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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 87

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“Progetto ENEHIDE: Informazione, Educazione e Prevenzione sull’Epatite C negli Istituti Detentivi”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

epatite CENEHIDE è promosso dall’Associazione EpaC Onlus e SIMSPe Onlus (Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria) ed è patrocinato dal Ministero della Giustizia, dal Consiglio regionale del Lazio e dall’Asl di Viterbo. Negli istituti di detenzione italiani, infatti, vive una comunità di persone particolarmente esposta all’infezione da HCV: la prevalenza di epatite C è stimata tra il 7,4% e il 38% su un totale di 56mila detenuti. Percentuali che salgono ancora di più se consideriamo la popolazione femminile: le donne detenute, pur essendo di meno degli uomini, hanno più spesso problemi di tossicodipendenza, che aumenta il rischio di trasmissione del virus.
“L’epatite C è un problema di salute collettiva: si tratta di persone che una volta tornate in libertà rientreranno nella società ed è importante che siano consapevoli dei rischi connessi a determinati comportamenti e della possibilità di prevenire il diffondersi dell’infezione”, ha dichiarato Giulio Starnini, direttore dell’U.O. di Medicina Protetta Malattie Infettive presso l’Ospedale di Belcolle (VT), Viterbo e coordinatore del progetto per SIMSPe.
Per cercare di dare una risposta concreta a questo bisogno di maggiore tutela della salute dei detenuti, EpaC onlus e SIMPSe hanno dato vita a ENEHIDE, una serie di attività, eventi di formazione e azioni concrete di distribuzione di materiale, rivolte a tutta la comunità che vive negli istituti penitenziari. “La conoscenza è alla base della possibilità di compiere delle scelte informate: è quindi fondamentale che tutti abbiano gli strumenti per prevenire e limitare l’infezione da HCV”, ha dichiarato Massimiliano Conforti, vice-presidente dell’Associazione EpaC Onlus e responsabile del progetto. “L’obiettivo di ENEHIDE è aiutare a migliorare le condizioni di salute delle persone detenute, per spezzare la catena del contagio e per combattere lo stigma che ancora avvolge le persone con HCV”.
La Casa Circondariale di Viterbo, che ha accolto con entusiasmo la proposta di condurre il pilota non è nuova a progetti di informazione e formazione a favore di tutte le persone che trovano in carcere a qualsiasi titolo, che siano detenuti o che ci lavorino “perché ENEHIDE è strutturato in maniera solida e rigorosa per ottenere risultati in termini di prevenzione e di informazione”, come ha spiegato Teresa Mascolo, direttore della Casa Circondariale di Viterbo.
ENEHIDE non vuole rivolgersi solamente alle persone detenute, ma prevede il coinvolgimento di tutti quelli che ruotano intorno alla realtà detentiva, come il personale di Polizia Penitenziaria. “La Polizia Penitenziaria, per le sue specialistiche funzioni, svolge un ruolo ad alta valenza umanitaria che va oltre gli aspetti connessi alla sicurezza. In sinergia con tutte le altre componenti, garantisce l’attivazione e il buon andamento dei percorsi trattamentali rivolti alle persone detenute. L’efficacia dei progetti rieducativi è il risultato dell’intelligente lavoro comune, che guarda alla persona detenuta nella sua complessità”, ha sottolineato Santi Consolo, Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
La Casa Circondariale di Viterbo è uno dei 14 istituti detentivi del Lazio, terza fra le Regioni in quanto a numero di detenuti ospitati: a gennaio 2017, la popolazione carceraria laziale era di 6.211 persone (su un massimo di detenuti previsti di 5.235), di cui il 43,6% stranieri.
Il progetto ENEHIDE prevede 20 incontri di formazione e informazione rivolti alle persone detenute, al personale sanitario operante nell’istituto detentivo (circa 50 tra medici e personale infermieristico), per migliorare la loro conoscenza dell’HCV, oltre che ai 400 agenti circa di polizia penitenziaria operanti in Istituto. Accanto a queste attività, il progetto prevede anche la diffusione di strumenti di prevenzione, come la distribuzione di opuscoli informativi tradotti in sei lingue, e la messa in pratica di buone abitudini che interrompano la catena del contagio e la reinfezione. In particolare, verranno distribuiti strumenti di igiene personale (oltre 2.000 spazzolini e 2.000 tubetti di dentifricio), sostituiti con regolarità.
Il progetto pilota durerà sei mesi e vuole dimostrare per prima cosa che un’azione di questo genere è realizzabile. “Abbiamo stabilito degli indicatori di efficacia che ci aiuteranno a capire cosa funziona e cosa no”, ha concluso Conforti.

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Quarta edizione del Congresso Nazionale sull’ictus Cerebrale “Stroke2017”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

ictus cerebraleA Napoli si è conclusa la quarta edizione del Congresso Nazionale sull’ictus Cerebrale “Stroke2017”. Gli argomenti trattati hanno riguardato la prevenzione, la cura dell’ictus cerebrale e delle sue conseguenze, cercando di dare particolare risalto alla ricerca di base per trovare nuovi trattamenti di protezione del cervello nelle fasi acute dell’ictus, così come la possibilità di disostruire meccanicamente le arterie cerebrali occluse, grazie all’introduzione di cateteri, per via arteriosa.
Le passate edizioni si sono svolte a Firenze, quest’anno è stata scelta la città di Napoli. L’idea di base è quella di proporre un congresso itinerante per facilitare, chi non può permettersi di seguire un congresso lungo tre giorni e la partecipazione di tutti i professionisti su questo importantissimo tema. Quest’anno hanno partecipato circa 400 delegati tra medici, fisioterapisti, logopedisti, infermieri, psicologi e altre figure professionali.
Si conferma come l’ictus cerebrale costituisce la seconda causa di morte e la terza causa di disabilità a livello mondiale, e la prima causa di disabilità negli anziani. Nel 35% dei pazienti colpiti da ictus, globalmente considerati, residua una disabilità grave. Nel nostro Paese, comunque, negli ultimi vent’anni si è assistito ad una sostanziale riduzione degli ictus cerebrali, sia ischemici, sia emorragici. Dai 180.000 casi all’anno, si è passati ai circa 120.000 e questo grazie soprattutto alle sempre più diffuse ed efficaci misure di prevenzione, nel controllo dei fattori di rischio, prima fra tutti l’ipertensione arteriosa.
Sul versante dell’imaging, la TC e la RM con le tecniche di diffusione e perfusione non hanno attualmente dimostrato chiari vantaggi nella selezione dei pazienti potenzialmente eleggibili per la terapia endovascolare. Le novità da attribuire all’area dei fattori di rischio/prevenzione primaria, sono sostanzialmente da riferire all’intensità del trattamento dell’ipertensione arteriosa, alla prevenzione dell’ictus cardioembolico con gli anticoagulanti diretti nella fibrillazione atriale e all’utilizzo dell’aspirina in prevenzione primaria.
Per quanto attiene all’impego dell’aspirina a 100 mg, nel Convegno è emersa una raccomandazione forte verso la possibilità che nella decisione di instaurare una terapia con aspirina in prevenzione primaria, si tenga conto anche del rischio di cancro.
L’area della fase acuta come principale novità si è concentrata su due aspetti: il dosaggio della trombolisi e le procedure interventistiche, basate sui trattamenti endoarteriosi.I risultati sostanzialmente negativi dello studio ENCHANTED, hanno consentito di rafforzare il messaggio relativo alla necessità di impego della trombolisi al dosaggio universalmente consigliato (0,9 infartomg/kg), ma la significativa riduzione, in una analisi di sottogruppo prespecificata, relativamente all’outcome funzionale (valutato tenendo conto dei vari gradi della scala Rankin), risultata favorevole della bassa dose di r-tPA (0,6 mg/kg) nel gruppo pretrattato con antipiastinici rispetto al gruppo dei non trattati con antiaggreganti (p=0.02), induce a considerare, in questa tipologia di pazienti, l’utilizzo della bassa dose, piuttosto che la non somministrazione in assoluto, della trombolisi.Sul versante del trattamento intraarterioso, una revisione sistematica ha valutato i risultati di alcuni studi su trombolisi intra-arteriosa o qualunque tipo di trombectomia in pazienti con occlusioni extra. e/o intracraniche (MR CLEAN, ESCAPE, EXTEND-IA, SWIFT-PRIME, REVASCAT). I pazienti con occlusione di carotide interna extra-cranica trattati con stenting ha avuto un tasso più alto di ricanalizzazione (87% vs 48%, p=0.001) e di esito clinico favorevole (68% vs 15%, p<0.001) ed un tasso minore di mortalità (18% vs 41%, p=0.048) rispetto ai pazienti trattati con trombolisi i.a. Nel gruppo di pazienti con occlusione tandem, la mortalità è risultata significativamente minore fra i pazienti trattati con trombolisi i.a. rispetto a quelli trattati con qualunque tipo di intervento meccanico dell’occlusione intracranica (0% vs 34%, p=0.002 e 0% vs 33%, p=0.001). Il confronto, tuttavia, non è randomizzato e gli studi sono molto eterogenei, per cui questi risultati non possono tradursi in una indicazione preferenziale ai trattamenti endoarteriosi in pazienti con occlusione di carotide interna extra-cranica. In sintesi, comunque, si è concluso che Pazienti con ictus esordito oltre le 4.5 ore possono trarre giovamento da trombectomia meccanica primaria in particolare se iniziata entro 5 ore dall’esordio dei sintomi, mentre Pazienti con ictus da occlusione di rami arteriosi distali possono trarre giovamento dal ricorso ad agenti trombolitici per via intra-arteriosa. Inoltre, Pazienti con ictus ischemico acuto e recente (1.7 possono trarre giovamento da trombectomia meccanica, previa valutazione del rapporto rischio/beneficio. L’intervento endoarterioso meccanico può essere preso in considerazione, previa valutazione del rapporto rischi/benefici, in pazienti trattati con anticoagulanti diretti e con alto rischio di emorragia, definito dai test di laboratorio specifici (o dall’impossibilità della loro esecuzione) e dal tempo dell’ultima assunzione, in quanto non sembra associato a un incremento del rischio di complicanze emorragiche. Con riferimento, invece, all’impiego della trombolisi sistemica, i Relatori hanno affrontato, come novità non presente nelle precedenti edizioni, la possibilità di somministrazione della terapia in pazienti con ictus ischemico acuto, in terapia con gli anticoagulanti diretti. In questi casi, La letteratura suggerisce la possibilità trombosi-1di prendere in considerazione la trombolisi e.v. in pazienti trattati con DOAC, con verosimile effetto sub terapeutico, evidenziato dalla storia clinica (dose e intervallo temporale dall’ultima assunzione, funzionalità renale) e da test specifici e standardizzati (Tempo di Trombina, Tempo di Ecarina o Hemoclot per il dabigatran, anti-Xa per il rivaroxaban o l’apixaban).
Infine, in pazienti con ictus ischemico acuto, l’uso degli ultrasuoni per potenziare l’effetto della trombolisi e.v. non è indicato routinariamente. Gli ultrasuoni per potenziare l’effetto della trombolisi e.v sono usati all’interno di studi clinici controllati, con particolare riferimento a pazienti con occlusione dei grossi vasi intracranici.
Innanzi tutto, se per convenzione derivata dagli studi clinici, una stenosi carotidea si definisce sintomatica se l’ultimo episodio ischemico cerebrale o retinico congruo si è verificato nei 6 mesi precedenti. Sulla base di recenti revisioni degli stessi studi nella sessione congressuale appositamente dedicata, si è ritenuto opportuno ridurre tale intervallo a non più di 3 mesi.
In caso di stenosi carotidea sintomatica con indicazione chirurgica è indicato considerare il punteggio di rischio di ictus del paziente se trattato con sola terapia medica (e quindi il potenziale beneficio della terapia chirurgica). Nel paziente con elevato punteggio di rischio, ≥4 secondo il modello ricavato dalle revisioni degli studi NASCET ed ECST, il beneficio dell’endoarteriectomia è massimo (NNT 3), mentre nel paziente con basso punteggio di rischio, Le attuali evidenze sul beneficio dell’endoarteriectomia nella stenosi carotidea asintomatica sottolineano l’importanza di valutare il vantaggio della terapia chirurgica nei confronti della miglior terapia medica. Il rischio di ictus nei pazienti trattati con la miglior terapia medica risulta oggi mediamente inferiore all’1% per anno (cioè inferiore al rischio della procedura chirurgica nell’ ACAS e nell’ ACST), pertanto l’intervento non può essere raccomandato di routine, ma indicato solo in pazienti selezionati, e in centri specialistici con documentato rischio perioperatorio di ictus/morte più basso possibile, inferiore a 2% e ancora meglio se inferiore a 1%.
Alcuni studi indicano sottogruppi di pazienti a più netto beneficio dall’intervento in quanto a maggior rischio di ictus se non operati, quali pazienti con pregressi infarti alla TC encefalo, più alto grado di stenosi carotidea o più rapida progressione di stenosi, presenza di occlusione carotidea controlaterale, morfologia di placca ulcerata o irregolare agli ultrasuoni o all’RM e/o presenza di segnali microembolici omolaterali all’ecodoppler transcranico. Altri studi indicano viceversa sottogruppi di pazienti a più scarso o senza beneficio dall’intervento in quanto a maggior rischio di complicanze se operati. Sono auspicabili quindi altre revisioni sistematiche e ulteriori studi che stratifichino i vari fattori di rischio medico e chirurgico, onde specificare meglio le indicazioni o controindicazioni all’intervento.
Per quanto riguarda la scelta del tipo di intervento, fra endoarterectomia classica o stent carotideo, le evidenze hanno finora dimostrato una certa equivalenza o non inferiorità dello stenting carotideo rispetto all’endoarteriectomia solo in centri di eccellenza e sono necessarie ulteriori evidenze, per cui ad oggi è raccomandata di scelta l’endoarteriectomia nella correzione chirurgica della stenosi carotidea. Pertanto, lo stenting carotideo, come alternativa all’endoarteriectomia, dovrebbe essere eseguito solo all’interno di sperimentazioni cliniche controllate o in centri e con operatori a casistica controllata per quanto riguarda il rischio periprocedurale che deve essere per lo meno non superiore a quello dell’endoarteriectomia.
Lo stenting carotideo, con adeguato livello di qualità procedurale e appropriata protezione cerebrale, è raccomandato in caso di significativa comorbidità cardiaca e/o polmonare o in cuorecondizioni quali la paralisi del nervo laringeo controlaterale, la stenosi ad estensione craniale o claveare, la restenosi, una precedente tracheotomia/chirurgia/radioterapia al collo.
Per convenzione, per importanti comorbidità cardiache si intendono:
a) scompenso cardiaco congestizio e/o disfunzione ventricolare sinistra
b) intervento cardiochirurgico nelle sei settimane precedenti
c) infarto miocardico nelle quattro settimane precedenti
d) angina instabile
In caso di stenosi carotidea asintomatica l’endoarteriectomia, comportando un beneficio modesto rispetto alla miglior terapia medica, è indicata nel paziente che è considerato “a rischio” se trattato solo con terapia medica e che presenta quindi almeno una di queste condizioni: pregresso infarto anche silente alla TC/RM encefalo, placca vulnerabile o ulcerata o a rapida crescita, stenosi pre-occlusiva, stenosi tra 70-80% (metodo NASCET) con occlusione della carotide controlaterale o con presenza all’ecodoppler transcranico di segnali microembolici omolaterali. E’ invece indicata la sola miglior terapia medica nel paziente con aspettativa di vita inferiore a quella presunta per ottenere il beneficio dall’endoarteriectomia, quale il paziente ultraottantenne o con diabete insulino-dipendente o cardiopatia grave o broncopatia grave o insufficienza renale cronica in trattamento dialitico.
La dimostrazione del razionale di efficacia di nuovi approcci riabilitativi sviluppati alla luce delle attuali conoscenze sui meccanismi di neuroplasticità è uno dei principali argomenti su cui si sta concentrando la ricerca relativa alla riabilitazione dell’ictus. Sulla scorta delle ampliate conoscenze dei meccanismi neurobiologici della plasticità cerebrale vengono attualmente privilegiati approcci che avvalorano l’intensità, la ripetitività, la significatività di un esercizio e la stimolazione multisensoriale. La realizzazione di questi presupposti avviene:
mediante esecuzione reiterata, supportata da strumenti robotici;
mediante un’esaltazione dell’informazione sensoriale di ritorno, prodotta da sistemi in realtà virtuale; mediante la realizzazione di un Ambiente Arricchito.
L’eziologia dell’emorragia cerebrale nei soggetti giovani è più eterogenea rispetto a quella dei soggetti in età adulta e anziana; in particolare, svolgono un ruolo importante le malformazioni vascolari, le coagulopatie e l’abuso di sostanze quali la cocaina e le amine simpaticomimetiche. La prognosi è migliore di quella degli anziani, senza sostanziali differenze di genere. La gravità dei sintomi all’esordio, la presenza di emorragia intraventricolare, di idrocefalo e di focolai emorragici multipli sono predittori di mortalità nel soggetto giovane.La patologia cerebrovascolare presenta un’elevata prevalenza nel genere femminile con peculiarità relative sia ai fattori di rischio che alle manifestazioni cliniche e agli esiti. Essa rappresenta una delle principali cause di morbidità e mortalità nella donna, tanto che le statistiche internazionali classificano l’ictus come la quinta causa di morte nel sesso maschile, ma la terza nel sesso femminile. Le proiezioni demografiche per il 2030 prevedono che circa il 20% della popolazione sarà rappresentato da soggetti di età superiore ai 65 anni con maggiore rappresentatività delle donne, in funzione dell’aspettativa di vita maggiore. Se consideriamo che circa la metà dei soggetti colpiti da ictus sopravvive con gradi variabili di deficit funzionale e/o cognitivo, è possibile prevedere che ci sarà un numero significativamente superiore di donne con esiti di evento cerebrovascolare rispetto agli uomini, con i prevedibili risvolti anche in termini di costi socio-sanitari. Nonostante ciò, molti vasi sanguigniaspetti del rapporto fra patologia cerebrovascolare e genere femminile sono tuttora sottostimati. I fattori di rischio vascolari presentano specificità di genere riconosciute e ben caratterizzate; le donne hanno spesso sintomi di presentazione di patologia cerebrovascolare non specifici e giungono più tardivamente all’attenzione medica rispetto agli uomini, fattori che contribuirebbero ad una minore probabilità di accesso a trattamenti riperfusivi in acuto. Differenze di genere sono presenti anche per quanto concerne la scelta e la risposta alle terapie di prevenzione primaria e secondaria. I risultati degli studi clinici sui farmaci cardiovascolari sono applicati nella pratica clinica indipendentemente dal genere, nonostante le donne siano numericamente sotto-rappresentate nella ricerca clinica e non sempre nel disegno degli studi sia prevista l’analisi per la differenza di genere. È importante che la comunità scientifica rivolga maggiore e dedicata attenzione alle differenze di genere nella patologia cerebrovascolare promuovendo lo sviluppo di programmi di ricerca e iniziative di servizi e percorsi che definiscano la medicina centrata sul paziente. L’attenzione alla medicina di precisione e personalizzata rappresenta la chiave di volta per contribuire a colmare il gap di conoscenza sulle differenze di genere nella prevenzione cardiovascolare, favorire l’uso appropriato dei farmaci, promuovere la ricerca clinica e il miglioramento generale del sistema salute con beneficio complessivo nella prospettiva della salute di genere.
L’organizzazione assistenziale per processi consiste nell’applicazione di un sistema in ambito organizzativo, che presuppone una esplicita identificazione del processo stesso e delle sue componenti, delle interazioni tra di essi, nonché delle loro modalità di gestione. Il maggiore vantaggio è quello di garantire il governo della continuità assistenziale controllandone la qualità, l’efficacia e l’efficienza.
Uno dei problemi principali di tutte le linee guida è l’implementazione sul territorio nella pratica clinica, in altre parole, la difficoltà a tradurre in azioni pratiche e atti medici competenti, le varie raccomandazioni. Le ragioni di queste difficoltà sono molteplici e vanno dalla scarsità dell’informazione, della formazione e dell’aggiornamento, alla oggettiva impossibilità di applicazione per mancanza di mezzi o di risorse, sino alla non condivisione delle raccomandazioni stesse per disaccordo o scelte differenti.

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Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica

Posted by fidest press agency su domenica, 5 marzo 2017

duomo-milanoMilano dal 18 al 26 marzo prossimi la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Milano promuoverà la sedicesima edizione della Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica. Istituita con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce. Arrivare “prima” di fronte ad una malattia è fondamentale per aumentare la sopravvivenza. Lo scopo principale è la sensibilizzazione della popolazione sull’importanza di adottare uno stile di vita sano e corretto per prevenire alcune patologie tumorali. Protagonista indiscusso è l’olio extravergine d’oliva, noto per le sue qualità benefiche.
Tra le iniziative in favore della popolazione, per tutta la Settimana, l’Unità Mobile LILT offrirà a Milano e Provincia la possibilità di sottoporsi gratuitamente a visite di diagnosi precoce oncologica. Un modo per portare la prevenzione sotto casa dei cittadini. Diverse le prestazioni offerte sull’Unità Mobile e negli Spazi Prevenzione LILT Milano: visite dermatologiche, senologiche, al cavo orale, alla prostata e consulenze alimentari, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Chi deciderà di prendersi cura del proprio corpo, grazie ad uno screening preventivo, potrà richiedere la shopper della salute, con olio extravergine d’oliva, pomodori pelati e pasta, alimenti simbolo della tradizionale dieta mediterranea, preziosa alleata contro i tumori.Anche quest’anno, inoltre, per ricordare l’importanza di una regolare attività fisica, LILT Milano ha deciso di istituire una partnership con “Ciclobby”, Associazione ciclo-ambientalista aderente alla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB onlus). Inoltre, ha aderito, in qualità di charity partner, alla storica corsa ciclistica Milano-Sanremo. Lo scopo di queste iniziative è sottolineare, ancora una volta, l’importanza del movimento per restare in forma; l’ideale sarebbero 10mila passi quotidiani, l’equivalente di una breve passeggiata la mattina e la sera. Recenti studi condotti in Europa e Stati Uniti, infatti, hanno dimostrato che chi fa esercizio fisico ha il 7% di probabilità in meno di ammalarsi, ma in un quarto delle neoplasie il rischio crollerebbe di oltre il 20% fino, ad esempio, al meno 42% nell’adenocarcinoma all’esofago.

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Sicurezza sismica del patrimonio edilizio Prevenzione, protezione ed emergenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

università roma treCave (Rm) Venerdì 24 Febbraio 2017, ore 17:00 Teatro Comunale Piazza Santa Croce 1. I recenti eventi sismici del Centro Italia hanno messo ancora una volta in evidenza la fragilità del patrimonio edilizio italiano. I centri storici come Amatrice o Norcia sono stati distrutti e con essi centinaia di vite umane e il passato storico di questi territori, nonostante un numero elevato di tragedie susseguitesi nel tempo, non ultima quella dell’Aquila. L’esperienza accumulata dal punto di vista tecnico è enorme come testimoniato dalla qualità dei ricercatori Italiani che in campo internazionale sono i più riconosciuti e che trasmettono il sapere ai tecnici di domani nelle nostre Università. Nonostante ciò, la cultura sismica nel nostro paese non può considerarsi soddisfacente. Vi è evidentemente ancora bisogno di un’azione incisiva su Amministrazioni Pubbliche e cittadini che li sensibilizzi sul tema e permetta così azioni di protezione a lungo termine. In questo quadro, il workshop di Roma Tre si presenta come una prima e utile occasione nel territorio della provincia di Roma per iniziare questo processo di sensibilizzazione, nella quale si parlerà di eventi sismici in tema di prevenzione, protezione, sicurezza ed emergenza.

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Campidoglio, Giunta approva Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 febbraio 2017

Roma. È stato approvato dalla Giunta capitolina il Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza, valido per il periodo 2017-2019. Con questo provvedimento vengono consolidate e sviluppate, portandole definitivamente a sistema, azioni che devono garantire correttezza dei comportamenti e rispetto delle regole. Le misure che caratterizzano il Piano 2017-2019 sono infatti improntate sia al definitivo superamento delle criticità e delle patologie che hanno segnato la macchina amministrativa nel recente passato che alla ricostruzione di un rapporto di fiducia e di proficuo scambio con i cittadini. Punto fondante del nuovo documento è l’unificazione del Piano per la Prevenzione della Corruzione (PTPC) con quello per la Trasparenza (PTTI) al fine di assicurare una effettiva sinergia tra i due ambiti di intervento, semplificando le attività delle amministrazioni e accrescendo allo stesso tempo gli strumenti di controllo sociale diffuso. Fra le principali novità del Piano 2017-2019 la disciplina per la concreta attuazione del nuovo istituto dell’Accesso Civico Generalizzato (FOIA – Freedom Of Information Act) e l’individuazione del Responsabile dell’Anagrafe per la Stazione Appaltante (RASA), soggetto preposto all’iscrizione e all’aggiornamento dei dati nell’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti (AUSA).
Per la concreta realizzazione delle misure previste, il PTPCT disciplina le regole di attuazione, di controllo e di monitoraggio. In particolare questo sistema di monitoraggio viene applicato alla rotazione del personale che, sviluppandosi in una programmazione pluriennale, si ispira ai principi del miglioramento continuo e dell’arricchimento professionale. Un processo che, dopo aver attentamente valutato abilità, conoscenze e idoneità dei singoli dipendenti, contribuirà alla formazione del personale, accrescendone le conoscenze e la preparazione professionale, superando così definitivamente ogni denotazione discriminante o punitiva. Vengono inoltre semplificati gli obblighi di pubblicazione e viene potenziata l’attività di formazione del personale di Roma Capitale quale fondamentale strumento per la prevenzione della corruzione e dell’illegalità nell’ambito dell’azione amministrativa.
Per l’elaborazione del Piano si è realizzata nel mese di gennaio una consultazione che ha coinvolto i cittadini, le associazioni e le organizzazioni portatrici di interessi collettivi e sindacali. Quattro di queste proposte ed osservazioni, inviate tramite l’apposita sezione dell’homepage del sito istituzionale di Roma Capitale, sono state accolte ed inserite nel cronoprogramma operativo del nuovo PTPCT. In particolare: la proposta proveniente da un cittadino che prevede la pubblicazione online delle memorie assunte dalla Giunta Capitolina; è stata richiesta la predisposizione di una stesura sintetica del PTPCT, una sorta di “Bignami”, da rendere disponibile ai dipendenti capitolini per una pronta e più efficace consultazione.

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Ictus e infarto: quanto rischio? Anche in Italia un’app lo calcola per aiutarci a prevenirli

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

ictus cerebraleCalcolare e ridurre il rischio di ictus e infarto attraverso l’utilizzo di una semplice “app”. L’applicazione è stata ideata dal Prof. Valery Feigin dell’Università di Auckland, Nuova Zelanda, patrocinata da World Stroke Organization (WSO), International Association of Neurology & Epidemiology (IANE) e European Stroke Organization (ESO), è stata tradotta nelle principali lingue in tutto il mondo. La versione italiana è stata curata e finanziata interamente da ALT- Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari- Onlus (www.trombosi.org). La app è un vero e proprio “riskometro”, cioè uno strumento che misura il rischio di andare incontro alle due malattie vascolari più probabili, più gravi ma anche più evitabili: infarto e ictus cerebrale. In Italia, ci sono circa 736.600 persone che sopravvivono a un ictus. 144.000 sono i nuovi casi di persone colpite da ictus ogni anno, di cui 79.000 muoiono poco dopo l’attacco con un numero totale di anni persi per la malattia.
L’app, disponibile sia per Apple che per Android, funziona in modo semplice e intuitivo: registra le abitudini di coloro che la utilizzano e monitorizza eventuali cambiamenti nel corso dell’anno sia nello stile di vita che nello stato di salute. L’app insegna a riconoscere tempestivamente i sintomi dell’ictus che non devono essere sottovalutati nel momento in cui si presentano: riconoscere i sintomi dell’ictus e chiamare il 118 senza perdere tempo può salvare la vita di chiunque, delle persone care intorno a noi. Nella cura dell’ictus il tempo è cervello, agire rapidamente può fare la differenza fra l’invalidità o il recupero della salute.
Come spiega la dottoressa Paola Santalucia, neurologa, cardiologa e vice-presidente ALT: “I dati raccolti attraverso l’app permetteranno a chi la utilizzerà, previo consenso e in forma anonima, di partecipare a una ricerca mondiale che coinvolge 160 Paesi, finalizzata a comprendere sempre più a fondo i fattori di rischio che causano ictus e infarto. Il progetto aiuterà ricercatori e clinici a tracciare in modo molto accurato strategie di prevenzione e cura basandosi sull’esame di un grande numero di profili di rischio individuali, che, considerati nel loro insieme, avranno una ricaduta fondamentale sulla salute cardio e cerebrovascolare di tutti in Italia e nel mondo”.
infarto miocardico acutoL’ictus è causato da una squadra di complici, che noi dobbiamo conoscere e neutralizzare uno per uno, perché si potenziano a vicenda per tendere la trappola di un evento cardio o cerebrovascolare. Fanno parte di questa squadra molti componenti in qualche modo eliminabili o neutralizzabili che si potenziano tra di loro e che ben conosciamo: fumo, alimentazione sbilanciata per quantità o qualità, pigrizia, stress, diabete, pressione alta, livelli di colesterolo elevati per lungo tempo nel sangue e abuso di droghe.
L’app fornisce i consigli “salvavita”: è sufficiente cliccare sulle informazioni relative a ciascun fattore di rischio incluse nell’applicazione. La versione “Pro” dell’app contiene inoltre una serie di video nei quali esperti internazionali forniscono spiegazioni sui sintomi, sui fattori di rischio e sui provvedimenti necessari per evitare l’ictus cerebrale. Sono informazioni che ognuno di noi dovrebbe possedere e usare, perché sapere “che fare in caso di..” può cambiare la nostra vita e di molte persone intorno a noi. Per saperne di più su: WFN – Word Federation of Neurology, organizzazione leader nel mondo per la promozione dell’eccellenza in neurologia nel mondo https://www.wfneurology.org/

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In questo paese non esiste prevenzione!

Posted by fidest press agency su domenica, 22 gennaio 2017

vigili-fuocoAncora impegnati nei soccorsi nel pescarese ma dopo giornate estenuanti di lavoro, non ce la facciamo a stare zitti proprio per rispetto della popolazione di questo territorio e di chi ancora vive in una situazione di estremo disagio.
Abbiamo atteso che la fase acuta dell’emergenza che ogni giorno colpisce il nostro paese si mitigasse per inviare una lettera al presidente della repubblica, perché è inconcepibile dichiarare di avere una macchina del soccorso, quando poi dobbiamo attendere mezzi speciali che arrivano da mezza Italia, impiegando pochi uomini già provati da turnazioni ininterrotte.Riteniamo assolutamente indispensabile un tavolo di discussione sulla pianificazione del soccorso e delle successive attività di protezione civile, con la presenza del presidente della repubblica e la partecipazione del Corpo nazionale VV.F., perché le condizioni in cui operano i Vigili del Fuoco in questi ambiti sono centrali.L’USB VV.F. ritiene sia arrivato il momento di una svolta concreta e radicale e che non sia più accettabile giustificare sempre tutto con l’“eccezionalità “ degli eventi: di eccezionale ci sono solo i tagli al soccorso.
Più di tre quarti della superficie di questo paese sono occupati da montagne e colline (75,8%) con frequenti alluvioni, frane ed incendi, vulcani ancora attivi e spesso forti terremoti: tutti questi eventi non possono essere classificati come “eccezionali”.
I ritardi nei soccorsi registrati in questi giorni di reale emergenza sono anche frutto di una mancata diffusione territoriale dei centri di soccorso. E’ inaccettabile attendere ore ed ore per ricevere il necessario aiuto, anche in situazioni eccezionali come quelle di questi giorni.L’USB è pronta a discutere ed illustrare le condizioni della prevenzione e del soccorso in Italia alla massima autorità dello stato: ma è importante intervenire immediatamente e non quando i riflettori di stampa e televisione si saranno spenti.
Riteniamo assolutamente necessario avviare un confronto serrato nel paese sul tema della prevenzione prima ancora che dell’intervento di emergenza. Un mutamento culturale radicale che parta ora e che si sviluppi nel tempo, che sia risolutivo, per dare gambe al progetto di prevenzione nel nostro paese: lo dobbiamo a chi purtroppo non riusciamo a salvare, lo dobbiamo alle nostre coscienze!

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Nuova iniziativa di prevenzione e cura per l’infezione da HIV

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2017

Ospedale Spallanzani, RomaIl 50% delle persone scopre di essere HIV positiva con una diagnosi tardiva, in una fase di malattia avanzata, quando l’immunità è già fortemente compromessa, e per di più con il timore di aver inconsapevolmente trasmesso l’infezione ad altre persone.“Facciamolo Rapido” è il titolo del nuovo Progetto che vede, ancora una volta, la stretta collaborazione tra l’Istituto Nazionale Malattie Infettive-INMI Spallanzani e Anlaids Lazio sul tema prevenzione dell’infezione da HIV. Si offre la possibilità di eseguire il test gratuito salivare anche presso la sede Anlaids vicino alla Stazione Termini e in 20 minuti avere una risposta ed eliminare ogni dubbio. Un iniziativa per sensibilizzare ed educare a fare il test periodicamente anche in un luogo non “sanitario”. Lo spot “Svegliati e fai il test” presentato all’ultima giornata mondiale contro l’HIV, curato da Anlaids e girato allo Spallanzani, continua a ribadire l’importanza della diagnosi precoce: un gesto semplice grazie ad un test anonimo, accurato e rapido oltre che gratuito. Il video ha ottenuto in un mese oltre 60.000 visualizzazioni sui social https://www.youtube.com/watch?v=SHF06oyGvFg
“Facciamolo rapido” promosso da INMI Spallanzani e Anlaids Lazio Onlus è un nuovo progetto per dare un’ulteriore opportunità di accesso al test HIV. Sarà infatti possibile effettuare gratuitamente e in forma riservata un test rapido su fluido orale presso la sede di Anlaids Lazio, in Via Giovanni Giolitti, 42 (zona Termini/Laziali) il secondo e il quarto giovedi di ogni mese a partire dal 19 Gennaio.
Il risultato del test sarà comunicato da un medico dello INMI L. Spallanzani dopo 20 minuti. Per info: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 16.00 allo 06 4746031.Verrà inoltre offerta una consulenza individuale e fornite le informazioni sul rischio di trasmissione, sulle misure di prevenzione dal contagio da HIV e di altre infezioni trasmesse sessualmente, ma non sarà rilasciato il referto dell’esame. Se necessario, si potranno svolgere ulteriori esami presso lo Spallanzani.
“Prevenzione ed informazione sono rilevanti quanto clinica e ricerca per debellare la patologia- evidenzia Marta Branca, direttore generale dell’INMI Spallanzani. Il numero di malati affetti da HIV/AIDS e dei sieropositivi che vengono seguiti nel nostro Istituto è considerevole, pertanto ci impegniamo con sempre maggior determinazione in tutte le iniziative utili a prevenire la trasmissione del virus oltre che curare una patologia diventata cronica-degenerativa. ”Si stima che circa il 15% della popolazione con infezione da HIV non sia a conoscenza del proprio stato, e che da questo gruppo di persone abbia origine circa la metà dei nuovi casi di infezione. “Fare il test – sottolinea il Presidente Anlaids Lazio, Massimo Ghenzer – è il più grande gesto di responsabilità nei confronti di se stessi e degli altri. Permettere di poterlo eseguire non solo nelle strutture ospedaliere è sicuramente un mezzo per incrementarne gli accessi rispettandone i requisiti scientifici grazie alla presenza dei medici dello Spallanzani”.

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Il villaggio della salute, la prevenzione in piazza

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

OLYMPUS DIGITAL CAMERAMilano giovedì 12 gennaio 2017, ore 11.00 Sala stampa “Franco Brigida” – Palazzo Marino, Piazza della Scala 2 conferenza di presentazione de Il villaggio della salute, la prevenzione in piazza. Prevenzione, buone abitudini e corretti stili di vita: sono i protagonisti del Winter Village, il campo base della salute allestito a Milano dal 18 al 22 gennaio 2017 nell’area antistante via Mario Pagano. La manifestazione, promossa da Onda, con il contributo incondizionato di Doc Generici, gode del patrocinio di Regione Lombardia, della Città metropolitana e del Comune di Milano, e si avvale della collaborazione di 8 fra Società scientifiche e Associazioni – AIDI (Associazione Igienisti Dentali Italiani), AMD (Associazione Medici Diabetologi), ARCA (Associazioni Regionali Cardiologi Ambulatoriali), SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione), SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), SIP (Società Italiana di Psichiatria), SOI (Società Oftalmologica Italiana) e URI (Urological Research Institute dell’Ospedale San Raffaele).Il villaggio, aperto a tutti e gratuito, offrirà informazioni ed eventi volti a promuovere una corretta alimentazione, ma anche consulti con gli esperti delle principali Società scientifiche e molto altro ancora.Il percorso è organizzato in quattro sezioni. Si inizia dall’area dedicata al mangiare sano, coordinata dallo chef Matteo Scibilia che grazie ad assaggi, corsi e percorsi svelerà al pubblico i segreti della cucina sana, gustosa e leggera. Si passa poi all’area della salute, dove si potranno avere informazioni sui corretti stili di vita, e a quella dedicata alla scoperta del proprio corpo attraverso un’esperienza digitale di realtà virtuale che permetterà di comprendere i rischi legati a comportamenti non corretti e l’importanza della diagnosi precoce, delle cure quando necessarie e della continuità terapeutica. Infine i visitatori avranno la possibilità di avere un consulto medico specialistico gratuito in cardiologia, diabetologia, ipertensione, medicina generale, oftalmologia, psichiatria, urologia o una consulenza in igiene dentale.“Da una nostra recente indagine – spiega Francesca Merzagora, Presidente di Onda – emerge come la salute rimanga lo scopo primario nella vita delle italiane. Per il 69% delle donne infatti il benessere rappresenta una priorità, ma per quanto si abbia più attenzione rispetto al passato, solo il 46% è soddisfatto (70% nel 2006) della gestione della propria salute e 2 su 3 (67%) vorrebbe fare di più. Le principali barriere che ostacolano un’efficace attività di prevenzione sono il costo delle prestazioni (63%) e la scarsa informazione sugli esami di screening da effettuare (24%). Onda, da sempre impegnata nel promuovere la salute della donna e della famiglia, offre quindi la possibilità a tanti cittadini di avere consulti medici gratuiti e di immergersi in un percorso nel mondo della salute. I visitatori – aggiunge Francesca Merzagora – saranno guidati alla scoperta delle diverse aree con la possibilità di ricevere consigli e informazioni da un team di esperti per poter correggere eventuali abitudini non opportune che possono nuocere alla salute”.”Abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa – commenta Massimo Sgrafetto, Sales & Marketing Director di DOC generici – per dare seguito e supporto a un’attività pregressa che si è svolta in 50 piazze in tutta Italia per valutare gli stili di vita degli italiani. DOC generici è un’azienda che si muove nel mondo della salute: la prevenzione nonché l’attenzione agli stili di vita corretti sono la base della salute e solo in caso di necessità si deve ricorrere all’utilizzo di farmaci e sempre e solo dopo consulto medico”.

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Convegno nazionale “Prevenzione e stili di vita sani nelle università”

Posted by fidest press agency su domenica, 11 dicembre 2016

Roma lunedì 12 dicembre ore 14-16 Auditorium I Clinica Medica policlinico-umberto-i (Viale del Policlinico, 155) convegno nazionale “Prevenzione e stili di vita sani nelle università”. Parteciperanno, tra gli altri, il prof. Francesco Cognetti (Presidente di Insieme contro il Cancro); Carlo Tavecchio (Presidente della FIGC); Roberto Fabbricini (Segretario Generale CONI); Eugenio Gaudio (Rettore Università La Sapienza) e Paolo Marchetti (Direttore Dipartimento Oncologia Medica, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Roma).
La Fondazione “Insieme contro il Cancro” ha deciso di promuove il progetto Prevenzione e Stili di Vita Sani nelle Università che vede anche la partecipazione del mondo dello sport italiano. Nelle prossime settimane partirà un tour in 10 atenei del nostro Paese. In ogni tappa verranno organizzati eventi formativi, lezioni frontali e distribuito materiale didattico-informativo. molti italiani ignorano le regole del benessere e della prevenzione delle patologie gravi. Per esempio solo il 33% degli adulti svolge una regolare attività fisica come raccomandato dalle Linee guida internazionali. Altri comportamenti scorretti come fumo o abuso di alcol sono invece ancora troppo diffusi tra la popolazione (soprattutto nei giovani). Quindi i futuri medici, al di là della specializzazione scelta, devono essere in grado di fornire ai cittadini le giuste indicazioni in materia di medicina dei sani e di prevenzione primaria, secondaria e terziaria del cancro. Agli studenti di medicina non sempre vengono forniti gli strumenti necessari per comprendere l’impatto di uno stile di vita sano sul benessere. Appare quindi fondamentale sviluppare un percorso di formazione nell’Istituzione deputata a questo ruolo: l’Università.

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Tumori tra prevenzione e riabilitazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

tumore polmone“Il Report pubblicato oggi da JAMA non può che destare una serie di preoccupazioni concrete: le ultime statistiche mondiali parlano di 17,5 milioni di nuovi casi di tumore e di 8,7 milioni di morti nel 2015. Mammella e polmoni i più letali. Eppure i progressi scientifici in questo campo sono davvero tanti. La diagnosi può essere sempre più precoce, disponiamo di farmaci innovativi ad alto potenziale di efficacia, ma ciò nonostante il cancro si conferma la seconda causa di morte nel mondo, con un’incidenza in forte aumento nel corso degli ultimi dieci anni (+33 e potrebbe realisticamente superare il cosiddetto big killer per eccellenza, le malattie cardiovascolari). Due sembrano i punti deboli: la prevenzione e la riabilitazione, ossia il reinserimento a pieno titolo dei malati nella loro vita sociale. La guarigione clinica, spesso si tratta solo di una remissione per cui la patologia potrebbe riattivarsi con il tempo, senza un’adeguata riabilitazione non restituisce al paziente quella qualità di vita a cui avrebbe diritto. Eppure i nuovi LEA, appena approvati, non contemplano tra le prestazioni previste la riabilitazione in chiave socio-sanitaria”. Lo dichiara l’on. di Area popolare, Paola Binetti.

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Progetto città della prevenzione

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

Roma, 29 agosto 2016, ore 11 Fiera di Roma (Ingresso Nord, Via Portuense 1645/1647) Sala stampa ESC, parte da Ferrara il Progetto città della prevenzione. L’iniziativa sarà presentata al Congresso della European Society of Cardiology (ESC, European Society of Cardiology), che si svolge a Roma dal 27 al 31 agosto con la partecipazione di 35mila esperti, sarà presentato il progetto nazionale “Città della prevenzione” che parte a settembre da Ferrara e coinvolgerà numerosi comuni italiani. Si tratta del primo progetto al mondo per educare intere città a corretti stili di vitacon la partecipazione del prof. Roberto Ferrari, direttore della Cardiologia all’Università di Ferrara e past president ESC, del prof. Francesco Romeo, presidente Società Italiana di Cardiologia (SIC), e del prof. Francesco Cognetti, presidente Fondazione “Insieme contro il cancro”. In conferenza stampa saranno presentate anche le attività della Fondazione umanitaria European Heart for Children (EHC) che organizza missioni per operare bambini con cardiopatie congenite in Paesi in cui per loro non ci sono possibilità di cura.

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Prevenzione del dissesto idrogeologico in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2016

monitoringIn Italia la normativa che si occupa del partenariato pubblico privato ha vita recente. È infatti il Decreto Legislativo 50 dello scorso 19 aprile ad occuparsi, per la prima volta nella nostra legislazione, di PPP e project financing.
Questa particolare forma di cooperazione può essere una delle chiavi e delle sfide future per tutti quegli attori che si occupano in Italia di prevenzione di situazioni d’emergenza, in particolare di dissesto idrogeologico? È anche grazie al PPP che possono essere raggiunti gli obiettivi che il Governo, con la piattaforma #italiasicura, si è prefissato? Ne hanno discusso a Roma questa mattina, nel corso di una tavola rotonda organizzata da Galileo Advisory e moderata dalla giornalista Francesca Roversi, alcuni dei principali soggetti pubblici e privati che nel nostro Paese si occupano di prevenzione del rischio: Bruno Tufari, Partner e amministratore unico Galileo Advisory; Roberto Carulli, Partner e socio fondatore Galileo Advisory; Chiara Braga, Componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici; Stefano Laporta, Direttore generale ISPRA; Michele Torsello, Responsabile giuridico della struttura di missione #italiasicura contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, Presidenza del Consiglio dei Ministri; Guido Bernardi, Marketing and International Development Manager CAE S.p.A.; Simona Mameli, Sviluppo nuovi mercati nel Sud Est Europa CAE S.p.A.; Angelo Corazza, Direttore presso l’Ufficio Rischi Idrogeologici e Antropici – Servizio rischio idrogeologico, idraulico, idrico, marittimo e costiero del Dipartimento della Protezione Civile; Sergio Sangiorgi, Direttore commerciale Lazio CPL Concordia; Raul Ricozzi, Partner dipartimento Energy Orrick, Herrington & Sutcliffe.Guido Bernardi ha illustrato la posizione di CAE S.p.A., azienza leader in Italia per quanto concerne le reti per il monitoraggio ambientale in tempo reale: “dal nostro punto di vista la principale strada da indagare è quella della costruzione di un pool di soggetti, che comprenda società, banche, municipalità, ma anche altri attori, che possano prendere la titolarità su reti di monitoraggio, garantendo il perfetto funzionamento e l’aggiornamento tecnologico delle stesse per 20-25 anni, dimostrando così all’amministrazione pubblica che questo abbatte i costi e mantiene il servizio ai massimi livelli tecnologici”.
Dal Veneto alla Calabria CAE vanta un’esperienza ormai decennale nell’installazione di stazioni idrometeorologiche che monitorano dati in tempo reale collegate a sistemi di allertamento in grado, attraverso automatismi opportunamente calibrati, di avvisare le persone interessate al verificarsi di situazioni di pericolo imminente al verificarsi di fenomeni naturali con rilevanza di Protezione Civile.
Alle parole di Bernardi fa eco Roberto Carulli, Partner e socio fondatore Galileo Advisory, soggetto organizzatore della tavola rotonda: “la drastica riduzione di investimenti in grandi opere e infrastrutture ha portato una serie “preoccupante” di ribassi a due cifre. Serve uno strumento che possa dare risposte alle esigenze del Paese senza aspettare i tempi della burocrazia pubblica. L’intervento dei privati deve essere sfruttato in tal senso e il PPP (partenariato pubblico privato) può in tempi brevi e in modo efficace ridurre i rischi sistemici e ampliare i mercati industriali di riferimento”. (foto: monitoring)

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Gli oncologi presentano i risultati: non fare autogol

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

Ministero saluteRoma martedì 19 luglio all’Auditorium del Ministero della Salute alle 11 incontro con i giornalisti. Vi parteciperanno: il prof. Carmine Pinto (presidente nazionale AIOM) e Maurizio de Cicco (Amministratore Delegato Roche, l’azienda che ha reso possibile il progetto). Verranno presentati i dati di un’indagine svolta su oltre 10mila studenti nel corso dell’ultima edizione della campagna.
quattro tumori su dieci sono evitabili adottando stili di vita sani. La prevenzione deve iniziare fin dall’adolescenza e si basa su alcune semplici regole (niente fumo, limitare il consumo di alcol, seguire una dieta equilibrata, svolgere costantemente attività fisica, proteggersi durante i rapporti sessuali e non utilizzare lettini solari). Tuttavia i comportamenti scorretti e pericolosi per la salute sono sempre più diffusi tra i giovani italiani. Per insegnare ai giovani come stare alla larga da cancro l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) dal 2011 promuove la campagna educazionale e itinerante “Non Fare Autogol”. Il progetto, giunto quest’anno alla sesta edizione, vede il coinvolgimento dei calciatori di Serie A e Serie B e di alcuni allenatori. Gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) e delle Regioni.

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L’utilizzo dei vaccini per prevenire malattie in bambini, adulti e anziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2016

IMG_0258Si traduce in un numero minore di visite mediche, esami diagnostici, trattamenti, ricoveri ospedalieri e, di conseguenza, in notevoli risparmi sui costi sanitari annui in Europa e quindi in Italia.
La vaccinazione svolge un ruolo importante anche nella prevenzione dei tumori, come, per esempio, nel caso dei vaccini contro l’HPV che, a causa delle patologie ad esso correlate costa al SSN italiano 291 milioni di euro all’anno se consideriamo entrambi i sessi. Valutato l’elevato impatto finanziario di un tumore per pazienti, sistema sanitario e società nel suo complesso, prevenire i tumori significa ridurre tale impatto.
Uno studio del 2010 (Cicchetti, Mennini et al,2010) ha evidenziato come il costo complessivo per l’influenza, tra spese del SSN, dell’INPS, delle aziende e delle famiglie (costi diretti ed indiretti), è per il sistema-Italia pari a circa 2,86 miliardi di euro. Dallo studio emerge che vaccinando tutta la pop > 18 anni, i costi complessivi si ridurrebbero a 1,56 miliardi generando dunque una riduzione netta di costi pari a 1,3 miliardi.
IMG_0279Ancora, lo stesso studio ha dimostrato come le risorse così ottenute, almeno per quelle di pertinenza del comparto pubblico, potrebbero essere liberate ed essere investite per garantire l’alta specializzazione in casi di forte rischio (diagnostica, pronto soccorso, rianimazione, chirurgia, ecc.).
Per quanto attiene la vaccinazione anti-pneumococcica negli anziani, dal punto di vista strettamente economico, un recente studio (Mennini et al., 2014) dimostra che la vaccinazione, considerando tassi copertura minimi (5% negli ultra 65enni e 2% dei 50-64enni – stime su coperture attuali) consentirebbe un risparmio in termini di costi diretti di oltre 75 milioni di euro in 4 anni per eventi correlati allo pneumococco. Aumentando i tassi di copertura la spesa potrebbe raggiungere livelli di riduzione di costi diretti sanitari (non considerando la spesa per vaccino) ancora più elevati.
Non vaccinare contro una malattia prevenibile rappresenta, a fronte di un limitato risparmio legato all’acquisto e alla somministrazione dei vaccini, un costo più rilevante tanto in termini di salute (qualità della vita) che economici (costi diretti e costi indiretti).
Di conseguenza, in un contesto di crescente pressione sui bilanci sanitari, la vaccinazione può contribuire alla sostenibilità dei sistemi sanitari attraverso un utilizzo più efficiente delle risorse. (Francesco Saverio Mennini Direttore del Centre of Economic Evaluation and HTA (EEHTA) del CEIS, Università di Roma “Tor Vergata”)

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I vaccini rappresentano un aspetto preventivo fondamentale in età adolescenziale

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

IMG_0248Infatti, consentono ai ragazzi di crescere con tutte le protezioni necessarie per affrontare la vita evitando gravi malattie infettive facilmente prevenibili.
Prima dell’uso universale dei vaccini in Italia si registravano annualmente circa 3.000 casi di poliomielite, 12.000 di difterite, 700 di tetano, 60.000 di morbillo e 30.000 di pertosse.
L’Italia ha adottato misure di contenimento per le inadempienze vaccinali che hanno determinato importanti risultati in termini di sanità pubblica. Il certificato attestante l’avvenuta vaccinazione contro l’epatite B rappresentava un requisito preliminare per l’ammissione all’esame di licenza media.
Successivamente si è giunti all’assenza di sanzioni per la mancata vaccinazione, ma sussisteva il vincolo di presentare il certificato vaccinale per l’iscrizione alla scuola primaria.
Nel 2012, il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2012-2014 inserisce nuove vaccinazioni nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Le Regioni sono impegnate ad assicurare l’erogazione della vaccinazione universale – verso DTP, MPR, Varicella, HPV, Men C – tra le prestazioni incluse nei LEA, ponendosi come obiettivo elevati livelli di copertura vaccinale da raggiungere per gli adolescenti. Lo sforzo di condivisione dimostrato per la redazione del Calendario vaccinale ha rappresentato un IMG_0282potente “volano” per avviare e consolidare sinergie positive tra Sanità Pubblica, Pediatri e MMG, tali da consentire un’azione di rete “forte”.
Altra questione molto importante è quella di sfatare i diffusi messaggi contro le vaccinazioni, che dilagano soprattutto su internet, e che riguardano talvolta paventate correlazioni con malattie importanti che la scienza deve confutare per il bene della comunità.
Nonostante l’impegno costante della Sanità pubblica, sovente sono noti i casi di malattie che determinano sequele o morti per malattie prevenibili tra gli adolescenti, i quali a seguito di tali eventi si dimostrano più sensibili alle iniziative di offerta attiva delle vaccinazioni.
Il Dipartimento di Prevenzione di Taranto ha ritenuto opportuno sperimentare sul campo diverse strategie operative per identificare quella più efficace per raggiungere elevati livelli di copertura vaccinale. In particolare è stato sperimentato il modello di offerta classico presso gli ambulatori vaccinali e quello alternativo che introduce la sinergia tra gli interventi di promozione alla salute volti alla vaccinazione in ambito scolastico.
Per questa fascia di età, la collaborazione tra Scuola e Sanita Pubblica dà luogo ad un effetto “sinergizzante” determinando una variazione significativa delle coperture raggiunte. (Michele Conversano Direttore Dipartimento Prevenzione, ASL di Taranto)

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Politica della prevenzione e sistema penale

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2016

 

osservatorio 6 giugnoNapoli lunedì 6 giugno 2016, alle 11, nell’Aula Pessina del Dipartimento di Giurisprudenza in corso Umberto I, 40, a Napoli ‘Politica della prevenzione e sistema penale’ è il tema dell’incontro di chiusura della prima edizione dell’‘Osservatorio giuridico: dalle aule giudiziarie alle aule universitarie’. Ne discuteranno Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Anticorruzione, e Antonio Cavaliere, Ordinario di Diritto penale. L’incontro sarà aperto dai saluti di Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II, e Lucio de Giovanni, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo federiciano.L’Osservatorio giuridico è uno spazio neutrale di confronto per un dialogo senza pregiudizi culturali tra giuristi e rispettive, diverse, funzioni, volto ad arginare la distanza tra prassi e teoria. L’obiettivo è ricomporre la casistica e le questioni processuali penali più rilevanti attraverso l’analisi sistemica, partendo dalle problematiche territoriali, passando per i Tribunali, ed infine, azionando nell’Università la lente di ingrandimento. (foto: osservatorio 6 giugno)

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Experian e Cerved insieme per la prevenzione delle frodi on-line

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 aprile 2016

Online Banking ComputerIl fenomeno delle frodi on line è in rapida evoluzione e rappresenta una minaccia globale, che genera perdite complessive stimabili in circa 3.800 miliardi di euro all’anno. Secondo una recente ricerca di Experian, DV2020, il fenomeno crescerà in modo significativo nei prossimi cinque anni anche in Italia: secondo le previsioni, il numero di frodi raddoppierà entro il 2020, i furti di identità aumenteranno del 60% e le frodi di identità del 49%; il 69% delle imprese finanziarie e di telecomunicazioni considera la scarsa disponibilità di dati come una delle principali barriere all’implementazione di un’efficace strategia di prevenzione delle frodi. Avvalersi di molteplici fonti di dati è stata infatti identificata come una delle aree chiave per perseguire l’obiettivo di migliorare le strategie di prevenzione delle frodi e contemporaneamente massimizzare l’esperienza cliente.Per far fronte a questa minaccia e rispondere in maniera coerente al mercato, Experian e Cerved hanno unito le loro forze, per rendere più efficaci i presidi anti-frode degli istituti finanziari, mettendo a disposizione degli utenti finali un maggior numero di dati e quindi di controlli incrociati. A tal fine, i riscontri dei dati Scipafi, il Sistema pubblico di prevenzione alla frodi e furti d’identità del MEF, saranno accessibili direttamente dai soggetti autorizzati anche tramite l’applicativo Visius, la soluzione tecnica di Cerved finalizzata a rafforzare gli strumenti di controllo in ottica antiriciclaggio. Angelo Padovani, Amministratore Delegato di Experian Cerved ha dichiarato: “Ci stiamo impegnando nel supportare le aziende a prevenire i furti didentità e SCIPAFI rappresenta un elemento importante per proteggere imprese e enti finanziari dai furti di identità, soprattutto quando queste informazioni sono coordinate con altre fonti, interne o esterne: in questo senso, siamo convinti che la partnership tra Cerved ed Experian, facendo leva su SCIPAFI, consentirà significativi benefici ai clienti”. Secondo Marco Nespolo, Direttore Generale di Cerved: “Con Visius permettiamo ai nostri clienti di adempiere all’obbligo di adeguata verifica ai fini antiriciclaggio con un’unica interrogazione, che consulta fonti esterne, come SCIPAFI, insieme ad altre proprietà dei clienti, secondo le peculiarità operative proprie di ciascun operatore e valorizzando le soluzioni tecniche già adottate”.

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Prevenzione Cardiologica al Teatro di San Carlo

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2016

Orchestra del San Carlo e Tate (1024x683)Napoli Martedì 3 maggio e sabato 7 maggio 2016 Teatro di San Carlo, foyer Un’ora prima dell’inizio di Fedora di Umberto Giordano. Un nuovo progetto che lega il Teatro di San Carlo e l’Università degli Studi di Napoli Federico II, per volere del Teatro di San Carlo, da sempre molto vicino e sensibile ai temi della prevenzione.Questa volta si tratta della Prevenzione Cardiologica in Italia, in occasione delle Giornate Europee dello Scompenso Cardiaco, promosse dalla Società Europea di Cardiologia e dalla Heart Failure Association (HFA) dell’ESC: attività e incontri con il patrocinio del Ministero della Salute, per migliorare prevenzione e diagnosi di questa patologia, che è la prima causa di ricoveri ospedalieri per gli over 65: Salus in Musica perché la musica è a tutti gli effetti un ausilio prezioso per prevenzione e cura, un balsamo che allevia e accompagna chi è affetto da diverse patologie.
“La musica influisce sul battito cardiaco, sulla pressione sanguigna, sulla respirazione, sullo stress, e quindi aiuta a prevenire, ma anche ad affrontare con più positività e motivazione, malattie come lo scompenso cardiaco”, afferma il Professore Trimarco, Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare, dell’Università Federico II di Napoli.
“Il Teatro di San Carlo e la prevenzione medica” afferma Rosanna Purchia, Sovrintendente del Teatro di San Carlo “l’iniziativa è nata grazie ad un rapporto, costante ed intenso, consolidatosi nel tempo, tra Teatro e Accademia, tra il San Carlo e, in questo caso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, in un percorso che è frutto di una progettualità e di una creatività, che investono iniziative e dipartimenti diversi, a seconda delle occasioni fornite dai titoli in cartellone, da momenti di confronto e approfondimento, come ad esempio è avvenuto per le celebrazioni shakespeariane e lo sarà nuovamente per ricordare Carlo III di Borbone il prossimo novembre, o ancora è avvenuto lo scorso autunno, in una giornata di studi consacrata al grande Eduardo. Tante le facoltà coinvolte! La medicina e la prevenzione, anche se non appartengono alla sfera di discipline umanistiche, sono più che mai idonee ad incontrare il Teatro e il nostro San Carlo, per il ruolo principe che la musica ha sempre ricoperto in alcune prassi terapeutiche: la musica come sollievo non solo della mente, ma anche del corpo, lo affermavano già gli antichi Greci, come scopriamo grazie ad Esiodo, agli albori della letteratura greca, e a distanza di qualche secolo nei trattati di medicina di Ippocrate.
Aprire le porte alla prevenzione cardiologica, salus in musica, perché la musica aiuta il cuore, non solo perché sede eletta delle nostre emozioni ma come primo mobile del nostro organismo.”
L’Università Federico II ed il Teatro di San Carlo invitano gli spettatori di Fedora – Martedì 3 maggio 2016 ore 20.30 e Sabato 7 maggio 2016 ore 19.00, a recarsi allo stand informativo nel foyer del Teatro di San Carlo, a partire da un’ora prima dello spettacolo (3 maggio dalle 19.30 alle 20.30, 7 Maggio dalle 18.00 alle 19.00): in occasione di due recite, il Personale Medico ed Infermieristico della Cardiologia dell’AOU Federico II di Napoli, diretto dal Professore Bruno Trimarco, sarà disponibile a dare informazioni sulla prevenzione, sulla diagnosi e sulla cura dello Scompenso Cardiaco. (Dottoressa Maria Angela Losi)

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Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2016

milanodavedereMilano Giovedì 3 marzo 2016 ore 11.30 Eataly Smeraldo – Piazza XXV Aprile, 10 Lilt e BikeMi insieme per promuovere il movimento come stile di vita salutare nella prevenzione per la lotta ai tumori. Riuscire a diffondere l’importanza dell’attività fisica come uno dei principi cardine per prevenire alcuni tipi di patologie è uno dei temi della Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica. Insieme al movimento, però, è importante continuare a sensibilizzare sull’importanza di adottare uno stile di vita corretto, oltre alla diffusione della cultura della diagnosi precoce. Mangiare sano, rinunciare alla dipendenza dal fumo e praticare ogni giorno attività fisica, contribuendo per esempio anche alla sostenibilità dell’ambiente con il bike sharing; piccole “regole” quotidiane che permettono di prendersi cura della propria salute.Intervengono: Marco Alloisio, presidente Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Milano Pierfrancesco Maran, assessore alla Mobilità del Comune di Milano Paolo Dosi, CEO Clear Channel ItaliaViviana Varese, chef Alice Ristorante Modera l’incontro Francesca Senette, giornalista e happiness coach.Nel corso della conferenza verranno inoltre presentate le iniziative organizzate dalla Sezione Milanese della LILT per la Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica.

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