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Posts Tagged ‘premio strega’

Perché Sandra Petrignani dovrebbe vincere il Premio Strega

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

premio strega la corsaradi Giuseppe Russo direttore editoriale di Neri Pozza da L’Arena di Verona, 5 Luglio 2018
«I premi letterari sono una crudeltà», scrisse una volta Umberto Saba, e si premurò di aggiungere: «Soprattutto per chi non li vince».Tra i premi letterari italiani la palma della crudeltà spetta senza alcun dubbio al concorso universalmente considerato più importante: il Premio Strega, che dal 1947 non fa altro che ribadire che il perfetto uomo nietzscheano del risentimento è lo scrittore sconfitto nella sua competizione.Vendette, rappresaglie, ripicche, castighi non si contano nel corso della sua lunga storia. Illustri uomini di lettere, come Fenoglio e Pasolini, non hanno esitato a scambiarsi stilettate al veleno persino per la semplice candidatura al concorso.I colpi bassi, tuttavia, rappresentano, per lo Strega, «il garbage, la spazzatura dell’anima», come una volta ho udito definire l’inconscio da un geniale scrittore inglese contemporaneo. Al di là delle ripicche e delle rivalse, il Premio ha infatti un’anima. E un’anima importante. Fondato nel 1947 dal gruppo di amici che si riunivano la domenica a casa della scrittrice Maria Bellonci, il Premio ha contribuito in maniera rilevante alla formazione del canone della letteratura italiana del secondo Dopoguerra. Tra i suoi vincitori figurano scrittori come Ennio Flaiano (il suo meraviglioso Tempo di uccidere vinse la prima edizione del Premio), Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Anna Maria Ortese, Ferdinando Camon, Goffredo Parise che, nella mia considerazione almeno, sono tra i più grandi del nostro Novecento.Ora, però, il Premio ha un problema. Un problema che non concerne il garbage che ogni concorso si porta necessariamente appresso, ma la sua stessa anima. Le concentrazioni avvenute da anni nel nostro mondo editoriale – un pallido e, forse, inefficace tentativo di opporsi alla calata di Amazon e dei veri grandi gruppi editoriali internazionali nel mercato del libro italiano – hanno fatto sì che il gruppo Mondadori abbia vinto le ultime 4 edizioni del Premio e ben 9 delle ultime 11 edizioni (l’en-plein gli è sfuggito unicamente perché non era ancora fatta l’acquisizione di Rizzoli).Autori, giornalisti, funzionari editoriali e così via, in qualche modo legati a Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Piemme, Frassinelli, sono sempre stati la maggioranza tra gli Amici della Domenica, i giurati dello Strega. Quando, però, queste case editrici erano divise, la Fondazione Bellonci era capace di preservare in qualche modo l’anima originaria del Premio. Con l’acquisizione dapprima di Einaudi e poi di Rizzoli da parte del gruppo Mondadori, le cose sono radicalmente cambiate, come mostra con cristallina evidenza il Palmarès dei vincitori del concorso. Sono perciò due edizioni che la Fondazione organizzatrice del Premio, cui sta davvero a cuore l’autonomia del concorso, tenta di introdurre innovazioni, allargando la giuria agli Istituti di cultura italiana all’estero, ai librai e così via. Il gruppo Mondadori si difende, è naturale che lo faccia. Ogni Impero, grande o piccolo, tenta di difendersi e, come insegna Star Wars, di colpire ancora.Uno degli ultimi condottieri dell’Impero, Gian Arturo Ferrari, sulle colonne dell’Espresso è stato di recente chiaro e perentorio: «l’allargamento della platea elettorale è ininfluente», ha detto, e poi, come si porta oggi tra i grandi capi di governo, ha provveduto a «infrangere un tabù» del politicamente corretto dichiarando: «La ragione per la quale i piccoli editori non vincono lo Strega è che i loro libri piacciono meno di quelli dei grandi editori. Punto».È noto, gli Imperi amano questa rappresentazione: loro da una parte e i piccoli dall’altra (Stati Uniti e Russia preferirebbero, ad esempio, di gran lunga un’Europa fatta di tanti staterelli). Si dà il caso, tuttavia, che nell’editoria italiana le cose non stiano così da un bel po’. Buona parte degli scrittori di talento emersi negli ultimi anni in Inghilterra, Francia, Germania, Stati Uniti, Oriente è andata ad arricchire i cataloghi di un’editoria letteraria indipendente e dalle dimensioni più o meno comparabili con quelle delle sigle letterarie dei grandi gruppi. Potrei enumerare un lungo, sterminato elenco di importanti scrittori che non appartengono, o non appartengono più, ai grandi gruppi, da Amitav Ghosh a Emmanuel Carrère etc. Mi limito, tuttavia, a indicare le sigle editoriali più rilevanti che contribuiscono oggi in maniera decisiva alla diffusione nel nostro paese di libri e autori di talento che «non piacciono affatto meno» di quelli dei grandi gruppi: Adelphi, E/O, La Nave di Teseo, Neri Pozza, Sellerio.Per accorgersi poi di quanto l’affermazione di Ferrari sia totalmente priva di fondamento è sufficiente ricordare il caso della partecipazione di Elena Ferrante al Premio Strega di due anni fa. La Ferrante è la scrittrice che piace di più oggi non soltanto in Italia, ma sul pianeta Terra, eppure non ha vinto lo Strega. Fosse stata pubblicata non da E/O, ma da una qualsiasi delle sigle del gruppo Mondadori, avrebbe naturalmente vinto a mani basse.
La Fondazione Bellonci ha tentato quest’anno, con la prima selezione dei candidati al concorso, di riaffermare l’autonomia del prestigioso Premio. Ma a mio parere vi è un solo modo per sancire una nuova vitalità del Premio e della sua originaria natura: la vittoria di uno scrittore pubblicato da un editore indipendente. Beninteso, nell’edizione di quest’anno tutti i libri arrivati in cinquina sono meritevoli di vincere, ma l’eventuale vittoria di Lia Levi, pubblicata da E/O, o di Sandra Petrignani, pubblicata da Neri Pozza, costituirebbe il vero evento capace di segnare una svolta radicale.Per me, naturalmente, dovrebbe vincere Sandra Petrignani con la sua “Corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” per quattro semplici ragioni: ha più chances della Levi avendo già ottenuto più voti; restituirebbe al concorso la sua vera natura di Premio letterario e non soltanto di fiction; costituirebbe un bellissimo omaggio a una grande scrittrice che ha vinto lo Strega nel 1963 con il suo indimenticabile “Lessico famigliare”; e, last but not least, è pubblicata da Neri Pozza, che è la casa editrice che io dirigo ©L’Arena di Verona.  (foto copyright neri pozza)

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Il Premio Strega Paolo Cognetti porta le sue otto montagne a Modena

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 febbraio 2018

Modena. Domenica 25 febbraio Paolo Cognetti presenta al BPER Forum Eventi Modena “Otto montagne”, il libro che a luglio gli è valso il Premio Stega.
Paolo Cognetti Romanzo di formazione, storia d’amicizia e di un padre e un figlio, con la montagna come protagonista, intesa come quel luogo nel quale ciascuno trova la propria identità e il senso al proprio esistere. L’appuntamento, a in gresso gratuito, è al BPER Forum Eventi
La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio, tempo e misura. Lo sa bene Paolo Cognetti, che tra una vetta e una baita ambienta il suo potentissimo romanzo “Le otto montagne” (Einaudi), che gli è valso il Premio Strega 2017. Cognetti lo presenta a Modena domenica 25 febbraio alle 17.30. E’ una storia di amicizia tra due ragazzi – e poi due uomini – cosí diversi da assomigliarsi, un viaggio avventuroso e spirituale fatto di fughe e tentativi di ritorno, alla continua ricerca di una strada per riconoscersi. La storia del libro sono diverse storie: quella di un figlio unico e del suo rapporto con i genitori amanti della montagna, quella del proprio rapporto con la montagna, quella dei due genitori e dei loro caratteri, e quella di un’amicizia tra due bambini (e poi giovani e adulti) molto diversi tra loro ma che mantengono una grandissima sintonia e affetto nel contesto della passione per la montagna, che è forse la vera protagonista del romanzo.
Nella sua prima vita Paolo Cognetti è stato alpinista e matematico, e a volte pensa di non avere mai smesso di essere nessuno dei due. Nella seconda, lavora nel cinema indipendente milanese come autore di documentari, sceneggiatore e montatore di cortometraggi, cuoco. Insieme a Giorgio Carella è fondatore della casa di produzione Cameracar.
Ha deciso di fare lo scrittore in un cinema parrocchiale, dopo la proiezione del film L’attimo fuggente, nel 1992. Ha passato gli anni successivi alla ricerca del suo capitano, fino al giorno in cui, nel 1997, ha scoperto Raymond Carver. Da allora ama la letteratura americana e scrive racconti. Per Minimum Fax media ha realizzato la serie Scrivere/New York, nove puntate su altrettanti scrittori newyorkesi, da cui è tratto il documentario Il lato sbagliato del ponte, viaggio tra gli scrittori di Brooklyn. Minimum fax ha pubblicato nel 2004 il suo primo libro, Manuale per ragazze di successo, e nel 2007 la sua seconda raccolta, Una cosa piccola che sta per esplodere. Del 2010 è New York è una finestra senza tende (Laterza, con DVD), e del 2014 è Tutte le mie preghiere guardano verso ovest. Per Einaudi ha curato l’antologia New York Stories (2015). Nel 2017 esce Le otto montagne (Einaudi), chr gli vale il Premio Strega.

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Wanda Marasco e i dèmoni di Napoli

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

la compagnia delle anime finteMilano Giovedì 4 maggio, ore 19 Presso la Galleria Lia Rumma in via Stilicone 19 performance di Wanda Marasco in occasione della pubblicazione del romanzo finalista al Premio Strega 2017 La compagnia delle anime finte intervengono Paolo Di Stefano e Silvio Perrella seguirà brindisi napoletano by Gran Caffè Cimmino.
Dalla collina di Capodimonte, la «Posillipo povera», Rosa guarda Napoli e parla al corpo di Vincenzina, la madre morta.
Le parla per riparare al guasto che le ha unite oltre il legame di sangue e ha marchiato irrimediabilmente la vita di entrambe. Immergendosi «nelle viscere di un purgatorio pubblico e privato», Rosa rivive la storia di sua madre: l’infanzia povera in un’arida campagna alle porte della città; l’incontro, tra le macerie del dopoguerra, con Rafele, il suo futuro padre, erede di un casato recluso nella cupa vastità di un grande appartamento in via Duomo; il prestito a usura praticato nel formicolante intrico dei vicoli, dove il rumore dei mercati e della violenza sembra appartenere a un furore cosmico.
È una narrazione di soprusi subìti e inferti, di fragilità e di ferocia. Ed è la messinscena corale di molte altre storie, di «anime finte» che popolano i vicoli e, come attori di un medesimo dramma, entrano sulla ribalta della memoria: Annarella, amica e demone dell’infanzia e dell’adolescenza, Emilia, la ragazzina che «ride a scroscio» e torna un giorno dal bosco con le gambe insanguinate, il maestro Nunziata, utopico e incandescente, Mariomaria, «la creatura che ha dentro di sé una preghiera rovesciata», Iolanda, la sorella «bella e stupetiata»… «Anime finte» che, nelle profondità ipogee di una città millenaria, sono segnate tutte, come Vincenzina e come la stessa Rosa, da un guasto che attende una riparazione. Riparazione che, nelle pagine finali del libro, giunge inaspettata ad accomunare Rosa e Vincenzina in un medesimo destino. Dopo l’acclamato Il genio dell’abbandono, Wanda Marasco torna a raccontare Napoli e i segreti della sua commedia umana con un romanzo dalla lingua potente e poetica, cosí materica e allo stesso tempo cosí indomitamente sottile. (foto: la compagnia delle anime finte)

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Foglio letterario: terza volta al Premio Strega

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2012

Il Foglio Letterario raggiunge un nuovo successo, per la terza volta al Premio Strega dopo la presentazione nelle passate edizioni di Wilson Saba (Sole e baleno, adesso Bompiani) e Boris Virani (Mangia la zucca amore). Altri successi della Casa Editrice piombinese: la scoperta di Lorenza Ghinelli (Il divoratore, adesso Newtopn & Compton, 20.000 copie, tradotto in tutto il mondo), Sacha Naspini (Elliott), Gianfranco Franchi (Castelvecchi, Arcana), Marco Ballestracci (Instar), Alejandro Torreguitart Ruiz (Stampa Alternativa), Yoani Sanchez (Rizzoli)… Molti giovani under 30 si sono affacciati al mondo editoriale partendo dalla nostra piccola realtà non profit, nata per contrastare l’editoria a pagamento, che si è data come manifesto il mio libro Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura (Stampa Alternativa) e i successivi Nemici miei e Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica).

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Lettura per i giovani: anno stregato

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Anche quest’anno le scuole sono coinvolte nell’elezione del vincitore del Premio Strega. Dopo aver letto le novità letterarie della stagione ed essersi confrontati dal vivo con gli autori attraverso una serie di incontri organizzati da novembre ad aprile, gli studenti leggono i libri in concorso al Premio Strega ed il libro scelto dalla giovane giuria riceve uno dei voti collettivi previsti dal regolamento, contribuendo così a designare la Cinquina dei finalisti. ‘Un anno Stregato’ è un progetto di sviluppo della lettura promosso dalla fondazione del premio Strega . Con la 65a edizione 2011 abbiamo delle grosse novità. ‘2011. Un anno Stregato’, infatti, alle attività tradizionali di invito alla lettura, affianca nuovi strumenti di dialogo e si arricchisce di contenuti multimediali prodotti direttamente dagli studenti. Nasce, infatti, la Webzine Terza Pagina – ospitata all’interno del portale della Fondazione Bellonci -, consistente in una rete di redazioni interamente formate dagli studenti, che metteranno in comune le proprie letture, producendo news, approfondimenti, video e contenuti multimediali. L’edizione 2011 pone l’accento proprio sulla rivoluzione che il web ha compiuto anche nella diffusione dell’informazione letteraria. Per questo, accanto alle attività tradizionali di invito alla lettura, è nata una vera e propria community ed oltre alla webzine Terza Pagina è stata attivata su Facebook la fanpage del progetto.

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Pop Life

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2009

pop-lifeRoma Martedì 21 aprile – ore 19.00 Via degli Specchi, 6 Massimiliano Palmese presenta il suo libro Pop Life Crudo, La trama si impernia su un giovane scrittore. Ha lasciato la sua città e si è trasferito in un appartamento a Roma sognando di vivere solo della sua unica passione, i romanzi. Il risultato è che adesso il frigo è vuoto e lui è sommerso da bollette, avvisi di pagamento, reclami, denunce, ingiunzioni. Holly è un’aspirante attrice. Non le interessa studiare recitazione, vuole solo «diventare famosa entro la fine del mese». Scappata dalla noia della provincia, gli si piazza in casa ma non pagherà mai un soldo. In compenso gli insegnerà come pranzare gratis nei supermercati e saziarsi con salatini da aperitivo. Insieme scopriranno che la giovinezza è una lunga serie di giorni selvaggi. Fortunatamente non dura per sempre. Massimiliano Palmese è stato finalista al Premio Strega 2006 con il suo romanzo d’esordio, L’amante proibita, pubblicato dalla Newton Compton. Il libro ha poi vinto il Premio Santa Marinella ed è stato pubblicato anche in Spagna e Germania. Scrive sulla pagine napoletane della Repubblica, e il suo sito internet è http://www.massimilianopalmese.com 224 pagine circa € 12,90 ISBN 978-88-541-1333-6 (foto: Pop Life)

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