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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

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Rai. Ora con ad e presidente nuovi… peggio di prima!

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

Il premier Mario Draghi ha deciso: Marinella Soldi presidente e Carlo Fuortes amministratore legato (ad). Due nomi di prestigio e, come li presentano i vari media, al di fuori dei cosiddetti giochi dei partiti.Noi utenti/sudditi dell’informazione e intrattenimento di Stato ci poniamo alcune domande: Può un ente di Stato, espressione della politica dei partiti presenti in Parlamento, avere al timone due capitani che non hanno rapporti con il personale di bordo (i dipendenti Rai, tutti lottizzati)? Cosa farà la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (il controllore, il cui nome è esplicito!), a fronte delle decisioni dei nuovi capitani quando le stesse non saranno condivise? A queste domande rispondiamo con altrettanta domanda: un’azienda metterebbe a capo qualcuno che non è armonico all’impostazione aziendale, a differenza di tutto il personale e dei controllori che invece sono come dovrebbero essere?Crediamo che ci aspettino periodi di conflitti interni ed esterni, maggiori di quanti già fisiologicamente esistano.Siamo per questo contenti? Tutt’altro, visto che lo fanno con gli 1,8 miliardi di cosiddetto canone che noi contribuenti diamo loro per questo servizio, che è anche in violazione delle leggi antitrust (abuso di posizione dominante sui loro concorrenti che non hanno il canone).Purtroppo anche il premier Draghi dà il suo contributo al regime di sfascismo dei diritti e dell’informazione: il problema non è far finta che si possa governare la Rai con professionalità anti-aziendale e conseguente maggiore ingovernabilità, ma rispettando gli italiani (referendum) e la legge (Gasparri) che hanno stabilito che la Rai deve essere privatizzata.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Penocchio Presidente della Federazione nazionale Ordini veterinari italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

Il dottor Gaetano Penocchio è stato confermato, all’unanimità, Presidente della Federazione nazionale Ordini veterinari italiani. Lo ha deciso il Comitato Centrale, eletto per il mandato 2021 – 2024, che si è riunito nel week-end per la distribuzione delle cariche istituzionali. Assieme a Penocchio la vicepresidente Daniela Mulas, il segretario Luigi Emiliano Zumbo e Benedetto Neola quale tesoriere. Una vita da medico veterinario, per il riconfermato Penocchio. Dalla direzione sanitaria di una struttura per animali da compagnia, a direttore del Dipartimento di prevenzione veterinario Asl a Brescia (la più grande del Paese), poi responsabile del Centro di referenza nazionale per la formazione in sanità pubblica veterinaria del Ministero della salute. Un viaggio tra diplomi di specialità (Piccoli animali, Sanità pubblica veterinaria) e incarichi: presidente dell’Ordine dei medici veterinari Brescia dal 1993, componente della Federazione nazionale degli ordini dei medici veterinari italiani dal 1997, poi vicepresidente e poi presidente dal 2006. Fondatore e vicepresidente di Fondagri, è componente dell’ente di previdenza Enpav, del Consiglio Superiore di Sanità, della Federation of Veterinarians of Europe, della Commissione nazionale ECM, di Onaosi. Medico veterinario dell’anno 2004 per la Facoltà di Medicina veterinaria dell’Università di Parma, Premio alla Carriera, Catanzaro 2019.

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Paolo Mieli nuovo presidente del Premio Viareggio Rèpaci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

«Benvenuto a Paolo Mieli da parte mia e di tutta la Città di Viareggio – dichiara il sindaco Giorgio Del Ghingaro -: è un privilegio averlo come presidente e lo ringrazio per non aver esitato ad accettare. Un ringraziamento doveroso va anche alla presidente uscente Simona Costa, e alla giuria, per il lavoro svolto in questi sette anni: sono stati anni complicati ma, nonostante tutto, il Premio è riuscito a mantenere il proprio prestigio e, nell’ultimo periodo, anche a rivalutarsi. Adesso è il momento di guardare avanti con ambizione. Viareggio si è candidata a Capitale Italiana della Cultura: il Premio Rèpaci, il presidente, i commissari, ma soprattutto le opere selezionate, e tutto quanto ruota intorno alla serata finale tanto attesa, saranno parte imprescindibile di questa candidatura». «I miei ringraziamenti al sindaco Del Ghingaro – aggiunge Paolo Mieli – e alla giuria del Premio: è per me un onore accogliere questo incarico. Un grazie particolare anche a Simona Costa che mi ha preceduto, per il lavoro svolto, ma anche per le parole affettuose che ha avuto nei miei confronti. Adesso è il momento di mettersi al lavoro per arrivare alla selezione delle prime rose. Il tempo stringe e la prossima edizione del Premio Viareggio Rèpaci è tutta da immaginare».

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Gilbert F. Houngbo confermato alla presidenza dell’IFAD

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Nella riunione dell’annuale Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), gli Stati membri hanno confermato Gilbert F. Houngbo alla presidenza per un secondo mandato. La nomina è un chiaro indice non solo del supporto ma anche del riconoscimento verso un leader che ha dimostrato con successo l’importanza dello sviluppo rurale a lungo termine quale soluzione chiave alle sfide globali che il mondo sta attualmente affrontando.Sotto la leadership di Houngbo, l’IFAD mira a raddoppiare il suo impatto entro il 2030 ed offrire una vita senza povertà e fame a milioni di persone in più. L’obiettivo è garantire che 40 milioni di persone all’anno aumentino i loro redditi di almeno il 20 per cento entro il 2030, il doppio del risultato già raggiunto dall’IFAD oggi.
A tal fine, Houngbo ha invitato i donatori a contribuire in modo più significativo alle risorse dell’IFAD per realizzare un programma di lavoro complessivo di almeno 11 miliardi di dollari dal 2022 al 2024, anche attraverso un nuovo programma di finanziamento del settore privato e un’espansione del pionieristico programma IFAD di adattamento ai cambiamenti climatici. Un lavoro che contribuirà a ricostruire economie rurali più forti man mano che i paesi si riprenderanno dalle conseguenze del COVID-19 ed aiuterà queste popolazioni rurali emarginate a diventare molto più resilienti ai cambiamenti climatici e ad altri shock.Nel suo discorso di conferma nella carica di presidente, Houngbo ha spiegato come affrontare gli impatti devastanti dei cambiamenti climatici e invertire il declino della biodiversità siano tra le sue massime priorità. Il mese scorso l’IFAD ha lanciato il Programma di adeguamento rafforzato per i piccoli coltivatori (ASAP+) che mira a essere il più grande fondo dedicato alla canalizzazione dei finanziamenti per il clima per i piccoli produttori. Houngbo prevede che il programma mobiliti 500 milioni di dollari e aiuti più di 10 milioni di persone ad adattarsi a un clima imprevedibile. Nonostante la loro estrema vulnerabilità ai cambiamenti climatici, i piccoli agricoltori attualmente ricevono solo l’1,7 per cento dei finanziamenti globali per il clima.Un altro degli obiettivi di Houngbo è affrontare le principali sfide che i giovani rurali devono fronteggiare per trovare un lavoro dignitoso, un aspetto che ha un enorme impatto sull’instabilità e le migrazioni. In Africa, il 60 per cento dei giovani vive in aree rurali e ogni anno tra i 10 e i 12 milioni di giovani entrano nel mercato del lavoro. Con maggiori investimenti su giovani imprenditori agricoli e sulle piccole e medie imprese rurali, l’IFAD mira a creare maggiori opportunità di lavoro per i giovani delle zone rurali. Un obiettivo strettamente legato al lavoro fatto da Houngbo negli ultimi quattro anni, focalizzato su un maggiore coinvolgimento del settore privato in modo da portare competenze, innovazione e investimenti, così necessari nelle zone rurali.Houngbo ha anche parlato dell’importanza del cibo per le popolazioni rurali. Poiché la maggior parte di loro lavora nell’agricoltura, il cibo non è solo fondamentale per il loro nutrimento, ma anche per il loro sostentamento. Il presidente dell’IFAD ha sottolineato la necessità di investire in sistemi alimentari sostenibili che consentano alle popolazioni rurali di guadagnare redditi dignitosi, di avere diete nutrienti e di condurre una vita dignitosa. Ha quindi ribadito il ruolo chiave che l’IFAD svolgerà nell’inserire tale necessità nell’agenda globale durante il prossimo Vertice sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite.I sistemi di coltivazione su piccola scala producono la metà delle calorie alimentari del mondo, ma questi agricoltori sono spesso quelli che soffrono la fame. L’IFAD è l’unica organizzazione multilaterale focalizzata esclusivamente sull’affrontare la fame e la povertà nelle aree rurali dove vivono i tre quarti delle persone più povere e con più insicurezza alimentare del mondo. Decenni di progressi fatti per sconfiggere la povertà estrema rischiano di andare in fumo a causa della pandemia COVID-19. Fino a 150 milioni di persone potrebbero cadere in condizioni di povertà estrema entro il 2021 e si prevede che altri 136 milioni di persone soffriranno la fame.

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La nuova presidente dei Focolari

Posted by fidest press agency su martedì, 2 febbraio 2021

Margaret Karram, della Terra Santa, è stata eletta ieri Presidente dei Focolari con oltre due terzi delle preferenze degli aventi diritto al voto tra i partecipanti all’Assemblea generale del Movimento, composta da 359 rappresentanti di tutto il mondo. Succede alla fondatrice Chiara Lubich e a Maria Voce che è rimasta in carica per 12 anni (due mandati).Margaret Karram ha 58 anni ed è araba, cristiana-cattolica. È nata ad Haifa e si è laureata in Ebraismo all’Università ebraica di Los Angeles (USA). Ha ricoperto vari incarichi di responsabilità per i Focolari a Los Angeles e a Gerusalemme. Ha collaborato anche in diverse commissioni e organizzazioni per la promozione del dialogo tra le tre religioni monoteiste, come la Commissione Episcopale per il dialogo interreligioso, nell’Assemblea dei Cattolici Ordinari della Terra Santa e l’organizzazione ICCI (Interreligious Coordinating Council in Israel). Ha lavorato 14 anni al Consolato generale d’Italia a Gerusalemme.
Dal 2014 è al Centro internazionale dei Focolari come consigliera per l’Italia e l’Albania e corresponsabile per il Dialogo tra Movimenti ecclesiali e nuove Comunità cattoliche. Parla arabo, ebraico, italiano, inglese. Nel 2013 è stata insignita del premio “Mount Zion Award” per la riconciliazione, attribuitole insieme alla studiosa e ricercatrice ebrea Yisca Harani, per l’impegno nello sviluppo del dialogo tra culture e religioni diverse.
Nel 2016 ha ricevuto il Premio internazionale S. Rita per aver favorito il dialogo tra cristiani, ebrei, musulmani, israeliani e palestinesi, partendo dalla quotidianità della vita vissuta. Le elezioni si sono svolte il 31 gennaio 2021, ma la sua nomina è divenuta effettiva solo oggi, in seguito alla conferma da parte del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, come previsto dagli Statuti generali dei Focolari. Nel documento si auspica infine che la nuova Presidente possa assolvere il proprio compito “con fedeltà, spirito di servizio e senso ecclesiale, per il bene dei membri dell’Opera e della Chiesa universale”.In base agli Statuti generali del Movimento, la Presidente, è scelta tra le focolarine (consacrate, a voti perpetui) e sarà sempre una donna. Lei – vi si legge – è “segno dell’unità del Movimento”; ciò significa che rappresenta la grande varietà religiosa, culturale, sociale e geografica di quanti aderiscono alla spiritualità dei Focolari nei 182 Paesi in cui il Movimento è presente e si riconoscono nel messaggio di fraternità che la fondatrice, Chiara Lubich, ha tratto dal Vangelo “Padre, che tutti siano una cosa sola”. (Gv 17, 20-26)

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Nuovo presidente del Confartigianato Imprese Molise

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

Il Consiglio Direttivo di Confartigianato Imprese Molise ha nominato Romolo D’Orazio nuovo Presidente Regionale. D’Orazio, che ricoprirà il ruolo per i prossimi 4 anni, è Presidente e Amministratore Delegato di ModaImpresa, manager con esperienza pluriennale nel settore moda e tessile, già Vicepresidente Vicario Regionale e Presidente di Confartigianato Moda Molise.Una nomina che in questo momento storico assume un forte valore simbolico, dal momento che l’artigianato rappresenta un mondo fatto di eccellenze e competenze locali, un universo denso di saperi e capacità creative, anima più autentica del Molise e di quel tessuto produttivo sul quale è necessario puntare per dare nuovo slancio all’economia regionale e nazionale.Fra le sfide da affrontare c’è quella di accompagnare e stimolare l’evoluzione di aziende nelle quali convivono la tradizione di mestieri antichi verso l’innovazione e l’utilizzo di tecnologie d’avanguardia. La nuova presidenza di Romolo D’Orazio – fra gli obiettivi principali – prevederà l’apertura di un dialogo diretto e costante con le Istituzioni. Avviare una riflessione strutturata sulle piccole imprese che popolano il tessuto produttivo diventa oggi fondamentale per poter avviare il processo di ripartenza economica tanto auspicato. Il 2020 ha costituito un punto di demarcazione preciso: abbiamo davanti un mondo diverso da quello vissuto fino ad ora, che ha già avuto e avrà un forte impatto sull’economia interna e per questo è fondamentale avere la capacità di agire insieme.

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Elisabetta Casellati Presidente del Senato all’Ospice Pediatrico di Padova

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

La Presidente del Senato Elisabetta Casellati, in occasione della festività dell’Epifania, ha voluto consegnare di persona ai bambini dell’Hospice Pediatrico di Padova, dei piccoli panettoni che sono arrivati anche in Pediatria. L’omaggio è stato riservato inoltre agli anziani di una RSA dell’ULSS 6 Euganea come segno di vicinanza. Nel corso della breve cerimonia tenutasi oggi alle 10.30 presso l’Hospice Pediatrico, il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Daniele Donato, ha accolto la Presidente del Senato, ringraziandoLa per la Sua presenza in questa occasione. “In questo tempo difficile, che vede le festività svolgersi in un clima di solitudine e preoccupazione, tanti bambini, malati, persone anziane vivono la loro condizione di fragilità in maniera amplificata. È allora con il calore dei piccoli gesti che possiamo recuperare quell’abbraccio umano oggi precluso dalle restrizioni della pandemia” ha dichiarato la Casellati, Presidente del Senato. Alla consegna erano presenti, oltre al Dott. Donato, Franca Benini, direttore dell’Hospice Pediatrico, Liviana Da Dalt, direttore del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino, Paolo Fortuna, direttore dei Servizi Socio Sanitari dell’ULSS 6 Euganea e Fabio Incastrini, presidente dell’RSA I.R.A. di Padova.

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L’identikit di un Presidente

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2021

Il toto presidente della repubblica è aperto a tutti i possibili giochi. Per tale scranno molti sono i candidabili ma se visti dall’area partitica sono chiaramente definibili delle figure note e che hanno fatto la storia politica italiana diciamo di questi ultimi venti anni. In pratica significa che chi più chi meno è compromesso con l’attuale sistema e se vogliamo riformarlo realmente dovrebbero essere scartati a priori. Dall’altra parte ci troviamo con i “grandi vecchi” dal cuore grande ma dal passo malfermo che male reggerebbero la fatica di supportare le sorti di un Paese che non riesce ancora a capire la differenza che esiste tra l’imbonitore da strapazzo e la forza di un messaggio rinnovatore. Quando era vivo Indro Montanelli sposai la sua idea che la Presidenza della repubblica andasse riformata dal suo interno rendendola un organismo più snello, meno dispendioso riducendo l’utilizzo di edifici e di personale. Uno degli inquilini del Quirinale anni fa cercò di fare qualche taglio ma si ridusse a un semplice maquillage di facciata. Questo dimostra che esiste un potere occulto che anche nelle piccole cose riesce a porvi un freno e a demonizzarle. Figurarsi ora che si tratta di un cambio della guardia del suo Presidente. Diciamo, quindi, che vi è abbastanza materia per essere pessimisti su questa nomina. Eppure, resta, se non altro, una provocazione che è quella di proporre come candidato di bandiera, l’ultimo degli italiani. Di chi in particolare? C’è solo l’imbarazzo della scelta. (Riccardo Alfonso)

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Scuola: Marcello Pacifico riconfermato per 4 anni per acclamazione presidente nazionale Anief

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2020

La rielezione è avvenuta ieri con il consenso unanime dei delegati del giovane sindacato, al termine del terzo congresso nazionale Anief che conta quasi 50 mila iscritti e un numero di consensi in costante crescita: si è trattato anche del primo congresso che ha visto il sindacato rappresentativo del settore Scuola, quindi titolato a sedersi ai tavoli della contrattazione nazionale con l’amministrazione centrale, dopo aver superato la soglia della rappresentatività nell’ultimo rinnovo delle Rsu. L’elezione è avvenuta a conclusione dei lavori al congresso nazionale del sindacato Anief, presieduto dal presidente Ettore Michelazzi, con la segretaria Chiara Cozzetto. Presenti al congresso i presidenti regionali del sindacato e i membri delegati da ogni regione, oltre ai segretari generali. Durante l’evento sono state presentate alcune mozioni relative alle modalità che il sindacato vuole attuare per migliorare la Scuola e tutelare chi vi opera professionalmente, assieme ai dipendenti di Università, Ricerca e Afam. Subito dopo la conferma, Marcello Pacifico ha dichiarato: “Stiamo crescendo, assieme ai diritti dei docenti e del personale Ata che tuteliamo e che abbiamo sempre protetto con tutte le nostre forze a disposizione. Certamente, sono ancora molte le cose da fare e il fine da raggiungere rimane sempre quello di costruire una scuola più giusta, equa e solidale”. Il presidente Marcello Pacifico ha riassunto i quattro anni passati, dall’ultimo congresso, riportando in primo piano la raggiunta rappresentatività e i tanti successi ottenuti sia in tribunale sia in sede di contrattazione e anche a livello legislativo. Grazie a tale incessante opera, il sindacato autonomo, con quasi 50 mila soci, continua quindi a incrementare i consensi tra i lavoratori del settore scolastico.

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Mario Tassone: il nuovo Presidente degli USA

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2020

Biden è il nuovo presidente degli USA. Le analisi sul voto sono un fiume in piena. Negli Stati Uniti vi è un sistema elettorale di cui si invoca il cambiamento anche se fu introdotto per assicurare unità a una Federazione con un territorio vasto e diversificato. Il vero problema non sono le regole con cui si è votato, ma i tormenti di un grande Paese dove, dalle profondità delle periferie, vi sono spinte per modificare equilibri e ruolo dell’America nel mondo. Trump è espressione di un sovranismo e populismo che fa leva su disagi, sofferenze e differenze sociali. Si inserisce nel flusso di movimenti che coinvolge parte del vecchio continente. Sono in crisi le vecchie solidarietà internazionali rette dalle condivisioni su valori inespugnabili di libertà, di democrazia e di intese fra i popoli. Anche se Trump non Vince ha dimostrato di essere espressione di una realtà non trascurabile. In Italia I sovranisti e I populisti fanno il tifo per Trump. Nulla di male. Ma l’interesse vero non è per Trump ma per un sistema nei Paesi europei dove si tenta di far riemergere gli egoismi, i nazionalismi, gli isolazionismi, i negazionismi. Un tentativo di fermare il tempo e di riportare indietro il quadrante della storia.

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Nomina a Presidente di Confindustria di Carlo Bonomi

Posted by fidest press agency su domenica, 24 Maggio 2020

Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform – l’associazione delle imprese ICT di Confindustria, ha commentato la nomina odierna a Presidente di Confindustria di Carlo Bonomi e della sua squadra di Presidenza: “Facciamo le congratulazioni al Presidente Bonomi ed alla nuova Squadra. Siamo certi che porterà avanti il suo mandato con estrema competenza e determinazione in un momento molto complesso e delicato per il nostro Paese, dove sarà necessario un impegno straordinario a fianco delle migliori forze produttive e competenze italiane per risollevare l’economia nazionale, nella comune consapevolezza che senza Impresa non possono esserci né Sviluppo, né Crescita. Siamo a disposizione per condividere con Confindustria le iniziative su tutti i temi legati al digitale ed all’innovazione – partendo dalla creazione di nuove competenze – e sulle riforme necessarie per sostenere la digitalizzazione del tessuto produttivo per lo sviluppo del Paese”. http://www.anitec-assinform.it

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Il piano Marshall della Presidente della Commissione europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

«Lunga lettera della Presidente von der Leyen che scrive ad Avvenire per promettere un piano Marshall per l’Europa attraverso un nuovo e forte bilancio comunitario. Speriamo che, differentemente da quanto accaduto nelle ultime settimane, quelle della Presidente della Commissione non siano solo belle parole per imbonire una opinione pubblica basita dall’assenza e dall’egoismo di certa Europa. Perché l’Italia e le altre Nazioni che lottano contro questo mostro senza volto chiamato coronavirus hanno bisogno di fatti concreti. Non ne abbiamo visti finora. Persino “Sure”, lo strumento che si vorrebbe attuare per pagare la cassa integrazione negli Stati colpiti a un primo sguardo sembrerebbe l’ennesimo bluff a danno degli Stati più in difficoltà.
Decisamente fin qui non ci siamo, cara Presidente von der Leyen. Servirà un impegno concreto, sincero e leale per impedire che l’Unione Europea sia un’altra vittima del coronavirus». Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Il presidente della regione della Macedonia centrale ‎ eletto Presidente del Comitato delle regioni dell’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 16 febbraio 2020

Il membro greco Apostolos Tzitzikostas (PPE) è stato eletto Presidente del Comitato europeo delle regioni. Il presidente della regione greca della Macedonia centrale guiderà l’assemblea dell’UE dei politici eletti a livello locale e regionale per i prossimi due anni e mezzo. Nel corso della prima sessione del nuovo mandato quinquennale del Comitato, i membri hanno inoltre eletto alla carica di Primo Vicepresidente Vasco Ilídio Alves Cordeiro, presidente della giunta regionale delle Azzorre, Portogallo.Il Presidente, parlando di fronte ai 329 membri del Comitato provenienti da tutti i 27 Stati membri dell’UE, ha esposto le sue tre priorità per il mandato.”In primo luogo, l’Unione europea deve essere al servizio dei suoi cittadini e dei luoghi in cui vivono, i loro villaggi, le loro città e regioni. Dobbiamo sostenere la coesione territoriale, l’innovazione e l’imprenditorialità, ma anche trovare soluzioni credibili alla gestione della migrazione guidata dalla solidarietà. In secondo luogo, le regioni e le città devono concentrarsi sulla comprensione e sulla risposta alle profonde trasformazioni delle rivoluzioni in corso, quella ecologica, quella digitale e quella demografica. Infine, dobbiamo rafforzare la democrazia europea, ponendo al centro le regioni e le città, al fine di avvicinare l’Europa ai suoi cittadini.”Riferendosi alla Brexit come a un “campanello d’allarme”, ha inoltre invocato una maggiore efficacia dell’UE nel rispondere ai bisogni dei cittadini: “In quanto rappresentanti politici eletti a livello locale e regionale, dobbiamo rendere l’Unione europea capace di conquistare i cuori di coloro che si sentono trascurati o dimenticati. L’Europa deve prendere le sue decisioni il più vicino possibile ai cittadini per migliorare la loro vita. Dobbiamo impegnarci affinché l’Europa agisca per rispondere alle richieste dei cittadini e riconquistarne la fiducia. L’Europa deve dimostrare di essere capace di ascoltare e di cambiare”.Durante il suo discorso di accettazione, il neoeletto Primo Vicepresidente Vasco Ilídio Alves Cordeiro ha dichiarato: “La mia elezione conferma che in questa istituzione tutte le regioni e le città contano ed esse dovrebbero poter svolgere un ruolo attivo nel progetto europeo indipendentemente dalla loro ubicazione geografica, dalle loro dimensioni o dalla loro ricchezza. L’UE deve essere la forza trainante per la realizzazione di un futuro pieno di promesse e intendiamo lavorare con impegno per permettere a tutte le regioni e le città di svolgere la loro parte in questo contesto. Il loro ruolo è fondamentale per aiutare l’UE a raggiungere il suo obiettivo di non lasciare indietro nessuno. Le sfide che ci attendono richiedono audacia e coraggio per essere affrontate. Come nuovo Primo Vicepresidente, mi adopererò per far sentire la voce degli enti locali e regionali.”

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Valeria Marini al Bagaglino ne “La Presidente”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Grande successo per la prima de La Presidente con protagonista una sexy e strepitosa Valeria Marini, che apre la stagione teatrale del Salone Margherita. La primadonna dello spettacolo italiano viene diretta nuovamente dal Maestro Pierfrancesco Pingitore che la elegge Presidente al Quirinale. Un sodalizio che dura da anni quello tra Pingitore e la Marini, sin dai tempi de Il Bagaglino: l’affetto e la stima reciproca hanno conquistato pubblico e critica presenti in sala.
Quindi dimenticate la Marini del varietà perché sta per arrivare una nuova Valeria, più decisa che mai a difendere il suo popolo e la sua poltrona, d’altronde viviamo nell’era del cambiamento.Al fianco della Presidente, gli attori ormai storici del Bagaglino: Martufello, Mario Zamma, Manuela Villa, Morgana Giovannetti, Enzo Piscopo.Tutti si chiederanno: Cosa fa una ex showgirl alle prese con un mestiere del tutto nuovo? Fa quello che farebbe qualsiasi Presidente della Repubblica al suo posto: riceve i grandi della Terra e per ciascuno ha una parola o una canzone da offrire, mentre sotto i suoi occhi i grandi-piccoli nostrani litigano e s’insultano come fanno ogni giorno. Ma alla fine, la Presidente Valeria saprà ben trovare una soluzione che forse farà il bene dell’Italia?.
Standing ovation alla fine dello spettacolo hanno emozionato la Marini che ha ringraziato tutto il suo pubblico con un bis finale. In platea ad applaudire la showgirl, tanti i volti noti dello spettacolo Valeria Fabrizi, Alda D’eusanio, Eva Grimaldi e Imma Battaglia, Giancarlo Magalli, Anna Falchi, Gianlugi Martino, Fabio Barone, Vittorio Cecchi Gori e molti altri.
Durante la serata sono stati raccolti i fondi per la Sorridendo Onlus, della quale Valeria Marini è ambasciatrice del sorriso. L’associazione evolverà i proventi per la costruzione del primo maneggio di ippoterapia gratuita nella casa famiglia di Capitano Ultimo.Si ringrazia Oro Italia Investimenti, sponsor de La Presidente, leader nel commercio di Oro da investimento, che ha omaggiato gli ospiti con un lingottino d’oro.

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Ginecologi: nuovo presidente

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

 Il Prof. Antonio Chiantera è il nuovo Presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO).  Elsa Viora confermata alla guida di AOGOI.  L’elezione è avvenuta nel corso del Congresso Nazionale SIGO-AOGOI-AGUI-AGITE, che ha visto la partecipazione di oltre 1.500 specialisti da tutta Italia e relatori di fama nazionale e internazionale. Segue al prof. Giovanni Scambia, Direttore del Polo Scienze della Salute della Donna e del Bambino dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, alla guida dal 2016.Napoletano, il Prof. Chiantera è stato Docente di Patologia Ostetrica Ginecologica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Napoli e Primario Ostetrico Ginecologo dell’Ospedale Buon Consiglio Fatebenefratelli di Napoli. Dal 1986 è parte del Consiglio direttivo di AOGOI, con la carica di Segretario Nazionale, e membro di SIGO dal 1969. Una carriera internazionale con circa 200 pubblicazioni e numerose relazioni in Congressi Nazionali ed Internazionali nell’ambito dell’Ostetricia e della Ginecologia, della medicina legale e del risk management.
Rinnovo delle cariche anche per AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani) che ha visto la conferma alla presidenza della Dr.ssa Elsa Viora, già responsabile della Struttura di ecografia ostetrica–ginecologica e diagnosi prenatale del Sant’Anna di Torino, alla guida dal 2016 dell’Associazione che rappresenta oltre 4 mila iscritti.

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Il Governo, il presidente ed Erasmo da Foggia

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

di Vincenzo Olita. I contrasti e le polemiche sulla nascita del nuovo governo, di là delle preconcette posizioni di parte, delle interessate opinioni dei partiti e di un’informazione tanto copiosa quanto zelante, non sono riusciti a riportare a sintesi tre aspetti essenziali del conflitto. E’ nato un governo illegittimo, illiberale, antidemocratico? Certamente no! In presenza di una democrazia parlamentare la legittimità dei governi è data dalla costituzione di una maggioranza, appunto, parlamentare. Il ruolo svolto dal Presidente della Repubblica il più delle volte superficialmente interpretato dalla dottrina e, a secondo delle circostanze, dalla politica come notarile, super partes e garante della Costituzione, fermo restante l’integrità di quest’ultimo aspetto, ancora una volta, ha dimostrato l’inevitabile missaggio tra funzioni istituzionali e quelle più propriamente politiche. E’ una prospettiva che, volontariamente, sfugge a coloro che ritengono di dover necessariamente riaffermare una sorta di sacralità istituzionale del Capo dello Stato.Il terzo aspetto attiene al vecchio/nuovo Presidente del Consiglio il cui mandato non ha implicazioni istituzionali, ma controindicazioni politiche che non riguardano solo i 5Stelle, che hanno ritenuto d’indicarlo, ma il Paese nel suo complesso. Ci ritroviamo con un capo dell’Esecutivo che non avverte valore e significato della responsabilità individuale, considerato che con settimanale disinvoltura, in una giravolta di 360 gradi, disconosce il suo stesso operato avviando una profonda riconversione del suo pensiero. La politica è l’arte del possibile storica definizione di Otto von Bismarck che però non contempla, né presuppone una drastica mancanza di dignità. Ci eravamo già soffermati sulla statura del personaggio in occasione della nascita della sua prima presidenza, considerando la volontaria opacità del suo curriculum. Usando melodiose e accattivanti espressioni come nuovo umanesimo, orizzonte ideale del Paese acquisisce banali, ma significative, attestazioni di benevolenza. Noi non siamo in grado di stabilire se il richiamo al nuovo umanesimo sia da ricondurre al movimento massonico, che ad esso si ispira, o all’umanesimo classico che in Europa ha come suo massimo esponente Erasmo da Rotterdam; considerato lo spessore del Presidente crediamo di non sbagliare se lo ricorderemo come Erasmo da Foggia. (fonte: Società Libera)

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Leonardo De Simone neo Presidente FACA

Posted by fidest press agency su domenica, 11 agosto 2019

Dopo due anni della presidenza di Julio Croci, dove la federazione dei calabresi in Argentina ha conseguito enormi successi, l’assemblea ordinaria ha scelto all’unanimitá Leonardo De Simone per la presidenza. “Franco lo merita per il lavoro che ha svolto da anni”, ha detto il Presidente uscente. “Io, intanto, sono impegnato al cento per cento per rappresentare questo successo in FEDITALIA”, ha sottolineato Croci.
Sarebbe stato impensabile appena alcuni anni fa, credere che mentre l’associazionismo italiano è proteso, sia pure con tantissimi ostacoli, nel ritrovare il suo posto, la FACA si trovasse oggi, nel pieno rilancio. E’ che in questi giorni si prende atto della raccolta dei frutti seminati da anni da coloro che non hanno mai abbandonato il percorso tracciato.
Sabato 3 agosto, infatti, la sede sita in via Hipolito Yrigoyen 3950 ha ospitato una trentina di presidenti di associazioni per votare il nuovo esecutivo. Dopo la lettura dei bilanci e delle opere e i programmi portati avanti dalla scorsa amministrazione, é stato proprio Croci a chiedere la parola in sede assembleare per affermare che, secondo lui, Leonardo De Simone sarebbe la persona giusta per occupare l’incarico di Presidente”. E’ stata una proposta motivata dal suo grande impegno svolto nella Federazione in questi anni. La proposta è stata poi sostenuta da Pisano, expresidente della federazione nel prendere la parola e visibilmente emozionato ha chiesto un applauso ai convenuti in segno di approvazione della nomina. L’applauso é stato lungo, caloroso e molto sentito. Insieme a Croci e De Simone, oltre alla commissione direttiva, c’erano Laino, Cosenza, Pontoriero, Pisano, Elmo, e molti altri della FACA. Dirigenti che non solo hanno fatto grande la federazione, ma che hanno reso possibile creare le premesse per dare un futuro alla federazione. “Con questo mandato – ha affermato De Simone nel suo promo discorso da Presidente – voglio creare una Commissione composta da tutti gli expresidenti e le persone che hanno lasaciato un segno nella storia della FACA” (by Pablo Mandarino)

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“Repubblicani: vi va bene un presidente razzista?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

By Domenico Maceri. Ecco la domanda posta dal comitato editoriale del Charlotte Observer, un importante giornale del North e South Carolina. La domanda si riferiva al comportamento di Donald Trump emerso in uno dei suoi più recenti tweet. Il 45esimo presidente aveva invitato quattro parlamentari statunitensi di ritornare al loro Paese se non sono soddisfatti dell’America.
Come spesso avviene in quasi tutto ciò che dice, le parole dell’attuale inquilino sono lontanissimi parenti della verità. Le quattro parlamentari attaccate da Trump sono americane, tre nate negli Usa e un’altra naturalizzata. Il loro Paese è quindi l’America anche per quella con cittadinanza acquisita mediante la naturalizzazione. Inoltre sono state elette dal sistema democratico statunitense, quindi americane a tutti gli effetti, e il loro Paese è l’America.I nomi delle quattro deputate non erano stati citati esplicitamente ma si è capito subito che si trattava di quattro donne di colore e diverse etnie. I bersagli di Trump sono, come ha riportato la cronaca, Alexandria Ocasio-Cortez (NY), Rashida Talib (Detroit), Ayanna Pressley (Boston) e Ilham Omar (Minneapolis). Le quattro deputate elette nel 2018 sono state e continuano ad essere bersagli della destra per le loro idee liberal e si sono beccate il termine di “comuniste” da alcuni commentatori della Fox News. Le quattro hanno avuto anche qualche differenza di opinione con Nancy Pelosi, speaker della Camera, che vedono troppo cauta nei confronti di Trump. Tutte e quattro, infatti, auspicano l’impeachment di Trump come fanno anche altri 80 parlamentari democratici e uno repubblicano.L’attacco di Trump ha avuto l’effetto di riunificare queste quattro parlamentari alla Pelosi la quale ha denunciato le parole razziste di Trump. Dal campo repubblicano invece il silenzio è stato inizialmente assordante come lo era in passato con il linguaggio offensivo di Trump. Adesso però, con l’elezione del 2020 all’orizzonte, la paura del Gop di adirare Trump si manifesta chiaramente. Nulla di nuovo. Neanche quando Trump attaccò John McCain, senatore e candidato repubblicano alla presidenza nel 2008, deceduto l’anno scorso, l’establishment del Gop si è rivelato difensore dell’eroe americano. Il silenzio dei repubblicani davanti ad un altra manifestazione razzista di Trump ci dimostra che il partito è nelle mani del presidente e che non si deve preoccupare del loro supporto. L’unico repubblicano che dall’inizio ha preso le distanze dalle asserzioni razziste di Trump è Justin Amash, parlamentare del Michigan, che ha recentemente abbandonato il suo partito dichiarandosi indipendente. Amash, figlio di immigrati palestinesi e siriani, ha detto che gli attacchi di Trump alle parlamentari sono “razzisti e disgustosi”.
Dopo qualche giorno però Mitch McConnell, presidente del Senato, e Kevin McCarthy, leader della minoranza alla Camera, hanno dichiarato che il presidente non è razzista, additando l’estrema sinistra rappresentata dalle quattro deputate in questione come responsabili. In effetti, questi due leader hanno fatto quadrato intorno al presidente dimostrando la fine poco gloriosa del partito di Abraham Lincoln che loro malamente rappresentano.
Alcuni analisti hanno suggerito che gli attacchi razzisti di Trump dovrebbero scioccare tutti senza però ricordare che non si tratta di nulla di nuovo. La campagna elettorale di Trump è infatti iniziata nel 20015 con un annuncio in cui ha attaccato i messicani “come stupratori”, attaccando le donne, e chiunque gli abbia cercato di sbarrare il cammino, incluso i suoi avversari per la nomination. Le tendenze razziste di Trump erano già evidenti infatti anche prima dell’elezione. Si ricordano, per esempio, gli annunci messi da Trump in parecchi giornali nel 1989, auspicando la pena di morte per cinque teen ager (4 afro-americani, 1 ispanico) accusati di avere stuprato una donna bianca. I cinque furono condannati ma alla fine messi in libertà quando il vero colpevole confessò il reato.Il razzismo di Trump non è isolato al Partito Repubblicano e riflette due Americhe, una idealistica e l’altra torbida e buia. L’America idealistica si è verificata solo in parte, come aveva spesso detto l’ex presidente Barack Obama, riconoscendo i progressi ma anche il bisogno di future migliorie. Si tratta dell’America della statua della libertà che dà il benvenuto ai poveri di tutte le parti del mondo e li amalgama per creare il crogiolo della cultura americana. L’America dell’uguaglianza e dei diritti senza riguardo al colore della pelle, etnia e sesso.L’America di Trump invece riflette quella parte dell’America basata sull’odio e il razzismo che ha eliminato i nativi americani, messo in schiavitù centinaia di migliaia di africani e escluso immigrati cinesi. Queste due Americhe si sono confrontate con la Guerra Civile del 1861-65 con la vittoria del Nord che avrebbe dovuto mettere in pratica gli ideali della costituzione. Ciò è avvenuto ma solo in parte. Trump si allaccia all’America dell’odio per ragioni politiche. Sa benissimo che i suoi attacchi alle quattro parlamentari faranno piacere alla sua base specialmente perché avvengono dall’inquilino della Casa Bianca che li rappresenta e li legittima.In questa America di Trump non c’è spazio per diversi colori eccetto quello bianco. L’asserzione di Trump che le quattro deputate dovrebbero ritornare a casa loro è un’espressione da bar che farà piacere ai suoi fedelissimi. Offrirà un senso di legittimità a tutti coloro che hanno difficoltà ad accettare la diversità non solo in America ma anche in altri Paesi dove un linguaggio simile viene usato per riferirsi ai migranti. “Ritorna al tuo Paese” è una frase che non pochi stranieri si sentono dire specialmente adesso con un presidente alla Casa Bianca che usa quello stesso linguaggio divisivo e offensivo.Con i suoi recentissimi tweet Trump è riuscito a unificare i democratici i quali hanno approvato alla Camera una risoluzione che condanna i suoi commenti razzisti. I democratici hanno votato compatti ma anche 4 repubblicani e un indipendente si sono uniti a loro (240 sì, 187 no). La risoluzione non ha valore legale ma vuol dire che i democratici, a differenza dei repubblicani, hanno dimostrato di potere arginare il linguaggio offensivo del presidente. Un presagio alla richiesta di impeachment richiesta da più di 80 parlamentari?

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Ricardo Franco Levi confermato presidente dell’Associazione Italiana Editori

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Ricardo Franco Levi è stato confermato presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), l’associazione di categoria degli editori che pubblicano libri, riviste scientifiche e prodotti di editoria digitale e che proprio quest’anno celebra i suoi 150 anni. Lo ha eletto oggi, 11 giugno, l’assemblea degli editori, riunita a Milano.
Giornalista con esperienza parlamentare e di governo nelle Istituzioni italiane ed europee, guiderà AIE per il prossimo biennio: “Quella della lettura, o, per essere più precisi, della mancanza di lettura, è una emergenza nazionale – ha dichiarato il presidente in assemblea agli editori (l’intervento integrale è in allegato) -. Non stiamo parlando di noi. Non stiamo parlando per noi. Stiamo parlando dell’Italia e per l’Italia. Non c’è, non abbiamo futuro se non mettiamo l’istruzione, la conoscenza, il sapere al centro dell’agenda politica nazionale. E se non ora quando?”.“Vigileremo con attenzione costante e determinazione per arrivare al varo di una credibile e sostanziosa politica per il libro e la lettura. Così come vigileremo a tutela del diritto d’autore: in Europa abbiamo vinto la prima battaglia ma un’altra, non meno impegnativa, ci aspetta in Italia per il recepimento della direttiva, per la traduzione in legge italiana di quanto approvato dall’Europa”.L’assemblea ha eletto anche i presidenti dei gruppi (che ricoprono anche la carica di vicepresidenti dell’AIE) in cui è strutturata l’Associazione: Marco Tarò (Gruppo Editoriale Mauri Spagnol) presidente del gruppo Editoria di varia, Andrea Angiolini (Il Mulino) presidente del gruppo Accademico professionale, Giovanni Bonfanti (Rizzoli Education) presidente del gruppo Educativo e Diego Guida (Guida Editori) presidente del gruppo Piccoli editori.L’AIE ha tra i suoi compiti quelli di tutelare gli editori e favorirne la crescita professionale, di promuovere iniziative che contribuiscano alla diffusione del libro, della lettura, del diritto d’autore e della cultura italiana in Italia e nel mondo.

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USB incontra il presidente dell’INPS Tridico

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

Si è tenuto un confronto di un’ora e mezza tra una delegazione dell’Unione Sindacale di Base e il neo presidente dell’INPS Tridico accompagnato da alcuni dirigenti dell’ente. Relazioni sindacali, reddito di cittadinanza, quota 100, salario minimo, dismissione del patrimonio immobiliare dell’Istituto, contribuzione dei migranti, svincolo dei lacci che impediscono l’attribuzione diretta di codici INPS di riscossione delle quote sindacali ma anche i mille problemi che i pensionati affrontano ogni giorno sono stati al centro del confronto che è stato davvero utile e di prospettiva.La delegazione confederale USB ha illustrato la propria storica posizione di tutela della previdenza pubblica, augurandosi che il cambio di presidenza coincida con il rilancio della funzione dell’Istituto a difesa del patrimonio contributivo dei lavoratori e di contrasto alla sostituzione del sistema previdenziale pubblico con quello dei fondi privati.USB ha auspicato che l’INPS metta in campo ogni strumento a sua disposizione per avvicinarsi, anche fisicamente, ai lavoratori e ai cittadini per garantire il massimo di fruibilità delle prestazioni a tutti. Pur avendo ben chiaro che l’INPS non è direttamente titolare di potere legislativo e quindi della possibilità di modificare norme di legge esistenti, l’USB ha però chiesto al presidente Tridico di intervenire presso il governo affinché alcune norme vigenti, penalizzanti per i lavoratori e per il pluralismo sindacale, vengano modificate o cancellate. In particolare la discussione si è incentrata sugli strumenti di verifica della rappresentatività sindacale, visto che l’INPS è lo strumento attraverso cui si dovrebbero certificare i dati di rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della composizione delle delegazioni abilitate alla trattativa nazionale di categoria.Di particolare soddisfazione per l’USB è stata la posizione espressa dal presidente Tridico in ordine alla disponibilità ad aprire con urgenza un tavolo di confronto sulla dismissione degli immobili che, soprattutto nell’area romana, sta producendo una insostenibile situazione di pericolo per migliaia di inquilini, anche a causa del comportamento della Romeo Gestioni a cui da tempo è affidato il patrimonio immobiliare.L’ipotesi di vendere il proprio patrimonio alla Regione o al Comune perché siano questi a gestire le dismissioni come case popolari, che ricalca la proposta avanzata da tempo dall’ASIA USB, è già oggetto di confronto fra l’INPS e gli enti locali citati. Ovviamente i rappresentanti dell’ASIA USB, presenti all’incontro, hanno accolto con interesse la proposta del presidente Tridico e hanno chiesto che il tavolo di confronto sia convocato al più presto. La discussione ha anche riguardato i difficili rapporti sindacali interni all’Istituto dove la USB, secondo sindacato a livello nazionale per numero di iscritti, è oggetto di discriminazione per non aver sottoscritto il CCNL, tra l’altro ormai scaduto da tempo. L’USB ha denunciato al presidente dell’Istituto la insostenibilità di comportamenti messi in atto dalla burocrazia in accordo con CGIL CISL UIL e sindacati autonomi di contorno, tesi ad ostacolare il libero esercizio dei diritti sindacali alla propria struttura nazionale interna.Per la prima volta dopo molti anni la Confederazione USB ha trovato un’interlocuzione con la Presidenza dell’Istituto attenta e disponibile a prendere atto dei problemi posti all’evidenza del confronto. Ci auguriamo che questa disponibilità si trasformi al più presto in soluzioni ai problemi posti.

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