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Dov’è il buon governo?

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2011

italia

Image by pynomoscato via Flickr

Da anni, oramai, l’Italia soffre di quel male oscuro che possiamo indicare nella mancanza di un governo che sappia essere virtuoso nell’esercizio del suo mandato. Si ha l’impressione che la stessa democrazia, che i nostri padri hanno costruito con tanta fatica e al prezzo di non poche vite immolate alla causa, oggi è messa in discussione. Si è voluta creare una condizione favorevole perché si possa favorire al meglio un rapporto tra la volontà popolare e chi è demandato ad amministrarla. Sulla carta tale condizione aveva tutte le premesse per funzionare al meglio. La fattispecie pratica non ha rilevato la validità di tale rapporto. Oggi abbiamo amministratori eletti in nome del popolo che si rivelano negatori del mandato ricevuto. Viene, praticamente, stabilito un nuovo primato che è quello di una riedizione, corretta e riveduta, ma fondamentalmente la stessa, di quando l’imperatore si serviva di vassalli, valvassori e valvassini per esercitare il suo potere e delegare le sue prepotenze ai servi della gleba. E quando gli umili si sono sentiti riscattati dalle rivoluzioni borghesi e hanno confidato su una cultura del consenso a più voci di fatto su sono rivisti respinti nel loro ghetto, sia pure con forme di trattamento più raffinate ma anche più sadiche, rispetto ai tempi passati.
Lo scoramento sta nella consapevolezza che non è la volontà di popolo che prevale ma è quella di una minoranza che si sente portatrice di un potere che va oltre il consenso democratico che pure sa imbrigliare volgendolo a proprio favore, per riconoscere che si può vivere solo in un modo che è quello dell’avere e non dell’essere.
E se vogliamo restare alla realtà odierna niente di più infausto è il governo che si è dato l’Italia dove l’esercizio del potere fa scempio della volontà popolare, la condiziona con martellanti messaggi mediatici, l’addormenta con una speranza di tempi migliori e umilia la politica rendendola uno strumento inutile e costoso.
Forse non ci rendiamo del tutto conto che stiamo perdendo del tutto la nostra libertà, che stiamo subendo l’attacco più proditorio e satanico dei poteri forti dove non domina la maggioranza di popolo ma una ristretta cerchia e che non esita a renderci consapevoli che non esiste libertà, giustizia e uguaglianza se non si appartiene alla schiera degli eletti, di quella minoranza che si rifà al 10% della popolazione mondiale. Gli altri sono tutti figli di una razza inferiore, a metà strada tra la scimmia e l’essere umano. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Riforma fiscale e investimenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2010

Riforma fiscale e garanzie sugli investimenti stranieri tra le agevolazioni per le nostre imprese
Turismo, infrastrutture, energia: ecco dove le Pmi friulane possono investire in Albania Relazioni economiche stabili e con ottime opportunità di crescita in settori strategici come l’energia, il turismo e le infrastrutture. Con queste premesse, la Camera di commercio di Udine ha proposto questa mattina un seminario sull’Albania, per conoscere il Paese e le possibilità di investimento per le Pmi friulane. Un incontro introdotto dal vicepresidente della Cciaa Marco Bruseschi, che si è avvalso anche della qualificata presenza del presidente e del direttore delle relazioni internazionali della Camera di commercio di Tirana, Nikolin Jaka e Koli Sinjari, nonché di Daniela Maizeni, rappresentante dell’Ente camerale di Tirana in Fvg, e della testimonianza di Paolo Marpillero, di Marpillero e associati Architetti, caso di successo di un imprenditorie friulano nel Paese balcanico. «Stiamo intensificando i rapporti con l’Albania – ha spiegato Bruseschi –, con cui abbiamo ottime relazioni, convinti che le opportunità di crescita per le rispettive economie siano notevoli. Le nostre imprese possono trovare interessanti sbocchi in un Paese il cui Pil, per il 2010, è atteso in crescita del 3%. Il saldo commerciale del Fvg verso l’Albania si è attestato nel 2009 sui 15 milioni di euro: vi sono perciò significative possibilità, in settori strategici su cui l’Albania sta investendo molto». La quota di export della provincia di Udine rappresenta il 47,6% dell’intera regione.
Rilevanti le riforme fiscali e di semplificazione burocratica illustrate da Jaka, così come i vantaggi in termini di risorse umane, che in Albania hanno elevata scolarizzazione e per la maggior parte hanno buona conoscenza della lingua italiana. All’interno delle relazioni tra Italia e Albania, Bruseschi ha anche ricordato il Protocollo bilaterale di cooperazione allo sviluppo, firmato il 12 aprile dal Ministro degli Esteri Frattini e dal vice Primo Ministro albanese Ilir Meta, «che definisce – ha detto – l’agenda per gli anni 2010-2012. I nuovi investimenti si concentreranno in tre settori: settore privato, sviluppo rurale e sviluppo sociale. È quindi previsto un finanziamento aggiuntivo di 15 milioni di euro per la linea di credito in favore delle piccole e medie imprese».

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Sirm e importanza prevenzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

Elevato livello scientifico e grande partecipazione hanno caratterizzato il 44° Congresso della Società Italiana di Radiologia Medica che si è concluso, alla Fiera di Verona e che ha visto la presenza di circa 6000  radiologi. Per cinque giorni il quartiere della Fiera si è trasformato in una vera  e propria cittadella della radiologia (il congresso ha occupato infatti venti mila mq) registrando un numero di presenze come mai si erano contate in precedenti congressi della SIRM. <Anche la presenza degli specialisti a livello internazionale è stata di forte impatto- prosegue il Presidente – e ha creato le premesse per scambi con importanti Società scientifiche, destinati ad essere approfonditi nel futuro>. L’ elezione di Verona a capoluogo della radiologia medica non ha fatto altro che testimoniare il livello d’eccellenza  degli specialisti scaligeri chiamati a dar vita all’appuntamento scientifico più importante che ha cadenza biennale e che da 36 an ni non si svolgeva in Veneto. La quarantaquattresima edizione è stata così lo spunto per recare omaggio alla memoria di Carlo Procacci, illustre radiologo veronese, scomparso prematuramente, che molto ha contribuito in campo nazionale e internazionale alla didattica e alla ricerca scientifica. Al Congresso ha fatto gli onori di casa, il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio che venerdì scorso ha inaugurato l’evento ribadendo l’importanza di uno dei temi centrali dell’appuntamento scientifico: la prevenzione, primaria (lo stile di vita), ma anche secondaria, cioè gli screening sulla popolazione asintomatica per poter  individuare in tempo patologie gravi come i tumori o le malattie cardiovascolari. E in quest’ambito il prof. Giovanni Simonetti, Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Oncologia e malattie cardiovascolari” del Ministero della Salute,  ha anticipato il testo finale del “Programma nazionale triennale per l’utilizzo della diagnostica per immagini nella prevenzione delle  malattie cardiovascolari” (2011-2013) che verrà presentato a fine giugno al Ministro della Salute. Mentre il dott. Daniele Regge, Direttore dell’UOA di Radiologia dell’IRCC di Candiolo (TO), ha presentato un programma di screening dei tumori al colon retto, basato sull’impiego della colonscopia virtuale associata a sistemi di lettura altamente informatizzati. Il progetto, che si chiama “Proteus” , costituisce il primo studio clinico al mondo di questo tipo e sarà condotto in Piemonte e a  Verona e coinvolgerà 26 mila persone, dai 58 anni in su. Vale la pena di ricordare che il tumore al colon colpisce ogni anno 47 mila nuove persone e nasce in forma benigna per trasformarsi solo nel tempo in maligna. E’ quindi il tumore che meglio si presta alla prevenzione. La nuova metodica, risultando meno invasiva dovrebbe invogliare i soggetti a rischio a sottoporsi al nuovo screening. Nell’ambito della giornata conclusiva un successo inaspettato hanno riscosso anche le ultime tavole rotonde pro e contro in programma, “La RM della prostata” e    il “Processo ad un radiologo”, una simulazione in aula, di quelle che potrebbero essere le problematiche nel rapporto medico (nella fattispecie radiologo-paziente) in termini di colpa e responsabilità medica. La sessione è stata coordinata dal dott. Domenico De Leo, hanno parlato l’avv. Paolo Guarienti e l’avv. Luigi Sancassani, del foro di Verona,  il PM di Verona Maria Cristina Motta. Grande attenzione da parte degli specialisti per le considerazioni del Giudice dott. Sandro Sperandio.  La giornata conclusiva ha visto inoltre il passaggio di consegne tra il presidente uscente della SIRM, dott. Alfredo Siani e quello entrante, prof. Antonio Rotondo (responsabile di radiologia diagnostica Azienda ospedaliera Seconda Università degli Studi di Napoli ) che rimarrà in carica per i prossimi due anni.

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Migliorare la legge Tremaglia

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2010

“E’ stata presentata una mozione a prima firma di Aldo Di Biagio, Responsabile Italiani nel Mondo del PdL e sottoscritta da oltre quaranta parlamentari del PdL per sollecitare un impegno del Governo al fine di “fornire ogni elemento utile al Parlamento nell’ambito di un percorso di approfondimento delle criticità emerse con riferimento al diritto di elettorato attivo e passivo dei cittadini italiani residenti all’estero, nonché nell’elaborazione di una eventuale riforma legislativa che garantisca tali diritti, in armonia con il dettato della Costituzione”. “Dato che – si legge nelle premesse dell’atto parlamentare – l’attualità sta ponendo sotto i riflettori, mediatici, politici e sociali la legge Tremaglia che è stata una conquista democratica e valoriale di un Paese e di un popolo, a cui si è giunti dopo anni di lavoro e di emancipazione professionale, sociale e culturale dei tanti italiani emigrati da ogni parte del Paese per giungere in territori a volte lontani migliaia di chilometri per una nuova vita ed una rinnovata dignità”. “L’immagine stessa degli italiani oltre confine – evidenziano i deputati del PdL – ha subito una vigorosa evoluzione nel corso degli ultimi decenni: si è passati da una connotazione iconografica del cittadino meridionale con annessa valigia di cartone, a quella del giovane professionista, che intende specializzarsi oltre confine per avere più possibilità ed eventualmente rientrare in Italia per mettere sul mercato del lavoro l’expertise maturata all’estero – espressione della cosiddetta nuova emigrazione professionale – che costituisce una percentuale crescente dei profili delle nostre comunità oltre confine”. “Una legge ad hoc per riconoscere ai cittadini residente all’estero il diritto al voto in Italia  – continua il testo – è stata identificata unanimemente come il tentativo da parte del Paese di fare i conti con la sua storia, riconoscendo una sorta di riscatto civile a coloro che per anni si sono collocati a latere delle scelte politiche e sociali del Paese di cui erano e sono ancora cittadini e a cui si sentivano ancora visceralmente legati. Sebbene fin dalle prime battute è apparso evidente che la vastità del progetto legislativo con le sue complessità di natura organizzativa e gestionale che questa normativa avrebbe comportato, avrebbe sollecitato talune complessità: non si è inteso sottovalutare il rischio di possibili difficoltà nella gestione delle schede e nella possibilità di avvicinare i cittadini al voto, consapevoli che soltanto un’analisi in itinere avrebbe potuto eventualmente evidenziare i suindicati aspetti. A tal riguardo i problemi palesi si sono collocati nella macchina burocratico-amministrativa che ruota intorno a questa legge”. “Il diritto sancito dalla legge Tremaglia – concludono i proponenti – si colloca in un quadro molto più vasto di rinnovamento e di rinvigorimento del legame della Patria con i cittadini che vivono altrove, legittimato dall’esigenza di tracciare maggiori network di scambi e di contatti con relativi feedback in Italia, in una cornice internazionale economica, culturale e politica sempre più globalizzata

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