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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘preventivo’

Ecg preventivo in adulti anziani asintomatici, l’opportunità della procedura è in dubbio

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 gennaio 2018

Stethoscope on the ECG. medical symbolic close-up photoSecondo quanto afferma la US Preventive Services Task Force (USPSTF) in una nuova bozza di raccomandazione, non è possibile schierarsi a favore o contro per quanto riguarda lo screening con elettrocardiogramma (ECG) per fibrillazione atriale in adulti asintomatici di almeno 65 anni. I ricercatori non hanno trovato prove sufficienti a determinare la superiorità della procedura rispetto alla cura abituale, e date le incertezze, non è possibile valutarne il beneficio netto in questa popolazione. Una bozza di raccomandazione separata inoltre precisa che non vi sono prove sufficienti a supportare la decisione del 2012 dell’USPSTF di non raccomandare lo screening ECG per le malattie cardiovascolari in adulti asintomatici a basso rischio. Il gruppo di lavoro insomma ritiene che le prove attuali siano inadeguate per determinare se le informazioni fornite dall’ECG a riposo o da sforzo, in aggiunta a quelle ottenute utilizzando i tradizionali fattori di rischio cardiovascolare, possano essere utilizzate per guidare le decisioni di trattamento o ridurre gli eventi cardiovascolari. Le uniche prove che la task force valuta adeguate sono in realtà quelle che sottolineano i danni “lievi o moderati” che possono derivare dallo screening con ECG a riposo o sotto sforzo, come procedure invasive non necessarie e sovra-trattamento.L’USPSTF conclude quindi con moderata certezza che i potenziali danni di questa procedura nella prevenzione di eventi cardiovascolari negli adulti asintomatici a basso rischio sono uguali o superiori ai potenziali benefici. Per gli adulti a rischio intermedio o alto, la task force afferma che le prove sono comunque insufficienti per valutare l’equilibrio di benefici e rischi dello screening di routine. Per quanto riguarda invece persone impegnate in determinati ruoli, come i piloti o gli operatori di macchine pesanti, dove l’inabilità o la morte improvvisa possono causare un pericolo per la sicurezza di altri individui, considerazioni diverse dal beneficio per la salute del paziente possono influenzare la decisione di utilizzare uno screening con ECG per prevenire eventi cardiovascolari, secondo il documento. Alcune Società scientifiche hanno espresso opinioni differenti sull’argomento, e il documento in bozza si conclude con l’enumerazione di studi tuttora in corso che potranno aiutare a colmare le lacune nelle prove. (fonte: Doctor33) (foto: Ecg preventivo)

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Tumore della prostata

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2010

Milano 16 settembre alle ore 11.30 presso il Circolo della Stampa di Milano, la SIU, Società Italiana di Urologia, indice una conferenza stampa sul tumore della prostata “La diagnosi precoce può salvare la vita”.  In Italia solo il 25% della popolazione generale si sottopone ad una visita specialistica, a carattere esclusivamente preventivo. Di questo 25%, solo il 3.5% ha effettuato una visita specialistica urologica (27% odontoiatrica, 9.3% cardiologica, 8,1% ginecologica).  Il Presidente SIU Francesco Rocco, il Segretario Generale Vincenzo Mirone e il Presidente della Commissione Salute del Ministero delle Pari Opportunità Lucio Vizioli, lanciano un forte messaggio di sensibilizzazione e corretta informazione per vincere la lotta al tumore più diffuso fra gli uomini italiani, chiarendo i dubbi sulla necessita’ di fare o meno l’esame del Psa. Modera l’incontro la giornalista del Corriere della Sera Margherita De Bac.

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L’avvento dell’e-commerce

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2009

Molti si chiedono del perché non decolla come potrebbe e vorrebbe pur avendo delle innegabili potenzialità nell’aprire alle aziende nuovi potenziali di profitto e ulteriori possibilità di abbattimento dei costi. Basti pensare ai vantaggi che molti ne trarrebbero. In primo luogo i consumatori che possono fare acquisti comodamente seduti davanti al p.c. di casa e visitare i tanti magazzini virtuali che sono messi a loro disposizione per verificare prezzi e qualità dei prodotti offerti. I motivi ostativi, a nostro avviso, sono due. Il primo è quello di una regolamentazione delle transazioni attraverso una legislazione internazionale ed un sistema di controllo preventivo e repressivo per gli eventuali abusi ed inganni necessariamente sopranazionale considerato che le transazioni non rispettano più i confini delle nazioni e le stesse dimensioni continentali. Il secondo deriva dal fatto che le transazioni non sono più monitorabili dall’autorità fiscale. Una caratteristica importante di internet sta proprio nel fatto che è impossibile identificare gli attori di una transazione e, di conseguenza, determinare la base imponibile del contribuente. Un altro aspetto importante riguarda la questione se un’impresa possa trasferire utili all’estero, grazie ad una scelta accorta dell’ubicazione dell’internet server in un Paese straniero, per poter beneficiare, in determinati casi, delle inferiori aliquote fiscali applicate. Incominciamo con il dire che le imprese, di norma, non tendono ad avvantaggiarsi da una minore tassazione dei propri redditi per il loro giro d’affari su internet, quanto della possibilità di abbattere altri costi. Ma se ci limitiamo a considerare solo l’aspetto fiscale delle transazioni dobbiamo premettere che oggi non vi fanno difetto le leggi tributarie quanto piuttosto la loro applicazione pratica.  Facciamo un esempio. L’imposta sulla cifra d’affari (turnover tax) è un’imposta generale sui consumi, che deve gravare sui consumi del Paese dell’utente finale. Negli Stati europei, questo scopo viene ottenuto applicando l’Iva a monte. Nel caso di transazioni cross-border, è necessario evitare la doppia o multipla imposizione sui consumi. Per far ciò si può procedere in due modi distinti: utilizzando il principio del paese di destinazione oppure di quello del paese di origine. Nel primo caso la merce viene esonerata dal pagamento di imposta nel paese esportatore (tassazione zero) e, nel Paese importatore, viene gravata da una tassa d’importazione. E’ un procedimento già adottato dall’U.E. fino al 31 dicembre del 1992 in quanto con l’abolizione dei controlli alle frontiere si pensò di sostituire tare regime con quello transitorio (imposta sull’acquisto intracomunitario). In pratica se vogliamo dare un effettivo impulso all’e-commerce dobbiamo fare in modo d’abbattere le differenze di aliquota d’imposta tra i vari paesi ed afferente il valore del bene acquistato e l’ammontare dei costi della transazione.

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Civiltà fiscale

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2009

“Le dichiarazioni del direttore, Attilio Befera sul Corriere della Sera, mettono in luce le riserve che esprime anche l’Agenzia delle Entrate sui contenuti del documento sulla lotta all’evasione fiscale adottato, a maggioranza, dalla Commissione Bicamerale di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria”. Lo afferma Franco Ceccuzzi, parlamentare del Pd e componente della Commissione Bicamerale di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria. “I rilievi del direttore Befera – afferma Ceccuzzi – sono gli stessi,  già stati argomentati dal Pd in dichiarazione di voto.  Gli studi di settore ed il redditometro non sono strumenti alternativi, ma di natura diversa. I primi sono utili per la stima del reddito, i secondi per la di accertamento da parte  dell’amministrazione tributaria. Le ipotesi avanzate nel documento quali il redditometro di massa ed il concordato preventivo rischiano di provocare una regressione sul piano dell’equità e della civiltà fiscale, che potrebbero produrre ulteriori perdite di gettito. La diminuzione delle entrate, già consistente nella prima parte di quest’anno, è tale da richiedere  provvedimenti ben diversi ed efficaci ed un maggiore impegno del governo nella lotta all’evasione fiscale. Esattamente il contrario dello scudo fiscale, che rappresenta un premio ed un condono per gli evasori.

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