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Posts Tagged ‘presidenza’

Ursula von der Leyen presenta il suo programma ai deputati

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Strasburgo. Stamani in un dibattito al Parlamento europeo, Ursula von der Leyen ha esposto la sua visione per la presidenza della Commissione. I deputati voteranno a scrutinio segreto sulla sua elezione alle 18.00. Ecco una selezione degli argomenti citati durante il suo discorso.
Ursula von der Leyen ha proposto degli obiettivi più audaci sulle emissioni, con una riduzione dal 50% al 55% entro il 2030. Si è impegnata a presentare, nei suoi primi 100 giorni di mandato, un piano per un “accordo verde per l’Europa” e una legge europea sul clima. Ha inoltre annunciato dei piani per investimenti europei sostenibili al fine di fornire 1.000 miliardi di euro di investimenti in un decennio.La candidata alla presidenza della CE ha detto che quei giganti della tecnologia che conducono (e dovrebbero continuare a farlo) la loro attività in Europa ma non ripagano i cittadini europei per il loro accesso al capitale umano e sociale dell’UE, dovrebbero iniziare a farlo.Nel ribadire il suo impegno a favore di una Commissione equilibrata dal punto di vista di genere, ha detto che cercherà di rendere la violenza contro le donne un crimine iscritto nei trattati europei, parallelamente al completamento dell’adesione dell’UE alla Convenzione di Istanbul.Ha poi dichiarato il suo impegno a favore dello Stato di diritto come valore europeo, annunciando l’intenzione di istituire un meccanismo di monitoraggio a livello UE, parallelo alle misure esistenti. Ha dichiarato il suo sostegno a un “nuovo patto sulla migrazione e l’asilo” e alla riforma del regolamento di Dublino, aggiungendo che intende garantire che il personale di FRONTEX sia di 10.000 persone entro il 2024 e non entro il 2027, e che tutti i paesi si debbano far carico della loro parte equa di oneri basata sul principio di solidarietà europea.Per quanto riguarda la democrazia europea, von der Leyen ha sottolineato la necessità di rafforzare il sistema degli “Spitzenkandidaten” (candidati principali) e di riconsiderare l’introduzione di liste transnazionali nelle future elezioni europee. Ha infine dichiarato il suo pieno sostegno a un diritto di iniziativa legislativa del Parlamento europeo.Interventi dei leader dei gruppi politici
Manfred WEBER (PPE, DE) conferma il sostegno del suo gruppo a favore di von der Leyen. “Siamo a favore di un’Europa equa, moderna e innovativa, sicura, aperta ed ecologica. Realizzeremo questi impegni insieme a lei”. Ha accolto con favore le sue proposte sul diritto di iniziativa per il Parlamento europeo e per migliorare il processo dei candidati principali, affermando che “gli accordi sottobanco devono appartenere al passato”.
Iratxe GARCÍA PÉREZ (S&D, ES) ha affermato che “la democrazia europea procede troppo lentamente”, sottolineando che von der Leyen deve fornire ulteriori dettagli su come intende rispondere alle richieste dei cittadini, in particolare dei giovani, prima che il gruppo S&D decida se appoggiarla o meno. Il sostegno alla crescita sostenibile, un’azione più forte per la lotta alla povertà e una strategia vincolante per l’uguaglianza di genere sono essenziali, ha aggiunto García.
Dacian CIOLOȘ (Renew Europe, RO) ha dichiarato: “Non possiamo più deludere i milioni di europei che hanno detto SÌ all’Europa. Si aspettano che l’UE difenda lo Stato di diritto senza esitazioni”. Il suo gruppo è pronto a sostenerla, con un obiettivo: il rinnovamento dell’Europa. “Ma, soprattutto, ci aspettiamo da lei una vera leadership europeista. L’Europa non è un’amministrazione, ma un’ambizione politica”, ha aggiunto.
Philippe LAMBERTS (Verdi/ALE, BE) ha dichiarato che il suo gruppo non è pronto a consegnare il timone dell’UE a Ursula von der Leyen, in un momento in cui “la nostra casa comune sta bruciando, il clima si sta deteriorando, ci sono disuguaglianze sempre più profonde con un contraccolpo per le libertà fondamentali e lo Stato di diritto”. Tuttavia, se eletta, il suo gruppo sarebbe pronto a fornire il suo sostegno “ogniqualvolta le proposte saranno all’altezza delle sfide esistenziali che ci troviamo ad affrontare”.
Jörg MEUTHEN (ID, DE) ha annunciato che il suo gruppo voterà contro la candidatura, dichiarando che von der Leyen non è adatta al lavoro e che non ha una visione convincente per l’Europa. L’ha inoltre criticata per aver promesso troppe cose diverse e contraddittorie ai gruppi per assicurarsi il sostegno, ad esempio per quanto riguarda lo Stato di diritto o la migrazione.
Raffaele FITTO (ECR, IT) ha chiesto alla candidata Presidente “dei chiarimenti sul meccanismo sullo Stato di diritto, sul quale noi siamo in contrasto” con la politica portata avanti fino ad ora dalla Commissione. Sulla lotta al cambiamento climatico, ha detto: “bene le proposte come il fondo di transizione, la banca per gli investimenti sostenibili, ma si discute di target, sempre più ambiziosi, senza dire come realizzarli”. “Si parla con entusiasmo del salario minimo europeo: ma con quale risorse?”, ha aggiunto.
Martin SCHIRDEWAN (GUE/NGL, DE) ha dichiarato che il suo gruppo non voterà a favore della candidatura di von der Leyen, aggiungendo che gli elettori si aspettano un candidato principale come Presidente della Commissione, non un ministro della Difesa, segnale della “continua militarizzazione e isolamento dell’UE”. Ha poi invitato a porre fine alle politiche di austerità e a investire nella sicurezza sociale, nell’istruzione, nell’assistenza sanitaria e nella lotta ai cambiamenti climatici.
Interventi dei deputati europei italiani (un intervento per gruppo politico)
Roberto GUALTIERI (S&D, IT), rivolgendosi alla candidata, ha detto: “Apprezziamo gli impegni che lei ha preso e ci batteremo con determinazione per la loro piena attuazione”. “Dal dibattito risulta evidente che gli interlocutori della nuova Commissione sono e saranno le forze pro europee”, ha aggiunto, concludendo: “Se gli impegni verranno rispettati le daremo il nostro sostegno leale”.
Marco ZANNI (ID, IT), ha commentato l’intervento di von der Layen dicendo che: “è pieno di promesse che non potrà mantenere”, aggiungendo che la nuova Commissione dovrà “decidere se vorrà cedere al ricatto della sinistra o se vorrà, come emerso in molti punti del suo discorso odierno, (…) far uscire l’Europa da una crisi senza fine”. “Non crediamo che lei potrà rappresentare il cambiamento necessario”, ha concluso.
Tiziana BEGHIN (NI, IT), deputata eletta col Movimento Cinque Stelle, ha detto: “Sono lieta di vedere una donna destinata a presiedere l’esecutivo europeo, ma io mi auguro che il cambiamento non si fermi qui”. Ha poi affermato che la candidata Presidente ha “fatto suoi i punti del nostro programma, fra cui salario minimo, un patto chiaro sull’immigrazione e il diritto di iniziativa del Parlamento”, concludendo che “il Movimento Cinque Stelle la sosterrà ma monitorerà costantemente il suo mandato e sarà, se necessario, molto duro con lei”.
Antonio TAJANI (PPE, IT) ha affermato che la visione per il futuro dell’Europa presentata all’Aula è “in gran parte condivisibile”.

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David Sassoli alla presidenza del Parlamento Europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Un italiano diventa il successore di un altro italiano alla presidenza del Parlamento europeo. In questo caso come si sono comportati i deputati europei italiani? Per il PD, il partito di appartenenza di Sassoli, non vi sono dubbi: al di là del “colore” politico bisognava votarlo unanimamente. E’ logico questo ragionamento? Non lo è per il Capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo Carlo Fidanza che rispondendo alle critiche di parte così obietta: “Ci vuole una bella faccia tosta ad imputare a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia di non aver votato David Sassoli alla presidenza del Parlamento Europeo. A maggior ragione se certe farneticanti accuse arrivano dal Pd che ci ha più volte dimostrato, l’ultima volta proprio in queste ore, che non basta avere un passaporto italiano per essere dei buoni patrioti. Per amor patrio e rispetto delle istituzioni nessuno di noi ha denigrato Sassoli, ma certo sul piano politico ci sentiamo molto più garantiti dal nostro candidato. Jan Zahradil sarà pure della Repubblica Ceca (non sarà mica la sinistra a fare discriminazioni al contrario?) ma come noi vuole fermare l’immigrazione incontrollata mentre Sassoli vuole aprire le porte alle Ong, vuole difendere la famiglia naturale mentre Sassoli sostiene le lobby lgbt, vuole riportare al centro le sovranità nazionali mentre Sassoli vuole rafforzare il super Stato burocratico europeo. Tutto ciò basta e avanza per spiegare perché da italiani abbiamo convintamente votato per un non italiano che ci da più garanzie del Pd. Il Pd si faccia delle domande e cominci a darsi qualche risposta”.

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David Sassoli eletto Presidente del Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 luglio 2019

Mercoledì pomeriggio, i deputati hanno eletto per due anni e mezzo l’italiano David Sassoli Presidente del Parlamento europeo. David Sassoli è un deputato europeo italiano, ha 63 anni ed è stato rieletto nelle liste del Partito Democratico (gruppo S&D) nel maggio 2019. Guiderà il Parlamento fino a gennaio 2022. È stato eletto con 345 voti al secondo scrutinio.In un discorso rilasciato in Plenaria a Strasburgo dopo la sua elezione, il Presidente Sassoli ha ringraziato i deputati della 9a legislatura per la fiducia riposta. Ha poi detto: “In questi mesi, in troppi, hanno scommesso sul declino di questo progetto, alimentando divisioni e conflitti che pensavamo essere un triste ricordo della nostra storia. I cittadini hanno dimostrato invece di credere ancora in questo straordinario percorso, l’unico in grado di dare risposte alle sfide globali che abbiamo davanti a noi”.
“Dobbiamo avere la forza di rilanciare il nostro processo di integrazione, cambiando la nostra Unione per renderla capace di rispondere in modo più forte alle esigenze dei nostri cittadini e per dare risposte vere alle loro preoccupazioni, al loro sempre più diffuso senso di smarrimento”.Sassoli ha inoltre sottolineato le priorità che il Parlamento dovrà portare avanti nei prossimi anni. “Siamo immersi in trasformazioni epocali: disoccupazione giovanile, migrazioni, cambiamenti climatici, rivoluzione digitale, nuovi equilibri mondiali, solo per citarne alcuni, che per essere governate hanno bisogno di nuove idee, del coraggio di saper coniugare grande saggezza e massimo d’audacia”.Ha concluso dicendo: “L’Europa ha ancora molto da dire se noi, e voi, sapremo dirlo insieme. Se sapremo mettere le ragioni della lotta politica al servizio dei nostri cittadini, se il Parlamento ascolterà i loro desideri e le loro paure e le loro necessità.

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Cos’è e come funziona la presidenza del Consiglio dell’UE?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 luglio 2019

La presidenza del Consiglio è esercitata a turno dagli Stati membri dell’UE ogni 6 mesi. Durante ciascun semestre, essa presiede le riunioni a tutti i livelli nell’ambito del Consiglio, contribuendo a garantire la continuità dei lavori. Gli Stati membri che esercitano la presidenza collaborano strettamente a gruppi di tre, chiamati “trio” . Questo sistema è stato introdotto dal trattato di Lisbona nel 2009. Compito del trio è fissare obiettivi a lungo termine, preparare un programma comune per stabilire i temi e le questioni principali che saranno trattati dal Consiglio in un periodo di 18 mesi. Sulla base del programma comune, ciascuno dei tre paesi prepara un proprio programma semestrale più dettagliato.Il trio attuale è formato dalle presidenze finlandese, rumena e croata.
La presidenza finlandese del Consiglio dell’UE: 1º luglio- 31 dicembre 2019
È la terza volta che la Finlandia prende la guida semestrale del Consiglio dei ministri Ue.Il programma della presidenza è incentrato su quattro priorità: il rafforzamento dei valori comuni e dello stato di diritto, rendere l’Ue più competitiva e socialmente inclusiva, rafforzare la posizione dell’Ue come leader globale nell’azione per il clima, proteggere la sicurezza dei cittadini. La Finlandia sarà la prima presidenza ad integrare le nuove priorità dell’agenda strategica 2019-2024 nei lavori del Consiglio.
La presidenza ha il compito di portare avanti i lavori del Consiglio, garantendo la continuità dell’agenda dell’UE, il corretto svolgimento dei processi legislativi e la cooperazione tra gli Stati membri. A tal fine, la presidenza deve agire come un mediatore leale e neutrale. La presidenza ha due compiti principali:
1. Pianificare e presiedere le sessioni del Consiglio e le riunioni dei suoi organi preparatori. La presidenza presiede le sessioni delle varie formazioni del Consiglio (ad eccezione del Consiglio “Affari esteri”) e le riunioni dei suoi organi preparatori, che comprendono comitati permanenti, come il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper), e i gruppi e comitati che si occupano di temi specifici. La presidenza assicura il regolare svolgimento dei dibattiti e la corretta applicazione del regolamento interno e dei metodi di lavoro del Consiglio. Organizza inoltre varie sessioni formali e informali a Bruxelles e nel paese che esercita la presidenza di turno.
2. Rappresentare il Consiglio nelle relazioni con le altre istituzioni dell’UE La presidenza rappresenta il Consiglio nelle relazioni con le altre istituzioni dell’UE, in particolare con la Commissione e il Parlamento europeo. Il suo ruolo è adoperarsi per raggiungere un accordo sui dossier legislativi attraverso triloghi, riunioni informali di negoziazione e riunioni del comitato di conciliazione.
La presidenza lavora in stretto coordinamento con: il presidente del Consiglio europeo
l’alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
supportandone le attività, e può talvolta essere invitata a svolgere determinate mansioni per conto dell’alta rappresentante, come rappresentare il Consiglio “Affari esteri” dinanzi al Parlamento europeo o presiedere il Consiglio “Affari esteri” quando quest’ultimo discute questioni di politica commerciale.

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Scuola: – Scompaiono altre 77 sedi di presidenza per il prossimo anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 Mag 2019

Mentre in 3.500 si preparano per gli orali dell’ultimo concorsoIn dodici anni, tagliato il 25% degli organici per via del dimensionamento scolastico che, nonostante abbia visto costante il numero degli alunni durante tutto il periodo, ha chiuso le sedi di dirigenza scolastica lasciando aperti i piccoli Comuni. Le quasi 8mila attuali sedi di presidenza, infatti, insistono soltanto in 3mila di essi. Un plesso su cinque è stato chiuso definitivamente. Sono duemila gli edifici non più riaperti per la loro insicurezza.La rivista specializzata Orizzonte Scuola ha anticipato “i numeri dell’organico dei dirigenti 2019/20” e risulta che “l’organico dei dirigenti per il prossimo anno scolastico dovrebbe attestarsi intorno ai 7.859 posti, di cui 14 dirigenti di lingua slovena e 129 C.P.I.A”. Dunque, “rispetto allo scorso anno, l’organico presenta 77 posti in meno. Infatti, l’organico passa da 7.936 posti del 2018/19 ai 7.859. Le istituzioni scolastiche sono 8.094, cui aggiungere 364 sottodimensionate che andranno a reggenza”.Quindi “i posti vacanti, se i numeri saranno confermati, sono 1.200 circa, cui aggiungere circa 1.700 reggenze. Posti per i quali è stato indetto il concorso a dirigente, in fase di svolgimento, che coprirà 2.500 posti, senza considerare la percentuale aggiuntiva del 20%”.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, sottolinea come un plesso su 5 sia stato dismesso; durante gli ultimi mesi il sindacato sta portando avanti una vera e propria battaglia per la sicurezza di istituti, lavoratori della scuola e discenti, problema che ha provocato la chiusura di 2mila edifici. Inoltre, nel giro di 12 anni, è stato “tagliato il 25% degli organici per via del dimensionamento scolastico che, nonostante abbia visto costante il numero degli alunni durante tutto il periodo, ha chiuso le sedi di dirigenza scolastica lasciando aperti i piccoli Comuni. Le quasi 8mila attuali sedi di presidenza, infatti, insistono soltanto in 3mila di essi”, continua il presidente Pacifico.“Siamo convinti che la soluzione non stia nella chiusura di sedi di presidenza, ma nella tutela delle scuole e delle persone che le abitano. Auspichiamo invece un incremento delle stesse, anche grazie ai nuovi dirigenti scolastici, alle prese col concorso, che tra pochi mesi entreranno in servizio”, ha concluso il sindacalista autonomo.

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Roberto Fico: un cittadino alla Presidenza della Camera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

di Max Bugani. Qualche anno fa, credo fosse il 2013, mi ricordo che Beppe ripeteva spesso “adesso dobbiamo trovare la nostra anima”. Credo che con quella frase volesse dire che la nostra collocazione politica non aveva bisogno delle classificazioni di sinistra, destra, centro, centrosinistra, centrodestra, centrocentro. Quello che doveva trovare il M5S e che Beppe ci stava invitando a trovare era la nostra poetica, il nostro coefficiente empatico, l’emozione che sarebbe stata comunicata alle persone dalla semplice visione del nostro simbolo.La cosa più difficile con 160 parlamentari appena eletti era proprio quella di non apparire come un vestito di Arlecchino di mille colori appoggiato su una sedia, senza un corpo dentro, senza “un’anima” appunto.Mentre ascoltavo Roberto nel suo primo intervento alla Camera, mentre guardavo quella persona con cui ho condiviso la nascita dei meetup nel lontano 2005, io ho capito cosa siamo diventati in questi anni e cosa voleva dirci Beppe.Con Roberto Fico Presidente della Camera questa carica istituzionale assume sembianze umane, esce dal cono di freddezza e altezzosità lontana dal popolo, ed entra nel cerchio delle emozioni, del rispetto, dei sentimenti: un’anima a 5 stelle sempre più visibile a tutti, fatta di etica, di sensazioni e di piccoli gesti. Il pensiero rivolto agli ultimi, ai più sfortunati, ai dimenticati, ai tanti Tom Joad in giro per l’Italia che soffrono ma trasformano il “furore” in poesia e in resistenza.Mentre mi emozionavo a dismisura osservando Roberto che continuava a toccare i due microfoni per mantenere la concentrazione, davanti ai miei occhi sono passati una serie di eventi che mi hanno fatto mettere insieme i pezzi. Ho visto Beppe che nuota fra la Calabria e la Sicilia per un dono d’amore, ho visto Gianroberto che si appoggia a Pietro per arrivare nella sedia del suo ufficio davanti al PC da cui voleva leggere messaggi e mail anche se i medici gli consigliavano di riposarsi, ho visto Riccardo Fraccaro che dice “ragazzi il Movimento viene prima di me, non vi preoccupate, lo fareste anche voi”, ho visto Luigi che abbraccia, sorride e saluta persone con dolcezza anche quando mangia, quando dorme, quando è in bagno.Ho visto attivisti ai banchetti sotto la neve, i ragazzi della comunicazione svegli fino alle 3 del mattino per finire di montare un video o di studiare qualcosa che possa servire il giorno dopo. Ho visto consiglieri comunali sconosciuti, senza fama e senza soldi, fare dichiarazioni coraggiose consapevoli di poter essere denunciati e di doversi pure pagare un avvocato senza alcuna copertura. Ho visto tutto questo e molte altre cose che tutte insieme delineano ciò che siamo, definiscono la nostra anima. D’un tratto è come se quel vestito avesse abbandonato la sedia e fosse stato indossato da tutti noi per unirci e perchè aveva finalmente trovato un corpo e un’anima.Roberto Fico presidente della Camera non è una carica istituzionale che viene ricoperta dal M5S, è un modo di essere che vince, è un esercito di persone buone che fanno una meta e si sentono meno sole, è il segno che avevamo ragione e che semplicemente non dovevamo mollare. E il bello viene adesso. (fonte: blog delle stelle)

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Trump Presidente Usa: come gestire al meglio l’effetto sui mercati

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2016

wall streetA cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager in Moneyfarm. Dopo una lunga battaglia elettorale e uno spoglio ancora incompleto ma sufficiente per tirare le somme, Donald Trump diventa il 45° Presidente degli Stati Uniti. Un esito per molti inatteso, a dispetto di una volatilità invece del tutto prevista, che torna sulla scena e impatta su tutti i listini mondiali.
Il primo effetto evidente sui mercati è stato il sell-off che ha interessato gli asset più rischiosi e le vendite in particolare sull’azionario. I Future del S&P500 sono crollati del 5,7% quando la vittoria di Trump è diventata ormai certa ma ora sembrano recuperare terreno, e si attestano a -1.8%. Stesso discorso per gli indici inglesi, francesi e tedeschi che nell’immediato hanno subito pesanti perdite, ma sembrano ora essere in fase di recupero. Anche i mercati asiatici hanno sofferto, ma le perdite si sono ridotte con l’avvicinarsi della chiusura dei mercati. Infine il mercato valutario ha mostrato un certo nervosismo ma mai quanto il 24 giugno, a seguito della vittoria del fronte pro-Brexit.Gli investitori sono comprensibilmente alla ricerca di asset meno rischiosi. Di conseguenza i grandi favoriti sono i beni rifugio come l’oro (al momento + 2,2%) e i titoli di stato stranieri. La vittoria di Trump rappresenta qualcosa di nuovo e inaspettato e questo spiega il sell-off dei titoli più rischiosi. Ma la storia ci insegna che nel lungo termine gli eventi politici hanno un impatto marginale sui mercati. E ciò evidente già ora, coi mercati in fase di recupero.
In questi casi, la cosa peggiore che possa fare chi ha degli investimenti è farsi prendere dal panico e prendere decisioni avventate: è la strada più facile per subire delle perdite. Nel nostro caso, i portafogli modello Moneyfarm sono ben posizionati per gestire questo momento di volatilità. La nostra filosofia d’investimento si basa sul costruire dei portafogli in grado di sopportare periodi di incertezza e specifici eventi per massimizzare le probabilità di crescita nel lungo periodo. L’asset allocation del Portafoglio inoltre, è relativamente conservativa, con una significativa riduzione della componente azionaria rispetto all’asset allocation strategica.Nonostante il monitoraggio dei mercati finanziari e dei portafogli sia costante e continuo, manteniamo comunque un’attenzione particolare sullo sviluppo della politica americana per valutare possibili ribilanciamenti o opportunità tattiche per i portafogli nei prossimi mesi.
Moneyfarm – MFM Investment LTD. È una società indipendente di servizi finanziari autorizzata e regolata dalla Financial Conduct Authority (FCA) e vigilata in Italia da Consob. Ad agosto 2012 è sbarcata sul web con Moneyfarm.com, aprendo la strada alla consulenza indipendente via Internet nel mercato italiano. L’azienda ha come soci principali fondi di investimento Cabot Square Capital e United Ventures, il gruppo Allianz e Vittorio Terzi (Director Emeritus di McKinsey Italia) tramite il suo veicolo d’investimento. La società guidata da Paolo Galvani e Giovanni Daprà può contare su un team di 70 professionisti di qualificato background e su oltre 80.000 utenti attivi.
La mission di Moneyfarm è quella di permettere alle persone di gestire i propri soldi in maniera semplice ed efficiente e offre un servizio unico in Europa che propone la consulenza personalizzata su ETF e l’attività di trading.

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Orlando Presidente del programma “Città sicure”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2015

leoluca orlandoIl Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, è stato eletto a Bogotà in Colombia, Co-chairperson, responsabile per l’Europa e l’Africa del Programma delle Nazioni Unite “Città sicure” realizzato dall’Agenzia UN Habitat.Orlando sarà affiancato dai Sindaci di Bogotà Gustavo Petro (responsabile per le Americhe) e di San Fernando nelle Filippine, Mary Jane Ortega (responsabile per l’Asia e l’Oceania) e coordinerà un consiglio direttivo di cui fanno parte i sindaci di Joannesburg, Durban, Rosario, Quito, Guadalajara, Abidjan, Nairobi, Seoul e Quezon.Il Programma Safer Cities delle Nazioni Unite è stato lanciato nel 1996 su richiesta dei sindaci di alcuni grandi centri urbani impegnati a contrastare la criminalità urbana e la violenza nelle loro città. Ad oggi UN-Habitat ha sostenuto iniziative in 77 città in 24 paesi nel mondo.Il programma affronta il tema della sicurezza in chiave olistica, collegando i temi della pianificazione urbana, della vivibilità, dei servizi per i cittadini, del cambiamento climatico, della mobilità sostenibile.”La mia elezione alla carica di Co-Presidente di questo importante organismo internazionale – ha detto Orlando – è un riconoscimento non solo per l’attività svolta nella mia città, ma lo è anche per tutti quei sindaci che in Italia affrontano quotidianamente la sfida di uno sviluppo sostenibile delle proprie comunità, nelle quali è sempre più crescente la conflittualità dovuta alla crisi economica e al taglio delle risorse.
Le nostre città – conclude Orlando – e l’esperienza maturata in tantissimi anni di impegno trasversale contro il crimine e la corruzione ma anche e sopratutto per migliorare la qualità della vita dei cittadini, rappresentano un modello, in grado di dialogare con altre realtà del mondo in ottica di collaborazione e scambio di buone prassi.”

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Lussemburgo assume la Presidenza dell’UE dopo la Lettonia

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 luglio 2015

lussemburgoBruxelles Dibattito: martedì e mercoledì 7-8 luglio. I deputati discuteranno mercoledì mattina le priorità della Presidenza lussemburghese con il Primo ministro Xavier Bettel. Martedì mattina, l’Aula valuterà il lavoro della Presidenza uscente con il Primo ministro lettone, Laimdota Straujuma, e con il Presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker.I sette pilastri sui quali si basano le priorità della Presidenza lussemburghese per il secondo semestre 2015 sono:Incentivare gli investimenti per stimolare la crescita e l’occupazione.
Approfondire la dimensione sociale dell’Unione europea
Gestire l’immigrazione, conciliando libertà, giustizia e sicurezza
Rilanciare il mercato unico, concentrandosi sulla dimensione digitale
Porre la competitività europea in un quadro globale e trasparente
Promuovere lo sviluppo sostenibile
Rafforzare la presenza dell’Unione europea sulla scena mondiale
Il Lussemburgo, uno degli Stati membri fondatori dell’Unione europea, assumerà la Presidenza di turno del Consiglio, per la dodicesima volta, dal 1 ° luglio al 31 dicembre 2015.

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Personale presidenza e risparmi

Posted by fidest press agency su martedì, 8 Mag 2012

Di Eduardo Di Blasi Alla Presidenza del Consiglio i fatti sono sempre più persistenti degli annunci. Per farsene un’idea basta vedere i dati usciti dall’ultima “spending review” del Palazzo di governo, quella che mirava al taglio dei dipendenti non più funzionali alla pianta organica e alla mutata missione del nuovo esecutivo dei tecnici.
Nel novembre 2011, governo Berlusconi, tra le diverse sedi di Palazzo Chigi si contavano 4.456 dipendenti, che, si annunciava, sarebbero diventati circa 3 mila attraverso il taglio degli incarichi fiduciari dati dal passato governo (una sorta di spoil System con pochi rimpiazzi), da quello dei pensionati ancora attivi in Presidenza con ruoli dirigenziali, da quello sovrabbondante delle forze di polizia che a Palazzo Chigi dovrebbero avere semplicemente due ruoli: verificare gli accessi alle sedi di governo (l’ufficio passi) e guidare le auto blu. Faccende per cui forse potrebbero essere meno dei 560 che erano nel 2011.
Al 5 di marzo, questa la data limite che il governo Monti aveva fissato per procedere al taglio (i contratti dei dirigenti erano stati prorogati per l’appunto fino a quel giorno, in attesa di capire dove poter operare risparmi), il provvedimento non si è dimostrato all’altezza dell’annuncio, tanto che da 4.456 i dipendenti dell’amministrazione sono diventati, più sobriamente, 4.129, circa mille in più rispetto alla pianta organica prevista. Il conto, del resto, dovrebbe essere presto fatto: i 5mila dovrebbero essere la somma dei dipendenti di Presidenza e Protezione Civile, cui si sommano i circa cinquecento dirigenti. Il resto, consulenti, forze dell’ordine, e strutture di missione (spesso doppioni del lavoro dei dipartimenti e veicolo di clientele), potrebbero essere potate.
Il taglio maggiore si è registrato alla voce “estranei alla pubblica amministrazione”, vale a dire tra coloro che sono arrivati in Presidenza per via fiduciaria, non provenendo da nessun ufficio pubblico. Nel 2011 la pattuglia contava 357 dipendenti. Secondo le stime iniziali era questo uno degli “sprechi” cui porre rimedio, e qualcuno supponeva che la truppa andasse rimandata a casa tutta assieme. Invece ne è rimasta in piedi metà: oggi gli esterni alla pubblica amministrazione che lavorano negli uffici di governo sono 179, 178 in meno di qualche mese fa.
Sulla vicenda dei pensionati il 5 marzo il governo Monti in una nota “ha deciso di non confermare coloro che, pur essendo in pensione, svolgevano ancora attività . A essi non potranno essere conferiti incarichi di consulenza”. Hanno quindi fatto le valigie Antonio Ragusa, che teneva i cordoni della borsa “alle risorse strumentali ed Eugenio Ficorilli, al cerimoniale. Giancarlo Bravi invece continua ad occuparsi della struttura di Missione per i 150 anni dell’Unità d’Italia. La struttura medesima, infatti, resterà in funzione almeno fino a luglio.
Non compare più sul sito internet del governo nemmeno Raffaele Di Loreto, che, da 64enne pensionato dell’aeronautica, era al timone dell’ufficio per i voli di Stato e umanitari. Ufficio in cui è¨ passata la buona usanza di pubblicare i report mensili di chi, per motivi istituzionali, viaggia sui velivoli del 31esimo stormo dell’Aeronautica Militare.
Sulla presenza di una nutrita truppa di militari e forze di polizia, la “sforbiciata” è stata ancora minore: sui 560 in servizio a novembre scorso, oggi ne sono presenti 546: quattordici in meno. Oltre ai 52 dell’Aeronautica, che curano un settore specifico, ci sono 25 impiegati dell’esercito, 11 della Marina e 128 appartenenti alla Guardia di Finanza, la polizia presidia l’area con 150 addetti, i Carabinieri seguono con 135. Ci sono anche 36 della Penitenziaria, 2 forestali, due dipendenti delle Capitanerie di Porto e un vigile urbano (nel novembre scorso erano tre).
C`è infine la questione mai affrontata dei dirigenti. In Presidenza ce ne sono oltre 500: uno ogni quattro dipendenti. Tra dicembre e febbraio, Palazzo Chigi ha deciso di assorbirne altri sedici, attingendo a una graduatoria interna prorogata per l’occasione sino al dicembre 2012. Il risparmio, a detta della Presidenza del Consiglio, è data dal fatto che, attingendo a graduatorie interne, senza bandire alcun concorso pubblico come prevede la la legge, invece di 12 dirigenti se ne possono fare 16.

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La Presidenza danese presenta il programma di lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2012

Bruxelles Dibattito: mercoledì 18 gennaioIl Primo ministro danese Helle Thorning-Schmidt presenterà il programma di lavoro della Presidenza danese “Europa al lavoro” e elencherà le priorità dei prossimi sei mesi in un dibattito con il Parlamento mercoledì alle 10.00.La situazione economica e finanziaria, in particolare la crisi del debito nell’Eurozona e i negoziati sul Patto salva-euro, saranno le priorità nell’agenda della Presidenza danese, così come l’implementazione della legislazione sulla governance economica (il cosiddetto “six pack”) e i negoziati sul quadro finanziario pluriennale dell’UE 2014-2020. Altri punti chiave includono: l’ulteriore sviluppo del Mercato Unico e le dodici iniziative stabilite nell’Atto sul Mercato unico, la crescita “verde”, la nuova direttiva sull’efficienza energetica e il completamento del Sistema comune europeo di asilo entro al fine del 2012. Il dibattito sarà seguito da una conferenza stampa del Primo Ministro danese, del Presidente del Parlamento europeo e del Presidente della Commissione.

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Presidenza BCE: Draghi in pole per i bookmaker

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

‘Mario Draghi è un “ottimo candidato” per la presidenza della Bce’. Le dichiarazioni di Thomas Mirow, presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, trovano subito eco sulla lavagna dei bookmaker d’oltremanica. La sigla irlandese Paddy Power, riporta Agipronews, lo dà come principale favorito per la carica a 1,44. Primo inseguitore il Governatore della Banca di Finalndia, a quota 3,00. Yves Merch e Nout Wellink consiglieri del direttivo della Banca centrale europea, sono più indietro a 9,00. Ultimo nome in tabellone il Chiude i pronostici a 21,00, Klaus Regling, CEO dell’European Financial Stability Facility.

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Al via Presidenza ungherese dell’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 15 gennaio 2011

È all’Ungheria che spetterà il compito di sostenere e canalizzare lo slancio dell’Unione europea nel primo semestre del 2011 *  Di fronte alle sfide a breve e a lungo termine, la presidenza ungherese del Consiglio dell’Unione europea potrà contare sul sostegno degli enti regionali e locali europei * “Al di là degli obiettivi di competitività non bisogna perdere di vista gli obiettivi tradizionali della coesione, che privilegiano la solidarietà”: questo il messaggio di Tamás Fellegi, ministro dello Sviluppo nazionale, che illustra qui di seguito le sue priorità per il prossimo semestre * Mentre l’Europa sta lentamente uscendo dalla crisi economica, l’UE inizia a discutere di riforme politiche in vista dei nuovi dibattiti sul bilancio * L’Ungheria assumerà quindi la presidenza in una fase cruciale per l’Europa, in cui sono in discussione le sue priorità tanto a breve quanto a lungo termine A Quali sono gli obiettivi della presidenza ungherese, data l’importanza fondamentale di queste due tematiche? * Tamás Fellegi: “Sono indubbiamente i due settori in cui l’Ungheria si dovrà impegnare al massimo * Anche se la crisi e i suoi effetti stanno – forse – iniziando ad attenuarsi, dal punto di vista dell’attuazione della strategia Europa 2020 il prossimo anno sarà fondamentale * Entro il mese di aprile 2011, infatti, dovranno essere definiti gli obiettivi nazionali collegati alle principali priorità della strategia * Per l’Ungheria vorremmo fissare degli obiettivi che siano al tempo stesso ambiziosi e realistici, e che godano di un ampio sostegno * L’Ungheria ha sempre sottolineato l’importanza fondamentale della coesione tra le regioni per conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020 * La politica di coesione è uno strumento che promuove l’aumento della competitività nelle regioni tenendo conto tanto delle esigenze e delle possibilità di sviluppo delle singole regioni quanto degli obiettivi strategici dell’UE * Questa politica potrebbe quindi risultare estremamente efficace per realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020, ma non è certo l’unica * Nel contempo è importante che la politica di coesione non si limiti soltanto all’attuazione degli obiettivi della strategia Europa 2020, poiché la gamma delle sue finalità e dei suoi strumenti è molto più diversificata. Noi consideriamo la politica di coesione come una politica di sviluppo integrata a pieno titolo – oltre agli obiettivi in materia di competitività, infatti, non bisogna dimenticare i tradizionali obiettivi della coesione, incentrati sulla solidarietà * È per questo motivo che, a mio parere, attuare la strategia Europa 2020 in modo diversificato – ossia tenendo presente il livello di sviluppo di ciascuna regione insieme alle diverse situazioni di partenza, esigenze e possibilità – costituisce un’importante questione di principio”. (fonte J Buongiornoimpresa)

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Presidenza Federfarma, le candidature ufficiali

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

Come preannunciato sarà tra Annarosa Racca e Augusto Luciani la contesa per la presidenza di Federfarma. A completare la griglia Cesare Quey e dell’abruzzese Alfredo Orlandi, che correranno per la presidenza del Sunifar Andrà in scena un doppio duello all’assemblea generale che lunedì prossimo eleggerà i vertici nazionali di Federfarma e Sunifar. Sono infatti quattro le candidature notificate entro la mezzanotte di mercoledì, come vogliono le regole del nuovo statuto: confermati Annarosa Racca e Augusto Luciani in lizza per la presidenza della Federazione, la griglia si è ora completata con i nomi del valdostano Cesare Quey e dell’abruzzese Alfredo Orlandi, che correranno per la presidenza del Sunifar.
Definitiva salvo ripensamenti anche la lista dei candidati al Consiglio di presidenza (nove posti in tutto, tre dei quali riservati ai rurali). Con Racca si presentano Domenico Dal Re (presidente di Federfarma Emilia Romagna), Michele Di Iorio (presidente di Federfarma Napoli), Alessandro Fumaneri (presidente di Federfarma Friuli Venezia Giulia), Alfonso Misasi (presidente di Federfarma Cosenza), Gioacchino Nicolosi (presidente di Federfarma Catania), Giancarlo Visini (presidente di Federfarma Abruzzo). Luciani invece è appoggiato da Elisabetta Borachia (presidente di Federfarma Liguria), Luca Collareta (presidente dell’Associazione titolari di Bolzano), Francesca Conchiglia (presidente di Federfarma Puglia), Marco Cossolo (segretario di Federfarma Torino), Antonio Guerricchio (presidente di Federfarma Matera) e Marco Nocentini Mungai (presidente dell’Associazione titolari di Firenze) e Luigi Zocchi (presidente di Federfarma Varese). Anche i due candidati alla presidenza Sunifar hanno ufficializzato le proprie squadre. Con Quey corrono Alberto Fontanesi (presidente dell’Associazione titolari di Vicenza) Luigi Sauro (presidente di Federfarma Molise) e Pasquale Sechi (Presidente di Federfarma Oristano). Orlandi invece è sostenuto da Dante Baldini (presidente di Federfarma Reggio Emilia), Roberto Grubissa (presidente di Federfarma Belluno) e Francesco Mangano (presidente di Federfarma Messina). Chiudono le candidature “indipendenti” di Domenico Dal Re (già nella squadra di Racca) e Maurizio Vecchia (presidente del Comitato rurale di Cremona). Da notare che l’assemblea di lunedì eleggerà presidente e consiglio separatamente, senza vincoli di squadra. In altre parole, chi vince non ha l’assoluta certezza di un esecutivo interamente favorevole.

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Presidenza Consob ancora vacante

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2010

Abbiamo gia’ auspicato che la fine dell’era Cardia alla Consob coincidesse con un periodo di maggiore trasparenza e attenzione alle esigenze degli investitori. Purtroppo, iniziamo male. L’autorità di vigilanza sui mercati finanziari non ha ancora un presidente e sembra che al Governo non importi granché essendo in tutt’altre faccende affaccendato… Che fosse necessario un successore dell’ex Presidente prof. Lamberto Cardia era cosa nota da tempo. A volerla dire tutta, è solo grazie ad una interpretazione cervellotica della legge che Cardia è potuto stare in carica alla Consob ben oltre i 10 anni previsti dalla Legge. Negli ultimi mesi dell’era Cardia, la Consob ha iniziato ad essere particolarmente attiva sul fronte dei provvedimenti a tutela degli investitori, cosa che non era accaduta in tutti i 12 anni precedenti nei quali Cardia è stato in Consob.
Ci domandiamo se questo periodo di presidenza vacante non sia utile per rallentare qualche provvedimento in corso in modo da poter contestare, successivamente, lo scadere di qualche termine. Come ricordava Andreotti (che di queste cose ci capiva, e come…) “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Vedremo quanto tempo aspetteremo per avere una Consob nella pienezza dei suoi poteri… ma se il buon giorno si vede dal mattino… siamo partiti proprio male. (fonte aduc)

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Bresso candidata alla presidenza del comitato regioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2010

Il 10 febbraio 2010 nel corso della sessione inaugurale del V mandato del CdR, verrà eletto Il nuovo Presidente del CdR. Il nuovo Gruppo PSE del Comitato delle Regioni (CdR), i cui membri sono entrati in carica il 26 gennaio, ha accolto la raccomandazione del Gruppo PSE uscente e quindi confermato all’unanimità la candidatura di Mercedes Bresso. Mercedes Bresso ha presieduto il Gruppo PSE del CdR dal febbraio 2006. È già stata membro del CdR dal 1998 al 2004, quanto era Presidente della Provincia di Torino. Nel giugno 2004 è stata eletta membro del Parlamento europeo, incarico che ha lasciato nel luglio 2005, quando è stata eletta Presidente della regione Piemonte. Proprio nel 2005 ha fatto rientro al CdR, forte di questo nuovo mandato politico. Da Presidente del Piemonte, una regione con circa 4,5 milioni di abitanti, Mercedes Bresso ha svolto una funzione di collegamento tra la sua regione e l’Europa, riuscendo a massimizzare il cosiddetto “effetto europeo” in una zona duramente colpita dalla deindustrializzazione e a promuovere la crescita e l’innovazione con l’aiuto dei fondi europei.  Nel corso di quella stessa riunione il nuovo Gruppo PSE del CdR ha accolto le raccomandazioni del Gruppo uscente circa le priorità politiche per il 2010-2015 e la designazione di Karl-Heinz KLÄR, segretario di Stato del Land Renania-Palatinato (Germania) per gli Affari federali ed europei, alla presidenza del Gruppo PSE del CdR. (bresso)

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Chiamparino presidente dell’ANCI

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2009

Dichiarazione di Vincenzo Spadafora, Presidente dell’UNICEF Italia:  “Mi auguro che sotto la sua Presidenza – prosegue Spadafora – possa proseguire la fruttuosa collaborazione tra ANCI e UNICEF Italia sancita dal protocollo d’intesa firmato a Trieste lo scorso anno che si pone l’obiettivo di una partnership sempre più stretta con gli amministratori locali per la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza”.  “Esprimo inoltre la mia personale soddisfazione per la scelta de L’Aquila come sede della prossima assemblea annuale dell’ANCI. Nell’anno in cui ricorrono i 20 anni dalla ratifica della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – conclude Spadafora – rivolgo un appello, in particolar modo ai giovani amministratori, affinché non perdano di vista le battaglie in favore dell’infanzia e dell’adolescenza quale elemento distintivo del loro impegno al servizio della comunità”.

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Nuccio Fava riconfermato presidente giornalisti europei

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

Nuccio Fava è stato riconfermato presidente della sezione italiana dell’Associazione dei Giornalisti Europei. Lo ha eletto il consiglio direttivo dell’Age, riunito a Roma dopo la recente assemblea dei soci. Riconfermato anche il segretario generale Carmelo Occhino. Della giunta esecutiva faranno parte, per il prossimo biennio, i vicepresidenti Sergio Bindi e Vera De Luca, il tesoriere Luigi Cobisi e il portavoce Domenico M. Ardizzone. L’Age riunisce i giornalisti che si occupano di informazione comunitaria ed è la sezione italiana dell’Aje-Aej, con sede a Bruxelles.

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U.E.: Presidenza svedese

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2009

Roma 7 luglio 2009 alle ore 17.00 SIOI, Palazzetto di Venezia  Piazza San Marco 51 Salone delle Conferenze Conferenza di S.E. L¹Amb. Anders Bjurner Ambasciatore di Svezia sul tema Le priorità della presidenza svedese  dell¹unione europea Interviene Amb.  Fabio Fabbri Direttore Generale per l¹Integrazione Europea Ministero degli Affari Esteri Introduce Amb. Umberto La Rocca Presidente della SIOI

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