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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘pretermine’

“I nati pretermine, in particolare se estremamente prematuri, rischiano la vita ogni minuto”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

“In Italia, tuttavia, il tasso di mortalità per quelli di peso inferiore a 1500 grammi è tra i più bassi al mondo. Nel nostro paese gli ultimi dati disponibili evidenziano, infatti, una mortalità dell’11,3% rispetto al 14,3% delle più importanti Terapie Intensive Neonatali (TIN) del mondo (dati forniti dal Vermont Oxford Network) e continua a diminuire, grazie all’elevatissimo livello di assistenza raggiunto dalle nostre TIN.
Tuttavia, la fragilità di questi neonati e le tante variabili che, sin dalla gravidanza, ne possono condizionare la prognosi, identificano la prematurità come una malattia grave. La sopravvivenza di ogni bambino nato prematuro è un successo che non si deve dare per scontato e le tragiche complicazioni sono possibili anche quando le cose sembrano migliorare, come è accaduto nel caso del piccolo Marco a Brescia.”
Il Presidente della Società Italiana di Neonatologia, Fabio Mosca, interviene sul caso dei neonati deceduti nei giorni scorsi agli Spedali Civili di Brescia, a causa di sepsi ed enterocolite necrotizzante, due tra le patologie più temibili per i neonati prematuri. Si attendono con fiducia gli esiti delle indagini del Ministero della Salute, attualmente in corso, per decretare in modo definitivo ed ufficiale i motivi dei decessi.Nel mondo le complicazioni legate alla prematurità sono la principale causa di morte dei bambini di età inferiore ai 5 anni (dati OMS) e il 40% dei circa tre milioni di decessi/anno in epoca neonatale è dovuto ad infezioni.I neonati prematuri sono biologicamente suscettibili alle infezioni perché l’immaturità del loro sistema immunitario, dovuta alla precoce interruzione della gravidanza, li rende vulnerabili all’attacco di batteri e virus, anche di quelli considerati innocui per gli adulti. Più il neonato è prematuro e più risulta esposto alle infezioni, anche per il mancato trasferimento di fattori protettivi dalla mamma al feto, in particolare immunoglobine, che si verifica soprattutto nelle ultime settimane di gestazione.
Inoltre il neonato pretermine ha la necessità di procedure invasive, indispensabili per poter sopperire all’immaturità delle sue funzioni vitali, prime fra tutte quella gastro-intestinale e quella respiratoria (cateteri intravascolari, ventilazione meccanica, drenaggi), che ne garantiscono la sopravvivenza, ma che costituiscono ulteriori inevitabili fattori di rischio per le infezioni.La Società Italiana di Neonatologia esprime la sua vicinanza soprattutto ai genitori, ma anche ai medici e agli infermieri che si sono presi cura dei piccoli pazienti deceduti, perché conosce bene il dolore profondo che si prova quando, nonostante tutte le cure messe in atto, l’evoluzione della “malattia prematurità” non è favorevole.“Quando i genitori ci affidano i loro bambini li curiamo come fossero nostri figli, garantendo loro la massima attenzione e professionalità, perché consideriamo il benessere di ogni neonato e la sopravvivenza dei prematuri la prima ragione del nostro essere medici. Se vogliamo veramente mettere il neonato al centro del futuro” conclude Mosca, “dobbiamo innanzitutto mirare a ridurre le cause della prematurità e continuare a migliorare l’assistenza con l’obiettivo di rendere questa popolazione sempre meno vulnerabile.”

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La vitamina C non ferma il pretermine

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2010

La supplementazione di vitamina C ed E avviata alla 9° e alla 16° settimana di gestazione in donne alla prima gravidanza e a basso rischio, non riduce le nascite pretermine spontanee. Lo affermano i risultati di uno studio pubblicato su Obstetrics & gynecology condotto in doppio cieco e contro placebo su circa 10.000 donne, circa metà ha assunto le vitamine, l’altra un placebo. Dei circa mille casi di parti avvenuti pretermine, 698 (7.0%) era avvenuto spontaneamente, di cui 356 (7.1%) riguardavano donne del gruppo assegnato alla supplementazione e 342 (6.9%) donne del gruppo assegnato al placebo. Il solo vantaggio rilevato è associato ai casi di pretermine dovuto a rottura prematura delle membrane (Prom). Infatti, un’ulteriore analisi dei dati che ha tenuto conto delle cause del parto pretermine, dovuto a Prom o a travaglio spontaneo pretermine, ha rilevato che, rispetto al gruppo placebo, nel gruppo con supplementazione si erano verificati un numero simile di pretermine di tipo Prom a meno di 37-35 settimane, ma le nascite prima della 32° settimana erano molto meno frequenti. (fonte farmacista33)

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Un antitumorale per prevenire il pretermine

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2009

Un team di ricercatori della Newcastle University (Gb) sta studiando le potenzialità di tricostatina A (TSA), un farmaco in genere usato per trattare il cancro, nel prevenire il parto prematuro. Gli studi sono stati condotti su campioni di tessuto muscolare di 36 donne in procinto di partorire chirurgicamente al Royal Victoria Infirmary di Newcastle e lo hanno esposto alla TSA. Hanno poi misurato gli effetti sulle contrazioni spontanee o indotte dall’ossitocina. Il trattamento ha ridotto del 46% le contrazioni spontanee e del 54% quelle indotte farmacologicamente, in quanto il farmaco sembra in grado di aumentare i livelli di una proteina, detta Pka, coinvolta nel controllo del rilassamento dell’utero durante la gravidanza. Nick Finner, uno degli autori, precisa che “il medicinale non sarà mai somministrato direttamente alle pazienti perché può danneggiare fino al 10% dei geni contenuti in una cellula. Ma questo studio ci ha mostrato una nuova via da esplorare”, per trovare un’alternativa ai prodotti oggi impiegati per ritardare il parto, che provocano molti effetti collaterali. “Quelli che abbiamo attualmente a disposizione – commenta Jane Norman, del Royal College of Obstetrics and Gynaecology – sono medicinali che riescono a ritardare la nascita di poche ore. Questo farmaco è diverso e dovrà essere studiato a fondo perchè abbiamo decisamente bisogno di una nuova arma contro il parto pretermine”.

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