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Dalla preistoria alla storia e alla cronaca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

mondo-multi-polareGli eventi che hanno cadenzato il passo della storia sono partiti da una memoria orale, dalla mitologia, da vaghe scritture fatte più di simboli che di lettere per poi passare ad una narrazione episodica e letteraria ed infine alla trattazione scientifica e globale degli eventi fondamentali della vita degli esseri umani. Man mano che questo livello d’informazione si rendeva più preciso e si approfondiva con il supporto di elementi tecnici e tecnologici abbiamo avuto la possibilità di valutare gli eventi con il massimo possibile di approssimazione alla realtà. Questo discorso oggi lo poniamo mentre stiamo assistendo da cronisti ciò che i posteri tra una decina di lustri potranno dire di noi e ci chiediamo se essi sapranno sgrossare le tante coperture surrettizie che abbiamo creato per andare dritti al nocciolo della questione. E se oggi volessimo fare storia, di questa cronaca, potremmo forse dire le stesse cose che lo storico pronuncerebbe tra 50 anni? Probabilmente No. Il perché è facilmente intuibile. Siamo troppo versati a curare il particolare, a dare una versione edulcorata alle circostanze che più ci stanno a cuore e ad esternalizzare con severità ciò che meno ci aggrada. Forse i nostri figli e nipoti di oggi potranno permettersi di fare questo salto di mezzo secolo e ritrovarsi tra le mani una storia che essi hanno vissuto da spettatori, così come accade oggi agli anziani che da giovanissimi si sono trovati nel bel mezzo di una grande guerra mondiale. E’ un discorso che non facciamo a caso. Conoscere la storia contemporanea, diciamo degli ultimi 50-100 anni, è una buona cosa soprattutto per i politici dei nostri giorni. Potrebbero evitare dei grossolani errori o incappare in giudizi storici troppo affrettati. Un tempo vi erano le scuole di partito volte all’indottrinamento ideologico dei funzionari che formavano l’ossatura dei rispettivi movimenti politici. Fungevano da “guardiani” dell’ortodossia. Oggi potremmo riesumarli, ma cambiando la logica dell’indottrinamento per quella della conoscenza per quanto sia possibile obiettiva e critica su fatti e circostanze del nostro immediato passato e che a tutt’oggi vi riverbera la sua lunga ombra. Forse potremmo diventare più saggi e comprendere meglio la cronaca politica di questi giorni. Forse potremmo evitare qualche errore di troppo. Chissà. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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Icone della femminilità dalla preistoria a Rubens, da Van Gogh ai contemporanei

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 luglio 2016

Hayez FrancescoFermo 31 luglio – 23 ottobre 2016 Palazzo dei Priori. Nelle storiche sale di Palazzo dei Priori a Fermo, una mostra presenta figure emblematiche di donne, attraverso un selezionato nucleo di opere appartenenti a diverse epoche. L’anello di Cupra. Icone della femminilità dalla preistoria a Rubens, da Van Gogh ai contemporanei, visitabile dal 31 luglio al 23 ottobre 2016, è a cura di Marcello Smarrelli e promossa dal Comune di Fermo, grazie all’iniziativa del Sindaco Paolo Calcinaro e del Vice Sindaco Francesco Trasatti. L’esposizione è realizzata con il contributo della Regione Marche, per interessamento dell’Assessore alla Cultura Moreno Pieroni, e della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, mentre la produzione è affidata a Sistema Museo. Partner tecnico è DACA Vetrine d’Autore.Il titolo della mostra sottende un percorso denso di suggestioni, storie e immagini attraverso reperti archeologici, opere pittoriche, sculture e installazioni di grandi artisti italiani e internazionali, tra cui Jacobello del Fiore, Rubens, Hayez, Van Gogh, Segantini, Previati, Giacomelli, Beecroft. L’esposizione, oltre a un importante nucleo di opere in prestito dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano, attinge alle collezioni pubbliche e private di Fermo e del suo territorio, nell’ottica di valorizzazione del ricco patrimonio culturale delle Marche. Ne risulta una mostra concentrata e ricca di senso, un viaggio nella storia della rappresentazione della figura femminile, uno dei temi più cari all’arte di tutti i tempi, in cui le preziose opere della collezione permanente del Palazzo dei Priori entrano in un serrato dialogo con i capolavori provenienti dai vari prestiti.
Previati GaetanoLa mostra prende spunto dalla dea Cupra, partendo dall’anellone a nodi, un unicum nel suo genere che spicca per importanza nelle collezioni fermane, ritrovamento archeologico associato alle donne picene. L’anellone con i suoi caratteristici nodi, di cui ancora oggi non si comprende a pieno l’uso e il significato, viene assunto a icona della femminilità e nella sua simbolica circolarità diventa il punto di partenza e l’immagine stessa del percorso espositivo. La dea Cupra, per caratteristiche e iconografia, precorre la nascita di Venere, ritenuta l’anello di congiunzione tra tutte le immagini di donne – a partire dalla dea sumera Inanna e dalla babilonese Ishtar – che, a sua volta, lascerà in eredità parte dei suoi attributi iconografici alla figura monoteista e cristiana della Vergine Maria. Una vasta e consolidata bibliografia traccia il profilo di una dea-matrice, una Grande Madre o una Grande Dea che indenne attraversa il tempo e la storia di molti popoli, fino ad approdare alla concezione stessa di matriarcato di età moderna. Le teorie filologiche ed archeologiche più attuali confutano questo modello, riferendo dell’esistenza non di una, ma di numerose figure divine femminili all’interno dei pantheon antichi, ciascuna Grande e distinta dalle altre.
Per questo motivo in mostra troveremo affiancati “ritratti” e modelli di femminilità molto diversi tra loro, ognuno caratterizzato da un’idea di unicità e non convenzionalità, in una visione trasversale che abbraccia tutte le epoche fino ai giorni nostri: le Storie di Santa Lucia di Jacobello del Fiore, l’Adorazione dei Pastori di Peter Paul Rubens, La Maddalena Penitente di Francesco Hayez, Les bretonnes et le pardon de Pont Aven di Vincent Van Gogh, Le due madri di Giovanni Segantini, La quiete di Gaetano Previati, Ritratto a mia madre di Mario Giacomelli.La mostra si caratterizza come un percorso nel mondo stratificato e multiforme della femminilità, procedendo per suggestioni e salti temporali con accostamenti inediti tra diverse figure: la dea progenitrice, la vergine, la santa, la prostituta, la profetessa, la regina, la femme fatale, l’eroina, la madre… Accanto alla visione storico-

Rubens

Van Goghiconografica della donna, la mostra ne offre una più ampia e universale, legata all’idea della terra (Gea), rappresentata idealmente dal grande Mappamondo conservato nella Biblioteca di Fermo, realizzato dal cartografo Amanzio Moroncelli nel 1713.
Anche l’allestimento rispecchia la visione circolare dell’anello: il cerchio diventa punto di vista formale e visivo di unione tra opere molte conosciute ed altre da scoprire. Un segno di infinito che racconta, sotto una nuova luce, storie intense ed emozioni grazie a un insolito e rivelatore punto di vista. La mostra è arricchita da una pubblicazione con testi del curatore Marcello Smarrelli, della giornalista Alessandra Mammì, del docente universitario Lorenzo Braccesi, della curatrice e archeologa Raffaella Frascarelli. Un ricco apparato con descrizioni e immagini delle opere offre al visitatore gli strumenti per una lettura chiara e approfondita del progetto espositivo.
Orari di apertura: luglio-agosto tutti i giorni 10.30-19.30, tutti i giovedì e dal 9 al 15 agosto 10.30-24.00; settembre dal martedì alla domenica 10.30-13.00/14.30-19.00, feste e ponti orario continuato 10.30-19.30; ottobre dal martedì al venerdì 10.30-13.00/15.3018.00, sabato e domenica 10.30-13.00/15.30-18.30. È possibile prenotare l’apertura straordinaria per visite riservate.
Tariffe: intero 6,50 euro; ridotto 5,00 euro (da 14 a 25 anni, gruppi composti da più di 15 persone, Soci FAI, Touring Club, Italia Nostra); omaggio fino a 13 anni, disabili, soci ICOM, residenti (un giorno al mese), giornalisti con tesserino. Il biglietto comprende la visita anche alle Cisterne Romane, Musei di Palazzo dei Priori, Teatro dell’Aquila, Musei Scientifici di Villa Vitali.
Per informazioni e prenotazioni: Sistema Museo 199 151 123 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 15.00 escluso i festivi) (foto: Hayez Francesco, Previati Gaetano, Rubens,Van Gogh)

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Collana la memoria del mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2011

Scoprire la storia Una collana dedicata alla storia dell’uomo, un viaggio nella vita di tutti i giorni, per conoscere gli usi e i costumi della vita quotidiana degli uomini che ci hanno preceduto.Edizioni San Paolo Tutti volumi 46 pagine € 10,00 La preistoria A cura di Neil Morris A che cosa si riferisce il termine “preistoria”? Dove sono apparsi i primi ominidi e di cosa si nutrivano? Solleva i fogli trasparenti colorati e scopri come i primi uomini affilavano le pietre per la caccia, impara a costruire una capanna-rifugio, incontra le prime civiltà sorte in Mesopotamia. Le terre della bibbia A cura di Cath Senker Chi erano i patriarchi? Quali popolazioni hanno civilizzato le terre della Bibbia? Solleva i fogli trasparenti colorati e visita il Tempio di Salomone, sosta in un caravanserraglio, difendi la fortezza di Megiddo. Antico Egitto A cura di Neil Morris Cosa mangiavano gli antichi egizi? Come giocavano i ragazzi di quell’epoca? Solleva i fogli trasparenti colorati e scopri come viveva una famiglia egizia, visita i templi e le camere mortuarie dei faraoni.

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