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Premio Sacharov 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Roma Mercoledì 12 dicembre ore 11.00 – 13.00 all’Auditorium del Palazzo delle Esposizioni di Roma trasmissione in diretta della premiazione del Sacharov 2018 al regista ucraino Oleg Sentsov (in carcere in Russia) e dibattito con il dissidente venezuelano Lorent Saleh, vincitore dell’edizione 2017Diritti umani e libertà fondamentali: in occasione della consegna a Strasburgo del Premio Sacharov 2018 al regista ucraino Oleg Sentsov, l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia organizza a Roma un evento di riflessione su questi valori alla base della costruzione comunitaria e della convivenza democratica. Ospite dell’evento il dissidente venezuelano Lorent Saleh, vincitore del Sacharov 2017 come membro dell’Opposizione democratica venezuelana e come rappresentante di tutti i prigionieri politici detenuti nel Paese sudamericano.“Chi come noi sogna di cambiare il mondo – ci scrive in un messaggio Saleh in vista dell’evento di mercoledì – non si dà mai per vinto: dico grazie all’Europa per appoggiare la causa della libertà in Venezuela e nel mondo”.Come quest’anno Sentsov, attualmente in carcere in Russia (il Premio verrà consegnato al suo avvocato ed a sua cugina, che leggeranno un suo discorso), l’anno scorso Saleh non ha potuto presenziare alla consegna del Premio a Strasburgo perché in prigione. Il 12 ottobre di quest’anno, Saleh è stato scarcerato ed il giorno dopo ha trovato rifugio in Europa, a Madrid. La sua presenza a Roma, a due mesi dalla sua liberazione per assistere alla consegna del Sacharov al suo successore, acquista quindi un grande valore simbolico, oltre che rappresentare un prezioso stimolo per un dibattito sui diritti umani e le libertà fondamentali nel mondo e sul ruolo della Ue come promotrice di questi valori.Il dibattito sarà presentato da Fabrizio Spada dell’Ufficio del Parlamento europeo e moderato da Marcello Campo, giornalista dell’Ansa.

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30 anni di Premio Sacharov per la libertà di pensiero: Incontri con Yamile Saleh

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

Roma 18 giugno 2018 ore: 11.00 Sala dei Mosaici Via IV Novembre, 149, Milano 19 giugno 2018 ore: 16.30 Sala Conferenze Corso Magenta, 59 Yamile Saleh, madre del prigioniero politico venezuelano Lorent Saleh, Premio Sacharov 2017, sarà ospite di due eventi organizzati dagli Uffici del Parlamento europeo in Italia a Roma e Milano. In occasione del trentesimo anniversario del Premio Sacharov, Yamile Saleh discuterà di diritti e libertà. A Roma interverranno anche Betty Grossi, l’attivista italiana che fu arrestata nel 2015 in Venezuela, e Maria Claudia Lopez (VenEuropa); a Milano ci sarà la presidente di VenEuropa Patricia Betancourt.Nel 2017, durante la sessione plenaria a Strasburgo, il Parlamento europeo ha conferito il Premio Sacharov per la libertà di pensiero ai rappresentanti dell’opposizione democratica in Venezuela. L’opposizione è costituita dall’Assemblea nazionale (guidata da Julio Borges) e da tutti i prigionieri politici figuranti nell’elenco del Foro Penal Venezolano, rappresentati da Lorent Saleh, Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Alfredo Ramos e Andrea González. Il Venezuela sta attraversando una serissima crisi politica e economica. All’Assemblea nazionale, che aveva una maggioranza contraria al governo, fu tolto il potere e, secondo il Foro Penal Venezolano, ci sono ancora centinaia di prigionieri politici nel paese.Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani aveva così commentato la decisione relativa al premio: “Il Parlamento europeo è da sempre in prima linea per difendere e promuovere la libertà, la democrazia e gli altri diritti umani, dentro e fuori i nostri confini. Oggi abbiamo il dovere di denunciare, ancora una volta, l’inaccettabile situazione del Venezuela. Questo Parlamento vuole manifestare la sua vicinanza e rendere omaggio a tutto il popolo venezuelano.”

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L’opposizione democratica in Venezuela riceve il Premio Sacharov 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

Portrait of Antonio TajaniI rappresentanti dell’opposizione democratica in Venezuela hanno ricevuto oggi 13 dicembre a Strasburgo il Premio Sacharov per la libertà di pensiero. “Il premio è per tutti i venezuelani nel mondo”, ha detto il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani alla consegna del premio. Il Presidente ha sottolineato il peggioramento della situazione dei diritti umani in Venezuela e ha chiesto “il ritorno a libere elezioni con la partecipazione di tutti affinché il popolo venezuelano possa decidere del proprio futuro”. “Lo scorso weekend il presidente Maduro ha deciso in maniera arbitraria e antidemocratica di proibire ai principali partiti di opposizione di presentarsi alle elezioni presidenziali. Questa situazione non può continuare. Vogliamo che il paese torni alla democrazia, alla libertà e alla dignità”, ha inoltre detto Tajani nel suo discorso. “Si tratta di un riconoscimento per le madri che si privano del cibo per salvare i propri figli, per i bambini che frugano nell’immondizia per placare la fame, per gli anziani che muoiono per l’assenza delle medicine. I giovani che sono costretti a emigrare per disperazione vengono riconosciuti da questo premio, così come gli insegnanti che superano la cecità ideologica e continuano a formare giovani uomini e donne liberi in Venezuela. È per tutti quelli che lottano per i diritti umani in Venezuela, per i giornalisti che rischiano la vita per mostrare una realtà che si vuole far tacere”, ha detto il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana Julio Borges. Borges ha ricordato che “la fame è diventata un sistema politico in Venezuela: il 75% dei venezuelani ha perso dieci chili nel corso degli ultimi dodici mesi”. Per questo Borges ha chiesto aiuti umanitari per il suo paese e l’osservazione attenta delle prossime elezioni da parte dell’UE e del resto del mondo.“Trasformeremo questo premio in fiori da portare sulle tombe dei venezuelani. Al contrario di coloro che sono illegalmente al potere in Venezuela adesso e che usano le armi per schiacciare la costituzione e le leggi delle repubblica, noi vogliamo la pace. Non cerchiamo vendetta ma giustizia”, ha detto Antonio Ledezma, sindaco di Caracas, prigioniero politico adesso in esilio in Europa. “Questo premio ci dà più energia per continuare la lottare per i valori e i principi della democrazia”, ha aggiunto.
Alla cerimonia hanno partecipato: Julio Borges, presidente dell’Assemblea nazionale, Antonio Ledezma, sindaco di Caracas, e i familiari e rappresentanti dei prigionieri politici, cioè Leopoldo López e Antonieta Mendoza (genitori di Leopoldo López), Patricia Gutiérrez (moglie di Daniel Ceballos), Yamile Saleh (madre di Lorent Saleh), José Ignacio Guédez (avvocato di Alfredo Ramos) e Alejandra González, sorella di Andrea González. Antonio Tajani ha anche accolto un’altra finalista del Premio Sacharov, Aura Lolita Chavez Ixcaquic, e la figlia di Dawit Isaak, Betlehem Isaak, in rappresentanza del padre che è in prigione dal 2001 ed è stato visto l’ultima volta ben dodici anni fa. Il Presidente del Parlamento europeo ha colto l’occasione per chiedere alle autorità eritree di liberare immediatamente Isaak.

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I finalisti del premio Sacharov per la libertà di pensiero 2017

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 ottobre 2017

parlamento europeoEcco chi sono i finalisti dell’edizione 2017 del premio Sacharov per la libertà di pensiero. Il vincitore sarà annunciato il 26 ottobre dalla Conferenza dei Presidenti formata dal Presidente del Parlamento europeo e dai leader dei gruppi politici, selezionerà il vincitore tra i tre finalisti. Il premio, che consiste in un attestato e in un premio in denaro di 50 000 euro, sarà consegnato durante una cerimonia di premiazione al Parlamento europeo a Strasburgo il prossimo 13 dicembre.
Aura Lolita Chavez Ixcaquic, un’attivista per i diritti umani in Guatemala. Fa parte del Consiglio delle popolazioni Ki’che (CPK), un’organizzazione che si batte per la salvaguardia delle risorse naturali e dei diritti umani contro l’espansione delle industrie minerarie, del legno, idroelettriche e agricole nel territorio. Lei e la sua associazione sono state oggetto di minacce.
L’opposizione democratica in Venezuela: l’Assemblea nazionale (Julio Borges) e tutti i prigionieri politici nella lista del Foro Penal Venezolano, rappresentati da Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Lorent Saleh, Alfredo Ramos e Andrea González. La situazione in Venezuela è andata seriamente peggiorando sia per la democrazia che per i diritti umani e l’economia, in un clima di crescente instabilità politica e sociale. I prigionieri politici e l’opposizione democratica venezuelani erano già stati inseriti nella rosa dei finalisti nel 2015.
Dawit Isaak, giornalista, drammaturgo e scrittore svedese-eritreo: nel 2001 è stato arrestato dalle autorità eritree durante una repressione politica e si trova in carcere da allora. Non è mai più stato visto dal 2005. Dawit Isaak era già stato finalista del premio Sacharov nel 2009.
Anche Asia Bibi, Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag e Pierre Claver Mbonimpa erano tra i candidati al premio di quest’anno. Maggiori informazioni su tutti i candidati qui.
Il premio Sacharov per la libertà di pensiero, intitolato allo scienziato sovietico e dissidente politico Andrej Sacharov, viene assegnato ogni anno dal Parlamento Europeo. Il premio è stato istituito nel 1988 per onorare persone e associazioni che si sono distinte nella difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali. L’anno scorso il premio è stato assegnato a Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar.

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Premio Sacharov: “Raif Badawi ha avuto il coraggio di dire no alle barbarie”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2015

Raif Badawi“Raif Badawi ha avuto il coraggio di alzare la voce e dire no alle barbarie. Ecco perché lo hanno punito” ha dichiarato Ensaf Haidar, la moglie dell’attivista per i diritti umani saudita, ritirando il premio Sacharov 2015 per la libertà di pensiero a Strasburgo mercoledì 16 dicembre. Badawi è stato premiato dal Parlamento europeo per la sua lotta per la libertà di parola e di pensiero in Arabia Saudita.
“Badawi è diventato un simbolo e un riferimento per tutti quelli che combattano per i diritti fondamentali nella regione, e oltre” ha sottolineato il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz durante la cerimonia. “Nonostante i rischi, attraverso la sua attività di blogger ha coraggiosamente incoraggiato il pensiero libero esercitando la sua libertà di espressione e colmando un vuoto lasciato dalla mancanza di libertà di stampa nel suo paese”.Il Presidente del PE ha anche chiesto l’amnistia al re Salman d’Arabia Saudita e di liberare immediatamente e incondizionatamente Raif Badawi.Il Presidente del PE Martin Schulz ha anche invitato la autorità saudite di interrompere la censura sistematica dell’espressioni pacifiche, riferendosi a personalità come Waleed Abu al-Khair, Abdulkarim Al-Khodr, Ashraf Fayadh e Ali Mohammed al-Nimr. Il Presidente è stato appluadito quando ha richiesto la liberazione di Mohammed al-Nimr, attualmente condannato a morte. E ha ricordato che l’Arabia Saudita è stata eletta al Consiglio dei diritti umani dell’ONU.”Siamo preparati ad un confronto sui diritti umani”, ma “nessun gesto di terrore o sistema penale disumano ci potrà dissuadere dalla lotta per i diritti umani. Nessun alibi legato alla sicurezza, nessun accordo sulle armi o sul petrolio ci farà cedere” ha aggiunto Schulz.Il Presidente ha anche ricevuto i rappresentanti dei due finalisti 2015: Maria-Alejandra Aristeguieta-Alvarez, rappresentante dell’opposizione democratica del Venezuela e Olga Shorina, il direttore esecutivo della Fondazione Boris Nemtsov per la libertà.
“I liberi pensatori arabi devono nascondere le proprie idee per riuscire ad andare avanti” ha ricordato la moglie Ensaf Haidar, citando il marito durante la cerimonia a Strasburgo. “Le idee libere e aperte sono considerate blasfeme nell’ideologia adottata dalle società arabe, in cui ogni pensiero libero è decadenza e una deviazione rispetto al vero cammino”.”Raif Badawi non è un criminale. È uno scrittore e un libero pensatore: questo è il solo crimine di Raif Badawi. Quello di essere una voce libera in un paese che non accetta altro che il pensiero unico”. Attualmente la moglie vive in esilio in Canada con i loro figli.”È solo un pensatore musulmano che ha rifiutato di far parte del gruppo di ecclesiastici che vivono fuori del tempo e governano usando leggi ingiuste e tiranniche”.Haidar ha ringraziato il Parlamento europeo per il premio: “Il conferimento del Premio Sacharov a Raif Badawi è momento storico. Un atto di coraggio per tutti coloro che hanno sostenuto Raif”.
Raif Badawi è un blogger e un sostenitore della libertà di pensiero e di espressione. É stato condannato a dieci anni di carcere, 1.000 frustate e una multa per ospitare dei messaggi considerati blasfemi dalle autorità saudite sul suo sito web, che promuove il dibattito sociale, politico e religioso.La prima serie di frustate pubbliche a gennaio 2015 ha provocato grandi proteste a livello internazionale e hanno anche suscitato delle preoccupazioni per la sua salute, che finora ha impedito ulteriori pene. Ma Badawi si trova ancora in carcere e non potrà ritirare il premio di persona.Purtroppo questo non è un evento insolito nella storia del Premio Sacharov. Fra molti altri, Aung San Suu Kyi, Premio Sacharov 1990, ha vinto il premio mentre era agli arresti domiciliari e ha ricevuto il premio di persona 23 anni più tardi.

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