Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘prestiti’

Cresce la richiesta di prestiti finalizzati

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2020

L’analisi ha evidenziato che l’emergenza Covid-19 continui a far sentire i sui effetti sui comportamenti delle famiglie, che in questa fase di incertezza si mostrano ancora caute e tendono a valutare con grande attenzione i propri programmi di spesa. Anche nel mese di settembre si conferma una contrazione del numero di richieste di prestiti del -3,6% rispetto allo stesso mese del 2019, confermando una dinamica negativa che perdura ininterrottamente da marzo con la sola eccezione di agosto. La performance negativa del comparto è totalmente ascrivibile alla flessione delle richieste di prestiti personali, che nell’ultimo mese di osservazione sono risultate in calo del -13,8%, mentre quelle di prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto e moto, arredo, elettronica ed elettrodomestici, energie rinnovabili, ecc) hanno fatto segnare un incremento del +4,4%, confermando il consolidamento del trend in atto ormai da 4 mesi. Per quanto riguarda l’importo richiesto, nel complesso di prestiti personali e finalizzati a settembre il valore medio si è attestato a 9.320 Euro, rimanendo pressoché stabile rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+0,9%).

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Barometro mutui e prestiti di CRIF dati aggiornati a fine agosto 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2020

Dalle istruttorie, nel mese di agosto emergono incrementi significativi per le richieste di credito da parte delle famiglie italiane. La performance risulta particolarmente positiva per quelle di nuovi mutui e le surroghe, che fanno segnare un eloquente +33,7% rispetto allo stesso mese del 2019. Anche i prestiti sono cresciuti (+6,7% nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati), ma l’incremento è totalmente ascrivibile ai prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (+22,2%, contro una flessione del -11,1% dei prestiti personali).Inoltre, nel mese di agosto è cresciuto anche l’importo dei crediti richiesti: per i mutui e le surroghe l’incremento è stato pari a +0,2%, che ha portato il valore medio ad assestarsi a 129.967 Euro. Anche per quanto riguarda i prestiti (nel complesso dei prestiti personali più finalizzati) l’importo richiesto risulta in crescita rispetto all’agosto 2019 (+2,7%), incremento che porta il valore medio a 8.885 Euro. Entrando nel dettaglio, per i prestiti finalizzati l’importo medio è stato pari a 7.070 Euro (+24,0% rispetto all’agosto 2019) mentre per i prestiti personali si è attestato a 11.758 Euro (-2,5%).

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Nexus diventa Facile.it Mutui e Prestiti

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

Nexus, realtà specializzata da oltre 18 anni nella mediazione del credito alle famiglie, dopo il perfezionamento dell’acquisizione da parte di Facile.it si rifà il look e cambia nome: da oggi la società si chiamerà Facile.it Mutui e Prestiti. E, contemporaneamente, annuncia alcuni importanti cambiamenti organizzativi: Daniela Zancan assume il ruolo di Managing Director Stores & FMP di Facile.it e con esso la responsabilità dell’intera Business Unit Store e Facile.it Mutui e Prestiti.
Mauro Giacobbe, già Amministratore Delegato di Facile.it, assume anche il ruolo di Amministratore Delegato di Facile.it Mutui e Prestiti, mentre ad Angela Giannicola, fondatrice di Nexus e Presidente di Facile.it Mutui e Prestiti, viene affidato anche il ruolo di Direttore Commerciale Stores & FMP di Facile.it. Francesco Rigamonti continuerà a seguire l’individuazione e l’apertura delle nuove sedi degli Store a marchio Facile.it in tutta Italia. L’operazione di rebranding, si chiarisce nella nota ufficiale diffusa oggi, coinvolgerà anche le 40 agenzie fisiche che Nexus ha su tutto il territorio nazionale che, a partire da luglio, cambieranno insegna.

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Lombardia: Regione convochi d’urgenza ABI Lombardia per chiarire su erogazione prestiti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Durante l’audizione con CNA Lombardia in IV Commissione Attività Produttive, è emersa la grave problematica della mancata erogazione di finanziamenti alle imprese. Secondo quanto riferito dai vertici delle associazioni di categoria, addirittura il 95% delle domande di prestiti presentate nella nostra regione non hanno ancora ricevuto una risposta positiva. Il Decreto Liquidità, emanato dal Governo, si poneva l’obiettivo di assicurare prontamente liquidità agli imprenditori, in primis attraverso l’anticipo di prestiti da 25mila euro da parte delle banche senza alcuna valutazione di merito. L’esigenza immediata di denaro, però, non è stata soddisfatta per via di una serie di complicazioni burocratiche non ancora risolte. “Da CNA abbiamo avuto l’ulteriore conferma che la misura messa in campo dal Governo non è resa efficace soprattutto per colpa degli ostacoli burocratici posti dal sistema bancario. Se poi sommiamo anche l’anticipo di cassa integrazione, risultato di un accordo stipulato in due date distinte tra ABI e Governo ma anche tra ABI e Regione Lombardia in due date distinte, vediamo che non mancano gli strumenti per aiutare le imprese a superare le difficoltà di liquidità”, dichiara Raffaele Erba, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle. “Il grosso problema da risolvere urgentemente è che l’attuazione di questi strumenti di sostegno non è resa possibile dal sistema bancario. Quindi raccogliamo l’esortazione del Presidente Conte a venire incontro alle aziende e chiederemo a Regione di convocare d’urgenza ABI Lombardia per avere quanto prima un chiarimento”, conclude il consigliere pentastellato.

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Sospensione delle rate di mutui e prestiti

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Secondo un’analisi prodotta da CRIF sulla base delle informazioni contribuite in EURISC, il principale Sistema di Informazioni Creditizie attivo in Italia, nelle prime settimane dopo l’entrata in vigore del decreto ‘Cura Italia’ (nel corso del mese di marzo) le famiglie italiane hanno presentato 162.307 richieste di accesso alla moratoria per la sospensione del pagamento dei propri finanziamenti rateali.
Di queste, circa 65.000 richieste riguardano mutui immobiliari ma sono state più di 55.000 quelle relative ai prestiti personali. A seguire, quasi 19.000 le richieste di moratoria sui prestiti finalizzati, 13.000 quelle sui mutui di liquidità mentre le restanti 10.000 si riferiscono a contratti di leasing e altri prodotti rateali. Dallo studio di CRIF emerge anche che i contratti relativi ai consumatori che sono stati sospesi grazie alla moratoria sono mediamente risultati essere più onerosi in termini di rata mensile e debito residuo, confermando la necessità da parte delle famiglie di sospendere il pagamento di rate che rappresentano un impegno significativo rispetto al budget disponibile. Ad esempio, per i mutui immobiliari per i quali è stata ottenuta la sospensione dei rimborsi grazie alla moratoria la rata media mensile è pari a 753 Euro mentre l’importo residuo ancora da rimborsare per estinguere il finanziamento è di 144.600 Euro. Per gli altri mutui la rata mensile dei contratti per i quali è stata ottenuta la moratoria è pari a 882 Euro contro i 384 Euro dei prestiti personali e i 238 Euro dei prestiti finalizzati.
Un’altra importante evidenza che emerge dallo studio di CRIF riguarda l’applicazione della moratoria a livello regionale: fatto 100 il totale nazionale, il 13,6% dei contratti che hanno beneficiato della sospensione delle rate nel mese di marzo riguarda consumatori del Veneto, che precedono quelli della Sicilia, che mostrano una incidenza del 12,7% sul totale, e quelli del Trentino Alto Adige, con il 12,2% malgrado la modesta incidenza dei contratti attivi sul totale. Seguono la Lombardia, con un peso del 10,1% sul totale, l’Emilia Romagna, con l’8,8%, il Piemonte, con l’8,6%, e il Lazio, con il 7,7%.
Ragionando in termini di numerosità dei contratti sospesi rispetto al numero di finanziamenti attivi, la media nazionale è pari allo 0,8%, con un’accentuazione evidente in Trentino Alto Adige, dove l’incidenza è addirittura pari al 4,7%. Più alta della media l’incidenza anche in Sicilia e in Veneto, entrambe con l’1,3%. Perfettamente in linea con la media nazionale l’Emilia Romagna, le Marche e la Val d’Aosta, mentre l’incidenza in Piemonte risulta pari allo 0,7% contro lo 0,6% della Lombardia.

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Perché il sistema Conte di prestiti alle imprese rischia di essere inefficiente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

Da settimane l’Italia sta affrontando una profonda crisi creata dalla diffusione del Covid-19. Non si tratta solo di emergenza sanitaria, ma anche economica e, per affrontare questo aspetto, fra le misure messe in atto dal governo Conte c’è quello dei prestiti alle imprese che, però, in assenza di altre misure potrebbe non sortire gli esiti sperati. Ad affermarlo una proposta a firma di Jacopo Vavalli – docente presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione in materia di contratti – e Diego Palano – uno dei nomi più noti del web italiano con nel curriculum marchi come Dalani.it e Facile.it e un master al MIT di Boston.Secondo i due autori, l’obiettivo di ‘inondare’ imprese e partite IVA di denaro per una loro auspicata ripartenza potrebbe ritenersi di primo acchito tra le poche soluzioni in grado di garantire la liquidità che serve al tessuto economico produttivo italiano, ma è altrettanto vero che occorre capire quale possa essere il risultato che la stessa produce.Se le imprese e i professionisti dovessero incassare i soldi stanziati dalle Banche con la finalità di poter ripartire, ma si trovassero a far fronte al pagamento di ingenti tasse e imposte, è chiaro che si potrebbe creare un circolo vizioso anziché virtuoso.
A rendere inefficiente il sistema previsto dal governo sono principalmente due ragioni secondo Vavalli e Palano: la prima è che il total tax & contribution rate dell’Italia relativo alle imprese risulta nel 2018 pari al 59,1% del reddito di impresa, a fronte di una media globale pari al 40,5 ed europea pari al 38,9% (dati tratti dal Rapporto “Paying Taxes 2018” realizzato da Banca Mondiale e PwC). La seconda è che, una volta finito il periodo delle sospensioni fiscali dettate dall’emergenza epidemiologica in atto, le stesse imprese – nonché le partite IVA, non meno colpite dal carico fiscale – si ritroveranno a dover fronteggiare sia il pagamento delle imposte correnti sia di quelle passate. Lo Stato, insomma, concederebbe garanzie per far ottenere liquidità, che però rischierebbe di essere in buona parte sottratta ai privati per onorare debiti di natura fiscale. «Per dirla con Winston Churchill», scrivono Vavalli e Palano, «una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico. Eppure una soluzione esiste e andrebbe applicata prima che diventi troppo tardi.».Mai come in questa delicata fase storica il fatto di ridurre sensibilmente il carico fiscale a cittadini e imprese appare imprescindibile perché non ci si può sollevare in piedi dentro un secchio tirando il manico. Il punto fondamentale, sostengono nel loro documento Vavalli e Palano, è che qui non si discute di garantire soluzioni per la prosperità di un paese ma per evitarne una crisi irreversibile.Sarebbe necessario, concludono gli autori della proposta, ridurre il carico fiscale sino a dimezzarlo, a tutti i livelli. Con l’obiettivo futuro di rientrare gradualmente, se del caso, quanto meno nella media dei paesi europei. Realizzare un dimezzamento uniforme di tutte le aliquote di imposta sul reddito da lavoro, sul reddito delle società e sulle attività produttive (IRPEF, IRES e IRAP) del secondo semestre 2020, rappresenterebbe un intervento avente un impatto sicuro, immediato e notevole sulla possibilità di ripresa dell’economia reale, sulla produzione e sulla occupazione, sulla capacità di spesa degli italiani. Una tale ondata di liquidità, seppur subordinata al lavoro e alla produzione, verrebbe parzialmente reintrodotta in circolazione con effetto immediato.

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Barometro CRIF delle richieste di prestiti da parte delle imprese italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

Dallo studio emerge una flessione del -14,7% del numero di richieste di credito presentate dalle imprese italiane nei primi 3 mesi dell’anno, con una dinamica negativa accentuata dall’incertezza derivante dalla pandemia di Covid-19 e dal conseguente lockdown che ha condizionato l’attività di numerosi settori dell’economia nazionale inducendo le imprese italiane ad adottare un approccio attendista. La contrazione riguarda sia le Società di capitali, che nel trimestre hanno fatto segnare un -11,2%, sia le Imprese individuali, per le quali il calo è stato pari a -19,9%. Tra le regioni maggiormente colpite dall’emergenza sanitaria, la Lombardia mostra una contrazione delle richieste nel trimestre di osservazione pari a -18,9%, il Piemonte -18,5%, il Veneto -16,4% mentre in Emilia Romagna la flessione si ferma a -14,2%.Dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF emerge un altro dato interessante rappresentato dall’aumento dell’importo medio richiesto, che nel I trimestre dell’anno si attesta a 68.974 Euro nell’aggregato di Imprese individuali e società (nello stesso periodo del 2019 era risultato pari a 63.119). Per quanto riguarda le Imprese individuali, le richieste di credito hanno visto un importo medio pari a 28.811 Euro contro i 93.371 Euro delle Società di capitali. Va sottolineato però come il 58,6% del totale delle richieste di finanziamento complessivamente presentate nei primi 3 mesi del 2020 abbia avuto un importo inferiore ai 20.000 Euro.La dinamica in atto in questo primo scorcio d’anno è chiaramente legata a un evento eccezionale ma, a maggior ragione, è oltremodo rilevante che l’impegno di tutti debba essere orientato alla creazione delle condizioni per stimolare la domanda e facilitare l’accesso al credito per le Imprese più in difficolta così come per quelle che possono fungere da volano per far ripartire l’economia del Paese.

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Barometro CRIF relativo alle richieste di mutui e prestiti da parte degli italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

E’ aggiornato a febbraio 2020.L’analisi evidenzia la flessione del -1,4% fatta segnare dai prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi quali auto, moto, elettronica, elettrodomestici, articoli di arredamento, ecc. Nello specifico, le famiglie potrebbero essere state indotte a posticipare la pianificazione degli acquisti economicamente più impegnativi anche dall’emergenza coronavirus che ha caratterizzato le ultime settimane. Nel complesso, la performance complessiva dell’intero comparto appare fortemente condizionata dall’andamento delle richieste nelle tre regioni che per prime sono state colpite dall’emergenza sanitaria, ovvero la Lombardia (-8,6% rispetto al corrispondente mese del 2019), il Veneto (-5,2%) e l’Emilia Romagna (-5,9%). Per quanto riguarda le altre forme di finanziamenti alle famiglie, invece, almeno per ora la dinamica in atto non sembra aver subito ripercussioni significative, con il comparto dei prestiti personali fa segnare un +4,3% (12.902 Euro l’importo medio richiesto, in diminuzione del -3,2%) mentre le richieste di nuovi mutui e surroghe risultano in crescita del +32,6% (con il valore medio che si è attestato a 133.379 Euro, in crescita del +2,8%) sulla scia delle precedenti rilevazioni.

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Barometro CRIF delle richieste di prestiti da parte degli italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 19 novembre 2019

Nel mese di ottobre il numero di interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF relative a richieste di prestiti da parte delle famiglie (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) ha fatto segnare un +3,5% rispetto allo stesso mese del 2018, che per altro si era caratterizzato per un robusto aumento, confermando così la dinamica positiva che perdura ininterrottamente da inizio anno. Nello specifico, la performance del comparto è interamente ascrivibile alla componente dei prestiti finalizzati, che hanno fatto segnare un +7,6%, mentre le richieste di prestiti personali sono risultate in calo del -1,2%, confermando la variazione negativa rilevata a settembre.Per quanto riguarda l’importo medio richiesto, nel complesso delle richieste di prestiti personali e finalizzati, a ottobre si registra un calo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (-2,6%) che porta il valore ad assestarsi a 9.419 Euro. Entrando nel dettaglio, per quanto riguarda i prestiti finalizzati l’importo medio richiesto ha raggiunto il valore di 6.571 Euro mentre per i prestiti personali si è attestato a 12.976 Euro, sostanzialmente allineato al valore dell’ottobre 2018.

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Prestiti per lo studio

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2019

Nei prossimi giorni milioni di alunni torneranno nelle aule scolastiche e non mancano le famiglie che, per far fronte ai costi legati allo studio, scelgono di chiedere un prestito personale; secondo le stime di Facile.it e Prestiti.it, nei soli primi 6 mesi del 2019 sono stati erogati oltre 71 milioni di euro in prestiti destinati a coprire le spese legate a scuola, università e, più in generale, alla formazione.L’analisi, realizzata su un campione di oltre 122.000 domande di prestito personale raccolte nel primo semestre dell’anno, ha evidenziato un doppio trend legato ai prestiti personali per lo studio: da un lato, l’aumento dell’importo medio richiesto, cresciuto del 5% rispetto al primo semestre 2018 e stabilizzatosi a 7.960 euro, dall’altro un boom delle richieste presentate dagli under 25, il cui peso percentuale sul totale è passato dal 12% al 19%. Quando si parla di prestiti personali per lo studio, a presentare domanda di finanziamento nel 37% dei casi è una donna, percentuale altissima se si considera che il campione femminile rappresenta, normalmente, circa un quarto dei richiedenti prestito in Italia.

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Barometro CRIF delle richieste di mutui e prestiti in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 11 agosto 2019

Il mese di luglio appena concluso ha messo in evidenza un rallentamento delle richieste sia per quanto riguarda i mutui sia per i prestiti, rilevando il numero di interrogazioni più contenuto in termini assoluti dall’inizio dell’anno. Se il confronto con il corrispondente mese del 2018 vede una variazione positiva per i prestiti, dovuto anche allo stallo che il comparto aveva fatto segnare rispetto agli anni precedenti, relativamente alle richieste di mutui e surroghe si rileva, invece, un ulteriore calo del -8,0%. Dopo alcuni anni caratterizzati da una crescita sostenuta, al marcato ridimensionamento di surroghe e sostituzioni si accompagna infatti un rallentamento delle richieste di nuovi mutui di acquisto.È paradossale che questo rallentamento della domanda di prestiti e mutui avvenga quando il tasso di default (ovvero l’indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 3 o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) del credito al dettaglio (quindi mutui immobiliari e credito al consumo) è ulteriormente sceso arrivando ad attestarsi all’1.7%. Nello specifico, per i mutui immobiliari il tasso di default si è attestato all’1,3%, addirittura al di sotto del livello pre-crisi.Va qui sottolineato che uno dei fattori in grado di sostenere la propensione a richiedere credito è rappresentato dalla concreta possibilità di vederselo erogato; è quindi fondamentale che le informazioni relative all’affidabilità del richiedente e alla sostenibilità del finanziamento rispetto al budget familiare siano disponibili con l’ampiezza necessaria.

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Barometro CRIF delle richieste di prestiti: Sono in crescita

Posted by fidest press agency su domenica, 31 marzo 2019

Nel mese di febbraio il numero di interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF relativamente alle richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) ha fatto segnare un +11,1% nel confronto con lo stesso mese del 2018. Nello specifico, i prestiti finalizzati hanno registrato l’incremento più consistente, pari a +13,5%, mentre la variazione dei prestiti personali è risultata pari a +8,4%.A febbraio si segnala inoltre un nuovo record per l’importo medio richiesto, che nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati è stato pari a 10.171 Euro (+2,4% rispetto allo stesso mese del 2018). Entrando nel dettaglio, per quanto riguarda i prestiti finalizzati, a febbraio l’importo medio richiesto ha raggiunto il valore di 7.459 Euro (+12,2%) mentre i prestiti personali si è attestato a 13.326 Euro (in diminuzione del -1,9%).

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Prestiti: aumenta del 4,7% il consolidamento debiti

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Il 2018 è stato un anno positivo per il settore dei prestiti personali, caratterizzato, rispetto al 2017, da un aumento del peso percentuale delle richieste di prestito per il consolidamento debiti (+4,7%) e da un calo di quelle per la ristrutturazione casa (-3,40%) e per l’acquisto dell’auto (-1,20%). In crescita anche la percentuale di coloro che si sono rivolti ad una società di credito per pagare le spese mediche (+0,8%), per acquistare un immobile (+0,9%) e per ottenere liquidità (+1,7%).A tracciare un bilancio sull’andamento del settore ha pensato l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it che, esaminando oltre 190mila domande di finanziamento raccolte nel corso del 2018, ha evidenziato che l’importo medio chiesto da chi si è rivolto lo scorso anno ad una società di credito è stato pari a 12.890 euro, da restituire in 67 mesi (poco più di 5 anni e mezzo).Analizzando il profilo socio-demografico dei richiedenti emerge che l’età media di chi ha chiesto un finanziamento nel 2018 è pari a 42 anni, anche se quasi un terzo delle domande proviene da un under 35 (29,2%); nel 72% dei casi a presentare richiesta è un uomo, mentre se si guarda alla professione in 7 casi su 10 proviene da un dipendente privato a tempo indeterminato.

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Richieste di mutui e prestiti da parte delle famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Lo studio ha evidenziato che l’anno appena concluso si è caratterizzato per una crescita complessiva delle richieste di credito da parte delle famiglie italiane. Per quanto riguarda i prestiti, nell’aggregato di personali più finalizzati, il numero delle richieste è cresciuto del +5,0% rispetto al 2017. La buona performance del comparto è determinata principalmente dai prestiti personali, ma anche quelli finalizzati si sono posizionati in territorio positivo. Relativamente al comparto dei mutui, invece, è stato positivo il recupero delle interrogazioni relative ai nuovi mutui di acquisto seppur non completamente compensato dal ridimensionamento di quelle per surroghe e sostituzioni, che nel complesso ha determinato una lieve flessione delle richieste, pari a -0,6% rispetto all’anno precedente.
Per quanto riguarda l’importo medio dei prestiti, considerando sia quelli finalizzati che personali, nel 2018 con 9.459 Euro richiesti si tratta del valore medio più alto da quando CRIF ha iniziato ad analizzare in modo sistematico le informazioni relative alle istruttorie di credito. Entrando maggiormente nel dettaglio, relativamente ai prestiti finalizzati nel 2018 l’importo medio richiesto è risultato pari a 6.512 Euro (+9,2% rispetto al 2017) a fronte dei 12.940 Euro dei prestiti personali, valore sostanzialmente in linea con quello rilevato nell’anno precedente.Nel corso del 2018 si è inoltre assistito a una ripresa costante dell’importo medio delle richieste di mutuo, anche in virtù del minor peso delle surroghe, che per natura hanno un importo medio più contenuto. Nello specifico, a dicembre a dicembre il valore medio è risultato pari a 130.154 Euro, con una crescita pari a +2,0% rispetto allo stesso mese del 2017, mentre a livello di intero anno si è attestato a 127.502 Euro.

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Prestiti: aumentano quelli richiesti per il consolidamento debiti e le spese mediche

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Milano. Aumentano le richieste di prestiti personali destinati al consolidamento debiti, all’acquisto di arredamento e alle spese mediche, mentre calano quelli per la ristrutturazione della casa. Sono queste le prime evidenze emerse dall’osservatorio congiunto di Facile.it e Prestiti.it, realizzato su un campione di oltre 150.000 domande di finanziamento*, secondo il quale, nel corso dei primi 10 mesi dell’anno, gli italiani che si sono rivolti ad una società del credito hanno cercato di ottenere in media 10.334 euro, lo 0,8% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Aumento che, si legge nell’analisi, si è tradotto anche in un allungamento dei piani di ammortamento medi, passati da 60 a 62 rate.
Gli italiani continuano dunque a far ricorso alle società del credito, ma cambiano le priorità; esaminando le richieste di prestito personale nelle quali il firmatario ha specificato la finalità, emerge che la prima motivazione che ha spinto gli italiani a presentare domanda nei primi 10 mesi dell’anno è l’acquisto di un’auto usata (22%), mentre slittano al secondo posto le richieste di prestito destinate alla ristrutturazione della casa (21%), che perdono 4,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
In forte aumento, invece, le domande di prestito personale destinate al consolidamento debiti, che passano dal 9,5% del 2017 al 13,1% del 2018, e quelle per pagare le spese mediche, il cui peso percentuale è cresciuto di oltre un terzo passando dal 3,7% del 2017 al 5% del 2018.
«Nell’ultimo anno si è assistito ad un cambiamento delle motivazioni che hanno spinto gli italiani a chiedere un prestito personale», spiega Andrea Bordigone, Responsabile prestiti di Facile.it «se da un lato l’aumento del consolidamento debiti ci racconta di una maggiore consapevolezza rispetto alle opportunità per gestire più correttamente il debito, dall’altra non si può non notare come stiano assumendo un peso sempre maggiore le richieste di prestiti personali destinati a coprire le spese mediche.».
A variare rispetto ai primi 10 mesi del 2017 sono state anche le somme che i richiedenti hanno cercato di ottenere. In aumento gli importi medi richiesti per il consolidamento debiti (17.538 euro, +9%), per la formazione (7.040, +12%) e i viaggi (€ 4.692 euro, +13%). In calo, invece, le somme richieste per i prestiti personali destinati alla “casa” come l’acquisto immobili (€ 21.025 euro, -20%) e la ristrutturazione casa (€ 13.281, -13%). Situazione in chiaroscuro per i prestiti personali per l’acquisto di arredamento; se ne chiedono di più (il loro peso percentuale è passato dal 7,1% al’8,8%) ma è diminuito il taglio medio (sceso del 4% e stabilizzatosi a 8.443 euro).
Guardando al profilo dei richiedenti emerge che chi ha presentato domanda nei primi 10 mesi del 2018 aveva, in media, 42 anni; la fascia anagrafica più rappresentata è quella degli under 35, cui fanno capo quasi 1 terzo delle richieste (31,9%), seguita dai richiedenti con età compresa tra i 35 e 44 anni (31,5%) e quelli nella fascia 45-54 anni (23%).
Dati interessanti emergono dall’analisi del sesso del richiedente; la percentuale di domande di finanziamento presentate da donne rimane ancora marginale (circa il 28%) e permangono le differenze sugli importi medi richiesti dai due sessi, con gli uomini che puntano ad ottenere, in media, il 10% in più rispetto al gentil sesso (10.612 euro contro i 9.633 euro). Rispetto alla posizione lavorativa del richiedente, a presentar domanda in circa il 75% dei casi è un dipendete con contratto a tempo indeterminato, nel 14% un lavoratore autonomo o libero professionista e nel 5,5% un pensionato.

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Barometro CRIF delle richieste di prestiti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Nel mese di ottobre il numero di interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) ha confermato un trend di forte crescita, segnando un +9,5% rispetto al corrispondente mese del 2017. L’incremento è frutto della performance positiva sia della componente dei prestiti personali (+17,2%), che registrano la seconda miglior performance quanto a numero di richieste degli ultimi 10 anni, sia dei prestiti finalizzati (+3,7%), che risultano in ripresa dopo un primo trimestre dell’anno leggermente negativo.Il valore dell’importo medio richiesto in ottobre, nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati, è pari a 9.666 Euro, e segna un nuovo record: +4,1% rispetto allo stesso mese del 2017 – che già aveva avuto un’ottima performance. Nello specifico, in ottobre i prestiti finalizzati hanno segnato un deciso incremento del +7,1% rispetto allo stesso mese del 2017, facendo registrare un valore di 6.808 Euro, tra i più alti da quando CRIF ha iniziato le rilevazioni mensili. D’altra parte, i prestiti personali sono in leggera flessione (-1,0%), con l’importo medio attestatosi a 12.943 Euro, rimanendo comunque il miglior risultato dell’ultimo trimestre.

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Andamento delle richieste di mutui e prestiti da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 settembre 2018

Lo studio ha mostrato che il mese di agosto non ha frenato la ritrovata propensione degli italiani a rivolgersi agli istituti di credito per finanziare i propri acquisti e gli investimenti sulla casa. Nello specifico, le interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF relativamente alle richieste di mutui e surroghe hanno fatto segnare un incremento pari a +4,6% rispetto al corrispondente mese del 2017 mentre quelle relative ai prestiti (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) hanno visto una crescita del +9,3%.In particolare, i mutui hanno registrato un consolidamento del trend di crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 127.547 Euro (+2,5% rispetto al corrispondente mese del 2017).Per quanto riguarda i prestiti, le richieste di prestiti personali sono cresciute del +14,0%, con la crescita mensile più robusta degli ultimi 10 anni, mentre i prestiti finalizzati sono aumentati del +5,3%. Per il settore buone notizie arrivano anche dall’importo medio richiesto, che nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati si attesta a 8.825 Euro (+1,0% rispetto all’agosto 2017, mese che già aveva fatto segnare una ottima performance). Nello specifico, nel periodo di osservazione per i prestiti finalizzati il valore richiesto è risultato pari a 5.868 Euro mentre per i prestiti personali si è attestato a 12.020 Euro.

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Prestiti per lo studio: erogati 87 milioni di euro in 7 mesi

Posted by fidest press agency su sabato, 1 settembre 2018

Manca poco all’inizio del nuovo anno scolastico e molte famiglie stanno già facendo i conti con le spese, spesso elevate, legate all’istruzione tanto che, secondo le stime di Facile.it e Prestiti.it, da gennaio a luglio 2018 sono stati erogati prestiti personali pari ad oltre 87 milioni di euro destinati a sostenere i costi legati a studio, formazione e università.Chi si è rivolto ad una società del credito per questo tipo di prestito ha chiesto, in media, 7.664 euro da restituire in 4 anni e mezzo (55 mensilità). Un prestito che, considerando i tassi attuali che variano tra il 7,10% e l’11,26% (TAEG) e una durata di 5 anni, si traduce in una rata mensile compresa tra i 149 e i 162 euro. Dall’analisi emerge inoltre che quando si parla di prestiti personali per lo studio, a presentare domanda di finanziamento nel 38% dei casi è una donna, percentuale altissima se si considera che il campione femminile rappresenta, normalmente, circa un quarto dei richiedenti prestito in Italia.

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Spese mediche: nel 2017 erogati prestiti per più di 400 milioni di euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 febbraio 2018

Secondo Facile.it e Prestiti.it, nel 2017 sono molti coloro che, per evitare di rimandare spese legate alla propria salute, sono ricorsi ad un prestito personale; circa il 4% di chi ha presentato domanda di finanziamento esplicitando la finalità: dato equivalente ad un valore complessivo stimato di oltre 400 milioni di euro erogati a questo scopo. I portali hanno analizzato un campione di oltre 50.000 richieste presentate attraverso i siti da gennaio a dicembre dello scorso anno, evidenziando come i dati vadano in qualche modo a completare il quadro tracciato da quelli che, per il 2016, stimavano in un numero compreso fra i 3,9 (Fonte Istat) ed i 12 milioni (Fonte Censis) gli italiani che avevano rinunciato o rimandato spese mediche, specialistiche o prestazioni sanitarie di vario tipo.«La richiesta di prestiti personali per sostenere spese sanitarie» ha dichiarato Andrea Bordigone, responsabile business unit prestiti di Facile.it. «in alcuni casi è una soluzione efficace per non dover rinunciare completamente ad adeguate cure assistenziali o mediche, mentre in altri è una scelta fatta per dilazionare nel tempo e far pesare il meno possibile sul bilancio familiare i costi legati a interventi non sempre necessari come quelli estetici».
La richiesta media presentata nel corso dei 12 mesi, si legge nell’analisi, è stata pari a 6.898 euro, da restituire nell’arco di quasi 4 anni e mezzo (53 rate). Guardando alla composizione anagrafica del campione, emerge che l’età media di chi richiede un prestito per sostenere spese sanitarie (46 anni) è notevolmente più alta se confrontata con quella di chi richiede finanziamenti per scopi diversi e supera di ben 5 anni l’età media di chi si rivolge, in generale, ad una finanziaria (41 anni). Più di una domanda su quattro (28,2%) arriva dalla fascia di popolazione con età compresa tra i 35 e 44 anni; seguono coloro che hanno tra i 45 e i 54 anni (25,9%) mentre al terzo posto si posiziona la fascia 55-64 anni (18,3%), ultimi gli under 25 e gli over 65, con percentuali pari, rispettivamente, al 2,9% ed al 7,8%.
Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 40,47% dei casi a presentare domanda di finanziamento è stata una donna. Il valore è estremamente alto se lo si considera rispetto alle richieste di prestito totali, dove la percentuale femminile di richiedenti si ferma al 28,74%. Queste percentuali, però, si possono capire meglio se si considera che, tra le spese sanitarie sostenute vi sono, impianti di ortodonzia e occhiali da vista, per sé o per i figli, ma anche operazioni di chirurgia estetica e trattamenti di bellezza che spesso hanno un impatto economico importante.
Per quanto riguarda la posizione lavorativa dei richiedenti, la categoria professionale che fa più ricorso al credito al consumo per sostenere le spese mediche è quella dei dipendenti privati a tempo indeterminato (66,48%), ma è notevole anche il dato relativo ai pensionati, cui fa capo oltre una richiesta su dieci (12,84%). Lo stipendio medio dichiarato in fase di presentazione della domanda è di 1.589 €.A livello territoriale, le regioni in cui le domande di finanziamento per spese mediche hanno raggiunto le percentuali maggiori sono il Friuli Venezia Giulia, dove il 5,08% delle richieste di prestito tra quelle per le quali è stata indicata la finalità è destinato alle spese sanitarie, il Trentino Alto Adige (4,73%) e il Lazio (4,46%). Di contro, Sardegna e Campania sono le aree con i valori percentuali più bassi, rispettivamente il 2,14% e il 2,54%.

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Richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 16 gennaio 2018

soldi-pubbliciLa rilevazione ha mostrato che dicembre 2017 si è chiuso con una performance positiva pari a +9,3% per le richieste di prestiti (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati), che complessivamente fanno segnare un +1,9% rispetto al 2016.Si tratta dell’ennesima conferma della vivacità del comparto, che giova del progressivo miglioramento della situazione economico-finanziaria delle famiglie, anche se è necessario evidenziare la presenza di due tendenze contrapposte: da un lato i prestiti personali continuano la performance costantemente positiva da inizio anno, registrando un +18,7% a dicembre che porta a una crescita complessiva del +5,4% su base annua; dall’altro, i prestiti finalizzati a dicembre fanno segnare un incremento del +4,7% che però non risulta sufficiente a evitare un leggero saldo negativo a livello di intero 2017, pari a -0,8% nel confronto con il 2016.Infine, nel mese di dicembre 2017 è proseguita anche la crescita dell’importo medio dei prestiti richiesti che, nell’aggregato di prestiti personali più finalizzati, si è portato a 8.100 Euro (+5,8% rispetto allo stesso mese del 2016). Complessivamente il 2017 ha fatto registrare il valore medio più alto da quando CRIF ha iniziato a monitorare il comparto, pari a 9.050 Euro.

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