Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘prescrizioni’

“Ho firmato un’ordinanza che permetterà la dematerializzazione delle prescrizioni”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Il capo della protezione civile, Angelo Borrelli, ha firmato l’ordinanza per la dematerializzazione delle ricette mediche. Ci sarà un codice numerico che i pazienti indicheranno in farmacia e non bisognerà più andare dal medico di base”. In questi giorni si è fatto forte il grido di allarme del personale sanitario attivo presso gli ambulatori, gli studi dei medici di base letteralmente presi d’assalto. E un po’ in tutta Italia si chiedeva che il governo si attivasse nel consentire la dematerializzazione delle ricette.
L’obiettivo è evitare inutili e pericolose code presso gli ambulatori dei medici. Luoghi in cui spesso il coronavirus riesce a fare il numero maggiore di vittime. Oltre che, in queste condizioni, si metterebbe a rischio la salute del medico stesso. La ratio della norma è chiara: evitare il più possibile i contagi. (fonte: da Microsoft News)

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Farmaci innovativi: perché non è possibile prescriverli?

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 giugno 2017

farmaci“Sul tema della prescrizione dei farmaci innovativi l’onorevole Federico Gelli ha sollevato un problema che ormai provoca solo imbarazzo nel nostro servizio sanitario nazionale”. E’ quanto dichiarano Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) e Silvestro Scotti segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (FIMMG). “Da molti anni per una decisione cervellotica e priva di alcun senso logico, clinico ed economico, la prescrizione dei farmaci innovativi è stata inibita ai medici di medicina generale sulla base di considerazioni prive di sostanza clinica e sanitaria – proseguono Cricelli e Scotti -. Questa decisione perdura tuttora e ha portato danni incalcolabili alla salute dei cittadini, a cui è stato di fatto impedito l’accesso alle cure di patologie importanti come il diabete e le malattie cardiovascolari”. “Ha ragione Gelli quando afferma che questa situazione è solo italiana. Aggiungiamo – aggiungono Cricelli e Scotti – che a causa di questa assurdità i medici di medicina generale non hanno più accesso all’informazione scientifica e alla conoscenza sui nuovi farmaci cosiddetti innovativi, molti dei quali sono stagionati e già invecchiati. Addirittura si paventa oggi l’inibizione a prescrivere classi di farmaci per le patologie respiratorie croniche rispetto alle quali la medicina generale è l’unico comparto medico in grado di reggere l’impatto della cronicità crescente”. “Proviamo imbarazzo e vergogna nel confrontarci con i nostri colleghi di tutto il mondo – sottolineano i due dottori -. Siamo considerati i paria del SSN, ci viene richiesta la presa in carico di tutti i cittadini italiani, delegando però ai soli specialisti la prescrizione di farmaci per i quali siamo perfettamente in grado svolgere un adeguato percorso informativo e formativo, anche in collaborazione con altri professionisti coinvolti nel medesimo processo di cura. Una visione di povertà culturale dei medici di famiglia e di sudditanza ad altre aree della professione medica sta alla base delle norme vessatorie che impediscono la prescrizione di farmaci così importanti per la salute dei cittadini. Bisogna cambiare strada, e non solo per il diabete. La scarsa considerazione della medicina generale tuttavia non riguarda solo la prescrizione dei farmaci. È la conseguenza di una visione ottusa e retriva della medicina generale che ancora ostinatamente persiste in alcuni settori e in alcune Regioni di questo Paese, che utilizzano il pretesto della appropriatezza per impedire l’armonico e indispensabile sviluppo delle cure primarie, limitandone in ogni modo e con ogni mezzo le enormi capacità ancora inespresse per migliorare l’assistenza e la cura dei cittadini sul territorio – concludono Cricelli e Scotti -. Segnali incoraggianti ci vengono oggi inviati da Mario Melazzini, direttore generale dell’Agenzia del Farmaco, al quale riconosciamo il merito di aver compreso l’inutilità e la incongruenza di queste scelte regolatorie del passato, anacronistiche, oltre che dannose dannose nelle circostanze attuali”.

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Linee-guida, errori comuni e prescrizioni, tra le notizie del 2016 da non perdere

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2016

medicoEsami inutili, gestione del dolore, interazioni tra farmaci, colesterolo, statine e cefalea sono in cima agli argomenti più seguiti dai lettori di Doctor nel corso dell’anno che si sta concludendo, anche per la pubblicazione di nuove linee-guida internazionali. Questo numero speciale di Doctor33 ripercorre i fatti salienti del 2016 sul fronte della clinica. Il 2016 delle notizie più apprezzate – alcune delle quali sono forse sfuggite a qualche lettore – è stato aperto dalle raccomandazioni del programma americano «Choosing Wisely» per ridurre gli atti medici inutili (in particolare gli esami del sangue). Nelle settimane seguenti l’attenzione è andata in particolare alle linee-guida per l’uso dei bisfosfonati nell’osteoporosi e a quelle sulla gestione del dolore post-operatorio in adulti e bambini. Subito dopo, le notizie più cliccate sono state di carattere oncologico: la conferma dell’efficacia preventiva anche per il tumore del colon della somministrazione a lungo termine di aspirina e gli otto segni clinici che aiutano a prevedere quando la morte è imminente nei malati di cancro. In cima all’interesse dei clinici ci sono state poi le prescrizioni inappropriate negli anziani, con le conseguenti interazioni pericolose, e tre notizie riguardo a linee-guida internazionali: sull’infezione da elicobatterio, sulla gestione del colesterolo negli ultrasessantenni, e sulla gestione delle dislipidemie e della fibrillazione atriale presentate a Roma in occasione del congresso annuale della European society of cardiology. Nei mesi seguiti alla pausa estiva, le notizie più apprezzate hanno riguardato raccomandazioni per evitare errori frequenti: quelli commessi dai pazienti alle prese con le iniezioni di insulina e quelli commessi troppo spesso dai clinici alle prese con la terapia della cefalea a grappolo e in generale da clinici e ricercatori nel non riconoscere i vantaggi della somministrazione a lungo termine di statine esagerandone i rischi, su cui ha fatto il punto un’ampia revisione pubblicata da Lancet. All’insegna delle linee-guida internazionali sono stati anche gli ultimi mesi del 2016, con la pubblicazione di quelle sull’acne e sul trattamento della malattia arteriosa periferica. Chi se le fosse perse vorrà forse approfittare della pausa natalizia per «rimettersi al passo» con i colleghi più informati. (fonte: doctornews33)

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Antibiotici orali: negli Stati Uniti un terzo delle prescrizioni in ambulatorio è inappropriato

Posted by fidest press agency su martedì, 10 maggio 2016

antibioticiNegli Stati Uniti circa un terzo delle prescrizioni di antibiotici orali avvenute negli ambulatori pediatrici tra il 2010 e il 2011 potrebbe essere stato inappropriato, secondo uno studio pubblicato su Jama. «Dalle stime dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), le infezioni resistenti colpiscono 2 milioni di persone con 23.000 decessi l’anno solo in Nord America» scrivono gli autori dell’articolo, coordinati da Katherine Fleming-Dutra dei Cdc di Atlanta, ricordando che l’uso di antibiotici non solo alimenta la resistenza, ma provoca eventi avversi che vanno dalle reazioni allergiche alle infezioni da Clostridium difficile.«Nel 2011 negli Stati Uniti sono state effettuate 262 milioni di prescrizioni ambulatoriali di antibiotici, con un tasso di inappropriatezza sconosciuto» spiegano i ricercatori dei Cdc, che per chiarire l’argomento hanno usato i dati 2010-2011 del National Ambulatory Medical Care Survey e del National Hospital Ambulatory Medical Care Survey, verificando le percentuali di prescrizioni inappropriate in adulti e bambini statunitensi. Delle 184.032 visite analizzate il 12,6% ha portato a una prescrizione di antibiotici, con la sinusite in testa alla lista delle cause seguita dall’otite media purulenta e dalla faringite. Tra le malattie respiratorie la bronchite è stata il motivo più frequente di antibiotico-terapia orale, con un’appropriatezza globale stimata in un caso su due.
«Ciò significa che potrebbe essere stata inutile la metà delle prescrizioni di antibiotici per le infezioni respiratorie acute, ossia circa 34 milioni di ricette l’anno» riprendono gli autori stimando che, globalmente, un terzo delle prescrizioni di antibiotici orali avvenute in ambulatorio potrebbe essere stato inadeguato. «I tassi di inappropriatezza prescrittiva riportati in questo studio sono probabilmente sottostimati, ma offrono un importante e utile punto di partenza per comprendere le dinamiche alla base delle prescrizioni di antibiotici in ambito ambulatoriale, in modo da guidare i futuri sforzi della sanità pubblica per ridurre quelle non conformi alle attuali linee guida» commenta in un editoriale di accompagnamento Sara Cosgrove della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora.

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Equivalenti e biosimilari: senza un intervento del legislatore ogni mese milioni di euro di mancati risparmi

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 luglio 2014

farmaciLe ripetute pronunce della giustizia amministrativa, e ora la relazione del Garante della concorrenza rendono evidente che occorre rivedere la normativa che regge il settore. “Serve un rapido riordino della materia, in linea con la legislazione europea ma soprattutto in linea con i bisogni dell’economia del paese” dice il presidente Enrique Häusermann“Ormai non è più possibile rimandare un intervento sulla disciplina di generici e biosimilari che metta fine a una serie di incongruenze che non sono questioni formali, ma costano ogni mese milioni di euro al Servizio sanitario nazionale” dice il presidente di AssoGenerici Enrique Häusermann. “Dopo i moniti della Commissione europea, le ripetute pronunce dei giudici amministrativi i costanti richiami dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato in merito alle condizioni di accesso al mercato da parte di imprese produttrici di farmaci generici o biosimilari, non è più possibile mantenere l’attuale assetto normativo”.  Il presidente di AssoGenerici commenta con queste parole gli interventi registrati negli ultimi giorni su un aspetto cruciale per lo sviluppo del generico: il cosiddetto patent link age, cioè le norme che vincolano l’ammissione al rimborso  di un nuovo generico alla scadenza del brevetto del farmaco originale. “A questo proposito, la sentenza emessa dal TAR del Lazio lo scorso 26 giugno è esemplare: non spetta all’AIFA controllare se un brevetto è scaduto o meno, quindi  una volta che ha ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio, deve essere inserito nelle liste di trasparenza” prosegue Hausermann La sentenza, peraltro, interviene anche su un altro aspetto e cioè la natura stessa della copertura brevettuale, che riguarda soltanto il principio attivo, cioè l’elemento innovativo, e non per esempio l’associazione tra un principio attivo in scadenza e un altro scaduto da tempo, come nel caso esaminato dal TAR del Lazio, che verteva sui generici dell’associazione di un sartano, a brevetto scaduto dal 2013, e di un diuretico introdotto addirittura negli anni 60. Se si fossero applicati da subito i principi stabiliti nella sentenza,si sarebbero risparmiati da gennaio a giugno di quest’anno 18 milioni di euro. Per inciso, la pratica di prolungare la durata dei brevetti attraverso operazioni per così dire cosmetiche era stata da tempo denunciata dalla Commissione Europea. In questo quadro va però apprezzata la rapidità dell’AIFA che ha immediatamente inserito nelle liste di trasparenza i farmaci equivalenti in questione che erano stati “parcheggiati” nella classe C (nn)”.Anche sul fronte dei biosimilari c’è stato un intervento fondamentale, questa volta del Consiglio di Stato che, intervenendo su un ricorso, ha sancito che un farmaco biotech originatore e i suoi biosimilari  hanno il medesimo mercato di riferimento e quindi lo stesso prezzo di riferimento. “Non è la prima pronuncia in questo senso del giudice amministrativo, anche se il Consiglio di Stato pone davvero  con questa pronuncia, un punto fermo. Originatore e biosimilare hanno le stesse indicazioni,  efficacia e sicurezza sovrapponibili e, di  conseguenza, un medesimo mercato e un medesimo prezzo di riferimento. Viene così a cadere il presupposto per quei meccanismi di gara che tendono a chiudere il biosimilare in una sorta di riserva indiana, impedendogli di competere con il medicinale di marca. Fatte salve le ovvie garanzie di continuità lad dove il medico prescrittore ne ravvisi la necessità sia che per chi abbia iniziato la terapia con l’originatore che con il biosimilare,  non c’è ragione per impedire che la competizione sia a tutto campo” chiarisce il vicepresidente di AssoGenerici Francesco Colantuoni.La stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato,  nella sua relazione annuale, ha espresso la medesima posizione. “L’Autorità ha ribadito infine un principio su cui AssoGenerici si batte da anni” prosegue Colantuoni “al fine di stimolare la concorrenza nelle gare per l’acquisto di farmaci, quando il farmaco oggetto della procedura perde a breve la copertura brevettuale, sarebbe auspicabile prevedere la riapertura della gara per permettere la più ampia concorrenza”.AssoGenerici chiede dunque con forza che, di fronte a questa lunga serie di interventi correttivi, il Governo metta mano a un rapido riordino della materia, in linea con la legislazione europea ma “soprattutto in linea con i bisogni dell’economia del paese, che non può permettersi di perdere milioni di euro ogni mese su un singolo farmaco e di deprimere le prospettive economiche di un settore come quello dell’equivalente che in Italia garantisce produzione, occupazione e risparmio” conclude Häusermann.

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Smi, su prescrizioni inutili paghino anche i pazienti

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2013

Se si vuole arginare il fenomeno delle prescrizioni inutili o improprie di visite o indagini specialistiche mediante le sanzioni, a pagare queste ultime non siano solo i medici ma anche i pazienti. È questa la provocazione con la quale Giuseppe Del Barone, presidente nazionale del Sindacato medici italiani (Smi), risponde alle disposizioni previste dal decreto Balduzzi sui nuovi livelli di assistenza. Ai generalisti, infatti, è imposto di specificare la motivazione dell’esame richiesto ed è previsto che sulle loro ricette siano effettuati controlli casuali; così sarà possibile ris contrare eventuali irregolarità e sanzionare i responsabili a rigor di legge. Un meccanismo, questo, che offende la professionalità dei camici bianchi, secondo Del Barone, che denuncia: «si vanno a colpire i medici come se fossero gli unici responsabili di alcune storture del sistema. Maggiori controlli sono necessari, ma la strada intrapresa del Ministro è ancora una volta sbagliata. Chi difende il medico dal “ricatto” del paziente che, se non ottiene quello che vuole, si fa assegnare a un altro professionista?». E poi, rincara «nessuno parla, per esempio, dei tanti esami prescritti a pazienti che poi li fanno effettuare a parenti che non hanno diritto all’esenzione». Quale soluzione concreta si potrebbe adottare, allora? «È importante l’informatizzazione dei flussi» afferma Del Barone «che consente la tracciabilità e il controllo a tappeto e non si limita a un campione residuale, come previsto dal Ministro ». Solo in questo modo si difenderebbe la grande maggioranza dei professionisti che opera in maniera seria e, allo stesso tempo, si sniderebbe la minima quota di medici scorretti, estendendo i controlli anche agli specialisti, in ambito ospedaliero e privato. Infine, conclude Del Barone «bisogna predisporre per tutte le patologie percorsi diagnostico-terapeutici condivisi da tutte le categorie mediche. Solo così ci sarà uniformità e appropriatezza per le cure e nei controlli». Un problema, quell’uniformità delle prescrizioni, che coinvolge tutta Europa, tanto che la Commissione europea ha approvato una direttiva sui requisiti minimi da inserire nelle prescrizioni per la loro riconoscibilità negli altri Stati membri. Le nuove norme che, rende noto la Fnomceo, dovranno essere recepite entro il 25 ottobre 2013, introducono un insieme di elementi per aiutare a identificare medici, pazienti e prodotti prescritti. Con l’attuale diversit& agrave; delle prescrizioni in tutta l’Ue, spiega la Fnomceo, si stima che oltre la metà dei pazienti abbia problemi di riconoscibilità della prescrizione.

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Sbagliato tassare i dottorati

Posted by fidest press agency su domenica, 15 aprile 2012

«Apprezziamo l’introduzione della esenzione da imposizione fiscale delle borse di studio entro l’importo di 11.500 euro, perché si tratta di un importante incentivo ai datori di lavoro privati e pubblici e un altrettanto importante sostegno a chi, quasi sempre giovane, ne è il destinatario. Tuttavia riteniamo iniquo ed irragionevole gravare di una ulteriore imposizione le borse di studio per i dottorati, i post-dottorati e i corsi di specializzazione, somme che garantiscono il minimo sostentamento per migliaia di giovanissimi ricercatori e specializzandi, quasi sempre fuori sede, che sempre più a fatica, in questo periodo di crisi, tentano di costruirsi una esistenza indipendente e dignitosa».
Così il Consiglio Direttivo del Forum Nazionale dei Giovani commenta uno degli emendamenti al testo della legge di conversione del cosiddetto “decreto fiscale” n.16 del 2 marzo 2012, approvato dal Senato e pertanto incluso nel testo ora passato alla Camera per l’approvazione definitiva.
Secondo tale disposizione (inserita all’art. 3 comma 16 ter, che introduce quella che è stata chiamata la “franchigia per le borse di studio”) tutti i contributi, erogati a soggetti non legati all’erogante da rapporto di lavoro subordinato, a titolo di borsa di studio o di specializzazione o addestramento professionale, non saranno più assimilati, ai fini della tassazione sui redditi delle persone fisiche, al reddito da lavoro subordinato, entro l’importo annuale lordo complessivo di 11.500 euro.
Questa disposizione, apprezzabile nella parte in cui intende escludere dalla tassazione come reddito da lavoro dipendente le borse di studio erogate da soggetti diversi dalle università e dalle regioni, attualmente sottoposte integralmente a tassazione, ha tuttavia l’effetto negativo di imporre il prelievo fiscale sulle borse di studio per la frequenza dei corsi di dottorato di ricerca, di perfezionamento e di specializzazione erogate dalle università, nonché gli assegni di studio erogati dalle regioni, tutti importi attualmente esentati a norma della legge 476 del 13 agosto 1984. «Chiediamo al Governo e a tutti i gruppi parlamentari – conclude la nota del Forum – di correggere adeguatamente tale disposizione in occasione del passaggio alla Camera dei Deputati, affinché un emendamento che può garantire effetti molto positivi non finisca per produrre contemporaneamente effetti ancora più iniqui».

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Berlusconi: affari di giustizia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2012

English: Political gaffiti with Silvio Berlusc...

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Editoriale Fidest. Dopo la recente sentenza del tribunale di Milano che certifica l’impossibilità di giudicare l’imputato Berlusconi per la sopravvenuta prescrizione del reato, molte sono state le reazioni e quasi tutte “partigiane” sia nel plaudire sia nel criticare, sia nel rammaricarsi di quanto avvenuto. Persino l’imputato si è detto contento a metà perché lui, innocente, avrebbe voluto l’assoluzione piena come se non sapesse che gli sarebbe bastato rinunciare alla prescrizione. Se poi aggiungiamo il fatto che a dimezzare i tempi di prescrizione ci ha pensato il suo governo, tanto da far gridare a molti che si fosse trattato di una legge ad personam, la misura ci pare colma.
Ma noi non ce l’abbiamo con l’interessato. Si sa bene che il fine giustifica i mezzi e lui per farla franca, e siamo già alla terza prescrizione, ha reclutato il fior fiore degli studi legali milanesi e i suoi massimi componenti li ha perfino fatti assurgere a membri del parlamento, forse per averli ancora più vicini con i loro preziosi consigli.
Noi ce l’abbiamo con gli italiani che a dispetto della logica, del buon senso, della verità, sono pronti a giurare sull’innocenza e il vittimismo del loro leader massimo perseguitato da 20 anni dalla giustizia italiana.
Eppure una via d’uscita ci sarebbe stata: quella di farsi giudicare e di cercare non di ritardare gli iter processuali ma semmai accelerarli. D’altra parte con i suoi tre gradi di giudizio il nostro paese offre ai presunti colpevoli ampio spazio di difesa e possibili ribaltamenti di sentenze di primo o di secondo grado.
Ma se usciamo da questa parentesi giudiziaria e guardiamo l’aspetto politico dell’intera vicenda che ha impedito una riforma, quella della giustizia, sacrosanta, ma che non si poteva fare con la palla al piede di un presidente del consiglio sotto processo. D’altra parte persino la giustizia civile e tributaria ne ha risentito gli effetti negativi se si pensa alla depenalizzazione del falso in bilancio e che, manco a dirlo, ha evitato a Berlusconi, per ben due volte, una condanna possibile.
Ora gli italiani dovrebbero aggiungere a questo cahiers de doléances le “omissioni” che sono state per il governo Berlusconi la causa scatenante di una crisi economica e finanziaria che l’ha in pratica “costretto” alle dimissioni. Omissioni che sono state la causa principale per l’avvento di un’amministrazione controllata dai tecnici che ne hanno rilevata la gravità e ci hanno fatto intendere come una parte del danno si poteva evitarlo solo se si fosse provveduto anzitempo invece di raccontarci la favoletta che tutto andava a gonfie vele.
E ora ce l’ho con gli italiani, compreso il sottoscritto, perché da italiano se ne assume la corresponsabilità, in quanto oggi dovrebbero, per lo meno, cancellare con un voto elettorale, un partito che come il Pdl ha simboleggiato gli interessi “padronali” e non quelli generali del Paese. Ed invece, dai sondaggi d’opinione risulta essere in posizione apicale. Ciò vuol dire che direttamente o indirettamente un italiano su tre vede nel suo futuro Berlusconi come il salvatore della patria. E’ questo, a mio avviso il vero dramma del sistema Italia in politica come in economia, in costume e in civiltà. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Patto per la salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2012

Abbiamo letto l’intervista rilasciata recentemente dal Ministro per la Salute Renato Balduzzi in merito al Patto per la Salute, da noi fortemente criticato ( famosa Bozza dei Direttori Generali degli Assessorati alla Sanità delle varie Regioni ), che deve essere pronto entro il 30 Aprile 2012; ancora una volta siamo rimasti delusi per i contenuti espressi. Lo dice in una nota il Segretario Nazionale dell’Associazione per la tutela del Cittadino Assotutela Pietro Bardoscia.Rimarcando per l’ennesima volta la nostra assoluta contrarietà ad ogni nuova forma di tassazione che gravi sui cittadini, proponiamo di puntare sulla diffusione delle impegnative on-line e sulla diffusione del modello Dr. Cup adottato nella Regione Lazio.Utilizzando le impegnativa solo per via telematica si produrrà un notevole risparmio economico evitando l’emissione cartacea di milioni di ricette prescritte ogni giorno in Italia dai medici per visite specialistiche, esami diagnostici e prescrizione farmaci, oltre ad un risparmio sulle spese di spedizione e consegna dei ricettari che vengono distribuiti ai vari ambulatori medici e nei vari Enti Ospedalieri. Inoltre si potranno recuperare ampi spazi all’interno delle strutture ospedaliere, oggi destinati all’archiviazione delle ricette, e si potrà impiegare il personale destinato a queste mansioni per altri servizi. Ma questo può diventare sopratutto un importante strumento di lotta all’evasione dal ticket sanitario monitorando con maggior scrupolo ed attenzione i cittadini che hanno dichiarato una esenzione per Stato Sociale o Reddito oltre ad avvalersi di Statistiche specifiche sul volume di impegnative emesse per la prescrizione di farmaci o prestazioni sanitarie, grazie all’ausilio di un Sistema Unico Ricettari – Medici Prescrittori – Farmacie, intervenendo sugli eventuali abusi o eccessi sino ai casi più estremi con truffe ai danni del Servizio Sanitario Nazionale come quelle documentate dalla Trasmissione “Le Iene” sulle Farmacie.
Poi invitiamo il Governo a diffondere e potenziare il sistema Dr. Cup, già utilizzato nella Regione Lazio, che permette ai medici di base di poter prenotare telefonicamente, con un canale preferenziale, le visite specialistiche ed esami diagnosti strumentali per i casi urgenti entro le 48 – 60 ore. Questo sistema, una volta messo a regime, consente di tutelare il cittadino dandogli la possibilità di effettuare delle visite urgenti in breve tempo e soprattutto senza l’obbligo di ricorrere all’intramoenia ( prestazioni a pagamento ), ed inoltre consente di non ingolfare i Pronto Soccorso. Per renderlo efficace occorre innanzitutto un coordinamento tra i Medici di Medicina Generale e Specialisti che erogano gli esami, occorre un monitoraggio costante sulla correttezza delle prescrizioni, intervenendo sul medico di base qualora abbia “abusato” del Dr. Cup prescrivendo visite urgenti senza una reale priorità. Ci rendiamo disponibili – conclude Bardoscia – ad un serio confronto con il Ministro della Salute e con i Tecnici delle varie Regioni sui questi temi, convinti che insieme ad altri provvedimenti come la Centrale Unica per gli Acquisti, l’accorpamento delle Asl con relativa riduzione dei Direttori Generali, Sanitari ed Amministrativi si produrranno risparmi per svariati miliardi di euro.

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Crescita farmaci ospedalieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2011

Roma, Istituto Superiore di Sanità: ingresso p...

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Volano le prescrizioni dei farmaci erogati dalle strutture pubbliche, che nei primi nove mesi del 2011 sono aumentate del 32,8%. Lo affermano i dati del rapporto Osmed presentato ieri dall’Istituto Superiore di Sanità. Le cifre parlano di un aumento della spesa per gli ospedali dell’8,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: «Questi numeri sono dovuti a due fattori» ha spiegato Anna Maria Marata del Centro per la valutazione dell’efficacia dell’assistenza sanitaria (Ceveas) «da una parte c’é un costo maggiore di alcuni farmaci, soprattutto degli antitumorali, e dall’altra molte Asl preferiscono sfruttare la distribuzione diretta attraverso gli ospedali, che riescono a ottenere uno sconto maggiore. In questo secondo caso il budget del singolo ospedale “soffre” ma si ha un risparmio complessivo: non a caso l’aumento riguarda soprattutto le Regioni sottoposte a piani di rientro, che prima non adottavano questa forma di distribuzione». L’analisi è confermata anche dai dati sulle categorie terapeutiche a maggior spesa: al primo posto ci sono antineoplastici e immunomodulatori seguiti dagli antimicrobici, due categorie che rappresentano il 56% della spesa erogata dalle strutture pubbliche. Il rapporto segnala anche un aumento dell’uso dei farmaci equivalenti, arrivati al 32% della spesa e al 55% delle prescrizioni, grazie anche alla scadenza quest’anno di diversi brevetti.

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Codice antimafia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

Con l’obiettivo immediato di ottenere un punto di riferimento normativo completo e di semplificare l’attività dell’interprete è stato approvato dal Consiglio dei ministri il Codice antimafia. Il testo unico raccoglie tutta la normativa vigente in tema di misure di prevenzione, aggiornata secondo le prescrizioni della legge delega, migliorando in tal modo l’efficienza delle procedure di gestione, di destinazione ed assegnazione dei beni confiscati. Il nuovo Codice completa la riforma della legislazione antimafia avviata dal Governo tra il 2008 e il 2010, in particolare con riguardo a: applicazione della normativa antimafia a tutti i reati di ‘competenza’ delle D.D.A. e attribuzione alle stesse delle indagini patrimoniali e del potere di proporre le misure di prevenzione; possibilità di applicare separatamente le misure patrimoniali e personali. I patrimoni mafiosi possono essere aggrediti anche in caso di morte; rafforzamento del ruolo del Procuratore nazionale antimafia (può fare applicare propri magistrati alle procure distrettuali per la trattazione di singoli procedimenti di prevenzione); istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

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A Firenze arresti per eccesso di prescrizioni

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2010

Sei persone ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze su una presunta associazione per delinquere tra medici specialisti e industrie multinazionali farmaceutiche. Secondo il farmacologo Silvio Garattini a fare gola è il giro d’affari di molti milioni di euro che riguarda certe classi di farmaci.
Sei persone sono finite ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze su una presunta associazione per delinquere composta da medici specialisti e loro collaboratori accusati di aver stipulato accordi corruttivi con imprenditori di industrie multinazionali farmaceutiche. Un vero e proprio terremoto nella dermatologia italiana con a capo dell’organizzazione, secondo l’accusa, Torello Lotti, 57 anni, ordinario di Dermatologia all’Università di Firenze e presidente Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse). «Le truffe che danneggiano il Ssn sono troppo frequenti. Le Asl dovrebbero esercitare maggiori controlli per evitare queste frodi che fanno calare la fiducia dei cittadini sia nei medici che nei farmaci», questo il commento del farmacologo Silvio Garattini. Secondo il farmacologo, comunque, a fare gola è il giro d’affari «di molti milioni di euro» che riguarda certe classi di farmaci, i cui prezzi sono estremamente elevati e «vengono imposti dalle industre farmaceutiche – afferma – senza giustificazione». Listino prezzi alla mano, infatti, se si prendono come riferimento gli anti TNF-alfa, farmaci biologici risultati efficaci nel trattamento della psoriasi e in reumatologia, i trattamenti costano dagli 800 a 1600 euro per una confezione a base di etanercept (a seconda del dosaggio), fino ai 1675 – 3350 per una confezione a base di adalimumab (sempre a seconda del dosaggio). «Non esiste – conclude – una giustificazione reale a questi costi. Certamente circa un terzo del prezzo è dovuto alla promozione fatta presso i medici per promuovere il farmaco e per far crescere le prescrizioni».

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Farmaci: Troppi tagli, pochi controlli

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

Paolo Landi, Adiconsum: Ci chiediamo se la “farmatruffa” emersa dall’indagine di Firenze non rappresenti la punta di un iceberg. Ogni giorno leggiamo di tagli e di aumento dei ticket della sanità per contenere le spese del servizio sanitario nazionale. Gli ultimi tagli preannunciati dalla Regione Lazio incideranno pesantemente sulla qualità del servizio ai cittadini. Un uso non corretto dei medicinali può far lievitare in modo rilevante la spesa del SSN e i ticket a carico dei cittadini. Il ticket di per sé non è un controllo sufficiente per verificare la correttezza delle prescrizioni del medico. Per questo è necessario che ogni regione si doti di una propria struttura di controllo. Adiconsum ritiene, inoltre, che una maggiore presenza delle Associazioni Consumatori sul tema della salute con propri sportelli all’interno dei grandi ospedali e delle Asl possa rappresentare un ulteriore momento di controllo indispensabile per migliorare il Servizio Sanitario Nazionale.

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Prescrizione antibiotici da record europeo

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2010

L’Italia ha raggiunto il primato di Paese europeo dove si prescrivono più antibiotici, «dopo che la Francia, precedente detentrice del record, ha abbassato del 20% negli ultimi tre anni il numero di ricette, attraverso campagne di informazione ai cittadini e ai medici». Il quadro della situazione è stato presentato da Nicola Magrini del Centro per la valutazione dell’efficacia dell’assistenza sanitaria (Ceveas) delll’Ausl di Modena, intervenendo al convegno per la presentazione del rapporto Osmed 2009 sulla prescrizione farmaceutica in Italia. «Anche l’Italia, da circa un anno – ha aggiunto l’esperto – si è dotata di politiche adatte a contrastare un fenomeno, quello della prescrizione eccessiva di antibiotici, noto ormai da decenni e caratterizzato anche da un’ampia variabilità regionale: in Calabria e in Sicilia, i territori meno virtuosi in questo senso, si arriva a prescrivere una quantità di medicinali doppia o addirittura tripla rispetto alla provincia di Bolzano. Questo significa che, in contesti molto diversi fra loro, è differente anche la prescrizione e soprattutto la richiesta di antibiotici, a causa di motivi culturali». Secondo Magrini, fra le altre cause c’è anche «la pressione commerciale della industrie farmaceutiche, che logicamente cercano di vendere i loro prodotti. Nella nostra Regione, però, la prescrizione di antibiotici per i bambini ha smesso di aumentare: un elemento positivo che indica un cambiamento graduale e che può far ben sperare per il futuro». «In Italia – ha aggiunto Pietro Folino Gallo, dell’ufficio coordinamento Osmed dell’Agenzia italiana del farmaco – il 50% dei bambini ha ricevuto almeno un antibiotico. Un uso più razionale di questi medicinali potrebbe far risparmiare 300 mln di euro, con un impatto positivo su tutta la salute pubblica». (fonte famacista33)

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Abusi di farmaci da prescrizione nel mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2010

Un rapporto diffuso dalle Nazioni Unite denuncia il crescente fenomeno a livello mondiale dell’abuso di farmaci da prescrizione, e che in molti paesi questi rappresentano la seconda o terza categoria di sostanze d’abuso. Gli autori del resoconto annuale dell’International Narcotics Control Board (INCB) segnala che 6,2 milioni di persone, negli Stati Uniti ne hanno abusato, in Germania 1,9 milioni, e in particolare in Canada si registra che l’1-3% della popolazione abusa di oppioidi da prescrizione. Nel documento si legge anche che grazie a misure di controllo dei governi e delle aziende, è diminuito l’uso di flunitrazepam per uso criminale. Sevil Atasoy, presidente dell’INCB ha lanciato un appello per uno sforzo maggiore per prevenire abusi di qualsiasi forma.

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Con “Accredia” più garanzie per i consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2010

I prodotti in vendita d’ora in poi saranno più sicuri. È stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto che disciplina l’organizzazione e il funzionamento dell’ente unico nazionale di accreditamento in conformità con quanto prescrive la normativa europea. “Accredia”, l’organismo designato per l’accreditamento dei soggetti preposti alla certificazione dovrà vigilare sul rispetto delle certificazioni e dei marchi che garantiscono l’utente riguardo alla qualità del prodotto. Con la valutazione di conformità si attua la procedura volta a dimostrare che le specifiche prescrizioni stabilite per un prodotto, processo o servizio siano state rispettate; in caso positivo viene rilasciato un certificato o di un marchio, che garantisce l’utente riguardo al prodotto. Accredia è già in possesso della maggior parte dei requisiti di organizzazione e funzionamento richiesti dal decreto; entro novanta giorni dovrà completare l’adeguamento, consentendo di dare tempestivo avvio al nuovo sistema di accreditamento voluto dal legislatore comunitario. La vigilanza sull’organismo da parte di tutti i ministeri interessati migliora l’equilibrio tra la professionalità dei soggetti interessati e il controllo pubblico necessario a tutelare i consumatori, assicurando garanzie crescenti sulla qualità e la sicurezza di beni e servizi acquistati.

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Infezioni respiratorie trattate anche senza antibiotici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

Nei pazienti con infezione del tratto respiratorio inferiore (Lrtis), una strategia prescrittiva basata sulla misurazione della procalcitonina (Pct) serica, consentendo di discriminare l’origine batterica o virale, ridurrebbe l’esposizione ad antibiotici, senza accrescere il rischio di gravi eventi avversi. Lo dimostra un trial multicentrico di non inferiorità, randomizzato e controllato effettuato in sei ospedali svizzeri su 1.359 pazienti con grave Lrtis, tra l’ottobre del 2006 e il marzo del 2008. “L’uso non necessario di antibiotici contribuisce al crescente fenomeno della resistenza batterica e aumenta i costi medici” ricordano gli autori. “La più frequente indicazione per la loro prescrizione è costituita dalle Lrtis, i cui sintomi non permettono di distinguere se l’origine sia virale o batterica. Un test per valutare la probabilità circa tale origine è data dalla misurazione dei livelli serici di Pct”. I pazienti sono stati allora randomizzati all’impiego di antibiotici secondo un algoritmo Pct o in accordo alle linee guida standard. Il tasso complessivo di eventi avversi è risultato simile nei due gruppi (15,4% vs 18,9%), mentre la durata media di esposizione agli antibiotici e gli eventi avversi legati a questi ultimi sono risultati minori nel gruppo Pct. (A.Z.) Jama, 2009; 302(10):1059-1066

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RI.REI e tavolo tecnico

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2009

Roma. Piena soddisfazione viene espressa dai vertici del consorzio Ri.Rei. per gli esiti dell’incontro odierno del tavolo tecnico istituito dalla Regione Lazio sulla questione dei centri ex Anni Verdi. “Continua il percorso di concertazione iniziato con la delibera di Giunta regionale di lunedì scorso – spiegano –. Con l’incontro di oggi sono state concordate le modalità per adempiere alle prescrizioni finalizzate al recupero strutturale dei centri ereditati dalla gestione Anni Verdi”. “In ottemperanza a quanto prescritto dall’ultima delibera di Giunta – aggiungono – la Regione Lazio e Ri.Rei. hanno programmato l’iter per il pagamento dei lavoratori, compresi i professionisti a partita Iva, che avverrà la prossima settimana”.

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Occhiali da sole. Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2009

Con la bella stagione e la maggiore incidenza dei raggi solari diventa frequente l’uso di occhiali da sole, il cui scopo, e’ bene ricordarlo, e’ quello di proteggere gli occhi dalle radiazioni solari. La tentazione di rivolgersi alla prima bancarella e’ forte, vista la differenza tra i prezzi praticati dal tradizionale negozio di ottica e quelli del venditore ambulante. A differenza della falsa borsetta griffata, il cui acquisto non provoca un danno alla salute, gli occhiali da sole, quando non sono conformi alle prescrizione di legge  possono causare danni alla vista, cioe’ cataratta, degenerazione maculare e congiuntiviti. Gli occhiali da sole fuori legge sono proprio quelli messi in vendita sulle bancarelle, per strada o sulle spiagge da improvvisati venditori, spesso extracomunitari. Come scegliere dunque un buon paio di occhiali? Gli occhiali da sole devono essere accompagnati dalla nota informativa, prevista tra l’altro dalla legge, dove sono indicati: * il fabbricante o mandatario; * il grado di protezione, la categoria (da 0 a 4, dal piu’ chiaro al piu’ scuro); * i limiti di impiego; * le istruzioni d’uso; * la marchiatura CE (conformita’ europea). Certo tutto questo non basta, perche’ la nota informativa puo’ essere allegata anche ad un paio di occhiali fasulli. Allora?  Non rimane che rivolgersi ad un ottico di fiducia ricordando che, a parita’ di prestazioni, spesso e’ la marca che fa lievitare il prezzo.

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Rimedi omeopatici. Grande confusione

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2009

Grande confusione sotto il cielo dell’omeopatia o meglio dei rimedi omeopatici. Manca una legge e, quindi, ognuno fa per se’. Spesso i pazienti omeopatici, quando escono dalla farmacia, richiamano il proprio medico per avere una conferma che quello che hanno acquistato corrisponda alla prescrizione avuta. Un rimedio omeopatico prescritto non sempre corrisponde a quello che si riceve dal farmacista, non tanto per distrazione quanto per la grande confusione che regna per la mancanza di  una legge sui  rimedi omeopatici. Cerchiamo di far chiarezza distinguendo tra: * Rimedi omeopatici: sono quelli puri, unitari, sperimentati sull’uomo sano, diluiti e dinamizzati; Prodotti omeopatici eterogenei, composé, creme e colliri che hanno caratteristiche  fitoterapiche, venduti per rimedi omeopatici senza esserlo. Un esempio serve a chiarire. Il medico omeopata prescrive un collirio contenente Euphrasia Officinalis, come rinfrescante e antinfiammatorio, ma il paziente riceve un collirio che, oltre a contenere Euphrasia Officinalis, contiene anche Chamomilla (camomilla). Il paziente puo’, pero’, essere allergico alle composite (es. Chamomilla), che e’ evenienza piuttosto frequente per cui, dopo aver usato il collirio ha delle complicazioni perche’ e’ allergico proprio alla Chamomilla. Una cosa e’ Euphrasia Officinalis e un’altra Euphrasia Officinalis piu’ Chamomilla!Insomma occorre far chiarezza sul variegato mondo che va sotto il nome di omeopatia. Occhio quindi a cosa ci da’ il farmacista, leggere attentamente le etichette e pretendere solo quanto richiesto. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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