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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘privilegi’

A proposito del tema riguardante l’eliminazione/riduzione dei privilegi pensionisti in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

pensionatiRiceviamo, per conoscenza, quanto Luigi Ciolli  ha scritto allo Staff L’Arena Rai. Riprendiamo il messaggio convinti d’offrire ai nostri lettori utili motivi di riflessione: “Spettabile Staff L’ARENA – RAI Grazie per l’interessante ultima trasmissione che ha affrontato il tema della eliminazione/riduzione dei privilegi pensionisti in Italia ma, siamo rimasti sorpresi nel vedere che le osservazioni tecniche dell’On. Maurizio Paniz (esperto avvocato che difende dei privilegiati) non sono state presi al volo dai politici che partecipavano alla trasmissione al fine di presentare una proposta per una legge inattaccabile da ricorsi. Speriamo nella prossima trasmissione possiate cogliere l’occasione proporre all’attenzione dei politici e dei telespettatori quanto segue.
In sintesi, l’esperto avvocato On. Maurizio Paniz ha chiaramente spiegato che
un ricorso contro un provvedimento legislativo per ridurre i privilegi pensionisti
può essere accolto, come lo è già stato in passato, dalla Corte Costituzionale se diretto solo su alcuni soggetti. Al contrario, il ricorso non avrebbe speranza se il provvedimento di legge avrà come base l’emergenza, sia limitato nel tempo e diretto a tutti.
Per quanto sopra, per eliminare/ridurre i privilegi pensionistici, è possibile purché il Governo e/o i parlamentari varino un provvedimento in pochi giorni, come segue:
1) è possibile soddisfare il primo requisito, infatti, premesso che in Italia siamo in emergenza economica tanto che i lavoratori sono stati oggetto di eliminazioni di loro diritti pregressi, il dimostrarlo di nuovo appare semplice.
2) è possibile soddisfare il secondo requisito, infatti, possiamo limitare nel tempo, diciamo 5 anni, la riduzione e/o eliminazione dei privilegi pensionistici. Poi vedremo se l’emergenza passerà o meno.
3) è possibile soddisfare il terzo e ultimo requisito, infatti, basta che il provvedimento sia diretto a tutti, ricalcolando le pensioni con il sistema contributivo. Ovviamente detta norma dovrebbe intervenire su importi mensili netti superiori ai 1.800,00 euro per non creare nuovi poveri e la stessa norma deve stornare subito i risparmi che ne conseguono ai disoccupati, cassaintegrati, nullatententi e via dicendo, in modo da rimettere subito in circolo (nei consumi quotidiani) tali risorse e far ripartire consumi e occupazione. Vale notare che questo è, a nostro giudizio, il punto che pare ostacoli detto provvedimento perché tocca ex-sindacalisti, pensionati baby e via dicendo che sono la massa dei privilegiati a carico di tutta la collettività.
Come sopra detto, come hanno spiegato anche gli eletti al Parlamento che abbiamo sentito in trasmissione, bastano pochi giorni per varare un simile provvedimento. Certo che non lasciano ben sperare le risposte del Presidente della Camera dei Deputati alle Jene quando gli hanno chiesto di sopprimere l’assurda assicurazione ai parlamentari che grava sulla collettività.
L’importante è che, chi abbiamo eletto a rappresentarci al Parlamento, comprenda che per riavviare l’economia del Paese occorre dimostrare ai cittadini che si lavora davvero per eliminare i privilegi che affossano l’economia e aumentano la disparità tra i cittadini.
Occorre creare fiducia nel futuro e, nello stesso tempo, immettere subito sul mercato dei consumi le risorse che i privilegiati accantonano in conti correnti improduttivi e/o le trasferiscono all’estero: infatti, i non abbienti spenderebbero subito mese per mese quanto gli arriverebbero rilanciando il mercato dei consumi che crea posti di lavoro”. (Pier Luigi Ciolli Cittadini per vivere la città – nuove direzioni)

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I parlamentari cinque stelle hanno rinunciato ai privilegi e quando Renzi dice il contrario mente e sa di mentire

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2016

grillo_farageA Pescara Renzi ha avuto il coraggio di dire che i senatori del M5S sono uguali a tutti gli altri perché non rinunciano ai privilegi e che Di Maio è un assenteista. È un piccolo uomo senza vergogna. In spagnolo si dice ‘descarado’, e rende ancor meglio l’idea: uno sfacciato, senza pudore .I senatori del M5S, come anche i deputati, percepiscono la metà delle loro indennità mensili, dall’inizio della legislatura, finanziando con l’eccedenza il fondo per il microcredito alle imprese. 19,1 milioni finora accumulati, che hanno garantito finanziamenti a più di 3000 imprese, e un lavoro a quasi 8000 cittadini. Non solo. I senatori M5S con cariche di prestigio rinunciano alle indennità aggiuntive e a qualsiasi privilegio previsto. La senatrice Laura Bottici, questore del Senato, non percepisce un euro in più e non utilizza le auto blu. Lo stesso vale per i nostri vicepresidenti delle varie commissioni parlamentari, che rinunciano a tutti i benefit. Come se non bastasse i 3.500 euro di diaria vengono rendicontati euro per euro dai nostri senatori sul sito http://www.tirendiconto.it. I soldi non spesi per vitto, alloggio e collaboratori vengono restituiti e i nostri senatori si sono anche impegnati per iscritto a rinunciare all’assegno di fine mandato che spetta ai parlamentari.Luigi Di Maio, poi, rinuncia ai corposi benefici che spetterebbero al vicepresidente della Camera: niente indennità aggiuntiva, niente auto blu, niente voli di Stato, a differenza del Bomba, che mentre taglia i servizi pubblici nella manovra di bilancio acquista in leasing un aereo presidenziale da 175 milioni di euro.Anche la questione dell’assenteismo di Di Maio è una bufala pazzesca. Di Maio è spesso impegnato in missioni istituzionali che lo tengono lontano dal parlamento, ma che deve svolgere proprio in quanto vicepresidente della Camera. Se si considerano anche le missioni le presenze di Di Maio sono altissime, vicine al 90%, e la sua produttività parlamentare è ampiamente sopra la media.Il M5S ha rinunciato anche ai 42,7 milioni di euro di rimborsi elettorali che gli spettavano dopo il trionfo elettorale del 2013. Usiamo solo i soldi strettamente necessari al funzionamento della democrazia. Tutto il resto viene rifiutato o reinvestito nell’economia reale, cioè alle piccole e medie imprese. Vogliamo parlare del Pd e di Renzi? Il Pd negli ultimi 7 anni ha incassato 500 milioni di euro! Di questi, 436 milioni sono “rimborsi” elettorali (45 solo per le politiche 2013), ma del rimborso hanno solo il nome, dato che non corrispondo affatto alle spese sostenute durante le campagne elettorali. 60 milioni invece derivano dai “contributi” di fatto obbligatori che ogni parlamentare del Pd deve versare al partito. Gli stessi parlamentari Pd, comunque, se la passano alla grande, dato che si intascano tutti i privilegi possibili. Lo stesso, infine, vale per Renzi: il Bomba si vanta di guadagnare quanto un parlamentare, ma chi le paga le spese di Palazzo Chigi, dove abita con tutti gli agi? E chi paga il suo aereo da megalomane? I cittadini italiani. Renzi si vergogni, e si sciacqui la bocca quando parla del M5S, l’unica forza politica che davanti ai sacrifici dei cittadini italiani ha deciso di dare l’esempio. (by Beppe Grillo)

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Come fare le cause civili ai giudici

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

un dettaglio del palazzaccioRecita l’art. 328 del codice penale, comma 2: «..il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a milletrentadue euro». Il 323 cp sanziona invece il procurarsi, nell’esercizio delle funzioni o del servizio, vantaggi patrimoniali illeciti; mentre il cogliere, ad esempio, i frutti dell’appartenenza ad un’associazione delittuosa configura reati diversi. Ciò detto non vengono pagate, dal MEF e dal Ministero della Giustizia, le competenze (né le sorta liquidate ai clienti, i quali però agiranno eventualmente ex 323/328 cp autonomamente), impignorabili, per un totale (tra sorta clienti e spese mie) di circa 2100 procedure (all. 1) relative a circa 1.200 decreti (di Corte d’Appello) e sentenze (di Cassazione) Pinto, notificati a partire dal 2007 in formula esecutiva unitamente alla sia pur non necessaria richiesta espressa di pagamento (all. 2a: n. 2 sent. con allegata richiesta di pagamento; ed all. 2b: n. 8 sent. senza richiesta espressa di pagamento). Richiesta mancante in quelli notificati dal 2010 circa. Termine di 30 giorni dopo il quale il pubblico impiegato che «non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo» incorre negli effetti del 328 cp. Inoltre, ad colorandum, le Corti d’Appello di Roma e di Perugia, in relazione a circa 3.700 ricorsi ‘vecchio rito’ depositati il 2011/2012, ora che, di recente, dopo mille proteste, hanno fissato le udienze di quelli del 2011 e parte di quelli del 2012, le hanno però fissate al 2016/2017, calpestando vieppiù il diritto a veder conclusa la causa nel termine ordinatorio di 4 mesi.
Ad colorandum perché oggetto di questa denunzia sono i mancati pagamenti, mentre le mancate fissazioni ed ora le fissazioni dopo ulteriori anni delle udienze costituiscono violazioni civilistiche avverso le quali sono in via di deposito le istanze di fissazione o di anticipazione ex L 117/88 novellata (legge sulla responsabilità dei magistrati), art. 3, c. 1, per poi procedere, in caso di mancato accoglimento, per diniego di giustizia, alle azioni risarcitorie in danno dei magistrati dopo i 30 giorni previsti in assenza di altri termini.
Nel contempo (sempre ad colorandum, ma anche al fine di ulteriori, eventuali, azione risarcitorie), devo pagare ad equitalia una rata mensile di 55.000 euro per altri circa 100 mesi e – dopo averne pagate 18 (le prime 5 di 80.000 euro), più 300.000 euro iniziali che, ignoro perché, mi si è costretto a pagare per poter accedere alla rateazione – ho già omesso, per impossibilità materiale, il pagamento di 7 rate. Per cui, omettere (e dovrò ometterlo se non verrò pagato) il saldo dell’ottava comporterebbe la perdita del diritto alla rateazione per un presunto ‘debito’ (l’ho impugnato) che, comprese alcune altre cartelle ancora da rateizzare, è di circa 8 milioni per tributi dichiarati e non pagati. 8 milioni che sono meno di 4 di tributi, perché il resto sono sanzioni, aggi, interessi ecc.
Debito che ho impugnato – oltre che per l’illiceità dei tributi stante il signoraggio, l’assurdità delle aliquote e l’usurarietà delle sanzioni, aggi ecc – soprattutto perché gli utili vengono assorbiti dal sommarsi dei costi indeducibili lungo un arco temporale che, per ogni causa Pinto, è, fino all’incasso, anche 20 o più volte maggiore dei 4 mesi previsti.
Specie poi considerando le mini-competenze che liquidano i giudici, anche loro in genere molto ostili alle Pinto. ‘Debito’ che, non potendolo pagare, causerebbe il pignoramento presso gli stessi enti pagatori di qualunque somma mi dovesse essere versata, con le immaginabili conseguenze. Una pesante situazione causatami illecitamente anche attraverso una serie di norme, sentente e condotte istituzionali, italiane ed europee, contra me, rivolte a fermare la legge Pinto e le mie cause, contro i responsabili delle quali sto per agire sia civilmente (citerò in giudizio i responsabili per risarcimento danni da diffamazione aggravata ed altro), sia penalmente (ho già presentato delle denunzie, ma ora le riformulerò aggiungendo anche lì, agli altri reati, l’omissione ed abuso di atti, la cui sussistenza è manifesta, ma che nelle precedenti denunzie non ho adeguatamente considerato. Quanto ai mancati pagamenti dei decreti/sentenze è stata anche inoltrata richiesta del nome dei responsabili dei procedimenti e, nei termini (dal 10.4.2015), notificherò i ricorsi al TAR per ottenerli (se, come ritengo, non mi verranno comunicati), e procedere alle azioni risarcitorie.
Azioni complesse per l’erroneità della norma, ben potendo il responsabile del procedimento non essere il colpevole o il reo, ove, in ipotesi, non lo si sia provvisto di fondi (fondi che qui, invece, riferiscono alcuni addetti, ci sono).
Di tal che la denunzia contro ignoti ex art 323/328 cp è il rimedio ottimale, perché il giudice penale, con i suoi poteri, può facilmente identificarlo. Reati di omissione o abuso di atti, o altri, associativi o no, frutto di un impeto da zeloti delle ‘buone ragioni’ della PA, ma in realtà degli agi, vantaggi e privilegi delle caste pubbliche capeggiate dalla magistratura: una ‘guerra’ per opporsi – con mezzi non contemplati, tra cui intralciare i pagamenti – alle cause Pinto: unico, vero e pertanto aborrito antidoto contro la burocrazia («tendenza a rendersi temibili o inaccessibili nei propri ruoli allo scopo di poterseli vendere»), e quindi contro me che quelle cause brandisco con più veemenza di altri. Un ritenere sussista per gli omessi pagamenti quantomeno un «dolo eventuale» di ignoti, e che le responsabilità siano di rango più elevato di quel che appare, frutto anche della deduzione che – a fronte della sacrosanta fondatezza delle richieste, della perniciosità sociale dei mancati pagamenti, e del tumulto che hanno comprensibilmente generato – se si fosse trattato solo di accidia degli addetti, qualcuno sarebbe intervenuto a sollecitarli. Senza contare che gli inadempimenti frutto di accidia o interessi illeciti di singoli possono svilupparsi in un contesto impiegatizio pubblico solo se occulti, ma non tra simili clamori.
Sempre sperando taluno non voglia ora persuadermi, dopo quanto ho dovuto subire, che i 12 anni di vigenza della legge Pinto non siano stati 12 anni di lotte assurde contro la grave ed iniqua avversione giudiziaria ed istituzionale, finché, nel 2012, il governo Monti l’ha neutralizzata trasformandola in un inefficace surrogato per evitare causasse quella velocizzazione delle cause invocata quanto indesiderata, giacché è il vero rimedio contro gli infiniti volti della corruzione. È un fatto ad esempio che il TAR Campania e la Corte d’Appello Lavoro di Napoli, negli anni in cui ottenevo migliaia di decreti Pinto di condanna avverso le loro lungaggini, dovettero molto velocizzarsi (la Corte d’Appello anticipò le prime udienze previdenziali da 7,5 ad 1,5 anni). Una velocizzazione molto invisa a resistenti quali le banche e le forze che esse fanno prosperare, tra cui la predetta burocrazia, necessaria (anche) per fini elettorali, per impastoiare la società, per depredarla attraverso le illecite tasse: un mostruoso contesto reso possibile solo dalla copertura di una magistratura – spiace dirlo proprio mentre ad essa mi sto rivolgendo – a tacer d’altro, salvo eccezioni che non cambiano nulla, furba, opportunista, strategica, neghittosa, prona ai peggiori, indifferente al giusto ed ai giusti, nemica degli ideologi, dei filosofi, dei giuristi, degli scienziati, dei deboli, della società. Magistratura rea, oltre che del disastro sociale, del disastro climatico, causato dal non avere essa fatto osservare, per favorire le lobby, l’art. 41 della Costituzione.
Come pure è un fatto – come spiegato in Parlamento dalla dr Maria Cannata, alto dirigente del MEF destinataria anch’essa dei miei documenti e dunque al corrente di questa vicenda – che, presso esso MEF, ignoti, nel mentre si arrampicano da anni sugli specchi per non pagare ai miei clienti ed a me delle sentenze di condanna, hanno regalato 2,6 miliardi di euro a Morgan Stanley inventandosi siano una ‘penale’ relativa ad un contratto di derivati per meno di 100 milioni. Oltre ad altri miliardi regalati ad altre banche di cui Cannata, quasi fossero suoi, ha addotto di non poter parlare. Dolo diretto indiretto o eventuale da parte di ignoti che non può stupire in un contesto in cui, come niente fosse, ignoti causano il mancato pagamento anche per 8 anni delle sentenze di condanna, ed il decorso di quasi altrettanti dal deposito di un ricorso alla decisione, dopo la quale chissà quanti altri dovranno quindi passarne prima che saranno pagati i quattro pidocchi che forse verranno liquidati. Ricorsi molto invisi – si osservi – perché depositati prima dell’11.9.2012, cioè perché scampati, in quanto ‘vecchio rito’, alla ‘riforma’ di Monti. Dolo eventuale per il quale è sufficiente che la lesione sia anche solo preveduta, non anche direttamente voluta, come possibile conseguenza della propria condotta o omissione.
Un dolo caratterizzato, sotto il profilo psicologico, dall’accettazione del rischio in danno altrui. Condotte dense di gravi effetti in danno di migliaia di persone in relazione alle quali si chiede vogliano le Procure di Roma, Perugia e Napoli, accertare la sussistenza, ad opera di ignoti, dei reati di cui al 323 e 328 cp, e di ogni altro, associativo o no, in regime di dolo diretto, intenzionale o eventuale, con l’adozione URGENTE di ogni provvedimento utile a porre rimedio. Si sporge cioè, alla luce dei fatti esposti e delle considerazioni svolte, formale denunzia-querela nei confronti di coloro che saranno ritenuti responsabili, di cui si chiede espressamente la punizione. Con riserva di costituirmi parte civile e, ripeto, con espressa istanza mi venga comunicata ogni eventuale richiesta di archiviazione da parte del PM ai sensi dell’art 408 del cpp. (Alfonso Luigi Marra)

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Politici: privilegi di casta

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

Italiano: Antonio Di Pietro a Savona giovedì 5...

Image via Wikipedia

Dopo la pubblicazione del rapporto Giovannini, che indica i parlamentari italiani in cima alla classifica europea per quanto riguarda la retribuzione, noi dell’Italia dei Valori non ci siamo stupiti: sono cose che andiamo dicendo da tempo, una situazione di privilegio che combattiamo con proposte di legge e ordini del giorno in Parlamento da sempre.
“L’Italia dei Valori – ha ricordato il presidente Antonio Di Pietro – in tempi non sospetti, ha presentato alla Camera una proposta per abolire i vitalizi. Gli unici che hanno votato a favore sono stati i ventidue deputati dell’IdV. Occorre effettuare seri tagli ai costi della politica, partendo dalla riduzione degli stipendi e del numero dei parlamentari, dall’abolizione delle province e dai tanti sprechi rappresentati dagli Enti inutili, per arrivare ad una drastica scure al settore delle armi.”n “L’Italia dei Valori continuerà la sua battaglia, anche se in solitudine, e chiede al governo Monti – conclude Di Pietro – di prendere in considerazione le proposte che ha presentato in Parlamento per l’abbattimento dei costi della casta. ssurde, per l’IdV, le critiche che si sono levate dall’interno dei palazzi del potere contro i risultati della Commissione. “Chi oggi contesta i risultati della commissione Giovannini – ironizza Niccolò Rinaldi, capodelegazione IdV al Parlamento europeo – potrebbe accettare di fare a cambio con un parlamentare europeo, oppure, se ha paura di prendere l’aereo, anche con quanto percepisce il sindaco di una grande città, anziché continuare a operare con due pesi e due misure quando si tratta di intervenire per tagliare i propri appannaggi, creando in questo modo la vera antipolitica che travolge la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
“Si è addirittura scomodata una Commissione condotta dal presidente dell’Istat – ha aggiunto – per stabilire il segreto di Pulcinella: che i parlamentari italiani sono i più cari d’Europa. Ma a Bruxelles il fatto era risaputo da tempo”. “Peraltro, di studi comparativi ne furono fatti già all’epoca, quando a Bruxelles fu discusso l’attuale Statuto unico del parlamentare europeo che uniformava il trattamento di tutti gli eurodeputati – ha proseguito Rinaldi -: a fare resistenza contro quel provvedimento in vigore dal 2009 furono soprattutto italiani, che erano proprio quelli che abbandonando il regime nazionale ci perdevano di più”. Secondo l’europarlamentare Idv, “la dimostrazione si ebbe alle elezioni del 2009, quando contrariamente alle elezioni precedenti, nessuno degli onorevoli nazionali optò per un posto a Bruxelles, trovando anche il ruolo di consigliere regionale spesso di maggiore soddisfazione economica”. (Antonio Di Pietro)

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Stato senza governo e religione senza Dio

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2011

“In certi casi, come in questi casi, il panico da default fa ritrovare il senno! Da Il Messaggero del 9 agosto 2011. Le virate di Umberto e Silvio Forum di Mario Ajello”. E Rosario Amico Roxas commenta: “Detto in questo modo è la traduzione buonista dell’arrampicata sugli specchi; altro che “ritrovare il senno”, siamo di fronte al panico di perdere tanti privilegi e di essere, finalmente, scoperti per la vera natura. L’evasore fiscale per eccellenza e il nazionalista e fondamentalista padano sono alle corde per cui esternano sorrisi di sicurezza nel patetico tentativo di rimandare il doveroso passaggio alla cassa dove verrà loro chiesto di pagare il conto, per intero e senza sconti.
Contano sulla memoria corta degli italiani, contano sull’appoggio dei vertici vaticani che dovrebbero influenzare gli elettori cattolici, contano sui corrotti per interesse e sui corruttori per vocazione per documentare una maggioranza numerica nelle due Camere, lontanissima dalla maggioranza politica nel paese. Anche i sondaggi che hanno dettato la linea politica del governo Berlusconi, non vengono più analizzati, cedendo alle nazioni europee che contano l’onere di decidere ciò che il governo italiano non è in grado di intuire. Emerge l’aggressione degli speculatori, che contano sull’allegra finanza creativa inventata da questo governo e sollecitata dal fiscalista e tributarista Tremonti per agevolare i suoi più ricchi clienti e assistiti, tra cui lo IOR. E’ così che ci ritroviamo con uno Stato senza governo e una religione senza Dio. (Rosario Amico Roxas)

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Manovra e privilegi di casta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che il dibattito sulla manovra finanziaria abbia tirato, fra l’altro e giustamente, in ballo la esigenza di una lotta severa agli sprechi; di una lotta, non solo giornalistica e televisiva, contro la irrazionalità della spesa pubblica e contro l’esosita’ dei costi della politica. ma di fatto, pur lasciando tutti scontenti, la “casta” non ha operato alcunchè di serio sui costi, irrazionali ed ingiustificabili, di se stessa. Anzi: ha confermato i propri privilegi. Eppure i costi di questo settore sono tali da consentire riduzioni di spesa di notevole importanza. Esempi: E’ vergognoso che vengano spesi 30.000 euro al giorno per rimborso di spese sanitarie ai Parlamentari. E’ scandaloso che milioni di euro vengano erogati per dare rimborsi cinque volte superiori alle spese effettivamente effettuate dai Partiti politici beneficiati dal rimborso. E’ tragicomica la pletora di Deputati, di Senatori, di Consiglieri Regionali, Provinciali, Comunali e di Quartiere …. E via dicendo. Per semplificare: Non sarebbe opportuno ridurre del 20% il numero dei Parlamentari e dei Consiglieri dei vari Organi rappresentativi ad ogni livello? Non sarebbe opportuno ridurre le spese sanitarie dei Deputati ai livelli medi delle tariffe praticate dalle strutture sanitarie pubbliche? Non sarebbe opportuno, oltre che doveroso, ridurre del 50% i rimborsi elettorali ai Partiti politici che, come risulterebbe dalle cifre pubblicate, nella realtà arrivano a spendere soltanto un quinto delle somme loro assegnate a titolo di rimborso? Tantoppiù che di “rimborso” vero e proprio non si tratta! Analogo discorso, ovviamente, vale per la Regione Siciliana (Deputati ed Assemblea Regionale compresi) e per gli Organi rappresentativi ad ogni livello di esclusiva competenza regionale. Per la Sicilia, ovviamente, il problema è più grave, in quanto si tende a spendere – per il pubblico impiego, per le assunzioni “facili” e per altre spese fisse improduttive – la maggior parte dei finanziamenti da destinare ad interventi produttivi. A prescindere dal fatto che la Sicilia è stata, dal 1860, e rimane una colonia interna del sistema italiano, al servizio dei poteri forti e dei partiti politici continentali. Insomma: è bene che, intanto, in Sicilia si faccia ciò che, nell’attuale ordinamento, è opportuno e doveroso fare. Anche perchè al peggio non c’è mai fine. Ma è pure bene – anzi necessario – che tutti sappiano che senza l’Indipendenza il Popolo Siciliano non può avere alcun futuro! Il Segretario Politico FNS (Giuseppe SCIANO’)

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Casta e privilegi. Quando chi denuncia è poco credibile

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

Grande successo del blog dello “Spider Truman” su i segreti della casta di Montecitorio. Ovvio che il momento e’ propizio visto che i media continuano ad additare i parlamentari come “casta”, come condizione privilegiata. Siccome siamo scettici sulle attivita’ moralizzatrici degli angeli sterminatori e di coloro che li sostengono (si ricordi, a tal proposito, la fine di Cola di Rienzo e Masaniello) ci pare giusto fare alcune domande e considerazioni. “Spider Truman”, cosi’ lo chiameremo, era un precario del luogo di potere per eccellenza: Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Se voleva fare una denuncia perche’ non lo ha fatto prima? Per tutelarsi poteva passare le informazioni ai media e continuare nell’anonimato. Lo fa ora che ha perso il posto, quindi, quanto e’ credibile? E se non avesse perso il posto avrebbe continuato con la condotta di connivenza? Anche lui “tiene famiglia” e, quindi, “zitto e mosca” fino a quando conviene. Lanciare il sasso e nascondere la mano e’ un antico vizietto italiota. I parlamentari sono tutti come vengono descritti o ce ne sono solo alcuni che approfittano del proprio status o addirittura commettono reati? Perche’ non ne fa i nomi? Mettere fango, o altro, davanti ad un ventilatore e imbrattare tutti, indistintamente, non rende un servizio alla trasparenza, alla correttezza e alla giustizia. La gogna non ci e’ mai piaciuta: stimola solo i riflessi intestinali e trasforma il popolo in plebe. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Una politica fatta da chi non ha mai lavorato

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2011

Abbiamo due nuovi eroi nel parlamento italiano e sono Mario Ferrara e Salvo Fleres che sono i firmatari di una bellissima leggina messa a segno nella notte lontana da controlli che congela i privilegi dei parlamentari. Ne hanno architettata un’altra delle loro legando lo stipendio all’andamento de PIL, ma solo ed esclusivamente se è in crescita. In buona sostanza se noi piccoli e medi imprenditori lavoreremo sodo e rimetteremo in piedi questo disastro di paese i primi a beneficiarne saranno proprio loro che lo hanno portato sul lastrico, poichè il loro stipendio aumenterà se le cose andranno bene ma rimarrà intatto se le cose, da loro gestite, andranno male.
In questi casi un buon amministratore farebbe cio’ che il buon padre di famiglia: taglia tutte le spese superflue e possibili della sua persona e della sua gestione lasciando invariate quelle necessarie alla sopravvivenza decorosa dei figli e della moglie. Se pensate a quante sono le persone che vivono direttamente di politica troverete un esercito composto da oltre 145 mila tra Parlamentari, Ministri, Amministratori Locali. A questi vanno aggiunti gli oltre 12 mila consiglieri circoscrizionali; 24 mila persone nei Consigli di Amministrazione delle 7 mila società, Enti, Consorzi, Autorità di Ambito partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni; quasi 318 mila persone che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla Pubblica Amministrazione. E poi la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei Ministri, Sottosegretari, Presidenti di Regione, Provincia, Sindaci, Assessori Regionali, Provinciali e Comunali; i Direttori Generali, Amministrativi e Sanitari delle ASL; i consigli di amministrazione degli Enti Pubblici.
Se penso che la formazione politica che permette ciò è il governo che fino a ieri era la speranza di ogni imprenditore italiano, e che addirittura l’opposizione paladina della giustizia quando si tratta di spartire la torta è sempre la prima a sedersi, stento a crederci e mi dico francamente: “la strada per noi e’ obbligata” non se ne può più di questa gente. (Fabrizio Frosio Presidente PDA – Partito delle aziende)

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Berlusconi ringrazia Tremonti e Napolitano

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Il governo è salvo. Lo deve ai mercati e al concentrato di solidarietà che ha incassato in questi giorni nei quali è riuscito a far passare una manovra finanziaria i cui effetti deleteri si avvertiranno sempre di più, man mano che i giorni trascorrono. Giustamente Rosario Amico Roxas faceva osservare che “L’attuale crisi ci fa riflettere sui vantaggi e gli svantaggi che determinano la tenuta di un governo e le ragioni che, nonostante tutto, lo tengono in piedi con una fitta rete di protezioni, privilegi, sanatorie, ecc.” E soggiunge: “il timore di. questo governo, nell’attuale momento di crisi (peraltro sempre negata, fino a quando non ci è franata addosso), si materializza nell’ipotesi che “nemmeno” la prima classe potrebbe salvarsi se le classi subalterne e sacrificabili, non dovessero accettare le misure che, innanzitutto, dovranno salvare le “prime classi”, costrette a intervenire anche loro, trascurando l’abitudine all’evasione fiscale, ai privilegi, alle protezioni, ai condoni, alle sanatorie, agli scudi fiscali.” Qui Roxas ci introduce ad un suo ragionamento sulle “classi” e noi vorremo aggiungervi una nostra considerazione. In Italia esiste, come del resto altrove nel mondo, una classe dominante, altri la chiamerebbero “padrona”, la quale deve salvaguardare i propri privilegi. E per farlo deve “sfruttare” le altre classi. In Italia è una virtù consolidata tanto che ad assumerne il ruolo di garante è stato chiamato alle bisogna una persona che per i suoi trascorsi ne è la figura più rappresentativa. Il discorso resta politico e culturale al tempo stesso. Se 45 milioni di italiani, su sessanta che siamo, non riescono ad esprimere una propria volontà e, peggio ancora, a sentirsi sfruttati dalla minoranza dominante non ci sarà giustizia sociale, non ci sarà uguaglianza di diritti, non ci sarà equa ridistribuzione delle risorse, ma solo sfruttamento e sudditanza e una resa incondizionata. Questa è la cruda realtà e il rituale che oggi si celebra con l’approvazione della finanziaria non dovrebbe farci esultare, come invece sta accadendo, perché perpetua, peggiorando, la condizione in cui ci troviamo: sfruttati dai soliti sfruttatori e frastornati sino al punto di plaudire una manovra che ci renderà ancora più poveri e impotenti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Firme contro Privilegi Casta e Abolizione Province

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2011

“La nostra Associazione Assotutela.net ha deciso di iniziare la raccolta firme per un disegno di legge di iniziativa popolare contro l’abolizione dei Privilegi della Casta e contro l’Abolizione delle Province”. Lo dichiara in una nota il Segretario Nazionale dell’Associazione dei Cittadini Assotutela.net. Pietro Bardoscia. Ci fa enormemente piacere la notizia che anche l’Italia dei Valori procederà ad autunno nella raccolta firme contro l’abolizione delle Provincie. Assotutela lancia un appello all’On. Antonio Di Pietro per procedere insieme in questa raccolta firme, ma non solo per un disegno di legge di iniziativa popolare per l’abolizione delle Provincie ma anche per l’abolizione delle Pensioni d’Oro dei Parlamentari e delle Rendite Vitalizie dei Consiglieri Regionali.
La nostra Associazione si pone come Alternativa all’attuale classe politica incapace di recepire i reali bisogni del paese. I cittadini – prosegue Bardoscia – devono essere assistiti contro l’usura bancaria, contro l’ anatocismo, contro la malasanità, contro le ingiustizie sociali; i cittadini richiedono più lavoro e meno precariato, un maggior sostegno alla famiglia e la possibilità di crescere i propri figli in una società onesta. Assotutela.net – conclude Bardoscia – rinnova l’invito a tutti cittadini di scendere direttamente in campo, insieme alla nostra associazione, e diventare protagonisti attivi della propria vita e soprattutto del proprio futuro.

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Auto blu: da anni se ne parla di abolirle

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

“Sono anni che sentiamo parole su una imminente soluzione di questo problema. Ma i cittadini non vogliono parole, vogliono tagli. Questa delle auto blu è una autentica vergogna”. Lo dice durante il question time Gabriele Cimadoro, capogruppo IdV in commissione Attività produttive alla Camera.
“Questa vergogna – aggiunge Cimadoro – costa allo Stato ben 5 miliardi di euro. Ecco perché bisogna tagliare, eliminare al più presto questi privilegi per essere onesti nei confronti dei cittadini”

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Senato boccia tagli sui privilegi

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2010

“Vogliono fare una manovra che definiscono necessaria ma quando si tratta di difendere i sostanziosi privilegi economici di cui continuano a beneficiare solo alcuni cittadini, come i piloti militari, i controllori di volo, oppure i delegati dei COCER , la maggioranza di Governo è sempre compatta nel difendere determinate “caste”. Ci riferiamo agli emendamenti all’articolo 9 del D.L. 78/2010, n. 9.348, 9.350 e 9.351, presentati dai senatori radicali Perduca e Poretti con cui si chiedeva di abrogare le leggi 42/2000 e 365/2003, dettanti disposizioni per disincentivare l’esodo dei piloti militari e del personale militare addetto al controllo del traffico aereo, nonché a prevedere per i delegati del COCER, COIR e COBAR, l’obbligo di fruire esclusivamente di vitto ed alloggio forniti gratuitamente presso le strutture dell’amministrazione difesa. È totalmente illogico continuare a pagare migliaia di euro di “extra” agli ufficiali piloti e controllori per scoragiarli dall’andare a lavorare presso compagnie private come l’Alitalia o l’ENAV, oppure continuare a garantire ai delegati della rappresentanza militare (COCER, COIR e COBAR) il pagamento di una sostansiosa indennità giornaliera di missione, quando tutto il resto del personale militare viene aggregato presso strutture dell’amministrazione della Difesa, spesso in condizioni di estremo disagio. Questi emendamenti avrebbero garantito risparmi per circa 50 milioni di euro, ma è evidente e preoccupante vedere come il concetto di equità e rigore dei senatori della Commissione bilancio del Senato sia, nei fatti, mirato a preservare solo determinati privilegi, perché condizionato dalle solite logiche di una partitocrazia sempre più distante dalla realtà. Li ripresenteremo all’esame dell’Aula. Domani manifesteremo a fianco dei sindacati di polizia contro questa manovra che ha tutti i caratteri dell’irragionevolezza. Ci saremo anche per rappresentare tutti quei cittadini militari ai quali è ancora impedito di manifestare liberamente il proprio dissenso nei confronti di un Governo che è il campione delle “chiacchiere”. (fonte Pdm, partito diritti militari)

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Riforme e i chiacchiericci del centro-destra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2010

“Mentre il centrodestra si trastulla con proposte di riforme istituzionali che cambiano ogni giorno e che alla sera sono diverse da quelle del mattino, Italia dei Valori mantiene la propria posizione: le riforme  si fanno in Parlamento e sono quelle che servono agli italiani, quelle che affrontano i problemi veri dei cittadini, fisco, sviluppo economico, occupazione, e quelle comunque che rispettano l’equilibrio fra i poteri ed il sistema democratico e costituzionale” lo dichiara in una nota l’on. Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV. “Tutti il resto, è il solito chiacchiericcio e depistaggio di chi non vuole affrontare i problemi del paese ma di continuare a garantire privilegi alla casta e l’impunità al premier e ai suoi amici” conclude Orlando.

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Luca Marco Comellini ai membri di PDM

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2009

“Come avrete notato la nostra attività non si è minimamente arrestata, il tentativo di condurre il PDM verso una politica del non fare è miseramente fallito. Questo partito non è nato per cercare poltrone o privilegi, ne vantaggi personali e la mia personale storia, comune a tante altre, può essere di esempio. Molti di noi hanno combattuto, e molti continuano a combattere, una lotta impari contro l’arroganza e l’ignoranza dei colleghi e e dei superiori, siano essi militari che appartenenti ad altre amministrazioni dello Stato, cercando di svegliare le coscienze assopite e la cultura civica dell’essere parte di una società alla quale possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo. Molti amici ora si ritrovano ad essere iscritti a un altro movimento al quale non hanno mai aderito spontaneamente (come se io impazzissi di colpo e vi facessi trovare iscritti a questo o quello schieramento politico che si è sempre disinteressato dei problemi dei cittadini in divisa – escluse propagande elettorali ). Ciò è capitato perché il fondatore del vecchio gruppo del PDM ha voluto perseguire interessi diversi, più improntati a raccogliere numeri a discapito della qualità,nella convinzione che essere rappresentativi e incisivi nella vita politica significhi  avere solo un numero rilevante di simpatizzanti. Ho sempre creduto che 100 persone motivate da sani e coesi principi di giustizia e uguaglianza sociale avrebbero potuto costituire una reale forza per difendere gli ideali che ci hanno fatto muovere i primi passi. Vorrei da voi tutti una fattiva partecipazione alla vita politica di questo partito. Proposte e idee certamente non vi mancano così come credo non vi manchi la capacità di coinvolgere altre persone ugualmente motivate. Non si era mai verificato, nella storia repubblicana, un evento simile: la nascita di un partito per la tutela dei diritti. Ora sta a tutti noi portare avanti questo progetto, una luce che altri vorrebbero spegnere per sempre”.

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Farmacie. Libertà d’uso e di impresa

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2009

A chiunque e’ successo di cercare una farmacia con una certa urgenza e trovarla chiusa e, seguendo le indicazioni dei cartellini affissi sulla saracinesca abbassata, prendere nota di quella di turno o quella aperta a quell’ora impossibile. Poco male se si vive in citta’ grandi, magari con la farmacia della stazione Fs sempre aperta, ma quando si abita in un piccolo centro, nella maggiorparte dei casi non c’e’ alternativa a dover andare al paesino piu’ o meno vicino. Storie di vita quotidiana, follie a cui abbiamo fatto il callo, ma deve essere proprio cosi’? Dobbiamo sempre tirarci dietro il retaggio di monopoli e privilegi corporativi? Dobbiamo continuare a stipare negli armadietti di casa decine di farmaci in confezioni magnum per evitare di dover cercare la farmacia aperta e, puntualmente, buttar via quelli scaduti, avendo fatto guadagnare solo farmacie e aziende produttrici? Uno spiraglio ci arriva dalla Corte di Giustizia Ue di Lussemburgo (1). L’Avvocato Generale di questa Corte ha formulato le proprie conclusioni sulla normativa spagnola in merito ed ha sancito che e’ incompatibile con il diritto comunitario limitare il numero di farmacie con riferimento alla popolazione di un determinato territorio. Conclusioni che potrebbero avere effetto su alcuni analoghi procedimenti italiani pendenti davanti alla medesima Corte, procedimenti che chiedono se il Testo unico italiano delle leggi sanitarie sia in conflitto coi principi del Trattato sulla protezione della salute pubblica e dei consumatori (in particolare la normativa che prevede una sola farmacia nei Comuni con meno di quattromila abitanti). Secondo l’Avvocato Generale sarebbe stato violato il principio di liberta’ di stabilimento sancito dal Trattato Ce. Siamo solo ad una prima fase del procedimento, perche’ la Corte in se’ dovra’ pronunciarsi e non e’ detto che sposi le posizioni del proprio Avvocato, ma e’ una novita’ importante. Nel nostro Paese, da quando i farmaci da banco sono vendibili anche fuori delle farmacie, qualcosa si e’ mosso a vantaggio di produttori, commercianti e consumatori. Norme che sono ancora molto limitate e che da piu’ parti vengono attaccate (per quanto ci riguarda non si capisce perche’ debba vigere l’obbligo di un farmacista nei negozi che vendono questi farmaci); limitazione che nasce dal forte potere di condizionamento che la corporazione dei farmacisti esercita sul Governo e Parlamento per far si’ che i loro privilegi monopolisti continuino ad essere tali. Quando la Corte di Giustizia si pronuncera’, sia per il caso spagnolo che per quello italiano, un importante passo avanti sara’ stato fatto: il peregrinare alla ricerca di una farmacia e l’accumulo di farmaci in casa potrebbero diventare ricordo del passato.

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Sciopero precari Cri

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2009

Il 4 e 5 giugno i lavoratori precari e stabili di Croce Rossa Italiana sciopereranno e protesteranno per chiedere stabilità del lavoro e certezze per il futuro dei servizi oggi prestati dalla C.R.I.  La RdB-CUB chiede la convocazione di un tavolo alla Presidenza del Consiglio per l’assunzione a tempo indeterminato degli oltre 2.000 precari a tempo determinato, che costituiscono i 2/3 del personale utilizzato e garantiscono i servizi di assistenza, pronto soccorso e soccorso civile. Questi lavoratori, pur possedendo tutti i requisiti di legge per la stabilizzazione, sono costretti a vivere nella precarietà a causa della cattiva gestione dell’Ente, della mancanza di volontà degli organi politici e amministrativi di sanare la situazione di illegittimità ed alle titubanze degli altri sindacati. Secondo la RdB-CUB, per i precari le soluzioni ci sono e sono praticabili, ma implicano rivedere privilegi e ridefinire risorse, competenze e responsabilità. E’ necessario inoltre mettere fine alla voluta indifferenza sia di Croce Rossa che dei Ministeri della Funzione Pubblica, dell’Economia, del Lavoro, degli Interni e della Difesa, nonché degli Enti locali, costringendo tutti questi soggetti che si avvalgono dei servizi forniti dai lavoratori di Croce Rossa a decidere ed attuare la stabilizzazione in tempi certi e brevi.

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“Riduciamo i privilegi per aumentare i diritti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2009

Regione Lazio: “La proposta avanzata da Ivano Peduzzi per ridurre i privilegi economici dei consiglieri regionali è convincente per più di un motivo e la sosterremo con energia”. E’ quanto sostiene il capogruppo del PdCI alla Pisana Maria Antonietta Grosso in riferimento ad una lettera inviata dal capogruppo del PRC a tutti i consiglieri con l’obiettivo di ottenere un sostegno finalizzato ad una proposta di legge che non solo intende ridurre gli stipendi degli eletti ma riordinare tutta la questione intervenendo sull’indennità di carica e dimezzando i costi del vitalizio. “Quasi tutte le forze politiche, parlano di etica morale, di questione morale, di lotta agli sprechi ed ai privilegi ma poi i fatti smentiscono, non raramente, le buone intenzioni, soprattutto quando riguardano le tasche di assessori e consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza. Risparmiare soldi e ripartirli in direzione di servizi, diritti, per integrare il fondo cassa integrazione in deroga, per colmare debiti in settori delicati che riguardano la vita dei nostri cittadini è un atto di buon senso che non dovrebbe neppure essere sollecitato ma realizzato senza se e senza ma. E’ recente la nostra battaglia contro famigerate tabelle che distribuivano soldi senza criteri precisi a destra e a manca. A maggior ragione ci convince qualsiasi battaglia – conclude Maria Antonietta Grosso – che vada nella direzione di recuperare risorse per garantire lavoro e tutele per i tanti che oggi stanno pagando in termini pesanti una crisi strutturale che rende il futuro di molte famiglie non certo roseo”.

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