Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘prevenzione’

La prevenzione deve essere al centro dell’azione medica

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Per il professor Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri:: «Le malattie non piovono dal cielo, ma siamo noi che ce le auto-infliggiamo non rispettando le buone abitudini di vita – osserva il presidente – È importante sapere che molte delle malattie dell’età matura sono evitabili. La letteratura scientifica certifica ampiamente che oltre il 50 percento delle malattie croniche sono evitabili. Diabete, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie, insufficienze renali – per citare alcune condizioni – non avvengono per caso ma dipendono da noi. Oltre il 70 percento dei tumori sono evitabili eppure ogni anno solo in Italia muoiono circa 180.000 persone a causa del tumore».La soluzione sembra essere facile: «Abbiamo dimenticato in medicina un concetto importante e una parola che lo esprime: prevenzione. Se evitassimo le malattie croniche potremmo dimezzare gli oltre 20 miliardi di euro che spendiamo ogni anno per acquistare farmaci. Abbiamo quindi bisogno di una grande rivoluzione culturale che rimetta al centro dell’attenzione la prevenzione con lo scopo di evitare le malattie».C’è però un ostacolo, afferma Garattini: «Purtroppo non si può sottacere che la prevenzione ha un conflitto di interessi con l’attuale modo di insegnare e operare in medicina. La medicina ha ottenuto grandi risultati nella cura delle malattie, ma è anche divenuta un grande mercato e come tutti i mercati vuole continuare a crescere. Per crescere la tendenza è una “medicalizzazione della società”, offrire cioè soluzioni anche per tutto ciò che non le richiede perché sarebbe evitabile».Esistono comunque strade da percorrere per risolvere il problema, «realizzando anche in Italia un maggior coinvolgimento di tutti i livelli di educazione scolastica ai problemi della salute, istituendo finalmente una Scuola Superiore di Sanità per formare i dirigenti del SSN a questo nuovo tipo di cultura, inserendo la prevenzione nei compiti della medicina del territorio. Inoltre occorre realizzare una informazione indipendente evitando che l’informazione sia realizzata solo dal mercato. Un compito non facile, ma necessario se vogliamo diminuire gli anni di cattiva qualità di vita della nostra vecchiaia», conclude Silvio Garratini.

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Prima Giornata Nazionale di Prevenzione dei Tumori del Collo

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2021

Martedì 23 novembre 2021 si terrà la prima Giornata Nazionale di Prevenzione dei Tumori promossa da SIOeChCF, Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale, dedicata quest’anno ai tumori del collo e rappresentata da due testimonial d’eccezione; si tratta della cantante e attrice Orietta Berti e del cantante Riccardo Fogli, fondatore tra l’altro della Nazionale Cantanti che quest’anno compie 40 anni. Per l’occasione essi registreranno un videomessaggio apposito. Su tutto il territorio nazionale si terranno iniziative di sensibilizzazione e visite mediche gratuite presso numerose strutture sanitarie pubbliche e private. Ospedali, cliniche, ASL, AUSL, ASST, studi privati: sono oltre 100 gli enti che hanno risposto alla chiamata della SIO e che apriranno le loro porte per un consulto gratuito ai cittadini che ne faranno richiesta oltre ai numerosi ambulatori del SSN e strutture dell’ospedalità privata. Un’adesione diffusa in tutte le regioni italiane che conferma quanto il tema della prevenzione dei tumori, e nella fattispecie dei carcinomi testa-collo, sia percepito come impellente all’interno della comunità scientifica di riferimento. La giornata è realizzata con il contributo non condizionante di Atos Medical.I tumori del distretto testa-collo sono il settimo cancro più comune in Europa, circa la metà dei tumori del polmone ma due volte più comuni del cancro del collo dell’utero. In Italia rappresentano il 3% dei casi oncologici, con una frequenza media tre volte superiore negli uomini e un’incidenza che aumenta progressivamente con l’età a partire dai 50 anni.Diffondere informazioni utili, stimolando così una consapevolezza condivisa e una corretta prevenzione, rappresenta una tappa fondamentale nella lotta ai tumori, centrale nell’attività svolta dalla SIO. Basti pensare che il 75% dei carcinomi della testa e del collo è causato dal fumo di tabacco e dall’abuso alcolico; altri fattori determinanti sono le esposizioni prolungate a materiali nocivi (polveri di legno, lavorazioni del cuoio, amianto, nichel…), alcuni virus tra i quali il papilloma umano (HPV) e il virus di Epstein-Barr (EBV), o ancora l’esposizione a radiazioni ionizzanti e a inquinanti atmosferici.Inoltre, adottare buone abitudini a livello alimentare e fisico resta il primo e più importante passo per condurre una vita lunga e sana. È infatti comprovato che alcuni comportamenti irregolari, come una dieta povera di fibre vegetali e ricca di carni rosse, l’obesità, o una scarsa igiene orale, se protratti nel tempo, possono essere fattori incentivanti nello sviluppo di problemi oncologici.

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Prevenzione per il tumore al seno

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2021

«Anche quest’anno il mese di ottobre sarà dedicato alla prevenzione per il tumore al seno grazie all’iniziativa “Ottobre rosa”, che attraverso iniziative gratuite in tutta Italia consentirà di poter accedere in maniera diretta al programma di esami e screening. L’annus horribilis della pandemia Covid19 ha rappresentato, purtroppo, un freno per gli esami di screening e dunque per la prevenzione. La naturale paura di recarsi in ospedale, con il rischio di entrare in contatto con il virus e contrarre l’infezione, ha fatto desistere dal sottoporsi ai primi controlli o esami di routine. Ma anche la conversione di diversi reparti in area Covid, nei momenti di maggior emergenza sanitaria, ha avuto i suoi effetti. Oggi per fortuna lo scenario epidemiologico è più rassicurante, con un calo nel numero dei contagi e una campagna vaccinale già avanzata. Per questo motivo l’invito alle donne è quello di rivolgersi con fiducia alle strutture e di usare sempre tutte le precauzioni suggerite. La diagnosi precoce, infatti, è fondamentale e riesce a fare la differenza nella cura e trattamento di questa patologia, così come per tutte le altre. Sono ancora molte, infatti, le donne a cui viene diagnosticato un tumore al seno: secondo un’indagine della Lega Italiana Lotta al Tumore (LILT) lo scorso anno, nel 2020, sono stati registrati 55mila nuovi casi», afferma il Comitato centrale FNOPO.Per tale motivo è auspicabile inserire la figura dell’ostetrica/o nei centri di screening mammografici, e nei centri oncologici, affinché lavori di concerto nei team multiprofessionali. Dopo alcuni interventi e terapie vi è tutta una parte di informazioni sulle modificazioni del corpo e sulle terapie che vengono effettuate che devono essere approfondite da tale professionista, ad esempio cicli ormonali, trasformazione fisica ecc. Tale supporto ha anche una valenza psicologica che in questo tipo di patologie non deve mai essere sottovalutato: le donne si sentono diverse, sole, impaurite, senza più il controllo del proprio corpo, devono affrontare i cambiamenti nella vita sociale, in quella di coppia e di relazione. Encomiabile è il lavoro svolto in questo campo da tutte le associazioni di donne di autoaiuto, presenti nel nostro Paese, che danno supporto e sostegno. Tra le tante difficoltà che incontrano le donne, vi è anche quella di un tempestivo accesso ai servizi – sottolinea il Comitato centrale FNOPO -. Affinché ci sia reale prevenzione, quindi, non basta una lodevole iniziativa che ricorre un mese l’anno, ma serve un sistema che metta le donne in condizioni reali di potersi sottoporre a esami senza le lungaggini delle liste di attesa. Chi gestisce la sanità, a tutti i livelli, ha la responsabilità di tutelare e proteggere la salute dei cittadini, ad esempio potenziando e migliorando le strutture e la presenza dei professionisti sanitari. Infine, determinanti nella cura contro il tumore al seno sono i test genomici, per i quali il ministro della Salute Speranza ha firmato un decreto con i quali vengono previsti 20 milioni di euro di finanziamenti, e che sono rivolti gratuitamente alle donne con tumore al seno in fase precoce e in terapia ormonale. Sono test fondamentali poiché aiutano nella definizione dei trattamenti più appropriati per ciascuna paziente». (By Dott.ssa Elisabetta Cannone)

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Prevenzione influenza 2021-22

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2021

Tutti i bambini sani di età pari o superiore a 6 mesi dovrebbero essere vaccinati per l’influenza quest’autunno come migliore protezione contro l’influenza, soprattutto adesso che è stato ripristinato l’apprendimento in classe. Lo dicono gli infettivologi dell’American Academy of Pediatrics, firmatari di un documento di indirizzo sulla prevenzione dell’influenza per il 2021-22 appena pubblicato online su Pediatrics e accompagnato da una dettagliata relazione tecnica sugli studi a sostegno delle raccomandazioni. «Anche se le luci della ribalta in gran parte ancora puntate sulla pandemia di COVID-19, è importante ricordare che anche l’influenza è causata da un virus respiratorio altamente contagioso che può causare malattie gravi e persino la morte nei bambini» afferma Flor Munoz, professore associato di pediatria e malattie infettive al Baylor College of Medicine di Houston, Texas e coautrice sia del documento sia della relazione tecnica, sottolineando che il vaccino antinfluenzale è sicuro, efficace e può essere inoculato assieme ad altre vaccinazioni di routine e al vaccino COVID-19, che gli infettivologi dell’AAP raccomandano per tutti i bambini dai 12 anni in su, dato che è stato approvato dai 12 ai 17 anni e per gli adulti. Ma non solo: l’AAP raccomanda la vaccinazione antinfluenzale annuale in tutti i bambini di età pari o superiore a 6 mesi senza preferenze per un tipo specifico di vaccino; a seconda dell’età e dello stato di salute i bambini possono ricevere il vaccino antinfluenzale inattivato (IIV), per via intramuscolare, o quello attenuato (LAIV) in spray nasale. «Quest’anno sarà di importanza particolare tutelare la salute dei bambini, dato che è ormai noto che i letti ospedalieri e i servizi di emergenza si riempiono, anche oltre capacità, specie nelle comunità in cui la trasmissione di SARS-CoV-2 e altri virus respiratori è elevata» riprende Munoz. E conclude: «Ciò significa aumentare il più possibile il numero delle vaccinazioni sia di routine sia antinfluenzali, e assicurarsi che i bambini si lavino spesso le mani, indossino le mascherine a scuola e durante le attività di gruppo al chiuso e mantengano un opportuno distanziamento». (fonte Doctor33)

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Progetto di sperimentazione nazionale di teleconsulto per la prevenzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2021

Genova. Nelle giornate del 21 e 27 di aprile Genova è punto di riferimento nazionale per una sperimentazione pilota di teleconsulto presentata in occasione della Giornata Nazionale dell’Oftalmologia ed avviata nell’ambito della campagna di prevenzione e diagnosi di maculopatia e retinopatia senile patrocinata dal Comune di Genova e promossa dal Comitato Macula, prima associazione senza fini di lucro che dà voce ai pazienti con maculopatia. La degenerazione maculare senile e la retinopatia sono patologie oculari che emergono dopo i cinquant’anni. Si caratterizzano per un progressivo deterioramento dei fotorecettori sulla retina e sulla sua porzione centrale, la macula. Questo limita la loro funzione di recepire l’informazione luminosa e di convogliarla correttamente al nervo ottico causando una capacità visiva sempre più difficoltosa e compromessa. Lo screening gratuito, effettuabile tramite la farmacia Burlando diretta dalla dottoressa Paola De Biasio, si svolge attraverso una sofisticata macchina di tomografia ottica computerizzata (OCT) che, connessa ad internet, viene gestita completamente da remoto da un medico oculista.L’oftalmologo esegue l’esame interagendo con il paziente come se fossero in presenza e, partendo da un primo colloquio conoscitivo per apprendere la storia clinica del paziente, procede eseguendo un esame obiettivo ed il test strumentale per poi emettere la sua diagnosi utile per intervenire in maniera puntuale o precoce in caso di patologie. L’esame dura circa un quarto d’ora ed è tendenzialmente consigliato per gli over 50, i diabetici e per i giovani con casi di ereditarietà familiare. L’esame da remoto viene effettuato da due medici oculisti del policlinico San Martino. Il teleconsulto non rappresenta una visita oculistica completa, ma è estremamente utile per esaminare la retina ed evidenziare eventuali problematiche che verranno successivamente approfondite con ulteriori accertamenti e affrontate con le terapie più idonee. In futuro la possibilità di potersi sottoporre a teleconsulti specialistici semplicemente recandosi nella farmacia più vicina dotata di specifici dispositivi diagnostici potrà offrire molteplici vantaggi, soprattutto in un periodo difficile come questo contraddistinto da un’emergenza pandemica che induce le persone a limitare i controlli sulla propria salute rischiando di trascurare l’insorgenza o la presenza di malattie. Il teleconsulto offre anche il non trascurabile beneficio di poter effettuare controlli a distanza decongestionando gli ospedali. In Italia oltre un milione di persone, per lo più over 65, soffre di degenerazione maculare legata all’età (DMLE) e spesso la diagnosi arriva decisamente troppo tardi. La DMLE è una malattia oculare legata all’invecchiamento delle strutture profonde dell’occhio, in particolare della macula, la porzione centrale della retina in cui sono presenti la maggior parte delle cellule che processano gli impulsi luminosi e li inviano al cervello perché vengano tradotti in immagini. Se questa parte dell’occhio è danneggiata, la visione centrale viene compromessa, specie se la malattia non è diagnosticata e trattata con tempestività.

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Lezione di prevenzione a distanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

Oggi, con la didattica a distanza, in pieno lockdown, non è semplice intervenire nelle scuole per organizzare a favore degli adolescenti conferenze educative finalizzate a incrementare la loro consapevolezza nei confronti di droghe e alcol. Perché, è inutile dirlo, droghe e alcol non sono in lockdown, ma girano diffusamente per le strade e con il servizio a domicilio arrivano tranquillamente nelle case. Da molti anni le comunità Narconon svolgono proficue campagne di sensibilizzazione sui temi della tossicodipendenza e dell’alcolismo svolgendo conferenze nelle scuole o ricevendo presso le proprie sedi coloro che desiderano conoscere direttamente l’ambiente di una comunità di recupero. In questi giorni, grazie alla sensibilità educativa dei Dirigenti scolastici dell’Istituto Tecnico “Grazia Deledda” di Lecce, gli operatori della comunità Narconon Gabbiano di Melendugno sono riusciti a svolgere con proficuità due conferenze a distanza con 375 studenti. Le numerose domande poste agli operatori dagli studenti al termine della conferenza sono un chiaro indice della buona riuscita dall’incontro e dell’importanza di organizzare simili iniziative. Domande come: “Se le droghe fanno male, perché sono state inventate dall’uomo?” “La marijuana crea danni?” “Conviene legalizzare le droghe leggere?”, “La marijuana a scopo curativo crea dipendenza?”, dimostrano che la capacità di analizzare e aumentare la propria consapevolezza su queste tematiche passano inesorabilmente dal programmare sistematicamente, nelle scuole, una didattica specifica, invece di eluderla, ritenendo che parlar di droghe sia dannoso. Queste tematiche vanno affrontate a scuola, convinti che la verità, anche dura e cruda, è meglio delle tranquille menzogne che circolano diffusamente tra i giovani su droga e l’alcol. Chi desidera ricevere maggiori informazioni, brochure o organizzare conferenze di prevenzione, può contattare la comunità Narconon Gabbiano di Torre dell’Orso allo 0832.841856

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Tumori femminili: prevenzione e diagnosi precoce

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2021

Campobasso. I tumori femminili ogni anno in Italia colpiscono 70.000 donne. Tra queste, sono circa 53.000 quelle che si ammalano di tumore al seno, di gran lunga quello più diffuso. Ma anche gli altri organi dell’apparato riproduttore femminile possono essere colpiti da un cancro. Ogni anno sono infatti 11.400 i nuovi casi di tumore all’utero e 5.300 i nuovi casi di tumore alle ovaie. I tumori femminili in molti casi si possono prevenire o comunque diagnosticare in fasi molto precoci.Ad affrontare questi temi durante la tavola “Insieme in Rosa – Prevenzione e Diagnosi precoce dei tumori femminili” saranno Celeste Condorelli, Amministratrice Delegata Gemelli Molise, Giovanna Sticca, Direttrice Sanitaria – Gemelli Molise, Francesco Cosentino, Direttore Dipartimento di Oncologia e UOC Ginecologia Oncologica, Emilio Bria, Direzione del Governo Clinico Gemelli Molise, Carmela Franchella, Presidente LILT Associazione Provinciale di Campobasso, Valeria Moffa, Direttore della Scuola Allievi Agenti di Campobasso. Modera l’incontro Valentina Fauzia, Giornalista Presidente del Gus Molise. L’incontro verrà trasmesso in diretta streaming sul sito di Gemelli Molise e sulla pagina Facebook martedì 9 marzo ore 16.30. Tutti potranno partecipare e interagire con i relatori, facendo domande attraverso i commenti social.Quali sono i tumori femminili?
Il tumore del seno è molto diffuso: colpisce una donna su 8 ed è il tumore più frequente nel sesso femminile (anche gli uomini ne possono essere colpiti, ma con un’incidenza notevolmente più bassa).
Il tumore ovarico occupa invece il nono posto tra i tumori più frequentemente diagnosticati alle donne. Si tratta di una malattia che colpisce le ovaie, ovvero gli organi responsabili nella donna della produzione degli ormoni sessuali e delle cellule riproduttive (ovociti) e riguarda circa una donna ogni 100. Questo tipo di tumore colpisce soprattutto dopo i 60 anni, mentre è piuttosto raro nelle donne giovani al di sotto dei 30 anni.
Il tumore del collo dell’utero (o tumore della cervice uterina) è stato per molto tempo il più frequente nel sesso femminile, associato a un’alta mortalità. Oggi fortunatamente si assiste a una continua diminuzione di incidenza e di mortalità grazie soprattutto all’introduzione di uno strumento estremamente efficace di diagnosi precoce, il Pap-test e alla prevenzione primaria, tramite vaccinazione. La diagnosi sempre più precoce consente infatti di utilizzare una terapia efficace e spesso risolutiva. Il cancro della cervice dell’utero è legato, nella maggior parte dei casi, all’infezione del virus del papilloma (HPV).
Il tumore dell’endometrio si colloca al sesto posto tra i tumori più frequentemente diagnosticati tra le donne. Si tratta di un tumore che colpisce soprattutto le donne anziane, con un picco di incidenza dopo i 60 anni, e che presenta tassi d’incidenza in aumento nel mondo occidentale a causa dell’allungamento della vita media e di una alimentazione troppo abbondante. (By Raffaella Marino)

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La prevenzione primaria e secondaria dei tumori urologici

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2021

Deve e può proseguire in questi mesi caratterizzati dalla pandemia. Più dell’80% dei pazienti con cancro della prostata, vescica, rene e testicolo oggi possono sconfiggere la patologia oncologica grazie soprattutto alle cure disponibili. Tuttavia resta ancora molta strada da percorre per quanto riguarda la diagnosi precoce e il successivo intervento diagnostico tempestivo. E’ quanto sostiene la Società Italiana di Uro-Oncologia (SIUrO) in occasione della giornata mondiale contro il cancro, che si celebra oggi con la campagna ‘I Am and I Will’ (www.worldcancerday.org). E’ promossa dall’Unione Internazionale Contro il Cancro (Union for International Cancer Control, UICC), organizzazione non governativa che rappresenta più di 1.200 associazioni impegnate nella lotta ai tumori in oltre 170 Paesi. L’evento vuole creare consapevolezza e cultura su tumori, prevenzione e ricerca scientifica, con l’obiettivo di spingere i governi, e i singoli cittadini, ad attivarsi e mobilitarsi nella lotta contro i tumori. “Per il quinto anno consecutivo la nostra Società Scientifica ha deciso di aderire alla campagna internazionale – afferma il dott. Alberto Lapini, Presidente Nazionale della SIUrO -. L’attuale situazione socio-sanitaria del nostro Paese non deve essere una scusa per abbassare la guardia nei confronti di forme di cancro molto diffuse e in costante crescita. Per esempio il carcinoma della prostata è diventato il più frequente nella popolazione maschile e solo lo scorso anno ha fatto registrare 36mila nuove diagnosi. Si calcola che sia presente in forma latente nel 30% degli over 50 e ben nel 70% degli ottantenni. Quindi le visite di controllo con lo specialista urologo e gli esami, come il test del PSA, devono proseguire in questi mesi. A quasi un anno dall’inizio della pandemia il Covid-19 sta provocando grosse difficoltà al nostro sistema sanitario. Non possiamo però permetterci di mettere in lockdown la prevenzione oncologica”. “Chi lamenta alcuni sintomi come presenza di sangue nelle urine o dolore nell’urinare deve andare dall’urologo per un controllo o comunque fare degli accertamenti – prosegue il dott. Giario Conti, Segretario e Tesoriere Nazionale della SIUrO -. Lo stesso vale per chi presenta casi in famiglia di tumori alla prostata o alla vescica. Dopo alcune indubbie difficoltà, riscontrate nei primi mesi della pandemia, le strutture sanitarie italiane sono sicure e in grado di gestire gli interventi sia diagnostici che terapeutici. Ricordiamo inoltre che su quasi tutto il territorio nazionale sono attivi progetti di telemedicina che limitano gli accessi agli ospedali. I risultati degli esami o i contatti con gli specialisti possono essere garantiti anche grazie all’utilizzo di tecnologie digitali”. “La prevenzione è uno strumento fondamentale contro il cancro – conclude il dott. Renzo Colombo, Vice Presidente SIUrO -. Quattro tumori su dieci sono, infatti, evitabili attraverso stili di vita sani e questo vale anche in ambito urologico. E’ dimostrato come fumo di sigaretta, sedentarietà, dieta scorretta eccesso di peso siano correlati ai carcinomi della prostata, rene, vescica o testicolo. Anche in questo caso la pandemia e il lockdown hanno avuto effetti negativi sugli italiani favorendo spesso comportamenti scorretti. Invitiamo tutti gli italiani a non sottovalutare i tumori al tratto genitourinario e la loro prevenzione primaria”. Per rispondere ai dubbi e perplessità di pazienti e caregiver la SIUrO da due anni promuove il portale on line: ww.tumorigenitourinari.net. Qui è possibile trovare tante informazioni utili e certificate. E’ poi disponibile una “squadra” di 22 specialisti che rispondono a tutte le domande degli utenti del web.

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Azzerata la prevenzione per le patologie oncologiche

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

E’ a rischio l’aderenza delle terapie, prezzo altissimo per la gestione tardiva di patologie il cui decorso è fortemente condizionato da una diagnosi precoce. Questo il quadro dell’Urologia italiana in tempo di Covid-19, tracciato dalla Fondazione PRO nel corso di una conferenza stampa virtuale, nella giornata internazionale dedicata dall’Unesco alla salute maschile. “L’attività chirurgica per le patologie oncologiche non si è fermata per i tumori della vescica e della prostata – spiega Vincenzo Mirone, Presidente di Fondazione PRO, Professore Ordinario di Urologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia | Università Federico II, Napoli – ma a tenere lontani gli uomini dalla propria salute ci ha pensato il combinato disposto della paura del contagio e della consueta, perniciosa, scarsa attitudine a prendersi cura di sé o a farlo quando ormai è troppo tardi”. A tutti loro è dedicata la nostra campagna educazionale nazionale “Prostata, per il cancro non c’è lockdown”, un appello a non abbandonare le terapie, sposato e condiviso da una persona sensibile e generosa come Massimiliano Allegri, protagonista del nostro spot. A tutti gli uomini italiani, ma anche alle loro compagne, è invece dedicata la PRO Tv http://www.fondazionepro.tv un progetto che mette insieme le più autorevoli figure italiane sulla formazione e la divulgazione di temi quali la fertilità, la salute della prostata, quella della coppia, la Telemedicina e i corretti stili di vita. Attivata dal luglio scorso, la tv, che viene costantemente aggiornata con nuovi autorevoli contributi, sta avendo un successo significativo nelle diverse fasce d’età. Il nostro obiettivo è, prendendo atto che con questa pandemia avremo ancora a lungo a che fare, costruire una nuova modalità di interazione per difendere e diffondere la prevenzione urologica e andrologica”.Ricordiamo che non parliamo di ossessioni patologiche per il mangiar sano, ma di stili di vita che ci risparmiano per esempio l’insorgenza della sindrome metabolica (associazione di ipertensione, intolleranza al glucosio, dislipidemia, obesità), così strettamente correlata ad altre patologie, non solo oncologiche”. http://www.fondazionepro.tv

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Prevenzione e gestione della cronicità durante il covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

E’ andata in onda la seconda giornata di Meridiano sanità con una tavola rotonda di approfondimento sulla crisi pandemica di COVID-19 della XV° Edizione del Forum Meridiano Sanità di The European House – Ambrosetti. Il XV° Rapporto Meridiano Sanità ricorda che le malattie non trasmissibili in Italia sono responsabili del 93,3% dei decessi e del 90,2% degli anni vissuti in disabilità. Tra queste, le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte in Italia, provocando nel 2018 232.000 decessi, e la causa più frequente di ricovero ospedaliero, registrando quasi 900.000 ricoveri in regime ordinario (14,3% dei ricoveri totali). I tumori sono invece la prima causa di disabilità e la seconda causa di morte in Italia. Anche i la salute mentale rappresenta una delle sfide di sanità pubblica più rilevanti: una persona su sei, in Europa, soffre di disturbi mentali. Durante la prima ondata pandemica, la sospensione o il rinvio delle prestazioni sanitarie dedicate ai pazienti affetti da patologie croniche ha avuto ripercussioni devastanti e tuttora da quantificare.Il nostro sistema sanitario funziona come una filiera, fatta di vasi comunicanti: il territorio funziona solo se funziona tutta la filiera, sono ruote di un unico ingranaggio, aggiunge Dario Manfellotto, Presidente della Società Scientifica degli Internisti Ospedalieri, coloro che tutt’ora assistono circa il 70% dei pazienti ricoverati. Richiama la necessità di garantire un’assistenza integrata e multidisciplinare anche post-ospedaliera ai pazienti positivi al COVID-19, in quanto può comportare complicanze a lungo termine, soprattutto per i pazienti affetti da multi-morbidità.Durante la prima ondata pandemica, vi è stato un calo significativo delle ospedalizzazioni sia rispetto alle patologie cardiovascolari acute che quelle croniche dichiara il Prof. Filardi, Ordinario di Cardiologia alla Federico II di Napoli e Presidente eletto della SIC. È stata riscontrata una riduzione di circa il 50% delle ospedalizzazioni per sindromi coronariche acute. Nel caso dell’infarto STEMI il calo ha raggiunto il -26,5%, contribuendo a un aumento significativo della mortalità, che è salita dal 4,1% al 13,7%. Una riduzione delle ospedalizzazioni anche per le patologie cardiovascolari croniche che ha raggiunto quasi il 50% nel caso dell’insufficienza cardiaca; e con strumenti limitati per supportare i pazienti in remoto – è il caso di parlare di “telefono-medicina” più che di telemedicina per ora. Proprio di telemedicina ha parlato Francesco Gabbrielli, Direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il quale ha affermato che durante la crisi pandemica vi è stato un utilizzo maggiore della telemedicina, anche tramite strumenti semplici, su richiesta dei pazienti e da parte dei medici per poter poterli raggiungere, superando antiche inerzie e resistenze. Le indicazioni ad interim per la telemedicina, predisposte dall’ISS, hanno risposto a tale esigenza fornendo un modello di lavoro per implementare in modo efficace ed economico dei servizi domiciliari per diverse tipologie di pazienti, inclusi i pazienti che necessitano di continuità assistenziale. Il dibattito si sposta sul tema della prevenzione con l’intervento di Paolo Bonanni, Coordinatore del Board del Calendario per la Vita e Professore Ordinario di Igiene all’Università degli Studi di Firenze. Il Professore Bonanni ha messo in luce come vi sia stato un calo delle coperture vaccinali nei primi mesi del 2020, aggravando un contesto italiano già caratterizzato da tassi di copertura inferiori alla soglia target del 95%. Massimo Andreoni, Professore ordinario di malattie Infettive della facoltà di Medicina e chirurgia Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, ha condiviso l’urgenza attuale di liberare risorse e posti in ospedale per far fronte ad un crescente numero di pazienti gravi. Il Prof. Andreoni ha illustrato come si stiano sperimentando il tele-monitoraggio proprio per far fronte a tale criticità: dimettendo pazienti che necessitano ancora di un periodo di osservazione, monitorandoli in remoto h24, in modo tale da intervenire se necessario, ma al contempo permettendo di liberare risorse ospedaliere. Afferma poi che la prevenzione dell’epidemia deve prevenire non seguire l’evento e che è riconducibile a tre possibilità: vaccinazioni, prevenzione farmacologica e modifica dei comportamenti umani. La con modifica dei comportamenti umani è lo strumento più affidabile che attualmente abbiamo a disposizione per far fronte all’emergenza COVID-19.

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Occhi: infezione e prevenzione

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Il periodo di emergenza sanitaria ha inevitabilmente cambiato le nostre abitudini, comprese quelle relative alla salute. Per approfondire alcuni temi inerenti il benessere visivo, ZEISS ha coinvolto il Dott. Franco Spedale – Direttore dell’Unità Operativa a funzione Dipartimentale dell’Oculistica dell’Ospedale di Chiari ASST Franciacorta – per analizzare l’attuale situazione e ricordare, in questo periodo più che mai, l’importanza della prevenzione e dell’adozione di comportamenti corretti per proteggere i propri occhi.Diverse sono le problematiche a cui stiamo assistendo come spiega il Dott. Franco Spedale, Direttore del reparto di Oculistica dell’Ospedale di Chiari: Una maggiore attenzione nel caso di un arrossamento oculare che potrebbe essere causato da virus Un crescente utilizzo di computer, tablet e smartphone. La necessità di adottare semplici ma importanti norme igieniche per prevenire trasmissioni di virus, infiammazioni e affaticamento agli occhi, anche attraverso l’utilizzo di lenti da vista adatte al proprio stile di vita. La congiuntivite, ad esempio, è oggi uno dei sintomi che possono essere associati al Covid-19. Ecco perché, come conferma il Dott. Spedale, è aumentata l’attenzione ai suoi sintomi, la preoccupazione e di conseguenza il ricorso allo specialista.I consigli: Lavare spesso le mani ed evitare di toccarsi gli occhi; Se proprio ci si deve strofinare gli occhi, farlo con le mani assolutamente pulite, Non utilizzare mai lo stesso fazzoletto per asciugarsi naso e occhi. Un fenomeno che sta incidendo notevolmente sulla salute dei nostri occhi e che causa anch’esso arrossamento e sindrome dell’occhio secco, è l’affaticamento visivo, spesso dovuto al maggior tempo che le persone passano di fronte al computer, tablet e smartphone. A questo proposito, come conferma il Dott. Spedale, “è importante tenere gli occhi sotto controllo, ancora prima di arrivare all’insorgere del problema. In questo momento specifico è quindi fondamentale adottare comportamenti corretti anche dal punto di vista visivo per evitare di sviluppare patologie che possono in qualche modo far insorgere la paura di aver contratto il virus e quindi generare stati di ansia e preoccupazione”. I consigli: Non trascorrere troppo tempo troppo fissando ininterrottamente dispositivi digitali Alternare frequentemente visione a distanza e visione ravvicinata Assicurare una corretta illuminazione all’ambiente Mantenere una postura corretta La prevenzione non passa però esclusivamente da norme igieniche ma, come ci ricorda ZEISS, anche dall’utilizzo di lenti da vista che tengano in considerazione il nuovo stile di vita. Ad esempio, le ultime nate in casa ZEISS, le lenti ZEISS SmartLife, tengono conto delle esigenze visive derivanti da uno stile di vita connesso e in movimento e assicurano campi di visione più ampi, su tutta la superficie della lente, anche nelle aree laterali. Questo è fondamentale al giorno d’oggi, perché gli studi dimostrano che i nuovi schemi di comportamento visivo implicano un minore movimento della testa e un maggiore movimento degli occhi, che però vengono sottoposti a continui stimoli visivi provenienti da diverse direzioni e a diverse profondità di sguardo.

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Evitare una strage di anziani

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

E’ fondamentale che tutti in famiglia indossino la mascherina e rispettino scrupolosamente le norme per la prevenzione del Covid. Questo l’appello di Senior Italia FederAnziani di fronte all’impennata dei contagi e del numero delle vittime del Coronavirus, nella quasi totalità persone anziane. La raccomandazione ai senior è di non uscire se non è strettamente necessario e soprattutto di fare attenzione ai contatti con i figli e i nipoti. Meglio rinunciare a un abbraccio e salutarsi con la mascherina che mettere a rischio la propria vita. E infine tenere sempre in casa qualche mascherina in più per figli e nipoti distratti.“Non dobbiamo dimenticare che dai dati dell’ISS aggiornati al 4 ottobre l’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è 80 anni. E secondo l’Istituto Superiore di Sanità il 77,6% dei focolai si verifica in ambito familiare. In poche parole nipoti in età scolare, adolescenti e adulti contagiano i nonni sottovalutando il rischio dei contatti interni alla famiglia – ricorda il Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – C’è da temere che i nonni stessi non tengano adeguatamente in conto le norme di protezione quando si tratta di incontrare i propri nipoti. Sono molti a non aver rinunciato in questo periodo al loro ruolo di babysitter, specialmente in quei contesti in cui i genitori non possono permettersi lo smart working. Quest’ultima situazione invece va evitata il più possibile o comunque, laddove non evitabile, va gestita con la massima oculatezza dal momento che nelle ultime settimane abbiamo visto quadruplicare, in città come Milano, i contagi degli over 70, proprio a causa dei contatti con i bambini in età scolare o con i nipoti adolescenti dall’intensa vita sociale. Anche ai giovani vogliamo lanciare un appello: proteggete i vostri nonni, stategli vicini più che potete ma a distanza, indossando sempre la mascherina quando siete con loro, rinunciando a un abbraccio oggi per salvaguardare la loro salute, e magari aiutandoli con le nuove tecnologie o facendo la spesa per conto loro”.

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Ictus cerebrale: come prevenirlo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Il 29 ottobre si celebra, come ogni anno, la Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale e la World Stroke Organization ha voluto – per questa edizione 2020 – accendere i riflettori sul tema della prevenzione, lanciando l’hashtag #DontBeTheOne: “1 persona su 4 verrà colpita da ictus nel corso della propria vita, non essere tu quella persona”, sottolineando il fatto che ben l’80% di tutti gli ictus può essere evitato, partendo dalla individuazione dei fattori di rischio sui quali ognuno di noi può intervenire.Bisogna per prima cosa distinguere tra prevenzione primaria, quella di soggetti che non hanno sofferto di eventi cerebrovascolari e prevenzione secondaria, mirata invece a prevenire un nuovo episodio in chi è stato già colpito da ictus. Alcuni dei fattori di rischio – quali ad esempio sesso, età e familiarità – non sono modificabili e non dipendono, quindi, dal comportamento del singolo; ma è anche vero che, fortunatamente, la maggior parte dei fattori di rischio ictus sono modificabili. Ecco qui di seguito i principali consigli: 1. Controllare periodicamente la pressione arteriosa, i valori di glicemia e colesterolemia, verificare l’eventuale presenza di fibrillazione atriale 2. Astenersi dal fumo 3. Non eccedere con il consumo di alcolici 4. Seguire la dieta mediterranea (ridurre il sale nei cibi ed evitare una dieta eccessivamente ricca di grassi di origine animale come i derivati del latte, carni grasse, salumi); 5. Svolgere regolare attività fisica (è sufficiente praticare abitualmente un moderato esercizio fisico, come camminare, fare le scale, ballare, andare in bicicletta o in piscina: attività praticabili a tutte le età). Chi ha già avuto un ictus cerebrale dovrebbe: o Effettuare almeno 2 volte l’anno le visite di controllo programmate sia dal neurologo che da altri eventuali specialisti, come ad esempio il cardiologo o Eseguire, dove richiesto dal neurologo, esami strumentali di controllo, tra cui l’Ecocolordoppler dei vasi del collo, il Doppler Transcranico e l’Ecocardiogramma A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) fa proprio il messaggio definito a livello mondiale e ribadisce la necessità di prevenire una malattia che, per la sua elevata incidenza, rappresenta un problema assistenziale, riabilitativo e sociale di enormi dimensioni. L’azione preventiva contribuirebbe per circa l’80% dei casi ad una massiccia riduzione su scala dell’ictus e al raggiungimento di obiettivi globali per diminuire anche altre patologie quali le malattie cardiovascolari, il cancro, il diabete, e altre cause di invalidità e morte.In occasione di questo importante appuntamento annuale, l’Associazione continua la sua battaglia contro questa malattia così complessa ricordando, ancora una volta, quali sono i sintomi che vanno riconosciuti tempestivamente: o non riuscire a muovere o avere minor forza ad un braccio, una gamba o entrambi gli arti dello stesso lato del corpo o avere la bocca storta o non riuscire a vedere bene metà o una parte degli oggetti o non essere in grado di coordinare i movimenti o di stare in equilibrio o non comprendere il linguaggio o non articolare bene le parole o essere colpiti da un violento e molto localizzato mal di testa, diverso dal solito Se improvvisamente compare anche uno solo di questi sintomi, occorre non aspettare. L’ictus cerebrale, nel nostro Paese, rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Dei 150.000 italiani circa che ne vengono colpiti ogni anno, la metà rimane con problemi di disabilità di varia entità; attualmente sono circa 1 milione i sopravvissuti con esiti di ictus più o meno invalidanti.Il fenomeno, però, è in crescita, anche per l’invecchiamento progressivo della popolazione, motivo per cui sarà sempre più necessario affidarsi alle strategie di prevenzione per gestire in modo sostenibile e adeguato la patologia nel lungo termine e in un contesto di cronicità e comorbidità.Per maggiori informazioni http://www.aliceitalia.org.

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La prevenzione non può attendere

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

Il tempo, infatti, è un fattore determinante nella difesa e protezione della salute dei cittadini. Questo messaggio caratterizza specificamente il mese di ottobre dedicato all’offerta gratuita degli esami per la prevenzione di patologie diffuse e spesso invalidanti se non intercettate preventivamente e trattate ai primi stadi, rischiando perfino di evolversi con esiti mortali. La pandemia da Covid-19, attualmente in recrudescenza, comporterà nuovamente la sospensione di attività ambulatoriali generali e specialistiche con l’inevitabile rischio di rallentare le procedure di prevenzione di patologie anche più gravi di quelle infettive. Il servizio sanitario nazionale, però, non può permettersi di trascurare percorsi diagnostici che sono indispensabili per i cittadini e le cittadine che hanno il diritto di trovare risposte ai loro bisogni di salute», affermano le componenti del Comitato centrale della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (FNOPO).«È importante anche nel mese di ottobre accedere ai percorsi più diretti ai diversi screening, in particolare in ambito oncologico e previsti dal Piano nazionale della prevenzione 2020-2025. Le ostetriche italiane invitano le donne a cogliere questa occasione, chiedendo informazioni sulle procedure, anche in termini di sicurezza per l’accesso alle strutture, e di prendere appuntamento per esami importanti come l’ecografia o mammografia a seconda dell’età per la prevenzione del tumore al seno e alla cervice uterina, nonché alla ricerca di sangue occulto per la prevenzione del tumore al colon – sottolineano i vertici nazionali FNOPO -. Le ostetriche svolgono un ruolo cruciale nel fornire informazioni scientificamente validate per rassicurare la donna sulla efficacia e la sicurezza delle vaccinazioni e garantire il miglior stato di salute possibile alle donne e ai nascituri. Dall’altra parte, è fondamentale che le istituzioni facciano la loro parte rendendo fruibili questi percorsi tutto l’anno, e non solo nel corso di un mese, nelle strutture pubbliche, incrementando il servizio di prenotazioni online o telefonici affinché le donne possano accedervi in tempi consoni a quello che è il decorso di alcune patologie», concludono i vertici FNOPO.

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“La demenza: differenze di genere, prevenzione e cura”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2020

Torino, lunedì 5 ottobre alle ore 16“ Massimiliano Massaia (Dirigente Medico Molinette) interviene sul tema “La demenza: differenze di genere, prevenzione e cura” presso la Sala dei mappamondi dell’Accademia delle Scienze, in via Accademia delle Scienze 6 a T. Viene introdotto dalla vicepresidente dell’Accademia di Medicina, Teresa Cammarota, Primario emerito di radiologia. Il tema viene declinato nell’ottica della Medicina di genere, una branca della Medicina che studia le differenze biologiche e socioculturali tra uomini e donne e l’influenza di questi fattori sullo stato di salute e di malattia, nonché sulla risposta alla terapia. Nello specifico, la demenza «è caratterizzata da una riduzione significativa delle capacità intellettive e da un lento, ma progressivo, percorso involutivo che conduce spesso alla perdita dell’autonomia» (da “Invecchiare senza invecchiare” di G. Isaia). L’incontro inaugura il nuovo programma “Scienze & Salute. Longevità e senescenza: come invecchiare in salute” promosso dall’Accademia delle Scienze e dall’Accademia di Medicina con il supporto della Bioindustry Park di Colleretto Giacosa. Sarà possibile accedere solo su prenotazione, attraverso la registrazione al seguente link: http://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-demenza-differenze-di-genere-prevenzione-e-cura-122388233501.

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Nel DNA di ogni pediatra c’è la prevenzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

“L’espressione ‘Pediatria Preventiva’- spiega Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS)- la usiamo come rafforzativo dell’attività del pediatra di base, sempre pronto a volgere uno sguardo al sociale, ovvero all’interno della famiglia. Il pediatra non è lo specialista di un organo o di un apparato, ma è il medico del bambino e di tutta la famiglia, nonni compresi”. Tuttavia il pediatra “sa fare molto bene il lavoro su diagnosi e terapia, ma deve alzare l’asticella nel sociale perché le problematiche sono diverse e le famiglie di oggi sono cambiate: le separazioni sono in aumento, i bambini spesso crescono con un solo genitore e poi c’è tutta l’area della disabilità, della cronicità e del bambino migrante”. La SIPPS è consapevole di questa sfida e la mette al centro degli obiettivi di ‘Napule è… Pediatria Preventiva e Sociale’, la tre giorni di formazione destinata ai pediatri italiani e in programma in live streaming sulla piattaforma digitale Health Polis, iDea Congress dal 18 al 20 settembre. Di certo i pediatri dovranno farsi trovare pronti, in autunno non circolerà solo il virus stagionale. “Ai genitori dico che di virus ne gireranno centinaia, ma non saranno pericolosi anche se potranno causare rialzi febbrili, tosse, raffreddore e mal di testa- rassicura il pediatra- tutti sintomi paragonabili a quelli da infezione Sars Cov-2”. In questo caso, alla corretta gestione clinica delle patologie, va affiancata anche ad una corretta comunicazione ai genitori.Inoltre “Dobbiamo vaccinare contro l’influenza tutti i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, soprattutto quelli con patologia o che vivono con persone che hanno patologie croniche, altrimenti a rischio è tutta la famiglia. Iniziamo a vaccinare già a fine settembre fino a gennaio, così da poter fare anche il richiamo a un mese di distanza per quei bambini che non si sono mai vaccinati”. Nessuna paura, garantisce Di Mauro: “Il vaccino antinfluenzale non mancherà, c’è e dobbiamo farlo. Le Asl e le Regioni hanno fatto richieste doppie e triple rispetto agli anni passati e i vaccini verranno dati dalle Regioni, dai Servizi e dai pediatri a titolo gratuito. Forse saranno le farmacie ad avere meno dosi a disposizione”, conclude Di Mauro.

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Per prevenire il deficit di vitamina D

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2020

Controllare il livello della vitamina D (25-OH) nel sangue e, in caso di carenza, provvedere alla prescrizione medica per una corretta integrazione, soprattutto nel periodo invernale, o, comunque, se non si ha un’esposizione al sole costante.
Fare una passeggiata tutti i giorni al sole affinché la vitamina D si attivi. Esporsi alla luce solare, non filtrata da vetri, con la maggior superficie del corpo possibile, per un periodo variabile in base al proprio fototipo, circa 10-15 minuti al giorno in estate e 20-30 minuti in inverno, tra le 11 e le 15 quando i raggi UV sono più attivi.
Consumare due porzioni di latticini al giorno, come latte o yogurt, anche parzialmente scremati, a colazione o a merenda e aggiungere un cucchiaio di formaggio grattugiato sui primi piatti o sulla verdura cotta. Chi non tollera il lattosio, può utilizzare latte delattosato e Grana Padano DOP perché privo di lattosio.
Due volte alla settimana consumare il formaggio stagionato, per esempio, due porzioni (50g) di Grana Padano DOP o fresco, in sostituzione del secondo piatto o 2 uova.
Mangiare ogni settimana 3 porzioni di pesce, variando le qualità, i pesci più grassi come salmone, sgombro, alici, tonno, trota, anguilla, etc., sono più ricchi di vitamina D.
Consumare due o tre uova a settimana, sode o cotte in padella antiaderente (anche strapazzate o in frittata) una volta a settimana un primo di pasta all’uovo.
Per migliorarne l’assorbimento, essendo una vitamina liposolubile, è bene condire le pietanze con un cucchiaio di olio extravergine d’oliva a crudo. Si può utilizzare con moderazione il burro crudo che apporta buone quantità di vitamina D.
Limitare il consumo di caffeina che potrebbe ridurre l’assorbimento di vitamina D.
Mantenere un BMI compreso tra 18,5 e 24,9, per evitare che la vitamina D venga sequestrata dalla massa grassa dell’organismo.

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COVID-19 e gravidanza: quale migliore prevenzione?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Il Covid non ha fermato le nascite in Italia e in questi mesi le future mamme, positive al SARS-CoV-2 e non, sono state messe nelle condizioni di sentirsi al sicuro e protette per vivere il ‘lieto evento’ con serenità. Eppure, sono ancora molti i dubbi e i timori delle coppie che hanno appena iniziato una gravidanza o che hanno il desiderio di “mettere in cantiere” un figlio.A dare rassicurazioni e indicazioni per la prevenzione è la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), a partire dai dati dei lavori a cui ha contribuito il Prof. Enrico Ferrazzi, Professore ordinario di ginecologia del Policlinico di Milano-Mangiagalli, realizzato alla luce dell’esperienza lombarda e dei principali studi scientifici pubblicati in tutto il mondo. Il messaggio è univoco: l’arma per affrontare con successo la gravidanza e il parto si chiama prevenzione.La prima buona notizia è che la gravidanza non rappresenta fattore di rischio per l’insorgenza di complicanze da Covid-19, anzi la possibile gravità dell’infezione da SARS-CoV-2 sembra essere addirittura inferiore alle complicanze materne causate dalla ‘comune’ influenza (Ferrazzi, British Journal Obstet Gynecol, 2020). A confermarlo è uno studio inglese (Docherty, British Medical Journal, 2020) su 16mila casi di adulti ospedalizzati nel Regno Unito, dei quali solo 55 sono risultati essere donne in gravidanza. Numeri simili sono stati osservati in Lombardia nella fase più acuta della pandemia: su 1700 pazienti ricoverati in terapia intensiva solo 12 erano donne in età fertile (Grasselli, JAMA, 2020). In Italia nessuna donna gravida è deceduta per complicanze da Covid-19, anche nelle regioni più colpite dalla pandemia.Non vanno tuttavia trascurati alcuni fattori di rischio per le gestanti, in primis l’obesità, che facilita l’aggressività del virus, raddoppiando il rischio di ricoveri per sintomi materni gravi e di parto prematuro (Intercovid19), ma anche il diabete, l’ipertensione e la presenza di altre malattie croniche pregresse. Per queste donne la prevenzione assume una valenza fondamentale e, nel caso si cerchi una gravidanza, sarebbe prudente rimandarla almeno oltre la stagione fredda.Dato confortante è anche quello relativo alla trasmissione verticale, da madre a feto, del virus SARS-COV-2 che è risultata un evento raro, circa 1 caso su 50 in uno studio internazionale su 700 gestanti ricoverate per Covid-19 (Intercovid-19, submitted, 2020). Dato confermato da un recente studio condotto dagli Spedali Civili di Brescia, che conferma, altresì, che i bambini nati a termine che risultano positivi al Covid non hanno di regola complicanze aggiuntive dovute al virus e che l’infezione tende ad evolvere verso la rapida guarigione sia della madre, sia del bambino.Il fatto che la gravidanza non sia di per sé un fattore di rischio non vuol dire che le donne non debbano prestare la dovuta attenzione. A tal proposito, gli esperti raccomandano di attenersi in maniera rigorosa alle misure di prevenzione primaria che prevedono l’igiene frequente e accurata delle mani, il rispetto della distanza di sicurezza, l’attenzione a evitare il contatto con soggetti malati o sospetti.Infine, sottolineano i ginecologi, è opportuno evidenziare come il percorso della nascita non sia sostanzialmente cambiato durante la pandemia, merito di una prudente ed efficiente organizzazione della rete dei Punti Nascita, soprattutto nelle regioni più esposte al virus, che ha consentito l’attivazione di percorsi ben definiti per tutelare la gravidanza, garantire un parto sicuro a tutte le donne e assicurare il massimo grado di sicurezza al personale sanitario.Da qui il monito dei ginecologi alle istituzioni sanitarie regionali di continuare a garantire i normali percorsi di assistenza alla gravidanza, al travaglio e al parto, assicurando, presso le strutture territoriali e ambulatoriali, l’accesso protetto per l’esecuzione degli esami di routine, e presso gli ospedali percorsi completamente separati (Pronto Soccorso, sale parto, sale operatorie e puerperio) per tutelare sia le gestanti non infette dal virus, sia le gestanti positive, mettendo loro a disposizione le grandi strutture ospedaliere poli-specialistiche in grado di fornire tutte le cure eventualmente necessarie.

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Le stranezze della prevenzione e degli aiuti da coronavirus

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

L’elenco sarebbe lunghissimo, ma ci soffermiamo solo su due delle stranezze degli ultimi giorni, assurte entrambe alle glorie delle cronache.La prima riguarda il fatto che molti dei nuovi contagiati sono turisti italiani che tornano da Paesi come Spagna, Grecia, Croazia, Malta. All’inizio non si aveva idea che potesse accadere, ma visto che cominciano ad essere sempre di più, sarebbe il caso di passare ai provvedimenti ad hoc. Provvedimenti che non solo devono essere curativi (come già stanno facendo bene tutte le strutture sanitarie), ma preventivi. Ma continua inesorabile il flusso di andate e ritorni verso queste destinazioni, con al massimo qualche amministrazione che chiede a chi ritorna di mettersi in una sorta di quarantena volontaria,. Questo mentre in Paesi ai nostri antipodi (in questo caso in tutti i sensi) come la Nuova Zelanda, per la città di Auckland, dove sono stati individuate nove persone infette dopo 102 giorni di infezioni a quota zero, è stato imposto il confinamento stretto. Una città di oltre un milione e mezzo di abitanti completamente chiusa mentre in Italia città e regioni con molti, ma proprio molti più malati, e la cui origine del virus è nota, rimangono non solo aperte, ma continuano ad attrarre turisti (stranieri inclusi) registrando il tutto esaurito in questi giorni a cavallo del ferragosto.
La seconda riguarda la super gettonata notizia dei parlamentari (con l’aggiunta, in seguito, anche di consiglieri regionali) che, nonostante abbiano stipendi di oltre 13.000 euro mensili, hanno chiesto ed ottenuto il sussidio di 600 euro. Come spesso accade in questo nostro strano Paese, l’indignazione diffusa è più che altro concentrata sul fatto che questi signori abbiano chiesto il sussidio e non che lo abbiano ottenuto. La richiesta sarebbe un fatto di loro moralità individuale, l’ottenimento è frutto di una legge fatta coi piedi dagli stessi che oggi si lamentano che gli onorevoli hanno avuto il sussidio.
Per capire, e abbiamo un caso in Aduc, se sei amministratore dell’associazione, che tu prenda 50.000 euro al mese o che tu ne prenda 700, non fa differenza. Agli amministratori non è concesso ottenere questo sussidio, è l’autorevole interpretazione della legge da parte dell’INPS. Nel nostro caso specifico si tratta dell’amministratore di Aduc che normalmente ha un compenso di 1.400 euro, ma che, causa pandemia sanitaria ed economica si è visto ridurre il compenso a 700. Quindi se hai un compenso di 13.000 euro hai diritto al sussidio, diritto che non hai se il compenso è di 700. Evidentemente tutti non sono uguali di fronte alle leggi, anche quelle leggi che vengono fatte per dare sussidi a tutti ma….. che sono fatte coi piedi.
Una persona normale penserebbe che il governate e il legislatore si sono sbagliati e correggano subito il dovuto, erogando il sussidio in base a degli scaglioni di reddito. Macché!! Ai governanti e legislatori sembra che interessi di più scoprire chi sono questi presunti criminali che hanno ottenuto il sussidio rispettando la loro legge.
Deduzione: per chi ci governa e chi fa le leggi, sono più importanti i comportamenti e la moralità degli individui (anche se rispettano le leggi) che non le leggi che consentono a quelli che loro ritengono immorali di essere tali. Quindi il peccato è più importante dell’eventuale illecito (che poi non è tale). Questo, a nostro modesto giudizio, si chiama Stato confessionale e non laico. O, se si preferisce usare un linguaggio più da anno 2020: populismo e non razionalità. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Istruzione: puntare su prevenzione e sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

Confedir e Udir hanno presentato al Governo Conte un documento confederale sul Rilancio Italia con progetti e strategie per il futuro del paese. Marcello Pacifico (Udir-Confedir): Occorre avviare una vera e propria rivoluzione culturale a favore della prevenzione e della sicurezza, per garantire la salute di lavoratori e cittadini. Confedir e Udir hanno presentato al Governo Conte un documento confederale sul Rilancio Italia con progetti e strategie per il futuro del paese. Nel documento si parla di istruzione e di dirigenti scolastici e si ribadisce il ruolo centrale della scuola, affinché formi al meglio i cittadini del domani, nell’ottica di un luogo sicuro e a norma dove poter svolgere serenamente il proprio lavoro. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir e segretario organizzativo Confedir, ha affermato che “occorre avviare una vera e propria rivoluzione culturale a favore della prevenzione e della sicurezza, per garantire la salute di lavoratori e cittadini, ma non solo, è necessario dotare tutte le scuole del corretto numero di docenti e di un numero adeguato di personale Ata, al fine di garantire serenità a chi lavora con i nostri ragazzi ogni giorno e ai discenti stessi”. I dirigenti chiedono una tutela penale che si configura ancora più importante e necessaria in questo momento storico dove la pandemia epidemiologica, causata dal Covid-19, mette ancora più a rischio l’operato del ds; infatti, si chiedono più responsabilità e fondi per gli enti proprietari degli edifici scolastici, per rendere le scuole più sicure, efficienti e funzionali.I dd.ss. chiedono un sforzo per l’innovazione digitale della scuola: questa pandemia ci ha fatto vedere che qualcosa negli anni è stato fatto ma non quanto necessario. Bisogna assicurare a tutte le scuole connessioni stabili e un’adeguata strumentazione tecnologica abbandonando una politica di bandi a pioggia mai efficace. Necessario avviare una nuova sessione contrattuale per disciplinare le azioni durante i periodi di emergenza e regolamentare gli orari e le retribuzioni per le “nuove modalità di lavoro”, ribadendo il diritto alla disconnessione e alla riduzione degli aspetti burocratici, oltre ad adeguare la normativa scolastica rispetto alla situazione emergenziale della didattica a distanza. Occorre definire un organico degli “Assistenti Tecnici Digitali” sulla base di quanto già previsto in via transitoria nell’art. 120, comma 4, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 per la fase emergenziale come supporto alla DaD nella scuola primaria e dell’infanzia, da estendere a tutti gli ordini di scuola e da inquadrare nel ruolo Ata “coordinatore amministrativo e tecnico” nella misura non inferiore a uno per scuola.In ultimo, ma non meno importante, si chiede un adeguamento di tutti gli organici con maggiore riguardo rispetto alle nuove condizioni di incertezza venutesi a creare durante la pandemia, che richiedono più spazi e più personale Ata per garantire il distanziamento sociale, ma anche il recupero di più autonomie scolastiche: è per questo che si chiede di rivedere le norme che regolano il sottodimensionamento delle Istituzioni scolastiche, oltre che più docenti in modo da poter meglio distribuire le lezioni su più turni.

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