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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘preventiva’

Levi (AIE): “No alla censura preventiva”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2019

“Non si può pensare di contrastare le idee con la censura preventiva”. È quanto dichiara il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi in relazione alle parole del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che domenica 22 settembre ha ribadito di non volere ospitare al Festival in programma nella città dal 10 al 13 ottobre gli autori Roberto Saviano e Zerocalcare con queste parole: “Non li voglio perché L’Aquila è una città nobile, aristocratica e non merita questo genere di cose”. “Come editori rimaniamo fedeli e ribadiamo i principi che ci guidano che sono quelli della libertà di pensiero, di espressione e di edizione – spiega Levi –. Le idee si combattono con altre idee e i libri sono fatti per alimentare un confronto di idee e di passioni”.

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Cardiologia preventiva e riabilitativa

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Genova 25-27 ottobre 2018, 14° Congresso nazionale GICR-IACPR (Italian Association  for Cardiovascular Prevention, Rehabilitation and Epidemiology. La cardiologia riabilitativa è la branca forse meno conosciuta e blasonata della cardiologia, ma è arrivato il momento di farla uscire dall’ombra per riconoscerle il ruolo che le spetta e soprattutto per farne conoscere i vantaggi a medici e pazienti. A supportarne l’utilità e l’importanza sono le statistiche: i pazienti che dopo un evento acuto coronarico,un intervento cardio-chirurgico o un episodio di scompenso cardiaco vengono avviati ad un percorso di cardiologia riabilitativa presentano una riduzione di mortalità cardiovascolare e riospedalizzazione del 30%. Sono risultati paragonabili solo a quelli dei trattamenti farmacologici più efficaci e potenti, come le statine e l’aspirina. Eppure, tutto questo è poco conosciuto. Dai pazienti, ma anche dagli stessi medici. Questo spiega perché il cosiddetto ‘referral rate’ cioè il tasso di invio in cardiologia riabilitativa dopo un evento coronarico acuto o un intervento cardio-chirurgico sia molto basso: appena il 30% di quanti ne avrebbero bisogno e diritto.
“In Italia, un elemento di criticità è rappresentato dal fatto che a livello ministeriale gli interventi riabilitativi, siano essi cardiologici, motori o neurologici, rientrano tutti nel ‘calderone’ del cosiddetto ‘codice 56’. Per il decisore pubblico – afferma il professor Pedretti – la cardiologia riabilitativa di per se non esiste, ma si parla genericamente di ‘riabilitazione’ (codice 56). Si ritiene che la prevenzione secondaria sia qualcosa che qualunque medico sia in grado di fare. Questo porta a perdere in specificità ed è un rischio! Non accettiamo di essere inseriti nel grande capitolo della riabilitazione; noi preferiamo parlare di cardiologia riabilitativa, come parte integrante della cardiologia”. L’ultimo censimento della cardiologia riabilitativa (survey ISIDE.13 del 2013) condotta da GICR-IACPR rilevava in Italia la presenza di 221 strutture dedicate alla cardiologia preventiva e riabilitativa (CPR), in media 1 struttura ogni 270 mila abitanti, distribuite però in maniera non uniforme sul territorio nazionale. L’offerta era prevalentemente in regime di degenza, anche con alta complessità organizzativa (l’11 per cento dei posti letto avevano un’organizzazione di tipo ‘sub-intensiva’). “Per incrementare il numero di pazienti trattati – afferma il professor Pedretti – sarà senza dubbio necessario incrementare le strutture di CPR, dedicando magari strutture già esistenti ad attività di CPR, sia ‘degenziale’ che ambulatoriale. Il non disporre di strutture di CPR in alcune aree del Paese può inevitabilmente condizionare una minor efficienza nell’uso dei posti letto per acuti.
La seconda importante declinazione della cardiologia riabilitativa è il setting ambulatoriale, che deve soddisfare dei criteri minimi operativi, quali un data base di archiviazione dati (in rete con i centri di CPR) e personale infermieristico formato ad hoc per il counseling e la raccolta dati; l’ambulatorio inoltre deve essere coordinato da un cardiologo con competenze specifiche nella prevenzione e riabilitazione, esperto nell’imaging cardiovascolare, nella gestione del fattori di rischio, nell’uso delle terapie antitrombotica, anticoagulante, anti-ischemica, nelle interazioni farmacologiche, nelle strategie di raggiungimento degli obiettivi terapeutici e dell’aderenza alla terapia. E’ questo un punto fondamentale, visti anche i risultati di una metanalisi su 370 mila pazienti che ha rivelato come l’aderenza alla terapia con farmaci cardiovascolari sia di appena il 57 per cento dopo una mediana di 24 mesi dalla prescrizione. In Europa la scarsa aderenza alla terapia provoca 200 mila decessi l’anno e genera costi per 125 miliardi di euro. “La cardiologia riabilitativa del futuro – prosegue il professor Pedretti – dovrà sempre più fare i conti con la popolazione anziana, destinata a crescere negli anni, con le sue problematiche di fragilità e di barriere all’accesso alla CPR (scarsa motivazione dei pazienti, insufficiente conoscenza dei benefici della CPR da parte dei medici, accessibilità alle strutture). Sarà inoltre necessario ‘importare’ nella cardiologia tradizionale la cultura geriatrica relativa a problematiche quali fragilità, sarcopenia, decondizionamento fisico, aspetti cognitivi e psicosociali”. Anche la cardiologia riabilitativa, branca della cardiologia restata finora abbastanza in ombra ma destinata ad avere un grande sviluppo in futuro con l’invecchiamento della popolazione e la gestione della cronicità, si appresta dunque a fare il suo ingresso nella dimensione 3.0, quella del futuro.
Il basso tasso di invio ai programmi di cardiologia riabilitativa (in Italia il 30 per cento) che priva larghe fasce di popolazione di un intervento molto efficace nel contenere la disabilità e ridurre la morbilità e mortalità a distanza. Si tratta tra l’altro di interventi inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e in quanto tali rimborsati.
Il team riabilitativo, già multidisciplinare (comprende cardiologo, infermiere, fisioterapista, dietista, psicologo) dovrà diventarlo sempre più in futuro per gestire al meglio pazienti di età avanzata e con diverse comorbilità associate. In quest’ottica dovranno essere coinvolti nella gestione di questi pazienti l’assistente sociale, il farmacista e tutta una serie di specialisti (internista, diabetologo, pneumologo, nefrologo, cardiochirurgo, fisiatra, infettivologo) Il ruolo delle associazioni di pazienti. Si propongono di operare sempre in sintonia e piena collaborazione con le strutture di Cardiologia afferenti al loro territorio svolgendo un ruolo di complementarietà e non di sussidiarietà. Sarebbe opportuno che contribuissero a far conoscere i benefici della cardiologia riabilitativa tra i pazienti e che se ne facessero portavoce nei confronti delle Istituzioni, visto che l’accesso alla CPR non è ancora garantito a molti pazienti cardiopatici, con ricadute sempre più evidenti sulla salute della collettività.
La cardiologia riabilitativa è la branca della cardiologia dedicata alla cura del paziente cardiopatico dopo un evento acuto o cronico. La sua mission è quella di migliorare la qualità di vita di questi pazienti e la loro prognosi. tutto ciò viene ottenuto stratificando la prognosi, ottimizzando la terapia farmacologica e non, gestendo le comorbidità (numerose nel paziente anziano), attraverso il trattamento della disabilità, facendo prevenzione secondaria e assicurando il mantenimento dell’aderenza alla terapia.

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Napule è…Pediatria Preventiva e Sociale”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

Napoli convegno che la SIPPS organizza dal 28 aprile al 1 maggio presso l’Hotel Royal Continental di Napoli. Nel corso della quattro giorni, nel capoluogo campano si confronteranno Pediatri di famiglia ed esperti di Pediatria provenienti da tutta Italia, pronti a discutere su cinque macro aree: dalla Prevenzione alla Gastroenterologia, passando per l’Allergologia, la Nutrizione e la Dermatologia.
Sabato 28, alle ore 17.30, l’inaugurazione, con l’introduzione e la presentazione del Congresso a cura del Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale.“Si tratta – dichiara il Presidente della SIPPS – di un’occasione preziosa per incontrarci sulle tematiche che più ci stanno a cuore, per approfondire ed implementare gli aggiornamenti e le raccomandazioni riportati nei documenti SIPPS presentati al Congresso Nazionale SIPPS 2017 di Venezia e per introdurre i nuovi lavori di cui parleremo a giugno, durante il nostro Congresso Nazionale 2018 di Siracusa. A Napoli tutti gli argomenti saranno affrontati e discussi con i migliori esperti di ogni settore, per fornire ai colleghi, ai nostri piccoli pazienti e ai loro genitori, le migliori evidenze scientifiche e promuovere comportamenti virtuosi di cui, in ultimo, potranno beneficiare i bambini, gli adulti di domani”.
A conclusione dell’inaugurazione sono previste due importanti letture magistrali. La prima si intitola “L’età del ferro: le nuove acquisizioni”, mentre la seconda ha per titolo “Cosa ci dicono i telomeri dei bambini obesi?”.Ad aprire la giornata di lavori di domenica 29 aprile sarà la “Guida pratica sui corticosteroidi in dermatologia pediatrica”, sessione durante la quale verranno affrontati diversi argomenti: dalla corticofobia alla dermatite atopica fino alla psoriasi. Al termine si terrà la lettura “Probiotici tra disordini funzionali e patologie gastrointestinali”.
La seconda sessione della giornata è in programma nel pomeriggio ed è incentrata su “Il bambino nella sua famiglia. Guida pratica per i genitori”. “Il testo – spiega il Dottor Di Mauro – costituisce un valido supporto per risolvere i dubbi dei genitori e soddisfare la voglia di saperne di più, di approfondire, di “comprendere” e di prendersi cura dei propri figli, con la supervisione ed il supporto del pediatra di fiducia, punto di riferimento principale per la salute del bambino. Questo volume è la riedizione aggiornata della Guida “Da 0 a 6 anni”, nata 10 anni fa grazie all’impegno di un piccolo gruppo di pediatri di famiglia innamorati del proprio lavoro”. Gli esperti della SIPPS avranno circa 20 minuti per parlare di: “E’ arrivata la cicogna”, “Come educare un bambino a mangiare con gusto”, “Aspetti normativi: genitori separati, bambini migranti, bambini adottati”, “Prepararsi ad una nuova gravidanza”, “Pillole dalla Guida: il vomito, la diarrea, la tosse, i pidocchi, la febbre ed il dolore”. La lettura che farà calare il sipario su questa seconda sessione è intitolata “Si fa presto a dire…lavaggio nasale”.Domenica è previsto un corso a numero chiuso, “Dermatologia pediatrica ambulatoriale attraverso casi clinici vissuti”: i pediatri spazieranno dall’uso dei cortisonici topici in età pediatrica alla psoriasi fino alle patologie dell’area genitale e alle malattie dermatologiche che il pediatra non deve ignorare. La terza sessione di “Napule è…” inaugura la giornata di lavori di lunedì 30 aprile ed è incentrata sulla Consensus VIS: gli esperti discuteranno di Vitamine, integratori e supplementi, confrontandosi su Melatonina e Triptofano, Ferro, Calcio, Vitamina D, Vitamina B, Fluoro, Iodio e Zenzero. Al termine la lettura “Reflusso gastroesofageo e dietoterapia”.
Il ricco programma di lunedì prosegue nel pomeriggio: dopo la lettura “Novità nella Distrofia muscolare di Duchenne: dalla genetica alla terapia”, gli OL della SIPPS si confrontano nella IV sessione sulla “Guida pratica per la transizione dal pediatra al medico dell’adulto”: al centro dei lavori la transizione del bambino cardiopatico, con fibrosi cistica, obeso, diabetico e della transizione dell’adolescente sano.La SIPPS non si ferma nemmeno il primo maggio. Nel giorno dedicato alla festa dei lavoratori, si comincia la mattina con la V Sessione: “Position paper sulle diete vegetariane in gravidanza ed in età evolutiva”. I pediatri si soffermeranno su crescita e sviluppo neurocognitivo, diete vegetariane e disturbi della condotta alimentare, corretta idratazione in età pediatrica. “In alcuni casi – afferma la Dottoressa Margherita Caroli, coordinatore del Position Paper – intere famiglie, abbracciano nuovi modelli alimentari, intraprendendo un percorso che necessita peraltro di assunzioni calibrate dei diversi alimenti. I bimbi quindi, soprattutto in questi casi, potrebbero venir esposti a stili alimentari non ideali per la loro crescita”. Fondamentale, inoltre, una corretta idratazione. “Una insufficiente assunzione di acqua – informa Andrea Vania, Professore di Nutrizione Pediatrica all’Università La Sapienza di Roma – è infatti associata ad un indice di massa corporea più elevato e a un rischio maggiore di sviluppare obesità. I piccoli di età compresa tra i 7 e i 10 anni, dovrebbero bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno”.La mattinata terminerà con la lettura intitolata “Formule per il trattamento dell’allergia alle proteine del latte vaccino”.
La SIPPS lascia infine spazio alle giovani generazioni. Lo conferma la VI ed ultima sessione del Congresso, intitolata “Saranno famosi”: un contenitore riservato a comunicazioni, progetti, attività e casi clinici presentati da giovani Medici e giovani Pediatri di famiglia.

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Nutrizione preventiva nel Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 26 marzo 2017

regione-lazioRoma lunedì 27 marzo, dalle 9 alle 13, presso la sede della regione in via della Pisana a Roma, un convegno con i massimi esperti del settore.
L’obiettivo è creare una rete che metta in comunicazione la grande distribuzione, la ristorazione collettiva, farmacie, istituzioni, fino ad arrivare al singolo cittadino, per meglio veicolare i principi basilari di educazione alimentare. Questo, alla luce del recente accordo siglato da Governo e Regioni sul documento “Valutazione delle criticità nazionali in ambito nutrizionale e strategie d’intervento 2016-2019”. Un testo che riconosce per la prima volta un ruolo operativo fondamentale in ogni Asl del Paese.
La Regione Lazio, anche attraverso l’azione del Presidente della commissione Politiche sociali e Salute, Rodolfo Lena, ha promosso e sostenuto il progetto “Okkio alla Ristorazione”, che è stato la base di partenza del documento sottoscritto dalla Stato-Regioni. Questo progetto, approvato dal ministero della Salute attraverso il Centro Controllo Malattie, è stato avviato nel novembre 2012 in sei regioni (Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Sicilia, Veneto), sviluppando una fattiva collaborazione tra 56 Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione (Sian) e circa 200 Aziende di ristorazione collettiva (che producono in Italia circa due miliardi di pasti l’anno) per promuovere ed implementare la diffusione e conoscenza di corrette informazioni nutrizionali tra gli operatori e l’adozione di adeguati stili alimentari da parte di tutti gli utenti.
Il convegno di lunedì prossimo intende muovere ulteriori passi avanti, offrendo sia una panoramica degli studi più attuali in tema di educazione alimentare, sia idee concrete per promuovere campagne mirate a un maggior consumo di frutta e verdura e a una sensibile riduzione del sale negli alimenti cucinati.
“Poco sale, ma iodato”, sarà uno degli slogan usati dal dottor Giuseppe Ugolini (Asl Roma 2), che tratterà nello specifico il tema della iodoprofilassi e dei “pasti sicuri” fuori casa per le persone affette da Celiachia. I lavori saranno introdotti dal professor Francesco Riva, Presidente dell’associazione Educazione Alimentare, e aperti dallo stesso Lena. Gli interventi previsti nel corso della mattinata saranno moderati dal professor Antonino De Lorenzo, dell’Università degli Studi di Tor Vergata.
Il convegno si chiuderà con una tavola rotonda sulle reti di collaborazione integrata che si stanno sviluppando attualmente nel Lazio, mentre le conclusioni saranno affidate alla direzione regionale Salute e Politiche sociali – Area Prevenzione e Promozione della Salute.

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“Napule è… Pediatria Preventiva e Sociale”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 Mag 2015

napoliE’ in corso a Napoli il Convegno organizzato dalla SIPPS dal titolo “Napule è…Pediatria Preventiva e Sociale”, una quattro giorni in cui si discute di allergologia, gastroenterologia, prevenzione, dermatologia e nutrizione. L’Hotel Royal Continental è la sede dei lavori, inaugurati alle 17.00 con l’intervento di numerosi esponenti di spicco della Pediatria campana: Fulvio Turrà e Roberto Liguori, rispettivamente Presidenti SIP e SIPPS della regione Campania; Antonio D’Avino, Segretario della FIMP di Napoli e Silvestro Scotti, Presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli.
A seguire tre letture magistrali: la prima a cura del Professor Gianluigi de’ Angelis, Direttore della Clinica Pediatrica di Parma, che si sofferma sul tema del reflusso gastro-esofageo: “Dalle evidenze scientifiche al fai da te”. La seconda si intitola la “Farmacogenetica in età pediatrica: focus sugli anti psicotici” ed è curata dal Professor Francesco Rossi, Presidente della Società Italiana di Farmacologia. Chiude la sessione il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale con la lettura “Le sfide del nuovo pediatra”.
Numerosi gli argomenti che saranno affrontati domani mattina, venerdì 1 maggio, nel primo giorno di lavori: allergeni, intolleranze alimentari e trattamento haloterapico; ma anche trattamento dell’allergia alle proteine del latte vaccino (APLV) e Consensus, presentata a Verona al Congresso Nazionale SIPPS del 2014, che affronta le strategie di prevenzione delle allergie respiratorie ed alimentari. Nel pomeriggio, invece, spazio ad argomenti quali il microbiota intestinale e i disturbi gastroenterologici “per sottolineare – spiega il Presidente SIPPS, Dott. Giuseppe Di Mauro – l’importanza dell’equilibrio della flora batterica di tale apparato non solo nell’ottica di un adeguato controllo delle malattie intestinali, ma anche in termini di acquisizione di un’adeguata tolleranza immunologica per un corretto sviluppo del sistema immunitario”.La mattina di sabato 2 maggio l’attenzione dei pediatri sarà rivolta alla salute della pelle e alla dermatologia, con l’approfondimento di argomenti come l’acne e la dermatite atopica. Il pomeriggio del sabato sarà invece incentrato sulla vera e propria Pediatria Preventiva e Sociale, con approfondimenti su varie tematiche. Sarà presentata un’indagine condotta proprio dalla SIPPS sulle opinioni dei pediatri sul tema delle vaccinazioni. Da qualche anno, si registra sempre più un clima di minore fiducia nei confronti delle vaccinazioni, in Italia come in altre nazioni; ciò ha causato, nel 2013, una flessione, anche se lieve, delle coperture vaccinali nei primi 24 mesi di vita per i cicli completi di DT, DTP, Epatite B, Polio ed Hib, e per la dose unitaria di MPR. Il ruolo dei pediatri è di particolare importanza perché, essendo considerati dai genitori come la fonte più affidabile di informazioni, hanno le maggiori probabilità di aiutarli a superare le loro preoccupazioni e, quindi, a far vaccinare i loro figli. Questa funzione è legata strettamente alle opinioni degli stessi pediatri in merito alle vaccinazioni. Per questo motivo, la SIPPS ha promosso un’indagine fra i pediatri italiani per conoscere le loro opinioni in merito alle vaccinazioni ed alle relative malattie prevenibili. L’indagine è stata condotta somministrando un questionario anonimo online diffuso fra i pediatri mediante la posta elettronica a partire dal 1° febbraio 2015. Sono state considerate le risposte a 4 quesiti inerenti: 1) Rischio per un soggetto non vaccinato di ammalarsi di alcune malattie prevenibili con le vaccinazioni (Difterite, Epatite B, Influenza, Morbillo, Parotite, Pertosse, Polio, Rosolia, Sepsi da Hib, da Meningococco e da Pneumococco, Sepsi da Hib, Tetano, Varicella); 2) Eventuale gravità di queste malattie; 3) Sicurezza dei vaccini; 4) Efficacia degli stessi. Al 15 marzo 2015 erano pervenuti 394 questionari, inviati da pediatri di libera scelta (265), ospedalieri/universitari (81), operanti in altri settori (48); gli intervistati erano residenti nell’Italia del Nord (107), del Centro (111), del Sud o delle isole (176). 389 dei 394 pediatri intervistati hanno indicato di raccomandare abitualmente ai propri assistiti di effettuare regolarmente le vaccinazioni, 4 di non essere usi a tali raccomandazioni, 1 di consigliare le pratiche vaccinali solo in qualche occasione.
Sabato 2 maggio si discute anche di cefalea, sintomo neurologico più frequente in età evolutiva, come dimostrano numerosi studi di prevalenza effettuati in Paesi industrializzati e in quelli emergenti. La cefalea risulta la prima causa di dolore cronico che porta a consultazione neurologica. Forme di cefalea primaria, in particolare l’emicrania, esordiscono con alta percentuale nell’età evolutiva. La letteratura riporta la prevalenza della cefalea compresa tra il 4-20% in età prescolare, tra il 38-50% in età scolare, per arrivare al 57-82% a 15 anni. I criteri classificativi dell’adulto consentono la diagnosi di emicrania in presenza di almeno 5 attacchi, durata di 4-72 ore (non trattata o trattata senza successo), almeno due tra unilateralità, dolore pulsante, intensità moderata o forte, peggioramento indotto da attività fisica e presenza di nausea e/o vomito, fono e fotofobia. Nei commenti ai criteri diagnostici, si precisa inoltre che la sede del dolore è generalmente fronto-temporale; nel caso di localizzazione occipitale, uni o bilaterale, rara nel bambino, si considera necessario cautela diagnostica ed eventuale approfondimento strumentale. Per quanto riguarda le altre forme di cefalea primaria più comuni, come la cefalea di tipo tensivo e la forma di emicrania con aura, non ci sono sostanziali differenze rispetto ai criteri diagnostici delle forme dell’adulto. Per quanto riguarda la cefalea tensiva, si tratta di una forma di cefalea primaria caratterizzata da dolore gravativo o urente, associato a fotofobia o fonofobia, nausea e perdita di appetito. La durata può essere decisamente elevata nell’ordine anche di oltre 15 giorni al mese e superare i 6 mesi continuativi.
Domenica 3 maggio cala il sipario sul convegno partenopeo: ampio spazio verrà dedicato ai giovani medici specializzandi che avranno l’occasione di annunciare le proprie esperienze più innovative attraverso la presentazione di attività, casi clinici e progetti. Un’opportunità davvero speciale durante la quale si confronteranno “vecchie” e “nuove” generazioni.

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