Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘privatizzazioni’

Privatizzazioni promesse dal governo: che fine hanno fatto?

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

pil il fattoDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Siamo stupefatti di venire a sapere che il ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, in una sua intervista al ‘Sole 24 Ore’, ha dichiarato che il processo di privatizzazioni, da lui stesso sempre sostenuto, ‘si è interrotto nell’ultima legge di bilancio e ora valuteremo se ci sono le condizioni per riprenderlo’.
Non ci dovrebbe essere nulla da valutare, solo vendere asset pubblici. Eravamo rimasti che il nostro ministro avrebbe mantenuto fede a quanto scritto nel Documento di Economia e Finanza dello scorso aprile, allorché aveva messo nero su bianco che dalle privatizzazioni sarebbero entrate, nel quadriennio 2017-2020, risorse pari allo 0,3% del Pil (circa 5 miliardi di euro) ogni anno, per complessivi 20 miliardi, come impegno, preso ufficialmente davanti alla Commissione Europea, per ridurre la montagna da 2.300 miliardi di euro di debito pubblico che sta affossando l’Italia. Si era parlato di collocare sul mercato le partecipazioni del Tesoro in Poste Italiane, Trenitalia. E ora, il ministro Padoan ha la spudoratezza di dirci che ‘gli importi sono sempre inferiori a quanto si dice’.Si rende conto, il ministro Padoan, che se entro i prossimi 5 mesi non incasserà i 5 miliardi promessi avrà creato un buco nel bilancio dello Stato che mette a repentaglio il programma di riduzione del debito concordato con Bruxelles, con la quasi certa apertura della procedura di infrazione che esporrebbe l’Italia ad una nuova crisi dello spread?”. (fonte grafico: Il Fatto quotidiano)

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Conti pubblici: legge di bilancio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

ministero-finanzeDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “La Legge di Bilancio del prossimo ottobre parte già con un buco da almeno 8 miliardi di euro per effetto delle errate previsioni del Tesoro sul gettito della ‘voluntary disclosure’, dell’APE, della inesistente azione di spending review e delle mancate privatizzazioni.Sulla ‘voluntary disclosure’, il Ministero dell’Economia aveva quantificato entrate per 1,6 miliardi, prevedendo 27mila domande da parte dei contribuenti che avrebbero dovuto riportare in Italia i capitali detenuti all’estero. Ebbene, stando a quanto riportato dal Sole 24 Ore, a soli 15 giorni dalla chiusura del termine per la presentazione delle domande, il numero di istanze presentate ammonta soltanto a 6mila. Avanti di questo passo, il flop costerà più di 1 miliardo.Anche sul fronte dell’APE si sta aprendo uno scenario catastrofico, con un buco da 2 miliardi di euro che si creerà se il Tesoro non coprirà al più presto il cumulo contributivo previsto dalla Legge di Stabilità per i professionisti che vantano contributi a gestioni previdenziali oltre che all’Inps.Stando ai calcoli dell’Associazione degli enti privatizzati, migliaia di potenziali beneficiari del cumulo contributivo rischiano di ritrovarsi a terra, dal momento che la copertura finanziaria stanziata per l’anno dai ministeri del Lavoro e dell’Economia non arriva neppure a 100 milioni di euro. Sembra incredibile ma la dimensione dell’errore di previsione è proprio questa.Nessun risparmio, infine, si realizzerà in termini di revisione della spesa pubblica. Come recentemente certificato dalla Corte dei Conti: ‘Dalla spending review non c’è stato contenimento della spesa totale’. Altro buco di bilancio, quindi, in questo caso di difficile quantificazione.Enorme anche il buco generato dalle mancate privatizzazioni, che, come indicato nel DEF 2017, avrebbero dovuto garantire entrate pari allo 0,3% del Pil (circa 5 miliardi l’anno) nel quadriennio 2017-2020. Invece, i proventi, fino a questo momento, sono stati pari a zero. Che fine hanno fatto le cessioni di quote in Poste Italiane e la vendita sul mercato di Trenitalia tanto sbandierata dal Governo?Inutile che il ministro Padoan continui ad andare in pellegrinaggio a Bruxelles ad elemosinare sconti sul deficit quando, tradendo la fiducia delle istituzioni europee, ha ‘truccato’ il bilancio dello Stato, non mantenendo le promesse scritte nel programma economico presentato in primavera alla Commissione Ue.Se a tutto ciò si aggiungono i 15 miliardi che servono per evitare che scattino le clausole di salvaguardia, vale a dire l’aumento dell’Iva, altri 3-4 miliardi per finanziare le cosiddette “spese indifferibili” (come, per esempio, le missioni all’estero) e 5-10 miliardi ancora per le promesse del governo (come, per esempio, il taglio del cuneo fiscale). Un totale che si attesta fra i 30 e i 35, certamente non nelle disponibilità del governo.I conti pubblici italiani stanno correndo verso il baratro, come certificato dal record di debito pubblico appena stimato dall’ISTAT. Aver nascosto la polvere sotto il tappeto con del maquillage contabile non salverà il ministro Padoan dalle sue responsabilità, quando l’entità del dissesto dei conti pubblici uscirà il prossimo ottobre in tutta la sua gravità”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Privatizzazione Poste. Tranquilli: le torture per gli utenti continueranno

Posted by fidest press agency su martedì, 28 gennaio 2014

uffici postaliLo scorso venerdi’, che faremo passare alla storia come “venerdi’ nero”, buona parte degli italiani si e messa in coda alle Poste per pagare la mini-Imu e qualcos’altro, dopo che ha fatto code al Caf o agli uffici del Comune per evitare di sbagliare gli importi da pagare. Le Poste, come succede per esempio ogni volta che i pensionati devono ritirare la pensione a fine mese, sono state all’altezza del loro servizio: una schifezza! Erogato in luoghi abituali di tortura in cui gli utenti sono violentati nel rispetto di uno dei propri diritti primari, la disponibilita’ e l’uso del proprio tempo.Poste che stanno diventando una novella Iri * rispetto al servizio universale postale. E lo fanno dedicando sempre piu’ energie ai servizi finanziari, telefonici, salvataggio di Alitalia… a discapito -a nostro avviso- della qualita’ del servizio postale: corrispondenza consegnata con sempre maggiori disservizi fino allo smarrimento della stessa, uffici sempre piu’ radi e sempre piu intasati, dove, a farne le spese, sono essenzialmente i soggetti piu’ deboli -tipo anziani- che non fruiscono di molti servizi che oggi si possono utilizzare anche attraverso la Rete.I nostri governanti, invece di affrontare il problema direttamente, hanno pensato che fosse meglio solo spendere meno soldi, ed hanno lanciato la “privatizzazione” della “privatizzazione”. Cioe’ la societa’ Poste Italiane che era gia’ una Spa privata, anche se a capitale pubblico, ora vendera’ il 40% delle sue azioni: il 60% restera’ quindi saldamente nelle mani del capitale pubblico, e alla dismissione finanziaria parziale non corrispondera’ la dismissione industriale. Un’operazione che, impropriamente sbandierata come privatizzazione, e’ solo un rastrellamento di soldi. Cosa faranno di questi soldi, al momento non e’ dato saperlo, ma abbiamo profondi dubbi che potranno servire a migliorare il servizio postale: l’interesse delle Poste sembra piu’ orientato alla diversificazione della loro presenza industriale e di servizi; il loro coinvolgimento nel “salvataggio” di Alitalia e’ sintomatico: gli utili non servono a far fare meno code agli italiani, ma a rimediare
allevoragini economiche di aziende mantenute in vita solo per il prurito di politici e sindacati.Chi paga? L’utente per i disservizi e il contribuente per l’uso di soldi pubblici, ovviamente!
L’alternativa ci sarebbe, quantomeno come tentativo: la totale privatizzazione. Per vedere se il mercato possa riuscire li’ dove il non-mercato pubblico sta torturando gli utenti. Ma questo sembra impossibile nel Belpaese dei veti incrociati di questa o quell’altra corporazione.
* Iri – Istituto per la ricostruzione Industriale. Istituito nel 1933 e liquidato nel 2002, era un gruppo di circa 1.000 societa’ che ha sovrinteso alla ricostruzione industriale del Paese dopo la II guerra mondiale. Si occupava, da ente statale, di moltissimi rami dell’industria e dei servizi.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La privatizzazione della Guerra: Un analisi delle companies militari e di sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Iraq

Iraq (Photo credit: The U.S. Army)

Il dibattito sopra le PMSCs (Private Military and Security Companies), o piu comunuemente chiamate agenzie di sicurezza mercenarie, é sempre piu acceso soprattuto a seguito dei fatti relativi alla “primavera araba”, alla pirateria somala fino alle gravi violenze perpetrate in Iraq dai contractors, di cui si teme un aumento in questa nuova fase di ritito delle truppe USA. Generalmente apprezzate per la loro efficenza, rapida mobilitazione e relativamente basso costo, le PMSCs stanno ora mostrando sempre di piú il loro lato oscuro, connotato da violazioni dei diritti umani, impunitá della loro sorprusi e alti profitti privi di un sistema di accountability, al quale si aggiunge una riflessione etico-politica sull’erosione del monopolio statale delle operazioni di difesa e sicurezza nazionali. Il gruppo di lavoro ONU sull’attivitá mercenaria ha affermato che “Una serie di incidenti molto gravi stanno portando ad un negativo impatto delle loro attivitá, maggiormente rispetto alla violazione dei diritti umani…Soprattutto l’Iraq é stato teatro delle piú gravi azioni controverse delle PMSCs“. Alla luce di tale scenario, l’organizzazione spagnola Nova-Institute for Active Non-violence ha da poco pubblicato un’interessante e approfondita ricerca intitolata “The Privatization of Warfare, Violence and Private Military and Security Companies. A factual and legal approach to human rights abuses by PMSC in Iraq”. La pubblicazione fa luce sull’intero fenomeno, analizzando le attivitá, la dimensione legale e l’impatto delle PMSC su diritti umani, in particolar modo nel contesto Iracheno. A tal fine, nella ricerca é inclusa una lista di 116 PMSCs, riportandone le origini, le leadership, i profitti e clienti che si sono serviti di tale companies. Il fine ultimo della ricerca é di far chiarezza su tali attivitá e promuovere una maggior regolamentazione del settore.(fonte:Centro Studi Difesa Civile (CSDC)

 

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Governo Monti: Dalla padella alla brace

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2011

(Seconda parte). Scrive in una nota il Pmli: “Il programma che Monti ha presentato al parlamento è di chiara matrice capitalista e liberista, coerente con quello che l’Ue e la Banca centrale europea hanno imposto all’Italia e che già il governo Berlusconi aveva cominciato ad attuare. Nessuna discontinuità, dunque. Ci sono le privatizzazioni, le liberalizzazioni, il taglio alla spesa pubblica, il taglio alle pensioni (passaggio per tutti al contributivo e abolizione delle pensioni di anzianità?), la “riforma” del “mercato del lavoro”, libertà di impresa, lo svuotamento del contratto nazionale di lavoro, il modello di relazioni industriali mussoliniane introdotto da Marchionne, il massacro dell’istruzione pubblica stabilito dalla “riforma” Gelmini, il pareggio di bilancio in Costituzione, di cui ora si chiede addirittura una società privata che vigili sulla sua applicazione, il federalismo fiscale, la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, la svendita del patrimonio pubblico, le infrastrutture con il coinvolgimento dei capitali privati, una possibile nuova manovra finanziaria di 20 miliardi, licenziamenti facili per i nuovi assunti secondo la ricetta Ichino (PD). Per i giovani “mobilità a scala europea”, ossia emigrazione. Non una parola sul Mezzogiorno, sulla messa in sicurezza del territorio e delle scuole. Non una parola sulla riduzione della spesa militare e di quella delle grandi opere. Non una parola sulla tassazione delle rendite e sulle transazioni finanziarie. Solo mezze parole per la patrimoniale. C’è da mettersi le mani nei capelli se poi si tiene presente che il neoministro dell’ambiente, tutela del territorio e del mare Corrado Clini si è detto favorevole alla Tav della Val di Susa, al Ponte sullo Stretto, al nucleare e alle ogm. Se il buon dì si vede dal mattino è più che sicuro che questo governo procederà senza indugio, sia pure con accortezza e gradualità, nella macelleria sociale e istituzionale, smantellando i residui dello “Stato sociale” e riducendo ulteriormente i diritti di parte. Monti ha dichiarato che i sacrifici saranno “equi”. Una colossale menzogna. Perché i sacrifici sono sacrifici, e mai giusti nel capitalismo, perché a farli sono soltanto i lavoratori, i pensionati e le masse popolari, servono solo a ingrassare i padroni, a favorire i profitti dei capitalisti e arricchire i banchieri e i finanzieri”. In tutto questo io vi intravedo un solco sempre più profondo tracciato dalle minoranze che si sentono sempre più sicure di trovarsi al cospetto di masse sempre più prone ad accettare la loro condizione di sudditanza sociale e civile perché drogate dal martellante imperio delle logiche di mercato, dall’assordante tam tam dei media e dal clamore dei cortigiani di turno che si vendono per un piatto di lenticchie. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Acqua: ”No” a liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2010

ll bene acqua – dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum – non può essere  né venduto né svenduto. Le vicende Acea, Telecom, Trenitalia – continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum, – sono emblematiche di un modo distorto di intendere le liberalizzazioni dei servizi pubblici vitali per i cittadini nel nostro Paese che porta alla cessione delle aree di business e alla distribuzione degli utili ai privati e le perdite e i costi alla collettività. È ora di ripensare alle privatizzazioni, liberalizzando certamente e compiutamente, per creare competitività del mercato, con indubbi benefici per i consumatori, ma garantendo al contempo il controllo pubblico delle reti siano esse ferroviarie, di telecomunicazione, o di beni essenziali (acqua), facendo pagare al gestore privato i costi di manutenzione e lo  sviluppo delle stesse reti. Solo così – continua Giordano – sarà possibile recuperare risorse economiche per investimenti nelle aree deboli del Paese, come il Sud Italia, nei settori del trasporto ferroviario, delle telecomunicazioni e dei servizi pubblici essenziali e vitali, come l’acqua.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »