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Expert System conquista un nuovo primato nell’Artificial Intelligence

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2018

Innovazione tecnologica e nuove frontiere per l’Artificial Intelligence grazie ad Expert System. La società, quotata sul mercato AIM Italia, organizzato e gestito da Borsa Italiana, ha esteso l’uso del machine learning all’ottimizzazione delle capacità cognitive di Cogito® per rendere ancora più efficace l’analisi dei testi aziendali.Cogito è la prima e unica piattaforma di intelligenza artificiale capace di combinare diversi approcci e funzionalità per meglio comprendere e sfruttare qualsiasi tipo di testo. Il cuore di Cogito è un motore proprietario che comprende il significato delle parole e delle frasi (disambiguazione) grazie a un ricco knowldge graph multilingue che contiene milioni di concetti, attributi e relazioni fra concetti.Da sempre fortemente orientata all’innovazione, Expert System nel corso degli anni ha sfruttato le più avanzate tecniche di intelligenza artificiale, combinando machine learning e deep learning con algoritmi di elaborazione del linguaggio naturale e comprensione semantica per arricchire automaticamente il proprio knowledge graph, arricchendone la conoscenza e raggiungendo nuovi livelli di qualità con il minimo sforzo possibile.Le più recenti conquiste nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata ai testi (come language modelling su word embedding, cioè sistemi di apprendimento automatico basati sulla rappresentazione distribuita delle parole) hanno dimostrato un’ottima capacità nell’individuare il significato di ogni parola a partire da grandi volumi di documenti. Sfruttando tali progressi, Expert System ha potenziato il proprio knowledge graph, migliorando lo stato dell’arte della text analytics. Infatti, grazie all’approccio “ibrido” che combina il rigore dell’attività manuale alla base del knowedge graph con la ricchezza espressiva del linguaggio così come si presenta nel mondo reale, il processo di disambiguazione di Cogito risulta potenziato, consentendo anche un facile trasferimento fra lingue diverse delle conoscenze acquisite, con immediati benefici nel mondo del business.“Siamo orgogliosi di essere ancora una volta in prima linea nell’artificial intelligence,” ha dichiarato Marco Varone, Presidente e CTO di Expert System. “La collaborazione con la comunità scientifica è una parte importante della nostra strategia di R&D e innovazione. Con il nostro lavoro, infatti, puntiamo a sfruttare appieno il potere dell’AI per semplificare e ottimizzare i processi aziendali, migliorare l’efficienza e l’efficacia delle nostre soluzioni, rispondere in modo sempre puntuale alle necessità dei nostri clienti.” La linea di ricerca pioneristica dei Cogito Lab di Expert System, orientati allo sviluppo di metodologie di intelligenza artificiale ibride (Towards a Vecsigrafo: Portable Semantics in Knowledge-based Text Analytics, tecnologia semantica, approcci statistici come machine learning e deep learning, unite all’elaborazione del linguaggio naturale), è stata recentemente presentata alla comunità scientifica all’ultimo HSSUES workshop (Hybrid Statistical Semantic Understanding and Emerging Semantics), che si è svolto nell’ambito dell’ISWC, l’evento di punta nel mondo del Semantic Web.

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L’arabismo occidentale

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

arabia sauditaCi appare persino fin troppo chiaro che abbiamo affrontato il problema arabo con il passo sbagliato perché abbiamo voluto in qualche modo affermare un primato occidentale nei confronti di quei popoli che pur avendo, come gli arabi del vicino oriente, risorse energetiche notevoli per far camminare la macchina industriale dell’occidente, avrebbero potuto gestire al meglio le proprie risorse e ricavarci benefici sostanziali per i popoli interessati. E’ subentrata quella anomalia, che cacciata dalla porta come il colonialismo è rientrata, come si sul dire, dalla finestra. E non solo. Sono proprio gli Stati Uniti, quelli che furono i più fieri oppositori del colonialismo praticato dagli europei nei confronti degli africani e degli asiatici, a rimettere in piedi questa vecchia e mai doma pratica sia pure ammantandola da logiche più tipicamente commerciali ed industriali. Si esportano le imprese per farle produrre con una manodopera a bassi costi e priva di oneri sociali. Si garantisce la tutela dell’ordine attraverso la presenza di governi fantoccio corrotti al punto giusto per trovare la loro convenienza a stare al gioco e a fare, all’occorrenza, il lavoro sporco per interposta persona come il perseguitare gli oppositori e stroncare le protese popolari con la violenza ed il genocidio. E su tutto e tutti prevale un primato ovvero quello di voler imporre con la forza l’interesse economico a vantaggio di pochi e non importa alcunché se a pagarne il prezzo più alto sono i soggetti più deboli ed i più emarginabili. Vecchi, bambini, donne e che vivono in aeree con povertà estrema perché prive di acqua, cibo ed assistenza sanitaria. E’ quello stesso popolo di disperati, si parla oggi di due milioni che premono alla frontiera libica per cercare dalle sue sponde di raggiungere l’Europa, che oggi l’Italia teme perché la considera una vera e propria “bomba demografica” e in un certo senso non ha torto, ma che il resto dell’Europa dei mercanti e dei mercenari guarda con indifferenza perché non è di frontiera.(Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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Cuba: turismo da primato

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 marzo 2017

cubaUndici milioni di abitanti, oltre quattro milioni di turisti nel 2016, con una crescita del 13 per cento rispetto all’anno precedente. Raddoppiate, in particolare, le presenze americane. Benvenuti a Cuba, isola dal fascino inesauribile dove il turismo costituisce, grazie ad un gettito di 2,65 miliardi di euro, la voce più importante dell’economia nazionale. Insieme alle rimesse degli emigranti, pari ad oltre tre miliardi di euro e alla celebre industria dei sigari, che fattura però “solo” 422 milioni di euro. Non a caso molti professionisti locali, dagli avvocati ai medici, preferiscono “convertirsi” al turismo e fare i camerieri o i tassisti.
Le recenti, per quanto timide, aperture politiche, sociali ed economiche del regime dell’Avana, suggellate dalle visite del Papa e di Obama, stanno calamitando delegazioni di imprenditori da tutto il mondo, soprattutto da Usa, Francia e Italia. Il governo guidato da Raúl Castro, che a quasi 86 anni ha annunciato le dimissioni per il prossimo anno, sta promuovendo le partnership con i privati per sfruttare le ulteriori potenzialità che la macchina turistica è in grado di assicurare. C’è consapevolezza che lo scarso afflusso di capitali stranieri sia uno dei principali problemi dell’economia cubana, caratterizzata da una forte importazione di beni e servizi.
Il viceministro del turismo Mayra Alvarez ha annunciato precisi impegni per migliorare e ampliare la ricettività, oggi ferma alle 70mila camere garantite dalle strutture alberghiere, integrate dalle circa 16mila delle casas particulares, le abitazioni private dove si permette ai turisti di pernottare a prezzi convenienti.
“Un piano governativo fissa l’esigenza di 53mila camere alberghiere da realizzare nei prossimi anni e un altro piano prevede 10mila ‘case di protocollo’ all’anno per dieci anni, cioè ville di 7-8 stanze per uso turistico – spiega Angelo Sollazzo, l’ex parlamentare socialista che con la sua Confederazione italiani nel mondo promuove tre missioni all’anno di imprenditori italiani a Cuba. “Da qualche anno si partecipa a gare pubbliche dal momento che hanno fatto il loro ingresso gli organismi internazionali, come la Bei – continua Sollazzo. “Gli imprenditori edili possono contare su manodopera locale qualificata, mentre in genere vengono dall’estero le maestranze, cioè geometri, capi cantiere e capi impiantistica. Ferro e cemento locali sono di qualità eccelsa, i manufatti vanno invece importati”.
cubaIl turismo è un comparto strategico per l’economia cubana, anche perché oggi fa da contraltare ad almeno tre fattori negativi: il primo è il crescente invecchiamento medio della popolazione, con un abitante su cinque che ha più di 60 anni (oltre due milioni di cubani) e un tasso di natalità crollato a 1,72 figli in media per donna, causa anche la fuga all’estero da parte di molti giovani; il secondo è la crisi dell’agricoltura, poco redditizia; il terzo è rappresentato dal collasso economico del Venezuela, principale partner commerciale con forniture di prezioso petrolio, circa 55mila barili al giorno, oggi in fase calante. Altre incertezze sono legate alla politica di Trump.
L’isola, paradiso dei Carabi, ha però numerose carte da giocare come meta agognata di turisti ormai da tutto il mondo. Oltre alle celebri spiagge, ai cohiba, i celebri sigari, c’è un immenso patrimonio naturale e culturale forte di ben undici siti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco, da L’Avana Vecchia con le sue fortificazioni a Trinidad, la città-museo dei Carabi e alla Valle de los Ingenions, dal castello di San Pedro de la Roca a Santiago alla Vinales Valley, dai Parchi nazionali di Granma e di Alejandro de Humboldt ai centri storici di Cienfuegos e Camaguey, dalle piantagioni di caffè nel sud-est alla tumba francesa, tipica danza locale.
Strettamente collegato alla ricettività c’è il settore agroalimentare. Cuba, con un’offerta di tipicità alimentari particolarmente esigua, guarda principalmente all’Italia. Tra le realtà che hanno aperto un ampio mercato a Cuba c’è il Consorzio del Chianti, che dal 2012 investe in promozione e da tre anni ha una partnership con i sigari Habanos. Cuba importa 500mila bottiglie di vino al mese, di cui oltre 50mila italiano (10mila di Chianti).
“Pasta, olio, vino, pomodoro e formaggi sono i generi più richiesti a noi italiani – conferma Domenico Mamone, presidente dell’Unsic, l’Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori che associa 80mila imprenditori agricoli in Italia, alla sua seconda missione a Cuba. “Qui il modus operandi è l’impresa mista tra imprenditoria locale e straniera, con la possibilità, per noi, non solo di esportare i prodotti rientranti nell’accordo, ma anche di gestire il progetto, il piano industriale e la gestione operativa. La tassazione massima è al 25 per cento e, grazie ad un accordo del 1990, non c’è doppia tassazione tra Italia e Cuba – conclude Mamone.
L’isola, tra l’altro, ha un invidiabile primato mondiale: ha il più alto tasso di alfabetizzazione, pari al 99,8 per cento della popolazione.

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Vittoria di Trump: I politici italiani stentano a rilasciare dichiarazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2016

grillo1A parte Grillo, con il suo intervento nel blog che da subito richiama l’attenzione dei suoi lettori sul voto statunitense e formula una riflessione sui fatti di casa nostra, gli altri big della politica nazionale sembrano reticenti a fare a caldo dei commenti. E’ che molti avevano scommesso sulla vittoria della Clinton e lo stesso Matteo Renzi si è esposto molto nel sostenere i democratici e la loro candidata Hillary Clinton. Ora, in perfetto stile di taluni politici italiani, si cerca di correre ai ripari facendo “buon viso” all’imprevisto determinato da questa vittoria. Mi ricorda in un certo senso la sorpresa avuta dai commentatori politici italiani dall’esito delle ultime politiche con il successo del Movimento 5 stelle. Da quel momento si è fatto di tutto, anche, se non soprattutto, giocando sporco per demolire la forza innovativa del movimento andando a cercare con il “lanternino” i possibili difetti, e dove non era attuabile, inventandoli di sana pianta. Ciò non vuol dire, ovviamente, che vi possa essere una certa sintonia tra cinque stelle e i repubblicani americani ma per significare che esiste un vento del cambiamento e mentre negli USA non hanno trovato di meglio che un Trump, in Italia, questa volta, è concretizzabile. Basta che gli elettori ne colgano la portata e il significato sostenendo l’impegno gravoso che si è assunto il movimento cinque stelle nell’intento di riparare ai tanti guasti provocati dal malgoverno del paese. Li hanno accusati di tutto, ma soprattutto d’ingenuità e d’incompetenza. Lo hanno fatto nel peggiore dei modi oscurando con la complicità di una parte cospicua dei media il magnifico lavoro condotto dai parlamentari del movimento, dallo sforzo di quanti di loro nelle amministrazioni locali hanno dovuto riparare i notevoli danni provocati da una politica dissennata, da sprechi del denaro pubblico e dalla corruzione imperante. E’ ora di aprire gli occhi e di renderci conto, tutti insieme, che non è più possibile un governo del paese che non sappia riconoscersi con il suo popolo, con i suoi bisogni e che non è più la stagione degli inciuci, degli annunci e che è importante ritrovare la coesione nazionale su posizioni più sicure, su donne e uomini che sappiano pensare in positivo per creare le basi per una società diversa, per produrre i giusti anticorpi, per sconfiggere il virus del malaffare, dei governi acquiescenti con i poteri forti e gli intrallazzi di ogni genere. E’ un discorso di rottura con il passato ed è questo il messaggio che deve passare e che Trump ha lasciato intravedere agli americani. In Italia sta solo a noi cogliere il significato profondo di questi mutamenti per conferire alla politica il suo primato e in primo luogo la sua vera natura che è quella di restituire alle parole il loro autentico significato quando parliamo di democrazia, di libertà e di giustizia. (Centro studi politici della Fidest)

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Rimborsi fiscali

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Lo Stato si conferma un pessimo e tardo pagatore. Le Amministrazioni finanziarie in Italia impiegano mediamente 14,1 anni per rimborsare le imposte, contro una media europea di 12 mesi.  E’ questa la sintesi della nuova inchiesta condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani, che sarà prossimamente pubblicata su “Contribuenti.it Magazine”. Secondo la classifica stilata da KRLS Network of Business Ethics, l’Italia si aggiudica il ‘primato mondiale’ per la lentezza nei rimborsi fiscali con 14,1 anni, seguita dalla Turchia (4,2 anni), dalla Grecia (3,8 anni), dalla Spagna (2,3 anni), dalla Francia (1,6 anni), dall’Inghilterra i (1,2), dalla Germania (0,8 anno), dall’Austria (0,4 anni), dagli Usa (0,2 anni) e dal Giappone (0,1).Tra i contribuenti maggiormente penalizzati in Italia dai mancati rimborsi fiscali f igurano quelli residenti nelle regioni del Sud: Campania al primo posto, seguita dalla Puglia e Calabria. A seguire Lazio, Liguria, Basilicata, Molise, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Valle d’Aosta, Toscana, Piemonte, Marche, Abruzzo, Sicilia, Trentino Alto Adige, Veneto e Lombardia. Non fa sconti a nessuno, neanche ai terremotati dell’Abruzzo. Fa impressione il tempo il attesa dei terremotati italiani, 12,8 anni, contro il mese di attesa dei terremotati giapponesi. Tutto questo accade perché le Amministrazioni finanziarie, dopo 11 anni, non ha ancora dato attuazione all’art. 8 dello Statuto del contribuente, in dispregio della Carta Costituzionale.”Per esigenze di cassa non si può sempre far leva sui rimborsi fiscali – afferma Vittorio Carlomagno, presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani – I fondi recuperati dalla lotta all’evasione fiscale debbono essere utilizzati per ripianare i debiti che lo Stato ha nei confronti dei contribuenti”. In attesa di seri provvedimenti, l’Associazione Contribuenti Italiani annuncia nel mese di maggio “Tea Parties” in tutta Italia, come in America, per promuovere una legge che impone alle Amministrazioni finanziarie di pagare entro 60 giorni, oltre i quali si applicano sanzioni ed interessi, gli stessi che applicano le esattorie ai contribuenti morosi. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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Amore: il primato della fede

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Editoriale. Di tanto in tanto ci giungono riflessioni sulla fede e sull’amore, sulla famiglia e sulla sua tenuta stigmatizzando quanti scelgono di divorziare. Si dice anche, e a ragione, che la fede è costruita sull’amore. Se dunque l’amore è il motore e l’anima della vita anche la fede espressione di religiosità ne è subordinata. Da qui facciamo discendere il nostro ragionamento su questo primato che prevale su ogni atto della nostra vita e per molti versi combacia con gli insegnamenti religiosi là dove dicono non rubare, non uccidere, ecc. Ma vi è qualcosa che li differenzia perché esiste un amore che è comunione e non solo fratellanza. San Francesco amava gli animali e le cose in quanto le considerava creature di Dio con uguale dignità rispetto ai suoi simili. Un amore trascendentale, un amore universale. Ma vi è una particolarità dell’amore dato dal sentimento che può attrarre due persone, spingerle a vivere in comune, a dividere lo stesso tetto, a procreare figli. Questo può diventare nel prosieguo un “amore a tempo”, un sentimento reversibile di cui dobbiamo responsabilmente prenderne atto e restarne conseguenti. E’ come una candela che si accende e ha una sua fine esaurendosi. La sua tenuta dipende da molteplici fattori. La bontà della cera, il suo uso prolungato o meno, ecc. Così potremmo trovarci al cospetto di due persone che pur conservando il loro concetto di amore universale hanno perso quello relativo. E’ giusto, ci chiediamo, pretendere che restino insieme non amandosi, ma a volte disprezzandosi, altre a farsi del male, altri ancora ad ignorarsi o a ricorrere ad amori mercenari o a rinunciare ad un amore che sentono più forte per un altro simile? Dovremmo dire, in questi casi, che occorre offrire a costoro un’altra opportunità non invadendo la loro sfera privata con i rigori di una professione di fede. A ben riflettere la non interferenza nei problemi di cuore ci permette di usare la ragione e l’intelletto per difendere proprio la crisi personale di un istituto matrimoniale di cui non solo le chiese ne difendono la validità ma lo è anche lo Stato nella sua laicità. Perché non diciamo al cospetto di un matrimonio che va in frantumi: non è stato un vero amore, offriamo a chi ha commesso un errore di valutazione l’opportunità di ricostruirlo ritrovando con altri attori il filone dell’amore smarrito. Dopo tutto non è una tragedia né dobbiamo farla ricadere sui figli. Se tutte le parti in causa si lasciassero senza strascichi traumatici non si correrebbe il rischio di una conflittualità permanente anche al di fuori del rapporto matrimoniale cessato con la separazione o il divorzio. In buona sostanza non si intacca l’universalità dell’amore ma solo la debolezza di un amore temporale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Finanziaria: aumentano le tasse locali

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2010

Le tasse locali cresceranno nel 2011 del 7,2% passando da 111,8 a 119,9 miliardi mentre quelle statali aumenteranno dello 3,6%. La studio, condotto da Krls Network of Business Ethics per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani sarà pubblicato nel prossimo numero del magazine “Contribuenti.it”. Napoli prima, Campobasso ultima, ma stavolta i contribuenti del capoluogo campano avrebbero fatto a meno di questo primato. È infatti Napoli, tra tutti i comuni capoluogo d’Italia, dove la pressione la pressione tributaria locale crescerà di più nel 2011. Ogni abitante del comune partenopeo verserà nel 2011 ai propri enti locali, imposte, tasse, tributi e addizionali varie per 2.612,20 euro contro una media nazionale di 1.790,30 euro anche se il capoluogo partenopeo è da ritenere fuori classifica, visto che tra le entrate tributarie comunali annovera la tassa rifiuti, che «falsa» la classifica: da sola incide per 569,20 euro contro la media nazionale di 264,50 euro.
Al secondo posto c’è Milano con 2505,00. Al terzo posto si trova Aosta con 2426,20 euro, al quarto posto Bologna con 2470,10 euro e al quinto Roma con 2469,80. All’ultimo posto, a livello nazionale, si trova Campobasso con soli 890,40 euro pro capite.
Nello studio, Krls Network of Business Ethics ha analizzato tutti i “balzelli” applicati dagli enti locali, intesi come sommatoria delle imposte versate dai contribuenti ai Comuni, Provincie e Regioni. Imposte che ciascun ente locale applica, per legge, ai propri residenti, sia persone fisiche che giuridiche. Per i Comuni sono state esaminate le principali fonte di gettito quali l’Ici, l’addizionale comunale Irpef, la Cosap e la tariffa rifiuti urbani. Per la Provincia, invece, l’imposta sulla Rc auto, l’addizionale sulla bolletta dell’Enel, la quota parte della Tar su e l’imposta di trascrizione. Per la Regione, infine, l’Irap, la compartecipazione all’Iva, all’addizionale regionale sull’Irpef e la compartecipazione sulle accise della benzina.  Nello studio di Contribuenti.it è emerso anche come avviene la ripartizione delle imposte tra gli enti locali: il 54,3% va alle Regioni, il 40,1% dei Comuni ed il rimanente 5,6% alle Province.  “Le ragioni di questa crescita – secondo Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – sono da ricercarsi principalmente nella assenza di un Garante per la sorveglianza dei tributi. Bisogna istituire al livello regionale presso Lo Sportello del Contribuente la figura di ‘Mister Fisco’. La Sua attività dovrà essere indirizzata verso tre filoni principali d’azione: la sorveglianza della tassazione degli enti locali, sia attraverso le segnalazioni dei cittadini sia attraverso una più stretta collaborazione con la Guardia di Finanza; il coordinamento e ed il confronto c on le altre istituzioni locali e nazionali nel contrasto all’evasione fiscale; il monitoraggio della tax compliance favorendo il dialogo tra le associazioni dei contribuenti, le amministrazioni finanziarie e gli agenti delle riscossione”. (Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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Palermo: anniversario di una vittoria

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2010

Nella giornata dedicata alle forze armate, che coincide anche con il 92° anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale (4 Novembre 1918), gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ricordano tutte le sofferenze, le tragedie e i danni morali e materiali provocati da quella Guerrra alla Sicilia, che pure era la “Regione” più lontana dal “Fronte” e dalle zone coinvolte più direttamente nel conflitto. Una guerra nella quale la Sicilia ebbe il più alto numero di morti: oltre cinquantamila. Su questo tragico “PRIMATO” l’FNS ha chiesto e continua a chiedere Verità e giustizia.  Non fu un caso, infatti, che le vittime più numerose di quella guerra fossero, in percentuale ed in assoluto, i Siciliani, seguiti dai Sardi e poi dai Meridionali. E non fu certamente casuale il fatto che le Regioni del Nord dalla Grande Guerra avessero tratto grossi profitti, concretizzatisi anche in forniture per le Forze Armate, in potenziamento delle INDUSTRIE esistenti e nella realizzazione di nuovi impianti industriali. Detto questo, gli Indipendentisti Fns colgono l’occasione per esternare la loro stima, l’ammirazione e la solidarietà per i numerosi Siciliani che oggi prestano servizio militare ovunque ve ne sia bisogno ed, in particolare, nei Paesi a rischio, nei quali svolgono le missioni di Pace sotto l’ègida dell’ONU. Senza nulla togliere ai colleghi di altre realtà geo-politiche, ci sia consentito di sottolineare che i “nostri” Soldati lavorano consapevoli di compiere il loro dovere, con senso di responsabilità; con sentimenti di solidarietà e di amicizia; con l’obiettivo di prevenire o di fermare le violenze, i genocidi i massacri, il dilagare del terrorismo e/o, addirittura, le guerre interne ed esterne ai territori nei quali, di volta in volta, vengono “comandati”. E sono, questi, i valori ed i sentimenti che definiscono e caratterizzano l’identità Nazionale del Popolo Siciliano. Anche a prescindere dai programmi dell’ONU o dei Governi che si sono succeduti in Italia negli ultimi decenni. E a prescindere anche dalla mancanza di lavoro in Sicilia.

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L’Italia vince il mondiale…di barbeque

Posted by fidest press agency su sabato, 7 agosto 2010

Con una costata accompagnata dal fois gras, tartufo nero di  Norcia, mele, patate al timo e un tocco di Moscato conquista il gradino più alto del podio una coppia veneta. Di certo anche l’eleganza ha fatto la sua parte: Bolzonella e Bonaventura si sono presentati con una mise che ha conquistato il pubblico. Frac, bermuda e tanta simpatia, questo il valore aggiunto a un piatto a cui vanno i complimenti della giuria. E se l’Italia ai Mondiali di Calcio ha deluso, al barbeque è riuscita a riconfermare il primato, nonostante l’agguerrita concorrenza. Ieri sera la spiaggia di Caorle era tutta “un fuoco”: 20 mila gli spettatori che hanno assistito alla manifestazione promossa dalla Regione del Veneto. Presidente di giuria “onorario” Luca Zaia, Governatore del Veneto e grande sostenitore di Griglie Roventi fin dalla prima edizione. 130 coppie di cuochi non professionisti si sono sfidati alla griglia in uno show che attrae ogni anno sempre più spettatori.  Al secondo posto trionfa la coppia svizzera (Kaya Akyol e Willy Buchser) con una costata accompagnata da insalata di patate, melanzane, peperoni e spezie “speciali” svizzere. Franco Armani e Fabio Castellani hanno invece preparato una costata di manzo al “segreto del mare”, mattonelle di Pearà rivisitata, ciliegie concassè in fiamma di tartufo.  Maglia nera bruciacchiata agli ultimi classificati Christian Grigoletti e Dennis Dalla Torre: ma, come dice Pantani, “quando si tocca il fondo, non si può che risalire”. A vincere, prima di tutto, è stato il Made in Veneto: carne bovina certificata, vino DOC, noci Lara del Piave e birra bellunese sono state grandi protagoniste dell’iniziativa. La manifestazione, alla quinta edizione e promossa dalla Regione Veneto, dal Consorzio Veneto Orientale, dal Consorzio Belle Dolomiti e dal Consorzio Asiago 7 Comuni, rappresenta un’importante vetrina per far conoscere le bellezze del territorio e i prodotti tipici. (panoramica, podio)

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Google: primato nelle ricerche americane

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2010

Google rinforza la sua leadership nel mercato delle ricerche web americano. Secondo le rilevazioni Experian, che effettua un monitoraggio quotidiano della rete attraverso il servizio Hitwise Search Engine Analysis Tool, Google ad aprile ha totalizzato il 71,4% delle ricerche web effettuate negli Stati Uniti, crescendo ulteriormente rispetto al dato di marzo (69,9%). Rimangono invece stabili le performance di Yahoo! Search (dal 15% di marzo al 14,9% di aprile) e di Bing (da 9,6% a 9,4%), che mantengono comunque, pur senza insidiare Google, una buona fetta di mercato. A crollare è stato invece Ask.com, che ha perso in un solo mese ben il 37% delle visite, passando dal 3,4% di marzo al 2,1% di aprile, mentre gli altri 78 motori di ricerca censiti da Experian non superano complessivamente il 2% delle ricerche.
Experian (Experian Plc) è leader mondiale nei servizi informativi per la prevenzione dei rischi di credito e di frode, il marketing  e la protezione dei dati di aziende e consumatori. E’ quotata alla Borsa di Londra (EXPN), ove concorre all’indice FTSE-100, espresso dai 100 titoli azionari più importanti.  Ha sede a Dublino (Irlanda) e le principali direzioni operative sono  a Costa Mesa (California, USA) , Nottingham (GB) e San Paolo (Brasile). Conta circa 15.000 addetti in 40 paesi per una clientela estesa a più di 90 paesi, con un fatturato annuo che supera i 3,9 miliardi di dollari. In Italia, opera dal 1995; ha sede a Roma, e filiali a Milano e Pontedera (PI)

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Roma: Primato di buche stradali

Posted by fidest press agency su sabato, 1 maggio 2010

“L’amministrazione comunale guidata da Alemanno che oggi festeggia due anni di mandato, dovrebbe occuparsi della viabilità con un piano strategico migliore, che rassicuri e restituisca al cittadino romano un’immagine da cartolina”. Questa l’opinione di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, in merito alle buche stradali di cui è costellata la città e ben visibili ai cittadini capitolini. Un’emergenza che, secondo le promesse del Campidoglio, dovrebbe essere presto risolta. Infatti, a due anni dal suo mandato Alemanno ha annunciato un piano straordinario da 50 milioni di euro.  Soldà si  domanda: “Come saranno investiti questi soldi chi supervisionerà il risultato dei lavori?”. Questi i quesiti abbastanza dibattuti, data la qualità della manutenzione sui 5500 chilometri di viabilità comunale. Guardrail fatiscenti, curve della morte, incroci rischiosi, segnaletica incompleta e per concludere le famose buche e crepe nell’asfalto. Questo è l’attuale quadro della viabilità pericolosa messo in evidenza dall’Ania, l’associazione delle società di assicurazione, battezzata sotto il nome ‘mappa dei black point’. Nella mappa dell’Ania, che è stata realizzata grazie al contributo dei cittadini della Capitale, le buche costituiscono la maggior parte dei pericoli. Erano 215 nel 2009, sono 243 oggi. Una stima che rende la Capitale una delle città più pericolose del Paese, quinta classificata secondo i dati censiti dall’Ania, in un elenco che vede prima Napoli e ultima  Ferrara. “La giunta attuale – l’esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro  – non deve soltanto fare demagogia, ma piuttosto deve rendere questa città più vivibile e sicura dal punto di vista della viabilità”.

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Ue: gli aiuti diminuiscono e aumenta la povertà

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2010

I dati sull’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) nel 2009, pubblicati dal Comitato di Aiuto allo Sviluppo (DAC) dell’OCSE, dipingono purtroppo un quadro leggermente diverso. Nel 2009 l’Italia ha stanziato solo un magro 0,16% del Pil. Solo la Corea, il più giovane paese membro del DAC, i cui dati sono stati registrati per la prima volta nei rapporti ufficiali del DAC, ha elargito meno dell’Italia. Ad oggi, solo 5 Paesi donatori – Svezia, Norvegia, Lussemburgo, Danimarca e Olanda – sono riusciti a raggiungere o superare l’Obiettivo delle Nazioni Unite di destinare lo 0,7% del PIL in Aiuti. Gli Stati Uniti rimangono, in termini assoluti, i maggiori donatori al mondo, tuttavia, nel 2009 hanno passato il primato dell’essere, in termini relativi, i donatori meno generosi al mondo, all’Italia. L’impegno dei paesi donatori varia considerevolmente: dove la Svezia elargisce l’1,12 % del PIL, l’Italia  sborsa solo un magro 0,16%. Solo la Corea ha elargito meno dell’Italia.
In un anno caratterizzato da una severa crisi economica l’APS, ritenuto lo strumento essenziale per contrastare la povertà, ha ristagnato. Contrariamente ai ripetuti impegni assunti per aumentare gli aiuti,  l’APS dell’Unione Europea (UE) è diminuito. Ad un anno dalla scadenza, l’UE si allontana sempre più dall’obiettivo comune di destinare lo 0.56% del PIL entro il 2010 e l’Italia, con il suo 0,16% del PIL, è fra i maggiori responsabili del mancato raggiungimento di questo obiettivo comune. Nel 2009, i 23 Paesi donatori del DAC hanno sborsato 119.6 miliardi di dollari (USD) rispetto ai 122.3 miliardi di dollari del 2008. In termini reali, l’APS registra un incremento dello 0.7% rispetto al 2008. Ciò significa che i Donatori non hanno fatto alcun progresso reale nel perseguimento dell’ormai quarantennale Obiettivo delle Nazioni Unite di destinare lo 0,7% del Pil in Aiuti. I dati forniti dal DAC rendono evidente che il 2009 non è stato un anno positivo per gli Aiuti in generale e per gli aiuti Italiani in particolare. E’ dunque urgente e necessario che l’Italia mantenga gli impegni presi e adotti un piano di riallineamento vincolante per il raggiungimento dell’obiettivo dello 0,7% del Pil entro il 2015. Il CINI auspica che ciò avvenga in tempi brevi anche in vista del vertice ONU sugli Obiettivi del Millennio che si terrà a New York in settembre. Oltre alla credibilità del nostro Paese è in gioco il destino di milioni di persone.

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Primato dei suicidi in carcere

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Luigi Manconi, presidente di A Buon Diritto dichiara:   “18 o forse 19 morti suicidi in tre mesi e mezzo: se questo ritmo continuasse – e sappiamo che è destinato, piuttosto, ad aumentare – alla fine del 2010 si sarà raggiunto un numero di persone che si sono tolte la vita in galera come mai in passato. E si tratta del più alto tasso di suicidi in carcere rispetto a tutti gli altri paesi europei. Questi eventi straordinari sono ormai drammaticamente ordinari: ed è, appunto, normale che così accada in un carcere sempre più sovraffollato, malsano, incivile. Di fronte a un simile scandalo, che grida vendetta davanti a Dio e agli uomini, l’opinione pubblica sembra turbata, i mass media mostrano un qualche interesse, i sindacati della polizia penitenziaria, insorgono. Rimangono imperturbabili, chiusi in un olimpico e sereno distacco, due persone che, pure, di quella situazione hanno una qualche responsabilità: il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Franco Ionta. Indaffarati a progettare un “piano carceri”, puntualmente rinviato mese dopo mese, e opportunamente secretato negli snodi cruciali (quelli degli appalti), Alfano e Ionta dimenticano che dentro quelle carceri sono reclusi uomini in carne e ossa.”

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Concerto Orchestra universitaria di Pavia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

Sabato 5 dicembre 2009, alle ore 21.00 presso la Basilica di San Michele in Pavia, nuovo importante appuntamento con la Camerata de’Bardi, l’Orchestra Universitaria di Pavia.  Il concerto-evento celebra il ventennale di fondazione dell’Orchestra. La Camerata, attualmente diretta da Nicola Bisson, nasce infatti nel 1989, dall’idea di un gruppo di allora studenti del Collegio Universitario L.Valla; tra di essi Luca Bardi, cui l’Orchestra deve il proprio nome. Negli anni la formazione si amplia, acquisendo una propria identità nel panorama nazionale ma anche internazionale, con numerose trasferte in diversi paesi europei.  Venti anni di ininterrotta attività sono un traguardo non così consueto, anche considerando le formazioni professionistiche. Ma la Camerata vanta un altro importante primato: la propria natura di Orchestra Universitaria. I componenti infatti sono per lo più studenti ed ex-studenti dell’Ateneo Pavese, che hanno tuttavia integrato il tradizionale percorso accademico con studi musicali presso i Conservatori di Musica. Proprio questa duplice formazione, tratto fondante e distinitivo, rende la Camerata de’ Bardi un esempio raro in Italia, allineando da questo punto di vista la realtà dell’Ateneo pavese a quelle di altri paesi europei, in cui le orchestre universitarie sono formazioni ben consolidate.  Il Prof Angiolino Stella, magnifico rettore dell’Ateneo pavese, e il Prof Guglielmo Cajani, rettore del Collegio Valla sono i Presidenti della Camerata de’Bardi. L’Università di Pavia ha scelto l’Orchestra per arricchire con la musica alcuni momenti salienti della vita Accademica, quali l’Inaugurazione dell’Anno Accademico e le Cerimonie di conferimento delle Lauree Honoris Causa. L’intimo rapporto con l’Università si fonda inoltre sulla collaborazione con altre realtà accademiche, studentesche e non: formazioni corali, gruppi teatrali, varie associazioni universitarie, in campo nazionale e internazionale. (Marco Caminati)

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Gli italiani sono i più “casanova”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2009

Secondo l’indagine* di Hotels.com realizzata al termine di questa stagione estiva gli italiani si dimostrano in assoluto i “playboy” d’Europa: ben il 79% degli intervistati ammette di aver avuto flirt estivi e al 48% è successo più di una volta nella vita.  Al secondo posto della classifica dei seduttori da vacanza troviamo gli Spagnoli, il 76% dei quali ha avuto flirt estivi. Medaglia di bronzo ai Francesi (69%), seguono pari merito Norvegia e Danimarca (66%) e Svezia (63%). Fanalino di coda gli Inglesi (60%). Dall’analisi dei dati, ottenuti da interviste raccolte in 7 Paesi europei, emerge un altro primato italiano: il 32% dei nostri connazionali parte per le vacanze estive proprio per fare conquiste. Risulta però evidente anche l’aspetto romantico del “flirt italian style”: la maggior parte degli intervistati infatti “è in cerca dell’amore e sarebbe felice se la relazione durasse anche dopo l’estate” e oltre il 61% non ha mai avuto più di una storia durante la stessa vacanza. I Francesi invece si dimostrano i più “frenetici”: il 24% dei cugini d’Oltralpe ha avuto più di una storia durante la stessa vacanza. Cosa succede quando si chiudono le valigie e si ritorna a casa dopo l’estate? Il 46% degli italiani ha continuato per un po’ la relazione, che poi si è conclusa. Ma gli italiani, insieme agli spagnoli, si dimostrano i più intenzionati a continuare la storia: quasi uno su dieci ha ancora una relazione o è sposato con la persona incontrata in vacanza. Infine, oltre l’81% degli italiani afferma di “non aver mai mentito sul proprio numero di telefono, indirizzo di casa o dell’hotel in cui alloggiava per evitare futuri contatti con il flirt” e l’85% “non ha mai mentito sulla propria situazione sentimentale in vacanza per avere un’avventura”. Da questo punto di vista i Danesi sono i più onesti: solo il 4% ha mentito sulla propria situazione sentimentale per agevolare le “conquiste”, il 18% dei Francesi ha invece “bluffato” nascondendo di essere sentimentalmente già impegnato.

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Capire l’Islam

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2009

Di ogni khutbah, Al-Minbar dà il nome dell’imam che l’ha pronunciata. E del luogo. Le più autorevoli sono quelle delle tre città sacre, nell’ordine La Mecca, Medina e Gerusalemme, e delle moschee prime per antichità: della Kaaba alla Mecca e di Al Aqsa a Gerusalemme, sopra la città vecchia. Il sacro primato di questi luoghi è richiamato di continuo ed è esso stesso un messaggio politico. Lo Stato d’Israele è definito inaccettabile per principio: ricade in quella terra sacra «che ha uno statuto speciale tra le terre musulmane e che oggi comprende la Palestina, la Siria, il Libano, la Giordania, e parti dell’Arabia Saudita e dell’Iraq».Il falso antisemita intitolato “Protocolli dei savi di Sion”, dato per autentico, è citato a prova del disegno ebraico d’impadronirsi del mondo. In combutta con la massoneria, ma più ancora «con le benedizioni dei cristiani e dell’Occidente», nonché delle Nazioni Unite e di quei «musulmani solo di nome, ciechi» che confidano nei processi di pace israelo-palestinesi senza vedere che essi sono «soltanto una variante del piano sionista di dominio universale». Tutto congiura contro le nazioni islamiche, sotto ogni cielo: «le repubbliche musulmane dell’ex Unione Sovietica possedevano le armi nucleari, ma l’Occidente gliele ha strappate per darle ai cristiani ortodossi russi». Tutta la lode va invece ai «martiri» musulmani, ovvero ai terroristi suicidi, mai però designati così. Sono loro i «benedetti», mentre «veri terroristi» sono definiti gli ebrei. Il loro martirio «è il miglior sentiero per il paradiso». Là ciascuno di essi, «come dice il Profeta, avrà settantadue fanciulle e potrà intercedere per settanta suoi famigliari che altrimenti sarebbero destinati all’inferno».

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Il Guinness World a Stefano Venneri

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2009

stefanoAncora una certificazione per i primati di Stefano Venneri, il Guinness World di Londra ha confermato la certificazione con una mail , in mattina la conferma a giorni riceverà il certificato dopo quello delle 126 ore e 135 ore radiofoniche, dei 865 abbracci, ecco un nuovo riconoscimento. Questo primato era stato ideato dallo stesso Dj, riconosciuto quale nuovo record dal Guinness, era stata inviata una linea guida dura 15 minuti a Testa in Giù. A Gennaio provo’ sotto la neve l’esperienza al Rugby Club e riusci’ a salire in alto, poi il 18 aprile sotto la pioggia restò quasi 20 minuti a fare il dj al contrario appeso ad una gru. In quel tentativo determinante fu l’aiuto di tutti con strutture , gru e impianti audio. Ora manca solo l’ultima ufficializzazione, delle 183 ore… per entrare nella Storia quale primo Italiano con più Record Mondiali ! (stefano)

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Nuovo istituto di credito

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2009

Napoli 29 giugno presso l’Hotel delle Terme di Agnano alle ore 9.30 si costituisce il nuovo istituto di credito popolare “Banca Popolare del Mediterraneo”. (conferenza stampa alle ore 12) E’ prevista la partecipazione di 1100 soci fondatori che daranno vita alla Banca nella forma della s.c.p.a.  “Si tratta del primo istituto costituito con le caratteristiche della pubblica sottoscrizione – spiega Gennaro Fusco presidente del Comitato Promotore e del futuro consiglio di amministrazione della banca – Possiamo vantare un altro primato ed è quello di aver scelto di non blindare l’assemblea, ma di convocare tutti i soci fondatori grazie ai quali è stato possibile concretizzare questa iniziativa voluta da professionisti e imprenditori napoletani e campani, ma anche del Veneto, della Lombardia, del Lazio e della Toscana. Sono 1100 i soci che hanno diritto a partecipare alla costituzione e per questo abbiamo scelto una location che potesse ospitarli in una giornata che credo sarà particolarmente significativa sia perché corona gli sforzi dei promotori che hanno creduto nel progetto e l’hanno sostenuto, sia perché sarà una grande occasione di socializzazione fra tutti quanti i fondatori che rappresentano l’anima del nuovo istituto bancario”. Con circa 12milioni di euro raccolti, la Banca Popolare del Mediterraneo si candida a svolgere un ruolo nuovo nel sistema socio-economico della regione: “I nostri riferimenti sono ovviamente le imprese, soprattutto il sistema delle PMI che aspirano a un rapporto più diretto con la propria banca, più attento a conoscerne ed apprezzarne la storia imprenditoriale e la voglia di intraprendere, di essere protagonista non solo sul territorio ma anche nei processi di internazionalizzazione. Non a caso guardiamo con straordinario interesse al nuovo mercato mediterraneo come a un’opportunità per il nostro sistema produttivo – evidenzia Fusco – Grande attenzione intendiamo riservarla anche alle imprese che innovano, che guardano al mercato delle nuove energie e a quelle alternative, all’innovazione tecnologica, per modernizzare e rendere sempre più competitiva l’impresa senza perdere di vista la tutela dell’ambiente e la qualità della vita. Quindi sviluppo all’insegno della sostenibilità inteso quale valore economico dell’impresa. Infine intendiamo studiare e sostenere nuove idee e progetti d’impresa, soprattutto di giovani talenti, e riserveremo grande attenzione in generale al mondo associazionistico e in particolare dei consumatori”. Il CdA della Banca sarà così composto: Presidente: Gennaro Fusco (commercialista) V. Presidente: Vincenzo La Cava (commercialista) Tesoriere: Stefano Luise (imprenditore) Consiglieri:  Giuseppe Vassallo (presidente della Banca di Credito Salernitano) Francesco Di Fiore (imprenditore) Giovanni Castellano (avvocato) Fulvio Luise (imprenditore) Vincenzo Polisi (avvocato) Salvatore Belfiore (ingegnere)  Collegio dei Revisori  Presidente:  Giovanni Esposito Sindaci Effettivi:  Antonio Minervini Vincenzo Barrela Sindaci Supplenti: Ernesto Izzo Francesco Rea  Società di Revisione:  Price  Probi Viri:  Presidente:  Maurizio Pimpinella Componenti: Domenico De Crescenzo Antonio Perrella Paolo Stravino Salvatore Aceto di Capriglia

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Unicam conferma il primato tra i piccoli atenei

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2009

L’Università di Camerino si conferma per il sesto anno consecutivo al primo posto tra i piccoli Atenei (Università italiane fino a 10.000 iscritti) secondo la classifica stilata dal Censis per Repubblica.La classifica sarà pubblicata in maniera completa e dettagliata all’interno della Grande Guida dell’Università, che sarà in edicola dal prossimo 30 giugno.  Sul podio Unicam è seguita dagli Atenei della Basilicata e del Piemonte Orientale.  “In attesa di conoscere il punteggio complessivo ed il dettaglio delle voci che sono state oggetto della valutazione, posso comunque affermare – sottolinea il Rettore professor Fulvio Esposito – che il risultato ottenuto è la conferma che il nostro ateneo si impegna fortemente per mantenere un’alta qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti. Senza dubbio le valutazioni effettuate dal Censis e le classifiche che ne conseguono saranno un’ottima guida per tutti coloro che dovranno decidere il proprio percorso universitario.”

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