Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 231

Posts Tagged ‘presidi’

Scuola: Presidi Andis, stop a sedi in reggenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2022

“L’Associazione Nazionale Dirigenti Scolatici esprime viva soddisfazione per l’approvazione in Senato del maxiemendamento alla legge di conversione del DL 36/2022, in particolare per il punto in cui prevede di rendere disponibili le sedi di istituzioni scolastiche per la mobilità regionale e interregionale e per il conferimento di nuovi incarichi”. Ad affermarlo in una nota è Paola Bortoletto, presidente nazionale Andis. L’ANDIS più volte si è espressa sulla necessità di dare piena attuazione alle previsioni della legge 30 dicembre 2020, n. 178. Il nostro Congresso nazionale di maggio aveva approvato all’unanimità una specifica mozione con la quale chiedeva al Legislatore di far salva “la ratio e l’espressa previsione della norma, ovvero quella di assicurare fino all’anno scolastico 2023/2024 un Dirigente Scolastico ed un DSGA titolare a tutte le scuole con almeno 500 alunni (300 per i comuni montani e le piccole isole)”. “Con la norma introdotta nel maxiemendamento, dal prossimo 1° settembre ben 469 istituzioni scolastiche potrebbero finalmente vedersi assegnato un Dirigente Scolastico titolare, che potrebbe gestire, organizzare e presidiare direttamente e quotidianamente le attività istituzionali e garantire così l’effettivo perseguimento del successo formativo degli studenti”. “Solo in questo modo si potrebbe scongiurare per il prossimo anno l’aumento del numero di sedi scolastiche assegnate in reggenza. Confidiamo che con il passaggio del testo all’esame della Camera, il 29 giugno prossimo si possa finalmente concludere l’iter di approvazione della norma. Ne guadagnerà la scuola, ne gioveranno gli studenti, i docenti e il personale ATA”.

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Scuola: Presidi Andis a ministro Bianchi, bene formazione e reclutamento nel Pnrr

Posted by fidest press agency su martedì, 26 aprile 2022

“Strategica la mossa del Ministro Bianchi di inserire nel Decreto Legge sul PNRR le misure relative al reclutamento e alla formazione iniziale e in servizio degli insegnanti, al fine di rispettare la scadenza del 2022 prevista nel Piano di Ripresa e Resilienza per l’approvazione delle riforme del sistema di istruzione”. Così in una nota Paolino Marotta, presidente dell’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici. “Per anni l’Andis ha chiesto che la formazione iniziale dei docenti potesse contare su un più forte coinvolgimento delle Università e su un più efficace collegamento con le istituzioni scolastiche. Siamo favorevoli, pertanto, alla previsione di un percorso universitario abilitante (60 CFU/CFA) per l’accesso all’insegnamento nelle scuole secondarie”. “Condivisibile la proposta di un concorso pubblico con cadenza annuale per il reclutamento dei docenti. Solo in questo modo si potrà evitare l’allargamento del precariato”. “Riguardo alla formazione in servizio dei docenti, l’Andis ha sempre sostenuto che tale attività debba uscire dalla sfera della facoltatività e dell’occasionalità. Siamo favorevoli, quindi, alla istituzione di un sistema di formazione continua e strutturata del personale scolastico, anche se attendiamo di conoscere il disegno di legge per l’istituzione della Scuola di Alta Formazione. Ci aspettiamo che in tale occasione si confermi il ruolo già riconosciuto alle Associazioni e agli Enti accreditati per la formazione dei docenti. Se invitati, daremo il nostro contributo in sede di audizione parlamentare”. “Certamente un piano nazionale di formazione del personale docente, dirigente e Ata dovrà prevedere anche un controllo sulla reale ricaduta di questa formazione nel tessuto professionale della scuola. Non potrà ridursi alla semplice frequenza di moduli formativi a distanza, senza che questi siano stati validati attraverso azioni di controllo e di feedback sugli apprendimenti realmente acquisiti”. “E’ chiaro che si tratta in ogni modo di una proposta per il superamento del nodo dell’obbligatorietà della formazione in servizio prevista dalla legge 107/2015. L’ipotesi fatta circolare ieri sulla possibilità che la frequenza dei moduli formativi sia facoltativa e che comporti vantaggi sul trattamento economico del personale è tutta da verificare; di certo non affronta il tema dell’equivoca formulazione contrattuale del diritto-dovere della formazione in servizio. L’Andis sostiene, invece, che la formazione continua e strutturata del personale scolastico sia una condizione imprescindibile per il miglioramento della qualità del sistema di istruzione e formazione”. (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici)

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Scuola /Presidi Andis scrivono a Draghi: ad oggi impossibile garantire le misure previste dal Dl 1/2022

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2022

“Preso atto – si legge nella missiva – che il monitoraggio settimanale pubblicato ieri da I.S.S./Min. Salute documenta un ulteriore aggravamento della curva pandemica, con il raddoppio dell’indice di trasmissibilità RT e con un consistente aumento del tasso di occupazione delle terapie intensive; che si preannuncia per i prossimi giorni il passaggio di ben 10 regioni/province autonome nella fascia ad alto rischio; che il Comitato Tecnico Scientifico non si è espresso né ha pubblicato proiezioni circa un possibile incremento del contagio in conseguenza della riapertura delle scuole dopo le festività natalizie; che le Aziende sanitarie hanno dimostrato nelle ultime settimane di essere in affanno nell’assolvere i compiti di testing e di contact tracing dei contagi nelle scuole; che le famiglie degli alunni in autosorveglianza o in quarantena manifestano oggettive difficoltà ad acquisire le certificazioni necessarie per il rientro a scuola dei figli, l’Andis chiede al Governo di considerare che ad oggi non ci sono tutte le condizioni per rendere operative in tutto il territorio nazionale le misure previste dal D.L. n.1/2022”. “Molte Regioni di fatto non sono più in condizione di garantire il testing e il tracciamento dei contagi; non sono state implementate nuove e più efficaci iniziative per incentivare la vaccinazione dei bambini in età 5-11 anni; le istituzioni scolastiche non sono in condizione di riorganizzare tout court il servizio scolastico (verifica positività – riorganizzazione del tempo scuola – gestione del servizio mensa – sostituzione personale assente a vario titolo, attivazione DAD, ecc.) dal momento che non conoscono in tempo reale i dati relativi a contagi/contatti/vaccinazioni del personale e degli studenti; non è stata avviata la fornitura alle scuole di mascherine FFp2, per i quantitativi che si renderanno necessari”.

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Scuola: Cresce in modo costante la mole di lavoro sulle spalle dei presidi italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 9 novembre 2021

E anche il carico delle responsabilità. “Abbiamo più di 50mila edifici, di cui 8mila sede di presidenza, ma il tema della sicurezza – ha detto Pacifico, durante un’intervista all’agenzia Teleborsa – ancora oggi è ambiguo perché i dirigenti scolastici non hanno il potere di spesa, però sono responsabili di quello che avviene al tempo del Covid”. Di ciò “noi ci facciamo carico e lo denunciamo”, ha detto ancora il sindacalista, anticipando “parleremo di queste linee guida nel convegno di lunedì 8 novembre, che si svolgerà a distanza alle ore 17, dove ci saranno gli esperti del settore per discutere l’impatto di queste nuove decisioni sulla dirigenza scolastica e sulla vita scolastica”.Il presidente dell’Udir si è quindi soffermato sul dato che “bisogna sempre ricordare che i dirigenti scolastici, purtroppo, ancora oggi, per via dell’ultimo contratto firmato, continuano ad avere la metà dello stipendio rispetto ai dirigenti di seconda fascia della pubblica amministrazione, che spesso non hanno neanche lo stesso numero di dipendenti e non hanno queste responsabilità, che non sono solo civili ed amministrative, ma anche penali. Per questo – ha concluso Pacifico – il sindacato Udir, insieme a Confedir, ha chiesto con forza un emendamento all’ultimo decreto lavoro per dare delle tutele anche ai dirigenti scolastici in tema di sicurezza”.

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Scuola, il 6 maggio sciopero e presidi USB

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2021

Il 6 maggio USB Scuola sciopera. Tra le motivazioni, l’assenza nel piano del Governo degli investimenti necessari alle assunzioni e alla stabilizzazione del personale precario, sia docente che ATA. Il piano del Governo prevede infatti meno di un miliardo per le assunzioni, mentre ne occorrono almeno 7 considerando le reali necessità delle scuole. Per l’anno scolastico 2021/22 si stimano ancora più di 200.000 docenti che verranno assunti a tempo determinato e una carenza di almeno 30.000 unità ATA tra collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e assistenti tecnici. La prevista conferma del cosiddetto “organico Covid” non è che una pezza che andrà a creare nuove fasce di precariato invece di fornire alle scuole un organico adeguato per affrontare i prossimi anni in reale sicurezza. USB Scuola sarà in presidio a Roma, al MIUR dalle 10. Presidi si terranno anche a Milano e Torino.

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Scuola: Mobilità dei presidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

A seguito dell’audizione del giovane sindacato Udir in Senato, sono 3 le proposte emendative all’articolo 31 del Dl Sostegni (A.S.2144) che cambiano i vincoli attuali, estendendo fino al 70 ( 3.1.43) o addirittura al 100% il limite dei posti sulle sedi vacanti e disponibili utili per i trasferimenti dei dirigenti scolastici, ed eliminano i blocchi per i neo assunti dell’ultimo concorso (31.31, 31.23) a dispetto dell’emergenza epidemiologica che ha portato un preside su otto a manifestare il proprio diritto alla famiglia senza che venga sacrificato quello al lavoro.Sono misure che vengono adottate al fine di assicurare il regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche e l’efficace gestione delle problematiche conseguenti all’emergenza sanitaria da Covid-19.Udir fa un plauso, convinto che il dialogo con le istituzioni sia alla base di una nuova scuola, capace di saper ascoltare e abbracciare le esigenze e le priorità di tutto il personale scolastico. Infatti, solo pochi giorni fa, una delegazione del sindacato Udir è intervenuta in V e VI commissione del Senato per discutere di alcune proposte emendative al decreto Sostegni. Tra gli emendamenti segnalati particolare importanza era stata data a quelli relativi alla richiesta di uno scudo penale per i presidi rispetto all’apertura delle scuole al tempo del Covid-19, la messa a regime della norma approvata in Legge di Bilancio che ha permesso di recuperare circa 400 sedi di presidenza e ancora la richiesta di una mobilità straordinaria su tutte le sedi vacanti senza alcun vincolo per i neo-assunti per il prossimo anno scolastico, a sostegno di chi ha lavorato durante la pandemia lontano da casa.

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Scuola: I presidi del Lazio raccomandano la doppia mascherina

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

È notizia dei giorni scorsi che l’associazione presidi del Lazio ha invitato i Dirigenti Scolastici a raccomandare l’uso della doppia mascherina per studenti e docenti, anche alla luce della “scarsa qualità di alcune finiture di DPI (dispositivi di protezione individuale) messe a disposizione della struttura commissariale dell’emergenza”, si legge nel comunicato.È dunque evidente che i Dirigenti Scolastici sono pienamente consapevoli della situazione per nulla sicura in cui si trovano i lavoratori della scuola e gli studenti, situazione che USB, insieme a Rete Iside ONLUS e agli studenti di OSA, denuncia dall’inizio dell’anno scolastico.Sulle mascherine di scarsa qualità, prodotte da FCA, dopo aver chiesto conto all’IIS della scarsa vestibilità dei primi lotti, abbiamo sporto denuncia alla Procura della Repubblica di Roma e alla Procura regionale del Lazio presso la Corte dei Conti, avendone riscontrato la non rispondenza ai parametri stabiliti dal Dpcm 17 marzo 2020 n.18 in relazione al “potere filtrante”, sulla base delle analisi di Archa srl (società accreditata da Accredia, ente designato dal governo italiano ad attestare competenza, indipendenza e imparzialità dei laboratori che verificano la conformità di beni e servizi alle norme). Le analisi dicono infatti che le mascherine pediatriche hanno un potere filtrante dell’83-86% (invece del 98% previsto dalla norma), mentre quelle per adulti un potere filtrante dell’89-90% (invece del 98%).A questo punto, vista l’iniziativa dei Dirigenti Scolastici del Lazio, chiediamo ai Dirigenti Scolastici di tutta Italia, su cui da un anno viene scaricata la totale responsabilità della gestione della difficile situazione creata dalla pandemia, a fronte della scarsità di risorse loro assegnate e della mancanza di una reale pianificazione nazionale da parte del MIUR, di farsi parte attiva e fare pressione sul Ministero, perché le mascherine fornite alle scuole – ricordiamo che quelle di FCA Itali sono ben11 milioni di mascherine al giorno, il 70% del fabbisogno delle scuole italiane – siano adeguate al rischio per la salute che studenti e lavoratori effettivamente corrono. Che facciano questa richiesta direttamente al neoinsediato ministro Bianchi.In questo senso ribadiamo, come facciamo ormai da settembre, che la richiesta deve essere quella di mascherine FFP2 per tutti, visto l’elevato numero di ore quotidiane che le comunità scolastiche trascorrono insieme. I Dirigenti Scolastici sono stati lasciati soli dal Ministero e su di loro cade la responsabilità civile e penale della salute e della sicurezza dei lavoratori e degli studenti. Si facciano per questo parte in causa e pretendano quella sicurezza che sappiamo tutti bene non ci è garantita da ormai un anno!

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Ritorno a scuola, il Ministero scrive ai presidi: collaborate con Prefetti e Regioni

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Dal ministero, a firma del capo dipartimento Max Bruschi, si spiega che in vista del 7 gennaio occorre “modulare il piano di lavoro del personale ATA, gli orari delle attività didattiche per docenti e studenti, nonché degli uffici amministrativi, tenendo conto della frequenza a scuola del 75 per cento della popolazione scolastica. Resta inteso che il predetto limite può essere variamente modulato (anche per classi, classi parallele, indirizzi), in considerazione delle esigenze delle istituzioni scolastiche finalizzate a garantire un ottimale svolgimento del servizio e con riferimento alle necessità di garantire le condizioni di sicurezza”. A proposito del cosiddetto ‘organico Covid’, il capo dipartimento ha ricordato che “non si tratta di un peraltro inesistente “organico di potenziamento”, ma di risorse di personale destinate, per quanto riguarda i docenti, a garantire una migliore gestione dei gruppi classe, al fine di ottimizzarne la numerosità e, per quanto riguarda il personale ATA, volta ad attuare le attività necessarie alla garanzia del diritto allo studio nonché alla sicurezza e all’igiene degli ambienti. Il continuo mutamento della situazione ha richiesto alla dirigenza scolastica di operare con la necessaria flessibilità. Tuttavia, al predetto personale docente, va garantito un orario di servizio il più possibile stabile nonché, al pari dell’organico dell’autonomia, l’assegnazione prioritaria alle classi su orario curricolare”.

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Legge di bilancio: misure necessarie per i presidi

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

Sono ancora a lavoro le Commissioni della Camera che stanno valutando gli emendamenti al Disegno di Legge di Bilancio 2021. Tante le proposte emendative. Intanto è di nuovo al vaglio l’emendamento Udir che prevede uno scudo penale per i presidi: la norma si pone l’obiettivo di ascrivere la responsabilità penale e civile del datore di lavoro nell’infortunio da contagio Covid-19 di un dipendente e, nel caso delle Istituzioni scolastiche degli alunni, solo in caso di violazione degli obblighi di legge. Il dirigente scolastico, ai sensi della normativa vigente, è datore di lavoro, tuttavia lo stesso non ha poteri di spesa ed esercita le sue funzioni adempiendo ai doveri che gli vengono imposti dal Ministero dell’Istruzione nella fase di avvio e svolgimento del nuovo anno scolastico in situazione di emergenza sanitaria ancora in atto.La Camera continua a esaminare glie emendamenti al Disegno di Legge di Bilancio; infatti, il sindacato, con la presentazione alla V Commissione delle sue proposte emendative, vuole apportare miglioramenti al testo per quanto riguarda il settore dell’istruzione, con misure dedicate ai dirigenti scolastici. Tra gli emendamenti presentati, l’esonero dalla riforma Fornero per il personale della dirigenza scolastica, il salario minimo garantito nei rinnovi contrattuali. Per quanto concerne il capitolo sanità: richiesto l’obbligo di termo scanner per la rilevazione della temperatura all’ingresso delle Istituzioni scolastiche e lo sblocco della mobilità interregionale e mobilità straordinaria per i dirigenti scolastici. Per scuola, università e ricerca, il sindacato ha previsto l’attivazione di una indennità Covid-19 in favore dei dirigenti scolastici, la revisione della disciplina sulla responsabilità dei dirigenti scolastici in tema di sicurezza, la responsabilità dei dirigenti scolastici sulla sicurezza a scuola per l’anno scolastico 2020/2021. Misure anche su autonomia scolastica e dimensionamento. Per quanto concerne il salario e la retribuzione dei dd.ss.: salario accessorio dirigenti scolastici, corresponsione della RIA dei dirigenti in quiescenza dal 31 agosto 2012; salario accessorio dirigenti scolastici, corresponsione della RIA dei dirigenti in quiescenza dal 31 agosto 2015; perequazione interna ed esterna dello stipendio tabellare. Richiesto l’esonero dall’obbligo della presenza quotidiana nella sede di servizio, oltre al reclutamento degli idonei del concorso a dirigente scolastico di Trento e Bolzano. Proposte anche per la valutazione dei dirigenti scolastici.

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Scuola. Decreto “agostano”: dichiarati ammissibili gli emendamenti per la responsabilità e la mobilità dei presidi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Richiesti da Udir per tutelare il lavoro dei dirigenti scolastici, ora la parola passa al voto della V Commissione del Senato dove si vaglierà la norma per gli idonei del concorso dirigenti Trento e Bolzano. Vedi testo emendamenti. All’esame della V commissione Bilancio al Senato in attesa del voto gli emendamenti al decreto “agostano” Disegno di Legge n. 1925 Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104. Marcello Pacifico, Presidente nazionale Udir, ha affermato che “con tali emendamenti si salvaguarda la figura del dirigente scolastico e il sereno svolgimento dell’anno scolastico, così come la mobilità dei Dirigenti che permetterebbe a chi lavora lontano dalla propria Regione di poter ricongiungersi coi propri cari, eliminando il fastidioso fenomeno delle reggenze ancora numerose in questo anno scolastico 2020/2021. Per quanto riguarda la responsabilità dei dirigenti scolastici sull’avvio in sicurezza dell’anno scolastico 2020/2021, si chiede con l’emendamento 32.0.17 che i dirigenti scolastici, ottemperando a tutte le prescrizioni previste dalle linee guida ‘Piano scuola 2020/2021’, non sono punibili penalmente ai sensi dell’articolo 51 del C.P. in quanto l’operato degli stessi deve intendersi come adempimento di un dovere impartito da una norma giuridica e/o organo superiore.La norma si pone l’obiettivo di ascrivere la responsabilità penale e civile del datore di lavoro nell’infortunio da contagio Covid19 di un dipendente e, nel caso delle istituzioni scolastiche, degli alunni, solo in caso di violazione degli obblighi di legge. Per quanto concerne misure urgenti per la mobilità straordinaria dei dirigenti scolastici, si chiede con gli emendamenti 32.0.18 e 33.0.4 che “I dirigenti scolastici, assunti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e che superano l’anno di prova, sono tenuti a permanere nella regione di assegnazione per un periodo non superiore a 3 anni. A domanda, ogni anno, vengono conferiti incarichi dirigenziali a Dirigenti Scolastici provenienti da altre regioni per il 30% complessivo dei posti vacanti annualmente. Per la mobilità, i dirigenti scolastici immessi in ruolo nell’anno scolastico 2019/2020, a seguito del concorso bandito nel 2017, nonché quelli in ruolo da anni e assegnati fuori della propria regione, possono presentare domanda di trasferimento sul 100% dei posti vacanti e disponibili, nel rispetto della graduatoria di merito con particolare riguardo anche all’anzianità di servizio maturata nel ruolo di dirigente e alla modalità di assunzione attraverso il concorso nazionale, prima delle nuove immissioni in ruolo.Infine con l’emendamento 32.0.9 si chiede di ammettere i candidati che hanno superato le prove scritte e orali dei concorsi per l’ammissione al corso di formazione per dirigenti scolastici nelle Province Autonome di Trento e Bolzano ma che non vi sono stati ammessi perché non collocati in posizione utile nelle relative graduatorie. La nomina di tali candidati avverrà successivamente all’assunzione degli idonei del concorso a dirigente scolastico indetto con decreto del Direttore generale del Ministero dell’università, dell’istruzione e della ricerca n.1259 del 23 novembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale n. 90 del 24 novembre 2017, nel territorio nazionale e nel limite dei posti annualmente vacanti e disponibili.

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Scuole senza aule? Allarme dei presidi

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

“Il governo ascolti l’allarme lanciato oggi dall’Associazione Nazionale Presidi che a gran voce ha reclamato più aule per il nuovo anno scolastico. Fratelli d’Italia che è sempre stata fortemente critica verso la politica del ministro Azzolina, condivide e sostiene la presa di posizione dei dirigenti che hanno denunciato l’assenza di oltre 40mila classi, con circa 1 milione e 200mila studenti che saranno obbligati a seguire le lezioni in esterna. Palestre, teatri, cinema o all’aperto, sono barzellette scadute: la verità che a viale Trastevere l’immobilismo e l’incertezza regnano sovrani. Continuano gli slogan su arredi moderni in arrivo nelle scuole, ma la realtà è ben diversa da quella che viene raccontata”. Lo affermano i deputati di Fratelli d’Italia Carmela Ella Bucalo e Paola Frassinetti, rispettivamente responsabile Scuola del dipartimento Istruzione di Fdi e vicepresidente commissione Cultura.

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Dirigenti scolastici: I presidi chiedono più organici per la riapertura di settembre

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

I dd.ss. sono preoccupati in vista della riapertura della scuola a settembre: richiedono più insegnanti e bidelli, perché altrimenti gli istituti saranno dimezzati. Udir accoglie le preoccupazioni dei presidi e afferma che bisogna ascoltarli. Marcello Pacifico (Udir): I dirigenti scolastici hanno ragione da vendere: se si vuole ripartire in sicurezza, bisogna prevedere la riapertura delle strutture scolastiche che sono state dismesse, così da attivare il giusto distanziamento; necessario anche ampliare l’organico, sia per Ata che per docentiCome riporta la stampa nazionale, i presidi sono preoccupati in visione della riapertura della scuola a settembre: la loro richiesta è quella di avete “più insegnanti e bidelli”, perché altrimenti gli istituti saranno dimezzati. Infatti, sempre nell’intervento di La Repubblica, una preside di un istituto comprensivo infanzia, primaria e medie inferiori, “dice che così stando le cose — il numero invariato di docenti e bidelli per ogni scuola, intende — a settembre la sezione 3-6 anni non riapre. Molte madri ce l’hanno detto, se il distanziamento sociale non è sicuro terranno i figli dai nonni”.
Udir accoglie le preoccupazioni dei dirigenti scolastici e afferma che, per far ripartire al meglio la scuola il prossimo anno scolastico, bisogna ascoltare le richieste dei capi d’istituto. Attraverso molti emendamenti infatti, sia al Decreto Scuola che al Decreto Rilancio, il sindacato ha pensato a delle misure in grado di ampliare l’organico, aumentare il numero dei plessi attivi, evitare che ci si ritrovi col problema delle classi pollaio in un momento storico, come quello che stiamo vivendo, in cui il distanziamento deve essere la parola chiave.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, ha affermato che “i dirigenti scolastici hanno ragione da vendere: se si vuole ripartire in sicurezza, bisogna prevedere la riapertura delle strutture scolastiche che, negli ultimi dieci anni, sono state dismesse, così da attivare il giusto distanziamento sociale, con classi di massimo 15/18 alunni. Ovviamente bisogna anche ampliare l’organico, sia per Ata che per docenti, che rientra nella misura di abbattimento delle classi pollaio. Lo abbiamo chiesto a gran voce attraverso i nostri emendamenti, lo abbiamo richiesto a Villa Panphili lunedì al premier Giuseppe Conte. Crediamo che l’Italia debba ripartire più forte di prima, ma con le dovute precauzioni, perché salute e istruzione sono due diritti fondamentali a cui nessuno deve rinunciare”.

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Udir chiede che venga data priorità ai trasferimenti dei presidi assunti fuori dalla loro regione

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

L’emendamento al Decreto Legge 8 aprile 2020, n. 22, proposto dal sindacato dei presidi UDIR si pone l’obiettivo di sbloccare la grave situazione di disagio cui sono soggetti numerosi dirigenti scolastici nominati fuori regione e di evitare l’ulteriore stallo della mobilità interregionale dei vincitori del concorso 2017, nonché i dirigenti scolastici in ruolo da anni assegnati fuori della propria regione, al fine di facilitarne il rientro a fronte di nuovi posti resi vacantiMarcello Pacifico (presidente nazionale Udir): “Chiediamo alla politica di farsi carico del disagio dei tanti dd.ss. assunti fuori dalla loro regione e che vivono difficoltà esistenziali ed economiche derivanti dalla loro attuale condizione, con l’aggravante di non avere alcuna prospettiva di un rientro a casa in tempi ragionevoli. Le norme sulla mobilità sono necessarie rispetto al contratto firmato dalle sigle sindacali, perché rispondono a una esigenza straordinaria che ha visto limitata la libertà personale e l’assunzione su graduatoria nazionale di migliaia di nuovi presidi, spesso lontani da casa e limitati negli spostamenti a causa del Covid-19”. Al Senato: il ds Vito Lo Scrudato, presidente regionale della Sicilia, ha illustrato le dieci proposte di modifica. Oltre alla proposta di sbloccare la grave situazione di disagio cui sono soggetti numerosi dirigenti scolastici nominati fuori regione, gli altri nove emendamenti proposti riguardano esigenze sorte in questo stato di emergenza sanitaria, in particolare la didattica a distanza e la volontà di riaffermare il ruolo, il significato e la piena praticabilità dell’autonomia scolastica.

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Scuola: I presidi a caccia di supplenti tutto l’anno

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

La scuola è al giro di boa, il secondo quadrimestre sta per iniziare, ma i dirigenti scolastici sono ancora sprovvisti di insegnanti nei loro Consigli di Classe, soprattutto in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Piemonte. Richiestissimi dai dirigenti sono i supplenti di sostegno, quelli curricolari di matematica per le medie e i docenti di lingue; ma siccome non ci sono più candidati ufficiali, si allarga il ricorso alle convocazioni tramite le Mad e gli annunci sui social. Intanto, il Governo ha cercato di tamponare la situazione in vista del prossimo anno, quando – a seguito dei pensionamenti, del mancato turn over, dei concorsi a rilento e della pessima organizzazione delle graduatorie – le supplenze annuali potrebbero arriveranno al record storico di 250 mila: in occasione del prossimo rinnovo delle liste di terza fascia d’istituto, per l’accesso non sarà indispensabile l’abilitazione ma basterà la laurea con i 24 CFU; inoltre, arrivano le nuove graduatorie d’istituto provinciali. Marcello Pacifico (Anief): “Peccato che non vengano utilizzate per la ‘call veloce’, voluta giustamente dalla ministra per procedere alle assunzioni a tempo indeterminato direttamente da GaE. Perché l’assurdo è che si continua a tamponare con i precari, senza concentrarsi sulla copertura definitiva delle cattedre libere con i tanti supplenti pronti allo scopo. È proprio un modus operandi sbagliato: lo stesso trattamento miope viene riservato anche agli altri profili, come gli Ata, i Dsga e gli educatori, per non parlare dei docenti di religione. Con gli emendamenti al decreto Milleproroghe abbiamo chiesto di cambiare registro, speriamo che vadano avanti”.
La situazione del precariato scolastico è ormai fuori controllo: secondo il quotidiano ‘La Stampa’, siamo arrivati al punto che “domanda e offerta di supplenti sono talmente alte da aver portato alla nascita di una piattaforma che alla modica cifra di 19 euro mette in contatto gli aspiranti insegnanti con centinaia di istituti. Finora in 2.349 hanno trovato lavoro, sostiene il sito nella sua home-page”.Il quotidiano ricorda anche i numeri altisonanti della supplentite: “Gli ultimi dati indicano in 155mila numero dei supplenti per il 2018/19, in aumento costante dal 2015, anno in cui Matteo Renzi, all’epoca presidente del Consiglio, dichiarò guerra alla supplentite. E sembra che non andrà molto meglio nei prossimi anni. A settembre si è raggiunta quota 185mila supplenti, dei quali quasi metà su posti di sostegno. Il prossimo settembre la cifra rischia di aumentare ancora: ci saranno altri 33mila docenti che andranno in pensione, liberando altrettanti posti ma senza avere un numero sufficiente di nuovi insegnanti a occuparli. Aumentano i supplenti e aumentano quelli reclutati attraverso la Mad: circa 14mila lo scorso anno e 16mila quest’anno, secondo le poche stime che circolano”.
Secondo Anief, sono stime in difetto. Perché il ricorso alle Mad quest’anno è stato molto più massiccio che in passato. E laddove non è bastato, alcuni presidi sono arrivati a “postare” annunci, alla disperata ricerca di supplenti annuali, addirittura sui social media. È emblematico che anche le testate on line specializzate in Istruzione si siano prestate a rendere pubblica l’andata continua di richieste, quasi degli “avvisi di selezione” per supplenze annuali, formulate dai dirigenti scolastici o dal loro staff. La maggior parte delle richieste è concentrate al Nord (ha fatto “rumore” quella del preside dell’Istituto nautico “San Giorgio” di Genova e Camogli che ha ‘postato’ un annuncio su Facebook); ma non mancano casi di dirigenti scolastici di istituti del Centro-Sud.

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Scuola: a metà novembre i presidi ancora a caccia di supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 novembre 2019

Sul precariato scolastico si sta superando la soglia del buon senso. Accade che un dirigente scolastico di un istituto professionale di Rho, nella città metropolitana di Milano, decide di pubblicare un post sul suo profilo Facebook con le caratteristiche delle materie di insegnamento di cui è sguarnita la scuola che dirige: matematica, scienze, tecnologie elettriche ed elettroniche; 18 ore in classe fino a giugno. Solo che non è un caso isolato: sta diventano una spiacevole consuetudine. Secondo Orizzonte Scuola, si tratta del “genere di cattedra nel Nord è spesso carente di professori. In aula riescono ad entrare anche i docenti con il solo titolo di studio universitario competente. Infatti, prima di rivolgersi alla Rete, il dirigente scolastico aveva provveduto a contattare i docenti dai curricula, ma senza successo perché avevano già avuto cattedre assegnate o vivevano lontano”. Come risulta al Corriere della Sera, non è la prima volta che un dirigente scolastico si rivolge alla Rete per cercare i professori disponibili. Altri precedenti si sono verificati in Veneto e Liguria, sollevando le perplessità dei sindacati su questa forma di reclutamento, che sembra potersi accostare alla chiamata diretta introdotta, contro il volere di tutti, dalla Legge 107 del 2015. Solo qualche giorno fa, avevamo osservato che, oltre ai social, diversi siti internet si stanno trasformando in agenzie di pubblico impiego per la scuola: sullo stesso sito internet Orizzonte Scuola vengono pubblicate continue richieste, quasi degli “avvisi di selezione” per la stipula di contratti annuali, formulate dai dirigenti scolastici o dal loro staff. La maggior parte delle richieste sono concentrate al Nord. Per ovviare al problema, sempre più impellente, Anief propone un emendamento nel sostituire i cc. 1-16 dell’art. 1 del decreto salva-precari, già pubblicato il 30 ottobre in Gazzetta Ufficiale e ora all’esame della Camera, utilizzando l’attuale doppio canale di reclutamento al luogo della nuova procedura riservata, che regola le chiamate delle supplenze fuori graduatoria: la richiesta del sindacato rientra in un punto specifico della piattaforma dello sciopero Anief in programma domani per l’intera giornata e aperto a tutto il personale docente e Ata, di ruolo e precario, agli educatori, al personale Ata, dell’Afam e dell’Università. È una soluzione da prendere in considerazione, perché risolverebbe da subito il problema delle 90 mila cattedre andate deserte durante le convocazioni per le immissioni in ruolo negli ultimi cinque anni, delle maestre con diploma magistrale inserite con riserva nelle GaE e degli insegnanti tecnico pratici ed educatori a rischio licenziamento, dei più di 100 mila docenti abilitati dopo il 2012 con il TFA, PAS all’estero esclusi dalle graduatorie ad esaurimento a differenza degli altri docenti abilitati in precedenza, e degli altrettanti docenti senza abilitazione inseriti nella terza fascia delle graduatorie di istituto che entrerebbero nei ruoli dopo la frequenza di un apposito corso abilitante. La norma, nel trasformare le graduatorie di istituto in provinciali, limiterebbe l’utilizzo delle messe a disposizione sempre più inflazionato e non regolamentato, sostituendo l’attuale scelta delle dieci/venti scuole da parte degli aspiranti supplenti con le scuole della provincia e consentendo ai giovani laureati di inserirsi nelle graduatorie.

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Riorganizzazione presidi polizia

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

«All’esito dell’incontro di questa mattina, con il sottosegretario agli Interni, on. Nicola Molteni, relativo alla riorganizzazione dei presidi di polizia, siamo davvero soddisfatti. Ancora una volta il Governo dimostra azioni concrete per quanto riguarda la sicurezza: non chi saranno tagli e chiusure, ma solo investimenti e potenziamenti».
È il commento di Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia, a margine della riunione in cui è stato presentato il nuovo piano di rimodulazione dei presidi della Polizia di Stato nelle città metropolitane.
«Sono state interessate città ad alto rischio – prosegue Paoloni – e si parla di 42 nuovi distretti di polizia, 9 nuovi commissariati e 5 centri polifunzionali. Si tratta di un piano che andrà certamente approfondito con tutte le nostre strutture provinciali coinvolte, ma che rispetto al precedente progetto di taglio degli uffici di polizia, sembra andare verso una implementazione degli uffici e dell’offerta di sicurezza per tutti i cittadini».

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Dirigenti scolastici: Firmato il CCNL per gli 8 mila presidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Gli stipendi salgono a luglio a 4.826,13 euro, comprensivi di tabellare, Ivc e parte fissa della retribuzione di risultato. Tutti gli assunti dal 2016 prenderanno 11.046,34 euro di arretrati. Scompare definitivamente l’indennità di dirigenza al 50% dei collaboratori vicari, mentre la perequazione esterna parte a rilento: persi 21.597 euro che si potranno recuperare ricorrendo con Udir al giudice del lavoro. Marcello Pacifico (Udir): Ora siamo pronti a ricorrere anche al Tar contro il Miur per riallineare i Fun e ridistribuire altre 5 mila euro pro capite annui a partire dall’ultimo triennio grazie allo sblocco del salario accessorio.Certamente, dopo un decennio di blocco stipendiale, è ossigeno quello che respirano i dirigenti scolastici in servizio che si vedono lo stipendio tabellare salire da 41.968 euro annui del 2016 a 46.134,81 euro del 2019 e la retribuzione di posizione parte fissa da 3.168,68 euro a 12.365,11 euro per lo stesso periodo, a cui aggiungere fino a 46.134,81 euro di retribuzione di posizione, parte variabile, reggenze e retribuzione di risultato (rispetto a 34.195,86 euro precedenti).Ma resta l’amarezza per la firma di un accordo che ancora una volta discrimina i dirigenti della scuola dai dirigenti Afam e dell’università e della ricerca per lo stesso triennio 2016-2018, perché i presidi prenderanno, comunque 9.196 euro in meno per il 2016, per il 2017 e 6.205 euro in meno per il 2018. Per questo, Udir ha confermato al proprio ufficio legale la volontà già annunciata di impugnare l’articolo 39 del contratto appena firmato dalle altre organizzazioni sindacali. Se l’azione legale avrà successo al giudice del lavoro, i dd.ss. recupereranno altri 22 mila di arretrati.Ma la denuncia del sindacato non si ferma qui, perché dopo l’approvazione della legge 14/2019, il salario accessorio anche dei dirigenti per il triennio 2016/2019 dovrà essere sbloccato, e conseguentemente, riversata la Ria dei presidi andati in quiescenza dal 2012 ad oggi nel Fun. Ciò determina anche un conseguente aggiornamento del Cir firmato per il triennio 2016/2018 per un ammontare di circa ulteriori 5 mila euro a testa per anno. Per questa ragione Udir ha aggiornato il modello di diffida per ricorrere entro un mese al Tar Lazio e avere ragione della rideterminazione del FUN e ottenere le cifre mancanti.Giallo sulla valutazione dei dirigenti, invece, argomento che viene rimandato a uno specifico confronto, mentre i vicari sono abbandonati a loro stessi, perdendo definitivamente quella indennità al 50% di reggenza che fino a dieci anni fa ricevevano.Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, “è un accordo che nasce dalla protesta che il nostro giovane sindacato ha portato avanti fin dal sua fondazione, ma che non ci convince perché ancora è lunga la strada della perequazione tra le aree della dirigenza a parità di fascia di complessità.

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Dirigenti scolastici – Bussetti: “A settembre assumeremo i nuovi presidi”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

A proposito del Concorso DS annullato dal Tar, si è espresso il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che ha affermato: «A settembre assumeremo i nuovi presidi». Infatti, ha chiesto al Consiglio di Stato una sospensiva d’urgenza della sentenza, poiché “l’incompatibilità di tre commissari non può inficiare tutto”. Udir è d’accordo e ribadisce che è stato convocato in audizione il 10 luglio in Consiglio di Stato; infatti il sindacato ha chiesto la sospensione della sentenza di annullamento del concorso
Il ministro Marco Bussetti, intervenuto al Corriere delle Sera, ha dichiarato che farà “di tutto per assumerli, penso a quanto hanno lavorato e studiato per il concorso. Abbiamo presentato l’appello al Consiglio di Stato e chiesto anche la sospensiva di questa sentenza in via di urgenza. Se la nostra richiesta sarà accolta, procederemo ad approvare la graduatoria e ad assumere dal primo settembre i nuovi presidi nelle scuole”. A proposito delle irregolarità che hanno portato all’annullamento, ha affermato che “i commissari autocertificano che non hanno incompatibilità, poi gli uffici ministeriali controllano a campione. A nostro avviso i tre casi rilevati dal Tar non possono invalidare la procedura. Agli uffici Miur risulta che le due commissarie che secondo il Tar avrebbero fatto formazione nell’anno precedente in realtà non hanno svolto alcuna attività incompatibile secondo la disciplina vigente”. Per quanto riguarda la presenza di un sindaco poi, dice che “abbiamo controllato: dalle prime verifiche non risultano candidati residenti nel comune di Alvignano tra i partecipanti al concorso. Dunque verrebbe meno ogni possibilità anche teorica di aver inficiato i risultati”.Udir è d’accordo con le parole di Bussetti: intanto, ricorda, mercoledì 10 luglio il sindacato sarà convocato in audizione in Consiglio di Stato. Alle ore 12 infatti – RG n. 5742/2019 – si discuterà della sospensione degli effetti della pronuncia del Tar Lazio circa l’annullamento del concorso DS. L’avvocato Sergio Galleano, per conto dei ricorrenti iscritti al sindacato, ha notificato il ricorso e ha chiesto un decreto monocratico per sospendere gli effetti della pronuncia del Tar Lazio.Secondo il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, “questo concorso è stato pensato per risolvere molti problemi legati alla dirigenza scolastica, in primis quello della reggenza. Con l’annullamento della procedura concorsuale si andrà a peggiorare la situazione. Noi speriamo che non venga sconvolto l’anno scolastico per demeriti non ascrivibili ai tanti candidati che hanno superato la prova pre-selettiva. Abbiamo fatto di tutto per dare certezze alle famiglie e ai candidati. Siamo fiduciosi e confermiamo la Scuola Estiva a Tivoli, dal 12 al 14 luglio, affinché i DS siano pronti, dal 1° settembre, al nuovo ruolo”.

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Scuola Pensioni: beffa quota 100 per docenti, Ata e presidi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

Le notizie sull’anticipo pensionistico in via di approvazione provengono da uno degli esponenti maggiori del Ministero del Lavoro, il sottosegretario Claudio Durigon (Lega), il quale parla di “misura non strutturale” e riduzione del numero di lavoratori beneficiari inizialmente previsti. I ritardi per il via libera al decreto, inoltre, mal si conciliano con i tempi della scuola: avviare la macchina di quota 100 nel 2019 inoltrato equivale a dire che i lavoratori della scuola non potranno lasciare il servizio il prossimo mese di settembre, unica “finestra” possibile per chi lavora a scuola, ma solo alla fine dell’estate successiva. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sarebbe una beffa cosmica, perché mentre in Europa si continua ad andare via dalla scuola a 63 anni, senza penalizzazione, noi continuiamo a trattare i nostri insegnanti come dei ‘paria’. Come se non svolgessero una professione a rischio burnout e come se la categoria fosse tra le più giovani al mondo, anziché la più vecchia. Noi però non ci rassegniamo: nel ddl sulla Legge di Stabilità, abbiamo chiesto alle commissioni di competenza l’estensione del carattere gravoso per tutti i docenti e l’accesso alla pensione con i requisiti precedenti alla legge “Fornero”.

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Da Verona Pacifico chiede che sia versata la RIA nel Fun dei presidi andati in quiescenza dal 1 settembre 2012

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

Da Verona, dove si è tenuta la giornata di studio Udir, il presidente Marcello Pacifico sottolinea le criticità del momento storico che vuole i DS carichi di responsabilità e con una retribuzione non allineata al loro operato. Dunque, continua la battaglia di Udir, nato per tutelare la categoria dei dirigenti scolastici e dare loro il giusto riconoscimento. Infatti, dopo che negli ultimi mesi si è battuto affinché non venga firmato un contratto che mortificherebbe la categoria, ha predisposto una piattaforma per il rinnovo del CCNL 2016/18 in dieci punti. Inoltre il presidente del giovane sindacato, Marcello Pacifico, ha presentato una memoria all’XI Commissione del Senato commentando gli interventi da apportare attraverso il decreto Concretezza, collegato alla legge di Stabilità, il DDL S. 920. Infatti, “Articolo 3 e salario accessorio”, sull’adeguamento dei “fondi destinati al trattamento economico accessorio si valuta positivamente quanto previsto dalla norma che pone, finalmente, chiarezza rispetto al divieto prescritto dal decreto legislativo n. 75/17”. Ma “si chiede di applicarla anche per l’ormai trascorsa stagione contrattuale 2016/18 con una particolare attenzione alla ricostituzione del FUN dei dirigenti scolastici rispetto al versamento della RIA andati in pensione dal 1settembre 2015”.
Tra le richieste di Udir vi è quella di contemplare finalmente un equo riconoscimento della categoria che si vede aumentare responsabilità, senza ottenere in cambio quanto dovuto. Il giovane sindacato continua a mettersi a disposizione per quanto riguarda la ricerca di possibili soluzioni e, in attesa di vedere attuate le modifiche migliorative che ha largamente proposto, rammenta che è possibile ricorrere in tribunale per ottenere le cifre non corrisposte.

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