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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

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Prelievo di rene in chirurgia robotica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

L’intervento eseguito alcuni giorni fa con successo, è durato meno di 2 ore. La nuova tecnica, che coniuga i vantaggi della laparoscopia già da tempo applicata in questo centro, presenta ora con il robot evidenti vantaggi sia per le basse percentuali di complicanze che per il recupero molto veloce del paziente, sia per il dolore post operatorio minore che per i migliori risultati estetici (soli 6 cm. la ferita) oltre che per l’eccellente funzionalità del trapianto effettuato. La signora di 63 anni è stata dimessa appena dopo alcuni giorni. L’equipe guidata dalla Prof.ssa Lucrezia Furian e dalla Dr.ssa Cristina Silvestre, ha deciso di eseguire l’espianto del rene sano in chirurgia robotica (Robotic Assisted Surgery). La Prof.ssa Furian, con training in Belgio, 1° operatore ha eseguito l’intervento chirurgico manovrando a distanza ravvicinata il robot che, al suo comando, eseguiva le manovre più delicate di chirurgia mini invasiva. All’equipe hanno preso parte personale anestesiologico: Dr. Paolo Feltracco, Dr.ssa Stefania Barbieri, Dr. Alessandro De Cassai, personale infermieristico e operatori tecnici: Sergio Boccella, Maria Cristina Berto, Silvano Massaro, Gloria Zambolin, Matilde Schiavolin, Romeo Vanzetto, Daria Marcolongo, Silvana Chinello.L’elaborazione del software robotico ottimizza la visione e la cura dei dettagli durante l’intervento. La visione magnificata, la cura del dettaglio – dove si vedono anche i vasi sanguigni di piccolissime dimensioni – ha consentito di evitare anche il minimo sanguinamento. Sono bastate solo due dita per manovrare dei sensibilissimi joystick del robot connessi a strumenti di piccolissime dimensioni di alta precisione. Il rene prelevato è stato subito raffreddato in ghiaccio e perfuso con un’apposita soluzione. A questo punto era preparata la 2° equipe nella sala operatoria sottostante – piastra Tropea, guidata dal Prof. Paolo Rigotti direttore del Centro Trapianti Rene e Pancreas dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova che è stato coadiuvato dal chirurgo Dr. Francesco Tuci e dal personale anestesiologico: Dr. Paolo Feltracco, Dr. Helmut Galligioni, Dr. Maurizio Furnari e dal personale infermieristico e operatori tecnici: Rebecca Pranovi, Roberta Schievano, Romeo Vanzetto, Giovanni Arcuti, Silvana Chinello, Luisa Rigato. Espiantato il rene malato, è stato immediatamente trapiantato l’organo sano. Questo 2° intervento svoltosi con susseguenza di fasi per via tradizionale, è durato circa un’ora e mezza e il rene sano trapiantato nell’arco di 1 ora ha ripreso prontamente a funzionare.

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Bancomat: Multa per prelievi ingiustificati

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2015

bancomatLa sanzione prevista dal comma 7 bis della delega fiscale – in via di approvazione definitiva – che introduce la multa dal 10 al 50 per cento per i lavoratori autonomi che prelevano soldi al bancomat senza giustificazione è incostituzionale in quanto viola lo Statuto dei diritti del contribuente e gli art. 3, 23, 53 e 97 della Carta Costituzionale. La afferma Vittorio Carlomagno Presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani che richiama il Governo al rispetto dello Statuto e della sentenza della Corte Costituzionale n. 228/2014. In 15 anni, secondo una ricerca di Contribuenti.it lo Statuto dei diritti del Contribuente è stato violato 14.117, con punte record nel primo semestre del 2015 con 1553 violazioni. “Con Lo Sportello del Contribuente – dichiara Vittorio Carlomagno – abbiamo cercato di garantire i di ritti previsti dalla L. 212/00 È’ importante per il Governo ed il Legislatore non ledere il principio di collaborazione e buona fede con i contribuenti, per non compromettere definitivamente la tax compliance”.

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Crisi bancarie e prelievo forzoso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2015

banca europeaCon i primi di luglio sono iniziate a diffondersi di nuovo le notizie sul presunto “prelievo forzoso”. Ne ha parlato “il Giornale” di Alessandro Sallusti scrivendo in prima pagina “IL GOVERNO LEGALIZZA L’ESPROPRIO BANCARIO – Sì al “prelievo forzoso” dai conti correnti – Via libera alla legge voluta dall’Europa: il crac delle banche lo pagano i risparmiatori”. Non si contano in rete i post che ritirano fuori la questione usando ancora l’espressione “prelievo forzoso”.
Già un anno fa abbiamo scritto un articolo sul tema, ma oggi dobbiamo riparlarne perché la bufala è collegata ad una cosa diversa, ovvero il recepimento di una Direttiva europea la quale, naturalmente, non autorizza nessun “prelievo forzoso” ma disciplina le crisi bancarie. La questione nasce dalla crisi dei sub-prime del 2007-2008 che ha visto molte banche USA e diverse europee salvate con i soldi pubblici. Questo ha provocato un forte dibattito sulla correttezza dell’utilizzare soldi pubblici per banche che falliscono a causa di comportamenti speculativi dei loro manager. Anche da questo dibattito è scaturita la Direttiva comunitaria, la n. 59 del 2014, che istituisce “un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento”, come recita il titolo della direttiva.
La norma prevede l’istituzione di un autorità che si occupi della risoluzione della crisi. Tale autorità ha sia funzioni preventive, cioè di vigilanza, sia funzioni di risoluzione delle crisi. L’elemento che più ha fatto discutere (questo già nel 2014, oggi qualcuno si “sveglia” perché l’Italia la sta recependo con colpevole ritardo) è la previsione che nel caso in cui si giunga ad una crisi bancaria dovranno pagarne le conseguenze inprimis gli azionisti, poi gli obbligazionisti ed anche i depositanti per la parte di deposito che eccede i centomila euro. Questa Direttiva è stata recepita i primi di luglio con la c.d. Legge Comunitaria, ovvero un calderone con il quale il Parlamento delega il Governo a recepire una serie di Direttive comunitarie. Quindi, ancora i dettagli del recepimento non li conosciamo, ma la legge approvata stabilisce le linee guida.L’autorità che si occuperà della risoluzione delle crisi bancarie, in Italia, sarà – ovviamente – la Banca d’Italia. Le banche dovranno presentare periodicamente dei piani di risanamento che tengano conto di scenari negativi che le porterebbero in situazione di crisi.Qualora la Banca d’Italia valutasse i piani non sufficienti, potrebbe mettere in atto dei provvedimenti di risoluzione della crisi come:
– Cessione di ramo d’azienda;
– Trasferimento di ramo d’azienda a un ente-ponte;
– Trasferimento degli attivi deteriorati in una bad bank;
– Bail-in, cioè una riduzione del debito a carico di azionisti, obbligazionisti e depositanti.
Quest’ultima opzione è stata quella che ha fatto scatenare la bufala del “prelievo forzoso”. Non c’è nessun “prelievo forzoso”. Semplicemente, se un cliente è così incauto da tenere oltre centomila euro totalmente liquidi, cioè non impiegati in titoli non emessi dalla stessa banca, in una banca che ha chiaramente dei gravissimi problemi (perché prima di arrivare al bail-in, come si è visto, ci sono molte procedure che finiscono sui media) allora ne subisce le conseguenze per la quota parte superiore a centomila euro. L’alternativa, ovviamente, era fare in modo che quei soldi fossero tirati fuori dallo Stato e quindi dalle tasche dei contribuenti.
Da evidenziare che tutti i piccoli depositanti, cioè quelli sotto centomila euro, sono garantiti (può essere utile ricordare alcune regole di funzionamento di questa garanzia che si possono leggere qui sotto forma di domande e risposte). Nessuna “pensionata” o “casalinga di Voghera” rischia di vedere sparire il proprio gruzzoletto depositato in banca. Mentre nella situazione attuale, per salvare un deposito di un “paperone” da qualche milione di euro si utilizzerebbero dei denari pubblici.Non c’è quindi nessun “prelievo forzoso” nel recepimento di questa Direttiva. Semplicemente si sancisce il principio in base al quale chi investe in banche o deposita rilevanti cifre di denaro (superiori a centomila euro) deve valutare con attenzione la solvibilità della banca perché potrebbe, in caso di gravissime crisi, esserne chiamato a risponderne.Il recepimento di questa direttiva potrebbe essere l’occasione per parlare di una questione più seria rispetto alla bufala dell’inesistente “prelievo forzoso”, ovvero quella delle obbligazioni bancarie.Con la Direttiva comunitaria, in corso di recepimento anche in Italia, è chiaro che il profilo di rischio di queste obbligazioni sia mutato. In particolare le obbligazioni così dette subordinate, anche quelle “LT2” Lower Tier 2, presentano oggi un profilo di rischio più alto di quello che era previsto in emissione.E’ il caso che gli investitori che hanno queste obbligazioni in portafoglio facciano un’analisi di questi strumenti, senza inutili allarmismi, ma anche valutando in modo oggettivo il profilo di rischio/rendimento e riducendo eventualmente la quota in portafoglio qualora si verifichi che il rapporto sia troppo sbilanciato verso il rischio.L’argomento è molto rilevante e vi dedicheremo un prossimo articolo. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Milleproroghe: prelievo Bingo

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2011

A typical bingo dauber or bingo marker, which ...

Image via Wikipedia

L’inserimento nel Milleproroghe delle misure sperimentali sul Bingo, con prelievo erariale al 12% e montepremi al 70%,riferisce Agipronews, salva 5 mila posti di lavoro e circa 200 milioni di incassi erariali. E’ quanto conferma Italo Marcotti, presidente di Federbingo, ad Agipronews. “Non rinnovare le misure sperimentali avrebbe comportato un calo stimato nel 30% del volume di gioco con un effetto analogo e diretto sui 15 mila addetti nelle 220 sale italiane. Adesso l’obiettivo – prosegue Marcotti – è ottenere entro il 2012 una stabilizzazione della norma, in particolare per dare serenità ai nostri dipendenti”.Nel 2011 la raccolta del Bingo sarà di oltre 1,8 miliardi di euro, con più di 1,3 miliardi restituiti in vincita e incassi erariali stimati in 222 milioni.L’avvio delle gare per il poker live e per le scommesse sportive – con il termine spostato dal Milleproroghe al prossimo 30 giugno – daranno all’Erario, secondo quanto riporta Agipronews, un contributo da 260 milioni di euro in quattro anni. E’ quanto previsto nella relazione tecnica del Governo alla Manovra estiva. Circa 120 milioni il contributo atteso dal rilascio delle 7 mila concessioni scommesse, senza considerare i nuovi prodotti – come i virtual games – che verranno offerti nella rete allargata. Per il poker live, mille concessioni con base d’asta a 100 mila euro ognuna e tassazione sulle partite al 3%, le attese di incasso sono di circa 140 milioni ’spalmati’ fino al 2014. Le prime sale attive sul territorio potrebbero aprire entro la fine 2012.

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Manovra classista

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2011

“Opposizioni responsabili, ma profondamente contrarie e distanti dal merito del provvedimento che colpisce il lavoro, il welfare, le pensioni, gli enti locali e le imprese”. Con queste parole Susanna Cenni, deputata del Pd alla Camera, commenta l’approvazione della manovra economico finanziaria alla Camera dei Deputati. “Nei prossimi giorni – spiega Cenni – faremo i conti con ben 29 mld di euro di prelievo dalle tasche degli Italiani, e 8/9 mld di ulteriori tagli agli EE.LL. entro il 2014 con la grande incognita di numeri attribuiti ad una ipotetica riforma fiscale dalla quale dovrebbero giungere 16,7 mld. La manovra che solo un mese fa Berlusconi aveva definito una semplice operazione di aggiustamento dei conti, oggi è un salasso indispensabile per evitare il default da oltre 70 miliardi di euro in due anni (23 miliardi nel 2013 e 47 miliardi a regime nel 2014) frutto di una politica economica miope e classista, che tutela ancora una volta gli evasori delle quote latte e fa pagare il ticket alla gente normale”. Una manovra – continua Cenni -che la maggioranza si è precipitata a votare, senza il nostro voto e solo facendo ricorso all’ennesima fiducia. La speculazione, i violenti attacchi contro i titoli pubblici e le banche italiane che hanno affossato Piazza Affari sono dei pericoli reali che il Partito Democratico ha cercato di scongiurare cercando soluzioni per il bene di tutto il Paese”.
“La manovra finanziaria – precisa Cenni – è una vergogna che porterà un aumento dell’1,2% della pressione fiscale, già fra le più alte d’Europa, tagli a tutti i bonus fiscali e all’abbattimento delle agevolazioni che colpiscono famiglie con figli a carico, spese sanitarie e scolastiche, ristrutturazioni edilizie, interventi per il risparmio energetico e associazioni onlus. L’obiettivo è recuperare 20 miliardi in due anni, per cui la pressione delle tasse salirà dell’1,2% a 43,7 e fra le numerose voci vengono colpiti i nuclei familiari con figli a carico, le spese per l’istruzione, quelle mediche e per gli asili nido; ma anche gli studenti universitari e i redditi da lavoro dipendente. La riduzione degli sconti fiscali (in una prima fase di un – 5%, per giungere nel 2014 ad un – 20%) riguarderà inoltre detrazioni e deduzioni esistenti finora in caso di ristrutturazione edilizia e interventi per il risparmio energetico o per le donazioni al terzo settore e ancora l’Iva, le accise e i crediti di imposta. Una manovra inefficace ai fini della ripresa e che, alla luce dei dati Istat di ieri secondo cui i poveri in Italia hanno superato quota 8 milioni, non fa vedere spiragli e fa pagare il prezzo degli errori del governo Berlusconi ai cittadini e alle famiglie”.
“La stangata arriverà subito – conclude Cenni – come la reintroduzione immediata, già da lunedì prossimo, dei ticket sanitari che saranno di 10 euro su visite specialistiche e analisi e di 25 euro per gli interventi del pronto soccorso in codice bianco. Non vogliamo essere complici del ritorno del ticket e se toccherà a noi cambieremo il segno e la composizione della manovra. Ci siamo messi subito a lavoro e abbiamo depositato una Pdl che toglie l’aggravamento dei ticket e li sostituisce con un’altra copertura.”

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Tassa su prelievo contante in banca

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2011

Un nuovo balzello è saltato fuori dal cilindro delle banche: la “tassa sul contante”. Imposizione dell’importo medio di 3 euro, che da qualche giorno molti istituti di credito richiedono a quei clienti che si recano in agenzia a prelevare denaro contante. “Si tratta di una follia – affermano le associazioni di Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) – L’idea che un cittadino debba pagare per poter disporre del proprio denaro è un ritorno al Medioevo, e l’esempio concreto di come gli istituti di credito, introducano periodicamente nuovi balzelli il cui unico scopo è quello di salassare i consumatori e arricchire le proprie casse”. “Gli utenti devono però sapere che non tutte le banche hanno deciso di adottare tale tassa. Invitiamo pertanto i correntisti – proseguono Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori – a verificare se la propria banca è tra quelle che applicano la “tassa sul contante” e, in tal caso, chiudere il conto e passare ad altro istituto di credito”.

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Tassa su prelievo allo sportello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2011

Continua la settimana nera degli utenti-bancari. Sabato scorso è passato in aula (Milleproroghe) un ordine del giorno sull’anatocismo, in base al quale il Governo dovrà “valutare l’opportunità di intervenire in tempi rapidi con eventuali interventi normativi a tutela degli interessi legittimi dei cittadini negli eventuali contenziosi con gli istituti bancari”, una norma chiaramente salva-banche. Oggi esplode la tassa sul contante per i prelievi in filiale, già applicata da alcuni istituti bancari. E’ chiaramente un balzello che grava e graverà sulle tasche di una fetta di popolazione in difficoltà, anziani, immigrati, cittadini a basso reddito che non hanno un conto-corrente online o carte elettroniche. Poter disporre dei propri soldi, rischia di rendere ancora più fragile un rapporto di fiducia già critico, quello tra cittadini e banche. Siamo favorevoli ad una diminuzione del contante, ed un maggiore utilizzo delle carte di pagamento, ma non è questa di certo la via migliore. Al contrario, andrebbero incentivati sconti sui canoni delle carte di pagamento elettroniche per i clienti, oppure la riduzione delle commissioni per i negozianti. Così come si potrebbe applicare anche ai piccoli esercenti la struttura tariffaria riservata alla grande distribuzione: diminuzione graduale delle commissioni (che arrivano al 4%), al raggiungimento annuale di determinati volumi di pagamento. Accanto a tutto questo, è necessario che si intervenga contemporaneamente sulle conoscenze, permettendo ai cittadini di migliorare la propria cultura finanziaria, sia per disincentivare l’uso del contante, che per un accesso più consapevole agli strumenti finanziari.

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Conosci il tuo fegato?

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2010

Empoli. 24 aprile prossimo, all’ospedale “San Giuseppe” dalle ore 10 alle ore 18,  presso uno stand allestito nel viale d’ingresso del nuovo complesso ospedaliero, medici e infermieri dell’unità operativa complessa di gastroenterologia saranno a disposizione di tutti coloro che volessero avere maggiori informazioni sul fegato e le patologie che lo possono danneggiare, le modalità di trasmissione e di prevenzione delle malattie, la tendenza alla progressione verso le fasi avanzate di malattia, le modalità di trattamento e i benefici, rischi ed effetti collaterali delle terapie. Inoltre, il personale presente potrà effettuare gratuitamente la misurazione delle transaminasi attraverso un prelievo di sangue capillare ottenuto tramite una piccola puntura sul dito. I risultati di questo piccolo prelievo verranno consegnati all’utente in tempo reale affinché ne informi il proprio medico curante. Secondo i valori ottenuti delle transaminasi il medico di famiglia potrà, quindi, indirizzare il paziente verso centri specializzati per l’approfondimento diagnostico necessario.  Il fegato possiede notevoli capacità di rigenerazione che ne rendono difficile la rilevazione di disfunzioni o danni cronici. La sua progressiva alterazione è spesso compensata, mascherata e, fortunatamente, se riconosciuta in tempo è reversibile. Lo scopo della giornata di sensibilizzazione, dunque, è quello di individuare alterazioni epatiche asintomatiche tramite il dosaggio delle transaminasi, che quasi sempre sono espressione di flogosi parenchimale, tramite la compilazione di un breve questionario e  attraverso un colloquio mirato con uno specialista. L’iniziativa, denominata “Conosci il tuo fegato?”, è organizzata dall’Associazione Epatologi della Toscana onlus con la collaborazione delle aziende sanitarie che vi hanno aderito ed il patrocinio della Regione Toscana. La manifestazione si svolgerà su tutto il territorio regionale il 10 e il 24 aprile. Il 10 aprile sarà la volta di Firenze, Pisa, Livorno, Arezzo, Viareggio e Lucca; mentre il 24 aprile, oltre a Empoli, la manifestazione si terrà a Grosseto, Firenze, Pistoia, Prato e Siena.

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100° prelievo di midollo osseo

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2010

Bergamo Gli Ospedali Riuniti hanno raggiunto il traguardo di 100 donazioni di midollo osseo destinate al trapianto in soggetti affetti da malattie del sangue, quali leucemie e anemia aplastica, o da alcune malattie genetiche che possono essere curate con questa procedura. Altre due donazioni sono in programma sempre nel mese di gennaio, contribuendo a rendere questo traguardo non un punto di arrivo, ma uno stimolo per un rilancio del programma di reclutamento di nuovi donatori.  Si può stimare che in Italia circa 1000 persone ogni anno potrebbero trarre beneficio da questa terapia. Talvolta è possibile trovare un donatore compatibile nell’ambito familiare con una probabilità del 25%, ma quando ciò non è possibile si deve ricorrere al donatore volontario. Nel 1989 è stato istituito il Registro Nazionale Donatori di Midollo Osseo (IBMDR) con sede a Genova, che raccoglie i dati genetici di tutti i donatori italiani iscritti nei Registri provinciali e li condivide con tutti i principali registri mondiali. Nel 1990 si è costituita l’Associazione Donatori di Midollo Osseo (ADMO) con lo scopo di diffondere capillarmente le informazioni sulla donazione tra la popolazione e per sollecitare i centri ospedalieri a operare per reclutare e caratterizzare geneticamente i candidati donatori da inserire nel “pool” nazionale.  L’Ospedale di Bergamo ha iniziato questa attività nel 1991 e da allora sono stati reclutati ben 9.532 donatori con un indice di circa 9,54 donatori ogni 1000 abitanti, quasi due volte l’indice nazionale. La prima donazione è stata eseguita nel 1995 e da allora sono state effettuate 77 donazioni per Centri di Trapianto italiani e 23 per l’estero (Germania, USA, Inghilterra, Spagna, Australia, ecc.). Questo importante traguardo è frutto di una proficua collaborazione tra il Laboratorio di Immunogenetica e l’Ambulatorio di Aferesi dell’Unità di Immunoematologia e di Ematologia dell’ospedale. Da un lato il Laboratorio di Immunogenetica è impegnato nella definizione della compatibilità tra donatore e ricevente mediante analisi del profilo genetico e nel delicato compito di informazione e di tutela del donatore volontario, dall’altro, l’équipe dell’Unità di Ematologia si occupa direttamente del prelievo del midollo osseo, e con i medici dell’Ambulatorio di Aferesi, della raccolta delle cellule staminali emopoietiche da sangue periferico.

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G20 Finanze: tre misure di finanza innovativa

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Tre misure per raccogliere 280 miliardi di dollari (196,3 miliardi di euro) e salvare vite umane senza costi aggiuntivi per i contribuenti. In occasione del G20 dei ministri delle Finanze, che si tiene  a Londra, Oxfam International e Ucodep avanzano tre proposte nel nuovo documento “Money for Nothing”. In primo luogo, le due Ong propongono una tassa sulle transazioni valutarie (Currency Transaction Tax) di almeno lo 0,005%. Se applicata sulle quattro maggiori valute di riserva (dollaro USA, Yen, Euro e Sterlina) questa tassa permetterebbe di raccogliere almeno 33 miliardi di dollari all’anno (23,1 miliardi di dollari) senza distorcere il mercato valutario.La seconda misura proposta è il trasferimento di almeno il 50% dei diritti speciali di prelievo dei paesi più ricchi ai paesi più poveri. I diritti speciali di prelievo (Dsp), detti anche “paper gold”, sono l’unità di conto valutaria utilizzata dal Fondo Monetario Internazionale per rimpiazzare l’oro nelle transazioni internazionali. Il G20 di aprile ha deciso di creare 285 miliardi di dollari (199,8 miliardi di euro) di Dsp per disporre di nuova liquidità a livello globale e impedire la recessione. Tuttavia , i diritti non sono stati distribuiti in modo equo, ma in modo direttamente proporzionale alla ricchezza del paese. Oxfam International e Ucodep chiedono di trasferire ai paesi in via di sviluppo la metà dei diritti dei paesi ricchi, equivalente a 89 miliardi di dollari (62,4 miliardi di euro). La terza misura prevede la riforma dei paradisi fiscali , che permetterebbe di raccogliere 160 miliardi di dollari (112,1 miliardi di euro) e farebbe recuperare ai paesi più ricchi le loro entrate fiscali. L’ultimo G20 ha già deciso di affrontare la questione in cooperazione con l’OCSE. Ma è ancora troppo poco. Oxfam International e Ucodep chiedono ai ministri delle Finanze del G20 un accordo multilaterale per lo scambio automatico delle informazioni tra autorità fiscali. “Il vantaggio di queste proposte è che permettono al G20 di salvare i più poveri senza mettere le mani nelle tasche del contribuente”, commenta Farida Ben a, portavoce di Oxfam International e Ucodep . “I paesi ricchi hanno speso 18 mila miliardi di dollari (12,63 mila miliardi di euro) per salvare le banche. Ora non possono usare le difficoltà di bilancio come scusa per non aiutare i paesi in via di sviluppo, specialmente quando ci sono fonti alternative di finanziamento che costano poco o niente”. Secondo la Banca Mondiale e le Nazioni Unite, solo quest’anno a causa della crisi economica ci saranno tra i 50 e i 100 milioni di nuovi poveri, costretti a vivere con meno di 1,25 dollari al giorno.

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