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Posts Tagged ‘primo levi’

Premio speciale “InediTO RitrovaTO“ a Primo Levi

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 maggio 2021

Giovedì 6 maggio ore 18:00 in diretta streaming dalla pagina Facebook del Premio InediTO – Colline di Torino (organizzato dall’Associazione culturale Il Camaleonte di Chieri e giunto al prestigioso traguardo della ventesima edizione), l’attribuzione del premio speciale “InediTO RitrovaTO” a Primo Levi, in collaborazione con l’ITIS Pininfarina di Moncalieri e con il sostegno della Fondazione CRT e la Camera di Commercio di Torino. Il riconoscimento sarà assegnato al testo inedito intitolato Scrivo perché sono un chimico che Primo Levi avrebbe dovuto leggere a una conferenza negli Stati Uniti nel 1985 cui non partecipò, in cui spiegava le ragioni che l’hanno indotto, dopo il pensionamento avvenuto nel 1975 dal lavoro di chimico presso la Siva Vernici di Settimo Torinese (dove si sarebbe dovuta svolgere nel 2020 l’iniziativa), a dedicarsi a tempo pieno all’attività di scrittore, con l’apertura ai nuovi temi contemporanei legati all’astrofisica, nuove tecnologie, informatica, che auspicava per la letteratura. Levi è un autore sempre di più amato e apprezzato oltre che dalla critica anche dai lettori, non solo quale testimone di orrori come l’Olocausto ma come uno dei più grandi scrittori del Novecento. In particolare, il tema del rapporto tra storia, esperienza, testimonianza e scrittura trova nella sua produzione una sintesi perfetta da scoprire. Poiché il testo è stato solo pubblicato sulla rivista «Granta» nel 1986 e su «La Stampa» nel 2019 (non integralmente), il premio potrà essere attribuito in quanto il regolamento del concorso dedicato alle opere inedite prevede che possano essere state pubblicate su portali, siti e blog online, social network, giornali, riviste, antologie.L’evento, ideato dal concorso che ha premiato in tutti questi anni centinaia di autori affermati ed esordienti alla ricerca di nuovi talenti, provenienti da tutta Italia e dall’Estero, sostenendoli e accompagnandoli verso il mondo dell’editoria e dello spettacolo, si svolgerà in collegamento dall’ITIS Pininfarina di Moncalieri, uno dei migliori istituti tecnici industriali statali, attraverso un dibattito sulla relazione tra scienza e letteratura moderato da Valerio Vigliaturo (direttore del premio nonché docente presso l’istituto), cui parteciperanno i colleghi Paolo Grosso, Maurizio Piendibene, Davide Bolla, e Miriam Zizzo, docenti delle materie umanistiche e scientifiche.«Dobbiamo stimolare in loro il pensiero divergente […] Dobbiamo fare in modo che i nostri ingegneri e architetti abbiano capacità umanistiche e senso critico» ha dichiarato Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino, nel suo intervento indirizzato agli studenti in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico 2021. Partendo da queste sorprendenti dichiarazioni di apertura culturale e pedagogica, interverranno durante la diretta la dirigente l’ITIS Pininfarina, Lionella Favretto, l’assessore alla cultura, biblioteca e pari opportunità della Città di Moncalieri, Laura Pompeo (tra le città che sostengono il premio), l’ex assessore alla cultura della Regione, Giampiero Leo, membro del Consiglio d’Indirizzo della Fondazione CRT, e Guido Bolatto, segretario della Camera di Commercio di Torino. Al termine della discussione si terrà l’attribuzione del premio speciale in collegamento con il Teatro BellARTE di Torino della compagnia Tedacà (partner del premio attraverso la lettura scenica delle opere premiate ala concorso, che da anni inoltre realizza laboratori teatrali nell’istituto), attraverso la lettura sonorizzata del testo di Levi a cura dell’attore Andrea Fazzari, sonorizzata da Elio D’Alessandro, per la regia del direttore artistico Simone Schinocca. Sulla scia delle premiazioni del concorso che si svolgono attraverso un reading dedicato alle opere dei vincitori (cui hanno partecipato nelle passate edizioni, tra gli altri, Giorgio Conte, Franco Branciaroli, Eugenio Finardi, David Riondino, Francesco Baccini, Alessandro Haber, Laura Curino, Gipo Farassino, Arturo Brachetti, Rita Marcotulli, David Riondino, Red Ronnie e Lella Costa).

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Carlo Zanda: Quando Primo Levi diventò il signor Malabaila

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 dicembre 2019

Nelle biografie di Primo Levi manca un capitolo, il capitolo dello pseudonimo. Era l’estate del 1966 e Levi, dopo i successi di Se questo è un uomo e La tregua, si trovò all’improvviso di fronte alla necessità di inventarsi un nome fasullo per poter pubblicare il suo terzo libro, giudicato troppo leggero. Glielo chiedeva il suo editore. Alla fine Levi accettò e scelse di firmare Storie naturali con il nome che campeggiava sull’insegna di un elettrauto di corso Giulio Cesare, a Torino.In Quando Primo Levi diventò il signor Malabaila Carlo Zanda racconta questo capitolo mancante, restituendo il giusto rilievo a uno snodo esistenziale cruciale, e non soltanto per ciò che comporta la rinuncia alla propria identità per qualsiasi uomo. Vediamo allora Levi recarsi ogni mattina al lavoro di chimico, rintanarsi la notte nello studio per evadere dal tran tran quotidiano, muoversi come un marziano in un mondo, l’editoria, che lo considera un intruso.
In questa vicenda convergono alcuni dei motivi più significativi della biografia umana e letteraria dell’autore de I sommersi e i salvati: il bisogno di non restare chiuso nel ruolo di testimone della Shoah; il conseguente progetto coltivato con tenacia di diventare uno scrittore vero, riconosciuto come tale, capace di inventare storie e personaggi; infine, l’applicazione della dottrina appresa ad Auschwitz, che diventerà la sua regola di vita da individuo libero, per cui «il primo ufficio dell’uomo è perseguire i propri scopi con mezzi idonei, e chi sbaglia paga».Sullo sfondo, l’ombra dei ripetuti rifiuti (affettivi, razziali, sentimentali…) subìti sin da ragazzo da chi del nome era stato privato ad Auschwitz, come indelebilmente testimoniava il numero tatuato sull’avambraccio sinistro.288 pagine €13,00 Neri Pozza editore
Carlo Zanda è nato a Cagliari, vive a Milano. Giornalista professionista, ha lavorato in numerosi quotidiani e periodici. Al centro della sua attività di ricerca c’è l’interesse per le storie apparentemente di poca importanza. Ha pubblicato con Marcos y Marcos Un bel posticino. La Spoon River di Hermann Hesse (2012) e Una misteriosa devozione. Storie di scrittori e di cani molto amati (2014). Attualmente sta lavorando a una vicenda che si svolge a Roma nell’estate del 1944.

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Walter Malosti porta in scena Primo Levi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Roma 5 – 17 novembre 2019 Teatro Argentina Largo di Torre Argentina Valter Malosti porta in scena, per la prima volta senza mediazione, l’inconfondibile voce salda e mite del Primo Levi di Se questo è un uomo. Un monologo ininterrotto che rende la parola protagonista e restituisce a questa irripetibile opera prima la sua dimensione di opera acustica: una voce nuda che riproduce la babele del campo di concentramento – i suoni, le minacce, gli ordini, il rumore della fabbrica di morte. dall’opera di Primo Levi (pubblicata da Giulio Einaudi editore) condensazione scenica a cura di Domenico Scarpa e Valter Malosti
scene Margherita Palli – luci Cesare Accetta – costumi Gianluca Sbicca – progetto sonoro Gup Alcaro Tre madrigali (dall’opera poetica di Primo Levi) Carlo Boccadoro video Luca Brinchi, Daniele Spanò – cura del movimento Alessio Maria Romano assistente alla regia Elena Serra con la collaborazione di Leda Kreider e Noemi Grasso – assistente alle scene Eleonora Peronetti scelte musicali Valter Malosti – musiche di Oren Ambarchi, Johann Sebastian Bach, Ludwig van Beethoven, Cracow Kletzmer Band, Morton Feldman, Alexander Knaifel, Witold Lutoslawski, Oy Division, Arvo Pärt, Franz Schubert, John Zorn madrigali eseguiti e registrati dai solisti dell’Erato Choir: soprani Karin Selva e Caterina Iora contralto Giulia Beatini, tenori Massimo Lombardi e Stefano Gambarino, bassi Cristian Chiggiato e Renato Cadel direzione musicale Massimo Lombardi e Dario Ribechi Produzione TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale Progetto realizzato in collaborazione con Centro Internazionale di Studi Primo Levi, Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi, Polo del ‘900 e Giulio Einaudi editore in occasione del 100° anniversario dalla nascita di Primo Levi (1919 – 1987).
Biglietti: intero 40 euro – ridotto 12 euro Orari spettacoli: martedì e venerdì ore 21 _ mercoledì e sabato ore 19 _ giovedì e domenica ore 17 _ lunedì riposo.

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Nel centenario della nascita di Primo Levi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 agosto 2019

Torino la Città metropolitana. La mostra si inaugurerà a Palazzo Cisterna giovedì 10 ottobre p.v. Cent’anni fa a Torino, era il 31 luglio 1919, nasceva Primo Levi nella casa di corso Re Umberto 75, dove sarebbe vissuto fino alla morte avvenuta nel 1987.
Sono numerose in Italia e all’estero nel corso di questo 2019 le iniziative per ricordare la figura di Primo Levi testimone di Auschwitz, scrittore, chimico, partigiano, uomo di pensiero. Per concludere degnamente l’intenso programma, la Città metropolitana, che è socia del Centro internazionale di studi intitolato a Primo Levi, ospiterà la mostra che dal 2015 gira l’Italia e l’Europa. “I mondi di Primo Levi. Una strenua chiarezza” curata da Fabio Levi e da Peppino Ortoleva con allestimento di Gianfranco Cavaglià. è stata inaugurata a Torino nel 2015 e da allora è stata ospitata a Carpi, Ferrara, Cuneo, Liegi, Milano, Chivasso e al Quirinale a Roma. Nei prossimi mesi andrà anche a Lisbona e negli Stati Uniti.
L’esposizione conduce prima il visitatore nell’infinitamente piccolo dell’atomo di carbonio, accompagnato da un’interpretazione personalissima d’artista, per poi precipitarlo nel viaggio agli inferi di Auschwitz, guidato dalle parole di Levi, ma anche da una ricca documentazione storica su di un tema centrale nella coscienza dell’umanità. Uno spazio importante è anche dedicato alla chimica: quella narrata, personale e fantastica del Sistema periodico e quella vissuta da Levi come professionista innamorato del suo lavoro.La mostra è suddivisa in sei sezioni: Carbonio, Il viaggio verso il nulla / Il cammino verso casa, Cucire parole, Cucire molecole, Homo faber, Il giro del mondo del montatore Tino Faussone.”Il senso di una mostra su Primo Levi non sta nel raccontare con altre parole quello che il grande scrittore ha saputo così bene narrare con le sue, spiega il direttore del Centro studi Fabio Levi, ma piuttosto nel mettere insieme linguaggi diversi per condurre il visitatore ad incontrare i tanti mondi di Levi”.
“Da ottobre a dicembre 2019 – spiegano il vicesindaco metropolitano Marco Marocco e la consigliera metropolitana con delega all’istruzione Barbara Azzarà – le sale della nostra sede aulica di Palazzo Cisterna nel centro di Torino, accoglieranno volentieri la mostra ‘I mondi di Primo Levi’ con l’obiettivo di raggiungere in particolare, ma non solo, centinaia di studenti delle scuole del territorio”.

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Carlo Zanda: Quando Primo Levi diventò il Signor Malabaila

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

Nel 1966 Primo Levi divenne il signor Damiano Malabaila. Pubblicò Storie naturali, la sua terza opera dopo Se questo è un uomo e La tregua, firmandola con il nome che campeggiava sull’insegna di un’officina di Corso Giulio Cesare a Torino: l’elettrauto Malabaila.
Le ragioni dell’uso di questo pseudonimo sono state finora trascurate da biografi e critici, come un capitolo irrilevante nella vita del chimico scrittore.
Numerosi documenti scritti e le testimonianze degli amici mostrano, invece, che si tratta di una delle pagine più sofferte della carriera letteraria di Primo Levi. Benché Levi abbia sostenuto in pubblico di aver personalmente deciso di firmare le Storie naturali con uno pseudonimo – uno «sbaglio», dichiarò, fatto di suo pugno – sappiamo oggi che le cose non stanno così. Quella raccolta di racconti, cui affidava con convinzione la sua definitiva consacrazione letteraria, apparve come una sorta di giochino letterario, una semplice lettura-passatempo nelle stanze di via Umberto Biancamano 1, a Torino. Pagine troppo leggere per il Testimone della Shoah. Di qui, il suggerimento di uno pseudonimo.
Servendosi di documenti e dichiarazioni, Carlo Zanda ricostruisce questa singolare vicenda per la quale uno dei più influenti scrittori italiani del Novecento si ritrovò a dover firmare con un nome fasullo dei racconti di indiscusso valore letterario che, come ebbe a scrivere Élemire Zolla, facevano del suo autore «un profeta della realtà virtuale».
Carlo Zanda (Cagliari, 1949) abita a Genova. Giornalista, ha lavorato a Paese Sera e alla Stampa, ha diretto lo Specchio della Stampa, il Diario della settimana e altre testate. Ha pubblicato con Marcos y Marcos Un bel posticino. La Spoon River di Hermann Hesse e Una misteriosa devozione. Storie di scrittori e di cani molto amati. Euro 12,50 160 pagine

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Giorno della Memoria: al Palladium il 28 gennaio maratona dedicata a Primo Levi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

Roma lunedì 28 gennaio con “Dall’alba al tramonto” Dalle 9:00 alle 17.00 Al Teatro Palladium piazza Bartolomeo Romano, 8 si alterneranno sul palco studenti, docenti, cittadini, esponenti della cultura e della società civile. Tra i partecipanti, oltre al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi Roma Tre, prof. Luca Pietromarchi; lo scrittore Premio Strega Edoardo Albinati; il presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick; Ilaria Cucchi; Aldo Zargani, testimone superstite dell’olocausto; l’attore Fausto Sciarappa; il Direttore Generale di Banca Etica Alessandro Messina e il musicista Garfo.
L’evento è gratuito e aperto al pubblico che, in qualsiasi momento della giornata, potrà recarsi al Teatro Palladium per ascoltare la lettura o partecipare in prima persona, inserendo il proprio nome nella scaletta dei contributi.”La memoria è un bene prezioso da condividere, costruire e rinnovare insieme in ogni occasione. Per questo abbiamo deciso di organizzare una lettura continuata e integrale di Se questo è un uomo. L’esperienza che racconta Primo Levi in quest’opera, la sua esperienza, è una storia di tutti e di tutte le generazioni: dagli studenti ai professori, dai più giovani ai più anziani. Chiunque quel giorno voglia leggere una pagina dell’opera di Primo Levi lo potrà fare, dall’alba al tramonto, perché quella tragica storia non sia dimenticata” ha dichiarato Patrizio Gonnella, presidente della Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili.“Chiedersi perché è successo, porre le basi perché non accada più. Con la lettura integrale e continuativa di Se questo è un uomo di Primo Levi, l’Università Roma Tre intende dare il suo contributo per non dimenticare il passato, per non essere condannati a ripeterlo, sensibilizzando i più giovani. Una riflessione collettiva sul valore di quella testimonianza per contribuire a formare, insieme alle scuole, un sapere critico nelle nuove generazioni, dai bambini delle scuole elementari sino ai ragazzi dell’Università, uniti, insieme ai loro docenti, in un’insolita maratona di lettura” ha commentato il professore Marco Ruotolo, Prorettore con delega per i rapporti con scuole, società e istituzioni dell’Università Roma Tre.“L’iniziativa Dall’alba al tramonto è stata realizzata per la prima volta dal Centro culturale Primo Levi a Genova nel 2012 proprio con la lettura del libro di Primo Levi Se questo è un uomo in occasione del Giorno della Memoria. L’idea è molto semplice, ma efficace. La lettura a voce alta in pubblico in un ambiente che aiuta la concentrazione aiuta a sentire il testo coinvolgendo il lettore e gli ascoltatori in una relazione. Gli ascoltatori che diventano via via lettori partecipano ad un’azione collettiva che assume forma liturgica. Un modo per ricordare non solo con la mente, ma anche con il cuore. Dall’Alba al tramonto si è tenuta oltre che a Genova a Pistoia per iniziativa del Comune. Siamo molto lieti, quest’anno, dell’invito che ci ha rivolto CILD e l’Università degli studi Roma Tre per una sua realizzazione nella città in cui è presente la più grande e antica Comunità ebraica italiana. Siamo certi che sarà un’occasione importante e significativa anche per una prevista e grande partecipazione giovanile” ha dichiarato Piero Dello Strologo, presidente del Centro culturale Primo Levi di Genova.

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Primo Levi, a 30 anni dalla morte, ricordando uno scrittore scienziato

Posted by fidest press agency su martedì, 4 aprile 2017

Primo LeviRoma Martedì 4 Aprile 2017, ore 11:00 Dipartimento di Scienze della Formazione, Aula Magna del Polo didattico Via Principe Amedeo 184. Anna Angelucci, Liceo scientifico “Louis Pasteur”, Roma Primo Levi si iscrisse al corso di laurea in chimica all’università di Torino nel 1937, un anno prima della promulgazione delle leggi razziali in Italia, e nel dopoguerra lavorò come chimico presso la fabbrica torinese di vernici SIVA, che lasciò nel 1977 per dedicarsi soltanto alla scrittura. Nell’anniversario della sua morte avvenuta l’11 aprile 1987, alla testimonianza letteraria dei campi di sterminio si accosterà la presenza della scienza nella sua opera, in particolare in Il sistema periodico degli elementi (1975). La forza della vita e dell’umanità si esprime in Levi anche attraverso questo intrico fra parole e cose (nel suo caso sostanze, elementi), fra scrittura e pensiero sulla natura, che riesce a restituire pienamente la scienza alla cultura. Nell’incontro si discuterà, dal punto di vista di una docente di lettere, una ricerca d’innovazione didattica sviluppata nell’ambito del rapporto scuola-università per la formazione dei futuri insegnanti.

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Trent’anni dopo: Primo Levi e le sue storie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 marzo 2017

sonia bergamascoTorino Giovedì 9 marzo, alle ore 21, nell’auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo, si terrà la seconda serata del ciclo di letture, Trent’anni dopo. Primo Levi e le sue storie, a cura di Giulia Cogoli. Un omaggio voluto da Intesa Sanpaolo nel trentennale della morte di Primo Levi, narratore, uomo di scienza e pensatore di rango internazionale.Protagonista della serata sarà l’attrice Sonia Bergamasco, che leggerà alcune pagine dei racconti: Alcune applicazioni del Mimete, Psicofante, Naso contro naso, Il passa-muri e le poesie: Cuore di legno, 12 luglio 1980, Alla Musa.
Introduce la lettura Marco Belpoliti.Trent’anni – l’arco di una generazione – sono trascorsi da quando Primo Levi è mancato a Torino, la città dov’era nato. Trent’anni durante i quali si è affermato come il testimone di Auschwitz per eccellenza. Trent’anni durante i quali è stato riconosciuto come un narratore, un uomo di scienza, un pensatore di rango internazionale. Le sue opere complete sono oggi disponibili non solo in italiano ma, caso unico tra gli autori italiani di tutti i tempi, anche in inglese, mentre a decine si contano le lingue nelle quali i suoi libri sono stati tradotti.
Se Primo Levi è divenuto un classico contemporaneo, letto e amato in tutto il mondo, lo si deve alle sue storie: storie, al plurale. Difatti, l’omaggio che Intesa Sanpaolo gli rende nella città dove ha trascorso l’intera sua vita («con involontarie interruzioni», come egli stesso osservava con spirito) è intitolato alle storie, perché Levi fu una persona dalle molte avventure e dai molti talenti. In tre serate, affidate ad altrettanti attori di prima grandezza, saranno dunque offerte tre letture tematiche, ciascuna delle quali esplorerà una delle storie di Levi scrittore e figura pubblica.
La seconda storia, meno nota, ma altrettanto avvincente, riguarda le invenzioni di Levi come narratore di talento: i suoi racconti ispirati a una peculiare fantascienza o fanta-biologia o fanta-tecnologia, le sue poesie dal linguaggio ricco e arguto, chiare come cristalli e costruite a loro volta come racconti. Infine, la terza storia da ripercorrere riguarda la passione che Levi testimoniò per il proprio mestiere di chimico e per l’avventura del lavoro in generale: che ci parli degli elementi della tavola periodica legandoli alla propria vicenda personale, o ci racconti le peripezie di un operaio giramondo, al suo lettore-ascoltatore giungerà inalterata – e inconfondibile – la pronunzia della sua voce morale.
Sonia Bergamasco è una delle attrici italiane più versatili. Nata a Milano, dove si è diplomata in pianoforte presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, e in recitazione presso la Scuola del Piccolo Teatro. Debutta nell’Arlecchino servitore di due padroni di Giorgio Strehler, ed è la Fatina dell’ultima edizione teatrale e televisiva del Pinocchio di Carmelo Bene. A teatro ha lavorato anche con Theodoros Terzopoulos, Massimo Castri e Glauco Mauri. Dal 2001 è interprete e regista di spettacoli in cui l’esperienza musicale si intreccia più profondamente con il teatro. Premio Duse 2014 per il suo lavoro d’attrice, nel 2015 è regista e interprete dello spettacolo Il ballo (tratto dal racconto di Irène Némirovsky). Al cinema, debutta nel 2001 con il film L’amore probabilmente di Giuseppe Bertolucci. Nastro d’argento 2004 come attrice protagonista nel film La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana; lavora anche con Bernardo Bertolucci in Io e te, Giuseppe Piccioni in Giulia non esce la sera, Silvio Soldini nel cortometraggio D’estate, con Franco Battiato in Musikanten. Ottiene il Premio Flaiano come miglior interprete nel film De Gasperi, di Liliana Cavani e sempre per la televisione riscuote grande successo nelle innovative e fortunate serie Tv Tutti pazzi per amore e Una grande famiglia di Riccardo Milani. Attualmente è impegnata nelle riprese delle nuove puntate del Commissario Montalbano.Il suo film più recente è Quo vado?, diretto da Gennaro Nunziante, per il quale vince nel 2016 il Premio Flaiano come interprete dell’anno, il Premio Alida Valli come migliore attrice non protagonista al Bari International Film Fest e il Premio CIAK d’oro.Madrina della 73^ Edizione della Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia. (foto: sonia bergamasco)

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Primo Levi di fronte e di profilo, di Marco Belpoliti

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2016

primo leviMadrid Venerdì, 22 aprile 2016 Alle ore 11.30 presso la Scuola Statale Italiana di Madrid Calle Agustín de Betancourt, 1 Primo Levi di fronte e di profilo, di Marco Belpoliti Interviene: Marco Belpoliti intervistato da Federico Italiano. In occasione dell’anniversario della liberazione d’Italia (25 aprile) e della Noche de los Libros (23 aprile), l’Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con la Scuola Statale Italiana di Madrid, organizza, nell’ambito del Ciclo E3 +encuentros+escritores+editores, un incontro con Marco Belpoliti intervistato da Federico Italiano: Primo Levi di fronte e di profilo.Primo Levi, lo scrittore che negli ultimi settant’anni si è imposto come il testimone per eccellenza dello sterminio ebraico: la sua vita tormentata, la sua vicenda di scrittore e intellettuale, ma soprattutto la sua opera sfaccettata, complessa, ricchissima di temi, rimandi e suggestioni: questo il tema della Conferenza di Marco Belpolti, autore del libro Primo Levi di fronte e di profilo, e di Federico Italiano, poeta, saggista e cultore della figura di Levi.
Marco Belpoliti, saggista e scrittore, ha curato opere di Primo Levi e pubblicato diversi libri: Settanta, Diario dell’occhio, L’occhio di Calvino, Camera straniera. Alberto Giacometti e lo spazio, Il segreto di Goya. Condirettore della rivista-collana Riga (Marcos y Marcos) e di http://www.doppiozero.com, insegna all’Università di Bergamo e collabora a La Stampa e a L’Espresso.
Federico Italiano ha pubblicato cinque libri di poesia, tra cui L’impronta (Aragno 2014) e Un esilio perfetto. Poesie scelte 2000-2015 (Feltrinelli 2015). Ha inoltre curato l’antologia Die Erschließung des Lichts. Italienische Dichtung der Gegenwart (con Michael Krüger, 2013). È ricercatore presso l’Austrian Academy of Sciences a Vienna e insegna Letterature Comparate nelle Università di Monaco e di Innsbruck.
El próximo 22 de abril, con ocasión del aniversario de la Liberación italiana (25 de abril) y de la Noche de los Libros (23 de abril), el Instituto Italiano de Cultura, en colaboración con la Scuola Statale Italiana de Madrid, organiza un encuentro con Marco Belpoliti entrevistado por Federico Italiano: Primo Levi di fronte e di profilo. Primo Levi, el escritor que en los últimos setenta años se ha afirmado como el testigo por excelencia del exterminio judío: su vida atormentada, su historia de escritor e intelectual, pero sobre todo su polifacética obra, compleja, obra rica en temas, referencias y sugestiones: este será el tema de la Conferencia de Marco Belpoliti, autor del libro Primo Levi di fronte e di profilo, y de Federico Italiano, poeta, ensayista y estudioso de la figura de Levi.
Marco Belpoliti, ensayista y escritor, ha dirigido obras de Primo Levi y publicado varios libros: Settanta, Diario dell’occhio, L’occhio di Calvino, Camera straniera. Alberto Giacometti e lo spazio, Il segreto di Goya. Es codirector de la revista-colección Riga (Marcos y Marcos) y de http://www.doppiozero.com, enseña en la Università de Bergamo y colabora en La Stampa y L’Espresso.
Federico Italiano, ha publicado cinco libros de poesía, L’impronta (Aragno 2014) y Un esilio perfetto. Poesie scelte 2000-2015 (Feltrinelli 2015). Ha dirigido también la antología Die Erschließung des Lichts. Italienische Dichtung der Gegenwart (con Michael Krüger, 2013). Es investigador asociado en la Austrian Academy of Sciences en Viena y enseña Literatura Comparada en las Universidades de Innsbruck y Munich.(foto: primo levi)

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A venticinque anni dalla scomparsa di Primo Levi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2012

Torino Domenica 6 maggio, alle ore 16, nei locali della Comunità ebraica di Torino, piazzetta Primo Levi, si terrà l’incontro di studio “Primo Levi ebreo”, in collaborazione con la Comunità ebraica di Torino. Presiede Dario Disegni, intervengono Rav Eliahu Birnbaum, Stefano Levi della Torre, Amos Luzzatto, David Meghnagi.
Inoltre il Centro Internazionale di Studi Primo Levi invita alla presentazione di “Una telefonata con Primo Levi”, pubblicazione in volume della Terza Lezione Primo Levi. L’appuntamento si inserisce nel calendario del Salone Internazionale del Libro di Torino 2012 e avrà luogo venerdì 11 maggio, alle ore 10.30, presso la Sala Azzurra di Lingotto Fiere. L’autore Stefano Bartezzaghi, giornalista e docente di Semiotica dell’enigma presso la IULM di Milano, dialogherà con Domenico Scarpa. Il libro, pubblicato da Einaudi in edizione bilingue italiano / inglese, riprende e arricchisce il testo della terza Lezione Primo Levi, tenuta lo scorso ottobre a Torino. (primo levi)

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Novità in libreria:“Voci dal Lager”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2012

Jewish slave laborers in the Buchenwald concen...

Image via Wikipedia

Autori Mario Avagliano, giornalista e storico, è membro dell’Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza (Irsifar), della Società Italiana per gli Studi di Storia Contemporanea (Sissco) e del comitato scientifico dell’Istituto “Galante Oliva”, e direttore del Centro Studi della Resistenza dell’Anpi di Roma-Lazio. Collabora alle pagine culturali de Il Messaggero e de Il Mattino. Con Einaudi ha pubblicato: Generazione ribelle. Diari e lettere 1943-1945 (2006); Gli internati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945 (2009); Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945 (2011).
Marco Palmieri, giornalista e storico, è membro dell’Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza (Irsifar) e della Società Italiana per gli Studi di Storia Contemporanea (Sissco) e collabora col Centro Studi della Resistenza dell’Anpi di Roma. Con Einaudi ha pubblicato: Gli internati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945 (2009); Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945 (2011).
“L’incubo ricorrente di Primo Levi mentre si trovava ad Auschwitz, era quello di tornare in Italia e raccontare la terribile realtà del lager a parenti e amici senza essere creduto. «È un godimento intenso, fisico, inesprimibile, essere nella mia casa, fra persone amiche, e avere tante cose da raccontare: ma non posso non accorgermi che i miei ascoltatori non mi seguono. Anzi, essi sono del tutto indifferenti: parlano … come se io non ci fossi. Mia sorella mi guarda, si alza e se ne va senza far parola. Allora nasce in me una pena desolata…: è dolore allo stato puro».
http://www.storiaxxisecolo.it/avagliano/Vocidallager/CorSera%2017gen2012.pdf ( Articolo di ALDO CAZZULLO)

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Two Faces of Persecution in Fascist Italy

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2011

New York, NY June 27 – 1:00 pm 92Y, 1395 Lexington Avenue, Free admission The vicissitudes of Italian and foreign Jews under Fascist rule have been the object of in depth studies but are still often presented as contradictory aspects of the same history. Today, thanks to a broad range of interdisciplinary research we are able to present a more cohesive picture of those years. Davide Rodogno and Donato Grosser will map the movements and fate of Jews residing in Italy and in Italian occupied territories between 1933-1945, examining the diverse levels of solidarity and persecution encountered. The conversation will have as points of departure the perspective of Italian civil and military authorities (Rodogno) and the work of Jewish relief organizations (Grosser).
Davide Rodogno, is a research professor at the International History and Politics Department & School of History, St. Andrews. He is the author of Fascism’s European Empire, Cambridge University Press, 2006. His studies focus on transnational history of International Associations and International Non-Governmental Organizations since 1770. History of human rights and humanitarian law. Displacement and Replacement of populations in inter-war Europe. Comparative history of empires. The myth of the new man in Europe, Israel and the United States. Further details.
Donato Grosser, (b. 1946) is the son of Bernardo (Berl) Grosser and Vittoria (Rina) Grosser. His father fled to Italy from Poland and became the secretary of the Jewish relief agency Delasem. Mr. Grosset has a B.A. in Economics from Hebrew University Jerusalem (1968), and an MBA in Management from NYU (1972). He and his wife Chana Stern have two children and five grandchildren. Mr. Grosser is the publisher of Segulat Israel, the Italian Journal of Halacha and Jewish Thought. Alessandro Cassin, Deputy director of Centro Primo Levi

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28 gennaio: “Il Giorno della Memoria”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 gennaio 2011

Dice Alessandro Cresci, coordinatore Provinciale di Italia dei Valori Firenze – è l’occasione giusta per rilanciare il progetto di legge di Italia dei Valori contro l’omofobia e la Transgenia, presentato nell’ottobre scorso. Sono stati migliaia gli omosessuali vittime del nazismo e del fascismo. Non bisogna dimenticare perchè, come scrisse Primo Levi, chi non conosce il proprio passato è condannato a ripeterlo”. L’Olocausto degli ebrei europei fu l’aspetto più tragicamente macroscopico del pensiero razzista portato alle sue estreme conseguenze. L’intolleranza verso “il diverso da se” che è l’elemento fondante di ogni razzismo venne applicato in primo luogo verso gli ebrei ma non soltanto verso di loro. In Italia non esiste alcuna legge che riconosca come aggravante specifica il reato commesso in odio a persone omosessuali, bisessuali e transgender: “Occorre equiparare l’omofobia all’odio razziale, in quanto odio verso il diverso” conclude Cresci. Il progetto di legge prevede l’equiparazione dell’odio verso le persone omosessuali a quello verso quelle di colore, vietare le associazioni che incitano alla violenza e alla discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale, prevedere attività rieducative e applicare le sanzioni previste dal decreto Mancino-Reale. Quest’ultima normativa, datata 1975, ha ratificato un importante strumento internazionale – la convenzione di New York – sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale. Si tratta di una legislazione completa che comprende una parte repressiva ed una preventiva: con la prima si va a punire chi propaganda idee fondate sulla superiorità razziale o etnica e chi commette reati per finalità d’odio etnico, razziale o religioso; con quella preventiva, invece, si vietano le associazioni che hanno tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione.

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