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Posts Tagged ‘Premio Sakharov’

Le Président du Parlement européen, Antonio Tajani, à l’occasion de la cérémonie de remise du prix Sakharov 2017 à l’opposition démocratique au Venezuela

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

strasburgo-parlamento-europeoStrasbourg. Il premio Sakharov 2017 per la libertà di pensiero è stato assegnato dalla plenaria del Parlamento europeo, a Strasburgo, all’opposizione democratica del Venezuela, in particolare all’Assemblea nazionale presieduta da Julio Borges e a tutti i prigionieri politici che figurano nell’elenco del Foro Penal Venezolano, rappresentati da Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Lorent Saleh, Alfredo Ramos e Andrea González.Il Presidente Tajani ha ricordato che “fin dai primi vincitori, questo premio rappresenta un omaggio alle persone o alle organizzazioni che hanno dedicato la loro vita o il loro operato alla difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali. E’ divenuto il massimo riconoscimento dell’Unione europea per i difensori dei diritti umani. Con questa cerimonia, ogni anno, inviamo al mondo un messaggio forte”.Nel presentare i vincitori, il Presidente ha dichiarato che, al di là dell’opposizione democratica, il premio “va a tutti i cittadini venezuelani nel mondo”. L’Assemblea nazionale del Venezuela, la sola ad essere legittima e democraticamente eletta, rappresenta il cuore della democrazia e il simbolo del pluralismo. Indicando che l’altro pilastro della democrazia è la libertà di espressione, il Presidente Tajani ha fatto riferimento ai prigionieri politici, i quali sono circa 300, secondo i dati del Foro Penal Venezolano.Il Parlamento denuncia la situazione nel Paese latinoamericano, rivolge un appello affinché si proceda a una transizione pacifica verso la democrazia e rende omaggio al popolo venezuelano, in particolare a coloro che hanno perso la vita durante le manifestazioni di protesta pacifiche contro il governo e ai cittadini che sono stati ingiustamente incarcerati, per aver espresso le loro opinioni.
“Lo scorso fine settimana, il Presidente Maduro ha deciso, in maniera arbitraria e antidemocratica, di vietare ai principali partiti d’opposizione di partecipare alle elezioni presidenziali. Non si può continuare in questo modo”, ha commentato il Presidente Tajani.Negli ultimi anni, il Parlamento europeo ha espresso a più riprese – in quattro risoluzioni – la sua posizione sul Venezuela, sottolineando la necessità di istituire un corridoio umanitario e di liberare i prigionieri politici. Allo stesso tempo, il Parlamento è stata la prima istituzione a chiedere all’Unione di adottare delle sanzioni contro il governo del Presidente Maduro.Il Presidente Tajani ha, altresì, reso omaggio ai due finalisti presenti, Aura Lolita Chávez Ixaquic, leader indigena guatemalteca, e Bethlehem Issak, figlia di Dawit Isaak, giornalista eritreo imprigionato per aver esercitato il proprio diritto alla libertà di espressione.

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Il Premio Sakharov 2017 all’opposizione democratica in Venezuela

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 ottobre 2017

Portrait of Antonio TajaniLa consegna ufficiale del premio all’Assemblea nazionale (Julio Borges) e a tutti i prigionieri politici figuranti nell’elenco del Foro Penal Venezolano avverrà il 13 dicembre a Strasburgo.L’assegnazione del premio all’opposizione democratica venezuelana è stata decisa, come ogni anno, dalla Conferenza dei Presidenti, cioè dai leader dei gruppi politici e dal Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Il Presidente Tajani, dopo aver annunciato la decisione, ha detto: “Il Parlamento europeo è da sempre in prima linea per difendere e promuovere la libertà, la democrazia e gli altri diritti umani, dentro e fuori i nostri confini. Oggi abbiamo il dovere di denunciare, ancora una volta, l’inaccettabile situazione del Venezuela. Oggi questo Parlamento vuole manifestare la sua vicinanza e rendere omaggio a tutto il popolo venezuelano.” Opposizione democratica in Venezuela: l’Assemblea nazionale (Julio Borges) e tutti i prigionieri politici figuranti nell’elenco del Foro Penal Venezolano, rappresentati da Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Lorent Saleh, Alfredo Ramos e Andrea González. venezueIl Venezuela sta attraversando una crisi politica. Il partito al potere ha continuamente limitato lo Stato di diritto e l’ordine costituzionale e nel marzo 2017 la Corte suprema ha tolto il potere legislativo all’Assemblea nazionale eletta democraticamente. Julio Borges, presidente dell’Assemblea nazionale, ha riassunto la situazione in Venezuela con queste parole: “Non è solo un scontro politico in Venezuela. È uno scontro vitale ed esistenziale basato sui valori.” Nello stesso tempo, il numero dei prigionieri politici è salito a oltre seicento, secondo l’ultima relazione del Foro Penal Venezolano, un’organizzazione venezuelana di spicco per la difesa dei diritti umani che offre assistenza legale gratuita alle persone con limitate risorse economiche e che si presume siano vittime di detenzione arbitraria, tortura o violenze durante le proteste. Tra i prigionieri politici figurano leader di primo piano dell’opposizione quali Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Lorent Saleh, Alfredo Ramos e Andrea González.Pur avendo ottenuto gli arresti domiciliari in luglio dopo tre anni di detenzione, il capo dell’opposizione Leopoldo López è stato nuovamente incarcerato nell’agosto 2017. Un altro politico di spicco dell’opposizione, l’ex sindaco di Caracas Antonio Ledesma, è agli arresti domiciliari dal 2015 e sono stati incarcerati anche gli ex sindaci di Iribarren, Alfredo Ramos, e di San Cristobal, Daniel Ceballos, come pure lo studente attivista Lorent Saleh. Tra i prigionieri politici figurano due cittadini spagnoli, Andrea Gonzales e Yon Goicoechea.Dall’inizio dell’anno sono stati uccisi oltre 130 oppositori e più di 500 sono stati arrestati arbitrariamente.

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Nadia Murad e Lamiya Aji Bushar hanno vinto il Premio Sakharov 2016

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

Martin-schulzNadia Murad e Lamiya Aji Bushar, le attiviste Yazide sequestrate dallo Stato Islamico, hanno vinto il Premio Sakharov 2016 per la libertà di pensiero. A scegliere il vincitore, il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz insieme ai capigruppo dei gruppi politici. La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà a Strasburgo il 14 dicembre. Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar sono sopravvissute alla schiavitù a cui erano state costrette dai militanti dello Stato Islamico (IS). Dopo la tragica esperienza, sono diventate portavoce di tutte le donne seviziate e torturate dalla campagna di violenza messa in piedi dall’Isis. In più, le due donne appartengono alla comunità Yazida, una minoranza religiosa irachena oggetto di persecuzione da parte del califfato. Sono diventate portavoce anche delle istanze di questo gruppo indebolito dalle violenze in atto nell’area. “Stiamo dimostrando che la lotta di Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar non è stata vana e l’Europa è pronta a sostenerle passo dopo passo per aiutare a combattere le brutalità commesse da questo sedicente Stato Islamico, che terrorizza ancora troppe persone – ha sottolineato il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz annunciando i nomi delle vincitrici in plenaria – Sono riuscite a fuggire e arrivare in Europa, dove sono state accolte e protette”.
Nadia Murad Basee e Lamiya Aji Bashar sono state nominate dai gruppi parlamentari Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D) e Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE).
Entrambe le attiviste provengono da Kocho, uno dei villaggi vicino a Sinjar, in Iraq. Il 3 agosto 2014, i militanti dello Stato Islamico hanno ucciso tutti gli uomini del villaggio. Le donne giovani, tra cui Aji Bashar, Murad e le loro sorelle, sono state rapite dai militanti e costrette alla schiavitù sessuale.A novembre 2014, Murad è riuscita a fuggire con l’aiuto di una famiglia che l’ha trasportata fuori dalla zona controllata dai militanti dello Stato Islamico. Ha vissuto per qualche tempo in un campo profughi nel nord dell’Iraq e poi è riuscita ad arrivare in Germania. Un anno dopo, nel dicembre 2015, Murad è stata invitata a parlare al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, dove ha tenuto un discorso molto forte sulla tratta degli esseri umani raccontando la sua esperienza diretta. Nel mese di settembre 2016, è diventata la prima ambasciatrice di UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine) per la dignità dei sopravvissuti alla tratta degli esseri umani. In questo ruolo, sta partecipando a iniziative volte ad aumentare la consapevolezza sulla situazione di schiavitù in cui vivono molte persone in tutto il mondo.Aji Bashar ha cercato di fuggire diverse volte dalla schiavitù senza riuscirci. Ad aprile 2015 ce l’ha fatta, grazie alla sua famiglia che ha pagato alcuni contrabbandieri locali. Durante la fuga, è esplosa una mina che ha ucciso due persone che la stavano aiutando a scappare e Bashar è rimasta ferita gravemente, perdendo quasi completamente la vista. Una volta arrivata al sicuro, è stata traportata in Germania per le cure mediche dove ha potuto incontrare altri sopravvissuti della sua regione. Dall’arrivo in Europa, Bashar svolge attività di sensibilizzazione sulle atrocità commesse alla comunità Yazida in Iraq e aiuta donne e bambini vittime delle violenze dello Stato Islamico.

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Il Parlamento europeo conferisce il Premio Sakharov a Raif Badawi

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2015

Raif Badawi è il vincitore del Premio Sakharov 2015 per la libertà di pensiero, in seguito della decisione presa giovedi dal Presidente del Parlamento, Martin Schulz, e i leader dei gruppi politici. Badawi è un blogger dell’Arabia Saudita che sta attualmente scontando dieci anni di prigione per aver insultato l’Islam sul suo sito web, che promuove il dibattito sociale, politico e religioso. La cerimonia di consegna del Premio Sakharov si terrà a Strasburgo il 16 dicembre.”La Conferenza dei Presidenti ha deciso che il Premio Sakharov sarà assegnato al blogger saudita Raif Badawi” ha annunciato in Plenaria il Presidente Schulz.”Questo uomo, estremamente buono e da esempio per tutti, è stato condannato a una delle più crudeli sanzioni in vigore nel Paese, che può essere descritta come una vera e propria tortura”, ha dichiarato Schulz .”Mi appello al Re dell’Arabia Saudita per bloccare l’esecuzione della sentenza, rilasciare Badawi in modo che possa ritornare dalla propria moglie e permettergli di essere presente nel corso della sessione di dicembre per ricevere di persona il Premio”‘, ha concluso.
Raif Badawi è un blogger dell’Arabia Saudita, un attivista dei diritti umani e autore del sito web Free Saudi Liberals. Fu arrestato nel 2012 e condannato a 10 anni di carcere, 1.000 frustate e una multa per aver insultato i valori islamici sul internet. Ha ricevuto la prima serie di 50 frustrate nel gennaio 2015, il resto sono state rinviate in seguito alle proteste internazionali.All’inizio di questa settimana la moglie di Raif Badawi, Ensaf Haidar, che al momento vive in Canada con i loro tre figli, ha annunciato che le autorità saudite hanno dato il loro assenso a che siano inflitte le rimanenti frustrate.Lo scorso febbraio, il Parlamento europeo aveva approvato una risoluzione che condannava con fermezza la fustigazione di Raif Badawi, definendola un atto crudele e scioccante. Nel documento s’invitavano le autorità saudite a “procedere al suo rilascio immediato e incondizionato, dal momento che è considerato un prigioniero di coscienza, detenuto e condannato unicamente per aver esercitato il proprio diritto alla libertà di espressione”.
Raif Badawi è uno dei tre finalisti di quest’anno. Per saperne di più sugli altri due finalisti – l’opposizione democratica in Venezuela, rappresentata da Mesa de la Unidad Democrática, e l’esponente dell’opposizione politico russo Boris Nemtsov – cliccare qui.
Il Premio Sakharov per la libertà di pensiero è assegnato ogni anno dal Parlamento europeo. È stato istituito nel 1988 per premiare gli individui o le organizzazioni per il loro impegno a favore dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Lo scorso anno il Premio è stato assegnato a Denis Mukwege.Le candidature al Premio Sakharov possono essere presentate dai gruppi politici o da almeno 40 deputati. Le commissioni parlamentari per gli Affari esteri e per lo Sviluppo votano per scegliere tre finalisti. Infine , la Conferenza dei Presidenti – costituita dal Presidente del Parlamento europeo e dai leader dei gruppi politici – sceglie il vincitore.

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Denis Mukwege: lo stupro è un’arma a basso costo, accessibile e molto distruttiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

denisLa comunità internazionale deve tracciare una linea rossa per quanto riguarda l’uso dello stupro come arma di guerra. Abbiamo incontrato Denis Mukwege, vincitore del Premio Sakharov 2014 prima della cerimonia di premiazione, che si terrà mercoledì 26 novembre. Il ginecologo è stato premiato dal Parlamento per il suo lavoro nel trattamento delle donne vittime di violenze sessuali nella Repubblica democratica del Congo. Leggi l’intervista e segui l’evento in streaming.
In che modo il premio ha influenzato il suo lavoro?
Ritengo che il Parlamento europeo abbia capito la gravità della situazione delle donne durante i conflitti. Speriamo di trovare soluzioni per fermare lo stupro usato come arma di guerra, a volte anche come strategia di guerra.
Dr. Mukwege, come molti altri difensori dei diritti umani, si sono un esempio di perseveranza in circostanze molto difficili. Cosa ti fa andare avanti? C’è mai stato un momento in cui è considerato rinunciare?Due anni fa sono stato attaccato a casa, la mia guardia di sicurezza è stata uccisa, i miei figli sono stati presi in ostaggio, ed è vero che in quel momento ho pensato che era troppo difficile. Ho dovuto prendere in considerazione le mie responsabilità di padre di famiglia. Ho lasciato il Congo, ma molto rapidamente sono tornato grazie alla forza di quelle donne.Le donne e le ragazze sono vittime di violenza sessuale in molti dei conflitti di oggi, dalla Repubblica Democratica del Congo alla Siria. Che cosa possiamo fare per proteggere le donne e le bambine dalla violenza sessuale?Ognuno di noi deve capire che lo stupro non è un rapporto sessuale non consensuale. In un ambiente di conflitto, lo stupro è usato come arma di umiliazione, un’arma che disumanizza le donne. Violentare una donna o un bambino davanti a tutti e distruggendo i loro organi genitali non ha nulla di sessuale, è un’umiliazione, una distruzione viziosa.Lo stupro ha le stesse conseguenze, o ancora più grandi, delle armi classiche. In primo luogo provoca lo spostamento in massa della popolazione. In secondo luogo, come con tutte le armi classiche, lo stupro distrugge il numero dei nemici. Alcune di queste donne non saranno più in grado di avere figli. E anche se possono, la loro fertilità sarà molto bassa. In terzo luogo, le sue conseguenze possono passare attraverso le generazioni. Queste donne continueranno a vivere e a contaminare la gente del villaggio, se infettati da una malattia a trasmissione sessuale, trasmettendo la malattia anche ai propri figli. Inoltre quelle che restano incinte avranno figli senza filiazione, contribuendo alla distruzione del tessuto sociale. La comunità internazionale ha tracciato una linea rossa su armi chimiche, nucleari o biologiche. Noi, uomini e donne, dobbiamo chiedere che la linea rossa per stupro, un’arma che è a buon mercato, accessibile ma molto distruttiva.

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