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Arcangelo: Kenya – Masai

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2010

Bologna fino al 27/11/2010 Via D’Azeglio 55, Otto Gallery Arte Contemporanea. A distanza di quattro anni dall’ultima personale a Bologna, la OTTO Gallery presenta una nuova mostra di Arcangelo, dal titolo “Kenya – Masai”. È la testimonianza di un viaggio fatto da Arcangelo qualche tempo fa, un ricordo traslato su tela di emozioni scaturite dal contatto con la natura africana che puo’ essere definita primigenia. L’artista campano, infatti, porta un eco di un viaggio interiore, e non solo, compiuto tra le tradizioni ancestrali della cultura Masai del Kenya.  Dai primi rimandi alle terre africane degli anni Novanta, in questo ciclo i colori diventano piu’ vividi e accesi: lo spettro cromatico, infatti, si arricchisce e gli azzurri intensi, i gialli vivi, l’ocra e il verde propri delle terre africane, la fanno da padrone mettendosi in primo piano tra le figure degli animali tipici della regione keniana.
La natura primigenia ed essenziale tanto amata dall’artista, e’ quindi il soggetto di un mondo antico proprio di certe società tribali remote che l’artista accosta alla cultura occidentale grazie appunto alla scrittura che campeggia ai lati dei dipinti e funge da postilla della stessa rappresentazione. (arcangelo)

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Una lontananza che ci avvicina

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2009

I media rendono sempre più vicine le grandi distanze. In questo modo possiamo, quasi in tempo reale, avvertire la sofferenza di un popolo a fronte di eventi calamitosi naturali e per le violenze praticate dai propri simili. Ma è anche una responsabilità che ci assumiamo allorché la nostra attenzione non è conseguente e lasciamo che la solidarietà per le sofferenze altrui restino un sentimento formale. Ma sia chiaro: non è tanto un atto di pietà nel donare un abito dismesso o un obolo che costituiscono i fondamenti per una compensazione all’altrui disagio. Occorrono atti più concreti e duraturi. E’ necessario operare concretamente la pietà convertita in solidarietà, in partecipazione attiva e non solo tra poveri ma anche se non soprattutto tra coloro che vivono del superfluo e ne fanno titolo di primato sociale e di arroganza di potere. Se nell’essere umano non facciamo prevalere queste condizioni è difficile che il male possa essere debellato o le sofferenza, da un evento calamitoso naturale, possano incontrare un nuovo afflato di solidarietà umana. E’ questo ciò che vogliono gli spiriti liberi ed amanti della giustizia. E’ questo ciò che si chiede a quel popolo che riversa nella preghiera il suo appello spirituale alla concordia e alla fraternità. E’ questa la sola risposta per ritrovarci più buoni, ma soprattutto nel ridare al concetto di giustizia la sua valenza primigenia, la sua carica di valori e di ispirazioni verso il bene come il primato stesso della Fede.

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