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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 341

Posts Tagged ‘prima casa’

Mutui prima casa: in Italia servono in media 134 giorni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

casaDalla prima richiesta di informazioni sulla finanziabilità fino all’effettiva erogazione del mutuo prima casa, in Italia passano in media 134 giorni. A fare i calcoli sono stati Facile.it e Mutui.it che hanno seguito l’iter di quasi 1.800 pratiche concluse fra il 01 gennaio 2016 ed il 30 giugno 2017. Allargando poi l’analisi a tutte le tipologie di finanziamento si è evidenziato come esistano differenze importanti in base alla tipologia di mutuo richiesto; servono 115 giorni per il mutuo di liquidità, ben 140 per la surroga.
Concentrandosi ancora sulla sola prima casa, la regione in cui gli aspiranti mutuatari devono aspettare più a lungo è l’Umbria (153 giorni), mentre la maglia nera fra le province è conquistata da Pisa (204 giorni di media). I mutuatari più fortunati sembrano essere quelli residenti nel Friuli Venezia Giulia, “costretti” ad attendere solo 94 giorni prima di entrare nella loro nuova casa, la cifra scende addirittura ad 82 se si tratta di Udine.I cittadini stranieri che comprano in Italia, si legge ancora nell’analisi, hanno solitamente tempi più brevi, fino ad arrivare a soli 104 giorni per gli acquirenti di nazionalità extra europea.

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Revoca agevolazioni ‘prima casa’. Conta la residenza della famiglia con obbligo di ‘coabitazione’ dei coniugi. Sentenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

casa-vivaLa Commissione tributaria regionale di Roma ha accolto il ricorso presentato da una contribuente, assistita dall’Aduc, che si era vista recapitare un avviso di pagamento di imposte indirette relativamente alla revoca delle agevolazioni fiscali per l’acquisto della “prima casa di abitazione”.La storia e’ presto narrata.Due coniugi, l’uno agente di polizia penitenziaria, l’altra insegnante, avevano acquistato una casa per abitazione principale dichiarando, nell’atto di acquisto, di godere del beneficio delle agevolazioni fiscali. Infatti, gli agenti di polizia penitenziaria hanno una norma di favore in virtu’ della quale sono esonerati dall’obbligo di fissare la residenza anagrafica nel comune in cui e’ situato l’immobile acquistato.In virtu’ di tale disposizione, la coniuge, non ha trasferito la residenza nel luogo in cui e’ stato acquistato l’immobile, come le consentiva la norma, ma, per non averlo fatto, aveva ricevuto un avviso di accertamento per imposte indirette da parte dell’Ufficio delle Entrate.Alla luce di quanto sopra, la coniuge aveva presentato una richiesta di mediazione all’Ufficio delle Entrate che non era stata accolta; ha impugna, quindi, l’atto presso la Camera tributaria provinciale che l’ha respinta; non scoraggiata, presenta appello alla Camera tributaria regionale che accoglie la richiesta.Secondo i giudici di appello la residenza, nel caso di coniugi in regime di comunione dei beni e con obbligo di coabitazione, e’ da intendersi riferita alla “famiglia” e non al singolo componente della stessa, pertanto, nel caso esaminato, la coniuge poteva non risiedere nella “prima casa”, che aveva le agevolazioni fiscali, ma in quella del marito.La sentenza dei giudici di appello (n.9236/2016) evidenzia non soltanto il completo rovesciamento del giudicato rispetto al primo grado, ma si allinea alle diverse sentenze emesse dai giudici della Corte di Cassazione in merito al concetto di “residenza della famiglia”. (Rocco Martino Maugeri Delegato Aduc di Roma Consulente fiscale e tributario)

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Pensionati e la tassa sulla prima casa

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2012

Pensioners' Party (Italy)

Pensioners' Party (Italy) (Photo credit: Wikipedia)

I Comuni sono chiamato ad applicare l’IMU (Imposta Municipale Unica), varata dal Governo Monti in sostituzione dell’ICI e applicata anche sulla prima casa. Questo pesantissimo balzello cade come una scure su ricchi e poveri – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – non tenendo conto delle reali condizioni dei cittadini. Troppe volte pensionati al minimo si trovano a possedere una casa grande, magari non in ottime condizioni, solo perché per decenni si sono sacrificati e da soli, mattone dopo mattone, sono riusciti a fare, una stanza dopo l’altra, una casa che doveva servire per tutta la famiglia e che le mutate condizioni, troppe volte, hanno portato queste costruzioni ad essere abitate solo dall’anziano, ex operaio, molte volte ex emigrante. L’IMU sulla prima casa è un qualcosa di odioso e di profondamente ingiusto – ha rimarcato Fatuzzo – come pure è ingiusto non tener conto del reddito di chi vi abita. È indispensabile che l’IMU sia applicata con estrema attenzione, tenendo conto delle reali condizioni economiche delle famiglie, dei debiti e della presenza portatori di handicap, di anziani o di senza lavoro. Non si può solo spremere cittadini colpevoli solo di aver risparmiato una vita, di aver lavorato e tirato su, con sacrifici immensi, una casa. – ha concluso Fatuzzo – Si tassino i grandi capitali, si colpisca la grande evasione, ma si lascino in pace quei cittadini onesti che hanno quattro mura, frutto del sacrificio di una vita. (On. Carlo Fatuzzo)

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Imu sulla prima casa e la Convert Italia la paga per i suoi dipendenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2012

Torna il welfare aziendale. Il governo reintroduce la tassa sulla casa? L’azienda la paga per i suoi dipendenti. Succede alla Convert Italia società romana che opera nel settore energetico, fotovoltaico e delle biomasse. Parla nel nuovo programma della domenica in onda alle 12.00 Su Radio 24 “Si può fare. Cronache da un Paese migliore” che va alla ricerca di storie virtuose per raccontare le buone pratiche degli italiani e scoprire che c’è un’ Italia che ce la può fare, l’amministratore delegato della Convert Italia Giuseppe Moro: “Con l’introduzione dell’ Imu mi è venuto spontaneo. Ero disturbato dal fatto che i miei dipendenti avrebbero avuto alla fine del mese 150/200 € in più da pagare e che gli avrebbe accorciato il fiato. Visto che l’azienda, siamo nelle rinnovabili, negli ultimi 2 anni le cose sono andate bene, – continua il racconto l’amministratore delegato della Convert Italia, Giuseppe Moro in ‘Si può fare’ su Radio 24 – ho portato la mia proposta al Cda e abbiamo deciso di pagare noi l’Imu ai 60 dipendenti che ne fanno richiesta. Sono esclusi i dirigenti”. Cosa si aspetta? Domanda Alessio Maurizi di Radio 24. ” Un effetto domino. Chi ha di più, paghi di più.” e la reazione dei suoi dipendenti? “Mi hanno commosso. Sono stato circondato da segnali di affetto” conclude a Radio 24. (Chioda Maria Luisa)

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Rifinanziato il fondo di solidarietà per la prima casa

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

Il governo ha annunciato la propria disponibilità a rifinanziare il fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, che prevede la sospensione del pagamento delle rate per le famiglie in difficoltà. Una misura introdotta con i commi 475 e seguenti dell’articolo 1 della Legge Finanziaria del 2007, voluta dal Governo Prodi, che è stata resa operativa con ritardo, solo a partire dallo scorso 15 novembre. Il fondo ha una dotazione di soli 20 milioni di euro: risorse che il governo, in base alle domande già pervenute, prevede che possano esaurirsi già nel primo trimestre del 2011.
Lo ha annunciato l’On. Sonia Viale, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, durante la risposta ad una interrogazione in Commissione Finanze presentata dal deputato Franco Ceccuzzi. “Il fondo – commenta Ceccuzzi – e le detrazioni sugli interessi passivi costituiscono gli unici due provvedimenti concreti varati da parlamento e governo sui quali hanno potuto contare le famiglie in questa fase di durissima crisi economica. Si tratta peraltro di misure assunte dal governo Prodi nella precedente legislatura, mentre in questa il governo ha finora messo in campo solo mosse propagandistiche, come quelle sulla rinegoziazione dei mutui o il tetto del 4 per cento sul mutuo variabile, che per fortuna non è stato utilizzato. Accanto alla ricapitalizzazione del fondo, auspichiamo che possano essere inclusi tra i beneficiari anche i lavoratori a tempo determinato – conclude Ceccuzzi – e che l’Abi possa prorogare ancora la moratoria sui mutui, che si è rivelata molto preziosa e della quale potrebbero avere bisogno altre famiglie che non l’hanno sin qui utilizzata”.

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Indagine sui mutui prima casa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

Gli italiani raggiungono l’indipendenza economica tardi, o almeno richiedono il mutuo per la prima casa dopo aver compiuto i 35 anni. A dirlo è Mutui.it, il comparatore online che ha analizzato oltre 1.000.000 di richieste di mutuo giunte negli scorsi mesi attraverso le pagine del sito.  Chi vuole sottoscrivere un mutuo per la sua prima abitazione ha mediamente 36 anni, richiede un finanziamento pari a 160.000 euro (pari al 75% del valore dell’immobile che intende acquistare), è disposto ad impegnarsi per 25 anni con l’Istituto finanziatore e preferisce un tasso fisso (47% del campione).  L’analisi di Mutui.it ha potuto mettere in evidenza anche le differenze, notevoli, che si registrano in Italia nella sottoscrizione dei finanziamenti per l’acquisto della prima casa. In primis la durata media del mutuo, che nelle regioni settentrionali cresce di 10 anni rispetto alla media, arrivando a 35 anni. Mentre si è registrata una sostanziale uniformità nella richiesta di finanziamenti a rata costante (circa il 12% del totale in tutta la Penisola), è emerso chiaramente che al Sud si preferisce la prudenza: oltre il 54% di chi richiede un preventivo di mutuo lo fa per un finanziamento a tasso fisso.   Sebbene anche nel Nord Italia la maggiore quantità di richieste si concentri su mutui a tasso fisso, va registrato come il tasso variabile raccolga quasi il 36% delle preferenze; cinque punti percentuali più della media nazionale, sette più che al Centro Italia e addirittura undici rispetto a quanto non accada nelle regioni meridionali.   Dall’indagine fatta da Mutui.it è emerso che gli importi più alti per l’acquisto della prima casa vengono richiesti in Trentino Alto Adige (191.000€ in media) e, a seguire, nel Lazio (185.000€) e in Valle d’Aosta (180.000€).  Decisamente più  economici, per le Banche, i finanziamenti per gli acquisti di immobili in Basilicata, Calabria e Molise; in queste regioni chi sottoscrive un mutuo prima casa richiede in media, rispettivamente, 136.000€, 129.000€ e 124.000€.

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Mutui su prima casa

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2010

Sono settanta i deputati, di tutti i gruppi parlamentari, che hanno firmato la proposta di legge per aumentare le detrazioni fiscali sui mutui prima casa, con l’applicazione di un’aliquota del 23 per cento rispetto a quella attuale del 19 e fino a “tetti” di 6000 euro. La proposta, a prima firma Franco Ceccuzzi, deputato del Partito democratico, vede come fruitori gli oltre 3 milioni di contribuenti che sono impegnati nel pagamento di un mutuo prima casa. La proposta di legge si è resa necessaria anche perché il governo, da due anni, continua a disattendere anche una risoluzione approvata all’unanimità in Commissione Finanze nel novembre 2008. Nell’ultimo bollettino economico di Banca d’Italia – afferma Ceccuzzi – ci sono dati che purtroppo confermano che la crisi economica sta ancora colpendo le famiglie italiane. Nel primo semestre 2010 il reddito disponibile reale ha subito un calo di un punto, mentre l’indebitamento è aumentato di mezzo punto. Con questa misura si interviene a favore di chi sta sostenendo un investimento a lungo termine con una parte consistente del proprio reddito mensile. L’intervento può essere modulato in base alla disponibilità di finanza pubblica e può portare la detrazione, dai 720 euro attuali, fino ad un massimo di 1380 euro annui. Si tratta di un beneficio molto importante anche per le giovani coppie e per favorire l’accesso all’abitazione di proprietà delle giovani generazioni. La proposta di legge ha infatti trovato il sostegno del Forum Nazionale dei Giovani, che si è tenuto a Cosenza, lo scorso fine settimana”. “Le misure di Tremonti – aggiunge Ceccuzzi – hanno aggravato la situazione, perché hanno comportato costi ingenti e inutili per le banche, le quali, a loro volta, non mancheranno di farle pagare ai loro clienti. La rinegoziazione del maggio 2008 il limite del 4 per cento, fissato nel gennaio 2009, con il limite del 4 per cento, si sono risolti con l’invio di milioni di lettere ai mutuatari, senza che agli stessi sia arrivato alcun beneficio. Per pagare i mutui – conclude il parlamentare Pd – le famiglie hanno bisogno di liquidità. Per questo motivo chiediamo, con la proposta di legge, di innalzare ulteriormente l’importo su cui calcolare la detrazione a 6mila euro e di elevare l’aliquota al 23 per cento”.

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Mutui su prima casa

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2009

Innalzare con urgenza la cifra detraibile sugli interessi passivi dei mutui stipulati per l’acquisto della prima casa, elevando le aliquote dal 19 al 23 per cento e aumentando da 4mila a 6mila euro l’importo massimo su cui calcolare la detrazione. E’ quanto prevede la proposta di legge presentata dal deputato del Partito democratico, Franco Ceccuzzi per venire incontro alle famiglie, sempre più numerose, che contraggono mutui per acquistare un bene di prima necessità come la casa e in difficoltà nel pagamento delle rate. “La proposta di legge – spiega Ceccuzzi – si pone l’obiettivo primario di modificare le norme vigenti per le imposte sui redditi, che fissano le detrazioni sugli interessi passivi dei mutui contratti per l’acquisto della prima casa per un importo pari al 19 per cento degli interessi passivi e su una cifra non superiore a 4mila euro. Questo importo è stato elevato con la Legge Finanziaria 2008 rispetto ai poco più di 3.600 euro, rimasti invariati per circa dieci anni. Oggi, però, di fronte alla crisi economica e all’inefficacia delle misure del governo sui mutui, una revisione dei parametri è l’unica misura che può venire incontro alle difficoltà delle famiglie nel pagamento delle rate, aiutando soprattutto quelle che devono fronteggiare – oltre all’innalzamento del costo della vita e alle variazioni nell’entità dei mutui contratti, negli importi delle rate e nel valore delle case – la decurtazione o la perdita di un reddito per effetto della cassa integrazione o del licenziamento”. “Le misure di Tremonti – aggiunge Ceccuzzi – hanno aggravato la situazione, perché hanno comportato costi ingenti e inutili per le banche, le quali, a loro volta, non mancheranno di farle pagare ai loro clienti. I provvedimenti di maggio 2008, con la rinegoziazione, e quelli di gennaio 2009, con il limite del 4 per cento, si sono risolti con l’invio di milioni di lettere ai mutuatari, senza che agli stessi sia arrivato alcun beneficio. Per pagare i mutui – conclude il parlamentare Pd – le famiglie hanno bisogno di liquidità. Per questo motivo chiediamo, con la proposta di legge, di innalzare ulteriormente l’importo su cui calcolare la detrazione a 6mila euro e di elevare l’aliquota al 23 per cento”

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