Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘privacy’

Privacy condominiale

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2011

Anche ai condomini tocca adeguarsi in materia di privacy, ed il principio espresso dalla sentenza n. 186 resa il 4 gennaio 2011 scorso dalla seconda sezione civile della Cassazione non fa una grinza secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”: poiché secondo i giudici di legittimità costituisce un illecito affiggere sulle bacheche presenti negli spazi condominiali “le posizioni di debito” di inquilini e proprietari.  Con la suddetta decisione, infatti, la Suprema Corte ha accolto il ricorso di un condomino del napoletano che aveva chiesto di essere risarcito dal condominio per violazione della privacy dopo l’affissione nell’androne del palazzo dei debiti che questo non aveva ancora saldato.  Nel caso di specie il proprietario di un immobile all’interno di un condominio aveva citato per danni l’amministratore perché in uno spazio comune erano stati affissi i dati relativi alla sua posizione debitoria. Sia il Tribunale civile di Napoli che la Corte d’Appello ne avevano rigettato le richieste . I giudici di piazza Cavour investiti a loro volta della vicenda hanno cassato con rinvio la sentenza della corte d’appello accogliendo il ricorso ritenendo prevalenti le esigenze di privacy dei singoli condomini rispetto a quelle di efficienza dell’amministrazione condominiale con ciò riconoscendo anche il diritto al risarcimento del danno per illiceità del comportamento tenuto quale fonte di responsabilità civile. Peraltro gli ermellini ritengono che “fermo il diritto di ciascun condomino di conoscere, anche, anche su propria iniziativa, gli inadempimenti altrui nei confronti della collettività condominiale – l’affissione nella bacheca dell’androne condominiale, da parte dell’amministratore, dell’informazione concernente le posizioni di debito del singolo partecipante al condominio, risolvendosi nella messa a disposizione di quel dato in favore di una serie indeterminata di persone estranee, costituisce un’indebita diffusione, come tale illecita e fonte di responsabilità civile, ai sensi degli artt. 11 e 15 del codice”.

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La fine della privacy

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 dicembre 2010

Lettera al direttore. Qualche anno fa  (giugno 2006)  alcuni quotidiani pubblicavano questa mia: “Sono persuasa, che se un giorno uno scienziato fosse sul punto di realizzare un’apparecchio capace di intercettare i pensieri,  sarebbe eliminato (lui, non l’apparecchio!) in men che non si dica, non da persone con la coscienza pulita, ma da persone con la coscienza sporca. Se invece la geniale invenzione si diffondesse, e fosse alla portata di tutti, la gente semplice, buona e onesta, con tutta probabilità riuscirebbe ad adattarsi alla nuova situazione; ma per i delinquenti, per i banditi, ed anche per tanti uomini potenti, galantuomini solo all’apparenza, la vita sarebbe impossibile. Una vera tragedia. La fine della privacy… ma forse, chissà, l’inizio di un mondo migliore”. Assange non ha letto nel pensiero dei potenti, però, nel suo piccolo, ha fatto qualcosa di analogo. Ma i potenti non hanno fatto in tempo ad eliminarlo, ed intanto, nel loro piccolo, lo hanno arrestato. (Francesca Ribeiro)

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Bossi: Berlusconi non è furbo

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Il Messaggero di oggi riporta una dichiarazione di Umberto Bossi che ci fa riflettere. Vi aggiungiamo un commento di Rosario Amico Roxas sempre pronto e attento a cogliere gli eventi e a sottoporli alla nostra attenzione e riflessione. “Una grande lezione di dignità quella che Bossi impartisce…!!! Non censura l’abuso di autorità del cavaliere, ma il metodo….   Bene la telefonata per evitare che la minorenne rimanesse nelle mani della polizia, con il rischio che svelasse tutto ciò che il cavaliere vuole mantenere segreto in nome della privacy; tutto bene l’inventata parentela con Mubarak che impone all’Italia una figuraccia internazionale….  Tutto bene.
Sbagliato solo aver telefonato personalmente; avrebbe dovuto far telefonare ad altri e magari poi, ove si fosse scoperto l’inghippo, riservarsi la dichiarazione di estraneità o meglio, di censurare il telefonista obbligato a telefonare. Si tratta del metodo usato da 16 anni dal cavaliere, ma oggi non più utilizzato per la fregola di neutralizzare eventuali dichiarazioni ben più penalizzanti. Bossi coglie nel segno  il disorientamento generale che offusca la politica italiana: non si censurano i comportamenti illeciti, bensì le ingenuità che li fanno emergere e scoprire. Quanto  alla figuraccia internazionale, il silenzio di Mubarak e dell’Ambasciata peggiora i termini di una giusta  precisazione… evidentemente non considerano il cavaliere meritevole di rimostranze. (Rosario Amico Roxas) precedenti qui

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Privacy e Sicurezza aziendale

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

In Italia, la maggior parte delle PMI e la quasi totalità delle grandi imprese è dotata di strumenti informatici per regolare l’accesso a Internet degli utenti e prevenire azioni di tipo illegale che potrebbero compromettere la sicurezza aziendale – strumenti che registrano tuttavia tutti gli accessi e le informazioni personali degli utenti. GFI Software, noto fornitore di infrastrutture per piccole e medie imprese (PMI), è la prima azienda ad offrire una soluzione di Content Security per raccogliere i log comprovanti gli accessi degli amministratori di sistema ed adempiere alle richieste del DL 196/03 in materia di protezione dei dati personali. La soluzione rappresenta uno strumento fondamentale per aziende e utenti, sciogliendo lo spinoso paradosso in tema di tutela della Privacy che tutte le aziende sono chiamate a rispettare.
GFI WebMonitor™, nota soluzione che offre strumenti completi per il  filtraggio e la regolazione del traffico Web, integra oggi una novità a livello mondiale con l’acquisizione della certificazione “Ethics”. Si tratta dell’unico prodotto oggi in grado di offrire alle aziende tutte le informazioni utili ad identificare l’autore di un illecito commesso sul Web, tutelando appieno la Privacy degli utenti sulla propria rete.

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Giornalisti tra informazione e privacy

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2010

Non è mica tanto vero che la Fnsi è l’ultimo ridotto dell’opposizione antiberlusconiana. Il fatto reale è che ormai hanno cittadinanza nel sindacato dei giornalisti posizioni critiche non obbligatoriamente schierate pro o contro il governo. Personalmente trovo le ragioni di questa affermazione nell’enciclica Caritas in veritate, in cui Papa Benedetto XVI ricorda che «resta sempre valido il tradizionale insegnamento della Chiesa, che propone la distinzione di ruoli e funzioni tra sindacato e politica». Con il medesimo criterio giudico il ddl Alfano o quel che ne rimane, se sopravviverà la formulazione dell’articolo 6, che introduce, dopo il comma 6-bis dell’articolo 114 del codice di procedura penale, un comma 6-ter che recita: «Sono vietate la pubblicazione e la diffusione dei nomi e delle immagini dei magistrati relativamente ai procedimenti e processi penali loro affidati. Il divieto relativo alle immagini non si applica all’ipotesi di cui all’articolo 147 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del presente codice, nonché quando, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, la rappresentazione dell’avvenimento non possa essere separata dall’immagine del magistrato».  Significa che non possiamo più scrivere il nome di un giudice. Così non gli si consentirà di farsi pubblicità sui giornali. È così ovvio lo spirito della norma, da nascondere un altro squilibrio: se commettono un errore giudiziario, non possiamo informarne i lettori. È per questo che la si chiama legge-bavaglio, perché non rispetta il criterio giuridico secondo il quale abusus non tollit usus: per impedire eccessi, toglie diritti. Condividendo così la medesima cultura della sinistra illiberale fatta di divieti. Ma c’è anche una posizione diversa, mediaticamente sottorappresentata, della Fnsi, soprattutto in Lombardia, che vuole tenere insieme il diritto-dovere dei cronisti, il diritto dei cittadini alla riservatezza e il diritto alla giustizia. E risale a tre anni fa, quando i giornalisti italiani scioperarono contro il ddl Mastella (all’epoca con il centrosinistra), che in fondo non era molto diverso dal ddl Alfano e comunque fu bloccato. Infine c’è anche una proposta, oltre che una protesta. Chiediamo di celebrare un’udienza filtro, nel corso della quale il gip individui, d’intesa con il pm e i difensori degli indagati, le intercettazioni che non risultano utili ai fini delle indagini. Le conversazioni private, i fatti manifestamente estranei all’inchiesta sarebbero così poste in un archivio riservato, al quale le parti potrebbero accedere, previa autorizzazione, senza poterne disporre. Sarebbe un modo civile per impedire di essere tutti spiati, intercettati e condannati al pubblico ludibrio in assenza di una condanna.  (Andrea Morigi  Consigliere nazionale Fnsi – Stampa Democratica in estratto)

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Privacy tra i banchi di scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2010

Nelle scuole, di ogni ordine e grado, vengono trattate giornalmente numerose informazioni sugli studenti e sulle loro famiglie, sui loro problemi sanitari o di disagio sociale, sulle abitudini alimentari. A volte può bastare una lettera contenente dati sensibili (quelli più delicati) su un minorenne, o un tabellone scolastico con riferimenti indiretti sulle condizioni di salute degli studenti, per violare anche involontariamente la riservatezza, la dignità di una persona. Al tempo stesso, “la privacy” è stata talvolta utilizzata in maniera impropria, per non rendere pubbliche determinate informazioni, come i risultati scolastici e quelli degli esami. Con un vademecum dal titolo “La Privacy tra i banchi di scuola”, realizzato dal Garante per la protezione dei dati personali si intende offrire un contributo a favore di una comunità scolastica che possa promuovere il rispetto reciproco e tutelare il diritto degli studenti alla riservatezza. Informazioni sugli studenti, riprese audio e video, trattamento dei dati, diritto di accesso, sono alcuni dei punti trattati nel vademecum, che raccoglie in un unico documento indicazioni generali tratte da provvedimenti, pareri e note del Garante in tema di privacy a scuola. Scritta con un linguaggio volutamente semplice e meno tecnico possibile, la guida intende offrire un primo contributo a presidi, insegnanti, operatori scolastici, ma anche a genitori e studenti, per approfondire i temi legati alla privacy.

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Posta elettronica certificata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 maggio 2010

Dal 30 giugno 2009 tutte le amministrazioni pubbliche che hanno un sito devono pubblicarvi, in home page, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata indicando i tempi di risposta. Lo prevede il Codice dell’Amministrazione digitale (d.lgs.82/2005, art.54). La posta elettronica certificata (PEC) è uno strumento che permette di dare ad un messaggio di posta elettronica lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento tradizionale. Il cittadino che deve intimare l’erogazione di un servizio o il rispetto di un diritto, ad esempio, potrà evitare di doversi recare e fare code all’ufficio postale oltre che a spendere un minimo di 3,90 Euro a lettera. Abbiamo fatto un’indagine sullo stato dell’applicazione della legge a distanza di quasi un anno partendo dai quei soggetti della Pubblica Amministrazione che (teoricamente) dovrebbero essere più vicini e sensibili alle comunicazioni degli utenti e consumatori: le Authority. Con grande sorpresa, abbiamo rilevato che il 70% di esse non ha un indirizzo Pec o non lo riporta sul proprio sito come previsto dalla legge. Particolarmente emblematico della situazione in cui versa lo Stato di diritto in Italia è il caso del CiVIT (Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubblica) che dovrebbe vigilare sulla qualità della Pubblica Amministrazione e quindi anche sull’attuazione della legge che essa stessa viola. Oppure il caso dell’Istituto di Informatica e Telematica che, nonostante il nome, non e’ al passo coi tempi ne’ con la legge. Non hanno la Pec neanche Antitrust, Garante dell’energia e del gas, Consob, Isvap, Enac, Enea, Enit, Isvap, Covip, Ispra (ex Apat). Le Authority che ad oggi hanno adempiuto agli obblighi di legge -cosa apparentemente tutt’altro che scontata in Italia- sono: Autorità garante sulle comunicazioni, Garante Privacy, Aipa, Banca d’Italia, Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici.
Qui una nostra scheda pratica sulla Pec: http://sosonline.aduc.it/scheda/ posta+elettronica +certificata +pec+guida+all+uso_16649.php (Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc)

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Genitori e internet

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Sesto Fiorentino 16 aprile alle ore 21,30 scuola media statale “G. Cavalcanti” incontro presso la sala incontri della scuola in via Guerrazzi 178. Che i nostri figli non siano al sicuro quando navigano su Internet tutti lo sanno, ma vederlo on line è un’altra cosa. L’opportunità sarà offerta dall’Associazione genitori A.Ge. Toscana in collaborazione con il Comitato genitori . A relazionare sul tema “Genitori e Internet ” è stata chiamata Elena Farinelli, esperta di Internet e Web2, che condurrà l’incontro con un approccio pratico e interattivo. “I ragazzi oggi vengono dotati dalle famiglie di strumenti mediatici così potenti -mette in guardia Enio Lucherini, preside della scuola media Cavalcanti- da metterli in condizione di violare la privacy altrui o di commettere un’infrazione penale senza rendersene neppure conto”. “Da parte delle famiglie occorre una sorveglianza accorta, rispettosa della crescita del figlio, senza però rinunciare all’azione educativa” dichiara a sua volta Paola Cavallaro, presidente del Comitato genitori della scuola Cavalcanti.  L’incontro, realizzato grazie al contributo dell’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Toscana, fa parte di una serie di iniziative già attuate con successo dall’A.Ge. Toscana ad Arezzo, a Scandicci e a Campi Bisenzio. La partecipazione è gratuita. Si segnala che la sala ha una capienza limitata a 100 posti e che le recenti iniziative di formazione attivate dalla scuola hanno registrato il tutto esaurito.

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Il futuro dei dati digitali e la privacy

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2010

Roma 30 marzo 2010 – ore 18:00 Sala delle Colonne – Camera dei Deputati Via Poli 19 –  introducono: On. Benedetto Della Vedova On. Sandro Gozi La sfida della privacy intervengono: Luca Bolognini, Diego Fulco e gli autori di Next Privacy partecipano: Ammiro Partners, Fastweb, Google, Qualcomm, Microsoft, Passpack, Sky, Sorgenia modera: Pietro Paganini  Pensiamo a quando facciamo la spesa, passiamo i controlli in aeroporto, eseguiamo una ricerca on line… Che siano gesti quotidiani o azioni complesse – il cui scopo sia anche quello di migliorare la nostra esistenza –essi hanno un forte impatto sulle informazioni che riguardano la nostra persona: la carta di credito, la tessera a punti del supermercato, il referto medico o un semplice telefono connesso in rete sono fattori che rivelano i nostri dati più intimi. Vogliamo condividere queste informazioni? Vogliamo “consegnarle” a soggetti terzi perché ci forniscano prodotti e servizi migliori? E siamo sicuri che verranno usate correttamente e non per scopi illeciti? Molti sono i rischi e le opportunità per la privacy dei cittadini – e delle imprese – che derivano dalle nuove tecnologie digitali, nel settore pubblico come in quello privato. Promosso e realizzato nell’ambito di uno dei più importanti – e imparziali – centri di opinione sull’argomento, l’Istituto Italiano per la Privacy, Next Privacy offre una visione chiara e aggiornata del nostro futuro di e-citizens e delle norme che regolano il fenomeno e ci tutelano (o invece non lo fanno).

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5000 telecamere spia in tutta Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

“Il progetto sulla vigilanza portato avanti dal nostro sindaco e realizzato attraverso lo stazionamento di diverse telecamere puntate su circa 300 siti sensibili, sembra essere un’iniziativa lodevole. Mi sarà concesso pensare però a un’evidente strumentalizzazione in vista delle prossime elezioni regionali.” Con queste parole il vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà commenta la notizia al via libera dato alla nuova “Sala Sistema Roma” situata nel quartiere romano Ostiense. La struttura ha il compito di controllare il territorio cittadino mediante l’utilizzo di oltre cinquemila telecamere di videosorveglianza, orientate verso musei, monumenti e stazioni ferroviarie. Per il prossimo mese è prevista l’istallazione delle apparecchiature su dieci autopattuglie della Municipale e su altrettanti autobus dell’Atac. I vigili urbani garantiranno ai cittadini il rispetto della privacy. “Mi chiedo come il cerchio della sicurezza possa chiudersi quando le vide o attrezzature aumenteranno così come i monitor da guardare. Il personale di controllo –  conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – sarà in grado di sorvegliare l’intero territorio? E come verrà tutelata la privacy?”

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Donazione organi indicata su carta d’identità

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 febbraio 2010

“La carta d’identità è un documento di riconoscimento, non può contenere i voleri sensibili di una persona, altrimenti viene meno il rispetto della privacy”. Questa la dichiarazione di Luigino Smiroldo, viceresponsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti, a seguito della norma inserita nel “Milleproroghe” secondo cui si deve indicare sulla carta d’identità se si vuole essere o meno donatori di organi in caso di morte. Ieri, 10 febbraio, il governo ha posto la fiducia su quanto previsto ed oggi si riunisce la conferenza dei capigruppo del Senato per deciderne i tempi del voto. “Non sono d’accordo perché questo non è un dato anagrafico ma personale e non è possibile che anche un poliziotto possa sapere il mio volere – continua il rappresentante del  movimento fondato da Antonello De Pierro -. Se intendono scriverlo sulla carta d’identità devono farlo anche sul passaporto, sulla patente di guida, sulla tessera sanitaria, sulla tessera ferroviaria – ironizza Smiroldo -. Insomma queste sono informazioni protette e per poterle leggere bisogna essere autorizzati”.

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L’Italia non rispetta la tutela della privacy

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

L’Ue ha annunciato un’azione legale contro l’Italia accusata di non rispettare le regole europee a tutela della privacy. Come prevedibile, dopo che il Parlamento italiano con la scusa di recepire norme europee, ha prolungato il regalo agli operatori dei call center, permettendogli di continuare ad usare banche dati contenenti numeri di telefono (ed altre informazioni) acquisite illegittimamente. Conseguenze. Non solo gli italiani stanno continuando ad essere bombardati di telefonate pubblicitarie, ma dovranno pagare (in caso di condanna, molto probabile), la multa che l’Ue fara’ al nostro Paese. Cornuti e mazziati. Sara’ contento il senatore Lucio Malan che fu il promotore dell’ultimo regalo a quelle societa’ che, al contrario, il Garante della privacy voleva mettere in galera, visto che si comportano come banditi.

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Call center e privacy

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2009

In un comunicato l’Aduc rende noto: “La maggioranza e il governo hanno dato il via libera, al Senato, al provvedimento che, tra l’altro, proroga il regalo agli operatori di telemarketing a danno della privacy degli utenti dei servizi di telefonia e in violazione delle norme comunitarie in materia. Gli italiani che continueranno per altri mesi e mesi a subire il martellamento telefonico dei venditori di tutte le risme sapranno chi ringraziare. Inclusi i tanti pianisti della maggioranza che hanno votato anche per conto dei colleghi assenti. Ora il provvedimento passerà alla Camera e lì, come abbiamo gia’ fatto per il Senato, dovremo farci sentire per cercare di evitare che sia approvato. E’ sintomatico che questo voto antieuropeo avviene il giorno dopo che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato lo Stato italiano sulla questione del crocifisso. Due questioni sicuramente diverse per argomento e per ambito (la Corte europea non e’ un organismo Ue), ma che indicano a nostro avviso come, rispetto ad un trend di politica e di socialità in ambito europeo, il nostro Paese ha scelto di essere altrove. Quando e se il provvedimento sui call center diventera’ definitivo, provvederemo a denunciare l’Italia in sede comunitaria, oltre a chiedere nuovi interventi del Garante della Privacy”.

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Caso Marrazzo: La generosità del cavaliere

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2009

Il cavaliere ha telefonato a Marrazzo per informarlo del filmino hard che lo riguardava, press’a poco questo il tenore della telefonata: “Caro, carissimo Marrazzo, ti chiamo per metterti sull’avviso che circola un filmino che ti riguarda, piuttosto piccante; si tratta della documentazione di tue frequentazioni con transessuali.  Il filmino è stato offerto alla Mondadori, e mia figlia Marina mi ha avvertito; la Mondadori ha rifiutato l’acquisto e la pubblicazione, in rispetto al nostro ben noto principio di tutela della privacy, ma ho sentito il dovere di avvertirti per premunirti adeguatamente. Questi sono i numeri di telefono dell’agenzia che dispone del filmato puoi contattarli  e cercare di far sparire quelle immagini scabrose, oppure puoi denunciare il tutto alla magistratura, fai tu, è una tua scelta”. A questo punto se Marrazzo avesse optato per pagare, si sarebbe ritrovato nudo a fronte di successivi ricatti. Al contrario se avesse presentato denuncia, come alternativa, e  con le regionali alle porte e con quel pesante fardello della sanità che è stato ereditato dalla precedente amministrazione e che, nel frattempo, si è dilatato ulteriormente, si sarebbe suicidato politicamente. (Rosario Amico Roxas) (n.r. l’Amico Rosario vorrà perdonarci se abbiamo “addolcito” il suo scritto omettendovi la parte più critica. In effetti noi sappiamo bene cosa ruota intorno al “fattaccio” e i tentativi di chi vuole trasformare il caso Marrazzo in una sorta di fatali circostanze dovute allo stress determinato da chi nella sua coalizione lo ha sottoposto a pressioni di ogni genere, facendogli perdere il senso della misura. Alla fine mentre il Pd cerca imbarazzato di scaricarlo Marrazzo si ritrova con un Pdl che gli stende la mano comprensiva e amichevole. Noi crediamo che Marrazzo possa anche essere un peccatore ma stentiamo a credere che faccia da sponda a questo coro di sirene.)

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Trattamento dei dati personali

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2009

Jesi, Hotel Federico II, 10 – 28 – 29 – 30 – 31 Ottobre 2009 Federprivacy Marche e Ufficio Studi Privacy Globalnet in collaborazione con l’Associazione Europea Protezione dati personali – identificativi sensibili e Giudiziari organizza un Seminario di aggiornamento professionale e di formazione sul trattamento dei dati personali e sulla privacy. Con la partecipazione Consiglio dell’Ordine Dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili di ANCONA, Consiglio dell’ Ordine degli Avvocati di Ancona, Camera penale Ancona. Con il patrocinio di: Università di Camerino Facoltà di Giurisprudenza, A.I.R.A Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, I.C.A.A. International cr! ime analysis association, Federprivacy Marche, SaniDoc, I.A.I.O.  Il costo per la partecipazione al seminario completo è di euro 400,00 + iva. + l’acquisto di un testo per creare le borse di studio per gli studenti di Scienze delle Investigazioni di L’Aquila. Coloro che intendono partecipare ad una sola giornata del seminario pagano ? 100,00+ iva + l’acquisto di un testo del valore di 30,00 ? attinente alle materie del seminario che servirà a creare borse di studio per gli studenti di scienze delle investigazioni di L’aquila. — Per gli iscritti a I.C.A.A il costo del seminario completo è di ? 200,00+ iva + l’acquisto di un testo attinente le materie del seminario. Nei giorni dopo il primo dovranno acquistare un testo attinente alle materie del seminario il cui ricavato servirà a creare delle borse di Studio per gli studenti del Corso di Laurea di Scienze delle investigazioni. — Gli appartenenti ai Corpi di Polizia iscritti a I.C.A.A. partecipano gratuitamente a tutte le giornate del seminario avendo come solo obbligo per ogni giornata di acquistare un testo attinente le materie trattate, per contribuire alla formazione delle Borse di studio per gli studenti del Corso di Laurea in Scienze delle Investigazioni L’Aquila.

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I contact center in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2009

Il contact center in Italia si è trasformato negli ultimi cinque anni: i contatti oggi si sviluppano al 50% per telefono, e un altro 20% via telefonino. Seguono l’e-mail (9%)m web (7%), fax (5%), posta (4%), sms (3%) chat (2%) Il telefono si conferma canale preferenziale: il costo del contatto via telefono è alto, ma lo è anche la soddisfazione del cliente, che sembra preferire canali immediati, come la chat, rispetto ad altri come mail o web. Crescono poi i costi di gestione del personale, si abbassano le altre spese. Così è cambiata la situazione secondo i dati presentati al convegno “CRM e lead generation” organizzato da Siseco.  Si sono modificate anche le aspettative del cliente, che vuole servizi e comunicazioni sempre più rapidi, erogati attraverso modalità di fruizione semplici e personalizzate, salvaguardando privacy e sicurezza. «In questo periodo particolarmente difficile – dice Roberto Lorenzetti, amministratore delegato di Siseco – l’idea il CRM abbassa i costi e crea opportunità di business concrete, che in molti casi hanno aumentato il fatturato dei nostri clienti. Siseco è la prima azienda in Italia in grado di fornire un pacchetto “all inclusive”, nel suo pacchetto è disponibile l’intera Guida Monaci: 500.000 anagrafiche complete, verificate ed aggiornate, comprensive di partita IVA. L’approccio vincente è quello della multicanalità: l’attuale fase si concentra su riduzione delle spese di pubblicità e degli investimenti sui canali di comunicazione di massa, focus sul ruolo che ha internet nel marketing mix, senza dimenticare di analizzare il livello di integrazione tra vari canali e il grado di consapevolezza del potenziale giocato dalla multicanalità. È cambiato il coinvolgimento del cliente: «I modelli di Crm vanno ripensati – ha aggiunto Massone – perché non basta disporre della storia del consumatore nei confronti della propria marca, ma occorre tracciare la sua relazione che intrattiene nella comunità. Dunque l’oggetto della comunicazione non è più solo il messaggio, mi anche la relazione. Le 4 “R” che contribuiscono a creare l’ambiente relazione sono: risultati di vendita, relazione a lungo termine, rilevanza dei contenuti e reputazione dell’impresa, secondo quanto emerge dall’osservatorio multicanalità 2008 della School of management del politecnico di Milano».
Siseco è una società specializzata nel realizzare soluzioni informatiche personalizzate nell’ambito CRM, CIM & IP Contact Management. Nata nel 1987, è una delle aziende più attive nel settore, con numerosi traguardi raggiunti nel corso di questi anni. L’intero processo di produzione e delivery delle soluzioni è certificato secondo gli standard ISO 9001. Progettazione, sviluppo, installazione, integrazione ed assistenza di piattaforme software evolute per la gestione di CRM, Multimedia Contact Center e sistemi CTI costituiscono di fatto il core business dall’azienda. Siseco in particolare progetta, realizza e distribuisce tre piattaforme tecnologiche: GAT.crm, B.COM e IphoneBox. Tra i clienti di Siseco: Telecom Italia, Il Sole 24 ore, Fastweb, Wind, Editalia – Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, L’Osservatore Romano, Michelin, Secondamano, Smart, B-service, ReedBusiness International.

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“Scatola nera” in sala operatoria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2009

“Medici, tranquilli: è in arrivo un supporto didattico e scientifico. Nasce la proposta di legge per l’inserimento della scatola nera in sala operatoria. Non dovrà essere vissuta dal chirurgo come una sorta di “Grande Fratello” che controlla il suo operato, bensì come un supporto utile al suo lavoro, un mezzo per evitare errori e rischi.” Lo sostiene il Consigliere Regionale del Pdl Erder Mazzocchi. “Siamo convinti che inserire una “scatola nera” in sala operatoria che effettui un filmato completo, permette di controllare e valutare ciò che fa il chirurgo e ciò che contemporaneamente accade nel corpo del paziente.”  Prosegue Mazzocchi. “Per evitare di mettere a disagio il professionista ed il paziente e tutelare la loro privacy, dovranno essere utilizzate solo telecamere ambientali. Siamo convinti che questa innovazione permetterebbe non solo di scoprire casi di malasanità ma salvare anche vite umane”. Precisa il consigliere regionale: ”Da un lato rappresenterebbe una sicurezza per il paziente poiché l’intervento sarebbe completamente monitorato, e dall’altro servirebbe anche ad evitare richieste di risarcimento danni nei confronti delle strutture sanitarie in caso di denunce senza fondato motivo. Insomma: una sicurezza per tutti.”.  Conclude, a dovere, Mazzocchi: ”La giunta Marrazzo crede di risanare il bilancio della Regione Lazio, chiudendo gli ospedali. Dobbiamo invece puntare ad investire in tecnologie avanzate, modernizzando la sanità pubblica”.

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Mauro Paissan la privacy è morta, viva la privacy

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2009

(pp. 256 euro 15) Milioni di videocamere ci guardano e ci registrano, grandi banche dati ci schedano. Le carte di credito e le tessere del supermercato rivelano molto della nostra vita. I dati sanitari e genetici sono incandescenti. Il telefono cellulare lascia tracce come i sassi di Pollicino, l’anonimato in Internet è una chimera. E poi le informazioni personali consegnate a Facebook, i servizi sempre più invasivi di Google, le intercettazioni telefoniche pubblicate senza filtri sui giornali… Mauro Paissan racconta, in forma piana e divulgativa, che cosa è la privacy, da che cosa è minacciata e come difenderla. Esaminando i vari aspetti della vita quotidiana, mette in guardia dai rischi di un pervasivo controllo sociale: guardiamoci dai politici che strumentalizzano il bisogno di sicurezza e dal mondo del business che clandestinamente ci profila come consumatori. Rispetto alle nuove tecnologie, nessuna demonizzazione. Non sapremmo più fare a meno del computer, di Internet, della nuova telefonia. Ma attenzione, da lì possono venire attacchi alla libertà e alla dignità personale. Svelandoci i tanti pericoli che la nostra privacy corre ogni giorno – molti più di quanti immaginiamo – questo libro richiama alla necessità che lo Stato la tuteli, ma soprattutto ci dà un’avvertenza: dobbiamo imparare anche a difenderci in prima persona. Siamo noi i migliori antivirus di noi stessi. Mauro Paissan, giornalista, è stato deputato per tre legislature, presidente del Gruppo misto e vicepresidente della Commissione di vigilanza Rai. Nel 2001 lascia la Camera dopo essere stato eletto componente del Garante per la protezione dei dati personali. Confermato nell’incarico nel 2005, segue in particolare i temi del rapporto tra comunicazione e privacy. Per Fazi Editore ha pubblicato Il mondo di Sergio (2008), una storia vera di autismo.

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Multe nulle

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2009

Accade se l’organo accertatore non è dotato di documento di sicurezza per la tutela della privacy ai sensi del D. lgs 196/03  Una semplice lettura del D. Lgs 196/03 (Codice in materia di protezione dei dati personali) che disciplina la materia della raccolta dei dati personali, metterebbe in crisi gran parte dei Comandi delle Polizia Locali, ma probabilmente anche di quelli di polstrada e carabinieri, ed in particolare di tutti quelli che sino ad oggi non hanno adottato il documento programmatico di sicurezza per la tutela della privacy. Come è noto, infatti, come recita espressamente la legge in questione, i dati personali trattati in violazione della suddetta normativa sono assolutamente inutilizzabili. Il Componente Nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, pertanto, ritiene opportuno che venga aperta una seria riflessione in seno agli enti non ancora provvisti del documento privacy, in quanto ai sensi della suddetta legge sembrerebbe evidente l’inutilizzabilità assoluta di tutti quegli atti nei quali i dati non vengano raccolti nel rispetto degli adempimenti previsti dalla legge. La conseguenza immediata della mancata o non corretta applicazione della normativa in questione potrebbe comportare la non remota possibilità di veder annullati migliaia di verbali per infrazioni al Codice della Strada, al di là delle implicazioni in materia di riservatezza dei cittadini “schedati” dai suddetti organi.

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