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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘prematuri’

Infezioni ospedaliere: Rischi per i nati prematuri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2021

La mortalità e la morbosità associate all’insufficienza respiratoria del neonato pretermine hanno subito negli ultimi venti anni una considerevole riduzione, con la diffusione della profilassi materna steroidea e l’impiego del surfattante esogeno. Altre patologie, tuttavia, che provocano una degenza prolungata in Terapia Intensiva Neonatale e aumentano il rischio di morte, sono rimaste invariate. Tra queste l’enterocolite necrotizzante (NEC), che colpisce ancora il 5-7% dei neonati con età gestazionale < 28 settimane alla nascita, provocando la morte nel 25-30% dei casi o le infezioni ospedaliere, chiamate anche infezioni ad insorgenza tardiva (late onset sepsis) o infezioni correlate all’assistenza, che colpiscono circa il 15-20% dei neonati molto pretermine. Un neonato che pesa meno di 1500 grammi alla nascita ha una probabilità tre volte maggiore di contrarre una infezione ospedaliera di un neonato più grande e la mortalità nei neonati affetti da questa condizione è circa 3-4 volte quella dei non infetti, a parità di condizioni cliniche di base. L’immaturità del sistema di difesa immunitario del neonato lo rende particolarmente vulnerabile all’attacco da parte degli agenti patogeni, oltre che scarsamente capace di circoscrivere l’infezione stessa, che di conseguenza esita in un quadro di malattia invasiva generalizzata, cioè in un quadro di sepsi, ad evoluzione talvolta rapidamente drammatica. Questa suscettibilità alle infezioni è tanto più elevata quanto più il neonato è prematuro, sia perché la precoce interruzione della gravidanza interrompe il processo di maturazione del sistema immunitario fetale, sia per il mancato o diminuito trasferimento dalla madre al feto di fattori immunitari protettivi, in particolare immunoglobuline, che si verifica soprattutto nelle ultime settimane di gravidanza. Le procedure invasive, come la ventilazione assistita o la nutrizione attraverso cateteri venosi, che si rendono spesso necessarie per consentire la sopravvivenza dei neonati più piccoli ricoverati nelle Terapie Intensive Neonatali, rappresentano, inoltre, fattori di rischio aggiuntivi di infezione in questa sottopopolazione di neonati. È per questo motivo che la SIN si è posta negli ultimi anni l’obiettivo di diffondere pratiche cliniche di provata efficacia per prevenire l’insorgenza delle sepsi ospedaliere nei neonati ricoverati nelle Terapie Intensive Italiane. In occasione del XXVII Congresso Nazionale, che si terrà a Roma dal 6 al 9 ottobre, presso il Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel e in collegamento digitale sulla piattaforma Health Polis (https://www.sin-neonatologia.it/congresso-nazionale-2021/), verrà infatti presentata la nuova Linea Guida SIN per la Prevenzione delle Infezioni Ospedaliere, che, fornendo una serie di raccomandazioni basate sulle evidenze più recenti, ha lo scopo di uniformare procedure e precauzioni di prevenzione nelle neonatologie del territorio nazionale. Il lavoro è frutto della collaborazione di un folto gruppo interdisciplinare di professionisti, che ha elaborato indicazioni su argomenti cardine della prevenzione delle infezioni ospedaliere: la gestione dei cateteri vascolari, la prevenzione delle polmoniti da ventilazione, i detergenti da utilizzare per il lavaggio delle mani, la gestione degli eventi epidemici e l’uso appropriato degli antibiotici.

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Il linguaggio nei bambini prematuri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2010

Il cervello deve essere maturo, pronto a ricevere gli stimoli per elaborarli. Per questo non bisogna disperare se nei primi mesi di vita lo sviluppo cognitivo del bambino nato pretermine risulta più lento. Diamo tempo al suo cervello di maturare?. Lo sostiene Jacques Mehler, direttore del Laboratorio del linguaggio, cognizione e sviluppo della Sissa di Trieste e figura di spicco internazionale negli studi sull’apprendimento linguistico. Insieme a Marcela Pena e Enrica Pittaluga, sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) di questa settimana, Mehler spiega l’interazione tra fattori biologici e ambientali durante le prime fasi dello sviluppo cognitivo e in particolare dimostra che la maturità neuronale del cervello è uno dei fattori chiave nei primi stadi dello sviluppo del linguaggio. “Se nei primi mesi di vita extrauterina, tra prematuri e bambini nati a termine, si riscontrano differenze nello svolgimento di operazioni cognitive o nello sviluppo linguistico, quando i bambini hanno due anni tali differenze non si riscontrano più” racconta il docente di neuroscienze cognitive della Scuola di Trieste. Due sono i fattori determinanti per lo sviluppo dell’acquisizione delle abilità linguistiche: l’ambiente, cioé l’esposizione agli stimoli linguistici, e la biologia, ovvero lo sviluppo neurologico del cervello. Per verificare quale tra i due fattori sia l’elemento chiave per l’acquisizione del linguaggio nel primo anno di vita, i ricercatori hanno comparato bambini nati al termine della gestazione (40 ± 2 settimane) e bambini sani nati fortemente pretermine (28 ± 2 settimane gestazionali) nella capacità di distinguere la lingua madre da altre lingue. L’esperimento è stato condotto in Cile presso il servizio di Pediatria dell’Opsedale Sotero del Rio di Santiago. “Finora ben pochi studi avevano indagato l’interazione tra l’esperienza e la maturità del cervello, durante i primi stadi dello sviluppo cognitivo, in bambini prematuri sani. E alla nascita, sappiamo che il sistema nervoso dei bimbi fortemente pretermine è ancora immaturo. Parliamo di bambini nati a sei mesi di gestazione” commenta Mehler. L’esposizione postnatale alla lingua madre fa sì che i bambini prematuri riescano a distinguere la propria lingua da un’altra, indipendentemente dal grado di sviluppo neurologico del cervello” Per scoprire questo i ricercatori hanno registrato con elettroencefalogramma l’attività cerebrale di bambini prematuri (pre-term, PT) e nati a termine (full-term, FT), durante l’ascolto della propria lingua madre (lo spagnolo), di una lingua ritmicamente molto simile (l’italiano) e di una lingua ritmicamente molto diversa (il giapponese). A tre, sei e a nove mesi di vita extrauterina: tenendo conto quindi della loro maturità neuronale e dei mesi di esposizione agli stimoli verbali.

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Family Trainer al Forlanini

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2009

Roma 8 aprile ore 11 Ospedale San Camillo Forlanini Un  Family Trainer  alla neonatologia del San Camillo i bambini prematuri per prospettare i problemi di salute dei piccoli ricoverati, e loro famiglie e il percorso di cura svolto dagli  operatori trainer .Il  progetto  Salvamamme Family Trainer  è promosso dall Associazione Salvamamme in  collaborazione con l Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini e realizzato grazie all intervento dell ISMA   Istituti Santa Maria in Aquiro. Il progetto nasce, su richiesta del personale medico dell U.O.C. Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell Azienda Ospedaliera San Camillo   Forlanini, per supportare neonati prematuri o con gravi patologie , al fine di favorire il raggiungimento dell autonomia e per sostenere il nucleo familiare, specialmente se in condizioni di disagio socio-economico. All incontro saranno presenti: il Dott. Luigi Macchitella, Direttore Generale Azienda Ospedaliera S. Camillo Forlanini; il Prof. Claudio Donadio, Direttore del Dipartimento Materno Infantile; la dott.ssa Elsa Buffone, Direttore dell U.O.C. Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del S. Camillo, il dott. Mario Marconi, Neonatologo dell U.O.C. Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del S. Camillo e Referente del progetto di appropriatezza  Proteggere i neonati a rischio , la dott.ssa Paola Guerci, Commissario ISMA, Grazia Passeri, Presidente Salvamamme,  Annalisa Crocetto, Psicologa Responsabile Salvamamme. Nel corso dell’incontro saranno presentati i dati sul progetto appena concluso, che illustreranno il numero di bambini e di famiglie sostenute ed i risultati ottenuti.

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