma la stragande maggioranza utilizza questo strumento per rinchiudersi nelle proprie (in)sicurezze. In altre parole, leggiamo e amplifichiamo solo quelle informazioni che gradiamo, abitiamo solo quelle comunità virtuali a noi affini.
Ecco che grazie ad Internet il lavoro di decine di migliaia di scienziati può essere “confutato” da centinaia di migliaia di “like” apposti ai deliri di un santone o di un blogger. Diritti umani fondamentali come la presunzione di innocenza e il giusto processo sono travolti da gogna e sentenze via mouse basate sul pregiudizio e sulla disinformazione raccolta attraverso la propria comunità omogenea.
Questo utilizzo infantile e settario di Internet è probabilmente alla radice della crisi delle democrazie occidentali, ispirate invece da principi liberali ovvero regole costituzionalizzate che mirano a proteggere proprio il pluralismo, la diversità, la complessità, la conoscenza, e quindi l’individuo in ogni sua manifestazione interiore ed esteriore (razza, sesso, opinione politica, religione, ecc.).
La sola nozione di un movimento politico che si autoproclama come unico portavoce dei cittadini, con l’obiettivo dichiarato di eliminare ogni altra forza politica dal Parlamento o di espellere individui non “conformi” dai confini nazionali (virtuali o fisici), dovrebbe apparire aberrante ed estraneo in una democrazia liberale.
Eppure, non è altro che la naturale manifestazione politica del modo in cui i suoi sostenitori utilizzano Internet, per isolarsi tra consimili piuttosto che per confrontarsi e crescere. Non è un caso che queste forze illiberali e antidemocratiche siano spesso legatissime ad Internet, da cui nascono, crescono e traggono forza. Esse infatti si basano su una propria comunità virtuale omogenea, dove ogni opinione difforme è vilificata e espunta, dove il “dibattito” tra ortodossi e ultraortodossi ha l’unica funzione di rafforzare il pensiero unico, dove bufale e post-verità sono strumenti legittimi ed efficaci di lotta.A sua volta, quel pensiero unico non è capace di alcuna progettualità, concentrandosi unicamente su lotte “contro” piuttosto che “per” qualcosa. La rabbia e l’odio sono catalizzatori fenomenali, immediati, impermeabili a scienza e conoscenza, perché si nutrono di cultura del sospetto e sfiducia nel prossimo. Al contrario, lottare “per” qualcosa implica studiare i fenomeni nella loro realtà e scegliere tra soluzioni complesse e mai perfette, un processo che porterebbe alla disgregazione di una comunità unita più che altro dal disprezzo per l’altro.
Come se ne esce? Di certo, non emanando leggi che vietano la circolazione di bufale, post verità o opinioni intolleranti. Sarebbe un controsenso insanabile e pericoloso “difendere” la democrazia attraverso una limitazione per legge della libertà di espressione.Ognuno di noi è chiamato però a fare uno sforzo di responsabilità individuale, che poi è l’essenza di una democrazia matura, composta da cittadini adulti piuttosto che da sudditi deresponsabilizzati: approfondire, studiare, confrontarsi con idee e comunità diverse, ascoltare, riflettere, rispettare ogni essere umano, coltivare il dubbio sulle proprie certezze. Per dirla con Einaudi, “conoscere per deliberare”, il che è possibile solo nell’ambito di una democrazia liberale, l’unica in grado fino ad oggi di protegge e valorizzare il pluralismo e la libertà individuale. E’ uno sforzo che ognuno di noi deve fare costantemente, ogni giorno. E grazie ad Internet, se utilizzata per conoscere piuttosto che per odiare, non è mai stato così facile. (Pietro Moretti, vicepresidente Aduc)

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7° giornata nazionale UFE

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2016

cervelloCecchina di Albano Laziale 27 maggio 2016 Presso Parrocchia San Filippo Neri Via Nettunense 37. Il 27 Maggio è una data importante per la Salute Mentale dei Castelli Romani. Quel giorno arriveranno cittadini, ufe, utenti, familiari e operatori provenienti da tutte le regioni d’ Italia e, nella sala della Parrocchia di Cecchina, gli UFE testimonieranno le esperienze da loro maturate in questi anni di affiancamento i professionisti nelle varie realtà dove operano. Sarà un’ occasione per riflettere sul sapere esperienziale e sul significato dell’essere UFE oggi.
L’evento è stato organizzato dall’Associazione “Insieme contro i pregiudizi”, che opera dal 2009 nell’ambito della riabilitazione psisica e psichiatrica e annovera, tra i suoi soci, cittadini, utenti, familiari e operatori che operano in tale contesto.
L’Associazione si avvale dell’apporto dato dagli UFE (Utenti e Familiari Esperti) che sono quegli utenti e familiari che, per storia personale, hanno acquisito un sapere esperienziale che mettono a disposizione degli altri utenti in sinergia con gli operatori.
Essi infatti affiancano gli operatori nei Servizi di Salute Mentale e, alle persone che frequentano questi servizi e ai lo familiari, offrono la loro esperienza, la loro vicinanza emotiva, donando fiducia e speranza.
L’Associazione considera l’EMPOWERMENT individuale e di comunità come strategia fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di salute. La teoria dell’Empowerment sostiene che le persone necessitano di occasioni per divenire attive nel prendere decisioni individuali, organizzative o di comunità in modo da migliorare la qualità della propria vita.
“Insieme contro i pregiudizi” collabora con gli operatori della salute mentale perché i cittadini, con problemi psichici e psichiatrici raggiungano il RECOVERY, termine che, più che a una guarigione clinica, allude a un ristabilimento di una condizione di validità che con la malattia è stata compromessa o perduta, anche se la malattia ancora persiste.
Il Recovery si riferisce a un processo volto a ridurre gli effetti deleteri della patologia sulla qualità della vita, ad abbattere gli atteggiameti stigmatizzanti e autostigmatizzanti, a favorire la ripresa di contatti sociali e l’autonomia nella gestione della quotidianità.

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Russofobia: Mille anni di pregiudizi

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2016

putinL’affermato giornalista e storico Guy Mettan indaga le distorsioni che affliggono da sempre i rapporti tra Russia e Occidente. La crisi ucraina del 2014 e il successivo intervento russo in Siria hanno fatto prepotentemente riemergere l’insieme di pregiudizi e stereotipi che in Occidente risalgono all’epoca di Carlo Magno e che sembravano essersi sopiti dopo la caduta dell’Urss. Un saggio avvincente e di grande attualità, dove Mettan decostruisce le radici stesse della russofobia europea e statunitense, narrandone l’evoluzione storica con lo stile coinvolgente dell’inchiesta giornalistica.In quest’opera di alta divulgazione, molto documentata, il racconto del sentimento antirusso diventa un’occasione per esercitare lo spirito critico di fronte a visioni del mondo preconfezionate.
L’autore: Guy Mettan, giornalista, storico e politologo svizzero è membro fondatore, nonché direttore, del Club Svizzero della Stampa. Dopo l’esordio al Journal de Genève nel 1980, collabora con numerose testate fino a divenire redattore capo della prestigiosa Tribune de Genève.

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“Accendi la mente, spegni i pregiudizi”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2015

Graziano DelrioRoma dal 16 al 22 marzo. Tre street artisti selezionati da INWARD, l’Osservatorio internazionale sulla Creatività Urbana che ha coordinato il Tavolo tecnico Nazionale sulla Creatività Urbana istituito dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si faranno interpreti delle tre giornate commemorative internazionali in tre diverse città italiane (al Nord, al Centro e al Sud Italia), come a distendere sul paese un dipinto ideale, unico, condiviso, fortemente partecipato dalle comunità locali. Sarà questa una delle più avvincenti attività della campagna nazionale “Accendi la mente, spegni i pregiudizi” promossa dall’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani e dal MIUR nell’ambito della “XI Settimana d’azione contro il razzismo” La campagna è stata presentata questa mattina a Roma nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio in una conferenza stampa a cui hanno partecipato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, il Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega all’integrazione, Franca Biondelli, e il Presidente dell’ANCI, Piero Fassino.
Alla conferenza hanno partecipato anche l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato italiane, Michele Elia, e il Presidente di Atac, Roberto Grappelli, che hanno dato la loro disponibilità per veicolare la campagna di sensibilizzazione in modo capillare su treni, bus e nelle stazioni, da sempre simbolo dell’incontro fra culture e persone di origini diverse. Tra gli aderenti alla campagna, l’Associazione Italiana Calciatori di cui era testimoniale Simone Perrotta.I tre street artisti, coordinati da INWARD, prima di mettersi all’opera su superfici di grandi dimensioni per aumentare l’impatto del proprio messaggio, entreranno in dialogo con le associazioni territoriali la cui missione è fortemente centrata sul tema di turno, facendole partecipi del progetto artistico.

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No Tav: un Giano bifronte

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Picture from "I promessi sposi" of R...

Image via Wikipedia

Chi rifletta con animo scevro da pregiudizi su quanto è avvenuto ieri in Val di Susa non può che andare con la memoria ad un famoso brano di Alessandro Manzoni che, ne “I Promessi Sposi” nel Capitolo VII, scrive: “In mezzo a questo serra serra, non possiam lasciar di fermarci un momento a fare una riflessione. Renzo, che strepitava di notte in casa altrui, che vi s’era introdotto di soppiatto, e teneva il padrone stesso assediato in una stanza, ha tutta l’apparenza d’un oppressore; eppure, alla fin de’ fatti, era l’oppresso. Don Abbondio, sorpreso, messo in fuga, spaventato, mentre attendeva tranquillamente a’ fatti suoi, parrebbe la vittima; eppure, in realtà, era lui che faceva un sopruso. Così va spesso il mondo… voglio dire, così andava nel secolo decimo settimo.” Dunque, migliaia di uomini in armi, pagati con pubblico denaro, si istallano in una valle pacifica al fine di imporre la costruzione di una “grande opera” costosissima, inutile, nociva per il territorio. Quest’opera è voluta da un ceto politico sulla cui corruzione non vale la pena di insistere e da speculatori che ne traggono immensi profitti. Non c’è uno straccio di studio scientifico serio che sostenga l’opportunità dell’opera in questione, al contrario i suoi caratteri nocivi e la sua natura di saccheggio di pubblico denaro mentre mancano risorse per trasporti, sanità, scuola, salari e pensioni sono evidenti. Ebbene, i “colpevoli” di ogni nefandezza sarebbero i NO TAV e dei mitologici Black Bloc mentre le “vittime” sarebbero coloro che hanno assaltato la Libera Repubblica della Maddalena, lanciato lacrimogeni in quantità industriale, manganellato i manifestanti. La Confederazione Unitaria di Base, di fronte a questo scempio della verità, ribadisce il suo pieno sostegno al movimento NO TAV ed alla mobilitazione per la difesa dei beni comuni e della libertà. (Cosimo Scarinzi Per la Confederazione Unitaria di Base)

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Commemorato Santi Correnti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2010

Catania L’Accademia Federiciana  ha ricordato, nel primo anniversario della sua scomparsa, lo storico e scrittore catanese Santi Correnti. La celebrazione della ricorrenza ha voluto  rappresentare un tributo a un esimio studioso siciliano che, per restituire vigore e speranza ai tanti siciliani demoralizzati da pregiudizi sulla nostra sicilitudine, si rese paladino – mantenendo comunque una visione unitaria dell’Italia – della valorizzazione morale della terra natia dimostrando documentatamente che, nell’evoluzione storica dell’Europa la Sicilia è stata un modello per gli stati europei, con l’organizzazione normanna dello Stato, con l’esempio di Libertà del Vespro; e in tempi più recenti, anticipando il femminismo, e la fondazione della Croce Rossa internazionale”. Fortunato Orazio Signorello ha ripercorso sapientemente la carriera letteraria di Correnti dagli esordi all’ultimo decennio (tra le opere più note il relatore ha ricordato, particolarmente, “Storia e folklore di Sicilia”, “Proverbi siciliani sulle donne e sull’amore”, “Leggende di Sicilia”, “Donne di Sicilia. La storia dell’isola del sole scritta al femminile”, “Il miglior perdono è la vendetta”, “Storia e dizionario del linguaggio mafioso”) e ha anche evidenziato – dopo aver ricordato, tra l’altro, come a lui si devono, nel campo storiografico, i nuovi concetti di “bievo”, di “storia interregionale d’ltalia” e il termine di “Guerra dei Novant’anni” – le tappe salienti dell’attività accademica e di insegnamento di Correnti.
Santi Correnti, che si è spentosi a Catania il 27 agosto 2009 all’età di 85 anni, fu un uomo di rare virtù umane, culturali e sociali. Nato a Riposto (Catania) nel 1924, egli, catanese d’adozione, dedicò tutta la sua vita alla storia della Sicilia; che fece conoscere attraverso ben oltre 90 libri. Per qualche anno fu consigliere comunale a Riposto nelle fila della Dc; successivamente, avvicinatosi al Partito Repubblicano accettò la candidatura al Senato della Repubblica e pur ottenendo un alta percentuale di consensi, non venne eletto. Medaglia d’oro della Pubblica istruzione dal 1977,  egli fu professore alla Normale di Pisa, direttore dell’Istituto Siciliano di Cultura Regionale (ISCRE) e della Rivista Storica Siciliana. Fu, inoltre, professore – dal 1970 al 1996 – presso l’Università degli Studi di Catania, dove fondò (1970) la prima cattedra in Storia della Sicilia esistente in Italia. Nel 1991 era stato nominato, insieme al giornalista e critico d’arte Fortunato Orazio Signorello, “Siciliano dell’anno”. Per i suoi studi sulla storia dell’alimentazione in Italia, nel 1993 a Roma è stata intitolata a lui una sala del Museo nazionale delle Paste alimentari. Nel 2003 l’Accademia Federiciana di Catania gli aveva conferito il “Premio Aitnen”. La giuria, composta da personalità del mondo culturale isolano, ritenne di assegnargli il riconoscimento – su ben 24 candidati – per l’opera “Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Sicilia (edito da Newton & Compton editori) e più ampiamente per la totalità di una produzione saggistica, unicamente basata su fatti acclarati e documentati”, d’incisiva espressività e contraddistinta “da una scrittura scorrevole e immediata che ha un’efficace presa sul lettore”. (santi correnti)

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Pedofilia e omosessualità

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani: “Quando dichiarazioni che incidono sulle discriminazioni e le violazioni dei diritti umani dei propri cittadini provengono da uno Stato estero, l’invio di una nota diplomatica, come ha fatto il  Ministero degli esteri francese, è il minimo. Il silenzio, l’ennesimo,  del Governo italiano rappresenta un’ulteriore atto di sudditanza verso coloro cui la maggioranza guidata da Silvio Berlusconi deve molto. Le dichiarazioni del Segretario di Stato Bertone e la goffa rettifica di Padre Lombardi sono, purtroppo,  in perfetta continuità con la politica omofobica e di doppia verità che il Vaticano da anni persegue a tutti i livelli. Non è la prima volta, infatti, che gli organi della Santa Sede fanno passare il messaggio che i casi di pedofilia clericale siano determinati dalla omosessualità anziché dalle politiche oggettivamente complici prevalse per decenni nella Chiesa cattolica. Che il riferimento fosse alla popolazione mondiale o alla comunità degli ecclesiastici non cambia nulla: l’accostamento pedofilia-omessualità rimane un pericoloso falso, capace di aggravare discriminazioni e pregiudizi”.

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Uno sguardo sulla Sicilia delle donne

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2010

Roma 8 marzo ore 16,00 Casa Internazionale delle Donne (Via della Lungara, 19) Presentazione del libro “Le Siciliane, quindici storie vere”, di Giacomo Pilati, Coppola editore. Sullo sfondo della Sicilia di ieri e di oggi la forza delle donne è protagonista dell’impegno e della battaglia quotidiana per la sopravvivenza. Dalla città alla campagna quindici donne raccontano la loro lotta contro le mafie, i pregiudizi maschili, l’organizzazione patriarcale, la difficoltà a far emergere il proprio talento nell’arte e nella cultura. Nel corso della presentazione Nicolò D’Alessandro leggerà brani tratti dal suo libro: “La guardatrice dell’acqua e altri racconti” (Coppola editore). In particolare “La guardatrice dell’acqua” è una delicata e appassionata storia d’amore di un poeta che si innamora di un’alga. Alla chitarra: Giana Guaiana, popolarissima voce siciliana e filo conduttore tra l’attualità de “Le Siciliane” e la poesia de “La Guardatrice d’acqua”, inframezzerà con la sua musica la lettura di brani scelti tratti dai due libri. Partecipano gli autori e l’editore. Presente Tiziana Bartolini direttora ?noidonne?. Modera Emanuela Irace. Contributo video (7 minuti) con: Sonia Alfano, Pina Maisano Grassi e altre protagoniste della rinascita siciliana.

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Bersani: la vittoria di Pirro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2009

Editoriale fidest. L’on.le Bersani ha vinto la corsa per la segreteria del Pd, ma è stata una vittoria di Pirro. Ora gli tocca contare i pezzi che sta perdendo per aver ristabilito il vecchio criterio partitico intorno alla logica trasformista di quello che fu il Partito comunista in Italia che iniziò il suo mutamento di pelle, ma solo formale, a partire dagli anni novanta. Pensò in questo modo di salvarsi dal crollo di una ideologia che, con il muro di Berlino, segnò il suo definitivo de profundis. Pensò di avere ragione d’esistere almeno in Italia dove un altro muro, ma questa volta di segno opposto, era crollato: la leadership democristiana e quella dei suoi alleati sotto le picconate dei magistrati di “mani pulite”. Ancora una volta non si comprese l’umore degli italiani e, se vogliamo, i loro pregiudizi sul partito comunista e la loro diffidenza per una svolta fin troppo opportunistica e per giunta tardiva. Questa vacatio la colse Silvio Berlusconi ereditando l’elettorato che si sentiva ancora anticomunista e gli permise di vincere le elezioni. E le vinse, di nuovo, dopo una sconfitta “fortunosa” proprio perché il trasformismo della dirigenza in odore di “comunismo” non era riuscita a far perdere le sue tracce. Si attribuì il calo dei consensi all’abbraccio “mortale” con la sinistra radicale, ma il male, elettoralmente parlando, non era tutto lì. Era nel fatto che nel Pd non poteva esserci spazio per farvi entrare l’altro partito “La Margherita” se non si superavano le vecchie logiche spartitorie e una leadership fortemente compromessa con il suo passato. Oggi, che ci troviamo con il post berlusconismo, ancora una volta gli ex-comunisti del Pd non hanno capito la lezione e dovranno mettere in conto defezioni e la crescita esponenziale di un forte partito di centro che non si fa venire il torcicollo guardando ora a destra e ora sinistra. Lo ha capito Fini e molti altri come lui che credono più ad un elettorato moderato e dove alle tute blu si passa a quelle bianche, ma soprattutto alla grande voglia di uomini con una visione diversa della politica e per la quale se non vi è più posto per il berlusconismo lo è ancora meno per D’Alema e i suoi amici. Se sapessero almeno staccare la corrente al momento giusto senza far andare in cortocircuito l’intero sistema politico italiano. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il potere temporale

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, una strana lettera è apparsa su un noto quotidiano, la quale parla di “dolenti esternazioni di qualcuno angustiato dal permanente potere temporale della Chiesa” (cito dalla lettera). Ed afferma che è “una realtà l’altissimo ascendente morale della Santa Sede in tutto il mondo, che né illuministi, né sanculotti, né Napoleone o Stalin hanno potuto sminuire. Ai giorni nostri, la Chiesa è oggetto di virulente denigrazioni le quali, al più mortificano la dignità culturale dei loro autori, spesso saturi di pregiudizi”. L’autore dello scritto e forse anche il direttore che l’ha pubblicata senza una riga di commento, sembrano non rendersi conto che a compromettere l’ascendente morale della Chiesa è proprio il potere temporale. Potere che fa male prima di tutto alla Chiesa stessa, giacché il suo capo spirituale è costretto a fare i conti tutti i giorni con il capo…dello Stato Vaticano. E non bisogna dimenticare che spesso a criticare gli errori della Chiesa sono fedeli appartenenti alla Chiesa stessa. (Miriam Della Croce)

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Tutti insieme…diversamente 4

Posted by fidest press agency su domenica, 3 maggio 2009

Roma 11 maggio, ore 17 Teatro LoSpazio.it Via Locri 42/44 (ang. via Sannio),  L’evento mira a fare incontrare frammenti di culture diverse, spesso poco conosciute e percepite come ostili, grazie anche ai luoghi comuni veicolati dai mass-media. Scopo della manifestazione sarà combattere questi pregiudizi grazie a testimonianze dirette di persone che vivono nel nostro Paese, attraverso esibizioni artistiche che si alterneranno sul palco in quattro sezioni distinte: Il deserto suona, Storie sommerse, La frontiera esiste e Il buio parla. Interverranno: Cecilia D’Elia, assessore alla Cultura della Provincia di Roma; Massimo Ghirelli, presidente dell’Archivio italiano immigrazione; Octavian Neamu, presidente dell’associazione EuRomeni d’Italia; Gioia Di Cristofaro, università di Roma “La Sapienza”; Marina Formica, università di Roma “Tor Vergata” e Christopher Hein, direttore del Cir, Consiglio italiano per i Rifugiati. Elemento unificatore della serata è il pane nelle sue diverse forme, ma comunque elemento “unico”, vitale per tutti e comune a tutte le culture. Sarà offerto a tutti i presenti e fornito dall’Unione dei Panificatori di Roma e Provincia e dal Panificio Romeno Cuptorul e sarà il filo che unirà i momenti in cui è articolato l’evento.  Nel corso della serata sarà presentata la sesta edizione del premio Claudio Accardi, nato con il fine di sostenere, con un riconoscimento in denaro, operatori dell’informazione, ricercatori, giovani giornalisti o aspiranti tali che con i loro lavori  favoriscano la comprensione degli effetti delle guerre sulle società civili, con l’obiettivo di cercare e promuovere il dialogo tra civiltà, culture e religioni. http://www.premioclaudioaccardi.it.

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Le vittime dell’epilessia nel Lazio

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2009

La città di Roma partecipa alla Giornata Nazionale con la Maratolice che si terrà con l’amichevole partecipazione di Salvatore Antibo. Appuntamento domenica 10 maggio a Villa Doria Pamphilj per una passeggiata o per una corsa non competitiva di sei chilometri aperta a tutti.  Nel Lazio sono oltre 35.000 le vittime dell’epilessia, circa 25.000 nella sola città di Roma, mentre in tutta Italia sono interessate circa 500.000 persone (l’1% della popolazione), con 25.000 nuovi casi all’anno.  Nell’epoca di Facebook e di Barack Obama, l’epilessia è ancora una malattia “oscura”, circondata da pregiudizi e false credenze che comportano atteggiamenti discriminatori. Anche se le terapie oggi disponibili permettono una vita normale nella maggior parte dei casi, i pazienti devono scontrarsi ogni giorno con disinformazione ed atteggiamenti che compromettono la qualità della vita quotidiana. Lo conferma la ricerca dedicata alla consapevolezza degli italiani riguardo l’epilessia, promossa dalla LICE a distanza di 25 anni da un precedente sondaggio, che viene presentata in occasione dell’VIII Giornata Nazionale per l’Epilessia che si celebra il 3 maggio.

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