Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘privilegio’

Riforma ferrovie

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2011

A WCG2 triplet escorts the Intercity up the ghats.

Image via Wikipedia

“Il via libera del Ministro Passera all’istituzione di uno spazio ferroviario unico europeo è un segnale estremamente importante per tutta la politica dei trasporti”. Lo ha affermato l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, relatrice del rapporto approvato un mese fa dal Parlamento europeo che modifica e aggiorna la legislazione sul mercato ferroviario unico europeo. Commentando le parole del ministro per lo Sviluppo economico, infrastrutture e trasporti, Corrado Passera, il quale oggi a Bruxelles ha sostenuto che “l’Italia è assolutamente favorevole all’istituzione di uno spazio ferroviario unico europeo”, Serracchiani ha osservato che “per l’Italia la scelta di imboccare la strada delle liberalizzazioni nei trasporti ferroviari può essere un passo enorme, paragonabile all’apertura della concorrenza nei trasporti aerei o nella telefonia. Ne possono derivare vantaggi importanti per gli utenti, a patto naturalmente che la concorrenza sia reale, pienamente reciproca senza isole di privilegio nazionale e in prospettiva – ha aggiunto – regolata da un’authority di livello europeo”. L’europarlamentare ha inoltre sottolineato come “il rilievo dato da Passera al sistema dei corridoi transeuropei verrà auspicalmente a dare risposte alle attese del nordest, ancora privo di certezze sui collegamenti ad alta capacità con l’est Europa”. (Giancarlo Lancellotti)

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La sanità in Usa: fra privilegio e diritto

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2011

Avremo un sistema che vede “la sanità come un diritto e non un privilegio”. Ecco cosa ha annunciato il governatore dello Stato del Vermont Peter Shumlin mentre si accingeva a firmare una nuova legge che creerà un sistema di sanità per tutti i cittadini del suo Stato.
Nonostante la recente riforma federale sulla sanità che estenderà la copertura nel 2014, per arrivare al 100% bisogna fare altro. Ecco dunque il piano di Shumlin. Eletto governatore solo pochi mesi fa con una maggioranza democratica in ambedue le Camere Shumlin è andato oltre la riforma del Presidente Obama. La differenza principale è il fatto che coprirà tutti i cittadini e non farà uso di assicurazioni private stabilendo invece un “single payer” governativo, una cassa mutua per tutti. Ovviamente tutti dovranno contribuire. I contributi saranno legati però al reddito dei cittadini. L’eventuale eliminazione delle compagnie di assicurazione dallo Stato vuol dire che il motivo profitto non entrerà più nell’equazione della sanità. Quindi tutti i contributi dei cittadini andranno spesi esclusivamente per i servizi sanitari. Inoltre non ci sarà la miriade di forme da riempire delle diverse compagnie di assicurazioni il cui scopo sembra spesso di scoraggiare gli utenti. Secondo l’amministrazione di Shumlin vi saranno controlli per ridurre gli sprechi. Per esempio se gli ospedali avranno troppi letti vuoti si ridurranno. Il sistema sanitario del Vermont sarà simile a quelli già esistenti nei Paesi europei industrializzati ed il Canada. Creando un sistema più vasto si ridurrà il rischio per tutti dato che il concetto di assicurazione è basato proprio su quel fattore. Più grande è il gruppo, meno sarà il rischio per ognuno. Il sistema del Vermont è stato organizzato sotto la guida del dottor William Hsiao, professore della Harvard University, il quale aveva già disegnato un simile programma per la Repubblica di Taiwan. Una comparazione con il sistema attuale rivela che il single payer ridurrà i costi del 25%. Una cifra considerevole specialmente se si pensa che i costi delle assicurazioni private sono aumentate dal sette all’otto percento annualmente in tempi recenti. Si tratta di aumenti insostenibili che influiscono non solo sul numero di assicurati ma anche sul successo delle aziende che devono assorbire gli aumenti oppure passarli ai loro impiegati. Questi costi aggiunti alla crisi economica sono responsabili per l’aumento del numero di americani senza assicurazione medica che secondo il Censo americano più recente è arrivato a 50 milioni. Il Vermont è un piccolo Stato con seicentomila abitanti, 50.000 dei quali non hanno assicurazione medica e altri 150.000 ne hanno una insufficiente. Il nuovo sistema sarebbe in effetti un ampliamento del Medicare, la sanità nazionale per gli anziani. Gli attacchi del piano repubblicano di privatizzarla sono stati una manna per il Partito Democratico dato che la grande maggioranza gli americani vuole mantenere il programma. La recente elezione della candidata democratica Kathy Hochul al Parlamento in un distretto molto “red” che tradizionalmente vota repubblicano, è dovuta principalmente alla questione del Medicare. La sua avversaria repubblicana Jane Corwin aveva dichiarato il suo supporto al piano di Paul Ryan che in effetti avrebbe privatizzato il Medicare. Se il Medicare, un sistema di single payer è dunque popolare con gli americani, perché non implementarlo al livello nazionale? Domanda troppo semplice che Barack Obama e i timidi democratici alle due Camere nazionali non hanno voluto affrontare. Shumlin ha deciso invece che nel suo piccolo Stato si farà un sistema simile all’assicurazione usata dagli anziani. Vi saranno ovviamente gli attacchi delle compagnie di assicurazioni che etichetteranno il nuovo programma di socialista per spaventare la gente. E cercheranno di intimidire i cittadini del Vermont dicendo che il nuovo sistema statale razionerà la sanità e saranno i burocratici a determinare chi riceverà le cure. Non avranno tutti i torti sulla questione delle razioni. In questo momento sono loro, le compagnie di assicurazione ed i loro profitti, che decidono chi sarà curato escludendo quelli che non possono pagare. Inoltre escludono quelli assicurati da cure che sono troppo costose le quali ridurranno i loro profitti. I cittadini del Vermont sceglieranno il governo invece della assicurazioni private a fare le decisioni importanti sulla sanità. Ed il resto degli americani? Continueranno a comprarla dalle assicurazioni private. Si vedrà fra qualche anno se il piccolo Stato del Vermont sarà il pioniere nella sanità di tutto il Paese. (Domenico Maceri)

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Protezione civile e Abruzzo

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2010

“Le ultime dichiarazioni del Presidente del Consiglio sulla Protezione Civile in Abruzzo evidenziano in modo inequivocabile l’essenza di un sistema che, invece di funzionare per la popolazione, è solo funzionale a determinate persone ed interessi”, commenta Antonio Jiritano, dell’Esecutivo nazionale RdB-USB Pubblico Impiego. “E’ ormai chiaro, non più solo alla magistratura ma alla maggioranza dei cittadini italiani, che la Protezione Civile, per come è stata stravolta negli ultimi anni, serve principalmente come carta di credito del governo: quando c’è necessità di indirizzare denaro senza controllo ecco pronte le ordinanze per la Protezione Civile. Invece – denuncia il dirigente RdB-USB – i Vigili del Fuoco sono costretti a raddoppi delle turnazioni e straordinari per garantire da tutta Italia la presenza in Abruzzo, ma al Corpo Nazionale vengono persino sottratti i fondi precedentemente stanziati dal ´decreto Abruzzo` per utilizzarli nell’assunzione di 178 dipendenti in Protezione civile”.  “Le contraddizioni più forti – sottolinea Jiritano –  emergono dall’ultima manovra  economica: i Vigili del Fuoco pagano in termini di tagli generalizzati per il soccorso e per i lavoratori, mentre l’unico ente a cui non viene tolto nulla è proprio la Protezione Civile. Così chi fa soccorso viene ridimensionato e chi si occupa di grandi eventi viene premiato!”.
“Forse la minaccia di lasciare l’Aquila – ipotizza Jiritano – fornisce l’occasione per scappare da quella zona distrutta, dove la ricostruzione tarda a venire e gli appalti cominciano ´puzzare di bruciato`. Per quanto ci riguarda, i Vigili del Fuoco continueranno, con indosso le loro divise, a svolgere il servizio sociale che hanno fin qui svolto in Abruzzo, perché il soccorso non è un privilegio da concedere ma un diritto delle popolazioni, e manifesteranno il proprio sdegno e l’opposizione alla manovra scioperando il 14 giugno con tutto il Pubblico Impiego”, conclude il dirigente RdB-USB P.I..

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Un ordine politico ed economico mondiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2009

Editoriale fidest. Dal XX secolo ad oggi vi è stato un crescendo di eventi tecnologicamente importanti che hanno, in pratica, accorciato le distanze dal punto di vista del trasporto di merci e di persone sia per quanto concerne le comunicazioni di natura pubblica ed informativa sia privata con la possibilità di stabilire transazioni commerciali e finanziarie praticamente in tempo reale. Tale evoluzione non ha, purtroppo, fatto il paio con il diritto internazionale favorendo, di conseguenza, la presenza di “isole di privilegio” di comodo e incoraggiando l’instaurarsi di sistemi speculativi di varia natura ivi compresa quella criminale a partire dal riciclaggio del “danaro sporco”. Vi è stato anche qualcosa di peggio se pensiamo che “questo vuoto normativo” è stato colto con un interesse speculativo dagli stessi Stati per ragioni di convenienza politica ed anche per avvantaggiare le esportazioni dei propri prodotti e le penetrazioni commerciali a danno dei concorrenti in aree solitamente poco permissive. Il tutto ci rende più consapevoli del fatto che sia oramai giunto il momento di fare un discorso serio in proposito e porre le basi non tanto e non solo con la regolamentazione parziale di alcune attività, vedasi il commercio estero, ma di affrontarle nel loro insieme mettendo le basi per una normativa comune che eviti, come già accaduto e continua a verificarsi, che le maglie del diritto internazionale si sfilaccino, persino vistosamente, a fronte delle tante legislazioni nazionali. Questa organizzazione generale delle funzioni ha una sua chiara ragione d’essere e per la quale siamo convinti abbiamo dei forti oppositori che non mancheranno di insinuare timori di ogni genere dai più generali con la perdita della sovranità nazionale per talune questioni di natura economica, finanziaria e giudiziaria, a quelli più spicci derivanti dai piccoli commerci. Ma se oggi possiamo acquistare direttamente un computer dalla Gran Bretagna per l’Italia e in alcuni casi anche componenti informatici dagli Usa e dalla Cina, logica vorrebbe che in caso di controversie si stabilisse la figura di una autorità internazionale che si assumesse l’onere di mediare gli eventuali contrasti sottraendo la materia del contendere alla autorità nazionale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La terra di Francesco a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2009

Roma 28 ottobre ore 21,00 P.za S. Francesco d’Assisi, 88  Chiesa di S. Francesco d’Assisi a Ripa Grande, nella Chiesa, sorta sul luogo che accolse a Roma Francesco d’Assisi ed i suoi primi compagni,  Massimo Wertmuller e Chiara Frugoni racconteranno, attraverso letture tratte dagli scritti di S. Francesco e di altri autori suoi contemporanei, gli episodi più salienti del travagliato soggiorno romano del Santo. Massimo Wertmuller leggerà, oltre alla più significativa laude di San Francesco, il Cantico delle Creature recitato in volgare (Cantico di Frate Sole), alcuni brani: In quale modo il Papa approvò con suo privilegio l’Ordine di san Francesco da Chronica di Matteo Paris; la  lettera di S. Francesco “A donna Jacopa”; il Trattato dei miracoli, cap.XVII, 181 di Tommaso da Celano. I brani saranno poi commentati dalla storica dell’arte Chiara Frugoni, grande conoscitrice della vita di Francesco d’Assisi. Completeranno l’appuntamento alcuni interventi musicali a cura di Angelica Celeghin al flauto e Luigi Celeghin all’organo. Attraverso questa iniziativa la Delegazione FAI di Roma si augura di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di recuperare dall’incuria e dal degrado un luogo universale fonte di amore, pace e tolleranza. Francesco è un Santo ma è anche un uomo che sceglie la gioia di vivere e che ama la povertà “mai disgiunta dalla letizia” e che vede nella Natura l’unico mezzo per la salvezza dell’Uomo.

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Ora di religione: i liberali plaudono alla sentenza del Tar

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Quella del TAR è una sentenza esemplare che, riprendendo la pronuncia  della Corte Costituzionale ( 203/1989)  che ha sancito la laicità dello Stato, da concretezza al principio essenziale di uno stato liberaldemocratico, e cioè che ogni Chiesa deve avere il solo privilegio di poter esercitare liberamente il proprio ministero e nessun altro , né esplicito né implicito.  Sino a che i programmi della istruzione pubblica non prevederanno o il corso di storia delle religioni oppure la possibilità per ogni credente o per ogni non credente di ottenere crediti formativi con le proprie scelte, fino ad allora la scuola pubblica non può discriminare all’interno del pluralismo religioso, dando ad alcuni dei vantaggi nel profitto scolastico che altri non possono avere se non rinunciando alla propria libertà di coscienza. Ancora una volta i liberali  vedono confermato nella pratica il fatto che i veri avversari del separatismo tra Stato e Chiesa sono quei cittadini e quei politici i quali, per opportunismo  quotidiano, cercano di piegare lo spirito della Costituzione e della libertà individuale di religione a pratiche conformistiche in ossequio al comunitarismo, arrecando così un grave danno ad ogni cittadino ed aiutando irresponsabilmente le sempre presenti pulsioni fondamentaliste. Negare la centralità politica della laicità delle Istituzioni ,  è negare l’esperienza storica  confondendo le funzioni tra le leggi per una civile  convivenza e i precetti religiosi.(Federazione dei Liberali)

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L’immunità parlamentare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

Viareggio, 3 aprile ore 21 presso la libreria Fahrenheit 451 via Cavallotti 64 Giovanni Russo Spena (direzione naz. PRC, già membro comm. antimafia)  e l’autore Marco Ottanelli presentano il libro “Auto Immuni. Storia di come il potere in Italia assolva sé stesso” è uscito in concomitanza con l’approvazione della legge che sospende i processi per le “alte cariche” del nostro Paese. L’autore, Marco Ottanelli – giornalista redattore del periodico on line http://www.democrazialegalita.it  ha voluto, con questo testo, rispondere con argomentata e documentata conoscenza all’induzione facile dell’emergenza istituzionale, e alle superficiali affermazioni sui poteri, compiti, prerogative della classe politica dirigente in Italia e all’estero. Un testo chiaro, leggibile, ma che non trascura nulla di quello che, da diritto (l’immunità parlamentare), si è trasformato in uno specifico privilegio per pochi individui sotto il cielo della democrazia repubblicana.  “Auto immuni” non fa ridere, non pretende neppure di indignare: cerca e riesce a informare. E’ una ricerca – mai pedante, documentata e sorprendente- su come e per quali necessità il potere politico italiano si è voluto appunto auto-immunizzare dal controllo dei cittadini e dagli organi preposti alla garanzia: la stampa e magistratura. Si parte dalla Assemblea Costituente e dall’art. 68 in essa approvato; poi gli anni della Giunta che non autorizzava mai ‘a procedere’ fino alle riforme tentate e riuscite nell’ultimo ventennio: Bozza Boato, Lodo Maccanico Schifani, fino a oggi, con l’approvazione del Lodo Alfano. Sapere, tra le altre cose, che in nessun paese occidentale esiste l’immunità per le “alte cariche dello stato”, in nessun paese democratico, nessuno, è fondamentale per non lasciarsi travolgere dai giochi spericolati di un potere che ci crede, e ci vuole, ignorante platea.

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