Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘pressioni’

Sudan: appelli di pace

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) mette in guardia da una nuova crisi umanitaria in Africa orientale. Nelle regioni di frontiera tra Sudan e Sudsudan circa 3 milioni di persone vivono grazie agli aiuti alimentari. In caso di guerra la loro situazione sarebbe ancora più disperata. Questo da solo è già un motivo sufficiente per tentare di evitare una guerra tra i due paesi, e se fosse necessario anche ricorrendo alla minaccia di sanzioni a meno che non siano disposti a tornare al tavolo delle trattative. In Sudsudan 2,7 milioni di persone subiscono le conseguenze di un cattivo raccolto e dipendono quindi dagli aiuti internazionali. Inoltre nelle regioni di conflitto di Abyei, Kordofan meridionale e Nilo Blu, nelle regioni di confine tra Sudsudan e Sudan, vivono circa 245.000 profughi che devono essere assistiti. Nella lunga guerra civile tra Sudan e Sudsudan sono morte dal 1955 ad oggi più di due milioni e mezzo di persone. Gli esodi di massa, la messa in fuga della popolazione e il genocidio non possono ripetersi. Non vi è e non vi può essere alcuna alternativa alla tavola delle trattative per risolvere le questioni ancora aperte tra i due paesi. Ma poiché sembra che i governi di entrambi i paesi siano pronti a costringere a una nuova guerra le loro popolazioni già stremate non resta che la pressione internazionale. Soprattutto il Sudsudan potrebbe essere convinto a cambiare idea all’ultimo momento poiché le possibili sanzioni colpirebbero duramente questo paese costituitosi solo da pochi mesi. Per il periodo dal 2011 al 2013 l’Unione Europea ha infatti assicurato al Sudsudan un aiuto allo sviluppo di 200 milioni di Euro. Gli Stati Uniti partecipano alla ricostruzione del paese con un impegno finanziario ancora maggiore. Giovedì scorso il presidente sudsudanese Salva Kiir si è rifiutato di ritirare le sue truppe dalla zona occupata di Heglig e ha dichiarato di non voler accettare alcuna ingerenza internazionale.

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Legge sulle quote rosa nei cda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Mosca (PD): “La legge sulle quote di genere è un traguardo storico, ma anche un punto di partenza” “L’approvazione definitiva della proposta di legge sulle quote di genere negli organi di rappresentanza delle società quotate e’ un grande traguardo, e un traguardo collettivo. Per prima cosa voglio quindi ringraziare tutti coloro che hanno lavorato perchè l’iniziativa andasse in porto. E’ una vittoria del Parlamento, che ha adempiuto pienamente al suo ruolo di legislatore, autonomo rispetto al governo e più autonomo del governo rispetto alle pressioni di coloro che volevano affossare o indebolire la portata dell’innovazione legislativa. E’ l’inizio d un percorso di cambiamento culturale. La legge avrà successo se tutti si sentiranno responsabili del cambiamento: le donne che entreranno nei cda e gli stessi organi di amministrazione che dovranno saper accettare le diversità e contaminarsi. I tempi difficili che dovremo affrontare richiedono apertura al cambiamento e non resistenza ad esso. Le donne che verranno promosse grazie anche a questa legge saranno il cuore, l’energia propositiva di questo cambiamento”. Così Alessia Mosca, deputato del PD, cofirmataria della proposta di legge, segretario della Commissione Lavoro e vice presidente di Trecentosessanta, l’associazione di Enrico Letta.

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Il partito nel partito

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

Molte nomine per incarichi pubblici, (penso all’ultima notizia che mi è pervenuta nella quale risulta che per la composizione del C.dA della nuova spa Difesa servizi vi compaiono solo nomi del mondo militare, imprenditoriale ed economico milanesi), sono del Nord. Ma è solo uno dei tanti segnali. E’ forte, infatti, l’intenzione di appropriarsi delle leve del potere locale e nazionale che la Lega ha persino fatto una crociata nei confronti del personale docente nelle scuole pubbliche e nei concorsi pubblici per estraniare coloro che non siano autoctoni, Da queste misure il disegno politico appare molto chiaro anche per chi è provvisto di paraocchi. La Lega, d’altra parte, ha fatto da battistrada. Pensare che un siciliano, ad esempio, diventi un esponente della lega è come infilare un elefante nella cruna di un ago e se il Pdl è un alleato “fedele” alla Lega il controsenso regge anche in questo caso. Logica vorrebbe che anche il Pdl venisse scartato dall’elettore meridionale non tanto e non solo per motivi di campanile per il semplice fatto che il “campanile” lo fanno gli altri e allora se lo possono tenere senza pretenderlo con i voti meridionali, che pur accettano e utilizzano per i loro interessi. Lo stesso discorso dovrebbe valere per le fasce sociali. Che ci “azzecca” direbbe Di Pietro un disoccupato, un pensionato, un piccolo artigiano, un lavoratore dipendente che con il suo modesto salario deve mantenere famiglia, con un partito che palesemente difende grossi interessi capitalistici, che fa profitti privatizzando lo stato sociale, favorendo il consumismo, alterando i valori di mercato, umiliando la scuola e la sanità pubblica? E qui il discorso vale per tutti gli italiani dalle Alpi alla Sicilia e alle sue isole più meridionali. Logica vorrebbe che se proprio dovessimo dividerci come partito per difendere il nostro “status sociale” dalle altrui prevaricazioni dovremmo non avere un Udc, un’Idv, un fli, un Pd et similia ma un partito dei pensionati, uno dei disoccupati, uno della fascia dei bassi e medi redditi, e via di questo passo. Purtroppo sino ad oggi hanno avuto scarso seguito questi partiti “settoriali” o “corporativi” e in linea di principio sarebbe anche giusto, in una società complessa e a democrazia compiuta come la nostra, dove dovremmo conciliate le aspettative degli uni senza violare quelle degli altri. Ma in Italia non è così. Le categorie più esposte ai “soprusi” statali sono proprio quelle più deboli e non c’è partito dalla destra alla sinistra che mostri in concreto di tutelarli. D’altra parte non andiamo molto lontani se pensiamo che oggi, di fatto, con le pressioni lobbistiche e i corporativismi “trasversali” i partiti politici già si stanno dividendo al loro interno in gruppi di interesse. E anche qui sembra che sfugga alle categorie sociali meno ambienti la consapevolezza che si sta facendo un gioco sopra le loro teste per escluderli e per usarli solo per fini strumentali di propaganda e per averli portatori d’acqua: una sorta di “servus servorum dei”. A quando la sveglia? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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San Remo. Da tagliarsi le vene

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2011

Lettera al direttore. Costretto da pressioni familiari ho assistito, in Tv, al festival canoro di San Remo. L’ultima volta che l’avevo visto era il 1964, 47 anni fa, quando vinse la canzone di Gigliola Cinquetti, “Non ho l’eta’”. Gia’, anch’io non avevo l’eta’ e per questo mi ritengo giustificato. Una patetica fata turchina Antonella Clerici con figlia (I suppose), un Morandi stretto in giacchetta “brilluccicante” (meglio mago Zurli’) che fa rimpiangere il Gianni di “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”, le bellissime Belen e Canalis avvolte in vestiti (Chanel, Chanel, dove sei!) che non sanno stare ne’ in piedi ne’ sedute. Alle 22.19 ho abbandonato lo schermo e mi sono tuffato nella lettura de “La legge di Murphy”. Leggo: “Sorridi, domani sara’ peggio”. Da tagliarsi le vene. La Rai dovrebbe essere trascinata in tribunale con l’accusa di “induzione al suicidio”. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Etiopia: diga di Gibe 3

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2010

La Banca europea per gli investimenti (BEI) ha ufficialmente dichiarato che non è più coinvolta in alcun modo nel progetto della diga di Gibe 3, in Etiopia. L’istituzione ha fatto presente che, dopo aver condotto delle valutazioni preliminari dal punto di vista tecnico e sugli impatti socio-ambientali, non ha intenzione di continuare l’iter previsto per la concessione di un prestito. La Banca ha però affermato che la sua decisione non è dovuta ai risultati di questa serie di rapporti, ma solo in considerazione del fatto che “il governo etiope ha trovato fonti alternative di finanziamento”.Val la pena di ricordare che la banca era stata costretta ad elaborare studi indipendenti grazie alle forti pressioni della società civile (www.stopgibe3.org) e delle comunità locali del Lago Turkana  che ritengono che la diga affamerà mezzo milione di persone in Kenya ed Etiopia.  La BEI si rifiuta però di rendere pubblici i risultati di questi studi che alcune fonti riferiscono essere negativi.  CRBM recentemente ha presentato un ricorso alle autorità competenti per rendere pubbliche le informazioni contenute in questi studi finanziati con i soldi dei cittadini europei.
Gibe 2 è stata inaugurata a inizio 2010 proprio alla presenza del ministro Franco Frattini, ma ha sospeso le attività due settimane dopo a causa di un crollo di una parte del tunnel di collegamento. La BEI aveva finanziato anche Gibe II affidandosi esclusivamente agli studi prodotti dal promotore. La costruzione di Gibe 2 e di Gibe 3 fa capo alla compagnia italiana Salini.

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Calendarizzazione riforma universitaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

“Apprendiamo con soddisfazione che oltre alla manovra economica e le intercettazioni è intenzione del PDL calendarizzare con urgenza alla Camera e al Senato anche la riforma dell’Università voluta dal Ministro Gelmini. Speriamo che alle parole seguano i fatti e che nel percorso parlamentare le pressioni trasversali del mondo accademico su Deputati e Senatori non modifichino il testo, annacquandone l’impronta rivoluzionaria e meritocratica che, anche in seguito alle nostre richieste, la Gelmini ha dato al testo.” Dichiara Andrea Volpi a nome di Azione Universitaria, movimento universitario di destra. “Dopo che sarà approvato il testo i professori timbreranno il cartellino, i ricercatori saranno valutati per i risultati conseguiti e non saranno precari a vita, i rettori avranno limitato il proprio mandato, i concorsi saranno più trasparenti e finalmente verrà rivisto il sistema del diritto allo studio. Per il mondo accademico una rivoluzione copernicana con al centro il merito e il futuro degli studenti.” Prosegue la nota di Azione Universitaria “Vigileremo sul testo e pubblicheremo su internet i nomi dei Deputati e dei Senatori, sia di opposizione che di maggioranza, che presenteranno emendamenti salva-baroni dettati da quel potere accademico che con tutti i mezzi cerca di fermare lo spirito riformista del provvedimento della Gelmin

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Imprese e nuovi scenari

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Secondo quanto riportato da uno studio globale condotto da IBM tra i Chief Financial Officer (CFO), circa tre quarti dei CFO delle medie imprese indica tra le esigenze prioritarie quella di avere processi decisionali più rapidi e di ridurre i costi.  Lo studio mette in evidenza che i CFO delle medie imprese ritengono che le pressioni esterne (economiche, di settore, normative) aumenteranno nei prossimi tre anni e quindi la maggior parte di loro ritiene di dover introdurre  importanti cambiamenti per far fronte ai nuovi scenari.  Se da un lato i risultati indicano che i CFO rivestono un ruolo sempre più significativo nelle questioni strategiche e operative, per aiutare l’azienda a prendere decisioni migliori più rapidamente, i CFO delle medie imprese segnalano comunque difficoltà nelle aree dell’efficienza finanziaria e del business insight.  Oltre il 40% delle aziende produce le metriche finanziarie manualmente  Il reparto Finanza dedica oltre il 50% del tempo ad attività transazionali  Il 50% non dispone di una piattaforma di pianificazione comune; il 36% non dispone di una piattaforma di reportistica comune  Circa il 60% non è soddisfatto della propria capacità di pianificazione operativa e di analitica previsionale  Il 47% è scarsamente o mediamente efficace nel prevedere le forze esterne.
I risultati di questo rapporto si basano su un’indagine condotta nella primavera e nell’estate del 2009 dalla practice Financial Management di IBM Global Business Services e dall’IBM Institute for Business Value (IBV).  I partecipanti comprendevano più di 1.900 CFO e direttori finanza di alto livello, provenienti da 81 Paesi e 35 settori. Di questi, 445 partecipanti operavano in aziende di medie dimensioni, definite come aziende con fatturato annuo inferiore a 500 milioni di dollari. Questi CFO hanno partecipato a interviste strutturate condotte di persona dai professionisti IBM o ad indagini online, concepite per acquisire elementi di conoscenza su come i professionisti della Finanza sono interessati e gestiscono prestazioni, rischi, leve operative e governance.  Per consultare i risultati completi della ricerca e lo studio dei casi, visitate: http://www.ibm.com/cfostudy

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Dalai Lama in visita in Germania

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2009

La situazione dei diritti umani in Tibet è notevolmente peggiorata dopo le Olimpiadi di Pechino del 2008. Questo è quanto dichiara l’Associazione per i Popoli MInacciati che tuttora riceve settimanalmente rapporti su arresti arbitrari e processi a sfondo politico contro esponenti tibetani. Vittime degli abusi statali cinesi non sono solo monaci e monache tibetani ma anche studenti, scolari, nomadi e a volte anche impiegati del governo. Sempre più monaci e monache buddiste sono talmente sottoposti a pressioni da parte delle autorità cinesi che finiscono per essere spinti al suicidio nonostante il buddismo tibetano lo proibisca. Le autorità cinesi aumentano in modo sistematico le pressioni e gli abusi commessi contro Tibetani e proibiscono la ricezione di un numero crescente di emittenti straniere, tant’è che i Tibetani residenti nella provincia cinese di Gansu sono stati costretti dalle autorità a smontare i propri satelliti. Il governo cinese rifiuta tuttora ogni serio dialogo con il governo tibetano in esilio del Dalai Lama. La richiesta dell’Unione Europea rivolta la primavera scorsa a Pechino di avviare un dialogo con il Tibet è rimasta sostanzialmente inascoltata. Il governo cinese rifiuta anche ogni discussione sul “memorandum per una vera autonomia del popolo tibetano”, consegnato dai mediatori tibetani del Dalai Lama ai mediatori del governo cinese il 4 novembre 2008, durante l’ottavo e finora ultimo tavolo di discussione. Secondo l’APM, la tattica cinese sembra essere quella di prendere tempo, di attendere la morte dell’attuale Dalai Lama per avviare in seguito la completa assimilazione del Tibet. Se la Cina dovesse attenersi in modo inflessibile alla sua attuale politica per le minoranze continuando a rifiutare una vera autonomia, allora è prevedibile che vi saranno ulteriori disordini non solo nella provincia di Xinjiang ma anche in Tibet. La protesta tibetana ormai non è più portata avanti prevalentemente dai monaci e dalle monache buddiste ma sempre più anche da larghi strati della popolazione. Il 28 giugno 2009 è stato arrestato lo studente 18-enne Lobsang Nyandak per aver protestato pubblicamente contro il dominio cinese in Tibet mentre recentemente altri due studenti tibetani sono stati condannati a due anni di carcere per aver rimosso la bandiera cinese dall’asta del cortile della loro scuola. Il 19 giugno, nella città di Sangkhok (provincia di Gansu), altri due studenti sono stati espulsi da scuola per aver pubblicamente protestato contro i vantaggi riservati dal sistema scolastico ai cinesi Han.Sedici su diciassette suicidi documentati da marzo 2008 ad oggi sono stati commessi da monache e monaci tibetani. Ciò equivale al numero più alto di suicidi commessi da monaci e monache degli ultimi 30 anni.

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Fine vita. Appello dei radicali alla ragione

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2009

«Tra le pieghe della cronaca di questi giorni» afferma Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita «riconosciamo lo schema ormai sperimentato, consolidato e abusato del pressing radicale sulle istituzioni. Un cocktail di elementi emotivi, di strumentalizzazione della sofferenza delle persone e di spettacolarizzazione di situazioni di fatto costruite ad arte. Il caso, doloroso, di Paolo Ravasin, malato di Sla, che ripercorre passo passo quello, altrettanto tragico, di Welby; le firme raccolte a Roma (in verità numericamente un’inezia!) che servono a richiedere una cosa che già esiste (già ora tutti possono esprimere i propri desideri in qualsiasi forma); le uscite ad effetto di Veronesi… tutte manovre orchestrate che servono solo a far sentire la pressione sui deputati che dovranno nei prossimi giorni esaminare la legge sul Fine vita già approvata dal Senato. «In mancanza di argomenti ragionevoli si tenta, ancora una volta di affermare la “ragione della lobby”. Noi preferiamo invece muoverci come “lobby della ragione” e per questo abbiamo fatto arrivare a tutti i parlamentari le nostre riflessioni sulla materia che prescindendo da argomentazioni religiose o ideologiche si appellano soltanto ed esclusivamente alla logica, laicissima, della ragione. «L’augurio» conclude Casini «è che i deputati seguano questa logica senza cedere al ricatto ed all’intimidazione di un’avanguardia culturale che, come il referendum sulla legge 40 ha dimostrato, è largamente minoritaria nel Paese reale e nell’urna elettorale»

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