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Posts Tagged ‘presidi’

Scuola: a metà novembre i presidi ancora a caccia di supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 novembre 2019

Sul precariato scolastico si sta superando la soglia del buon senso. Accade che un dirigente scolastico di un istituto professionale di Rho, nella città metropolitana di Milano, decide di pubblicare un post sul suo profilo Facebook con le caratteristiche delle materie di insegnamento di cui è sguarnita la scuola che dirige: matematica, scienze, tecnologie elettriche ed elettroniche; 18 ore in classe fino a giugno. Solo che non è un caso isolato: sta diventano una spiacevole consuetudine. Secondo Orizzonte Scuola, si tratta del “genere di cattedra nel Nord è spesso carente di professori. In aula riescono ad entrare anche i docenti con il solo titolo di studio universitario competente. Infatti, prima di rivolgersi alla Rete, il dirigente scolastico aveva provveduto a contattare i docenti dai curricula, ma senza successo perché avevano già avuto cattedre assegnate o vivevano lontano”. Come risulta al Corriere della Sera, non è la prima volta che un dirigente scolastico si rivolge alla Rete per cercare i professori disponibili. Altri precedenti si sono verificati in Veneto e Liguria, sollevando le perplessità dei sindacati su questa forma di reclutamento, che sembra potersi accostare alla chiamata diretta introdotta, contro il volere di tutti, dalla Legge 107 del 2015. Solo qualche giorno fa, avevamo osservato che, oltre ai social, diversi siti internet si stanno trasformando in agenzie di pubblico impiego per la scuola: sullo stesso sito internet Orizzonte Scuola vengono pubblicate continue richieste, quasi degli “avvisi di selezione” per la stipula di contratti annuali, formulate dai dirigenti scolastici o dal loro staff. La maggior parte delle richieste sono concentrate al Nord. Per ovviare al problema, sempre più impellente, Anief propone un emendamento nel sostituire i cc. 1-16 dell’art. 1 del decreto salva-precari, già pubblicato il 30 ottobre in Gazzetta Ufficiale e ora all’esame della Camera, utilizzando l’attuale doppio canale di reclutamento al luogo della nuova procedura riservata, che regola le chiamate delle supplenze fuori graduatoria: la richiesta del sindacato rientra in un punto specifico della piattaforma dello sciopero Anief in programma domani per l’intera giornata e aperto a tutto il personale docente e Ata, di ruolo e precario, agli educatori, al personale Ata, dell’Afam e dell’Università. È una soluzione da prendere in considerazione, perché risolverebbe da subito il problema delle 90 mila cattedre andate deserte durante le convocazioni per le immissioni in ruolo negli ultimi cinque anni, delle maestre con diploma magistrale inserite con riserva nelle GaE e degli insegnanti tecnico pratici ed educatori a rischio licenziamento, dei più di 100 mila docenti abilitati dopo il 2012 con il TFA, PAS all’estero esclusi dalle graduatorie ad esaurimento a differenza degli altri docenti abilitati in precedenza, e degli altrettanti docenti senza abilitazione inseriti nella terza fascia delle graduatorie di istituto che entrerebbero nei ruoli dopo la frequenza di un apposito corso abilitante. La norma, nel trasformare le graduatorie di istituto in provinciali, limiterebbe l’utilizzo delle messe a disposizione sempre più inflazionato e non regolamentato, sostituendo l’attuale scelta delle dieci/venti scuole da parte degli aspiranti supplenti con le scuole della provincia e consentendo ai giovani laureati di inserirsi nelle graduatorie.

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Riorganizzazione presidi polizia

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

«All’esito dell’incontro di questa mattina, con il sottosegretario agli Interni, on. Nicola Molteni, relativo alla riorganizzazione dei presidi di polizia, siamo davvero soddisfatti. Ancora una volta il Governo dimostra azioni concrete per quanto riguarda la sicurezza: non chi saranno tagli e chiusure, ma solo investimenti e potenziamenti».
È il commento di Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia, a margine della riunione in cui è stato presentato il nuovo piano di rimodulazione dei presidi della Polizia di Stato nelle città metropolitane.
«Sono state interessate città ad alto rischio – prosegue Paoloni – e si parla di 42 nuovi distretti di polizia, 9 nuovi commissariati e 5 centri polifunzionali. Si tratta di un piano che andrà certamente approfondito con tutte le nostre strutture provinciali coinvolte, ma che rispetto al precedente progetto di taglio degli uffici di polizia, sembra andare verso una implementazione degli uffici e dell’offerta di sicurezza per tutti i cittadini».

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Dirigenti scolastici: Firmato il CCNL per gli 8 mila presidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Gli stipendi salgono a luglio a 4.826,13 euro, comprensivi di tabellare, Ivc e parte fissa della retribuzione di risultato. Tutti gli assunti dal 2016 prenderanno 11.046,34 euro di arretrati. Scompare definitivamente l’indennità di dirigenza al 50% dei collaboratori vicari, mentre la perequazione esterna parte a rilento: persi 21.597 euro che si potranno recuperare ricorrendo con Udir al giudice del lavoro. Marcello Pacifico (Udir): Ora siamo pronti a ricorrere anche al Tar contro il Miur per riallineare i Fun e ridistribuire altre 5 mila euro pro capite annui a partire dall’ultimo triennio grazie allo sblocco del salario accessorio.Certamente, dopo un decennio di blocco stipendiale, è ossigeno quello che respirano i dirigenti scolastici in servizio che si vedono lo stipendio tabellare salire da 41.968 euro annui del 2016 a 46.134,81 euro del 2019 e la retribuzione di posizione parte fissa da 3.168,68 euro a 12.365,11 euro per lo stesso periodo, a cui aggiungere fino a 46.134,81 euro di retribuzione di posizione, parte variabile, reggenze e retribuzione di risultato (rispetto a 34.195,86 euro precedenti).Ma resta l’amarezza per la firma di un accordo che ancora una volta discrimina i dirigenti della scuola dai dirigenti Afam e dell’università e della ricerca per lo stesso triennio 2016-2018, perché i presidi prenderanno, comunque 9.196 euro in meno per il 2016, per il 2017 e 6.205 euro in meno per il 2018. Per questo, Udir ha confermato al proprio ufficio legale la volontà già annunciata di impugnare l’articolo 39 del contratto appena firmato dalle altre organizzazioni sindacali. Se l’azione legale avrà successo al giudice del lavoro, i dd.ss. recupereranno altri 22 mila di arretrati.Ma la denuncia del sindacato non si ferma qui, perché dopo l’approvazione della legge 14/2019, il salario accessorio anche dei dirigenti per il triennio 2016/2019 dovrà essere sbloccato, e conseguentemente, riversata la Ria dei presidi andati in quiescenza dal 2012 ad oggi nel Fun. Ciò determina anche un conseguente aggiornamento del Cir firmato per il triennio 2016/2018 per un ammontare di circa ulteriori 5 mila euro a testa per anno. Per questa ragione Udir ha aggiornato il modello di diffida per ricorrere entro un mese al Tar Lazio e avere ragione della rideterminazione del FUN e ottenere le cifre mancanti.Giallo sulla valutazione dei dirigenti, invece, argomento che viene rimandato a uno specifico confronto, mentre i vicari sono abbandonati a loro stessi, perdendo definitivamente quella indennità al 50% di reggenza che fino a dieci anni fa ricevevano.Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, “è un accordo che nasce dalla protesta che il nostro giovane sindacato ha portato avanti fin dal sua fondazione, ma che non ci convince perché ancora è lunga la strada della perequazione tra le aree della dirigenza a parità di fascia di complessità.

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Dirigenti scolastici – Bussetti: “A settembre assumeremo i nuovi presidi”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

A proposito del Concorso DS annullato dal Tar, si è espresso il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che ha affermato: «A settembre assumeremo i nuovi presidi». Infatti, ha chiesto al Consiglio di Stato una sospensiva d’urgenza della sentenza, poiché “l’incompatibilità di tre commissari non può inficiare tutto”. Udir è d’accordo e ribadisce che è stato convocato in audizione il 10 luglio in Consiglio di Stato; infatti il sindacato ha chiesto la sospensione della sentenza di annullamento del concorso
Il ministro Marco Bussetti, intervenuto al Corriere delle Sera, ha dichiarato che farà “di tutto per assumerli, penso a quanto hanno lavorato e studiato per il concorso. Abbiamo presentato l’appello al Consiglio di Stato e chiesto anche la sospensiva di questa sentenza in via di urgenza. Se la nostra richiesta sarà accolta, procederemo ad approvare la graduatoria e ad assumere dal primo settembre i nuovi presidi nelle scuole”. A proposito delle irregolarità che hanno portato all’annullamento, ha affermato che “i commissari autocertificano che non hanno incompatibilità, poi gli uffici ministeriali controllano a campione. A nostro avviso i tre casi rilevati dal Tar non possono invalidare la procedura. Agli uffici Miur risulta che le due commissarie che secondo il Tar avrebbero fatto formazione nell’anno precedente in realtà non hanno svolto alcuna attività incompatibile secondo la disciplina vigente”. Per quanto riguarda la presenza di un sindaco poi, dice che “abbiamo controllato: dalle prime verifiche non risultano candidati residenti nel comune di Alvignano tra i partecipanti al concorso. Dunque verrebbe meno ogni possibilità anche teorica di aver inficiato i risultati”.Udir è d’accordo con le parole di Bussetti: intanto, ricorda, mercoledì 10 luglio il sindacato sarà convocato in audizione in Consiglio di Stato. Alle ore 12 infatti – RG n. 5742/2019 – si discuterà della sospensione degli effetti della pronuncia del Tar Lazio circa l’annullamento del concorso DS. L’avvocato Sergio Galleano, per conto dei ricorrenti iscritti al sindacato, ha notificato il ricorso e ha chiesto un decreto monocratico per sospendere gli effetti della pronuncia del Tar Lazio.Secondo il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, “questo concorso è stato pensato per risolvere molti problemi legati alla dirigenza scolastica, in primis quello della reggenza. Con l’annullamento della procedura concorsuale si andrà a peggiorare la situazione. Noi speriamo che non venga sconvolto l’anno scolastico per demeriti non ascrivibili ai tanti candidati che hanno superato la prova pre-selettiva. Abbiamo fatto di tutto per dare certezze alle famiglie e ai candidati. Siamo fiduciosi e confermiamo la Scuola Estiva a Tivoli, dal 12 al 14 luglio, affinché i DS siano pronti, dal 1° settembre, al nuovo ruolo”.

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Scuola Pensioni: beffa quota 100 per docenti, Ata e presidi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

Le notizie sull’anticipo pensionistico in via di approvazione provengono da uno degli esponenti maggiori del Ministero del Lavoro, il sottosegretario Claudio Durigon (Lega), il quale parla di “misura non strutturale” e riduzione del numero di lavoratori beneficiari inizialmente previsti. I ritardi per il via libera al decreto, inoltre, mal si conciliano con i tempi della scuola: avviare la macchina di quota 100 nel 2019 inoltrato equivale a dire che i lavoratori della scuola non potranno lasciare il servizio il prossimo mese di settembre, unica “finestra” possibile per chi lavora a scuola, ma solo alla fine dell’estate successiva. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sarebbe una beffa cosmica, perché mentre in Europa si continua ad andare via dalla scuola a 63 anni, senza penalizzazione, noi continuiamo a trattare i nostri insegnanti come dei ‘paria’. Come se non svolgessero una professione a rischio burnout e come se la categoria fosse tra le più giovani al mondo, anziché la più vecchia. Noi però non ci rassegniamo: nel ddl sulla Legge di Stabilità, abbiamo chiesto alle commissioni di competenza l’estensione del carattere gravoso per tutti i docenti e l’accesso alla pensione con i requisiti precedenti alla legge “Fornero”.

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Da Verona Pacifico chiede che sia versata la RIA nel Fun dei presidi andati in quiescenza dal 1 settembre 2012

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

Da Verona, dove si è tenuta la giornata di studio Udir, il presidente Marcello Pacifico sottolinea le criticità del momento storico che vuole i DS carichi di responsabilità e con una retribuzione non allineata al loro operato. Dunque, continua la battaglia di Udir, nato per tutelare la categoria dei dirigenti scolastici e dare loro il giusto riconoscimento. Infatti, dopo che negli ultimi mesi si è battuto affinché non venga firmato un contratto che mortificherebbe la categoria, ha predisposto una piattaforma per il rinnovo del CCNL 2016/18 in dieci punti. Inoltre il presidente del giovane sindacato, Marcello Pacifico, ha presentato una memoria all’XI Commissione del Senato commentando gli interventi da apportare attraverso il decreto Concretezza, collegato alla legge di Stabilità, il DDL S. 920. Infatti, “Articolo 3 e salario accessorio”, sull’adeguamento dei “fondi destinati al trattamento economico accessorio si valuta positivamente quanto previsto dalla norma che pone, finalmente, chiarezza rispetto al divieto prescritto dal decreto legislativo n. 75/17”. Ma “si chiede di applicarla anche per l’ormai trascorsa stagione contrattuale 2016/18 con una particolare attenzione alla ricostituzione del FUN dei dirigenti scolastici rispetto al versamento della RIA andati in pensione dal 1settembre 2015”.
Tra le richieste di Udir vi è quella di contemplare finalmente un equo riconoscimento della categoria che si vede aumentare responsabilità, senza ottenere in cambio quanto dovuto. Il giovane sindacato continua a mettersi a disposizione per quanto riguarda la ricerca di possibili soluzioni e, in attesa di vedere attuate le modifiche migliorative che ha largamente proposto, rammenta che è possibile ricorrere in tribunale per ottenere le cifre non corrisposte.

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Scuola – Miur autorizza 212 nuovi presidi ma ne recluta solo 59

Posted by fidest press agency su martedì, 4 settembre 2018

Udir, le reggenze sono il problema, non la risoluzione: quanto tempo bisogna che passi ancora per comprenderlo? Il Centro studi del giovane sindacato sta in questi giorni monitorando i siti degli Uffici scolastici regionali costantemente, al fine di poter aggiornare in real time i dati relativi alle reggenze assegnate in tutta Italia. La lista è purtroppo ricca e la situazione che si prospetta non è certamente delle più tranquille: le regioni con i numeri più alti sono la Lombardia (con 329 reggenze), il Veneto (259) e la Toscana (148). Inoltre, risultano essere 10 i dirigenti scolastici neoimmessi in Sicilia e 49 in Campania. Udir denuncia da moltissimi mesi il fenomeno negativo delle reggenze.Che fosse un evento in ascesa il giovane sindacato Udir lo aveva già capito molto tempo fa, quando ha anche fornito soluzioni tangibili ed economiche, purtroppo rimaste inascoltate. Guardiamo nel dettaglio il numero degli istituti per regione che andranno in reggenza, con la specifica di quelli che già sono stati assegnati: Abruzzo 28, Basilicata 24, Calabria 90, Campania 59 (2 già assegnati), Emilia 214 (assegnati), Friuli Venezia-Giulia 71 (assegnati), Lazio 151(assegnati), Liguria 62 (assegnati), Lombardia 329, Marche 58 (assegnati), Molise 11 (assegnati), Piemonte 201 (assegnati), Puglia 127 (assegnati), Sardegna 72 (assegnati), Sicilia 90 (mancano ancora delle province), Toscana 148 (assegnati), Umbria 32, Valle D’Aosta 7 (assegnati), Veneto 259 (assegnati) . Ma al problema c’è una logica soluzione? Certamente è necessario semplificare le procedure di selezione e formazione del nuovo concorso in atto e, inoltre, è necessario riaprire una procedura riservata ai ricorrenti del 2011, per evitare l’annullamento del corso riservato svoltosi nel 2015, quando si pronuncerà la Consulta in autunno sulla Buona Scuola. Bisogna infatti rimembrare che Udir ha ormai da un anno evidenziato il grave problema delle reggenze scolastiche; inoltre, con l’inizio dell’anno scolastico, a seguito dei pensionamenti volontari e d’ufficio, aveva già preannunciato che sarebbero state oltre 2 mila le scuole prive del loro capo d’istituto. Insomma, quella che doveva essere una situazione transitoria sta divenendo una bruttissima abitudine. Il sindacato ha più volte suggerito risoluzioni per ovviare a questo gravissimo problema, dichiarando pure la propria disponibilità ad appoggiare azioni in tal senso.Marcello Pacifico presidente nazionale Udir afferma come “questa situazione che andiamo osservando e che riguarda tutte le regioni italiane non farà che accrescere il caos nelle nostre scuole: noi abbiamo più volte proposto soluzioni a costo zero per ovviare almeno temporaneamente a questi disservizi annunciati. Come pretendere, infatti, una migliore prestazione se si svilisce il ruolo del dirigente scolastico che è già in molti casi impegnato a gestire più di 1500 alunni e 250 lavoratori tra docenti e Ata per una singola istituzione scolastica, con più plessi spesso distanti tra loro e in comuni diversi. Dove sono le promesse ascoltate in campagna elettorale? Come sindacato di categoria ci siamo messi e ci mettiamo a disposizione: i lavoratori della scuola e i discenti hanno bisogno di sentirsi tutelati e noi stiamo facendo il possibile. Ma ora attendiamo i fatti”.

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A settembre si riparte con 2mila scuole senza preside

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

Nel 2019 la situazione migliorerà, ha assicurato il Ministro, grazie al “nuovo concorso sui dirigenti scolastici, che si svolgerà nelle prossime settimane: oltre ad essere un’occasione di sviluppo di carriera per i docenti interessati a svolgere un nuovo ruolo, permetterà di riportare alla normalità i carichi di lavoro di quelli già in servizio”. Anche per l’Anief, ben venga la selezione per nuovi presidi, ma Bussetti ha dimenticato di dire che ci sono 500 dirigenti scolastici che rischiano il licenziamento per colpa di una norma sulla Buona Scuola che ha discriminato tanti colleghi docenti aspiranti allo stesso ruolo superiore: la Legge 107/15 potrebbe avere peccato di illegittimità nel prevedere una procedura riservata per il reclutamento rivolto ai soli ricorrenti del concorso 2004 o a quelli del 2011 se destinatari di un provvedimento di primo grado favorevole. A verificare questa ipotesi, che secondo l’Anief è verosimile, sarà la Corte Costituzionale il prossimo 20 novembre. Per questo motivo Anief chiede una modifica al Decreto Legge “Dignità”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Serve subito un corso-concorso per i ricorrenti 2011, proprio per non rischiare seriamente di travolgere la precedente procedura selettiva attraverso il prossimo parere della Consulta. In questo caso, coprire le 1.700 reggenze attuali, che supereranno quota 2mila a settembre a seguito dei pensionamenti e del mancato turn over, si rivelerà un’operazione inefficace, perché comunque rimarranno da coprire tanti posti che nel frattempo i giudici di rango superiore avranno di nuovo liberato. Noi abbiamo fatto di tutto per evitare che il contenzioso arrivasse alla Consulta, salvaguardando le immissioni in ruolo avvenute senza pregiudicare l’indizione del nuovo concorso, ma i nostri docenti ricorrenti hanno pieno diritto di ottenere una sessione di concorso a loro riservata. Se questo non si farà, ancora una volta la colpa sarà tutta di un’amministrazione centrale che non sa adeguare le norme alle richieste legittime di chi opera nella scuola.

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Scuola: A settembre oltre 2 mila istituti senza presidi

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

A seguito dei pensionamenti, volontari e d’ufficio, che si concretizzeranno in estate, saranno tantissimi gli istituti – uno ogni quattro – privi del loro capo d’istituto e che quindi andranno in reggenza. Quella che doveva essere una situazione transitoria ed eccezionale, con alcune scuole assegnate a presidi già titolare del loro istituto, sta diventando purtroppo la prassi. Aggravata dall’allestimento di un concorso elefantiaco, ancora da avviare, con troppi precari e neo-immessi in ruolo illegittimamente esclusi, che blocca anche qualsiasi tentativo di turn over. A fronte di questa situazione di assoluta emergenza, l’associazione sindacale Udir si è fatta promotrice di una proposta emendativa, attraverso la quale chiede di posticipare di dodici mesi i pensionamenti dei dirigenti scolastici destinati ad andare in pensione il prossimo 1° settembre: si tratterebbe di una facoltà, quindi su base volontaria, sicuramente utile per limitare i danni. Marcello Pacifico (presidente Udir): Considerando che le reggenze scolastiche, per ragioni oggettivamente intuibili, non garantiscono una funzionale organizzazione del servizio sia in termini di qualità, sia in termini di efficienza organizzativa, la permanenza volontaria in servizio al 31 agosto 2019 dei Dirigenti scolastici collocati in pensione dal 1° settembre 2018 garantirebbe pertanto continuità alle istituzioni scolastiche, con un successivo passaggio quasi naturale ai nuovi presidi vincitori di concorso da espletarsi il 1° settembre 2019. In questo modo si eviterebbe di aumentare il bacino delle reggenze che non veicolano di certo un’adeguata organizzazione del lavoro, didattica e formativa. Inoltre, sul piano finanziario, la proroga comporterebbe un risparmio per la finanza pubblica, considerando la mancata assegnazione delle reggenze e quindi delle diarie ad personam.

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Scuola – A settembre 2.500 istituti senza preside

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2018

Con l’uscita dal lavoro, volontaria e d’ufficio, che si concretizzerà in estate, anche per colpa di un concorso elefantiaco con precari e neo-immessi in ruolo illegittimamente esclusi, si stima che si sfioreranno le 2.500 reggenze. Per evitare che la situazione precipiti, lasciando le scuole nel caos, quelle in reggenze e quelle di assegnazione dei presidi reggenti, l’associazione sindacale Udir si è fatta promotrice di una proposta emendativa, attraverso la quale chiede di posticipare di dodici mesi i pensionamenti dei dirigenti scolastici destinati ad andare in pensione il prossimo 1° settembre. Si tratterebbe di una facoltà, quindi su base volontaria, molto utile per limitare i danni.Il giovane sindacato dei presidi, pertanto, chiede di integrare l’art. 1 della legge 114/2014 con l’aggiunta del comma 8: “Al fine di garantire l’efficienza e la qualità del sistema Istruzione e di limitare l’uso spropositato delle reggenze che non garantiscono un adeguato sistema formativo e didattico-pedagogico del servizio Istruzione, il personale Dirigente scolastico collocato d’ufficio in pensione dal 01.09.2018, a domanda volontaria è mantenuto in servizio fino al 31.08.2019, considerato che dal 01.09.2019 subentreranno in servizio i vincitori del Concorso dirigenziale in atto”.

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Scuola: Contratto presidi, riprende la trattativa

Posted by fidest press agency su martedì, 12 settembre 2017

Per il 14 settembre il Miur ha convocato le organizzazioni sindacali rappresentative. L’incontro tratterà le tematiche più rilevanti per la condizione professionale dei presidi: dalla necessità della perequazione retributiva interna ed esterna alla valutazione, dalle condizioni di lavoro sino allo scottante tema della sicurezza degli edifici scolastici. La data di convocazione non è casuale, perché giunge alla vigilia del Convegno nazionale Udir di Palermo, dove il 16 e 17 settembre parteciperanno oltre 200 dirigenti scolastici provenienti da tutta Italia. In entrambe le sedi, quindi, si affronteranno diversi punti cruciali per i dirigenti scolastici: dal reclutamento alla sicurezza, dalla valutazione alla retribuzione.
Marcello Pacifico (Confedir-Udir): Ancora una volta l’azione del nostro giovane sindacato sembra stimolare il confronto tra i governanti e le altre organizzazioni sindacali: un confronto che negli ultimi anni si era mostrato tutt’altro che produttivo per i capi d’istituto, ai quali sono stati affibbiati incarichi e responsabilità a dismisura in cambio di stipendi lontanissimi da quelli dei colleghi sia del pubblico sia del privato dove lo stipendio tabellare è pari al doppio. I temi di cui si parlerà a Palermo riguarderanno i capisaldi che Udir ha fatto propri dall’inizio della sua costituzione: la perequazione interna per recuperare la RIA agli assunti dal 2001-02 in poi, il ripristino delle risorse tagliate al Fondo Unico Nazionale dal 2011-12, i ricorsi per il recupero del TFR/TFS, per la trattenuta ENAM, il ricorso per lo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale.

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Scuola – Presidi: siamo al disastro

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 agosto 2017

scuola1Ne mancano 1.900 e vanno perse pure il 60% delle 259 assunzioni 2017. Anief fa ricorso per recuperare gli esclusi del concorso 2011. Oltre a qualche decina di aspiranti dirigenti scolastici, risultati idonei al termine dell’ultima selezione del 2015 ancora non assunti, l’amministrazione ha dato il via libera all’immissione in ruolo di appena 37 idonei della sessione concorsuale precedente: si arriverà a coprire non oltre 120 posti destinati alle immissioni in ruolo. Eppure, l’Ordinanza 3008/17 ha rimesso in Corte Costituzionale la Legge 107/15, sospendendo il relativo decreto ministeriale e dando soprattutto la possibilità ai ricorrenti che hanno contestato il DDG 13.07.11, grazie alla sentenza definitiva del 13 luglio 2015, a costituirsi, gratuitamente con Anief, in giudizio presso la Consulta per ottenere l’ammissione a un nuovo corso riservato. Proprio alla luce dei tantissimi posti vacanti, il giovane sindacato ha deciso di riaprire i termini del ricorso, peraltro gratuito per gli iscritti.Inoltre, il Miur non sembra voler tenere conto dell’alto numero di docenti che fungono da tempo da vicari, fiduciari e primi collaboratori. Per costoro, che hanno acquisito sul campo un’alta professionalità ed esperienza organizzativa e gestionale, avrebbe dovuto prevedere una sessione riservata, nell’ordine del 50 per cento dei posti messi a bando. Ma così non è stato. Anche su questo fronte, il sindacato si sta attivando.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Mentre il Miur continua a tenere fuori docenti aspiranti presidi, seppure con i requisiti adatti, una scuola italiana su quattro è ormai senza dirigente scolastico, i vicari operano senza esoneri, se non attraverso il potenziamento che però non offre alcuna garanzia di continuità e si seguita a ignorare i presidi incaricati da anni. Come se non bastasse, gli ultimi concorsi rimangono sotto la lente della Consulta per sanatorie parziali che non hanno chiuso il contenzioso. Nel frattempo, ignorando una sentenza del Tar Lazio, confermata in sede cautelare dal Consiglio di Stato, ottenuta dai legali Anief durante la precedente sessione che ha permesso a trecento docenti precari di partecipare alle prove, a tre di vincerle e di diventare presidi, non si comprende per quale ragione Miur e sindacati rappresentativi non abbiano permesso la partecipazione dei precari con cinque anni di servizio. La palese violazione della normativa comunitaria e della nostra giurisprudenza, pertanto, ha portato Anief a riproporre il ricorso proprio per favorire la loro presenza all’ormai imminente concorso a preside.

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Scuola: presidi in rivolta

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneHa fatto rumore la denuncia alla Ministra di oltre 400 dirigenti scolastici che hanno denunciato una «situazione ormai insostenibile», sia per la retribuzione «non proporzionale al nostro carico di lavoro e responsabilità», sia per le «inadeguate condizioni di sicurezza delle scuole», che «per «le continue molestie burocratiche». Perché, «sui dirigenti scolastici si invera il paradosso di essere i dirigenti meno retribuiti della pubblica amministrazione e quelli su cui grava il maggior carico di responsabilità, rischi e oneri lavorativi». Il giovane sindacato non può che condividere, punto per punto, la protesta degli oltre 400 dirigenti scolastici e il loro diniego a svolgere le operazioni di chiamata diretta dei docenti su ambiti territoriali. Sugli stipendi si prevede la beffa, altro che aumenti: la categoria rischia di perdere qualcosa come 350 euro mensili.Marcello Pacifico (Confedir-Udir): temi come quello degli stipendi ridicoli, dei carichi di lavoro sempre più insopportabili, della mancanza di supporto dell’amministrazione centrale, delle responsabilità oltre logica, a iniziare dalla sicurezza, per la quale occorre rivedere con celerità le regole, per non parlare delle molestie burocratiche e della stessa illegittima chiamata diretta, inconcepibile in un sistema d’istruzione pubblico, sono il pane quotidiano di chi è capo oggi delle nostre scuole, dirigendo anche 21 plessi e 3mila alunni contemporaneamente in cambio di indennità che non coprono nemmeno i costi per gli spostamenti.In mancanza di un Governo che sappia finalmente girare pagina, per il sindacato non rimane che la via del tribunale: Udir attraverso apposito ricorso intende recuperare tutti gli arretrati sinora non percepiti. Inoltre, il sindacato ha deciso di avviare ricorso al Tar Lazio anche per l’incremento del Fondo Unico nazionale. La giovane organizzazione sindacale, che opera a tutela dei dirigenti scolastici, è pronta anche a impugnare tutti i Contratti Integrativi Regionali che saranno sottoscritti. Aderisci al ricorso gratuito. Udir mette, infine, a disposizione specifici modelli di diffida, puntando al recupero di una serie di ‘voci’ e diritti sino a oggi negati: Recuperi Erariali, Trattenuta TFR/TFS, Trattenuta ENAM, Indennità di vacanza contrattuale, RIA, FUN.

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Forze dell’ordine: “Impensabile procedere alla chiusura dei presidi sul territorio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 giugno 2017

volanti-polizia-di-stato“L’ultimo sondaggio che vede ancora una volta le Forze dell’Ordine al primo posto nella classifica di gradimento delle Istituzioni da parte dei cittadini fornisce per l’ennesima volta una visione chiara e incontrovertibile di quali siano i sentimenti e i bisogni degli italiani. Una fiducia, la loro nei nostri confronti, dettata dal forte desiderio di sicurezza da una parte, e dalla concreta percezione della vicinanza di donne e uomini in divisa dall’altra, anche a fronte delle nuove minacce che aleggiano in questo momento storico. Il sempre vincente e attuale modello di Polizia di prossimità continua a dare i suoi ottimi frutti, non solo in termini di efficienza e di risultati operativi, ma anche e soprattutto di percezione della sicurezza da parte dei cittadini, e questo nonostante le carenze con cui ancora purtroppo facciamo i conti. Ecco allora che appare ancora più impensabile l’idea di procedere all’ulteriore taglio di presidi sul territorio, perché non c’è necessità di riduzione di spesa che valga la compressione del sacrosanto diritto della gente di vederci accanto a sé ogni giorno, in ogni angolo del Paese”.
Lo afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commentando i risultati dell’ultima ricerca che rivela come gli italiani pongano le Forze dell’Ordine al primo posto nella classifica di apprezzamento e fiducia nelle Istituzioni. “Per l’ennesima volta ribadiamo la nostra ferma opposizione ad ogni paventato ulteriore ridimensionamento di uffici e servizi sul territorio – conclude Pianese -, perché la sicurezza non può essere considerata un costo da abbattere, ma è un investimento irrinunciabile per uno Stato chiamato a fronteggiare sfide vecchie e nuove che necessitano di ogni ulteriore sforzo possibile in difesa della vita democratica e della legalità”.

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“Chi licenzia la legge sarà licenziato”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 Mag 2012

Hanno gridato in tanti a Roma sotto palazzo Madama, armati di pentole, mestoli e coperchi, per far arrivare un rumoroso NO alla controriforma del lavoro Monti-Fornero fino ai Senatori che stanno la esaminando in Commissione. Così l’USB a Roma, insieme ad altre forze sindacali conflittuali, ha inteso denunciare la gravità di un DdL che, se approvato, sancirà la libertà di licenziare, favorirà la precarietà, peggiorerà le condizioni di chi perde il lavoro senza garantire reddito a chi un lavoro non ha. “Non votatela!”, lo striscione che è stato portato dai manifestazione al centro di corso del Rinascimento bloccando il traffico davanti al Senato. Lo stesso appello sta arrivando da oggi nelle caselle di posta elettronica ed ai fax di tutti i Senatori, per la campagna di mailbombing che l’USB ha attivato sulla rete e nei posti di lavoro in occasione di questa giornata di protesta nazionale.
Molte infatti le iniziative di mobilitazione in tutta Italia: si è manifesto questa mattina a Genova, a Lodi e a Lecce, mentre intorno alle 17.00 partiranno i presidi di Torino, davanti alla sede Rai, via Verdi; Milano, piazza San Babila; Vicenza, davanti Equitalia, Porta San Bortolo, ore 17.30; Firenze, manifestazione in piazza dell’Unità, ore 17.30; Napoli, davanti sede della Regione Campania, via S.Lucia, ore 16.30; Catania, Prefettura, ore 17.00.

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Per parafarmacie necessari 7mila nuovi presidi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2012

Per garantire un servizio farmaceutico più capillare sarebbe necessario aprire almeno settemila nuovi presidi. A lanciare l’appello i rappresentanti delle parafarmacie e i farmacisti non titolari, che ieri sono stati ricevuti dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, per avviare il dibattito sugli interventi che il Governo intende portare avanti entro fine gennaio per una maggiore apertura alla concorrenza. All’incontro, nella sede del Dicastero, hanno partecipato rappresentanti del Movimento nazionale dei liberi farmacisti, dell’Associazione nazionale delle parafarmacie, della Federazione degli esercizi farmaceutici e del Forum farmacia non convenzionata, che hanno presentato al Ministro un pacchetto di proposte in tema di liberalizzazione. «Con un limite di una farmacia ogni 3.500 abitanti proposto da Federfarma» hanno spiegato le sigle «si aprirebbero poche centinaia di nuove sedi, di cui nessuna nelle città oltre 70 mila abitanti. Noi abbiamo proposto un limite di 2.500 abitanti, che permetterebbe l’apertura di oltre sette mila nuove sedi, anche nelle grandi città». Tra le altre proposte anche la riformulazione dei criteri di assegnazione delle farmacie e l’abolizione dell’ereditarietà della licenza: «Il principio è dare soluzione alle esigenze dei cittadini aumentando i punti vendita dei farmaci, soprattutto nelle località più in sofferenza, e diminuendo i costi per la popolazione». D’altra parte, ricordano, «con una completa liberalizzazione dei farmaci di fascia C, come quella prevista dalla prima versione del decreto Monti, i cittadini otterrebbero circa 120 milioni di risparmi l’anno». Complessivamente c’è soddisfazione per l’incontro: «Il ministro ha espresso una grande sensibilità».(fonte farmacista33)

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Presidio a Palazzo Chigi

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2011

Roma 10/8/2011 ore 16,30 Palazzo Chigi. “Noi non ci facciamo rappresentare dai banchieri e dai padroni. Non accettiamo che siano proprio coloro che la crisi l’hanno provocata a discutere del nostro futuro e a decidere come affrontare la crisi; per questo diamo appuntamento a tutte e a tutti sotto Palazzo Chigi mercoledì per contestare l’incontro tra Sacconi e la “strana/santa alleanza” fatta da Banchieri, padroni e sindacati complici” Pierpaolo Leonardi dell’Esecutivo nazionale USB attacca duramente il Governo e le parti sociali: “la crisi è il prodotto della finanziarizzazione dell’economia che in questi ultimi venti anni ha permesso enormi profitti alle banche e agli speculatori finanziari che per di più sono stati strasovvenzionati dallo Stato che è intervenuto con valanghe di milioni di euro a ripianare i loro deficit aumentando così il debito pubblico che oggi vogliono far pagare ai lavoratori e alle famiglie. L’anticipo della manovra al 2012 produrrà inevitabilmente una catastrofe per i lavoratori che si troveranno a dover pagare ancora di più per restituire gli enormi interessi sui prestiti che la BCE si appresta a fare in cambio dell’anticipazione della manovra”.

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Parrocchie romane: presidi sociali

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

«Le parrocchie, oltre ad essere un punto di riferimento spirituale, hanno assunto nella nostra città, soprattutto in periferia, un ruolo insostituibile di presidi sociali, soprattutto come punto di riferimento delle famiglie in difficoltà. Per questo con l’inaugurazione della parrocchia di San Corbiniano alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI, prosegue il nostro lavoro per donare un volto più umano ed accogliente ai nostri quartieri». È quanto dichiara il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, in merito all’inaugurazione della Parrocchia di San Corbiniano all’Infernetto che si è tenuta questa mattina alla presenza del Santo Padre, Benedetto XVI. «Roma Capitale – prosegue il Sindaco – ha già assegnato tre aree a servizi pubblici al Vicariato per la realizzazione di nuove parrocchie e più precisamente a Ponte di Nona, dove verrà realizzata quella dedicata alla beata Teresa di Calcutta, a Monte Spaccato, dov’è prevista quella dedicata a San Giovanni Nepomuceno Neumann, e quella di Osteria del Curato». «Inoltre – conclude Alemanno – stiamo lavorando con gli uffici della diocesi di Roma per il perfezionamento della cessione di altre due aree a servizi pubblici a Palmarola, dove verrà realizzata la parrocchia di S. Brigida, e alla Cecchignola per la parrocchia di S. Anselmo. A questo va aggiunto che gli uffici capitolini stanno perfezionando anche gli accordi con la diocesi di Porto e Santa Rufina per la cessione di aree a servizi pubblici per la realizzazione di nuove parrocchie nell’area nord di Roma».

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Fofi replica: le farmacie sono presidi non negozi

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

«Ci sembra che il Garante si sia soffermato su un singolo punto di un singolo disegno di legge per la riforma del servizio farmaceutico italiano, cioè la limitazione all’apertura delle parafarmacie contenuta nel Ddl 2097. In realtà alla XII Commissione sono all’esame numerose proposte, nelle quali rientrano anche misure che vanno nella direzione auspicata dalla stessa Agcom. In ogni caso, però, questo aspetto ha poco a che vedere con la pianta organica delle farmacie propriamente dette, che sono un presidio del servizio sanitario e non un esercizio commerciale, e ancora più lo sono con l’approvazione della legge 69/2009 sulla farmacia dei servizi». Questa la replica di Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani al parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato che censura eventuali limitazioni all’apertura delle parafarmacie. Secondo l’Agcom, «la limitazione numerica delle parafarmacie in ciascun Comune, sulla base di criteri demografici, si andrebbe ad aggiungere alle restrizioni derivanti dalla pianta organica previste per le farmacie, già oggetto di precedenti segnalazioni dell’Autorità, condizionando la dinamica concorrenziale in un settore dove il numero di farmacie presenti è spesso inadeguato a soddisfare le esigenze della domanda». Per la Federazione degli Ordini si tratta di un’argomentazione infondata: «innanzitutto l’istituto della pianta organica ha superato il vaglio della Corte di Giustizia Europea, che l’ha ritenuto non in contrasto con il principio della libertà di stabilimento proprio perché finalizzato a garantire il massimo accesso al farmaco a tutta la popolazione ed elevati standard qualitativi» prosegue Andrea Mandelli. La Federazione degli Ordini dei Farmacisti invita a considerare infine un altro principio cardine anch’esso ribadito dalla Corte di Giustizia Europea: il farmaco non è una merce, ma un bene cui si ricorre soltanto se serve e quando serve e la sua dispensazione non può essere regolata dalla mera logica di mercato. (fonte farmacista33)

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