Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘prestito’

Il prestito a FCA

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Se FCA vuole accedere al prestito di 6,3 miliardi di euro a tasso agevolato e garantito dallo Stato, deve impegnarsi a creare in Italia una catena di valore della mobilità elettrica, per assicurare la competitività dell’industria automobilistica italiana e della sua forza lavoro negli anni a venire.È quanto sostengono alcune associazioni ambientaliste – Transport & Environment (T&E), Legambiente, Kyoto Club, Greenpeace Italia, WWF Italia e Cittadini per l’Aria, Campagna Sbilanciamoci! – in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ad altri membri dell’esecutivo.Secondo le organizzazioni firmatarie del documento, oggi FCA è l’unica casa automobilistica europea a non aver ancora messo sul mercato europeo alcun veicolo elettrico. La società presieduta da John Elkann, continua la lettera, ha dovuto ricorrere al pool con un costruttore esterno al suo gruppo, Tesla, costato €1,8 miliardi per evitare multe ancora più corpose dovute al mancato rispetto del target dei 95grCO2/km entrato in vigore quest’anno, ma approvato oltre 10 anni fa.Questo, insieme alla delocalizzazione della produzione europea fuori dall’Italia, ha significativamente indebolito la competitività italiana dell’industria dell’auto. Allo stato attuale, l’Italia rischia seriamente di non avere alcun ruolo da giocare in quella che rappresenta una delle principali rivoluzioni industriali del secolo: la mobilità elettrica, con serissime ricadute sul nostro sistema economico, sociale ed ambientale.Certo, per le associazioni green i recenti investimenti (1,7 miliardi di euro) di FCA nelle fabbriche italiane per la produzione di veicoli ibridi plug-in e veicoli elettrici, come la nuova versione della Fiat 500e, vanno “nella giusta direzione”; tuttavia, non sono sufficienti “per assicurare la creazione di un polo italiano della mobilità elettrica”.Si richiede poi ai contribuenti italiani di sostenere FCA nell’emergenza. Ma va evidenziato che FCA è una società che attualmente non ha la sede principale in Italia, e di conseguenza paga solo una piccola parte delle sue tasse societarie totali in questo paese. La concessione di un prestito a tasso agevolato e garantito dallo stato comporta un rischio significativo per i contribuenti, nessuna garanzia in caso di insolvenza a fronte di alcun vantaggio nell’eventualità (certamente desiderabile) che FCA ne tragga alti profitti.
In conclusione, le organizzazioni firmatarie avanzano alcune condizioni minime che la società automobilistica dovrebbe rispettare per ottenere il prestito richiesto. In primo luogo, FCA deve impegnarsi a garantire che la produzione europea di auto elettriche sia raddoppiata per il 2023, 2024, 2025 e che questa avvenga interamente in Italia; deve mettere fine alla produzione di auto fossili “non più tardi del 2025”; deve garantire che il 100% della produzione europea dei propri veicoli elettrici avvenga interamente in Italia almeno fino al 2025; deve mantenere i livelli occupazionali attuali e indirizzarli verso l’elettromobilità; deve destinare almeno l’80% del budget ricerca e sviluppo alla catena di valore dei veicoli elettrici o a joint ventures per la produzione di celle agli ioni di litio; deve facilitare la creazione di una gigafactory italiana per la produzione di celle di batterie sostenibili, unendosi a consorzi con i produttori di batterie seguendo l’esempio dei principali produttori europei e acquistando le batterie prodotte in Italia per i propri veicoli elettrici.“Se il gruppo FCA chiede aiuto allo Stato italiano” conclude il documento, “allora deve garantire che in Italia avvenga la trasformazione industriale di cui il Paese ha bisogno per essere al passo con i tempi, compatibilmente agli impegni climatici e alle sfide industriali, economiche e sociali in atto”.

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Prestito 25mila euro e clausole bancarie

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2020

“Le clausole e condizioni che alcune banche, anche d’interesse nazionale, pubblicizzano attraverso appositi banner per coloro che intendono accedere al prestito di 25mila euro per le piccole e medie imprese, rappresentano un vero e proprio abuso, essendo le stesse escluse dalla legge”.Lo dichiarano in una nota Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera e Tommaso Foti, copogruppo FDI in commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario.“Nonostante le conferme in tal senso espresse da ABI – aggiungono i deputati di FDI – sono numerosissime le segnalazioni che pervengono a Fratelli d’Italia e che attestano un inammissibile e censurabile modo di operare del sistema bancario. Per questa ragione, Fratelli d’Italia richiede una nuova audizione di Banca d’Italia davanti la Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, affinché la Banca centrale non solo renda note le iniziative assunte nei confronti degli istituti di credito che operano contro legge, ma anche per evidenziare le iniziative assunte per una corretta ed indispensabile informazione ai richiedenti il prestito, consentendo a quest’ultimi di poter accedere al credito con l’urgenza che la situazione richiede”.“Infine – concludono Lollobrigida e Foti – riteniamo che spetti a Banca Italia accertare che le banche informino i clienti delle reali e pesanti conseguenze che potrebbero derivare dal mancato rimborso anche di una sola rata del prestito concesso in ragione del decreto liquidità all’esame del Parlamento”.

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Sì del PE a prestito di 500 milioni di euro alla Tunisia

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2016

Tunisi2Un prestito di 500 milioni di euro alla Tunisia, effettuato a condizioni favorevoli, per aiutare il paese a ridurre il suo debito estero e consolidare i propri meccanismi democratici, è stato approvato dal Parlamento mercoledì. Per avere accesso al credito, la Tunisia dovrà firmare un memorandum di intenti con la Commissione europea, impegnandosi a realizzare riforme strutturali e a perseguire una sana gestione delle finanze pubbliche.Inoltre, la Tunisia dovrà garantire il rispetto dei meccanismi democratici, dello Stato di diritto e dei diritti umani, sotto la supervisione dell’UE. Una volta realizzato tali condizioni, la Tunisia potrà usufruire del prestito per un periodo di due anni e mezzo.Il prestito dell’UE alla Tunisia andrà ad aggiungersi ai 2,9 miliardi di euro di aiuto stanziati dal Fondo Monetario Internazionale.La risoluzione è stata approvata con 561 voti a favore, 76 contrari e 42 astensioni.

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Imu: tassa ingiusta

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 Maggio 2012

“Possedere una casa è un diritto che va difeso e non tassato, tutti i partiti dovrebbero opporsi a questo ulteriore balzello che il Governo Monti vuole porre sulle teste dei cittadini, tutelando e famiglie già pesantemente provate da una pressione fiscale insostenibile.” Lo afferma in una nota Domenico Scilipoti Segretario Nazionale MRN “L’imu sulla prima casa –continua- non va pagata è una tassa ingiusta ed odiosa che si va ad aggiungere alla già lunga lista di costi che le famiglie devono sostenere per mantenere la loro abitazione, non bastano già le rate del mutuo?” “Se il Governo Monti ha bisogno di far cassa –conclude l’On.Scilipoti- faccia pagare l’imu alle banche che hanno erogato i mutui, visto che i reali proprietari degli immobili, fino a che l’intero importo del prestito non viene saldato, sono gli istituti di credito.“

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La Bei fuori dalla miniera di Tenke!

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2010

La rete di Ong europee Counterbalance, di cui la CRBM è uno dei membri fondatori, accoglie molto positivamente la notizia che la Banca europea per gli investimenti non finanzierà il controverso progetto di Tenke, nella Repubblica Democratica del Congo. Tra le miniere di rame e cobalto più grandi al mondo, Tenke è da tempo oggetto delle perplessità della società civile locale e internazionale a causa della quasi totale mancanza di trasparenza e una serie di accuse per un caso di corruzione. Nel luglio del 2007 il consiglio dei direttori della banca di sviluppo dell’Unione europea aveva approvato un prestito di 100 milioni di euro per il progetto, nel quale la compagnia estrattiva americana Freeport McMoRan detiene la quota di maggioranza. Grazie alle pressioni delle Ong, al sostegno economico era stato collegato il rispetto di alcune condizioni riguardanti la revisione del contratto, dal momento che una commissione intergovernativa congolese aveva espresso la necessità che lo stesso contratto fosse rinegoziato a causa di una serie di irregolarità. Oltre alla mancanza di trasparenza, si contestavano alcuni pagamenti già eseguiti, dei latenti conflitti di interesse, persone sfollate senza le dovute compensazioni e le condizioni molto sfavorevoli imposte all’esecutivo locale. La Banca europea per gli investimenti ha preso atto che tra il governo di Kinshasa e il consorzio responsabile dello sfruttamento della miniera non è stata raggiunta alcuna intesa e che di conseguenza le condizioni richieste non sono state osservate, ragione per cui si è dovuta tirare indietro. L’istituzione con sede a Lussemburgo ha però manifestato l’intenzione di ritornare sul progetto, qualora in futuro lo stallo negoziale dovesse sbloccarsi. Counterbalance chiede alla Banca di “dimenticare” Tenke e più in generale di riconsiderare il suo sostegno a simili progetti estrattivi, che hanno impatti molto negativi sull’ambiente e contribuiscono ai cambiamenti climatici. “Dopo quanto accaduto per Tenke, ci auguriamo che la Banca europea per gli investimenti, in accordo con i governi europei, promuova una revisione esterna del settore estrattivo e sia più attenta alle indicazioni della società civile nella fase di selezione e valutazione dei progetti.” ha dichiarato Caterina Amicucci della CRBM.

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Incrementare le fonti rinnovabili

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2010

Palazzo Rospigliosi Pallavicini di Roma ha ospitato lo scorso 28 gennaio il convegno su “Energie rinnovabili in un’economia globale: motori di sviluppo e di vantaggio sociale”.  Organizzato dalla società eolica Maestrale Green Energy, con la collaborazione di APER (l’Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili), il convegno ha trattato i temi di maggiore attualità legati a queste fonti energetiche: vantaggi e attrattività imprenditoriale; costi e benefici; effetti della crisi all’interno di questo comparto; rinnovabili e sud del mondo; energia e territorio; banche e ambiente.  A margine dell’incontro, Maestrale Green Energy ha comunicato che su una pipeline di complessivi 1750 MW posseduta da Theolia in Europa, il mercato italiano – rappresentato dalla stessa Maestrale Green Energy- detiene una quota di 450 MW (il 26% del totale), di cui circa 150 MW verranno realizzati entro il 2011. Nel medio periodo, l’Italia è perciò destinata a diventare il mercato portante di Theolia. Oggi, solo al Sud, ci sono richieste di connessione di impianti rinnovabili alla rete nazionale per oltre 100.000 MW (82.000 MW eolico, 14.000 MW solare, resto altre fonti) a fronte di un potenziale massimo che, nel caso dell’eolico, gli stessi operatori (Anev) stabiliscono a 16.000 MW entro il 2020. Per garantire uno sviluppo ordinato delle rinnovabili è, quindi, essenziale trovare una soluzione, concordata con il regolatore, per contrastare facili speculazioni ed eliminare le richieste di carta che intasano le procedure autorizzative e prenotano a vuoto capacità di rete per i prossimi anni. In tal senso continua il dialogo assiduo tra Terna, Aper e le altre associazioni per trovare soluzioni condivise ed efficaci”.
Paola Restano Cassulini, responsabile dell’Area Mercato Aziende, ha spiegato perché Banca Popolare di Milano è impegnata nello sviluppo delle energie rinnovabili. L’interesse della Banca è collegabile alla sua storia, che la vede da sempre impegnata ad assumere comportamenti responsabili e sostenibili, a coniugare nella attività economica la dimensione sociale ed ambientale. La Banca, una delle prime che nel 2007 ha aderito alla convenzione con il Gestore dei Servizi Energetici, ha predisposto uno specifico pacchetto dedicato alle aziende, alle persone ed ai condomini che intendono realizzare investimenti nelle energie rinnovabili. Si tratta di una serie di finanziamenti non assistiti da ipoteche, che consentono di coprire fino al 100% del valore dell’impianto, con condizioni economiche vantaggiose, la cui durata può essere fino a 15 anni. Tali finanziamenti permettono di utilizzare gli incentivi per la copertura o l’abbattimento della rata di rimborso del prestito.

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Prestito nuovi nati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2010

Via libera al fondo di garanzia per il prestito ai nuovi nati: è disponibile da oggi l’elenco delle banche aderenti all’iniziativa. Dal 20 gennaio parte la campagna di comunicazione, trasmessa da radio e Tv. Infine, è stato realizzato dalla redazione web di Palazzo Chigi in collaborazione con il Dipartimento Politiche per la famiglia un apposito sito web per informare e guidare i genitori che vogliono usufruire di questa opportunità. L’iniziativa, che prevede un prestito garantito di 5.000 euro a tassi agevolati, che possono richiedere tutte le famiglie che hanno un bambino, nato o adottato negli anni 2009, 2010 e 2011, è diventata operativa con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del regolamento di attuazione e la firma del protocollo d’intesa tra il sottosegretario alle Politiche della famiglia, Carlo Giovanardi, e l’Abi (Associazione Bancaria Italiana). Successivamente sono state firmate le singole convenzioni con le banche e intermediari finanziari che hanno aderito all’iniziativa. L’adesione da parte delle banche al protocollo d’Intesa è facoltativa e la concessione del prestito sarà valutata autonomamente dagli intermediari finanziari. Sono ammissibili alla garanzia del Fondo le operazioni di finanziamento a favore dei soggetti esercenti la potestà genitoriale di bambini nati o adottati negli anni 2009, 2010 e 2011. Nel caso di potestà o affido condiviso è ammesso un solo prestito. La garanzia del Fondo è concessa nella misura del 50 per cento del finanziamento ed è incondizionata, irrevocabile ed a prima richiesta.

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Prestito Vitalizio Ipotecario

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2009

È stato siglato a Perugia l’Accordo Nazionale tra la Gem Consulting e la Euvis S.p.a.La partnership riguarda l’erogazione di finanziamenti a lungo termine, assistiti da ipoteche di primo grado su immobili residenziali, destinati ai proprietari di abitazioni che abbiano compiuto i 65 anni di età.   Questo strumento finanziario innovativo permetterà al cittadino over 65 di risolvere molti “problemi di liquidità” delegando al valore della propria abitazione il compito di rimborsare il prestito.  Nel corso degli anni – dice il Prof. Marco Monetini – il valore di mercato dell’abitazione probabilmente aumenterà e consentirà agli eredi di conservare una parte rilevante del suo valore, una volta rimborsato il finanziamento.  I proprietari di un immobile, quindi, potranno ottenere un prestito proporzionale al valore dello stesso e alla propria età, mettendo a garanzia l’immobile stesso con l’ipoteca.  Cosa che pochi sanno è che questo prestito è meno oneroso rispetto alle altre principali forme di credito personale e non prevede alcuna rata mensile: il rimborso verrà effettuato alla scomparsa del mutuatario. La sottoscrizione del finanziamento – come afferma l’Area Manager di EUVIS Francesco De Simone – dovrà essere una decisione condivisa da tutta la famiglia. Successivamente alla dipartita del cliente, infatti, gli eredi dovranno decidere se estinguere il debito e riscattare l’immobile oppure venderlo privatamente, rinfondere il dovuto e trattenere la differenza. Gli over 65 potranno monetizzare una parte del valore bloccato nell’abitazione per soddisfare ogni loro esigenza ed investire una eventuale eccedenza della somma in attività a basso profilo di rischio così da rendere veramente minimo il costo del finanziamento.  Questa partnership coniuga l’esperienza di EUVIS, specializzata nello sviluppo di soluzioni finanziarie per la terza età, a quella di GEM orientata alla fornitura di servizi consulenziali.

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Bosnia-Erzegovina: stimoli economia

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2009

La Banca europea per gli investimenti (BEI) ha annunciato ieri la firma di tre contratti di prestito, per un totale complessivo di 110 milioni di euro, intesi a stimolare l’economia della Bosnia-Erzegovina e sostenerne l’impegno verso una ripresa.  50 milioni di euro, attraverso Intesa Sanpaolo Banka, dedicati alle piccole e medie imprese (PMI) e ai progetti prioritari. 50 milioni di euro, per il tramite della Banca per lo sviluppo e gli investimenti della Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina (IRBRS), destinati alle PMI e ai progetti infrastrutturali locali. 10 milioni di euro, attraverso LOK Microfinance, per le piccole e microimprese, anche di recente costituzione. Queste tre operazioni contribuiscono in misura rilevante allo sviluppo di progetti nei settori economici non adeguatamente sostenuti dai servizi finanziari e all’offerta di risorse a un ampio ventaglio di piccole e microimprese, con beneficio di una parte importante dell’economia locale.   I primi due contratti sono stati siglati in occasione della visita ufficiale in Bosnia-Erzegovina effettuata da Dario Scannapieco, Vicepresidente della BEI responsabile per le operazioni in Italia, Malta e Balcani occidentali. Il terzo, a favore di una fondazione attiva nel settore della microfinanza, era stato firmato in ottobre. Il Vicepresidente della BEI ha incontrato il Ministro delle finanze e del tesoro della Bosnia-Erzegovina, Dragan Vrankic, e il Ministro delle finanze della Federazione di Bosnia ed Erzegovina, Vjekoslav Bevanda.  Si tratta di un prestito da 50 milioni di euro diretto a finanziare i progetti su piccola e media scala promossi dalle PMI o dalle autorità locali negli ambiti dell’economia della conoscenza, dell’energia e della tutela dell’ambiente in tutto il Paese. Almeno il 70% del finanziamento sarà dedicato ai progetti delle PMI.
La Banca europea per gli investimenti (BEI), l’istituzione dell’Unione europea (UE) per l’erogazione di prestiti a lungo termine, sostiene progetti di investimento validi che promuovono gli obiettivi politici dell’Unione.  Nei Paesi dei Balcani occidentali, le operazioni di finanziamento della Banca contribuiscono ad agevolare il processo di integrazione con l’UE. Tra il 2001 e il 2009 la BEI ha concesso prestiti alla Bosnia-Erzegovina per un totale di 1 023 milioni di euro. L’intervento della Banca nel Paese ha finora riguardato in via prioritaria il finanziamento di progetti delle PMI e nei settori dei trasporti, dell’energia e dell’ambiente.

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Fondo di garanzia per i nuovi nati

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2009

Tutte le famiglie che hanno un bambino nato o adottato nel 2009, 2010 e 2011 possono chiedere un prestito garantito di 5.000 euro a tassi agevolati. L’iniziativa è diventata operativa con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del relativo regolamento. Le risorse finanziarie stanziate sono circa 85 milioni di euro per il triennio; il decreto definisce le modalità per richiedere il prestito e attivare il Fondo di garanzia. Sono ammessi alla garanzia del Fondo le operazioni di finanziamento a favore dei soggetti esercenti la potestà genitoriale; nel caso di potestà o affido condiviso è consentito un solo prestito. I finanziamenti hanno una durata non superiore a cinque anni. Possono effettuare le operazioni di finanziamento garantite dal Fondo le banche e gli intermediari finanziari. La garanzia del Fondo è concessa nella misura del 50 per cento del finanziamento ed è incondizionata, irrevocabile ed a prima richiesta. L’ammissione delle operazioni di finanziamento alla garanzia del Fondo avviene esclusivamente per via telematica, con le seguenti modalità: il finanziatore, raccolta la documentazione attestante il possesso dei requisiti per ottenere il finanziamento, comunica al gestore la richiesta di attivazione della garanzia del Fondo per i finanziamenti previsti; il gestore assegna alla richiesta un numero di posizione progressivo, secondo l’arrivo della richiesta, verifica la disponibilità del Fondo e comunica al finanziatore l’avvenuta ammissione alla garanzia del Fondo; il finanziatore, a pena della sospensione della facoltà di operare con il Fondo, comunica al gestore l’avvenuto perfezionamento dell’operazione di finanziamento ovvero la mancata erogazione del finanziamento entro sessanta giorni lavorativi dalla richiesta.

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“Non sono Sharon Stone”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

donatellaRoma Fino al 15 novembre ’09 Via de’ Filippini 17/a Teatro Dell’orologio – Sala Artaud  Da martedi a sabato ore 21.30 – domenica ore 18.00  di e con Donatella Mei. È  uno spettacolo comico molto al femminile, una sintesi riuscita di più generi stilistici: il teatro d’autore, il cabaret e la poesia, comica naturalmente. Partendo da un’improbabile e quanto mai burlesca identificazione con la famosa attrice, una donna racconta gli uomini e se stessa  e lo fa prendendo in prestito i titoli di un giornale, legge gli articoli che somigliano alla sua vita, gioca abilmente con i suoi limiti fisici e con le storie finite dei suoi amori infiniti.  Una ballerina sulle note di Mamma mia degli Abba irrompe nello spazio del dilatato e surreale provino, dove non manca un immaginario regista:  “è qui il provino? “ Si si, è qui, il provino di un originale spettacolo comico, che sa lanciare lontano uno sguardo ironico e tagliente sull’universo maschile, non risparmiando in una sorniona par condicio, le debolezze del gentil sesso.  Il ritmo sale, incalza e gioca con le parole, come in un musical, in cui le rime rubano il posto alle note.  Costo Biglietti: ingresso € 10,00 – ridotto € 8,00 – tessera associativa € 2,00. (donatella)

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L’Invisibile esercito degli usurati

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2009

L’usura, in uno dei periodi più neri per l’economia italiana, dilaga ad un ritmo che sembra inarrestabile. E’ quasi utopistico parlare di ripresa economica, quando milioni di persone sono ridotte in condizioni di assoluta povertà, strangolate da debiti diventati impossibili da onorare. Nessuno parla dei piccoli e micro imprenditori, artigiani, commercianti, costretti a ricorrere agli usurai, da quello stesso sistema bancario, tanto tutelato dai nostri Governi, che li ha espulsi completamente dal circuito di accesso al credito. E’ sufficiente, infatti, un ritardo in un pagamento, per far scattare l’allarme bancario, la segnalazione presso la centrale rischi quale cattivo pagatore, a cui seguono le immediate revoche, da parte degli Istituti bancari, dei vari fidi, prestiti, di cui si chiede la restituzione entro 15 giorni dal ricevimento delle varie comunicazioni di recesso. In quei contratti capestro, infatti, che le Banche fanno sottoscrivere per la concessione di mutui, prestiti, finanziamenti, ci sono sempre clausole, scritte in caratteri illeggibili, senza l’ausilio di una lente d’ingrandimento, in cui si riconosce alla banca il diritto di recesso e di restituzione dei capitali ed interessi di ogni tipo, entro termini assolutamente impossibili da rispettare per chi vive onestamente del proprio lavoro.Per tentare di salvare la propria attività, i propri beni, che sono sempre oggetto di garanzie a favore delle Banche, per importi notevolmente superiori a quanto erogato, l’unica soluzione sembra essere il ricorso al prestito usuraio, tanto facile da trovare .  Si finisce così in una spirale che non ha più vie di uscita. Non solo si perdono i beni, non solo si cedono o chiudono le attività, ma si perde il diritto di vivere, perché non può essere considerata vita quella di chi cerca, disperatamente, di trovare il denaro necessario a soddisfare i debiti, che lievitano giornalmente a tassi spropositati, sotto la continua minaccia di ritorsioni nei confronti della propria famiglia. Denunciare gli estorsori? Facile a dirsi!  Quante sono le persone che metterebbero a rischio la loro vita e, soprattutto, quella dei loro cari? E allora non rimane che pagare, pagare, continuare a pagare per molti, moltissimi anni. Tantissime sono le persone in queste condizioni disperate, ma nessuno sembra accorgersi della loro esistenza.  Fino a quando non si provvederà ad attuare una seria politica economica volta promuovere, sostenere e garantire l’accesso al credito, non di chi i soldi già ce li ha, ma tutelando gli interessi della collettività e non solo quelli del grande capitale e del mondo finanziario e bancario, non potrà parlarsi di ripresa economica. Se non s’interverrà in maniera repentina e decisa, l’invisibile esercito degli usurati continuerà a crescere, i consumi continueranno a diminuire, le vere piccole e micro imprese, gli artigiani, i piccoli commercianti continueranno a chiudere le loro attività, il ceto medio diventerà povero, i poveri saranno sempre più poveri..… e sarà paralisi totale dell’intero sistema economico. (Monica Nassisi)

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L’uso delle operazioni pronti contro termine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2009

La vendita con patto di riacquisto è divenuto un meccanismo di finanziamento e di attenuazione del rischio ampiamente accettata nell’area dell’euro. Essa ha dato luogo ad un mercato caratterizzato da spessore e buona capacità di tenuta, sul quale opera, con finalità differenti, un gran numero di soggetti diversi (banche centrali, banche commerciali e di investimento, tesorerie aziendali, fondi comuni, ecc.) Il comparto dei pronti contro termine, che ha acquisito importanza crescente all’interno del mercato monetario, costituisce ormai una valida alternativa alle operazioni di prestito non garantire o alle emissioni di titoli a breve termine. La Bce e l’Eurosistema nel suo complesso hanno un interesse specifico in materia di pronti contro termine dato che questi sono lo strumento principale per la conduzione delle operazioni sia di politica monetaria che di credito infragiornaliero. Inoltre, data la loro natura ibrida (comprendente una gamba in contante e una in titoli), i pronti contro termine forniscono un collegamento fra diversi mercati (mobiliare, monetario non garantito, degli strumenti derivati e degli swap), di cui contribuiscono ad aumentare la liquidità.

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Libri di testo nelle scuole superiori

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2009

Con decreto 3257 del 19 giugno 2009 la Regione ha approvato 11 progetti di comodato gratuito dei libri di testo che partiranno il prossimo anno scolastico, con l’intento di costituire un’ulteriore forma di supporto alle spese di istruzione delle famiglie. I progetti, presentati da Province e Circondari, prevedono il coinvolgimento di 24 Istituti scolastici secondari di secondo grado distribuiti sul territorio regionale. I progetti si rivolgono agli studenti degli Istituti coinvolti e prevedono che questi possano richiedere in prestito gratuito l’intero pacchetto dei libri scolastici o parte di esso per l’anno scolastico di riferimento. Gli studenti iscritti presso gli Istituti scolastici attuatori sono quasi 19 mila, il prestito potrà interessarne potenzialmente circa 2 mila. La Regione ha finanziato l’iniziativa con circa 200 mila euro, ulteriori risorse sono state stanziate da altri enti pubblici e privati e dalle stesse scuole. Il costo complessivo dei progetti è stimato in circa 300 mila euro. La sperimentazione sul comodato è prevista nella DGR di indirizzo regionale n. 941/08 e disciplinata con DGR n. 121/2009. Anche il Consiglio regionale (con risoluzione 71/08) si era espresso nel 2008 a favore del comodato dei libri di testo ed aveva richiesto un impegno della giunta in tal senso. Queste le scuole interessate: ISI Barga; IPSIA Giorgi Lucca; Liceo scientifico G. Ulivi Borgo S. Lorenzo; IIS L. da Vinci Firenze; Istituto sup. Carducci Volterra; Ist. Tecnico.

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Italia: firmato il prestito a Fiat per 400 milioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2009

La Banca europea per gli Investimenti (BEI) e il Gruppo Fiat hanno firmato il contratto di finanziamento di 400 milioni di euro approvato dal Consiglio di amministrazione della BEI lo scorso mese di marzo. Il prestito e` finalizzato a sostenere i progetti in Ricerca e Sviluppo del gruppo automobilistico e si inserisce nell`ambito della European Clean Transport Facility (ECTF), il piano della BEI rivolto ai produttori europei per  investimenti finalizzati alla riduzione di emissioni di anidride carbonica e alla maggiore efficienza energetica. “Siamo particolarmente soddisfatti di contribuire a realizzare i programmi della Fiat, primo gruppo manifatturiero italiano e tra i protagonisti mondiali dell`auto, nella progettazione e realizzazione di nuove tecnologie a ridotto impatto ambientale per il settore dei trasporti”, ha dichiarato Dario Scannapieco, Vicepresidente della BEI responsabile per le operazioni in Italia, Malta e Balcani Occidentali. “Gli investimenti in Ricerca e sviluppo costituiscono infatti la base per lo sviluppo duraturo di un`impresa e sono ancor piu` decisivi in un momento come quello attuale, in cui occorre guardare avanti, mirando a rafforzare la propria competitività, concetto che  la FIAT dimostra di avere ben chiaro”, ha aggiunto.  “Sono grato alla BEI per il contratto di finanziamento”, ha detto l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, “che è un contributo importante per proseguire nella ricerca di soluzioni sempre più ecocompatibili e nello sviluppo di tecnologie volte alla riduzione di consumi ed emissioni. Si tratta di una scelta strategica che Fiat ha abbracciato da tempo e con convinzione, sia per quanto riguarda i motori tradizionali sia per le alimentazioni alternative come il metano, di cui abbiamo una leadership riconosciuta”.

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Cancellazione del debito dell’Ecuador con l’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2009

CRBM, Mani Tese, il Centro Legale pro Afro Discendenti e Indigeni (CLAI), l’Associazione delle ONG Italiane, l’European Network on Debt and Development (EURODAD) e sette tra Ong e reti ecuadoriane parte del Gruppo Nazionale sul Debito hanno scritto al governo italiano per chiedere la cancellazione del debito illegittimo che l’Ecuador deve al nostro Paese. In particolare le organizzazioni della società civile internazionale fanno riferimento all’analisi del debito effettuata dalla Commissione del governo ecuadoriano per la Revisione Integrale del Credito Pubblico (CAIC) che ha riscontrato elementi di illegittimità e illegalità nei crediti concessi, incluso quello accordato dal governo italiano per la realizzazione della centrale idroelettrica di Marcel Laniado De Wind, nei pressi della diga di Daule Peripa. Un prestito di circa 45 milioni di euro che però non ha portato ai risultati sperati. La centrale, costruita da una cordata di imprese italiane guidate da Ansaldo, ha subito un incremento dei costi del 163%, dovuto anche alla decisione in corso d’opera di aumentarne la potenza. Tuttavia in base alla verifica tecnica della CAIC sembrerebbe che le turbine installate siano in realtà di potenza inferiore a quella dichiarata nel contratto, per cui il popolo ecuadoriano sta pagando un prezzo altissimo per un’opera di scarso valore, che non produce più di un terzo dell’energia attesa ed ha avuto delle conseguenze negative sotto vari punti di vista. Val la pena ricordare infatti che a quasi 30 anni dalla loro realizzazione, la diga di Daule Peripa e l’annessa centrale idroelettrica di Marcel Laniado De Wind hanno avuto impatti ambientali e sociali enormi. Il territorio che è stato inondato dal bacino artificiale era uno dei più fertili del Paese. Secondo il rapporto della CAIC, in seguito all’inondazione sono stati costretti ad abbandonare le proprie terre 14.965 contadini, mentre altre 63 comunità sono rimaste pressoché isolate. Le organizzazioni della società civile ecuadoriana sostengono che circa 50.000 persone siano state impattate direttamente e indirettamente dal bacino artificiale, senza mai venir compensate per le perdite subite. Non a caso la popolazione locale rimasta all’interno dell’area interessata dalle decine di frange d’acqua dell’invaso si trova in condizioni di povertà estrema, costretta a coltivare terre a bassissimo rendimento. L’indice di carenza di servizi di base tra le comunità all’interno dell’invaso è tra i più alti nel paese. Tra il 70 e il 90% degli abitanti non ha accesso ad acqua potabile ed è vittima di malattie come il dengue e la malaria.

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