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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘prevenire’

Libro: Ritorno alla vita, Conoscere, prevenire, sconfiggere il tumore

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

Roma, martedì 16 luglio 2019, ore 17 Sala Aldo Moro, Camera dei Deputati, Palazzo Montecitorio. nel nostro Paese quasi tre milioni e 400mila persone, il 6% della popolazione, vivono dopo la diagnosi di tumore, un numero in costante crescita. Circa il 40% dei casi può essere prevenuto seguendo stili di vita sani (no al fumo, dieta corretta e attività fisica costante). Una percentuale migliorabile anche promuovendo azioni concrete sul territorio, ad esempio riducendo l’inquinamento atmosferico e offrendo la possibilità a tutti i cittadini di praticare sport. Per questo diventa fondamentale il ruolo svolto dalle amministrazioni locali. Comuni, Province e Regioni sono infatti sempre più importanti nel contrasto alle neoplasie. Per approfondire le strategie messe in atto dalle Istituzioni locali, Fondazione Insieme contro il Cancro ha promosso la realizzazione del libro “Ritorno alla vita. Conoscere, prevenire, sconfiggere il tumore”. Il volume, scritto da Francesco Cognetti (Presidente di Insieme contro il Cancro) e Mauro Boldrini (Direttore Comunicazione di Insieme contro il Cancro), raccoglie interviste a presidenti di Regione, Sindaci e pazienti oncologici. La presentazione nazionale si svolgerà martedì 16 luglio, alle 17, presso la Camera dei Deputati (Sala Aldo Moro). All’evento interverranno, oltre agli autori, Mara Carfagna (Vicepresidente Camera), Pierpaolo Sileri (Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato) e Nicoletta Luppi (Presidente e AD MSD Italia).

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Come prevenire la fragilità delle persone anziane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 gennaio 2019

Importante risultato per la ricerca scientifica sviluppata dalla Fondazione Don Gnocchi. Il Centro IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano si è infatti aggiudicato un finanziamento da parte della Fondazione Cariplo nell’ambito di un bando per “La ricerca biomedica sulle malattie legate all’invecchiamento”. Il progetto finanziato riguarda le fragilità nelle persone anziane, si intitola “Il ruolo del fattore di trascrizione PREP1 nel fenotipo clinico della Fragilità: studio clinico e biomolecolare” e verrà sviluppato grazie ad una collaborazione tra l’Istituto Fondazione FIRC di Oncologia Molecolare IFOM di Milano (responsabile dello studio il professor Francesco Blasi) e la Fondazione Don Gnocchi IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano (responsabile del progetto per la parte della Fondazione Don Gnocchi, la dottoressa Francesca Baglio, neurologa). «Si tratta di un finanziamento importante – sottolinea la dottoressa Francesca Baglio – perché ci consentirà di capire quali sono i meccanismi coinvolti nella Sindrome dell’anziano fragile e, di conseguenza, di avere maggiori strumenti per intervenire precocemente nei soggetti a rischio. Sappiamo infatti che la Fragilità espone i soggetti ad un maggiore rischio di malattie croniche e invalidanti. Intervenire precocemente, con programmi riabilitativi ad hoc, favorirebbe un invecchiamento in salute. Il nostro obiettivo è reclutare 90 persone di età superiore ai 65 anni in due anni presso i nostri ambulatori. Un’attenta valutazione clinica e strumentale stabilirà la presenza o meno della Sindrome della Fragilità e l’integrità di strutture quali il muscolo e il cervello. Con un prelievo di sangue, si misurerà la presenza della proteina PREP1 per capirne il ruolo nella fragilità, ma anche per ricercare un marcatore di identificazione precoce dei soggetti a rischio».Nello specifico, il progetto di ricerca punta a verificare che la fragilità dell’anziano – intesa come sindrome – possa essere predetta da modificazioni nella forma e struttura dei nuclei delle cellule dovuta a una diminuzione o assenza del fattore di trascrizione PREP1. Questo fattore è un “regolatore della struttura nucleare età dipendente”, di recente scoperta. In particolare, il fattore PREP1 controlla le funzioni tipicamente interessate nella fragilità, come ad esempio la funzione delle cellule staminali, il metabolismo mitocondriale e del glucosio, il danno al DNA e la degenerazione delle cellule muscolari. Per questi motivi i ricercatori della Fondazione FIRC e della Fondazione Don Gnocchi ritengono che PREP1 possa essere uno dei principali fattori patogenetici coinvolti nella patogenesi della Sindrome della Fragilità.

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Misure per prevenire e curare

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

“Al fine di proseguire, è scritto in un comunicato reso agli organi d’informazione dai promotori del Progetto Sociale ANLEP, in modo sempre più efficace – la nostra azione pluriennale in direzione della prevenzione sanitaria abbiamo stipulato un accordo con le seguenti primarie strutture sanitarie di Roma: Ospedale San Carlo di Nancy; Villa Tiberia Hospital; Istituto Clinico Cardiologico, Centro polispecialistico DATA MEDICA che fanno parte del Gruppo Villa Maria (GVM Care & Research) una rete integrata di Ospedali di Alta Specialità, Polispecialistici e Day Surgery con Poliambulatorio privato, che coinvolge numerose regioni italiane e si estende anche all’estero. Il Gruppo, avendo posto da anni il cittadino-utente al centro di un percorso di professionalità e qualità dell’assistenza, possiede indubbie doti di sensibilità in materia di attenzione alla persona talchè è accreditato come partner del SSN e si propone come polo di eccellenza nella prevenzione e cura della salute. Rappresenta quindi un partner privilegiato per conseguire gli obiettivi del nostro settore organizzativo CIRCUITO I CARE dedicato alla prevenzione sanitaria.
In base a tale intesa, a partire dal giorno 24 settembre (data del Convegno di presentazione del Progetto Sociale “MISURE PER PREVENIRE E CURARE” presso l’Ospedale San Carlo di Nancy), diverrà operativo un pacchetto CHECK UP gratuito, pensato all’interno del Progetto stesso al fine di offrire, con cadenza mensile, la possibilità di un controllo generale sul proprio stato di salute a tutti gli iscritti (inclusi i familiari) alle Associazioni collegate, agli amici, ai simpatizzanti. (Dott. Domenico Famiglietti)

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Medicina di precisione per prevenire la trombosi

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

Milano Mercoledì 20 giugno alle 20.30, nell’aula Pampuri I dell’Ospedale San Giuseppe, il prof. Zaverio Ruggeri, membro del comitato scientifico di ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus, Professor Department of Molecular Medicine California Campus, spiegherà come il progresso della ricerca scientifica abbia permesso di comprendere i meccanismi con i quali il sangue coagula, contribuendo a migliorare le cure per coloro nei quali il sangue coagula troppo poco (pazienti con emorragie) e per coloro nei quali il sangue coagula troppo (pazienti con malattie causate da trombosi ed embolia).
Le ricerche che il prof. Ruggeri conduce presso il prestigioso Scripps Research Institute, La Jolla, California, hanno permesso di avviare il clinico sulla strada della Medicina di Precisione per dare ad ogni singolo paziente il tipo e la dose di farmaco necessaria a prevenire la trombosi e l’embolia senza provocare emorragie.
I farmaci salvavita ci proteggono da un primo evento o da un evento successivo al primo, ma non sono ugualmente efficaci in tutti i pazienti, perché ogni paziente può esser simile a un altro, ma mai identico. I farmaci salvavita devono mantenere un equilibrio delicato fra la necessità che il sangue non coaguli troppo, tanto da formare trombi nelle arterie e nelle vene, ma non troppo poco tanto da causare emorragie.
Trovare questo fondamentale equilibrio non è facile, perché ogni paziente è speciale e non tutti i farmaci funzionano in tutti i pazienti nello stesso modo.

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Prevenire il diabete

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 ottobre 2017

diabetePrevenire il diabete attraverso percorsi di educazione alla salute della popolazione sana, favorire una diagnosi precoce attraverso screening della malattia e disegnare modelli di presa in carico del paziente che ne garantiscano l’aderenza alla terapia prescritta e a stili di vita corretti. Questi i temi su cui, secondo l’Intergruppo parlamentare “Qualità di vita e diabete”, è necessario promuovere un confronto al fine di attivare interventi sociosanitari. Ed è con questo obiettivo che ha promosso in collaborazione con Diabete Italia, un progetto itinerante per l’Italia che fa tappa in Puglia il prossimo lunedì 30 ottobre alle ore 16 a Bari presso la Sala consiliare del Palazzo della città metropolitana di Bari. La volontà è quella di fare rete e ascoltare le associazioni di pazienti, le istituzioni nazionali e locali e i diabetologi, e di delineare possibili percorsi programmatici per una crescete efficacia nella gestione della malattia nel quadro delle politiche sanitarie nazionali e regionali e della loro sostenibilità. L’apertura dei lavori è affidata al senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri presidente dell’Intergruppo e tra gli interventi programmati sono previsti: Paola Pisanti direttore generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute, Giancarlo Ruscitti Direttore Dipartimento “Promozione della salute, del benessere sociale e dello sport per tutti”, Regione Puglia, Francesco Saverio Mennini Professore di Economia Sanitaria, Facoltà di Economia Tor Vergata, Francesco Giorgino, Direttore U.O. Complessa di Endocrinologia, Policlinico di Bari, Luigi Laviola, Presidente Società Italiana di Diabetologia Puglia e Basilicata, Filippo Anelli, Presidente dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bari, Elvira Piccinno Dirigente Medico Malattie Metaboliche, Osp. Pediatrico Giovanni XXIII Bari, Francesco Losurdo, Presidente Nazionale Sifop, Silvia Pagliacci delegato Federfarma progetto Diabete, Vito M. D. Novielli, presidente Federfarma Puglia, Francesco Settembrini presidente Consulta Ordini dei Farmacisti di Puglia, Federico Serra, Rappresentante Farmindustria, Fernanda Gellona, direttore generale Assobiomedica, Anna Cammalleri direttore generale Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia. (Fonte: doctor33) (foto: diabete)

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I deputati sollecitano misure per prevenire attacchi informatici e abusi sessuali online

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 ottobre 2017

sistemi informaticiL’UE deve investire maggiormente nella sicurezza informatica per prevenire attacchi rivolti a infrastrutture vitali e che destabilizzano la società. Nella risoluzione approvata martedì con 557 voti in favore, 92 voti. Nella risoluzione votata martedì, il Parlamento afferma che, dato il carattere transfrontaliero della criminalità informatica, la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le autorità giudiziarie e di polizia e gli esperti in materia di criminalità informatica sono essenziali per lo svolgimento di indagini efficaci nel ciberspazio e l’ottenimento di prove elettroniche.I deputati lamentano che le misure precauzionali prese da singoli utenti, dalle istituzioni pubbliche e dalle imprese siano totalmente inadeguate, essenzialmente a causa della mancanza di conoscenza e di risorse.
Sottolineano che l’UE, le sue istituzioni, i governi nazionali e i parlamenti, le società e le reti sono attualmente molto vulnerabili agli attacchi sofisticati ad opera di grandi organizzazioni criminali, gruppi terroristici o gruppi sponsorizzati da Stati. Condannano inoltre ogni interferenza diretta da una nazione straniera o dai suoi agenti per interrompere il processo democratico di un altro Paese.
Il Parlamento, fra le varie proposte, raccomanda di:
· intensificare lo scambio di informazioni tramite Eurojust, Europol ed ENISA
· dotare Europol ed Eurojust di “risorse adeguate” per accelerare il rilevamento, l’analisi e la segnalazione di materiale pedopornografico e migliorare l’identificazione delle vittime
· garantire che i contenuti illeciti online siano eliminati immediatamente sulla base di una regolare procedura giuridica o, allorché la rimozione risulti impossibile, bloccare l’accesso a tali contenuti a partire dal territorio dell’Unione
· investire nell’istruzione per risolvere l’assenza di professionisti informatici qualificati che lavorano nel campo della sicurezza
· promuovere l’uso della cifratura e altre tecnologie a sostegno della sicurezza e della vita privata
· utilizzare fondi UE per la ricerca basata sul software libero e open source a favore della sicurezza informatica
· creare dei referenti ai quali le imprese e i consumatori possano denunciare gli incidenti di sicurezza informatica e banche dati per registrare tutte le tipologie di criminalità
· consentire alle autorità di contrasto di accedere legalmente alle informazioni pertinenti, ad esempio l’identificazione di un determinato indirizzo IP, nel contesto delle indagini penali
· incoraggiare la comunità della sicurezza delle TIC a impegnarsi nell’attività della cosiddetta “pirateria etica” e nella segnalazione di contenuti illegali, come il materiale contenente abusi sessuali su minori
· aggiornare il quadro giuridico dell’UE in materia di prove elettroniche, tra cui norme armonizzate per determinare se un prestatore di servizi possa considerarsi nazionale o estero. La risoluzione non legislativa è stata approvata con 603 voti in favore, 27 voti contrari e 39 astensioni.

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Come prevenire i calcoli renali

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

calcoli renaliRoma. La presenza di calcoli renali è una condizione in continua crescita ed è frequentemente associata a patologie come ipertensione, osteoporosi, malattie cardiovascolari, insulino-resistenza. Le cause della malattia possono essere genetiche e ambientali. L’alimentazione è sicuramente il fattore ambientale più importante, ma la formazione di calcoli può essere prevenuta anche con alcuni farmaci. Sono questi i temi principali del terzo meeting internazionale sulla nefrolitiasi dal titolo “Calcoli renali nella pratica: un corso avanzato” svoltosi recentemente a Roma. Il meeting è stato organizzato dalla Divisione di Nefrologia e Dialisi della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
«Un maschio italiano su dieci e una donna su venti ha sofferto una volta nella vita di calcoli renali, piccole aggregazioni di sali minerali che si formano nel tratto urinario. E tra questi quattro su dieci prima o poi nella vita vengono nuovamente colpiti da calcoli» spiega Giovanni Gambaro, docente di Nefrologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e co-presidente del meeting. «Come ridurre i rischi di recidive? Innanzitutto è consigliabile aumentare l’introito di liquidi, in modo da aumentare il volume di urina. Per questo motivo è utile bere almeno tre litri di acqua al giorno. È consigliabile bere quando si è sotto stress, per esempio sul luogo di lavoro, e se non è possibile durante il lavoro, almeno bere abbondantemente prima di iniziare.
È utile anche ridurre l’assunzione di ossalati. Piccole quantità di acido ossalico vengono eliminate giornalmente con le urine sotto forma di ossalati. Nell’organismo l’acido ossalico è introdotto in parte con gli alimenti, ma può essere anche di origine endogena. In seguito a deviazioni congenite o acquisite del metabolismo, forti quantità di ossalati vengono eliminate con le urine (ossaluria); l’ossalato di calcio, che è insolubile, tende a precipitare nel rene, provocando la formazione di calcoli e disturbi della funzionalità renale. «Una lista di alimenti che contengono ossalati. Però una quantità più o meno grande di ossalati è presente in così tanti cibi che evitarne l’assunzione è davvero difficile. Per cui per contrastare l’effetto degli ossalati è consigliabile assumere una sufficiente quantità di calcio, in modo che l’ossalato venga cristallizzato già nel colon evitando che l’assalto aumenti nelle urine. Per questo scopo è raccomandato il consumo di acqua minerale ricca di calcio, con una quantità di calcio superiore a 400 mg per litro oppure latte, soprattutto quando si consumano i pasti o gli snack» prosegue Gambaro.
L’errore più comune è infatti eliminare il calcio – quindi per esempio formaggi e latticini – dalla dieta, perché in realtà il calcio aiuta l’espulsione dei componenti chimici che formano i calcoli. Anzi, secondo i nutrizionisti si dovrebbe assumere circa un grammo di calcio al giorno, mentre una dieta media italiana arriva a mezzo grammo.
Per quanto riguarda la dieta, è meglio ridurre il consumo di alimenti “acidi”, soprattutto quelli contenenti proteine animali, consumando al massimo una porzione al giorno, e mangiare almeno tre porzioni di alimenti “alcalini”, quindi frutta e verdura, che aumentano la produzione di citrato, il più importante inibitore della cristallizzazione dei sali di calcio nelle urine. Inoltre il consumo di una dieta ricca di alimenti alcalini riduce decisamente il rischio di calcoli renali». Anche le bevande a base di agrumi – limoni, arance e pompelmo – sono consigliate in tutte le calcolosi perché contengono citrati, una prevenzione naturale contro le recidive. Se le misure dietetiche e l’aumento del consumo di acqua non hanno successo, possono essere utilizzati alcuni farmaci, come il citrato di potassio e i diuretici tiazidici, che aumentano il riassorbimento renale di calcio.

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“Movember” è il mese della prevenzione del tumore alla prostata

Posted by fidest press agency su sabato, 5 novembre 2016

meglio-prevenireFarsi crescere i baffi o scegliere di indossarne di finti durante il mese di novembre significa farsi portavoce di un’importante Campagna dove “Portare i baffi è portare un messaggio”. L’iniziativa, rientra tra quelle di Movember, campagna internazionale lanciata in Australia circa 10 anni fa con l’obiettivo di sconfiggere il tumore alla prostata. Il nome “Movember” deriva dalla fusione di “moustache” (baffi) e Novembre (mese della prevenzione) per sensibilizzare gli uomini sull’importanza della prevenzione. Per il terzo anno consecutivo la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Milano, aderisce a questa iniziativa al maschile e lo fa indossando i “baffi”.“In Italia il tumore alla prostata è la patologia oncologica più frequente tra i soggetti di sesso maschile e rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori diagnosticati a partire dai 50 anni di età. Nel 2016 si stimano circa 35 mila nuovi casi in Italia e nella sola Milano nel 2015 sono stati circa 1900 gli uomini colpiti da questo tumore” – dichiara il prof. Marco Alloisio, presidente di LILT Milano -. “Questa patologia se diagnosticata in tempo può essere curata con successo: la speranza di sopravvivenza a 5 anni si avvicina al 90% e la percentuale è ancor più elevata se la diagnosi avviene in uno stadio precoce. Purtroppo, però, il numero di italiani che si sottopone a visite urologiche periodiche è ancora molto basso; – prosegue il prof. Alloisio – raramente ci si reca da uno specialista, se non già in presenza di sintomi. Proprio per dare maggiore visibilità a questo tema durante tutto il mese, gli uomini che aderiranno alla Campagna, i Mo Bro (Movember brother) dovranno farsi crescere i baffi, o indossarne di finti, diventando così dei veri e propri testimonial ambulanti. Vorremmo, inoltre, che sempre più uomini prendessero coscienza di questa patologia prendendosi maggiormente cura di sé stessi. Da parte nostra come Lilt Milano metteremo a disposizione visite gratuite per tutto il mese di novembre nei nostri Spazi Prevenzione. Il mio è un invito a telefonare per prenotare un appuntamento”. Dunque, anche gli Spazi Prevenzione di Milano, Monza, Sesto San Giovanni, Cernusco sul Naviglio e Novate Milanese per tutto il mese indosseranno i baffi e saranno a disposizione della popolazione per effettuare visite urologiche fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per una Campagna con i baffi non poteva mancare il sostegno da parte del mondo dei Barbershop che si schiera al fianco della nostra Associazione: effettuando un trattamento di cura, barba e baffi, negli store Bullfrog di Via Dante, Via Thaon Di Revel e Piazza Gae Aulenti si potrà sostenere la salute al maschile.Inoltre, in collaborazione con Europa Uomo, è stata realizzata una t-shirt che verrà distribuita in tutti gli eventi LILT Milano in programma e che permetterà a tutti i sostenitori dell’Associazione di diffondere l’importanza della prevenzione. Anche EICMA, l’esposizione internazionale ciclo e motociclo, ha scelto di mettersi i baffi: da martedì 8 a domenica 13 novembre la nostra Associazione sarà presente all’esposizione con l’Unità Mobile e uno stand di sensibilizzazione dove sarà possibile ricevere materiale informativo sulla prevenzione dei tumori maschili ed effettuare visite urologiche gratuite e consulenze alimentari, fino ad esaurimento dei posti disponibili. (foto: meglio prevenire)

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Salute bambini: probiotici per la prevenzione delle allergie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2016

ospedale bambin gesùPrevenire le allergie con i probiotici, non solo è una buona idea, dicono gli esperti, ma è anche efficace, soprattutto nei bambini. Il principio è semplice, l’alterazione della nostra flora intestinale è in grado di influenzare l’equilibrio del nostro sistema immunitario, da cui dipendono le allergie. Come a dire, in parole povere, che “una pancia in ordine”, è alla base di tutto. Un recente documento dell’organizzazione mondiale degli allergologi (WAO) ha messo in chiaro che esistono evidenze statisticamente significative degli effetti benefici per tutti i tipi di allergie in seguito all’assunzione di probiotici, sebbene gli effetti maggiori si abbiano nei casi di eczema. In particolare le raccomandazioni sono rivolte a tutti quei bambini considerati a rischio, ovvero quelli i cui genitori o un fratello abbiano già un’allergia diagnosticata.
“Negli ultimi anni assistiamo, in particolar modo nelle società con elevato livello d’industrializzazione, ad una progressiva crescita dell’insorgenza di patologie autoimmuni e di patologie su base allergica. – afferma la Dottoressa Etta Finocchiaro, Specialista in Dietologia e Scienza dell’Alimentazione presso l’A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino – Le cause di questo incremento, paradossalmente, vanno in parte ricercate nel netto miglioramento delle nostre condizioni di vita, che hanno comportato lo sviluppo di elevati standard igienici, la possibilità di ridurre il manifestarsi di infezioni ricorrendo ai vaccini, e di combatterle, grazie all’uso di antibiotici. Tutti questi fattori in pratica hanno indebolito la risposta immunitaria del nostro organismo alterandone certamente la capacità di reazione.”.È ormai dimostrato che il corretto funzionamento del sistema immunitario del nostro organismo è fortemente influenzato dalla composizione della flora batterica intestinale. Intervenire su di essa per ripristinarne l’equilibrio, consente di agire sullo sviluppo e sul mantenimento delle nostre difese immunitarie. Recenti ricerche dimostrano l’esistenza di una correlazione tra la comparsa di allergie e la conformazione del microbiota intestinale; tra queste, un recente studio NIH[2] condotto su un campione di circa 1800 americani allergici di età adulta, conferma il potenziale aumento del rischio di allergie nei soggetti affetti da disbiosi, un’azione riequilibrante del microbiota intestinale può quindi avere effetti benefici sulla malattia allergica.
“I soggetti allergici presentano significative variazioni del microbiota, alterazioni particolarmente evidenti nei casi di soggetti allergici alle noci e in quelli affetti da allergie stagionali– commenta Finocchiaro – Sono risultati significativi, che costituiscono lo spunto per le ulteriori ricerche. L’azione benefica dei microrganismi probiotici sul sistema immunitario dell’organismo e la loro capacità di influenzarne positivamente l’attività, costituiscono il punto di partenza per l’elaborazione di strategie di prevenzione e di terapie per il trattamento delle allergie.”Gli studi in tal senso sono sempre più frequenti, eppure non esiste ad oggi una metodologia standardizzata.Ciò è probabilmente da ricollegarsi all’eterogeneità dei percorsi di ricerca per il trattamento e la prevenzione delle patologie allergiche. Emerge tuttavia la presenza di alcune variabili determinanti l’efficacia di un trattamento a base di probiotici, prima tra tutte la strettissima correlazione tra la patologia allergica da trattare e il ceppo probiotico utilizzato.“Sono molte le variabili che consentono di trarre effetti benefici dall’uso di un probiotico per il trattamento e la prevenzione delle allergie. In primo luogo occorre conoscere le specifiche capacità immunoregolatorie e antinfiammatorie del ceppo o della combinazioni di probiotici utilizzata. – spiega la Dr.ssa Etta Finocchiaro – I probiotici non sono tutti uguali, ogni ceppo ha le sue specificità e va considerato in relazione alla patologia da trattare. La corretta scelta della combinazione da utilizzare è una condizione fondamentale per la riuscita della terapia. Studi recenti hanno dimostrato come i due ceppi, il Bifidobacterium longum BB536 e il Lactobacillus rhamnosus HN001, siano in grado di sopravvivere alle avverse condizioni gastrointestinali e di interagire con l’ambiente circostante, mantenendo tutti i vantaggi della loro attività sinergica”.
Tra gli altri fattori che concorrono alla riuscita della terapia, l’età è quello maggiormente rilevante in un’ottica di prevenzione. In giovane età la composizione del microbioma, così come lo stesso sistema immunitario, risulta essere maggiormente ricettiva ai cambiamenti, poiché ancora in fase di sviluppo.

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Campagna per prevenire le cadute negli anziani

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2015

anzianiIn occasione della “Giornata Internazionale dell’Anziano” (che verrà celebrata il prossimo primo ottobre) gli esperti dell’Asl 11 daranno il proprio contributo promuovendo (all’interno del progetto AFA) una corretta informazione sulla consapevolezza che si può dimezzare il rischio di caduta e prevenire molte migliaia di incidenti all’anno grazie a programmi di esercizi finalizzati al miglioramento della forza e dell’equilibrio.Le cadute sono un problema serio che affligge ogni anno un terzo della popolazione anziana ultrasessantacinquenne. Sono la causa più importante di perdita di autonomia e morte accidentale per le persone anziane e rappresentano per il Sistema Sanitario Nazionale un costo molto elevato. Spesso le persone anziane pensano che le cadute siano inevitabili, tuttavia un grande numero di ricerche scientifiche ha dimostrato le cadute possono essere prevenute correggendo le cause.
L’Asl 11 di Empoli partecipa al progetto europeo ProFouND che ha lo scopo di divulgare le migliori pratiche per la prevenzione delle cadute. “Il primo passo è rompere la convinzione che le cadute siano inevitabili nelle persone anziane. Questo non è vero – ha affermato la dottoressa Giorgia Busanna, direttore dell’unità operativa complessa programmazione e organizzazione delle professioni sanitarie dell’Asl 11 – Moltissime cadute potrebbero essere prevenute ogni anno con controlli della sicurezza degli ambienti a domicilio, evitando di usare le ciabatte in casa e fuori, controllando la vista ed i farmaci periodicamente ma soprattutto, e ripeto soprattutto, con una regolare attività fisica svolta tramite esercizi appropriati”. “E’ necessario non sottovalutare mai una caduta – ha aggiunto il dottor Francesco Benvenuti, direttore del dipartimento territorio fragilità dell’Asl 11 – e parlarne sempre con il medico di famiglia che saprà dare i consigli giusti per prevenire che succeda di nuovo”. “Sappiamo che le cadute possono essere prevenute individuando e correggendo i fattori di rischio – ha sottolineato il professor Chris Todd dell’Università di Manchester, coordinatore del progetto europeo ProFouND – è necessario convincere dell’importanza delle cose giuste da fare non solo le persone che cadono ma anche le loro famiglie ed i loro amici, perché il loro sostegno è fondamentale”.

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Prevenire l’autismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 novembre 2014

autismoDa uno studio sperimentale la proposta di un modello a tre fattori, genetici, ormonali e ambientali, per comprendere il rischio autismo.L’Autismo esordisce in età infantile ed è rilevabile già prima dei tre anni di vita. Associato o non a delle cause organiche, l’autismo è riconoscibile dai sintomi che impediscono o pongono delle serie difficoltà al bambino nel suo processo di entrata nel linguaggio, nella comunicazione e nel vincolo sociale. Le stereotipie, le ecolalie, l’assenza di linguaggio, l’aggressività rivolta su di sé sono alcuni dei sintomi che mostrano l’isolamento del bambino o dell’adulto dal mondo che lo circonda e la sua tendenza a bastare a sé stesso.
Recentemente si è molto parlato di un possibile incremento dei casi di autismo chiamando in causa di volta in volta fattori ambientali o tossici diversi. Ultima in linea temporale è la polemica sulla relazione fra vaccinazione anti-morbillo-parotite-rosolia (Mpr) e autismo che ha avuto ampia eco sui media e che è stata definitamente smentita da più sedi di grande autorevolezza. Indipendentemente dalle diverse polemiche e dalle loro strumentalizzazione pare evidente l’interesse generale sui meccanismi patogenetici dell’autismo. Attualmente, le cause dell’autismo sono ancora sconosciute, ma esiste un consenso nel sostenere che alla base dell’autismo non vi sia un unico fattore, ma che esso sia il risultato della interazione fra fattori diversi. Sicuramente il fattore genetico riveste una notevole importanza ma studi statistici ed evidenze clinico/sperimentali indicano come un grosso perso rivestano anche variazioni ormonali durante lo sviluppo e possibili tossici ambientali.
E’ a partire da questi elementi che tre anni fa, grazie ad un finanziamento della fondazione USA Autism Speaks, è stata avviata una ricerca dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia e del Campus Bio-Medico, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Università di Pisa. I risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati on line sulla rivista Neurotoxicology.
In questo studio, condotto dalla Dr.ssa Laura Latini del Laboratorio di Neuroriabilitazione Sperimentale diretto dal Dr. Marco Molinari (IRCCS FSL), insieme al Dr. Filippo Biamonte del Laboratorio delle Neuroscienze dello Sviluppo e della Plasticità Neurale diretto dal Prof. Flavio Keller (Campus Bio-Medico), sono state dimostrate le interazioni a livello cellulare e comportamentale dei tre principali fattori imputati nella genesi del disturbo autistico: il fattore genetico, il fattore sessuale ed il fattore ambientale. Gli esperimenti sono stati eseguiti analizzando gli effetti degli ormoni sessuali, della alterazione genetica della sintesi di Relina, (proteina fondamentale nell’embriogenesi), e della esposizione a mercurio nel periodo prenatale e perinatale sullo sviluppo di comportamenti autistici. Ognuno dei fattori preso isolatamente non era in grado di sviluppare comportamenti autistici, mentre l’interazione fra loro induceva la comparsa di diversi indicatori del disordine autistico sia a livello cellulare che comportamentale. In sintesi, lo studio dimostra che comportamenti autistici possono derivare dalla coesistenza di condizioni ormonali, genetiche e ambientali che prese singolarmente non hanno rilevanza patologica. Lo studio fornisce una importante prova sperimentale alla validità della ipotesi patogenetica multifattoriale e pone le basi sperimentali per studiare a livello cellulare e comportamentale la complessa triade ambiente/genetica/ormoni considerata l’ipotesi più accreditata sulla patogenesi dell’autismo.

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Stop omofobia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2013

Mentre in Parlamento giunge a termine l’iter per varare una legge contro l’omofobia, che punisca anche in Italia la violenza contro le persone gay, lesbiche e trans, riprende anche la solita litania di politici e opinionisti che affermano “che una legge di questo tipo toglierebbe alle varie religioni” la libertà di parlare, mentre “qualcun altro sostiene che, in Italia, non c’è bisogno di una legge contro l’omofobia” o con un’ipocrisia davvero impressionante arriva a dire che «Con tutti i problemi che ha l’Italia non è certo il caso di perdere tempo per legiferare su certi argomenti!». Ma quante vittime ancora occorrono perché anche in Italia si possa punire la violenza dell’omofobia?
I cristiani omosessuali vegliano pubblicamente dal 2007, ogni 17 maggio, per ricordare le troppe vittime della violenza dell’omofobia. Vegliano in parrocchie cattoliche, in diocesi cattoliche e con numerose comunità evangeliche valdesi, metodiste, battiste, luterane italiane ed ogni anno chiedono, insieme a tante persone di buona volontà, di mettere fine a questa ennesima violenza…Alle persone di buona volontà che siedono anche nel nostro lontano Parlamento giriamo la lettera aperta di Gianni Geraci, portavoce del gruppo Guado, Gruppo di riflessione su Fede e omosessualità di Milano, che prova a spiegare perché noi cristiani, omosessuali e non, chiediamo che il Parlamento Italiano sappia parlare la lingua della giustizia e smetta di tacere su questi temi.Una lettera-appello che dedichiamo a tutti i Mattei del mondo, vittime della violenza dell’omofobia, suicidi perché, come ricorda Geraci << I tuoi compagni ti prendevano in giro dandoti del “frocio” e tu non avevi il coraggio di denunciare questa subdola forma di persecuzione a nessuno, perché nessuno ti aveva spiegato che era comunque qualche cosa di ingiusto e di profondamente sbagliato. Uno dei modi in cui, concretamente, si possono evitare tragedie simili a quella che ti ha visto morire, è quello di introdurre delle leggi che puniscono qualunque forma di discriminazione e di incitamento all’odio nei confronti di omosessuali e transessuali. In Italia ci stiamo provando, ma, anche se la cosa può sembrare assurda, ci sono molte persone che, in Italia, questa legge non la vogliono.
…. Ed è per questo, caro Matteo, che ti chiedo di intercedere per queste persone: perché il loro cuore, indurito dalla paura e dal disprezzo nei confronti di quelli che, come me, sono omosessuali, finalmente si apra.
Spero davvero che tutte le forme più o meno mascherate di opposizione a una legge che condanna l’omofobia, finalmente si sciolgano come neve al sole, e che si possa arrivare nei prossimi mesi ad avere anche in Italia una legge capace di prevenire episodi come quello di cui tu sei stato vittima.Te lo dobbiamo, caro Matteo. Te lo debbono anche quelli che non sono d’accordo con questa legge. E anche loro si darebbero da fare per approvare questa benedetta legge, se solo ascoltassero la voce di Dio che soffocano nel loro cuore>>.

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Mangiare informati è meglio

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Basta correggere alcuni comportamenti a tavola per ottenere un buon risultato in termini di protezione cardiovascolare. Le informazioni più recenti confermano che la prevenzione è più semplice di quanto si possa immaginare: migliorare l’alimentazione è un’arma efficace contro le malattie cardiovascolari. La dieta, e in particolare quella mediterranea, dichiarata patrimonio dell’Unesco, è in grado infatti di garantire un’azione protettiva sul cuore e sui vasi sanguigni. Quindi largo ad alimenti che possano favorire la salute del cuore, come frutta e verdura, cereali integrali e fibre, evitando invece cibi poveri di grassi saturi, colesterolo e sodio. Ma gli italiani come si comportano a tavola? In generale evitano di mangiare ciò che dal loro punto di vista può far male, riducendo il più possibile i grassi, con un’attenzione maggiore ai prodotti freschi. Il merito di questa educazione all’alimentazione sana e corretta è in gran parte da attribuire alle numerose campagne di informazione e di comunicazione sul miglioramento dello stile di vita e in particolare sull’importanza della dieta nella prevenzione alle malattie. Si pensava che da sola questo tipo di informazione non potesse migliorare realmente il modo in cui le persone mangiano e prima ancora acquistano cibo. Ma ora uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Public Health dimostra che una maggiore attenzione alla sfera emotiva porta effettivamente a una dieta più sana. Un esempio per tutti è l’“Agenda per la prevenzione cardiovascolare 2012” nata da un’iniziativa della Siprec (Società italiana per la prevenzione Cardiovascolare) con il supporto di Teva, multinazionale farmaceutica, leader nella produzione di farmaci equivalenti, impegnata nel miglioramento della qualità dell’assistenza ai pazienti associata al concetto di qualità e di sicurezza. L’agenda comprende un diario dove annotare i valori di pressione arteriosa, colesterolo, glicemia, ecc., e una trentina di ricette semplici e gustose, tratte dalla cucina regionale nostrana, in grado di prevenire le malattie cardiovascolari. Ebbene, dal momento del lancio, 90mila agende sono andate letteralmente a ruba in pochi mesi. I cittadini hanno trovato le agende in oltre 6mila farmacie e le hanno portate a casa, decisi a seguire i consigli per una cucina buona e salutare, capace di proteggere il cuore, o le hanno scaricate in formato digitale direttamente dal sito http://www.equivalente.it. “L’Agenda è stata così apprezzata che Teva assieme al Movimento dei Consumatori ha deciso di ampliare l’iniziativa” ha commentato Marco Grespigna, BU Generics Products director di Teva Italia. “Sono in programma una trentina di eventi regionali organizzati sul territorio nazionale, in cui verranno forniti consigli su come prevenire le malattie cardiovascolari ma soprattutto saranno organizzati corsi di cucina salutare in collaborazione con le più importanti scuole di cucina locali. I cittadini interessati potranno imparare nuove ricette e piccole astuzie per mangiare senza rinunciare ai sapori che la cucina made in Italy è in grado di regalare, proteggendo al tempo stesso il proprio cuore”.

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Prevenzione e insufficienza renale

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2011

Roma 15 marzo 2011 ore 10.30  presso Biblioteca del Senato G. Spadolini, in Piazza della Minerva 38, promosso dall’Osservatorio Sanità e Salute di cui è presidente il Sen. Cesare Cursi convegno “Insufficienza renale: si può prevenire?” Si cerherà di rispondere a queste domande insieme a rappresentanti del mondo istituzionale e scientifico. I malati con insufficienza renale cronica costretti a ricorrere al trattamento dialitico per sopravvivere sono passati dai circa 90 per milione di abitanti dei primi anni ‘90 ai circa 150 attuali. Oggi si registrano 7-8 mila nuovi casi e complessivamente vi sono circa 45 mila pazienti in dialisi cronica. I numeri rischiano di moltiplicarsi nei prossimi anni se non si interviene con misure di prevenzione. Parlare di dialisi significa poi parlare di trapianto renale, di donazione, di organizzazione sanitaria specifica e di relativi costi. nterverranno: Modera Prof. Fabrizio Trecca Conduttore Mediaset – “Vivere Meglio” Sen. Cesare Cursi Presidente Consulta Nazionale Politiche Sociali e sanità del PDL Presidente Osservatorio Sanità e Salute10.40 Saluti istituzionali Dott. Pierluigi Russo Dirigente Coordinamento Attività di Supporto alle Regioni AIFA Sen. Luigi D’Ambrosio Lettieri Membro XII Commissione Igiene e Sanità del Senato Sen. Claudio Gustavino Membro Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza Dott. Giuseppe Filippetti Dirigente Medico di Secondo Livello del Ministero della Salute. Relatori:dimensione del problema e costi per il ssn Prof. Loreto Gesualdo Professore Ordinario di Nefrologia dell’Università di BariInsufficienza renale da cause mediche Prof. Giovanni Gambaro Professore di Nefrologia Direttore Nefrologia Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico A. Gemelli , RomaInsufficienza renale da cause urologiche Prof. Pier Francesco Bassi Professore Ordinario di Urologia Direttore Clinica Urologica Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico A. Gemelli, RomaPresentazione programma dieci consigli per prevenirla Prof. Giovanni Gambaro, Pier Francesco Bassi,  Prof. Loreto Gesualdo

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Bambini e incidenti domestici

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2011

28 febbraio 2011. Sono i bambini e gli anziani i più soggetti al rischio di incidente domestico. Prevenire l’infortunio in età pediatrica attraverso l’educazione del bambino e la sensibilizzazione dell’adulto è l’obiettivo della campagna di prevenzione incidenti domestici che prenderà il via a partire da lunedì 28 febbraio prossimo. La campagna è promossa dall’educazione alla salute, unità operativa igiene e sanità pubblica dell’Asl 11, dai pediatri di libera scelta e dal comune di San Miniato e dalla Società della salute Valdarno Inferiore. Il progetto è rivolto ai 570 bambini che frequentano le scuole dell’infanzia degli istituti comprensivi Sacchetti e Buonarroti di San Miniato. Attraverso la produzione e l’uso di materiale didattico specifico si cercherà di sensibilizzare i bambini sui corretti comportamenti da adottare nell’ambiente domestico. E’ noto, infatti, che gli incidenti domestici sono fatali il doppio di quelli stradali e dieci volte di più degli incidenti sul luogo di lavoro. Nei piccoli da 1 a 4 anni il rischio di dover ricorrere alle cure ospedaliere è 4 volte superiore al rischio incorso dai ragazzi tra i 15 e i 19 anni. In particolare, sono il soffocamento e l’annegamento le prime cause di mortalità domestica nei piccoli, provocando la morte nel 50% dei casi. Nel 60% degli incidenti domestici che coinvolgono bambini in età prescolare è la distrazione e la disattenzione dell’adulto che li provoca. Il progetto di prevenzione degli incidenti domestici, quindi, è indirizzato anche ai genitori istruendoli al controllo e alla rimozione delle cause di rischio, al fine di aumentare la sicurezza tra le mura di casa nello svolgimento delle attività quotidiane. Al termine del percorso educativo intrapreso con i bambini, infatti, si svolgerà un incontro in ogni scuola coinvolta cui parteciperanno i genitori, gli insegnanti, un operatore dell’educazione alla salute e un tecnico della prevenzione, nonché il referente per i pediatri di famiglia del comune di San Miniato. Nel corso dell’incontro si discuteranno le cause degli incidenti domestici e le misure per evitarli, ma si illustreranno anche i dispositivi e le caratteristiche strutturali da adottare per mettere in sicurezza la propria casa.

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Raggi X inutili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

Circa il 40% degli esami radiologici che si effettuano in Italia sono inutili. Cosi la dichiarazione di Corrado Bibbolino, vice segretario del sindacato radiologi, durante la prima Giornata Europea di Radiologia. Circa il 20% delle analisi mediche, in particolare radiologiche, prescritte negli Stati Uniti sono inutili da un punto di vista clinico ma vengono ordinate dai medici per prevenire possibili cause legali da parte dei pazienti. Questi due dati lasciano perplessi. Si sottopongono i cittadini ad una serie di analisi, in particolare quelle radiologiche, che son sono proprio benefiche per la salute con costi aggiuntivi per le tasche del contribuente. Cosa ne pensa  il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che tra l’altro e’ un esperto in radioterapia? Intende intervenire affinche’ i “pazienti” non vengano soggetti a dosi inutili e dannose di radiazioni? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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«Prevenire l’infertilità»

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

Pescara 4 dicembre dalle ore 10 presso il Museo Vittoria Colonna incontro con gli esperti dell’Ospedale di Chieti L’infertilità, ovvero la riduzione della capacità di fecondazione dell’individuo, colpisce mediamente una coppia su sette. Un problema sociale, che in Abruzzo da 13 anni trova una risposta di eccellenza presso il Centro di Medicina della Riproduzione dell’Ospedale di Chieti, diretto dal professor Gian Mario Tiboni, grazie al quale finora sono nati oltre 1.100 bambini. Saranno esaminati anche aspetti meno divulgati in questi anni e sottovalutati da molti medici, come l’identificazione del rischio in età pediatrica e la chirurgia dannosa per la fertilità. Non mancheranno accenni a cosa fare e dove rivolgersi nel caso che la prevenzione fallisca. All’incontro interverranno Gian Mario Tiboni del Centro di Medicina della Riproduzione, Michele Nicolai del Servizio Andrologia e Stefano Tumini della Clinica Pediatrica dell’Ospedale «SS. Annunziata» di Chieti. E’ annunciata la partecipazione del sub-commissario alla Sanità della Regione Abruzzo, Giovanna Baraldi, del presidente della V Commissione Sanità del Consiglio regionale, Nicoletta Verì, del direttore generale, Francesco Zavattaro, e del direttore sanitario della Asl Lanciano Vasto Chieti, Amedeo Budassi, nonché del vice presidente della commissione Politiche sociali del Comune di Pescara, Livio Marinucci. Il dibattito sarà moderato dalla giornalista Sipontina Beverelli. L’evento ha il patrocinio della Regione Abruzzo, delle Aziende sanitarie locali di Lanciano Vasto Chieti e di Pescara, del Comune di Pescara.

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Salute: per prevenire influenza stagionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2010

Arriva l’autunno e come di consueto il ministero della Salute diffonde le indicazioni per la prevenzione ed il controllo dell’influenza stagionale. Sono i bambini più piccoli ad essere maggiormente esposti ad ammalarsi, in particolare la fascia di età 0-4 anni risulta la più colpita; l’incidenza decresce all’aumentare dell’età, e raggiunge il valore minimo negli anziani. La vaccinazione antinfluenzale rappresenta un mezzo efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze. L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica quale obiettivo primario della vaccinazione antinfluenzale la prevenzione delle forme gravi e complicate di influenza e la riduzione della mortalità prematura in gruppi ad aumentato rischio di malattia grave: una strategia vaccinale basata su questi presupposti presenta un favorevole rapporto costo-beneficio e costo efficacia. Per ciò che concerne l’individuazione dei gruppi a rischio rispetto alle epidemie di influenza stagionale, ai quali la vaccinazione va offerta in via preferenziale, esiste una sostanziale concordanza, in ambito europeo, sul fatto che principali destinatari dell’offerta di vaccino antinfluenzale stagionale debbano essere le persone di età pari o superiore a 65 anni, nonché le persone di tutte le età con alcune patologie di base che aumentano il rischio di complicanze in corso di influenza.

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Influenza: come prevenire e combattere il virus

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

“Chi viene colpito dall’influenza deve mettersi a riposo, possibilmente a letto, restando in casa ed evitando l’esposizione a sbalzi termici”. E’ quanto ricorda l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ora che, con l’avvicinarsi della stagione invernale, torna puntuale l’allarme influenza. “Per prevenire la comparsa dei sintomi influenzali -si legge nella nota dell’UNC- è consigliabile adottare misure igieniche come quella di lavare spesso le mani. Se poi si manifestano febbre, sensazione di malessere, mal di gola, raffreddore, è bene rivolgersi al medico di famiglia, evitando di affidarsi ad un pericoloso ‘fai da te’ nell’assunzione di farmaci”. “Non dimentichiamo inoltre -prosegue l’Unione Consumatori- che la trasmissione del virus avviene soprattutto attraverso la respirazione: è dunque buona norma coprirsi il naso e la bocca con un fazzoletto quando si starnutisce o si tossisce, in modo da evitare di contagiare anche chi ci circonda”. “Per saperne di più -conclude l’UNC- consigliamo di consultare l’intervista al Prof. Donato Greco, epidemiologo e consulente dell’Istituto Superiore di Sanità, disponibile sull’home page del nostro sito http://www.consumatori.it”. Seguito qui

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Raccomandazioni anti-influenza dal ministero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2010

La vaccinazione antinfluenzale rappresenta un mezzo efficace e sicuro per prevenire l’influenza e le sue complicanze e, dunque, anche per ridurre la mortalità correlata. Lo ribadisce il Ministro della Salute Ferruccio Fazio nella Circolare emanata il 10 agosto scorso, con le raccomandazioni per la prevenzione dell’influenza stagionale 2010-2011 che tengono conto dell’attuale livello di allerta pandemica per il virus AH1N1. Al momento, sottolinea una nota del ministero, nei paesi dell’Emisfero sud, entrati nella stagione invernale e per i quali sono disponibili dati relativi alla sorveglianza delle sindromi simil-influenzali, l’andamento di queste appare stabile o in lieve incremento, con una piccola percentuale di casi legata al virus pandemico mentre il resto delle sindromi è addebitabile ad altri virus. La composizione del vaccino per la prossima stagione 2010-11 per l’emisfero settentrionale è la seguente:
– antigene analogo al ceppo A/California/7/2009 (H1N1), cosiddetto ceppo “Pandemico”;
– antigene analogo al A/Perth/16/2009 (H3N2);
– antigene analogo al ceppo B/Brisbane/60/2008.
La campagna di vaccinazione stagionale, che partirà ad ottobre, è promossa dal Servizio sanitario nazionale ed è rivolta principalmente ai soggetti classificati e individuati a rischio di complicanze severe, e a volte letali, in caso contraggano l’influenza e alle persone non a rischio che svolgano attività di particolare valenza sociale. L’offerta di vaccino a queste categorie è gratuita ed attiva da parte delle Regioni e Province Autonome. L’elenco delle categorie cui offrire prioritariamente la vaccinazione, le altre misure preventive nei confronti dell’infezione, insieme ad altre informazioni e alle indicazioni per la sorveglianza delle sindromi simil-influenzali e dei virus influenzali circolanti nel nostro Paese, sono visionabili nella Circolare del 29 luglio 2010. (fonte farmacista33)

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