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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘prestazione’

Alberto Cerqui sul podio anche a Misano

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2011

Prosegue senza interruzioni la positiva stagione di esordio di Alberto Cerqui nella Superstars Series. In qualifica Cerqui ha concluso con la sesta prestazione (1’42.739) dopo aver sfiorato la pole position nell’ultimo tentativo, dove è stato il più veloce nel primo e nel secondo settore, ma non purtroppo nell’ultimo. Spettacolare la sua partenza in gara uno, che lo ha visto recuperare immediatamente tre posizioni; la corsa non ha poi proposto particolari colpi scena, con il talento bresciano autore di una gara intelligente che gli ha permesso chiudere terzo e di salire nuovamente sul podio. Meno fortunata invece gara due, iniziata in regime di safety car per motivi di sicurezza a causa della abbondante pioggia. Cerqui è rimasto in lotta per il sesto posto fino a due giri dalla fine, quando la sua corsa è terminata anticipatamente a causa di un tamponamento subito da un avversario.
Nella classifica del Campionato Italiano Alberto Cerqui è attualmente quinto con 28 punti e con un gap di 29 lunghezze dal leader Max Pigoli (Mercedes). La Superstars Series tornerà in pista il prossimo 19 Giugno a Donington Park (Regno Unito) in un appuntamento valido per la serie internazionale. (antonio cerqui)

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Serie A, l’Inter già prende il largo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

Nonostante siano state giocate appena 3 giornate di campionato, le quote sul vincente campionato sono già state stravolte. Inter e Milan, distaccate di un nulla alla vigilia del torneo, sono tornate lontane: Matchpoint offre i nerazzurri a 1.9, i rossoneri quasi al doppio, a 3.5. Ancor più  lontane dalla squadra di Benitez la Juventus (8.5) e la Roma (9), costrette a far fronte ad un difficile avvio di stagione. Riduce invece le distanze il Napoli: la convincente prestazione di Marassi ha spinto i quotisti Matchpoint a cambiare l’offerta per lo scudetto partenopeo, ora in lavagna a 30. VINCENTE CAMPIONATO ITALIANO SERIE A 2010 – 2011  15/05/2011  ore  15.00    Min-Max:  1- 1 INTER    1,90 MILAN    3,50 JUVENTUS    8,50 ROMA    9,00 NAPOLI    30,00 FIORENTINA    100,00 SAMPDORIA    100,00 GENOA    100,00 LAZIO    150,00 PALERMO    150,00 ALTRO    200,00B ARI    300,00C ATANIA    300,00

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Olanda-Spagna: 67% per le Furie Rosse

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2010

Abbastanza deciso il gioco degli scommettitori sulla finale del Mondiale, dove per ora a farla da padrona è la Spagna. Nel classicissimo “1X2” Matchpoint registra un 67% di giocate sulle Furie Rosse, che godono della convincente prestazione contro la Germania in semifinale. La quota per gli iberici è a 2.10, quella per gli oranje a 3.5, mentre un pari verso i supplementari è a 3.25. Coppa in mano, la Spagna vale invece 1.52 contro il 2.45 dei rivali. Il divario di quota tra le due compagini si annulla se la gara dovesse protrarsi ai rigori, come nel 2006 tra Italia e Francia: in quel caso entrambe a 11.  Su questa partita gli appassionati potranno davvero scatenarsi. I numeri e le statistiche dicono ad esempio che si affrontano la squadra più “cattiva” del torneo, ovvero l’Olanda (15 gialli), e quella più buona, la Spagna (solo 3 cartellini): nell’1X2 ammonizioni l’Olanda è a 1.70. La Spagna picchia poco e gioca molto: il possesso palla in suo favore è in lavagna a 1.65.  Nella finale ci sarà anche la sfida tra i due bomber del torneo, Villa e Snejider, fermi entrambi a quota 5 reti: la vittoria della classifica cannonieri vale 1.95 per il neo acquisto del Barcellona, 3 per la stella nerazzurra.

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Consob: l’autorità di vigilanza… vigila!

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Maggio 2010

Dall’ultimo notiziario settimanale della Consob, l’Autorità di Vigilanza che ha come obiettivo istituzionale “la tutela degli investitori e l’efficienza, la trasparenza e lo sviluppo del mercato mobiliare” apprendiamo, con soddisfazione, che finalmente la Consob sta prendendo qualche decisa iniziativa preventiva.Vediamo cosa è successo. La Consob ha ordinato a cinque grandi banche (Intesa San Paolo, Unicredit Banca, Mps, Banca Popolare di Verona, Bnl)  di convocare gli organi amministrativi definendo i temi all’ordine del giorno che riguarderanno “i criteri di definizione delle politiche commerciali alla luce del dovere di assicurare la cura dell’interesse della clientela e di contenere e gestire i conflitti d’interesse; le modalità di prestazione dei servizi e di valutazione”. Questa iniziativa è stata assunta a seguito di una serie di accertamenti ispettivi durante i quali l’Autorità ha riscontrato la presenza di “campagne commerciali aventi ad oggetto specifiche categorie di prodotti finanziari con l’obiettivo di sostenerne la vendita e di favorire il raggiungimento degli specifici obiettivi di budget. La verifica dell’adeguatezza degli investimenti è risultata talvolta disattivata attraverso il ricorso ad una presunta ‘iniziativa del cliente’, difficile da dimostrare specie in presenza di una campagna di offerta ‘direzionale’ dell’intermediario. In alcuni casi le procedure preposte alla valorizzazione delle informazioni sul cliente e sui prodotti trattati ed alla conseguente valutazione di adeguatezza sono risultate carenti, specie sotto il profilo dell’autonoma valorizzazione del profilo di liquidità o illiquidità del titolo rispetto al cosiddetto holding period a tutela dell’investitore”.In altre parole, la Consob ha accertato quello che anche i muri sapevano: se vai in banca a chiedere un consiglio su come investire i tuoi soldi, ti rifilano i prodotti finanziari che devono vendere in base ai budget imposti dall’azienda.Questa pratica dei budget, conosciuta da anni ed anni, è certamente in contrasto con lo spirito (e la lettera) della normativa in materia d’investimenti finanziari che impone di operare “nell’interesse del cliente” e di verificare l’adeguatezza della proposta fatta dalla banca rispetto alle caratteristiche del cliente. E’ ovvio che se l’intermediario vuole “spingere” per vendere un certo prodotto, questo non può essere adeguato a tutti i clienti e solitamente non è nell’interesse del cliente. Se la Consob non ci avesse abituati a ben altri comportamenti, nei passati anni, questa iniziativa non avrebbe niente di speciale. Siamo invece favorevolmente colpiti, in particolare per l’iniziativa preventiva. Il compito principale di un’autorità di vigilanza, infatti, dovrebbe essere proprio quello di porre in essere comportamenti preventivi che orientino il modus operandi dei soggetti vigilati al fine di renderlo aderente con lo spirito delle norme in essere. Quando questa attività di vigilanza fallisce o non è sufficiente, allora dovrebbero intervenire le sanzioni. In questo caso, la Consob ha operato in modo encomiabile e ci piace sottolinearlo. Speriamo che possa essere l’inizio di un nuovo corso dall’Autorità di Vigilanza. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la tutela del risparmio)

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Tecnoconference Europe

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2009

Tecnoconference Europe, appartenente, insieme alla gemella Del Fio Multimedia, a Gruppo Del Fio, ha fornito anche quest’anno completo supporto tecnologico all’Assemblea dell’Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma, un evento della massima importanza perché coinvolge molte delle più grandi imprese italiane, svoltosi il 24 novembre presso il Painting hangar di Alitalia all’Aeroporto di Fiumicino. All’appuntamento hanno partecipato ben tremila persone, più numerosi giornalisti. Molti gli ospiti importanti, tra i quali la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il sottosegretario Gianni Letta. Una prestazione multiforme e impegnativa, che ha richiesto il lavoro in loco a tempo pieno di ventidue persone per dieci giorni, ma che ha consentito, come afferma Silvio Del Fio, Presidente del Gruppo, di trasformare «un evento istituzionale come quest’Assemblea in un vero e proprio show». Visitate il sito http://www.tecnoconference-europe.com!
Due aziende da sempre all’avanguardia nella fornitura di tecnologie per la comunicazione: Tecnoconference Europe s.r.l. a Roma e Del Fio Multimedia s.r.l. a Firenze, appartenenti a Gruppo Del Fio, sono fra i maggiori fornitori di servizi e prodotti tecnologici per eventi, nell’Italia centrale, in termini di fatturato, numero di eventi, numero di dipendenti, numero di clienti attivi. Le due società forniscono non solo impianti e apparecchiature audiovisive, ma un vero e proprio  servizio completo: dal progetto creativo, con relativo sviluppo del concept, alla progettazione della scenografia, dallo sviluppo tecnico, con l’utilizzo delle più avanzate tecnologie multimediali, alla produzione dell’evento, con la pianificazione, il coordinamento e la regia. Questo livello di professionalità ha consentito alle due aziende di essere scelte per tutti i più  importanti eventi svoltisi nel nostro Paese ai massimi livelli della comunicazione politica, scientifica e culturale. (teleconferenza)

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Gli archeologi scrivono al ministro Bondi

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

Egregio Signor Ministro, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 giugno 2009 n. 136, il D.M. n. 60 del 20 marzo 2009 “Regolamento concernente la disciplina dei criteri per la tenuta e il funzionamento dell’elenco previsto dall’articolo 95, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163”. Ad avviso degli scriventi il provvedimento introduce una illegittima discriminazione, sotto il profilo del diritto costituzionale e comunitario, in danno dei soggetti che operano in forma di studi professionali e di impresa e a vantaggio degli istituti universitari. Infatti l’art. 3 del decreto, rubricato “Altri soggetti in possesso della necessaria qualificazione”, prevede che, tra i soggetti diversi dagli istituti e dipartimenti di cui all’art. 2, possono accedere all’iscrizione nella seconda sezione dell’elenco di cui all’art. 1, i “soggetti in possesso di diploma di laurea e specializzazione ai sensi dell’art. 4, o di dottorato di ricerca in archeologia ai sensi del successivo art. 5, ovvero di uno dei titoli di studio esteri riconosciuti equipollenti ai sensi e per gli effetti di cui al successivo art. 6”.
Così come è formulata, la norma sembra fare riferimento soltanto a singole persone fisiche, non contemplando quindi gli studi professionali, le società e le cooperative archeologiche che pure dispongano nel proprio organico di persone fisiche in possesso dei prescritti titoli. Se ciò fosse vero si determinerebbe l’esclusione di una parte importante e consistente delle imprese e dei liberi professionisti che da anni sono impiegate nel settore, con una palese violazione delle norme del Trattato UE e della stessa Costituzione che non consentono discriminazione fra persone fisiche e giuridiche in materia di prestazione di servizi. Le saremo pertanto grati di un Suo chiarimento al riguardo e, laddove di Sua competenza, di una urgente modifica del decreto che possa evitare da parte nostra l’attivazione di azioni, anche legali, finalizzate alla tutela dei soggetti danneggiati dalla discriminazione giuridica posta in essere.

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Il segreto del « bell’Antonio »

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

Il problema dell’impotenza trova spunto dal film diretto dal regista Mauro Bolognini, tratto dal romanzo omonimo di Vitaliano Brancati e sceneggiato da Pier Paolo Pisolini con Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale. La storia è nota. La parte del “bell’Antonio” è assunta da Mastroianni. E’ un uomo giovane e bello, desiderato dalle donna, ma impotente. Se ne ricava una riflessione di carattere scientifico e suffragata dai dati raccolti attraverso interviste degli esperti del settore che si sono mossi su tutto il territorio nazionale. Si è trattato di un identikit degli uomini italiani con l’80% di essi, tra i 30 ed i 75 anni, che si rivolge all’andrologo per problemi legati a defaillance sessuali, mentre i giovani tra i 18 ed i 30 anni si sono attestati intorno al 20% ma tale media si sta elevando per problemi legati alla “prima esperienza”. Nel 90% dei casi, specie fra i giovani, si tratta di ansia da prestazione. Nel caso, invece, di pazienti “dai capelli grigi”, i problemi di disfunzione erettile sono nel 75% delle volte legati ad altre patologie (diabete, ipertensione, problemi cardiovascolari, interventi alla prostata, ecc.). Ad esempio il 36% dei diabetici, circa 800.000 pazienti, è affetto da questa patologia. Per l’80% degli uomi affetti da defaillance sessuali la difficoltà principale è trovare il referente giusto, l’interlocutore in grado di risolvere il problema. Se valutiamo la situazione per aree geografiche possiamo dire che il bell’Antonio del Nord soffre in silenzio, si deprime e a volte accusa un calo dell’autostima. Quello del sud porta sulle spalle tutto il carico psicologico, della virilità mediterranea. In queste circostanze il ruolo della donna è di primaria importanza.

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Socializzare le perdite, privatizzare i profitti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Riprendo una riflessione formulata da un’associazione consumatori (Aduc) sulla strategia già adottata con Alitalia e che potrà ripetersi nel pubblico impiego.  Esistono, infatti, servizi e prestazioni che producono profitti a costi limitati e che Questo permette ai privati che per la nota crisi economica internazionale si vedono ridotta la loro quota di esportazioni e di mercato interno, per mancanza di liquidità da parte dei consumatori, di recuperare le perdite e di fare cassa. Si sa, infatti, che certe “spese” diventano indispensabili se si pensa, ad esempio, alla salute. Quante volte chi ha bisogno di una visita urgente o di un’alanisi rinuncia alle liste d’attesa che richiedono spesso mesi d’attesa e si accolla la prestazione “privata” e lo stesso fa con taluni farmaci che sono a pagamento e rimborsabili solo dietro procedure complesse e soprattutto lente?  Accade di frequente.  Lo stesso accadrà per i servizi nel pubblico impiego. E io pago… direbbe Totò. In queste cose, ovviamente, un governo guidato da un imprenditore e da una classe politica in prevalenza formata da uomini d’affari, liberisti e capitalisti, si trova nel suo elemento. Non lo sono, ovviamente, la maggioranza degli italiani che vive con redditi dipendenti, risicati all’osso per il caro vita, per i pensionati, per i precari, ecc. Ma oramai il mercato è diventato “razzista”. Da una parte i prodotti scadenti e a basso costo che solo i poveri si possono permettere e, dall’altra, i beni più protetti che sono disponibili ad una fascia alta di redditi. La beffa è che milioni di italiani continuano ad illudersi e a credere alla befana mentre gli altri fanno affari d’oro ridendo delle credulità altrui. D’altra parte che dire? Li abbiamo voluti? E ora ce li teniamo. (Riccardo Alfonso   fidest@gmail.com)

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Responsabilità diagnostica degli specialisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2009

Il professionista, il medico specialista in particolare, è tenuto non già a una prestazione professionale comune bensì ad una condotta specifica particolarmente qualificata, in ragione del proprio grado di abilità tecnico-scientifica nel settore di competenza.   Quando l’intervento da cui sia derivato il danno non presenti particolari difficoltà di esecuzione, l’avvenuta dimostrazione, a vantaggio del paziente danneggiato, dell’aggravamento della situazione patologica ovvero dell’insorgenza di una nuova patologia sarà idonea a fondare una presunzione semplice in ordine all’inadeguata o negligente prestazione. Spetterà, quindi, al medico fornire la prova che la prestazione sia stata eseguita in maniera diligente e che gli esiti peggiorativi siano stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile. (Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net)

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Fredda analisi sui rapporti tra militari e giustizia amministrativa

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2009

GrNet.it riporta un lungo articolo dell’avv. Giorgio Carta sui rapporti tra militari e giustizia amministrativa. Per l’interesse che riveste ne riproduciamo alcuni passaggi che riteniamo più significativi. Le ragioni che motivano la presa di posizione dell’avvocato è così spiegata: “Scrivo questo mentre ripenso al racconto ascoltato a cena, qualche giorno fa, da un Carabiniere, chiamato a sedare una violenta lite tra due transessuali ubriachi, malati di aids ed autolesionisti, all’interno di una stanza imbrattata ovunque di sangue. Quanto vale, in termini economici, la prestazione professionale offerta alla comunità da questo padre di famiglia con le stellette? Fate voi il prezzo”. Ma, precisa, “Come detto, però, il malessere di militari e forze dell’ordine concerne sopratutto la sfera dei diritti ed il rispetto della loro dignità umana e sociale. La legge di disciplina militare – che, per inciso, risale ad oltre trent’anni fa – soffre il grande limite di voler affidare l’efficienza degli organismi militari ad un unico gracile presupposto: la ponderatezza, l’equilibrio e il senso di giustizia del superiore gerarchico. Non è, però, previsto alcun contrappeso o correttivo, in caso di abusi”. Ma sia chiaro, osserva Carta: “ La normativa disciplinare non sarebbe di per sé persecutoria né oppressiva, anzi ben consentirebbe, per esempio, a tutti i militari di esprimere liberamente il proprio pensiero, di pubblicare scritti, di partecipare a convegni e di riunirsi in associazioni.  L’unico, ma non irrilevante problema è che a tale disciplina vengono attribuiti significati restrittivi, ben diversi, se non opposti, a quelli avuti in mente dal legislatore. Il risultato è che oggi in Italia non abbiamo associazioni di militari autorizzate (tranne la, diciamo, peculiarissima ANC), ancora si puniscono i militari che liberamente esprimono la propria opinione o pubblicano propri scritti (vedi il caso Comellini) e via dicendo. Mi riferisco, ovviamente, alla giustizia amministrativa e non a quella penale (militare ed ordinaria) che, viceversa, vedo spesso molto attenta e sensibile nei confronti dei militari. La Giustizia amministrata dai TAR e dal Consiglio di Stato, infatti, non sembra opporre l’auspicato argine alle prevaricazioni inflitte ai militari.  Anzi, la tiepidezza se non, a volte, lo stretto collegamento con l’apparato ministeriale, fanno del giudizio amministrativo l’ulteriore supplizio inferto a fedeli servitori dello Stato che intendono reagire ad un provvedimento ingiusto”. E – sottolinea Carta – Come si può confidare nell’imparzialità del proprio giudice naturale se questo viene retribuito con un emolumento extra da quello stesso Ministero che devono poi giudicare? Non solo, sempre i Giudici amministrativi, più volte nell’ambito della loro carriera, vanno in aspettativa e divengono addirittura organici all’Amministrazione con ruoli di altissima responsabilità, se non addirittura impiegati presso le Autorità cd indipendenti o “garanti”, per poi rientrare nei ruoli di provenienza e dispensare nuovamente giustizia nei Tribunali in cui si controverte della legittimità dell’azione amministrativa posta in essere dalle medesime Amministrazioni e/o Autorità presso le quali hanno prestato servizio. Va detto, poi, che l’anomalia degli incarichi stragiudiziali copiosamente conferiti ai Giudici Amministrativi non mina solo l’aspettativa di autonomia e di indipendenza nei confronti di chi esercita la giurisdizione, ma anche la stessa possibilità che le relative incombenze siano svolte in un tempo ragionevole. Andando al merito delle decisioni assunte, poi, è notoria la tendenziale insoddisfazione del mondo militare verso la risposta data alle loro istanze di giustizia. Aldilà delle singole pronunce, preoccupa la tendenza riscontrabile nei giudici amministrativi di interpretare in senso restrittivo le già restrittive norme applicabili ai militari. In conclusione, a me pare che la Giustizia dei militari e delle forze dell’ordine passi purtroppo attraverso un imbuto via via più stretto, atteso che una normativa già restrittiva, viene resa ulteriormente oppressiva, prima dall’interpretazione delle gerarchie militari, poi da quella dei Giudici. Quanto si ancora potrà tollerare un tale stato di cose?” (il testo integrale è visibile su  GrNet.it)

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