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Posts Tagged ‘primaria’

Scuola: Primaria 1 istituto su 2 è senza palestra

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 Maggio 2021

Il Pnrr inviato a Bruxelles – che dovrebbe comportare una prima tranche di finanziamenti, da parte della Commissione europea, nel corso della prossima estate – comprende anche una serie di interventi per “favorire le attività sportive a cominciare dalle prime classi delle scuole primarie”. Certo, ad essere prive di palestra sono oltre il 44% delle nostre scuole, che corrispondono a 11.927 plessi scolastici: “una quantità enorme – scrive Tuttoscula – per la quale la previsione di 400 nuove strutture da costruire in un quinquennio, pur costituendo un impegno notevole e apprezzabile, rappresenterebbe poco meno del 4% del fabbisogno virtuale”. Si avvierebbe, comunque, un progetto di allargamento, che poi spetterà ai Governi ampliare di anno in anno attraverso leggi di bilancio e altri fondi dell’Unione europea finalizzati a questo scopo.A soffrire della mancanza di palestre sono le regioni del Sud. Andando a leggere gli ultimi dati pubblicati nel portale del ministero per l’edilizia scolastica, sempre Tuttoscuola ha scoperto che “tra le aree territoriali il divario in termini percentuali delle scuole” primarie “con palestra è compreso tra il 60,2% delle regioni del Nord Ovest (3.982 scuole con palestra su 6.611) e il 45,7% delle regioni del Sud (3.264 su 7.136)”. Si va dal Friuli Venezia Giulia, dove “tre scuole su quattro sono dotate di palestra” (387 su 514, pari al 75,3%), fino alla Calabria, dove nel primo ciclo è dotato di palestra appena il 26,3% degli istituti, “corrispondente a 383 su 1.457”. Tra le regioni più virtuose, vi sono la Puglia, con “1.093 scuole del primo ciclo sono dotate di palestra su un totale di 1.526 (71,6%)”, la Toscana, dove vi “sono 1.118 su 1.628 (68,7%) le scuole con palestra”, e il Piemonte, con 1.175 palestre su 1.754 (67%).

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Covid-19: La scuola non è la primaria fonte di contagio

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

“Lo diciamo da un anno, le scuole non sono la prima fonte di contagio da Covid. Ne dà conferma anche un recente studio – pubblicato anche sulla stampa – condotto da epidemiologi, medici, biologi e statistici dello Ieo di Milano che sottolinea come ‘non c’è correlazione significativa tra diffusione dei contagi e lezioni in presenza’ e che ‘il tasso di positività dei ragazzi rispetto al numero di tamponi eseguito è inferiore all’%’.Il Governo non è stato capace di prevenire gli assembramenti che favoriscono l’aumento del contagio, che corre invece su autobus e metro. Lì si doveva intervenire, e non è stato fatto. Un modello organizzativo inefficiente, che ha penalizzato tutto il sistema scuola – dagli insegnanti alle famiglie – con le classi italiane rimaste chiuse ben più a lungo che negli altri Paesi europei e con oltre 7 milioni di studenti in Dad. Governo Draghi lavori per riaprire le scuole in presenza, stare in classe – come dicono gli esperti – non spinge la curva della pandemia”.E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Scuola: Primaria, addio ai voti

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Dall’anno scolastico in corso, il 2020/21, la valutazione periodica e finale degli apprendimenti sarà espressa, per ciascuna delle discipline di studio previste dalle Indicazioni Nazionali, compreso l’insegnamento di educazione civica attraverso, un giudizio descrittivo riportato nel documento di valutazione. La novità è stata ufficializzata dal Ministero con l’Ordinanza n. 172, con la quale si spiega che la recente normativa ha individuato un impianto valutativo che supera il voto numerico e introduce il giudizio descrittivo per ciascuna delle discipline previste dalle Indicazioni nazionali per il curricolo. Un cambiamento che ha lo scopo di far sì che la valutazione degli alunni sia sempre più trasparente e coerente con il percorso di apprendimento di ciascuno. L’Ordinanza, oggetto di apposita informativa sindacale e del parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, è stata inviata insieme ad apposite Linee Guida e ad una nota esplicativa.ti: tornano i giudizi. Secondo quanto previsto dalle nuove disposizioni, il giudizio descrittivo di ogni studente sarà riportato nel documento di valutazione e sarà riferito a quattro differenti livelli di apprendimento. Il primo è quello Avanzato: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note e non note, mobilitando una varietà di risorse sia fornite dal docente, sia reperite altrove, in modo autonomo e con continuità. Il secondo livello è Intermedio: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note, utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo. Poi c’è il livello Base: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e utilizzando le risorse fornite dal docente, sia in modo autonomo ma discontinuo, sia in modo non autonomo, ma con continuità. Infine, va annoverato il livello In via di prima acquisizione: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e unicamente con il supporto del docente e di risorse fornite appositamente. Nelle Linee guida del 3 dicembre viene proposto il modello A/1, un modello base di Documento di valutazione che ogni istituzione scolastica, nell’esercizio della propria autonomia, potrà peraltro elaborarlo e arricchirlo, tenendo conto delle modalità di lavoro e della cultura professionale della scuola, avendo però sempre come riferimento l’efficacia e la trasparenza comunicativa nei confronti di alunni e genitori. Per quanto riguarda i livelli di apprendimento, questi saranno riferiti agli esiti raggiunti da ogni alunno in relazione agli obiettivi di ciascuna disciplina. Nell’elaborare il giudizio descrittivo si terrà conto del percorso fatto e della sua evoluzione. Infine, sempre nell’Ordinanza si spiega che la valutazione degli alunni con disabilità certificata sarà correlata agli obiettivi individuati nel Piano educativo individualizzato (PEI), mentre la valutazione degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento terrà conto del Piano didattico personalizzato (PDP).

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Scuola Primaria, tornare all’insegnamento per moduli e superare il maestro unico

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2020

Con un emendamento alla legge di bilancio si propone:A decorrere dall’a. s. 2021/22, a partire dalle prime classi della scuola elementare è ripristinato l’insegnamento per moduli di cui alla legge 5 giugno 1990, n. 148. Conseguentemente, è abrogato l’articolo 4 della legge 30 ottobre 2008, n. 169. Con decreto del Ministro dell’Istruzione è riprogrammata progressivamente negli anni successivi la dotazione organica del personale docente. La copertura finanziaria è garantita dall’aumento già previsto dal fondo per l’organico dell’autonomia e di cui all’articolo 165 comma 1 del presente provvedimento.Motivazione: la presenza di più insegnanti che si alternano sulla stessa classe, oltre a garantire migliori livelli di apprendimento come testimoniano i rapporti PIRLS sulle capacità di lettura e sui processi dei bambini della scuola elementare, è indispensabile per gestire situazioni gravi come la presente e poter garantire sdoppiamento delle classi per il distanziamento sociale necessario in caso di rischio epidemiologico. Tornare alla docenza cooperante di più insegnanti nelle stesse classi: a chiederlo è il sindacato Anief con un emendamento specifico al Disegno di Legge di Bilancio 2021 ora all’esame delle commissioni di competenza della Camera. La richiesta parte dal fatto che la complessità della didattica del primo ciclo presuppone la compresenza di più maestri, come correttamente legiferato il 5 giugno 1990 con lam L. n. 148, quando si attuò il superamento della figura del docente unico, dando spazio alla coesistenza e dalla cooperazione di più insegnanti sulle stesse classi. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “tornare all’insegnamento per moduli nella scuola primaria è fondamentale per fare alzare il livello di qualità del nostro sistema d’istruzione. Realizzare una didattica per gruppi e sulla base delle esigenze effettive degli alunni è un passaggio imprescindibile ancora di più nella fasi di emergenza”.

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Scuola: Valutazione periodica e finale degli alunni della scuola primaria

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

“Le linee guida, elaborate da un gruppo di lavoro ristretto coordinato dalla Dott.ssa Elisabetta Nigris, coordinatrice nazionale dei presidenti dei corsi di laurea in scienze della formazione primaria, rappresentano un manuale completo di docimologia”, commenta il segretario generale Giuseppe Faraci. “Dettano, con la piena consapevolezza delle caratteristiche di quel segmento scolastico, le modalità e gli strumenti, sia didattici che tecnici, su come formulare il documento di valutazione finale che dovrà attestare i risultati del percorso formativo di ciascun alunno, mediante la descrizione dettagliata dei comportamenti e delle manifestazioni dell’apprendimento rilevati in modo continuativo”, ha concluso FaraciL’ordinanza ministeriale che ne introduce la piena attuazione, già a decorrere dal corrente anno scolastico, 2020/21, prevede anche delle misure di accompagnamento per le istituzioni scolastiche, le quali prevedono per un biennio, a partire dall’a.s. 2020/21, azioni di formazione finalizzate a indirizzare, sostenere e valorizzare la cultura della valutazione e degli strumenti valutativi nella scuola primaria.“Via quindi i numeri in pagella per gli alunni della scuola primaria e ben vengano i giudizi descrittivi che consentiranno una più attenta valutazione delle attitudini e specificità che mettono in risalto le caratteristiche del bambino”, conclude il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.Il Ministero ha infine rassicurato, su esplicita richiesta di Anief, che verrà sin da subito attivato un piano di formazione sia dei docenti della scuola primaria che dei dirigenti scolastici degli istituti comprensivi, che sin da subito dovranno poi provvedere ad adottare le deliberazioni collegiali necessarie e provvedere al conseguente aggiornamento del PTOF della scuola primaria.L’Ordinanza ministeriale e le allegate linee guida verranno inviate al CSPI per le considerazioni e il parere definitivo prima della pubblicazione.

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Scuola: AS 1883, Anief presenta emendamenti per nuova procedura straordinaria infanzia e primaria, docenti di religione cattolica e utilizzo GPS per le immissioni in ruolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Il 4 settembre 2020 l’atto del Senato 1883 è stato approvato con il nuovo titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”. Diverse erano state le proposte emendative portate avanti dal giovane sindacato ANIEF specialmente all’art. 19 proponendo l’introduzione di un articolo, il 19 bis, ad hoc per creare una nuova procedura straordinaria per il personale della scuola dell’infanzia e la scuola primaria, nonché per i docenti di religione cattolica e per l’utilizzo delle GPS anche per le immissioni in ruolo per l’a.s. 2020-2021. Tutte le proposte richieste per ottenere una semplificazione nel reclutamento dei docenti e uno snellimento considerevole del bacino di precari che ruota ancora di più nel mondo della scuola sono state dichiarate inammissibiliMarcello Pacifico (Anief): Persa un’occasione; avremo in ruolo meno della metà degli 82 mila insegnanti autorizzati nonostante la giostra delle chiamate dalle nuove graduatorie. Il 4 settembre 2020 l’atto del Senato 1883 è stato approvato con il nuovo titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”.Sul testo, diverse erano state le proposte emendative portate avanti dal giovane sindacato ANIEF specialmente all’art. 19 (organizzazione del sistema universitario) proponendo l’introduzione di un articolo, il 19 bis, ad hoc per creare una nuova procedura straordinaria per il personale della scuola dell’infanzia e la scuola primaria, nonché per i docenti di religione cattolica e per l’utilizzo delle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) anche per le immissioni in ruolo per l’a.s. 2020-2021.Tutte le proposte richieste per ottenere una semplificazione nel reclutamento dei docenti e uno snellimento considerevole del bacino di precari che ruota ancora di più nel mondo della scuola sono state dichiarate inammissibili dal Senato che ha concentrato la sua attenzione alla sola semplificazione del sistema universitario facendo sì, come ha specificato il prof. Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato Anief, che sia stata “persa un’occasione; a settembre avremo in ruolo meno della metà degli 82 mila insegnanti autorizzati nonostante la giostra delle chiamate dalle nuove graduatorie”. L’atto del Senato è passato, l’8 settembre, al vaglio della Camera dei deputati con l’atto C. 2648; salvo approvazione del testo trasmesso, il 16 settembre è la data ultima prima della definitiva conversione in legge.

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Concorso ordinario infanzia-primaria: ANIEF avvia i ricorsi al Presidente della Repubblica

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2020

ANIEF avvia i ricorsi straordinari al PdR contro il bando di concorso ordinario per la scuola dell’infanzia e primaria. Adesioni sul portale ANIEF entro il 31 luglio.Scaduti i termini per adire il TAR Lazio, ANIEF avvia i ricorsi al Presidente della Repubblica per l’ammissione al concorso per i posti di sostegno anche degli iscritti alle selezioni del V ciclo TFA Sostegno e del personale educativo abilitato al concorso per i posti comuni della scuola primaria.Adesioni entro il 31 luglio, data ultima per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso, sul portale ANIEF.

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Scuola: Il Cspi boccia il voto in decimi alla primaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 Maggio 2020

Secondo il sindacalista autonomo, la richiesta del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione di valutare gli alunni della primaria con un giudizio riportato nel documento di valutazione e non con la votazione espressa in decimi “va presa in seria considerazione:il voto in decimi, in questo momento sociale e individuale davvero particolare, va evitato: rappresenta una classificazione troppo rigida e razionale rispetto al contesto. Ancora di più perché a determinare la valutazione dell’alunno saranno una lunga serie di fattori, formativi e non sommativi, molto più riconducibili ad un giudizio che un freddo voto numerico”. Ha una fondatezza il parere negativo del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione sulla votazione in decimi dei bambini delle classi primarie prevista dal ministero dell’Istruzione anche al termine dell’attuale lungo periodo di didattica a distanza: lo sostiene Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando il giudizio critico del CSPI, secondo cui la situazione emergenziale ha particolarmente penalizzato l’apprendimento degli alunni più piccoli, per i quali l’interazione in presenza con i docenti costituisce un elemento determinante nei processi di apprendimento, in misura maggiore rispetto agli altri gradi di scuola. “I bambini – taglia corto il leader del giovane sindacato nazionale – sono i più penalizzati in questa situazione, perché nell’adozione delle misure restrittive non sono stati inclusi i loro bisogni. Il fatto che non ci sia per loro un’emergenza clinica, perché in alta percentuale il virus li risparmia, non significa che non ci sia nei loro confronti un’emergenza educativa”.

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Scuola: Docenti dell’infanzia e primaria, il concorso straordinario mancato

Posted by fidest press agency su martedì, 12 Maggio 2020

La scarsità di docenti titolari si fa sentire a tutti i livelli scolastici: per quale motivo il ministero dell’Istruzione debba bandire concorsi in prevalenza per alcuni, a discapito di altri, non è dato a sapere. Così, non si comprende perché a viale Trastevere si continui a negare una procedura concorsuale riservata ai docenti della scuola dell’infanzia e primaria. Perché è stato organizzato dallo stesso dicastero solo per la scuola secondaria di primo e secondo grado? A chiedere conto è ora l’Anief, con un emendamento specifico al testo del Decreto Legge n. 22, che da domani passerà all’esame della VII commissione del Senato. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Il concorso riservato al personale, che ha meritato sul campo di essere assunto in ruolo, non può essere bandito un ciclo sì, un ciclo no. Gli insegnanti sono tutti uguali, hanno gli stessi doveri ma anche i medesimi diritti”.Quale logica c’è quando a subire un trattamento da “paria” sono sempre gli stessi docenti? Stiamo parlando dei precari della scuola dell’infanzia e primaria. I primi, ad esempio, sono stati gli unici esclusi, tra il corpo insegnante della scuola pubblica, dal piano di potenziamento previsto dalla Legge 107/15 voluta dal Pd. Assieme a quelli della primaria sono stati anche gli unici a dover combattere, da tempo immemore, per vedersi garantita la stabilizzazione attraverso la permanenza nelle GaE, contro la quale si sono poste le discutibilissime posizioni dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che hanno determinato l’assurdità dei licenziamenti di oltre 7 mila maestri già assunti con tanto di anno di prova superato. A parziale difesa dei docenti estromessi dalla stabilizzazione, quest’anno è arrivata l’attuazione del Decreto Legge n. 126/2019, convertito in legge n. 159/2019, che ha introdotto, per salvaguardare almeno la continuità degli alunni, la trasformazione dei contratti originari in contratti a tempo determinato con scadenza 30 giugno 2020.

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Concorso Ordinario Scuola Infanzia e Primaria per 12.863 posti

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

Domande dal 15 giugno al 31 luglio.Anief ricorre al Tar Lazio per chi si è iscritto negli Atenei per conseguire la specializzazione su sostegno (TFA V ciclo) o i 24 CFU ma non ha conseguito il titolo, nonché per gli educatori esclusi. Contestato il bando anche per le regole su preselezione e la tabella di valutazione titoli. Adesioni entro il 30 maggio.Con la pubblicazione del Bando in Gazzetta Ufficiale (Decreto n. 498, GU n.34 del 28-04-2020, del 28 aprile 2020), Anief avvia le procedure di adesione ai ricorsi per tutelare i diritti dei docenti esclusi dal nuovo concorso ordinario per la scuola Primaria e Infanzia e per contestare i criteri relativi alla percentuale di ammessi agli scritti dopo le prove selettive e la tabella di valutazione dei titoli dei servizi.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria per 17 mila maestri

Posted by fidest press agency su domenica, 5 gennaio 2020

Sembra imminente il bando del concorso ordinario infanzia e primaria, posti comuni e di sostegno: sul sistema telematico Polis – Istanze On Line, il ministero dell’Istruzione ha pubblicato in queste ore una schermata sulla procedura rivolta agli aspiranti docenti del primo ciclo. Per Anief bisogna bandire contemporaneamente anche un nuovo concorso riservato e confermare i ruoli di chi ha superato l’anno di prova. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Si andranno a coprire soltanto una minima parte dei posti senza titolari, mentre per decine di migliaia di precari di lungo corso si continuerà a tenere la porta chiusa, anche a coloro che saranno licenziati dopo aver superato l’anno di prova. Si deve organizzare anche un nuovo concorso riservato perché così si danneggiano i precari della scuola dell’infanzia e della primaria due volte e senza alcuna ragione.”Secondo la rivista Orizzonte Scuola, il Miur “sta effettuando le prime prove per l’inserimento delle domande e per la loro compilazione. Si stanno anche ultimando i conteggi dei posti vacanti e disponibili per gli anni 2020/21 e 2021/22”.Manca davvero poco per l’avvio della selezione dei maestri di infanzia primaria. In base al DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il concorso servirà all’assunzione di 16.959 docenti: 10.624 per l’anno scolastico 2020/2021; 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022. Tuttavia i posti potrebbero subire una leggera flessione in considerazione della proroga di un ulteriore anno delle graduatorie del concorso 2016. In ogni caso il concorso sarà bandito esclusivamente nelle regioni in cui, per il periodo considerato, ci saranno posti vacanti e disponibili, in modo da assicurare le assunzioni in ruolo.Il bando indicherà le date di presentazione della domanda. Gli unici titoli di accesso al concorso ordinario Infanzia e Primaria risultano la laurea in Scienze della formazione primaria oppure il diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002. È possibile presentare un analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Non saranno richiesti i 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche (richiesti solo ai laureati per l’accesso al concorso della secondaria), né requisiti di servizio di insegnamento. E potranno partecipare anche i docenti di ruolo.
Per i posti di sostegno è invece necessario essere in possesso, oltre ad uno dei titoli suddetti, del titolo di specializzazione sul sostegno per il grado specifico. Il bando specificherà la possibilità di accesso con riserva per i docenti che stanno partecipando al IV ciclo TFA sostegno: il titolo dovrà essere conseguito entro il 15 luglio 2020. Saranno ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di cui al comma 2, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici. Il decreto scuola ha ampliato i requisiti di accesso, permettendo la partecipazione con riserva dei docenti specializzandi SOS IV ciclo TFA sostegno.

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Concorso ordinario infanzia e primaria, bando in arrivo: c’è anche il sostegno

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 dicembre 2019

Manca poco alla pubblicazione del bando di concorso ordinario per la scuola dell’Infanzia e Primaria: si stanno ultimando i conteggi dei posti vacanti e disponibili per gli anni 2020/21 e 2021/22, conferma Orizzonte Scuola. Per Anief non risolverà la supplentite. Rimane prioritario confermare i ruoli, evitare i licenziamenti, garantire l’inserimento nelle Gae o reclutare da graduatorie d’istituto e aprire anche un nuovo riservato. Marcello Pacifico (presidente Anief): “Perché bandire un nuovo concorso ordinario quando ci sono migliaia di maestre inserite con riserva nei ruoli dopo aver superato l’anno di prova o nelle Gae? Quante volte devono dimostrare merito ed esperienza? È assurdo continuare a penalizzare la scuola pubblica e mortificare la continuità didattica” I posti a disposizione sono noti da tempo, poiché in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il DPCM di autorizzazione all’assunzione di 16.959 docenti con concorso ordinario: 10.624 per l’anno scolastico 2020/2021 e 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022. Per accedere non serviranno esperienze pregresse e nemmeno i 24 creduti formativi universitari richiesti per la secondaria. Previste tre prove e la valutazione dei titoli.In attesa del bando, è già delineato il percorso da svolgere per partecipare al concorso ordinario per la scuola dell’Infanzia e Primaria: sarà aperto a tutti coloro che sono in possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso, ma non saranno richiesti i 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche (richiesti solo ai laureati per l’accesso al concorso della secondaria), né requisiti di servizio di insegnamento). E potranno partecipare anche i docenti di ruolo.Per i posti comuni, sarà richiesta la laurea in Scienze della formazione primaria oppure il diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/02. Sarà ritenuto utile all’accesso anche un analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Per i posti di sostegno sarà necessario essere in possesso, oltre a uno dei titoli suddetti, del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito ai sensi della normativa vigente o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente.

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Scuola: Primaria, per il ministro Fioramonti bisogna cambiare metodo. Anief apprezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2019

Cambiare la didattica della scuola fino a 11 anni coinvolgendo di più e obbligando di meno: chiedere ad un bambino di 8 anni di stare seduto quattro ore non è il massimo. A dirlo, in un’intervista a La Stampa, è stato il ministro dell’Istruzione, il quale fa riferimento ad una scuola ideale come “luogo dove si possa imparare con serenità e metodi interattivi”, perché “le nuove generazioni dimostrano che si apprende meglio coinvolgendo e non obbligando”.Il presidente Anief Marcello Pacifico raccoglie la sfida, chiede un confronto sul tema e rilancia: si ritorni ai moduli nella scuola primaria, come ai docenti specialisti di lingua inglese. Nel primo ciclo è poi giunta l’ora dell’educazione motoria come disciplina curricolare e dire basta ai progetti di attività fisica a pagamento. In tutti i corsi scolastici è bene anche che si ripristini l’organico Ata tagliato negli ultimi dieci anni: parliamo di oltre 50 mila posti. Come serve un piano straordinario per l’assunzione delle maestre con diploma e laurea magistrale e la conferma dei ruoli assegnati con riserva dopo il superamento dell’anno di prova, come ha chiesto e continuerà a chiedere Anief con emendamenti ad hoc nella Legge di Bilancio 2020 e al decreto salva-precari. Da anni si parla di migliorare la didattica, ma poi non si fa nulla di concreto. Per il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti è importante mettere mano anche al metodo e all’approccio alle discipline, cercando, a partire dalla primaria, di trovare le modalità di coinvolgere il più possibile gli allievi, senza modi troppo coercitivi.

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Idee e buone pratiche per la scuola primaria oggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

Roma Giovedì 28 novembre 2019 l’Università Europea di Roma organizza il seminario di studi “Idee e buone pratiche per la scuola primaria oggi”, dalle 9:30 alle 17:30, in via degli Aldobrandeschi 190, con ingresso libero. Vi prenderanno parte i docenti di discipline pedagogiche dell’Ateneo (Andrea Dessardo, promotore dell’iniziativa, Gianluca Amatori, Francesca Bracci e Stefano Zucca; ma anche Rebecca Honorati e Luigia Palmiero, tutor dei tirocini e docenti di psicologia) e alcuni colleghi dalla LUMSA, dall’Università degli Studi di Bergamo, quella di Torino e dall’ISSR dell’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum”.Le conclusioni saranno affidate al prof. Giuseppe Tognon, ordinario di Storia dell’educazione alla LUMSA di Roma e, in quanto sottosegretario alla Ricerca dal 1996 al 1998, tra i principali autori della riforma del corso di laurea in Scienze della formazione primaria.Il seminario è stato pensato nell’ambito del Corso di laurea magistrale in Scienze della formazione primaria dell’Università Europea di Roma che il prossimo anno, avendo ormai attivato il quinto anno di corso, è pronto a laureare i suoi primi studenti, futuri maestri nelle scuole primaria e dell’infanzia. “L’insegnamento è certamente una missione – spiega il Prof. Andrea Dessardo, promotore del seminario – ma è anche un mestiere delicato che richiede continuo aggiornamento. L’incontro vuole dunque offrire alcuni spunti, toccando alcune delle competenze specifiche richieste oggi, più che nel passato, ai maestri di scuola primaria. Particolare spazio sarà dedicato al trattamento delle disabilità e dei disturbi specifici dell’apprendimento; senza soffermarsi sulla didattica delle singole discipline, il seminario intende però illustrare le più importanti competenze che un maestro moderno deve padroneggiare nella scuola di oggi, chiamata a tessere alleanze educative non solo con la famiglia, ma con i più diversi soggetti, aiutando a riconnettere una rete sociale spesso sfilacciata. Saranno offerti momenti di riflessione sulle attività di tirocinio, elemento fondamentale nella formazione del maestro, e su proposte didattiche come il service learning e il metodo Montessori”.

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Scuola: Il concorso ordinario infanzia e primaria slitta in autunno

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Lo slittamento, qualunque sia il motivo, non fa altro che avvalorare la tesi portata avanti da Anief: i concorsi, ordinari e riservati, come da prassi, procedono con una lentezza tale che non possono di certo fronteggiare l’emergenza delle quasi 200 mila supplenze, di cui in gran parte vacanti. Marcello Pacifico (Anief): “Tutti questi problemi organizzativi sul reclutamento, sommati alla lentezza cronica della loro attuazione, all’esclusione illegittima dalle prove di alcune tipologie di candidati e ad errori organizzativi-valutativi, dovrebbero fare aprire gli occhi all’amministrazione scolastica. Perché questo modo di procedere sta portando ad assegnare una cattedra su quattro a supplenze, anche a precari con la sola messa a disposizione, e tutto il sistema scuola a dei livelli sempre più bassi”. L’affidabilità del ministero dell’Istruzione si dimostra sempre più scarsa: a poche ore di distanza dal taglio di 5 mila immissioni in ruolo, deciso dal Mef senza che il Miur avesse nulla da eccepire, giunge l’ancora più inaspettata notizia del rinvio in autunno del bando di concorso ordinario infanzia e primaria per 16.959 posti, dopo che ancora ieri il ministro dell’Istruzione lo dava per imminente. Tra le possibili motivazioni del rinvio, probabilmente ad ottobre, spiega la rivista Orizzonte Scuola, c’è quella che il concorso straordinario bis, riservato ai docenti con diploma magistrale conseguito entro a.s. 2001/02 e laureati in Scienze della formazione primaria con un anno di servizio nella scuola statale, paritaria o nelle sezioni primavera, “acquisterebbe valore se bandito prima o comunque contemporaneamente all’ordinario”. Tra l’altro, lo stesso concorso ordinario per docenti del primo ciclo di studi, alla luce del testo contenuto nel decreto pubblicato, si conferma pure discriminante rispetto a diversi lavoratori precari, ingiustamente esclusi: la più evidente di tali estromissioni è quella degli educatori, tanto è vero che per la selezione riservata i giudici non hanno avuto dubbi ad ammetterli alle prove. Inoltre, dal decreto risultano altre circostanze impugnabili, come la mancata valutazione del servizio tra i titoli, il calcolo errato degli ammessi agli scritti dopo l’eventuale preselettiva e il limite del 10% degli idonei già impugnato negli altri bandi.

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Scuola: Concorso straordinario primaria, il Tar Lazio ammette anche gli educatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

Ancora una volta le tesi sostenute dall’ufficio legale Anief trovano consenso presso il tribunale amministrativo. Il sindacato plaude alla nuova pronuncia dei giudici in un contenzioso seriale nel merito che vede impegnato da anni per far riconoscere il servizio svolto dagli educatori come quello dei docenti della scuola di primo grado, come del resto già scritto nel contratto in termini giuridici. Ecco perché il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ha annunciato i prossimi ricorsi sul nuovo concorso: “Questa sentenza ci conferma che purtroppo il diritto in Italia troppe volte continua a passare per i tribunali, piuttosto che per le decisioni del legislatore e dell’amministrazione centrale. Ecco perché Anief ha deciso di impugnare l’imminente bando del concorso ordinario, per circa 17 mila posti, sempre per la scuola dell’infanzia e primaria, oltre che l’esiguità dei posti, anche per la mancata valutazione del servizio tra i titoli, per il calcolo errato degli ammessi agli scritti dopo l’eventuale preselettiva e per il limite del 10% degli idonei già impugnato negli altri bandi di concorso.Il personale educatore della scuola ha pieno diritto a partecipare al concorso per la scuola dell’infanzia e primaria, sia su posto comune che su sostegno: Anief lo sostiene da tempo. Ora lo dice anche il Tar del Lazio che con la sentenza n. 9474/2019 ha dato il via libera alla partecipazione degli educatori interessati di partecipare alle sessioni suppletive. Gli educatori, del resto, sono a tutti gli effetti dei maestri della scuola primaria e non si comprende il motivo per il quale, anche se già di ruolo, debbano essere esclusi dai pubblici concorsi che li interessano.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria, pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Il decreto autorizzativo del Mef relativo al concorso ordinario dei maestri della scuola dell’infanzia e primaria per 16.959 posti complessivi è giunto in Gazzetta Ufficiale. Nel testo si specifica che le cattedre saranno così suddivise: “n. 10.624 per l’anno scolastico 2020/2021 e n. 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022”. Secondo fonti ministeriali, il bando “potrebbe già “essere pubblicato la prossima settimana”. Si tratta di uno dei tre concorsi programmati dal ministero dell’Istruzione. Oltre a questo decreto, i docenti precari della scuola sono in attesa anche di un concorso straordinario per i docenti con 36 mesi di servizio e di uno ordinario. Entrambi per assumere docenti della secondaria di primo e secondo grado. Anief annuncia che quando il testo del concorso ordinario per quasi 17 mila posti verrà collocato nel bando ufficiale sarà immediatamente impugnato: tra le varie ragioni vi è la mancata presenza degli educatori, esclusi sebbene siano maestri di scuola primaria a tutti gli effetti, la discriminazione verso chi ha conseguito titoli all’estero e la scarsità di posti messi in palio, peraltro su due annualità. Sarà quindi operativo, con l’imminente uscita del bando, prevista oggi da Orizzonte Scuola, il concorso ordinario per i maestri della scuola dell’infanzia e della scuola primaria: la selezione sarà aperta a tutti i candidati che sono in possesso dei titoli richiesti, anche se non hanno mai svolto un giorno di supplenza o già avuto esperienze di alcun genere all’interno della scuola.
Il concorso ordinario per infanzia e primaria prevede tre prove d’esame: una pre-selettiva (da svolgere però solo qualora il numero dei candidati superi di quattro volte i posti disponibili), una scritta e un orale, con valutazione titoli per coloro che saranno reputati idonei. Le commissioni disporranno di 100 punti massimi: 40 si accrediteranno per la prova scritta; altri 40 per la prova orale; 20 per i titoli presentati dai candidati. L’ammissione al concorso sarà riservata a chi è in possesso della laurea in Scienze della formazione primaria oppure del diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002. In alternativa, sarà ritenuto utile un analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Per i posti di sostegno sarà necessario essere in possesso, oltre ad uno dei titoli già detti, della specializzazione sul sostegno svolto in Italia o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente. Inoltre, saranno ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di cui al comma 2, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici.

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Scuola – Pacifico: “Concorso Infanzia e Primaria, i posti vanno triplicati”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Nel mirino di Anief il Concorso per Infanzia e Primaria, che prevede 16 mila posti, 10 mila dei quali per l’anno scolastico 2020/21, 6mila per il successivo.
Sono numeri insufficienti, per varie ragioni, come spiega lo stesso presidente Marcello Pacifico: “Basti pensare – osserva il sindacalista autonomo a Italia Stampa – che solo tre anni fa erano stati banditi 26 mila posti. E poi sono tantissimi quelli di sostegno in deroga, che non diventano di ruolo, nonostante le tante esigenze certificate. Stesso discorso vale per la stabilizzazione delle sezioni Primavera che da due anni fanno parte del sistema ordinamentale dello Stato”.“Siamo pronti a impugnare il bando di concorso, perché siano raddoppiati o anche triplicati i posti. È un bando illegittimo, anche perché continua a escludere gli educatori e coloro che hanno preso l’abilitazione all’estero, abilitazione che – conclude Pacifico – lo Stato ora nemmeno riconosce”.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria, bando in arrivo e vincitori solo nel 2020

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 Maggio 2019

Cresce l’attesa per l’uscita del bando del concorso ordinario per i maestri della scuola dell’infanzia e primaria, con 16.000 posti in palio, dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Secondo la rivista Orizzonte Scuola, “a breve il Miur pubblicherà il bando con l’indicazione del numero di posti per regione e le date di scadenza per la presentazione della domanda”. Il concorso sarà aperto a tutti coloro che sono in possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso. I requisiti di accesso per i posti comuni saranno la laurea in Scienze della formazione primaria; il diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002; analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Per i posti di sostegno è necessario essere in possesso, oltre ad uno dei titoli suddetti, del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito ai sensi della normativa vigente o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente. Saranno ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di cui al comma 2, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici. Non serviranno né i 24 CFU in discipline antro-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche (richiesti solo ai laureati per l’accesso al concorso della secondaria) né requisiti di servizio di insegnamento. Potranno partecipare anche i docenti di ruolo. Il concorso si articolerà in un eventuale prova pre-selettiva (qualora le domande di partecipazione siano superiori a quattro volte il numero dei posti); prova scritta; prova orale; valutazione titoli. Sarà possibile partecipare in un’unica regione per tutte le procedure per cui si ha titolo. Al massimo quattro: infanzia, primaria, sostegno infanzia e sostegno primaria.
I concorsi non saranno banditi in tutte le regioni, almeno in prima applicazione ossia per il primo dei concorsi che sarà bandito, ma soltanto in quelle regioni ove le graduatorie di merito 2016 risultino esaurite o con un numero di aspiranti non sufficiente a coprire il fabbisogno nel biennio di riferimento. Ricordiamo che gli idonei del concorso 2016 potranno essere assunti sino alla validità delle graduatorie di merito, mentre i vincitori manterranno il diritto all’immissione in ruolo. Sempre Orizzonte Scuola ricorda che la validità delle graduatorie di merito 2016 è stata prorogata di un anno, per cui saranno vigenti per 3 anni + 1. Alcune scadranno nel 2020, ma sono ancora piene di docenti idonei. Sono stati presentatati degli emendamenti al decreto legge Concretezza per prorogare di uno o due anni le attuali graduatorie, in modo da fornire ancora prospettive di assunzione agli idonei. Le immissioni avverranno per il 50% dalle GaE e per il 50% dalle graduatorie dei concorsi. Per i concorsi: a) con priorità da graduatoria di merito 2016 (limitatamente a coloro che hanno raggiunto il punteggio minimo previsto dal bando, sino al termine di validità delle graduatorie medesime, fermo restando il diritto all’immissione in ruolo per i vincitori del concorso); b) 25% da graduatoria di merito concorso straordinario DDG n. 1456 del 7 novembre 2018; c) 25% graduatoria di merito concorso ordinario (ossia quello che si svolgerà). Le prime assunzioni dalle graduatorie di merito del concorso ordinario si realizzeranno non prima del 2020. L’immissione in ruolo da una delle graduatorie di merito regionali comporterà la decadenza dalle graduatorie a esaurimento.

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Istruzione: Tutto pronto per il maxi concorso per maestri della scuola dell’Infanzia e Primaria

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

Ma il Miur ripete gli stessi errori del concorso riservato. Diversi risultano esclusi, pronti a ricorrere con Anief, a partire dagli educatori che chiedono accesso all’infanzia. Intanto, il sindacato fornisce assistenza legale per tutti i vincitori del precedente concorso non ancora assunti per rivendicare il ruolo e chiede che gli idonei delle vecchie graduatorie possano essere assunti almeno in altra regione. È in fase di decollo la procedura selettiva per i maestri della scuola statale del primo ciclo, con 16 mila posti a disposizione: “Per il bando sull’infanzia primaria siamo quasi pronti, avevamo pensato 10 mila posti e siamo riusciti ad averne 16 mila.” ha affermato il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, presente a L’Aquila per un convegno. Al concorso parteciperanno i diplomati magistrale espulsi dalle GaE dal Consiglio di Stato, i laureati in Scienze della Formazione e tutti i precari in possesso di un titolo analogo. Le immissioni in ruolo dei vincitori si realizzeranno dal mese di settembre 2020: verrà assegnato ai vincitori il 50% dei posti (l’altro 50% alle GaE). Di questo 50%, il 25% spetterà al concorso straordinario e l’altra parte al concorso ordinario. Si prevede una prova selettiva scritta ed una orale. La preselettiva ci sarà solo nel caso in cui le domande di partecipazione siano superiori di tre volte rispetto al numero dei posti: la sua attuazione, comunque, si dà praticamente per scontata. Così il numero di partecipanti toccherà numeri stratosferici. Per il concorso che porterà in cattedra forse 16 mila nuovi docenti si è in dirittura d’arrivo. Anche se “non si conosce ancora la distribuzione tra le regioni”, scrive Orizzonte Scuola, è chiaro il resto, a partire dai requisiti di accesso, riscontrabili nel Decreto Legislativo n. 59/2017, poi modificato dalla Legge di Bilancio 2019: diploma magistrale e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali entro l’a.s. 2001/02, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia; laurea in Scienze della Formazione Primaria o analogo titolo estero equipollente. Per i posti di insegnamento sul sostegno è richiesta la specializzazione. Per l’accesso al concorso non è richiesto, invece, alcun servizio di insegnamento.
A complicare le cose è stata anche la decisione di introdurre il concorso straordinario del primo ciclo, riservato allo stesso ciclo scolastico, con il DDG n. 1456 del 9 novembre 2018, che servirà solo a creare l’ennesima graduatoria. La svolta nel reclutamento si avrebbe invece con la riapertura della GaE, la stabilizzazione automatica di chi ha effettato già 36 mesi di supplenze e l’assegnazione di risarcimenti adeguati, in presenza dei tanti abusi nei confronti del personale precario o anche già di ruolo. Anief, infine, tutela anche chi è stato licenziato, anche se oggi di ruolo, avviando la più grande battaglia giudiziaria conosciuta dallo Stato per violazione della normativa comunitaria presso il tribunale di Roma con richieste di risarcimenti milionari”. Si ricorda che in occasione del concorso del 2016, “aperto solo ai docenti abilitati, bandito nel febbraio del 2016” e che “prevedeva prova scritta e orale”, sono state “poche le regioni che hanno concluso in tempo per le immissioni in ruolo 2016/17”. Basta dire che oggi vi sono ancora migliaia di docenti, vincitori di quel concorso, che ancora rischiano di non essere mai immessi in ruolo. Su questo punto, ha fatto bene il M5S a chiedere ed ottenere una proroga di quelle graduatorie per almeno un altro anno. Per accedere ai posti comuni del concorso del primo ciclo (le classi di concorso a cui dà accesso la propria laurea) bisognerà essere in possesso dell’abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure della laurea (magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso) e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.
Per i posti comuni, inoltre, potrà partecipare al concorso, senza conseguire i 24 CFU, chi si candiderà dopo avere acquisito un’abilitazione per un’altra classe di concorso o per un altro grado di istruzione, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente. Per gli ITP, gli Insegnanti Tecnico Pratici collocati nella tabella B del DPR 19/2016 modificato dal Decreto n. 259/2017, ancora per alcuni anni continuerà a bastare il diploma di accesso alla classe della scuola secondaria.
Anche su questo ambito, per i posti di sostegno servirà il titolo di specializzazione sulla didattica “speciale”. Infine, i docenti con tre annualità di servizio (anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione) potranno partecipare al concorso con la sola laurea, senza quindi i 24 CFU, per una delle classi per le quali hanno un anno di servizio svolto. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, l’allestimento della procedura concorsuale ordinaria doveva essere accompagnata da un processo di stabilizzazione dei precari storici, attraverso l’apertura delle GaE. La stragrande maggioranza dei maestri abilitati, con diploma magistrale e con laurea in Scienze della formazione primaria, parliamo di oltre 100 mila docenti, si ritroverà relegata nelle graduatorie d’istituto utili al conseguimento delle sole supplenze. Così facendo, con questo procedere, non si potrà fare altro che replicare quello che è accaduto la scorsa estate, quando 33 mila posti che dovevano andare alle immissioni in ruolo si sono persi nel nulla, per essere poi assegnati proprio a supplenza e agli stessi docenti che invece dovevano essere assunti da GaE”.

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