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Posts Tagged ‘prevenzione’

Usura – Castelli: “Incrementato Fondo prevenzione dell’usura”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

Roma – “L’usura deve essere stroncata, in tutte le sue forme. Ho sentito troppo spesso storie di persone che sono state rovinate da questi criminali, che in molti casi si nascondo dietro un abito elegante e vanno in giro con una ventiquattr’ore.
“È un tema su cui io e il MoVimento 5 Stelle lavoriamo da sempre, per dare risposte concrete a famiglie e imprese che sono a rischio, perché in difficoltà economica. Cittadini che spesso non sanno che hanno l’opportunità di accedere ad un fondo denominato “fondo di prevenzione dell’usura”, per ottenere garanzie statali utili a facilitare l’accesso al credito.
In questi giorni il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stanziato altri 24,2 milioni di euro. Importo che verrà erogato entro la fine dell’anno a 122 “Enti gestori” (in totale sono circa 200).Questo è un altro modo per dare supporto e sostegno a tutte le persone che vogliono costruirsi una seconda opportunità. Nessuno deve rimanere indietro. Non è uno slogan, è il faro della nostra azione politica”. Lo scrive su Facebook il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, annunciando l’incremento del Fondo di prevenzione dell’usura.

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MEF stanzia ulteriori somme per il Fondo di prevenzione usura

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 novembre 2019

Come anticipato in occasione del Ventennale di gestione da parte di Adiconsum del Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ufficializzato con un comunicato la messa a disposizione di ulteriori 24,2 milioni di euro in garanzie statali per le imprese e le famiglie a rischio “usura”.Esprimiamo apprezzamento per le ulteriori risorse stanziate dal MEF a favore del Fondo di prevenzione usura – dichiara Rino Tarelli, Presidente del Fondo gestito da Adiconsum – Ciò aumenterà la platea degli aventi diritto e ci permetterà, come unica associazione consumatori tra gli enti gestori autorizzati, di offrire maggiori garanzie per conto di quelle famiglie in possesso dei requisiti stabiliti dal Ministero, per l’accesso al credito legale.Il Fondo di prevenzione è uno strumento di grande utilità – prosegue Tarelli – Nei 20 anni di gestione del Fondo, Adiconsum è riuscita a garantire più di 26 milioni di euro alle famiglie.
Il nostro obiettivo – continua Tarelli – è quello di continuare a stare a fianco delle famiglie in difficoltà e di migliorare e rendere più efficiente il Fondo. Per questo – conclude Tarelli – auspichiamo che la ripartizione dei fondi tenga maggiormente conto delle necessità di assicurare sostegno alle famiglie in difficoltà economiche dovute al sovraindebitamento.

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Cybersecurity: una questione di strategia, prevenzione e pianificazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

di Michael Cade, Senior Global Technologist, Veeam. La cybersecurity è un argomento che non fa dormire sonni tranquilli ai manager dell’IT. Riuscire ad adottare misure di prevenzione adeguate è sicuramente uno dei principali tasselli del puzzle, ma poiché le minacce informatiche continuano a evolvere rapidamente, le vecchie strategie stanno diventando obsolete e, di conseguenza, le aziende sono esposte a inevitabili attacchi. Le organizzazioni devono poter contare su un approccio efficace per la protezione dei dati per rispondere e reagire velocemente e responsabilmente a qualsiasi attacco. I reparti IT, normalmente, trovano un compromesso tra convenienza e sicurezza. È la vecchia storia del “Lo vuoi adesso o lo vuoi fatto bene?”. Sebbene le aziende siano, giustamente, interessate a dare priorità agli investimenti in strategie digitali che offrono un vantaggio competitivo, avere un’assicurazione contro le violazioni dei dati deve essere altrettanto importante.Non esiste un “asso nella manica” quando si tratta di proteggersi da minacce informatiche come il ransomware e, purtroppo, negli ultimi anni le imprese hanno potuto toccare con mano la forza del loro impatto. I cyber-criminali sanno benissimo come sfruttare le debolezze dei sistemi IT aziendali e, come anche una minuscola crepa può affondare una barca, basta un singolo punto di ingresso per esporre l’azienda ad attacchi informatici devastanti.Il danno che il ransomware può provocare alle imprese è sconcertante. E le aziende che ritengono di non avere altra scelta se non quella di pagare i cybercriminali per sbloccare i loro file, non solo mettono a rischio i loro soldi (poiché non vi è alcuna garanzia che i dati saranno restituiti), ma mettono anche in gioco la loro reputazione (in quanto altri criminali possono considerare quell’azienda come un potenziale obiettivo accessibile).Siccome tutti i dati che gestisce un’azienda, compresi i backup e i dati archiviati, possono essere obiettivi per i criminali informatici, serve una solida strategia di Cloud Data Management affinché le aziende possano garantire che non siano proprio i backup a diventare la porta d’ingresso di un attacco.Il miglior rimedio, in caso di violazione della sicurezza, rimane la prevenzione. I backup offsite e offline non solo mitigano gli effetti del ransomware, ma, se combinati con le giuste soluzioni di sicurezza e un’adeguata formazione dei dipendenti, possono contribuire a prevenire il problema nel suo complesso. Ma quando si tratta di sicurezza e backup dei dati, la realtà tra ciò che dovrebbe essere fatto e ciò che sta effettivamente accadendo è ben diversa.Ci sono moltissimi modi per eseguire il backup esterno dei dati, dai dischi di sistema e dischi rigidi rimovibili, ai dispositivi a nastro e ai backup nel cloud. Qualunque sia l’opzione scelta da un’azienda, il backup repository stesso deve essere protetto dagli attacchi. Tuttavia, mentre è possibile esternalizzare la gestione dei dati a fornitori di servizi cloud (CSP), non è possibile esternalizzare completamente la responsabilità relativa ai dati. La soluzione per questo aspetto è che i reparti IT adottino la gestione dei dati nel cloud e allo stesso tempo garantiscano che tutti questi dati siano sottoposti a backup, recuperabili e protetti in tutta la data management provision.

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Prevenzione del rischio cardiovascolare nelle persone con diabete

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

Milano, 14 novembre 2019 – ore 10.00 Belvedere 39° piano – Palazzo Lombardia – Nucleo 1 Piazza Città di Lombardia, 1 In occasione della giornata mondiale del diabete, arriva a Milano la campagna di informazione nazionale “Al Cuore del diabete”, realizzata con il patrocinio di SID – Società Italiana di Diabetologia e AMD – Associazione Medici Diabetologi, in connessione con il progetto internazionale Cities Changing Diabetes per informare le persone con diabete sulla gestione della malattia al fine di ridurre le complicanze ad essa correlate. Questo evento sarà un’occasione di confronto tra rappresentanti di Istituzioni, società scientifiche, professionisti sanitari e associazioni di pazienti per delineare azioni efficaci per arginare la crescente diffusione del diabete e per sensibilizzare sull’importanza del controllo glicemico, del peso corporeo e di tutti gli altri fattori di rischio che concorrono allo sviluppo di complicanze, in particolare di quelle cardiovascolari, che rappresentano la principale causa di morte e disabilità nelle persone con diabete tipo 2.

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Conferenza Internazionale Prevenzione Emergenze

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 ottobre 2019

Roma 25 e 26 ottobre prossimo, rispettivamente a Roma e a Milano (25 Ottobre 2019 ore 15.30 – Hotel dei Congressi, via William Shakespeare, 29 e 26 Ottobre ore 15.30 – Hotel Michelangelo Milano (di fianco Stazione Centrale ) , si terranno le due giornate di studi della Conferenza Internazionale Prevenzione Emergenze: Protezione Nazionale Boschi e Foreste – Riduzione del Global Warming, promossa da IEMO (International Emergency Management Organization), in collaborazione con Accademia Costantiniana ONLUS e da Social Future Project Italia. La conferenza ospiterà relatori di rilevante spessore scientifico nel settore dell’Ambiente e del Clima.I lavori verranno aperti con la prefazione del Premio Nobel Werner Arber.Scopo della Conferenza è dimostrare che la Direttiva Europea RED II ed il Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali (TUFF) italiano vanno emendati, disincentivando ulteriori disboschi e restringendo immediatamente il termine “biomasse” ai soli residui e scarti legnosi pena l’incoerenza alla neutralità sulle emissioni di gas serra (carbon neutrality) che sia l’Italia sia gli altri Stati Europei si sono obbligati a raggiungere per cercare di prevenire il collasso climatico.Tagliare alberi per farne legname chippato o energia elettrica emette il 150% in più di C02 (Anidride Carbonica) nell’atmosfera rispetto al carbon fossile. Questo è il motivo per cui bruciare alberi contravviene ai Protocolli di Kyoto: perché le “biomasse legnose” non sono vere energie rinnovabili e, anzi, accelerano il collasso climatico e, non potendo venire rimpiazzate in tempo utile per scongiurare il collasso ambientale previsto da qui a pochi anni dagli scienziati dell’IPCC, il Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite.In questa prospettiva, il taglio degli alberi è sicuramente da evitare, sia in ambito rurale sia urbano, in quanto gli sono gli unici difensori dell’ecosistema dal collasso globale. Anche le potature urbane vanno ripensate. Poco, infine, farebbe la riforestazione con nuove piantine, che impiegherebbero oltre 20 anni per sviluppare un’estensione fogliare sufficiente ad assorbire quantità rilevanti di C02.Preservare gli alberi esistenti, potenti assorbitori di CO2 é anche la soluzione pratica per dare risposta alle richieste del movimento dei giovani dei “friday for future” di Greta Thunberg. La conferenza è ad ingresso libero e prevede una larga partecipazione di oratori e di pubblico. Data la rilevanza dell’evento la stampa nazionale è invitata a partecipare numerosa, specialmente all’apertura dei lavori delle due sessioni, quando verranno fatte le prime dichiarazioni ufficiali supportate dai dati scientifici.

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Hub ferroviario di Milano-Rogoredo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

“L’attenzione del M5S al miglioramento dei trasporti è un’ottima notizia per il Paese, per i cittadini e per il Sud Milano. Da questo punto di vista la presenza dell’Hub e la sua frequentazione, insieme all’installazione di 100 nuove telecamere per il controllo da remoto grazie all’impulso del Ministero delle infrastrutture e trasporti dopo anni di inerzia, aiuterà a favorire pratiche di prevenzione e contrasto all’illegalità con l’obiettivo di mettere la parola fine alla cronaca giudiziaria che coinvolge Rogoredo per il boschetto della droga.E questo è un segnale importanti per iniziare a garantire la sicurezza nella zona.Il Ministero dei Trasporti ha fatto la sua parte; ora è necessario un maggior impegno degli enti locali. Ci attendiamo molto di più dal Ministero dell’Interno con il potenziamento dell’organico della polizia ferroviaria ora presente in stazione”, così Nicola Di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, stamattina presente alla presentazione del nuovo Hub ferroviario di Milano Rogoredo.

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Rotavirus: se lo conosci lo previeni

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 Mag 2019

1 caso al minuto, circa 27.000 al mese, più di 400.000 bambini colpiti ogni anno: questi i numeri in Italia di una malattia diffusissima ma poco conosciuta, la gastroenterite da Rotavirus (GARV). Una malattia che colpisce i bambini al di sotto dei cinque anni, spesso entro il primo anno di vita, provocando diarrea, febbre, vomito e disidratazione e che può diventare così grave da richiedere il ricovero in ospedale, al fine di reintegrare i fluidi persi. L’agente scatenante è il Rotavirus, un virus in grado di sopravvivere molto bene nell’ambiente: estremamente contagioso, si trasmette con grande facilità per via oro-fecale, ma anche attraverso il respiro o tramite il semplice contatto con superfici contaminate, non esclusi i giocattoli. Refrattario alle più scrupolose procedure igieniche, prospera anche nelle strutture ospedaliere.
Al di là delle cifre, pur impressionanti, «con una infezione come quella da Rotavirus non sono i numeri a contare – sottolinea Giorgio Conforti, Referente Nazionale Vaccini della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) – quanto l’enorme stress che l’ospedalizzazione comporta a genitori e bambini. Il Rotavirus è ubiquitario e colpisce tutti, al Nord, al Sud, al Centro: è infatti definito un virus “democratico”, che prende indistintamente bambini “poveri” e bambini “ricchi”
L’infezione dura dai quattro agli otto giorni e anche se non si presenta in forma violenta, sono giorni di sofferenze, pianti, sintomi spiacevoli; successivamente, afferma Giovanni Vitali Rosati, Rete Vaccini FIMP Regione Toscana, «la diarrea può diventare cronica e richiedere l’uso di antibiotici per diverso tempo, debilitando ulteriormente il bambino. I genitori si trovano costretti a perdere giornate lavorative e affrontare un grosso disagio, oltre al dispiacere di vedere il proprio figlio sofferente; se poi ci sono fratelli o sorelle, anche loro ne sono inevitabilmente contagiati». Prevenire l’infezione da Rotavirus, parlandone col pediatra al primo bilancio di salute, permette ai genitori di avere una preoccupazione in meno nei primi anni di vita del bambino; un periodo impegnativo, in cui le cose a cui pensare sono tante e la tranquillità della famiglia va protetta.
Con questo preciso obiettivo parte oggi #unapreoccupazioneinmeno, campagna di disease awareness di GSK con il patrocinio della FIMP per diffondere una maggiore consapevolezza sulle insidie del Rotavirus e su come prevenirne l’infezione attraverso la via più efficace, semplice e sicura: la vaccinazione per bocca nei primi mesi di vita.
La vaccinazione contro i Rotavirus è in offerta attiva e gratuita a tutti i bambini a cominciare dalla sesta settimana di vita e da concludere entro la 24esima, se si tratta del vaccino a due dosi, o entro la 32esima se parliamo di vaccino a tre dosi.
La vaccinazione è inserita nel calendario del Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-2019 e inclusa tra i Livelli Essenziali di Assistenza, per via della sua elevata importanza per la Sanità Pubblica.
La GARV, infatti, incide negativamente e in modo sostanziale anche sulla spesa sanitaria: una stima del carico di malattia riporta che le gastroenteriti da Rotavirus comportano in Italia ogni anno più di 14.000 ospedalizzazioni, più di 50.000 accessi ai Pronto Soccorso e 8.000 infezioni nosocomiali, con un notevole sovraccarico delle strutture ospedaliere nei mesi invernali, quando l’infezione è più frequente.
Parliamo di una spesa annua di circa 186 milioni di euro: una vaccinazione capillare contro il Rotavirus ridurrebbe dal 70 al 90% le ospedalizzazioni di neonati e bambini.
Carichi eccessivi per il Sistema Salute ma anche per i genitori: secondo una survey pubblicata dalla rivista scientifica internazionale Human Vaccines & Immunotherapeutics che ha indagato il vissuto di un campione di famiglie italiane dopo il ricovero di un loro figlio per GARV, lo stress è stato considerato “elevato” dal 67.2%, mentre più del 74% dei genitori non è a conoscenza dell’esistenza di un vaccino orale ad hoc.Per fornire una risposta a questi problemi nasce la campagna #unapreoccupazioneinmeno, che si avvarrà di un sito web e canali social dedicati (Facebook e YouTube), di una capillare distribuzione di materiale informativo negli studi medici di pediatri e igienisti e di una serie di eventi informativi territoriali. Il primo, #tuloconosciGarvy, si terrà il prossimo 9 giugno al Parco Indro Montanelli di Milano.
Una giornata informativa dedicata a genitori e bambini all’aria aperta all’insegna della festa: musica, palloncini, zucchero filato e uno spettacolo speciale dedicato a grandi e piccini.
Prevenire è il concetto chiave di una medicina attenta non solo alle patologie dei bambini, ma anche alle ripercussioni negative sulla vita dei genitori e sul sistema sanitario: disagi, ansie, perdita di giorni di lavoro, mancata produttività, aumento delle ospedalizzazioni e dunque della spesa sanitaria. Come saggiamente consiglia il dottor Vitali Rosati, «evitare tutte queste problematiche con una semplice vaccinazione orale è di certo un vantaggio da non perdere».www.unapreoccupazioneinmeno.it

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Prevenzione e repressione alle droghe spiegato agli studenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 Mag 2019

Si è concluso lo scorso fine settimana il ciclo di conferenze di educazione alla prevenzione organizzato dal Centro di Formazione Professionale di Terni. L’Istituto ha voluto infatti avvalersi della collaborazione dell’associazione Narconon per integrare nel proprio programma scolastico 2018-19 una serie di conferenze per i suoi studenti affinché siano educati alla salvaguardia della propria vita. Quest’ultima conferenza ha visto la partecipazione, oltre che ai responsabile del gruppo di prevenzione Narconon Terni, anche della dott.ssa Grenga, Comandante della Polizia Stradale ternana. Nella prima parte della conferenza, i docenti e gli oltre 100 studenti presenti hanno potuto comprendere l’inesistente differenza fra doghe leggere e droghe pesanti, gli effetti che queste sostanze causano sulla mente e il corpo e in particolare la diminuzione di attenzione mentale che procurano. La seconda, dedicata all’intervento della dott.ssa Genga, è stata incentrata sul mostrare gli aspetti legali e le gravi conseguenze procurate dalla flagranza dell’uso delle sostanze psicotrope. Per evidenziare la pericolosità della guida sotto gli effetti delle droghe e dell’alcol, sono stati mostrati dei veri video di incidenti stradali tratti dagli archivi storici della Polizia Stradale. Al termine della conferenza ai presenti è stata donata una pratica brochure sulla Marijuana che ne descrive gli effetti, i danni e ne confuta le principali falsità che circolano nella società attorno a questa “droga leggera”. Con la fine del ciclo di queste conferenze educative si può certamente confermare il positivo riscontro che questo genere di iniziative ha sui giovani, ma non di meno sui docenti, che hanno potuto arricchirsi e responsabilizzarsi grazie alle informazioni ricevute ed all’interazione con i volontari Narconon. Certamente anche l’intervento interdisciplinare da parte della comunità Narconon e della Polizia Stradale, che ci auguriamo possa continuare anche nel futuro, potrà dare i suoi frutti in termine di giovani sobri e di vite salvate.

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Prevenzione della Malattia Venosa Cronica

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Avere gambe sane è fondamentale per tutti e a tutte le età, ma è necessario occuparsi della loro salute fin da giovani. Dolore, gonfiore e crampi notturni, infatti, possono essere i primi sintomi legati alla Malattia Venosa Cronica (MVC), patologia che coinvolge il sistema circolatorio e che peggiora se non trattata fin dalle prime avvisaglie.
Questa malattia si verifica quando le vene delle gambe non funzionano più in modo corretto e hanno difficoltà a far defluire il sangue dalla periferia del corpo al cuore perdendo elasticità.Con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione e di invitarla a controllare lo stato di salute delle proprie gambe, prende il via la campagna “Ama le tue gambe”, promossa da Servier – Azienda farmaceutica indipendente leader nell’ambito delle patologie croniche – con la validazione e il supporto scientifico della SIDV, la Società Italiana Diagnostica Vascolare e della FIV, Fondazione Italiana Vascolare onlus.
“Il paziente con Malattia Venosa Cronica ha una qualità di vita compromessa, per questo Servier, da sempre dedicata alla gestione delle malattie croniche cardio-vascolari, si pone come partner di riferimento per i pazienti ed i professionisti della salute al fine di offrire soluzioni adatte alle loro esigenze. La nascita del Mese della Prevenzione della Malattia Venosa Cronica è un’ulteriore dimostrazione del nostro impegno nei confronti di questi pazienti” dichiara François Debaillon-Vesque, il Direttore Generale di Servier Italia.Per tutto il mese di maggio, chiamando il numero verde 800 042 650, sarà possibile fissare una visita gratuita con i medici della SIDV. Tutte le informazioni sulla campagna, sulla patologia e sulle regole della prevenzione saranno disponibili sul sito http://www.amaletuegambe.it e nelle principali farmacie italiane.I consigli per prevenire e curare la Malattia Venosa Cronica sono stati definiti da un board di esperti appartenenti alla SIDV, alla SIMG e a Federfarma, e riassunti in un vademecum che contiene tutte le indicazioni pratiche sulla prevenzione, diagnosi e trattamento farmacologico della Malattia Venosa Cronica.Il consiglio degli esperti, dunque, è farsi controllare soprattutto prima dell’estate, periodo dell’anno in cui i sintomi si possono accentuare, in particolare in caso di familiarità, se durante il giorno si tende a stare molto in piedi fermi o seduti, se si è in sovrappeso e se ci si espone a fonti di calore.
“Dolore, gonfiore, bruciore alle gambe e crampi notturni possono essere i primi sintomi legati alla Malattia Venosa Cronica – spiega il Prof. Pier Luigi Antignani, Presidente FIV e Presidente Onorario SIDV -. Questa patologia, la terza più diffusa, dopo allergie e ipertensione, colpisce 19 milioni di italiani: dal 10 al 50% degli uomini e oltre la metà delle donne (dal 50 al 55%). Solo una persona su tre, però, sa di essere malata e segue una corretta terapia farmacologica. A queste prime avvisaglie si accompagnano gonfiore e pesantezza durante il giorno. A livello visivo i primi segni che si notano sulle gambe sono piccoli capillari in vista, di colore rosso o verdastro di circa 3 millimetri: non si tratta solo di inestetismi ma dei primi campanelli d’allarme delle branche varicose”.
“Per Malattia Venosa Cronica (MVC) si intende ogni anormalità morfologica e funzionale che riguarda il sistema venoso, di lunga durata ed espressa da sintomi e segni che indicano la necessità di indagini o di cure – approfondisce il professor Leonardo Aluigi, Presidente SIDV (Società Italiana di Diagnostica Vascolare) -. Viene distinta dall’Insufficienza Venosa Cronica, che è invece una fase più avanzata della Malattia Venosa Cronica e che si riferisce alle alterazioni emodinamiche del sistema venoso, che si manifestano con edemi, alterazioni della pelle e addirittura con le ulcere, nei casi più avanzati”.
“Considerando che circa il 20% della popolazione soffre di MVC, le richieste al Medico di Medicina Generale sono numerose e non vanno assolutamente trascurate. Già i primi sintomi vanno presi in considerazione dal medico che in quel caso può prescrivere alcuni farmaci – precisa il dottor Ovidio Brignoli, Medico di Medicina Generale e Vicepresidente SIMG -. Anche l’indicazione di presidi adeguati è fondamentale come l’elastocompressione.”

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La cultura della prevenzione, l’incultura dell’emergenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 aprile 2019

Padova Venerdì 10 maggio 2019, ore 9.00-17.00 – Casa di reclusione di Padova giornata nazionale di studi. Apriranno i lavori il direttore della Casa di reclusione, Claudio Mazzeo, e il Provveditore dell’Amministrazione penitenziaria per il Triveneto, Enrico Sbriglia. Coordinerà i lavori Adolfo Ceretti, Professore ordinario di Criminologia, Università di Milano-Bicocca, e Coordinatore Scientifico dell’Ufficio per la Mediazione Penale di Milano. Tra le sue pubblicazioni, Cosmologie violente, Oltre la paura e Il libro dell’incontro. Sono stati invitati a intervenire (siamo in attesa di una risposta) Francesco Basentini, magistrato, Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, e Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica a Catanzaro, Impegnato in prima linea contro la’Ndrangheta.
È uno strano Paese, il nostro, dove la “difficoltà imprevista” diventa così prevista, da giustificare leggi cosiddette “emergenziali”. Manca la cultura del “pensarci prima”, ed è curioso che invece individualmente siamo tutti un po’ convinti che noi saremmo capaci di “pensarci prima”. E non a caso la domanda più ricorrente, quando le persone detenute portano la loro testimonianza agli studenti, è proprio “Non potevi pensarci prima?”. Ma se spesso non ci pensa prima lo Stato, se le Istituzioni sono così poco abituate a farlo, chi educherà i singoli cittadini, chi gli insegnerà che nessuno è “buono per sempre”, e che al Bene bisogna allenarsi, anche per mezzo della conoscenza del Male?
Gli attentati a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino hanno rappresentato il punto più alto dell’emergenza criminalità nel nostro Paese. E la risposta dello Stato ha preso un’unica direzione: repressione, 41-bis, effettiva sospensione dei diritti e, purtroppo, nessuna verità processuale, come sottolinea Fiammetta Borsellino: “Nella lotta alla mafia non mi piacciono le passerelle, e diffido degli slogan. Piuttosto, ci vogliono gesti concreti. Li aspettiamo ancora. Qualsiasi impegno nei confronti della lotta alla criminalità organizzata può essere efficace solo se svolto con la massima sobrietà. Nei gesti e nelle parole”.
Fiammetta Borsellino, figlia minore del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla Mafia nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992, quando persero la vita anche i cinque agenti della scorta.

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Educare alla prevenzione per prevenire la tossicodipendenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 aprile 2019

Orvieto. Se è vero che fuori dalle scuole è ormai diffuso lo spaccio di droga a cielo aperto è altrettanto vero che la migliore arma dentro le scuole è la prevenzione.
Come recentemente a Terni ed a Narni, anche gli studenti della sede di Orvieto del Centro di Formazione Professionale hanno ricevuto una lezione di prevenzione alle droghe e alcol da parte dell’associazione Narconon.
Mentre l’attività di repressione e sequestro delle sostanze illegali viene svolto giornalmente dalla Polizia, come in questi giorni hanno dato notizia i mass media di Orvieto, è imprescindibile lo svolgimento di costanti attività educative rivolte ai possibili fruitori di questo “libero” mercato dello spaccio.
È nelle scuole e nei centri di formazione professionali che andrebbero programmate di routine lezioni di prevenzione, anzi dovrebbero essere inserite nei programmi scolastici affinché diventino una vera e propria materia di vita. Insegnare la prevenzione non dovrebbe avere meno importanza dell’insegnamento dell’italiano, di storia, matematica e ginnastica. In fondo la scuola dovrebbe preparare i nostri giovani ad affrontare la vita affinché siano persone responsabili, capaci e felici. Uno studente che domani sarà un tossicodipendente è una contraddizione in termini!
Per sopperire a questa “lacuna” l’associazione Narconon da anni svolge conferenze educative, con ampia soddisfazione da parte degli studenti e docenti che vi assistono, con la finalità di insegnare agli studenti l’ABC della prevenzione alle droghe e all’alcol.
Le conferenze come quella svolta presso il Centro di Formazione Professionale di Orvieto, sono indirizzate a singole classi o a gruppi di studio di analoga età, durano circa due ore e rispondono esaurientemente alle domande: cosa sono le droghe? Perché una persona inizia a usarle? Cosa sono assuefazione e dipendenza? Qual è l’interazione delle droghe con la mente? Cosa causano le droghe e l’alcol a livello fisico e mentale? Esistono veramente le droghe leggere? Al termine della conferenza viene dedicato del tempo alla discussione con gli studenti per approfondire ulteriori argomenti e capire se la lezione ha lasciato nei giovani interlocutori un segnale positivo per una futura vita di sobrietà e moderazione.

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Migranti e salute: prevenzione, cura e false notizie

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Secondo i dati del Forum Sociale delle Migrazioni 2018, svoltosi in Mexico, una persona su sette sul pianeta è migrante, avendo sperimentato una qualche forma di mobilità umana. Nel passato le migrazioni erano favorite, in Italia dal sud verso le industrie del Nord, e similmente in altre parti del mondo che soffrono denatalità e scarsa popolazione. Oggi la tendenza a ostacolare la mobilità umana è diventata più radicata. Come medici non possiamo che agire a favore di chi ha bisogno di un intervento medico. E questa è la logica che ha portato al convegno “Migranti e salute: tra prevenzione, cura e fake news”, che vuole fare il punto sullo stato di salute e sui bisogni dei migranti in Italia.“Promosso dall’Associazione Medici Endocrinologi (AME) il convegno si svolgerà il 21 marzo 2019 e”, spiega Edoardo Guastamacchia, presidente AME, “potrà contare sulla presenza delle principali organizzazioni che si occupano di questi temi portando il proprio contributo alla comprensione del fenomeno migratorio e nello specifico degli aspetti relativi alla salute; il luogo scelto non è casuale, in Sicilia a Palermo dove i medici che accolgono, i medici di pronto soccorso, pediatri, ginecologi e psicologi hanno il compito di rispondere alle necessità di cura”. Il convegno è realizzato grazie al contributo incondizionato di Ibsa Farmaceutici Italia.“Il numero dei migranti residenti a vario titolo sul territorio nazionale è pari a circa il 10% della popolazione generale”, afferma Piernicola Garofalo, Unità operativa di Endocrinologia dell’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello e responsabile scientifico del convegno; “i livelli e le modalità di assistenza alla salute nelle sue varie declinazioni (prevenzione, diagnosi e terapia) sono estremamente difformi e poco tracciate. Vogliamo evidenziare alcuni aspetti cruciali dell’intero processo assistenziale. In particolare, procedere con una mappatura delle specificità dei bisogni di salute per questa parte di popolazione e, a seguire, le riposte ai bisogni testimoniate da varie iniziative assistenziali. Da ultimo, ma non meno importante, la gestione dell’informazione relativa alla potenziale trasmissibilità delle condizioni morbose degli immigrati”.
“Per curare i migranti certamente la rimozione di ostacoli di tipo economico rappresenta una strada maestra ma vi sono altre barriere all’ingresso che debbono essere affrontate”. Lo spiega Carlo Devillanova, Professore di Economia Politica, Università Bocconi Milano che in uno studio ha messo a confronto gli accessi a medici di base, specialisti, ospedali e posti di pronto soccorso di immigrati e italiani sulla base dei dati contenuti nell’indagine “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari”. “Abbiamo identificato”, continua Devillanova, “gli immigrati in base sia alla cittadinanza, sia al paese di nascita, portando così alla luce anche i percorsi sanitari degli immigrati di seconda generazione. A parità di condizioni, gli immigrati hanno circa il 45% di probabilità in meno di accedere a prestazioni specialistiche e il 45% in più di usufruire di cure prestate nei punti di pronto soccorso. Anche gli immigrati di seconda generazione ricorrono meno degli italiani agli specialisti, ma hanno il 60% di probabilità in più di farsi curare in ospedale. Non ricorrendo al medico di base, in entrambi i casi le patologie si aggravano fino a richiedere l’ospedalizzazione o l’intervento di pronto soccorso. Il motivo di questo approccio pare sia dovuto alle barriere che gli immigrati trovano: non si tratta di barriere di tipo economico, ma legate alla mancanza di informazione, alla complessità dell’apparato burocratico, a problemi linguistici”.Quasi il 37% delle donne immigrate, per esempio, non ha fatto una diagnosi prenatale poiché non informata sulla sua esistenza, contro il 12% delle italiane.

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Le conferenze educative nelle scuole per fare prevenzione sulla droga

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

Cosa sono le droghe? Perché una persona inizia a usarle? Esistono droghe leggere? Quali sono gli effetti delle droghe sulla mente e sul corpo? A queste e a altre domande gli studenti del Centro di Formazione Professionale di Terni hanno potuto ricevere le vere e puntuali risposte nel corso di una conferenza di prevenzione tenuta nello scorso fine settimana da Massimo Esposito del gruppo di prevenzione Narconon. Che la diffusione e lo spaccio a cielo aperto della droga sia ormai e purtroppo un fenomeno quotidiano non stupisce più nessuno, ma che questo mercato illegale sia aperto pure nei pressi delle scuole preoccupa non poco. Ne è testimonianza l’odierna operazione effettuata a Giudonia dai Carabinieri di Tivoli che ha portato all’arresto di 13 persone.
Il monitoraggio e la repressione del mercato della droga va certamente attuato ed intensificato, ma riteniamo che una grande attenzione vada principalmente rivolta ai clienti e quelli che sono i potenziali clienti di questo mercato: gli studenti.
E allora, come è possibile instillare in questi studenti delle vere informazioni e una cultura della prevenzione? Come è possibile raggiungere l’obiettivo che i giovani possano essere consapevoli delle pesanti conseguenze legate all’uso di droga e alcol? Come è possibile che siano in grado di ragionare correttamente in merito a queste problematiche?
Per quanto riguarda l’associazione Narconon la risposta, senza ombra di dubbio, non può che essere delle frequenti e sistematiche conferenze educativa di prevenzione nelle scuole e nei centri di aggregazione giovanile. L’esposizione delle informazioni veritiere, la confutazione delle falsità esistenti su questo fenomeno e l’interazione con gli studenti sono impareggiabili nel far crescere negli ascoltatori quel senso di certezza e comprensione che gli permetterà di rifiutare l’offerta del market della droga.
Sono stati migliaia gli studenti, come quelli del Centro di Formazione Professionale di Terni, che hanno potuto assistere ad una conferenza educativa Narconon e che alla fine hanno potuto dichiarare: “Grazie a questo incontro posso finalmente dire di aver capito cosa è la droga e quali sono i loro effetti”

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Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Torino Il Piano triennale della prevenzione della corruzione e della trasparenza 2019-2021 è stato adottato dalla Città Metropolitana di Torino con il Decreto della Sindaca Chiara Appendino numero 27 del 31 gennaio 2019, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio metropolitano.
Al termine del periodo di consultazione pubblica, il Piano verrà se necessario adeguato alle proposte ritenute accoglibili e diverrà definitivo. Il Piano è incentrato sul ruolo fondamentale della dirigenza dell’Ente, che deve garantire il presidio della legalità degli atti attraverso il controllo di regolarità tecnica e contabile, ma anche attraverso il rispetto degli obblighi e vincoli previsti in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione.Tra gli obiettivi del Piano vi è la revisione della mappatura dei processi e dei procedimenti amministrativi, per aggiornare l’elenco analitico delle misure anticorruzione suddivise per aree di rischio. La fase di avvio della nuova tecnostruttura della Città Metropolitana comporta infatti la necessità di adeguare il Piano all’evoluzione dell’Ente.
Tra le possibili aree di rischio che devono essere attentamente monitorate vi sono gli affidamenti diretti, le procedure di somma urgenza, i conflitti di interesse, le cause di incompatibilità e inconferibilità degli incarichi dirigenziali e di vertice, gli incarichi esterni, la gestione delle dotazioni strumentali, la rilevazione delle presenze in servizio. È prevista la revisione delle misure per contrastare la corruzione nei processi di affidamento di lavori, servizi e forniture e nella selezione e reclutamento del personale e dei collaboratori professionali.Il Piano prevede la riattivazione del Tavolo anticorruzione metropolitano, a cui partecipano i responsabili della prevenzione della corruzione dei Comuni e delle Zone omogenee e il responsabile per la prevenzione della corruzione della Città Metropolitana. I soggetti che siedono al Tavolo rilevano congiuntamente le necessità di aggiornamento delle misure di prevenzione, condividendole quando è possibile ed orientandole. Nell’ambito del Tavolo la Città Metropolitana esercita una funzione di supporto agli Enti locali, per aiutarli ad individuare le buone pratiche e a programmare le attività. All’interno dell’Ente inoltre si opererà per omogeneizzare le strutture degli atti amministrativi e per favorirne la dematerializzazione.

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Terremoti tra memoria e prevenzione

Posted by fidest press agency su martedì, 15 gennaio 2019

Roma. Domenica 20 gennaio, dalle 10.00 alle 18.00, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) aprirà al pubblico le porte della sua sede romana in Via di Vigna Murata 605 per parlare di terremoti, memoria e prevenzione, oltre ad aprire la propria sala sismica e i laboratori dove si studiano gli eventi sismici, i vulcani e l’ambientAttraverso visite guidate, incontri con i ricercatori e percorsi didattici, l’INGV invita la cittadinanza a conoscere da vicino le attività di ricerca e di servizio dell’Ente per condividere la costante attenzione dell’Istituto verso il territorio e la mitigazione dei rischi naturali.
Dalle 11.00 alle 13.00 si svolgerà una Tavola Rotonda sul tema della giornata e dalle 14.30 alle 18.00 si terranno una serie di seminari sulle ricerche svolte presso l’INGV.
Il Presidente dell’INGV Carlo Doglioni, il Consigliere della Regione Lazio, già Sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, il Direttore Italo Giulivo del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale e referenti del volontariato e degli ordini professionali animeranno la Tavola Rotonda. L’evento intende ricordare in particolare il terremoto del 13 gennaio 1915 della Marsica, con oltre 30.000 vittime e danni vastissimi nell’Italia centrale, rappresentando uno degli eventi sismici più distruttivi della storia d’Italia. La manifestazione si associa alla Legge della Regione Lazio che ha istituito la “Giornata regionale dell’alfabetizzazione sismica” (L.R. 18 dicembre 2018, n. 12), finalizzata alla sensibilizzazione virtuosa della società civile.

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Campidoglio, al via percorsi di prevenzione per la salute presso i Centri Sociali Anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Al via, a favore della popolazione iscritta ai centri sociali anziani della città, un programma di prevenzione della salute e di informazione per l’adozione di stili di vita adeguati. Sono previste, per tutto il mese di dicembre, azioni di informazione e formazione per promuovere un buon mantenimento di autonomia. Saranno effettuati, inoltre, screening e controlli di monitoraggio cardiocircolatorio.
Il programma sarà realizzato presso alcuni centri sociali anziani, individuati in ragione municipale sulla base di idonee caratteristiche di spazio e accessibilità, che possano ospitare per il progetto anche gli iscritti di tutti i centri del territorio. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Azienda Capitolina Farmacap che metterà a disposizione ausili e apparecchi per misurazione di parametri sanitari, contempla anche la presenza di esperti dell’Istituto Nazionale per le ricerche Cardiovascolari.“Prosegue il percorso di rafforzamento della funzione dei Centri sociali anziani, intesi come punto di riferimento multidimensionale sui territori. Vogliamo renderli un perno dei percorsi informazione e prevenzione, per promuovere la salute e corretto stili di vita anche tra gli anziani”, sottolinea l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre.Con il nuovo anno, sempre per i centri sociali anziani della città, sarà di nuovo attivata una specifica Assicurazione Cumulativa Infortuni a favore degli anziani iscritti e di tutti coloro, di qualsiasi età che partecipino ad una iniziativa o evento organizzati dalle strutture. L’Assicurazione sarà stipulata con le Assicurazioni di Roma. La novità introdotta lo scorso anno viene quindi consolidata.

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Statine per prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su martedì, 18 dicembre 2018

Le soglie di rischio raccomandate dalle linee guida per l’inizio della terapia con statine in ambito di prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari potrebbero essere troppo basse e portare a un uso eccessivo di tali farmaci, secondo uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine. «Molte linee guida utilizzano come base per le raccomandazioni sull’uso di statine in prevenzione primaria il rischio atteso per le malattie cardiovascolari nei 10 anni successivi. Tuttavia, spesso resta poco chiaro come siano stati considerati e valutati i danni rispetto ai benefici nella stesura di questi documenti» afferma Henock Yebyo, dell’Università di Zurigo, in Svizzera, primo nome dello studio. I ricercatori hanno eseguito una metanalisi degli studi che confrontavano l’uso di quattro statine a dose bassa o moderata con nessuna statina in pazienti di età compresa tra 40 e 75 anni senza storia di malattia cardiovascolare. Hanno poi provveduto a bilanciare il vantaggio potenziale delle statine nella prevenzione degli eventi cardiovascolari con i potenziali danni, come miopatia, disfunzione epatica o renale, cataratta, ictus emorragico, diabete di tipo 2 e cancro. La maggior parte delle linee guida attuali raccomanda di iniziare le statine quando il rischio di malattia cardiovascolare a 10 anni per una persona è del 7,5%-10%. Ebbene, l’analisi ha mostrato che in questo studio i benefici hanno iniziato a superare i rischi solo quando il rischio cardiovascolare è stato di almeno il 14% per gli uomini tra i 40 e i 49 anni. Per gli uomini tra 70 e 75 anni, la soglia è stata del 21%, mentre per le donne, le soglie sono risultate comprese in un range che va dal 17% al 22%. Come paragone, gli autori sottolineano che le linee guida recentemente pubblicate dall’American College of Cardiology e dalla American Heart Association considerano un punteggio di rischio a 10 anni del 7,5%-19,9% come indicatore di un “rischio intermedio”. «I nostri risultati suggeriscono che le linee guida dovrebbero utilizzare soglie di rischio a 10 anni più elevate quando raccomandano l’assunzione di statine per la prevenzione primaria di malattie cardiovascolari e dovrebbero prendere in considerazione raccomandazioni diversificate in base a sesso, gruppo di età e tipo di statina» concludono i ricercatori. (fonte: doctor33 – Annals Int Med 2018. Doi: 10.7326/M18-1279)

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Prevenzione personalizzata per prevenire le malattie

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 dicembre 2018

L’Università di Parma è l’unico ateneo italiano coinvolto nella partnership del progetto europeo Preventomics (Empowering consumers to PREVENT diet-related diseases through OMICS sciences), focalizzato sulla nutrizione personalizzata come strumento per migliorare la salute e prevenire l’insorgenza di malattie. Per l’Ateneo (destinatario di un finanziamento di 540mila euro per le attività di ricerca del progetto) sono coinvolti il Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie con il prof. Daniele Del Rio, responsabile scientifico per l’Università di Parma, il Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco con le prof.sse Francesca Scazzina, Chiara Dall’Asta e Augusta Caligiani, e il Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche con il prof. Federico Bergenti.Per i prossimi tre anni Preventomics svilupperà piani personalizzati per la nutrizione e gli stili di vita al fine di migliorare la salute delle persone, basandosi su caratteristiche individuali come quelle fisiche e comportamentali, lo stile di vita, il genotipo, le preferenze e la condizione fisica. I piani di salute personalizzati terranno in considerazione le esigenze e i fabbisogni degli utenti per fornire indicazioni sui comportamenti da seguire, sfruttando le potenzialità delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT).Grazie al potenziale delle tecniche omiche, soprattutto della metabolomica, il progetto permetterà di conoscere lo stato di salute metabolica, e si focalizzerà su tecniche orientate a indurre un cambiamento nel comportamento delle persone con strumenti di nutrizione preventiva personalizzata, accessibili a tutti, per promuovere mutamenti nelle abitudini e realizzare il miglioramento della salute in maniera sostenibile e duratura.Da un punto di vista sociale, la ricerca svolta da Preventomics faciliterà l’adozione di abitudini alimentari salutari, aumenterà la soddisfazione e la fiducia nei confronti di una dieta più personalizzata e promuoverà una maggiore aderenza alla dieta mediterranea come modello alimentare salutare, in linea con le raccomandazioni dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).Il progetto Preventomics si concluderà con l’introduzione sul mercato di sei nuovi prodotti, sia scaturiti dall’applicazione di nuove tecnologie per migliorare la salute (e-business) sia sotto forma di prodotti alimentari per il consumo umano.
La partnership di Preventomics, coordinata da Eurecat, vanta 19 realtà europee da 7 diversi paesi. Oltre all’Università di Parma e ad Eurecat ne fanno parte ALDI, Alimentòmica, Onmi, Simple Feast, METEDA, Carinsa and Practio, University of Southampton, Institute of Communication and Computer Systems, Erasmus Universiteit Rotterdam, Leitat, Wageningen University, Uniwersytet Jagiellonski a Cracovia e Universiteit Maastricht, l’associazione dei pazienti affetti da osteoartrosi Osteoarthritis Foundation International (OAFI), l’Organizzazione dei Consumatori Spagnoli (OCU) e l’Associazione Spagnola per la Standardizzazione (UNE).

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Lotta alle infezioni batteriche in ospedale

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Le infezioni ospedaliere spaventano più di molte malattie. Su 9 milioni di ricoverati negli ospedali italiani, ogni anno si registrano da 450mila a 700mila casi di infezioni ospedaliere. Le infezioni colpiscono dal 5% all’8% dei pazienti ricoverati, in special modo quelli assistiti nelle terapie intensive. Nell’ 1% dei casi tali infezioni sono mortali con circa 7mila decessi all’anno. L’impatto economico del fenomeno è stimabile in circa 1 miliardo di euro all’anno, cifra che grava sul bilancio sanitario e che viene quindi sottratta ad azioni di prevenzione e a risorse per il corretto utilizzo dei nuovi antibiotici. La resistenza agli antibiotici da parte di alcuni microrganismi rappresenta un ulteriore problema che nasce da un uso inappropriato degli antibiotici stessi (inutili in quasi il 50% dei casi in cui sono prescritti).
Per questo il Gruppo italiano per la stewardship antimicrobica (Gisa) avanza alcune proposte per migliorare l’utilizzo degli antibiotici, per favorire l’accesso a quelli di nuova formulazione diminuendo l’uso inappropriato, perciò inutile, degli stessi, e per ridurre il rischio infettivo dei pazienti in ospedale. Questo può avvenire a partire da una maggiore attenzione alle buone pratiche assistenziali, dalla necessità di promuovere le vaccinazioni tra gli adulti, i soggetti a rischio e tra gli operatori ospedalieri, dal potenziamento dei servizi di microbiologia e da un forte coinvolgimento dei farmacisti ospedalieri.
Una fotografia sulla situazione europea, secondo il recente report 2016 dell’ECDC (European Center of Disease Control and Prevention), mostra che i Paesi del Centro e del Sud dell’Europa sono quelli a più alta incidenza di germi MDR. Batteri Gram-positivi, come Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), e Gram negativi, come Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa ed Acinetobacter baumannii resistenti ai carbapenemi, sono le specie di microrganismi MDR che più spesso sono alla base di infezioni ospedaliere gravi e potenzialmente fatali.
Nel nostro Paese la percentuale di MRSA e di Escherichia coli resistenti alle cefalosporine risulta tra il 25% e il 50% (ECDC, report 2017). Ancora più preoccupante è la situazione relativa a Klebsiella pneumoniae, per cui la percentuale di ceppi resistenti alle cefalosporine risulta superiore al 50% e quella di ceppi resistenti ai carbapenemi tra il 25 e il 50%. Allarmante soprattutto il quadro per Acinetobacter baumanii, la cui percentuale di resistenza combinata ad aminoglicosidi, fluorochinoloni e carbapenemi resta superiore al 50%.
Secondo un’indagine presentata la scorsa settimana da Assosalute, l’antibiotico è la prima soluzione per il 15% degli italiani per bloccare l’influenza. Teoria errata, visto che gli antibiotici contrastano i batteri e non i virus, e la loro azione può essere pericolosa per la possibilità di alterare la flora batterica delle prime vie respiratorie, con l’eventualità di favorire una superinfezione da parte di un microrganismo resistente.
Nel nostro Paese alcune regioni hanno già messo in campo autonomamente strategie mirate per ridurre il livello di infezioni e contrastare l’antibiotico-resistenza. Il report SMART della regione Toscana ha documentato ad esempio che nel 2017 si è verificata una sostanziale stabilità dell’epidemiologia delle antibiotico-resistenze nel 2017 rispetto al 2016. In Campania sono state messe a punto di recente alcune azioni a partire dalla redazione di “Linee di indirizzo per l’attuazione di programmi di Antimicrobial Stewardship e per l’implementazione locale di protocolli di terapia antibiotica, rivolte alle ASL, alle AO, alle AOU e agli IRCCS del Sistema Sanitario Regionale della Campania”, con indicazioni precise riguardanti l’ambito ospedaliero e territoriale, la formazione di team multidisciplinari, lo sviluppo di campagne di comunicazione sul modello Oms e corsi FAD mirati.
Lo sviluppo di nuovi antibiotici ha aperto nuove possibilità terapeutiche. La capacità di questi microrganismi di sviluppare meccanismi di resistenza anche nei confronti delle ‘neonate molecole’ rende comunque necessario un approccio multidisciplinare, multiforme e multi-istituzionale.

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Finanziare prevenzione idrogeologica

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

“Il ripetersi di eventi meteorologici estremi, più o meno gravi ma ricorrenti, pone il tema della salvaguardia idrogeologica al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. Ora, però, è il tempo delle scelte di bilancio per lo Stato e bisogna che alle parole seguano adeguate opzioni politiche. I Consorzi di bonifica operano quotidianamente su circa 200.000 chilometri di corsi d’acqua, reinvestendo in manutenzione ordinaria quanto ricevuto attraverso la riscossione dei contributi, ma non basta: servono quegli investimenti in prevenzione, mancati per 40 anni! L’annuale Piano ANBI per la Riduzione del Rischio Idrogeologico è un patrimonio di conoscenze, che mettiamo servizio del Paese; prevede circa 3.700 interventi per quasi 8 miliardi di spesa, finanziabili con mutui quindicennali.”A ricordarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto ad un convegno sul fiume Po, a Ferrara.“E’ necessario decidere quale modello di sviluppo vogliamo per il nostro Paese al tempo dei cambiamenti climatici – prosegue il Presidente di ANBI – Se la promozione del territorio e delle sue eccellenze è un asset fondamentale per il futuro dell’Italia, dobbiamo preservarlo, abbandonando la logica dell’intervento in emergenza, ma valorizzando la prevenzione, perché la sicurezza dai fenomeni meteorologici è indispensabile per essere attrattivi dal punto di vista turistico e produttivo. In questo quadro, un ruolo fondamentale assumono l’agricoltura di qualità ed il “made in Italy” agroalimentare, per i quali è indispensabile la disponibilità d’acqua. Sabato prossimo – ricorda Vincenzi – ne rilanceremo le prospettive economiche ed occupazionali nel corso della tappa romana dell’Acqua Tour 2018, perchè le risorse idriche devono tornare ad essere alleate del nostro sviluppo sui mercati globali e non essere un pericolo. Per questo, confrontarsi sulla valorizzazione del fiume Po è una scelta giusta e che guarda al futuro.”

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