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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘prigione’

Milagro Sala è stata trasferita ieri notte nella prigione federale di Salta “General Güemes”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Buenos Aires. La leader sociale è stata arrestata nella sua casa nel quartiere di El Carmen per ordine del giudice Pablo Pullen Llermanos e il suo trasferimento è stato comunicato ai suoi parenti, che hanno definito la decisione giudiziaria “arbitraria e contraria alle disposizioni della Corte Interamericana dei Diritti Umani e della Corte Suprema di Giustizia”. Martedì scorso la leader della Tupac Amaru era stata trovata incosciente in quella casa e ricoverata in ospedale, da dove è tornata a casa alcuni giorni dopo. La misura del giudice ha richiesto “le massime misure di sicurezza” per il suo trasferimento. La misura è apparsa assolutamente inadeguata dato che la dirigente sociale dovrà presenziare le sedute del processo a suo carico in corso a Jujuy; la prigione in cui è reclusa si trova a 70km dal luogo del processo, senza che vi sia una minima ragione per revocare gli arresti domiciliari.Il Comitato per la Libertà di Milagro Sala ha dichiarato che questa risoluzione “è una misura assolutamente arbitraria e contraria alle disposizioni della Corte Interamericana dei Diritti Umani e ratificata dalla Corte Suprema di Giustizia della Nazione che ha ordinato la detenzione domiciliare della leader sociale nella sua residenza abituale”.“La notifica è stata fatta stasera, ma non vi è alcuna giustificazione nel decreto per il provvedimento, che sarà denunciato alle organizzazioni internazionali. La difesa presenterà un habeas corpus.” ha dichiarato il collegio di difesa.“Vogliono la sua morte. Il governatore Gerardo Morales e il giudice Pullen Llermanos continuano la loro politica di vessazioni contro Milagro. Sta diventando sempre più chiaro che non sono interessati alla sua vita, per niente. Non sono interessati alla giustizia, ma alla vendetta contro una donna che ha fatto quello che nessun politico di Jujuy ha fatto per i più umili”, ha detto il Comitato. (fonte: Pressenza international press agency)

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Il mondo come prigione?

Posted by fidest press agency su domenica, 16 aprile 2017

PeoplePushingRoma Auditorium del MAXXI, mercoledì 19 aprile 2017, 15:00-19:30 ingresso libero fino a esaurimento posti. Il mondo come prigione? (al MAXXI fino al 31 maggio 2017), di cui approfondisce alcuni i temi. Il convegno – introdotto dai saluti istituzionali di Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI, e Antimo Cesaro, Sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali, e al quale è stato invitato il Ministro della Giustizia Andrea Orlando – è stato organizzato in occasione della mostra Please Come Back. Esperti nazionali si confrontano sul tema dei sistemi detentivi, esplorandone la dimensione fisica e il significato metaforico, legato alla società contemporanea.Da Monsignor Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura a Luigi Manconi, Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato; da Luca Zevi, architetto e consulente del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria per gli spazi della pena a Giancarlo Paba, Presidente Fondazione Michelucci; da Mauro Palma, Garante nazionale delle persone detenute e private della libertà personale a Stefano Anastasia, Garante dei detenuti della Regione Lazio; e poi docenti universitari, architetti e urbanisti, appresentanti di associazioni.
Il tema del carcere come luogo fisico sarà al centro del convegno del 19 aprile. “Non si crea sicurezza alzando i muri”, aveva detto il Ministro Orlando in occasione della presentazione della mostra al MAXXI, lo scorso 8 febbraio. E se il sistema penitenziario italiano produce oggi una recidiva che riguarda il 70% dei detenuti, questo significa che il carcere così com’è non mette al sicuro la società. Gli spazi del carcere vanno configurati come sorta di “protesi” della società esterna, dal cui contesto il detenuto deve considerarsi solo “temporaneamente” sospeso, per tornarvi quanto prima a pieno titolo. Il carcere non deve essere più la risposta univoca alla molteplicità di comportamenti che caratterizza il mondo della devianza, ma “extrema ratio”. Maggior sviluppo va dato alle misure alternative alla detenzione, in modo che la maggior parte dei reati non venga più scontata nella segregazione del carcere, ma dentro la società e al servizio di essa. (foto: PeoplePushing)

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Parlamentari curdi in prigione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

Secondo le informazioni giunte all’Associazione per i Popoli Minacciati, sei politici eletti al parlamento turco come candidati indipendenti tra le file dell’Alleanza pro-kurda per il lavoro, la libertà e la democrazia sono tuttora in carcere. Arrestati poco prima delle elezioni parlamentari per presunta associazione a organizzazione terroristica, i sei politici erano impegnati a difendere i diritti politici, culturali e nazionali della popolazione kurda in Turchia. Tra gli incarcerati si trova anche il popolare politico kurdo Hatip Dicle che nella sua città natale, la metropoli kurda di Diyarbakir nell’Anatolia meridionale, ha ottenuto la maggioranza di preferenze con 80.000 voti a suo favore. Anche i suoi colleghi di partito pro-kurdi Selma Irmak di Sirnak (46.000 voti), Faysal Sariyildiz di Sirnak (40.000 voti), Gülseren Yildirim di Mardin (56.000 voti), Ibrahim Ayhan di Urfa (77.000 voti) e Kemal Aktai di Van (65.000 voti) sono stati eletti al parlamento turco con una larga maggioranza.
Per impedire a Dicle l’accesso in Parlamento il politico kurdo è stato condannato lo scorso 9 giugno, a tre giorni dalle elezioni, ad una pena detentiva di un anno e otto mesi. Nel 1991 Dicle era stato eletto per la prima volta al parlamento turco dove si era impegnato a favore della convivenza pacifica e paritetica tra Turchi e Kurdi. Nel 1994 il parlamento aveva annullato la sua immunità parlamentare e in dicembre dello stesso anno Dicle e gli ex-parlamentari Leyla Zana, Orhan Doian e Selim Sadak erano stati condannati a 15 anni di carcere per associazione terroristica e alto tradimento. Grazie all’ampia solidarietà internazionale i politici furono rilasciati nel giugno 2004, dopo quasi dieci anni di carcere. Dicle venne condannato all’inattività politica e nuovamente arrestato nell’aprile 2010. Da allora si trova in carcere. Hatip Dicle è in carcere per il suo impegno a favore di una Turchia democratica e plurietnica in cui anche le minoranze come Kurdi, Laz, Assiro-Aramei, Armeni, Aleviti e Yezidi possano vivere in pace e con pari diritti. Nonostante il divieto alla candidatura e arresti di massa l’alleanza prokurda ha ottenuto un grande successo alle scorse elezioni parlamentari. 36 candidati indipendenti sono stati eletti al parlamento, tra cui anche un rappresentante della minoranza cristiana degli Assiro-Aramei. Erol Dora infatti sarà il primo politico assiro-arameo a sedere nel parlamento turco. E’ stato nominato dal partito kurdo BDP e sostenuto dalla popolazione musulmana kurda della provincia di Mardin dove ha ottenuto circa 53.000 voti.

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Sakineh sta per essere impiccata

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2010

Teheran. Secondo informazioni attendibili provenienti dall’Iran e confermate da associazioni che tutelano i diritti umani nella Repubblica Islamica, le autorità iraniane avrebbero deciso di impiccare Sakineh a breve termine e in gran segreto (come avvenne per il giovane gay Makwan nel dicembre 2007), per mettere il mondo di fronte al fatto compiuto. Ricordiamo che il figlio e l’avvocato di Sakineh sono ancora in prigione. E’ fondamentale che l’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, il Parlamento europeo, il Consiglio dell’Ue, il Dipartimento di Stato Usa e tutti i governi democratici compiano ogni sforzo possibile per evitare l’esecuzione della donna.

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