Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘presenza’

Scuola, Gelli: “Didattica in presenza sia priorità per il Governo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2021

“La riapertura dell’anno scolastico con il ripristino della didattica in presenza deve essere un’assoluta priorità per il Governo. I disastrosi risultati dello scorso anno non lasciano alternative, i ragazzi devono tornare a scuola. Per farlo è però necessario porre in essere tutte quelle azioni fondamentali per garantire la piena sicurezza a studenti e personale docente e non. A cominciare dalle vaccinazioni, con l’obiettivo di raggiungere un’elevata copertura vaccinale. Per raggiungere questo risultato non è escluso che si debba prendere in considerazione l’obbligo per il personale scolastico, così come già fatto per quello sanitario. Ma prima di arrivare a questo è necessario avere un quadro chiaro delle coperture vaccinali nelle varie regioni. Diversi territori stanno comunicando dati molto diversi da quelli riportati nel report settimanale del Governo. Si faccia subito chiarezza in modo da prendere il prima possibile tutte le misure necessarie per il rientro a scuola. Non c’è tempo da perdere”. Così Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute.www.gallitorrini.com

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Scuola: Si riapre in presenza?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

“Tra poco meno di due mesi riapriranno le scuole in Italia. Da Conte a Draghi i governi si susseguono ed è inaccettabile che a un anno e mezzo dall’emergenza pandemica ci sia incertezza sulla scuola in presenza. Lo Stato deve onorare i suoi obblighi e garantire le misure necessarie per dare socialità e istruzione alla comunità educante.È surreale che a tutt’oggi non si siano fatti accordi con le scuole paritarie per aumentare l’offerta di spazi didattici né si siano messi soldi sulla ristrutturazione degli edifici e la riapertura delle aule chiuse. È da irresponsabili non attivare in grande scala convenzioni per integrare il trasporto pubblico con i pullman privati. È miope non finanziare la santificazione degli ambienti scolastici, del trasporto, degli uffici pubblici e dei luoghi di lavoro. Si spinge solo sul tasto della vaccinazione in un braccio di ferro stupido con scettici e no vax, facendo il loro gioco. Ora sotto attacco ci sono gli insegnanti, quasi dipendesse da loro il contenimento delle varianti Covid attraverso la vaccinazione delle poche migliaia che non si sono ancora vaccinati.Se le scuole non riapriranno in presenza sarà certificato il fallimento di Draghi, dopo quello di Conte, entrambi incapaci di far convivere l’irrinunciabile diritto allo studio con la difesa della salute dei cittadini”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Dopo l’estate all’Università di Parma si rientra in presenza

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2021

È questo il messaggio di fondo delle delibere con cui Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione delineano le modalità di svolgimento delle attività didattiche per l’Anno Accademico 2021-2022 e per lo scorcio del 2020-2021. Rientro in presenza dunque, nel pieno rispetto degli standard di sicurezza e pronti a cambiare strada se l’evoluzione del quadro sanitario lo rendesse necessario, ma anche disponibilità on line delle videoregistrazioni delle lezioni o di altri materiali audio-video per favorire l’efficacia, l’inclusione e la partecipazione all’esperienza formativa e per andare incontro, in particolare, alle esigenze degli studenti lavoratori e agli studenti che si trovano in condizioni di fragilità. Le “Modalità di svolgimento delle attività didattiche per l’Anno Accademico 2021-2022 e per lo scorcio dell’Anno Accademico 2020-2021” deliberate dagli Organi accademici sono da considerarsi valide per tutti i livelli di formazione, contemperano la sicurezza sanitaria con lo svolgimento delle attività in presenza e prevedono naturalmente la possibilità di modifiche sulla base dell’andamento del quadro pandemico territoriale. Le lezioni saranno in presenza, nel rispetto degli standard di sicurezza, delle esigenze formative e dell’orario delle lezioni indicato nel calendario ufficiale, che sarà pubblicato entro il 31 luglio 2021 sui siti web dipartimentali e sulle consuete piattaforme informatiche. Per favorire il processo di apprendimento di tutti gli studenti, con particolare riferimento agli studenti lavoratori e agli studenti appartenenti alle fasce deboli, sulla specifica piattaforma ad accesso riservato agli studenti dei vari insegnamenti saranno disponibili le videoregistrazioni delle lezioni oppure altro materiale audio-video equivalente, predisposto a cura del docente e funzionale a migliorare la partecipazione e l’inclusività dell’esperienza formativa. Per l’Anno Accademico 2021-22 gli esami di profitto e le sessioni di laurea si svolgeranno in presenza, nel rispetto degli standard di sicurezza. Anche gli esami di profitto e le sessioni di laurea previsti per lo scorcio dell’Anno Accademico in corso (2020-21) saranno in presenza, tranne che per gli studenti in quarantena o per studenti internazionali che non possono spostarsi dal Paese d’origine per motivi sanitari. È comunque consentito sino al 30 settembre 2021 lo svolgimento degli esami di profitto e di laurea a distanza o in modalità mista, in coerenza con i piani organizzativi dipartimentali già approvati. Il ricevimento degli studenti con cadenza almeno settimanale si svolgerà in presenza. Potrà eventualmente svolgersi anche a distanza, previo appuntamento con il docente.

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LoJack rafforza la presenza in Spagna

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

MADRID, MILANO, IRVINE, Calif. CalAmp (Nasdaq: CAMP), la società leader in soluzioni di connessione intelligente che aiuta le persone e le imprese a lavorare in modo innovativo, ha annunciato oggi il lancio di LoJack España, l’azienda iberica interamente controllata dalla capogruppo. LoJack España introdurrà sul mercato i servizi per le auto connesse basati sul cloud CalAmp e le soluzioni LoJack di recupero dei veicoli rubati (Stolen Vehicle Recovery) per aiutare concessionari di auto e moto, assicuratori, società di noleggio, case costruttrici e imprese edili a monitorare e gestire in modo proattivo le proprie flotte e proteggersi dal furto. La Spagna figura da sempre al terzo posto, dopo Italia e Regno Unito, tra i paesi europei con il più alto tasso di furto di veicoli. Le stime evidenziano come in Spagna vengono rubati 100 veicoli al giorno. In questo scenario LoJack España mira non solo a prevenire il furto dei veicoli, ma anche a migliorare i tassi di recupero dei veicoli rubati. La consolidata soluzione LoJack Premium Touch, che combina la tecnologia in radiofrequenza con GPS/GSM, fornisce a proprietari di flotte, gestori e conducenti un monitoraggio della posizione accurato e in tempo reale per supportare il recupero del veicolo. La tecnologia MESH consente, inoltre, a ciascuna auto equipaggiata LoJack di rilevare altre vetture rubate nelle vicinanze, consentendo di raggiungere un elevato tasso di recupero e tranquillizzando consumatori e aziende.Oltre alla soluzione di recupero delle auto, LoJack España offrirà ai concessionari SmartDealer™, un’applicazione di Customer Relationship Management che si connette con i clienti tramite LoJack Connect, l’app mobile gestita attraverso il CalAmp Telematics Cloud – CTC e la tecnologia edge computing, per fornire visibilità sulla posizione del veicolo, lo stato della batteria e i dati diagnostici dei veicoli. Le società di autonoleggio possono utilizzare la stessa connessione intelligente per proteggere la propria flotta e monitorare in modo proattivo lo stato dei veicoli per la manutenzione preventiva. Le compagnie di noleggio e di assicurazioni possono inoltre fare affidamento su CrashBoxx™, il tool per la segnalazione automatica e la ricostruzione degli incidenti con la stima delle parti danneggiate. LoJack España mira a conquistare rapidamente ampie quote nel mercato spagnolo grazie a partnership con molti delle più grandi compagnie di assicurazioni, concessionari auto e moto e società di noleggio, sfruttando al meglio anche i deal internazionali già esistenti. I rapporti diretti con le forze dell’ordine locali in Spagna vengono coordinati da José Ignacio Rubio, ex direttore commerciale e marketing di Detector (ex licenziatario in Spagna di LoJack Corp.). Rubio assumerà il ruolo di Country Director per guidare LoJack España in Spagna e la futura espansione aziendale in Portogallo per portare l’intera gamma di soluzioni di CalAmp nella regione, compreso CalAmp iOn ™ per la flotta e l’intelligence degli asset.

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Scuola: “Dopo la riapertura, lavoriamo per far finire l’anno scolastico in presenza”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

“Bene la riapertura delle scuole superiori, adesso serve lavorare per far sì che gli istituti non debbano più richiudere fino alla fine dell’anno scolastico. Servono senso di responsabilità, tamponi rapidi, test salivari e soprattutto un piano trasporti che funzioni efficacemente” ha dichiarato Gabriele Toccafondi, deputato fiorentino di Italia Viva, durante il programma “Dentro la Notizia” su Italia 7. “Sono contento per il ritorno in classe di almeno il 70% degli studenti delle superiori, adesso però la regione deve lavorare al massimo per poter evitare quarantene generalizzate e nuove chiusure. L’impegno deve essere quello di garantire la scuola in presenza fino alla fine dell’anno scolastico. Per farlo è assolutamente necessario il senso di responsabilità dei ragazzi. Devono, inoltre, essere forniti ed effettuati i test rapidi e i test salivari, fondamentali per lo screening degli studenti più piccoli. La Toscana, inoltre, si impegni a garantire un funzionale trasporto pubblico locale, punto debole dei mesi scorsi. Su questo argomento la regione ha assoluta autonomia: può e deve trovare accordi con i bus turistici, i taxi e gli Ncc per poter alleggerire la pressione sui mezzi pubblici negli orari di punta e limitare la diffusione dei contagi sugli stessi” ha continuato il deputato.“La scuola è un posto sicuro, dove le regole si rispettano. Se lavoriamo anche sugli aspetti più delicati e problematici, come il trasporto pubblico, consentiremo ai ragazzi di finire l’anno scolastico e non avremo rimpianti” ha concluso Toccafondi.

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Scuola: Lezioni in presenza in quasi tutte le regioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2021

“La didattica in presenza ha ripreso in quasi tutte le Regioni. Fa eccezione la Sicilia, dove giustamente si è deciso di esaminare i dati dopo che sono stati aperti i drive in anche alla popolazione studentesca”, ha ricordato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Durante un’intervista a Italia Stampa, il sindacalista invita “tutti a registrarsi” presso i presidi sanitari, “perché il monitoraggio è la migliore prevenzione rispetto alla diffusione del contagio. Nel frattempo, ci sono delle priorità che rimangono” da attuare, a partire dal “Recovery Plan che comunque dovrà essere portato avanti dal nuovo Governo. Ma anche delle priorità sulla Scuola, a proposito delle quali l’Europa ha già fornito delle osservazioni rispetto al progetto: noi, come Anief, diciamo la nostra opinione”.

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Scuola. Psicologi: 63% 14-19enni la preferisce in presenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2021

Oltre 6 ragazzi su 10 fra i 14 e i 19 anni tengono “molto” alla didattica in presenza. Oltre il 54% ne soffre “molto” la mancanza. La scuola è associata a socialità, crescita, confronto, le lezioni a distanza a fatica, stress, noia. Questi i primi risultati dell’indagine portata avanti dal Centro Studi del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi nell’ambito delle attività congiunte con il Ministero dell’Istruzione per dare supporto alle istituzioni scolastiche nel periodo dell’emergenza. L’indagine è stata consegnata alla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.“Ascoltare le opinioni dei giovani, i loro vissuti, è importante. In questo caso i dati dell’indagine ci consegnano uno scenario molto chiaro: la didattica a distanza non attutisce i danni dell’impossibilità di andare a scuola e porta soprattutto stress, noia, fatica”, spiega il Presidente del Cnop, David Lazzari. “Della scuola in presenza ai ragazzi piace la socialità, la possibilità di avere un confronto con gli altri e la possibilità di frequentare amici e compagni, che la didattica a distanza non garantisce. Mentre della scuola in presenza i giovani non apprezzano gli orari rigidi, marginale nota positiva della didattica a distanza”, prosegue. A tenere alla scuola in presenza, secondo il report realizzato dal Cnop, sono praticamente tutti i giovani intervistati, con una quota di “molto” davvero alta (63%), mentre ad apprezzare la didattica a distanza sono meno di 4 studenti su 10, e, in ogni caso, con un numero di “molto” decisamente più bassa (12%). Si registra anche un sensibile calo della “fedeltà” alla partecipazione alle lezioni a distanza. L’86% dei giovani intervistati dichiara infatti di aver seguito tutte le lezioni a distanza durante il lockdown, mentre ora la quota scende al 70%.“Ringrazio il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi per lo studio realizzato”, dichiara la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina “sono dati che devono farci riflettere e guidare il nostro operato. Uno spaccato di come i nostri ragazzi stanno vivendo questo momento. In questi mesi – prosegue Azzolina – abbiamo dato alle scuole risorse per promuovere attività di sostegno psicologico per fare fronte a situazioni di insicurezza, stress, ma anche paura e tristezza fra gli studenti e il personale. Porteremo avanti questo tipo di attività, in collaborazione con l’Ordine degli psicologi. Anzi, le rafforzeremo. Non possiamo infatti assolutamente sottovalutare gli aspetti psicologici di questa crisi e che cosa voglia dire, per i nostri giovani, la prolungata mancanza di una socialità sana, come quella che si vive a scuola”. Il 67% dei ragazzi intervistati afferma di non avere problemi con le dotazioni tecnologiche, gli altri, quelli che manifestano difficoltà, lamentano l’assenza o cattiva qualità della connessione. Quasi tutti i giovani intervistati (il 94% del campione fra chi risponde “molto”, 54%, e chi abbastanza, 40%), in definitiva, sentono la mancanza della scuola in presenza, e il 98% a settembre era felice di poter rientrare in aula. Il sentimento prevalente, in questo momento, tra i giovani italiani, è negativo, e si traduce soprattutto in tristezza, malinconia, paura, rabbia e distacco. I sentimenti positivi sono minoritari.
Questo lungo periodo di lontananza dalla scuola come spazio fisico ha fatto riscoprire la valenza della scuola come “spazio psicologico”, terreno fondamentale per il percorso di crescita dei futuri adulti. “La scuola non è solo trasmissione di informazioni e contenuti ma un luogo di relazioni, di costruzione di socialità, di educazione emotiva. È ora fondamentale aiutare le ragazze ed i ragazzi a recuperare e a superare il malessere psicologico che si è creato con azioni efficaci e, al contempo, attrezzarci meglio per il futuro, perché la scuola possa valorizzarsi come luogo di crescita psicologica per la vita”, conclude il presidente del Cnop.

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Scuole superiori dal 18 gennaio tra il 50% e il 75% in presenza

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2021

Nel nuovo Dpcm non c’è alcun passo indietro da parte del Governo, con il rinnovo di tutte le misure già in vigore a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5 e l’inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì: con Rt 1 o con un livello di rischio ‘alto’ si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso.Le scuole superiori, invece, dovranno garantire la didattica in presenza almeno dal 50% e fino al 75% dal prossimo 18 gennaio. Ogni regione continuerà a poter adottare ordinanze più restrittive. L’Italia sarà divisa in tre zone: Lombardia, Sicilia e Bolzano da domenica in area rossa. Passano in area arancione le Regioni Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta. Restano in area arancione Calabria, Emilia-Romagna e Veneto.Anief ritiene che il ritorno nelle classi debba essere previsto solo se vi siano dati certi che confortino in modo adeguato sul fronte della sicurezza. In caso contrario, il giovane sindacato ricorda che a fine 2020 è stato sottoscritto un contratto integrativo a quello nazionale, specifico per la didattica a distanza, che permette di avere comunque regole chiare e definite. In parallelo, però, occorre dare la massima priorità alla vaccinazione: oltre all’ambiente sanitario, quello della scuola è l’unico luogo in cui si concentrano circa nove milioni di persone”.

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La didattica? Meglio in presenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

Il 57% degli studenti vuole tornare in classe: è il risultato emerso da un’indagine di Studenti.it che ha coinvolto 18.150 ragazzi delle scuole superiori di 1° e 2° grado, per mettere a fuoco cosa pensano, come vivono questo momento, se e come cambieranno le loro abitudini. Per gli intervistati manca il contatto con i compagni e con i professori, c’è voglia di normalità. Il 66% ritiene addirittura che la didattica online sia penalizzante perché i problemi di connessione e gli strumenti informatici non sempre adeguati hanno reso faticosa e non ottimale l’interazione tra studenti e prof. La conclusione dell’anno scolastico 2019-2020 è stata anomala: solo il 30% degli intervistati ha dichiarato a Studenti.it che nella propria classe ci sono stati bocciati o rimandati. Non sembrano esserci state grandi lacune o necessità di recuperare, dunque, visto che solo il 38% degli istituti ha organizzato corsi di recupero. Nell’anno scolastico 2018-2019, invece, sono stati organizzati in tutte le scuole, a fronte di un 21% di rimandati a settembre e di un 6,8% di bocciati. Sulla questione dei banchi a rotelle, per la maggioranza dei ragazzi che hanno risposto al sondaggio di Studenti.it (86%), questi potrebbero essere fonte di un uso improprio da parte degli studenti e quindi di ulteriori problemi. Per il restante 14%, invece, i banchi singoli rappresentano una buona soluzione a garanzia del distanziamento.La maggioranza dei ragazzi, infine, non cambierà le proprie abitudini per recarsi a scuola. Secondo la ricerca di Studenti.it, il 23% troverà un modo alternativo di spostarsi rispetto al periodo pre Covid, mentre il 77% continuerà a utilizzare gli stessi mezzi di trasporto: di questi il 40% userà i mezzi pubblici, il 32% si sposterà in automobile, il 18% andrà a scuola a piedi, il 4% con il motorino, il 6% con la bicicletta o il monopattino.
Studenti.it è rimasto sempre a fianco degli studenti durante tutte le fasi dell’anno scolastico del lockdown, incrementando l’offerta con migliaia di contenuti gratuiti, dalle videolezioni con i consigli per lo studio, alle dirette social di esperti e youtuber ai podcast “Te lo spiega Studenti”, un nuovo modo di fruire gli appunti online. Nei primi sei mesi dell’anno il brand del Gruppo Mondadori ha registrato un aumento del +30% di traffico sul sito rispetto allo scorso anno (fonte: Google Analytics, media marzo-aprile-maggio), raggiungendo ad aprile, mese del completo lockdown, 5 milioni di utenti unici, +34% rispetto ad aprile 2019 (fonte: Total Audience aprile 2020), e visualizzazioni sul canale YouTube in crescita del +50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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Università Parma: Didattica in presenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

Come già annunciato, la ripresa delle attività didattiche dell’Università di Parma, a settembre, sarà in modalità mista (sia in presenza sia online), nell’ambito di un piano organizzativo incentrato sui principi della massima precauzione e delle pari opportunità. Per garantire la massima sicurezza delle attività in presenza, l’Ateneo ha messo a punto un sistema di prenotazione del posto in aula, in modo da assicurare il distanziamento sociale necessario e la piena fruibilità degli spazi nel rispetto delle misure anti-COVID19.Per agevolare la sicurezza, la capienza delle aule sarà ridotta al 50%, e i posti a lezione dovranno essere prenotati tramite la App UNIPR Mobile (https://www.unipr.it/mobile) o il portale “Agenda Studenti” (http://agendastudenti.unipr.it/), utilizzando le credenziali di Ateneo.Ogni studente dovrà innanzitutto configurare il proprio profilo di prenotazione selezionando il proprio corso di studio all’interno dell’offerta formativa dei 9 Dipartimenti e i relativi insegnamenti che desidera frequentare; successivamente potrà prenotare il posto in aula per ciascun insegnamento del profilo che prevede una modalità di erogazione della didattica in presenza. Per garantire la turnazione, ogni studente avrà a disposizione per ciascun insegnamento un monte ore “prenotabili”, esaurito il quale non potrà più prenotarsi. Il monte ore prenotabili di ciascun insegnamento sarà calcolato automaticamente dal sistema di prenotazione e aggiornato dinamicamente con frequenza giornaliera in maniera inversamente proporzionale al numero di studenti che hanno inserito l’insegnamento nel proprio profilo di prenotazione.È importante sottolineare che non tutti gli insegnamenti prevedono la presenza e quindi la prenotazione, poiché alcuni saranno esclusivamente on line. Nelle pagine web dei singoli Dipartimenti, al menù “Didattica”, è illustrata l’organizzazione del Dipartimento e dei corsi di studio, con informazioni specifiche sull’erogazione della didattica (in presenza o on line) nel primo semestre del prossimo anno accademico.Le prenotazioni potranno essere effettuate a partire da 6 giorni antecedenti la lezione, mentre potranno essere cancellate fino al giorno precedente. Se entro 12 ore dall’inizio della lezione ci saranno ancora posti disponibili, a quel punto, con una procedura last minute, le prenotazioni saranno aperte a tutti, anche al di là del monte ore di ogni singolo studente: potrà dunque prenotarsi anche chi ha esaurito il proprio monte ore.Il sistema di prenotazione invierà via email allo studente una ricevuta di prenotazione – carta di accesso – unica per tutte le lezioni della giornata; lo studente dovrà o stampare o portare con sé sul proprio smartphone la carta di accesso, che potrà essere verificata all’ingresso del plesso.Gli studenti dovranno prenotarsi anche per le cosiddette “lezioni zero”, le lezioni di accoglienza di ogni corso di studio, se previste in presenza; in tal caso, per poter prenotare la lezione zero, occorrerà inserire nel proprio profilo l’insegnamento dedicato “lezione zero”.Saranno comunque resi disponibili adeguati supporti (compresa l’eventuale registrazione delle lezioni) per garantire la piena fruizione dell’attività didattica anche a coloro che non potranno spostarsi dalla propria residenza a causa della eventuale emergenza sanitaria.

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Challenge Network riparte a luglio con la formazione in presenza

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

Challenge Network riprende la sua attività a 360 gradi ed è felice di annunciare ufficialmente la ripresa della formazione in presenza già dal mese di luglio.Riprendono infatti con grande entusiasmo, ottimismo e fiducia tutte le attività non solo virtualmente, ma anche in presenza iniziando così a costruire ed agire per superare la crisi globale che ci ha coinvolti in questo periodo difficile.In questi mesi abbiamo scoperto di avere grandi doti di flessibilità, spirito di adattamento, resilienza e creatività che ci ha permesso di costruire un’offerta innovativa e pertinente in grado di adattarsi alle nuove esigenze aziendali e allo stesso tempo di sfruttare le nuove modalità per raggiungere un pubblico ancora più vasto.Challenge Network nei mesi appena trascorsi ha ottenuto grandi risultati grazie alla capacità di plasmare la sua offerta in base alle diverse necessità: con più di 200 grandi aziende che hanno aderito alla nostre proposte e 12 percorsi formativi mirati ad accrescere capacità e skills, Challenge Network ha saputo fornire una proposta formativa tailor made progettata e impostata sulla specifiche realtà e sugli obiettivi delle aziende che fosse in grado di adattarsi alle esigenze del tempo e con una pluralità di training tools che li ha resi ognuno un percorso unico e innovativo.Non dimenticandoci degli sforzi fatti ed imparando dall’esperienza acquisita, la ripresa delle normali attività ci pone di fronte ad una sfida altrettanto impegnativa che ci cala in un contesto fortemente mutato. Attraverso il nostro know-how consolidato sapremo essere ancora di più il punto di riferimento per le aziende e per tutti coloro che hanno la possibilità di investire sulle proprie competenze.Già nel mese di luglio saranno infatti disponibili tanti progetti con erogazione confermata in presenza per supportare ancora più da vicino tutte le realtà aziendali che hanno finalità di crescita, fornendo servizi innovativi e utilizzando le metodologie più efficaci.

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Aumentare la presenza degli specialisti sul territorio

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2020

Occorre passare da 20 a 38 ore settimanali per rispondere ai bisogni dei pazienti cronici che in questi mesi hanno visto bloccate le visite a causa del Coronavirus, in modo da evitare l’esplosione delle liste d’attesa. Questo l’appello lanciato dalle società scientifiche e dalle organizzazioni sindacali di medici riunite nell’Advisory Board di Senior Italia FederAnziani che ha promosso la tavola rotonda virtuale “Il problema delle cronicità al tempo del COVID -19 nella Regione Molise” nella quale medici e pazienti hanno presentato le proprie criticità a Lolita Gallo, Direttore Generale Salute della Regione Molise.Anche in Molise come nelle altre regioni in questo periodo di lockdown si è accumulato un importante ritardo nelle visite di controllo delle persone affette da patologie croniche, negli screening e nelle nuove diagnosi, un ritardo che ora va colmato facendo subito ripartire la macchina della sanità. I ritardi nelle diagnosi fanno sì che le patologie saranno intercettate a uno stadio più avanzato con rischi di salute per i cittadini e ulteriori costi per il servizio sanitario nazionale. Rispetto all’anno precedente in oncologia ci sono a livello nazionale circa 90mila diagnosi non scovate. Far slittare ancora la presa in carico dei pazienti cronici significa mettere a rischio la loro vita e tardare ancora nelle diagnosi equivale a compromettere le possibilità di successo delle terapie.Tra le altre criticità riscontrate in Molise in questo periodo anche un calo importante dell’aderenza alla terapia, con molti pazienti che hanno autosospeso i farmaci ad esempio in ambito cardiologico, un aumento degli infarti per via del timore dei pazienti a recarsi in Pronto Soccorso anche in caso di sintomi preoccupanti; il blocco di interventi delicati come quelli per le patologie valvolari cardiache. Una maggiore presenza degli specialisti può consentire un monitoraggio appropriato della salute dei pazienti con conseguenti risparmi anche per il servizio sanitario della regione, considerata la riduzione delle complicanze, delle riacutizzazioni, delle ospedalizzazioni.«Una buona attività specialistica può aiutare senz’altro a ridurre le liste d’attesa e infatti si è ritenuto di poter incrementare le ore di tali attività per raggiungere questo scopo. Siamo una Regione in piano di rientro, dove si è rivista la rete ospedaliera e si è iniziato il percorso di implementazione delle attività territoriali. Stiamo provvedendo alla riapertura dei settori della specialistica, compresi gli screening, per tornare alla normalità rispetto a tutti i servizi di cui necessita l’utenza. Già durante il periodo Covid e ora con gli interventi legislativi di questo periodo si è inteso anche a livello centrale porre nuovamente l’attenzione sul potenziamento del territorio, che possa dare una risposta pronta ed efficace alle esigenze dei cittadini.» ha dichiarato Lolita Gallo, Direttore Generale della Salute della Regione Molise.Hanno partecipato: Lolita Gallo – Direttore Generale Salute Regione Molise, Alessandra Balestrazzi – Responsabile rapporti con gli enti A.I.M.O. – Associazione Italiana Medici Oculisti, Antimo Aiello – Vice Presidente AMD regionale, Pierluigi Bartoletti – Vice Segretario Generale Nazionale FIMMG, Giuseppe D’Ascenzo – Presidente Regionale A.R.C.A. Molise – Associazioni Regionali Cardiologi Ambulatoriali, Stefano Marinari – Centro Studi SIP, Domenico Uliano- SIMFER – Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, Marco Gabini – Consigliere SIR – Società Italiana di Reumatologia, Antonio Magi – Segretario Generale SUMAI-Assoprof – Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria, Roberto Messina – Presidente Senior Italia FederAnziani.

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Funzione formativa attraverso la didattica in presenza

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Perugia. “L’Università realizza nel modo ottimale la sua funzione formativa attraverso la didattica in presenza. Ciò vale in particolare per l’Università per Stranieri di Perugia, quale ateneo con forte caratterizzazione internazionale e la cui missione fondante è quella della formazione e dell’insegnamento della lingua e cultura italiana. Quest’ultimo aspetto si realizza pienamente in presenza, dando la possibilità ai numerosi studenti stranieri che ogni anno vengono a Perugia di godere appieno del paese, della sua cultura e dello stile di vita che l’Italia incarna.
Lo sforzo che l’Università per Stranieri sta compiendo per garantire una didattica in presenza va anche incontro alle aspettative di Perugia, città che ha sempre vissuto come un’opportunità e un valore aggiunto la presenza di tanti studenti stranieri.
La pandemia ha costretto l’Università per Stranieri a riconvertire, in una prima fase, questa fondamentale pratica di didattica in presenza in didattica a distanza. In questo modo è stata garantita a tutti gli studenti la possibilità di seguire i corsi senza perdere ore di lezione.
L’odierna fase di riapertura, anche se prudente ed attuata nel pieno rispetto della sicurezza sanitaria, permette al momento di prevedere già da settembre 2020 forme di didattica mista, vale a dire sia in presenza sia a distanza, grazie all’utilizzo delle tecnologie. Ciò per consentire a tutti gli studenti, anche agli studenti stranieri e agli studenti fuorisede, d’iscriversi normalmente e di seguire i corsi. L’Università per Stranieri in ogni caso rimane pronta ad individuare risposte adeguate ed efficienti a possibili, future evoluzioni della situazione sanitaria”.

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Riaprire le scuole presto e maturità in presenza, facile a dirsi

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

A giorni il premier Giuseppe Conte ufficializzerà per gli italiani l’avvio della ‘Fase 2’, ossia la graduale riapertura del Paese con il ritorno al lavoro, almeno per una parte dei cittadini italiani, già a partire dal prossimo 4 maggio. Prima, però, dovrà sentire il parere dei vari comitati di esperti che si sono creati negli ultimi giorni, anche in seno al MI. Di certo, la scuola non dovrebbe essere coinvolta in questa fase, almeno per la primissima parte, “eccetto per gli esami di maturità, a condizione che si possano svolgere in sicurezza”, specifica la stampa specializzata. Da qualche giorno, da più parti, anche sociali, sta intanto crescendo la richiesta di accelerare i tempi anche per la riapertura degli istituti scolastici. Perché col ritorno al lavoro, si pone il problema delle famiglie che non potranno più prendersi cura dei figli che restano a casa, essendo sospesi i servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche. A ciò si aggiunga il fatto che i nonni non possono farsene carico, considerato che gli anziani sono i soggetti più a rischio. E allora? Facciamo come in Francia dove le scuole riapriranno dall’11 maggio? Marcello Pacifico (Anief): “Non prendiamo decisioni avventate. Si rischierebbe di rovinare tutto, mettendo a repentaglio la salute dei più giovani. Ma non solo: è bene ricordare che due insegnanti su tre sono over 50, quindi più fragili dinanzi agli effetti terribili del Covid-19. Fare finta di nulla sarebbe molto grave”.Sale la pressione del “popolo” di chi vorrebbe che l’Italia tornasse abile ed efficiente con l’inizio di maggio. Secondo La Repubblica “il problema è stato posto da Antonio De Caro, a nome di tutti i sindaci, nell’ambito del confronto tra Governo, Regioni e Enti locali”. Sembra che fino adesso nessuna soluzione è stata adottata, ma diverse ipotesi rimangono “sul tavolo. Secondo il presidente dell’Unione delle Province e sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, “con la riapertura delle imprese e non delle scuole, rischiamo di produrre il più grande arretramento in termini di lavoro femminile della storia della Repubblica. Vanno trovate le soluzioni per fare ripartire almeno in parte i servizi educativi”. Tra le ipotesi figurano l’apertura delle scuole solo per i bambini i cui genitori lavorano entrambi, ma anche il ricorso a centri famiglia, campi scuola e il Terzo settore. Il ministro per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti ha già annunciato la volontà di prolungare il congedo specifico, in aggiunta a quello parentale, e il bonus baby-sitter e di concedere un assegno per ogni figlio fino a 14 anni.

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Polizia: Serracchiani, grati per presenza continua e rassicurante

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

“Siamo grati alla Polizia di Stato per la presenza continua e rassicurante, ci stringiamo agli agenti colpiti dal coronavirus e alle loro famiglie, ci impegniamo per una sempre maggiore attenzione a un pilastro della sicurezza e delle libertà democratiche”. Lo afferma la vicepresidente del Pd Debora Serracchiani, in occasione del 168° anniversario dalla fondazione della Polizia di Stato.
“In prima linea in queste circostanze drammatiche – aggiunge Serracchiani – le donne e gli uomini della polizia continuano a difendere l’ordine e la legalità dalla criminalità comune e organizzata. La riforma del 1981 dimostra tutta la sua attualità nel momento in cui alla polizia è richiesto un alto contributo professionale”.

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Verifone Italia rafforza la presenza sul mercato italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

Lo fa con l’introduzione di un nuovo team manageriale e uno staff di figure professionali per consolidare ed ampliare il business dei sistemi di pagamento sul territorio nazionale. A guidare la sede italiana è Federico Fanello, nuovo Managing Director di Verifone Italia, manager che ha iniziato la sua esperienza professionale nella comunicazione e nel marketing acquisendo in seguito un’ottima esperienza internazionale nel settore dei pagamenti ricoprendo ruoli di rilevante responsabilità per alcuni dei principali player, quali PayPal e SafeCharge, per l’area EMEA. Al suo fianco, nel ruolo di Head of Sales, entra nel Gruppo Fabrizio Grassi, con pluriennale esperienza nel settore bancario e dei sistemi di pagamento, dove ha ricoperto cariche di responsabile commerciale in aziende come CartaSi (ora NEXI) e Ingenico.In uno scenario nazionale che continua a segnare una crescita importante delle operazioni di pagamento effettuate tramite POS (+15,8% rispetto all’anno precedente*dati Banca d’Italia) e che si prevede possa vivere un’ulteriore accelerazione con l’attuazione definitiva della direttiva europea PSD2, il terminale POS diventa sempre più smart e multifunzionale, pronto per essere personalizzato con applicazioni verticali e adattato alle diverse aspettative dei merchant e dei consumatori finali.
“La nuova linea di terminali Verifone Engage va proprio in questa direzione – afferma Federico Fanello, Managing Director di Verifone Italia – Nativamente predisposti per essere dispositivi evoluti, oltre ai più comuni metodi di pagamento, i POS sviluppati da Verifone aprono ai più comuni servizi a valore aggiunto come gli Alternative Payments Method (Alipay e WeChat), la gestione dei token per riconoscimento automatico del cliente, gift card e programmi loyalty, wallet, ricariche telefoniche, validazione e dematerializzazione dei buoni pasto cartacei, coupon per promozioni e altro ancora. Grazie ai continui investimenti nel settore di ricerca e sviluppo, alle funzionalità hardware legate al POS, Verifone offre un pacchetto completo di soluzioni e servizi in Cloud in grado aprire a molteplici possibilità di incremento delle revenue e alla riduzione del total cost of ownership del terminale. Con l’obiettivo di offrire una payment experience allo stato dell’arte, Verifone si pone come Partner Simple, Global, Innovative”. Verifone Italia trae la propria forza dal Gruppo di cui fa parte. Nata nel 1981, Verifone è uno dei maggiori leader mondiali operanti nel mercato dei sistemi di pagamento, gestendo oltre 30 milioni di terminali di pagamento in più di 150 nazioni nel mondo. L’acquisizione effettuata da Francisco Partners nel corso del 2018, ha permesso di accelerare un processo di riorganizzazione a livello mondiale, con soluzioni a valore aggiunto, a vantaggio dei propri Partners, siano essi Financial Institutions o operatori del mondo Retail. (fonte: agenzia newscast.it)

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Presenza islamica in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

All’inizio degli anni ’90, i musulmani in Italia erano circa 150.000. Oggi si stima che abbiano raggiunto i 2 milioni e mezzo, circa il 4% della popolazione residente. Col crescere di questa presenza è anche aumentato il numero degli studi che se ne occupano. Le ricerche svolte in questo ambito hanno preso le mosse da due prospettive particolari: da un lato quella giuridica, che tende a indagare l’organizzazione dei musulmani in Italia, i loro rapporti con le istituzioni pubbliche e l’interazione tra la normatività islamica e l’ordinamento giuridico italiano; dall’altro quella sociologica, che analizza la presenza islamica soprattutto nel quadro del fenomeno migratorio, focalizzandosi sui processi di inclusione/esclusione, sui rapporti famigliari e generazionali, sulle forme di leadership. Più recentemente, con la crescita anche in Europa del terrorismo jihadista, si sono aggiunti gli studi sulla radicalizzazione islamista in Italia, un tema che ha peraltro monopolizzato l’interesse dei media.Minore attenzione è stata finora dedicata alle tradizioni discorsive, per usare la terminologia dell’antropologo americano Talal Asad, presenti nell’Islam italiano. Alla luce di queste considerazioni, la Fondazione Oasis ha intrapreso quest’anno un progetto di ricerca intitolato “L’Islam in Italia. Un’identità in formazione”, reso possibile dal sostegno della Fondazione Cariplo. (fonte: Fondazione Oasis)

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Scuola: Il personale Ata dovrà attestare la presenza con i dati biometrici

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Dopo il disco verde all’emendamento che introduce la videosorveglianza nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, diventa legge dello Stato quello inserito nel ddl Concretrezza sui controlli biometrici dei dipendenti pubblici: il provvedimento, che nella scuola riguarderà circa 210 mila unità di personale Ata, è stato firmato e voluto a tutti i costi dal ministro della P.A. Giulia Bongiorno, la quale ora si dovrà assumere la responsabilità di avere approvato una norma del tutto inutile e che per essere portata a compimento necessiterà di centinaia di milioni di euro iniziali più altri per l’assistenza e manutenzione; tutti soldi pubblici che andranno a gravare ulteriormente le già limitate risorse dei nostri istituti scolastici. Marcello Pacifico (Anief ): Lo abbiamo sempre detto e lo ripetiamo ora che il testo è diventato legge: questo provvedimento è offensivo, perché si vogliano far passare i dipendenti della scuola come dei delinquenti. Anief sta valutando come impugnare il provvedimento per lesione della privacy.
All’indomani dell’approvazione del disegno di legge Concretezza, si evidenziano tutti i limiti del provvedimento. Tra i vari punti che lasciano molto a desiderare, oltre all’aspetto offensivo e a quello della lesione della privacy, “l’accento è stato posto – commenta giustamente Orizzonte Scuola – anche sul costo che la misura comporterà: si tratta infatti di dotare 45mila sedi scolastiche di apparecchiature apposite”. Sulla bontà della misura introdotta, basta ricordare che la stessa Aran, l’agenzia che agisce a tutela dell’amministrazione pubblica, ha avuto modo di dire che “il personale della scuola è costituito da 1.124.471 persone” ed il “provvedimento punta a mettere sotto controllo 209.169 unità di personale ATA e 6.714 dirigenti scolastici, che però non svolgono un lavoro prettamente amministrativo e sarebbero le figure chiamate a gestire e controllare il buon andamento delle istituzioni scolastiche e chi ci lavora. Insomma viene posto un controllo sui controllori”.

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Consorzio Casalasco rafforza la presenza sul mercato francese

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Consorzio Casalasco del Pomodoro e SAC S.p.a. hanno annunciato di aver concluso con successo l’accordo di trasferimento delle azioni che sancisce l’acquisizione da parte di Consorzio Casalasco della maggioranza (65% delle azioni) di SAC. L’operazione rafforza entrambe le società che da tempo, oltre ad aver già un rapporto societario in essere, collaborano in ambito commerciale su mercati esteri.Consorzio Casalasco del Pomodoro – azienda leader nella produzione e trasformazione di pomodoro da industria, con 240 milioni di euro di fatturato nel 2017 e oltre 560.000 tonnellate di pomodoro fresco trasformato, ha avviato negli ultimi anni un’importante processo di crescita, con l’obiettivo di diventare sempre di più la realtà italiana di riferimento nel settore delle conserve di pomodoro a livello internazionale sia attraverso marchi propri (Pomì, Pomito, De Rica), sia per conto della grande industria di marca e delle private label.
Dopo il rafforzamento della propria base sociale e gli importanti investimenti realizzati sulla filiera industriale/produttiva nei propri stabilimenti di Rivarolo del Re (Cr) Fontanellato (Pr) e Gariga di Podenzano (Pc), il Consorzio Casalasco del Pomodoro prosegue, con questa operazione, la strategia da tempo definita di rafforzamento della propria filiera distributiva internazionale, realizzata attraverso la stipula di accordi, la costituzione e l’acquisizione di società commerciali che operano con successo sui mercati esteri di maggior interesse, avvicinando in tal modo domanda e offerta nel settore di riferimento.
Fanno parte di questo progetto, ad esempio, la costituzione della Pomì Usa Inc. per il mercato statunitense avvenuta nel 2009, o le partnership distributive con diversi gruppi.SAC S.p.a., con un fatturato di circa 40 milioni di euro nel 2017, opera da sempre sui mercati internazionali, in particolare quello francese, olandese e belga dove commercializza e distribuisce principalmente derivati del pomodoro, salse e condimenti, oltre a frutta sciroppata, riso e legumi sia a marchio proprio (Victoria) sia Private Label per i canali retail e food service. L’azienda, con sede legale a Carmagnola (TO), ha un ufficio commerciale anche a Parigi, visto che nel segmento dei derivati del pomodoro base (polpe, passate, concentrati e pelati) a marchio delle catene è tra i primi 3 operatori sul mercato francese con una quota che oscilla tra il 35 ed il 40% del totale.

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Presenza turisti stranieri in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 luglio 2018

“E’ ormai da alcuni anni che la presenza dei turisti stranieri in Italia è decisamente in aumento”, conferma Marco Baldisseri, Chief marketing officer di Club Esse, catena alberghiera italiana che ha creato in pochi anni una realtà molto competitiva, con un fatturato 2017 di 25 milioni di euro e 16 tra villaggi turistici, resort e hotel (oltre 2.000 camere) in luoghi di grande pregio naturalistico e culturale di Sicilia, Abruzzo, Calabria, Lazio, Valle d’Aosta ma soprattutto Sardegna. “Solo nelle nostre strutture, in particolare nelle 10 della Sardegna, gli ospiti stranieri sono passati negli ultimi 3 anni da percentuali insignificanti a quasi il 30% del totale – continua Baldisseri -. Alla presenza ‘storica’ dei tedeschi si è infatti affiancata, in un processo di grande crescita, quella di spagnoli, francesi, austriaci, svizzeri, cechi, polacchi e recentemente di serbi, slovacchi e bulgari”. “Sono molti gli elementi che hanno determinato questa situazione – spiega Baldisseri -: innanzitutto il fatto che il nostro Paese sia considerato una meta più sicura rispetto ad altre dell’area mediterranea e dall’ottimo rapporto qualità/prezzo, ma anche la ripresa economica in molti Paesi europei e la propensione a viaggiare in periodi di bassa stagione. Questo ha fatto sì che grandi gruppi internazionali come TUI, Thomas Cook e altri big players si siano dotati di prodotti esclusivi nelle località turistiche più belle, con Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia in prima linea. Anche nel business di Club Esse la crescita dell’utenza straniera ha determinato due importanti effetti: la nostra stagione estiva ormai dura quasi 6 mesi, da maggio a ottobre inclusi, e gli oltre 1.000 collaboratori che vi partecipano parlano praticamente tutti almeno una lingua straniera”.

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