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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Congresso investigatori privati italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 maggio 2019

Si è da poco concluso, a Napoli, il 62° congresso della Federpol, l’associazione più rappresentativa degli investigatori privati italiani.Il congresso ha segnato un vero cambio di passo per tutto il comparto non solo degli investigatori privati, ma anche di quello della sicurezza privataInfatti, grazie alla recente nomina a Presidente di Luciano Tommaso Ponzi, la Federpol è riuscita, in pochi mesi, a raggiungere importanti obiettivi che sono sotto gli occhi di tutti gli associati e delle istituzioni. Come ribadisce il responsabile nazionale stampa, Fabio Di Venosa, grazie a questo motivo che il numero di soci è in netto incremento e la partecipazione attiva è aumentata considerevolmente, e una riprova ne è appunto il congresso tenutosi a Napoli presso il Grand Hotel Oriente, dove si è registrata la presenza di oltre trecento soci provenienti da tutta Italia.
Durante il congresso si è percepito chiaramente il cambio di passo dato non solo dal presidente, ma da tutta la squadra che ha costruito all’interno dell’associazione e che sta portando la figura dell’investigatore ad una nuova consapevolezza del suo ruolo all’interno della società e del mondo del lavoro.Sono stati illustrati tutti i nuovi corsi di formazione che si sono attivati ed il programma di quelli futuri, sottolineando l’importante accordo raggiunto con le università per la certificazione degli stessi.
Sono poi state illustrate le proposte del comitato studi legislativi ed il confronto con le istituzioni per il rilascio del tanto sospirato tesserino ministeriale.Successivamente sono stati premiati 3 laureati che hanno portato le loro tesi di laurea su temi investigativi, un’iniziativa volta a dare spazio e merito ai giovani, in cui la Federpol crede molto.Infine si sono affrontati gli attualissimi argomenti legati alla privacy ed a tutte le problematiche legate alla professione dell’investigatore privato.Tante le personalità intervenute, sia dal mondo accademico che da quello delle istituzioni, che hanno risposto con piacere alle numerose domande della platea. Finito il congresso ora non resta altro che darsi da fare per valorizzare ulteriormente la figura dell’investigatore privato. (fonte: ComunicatiStampa.net)

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Vacanze all’estero? Cosa ne pensano gli italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 2 luglio 2017

Andrea LacalamitaIl sito di sondaggi online Surveyeah.com ha intervistato un campione rappresentativo di italiani riguardo le imminenti vacanze per conto di Homepal.it, il primo portale per trovare casa tra privati senza l’intermediazione delle agenzie immobiliari. Rispetto allo scorso anno cresce di mezzo milione il numero di coloro che andranno in vacanza così come aumenta la durata per il 30% degli intervistati.
A sorpresa però ben il 30% del panel ha dichiarato che a causa dei recenti attentati terroristici quest’anno non andrà in vacanza all’estero; le mete che fanno più paura sono il medio oriente (92%) e il nord Africa (80%), seguite dal sud-est asiatico (70%). La destinazione più ambita resta il mare (53%), seguita a pari merito da montagna e città d’arte (11%). A pari merito anche la scelta tra albergo (40%) e casa (38%), quest’ultima preferita per la libertà d’orari e per un risparmio in termini di costi.
Per la ricerca della casa vacanze, il 37% gli italiani preferisce non avere intermediari e prenotare online.Questo vale anche per l’acquisto e l’affitto della prima casa che nel 45% dei casi è stato fatto tra privati.Il desiderio degli italiani se avessero una cifra ingente da spendere nel settore immobiliare? Una villa al mare (52%). “Analizzando i dati abbiamo notato che, in generale, gli italiani sono cautamente più ottimisti riguardo al futuro e tornano a investire nelle vacanze in Italia; questo è un indicatore importante del fatto che il paese piano piano si stia riprendendo” afferma Nicolò Fisogni – Founder di Surveyeah.com”. “Lo stesso ottimismo è riscontrabile nel settore immobiliare” commenta Andrea Lacalamita – Founder di Homepal.it “nel quale le trattative per la compravendita e affitto di immobili sono in crescita. Nel nostro portale il traffico è aumentato del 70% rispetto allo scorso anno e notiamo che c’è forte attenzione ai costi. Piace molto la possibilità di concludere la trattativa direttamente tra privati, ma sempre con la nostra assistenza”.
Nicolo FisogniFondata nel 2014 da Andrea Lacalamita e da un gruppo di manager e imprenditori, Homepal cambia radicalmente il mercato immobiliare permettendo di trovare casa senza avvalersi di un intermediario. La piattaforma guida l’utente in tutti i passaggi – dall’inserimento dell’annuncio alla firma dei documenti – senza intervenire direttamente nella compravendita, ma mettendo a disposizione servizi a valore aggiunto con costi ridotti come a esempio il notaio, le certificazioni, le transazioni assicurate. Homepal nasce dall’unione delle parole “casa” e “pal” (amico, compagno) per rinforzare la sua natura social, con l’obiettivo di stimolare il rilancio del mercato immobiliare, alla base della crescita del nostro Paese. http://www.homepal.it
Surveyeah è un sito di sondaggi online che supporta noti marchi italiani e grandi gruppi internazionali nelle loro ricerche di mercato.
In cambio del tempo impiegato per rispondere ai sondaggi le persone ricevono euro convertibili sul conto PayPal, buoni Amazon, Decathlon, Trony e Zalando oltre a molti altri.
L’azienda aiuta anche studenti e dottorandi a completare le loro tesi trovando le persone che rispondano alle loro ricerche.www.surveyeah.com (foto: Andrea Lacalamita, Nicolo Fisogni)

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Il tempo dei tassi ai minimi storici per i mutui per privati e famiglie sta probabilmente iniziando a volgere al termine

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

bancaMentre sul fronte dei mutui a tasso variabile la situazione appare piuttosto stabile, lato mutui a tasso fisso gli indici di riferimento IRS hanno iniziato una rapida ascesa da fine settembre 2016 e hanno portato – con un ritardo di qualche mese- ad una sensibile revisione a gennaio 2017 dei tassi di offerta sui mutui a tasso fisso. Revisione che potrebbe continuare anche sui prossimi mesi iniziali di questo nuovo anno.Per una operazione di mutuo di 140.000 euro, durata 20 anni, valore immobile 220.000 euro, i migliori tassi finiti per i mutui a tasso fisso si posizionano infatti a gennaio 2017 attorno all’1,70% contro un omologo 1,55% dello scorso ottobre 2016. E tale aumento non assorbe ancora completamente l’aumento registrato degli indici IRS che, per la durata 20 anni, sono aumentati nel periodo ottobre 2016 – gennaio 2017 di ben40 punti base (dallo 0,90% medio di ottobre all’1,30% odierno).Le condizioni restano comunque ancora estremamente favorevoli per privati e famiglie che intendono sottoscrivere un nuovo finanziamento per l’acquisto della propria casa o per la surroga del proprio mutuo in essere. Ma, al contempo, si registrano chiaramente i primi segnali di revisione al rialzo delle offerte di mutui da parte del sistema creditizio, dopo 12 mesi di contrazioni ininterrotte.A livello di nuove erogazioni di mutuo attraverso il canale online, la finalità surroga continua a rappresentare circa il 56% del totale delle erogazioni anche nel quarto trimestre 2016, dopo essere arrivata a spiegare anche il 65% del totale erogati nel terzo trimestre 2015. Sul canale tradizionale, invece, il peso delle surroghe si è attestato intorno al 25%, in progressiva contrazione dopo il picco degli anni precedenti.Sui prossimi trimestri si attende una ulteriore riduzione del peso della componente surroga, da ricondursi da un lato alla continua riduzione del bacino di potenziali mutuatari interessati a rottamare il mutuo, dall’altro al progressivo aumento dei tassi IRS iniziato a settembre 2016 e quindi dei tassi finiti per i mutui di surroga a tasso fisso, mutui che oggi sull’online spiegano la gran parte delle nuove operazioni di surroga.Dopo trimestri caratterizzati da un atteggiamento di cautela da parte dei nuovi mutuatari, tornano a crescere gli importi medi richiesti dei nuovi mutui: se nel quarto trimestre 2015 l’importo medio si assestava attorno ai 119.500 euro, nel quarto trimestre 2016 l’importo medio cresce e raggiunge i 124.851 euro.Parallelamente si registra un leggero aumento anche degli importi medi dei mutui erogati, che passano dai 111.000 euro del primo trimestre 2016 ai quasi 114.000 euro del quarto trimestre.
Lato preferenze dei nuovi mutuatari a riguardo della tipologia di tasso, nel quarto trimestre 2016 il peso del tasso fisso sul canale online spiega circa il 56% del totale delle richieste contro un 37% registrato nel terzo trimestre del 2015. A livello di sistema, le rilevazioni relative ai primi 9 mesi del 2016 evidenziano una incidenza del tasso fisso pari al 61% del totale dei mutui erogati.
Complice di tale aumento nel quarto trimestre 2016 risultano essere tassi finiti per i mutui a tasso fisso stabili e ancora prossimi ai minimi storici, nonostante indici di riferimento IRS in forte aumento da settembre 2016 (+0,40% nel periodo settembre 2016 – gennaio 2017) e il peso delle nuove richieste di mutuo con finalità surroga, che sul canale online risultano essere nel 77% dei casi a tasso fisso.
Lato mercato immobiliare, nel quarto trimestre 2016 si registra una ulteriore riduzione dei prezzi al mq degli immobili residenziali forniti in garanzia al mutuo pari a -3,3%.Analizzando le diverse tipologie di immobili residenziali, nel quarto trimestre 2016 il prezzo/mq per gli immobili usati registra una contrazione superiore, pari al -7,1%, mentre il prezzo/mq dei nuovi immobili subisce una riduzione del -2,0%.Approfondendo il trend dei prezzi/mq sul quarto trimestre 2016 a livello geografico, la contrazione maggiore si registra nel centro Italia con un -5,9% rispetto al quarto trimestre 2015, mentre nel nord est e nord ovest si registra rispettivamente un -2,5% e -2,6% e nel sud e isole un -2,9%.Osservando i 12 mesi del 2016, il prezzo/mq degli immobili oggetto di garanzia di mutuo ipotecario risulta diminuire quindi del -3,3% rispetto al 2015, facendo registrare sul periodo 2010/2016 una riduzione media dei prezzi/mq degli immobili pari a ben il -19,0%.
Queste le più significative evidenze che emergono dalla nuova edizione della Bussola Mutui, il bollettino trimestrale firmato CRIF eMutuiSupermarket.it che offre una panoramica aggiornata e completa delle tendenze in atto nel mercato italiano dei mutui residenziali e immobiliare.

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La Turchia si afferma come regione chiave per la sanità a livello globale

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2015

turchia-ist3Guidata da riforme e investimenti privati, la Turchia si sta affermando sempre più come uno dei mercati più interessanti per la sanità nel panorama mondiale. Il paese ha raddoppiato la propria spesa sanitaria negli ultimi dieci anni, raggiungendo quota 62,3 miliardi di dollari, con la sua popolazione di 74,7 milioni di abitanti e un crescente bacino di pazienti.
La Turchia è stata un tema di interesse chiave nel corso del Breakfast Briefing sulla crescita nelle regioni emergenti di Frost & Sullivan, che si è tenuto a Milano la scorsa settimana. Il briefing si è focalizzato sulle opportunità di investimento in Turchia, così come nei paesi CIS e in Africa, in tutti i settori. Philipp Reuter, Direttore Sud Europa e Turchia di Frost & Sullivan, a seguito del proprio intervento nell’ambito della conferenza, commenta: “Parallelamente alla sua crescita economica, la Turchia ha attraversato una trasformazione socio-economica significativa negli ultimi dieci anni. Tra il 2005 e il 2015, il numero di pazienti affetti da varie malattie croniche è raddoppiato nel paese, raggiungendo 9 milioni di pazienti diabetici e 1 milione di pazienti affetti da cancro. Inoltre, si osserva una rapida tendenza all’invecchiamento nel paese, che porterà a un ampliamento del bacino di pazienti dopo il 2020.” L’assistenza sanitaria ha rappresentato il focus principale dell’attuale governo turco, che è salito al potere nel 2002 e ha immediatamente lanciato il programma di trasformazione sanitaria nel paese, concentrandosi su un piano di assicurazione sanitaria nazionale. Mentre il budget sanitario del governo è raddoppiato durante il periodo della riforma, la copertura assicurativa pubblica è aumentata dal 50% del 2003 al 100% raggiunto nel 2015. “Un altro risultato significativo del programma di trasformazione sanitaria è stato l’aumento della qualità dei servizi sanitari nel paese, – aggiunge Hilal Cura, Consulente per il settore Healthcare di Frost & Sullivan, che ha affrontato il tema della sanità turca durante il Breakfast Briefing di Milano. – Tra il 2006 e il 2010, il numero di ospedali privati è aumentato dell’86%, mentre la percentuale di posti letto qualificati è aumentata dal 12% del 2002 al 40% del 2011. Inoltre, il numero delle unità MRI installate è aumentato di 12 volte, da 58 a 781.” Come hotspot emergente nel mercato globale della sanità, la Turchia ha attirato notevoli investimenti da tutto il mondo in vari segmenti, tra cui servizi sanitari privati, dispositivi medici e prodotti farmaceutici. Dopo il 2010, molte aziende attive in ambito sanitario hanno reso la Turchia il proprio quartier generale CEE/MENA, mentre i maggiori gruppi ospedalieri privati della Turchia sono stati acquisiti da gruppi di private equity. Attualmente, le prime dieci catene ospedaliere private in Turchia rappresentano il 30% delle entrate relative ai servizi sanitari privati in Turchia, pari a 10 miliardi di dollari, mentre il mercato farmaceutico turco è il sesto più grande d’Europa, con entrate pari a 13,5 miliardi di dollari. “La Turchia ha un grande potenziale per tutte le tipologie di aziende nel settore sanitario. Da sempre considerata un centro di ricerca e sviluppo nel settore sanitario, – conclude Reuter – il paese è ora diventato un mercato immenso e ancora non saturo, che offre opportunità significative nell’ambito di servizi sanitari, tecnologie innovative per dispositivi medici, diagnostica e farmaceutica.”

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Sicurezza Stradale: Patenti di guida a rischio per chi ha disturbi del sonno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2015

autostradeRoma 23 e 24 maggio 2015 presso il Crown Plaza Hotel in Via Aurelia, 415 convegno su Sicurezza Stradale: Patenti di guida a rischio per chi ha disturbi del sonno. La normativa in questione- denominata normativa europea su “OSAS – sonnolenza diurna e idoneità alla guida” -, una volta recepita dallo Stato Italiano, renderà obbligatori gli interventi diagnostici, terapeutici e di follow-up richiesti per il conseguimento dell’idoneità psico-fisica alla guida per tutti i conducenti di veicoli a motore con sospetta OSAS (Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno). Una direttiva che mira, quindi, a migliorare considerevolmente la sicurezza stradale. Il vero problema è rappresentato dal fatto che gli Stati membri hanno l’obbligo di conciliare gli obiettivi della direttiva con le modalità di rilascio delle patenti, con il rischio concreto di determinare gravi disservizi nei trasporti pubblici e privati, con ovvie ripercussioni sull’economia reale. Ma cosa è esattamente l’OSAS? L’OSAS è una malattia respiratoria del sonno causata da ricorrenti episodi di ostruzione completa o parziale delle alte vie respiratorie (rino-orofaringe). Tali episodi determinano frammentazione del sonno a cu i consegue una sonnolenza diurna inappropriata. L’OSAS, in sostanza, è determinata da crisi di soffocamento durante il sonno non percepiti dal soggetto. Poco si parla di questa malattia che è facilmente diagnosticabile e curabile e che ha una prevalenza ed un impatto socio-sanitario simile al diabete, con importanti risvolti medico legali e assicurativi.“Pensate che circa il 22% degli incidenti stradali in Italia”- dichiara il Prof. Sergio Garbarino neurologo e rappresentante per l’Italia della Commissione Europea di esperti preposta ad approfondire il tema – “è causata da problemi di sonnolenza diurna alla guida, prevalentemente originati d all’OSAS; quest’ultima determina un costo di circa di 1 miliardo di euro l’anno (tra costi diretti ed indiretti) per l’intera comunità…” ”Stiamo parlando di numeri altissimi” – aggiunge la Dottoressa Loreta Di Michele, pneumologo esperto in disturbi del sonno, direttore scientifico del Convegno RomaSonno assieme al Prof. Garbarino – “se solo pensiamo al fatto che sono circa 4.400.000 i soggetti affetti da apnee notturne di cui oltre 2.000.000 quelli in cui la malattia si presenta con sonnolenza diurna. E’ importante sottolineare che la patologia si manifesta nella fascia di età maggiormente pr oduttiva ed interessa soprattutto il sesso maschile. Lo scandalo è che quasi nessuno ne parla!” Tradotto in cifre, in base alle ultime statistiche Istat, si tratta di 40.000 sinistri in Italia e circa 240.000 in tutta l’Unione Europea. Un vero e proprio bollettino di guerra, poiché frequentemente questi incidenti sono gravi con esiti talora fatali.Medici specialisti ed esperti la definiscono una “epidemia silente” dagli effetti poco conosciuti, considerando che l’OSAS non è una malattia causa solo di eccessiva sonnolenza, ma rappresenta anche un fattore di rischio e spesso associata alle principali patologie del mondo occidentale, come obesità, infarto del miocardio, ictus, fibrillazione atriale, sindrome metabolica, disturbi cognitivi e lo stesso diabete. Principali cause di mortalità della nostra società. Le implicazioni sul rilascio/rinnovo della patente di guida, quindi, dovranno essere adeguatamente valutate nel corso della visita di idoneità alla guida a partire dalla ricerca dei principali sintomi e delle più frequenti patologie associate all’OSAS. Ad oggi però non esiste un protocollo medico unico in Europa per la valutazione della malattia.E’ proprio per questi motivi che il Ministero della Salute si è attivato per la prima volta con ben due commissioni tecniche di esperti con il coinvolgimento del Ministero dei Trasporti per l’inserimento legislativo, specificamente dedicato, nel codice della strada dopo l’approvazione delle Istituzioni.

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Lombardia, il 43,8% dei fondi sanitari va ai privati

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2012

Quasi la metà dei fondi destinati alla sanità regionale (43,8%) vanno ai privati convenzionati, ponendo la Lombardia in cima alla classifica nazionale delle regioni che danno il maggior contributo ai privati. I dati sono contenuti nella Relazione sullo stato sanitario del Paese 2009-2011 del ministero della Salute, resi noti alla fine dell’anno scorso. Ma a riportarli alla ribalta è il botta e risposta tra alcuni esponenti del Pd e il Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. Secondo il partito di opposizione, che cita i dati del Ministero, la Lombardia è al primo posto, su un business totale di 17 miliardi e 300 milioni di euro, seguita da Lazio, con un 41,7%, e Puglia, con un 40,4%. Niente a che vedere con il settimo posto rivendicato dal Governatore della Lombardia: per il Pirellone – i dati sono stati riportati da Repubblica Milano del 21 aprile – su 7,6 miliardi di euro per ricoveri e specialistica ambulatoriale, ricavati dai consuntivi Asl, 5,08 miliardi di euro, pari al 66,48% sono stati spesi in strutture pubbliche, contro il 33,52% andato al privato. Ma per il Pd la stima del Pirellone si appoggerebbe a un parametro parziale, quello che misura solo il rapporto tra posti letti pubblici e posti letto privati e non tutta l’assistenza. Per altro, continua il Pd, riprendendolo senza conteggiare Irccs privati e istituti religiosi, che farebbero lievitare la Regione, per questo parametro, al quarto posto (le stime citate sono dalla rielaborazione su dati del Ministero 2009 del Cergas Bocconi). Una situazione per niente trascurabile, continua il Pd che ha lanciato una vera e propria «operazione verità sulla sanità», dal momento che è in questo contesto che è nata la cosiddetta «legge Daccò», che in tre anni, dal 2008 al 2010, ha destinato ai privati non profit (tra cui il San Raffaele e la fondazione Maugeri, coinvolti nelle recenti inchieste giudiziarie) 176 milioni di euro.(fonte: doctornews33)

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Chi colpire? i pensionati sopravissuti all’Euro!!

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

English: Palazzo Madama in Rome, seat of the I...

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Con nuovi tagli alle pensioni, prelievi sulla casa, aumenti e rincari di tutto quanto necessario per vivere, facendo finta di non sapere che gli anziani, i nonni, i pensionati sono quelli che regalano la propria liquidazione a figli e nipoti, proteggono con il proprio reddito i giovani dalla disoccupazione e dalla situazione di precarietà, entriamo nel 2012 con una evidente recessione, e come non bastasse salgono le bollette di luce (+4,9%), gas (+2,7%), generi alimentari (+3,4%), benzina (nessun limite), addizionali irpef regionali e comunali con recuperi dei periodi precedenti fino al 9%, trasporti pubblici (+50%), autostrade (dallo 0,11 al 14,17%), canone Rai (vergognoso), rendite catastali, ici, imu, imposte dirette iva (+ 1 o 2 punti) su generi di prima necessità e con l’incredibile e ridicolo obbligo per i pensionati, che superano di poco i 1.000 euro lordi mensili, di dotarsi di un conto corrente postale o bancario, oppure di un libretto postale o di carta ricaricabile entro il mese di febbraio, pena non poter riscuotere la pensione di marzo.La manovra contro i più deboli ma i più numerosi, a detta del Governo dei Professori è ATTO DOVUTO per rassicurare FRANCIA e GERMANIA.
MA LA CASTA ?? Politici, manager pubblici e privati, banchieri, magistrati, giornalisti, monopolisti, lobbisti vari, alti dirigenti di enti pubblici, Camera, Senato, Presidenza della Repubblica STATE TRANQUILLI. Tutto rinviato a data da destinarsi. Nessuna riforma del fisco a misura di famiglia, per proteggere la stessa dal rischio di povertà troppo spesso legato alla presenza di figli, è stata annunciata neppure dal Presidente Napolitano che, nel discorso di fine anno, ha rivolto l’invito ad essere OTTIMISTI !!!(fonte: Forum dei Pensionati C/O S.A.Pens. – Or.S.A. Via di Porta S. Lorenzo 8/15 Roma)

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Farmaci e ricerca

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2011

Grafica: Medicina, Epidemiologia, Patologia, M...

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Le malattie rare sono oltre 6.000 mentre i farmaci resi disponibili in oltre dieci anni sono solo una settantina. Numeri che rendono necessario considerare i farmaci orfani per le malattie rare «una priorità nei programmi di ricerca di enti pubblici, di charities e di privati». Lo afferma il Comitato nazionale di bioetica (Cnb), che venerdì scorso ha approvato a maggioranza, con un unico voto contrario, il documento ”Farmaci orfani per le persone affette da malattie rare”, redatto dal farmacologo Silvio Garattini. Il testo, spiega una nota del Cnb, «documenta le difficoltà che devono affrontare le persone affette da malattie rare per le quali la diagnosi è ancora difficile, gli aiuti sono modesti e la terapia è, nella maggior parte dei casi, inesistente». La rarità della malattia non permette, infatti, si rileva nel documento, «investimenti da parte delle industrie farmaceutiche, per la scarsità dei ritorni economici. Il problema non può essere affrontato a livello nazionale ma deve avere una dimensione europea e internazionale». Il documento del Cnb richiede sia dunque dedicato un «maggior impegno da parte di strutture pubbliche e private, per ragioni di equità e solidarietà». Nel documento viene, inoltre, richiesto un aiuto a favore delle famiglie, trattandosi spesso di malattie che colpiscono i bambini. Si raccomanda poi a livello europeo la realizzazione di un fondo per alimentare la scoperta di strumenti diagnostici e di nuovi farmaci attraverso un impulso alla sperimentazione, nel pieno rispetto delle regole etiche.

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Perchè vogliamo farci male?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

CONSTANTINE PALACE, STRELNA. Italian Prime Min...

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I tamburi delle opposizioni rullano: è tempo di cambiamento, e qui nulla da eccepire. Resta, tuttavia, una riflessione da fare, che è di merito. Se noi immaginiamo che questo invito diventato “perentorio” da almeno un anno a questa parte di colpo si concretizzasse noi ci troveremmo a prefigurare un possibile immediato scenario: quello di un governo senza Berlusconi ma con il sostegno del Pdl e del terzo polo e con la compiacente astensione delle opposizioni, che restano. Una simile compagine si troverebbe pari pari a dover risolvere gli stessi problemi che ora si pongono sul tappeto ma privati di un mediatore, per quanto criticato e messo alla berlina, che sino ad oggi ha mostrato di tenere ben salde le redini del potere e a trasformare un partito, la Lega, in suddito fedele sino all’obbedienza cieca. Se ci pensiamo bene è proprio questo il motivo che i potenziali transfughi si trattengono dal passare dall’altra sponda secondo l’antico detto che lasciare la vecchia strada per la nuova si sa quel che si lascia ma non si sa quel che si trova. Ragione vorrebbe che se si vuole accelerare il processo legato al ricambio della leadership occorre contrapporre un’altra dello stesso spessore e capace d’essere tanto credibile proprio in virtù di un consenso parlamentare ampio e convinto. Non si può chiedere la fiducia di un nuovo esecutivo e inncassare solo una manciata di voti in parlamento, oltre la maggioranza assoluta richiesta. Ci immaginiamo un rigore economico, scelte difficili, opinioni tanto contrastanti al riguardo che di colpo riescano a trovare la sintesi se a tutt’oggi i distinguo restano forti anche se diplomaticamente sopiti al solo scopo di raggiungere un fine che riguarda unicamente la persona del presidente del Consiglio? Come dire: intanto lo mandiamo via e poi si vedrà. E quel poi che si vedrà che pesa come un macigno. Giustamente Di Pietro lo ha intuito proponendo che le opposizioni scrivano una lettera unitaria alla comunità europea indicando la volontà di mettere mano alle riforme richieste per ristabilire la fiducia del mercati e nel rimettere in ordine i conti dell’azienda italia incidendo proprio sui temi più ostici: i tagli alla politica, la patrimoniale e le riforme della sanita, della giustizia, della previdenza e dell’assistenza sanitaria. E tutto questo per farlo tra il fiato grosso di chi le pretende con urgenza e l’affanno di chi deve metterle in cantiere. E il rischio è di finire dalla padella nella brace non è solo teorico. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Decreto concessioni spiagge ai privati

Posted by fidest press agency su sabato, 7 maggio 2011

Da (Il Messaggero del 6 maggio 2011) “Decreto concessioni spiagge ai privati” e Rosario commenta: “Che piaccia o meno anche questa potrebbe risolversi in una legge ad persona, tagliata su misura per il cavaliere. Il decreto in questione non indica l’uso delle spiagge in concessione ai privati, né formalizza le condizioni per usufruire di tali concessioni, per cui un privato con villa sul mare avrebbe i requisiti necessari per ottenere la concessione per 90 anni, ovviamente vendibile insieme all’unità immobiliare di riferimento. Il cavaliere possiede una mega-villa in Sardegna “La Certosa” (dove, per sua stessa ammissione, nel corso di lavori di scavo, trovò una ventina di tombe fenice delle quali l’allora ministro Bondi non chiese spiegazioni!) nome attribuito impropriamente, visto che nessun certosino vi è mai entrato, bensì una folta schiera di escort dedite a quel passatempo presidenziale e cavalleresco del bunga-bunga, identificato dal medesimo come “cene eleganti”. Ma quell’unità immobiliare è servita da un porto turistico realizzato su terreno demaniale, per cui a suo tempo la magistratura indagò per abuso edilizio e appropriazione indebita di suolo demaniale. Anche allora (doveva trattarsi di magistrati, ovviamente, comunisti) la legge venne beffata e il tutto si risolse con un danno al pubblico erario a cui si aggiunse la beffa al popolo dei contribuenti onesti, ma dichiarati fessi dalla casta. Accadde, infatti, che il presidente del consiglio coprì quel porticciolo abusivo del segreto di Stato, facendo diventare un abuso edilizio e una appropriazione indebita come un servizio reso alla nazione, per cui i contribuenti italiani ricevettero la delega a provvedere al saldo dei costi. Ma se volesse vendere tale immobile, (si è più volte vociferato di un interesse in tal senso da parte di un emiro petroliere), nascerebbe il problema del porto turistico-segreto-militare italiano che andrebbe al nuovo acquirente, possibilmente straniero. Con la concessione per 90 anni, di fatto il beneficiario diventa legittimo proprietario e può trasferire ad altri ciò che di fatto gli appartiene. Ancora una volta le legge è uguale per tutti, tranne che per Berlusconi”. (Rosario Amico Roxas)

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Stop alla tassa sui cellulari

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

“Non è accettabile che gli utenti di telefonia siano ancora tenuti al pagamento della tassa di concessione governativa”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ricordando lo strano percorso di questo inutile balzello: la “Tassa di Concessione Governativa”  deve essere corrisposta dagli intestatari di un abbonamento di telefonia mobile allo Stato nella misura di 5,16 euro mensili se privati e di 12,91 euro se business (ma in tale caso la tassa è deducibile per l’80 per cento). Introdotta dal DPR sulla “Disciplina delle tasse sulle concessioni governative” del 1972, ed estesa nel 1995 ai telefoni cellulari in abbonamento, considerati “beni di lusso”, è stata abrogata nel 2003 dal Codice delle comunicazioni elettroniche che, in osservanza alle direttive comunitarie, ha liberalizzato il mercato. In effetti nel 2007 il governo si era impegnato ad abolire la tassa ma, considerato anche il gettito 750 milioni di euro annui che essa fruttava, la decisione fu rimandata a tempo indeterminato. Finalmente nel gennaio scorso sono state emesse due sentenze – dalla Commissione Tributaria Regionale del Veneto – che hanno stabilito che gli enti locali non sono tenuti al pagamento della tassa, e anzi che essa è illegittima, aprendo la strada alla possibile richiesta di esenzione degli utenti nonché al rimborso di quanto illegittimamente pagato. “Invitiamo i consumatori -conclude Dona- a segnalare il proprio caso a info@consumatori.it”.

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Contro finanziamenti ai consultori privati

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Raccolta di firme a tempo di record contro la proposta di legge presentata dalla consigliera regionale del PdL, Olimpia Tarzia, alla Commissione primaria delle Politiche sociali della Regione Lazio. Sulla volontà della consigliera di abrogare la legge regionale in vigore del 1976 e di conseguenza dare avvio di una riforma sulla disciplina dei consultori laziali, promuovendo finanziamenti a strutture private accreditate, arriva il no secco dell’opposizione e del mondo associativo. Promotore della petizione, la Casa internazionale delle donne, su cui confluisce un’assemblea di associazioni appositamente formatasi nelle scorse settimane, fra cui Cgil, Cisl, Uil, Udi, IdV, Sinistra ecologia libertà, Zeroviolenzadonne. Contrari anche il PD e il Partito Radicale.  Dello stesso avviso il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, Vittorio Marinelli: “Tutta l’opposizione è contraria al progresso – afferma con sarcasmo il rappresentante del movimento guidato da Antonello De Pierro –, e non capisce le dinamiche poste in essere dei nostri governanti; se ancora qualche fesso ci credesse, il servizio pubblico non serve a erogare prestazioni ai cittadini, al contrario, in modo più moderno, obbligo primario è quello di spartire il gruzzoletto contenuto nelle casse pubbliche ai vari comitati di amici. Fornire servizi è cosa di importanza irrilevante, quello che conta è che i concessionari di auto delle varie Mercedes, BMW e similari, possano procurare costosi macchinari ai vari amministratori delle associazioni amiche da premiare. E visto che ci siamo anche un bel ‘orologione’, una mercanzia di cui il nostro paese è il maggior acquirente al mondo. In questo allegro can can – conclude Marinelli con deliberata ironia –, mentre i pazienti crepano negli ospedali e gli studenti nelle scuole pubbliche diventano sempre più ignoranti, finalmente ci eleviamo dall’arcaico concetto di res publica, piccola e meschina che aveva reso celebre Roma duemila anni fa”.

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Babylon.com registra 100.000 utenti giornalieri

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

New York. Aziende e utenti privati preferiscono utilizzare Babylon per eseguire traduzioni e accedere a dizionari, thesaurus ed enciclopedie grazie al carattere intuitivo del software Babylon, nonché alla straordinaria efficienza della sua semplice interfaccia.  Secondo Alon Carmeli, CEO di Babylon, la provenienza dei nuovi membri varia: “Dipende. Gli utenti di Babylon risiedono in oltre 200 nazioni, tra cui Italia, Brasile, Stati Uniti, Germania e Spagna che sono i cinque paesi principali”.  Babylon ha attirato una crescente attenzione a livello globale, apportando continue migliorie al suo software e ai suoi prodotti al fine di rispondere adeguatamente alle necessità del mercato internazionale.
Babylon offre soluzioni linguistiche quali dizionari on-line e off-line (http://italiano.babylon.com/) in oltre 75 lingue, consentendo l’accesso con un solo clic a fonti di contenuti esterne provenienti da oltre 1.500 dizionari e glossari gratuiti, tra cui Wikipedia, in più di 25 lingue, oltre alla possibilità di consultare dizionari e thesaurus di case editrici rinomate a livello mondiale, come Oxford, Britannica, Merriam-Webster, Larousse, Langenscheidt, Duden, Pons, Taishukan, Aurelio, Michaelis e molte altre. Babylon fornisce inoltre software di traduzione ( http://italiano.babylon.com/) in 33 lingue e con oltre 350 coppie linguistiche, nonché sistemi per l’apprendimento linguistico ( http://www.babylon.com/) e metodi per migliorare il proprio inglese scritto (http://www.babylon.com/).  Le applicazioni Babylon supportano Windows, Mac, BlackBerry, iPhone, iPad ed altre piattaforme.
Babylon.com è una società per azioni fondata nel 1997, con un bacino di utenza superiore a 71 milioni di installazioni su desktop in più di 200 paesi.  Per ulteriori informazioni su Babylon, visitare il sito http://www.babylon.com

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Roma: asili nido ai privati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 agosto 2010

Saranno 6 gli asili nido dati in concessione ai privati a partire da dicembre 2010: via di Valcanuta nel XVIII Municipio, via Selva Nera nel  XIX, via Flora al V, Torrino 1 e Torrino 2 al XII e via Newton  nel XVI, per un totale di 469 posti. Questi sei nidi sono già costati ai cittadini romani oltre 10 milioni di Euro, mentre altri 5 milioni saranno destinati alla futura gestione che per scelta della Giunta Alemanno verrà affidata ai privati. “Oltre a sprecare soldi pubblici Alemanno decide di affidare la responsabilità educativa ai privati – dichiara Caterina Fida, rappresentante RdB-USB del Comune di Roma – così  la qualità dei servizi all’infanzia del Comune di Roma andrà a farsi benedire definitivamente, saranno più difficili i controlli e ci saranno meno tutele per quei 469 bambini e per le lavoratrici che dovranno accudirli. Queste ultime – prosegue Fida – oltre ad avere stipendi da fame, dovranno seguire un numero imprecisato di bambini grazie ad una delibera di Giunta  (la 209 del luglio 2010), che aumenta il rapporto educatrici/bambino”. Sottolinea la rappresentante RdB-USB : “Nidi e scuole dell’infanzia sono il frutto del lavoro di tante lavoratrici e dell’investimento che i cittadini romani hanno fatto in questi decenni, rappresentando così un bene prezioso per la nostra città che non può essere demolito a favore di una miope e distruttiva logica di mercato. Siamo inoltre convinti che ampliare l’offerta dei nidi comunali a Roma non può trasformarsi in una riduzione delle regole e dei diritti. Per questo, da settembre, RdB-USB ripartirà con una campagna di informazione per le famiglie, che saranno messe a conoscenza dei rischi che corrono i loro bambini con la privatizzazione del servizio, e con una mobilitazione generale del personale dei nidi che coinvolgerà il settore pubblico e quello privato”, conclude Fida.

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Gli asili nido della Giunta Alemanno

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2010

A Roma Sud non apre, per mancanza di personale, l’asilo in via Serafini nel X municipio, ristrutturato e, dallo scorso anno, inserito nel programma di aperture di nuovi Nidi, e non si hanno notizie di due strutture comunali al Torrino. Questo a fronte del taglio di due ore dell’orario del servizio previsto dalla Circolare Marsilio, dell’ancora mancata stipula delle convenzioni con i nidi privati, del blocco della costruzione di cinque nuovi asili nido e di liste di attesa sempre più lunghe, sia per i nidi che per le scuole dell’infanzia, dove non si arriva a  soddisfare un quarto delle richieste. In questo quadro, il presidente dell’8° Municipio Lorenzotti, canta invece vittoria, dichiarando che “al 1° marzo 2010 (grazie alle convenzioni adottate dal comune, tramite il dipartimento servizi educativi e scolastici) tutti i bimbi sono stati accolti nelle strutture formative”. E questo, per la possibilità, data dalla giunta Alemanno, di usufruire di una struttura privata a titolo gratuito (sic!) – pagando solo il servizio della mensa. Ci domandiamo se con una situazione di aggravamento delle difficoltà, come quella che le famiglie vivono nel nostro territorio (tranne, evidentemente, nell’8° Municipio!), con il taglio degli organici comunali, le mancate assunzioni  e il ricorso sempre più massiccio al precariato nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, non si preannunci la volontà del Comune di un definitivo passaggio dalla logica della “sussidiarietà” a quella della totale delega al privato di asili nido e scuola dell’infanzia, soluzione già prefigurata, del resto, nelle recenti dichiarazioni della Presidente Polverini e che trova naturale riscontro nei tagli effettuati dal Ministero nella Scuola dell’infanzia statale. La Cgil Roma Sud, che ha avviato una ricerca puntuale per mettere in evidenza la reale situazione sul proprio territorio, avverte fin da ora che si opporrà con ogni forza a questo disegno, chiamando alla  mobilitazione le lavoratrici e i lavoratori, ma anche pensionate e pensionati, i nonni e le nonne obbligati ad un ruolo di supplenza dalla disperante situazione della scuola dei servizi all’infanzia nella nostra città.

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L’acqua è di tutti: Deve essere pubblica

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2010

Roma, sabato 20 marzo, ore 14 Piazza della Repubblica Manifestazione nazionale. Sono donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, che hanno contrastato i processi di privatizzazione della gestione dell’acqua portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.  Hanno raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.  Mentre quel testo  giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, il Governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, provvedimenti che consegnano il servizio idrico ai privati e alle multinazionali. E’ per questo che il 20 marzo oltre 100 realtà organizzate e migliaia di cittadine e cittadini lanceranno da Roma con una manifestazione nazionale il percorso che li porterà a raccogliere le firme necessarie per realizzare il Referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua. E’ urgente intervenire subito. Le privatizzazioni in corso, infatti, hanno portato ad un aumento delle tariffe del 61,4% tra il 1997 e il 2006, a fronte di un’inflazione cumulata che nello stesso periodo è cresciuta di poco più di un terzo (25%). Ma è tra il 2002 e il 2008 che hanno subito il balzo più forte:  +30,5% a fronte di un’inflazione cumulata nello stesso periodo del 16,2%. Questo prelievo forzato dalle nostre tasche non ha portato, come pure qualcuno afferma, a un aumento degli investimenti nella rete e nel servizio: tra il 1990 e il 2000, infatti, sono crollati di oltre il 70%, da circa 2 miliardi di euro a 600 milioni.

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Controllo asili nido privati a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

“Non c’è nulla di sbagliato nel voler predisporre azioni di verifica, ma non vorrei che tutto questo servisse da alibi per non affrontare l’annosa questione della difficoltà di accesso alle scuole dell’infanzia gestite dal settore pubblico”. Così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, ha espresso la sua opinione sull’iniziativa di Cristiano Bonelli, presidente del IV municipio di Roma, di approntare una squadra di ispettori da affiancare ai vigili urbani nel controllo qualitativo delle strutture private che forniscono servizi di asilo nido e micronido. “Non tutti possono permettersi di spendere 700 euro per i loro figli – ha continuato l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – quindi il punto non è se sia giusta o sbagliata la proposta di Bonelli. L’aspetto critico è la carenza di servizi pubblici per i meno abbienti, coloro che non possono permettersi simili esborsi di denaro. I tagli al comparto dell’istruzione pubblica e i sempre più massicci finanziamenti ai plessi scolastici riconducibili a istituti religiosi dipingono un panorama a tinte fosche che mortifica l’idea di stato di diritto solidale, basato sul principio di uguaglianza e di servizio al cittadino. Le scene di genitori che ritinteggiano a loro spese e con le loro braccia le pareti fatiscenti delle aule in cui gli alunni trascorrono la gran parte del tempo sono a dir poco desolanti, oltre che indegne per un paese che dice di appartenere al Primo Mondo”.

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Le spese di Palazzo Chigi

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2010

Scrive nel suo portale l’on.le dell’idv Massimo Donadi: “Sono anni che ci fa credere che con lui a palazzo Chigi si spende meno. Più di una volta, il presidente del Consiglio, ha detto che quando vola, anche per ragioni di stato, usa i suoi jet privati, spendendo di tasca sua, che le guardie del corpo se li paga da solo, con i soldi suoi. Poi, si scopre la verità, ovvero, che il presidente del Consiglio avrà pure usato qualche volta i suoi aerei privati per ragioni di Stato ma gli è anche capitato, e non proprio raramente, di usare gli aerei dell’aeronautica militare, personale e carburante pagati con i soldi pubblici, per trasportare i suoi amici alle sue feste private in Costa Smeralda. Per non parlare delle sue guardie del corpo private, ex addetti alla sicurezza Fininvest, fatti assumere in blocco dai nostri servizi segreti per garantire loro stipendi alti a carico di Pantalone.  Insomma, il mito del miliardario generoso che fa risparmiare i soldi al suo paese e ce ne mette di suoi più passa il tempo e più si sta rivelando per quello che è, ovvero, una bufala.A completare il quadro, arriva oggi un’inchiesta de L’Espresso che, rivela fatti, circostanze, comportamenti ma soprattutto spese, imbarazzanti. Palazzo Chigi, da quando siede alla tolda di comando Silvio, è diventata la corte dei miracoli, dove si moltiplicano dipendenti (1.600 persone in più del previsto) e sprechi (5 milioni di euro solo per allestire i set televisivi del premier). Non colpiscono solo le cifre folli spese (un miliardo di euro l’anno a quanto rivela l’inchiesta de L’Espresso) ma soprattutto l’arroganza ai limiti del lecito con la quale segretarie e addetti all’Ufficio del Presidente vengono promossi generali con tanto di galloni e stipendi favolosi. La segretaria del presidente del Consiglio, ad esempio, è stata assunta con la qualifica di direttore generale. Stessa sorte è toccata alle segretarie particolari dei sottosegretari alla presidenza del Consiglio, alla famiglia e allo sport. Gli addetti all’immagine del presidente, addetti alla preparazione dei set televisivi, fatti assumere come direttori generali. E molto di più. Quando i soldi sono pubblici il presidente del consiglio non bada a spese. Quando i soldi sono i suoi la musica cambia. E mi vengono in mente, tanto per fare un esempio fulgido di questa doppia morale, le truccatrici Mediaset, in sciopero qualche giorno fa davanti agli studi del Biscione, che rischiano il posto di lavoro perché le aziende di Silvio devono risparmiare. Le aziende di Silvio, appunto. L’azienda Italia può sprecare. Tanto paga Pantalone, cioè i cittadini”.

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Soldi pubblici sperperati

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2010

Lettera al direttore. Oggi è giunta alla nostra associazione una lettera di buon anno della societa’ Adf, che gestisce l’aeroporto di Firenze. Nello stesso vi era attaccata una tessera plastificata intestata al presidente Vincenzo Donvito, per l’accesso alla saletta vip dell’aeroporto con sconti e facilitazioni che i passeggeri comuni non hanno. In considerazione del fatto che Adf e’ una societa’ in cui sono investiti anche soldi pubblici direttamente e non (per esempio: Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze e quella di Prato), non ci siamo limitati a spedire indietro il gentile omaggio come avremmo fatto se fosse stata un’azienda di soli privati, ma ci siamo anche sentiti in dovere di dare un consiglio per un uso più oculato del denaro pubblico: se comprendiamo l’esistenza di salette vip per i grandi-clienti del loro servizio nonchè importanti figure istituzionali che hanno il tempo centellinato e lavorano anche quando aspettano, ci rimane oscuro il motivo per cui in questi vip dovrebbe esserci anche il presidente nazionale di un’associazione di utenti e consumatori. Noi siamo privati e senza nessuna partecipazione o sostegno pubblico e, proprio per la funzione che svolgiamo, lavoriamo anche quando attendiamo in un aeroporto o in una stazione ferroviaria, ma lo facciamo in quelle sale d’attesa senza regali su servizi e sconti sugli acquisti. Questi ultimi, in particolare, vista la situazione economica, crediamo sarebbe meglio farli a chi, non avendo il regalo di accedere alla saletta vip, ufficialmente dovrebbe avere meno disponibilità finanziarie per gli acquisti. Ciò che rende più problematico il tutto, è che proprio un anno fa stessa lettera e stesso regalo ci era stato fatto da questa società… e ci è stato reiterato anche se sempre un anno fa avevamo rispedito il tutto al mittente. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Turismo: presentato il rapporto sulla stagione 2009

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2009

Il turismo in Italia contrasta la crisi con una tenuta maggiore di altri settori economici. Lo ha affermato il ministro del Turismo, Michela Brambilla, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta il 28 settembre a Palazzo Chigi per presentare il Rapporto 2009. Il settore ha mantenuto risultati di tenuta nei primi tre mesi dell’anno grazie alla montagna, in agosto grazie alla politica promozionale degli hotel, nelle prenotazioni per l’autunno grazie alla ripresa del turismo business e commerciale nel nord del Paese. Le imprese hanno dunque dimostrato di saper affrontare l’emergenza e i risultati danno l’Italia in una posizione più favorevole rispetto al resto d’Europa. Fra le tendenze registrate: gli hotel hanno applicato una politica di ribasso nei prezzi (-7,2%) per contrastare il calo registrato nei primi sei mesi; il turismo italiano diminuisce le partenze all’estero, sceglie l’Italia nei primi sei mesi dell’anno, in estate sceglie i mesi fuori stagione di luglio (+37%) e settembre (+14,2) pareggiando il conto con l’estate 2008; l’attrattiva del nostro Paese rimane costante, anche tra le previsioni di vendita del Turismo organizzato mondiale, contenendo il calo dei flussi internazionali in Italia a -2,8%, quando l’OMT prevede un calo dei flussi internazionali tra -4% e -6%; gli effetti della crisi economica hanno influenzato maggiormente la durata della vacanza e la spesa, spingendo i turisti italiani e stranieri a ridurre il bilancio per la vacanza e ad utilizzare maggiormente gli alloggi privati.

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