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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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20 milioni di italiani aspettano troppo tempo per prestazioni e servizi sanitari

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Roma Nell’ultimo anno, circa 20 milioni di italiani (il 38,7% della popolazione adulta) hanno sperimentato la criticità delle liste d’attesa per accedere a prestazioni specialistiche, oppure per un ricovero in ospedale. Un “fenomeno” talmente ampio da poter essere definito una vera e propria “esperienza sociale allargata”.È uno dei principali problemi che i cittadini registrano nel nostro Servizio Sanitario Nazionale, che emerge dal 16° Rapporto annuale “Ospedali & Salute 2018”. Il Rapporto analizza l’andamento del sistema ospedaliero italiano, in una duplice ottica: quella degli utenti, in relazione alla domanda di prestazioni sanitarie e la qualità dell’assistenza, e quella delle strutture sanitarie che, a fronte delle risorse disponibili, devono organizzarsi per rispondere in maniera efficace ad una domanda di salute che aumenta e che si diversifica.
Nell’ultimo anno, le liste d’attesa più lunghe – oltre i 60 e fino a 120 giorni – hanno interessato il 35,6% degli utenti per le visite specialistiche, il 31,1% per i piccoli interventi ambulatoriali, il 22,7% per gli accertamenti diagnostici e il 15% per i ricoveri in ospedale pubblico per interventi più gravi.Sono significative anche le attese tra i 30 e i 60 giorni, in particolar modo per l’accesso a visite specialistiche, accertamenti diagnostici e ricoveri, che hanno riguardato rispettivamente il 22,6%, 20% e 18,3% degli utenti.Le liste d’attesa rappresentano, per i cittadini, una rilevante inefficienza del SSN, non solo perché generano ansie e disagi ai pazienti e alle loro famiglie, ma soprattutto, perché sono la prima causa di rinuncia alle cure (51,7%, +4,1 punti rispetto al 2017), e concorrono ad alimentare, da un lato la spesa out-of-pocket, dall’altro la mobilità sanitaria, aumentando, ulteriormente, le diseguaglianze tra regioni.Oltre il 30% degli utenti, infatti, per accedere più rapidamente a una visita o a un esame, sceglie di rivolgersi ad altre strutture, di pagare privatamente le prestazioni o ricorrere ad ospedali in altre regioni.La ricerca contiene altre informazioni, che rendono necessaria l’individuazione di soluzioni, in tempi rapidi, rispetto alle esigenze dei cittadini.
Oltre la metà degli italiani in lista d’attesa (10,6 milioni), infatti, ha vissuto almeno un’esperienza di accesso al Pronto Soccorso – che, in generale, ha riguardato quasi un terzo della popolazione adulta, pari a 14,5 milioni di persone –, registrando, nel 20,7% dei casi, ulteriori attese, in media tra le 3 e le 10 ore prima di essere visitati.Concorre ad alimentare questo fenomeno, l’uso improprio del Pronto Soccorso, diventato un escamotage per accedere più rapidamente alle prestazioni sanitarie.
Oltre il 50% degli italiani, infatti, ricorre ai dipartimenti di emergenza quando non trova una risposta dalla medicina territoriale; mentre, in più di 1 caso su 4, tenta, direttamente, la strada del Pronto Soccorso come soluzione per ridurre i tempi di accesso a visite, accertamenti diagnostici e ricoveri, con tutte le conseguenze negative che ne derivano rispetto all’affollamento degli ospedali, costretti a far fronte a un numero crescente di pazienti, in molti casi senza avere le risorse e gli strumenti adeguati.
A causa dell’afflusso eccessivo e delle attese che ne derivano, il 24,4% degli utenti lamenta una scarsa soddisfazione del servizio di Pronto Soccorso, percentuale che sale al 36% nel Mezzogiorno. Non sorprende, allora, che più di un terzo dei cittadini (34,5%) ritenga necessario individuare soluzioni per limitare le attese nei Pronto Soccorso situati negli ospedali pubblici, anche tramite il ricorso alle strutture private accreditate, che potrebbero offrire tale servizio, se incluse nella Rete regionale di emergenza/urgenza.
In generale, un italiano su tre, tra coloro che hanno avuto esperienze di liste d’attesa e/o di Pronto Soccorso, si dichiara insoddisfatto del Servizio Sanitario della propria regione, soprattutto degli ospedali pubblici (32,6%) e delle strutture delle ASL (28,6%), in percentuale minore, invece, degli ospedali privati accreditati (18,3%) e delle cliniche a pagamento (14,3%).Per migliorare la gestione delle liste d’attesa, oltre l’80% degli utenti suggerisce di ampliare gli orari di visita degli ambulatori di medicina generale e un utilizzo integrato di altri ospedali pubblici di zona. Si rileva, inoltre, che più del 50% degli utenti, pur di arginare il fenomeno, sarebbe disposto a pagare un ticket più alto, misura ritenuta utile a organizzare meglio la domanda di servizi degli utenti.

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Tariffe agevolate per visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni sanitarie

Posted by fidest press agency su martedì, 24 ottobre 2017

medicoIn occasione di appuntamenti nazionali ed internazionali dedicati alla prevenzione di patologie e alla cura della salute delle persone: questa la nuova iniziativa targata iDoctors, il primo portale italiano per la prenotazione di visite mediche e trattamenti. L’obiettivo è quello di favorire la prevenzione e agevolare gli utenti in tempo di crisi economica. Sono sempre di più, infatti, gli italiani che a causa delle difficoltà economiche rinunciano a sottoporsi a prestazioni sanitarie, trascurando spesso appuntamenti fondamentali di prevenzione e diagnosi precoce. Così iDoctors ha deciso di coinvolgere gli oltre 7.000 medici iscritti al portale lanciando un’iniziativa che ha visto non poche adesioni da parte di specialisti e centri privati, soprattutto nelle città di Roma, Torino, Bologna e Catania.“Con questa attività – ha dichiarato Paola Conti – Fondatrice di iDoctors insieme a Pierluigi De Vittorio – vogliamo sostenere sia i singoli cittadini sia le famiglie promuovendo una cultura della prevenzione a costi accessibili e tempistiche gestibili dagli utenti stessi che, con pochi click, possono scegliere lo specialista, la zona della città e l’orario, senza inutili file o stressanti attese telefoniche. L’iniziativa intende supportare anche quei medici e quelle strutture sanitarie private che hanno potuto subire le dure conseguenze della crisi economica.”Qui di seguito gli appuntamenti di ottobre e novembre durante i quali gli utenti potranno usufruire delle tariffe agevolate:
Ottobre – Mese per la Prevenzione del Tumore al Seno
29 ottobre Giornata Mondiale dell’Ictus Cerebrale e prevenzione neurologica
29 ottobre Giornata Mondiale della Psoriasi e prevenzione dermatologica
12 Novembre Giornata Mondiale contro la Polmonite e malattie pneumologiche
14 novembre Giornata Mondiale del Diabete
I medici iscritti ad iDoctors potranno decidere di estendere visite e screening a prezzi agevolati anche a conclusione della Giornata/Settimana di sensibilizzazione.
Per arricchire il calendario della prevenzione, iDoctors si fa promotore della Settimana per la Prevenzione Ginecologica (4-11 novembre), Urologica (17-24 novembre) e Otorinolaringoiatrica (21-28 novembre), offrendo la possibilità di sottoporsi a screening scontati in quelle aree mediche in cui è sempre più necessaria una diagnosi precoce.
iDoctors.it nasce nel 2008 ed è il primo servizio online di prenotazioni mediche. Ha attualmente collegati in rete oltre 7.000 medici in costante aumento, che forniscono la loro disponibilità presso i loro studi medici o presso le strutture mediche private nelle quali operano. Con oltre 300.000 utenti iscritti, il portale ha registrato fino ad oggi quasi mezzo milione di prenotazioni.

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Supermicro porta prestazioni superiori di due volte e mezza rispetto a Edge

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

supermicroSAN JOSE, California/PRNewswire/ — Super Micro Computer, Inc. (NASDAQ: SMCI), azienda leader globale nelle tecnologie di calcolo, storage, e per il collegamento di rete e di calcolo ecologiche, oggi ha introdotto una suite completa di soluzioni di tipo all-in-one ottimizzata per i mercati in crescita delle applicazioni integrate, centri dati intelligenti e dei mercati Edge per le reti. I sistemi compatti e le schede madre di Supermicro ottimizzate per il nuovo Atom™ C3000 (Denverton) SoC di Intel® con requisiti minori termici e di alimentazione e e possono migliorare le prestazioni di 2,5 volte rispetto alla generazione precedente.La nuova serie di schede madre A2 ha Atom con core da 2 a 16, fino a 128GB ECC di memoria, 10G SFP+ quadrupla o porte RJ45 e fino a 7 anni di durata. La serie di schede madre A2SDi di Supermicro sono ottimizzate per server a basso consumo energetico, applicazioni per lo storage, o applicazioni per l’hosting web e sono integrate con tecnologia QuickAssist (QAT) di Intel® per applicazioni per la sicurezza delle reti. Queste nuove schede madri dotate di tutte le funzionalità e a basso consumo allargano la base delle soluzioni Server Building Block integrate di Supermicro e ampliano la linea in espansione di prodotti destinati alle infrastrutture di trasporto e comunicazione, applicazioni per la vendita al dettaglio, per la segnaletica digitale, per l’automazione industriale, per la protezione e la sorveglianza digitale, cloud e storage freddo, diagnostica per immagini medica e di rete/protezione.”Le nostre nuove soluzioni Atom C3000 possono offrire due volte e mezza in le prestazioni di Edge, che aiuta ad aumentare l’efficienza generale delle aziende e sostenere una maggiore competitività e produttività,” ha dichiarato Charles Liang, Presidente e Amministratore Delegato di Supermicro. “Con la continua crescita del mercato dei server integrati, Supermicro è diventato il fornitore di soluzione scelto per l’impegno posto nella progettazione, nella produzione e per l’esperienza maturata fornendo servizi di assistenza in questa area.” Supermicro offre un modello COTS (commodity off the shelf – bene disponibile per la vendita al dettaglio) con fattori di forma standard: schede madre Flex e mini-ITX, per fornire ai clienti un accesso flessibile alla selezione più ampia del settore di building block ottimizzata per una vasta gamma di applicazioni tra cui vCPE, NFV, SDN e SD-WAN. Per i fattori di forma dei sistemi, la gamma di soluzioni di tipo 1U e di tipo 1U compatto per montaggio su rack fino ai mini-tower e anche un sistema 3U MicroCloud progettato quale hosting dedicato di base e per applicazioni destinate al caching della memoria. In aggiunta alla serie completa di sistemi compatti con caratteristiche termiche contenute e ridotto consumo, i clienti di Supermicro possono scegliere tra alimentatori CA o CC e opzioni prive di ventole. Le funzionalità per il collegamento in rete e per l’espansione dello storage con mini PCIE e socket M.2 semplificano la scalabilità delle applicazioni per l’hosting e lo storage.

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La vaccinazione rappresenta una delle più importanti scoperte scientifiche nella storia della medicina

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2016

IMG_0275Ha contribuito in modo fondamentale a incrementare la speranza di vita degli esseri umani. Ha inoltre avuto amplissima diffusione, e fin dall’inizio è stata oggetto di vivace dibattito tra sostenitori del suo effetto positivo e oppositori che si servivano di motivazioni di carattere ideologico, come il rifiuto dell’autorità che ne raccomandava l’utilizzo. L’evoluzione della scienza medica ha nel tempo chiarito i meccanismi d’azione dei vaccini (la cui applicazione è avvenuta inizialmente su base empirica) e quindi molte delle ragioni della loro efficacia. D’altra parte, proprio il successo delle vaccinazioni può influire negativamente sulla loro accettazione da parte della popolazione, in quanto la diminuzione dell’incidenza delle malattie prevenibili diminuisce anche la percezione della loro gravità. La comunicazione in ambito vaccinale ha sempre avuto un ruolo cruciale per l’accettazione o meno delle pratiche vaccinali, ma in quest’ultimo decennio abbiamo vissuto un cambiamento radicale dei mezzi e delle strategie comunicati-ve. Mi riferisco in particolare all’avvento di Internet e del Web che ha raddoppiato la velocità e la quantità delle informazioni che in pochi minuti letteralmente esplorano ogni più lontano angolo del globo. Infatti nel mondo occidentale internet rappresenta attualmente il principale mezzo di comunicazione: quasi il 30% della popolazione utilizza il computer almeno una volta al giorno per collegarsi ad internet (nel caso delle famiglie con almeno un figlio minorenne i valori salgono all’80%). La metà di questi utenti dichiara di utilizzare il web per cercare dati sanitari. Con il miglioramento nel corso dei decenni del livello culturale della popolazione, è infatti cambiato l’approccio a tematiche relative alla salute: oggi la maggior parte dei pazienti si informa in modo autonomo, consultando il medico solo in un secondo momento. Negli ultimi anni, inoltre, si è assistito a un notevole incremento nell’utilizzo delle internet device, con l’arricchimento dei contenuti e dei servizi offerti dal web, il miglioramento e la semplificazione delle modalità di navigazione, e il potenziamento delle prestazioni e dell’affidabilità nella trasmissione dei dati. Tuttavia, l’elevata disponibilità d’informazioni cozza con la qualità delle stesse che spesso sono inesatte e ingannevoli tant’è che l’online ha reso internet “un vaso di Pandora post-moderno”, ponendo il problema dell’autorevolezza dei contenuti, in particolare per quelli scientifici.
Proprio in ambito vaccinale molte famiglie (specialmente giovani) si affidano alle informazioni diffuse su internet per le proprie scelte. Il dibattito sulle vaccinazioni è ampiamente presente anche nei social network, nei blog e nei forum, dove le mamme condividono dubbi e perplessità, e diffidenza dovuta al passaparola che dipinge le vaccinazioni come inutili e dannose. Tali piazze virtuali, per la loro struttura centrata sulla persona rappresentano un mezzo di comunicazione a forte impatto emotivo e quindi altamente persuasivo. La principale criticità informativa è costituita dai siti anti-vaccinazioni, che rappresentano il 35% delle fonti informative sul web quando si utilizzano le parole-chiave “vaccino/i” e “vaccinazione/i”. Attraverso argomentazioni a carattere pseudo-scientifico, o attraverso vere e proprie “bufale mediatiche” questi siti catturano l’attenzione di persone e famiglie non necessariamente contrarie alle vaccinazioni, che cercano risposte in merito alla sicurezza, ai calendari vaccinali e ai del livello culturale della popolazione, è infatti cambiato l’approccio a tematiche relative alla salute: oggi la maggior parte dei pazienti si informa in modo autonomo, consultando il medico solo in un secondo momento. Negli ultimi anni, inoltre, si è assistito a un notevole incremento nell’utilizzo delle internet device, con l’arricchimento dei contenuti e dei servizi offerti dal web, il miglioramento e la semplificazione delle modalità di naviga-zione, e il potenziamento delle prestazioni e dell’affidabilità nella trasmissione dei dati. Tuttavia, l’elevata disponibilità d’informazioni cozza con la qualità delle stesse che spesso sono inesatte e ingannevoli tant’è che l’online ha reso internet “un vaso di Pandora post-moderno”, ponendo il problema dell’autorevolezza dei contenuti, in particolare per quelli scientifici. Proprio in ambito vaccinale molte famiglie (specialmente giovani) si affidano alle informazioni diffuse su internet per le proprie scelte. Il dibattito sulle vaccinazioni è ampiamente presente anche nei social network, nei blog e nei forum, dove le mamme condividono dubbi e perplessità, e diffidenza dovuta al passaparola che dipinge le vaccinazioni come inutili e dannose. Tali piazze virtuali, per la loro struttura centrata sulla persona rappresentano un mezzo di comunicazione a forte impatto emotivo e quindi altamente persuasivo. La principale criticità informativa è costituita dai siti anti-vaccinazioni, che rappresentano il 35% delle fonti informative sul web quando si utilizzano le parole-chiave “vaccino/i” e “vaccinazione/i”. Attraverso argomentazioni a carattere pseudo-scientifico, o attraverso vere e proprie “bufale mediatiche” questi siti catturano l’attenzione di persone e famiglie non necessariamente contrarie alle vaccinazioni, che cercano risposte in merito alla sicurezza, ai calendari vaccinali e ai nuovi vaccini. Tra gli elementi comuni a questi siti, ricorre la proposta di alcune tesi: “le malattie prevenute dai vaccini sono scomparse per il semplice miglioramento delle condizioni igieniche”; “le epidemie per queste malattie si verificano nonostante le vaccinazioni”, “i vaccini sono più pericolosi delle malattie per cui dovrebbero proteggere”.
IMG_0292Purtroppo, la divulgazione di dati inesatti e la disinformazione in ambito medico, ha creato un danno d’immagine e di credibilità per la Sanità Pubblica. In Italia la recente indagine sui determinanti del rifiuto dell’offerta vaccinale, promossa dalla Regione Veneto, ha evidenziato come associazioni contrarie alle vaccinazioni, internet e passaparola sono le fonti non-istituzionali più frequentate dai genitori che non vaccinano. A questo proposito anche storie insolite e inverosimili, ad un certo punto grazie all’eco dei media ricevono la patente di credibilità. E in Internet trovano il luogo ideale per la diffusione: qui le notizie false e i messaggi controversi – spesso privati dell’indicazione delle fonti o degli autori − viaggiano infatti velocissimi, e con grande amplificazione.
In molti, e specie personale medico, ritiene a torto che l’esposizione chiara ed evidente dei dati aiuti le persone a prendere consapevolezza di una situazione e a riscoprire un legame di fiducia con la scienza. Per sradicare alcune credenze, “demistificarle”, fornire più fatti e informazioni non basta. Spesso, anzi, si ottiene l’effetto opposto, ovvero si rafforza il mito. Per far vacillare una credenza, in altre parole, non è sufficiente bombardarla di “prove”: il pensiero con cui ci si “scontra” è selettivo, tende a cercare e a con-servare ciò che conferma le proprie opinioni, ignorando o sottovalutando ciò che le contraddice. È quanto accade anche per le vaccinazioni. Che fare dunque?
Tralasciare internet, ormai irrinunciabile mezzo di comunicazione, per informare sull’importanza delle vaccinazioni, rappresenta un’evidente miopia per la Sanità Pubblica, come anche per le aziende produttrici dei vaccini. Proprio per questo grazie a Società Italiana d’Igiene è nato nel Maggio 2013, il portale VaccinarSì (www.vaccinarsi.org), che rappresenta un vero e proprio programma complesso di comunicazione sulle vaccinazioni, rivolto alle famiglie e gli operatori sanitari. Un portale web, senza aree riservate, di facile accesso (con tre clic si raggiunge ogni sezione), fornito di Blog, forum, profilo Facebook e Twitter, rivolto a tutti gli operatori sanitari coinvolti nell’attività vaccinale, ma soprattutto alla popolazione in potenziale età genitoriale. Più di 500.000 accessi e 1 milione di pagine consultate nel primo anno di attività, testimoniano l’apprezzamento che il programma ha avuto nel panorama italiano e ci sollecitano a continuare in questa direzione; ora il sito si attesta intorno alle 800.000 visite annue con una media di 2.500 accessi quotidiani. Vi è comunque la necessità di una campagna informativa sulle malattie prevenibili per cui la popolazione e anche il personale sanitario hanno perso la percezione del rischio. Deve essere fatto uno sforzo a livello centrale e regionale per portare in luce i casi che quotidianamente avrebbero potuto essere evitati se fossero state utilizzate le vaccinazioni disponibili. Infine dovrebbe essere fatto uno sforzo di formazione del personale sanitario su un adeguato counselling.
IMG_0257Si tratta di un’abilità che dovrebbe essere comune a tutto il personale ma che è particolarmente impor-tante in un settore come quello vaccinale, dove l’intervento sanitario è offerto a popolazione sana, nella quale il timore per le reazioni avverse ai vaccini è fortemente influenzato da informazioni spesso fuorvianti diffuse da vari mezzi di comunicazione. Un primo obiettivo è quello di imparare ad impostare un colloquio nel quale aumenti il tempo di ascolto per far emergere i rappresenta un vero e proprio programma complesso di comunicazione sulle vaccinazioni, rivolto alle famiglie e gli operatori sanitari. Un portale web, senza aree riservate, di facile accesso (con tre clic si raggiunge ogni sezione), fornito di Blog, forum, profilo Facebook e Twitter, rivolto a tutti gli operatori sanitari coinvolti nell’attività vaccinale, ma soprattutto alla popolazione in potenziale età genitoriale. Più di 500.000 accessi e 1 milione di pagine consultate nel primo anno di attività, testimoniano l’apprezzamento che il programma ha avuto nel panorama italiano e ci sollecitano a continuare in questa direzione; ora il sito si attesta intorno alle 800.000 visite annue con una media di 2.500 accessi quotidiani. Vi è comunque la necessità di una campagna informativa sulle malattie prevenibili per cui la popolazione e anche il personale sanitario hanno perso la percezione del rischio. Deve essere fatto uno sforzo a livello centrale e regionale per portare in luce i casi che quotidianamente avrebbero potuto essere evitati se fossero state utilizzate le vaccinazioni disponibili.
Infine dovrebbe essere fatto uno sforzo di formazione del personale sanitario su un adeguato counselling. Si tratta di un’abilità che dovrebbe essere comune a tutto il personale ma che è particolarmente impor-tante in un settore come quello vaccinale, dove l’intervento sanitario è offerto a popolazione sana, nella quale il timore per le reazioni avverse ai vaccini è fortemente influenzato da informazioni spesso fuorvianti diffuse da vari mezzi di comunicazione. Un primo obiettivo è quello di imparare ad impostare un colloquio nel quale aumenti il tempo di ascolto per far emergere i dubbi e le eventuali informazioni distorte, manifestando un atteggiamento che tenda a creare una reciproca fiducia. Già l’ascolto di una registrazione dei propri colloqui potrebbe essere un efficace metodo di autovalutazione per rendersi conto di quanto si parla e di quanto poco si ascolta.
Successivamente si acquisisce la consapevolezza che la scelta – della vaccinazione – è una decisione dell’assistito, che giunge all’obiettivo condiviso con l’operatore sanitario: anche nei casi più resistenti va offerta una azione di sostegno per facilitare la decisione, valorizzando le risorse dell’assistito, curandosi più del mantenimento della relazione professionale che del conseguimento immediato del risultato “vaccinazione”. Concludendo, ritengo fondamentale che i rappresentanti dei mass-media facciano rete con gli operatori sanitari e che − per un fenomeno tipicamente umano, e favorito dai mezzi comunicativi dell’attuale società – si crei una fitta rete di messaggi positivi e significativi sulle vaccinazioni, affinché si riesca ad aiutare il pensiero critico della nostra popolazione. (Antonio Ferro Direttore Sanitario Azienda ULSS 22 Bussolengo (VR) e Responsabile sito web VaccinarSì (SItI)

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Summit cardiologia interventistica

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2016

cuoreMilano mercoledì 27 e giovedì 28 aprile, dalle ore 10 Fondazione Riccardo Catella, Via Gaetano de Castillia 28. GISE ACTIVITY DATA, workshop nazionale che riunisce clinici, decisori, aziende del settore della cardiologia interventistica propone soluzioni capaci di coniugare innovazione ed efficacia, difendere la qualità delle cure, mantenendo l’efficienza del sistema sanitario.
Si tratta di un’importante occasione per conoscere e analizzare i dati di attività di 257 centri cardiologici di emodinamica italiani, rilevati annualmente dalla Società Italiana di Cardiologia Interventistica (SICI-GISE) che organizza il congresso insieme alla Fondazione GISE. L’evento fa parte di un più ampio progetto denominato “Thinkheart”.
A partire dal rapporto annuale 2015 sui dati provenienti dai centri cardiologici censiti dal SICI-GISE che effettuano interventistica cardiovascolare, il convegno ha l’obiettivo di indicare le modalità per migliorare l’appropriatezza delle prestazioni nell’ottica di un’ottimizzazione delle risorse.

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Taglio prestazioni sanitarie

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2016

Il 7% circa degli italiani non si fa visitare perché il costo della prestazione è troppo elevato, mentre solo 4 consumatori su 10 fanno visite regolari dal dentista. Una situazione che sta iniziando a farsi drammatica per la cura della salute, con il rischio che il recente taglio delle esenzioni su 203 prestazioni la aggravi ulteriormente.
“Il taglio delle esenzioni rischia di far impennare il numero degli italiani che non si fanno visitare, a causa dei costi sanitari troppo elevati – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, difatti, il 7% dei cittadini oggi rinuncia a farsi visitare perché il costo della prestazione è troppo alto, la lista d’attesa è troppo lunga oppure l’ospedale è troppo distante. Considerando che, con il decreto Appropriatezza, per oltre 200 prestazioni, dalle cure odontoiatriche a quelle dermatologiche, il costo ricadrà solo sul cittadino, tranne in determinati casi, il rischio che questa percentuale aumenti è alto. Con la conseguenza di un aggravio dei rischi per la salute per tutti coloro impossibilitati a permettersi determinate visite. Ancora peggiore la situazione per il settore dentistico: ad oggi solo 4 italiani su 10 fanno visite regolari dal dentista, secondo nostre stime solo il 25% ha fatto almeno una pulizia dei denti. La causa principale è il costo elevato, e la situazione tende a peggiorare sempre di più. Comprendiamo l’esigenza di razionalizzare le spese del Servizio Sanitario Nazionale, ci auguriamo solo che a rimetterci non siano i cittadini, il cui diritto fondamentale alla salute deve essere tutelato nella maniera più ottimale. Come Adoc riteniamo che, ad oggi, manchino anche polizze malattia e coperture assicurative in grado di coprire adeguatamente le spese mediche sostenute. E’ pertanto fondamentale individuare soluzioni che permettano alle famiglie di risparmiare e al tempo stesso di ricevere servizi di qualità assicurata.”

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Tutelare i diritti e la salute delle donne

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2012

“Chiediamo al governo il rispetto della legge 194 su tutto il territorio nazionale, la piena applicazione della legge a tutela dei diritti e della salute delle donne, ed iniziative, finalizzate all’assunzione di personale non obiettore in maniera tale da garantire il servizio” lo ha detto in Aula, Antonio Palagiano, capogruppo IDV in Commissione affari sociali e Responsabile Sanità di IDV, in merito alla discussione generale sulle mozioni concernenti iniziative per la tutela del diritto all’obiezione di coscienza in campo medico e paramedico.
“Chiediamo, inoltre, al governo di attivarsi, al fine di assicurare il pieno ed efficiente espletamento da parte degli enti ospedalieri delle procedure e degli interventi di interruzione della gravidanza e ad assumere ogni iniziativa affinché la gestione organizzativa e del personale delle strutture ospedaliere sia realizzata in modo da evitare che vi siano presidi con oltre il 50 per cento di obiettori” ha detto Palagiano.
“In Italia il 70,7 per cento dei ginecologi del servizio pubblico è obiettore di coscienza. Il dato più elevato di obiettori di coscienza riguarda il Sud, con una media di oltre 8 obiettori su 10. La principale conseguenza di un numero così elevato di obiettori è quella di rendere sempre più difficoltosa l’applicazione della 194. La ricerca di un medico non obiettore comporta allungamento dei tempi, interlocutori non sempre disponibili, donne che devono spesso migrare da una regione all’altra e, sopratutto tra le immigrate, il possibile ricorso all’aborto clandestino” ha spiegato il responsabile Sanità di IDV.
“Compito del legislatore è coniugare il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza della donna e quello all’obiezione di coscienza del personale sanitario. Due principi legittimi che idealmente dovrebbero convivere ma che, nella realtà, trova difficoltà poiché i medici obiettori spesso si rifiutano di segnalare alle pazienti un medico non obiettore o un’altra struttura sanitaria autorizzata all’interruzione volontaria di gravidanza” ha spiegato Palagiano.
“L’obiezione di coscienza è sì un diritto, ma quello che è diritto del singolo non deve esserlo per l’intera struttura sanitaria, che deve garantire prestazioni sanitarie e personale atto a svolgerlo, soprattutto per non discriminare le donne e le pazienti economicamente più deboli” ha concluso il responsabile Sanità IDV.

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Extreme Networks a FORUM PA 2012

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 maggio 2012

Milano, Extreme Networks partecipa a FORUM PA 2012, che si tiene presso la Fiera di Roma dal 16 al 19 maggio, dando visibilità alle proprie più innovative soluzioni per reti informatiche sicure e ad altissime prestazioni (Padiglione 7, Stand 12B), fondamentale prerequisito per poter erogare costantemente al cittadino un servizio pubblico di qualità. In particolare, attraverso demo live presso lo stand, Extreme Networks mostrerà alla Pubblica Amministrazione Centrale e Locale come i propri dispositivi riescano a garantire il trasferimento di moli crescenti di dati in modo altamente efficiente, senza interruzioni del servizio in caso di guasti e preservando la riservatezza delle informazioni, anche in ambienti virtualizzati e di cloud computing.
Alla più importante manifestazione italiana dedicata all’innovazione della PA, Extreme Networks punta nello specifico sulla serie di switch impilabili Summit, con i modelli Summit X670, Summit X460 e Summit X440. Tali dispositivi garantiscono la versatilità e le performance necessarie per lo sviluppo di reti aziendali estese, cablate e wireless, e data center virtualizzati, e saranno i protagonisti delle quattro dimostrazioni tecniche che Extreme Networks proporrà ai visitatori presso il proprio stand. Attraverso le demo, gli esperti di Extreme Networks faranno dunque toccare con mano le potenzialità di quattro proposte in grado di garantire particolari requisiti di sicurezza e affidabilità alle reti informatiche degli Enti pubblici:
o Extreme XNV (Extreme Networks Virtualization), il protocollo che permette di tracciare la migrazione delle macchine virtuali all’interno del Data Center e associare dinamicamente a ciascuna di esse l’adeguato profilo di sicurezza e di qualità di servizio;
o Extreme IDM, la funzionalità di Identity Management che consente di visualizzare in tempo reale l’identità dell’utente collegato alla rete, sia in modalità cablata che wireless, e di associare dinamicamente a ognuno il profilo di sicurezza e di qualità di servizio in linea con il proprio ruolo;
o Extreme EAPS (Ethernet Automatic Protection Switching), il protocollo di ridondanza ultra-rapido che, in caso di guasti, assicura che i pacchetti di dati in transito convergano sui dispositivi di rete d’emergenza in tempi del tutto trasparenti anche alle applicazioni più sensibili, come quelle per la comunicazione vocale su IP (VoIP);
o Extreme MLAG (Multi Systems Link Aggregation), il protocollo che permette di progettare architetture di rete ridondate e bilanciate assicurando semplicità, performance e rapidità di convergenza.
“Negli ultimi anni la Pubblica Amministrazione Centrale e Locale italiana ha intrapreso con crescente impegno un percorso di digitalizzazione delle proprie attività e processi, con l’obiettivo di perseguire una maggiore efficienza interna e di migliorare il servizio nei confronti di cittadini e imprese”, commenta Roberto Pozzi, Regional Director Southern Europe di Extreme Networks. “Perché questo obiettivo venga effettivamente raggiunto, Extreme Networks mette a disposizione degli Enti le soluzioni e gli strumenti necessari per rendere la propria rete informatica realmente robusta e affidabile e poter così trasmettere i dati in modo sempre sicuro e con prestazioni senza compromessi”.
Extreme Networks è leader di mercato nella fornitura di switch Ethernet ad elevate prestazioni per reti mobili, per ambienti cloud e data center. Con sede a Santa Clara, in California, Extreme Networks vanta oltre 6000 clienti in più di 50 Paesi. Per maggiori informazioni, visitare il sito: http://www.extremenetworks.com.

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Nasce Libromania S.r.l.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2012

English: De Agostini Editore S.p.A. publishing...

Image via Wikipedia

E’ nata nel gennaio 2012 dalla cessione di un ramo d’azienda di De Agostini Libri S.p.A., società che coordina e gestisce attività editoriali sul mercato italiano nel campo dell’editoria scolastica, delle grandi opere, dei libri e della cartografia. Le attività di De Agostini Libri conferite nella nuova società Libromania S.r.l. sono di tipo commerciale e comprendono la rete di promozione libri di De Agostini, la struttura di back office commerciale e il marketing operativo. Il 16 febbraio scorso De Agostini Libri S.p.A. ha inoltre ceduto una quota pari al 30% di Libromania S.r.l. a Newton Compton Editori S.r.l. Contestualmente, Stefano Bordigoni, Direttore Generale di De Agostini Libri S.p.A., è stato nominato Amministratore Delegato di Libromania S.r.l. La nuova società, che oggi può contare sull’esperienza del Gruppo De Agostini, leader nella attività di divulgazione della conoscenza in Italia e all’estero, e sulla vitalità e capacità di innovazione di un editore particolarmente dinamico come Newton Compton, si concentrerà nello sviluppo di attività di promozione editoriale per editori terzi, oltre a proseguire l’attività commerciale per le società azioniste. L’attività sarà riferita a prodotti editoriali sia cartacei sia digitali, a tutti i canali commerciali (librerie, grande distribuzione, internet) e alla prestazione di servizi di consulenza relativi all’attività editoriale, commerciale e marketing.
“Già dal 2007, De Agostini Libri ha iniziato a svolgere attività di promozione editoriale anche a favore di altri editori, iniziando a collaborare con Fazi Editore e successivamente con Newton Compton, Aliberti Editore, Michelin Italiana, Sergio Fanucci comunications – per i marchi Leggereditore e Time Crime -, Codice Edizioni, Sassi Editore, Pegasus, Bao Publishing, Nikita e Angelo Colla Editore, nonché ovviamente con altri marchi del gruppo De Agostini quali De Agostini Scuola, Utet e Edizioni White Star.
Con la costituzione di questa società e con l’ingresso nel capitale di Libromania di Newton Compton, vogliamo offrire un servizio ancora più qualificato ed efficiente, con l’obiettivo di consolidare e accrescere la quota di mercato degli editori soci e degli editori per i quali eroghiamo questi servizi. Grazie all’autonomia della nuova società, alla sua struttura snella e flessibile, alle nuove strategie di promozione commerciale, saremo in grado di gettare le basi per costruire la promozione editoriale del futuro”, ha dichiarato Stefano Bordigoni, Amministratore Delegato di Libromania S.r.l.

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Tar Lazio: in farmacia solo test di auto-diagnosi

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2012

Le «prestazioni analitiche di prima istanza» che possono essere effettuate in farmacia, grazie al decreto del ministero della Salute del 16 dicembre 2010, non comprendono prelievi del sangue, di competenza degli ambulatori, ma solo quei test di autodiagnosi, come quelli per la glicemia, che i cittadini possono eseguire da soli. Il chiarimento è del Tar del Lazio ed è contenuto nella sentenza con la quale viene respinto il ricorso dell’Unione regionale sanità privata (Ursap) che aveva tacciato il provvedimento di illegittimità e incostituzionalità. Con la sentenza, se da un lato vengono ribaditi i limiti delle analisi cosiddette di prima istanza, viene riaffermata la legittimità della farmacia come sede per queste tipologie di esami: se laboratori e ambulatori, è infatti il ragionamento, devono soggiacere a determinate autorizzazioni e controlli, nonché prevedere la presenza del medico, per poter espletare la loro attività, è perché la tipologia di prestazioni non è eseguibile dal paziente da solo. In sostanza, oggetto del decreto sono prestazioni «che già non erano appannaggio esclusivo dei laboratori» e che ora possono essere eseguite, oltre che a casa, anche in farmacia con l’aiuto del farmacista.

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Manovra economica e spesa sanitaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

Nella lista dei risparmi messa a punto dal Tesoro e discussa dal vertice di martedì la Sanità è una delle voci più interessate. Il testo non è ancora definitivo, ma il Consiglio dei Ministri di oggi darà il via libera alla manovra di Tremonti. Il primo capitolo a essere toccato dalla manovra è quello del ritorno dei ticket. Dal 2012, infatti, torna il ticket da 10 euro sulle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per i non esenti e di 25 euro per le prestazioni di pronto soccorso in codice bianco. Ma dal 2014 scatterà una vera propria raffica di ticket aggiuntivi imposti dallo Stato: sui farmaci e su tutte le prestazioni sanitarie, magari anche sui ricoveri in ospedale. E non sarà poca cosa: i ticket potrebbero dover garantire il 47% dei risparmi. Tra tagli alla spesa e ticket, la sanità è chiamata a dare un contributo sostanzioso alla manovra di contenimento dei conti pubblici. L’ultima bozza del decreto legge parla chiaro: forse anche per effetto dei costi standard, si prevede un aumento ridotto dei fondi per la salute che nel 2013 aumenteranno dello 0,5% e nel 2014 dell’1,4% sul 2012, al netto dei tagli al personale (stop di un altro anno del contratto e blocco del turn over) sia dipendente che convenzionato. Dal 2012, in attesa dei costi standard per servizi e forniture, ci sarà una prima applicazione dei prezzi di riferimento sugli acquisti di beni e servizi anche per dare sprint alle centrali regionali d’acquisto: dai dispositivi medici ai farmaci, fino alle prestazioni e ai servizi sanitari e non sanitari. Mentre dal 2013 l’Aifa sposterà in farmacia altri farmaci ospedalieri, che oggi valgono 2,2-2,4 miliardi di rosso per le Regioni, cambiando insieme il tetto di spesa farmaceutica sul territorio. E ancora dal 2013 nascerà un «tetto» di spesa (sia nazionale che regionale) per l’acquisto dei dispositivi medici. Gli importi delle manovre dovranno essere concordati in un’intesa tra Governo e Regioni entro fine 2012, altrimenti il decreto già predispone il menu percentuale dei tagli: i ticket da soli dovranno garantire il 47% dei risparmi nel 2014. Anche perché dal prossimo anno lo Stato non rifinanzierà il superticket da 10 euro su specialistica e diagnostica (non quello da 25 euro sui pronto soccorso, già oggi in vigore dappertutto): lo farà per quest’anno, concedendo i 486,5 miliardi che mancano all’appello da giugno a dicembre, poi dovranno pensarci le Regioni. O più probabilmente i cittadini. (fonte farmacista33)

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Odontoiatria di comunità

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2011

Ogni anno le strutture del Sistema Sanitario erogano circa 4.600.000 prestazioni odontoiatriche in regime ambulatoriale e 170.000 prestazioni rese in regime di day-hospital o ricovero ordinario. In generale, a ricevere cure gratuite sono in massima parte anziani, a cui sono destinate circa 3.000.000 di prestazioni, e bambini fino a 10 anni di età. Il volume delle prestazioni odontoiatriche erogate dall’odontoiatria esercitata in regime libero-professionale è oggi pari al 90%. Di conseguenza, l’85,9% degli italiani sostiene interamente i costi per tali prestazioni, che assorbono quasi la metà della spesa sanitaria privata totale. Questi i dati che emergono dal settimo volume dei Quaderni del Ministero della salute “Odontoiatria di comunità: criteri di appropriatezza clinica, tecnologica e strutturale”, presentato dal Ministro della Salute Prof. Ferruccio Fazio a Roma, il 29 marzo 2011. “Questo “Quaderno” fondamentalmente dedicato all’odontoiatria di comunità – ha sottolineato il Ministro Fazio nella sua prefazione al volume – evidenzia come la vera odontoiatria di comunità colga il suo momento massimo proprio nella prevenzione primaria, soprattutto nei più giovani, non senza tralasciare aspetti di prevenzione terziaria che contribuiscono, sicuramente, al miglioramento dello stato di salute della popolazione tutta. Anche con questo spirito, infatti, è stato promosso e realizzato un Accordo tra il Ministero della Salute e i libero-professionisti esercenti l’odontoiatria, al fine di dare un’immediata risposta, in questo particolare momento storico, agli accessi alle cure per le fasce più deboli della popolazione italiana, specie quella degli anziani. Si tratta di un Patto di collaborazione tra pubblico e privato, unico nel suo genere, per il nostro Paese, caratterizzato da un’ampia risposta della libera professione: infatti, ben 6000 studi odontoiatrici si sono resi disponibili a erogare prestazioni, anche protesiche, a onorari calmierati così come contemplato dall’Accordo”. La pubblicazione, curata dai migliori specialisti del settore, ha l’obiettivo di fornire indicazioni sugli standard di intervento nella prevenzione e cura delle più comuni patologie del cavo orale e sui percorsi organizzativi appropriati per gli operatori pubblici e privati impegnati nella presa in carico della domanda di salute odontoiatrica.Tra le tematiche trattate, l’importanza della prevenzione primaria, soprattutto nei più giovani, e la messa a regime dei Fondi integrativi, che consentirà una maggiore copertura della domanda di prestazioni odontostomatologiche anche alle fasce più deboli della popolazione.

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Bilancio comune di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2011

«Nel corso del 2010, Roma Capitale si è messa finalmente alle spalle il rischio dissesto e lo ha fatto attraverso l’ottenimento di norme fondamentali fra cui:
•    la netta separazione tra la gestione ordinaria e quella commissariale, con la conseguente eliminazione di pericolosi inquinamenti tra vecchi debiti e gestione ordinaria;
•    il finanziamento strutturale della gestione commissariale, con la possibilità di cominciare, tra l’altro, a pagare i fornitori di Roma Capitale che hanno effettuato prestazioni fino al 28 aprile 2008.
Nel corso del 2010, infatti, è stata finalmente costituita la centrale unica degli acquisti del Comune di Roma, la quale permetterà di raggiungere, nel 2011 e negli anni successivi, consistenti risparmi (tra i 60 e 70 milioni di euro, nel 2011, e tra 90 e 110 milioni di euro, nel 2012).  Inoltre, un significativo intervento è stato fatto anche sul versante delle entrate attraverso:
1.   l’introduzione, a decorrere dal 2011, del contributo di soggiorno, che porterà nelle casse capitoline circa 80 milioni di euro;
2.   l’incremento della Cosap nei limiti dell’adeguamento ISTAT (questo canone era fermo dal 2005);
3.   l’aumento dell’ICI sulle seconde case sfitte;
4.   l’aggiornamento della tariffa sulle mense scolastiche, con l’introduzione di meccanismi di determinazione della stessa collegati al quoziente familiare e al c.d. redditometro;
5.   l’incremento delle tariffe minori (ingresso musei, etc.).
Da ultimo, è stata avviata una seria azione di contrasto all’evasione fiscale attraverso:
1.   la risoluzione della questione pregiudiziale collegata al contenzioso con Gemma S.p.A. e la conseguente creazione di una società, già Roma Entrate S.p.A. e ora Aequa Roma S.p.A., dotata di risorse umane e strumentali proprie idonee a permettere una efficace azione di contrasto all’evasione fiscale;
2.   la revisione dei regolamenti in tema di tributi locali al fine di:
•    rendere più efficace l’azione di riscossione dei tributi (iscrizione a ruolo “contestuale” all’atto di accertamento);
•    evitare defaticanti contenziosi, introducendo a livello locale istituti propri dell’ordinamento nazionale quali l’accertamento con adesione (attraverso il quale la maggiore imposta viene pagata integralmente con la riduzione, però, delle sanzioni).
È stato poi introdotto, a tutela dei cittadini, lo statuto dei contribuenti.
Si è avviato, attraverso specifici provvedimenti approvati in giunta, un importante progetto di riassetto delle società partecipate:
•    approntando strumenti di maggior controllo delle stesse (c.d. delibera governance, approvata dalla giunta e all’esame dell’Assemblea Capitolina);
•    introducendo nuove e più stringenti regole in materia di assunzioni;
•    avviando le privatizzazioni di Ama S.p.A. e Atac S.p.A.;
•    introducendo un tetto ai compensi per i manager capitolini.
È di tutta evidenza, però, che, su Roma Capitale si “abbatte” il taglio lineare sui trasferimenti ai Comuni previsto nell’ultima manovra finanziaria. Il peso di questi tagli, per Roma Capitale, si aggira circa sui 150 milioni di euro, per il 2011, e sui 250 milioni di euro, per il 2012-2013. A questo si aggiunga il taglio sui trasferimenti nel settore del trasporto pubblico locale che “a cascata” produrrà effetti sul bilancio di Roma Capitale, “gestore di ultima istanza” del servizio, per il tramite della controllata ATAC S.p.A.
Approvare il bilancio 2010 è risultato difficile e arduo, perché è stato necessario compiere scelte impopolari (aumenti tariffari, introduzione della tassa di soggiorno, etc.) i cui frutti, però, si vedranno nei prossimi anni. Tuttavia, il taglio “lineare” e indistinto ai trasferimenti ai Comuni e al trasporto pubblico locale rende di nuovo la situazione complicata. Roma, quindi, dovrà necessariamente vedere valorizzato il suo ruolo di Capitale e vedersi applicare delle deroghe parziali al meccanismo dei tagli lineari ai trasferimenti». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Business analytics aziendale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

Lo studio “Inside the Midmarket: A 2011 Perspective” , commissionato da IBM e condotto in modo indipendente da KS&R, Inc., segnala una svolta da parte delle aziende di medie dimensioni nel 2011: più della metà ha in programma infatti un aumento del proprio budget IT nei prossimi 12 mesi, rispetto a solo il 20% nel 2009, con investimenti in aree chiave per il business quali la collaborazione, la business analytics, la mobilità, il cloud computing e sistemi di gestione delle relazioni con i clienti. Allo stesso tempo, queste imprese prevedono di aggiornare la propria infrastruttura centrale per migliorarne le prestazioni, la sicurezza e l’affidabilità. In effetti, più di due terzi delle aziende sta adottando soluzioni di virtualizzazione per sfruttare un’infrastruttura condivisa e migliorare  l’efficienza, abbassando i costi e aumentando la scalabilità.  I confronti tra lo studio attuale e quello del 2009 rivelano un radicale spostamento di interesse: dal controllo dei costi  verso una maggiore attenzione alla crescita, ai clienti e all’innovazione. Oggi il 21% è ancora orientato al tema  “Efficienza e controllo dei costi”, mentre la grande maggioranza (79%) si concentra su crescita, innovazione e clienti. Nel 2009, il 53% definiva la strategia  della propria azienda come improntata a “Efficienza e Controllo dei Costi”, mentre meno della metà (47%) si focalizzava su crescita, innovazione e clienti. Questo cambiamento di mentalità si riflette negli elementi che stimolano l’adozione della business analytics come fattore chiave per  migliorare le efficienze (37%), aumentare le informazioni e la conoscenza dei clienti (37%), sostenere le strategie di espansione (15%).
Più del 70% delle aziende di medie dimensioni cerca una relazione di consulenza, più che un semplice rapporto commerciale, con il proprio fornitore di IT. Tutte le medie imprese citano l’affidabilità dei prodotti, le prestazioni dei prodotti e il prezzo competitivo tra i principali motivi della scelta del proprio fornitore di IT principale.
Lo studio “Inside the Midmarket: A 2011 Perspective” è stato commissionato da IBM e condotto in modo indipendente da KS&R, Inc. L’indagine, condotta su 2.112 responsabili delle decisioni di business e information technology in imprese di medie dimensioni (100-1000 dipendenti), ha coinvolto tutti i principali settori di mercato.  I partecipanti provenivano da 22 paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Paesi Nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia), Svezia, Germania, Francia, Italia, Benelux (Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo), Spagna, Giappone, Cina, Brasile, India, Russia, Australia, Messico, Corea, Singapore, Sudafrica, Polonia, Nuova Zelanda e Repubblica Ceca. Lo studio è stato condotto nel quarto trimestre del 2010 per registrare le priorità di business e IT e la direzione degli investimenti attuali e imminenti.

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Spesa e qualità prestazioni sanitarie

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Ancona 18 gennaio a partire dalle 15 al Rettorato, presieduto dal governatore Spacca e dal rettore Pacetti. È atteso l’intervento di Fabio Pamolli, presidente del Cerm, il centro di ricerche che studia i metodi per l’innalzamento della qualità tecnica e della trasparenza delle decisioni di politica economica e di regolazione dei mercati.Si tratta di un’iniziativa congiunta tra Regione Marche e Università Politecnica delle Marche: un’occasione di confronto approfondito sui temi della sanità con il contributo di riflessione, del CERM. È questo il centro di ricerche, che studia i metodi per l’innalzamento della qualità tecnica delle decisioni politiche, e che in una sua ricerca pone le Marche tra le cinque “benchmark”, cioè punto di riferimento, perché registrano i più elevati indicatori sintetici della qualità delle prestazioni in rapporto alla spesa. Le valutazioni ministeriali ponevano qualche mese fa le Marche al secondo posto in Italia per efficienza della spesa sanitaria, un dato virtuoso confermato anche dal CERM.  Sarà  quindi Fabio Pamolli, presidente del Cerm, la relazione “Sovraspesa e deficit di qualità nei sistemi sanitari regionali”, tema centrale del workshop, intitolato “Sistemi sanitari regionali”. I lavori saranno introdotti dal presidente della Regione, Gian Mario Spacca e dal rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Marco Pacetti. Seguiranno quindi gli interventi di Gian Luca Gregori, preside della Facoltà di Economia sul tema “ Nuove prospettive di analisi e valutazione della “componente sanità” nel sistema economico regionale” e di Carmine Ruta, dirigente Servizio Salute Regione Marche, sul Piano Socio Sanitario della Regione Marche. L’assessore regionale alla Salute Almerino Mezzolani trarrà le conclusioni del convegno.

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L’Inps si smaterializza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

Dal 1 gennaio 2011 le domande di disoccupazione ordinaria, di mobilità ordinaria e di accentramento della posizione contributiva potranno essere presentate all’Inps esclusivamente per via telematica. Con la circolare n.169 del 31/12/2010 l’Inps ha fornito le disposizioni attuative della determinazione n. 75 del 30 luglio 2010, che prevede dal 01/01/2011, pur con la necessaria gradualità, l’utilizzo del canale telematico per la presentazione delle principali domande di prestazioni/servizi. Inoltre, con tre circolari successive è stata resa pienamente operativa, a partire dal 1 gennaio 2010, la presentazione via web delle domande di disoccupazione ordinaria non agricola, di liquidazione provvisoria dell’indennità di mobilità ordinaria, di apertura delle posizioni contributive aziendali e di accentramento dei relativi adempimenti. È previsto il potenziamento del Contact Center 803164, che sarà abilitato a fornire le informazioni necessarie e ad acquisire, previa identificazione dell’utente, le relative domande di prestazione e di servizio, al fine di aiutare quei soggetti che non dispongano delle necessarie capacità o possibilità di interazione con l’Inps per via telematica. Tale processo di digitalizzazione coinvolgerà, nel corso del 2011, con la dovuta gradualità, tutte le tipologie di domande di servizio/istanze individuate. Al fine di informare i potenziali beneficiari sono previsti dei periodi transitori, durante i quale saranno comunque garantite le consuete modalità di presentazione delle domande.

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Ciclicità della storia

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2010

Erode sposò in seconde nozze Erodiade, che tra l’altro era sua cognata. Ma il temperamento autoritario, egoista, dittatoriale, lo portava ad eccedere, con particolare dedizione alle prestazioni sessuali, che prediligeva sviluppare con minorenni. Quella che maggiormente colpì la sua fantasia malata, fu Salomè, regolarmente minorenne, peraltro sua figliastra, in quanto figlia di Erodiade e di suo fratello, quindi anche sua nipote. Spinto dalla follia del possesso, chiese alla nipotina/figliastra di ballare per lui, un ballo erotico, stimolante… e Salomè ballò…nacque così il Bunga-Bunga, ripreso in questi giorni dai novelli ispirati. La storia dimostra di essere ciclica, ritornando sui suoi passi, forse per fare riflettere le persone di memoria corta. (Rosario Amico Roxas)

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Prestazioni diagnostiche

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2010

E’ interessante il decreto sugli esami diagnostici in farmacia. Il testo ribadisce già al primo articolo che rimangono escluse dalla farmacia le apparecchiature che «prevedano attività di prelievio di sangue o di plasma mediante siringhe o dispositivi equivalenti. Per quanto concerne invece le prestazioni erogabili dalle farmacie, il decreto divide l’elenco in esami di autocontrollo (prima istanza) e di secondo livello. Tra i primi troviamo i test per glicemia, colesterolo e trigliceridi, i test per la misurazione di emoglobina glicata, creatinina, transaminasi, i test per la misurazione di componenti nelle urine, per la gravidanza, per il Psa e via di seguito. Per quanto concerne invece i servizi di secondo livello, le farmacie possono dotarsi di una gamma di apparecchiature comprendenti bracciali per la misurazione della pressione arteriosa, spirometri, saturimetri da dito e strumenti per la cardiologia (elettrocardiografi) purché in telecollegamento con i centri specialistici accreditati dalle Regioni. Per l’erogazione di tali servizi andranno previsti spazi idonei rispetto alle normative vigenti, «dedicati e separati dagli altri ambienti, che consentano l’uso, la manutenzione e la conservazione delle apparecchiature in condizioni di sicurezza». Inoltre, le prestazioni dovranno essere erogate nei limiti dei rispettivi profili professionali e a tale scopo il titolare dovrà redarre un documento – inviato in copia all’Asl competente – nel quale esplicitare compiti e responsabilità degli infermieri o del personale socio-sanitario in servizio nella farmacia. Il titolare, infine, risponde della corretta installazione e manutenzione dei dispositivi così come di eventuali «inesattezze dei risultati analitici». Nulla di nuovo per quanto concerne la retribuzione di tali servizi (ovviamente laddove erogati in regime di Ssn): la griglia per i tariffari sarà definita dalla nuova Convenzione, che si preoccuperò anche di dettare i requisiti strutturali per l’erogazione delle prestazioni. (fonte farmacista33)

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Servizi in Intramoenia

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2010

Il trend di spesa investito dai cittadini per ricevere prestazioni in regime di intramoenia (vale a dire fuori dall’orario di lavoro e dalle attività previste dall’impegno di servizio, in regime ambulatoriale) è in costante crescita. A livello nazionale la parte dei ricavi proveniente dall’area delle prestazioni specialistiche si attesta nel 2009 a quota 58,4%, in crescita rispetto al 2008 (56,6%). Questi i dati principali della Relazione sullo stato di attuazione della legge sull’intramenia, presentata al Parlamento dal ministro della Salute, Fazio.  La relazione annuale – predisposta dall’Osservatorio nazionale per l’attività libero-professionale ricostruisce un quadro attuale ed aggiornato dello stato di attuazione dell’esercizio dell’attività libero-professionale intramuraria, secondo quanto disposto dalla legge n. 120 del 2007. In particolare, la legge del 2007 prevede che ogni struttura sanitaria di diritto pubblico debba predispone un piano aziendale, concernente, con riferimento alle singole unità operative, i tetti dei volumi di attività istituzionale e di attività libero-professionale intramuraria. Per promuovere il massimo della trasparenza tra l’attività pubblica e quella privata del medico, la legge chiede il monitoraggio e il progressivo allineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni nell’ambito dell’attività istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime di libera professione intramuraria, così da assicurare che il ricorso a quest’ultima sia conseguenza di libera scelta del cittadino e non di carenza nell’organizzazione dei servizi resi nell’ambito dell’attività istituzionale.

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La farmacia dei servizi è ancora più efficace

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 settembre 2010

“Siamo estremamente soddisfatti delle norme approvate nel Consiglio dei Ministri di oggi” dice il Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Andrea Mandelli. “Da una parte, infatti, si amplia lo spettro dei nuovi servizi che le farmacie potranno erogare, perché accanto a quella dell’infermiere si prevede la presenza del fisioterapista e, accanto alle prestazioni analitiche, cioè gli autotest diagnostici, si prevedono altre prestazioni strumentali. Dall’altra parte, ed è un punto su cui la Federazione degli Ordini ha sempre insistito, viene modificato il Testo unico delle leggi sanitarie, una legge che risale al 1934, così da permettere l’esercizio delle altre professioni sanitarie all’interno delle farmacie, con l’ovvia esclusione dei professionisti autorizzati alla prescrizione, cioè medici e veterinari”. Per la Federazione degli Ordini, l’iniziativa del Ministro della Salute Ferruccio Fazio, presentatore del Ddl in Consiglio dei Ministri, conferma il suo impegno di promuovere la trasformazione delle farmacie in snodi sanitari, per accelerare il processo di riequilibrio della sanità italiana verso l’assistenza territoriale. “Un impegno che vedrà la Federazione degli Ordini sempre a fianco del Ministro” conclude il Presidente Mandelli.

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