Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘priorità’

Rafforzare i Consolati onorari è stata sempre una delle mie priorità

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2021

“Una delle mie priorità è quella di occuparmi costantemente dei servizi consolari per i nostri cittadini. Recentemente ho chiesto al Ministro plenipotenziario Luigi Maria Vignali, Direttore della DGIT al MAECI, di conoscere la situazione circa la fornitura delle valigette elettroniche ai Consoli onorari, con particolare riferimento a San Diego.Nonostante i ritardi dovuti alla pandemia, il Direttore Vignali mi ha assicurato l’impegno della Farnesina ad aumentare la fornitura delle valigette elettroniche ai Consoli onorari. Ormai i Consoli onorari svolgono un lavoro volontario essenziale al quale molti si avvicinano in tarda età. Per tale ragione, ho depositato, nel 2018, una Proposta di Legge nella quale si chiede di autorizzare a ricoprire l’incarico di console onorario fino al settantacinquesimo anno di età, cioè cinque anni in più rispetto ad oggi. Pertanto, auspico che alla mia Proposta di Legge, aderiscano anche gli altri eletti all’estero e che essa possa essere calendarizzata in Commissione al più presto”.Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Le proposte di FdI sulle grandi priorità dell’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Scrive la Meloni a Draghi: “Fratelli d’Italia mantiene sempre gli impegni. In occasione del primo giro di consultazioni, Le abbiamo comunicato la nostra decisione di non far parte del nascituro Governo da Lei presieduto, non per avversione preconcetta nei Suoi riguardi ma perché convinti che una maggioranza parlamentare eterogenea e litigiosa non possa gestire la difficile fase che attende l’Italia. Con la stessa franchezza Le abbiamo assicurato, al contempo, che Fratelli d’Italia si comporterà, come sempre, da opposizione patriottica che non farà mai mancare il suo contributo a sostegno delle misure utili alla Nazione. Nel corso dell’incontro, abbiamo preso l’impegno di farLe avere prima del secondo giro di consultazioni le principali proposte di FdI sulle grandi priorità che attendono la Nazione nei prossimi mesi. Fedeli a quella promessa, Le inviamo sei schede sintetiche su altrettanti macro-temi che riassumono le misure che Fratelli d’Italia ha già sottoposto all’attenzione del Governo uscente ma che non sono state tenute in alcuna considerazione, forse neppure mai lette: 1. Implementazione delle linee guida sul Recovery Plan italiano; 2. Proposte in ambito economico per mettere in sicurezza il tessuto produttivo della Nazione, garantire la continuità delle imprese e i posti di lavoro; 3. Misure di contrasto all’epidemia da Covid-19; 4. Difesa e tutela delle infrastrutture e degli asset strategici nazionali; 5. Gestione dei flussi migratori e contrasto all’immigrazione irregolare di massa; 6. Anomalie riscontrate nella gestione commissariale. Aspetto, quest’ultimo, che richiede una celere operazione di trasparenza e chiarezza. In ultimo, al termine del colloquio con il Presidente della Repubblica Mattarella, Lei ha, giustamente, espresso la volontà di dialogare non solo con i partiti e i gruppi parlamentari ma anche con le parti sociali. Condividiamo questo approccio e, in vista di questa nuova sessione di consultazioni, Le chiediamo di dedicare uno specifico incontro con le categorie economiche e sociali più colpite dall’emergenza Covid e che chiedono al prossimo Governo un radicale cambio di passo rispetto a quanto accaduto finora. Penso tra gli altri al comparto del turismo, al settore HORECA, al mondo dello sport, a quello della cultura e dello spettacolo.Certi della Sua disponibilità, Le auguriamo buon lavoro e Le inviamo i nostri cordiali saluti.Giorgia Meloni Presidente di Fratelli d’Italia»

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Vaccini e priorità. Dopo i sanitari, buoni motivi per anziani, insegnanti e studenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2021

Vaccinato tutto il personale sanitario pubblico e privato (coinvolgendo anche quest’ultimo nel piano nazionale vaccini), la cui necessità di immunità crediamo non sia in discussione, ci sarebbero buoni motivi per alcune priorità. Gli anziani in quanto soggetti più deboli e colpiti dalla pandemia. Tocca all’autorità stabilire da quale età in poi (75/80?). Tutti gli insegnanti, e il personale scolastico. Gli studenti da 14 anni in poi, dalle scuole superiori fino all’università inclusa (25 anni?). Le motivazioni che la scuola a distanza (DAD), pur nella sua temporanea utilità sanitaria, sia un disastro, sembra che siano un dato di fatto. Come i contagi che aumentano a scuole aperte. La formazione scolastica è determinante per il prossimo presente e futuro: chi nei prossimi anni farà muovere il Paese umanamente, socialmente ed economicamente, è bene che abbia avuto meno conseguenze possibili dalla pandemia. Da questi soggetti dipenderà il futuro degli attuali “adulti” e dei bimbi che oggi comunque vanno a scuola in presenza. Un investimento sul presente con la prospettiva di danni minori per il futuro.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Scuola. Giannelli (ANP): vaccino covid in via prioritaria a personale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 dicembre 2020

Lo sostiene da diverso tempo, prima ancora che vi fosse l’ultima sospensione delle attivita’ in presenza nelle scuole superiori: se non si migliorano i trasporti, e’ difficile se non impossibile garantire una riapertura sicura delle lezioni in presenza. È la posizione di Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi che – intervistato dalla Dire – ha espresso le sue valutazioni anche sulla possibilita’ di somministrare il vaccino Covid in via prioritaria al personale scolastico. – Presidente Giannelli, cosa ne pensa dell’idea di considerare gli insegnanti e i lavoratori della scuola tra le categorie da vaccinare in via prioritaria, come espresso dal coordinatore del Cts Agostino Miozzo? “I docenti e tutto il personale scolastico sono a contatto con gli studenti molte ore al giorno, quindi sono d’accordo con questa proposta. Non ho notizie su come si svolgera’ la campagna vaccinale, so che e’ prevista la vaccinazione del personale docente e non docente e farlo in modo prioritario, come per il personale sanitario, potrebbe essere molto utile. Il personale nelle scuole rappresenta un milione di dipendenti, una volta prese in considerazione le persone con fragilita’ e gli operatori sanitari, si potrebbe passare al personale scolastico, qualora vi fossero delle dosi disponibili”. – Come Associazione nazionale presidi, avete avviato un’interlocuzione con il governo su questo? “Ancora non ci sono stati confronti con il governo su questo aspetto, attendiamo informazioni. Certamente vorremmo poter partecipare con le nostre rappresentanze presso i Tavoli di lavoro nelle Prefetture perche’ alcune competenze le possiamo portare solo noi: trasporti pubblici e scaglionamenti degli orari di ingresso. Ipotizzare uguali soluzioni per tutte le scuole ci sembra non appropriato. Laddove, per esempio, c’e’ una singola corsa per il bus, nel caso di un piccolo Comune, non hanno senso gli scaglionamenti”. – Crede che il vaccino anti-Covid anche al personale scolastico possa garantire, in qualche modo, la riapertura delle scuole e la continuita’ in presenza? “Per garantire la continuita’ serve che il sistema dei trasporti venga migliorato e che vengano coperti i buchi degli organici del personale docente, certo il vaccino aiuterebbe ma queste due condizioni sono essenziali per la riapertura”. – Sanati questi due aspetti, oltre al vaccino in via prioritaria, si riparte in presenza il 7 gennaio? “Il valore simbolico della riapertura del 7 gennaio e’ molto importante e la spinta per ripartire e’ forte ma dobbiamo farlo in sicurezza. Nel momento in cui avremo le scuole con gli organici al 100%, una migliore organizzazione dei trasporti, il tracciamento sanitario dei contagi e una campagna di screening di massa in attesa del vaccino, che e’ essenziale, ci saranno tutte le condizioni di riapertura e continuita’ delle attivita’, sempre auspicando un’evoluzione controllata dell’epidemia”. – Serve il medico scolastico? “Se le Asl riescono a sopperire non serve. Puo’ servire in funzione di sostituto delle Asl, qualora fossero carenti nelle risorse e nel tracciamento”. – La scuola si e’ rivelata un luogo sicuro per evitare il contagio? “Sulla base del rispetto delle regole e del sistema messo in piedi, la sicurezza e’ stata abbastanza elevata. Se si fosse mantenuto uno standard di sicurezza maggiore anche sui trasporti avremmo avuto un pre e un dopo scuola piu’ sicuro”. fonte «Agenzia DIRE»

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Scuola: Il presidente Anief Marcello Pacifico detta le priorità del 2021

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

Nella scuola sono tanti i nodi da sciogliere. Bisogna allora partire da quelli più importanti, puntualmente indicati dall’Anief con una lunga lista di emendamenti alla Legge di Bilancio 2021. Il presidente Marcello Pacifico ne ha ricordato i motivi. Come la necessità di applicare il rischio biologico anche a docenti e personale Ata: “siamo partiti dal presupposto – ha spiegato il sindacalista – che la Comunità Europea ha integrato di recente una direttiva del 2000, riconoscendo la Sars 2 come malattia che mette a rischio i lavoratori. Il problema è che non è stato aggiornato l’elenco delle professioni che sono legate a questo rischio”.Pacifico ha ricordato che “in questo momento di Covid, noi abbiamo l’85% della Pubblica Amministrazione che può lavorare in smart working, come da disposizioni del Governo. La sanità e la scuola non hanno questa possibilità. Queste categorie sono a rischio. Insegnanti e Personale ATA devono lavorare in presenza anche quando il rischio c’è. Noi riteniamo che questo rischio biologico debba essere riconosciuto anche a loro, come al personale sanitario, anche se solo in via temporanea”. Sull’entità dell’aumento Anief ha calcolato una media di 10 euro al giorno, che in un mese fanno appunto 300 euro. “Siamo coscienti che tutti i lavoratori che sono sottoposti a un rischio superiore rispetto ad altri, devono avere delle indennità che altri lavoratori non hanno”, ha detto Pacifico.Sul ritorno a scuola del 75% degli studenti della secondaria di secondo grado, previsto dall’ultimo Dpcm per il prossimo 7 gennaio, il sindacalista non si è detto del tutto convinto: “Sarei più cauto e aspetterei la settimana successiva. Sarebbe il caso di verificare prima l’andamento della curva di contagio. Siamo un popolo che per tradizione si riunisce in grossi clan familiari. L’estate insegna. Riaprire subito, senza 2 settimane di monitoraggio della curva dei contagi, a noi sembra precoce. Dovremmo parlarne non prima del 21 gennaio”.In attesa dello stanziamento degli oltre 19 miliardi del Ricovery fund a Istruzione e Ricerca, su 209 complessivi, l’Anief ha tracciato la strada da seguire sul come andranno investiti: “il Governo dovrà fare ora per evitare che ricapiti di nuovo tutto quello che è successo. La prima cosa è sicuramente rivedere i parametri per l’assegnazione degli organici. La famosa battaglia contro le classi pollaio, non è una battaglia ideologica. Bisogna concretamente predisporre una revisione della Legge 33 del 2008 e ridare alle scuole autonome gli edifici (sono più di 15mila i plessi che in 12 anni abbiamo soppresso). Oggi questi plessi ci servono”.Inoltre, secondo Pacifico “prima dei banchi” monoposto acquistati in 2,4 milioni di pezzi, “che erano una soluzione finale di un percorso da seguire, occorrevano le strutture e le classi. Una volta che si avevano i plessi e le classi ridimensionate, si potevano acquistare i banchi. Invece abbiamo dato i banchi, ma recuperato solo 3000 plessi. Alcune idee erano giuste, ma andava seguito un percorso. La strada ora dev’essere quella di consultare i sindacati, per poter portare avanti dei processi, delle idee, che non ci riportino a sprecare soldi o a non risolvere i problemi”, ha concluso il sindacalista a capo dell’Anief.

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“Ci sono quattro priorità inderogabili”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

Non va lasciato indietro nessuno, da sempre questa è la nostra missione. Non abbiamo intenzione di indietreggiare, anzi siamo sicuri che su questi temi ci sia massima convergenza politica. Per il Movimento cinque stelle sono indispensabili: – un Fondo perduto per le attività che hanno registrato un importante calo di fatturato, nonostante non abbiano chiuso, per fare in modo che possano superare questo momento di crisi e farsi trovare pronti alla ripartenza; – una nuova “Rottamazione”, per consentire a cittadini e imprese di alleggerire e riprogrammare il loro rapporto con il fisco, anche rateizzando e diluendo i pagamenti; – la stabilizzazione del “Superbonus al 110%, per assicurare alle imprese, e alla rete che lavora su questo rivoluzionario strumento, la giusta programmazione; – un pacchetto di norme “Salva Imprese” per consentire, anche attraverso l’ampliamento delle possibilità di accesso alle procedure concorsuali, il risanamento delle imprese e la tutela del creditore. Dobbiamo continuare ad accompagnare cittadini e imprese, passo dopo passo, ed è fondamentale farlo in questa fase dove il Covid ha colpito innanzitutto il tessuto economico del Paese. Farlo vuol dire sostenere imprenditori commercianti artigiani partite iva che lavorano per garantire anche posti di lavoro”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, sui social.

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Legge di bilancio scelga l’educazione fra le priorità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

La situazione pandemica si presenta con tutta la sua virulenza e mette in discussione quelle sicurezze che avevamo acquisito qualche mese fa. Le responsabilità, a qualunque livello istituzionale, diventano sempre più rilevanti ed esigono chiarezza e lungimiranza perché non si generi uno stato sociale inquieto, un diritto alla salute che rischia di dover scegliere chi garantire, un diritto all’istruzione che penalizza gli ultimi e i più disagiati. La realtà del nostro Paese è ancora una volta poco chiara ma, come cittadini di uno Stato di diritto, esigiamo risposte certe, almeno su lavoro, istruzione e salute. Quest’anno, rispetto al precedente c’è –secondo il seppur parziale Rapporto annuale del Centro Studi Scuola Cattolica- una perdita di ben 143 scuole pubbliche paritarie, che hanno finora pagato il prezzo più elevato per il Paese, con la sottrazione di più di 2.000 posti di lavoro e di iscritti (-27.896). I portoni di tutte scuole italiane che hanno riaperto, lo scorso settembre 2020 sono stati spalancati in sicurezza e con efficienza, sono state attuate scrupolosamente strategie di ridistribuzione degli spazi, protocolli, investimenti, piani di ripartenza, scaglionamenti ma, purtroppo, in alcune Regioni, dinanzi ad una inadeguatezza sanitaria che richiama responsabilità soggettive, si sceglie di chiudere nuovamente le scuole e di mettere gli allievi al riparo con la didattica a distanza. L’impatto del COVID19 sull’istruzione ha confermato che lo scenario del sistema scolastico europeo è differente rispetto a quello italiano; la differenza si gioca soprattutto sull’integrazione e la collaborazione tra Scuole Pubbliche Statali e Scuole Pubbliche Paritarie, sulla mobilitazione dell’intera società nell’assicurare il servizio scolastico ai minori, sulla visione globale della “casa comune” come bene di tutti, come bene da tutelare.Chiediamo: 1. l’intervento congiunto del Governo e del Parlamento perché approvino, con voto trasversale agli schieramenti politici, una mozione che abbia questi orientamenti: 2 a) la priorità assoluta al dovere costituzionale di assicurare sempre e in ogni luogo i diritti alla salute, al lavoro e all’istruzione, mobilitando tutte le “componenti della Repubblica” atte allo scopo; b) la stipula di convenzioni tra enti pubblici e privati per far viaggiare ragazzi e cittadini in sicurezza; c) l’opzione di patti educativi di Comunità che coinvolgano Ministero, Regioni e Comuni generando un’alleanza tra fra le 40 mila scuole statali e le 12 mila paritarie, al fine di reperire locali e trasporti che permettano a tutti gli allievi di frequentare in pari condizioni una scuola statale o una scuola paritaria prescelta, con particolare attenzione alle famiglie che vivono una difficoltà a causa della pandemia Covid19 o che condividono l’esperienza della disabilità. 2. La legge di BILANCIO sta per approdare alle Camere: il Parlamento intervenga: a) sulla qualità e continuità del servizio scolastico ed educativo offerto dalle scuole paritarie, di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, incrementando le risorse per il pluralismo scolastico e prevedendo, a partire dell’esercizio fiscale 2021, la deducibilità della retta versata per alunno o per studente alle scuole pubbliche paritarie dei cicli primario e secondario, per un importo non superiore a 5.500,00 euro ad alunno; b) eliminando, comunque, ogni inaccettabile discriminazione fra la scuola pubblica statale e le scuole pubbliche paritarie che non vogliono incrementare le rette, pena un grave peggioramento di una già impari accessibilità, in tema di erogazione di fondi, dotazioni e risorse specie se legate alle criticità e agli oneri determinati dalla pandemia, per garantire la migliore funzionalità dell’apprendimento e la sicurezza sanitaria negli edifici; c) incrementando il fondo, di cui all’art. 1 comma 616 della legge 232/2016, destinato alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità allo scopo di riconoscere a ciascuno allievo disabile la copertura del docente di sostegno. E’ una grave discriminazione, infatti, negare il docente di sostegno ad allievi svantaggiati imponendo il costo alla famiglia o alle scuole paritarie che, chiaramente, non possono sostenerlo. Le scuole pubbliche paritarie, inoltre, ricordano la più assoluta disponibilità alla rendicontazione dei contributi; d) accogliendo gli annunciati finanziamenti europei (attraverso Sure, Bei, Mes, e Recovery Fund), che possono diventare la risorsa preziosa per realizzare e qualificare anche il sistema scolastico integrato: “Autonomia, Parità scolastica e Libertà di scelta educativa”; e) rivedendo le linee di finanziamento del sistema scolastico italiano attraverso l’introduzione dei costi standard di sostenibilità da declinare in convenzioni, voucher, buono scuola, deduzione. La fase 2 del Covid19 ha reso evidente che la scuola statale, che costa 8.500,00 euro, non è riuscita a ripartire per tutti, mentre le scuole paritarie sopravvissute alla pandemia, con rette da 3.800 per l’infanzia ai 5.000 per il liceo, sono ripartite. Tutto questo a conferma che una sana collaborazione fra scuole pubbliche statali e paritaria innalza il livello di qualità, rende il sistema scolastico più equo e, a fronte di un servizio migliore, si risparmiano tanti danari pubblici. Ci appelliamo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla seconda carica dello Stato, la Sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati e al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte affinché si rendano registi della più ampia trasversalità politica e porti a compimento questa riforma ventennale della scuola. La Nazione può uscire da questa tragedia se non vanifichiamo il lavoro eroico dei medici e degli infermieri, se non deprezziamo il lavoro degli insegnanti, di tutti quei docenti che sono disponibili a fare gli straordinari per recuperare una situazione culturale che rischia di divenire la prima fonte della povertà del nostro Paese.

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Le priorità di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

“Fratelli d’Italia apprezza le parole del prefetto di Roma Piantedosi, che in un’intervista ha illustrato le priorità sulle quali concentrerà il suo lavoro: tolleranza zero alle occupazioni abusive, smantellamento dei campi rom, lotta allo spaccio e al dilagante mercato della droga, difesa del tessuto produttivo e sociale della Capitale dall’usura e dalle infiltrazioni della criminalità organizzata. FdI condivide questa impostazione ed è pronta, come ha fatto finora, a collaborare per offrire soluzioni e dare ai romani le risposte che chiedono da anni. La sicurezza è una precondizione della libertà e senza sicurezza non è possibile vivere, lavorare e investire. Questo vale per la Città Eterna, che sta vivendo un momento particolarmente difficilmente dal punto di vista economico e sociale, ma è una priorità nazionale. È proprio per questo che FdI ha chiesto che nel Recovery Plan del governo fosse inserita una specifica missione dedicata alla sicurezza, ma dispiace che l’Esecutivo abbia finora respinto questa proposta”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Lavoro e sanità in cima alle priorità quando si pensa all’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Milano. Libera circolazione, mercato comune e difesa dei consumatori sono gli ambiti su cui i milanesi ritengono che l’Unione europea abbia avuto un impatto positivo rispetto alla propria vita. Il dato emerge dal sondaggio che l’Ufficio del Parlamento europeo a Milano ha proposto a chi vive, lavora e frequenta la città. Su 1250 partecipanti, ben 1068 pensano ad esempio che l’UE abbia permesso loro di andare in vacanza senza code alle frontiere e a lavorare in un altro paese senza problemi. Meno rilevanti sarebbero il ruolo dell’Unione nella propria formazione o l’impatto della promozione della produzione agricola e la difesa dei prodotti tipici.Il sondaggio ha esplorato anche la conoscenza da parte dei milanesi dei progetti nati dall’investimento dell’UE sulla città. I più popolari sono risultati “CLEVER CITIES/MILANOCLEVER”, il progetto dedicato alla rigenerazione urbana tramite soluzioni nature-based e “PON METRO”, il programma di sviluppo urbano sostenibile focalizzato sulla riprogettazione di Milano secondo il modello “Smart City” e sull’inclusione della popolazione più fragile.Per quanto riguarda la gestione della crisi legata a COVID-19, i cittadini si ritengono mediamente soddisfatti. Su una scala da “1” (del tutto insufficiente) a “5” (ottimo), 471 cittadini hanno dato “3”, la sufficienza (37,6%). I giudizi molto positivi (“4” e “5”) raggiungono insieme il 31,3%. Dovendo invece ordinare le priorità di intervento dell’UE, che ha proposto di stanziare 1.850 miliardi per rilanciare l’Europa dopo il COVID-19 e rafforzare l’Unione da qui al 2027, i milanesi mettono ai primi posti: “Sostegno alle imprese e all’occupazione”, “Sanità” e “Ricerca e istruzione”. Tra le parole più usate nei suggerimenti facoltativi finali spiccano per frequenza: “sostegno”, “diritti”, “fiscale”, “immigrazione”, “mobilità” e “cultura”.I quesiti sono stati online la prima settimana di settembre. Circa il 90% dei partecipanti è nato o vive a Milano. Il sondaggio, che non ha valore statistico, è stato organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo a Milano per coinvolgere i cittadini in vista del discorso sullo stato dell’Unione (SOTEU) che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen terrà a Bruxelles il 16 settembre e ha avuto il sostegno del Comune di Milano, della Regione Lombardia, dello Europe Direct Lombardia e della Rappresentanza a Milano della Commissione europea. Alla presentazione online dei risultati hanno partecipato anche gli eurodeputati: Eleonora Evi (Movimento 5 Stelle – Gruppo Non iscritti), Pierfrancesco Majorino (Partito Democratico – Gruppo S&D) e Silvia Sardone (Lega- Gruppo Identità e Democrazia).

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“Le priorità per uscire dalla crisi sono creare reti pronte al futuro e puntare all’inclusione digitale”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

“Dietro alla pandemia ci sono altre sfide che daranno forma al nostro futuro: il cambiamento climatico e l’impatto delle attività umane sull’ambiente, l’urbanizzazione, lo sviluppo economico e umano, la debolezza di infrastrutture, servizi e sistemi che credevamo più resilienti”: è sul domani che si snoda la riflessione di Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia pubblicata su “Genio & Impresa” (genioeimpresa.it). Come spiega sul web magazine di Assolombarda, la situazione generata dallo scoppio del Coronavirus impone una riflessione sulla rete, strumento che nei mesi dell’emergenza si è rivelato vitale: “Mai come oggi è emersa l’importanza di creare reti pronte al futuro, una necessità che può materializzarsi d’improvviso sotto la spinta di fenomeni nuovi. Da qui il bisogno di lavorare per eliminare le disparità di accesso alla rete e porre fine al digital divide culturale”. Cambiare è fondamentale, soprattutto perché la situazione attuale è destinata a durare secondo l’AD di Cisco Italia: “Ogni azienda deve rendersi conto che la “nuova normalità” è qui per restare ed è importante affrontarla insieme”. Come fare dunque per far fronte a questo mutamento epocale? Prosegue Santoni: “Le competenze devono evolversi. Non possiamo più permetterci né l’esclusione economica, culturale e infrastrutturale dall’accesso alle reti e alle possibilità che offrono, né di non sfruttare il potenziale delle persone, delle comunità, della trasformazione sociale che è possibile alimentare anche attraverso la tecnologia”. Non solo, l’AD di Cisco Italia ritiene centrale il potenziamento delle reti per supportare il lavoro da remoto: “Solo nella prima settimana di lockdown il traffico online è aumentato del 33%. Sono necessarie reti che sappiano offrire la fluidità e le caratteristiche utili a sfruttare con efficacia gli strumenti di comunicazione e collaborazione in video. È importante poter accedere in modo efficace e scalabile alle risorse in cloud”. Un altro fattore fondamentale secondo Santoni è la sicurezza, dal momento che più si amplia l’accesso alla rete tanto più aumenta la superficie di attacco. Sulla ricetta per uscire dalla crisi Agostino Santoni sembra avere le idee chiare: “Se vogliamo che il nostro sistema economico e il sistema Paese recuperino e mantengano la competitività, dobbiamo fare leva su un digitale disponibile per tutti e moltiplicarne il valore grazie al nostro ricco capitale umano e alla nostra creatività. È necessario che tutte le controparti adottino una visione collettiva nello sviluppo del loro business, puntino sulle competenze delle persone, si considerino cittadine di una comunità in cui il digitale diventi il motore per costruire un futuro più inclusivo e al contempo per avere un business più competitivo”. Cogliere questa sfida e saper trarre vantaggio dalla situazione attuale diventa quindi un imperativo: “È un’occasione che non possiamo perdere. Il digitale offre alle aziende la possibilità di ripensare i propri processi e la propria operatività, ottenere più efficienza, produttività e tagliare i costi. Con il cloud è possibile ottenere le soluzioni più evolute senza “importare” nell’azienda la complessità, con l’IOT si possono far “parlare” gli asset delle nostre imprese, raccogliere dati e informazioni con cui alimentare i processi decisionali, avere tecnologie di rete sempre più autonome, intelligenti e intrinsecamente sicure”.

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Accordo sul bilancio dell’UE per il 2020: lotta ai cambiamenti climatici e realizzazione delle priorità dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

Le tre istituzioni dell’UE hanno raggiunto oggi un accordo sul bilancio dell’UE per il 2020, che consentirà all’Unione di concentrare le sue risorse sulle priorità che contano per i cittadini: cambiamenti climatici, occupazione, giovani, sicurezza e solidarietà nell’UE. Il bilancio per l’anno a venire, che sarà il settimo ed ultimo esercizio nel quadro dell’attuale ciclo di bilancio a lungo termine per il periodo 2014-2020, preparerà inoltre la transizione verso il prossimo ciclo di bilancio. Il bilancio dell’UE per il 2020 prevede 168,69 miliardi di € in stanziamenti di impegno (ovvero i finanziamenti che possono essere stabiliti nei contratti in un determinato anno) e 153,57 miliardi di € in stanziamenti di pagamento (ovvero i finanziamenti che saranno erogati). Tra gli elementi principali del bilancio figurano i seguenti:il 21% del bilancio complessivo sarà destinato a misure volte ad affrontare i cambiamenti climatici. Il programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima, ad esempio, riceverà 589,6 milioni di € (+5,6% rispetto al 2019). Orizzonte 2020, che tradizionalmente apporta un contributo sostanziale al conseguimento degli obiettivi climatici, otterrà un importo pari a 13,46 miliardi di € (+8,8% rispetto al 2019). Alla componente Energia del meccanismo per collegare l’Europa, che investe nella diffusione su vasta scala delle fonti rinnovabili, nel potenziamento delle infrastrutture esistenti per la trasmissione dell’energia e nello sviluppo di nuove infrastrutture, saranno assegnati 1,28 miliardi di € (+35% rispetto al 2019). La componente Trasporti del meccanismo per collegare l’Europa riceverà un sostegno pari a 2,58 miliardi di €; quasi la metà dei fondi – 83,93 miliardi di € in stanziamenti di impegno (+4,1% rispetto al 2019) – contribuirà a rendere la nostra economia maggiormente competitiva. Di tali fondi, 58,65 miliardi di € (+2,5% rispetto al 2019) saranno destinati a ridurre il divario economico negli Stati membri e tra di essi, a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro e a promuovere la convergenza attraverso i Fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE); il sistema globale di navigazione satellitare europeo Galileo beneficerà di un sostegno pari a 1,2 miliardi di € (+74,7% rispetto al 2019) per aumentare la sua diffusione sul mercato a livello mondiale fino a raggiungere 1,2 miliardi di utenti entro la fine del 2020; un importo di 255 milioni di € offrirà incentivi alle imprese europee affinché collaborino per sviluppare prodotti e tecnologie della difesa nel quadro del programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa; i giovani beneficeranno di una serie di programmi: 2,89 miliardi di € saranno destinati all’istruzione tramite Erasmus+ (+3,6% rispetto al 2019), mentre il Corpo europeo di solidarietà offrirà opportunità di volontariato o lavoro nell’ambito di progetti nel proprio paese o all’estero grazie a uno stanziamento di 166,1 milioni di € (+15,9% rispetto al 2019); gli agricoltori europei beneficeranno di 58,12 miliardi di €; La sicurezza e la gestione della migrazione continueranno a ricevere un sostegno. Ad esempio, 2,36 miliardi di € confluiranno nel Fondo Asilo, migrazione e integrazione, nel Fondo sicurezza interna e nelle agenzie che operano in questo settore [Europol, Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), EASO, eu-LISA].

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La cybersecurity è una questione di priorità

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

I cybercriminali sono al passo con i tempi e continuano ad aggiornare i metodi e le strategie di attacco da utilizzare per i loro scopi malevoli; per questo motivo, le aziende devono informarsi costantemente sulle minacce che hanno maggiori probabilità di colpire i singoli network e le risorse connesse. Secondo l’ultimo Threat Landscape Report di Fortinet, i criminali informatici non solo utilizzano metodologie d’attacco sempre nuove e diversificate (anche nel caso di attacchi più datati), ma stanno anche cambiando le strategie per oscurare la loro presenza ed eludere il rilevamento.I cybercriminali stanno sfruttando vari fattori come ad esempio la velocità, l’espansione della superficie di attacco e la complessità dell’attuale panorama delle minacce informatiche per identificare e sfruttare i punti deboli nei network. Di conseguenza, le imprese devono trovare una modalità per conciliare la propria strategia di sicurezza integrata con la necessità di rimanere al passo con le forme di attacco emergenti. Questo modus operandi consente loro di stabilire le priorità nell’attuazione di difese specifiche e di rafforzare le principali pratiche di cybersecurity.
Il ransomware rappresenta l’esempio perfetto dell’evoluzione di una minaccia: proprio quando sembrava che stesse per essere sostituito dal cryptomining, è ritornato in auge e si è preso una rivincita. La prima prova di tutto ciò è stata un’ondata di attacchi molto sofisticati e mirati avvenuti all’inizio dell’anno. LockerGoga, ad esempio, ha utilizzato la deep reconnaissance per identificare gli obiettivi primari ed eludere efficacemente le soluzioni di sicurezza che avrebbero potuto intralciarlo. RobinHood (noto anche come RobbinHood), e varianti ransomware simili come Ryuk, sono cresciuti utilizzando questa strategia prendendo di mira alcuni comuni specifici negli Stati Uniti.Questi nuovi tool hanno ampliato le normali funzionalità del ransomware: per fare un esempio, RobbinHood è in grado di disabilitare i servizi Windows che prevengono la codifica dei dati e la capacità dei sistemi di disconnettersi dai drive condivisi, garantendo la massima esposizione alla crittografia dei dati dannosi. Ryuk, invece, utilizza tattiche di evasione avanzate, inclusa la distruzione della sua chiave e l’eliminazione di shadow copy su un sistema infetto, per fare in modo che chi si occupa della sicurezza noti la sua presenza solo quando è troppo tardi. Proprio di recente è emerso un ransomware chiamato Sodinokibi (aka Sodin) che sfrutta una vulnerabilità critica scoperta di recente che permette l’esecuzione di codice arbitrario da remoto. L’impatto di questo exploit potrebbe essere devastante perché consente che un sistema possa essere infettato senza che la vittima abbia fatto qualcosa per innescare il virus.
Un altro tema critico di cui i team di sicurezza devono occuparsi è quella legato al crescente numero di tecniche sviluppate dai cybercriminali per non farsi scoprire. Nell’ultimo trimestre sono state introdotte diverse nuove strategie di evasione e per eludere il rilevamento. Per fare un esempio, AndroMut è un downloader che è salito alla ribalta di recente. È noto per il download di malware come FlawedAmmyy RAT. Tuttavia, il motivo per cui ha raggiunto la notorietà è legato al fatto che include non solo il rilevamento sandbox, che sta diventando piuttosto comune, ma anche uno strumento simulatore della verifica. In aggiunta, nell’ultimo trimestre sono stati rilevati almeno altri due downloader – un nuovo tool chiamato Brushaloader e una nuova versione di JasperLoader – che utilizzano meccanismi simili di evasione, tra cui funzionalità di verifica della posizione e sleep timer per l’esecuzione ritardata.Ultimamente gli attacchi ransomware ad hoc sono sostituiti da exploit estremamente mirati che combinano il riconoscimento con la disabilitazione di strumenti e servizi per la sicurezza e tecniche d’evasione avanzate. I risultati possono essere devastanti. Dare priorità a questi attacchi, che appaiono nel radar dei Threat Report può non essere sufficiente per identificare e rispondere nel modo adeguato a minacce che sono pensate proprio per evitare di essere individuate.Per affrontare i rischi cui le aziende possono essere sottoposte e ridurne i possibili effetti, è fondamentale che chi si occupa di sicurezza monitori la threat intelligence da diverse fonti. In questo modo sarà possibile dare priorità ai rischi associati all’ambiente di rete in cui opera ogni singola realtà.

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Pa: Fp Cgil a Dadone, priorità a occupazione, contratti e servizi

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

“Le priorità da affrontare sono il varo di un piano straordinario di occupazione nel lavoro pubblico, come rivendicato dalla Cgil, che parta dal dare risposte a precari e idonei, insieme al tema degli investimenti nella Pa, che vuol dire rinnovo dei contratti e risorse per migliori servizi ai cittadini”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, nel rivolgersi al neo ministro della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone.
La dirigente sindacale ricorda come, nel corso dell’ultimo anno, “ci siamo mobilitati contro un governo in cui erano presenti anche i Cinque stelle, i quali hanno sostenuto fino ad adesso politiche punitive nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, dai controlli biometrici alle telecamere negli asili nido, senza allo stesso tempo stanziare risorse adeguate per il rinnovo dei contratti. Ricordiamo che nella legge di Bilancio ci sono meno della metà delle risorse destinate per il rinnovo dei passati contratti”.In più, rammenta ancora Sorrentino, “non c’è stata alcuna sensibilità per la nostra richiesta, quella della Cgil, per il varo di un piano straordinario dell’occupazione nelle pubbliche amministrazioni che comprendesse, tra le priorità, la proroga dei criteri previsti dalla legge Madia per la stabilizzazione di tutti i precari e di tutte le graduatorie in essere, dando una risposta agli idonei e ai vincitori di concorso. Queste sono priorità da mettere in agenda subito, le prime risposte rispetto alle quali misurare se questo sarà o meno un reale governo di svolta”.Inoltre, aggiunge, “pensiamo come Cgil che ci sia il bisogno di invertire una tendenza al disinvestimento strutturale nelle pubbliche amministrazioni. Se diciamo insieme, come abbiamo letto nel programma di governo, che bisogna rimettere al centro i beni comuni e valorizzare la qualità dei servizi ai cittadini, a partire da scuola, sanità e assistenza, oltre al piano per l’occupazione serve far ripartire gli investimenti nel sistema pubblico, che vuol dire maggiori risorse e grandi e importanti cambiamenti organizzativi. Questo si può realizzare attraverso la contrattazione”. Per la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, “auspichiamo che il ministro Dadone in tempi celeri renda noto il suo programma di azione e si misuri con la sfida del rinnovo dei contratti. La Pa non ha più tempo. Come denunciamo da anni, la riduzione strutturale del perimetro pubblico sta progressivamente aumentando il costo dell’accesso ai servizi per i cittadini, svalorizzando allo stesso tempo la funzione dei lavoratori pubblici. Oggi questa è un’evidenza sotto gli occhi di tutti. Ripartiamo da qui per far ripartire il paese”, conclude Sorrentino.

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Salute Mentale e priorità

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Napoli. La Società Italiana di Psichiatria (SIP) in collaborazione con la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO), il Coordinamento Toscano delle Associazioni per la Salute Mentale e la Fondazione Progetto Itaca Onlus, si sono confrontati a Napoli con i rappresentanti di diverse Regioni sullo stato dell’arte dell’assistenza dei pazienti affetti da disturbi mentali con l’obiettivo di definire una serie di azioni da attuare in stretta collaborazione con il Ministero della Salute.“Già nel 2017 avevamo le idee chiare – spiega Enrico Zanalda, Presidente della Società Italiana di Psichiatria – il nostro obiettivo era sensibilizzare le Istituzioni sull’emergenza rappresentata dalle malattie psichiatriche. Lo abbiamo fatto mettendo a punto la Carta della Salute Mentale, che è stata presa in considerazione nel modo corretto, considerato che a gennaio il Ministero della Salute ha istituito un tavolo ministeriale dedicato a questa tematica al quale anche la Società Italiana di Psichiatria è stata invitata a far parte”.La Carta della Salute Mentale è figlia di due Risoluzioni (WHA65.4 e WHA66.8) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha predisposto un Piano d’azione globale per la salute mentale 2013-2020. Obiettivo: sollecitare gli Stati Membri ad adottarlo, a intraprendere le dovute azioni programmatiche e a stanziare le necessarie risorse.

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Riscatto laurea: Per il M5S deve essere una priorità del governo per estenderne i benefici

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 febbraio 2019

“Dobbiamo occuparci di una generazione dimenticata dalla vecchia politica, che ha conseguito un titolo di studio a fronte di grandi sacrifici e che oggi dobbiamo permetterle di riscattare”, lo afferma la sottosegretaria all’economia Laura Castelli, nell’ambito di un incontro svoltosi stamattina a palazzo Chigi, insieme al sottosegretario all’istruzione Salvatore Giuliano, con il Coordinamento Nazionale Riscatta Laurea.
L’incontro è avvenuto a seguito dell’approvazione in consiglio dei ministri del decreto 28 gennaio 2019, n. 4 “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”, che nei prossimi giorni arriverà in aula al Senato.
“Il Governo del Cambiamento non riforma dall’alto ma trasforma con un processo che parte dal basso, partecipato. Il riscatto della laurea ai fini pensionistici è un diritto e va trattato nell’ambito di un più ampio e generale ripensamento della formazione superiore nel nostro Paese”, dichiara Giuliano.
“È stato un momento di confronto significativo”, proseguono i sottosegretari, “tanti i temi affrontati: dall’esigenza di rivalutare il ruolo della laurea, a quella di trasformare la metodologia didattica di Scuola e Università, favorendo un migliore orientamento per la scelta degli studi e del lavoro”.
Sul tavolo alcune richieste specifiche da parte dei promotori del Coordinamento per i quali il Governo ha dimostrato la massima apertura: l’estensione della rateizzazione del riscatto della laurea da 60 a 120 mesi, l’abolizione del limite d’età a 45 anni per i beneficiari delle agevolazioni e l’inclusione tra questi degli studenti lavoratori (che la norma già prevede per chi si è laureato dopo il 1996).
“Siamo soddisfatti dell’incontro e dell’attenzione mostrata da parte del Governo per le istanze presentate, sulle quali come Organizzazione ci impegniamo da anni”, lo affermano Luigi Napolitano e Rosario Pugliese, promotori nazionali del Coordinamento Riscatta Laurea.

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Per l’80% delle imprese italiane la priorità è la digitalizzazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

La digitalizzazione come opportunità unica per invertire la curva che porta in basso l’Italia sul fronte della produttività, facendo rimanere al palo il nostro Paese non solo nei confronti della Germania o della Francia, ma anche di paesi come la Spagna. È questa la visione che accomuna i direttori risorse umane delle imprese italiane: l’80,77% infatti mette la digitalizzazione fra le priorità dell’azienda, insieme a esigenze pragmatiche come incremento della produttività e riduzione dei costi (indicati fra le tre opzioni possibili rispettivamente dal 65,38% e dal 57,69% degli intervistati). È quanto emerge dalla ricerca The future of HR in the digital era, realizzata da Business International in collaborazione con Osservatorio Imprese Lavoro INAZ, intervistando un centinaio di HR executives e dirigenti di aziende medio-grandi. Il report 2018 completo, di cui è stata presentata un’anteprima lo scorso novembre a Roma in occasione di HR Business Conference, è ora disponibile sul sito dell’Osservatorio Impresa Lavoro Inaz.
La ricerca, che comprende anche una serie di interviste a manager e specialisti del personale, è tesa a indicare gli elementi chiave della roadmap della trasformazione digitale nel nostro paese in ambito HR. «Se è vero che scontiamo ancora uno scarto importante rispetto all’Europa, è anche vero che le imprese manifestano una forte voglia di guardare al futuro – commenta Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz –. È il digitale infatti a rendere possibili tutte le iniziative sulle quali oggi ci si concentra in ambito HR per lavorare meglio, in modo più produttivo e con modalità di organizzazione che rispondono alle sfide di oggi. Per esempio lo smartworking (il 38% degli intervistati prevede di introdurlo in azienda), lo sviluppo del welfare aziendale (su cui si concentrerà il 31% degli intervistati), nuove modalità di performance management e misurazione dei risultati, ma anche formazione continua, employee retention e talent acquisition». La funzione HR è inoltre consapevole di doversi digitalizzare essa stessa (54% delle risposte alla richiesta di indicare tre obiettivi di investimento) e di avere bisogno di nuove competenze specifiche (una necessità avvertita dal 53,85% degli intervistati).

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Il Parlamento indica le priorità per BCE e unione bancaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

Strasburgo. I deputati hanno definito le priorità per le azioni della Banca centrale europea per il 2019 e per il completamento dell’unione bancaria. In due risoluzioni distinte, la prima sui lavori della Banca centrale europea (BCE), redatta da Gabriel Mato (PPE, ES) e la seconda sui progressi compiuti e da realizzare nel settore dell’unione bancaria, redatta da Nils Torvalds (ALDE, FI), i deputati hanno manifestato le loro preoccupazioni e gli elementi su cui si dovrà prestare particolare attenzione nel corso del prossimo anno.Con riferimento all’Italia, il Parlamento si è detto d’accordo con l’argomentazione del Presidente della BCE Mario Draghi, secondo il quale le dichiarazioni incoerenti fatte dal nuovo governo hanno prodotto nel corso del 2018 un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato italiani.
I deputati concordano con il piano della BCE di iniziare a ridurre gradualmente le misure monetarie eccezionali, introdotte al culmine della crisi finanziaria, invitando tuttavia alla cautela sulla velocità con cui tale riduzione dovrà essere effettuata.Hanno inoltre chiesto alla BCE di prestare particolare attenzione alle crescenti preoccupazioni per la recrudescenza delle bolle immobiliari e del debito del settore privato, alla necessità di continuare a incoraggiare gli investimenti pubblici e privati e di garantire che il denaro “a basso costo” che fornisce alle banche sia effettivamente trasferito, sotto forma di prestiti, all’economia reale.I deputati hanno poi incoraggiato la BCE a garantire la stabilità dei mercati finanziari dell’UE, anche nel caso di una Brexit senza accordo. Infine, hanno chiesto alla Banca centrale europea di seguire da vicino gli sviluppi della tecnologia per un registro distribuito (blockchain) delle finanze.I deputati hanno rilevato la necessità di una maggiore armonizzazione per quanto riguarda la valutazione della stabilità di una banca, del suo fallimento o della sua probabilità di fallimento, nonché una distinzione più chiara tra poteri di vigilanza e poteri di intervento precoce. Hanno inoltre espresso serie preoccupazioni sul cattivo stato delle norme antiriciclaggio nell’unione bancaria, chiedendo un approccio comune dell’UE per la vigilanza e il rispetto di tali norme. Inoltre, la Commissione deve intervenire per ridurre il settore bancario ombra, che rappresentava il 40% del sistema finanziario dell’UE alla fine del 2017.Infine, il Parlamento ha ribadito la sua richiesta di raggiungere un accordo sul sistema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS), strumento essenziale per il completamento dell’unione bancaria.La risoluzione sulla Banca centrale europea è stata approvata con 500 voti favorevoli, 115 contrari e 19 astensioni. La risoluzione sull’unione bancaria è stata approvata con 497 voti favorevoli, 125 contrari e 14 astensioni.

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Le priorità del Paese, il rischio di fermare la crescita: l’appello degli industriali italiani oggi a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 Maggio 2018

Durante l’Assemblea Pubblica di Confindustria, tenutasi questa mattina presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Presidente Vincenzo Boccia è tornato a parlare delle priorità del sistema economico italiano: “Meno debito pubblico, riduzione del cuneo fiscale, detassazione e decontribuzione delle assunzioni dei giovani: se continuiamo a produrre più debito e più deficit non solo non aiutiamo né le nostre imprese né il Paese, ma tradiamo le giovani generazioni ostacolandone la realizzazione sociale e professionale.” Di fronte a 5mila delegati intervenuti da tutte le Confindustria d’Italia, il numero uno di Viale dell’Astronomia ribadisce le parole chiave che aveva già espresso durante le Assise generali tenutesi lo scorso 16 febbraio a Verona “Lavoro e crescita: queste sono le basi su cui costruire quella società aperta ed inclusiva che sta alla base dell’ideologia di Confindustria. Senza lavoro non c’è crescita, dobbiamo riuscire a creare delle concrete opportunità di occupazione affinché i nostri ragazzi decidano di investire nella loro formazione professionale qui in Italia”.
Il Presidente di Confindustria Toscana Sud Paolo Campinoti si unisce a quanto detto da Boccia: “Le nostre sono proposte concrete, volte a raggiungere la nostra mission, ovvero la crescita della nostra economia, che può trovare realizzazione solo tramite la creazione di posti di lavoro” e sugli ultimi dati dell’export e degli investimenti privati dichiara “I numeri delle esportazioni italiane sono incoraggianti, si è registrato un +7% rispetto allo scorso anno, ed anche gli investimenti privati sono aumentati del +30%, segnale che ci stiamo avvicinando alla ripresa. Il salto decisivo può essere fatto solo attraverso l’azione congiunta delle imprese, dell’Europa e della politica italiana: le imprese devono accelerare il cambiamento ed essere in grado di rispondere alla domanda mondiale, l’Europa deve fungere da motore di crescita economica e la politica italiana deve creare le condizioni migliori per gli investimenti.”

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Il lavoro deve essere la priorità nel 2018

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

opportunita-lavoro«Il sostegno al lavoro è indubbiamente l’elemento da valorizzare in questo 2018 per poter guardare al futuro con fiducia. Senza lavoro non è ipotizzabile lo sviluppo e non si creano le condizioni necessarie per il progresso: i segnali incoraggianti che da qualche tempo l’Istat registra sul fronte dell’occupazione (le ultime rilevazioni per novembre parlano di un aumento degli occupati, +0,3% su base mensile e +1,5% su base annua) devono essere colti e sostenuti sia dallo Stato, sia dai principali attori della nostra economia. Univendita fa proprie le indicazioni fatte dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del discorso di fine anno rilanciando l’impegno a essere strumento per la creazione di opportunità di lavoro e di crescita. Davanti a una politica che è ancora in cerca di un’identità e di azioni strutturali per far veramente ripartire il Paese, la vendita diretta a domicilio ha sempre fatto la sua parte: è un settore in forte espansione che ha saputo reggere con grande forza al pesante impatto della crisi economica rappresentando un punto di approdo per migliaia di giovani che cercavano un futuro nel lavoro. Abbiamo saputo crescere e siamo stati capaci di creare fiducia nei consumatori attraverso una rete di venditori a domicilio affidabile e garantita. Anche in questo inizio di 2018 Univendita è promotrice di crescita attraverso il lavoro: le oltre 18.500 posizioni aperte in tutta Italia nelle reti di vendita delle aziende associate testimoniano l’impulso concreto alla creazione di posti di lavoro. Quando si guarda con fiducia al futuro, Univendita c’è e c’è con le proprie aziende associate che rappresentano un valore aggiunto per quanti sono alla ricerca di un’occupazione dinamica, moderna e stimolante».Ciro Sinatra, nato nel 1961, è il presidente di Univendita, l’associazione di categoria che riunisce le più importanti aziende operanti nel settore della vendita diretta a domicilio in Italia. Le imprese associate a Univendita contano oltre 156mila collaboratori in tutta Italia e hanno realizzato nel 2016 un fatturato complessivo di 1 miliardo e 643 milioni di euro. La vendita diretta in Italia ha fatturato complessivamente 3,6 miliardi di euro nel 2016. Univendita, con oltre 1,6 miliardi pari al 46% del valore dell’intero comparto, rappresenta quasi la metà del mercato (fonte: Format Research, marzo 2017).

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Preparazione di farmaci antiblastici: le 3 priorità

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 settembre 2017

Interno farmacia

Sono, secondo l’Ufa: nel rispetto degli standard, selezione e formazione del personale e informatizzazione dei processi. Da un’indagine nazionale di QuintilesIMS, con il supporto incondizionato di Baxter, è emerso infatti, dai circa 400 centri ospedalieri che hanno partecipato, un quadro frammentato. Il 30% gestisce internamente la preparazione e manipolazione dei chemioterapici antiblastici in misura e in funzione delle esigenze dei reparti ma in assenza di una strutturale centralizzazione delle attività. Il 45% gestisce i processi all’interno di un’UFA (Unità Farmaci Antiblastici), con elevato livello di centralizzazione di attività e strutture, ma presenta comunque elementi di criticità e margini di miglioramento rispetto all’ideale a cui tendono i presupposti normativi. Il restante 25% si approvvigiona da strutture esterne.
Fare sistema avvalendosi di UFA già esistenti e realizzate con i migliori standard (centralizzazione) o, laddove necessario, dotarsi di UFA, anche grazie a partnership pubblico-private, è la possibile soluzione individuata dai partecipanti ai tavoli di lavoro di Milano e Roma, che hanno discusso di altri fattori chiave di miglioramento come la selezione e formazione specifica del personale dedicato e l’informatizzazione dei processi.

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