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Assalzoo: prezzi materie prime, previsioni in salita per tutto il 2021

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

Non si arresta la tendenza all’aumento dei prezzi delle materie prime agricole iniziata lo scorso anno. Anche nei primi tre mesi del 2021 la FAO ha rilevato un incremento delle quotazioni delle commodity tra cui i cereali (+27,8%). Le previsioni sembrano confermare il trend per tutto l’anno in corso, uno scenario che accentua gli squilibri sul mercato internazionale e che potrebbe avere effetti dirompenti sul già fragile assetto del settore agro-zootecnico-alimentare italiano. Il rialzo dei prezzi dei cereali e della soia quotati in Italia è stato costante a partire dall’autunno del 2020 interessando anche il primo trimestre del 2021. Il mais ha toccato quota 230 euro/t, un valore vicino al record del 2011. La soia ha addirittura superato il picco da quindici anni a questa parte: sono stati ampiamente superati i 600 euro/t. Viste queste premesse non si esclude il rischio che le spinte verso l’alto dei prezzi proseguano anche nel 2022. Un contesto del genere non può che esercitare una pressione sul settore mangimistico e su quello zootecnico ai limiti della sostenibilità economica. Il settore già vive uno stato di sofferenza in quanto il nostro Paese – com’è noto – è in forte deficit produttivo, dipendendo dall’estero per il 60% del proprio fabbisogno di cereali e semi oleosi. È quindi giunto il momento che il Governo italiano affronti con decisione, anche con un intervento normativo, la questione della produzione e degli approvvigionamenti agricoli che vede l’Italia esposta alla volatilità dei prezzi dei mercati internazionali. L’obiettivo resta sempre quello della tutela del settore primario, anche attraverso la promozione di strategie di filiera che garantiscano tutti i soggetti in campo.

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Migliorare l’approvvigionamento europeo di materie prime

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2021

Il piano d’azione sulle materie prime critiche presentato dalla Commissione europea nel settembre scorso è oggetto di un parere che sarà discusso dai leader locali e regionali il 18 marzo durante la sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni (CdR). Molte industrie chiave europee, in particolare quelle che impiegano tecnologie orientate al futuro, dipendono fortemente dalle materie prime “critiche”, la maggior parte delle quali sono importate da paesi terzi. Nel parere elaborato da Isolde Ries (DE/PSE), prima vicepresidente del parlamento regionale del Saarland, si sottolinea la necessità di affrontare la questione dell’eccessiva dipendenza dell’UE da paesi non europei promuovendo un uso circolare delle risorse, migliorando il riciclaggio e le catene di approvvigionamento e ampliando l’estrazione di materie prime critiche all’interno dell’Unione europea. Nel parere, inoltre, si sottolinea che gli enti locali e regionali devono svolgere un ruolo fondamentale nella salvaguardia dell’approvvigionamento futuro di tali materie prime.La Commissione europea definisce “critiche” le materie prime di cruciale importanza economica che non possono essere ottenute in modo affidabile e sostenibile all’interno dell’Unione europea (UE). Su scala globale, meno del 5% delle materie critiche viene estratto o prodotto nell’UE, mentre le industrie europee assorbono il 20% circa del consumo mondiale di tali risorse. Un approvvigionamento sicuro e affidabile di materie prime critiche è di vitale importanza per settori cruciali dell’economia europea come quelli automobilistico, siderurgico e sanitario, nei quali lavorano milioni di cittadini europei. L’UE dipende in particolare dalle importazioni delle materie prime critiche che sono componenti essenziali delle tecnologie orientate al futuro, come le batterie o gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, che contribuiscono a trainare la transizione verde in Europa. Si prevede che, nei prossimi decenni, la domanda di tali risorse continuerà ad aumentare drasticamente.La relatrice del parere del CdR Isolde Ries (DE/PSE) , prima vicepresidente del parlamento regionale del Saarland, ha dichiarato che ” le economie moderne come quella europea, contraddistinte da lunghe catene del valore, non possono funzionare senza un approvvigionamento di materie prime sicuro, competitivo e rispettoso dell’ambiente . Dobbiamo pertanto garantire l’accesso dell’UE alle materie prime critiche, facendo leva sull’uso efficiente delle risorse, su prodotti sostenibili e sull’innovazione. Un approvvigionamento di tali materie prime sicuro e affidabile, nonché più responsabile sul piano ambientale e sociale, è di vitale importanza non solo per le industrie europee e i milioni di posti di lavoro che da esse dipendono, ma anche per il buon esito dell’attuazione del Green Deal europeo.” Nel parere, si sottolinea che gli enti locali e regionali, in quanto direttamente responsabili dell’approvazione e supervisione dei progetti industriali che comportano l’uso o l’estrazione di materie prime critiche all’interno dell’UE, devono svolgere un ruolo fondamentale nella salvaguardia dell’approvvigionamento futuro di materie prime critiche; e si invoca altresì un rafforzamento sostanziale delle capacità di riciclaggio all’interno dell’Unione. Inoltre, occorre diversificare le forniture di materie prime critiche provenienti da paesi terzi e, per ridurre la dipendenza dell’UE da tali importazioni, sostenere – tanto sul piano politico quanto su quello finanziario – l’estrazione di materie prime critiche all’interno degli Stati membri. Questo punto assume particolare rilievo per le regioni europee che sono state o sono tuttora regioni minerarie, le quali dovrebbero valutare le eventuali opportunità di estrazione di materie prime nel loro territorio. Infine, il CdR accoglie con favore l’annuncio – effettuato dalla Commissione parallelamente a quello del piano d’azione – di un’ Alleanza europea per le materie prime aperta a tutte le parti interessate, comprese le regioni.

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Regions Bank Reduces its Prime Lending Rate

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Regions Bank today announced it is reducing the Regions prime lending rate to 4.75% from 5.00%, effective Thursday, Oct. 31.
Regions Financial Corporation (NYSE:RF), with $128 billion in assets, is a member of the S&P 500 Index and is one of the nation’s largest full-service providers of consumer and commercial banking, wealth management, and mortgage products and services. Regions serves customers across the South, Midwest and Texas, and through its subsidiary, Regions Bank, operates approximately 1,500 banking offices and 2,000 ATMs. Regions Bank is an Equal Housing Lender and Member FDIC. Additional information about Regions and its full line of products and services can be found at http://www.regions.com.

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