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Posts Tagged ‘problemi’

I problemi che affliggono i viaggiatori d’affari di tutto il mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 9 novembre 2019

Minneapolis, 7 novembre 2019: Secondo una ricerca indipendente commissionata da CWT, la piattaforma di gestione di viaggi B2B4E, le due maggiori preoccupazioni che affliggono i viaggiatori d’affari di tutto il mondo riguardano il deterioramento della famiglia e la pressione sui colleghi.Rispetto alla sfera privata, il 22% dei business traveler ritiene le frequenti trasferte compromettano la qualità delle loro relazioni e della vita familiare mentre il 21% si dice preoccupato che i propri cari pensino si preferisca viaggiare per lavoro alle responsabilità domestiche quotidiane. Dal punto di vista professionale, il 22% si sente in colpa nel gravare i colleghi, durante le assenze, anche con il proprio carico di lavoro, il 21% trova stressante trascorrere troppo tempo con collaboratori o clienti e il 14% è impensierito dalla difficoltà di rimanere in contatto con le persone in sede.“Nonostante la medesima ricerca sottolinei come i business traveler percepiscano gli aspetti positivi insiti nelle loro trasferte superiori a quelli negativi tanto sul lavoro (92%) quanto a casa (82%), le aziende devono essere consapevoli delle preoccupazioni da loro evidenziate e pronte ad aiutarli nell’affrontarle apertamente”, ha affermato Catherine Maguire-Vielle, CWT EVP e Chief Human Resources Officer. “Le relazioni rappresentano una componente fondamentale del benessere della persona e le aziende hanno l’obbligo di garantire che i viaggi dei propri dipendenti non le mettano a rischio né tra le mura domestiche né in ufficio”.Nell’osservare le differenze tra frequent business traveler su base geografica, gli americani sviluppano, in genere, maggiori apprensioni rispetto ai viaggiatori europei e dell’area Asia Pacifico.Il 26% ritiene le proprie relazioni personali e familiari in sofferenza rispetto al 23% degli europei e al 18% degli orientali. Il 23% afferma che, durante le trasferte, trascorrere molto tempo con colleghi o clienti può essere stressante, valore condiviso con i viaggiatori del Vecchio Continente mentre per quelli dell’area Asia Pacifico questo si ferma al 19%. Il 22% si preoccupa che in famiglia pensino preferisca anteporre i viaggi di lavoro alle responsabilità quotidiane rispetto al 17% degli europei e al 23% degli asiatici.D’altra parte, gli americani sono meno impensieriti dalla difficoltà di rimanere in contatto con le persone nella sede centrale (13%, contro il 14% dei viaggiatori d’Europa e dell’Asia Pacifico) e del dover riversare sui colleghi il proprio lavoro (16%, contro il 25% degli asiatici e 24% degli europei).
Nell’area Asia Pacifico e in Europa sono i Boomer a ritenere con maggiore probabilità che, quando viaggiano, le relazioni personali e domestiche ne soffrano. Tuttavia, nelle Americhe, la classifica è guidata dai viaggiatori della Generazione X.Questi ultimi sono anche i più preoccupati dal dover lasciare il proprio lavoro ai colleghi, facendo registrare la percentuale più alta nelle tre aree geografiche.
In ogni regione – rispetto alle altre due generazioni – i Millennials sono i più turbati riguardo alla difficoltà di rimanere in contatto con i colleghi in sede e al sospetto che la famiglia ritenga i viaggi di lavoro preferiti alle responsabilità quotidiane. Quando si tratta dello stress causato dal passare, durante le trasferte, troppo tempo con collaboratori o clienti, emergono differenze generazionali in ogni area. In quella dell’Asia Pacifico la percentuale più alta è stata registrata tra i Millennial, nelle Americhe tra i Boomer mentre in Europa Generazione X e Boomer sono in parità.

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Problemi di salute mentale in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

“Quello del disagio mentale costituisce ancora un nervo scoperto nella gestione delle risorse umane in Italia. – ha dichiarato Virginia Magliulo, general manager Adp Italia – Come emerge dalla survey presa qui in esame, risulta che è ancora una buona fetta dei lavoratori italiani a mostrare ritrosia nel parlarne nell’ambito di uffici/fabbriche. Ciò per motivazioni diverse, ma soprattutto per timore che venga giudicata comunque negativamente la propria performance. Un ascolto continuo delle proprie persone e un feedback puntuale concretizzano un più stretto rapporto tra i dipendenti, manager e vertici aziendali. Solo così verranno del tutto liberate le potenzialità e la creatività del lavoratore che può sviluppare il proprio senso di appartenenza all’azienda e sentirsi pienamente coinvolto negli obiettivi aziendali”.
Problemi di salute mentale: a chi lo comunicheresti sul posto di lavoro? Si apre con questa domanda la survey “Workforce View 2019” di ADP Italia, leader nella consulenza per la gestione delle risorse umane a livello mondiale.Il 32,60% dei lavoratori italiani dichiara che, in caso di problemi di salute mentale, è disposto a parlarne in ufficio solo se ha amici presenti sul posto di lavoro, il 31% con i colleghi, il 25% con nessuno sul posto di lavoro, il 15% con il capo, il 12,10% con la direzione del personale.

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Politica: Fine del sovranismo ma restano i problemi di sempre

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Ci risiamo: governo nuovo, manovra vecchia. Il Conte2 si accinge a fare la legge di bilancio senza disporre di una vera politica economica, esattamente come è capitato – chi più, chi meno – a tutti i governi degli ultimi anni. Almeno così si evince dalla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, ma anche dalla povertà del dibattito interno all’esecutivo e alla maggioranza (opposizione, non pervenuta). Si indica la crescita come obiettivo fondamentale, ma non si sostanzia la finalità con scelte conseguenti, mentre all’impegnativo contenimento della spesa pubblica corrente, e soprattutto ad una sua rivisitazione a favore degli investimenti, si preferisce imboccare la strada più facile: condire “elettoralmente” la manovra con micro azioni distributive di risorse che non ci sono, tipo far scendere l’Iva al 4% su pannolini ed assorbenti. Lo stesso mantra “l’Iva non aumenta, l’abbiamo neutralizzata” appare più figlio di questa esigenza populista – poter affermare di “non aver messo le mani in tasca agli italiani” e auspicare che questo si traduca in maggiori consumi, e pazienza se non è successo né con gli 80 euro di Renzi né con il reddito di cittadinanza di Di Maio – piuttosto che di una strategia di medio termine finalizzata a far uscire dalle secche della stagnazione il nostro sistema economico.E anche dal lato delle coperture finanziarie, il film cui stiamo cominciando ad assistere somiglia maledettamente a quelli già andati in onda. Per stessa ammissione del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri – uomo dabbene e competente – per finanziare la completa sterilizzazione delle clausole di salvaguardia e per coprire le misure previste, al netto della flessibilità che ci concederà l’Europa, servono 14 miliardi. Anche ammesso, ma non (ancora) concesso, che alla fine la cifra sia questa e non di più, se si pensa di coprirla, come si è detto, con un recupero di evasione fiscale pari a oltre 7 miliardi, corriamo il rischio che il deficit non si fermi al 2,2% programmato e che il debito, contrariamente a quanto previsto, non arretri di qualche decimo di punto dal tetto del 136% cui è prossimo. Anche perché è difficile che la crescita del pil nominale (pil+inflazione) riesca a raggiungere i livelli previsti nel nuovo Def. Quanto all’evasione, non è detto che non si possa e non si debba aggredirla. Anzi, grazie alla fatturazione elettronica si può fare di più e meglio che nel passato. Ma un governo serio non pone questa voce a coperture di spese – o, in questo caso, per la sterilizzazione dell’Iva – prima di aver incassato le tasse evase, ma indica la destinazione di quanto sarà effettivamente ricavato lasciando in bianco il suo ammontare in fase di costruzione del bilancio.Insomma, così come è stata impostata, la manovra non solo non produce un miglioramento della finanza pubblica, ma neppure se lo pone come obiettivo: non si tagliano le spese improduttive, si peggiora l’indebitamento netto strutturale, non si prevedono misure di aggressione dello stock di debito. O meglio, si butta la palla avanti e – come sempre – si rinvia verso la fine del periodo triennale di vigenza dei documenti programmatici le scelte virtuose. In questo caso, il 2021 sarà passibile e il 2022 discreto. Chi vivrà, vedrà.Per il momento, l’unica copertura che il governo è riuscito a reperire è implicita: le minori spese per interessi sul debito grazie alla diminuzione, che si spera strutturale, dello spread. Oggi vale 4-5 miliardi l’anno, ma se l’intero ammontare di debito pubblico sarà nel tempo rifinanziato incorporando la riduzione di circa 100 punti base dei tassi – erano all’1,8% quando Salvini ha aperto la crisi, ora viaggiano intorno allo 0,8% – si potrà arrivare fino a 25 miliardi. Si tratta del bonus che il governo incamera, via mercati, dalla scelta politica di evitare ogni contrasto con l’Europa. Cosa che appare tanto più significativa in quanto contrasta con la condizione, esattamente opposta, creata dal governo precedente. Ed è, questa, la vera nota rilevante della politica del Conte2: via non solo ogni riferimento polemico con Bruxelles e Francoforte, ma cancellazione completa dalla propria linea dell’orizzonte di qualsiasi scetticismo sull’euro e sull’eurosistema e di qualsiasi accenno ad una anche solo remota possibilità di Italexit. Naturalmente, questo cambiamento di rotta ha suscitato soddisfazione in chi nei mesi scorsi aveva espresso grande preoccupazione per l’ostentazione sovranista del Conte1. Anche noi, facendo parte di quella schiatta di critici, ci uniamo al plauso. Ma non fino al punto di considerarci soddisfatti della manovra e della politica economica giallorossa per il solo fatto che essa incorpora l’opzione europeista. Far pace con la Commissione Ue e con le due maggiori cancellerie europee è cosa buona e giusta, ma non assicura di per sé la stesura di una buona legge di bilancio, se da questa non esce una stilla in più di benzina da mettere nel motore della nostra economia ferma, come pure se non pratica alcun risanamento finanziario.Insomma, la tanto sbandierata svolta nella cura dell’economia italiana malata, non c’è. Così come non c’è stata con i governi precedenti, altrimenti i nostri malanni non sarebbero diventati cronici come invece sono. Continuiamo a traccheggiare, finendo sempre per lasciare ai fattori esogeni – la flessibilità europea, la politica monetaria della Bce, la congiuntura internazionale – la preminenza. Ieri dipendeva tutto dall’Europa matrigna che non ci consentiva di fare i nostri interessi, oggi dipende tutto da quanto possono fruttare i buoni rapporti con sorella Europa. Di nostro non ci mettiamo niente. Non in termini di diagnosi, che l’analisi sulle reali condizioni del nostro sistema economico latita. E tantomeno in termini di terapia, viste le premesse e considerata la vocazione della politica e della classe dirigente nel suo insieme a non prendersi responsabilità. Così diventa pura narrazione modaiola anche l’approccio “green” a “l’ultimo grido” che il governo si è voluto dare, con il rischio che tra “slim tax” e “gretinate” varie si perda l’occasione di affrontare seriamente un argomento serio.
Ci siamo lasciati alle spalle le grida manzoniane, l’inutile surriscaldamento degli animi, la politica fatta tra il balcone grillino dove si annuncia nientemeno che la povertà è stata sconfitta e la spiaggia salviniana del Papeete dove si rivendicano i pieni poteri. Bene. Benissimo. Ma non basta. C’è un paese sprofondato nel declino da rimettere in piedi, proprio mentre il mondo affronta cambiamenti talmente epocali – la trasformazione digitale della società e delle imprese, gli scenari che apre l’applicazione su larga scala dell’intelligenza artificiale – che sottrarsene significherebbe perdere le posizioni faticosamente conquistate, come il secondo posto in Europa nella manifattura, e consegnarsi ad una stagione di emarginazione. Ed è palpabile lo iato che separa la qualità di chi dovrebbe governare processi così complessi dal livello delle decisioni che avremmo la necessità e l’urgenza di assumere. Aver abbandonato l’illusoria tentazione sovranista è certamente un passo nella giusta direzione, anche se è più importante per quello da cui ci consente di scampare che per quello che ci consente di fare. Ed è il motivo per il quale abbiamo saluto con favore la caduta del Conte1 e la nascita del Conte2. Ma non basta. Il momento richiede intelligenza, lungimiranza, visione e soprattutto coraggio politico. E per disporre di questi ingredienti è evidente che occorre andare oltre. Appena possibile. (Enrico Cisnetto direttore TerzaRepubblica)

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“Solo attraverso il confronto con le parti sindacali possono risolversi i problemi del paese”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Dopo le tante mobilitazioni portate avanti in questi ultimi mesi si è avuto finalmente un primo confronto tra Cgil, Cisl e Uil ed il Governo che, siamo convinti, sia la strada maestra per risolvere i reali problemi del paese.Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della UIL FPL Michelangelo Librandi.Ringraziamo il nostro Segretario UIL Carmelo Barbagallo per aver affrontato con il Presidente Conte e con il Ministro Di Maio, tra i vari temi previsti dalla piattaforma, anche la questione dei rinnovi contrattuali che coinvolgono milioni di lavoratori del Pubblico Impiego e del Privato.Nella stessa giornata si è svolto anche un altro importante incontro con il Presidente della Conferenza della Regioni Bonaccini nel quale abbiamo ribadito che l’obiettivo centrale del Patto per la Salute è di ristabilire il rispetto del diritto alla salute e alle cure dei cittadini, messo in discussione da anni di tagli al Servizio Sanitario Nazionale. Anche in questa occasione è stata sottolineata la necessità, ormai improcrastinabile, di procedere al rinnovo del contratto nazionale della sanità privata vacante da più di 12 anni, immaginando a questo scopo l’introduzione nelle convenzioni di norme a salvaguardia del lavoro di qualità, della piena applicazione del contratto e della regolarità delle sue procedure, garantendo a tutti, indipendentemente dalla natura pubblica o privata del rapporto di lavoro, uguali retribuzioni e diritti. Auspichiamo – conclude Librandi – che nei successivi incontri messi in calendario, si possano individuare le giuste soluzioni ai problemi da noi indicati, ridando dignità ai lavoratori e garantendo servizi ottimali ai cittadini.

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Sostegno: Nuova riforma, vecchi problemi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Il Governo approva in prima lettura nuove regole per dare maggior voce a famiglie e studenti nel piano educativo, ma il 40% degli organici rimane in deroga nonostante le effettive esigenze rilevate e nei casi gravi le ore scoperte, alcuna novità sugli assistenti all’autonomia e al raccordo scuola/mondo del lavoro, mentre la legge sui bisogni educativi e speciali rimane sulla carta.Marcello Pacifico (Anief): In verità, aspettiamo di leggere il testo approvato in Consiglio dei Ministri. Più di dieci anni fa, sotto la presidenza di Prodi, fummo convocati. Da allora nessuno ci ha voluto più ascoltare o ha chiesto il nostro parere.
Intanto Anief rilancia l’operazione ‘Sostegno, non un’ora in meno!’ che, come ogni anno, registra un successo grandioso.Come riporta la rivista specializzata Orizzonte Scuola, il Consiglio dei Ministri ha appena approvato un provvedimento che porta rilevanti novità per quanto concerne la disabilità a scuola; infatti, “con la revisione del decreto delegato della ‘Buona Scuola’ 66/2017 potremo migliorare l’inclusione degli oltre 200mila studenti con disabilità, aumentando la partecipazione di tutti i soggetti che affiancano questi giovani nella vita di tutti i giorni. Sono fiero di poter dire che la nuova norma è frutto dell’ascolto di istanze reali e di un lavoro partecipato, che si è svolto nei mesi passati gomito a gomito con le associazioni”. Il testo, approvato in via preliminare in cdm, prevede che i genitori siano maggiormente coinvolti nelle scelte che riguardano i figli con disabilità e che lo stesso minore possa contribuire a definire piani e progetti più adeguati per lui.Il sottosegretario al Miur Salvatore Giuliano, attraverso una nota, fa sapere come sia stato previsto che “le ore di sostegno, così come le attività didattiche e gli strumenti materiali per la formazione, non siano più stabiliti da un ufficio distante dall’alunno che agisce per procedure standardizzate, così come potevano essere i Gruppi per l’Inclusione Territoriale previsti nel vecchio testo. Al contrario, con il decreto Inclusione, coinvolgiamo in queste decisioni fondamentali la famiglia dell’alunno, lo psicologo o chi lo prende in cura a livello sanitario, un rappresentante dell’ente locale e, nel caso fosse maggiorenne, anche l’alunno stesso”. Altresì, è stato previsto che i gruppi territoriali siano trasformati in gruppi di docenti esperti nell’inclusione che saranno a disposizione delle scuole per supportarle in tutti i passaggi e nelle singole situazioni critiche con gli studenti.Si tratterebbe quindi di un modo differente di concepire la disabilità che recepisce i principi della Convenzione Onu dei diritti delle persone disabili applicandoli nel concreto a livello scolastico. In sintesi “più attenzione alle esigenze degli alunni con disabilità e maggiore coinvolgimento delle famiglie” è quanto prevede “il nuovo provvedimento normativo per l’inclusione scolastica elaborato dai ministri Lorenzo Fontana (Famiglia e Disabilità) e Marco Bussetti (Istruzione), che hanno lavorato alla riforma tenendo conto delle esigenze manifestate da associazioni, famiglie e docenti.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “in verità, aspettiamo di leggere il testo approvato in Consiglio dei Ministri. Più di dieci anni fa, sotto la presidenza di Prodi, fummo convocati. Da allora nessuno ci ha voluto più ascoltare o ha chiesto il nostro parere”.“Del resto, siamo ben lieti – continua Pacifico – di recepire le parole del ministro Marco Bussetti circa il fatto che l’inclusione scolastica sia una priorità del governo, ma, oltre le parole, crediamo che adesso sia giunto il tempo dei fatti. I nostri alunni diversamente abili hanno necessità che le belle idee siano calate nella realtà, dove purtroppo i docenti specializzati e formati non vengono assunti, gli studenti sono costretti a cambiare docente arbitrariamente, mentre in questi mesi si stanno selezionando nuovi docenti da far specializzare, in presenza di pecche, a partire dagli errori delle preselettive”.“Infine, come sindacato, non possiamo che sperare nella migliore delle soluzioni per il bene degli insegnanti, ma soprattutto dei nostri alunni che necessitano di più attenzioni: per essi e per le loro famiglie rilanciamo l’operazione ‘Sostegno, non un’ora in meno!’ che, come ogni anno, registra un successo grandioso”, ha concluso il presidente Pacifico.

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Nel 2030 ci saranno 129 milioni di bambini con problemi di crescita dovuta alla malnutrizione

Posted by fidest press agency su martedì, 23 ottobre 2018

Il più delle volte causati dalla denutrizione delle loro madri adolescenti. Il ciclo intergenerazionale di malnutrizione dipende da una serie di cause che, per essere risolte, devono essere affrontate in maniera integrata: povertà, norme socio-culturali, educazione, carenza di acqua potabile, accesso ai sistemi di salute pubblica e alle risorse, che rendano le giovani economicamente indipendenti e consapevoli, tutelandole così anche dalla prospettiva di matrimoni precoci.Nel mondo, ogni anno, sono circa 12 milioni le ragazze che si sposano prematuramente e 16 milioni le adolescenti che diventano madri. Le giovani donne giocano un ruolo essenziale per lo sviluppo economico e umano delle loro famiglie e delle loro comunità, nonostante siano fortemente soggette a fenomeni di esclusione e discriminazione, matrimoni o gravidanze precoci, violenze e abusi di ogni genere oltre ad avere minor accesso ai servizi essenziali.Sostenere le adolescenti è quindi indispensabile per influire positivamente sull’alimentazione delle generazioni future per ridurre del 40% i casi di arresto della crescita entro il 2025 ed eliminare ogni forma di malnutrizione entro il 2030, come previsto dall’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 2 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.Affrontare il problema della malnutrizione delle ragazze adolescenti, indagare le ragioni e trovare soluzioni multi settoriali per prevenire una condizione che ha degli impatti di lungo periodo e causa disabilità e morti precoci delle giovani donne e dei loro figli, è l’obiettivo che si pone la conferenza internazionale “Leaving no one behind – making the case for adolescent girls” , (“Non lasciare nessuno indietro: un focus sulle adolescenti) organizzata a Roma dal Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) e da Save the Children, con il supporto del Governo del Canada.

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Governo. Marini (Acoi), pronti a dare contributo per risolvere gravi problemi Ssn

Posted by fidest press agency su domenica, 3 giugno 2018

“È un bene per il Paese che dopo mesi di tensione sia finalmente nato il nuovo governo. Nel salutare la nascita del nuovo esecutivo, auguriamo anche buon lavoro al nuovo ministro della Salute Giulia Grillo. Una donna giovane fa ben sperare sulla possibilità di avere un riferimento istituzionale con cui confrontarsi sui grandi problemi strutturali che riguardano gli ospedali, i chirurghi e soprattutto i pazienti. Come società scientifica siamo disponibili a collaborare nell’interesse generale sui grandi temi: formazione e accesso al lavoro per i giovani chirurghi, diritto di accesso alle cure standard in tutte le regioni d’Italia, rilancio della sanità pubblica, innovazione e sostenibilità tecnologica nella chirurgia, attuazione della legge sulla responsabilità medico-legale del personale sanitario, specie in materia di rapporti con le assicurazioni e linee guida”. Lo afferma Pierluigi Marini, presidente dell’Associazione Chirurgi Ospedalieri Italiani (Acoi).

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Insediamento Fontana: è ora di risolvere problemi cittadini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

“Quello di Fontana, che oggi si insedia ufficialmente a Palazzo Lombardia, non è certamente un buon inizio: sta usando tutte le poltrone possibili per accontentare i partiti. Le ha già aumentate da 12 a 16, rispetto a quanto aveva dichiarato in campagna elettorale.
Ci auguriamo che questo spettacolo finisca, e si cominci a parlare di temi e di problemi dei cittadini: il trasporto dei pendolari, le infrastrutture, l’ambiente, la salute.
Se andrà in questa direzione, troverà nel M5S sempre un sostegno, perché quello che conta per noi sono le proposte, perché quello che conta per noi è il bene dei cittadini. Se invece la priorità sarà continuare a fare gli interessi di pochi, così come fatto da Formigoni prima e Maroni poi, allora saremo il peggior avversario per Fontana”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, sulla sua pagina di Facebook.

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Il problema della trasmissione della fede

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

coranoNon è risolvibile soltanto all’interno della comunità cristiana, senza porsi il problema del divenire della società e della sua cultura e delle nostre capacità di orientare questo divenire, nelle sue manifestazioni ma anzitutto nei suoi presupposti e fattori dinamici. Su questo versante la consapevolezza delle trasformazioni culturali e del loro impatto sulla vita e sui processi di costruzione dell’identità personale e sociale sta portando la comunità ecclesiale nel nostro paese a interrogarsi sulla necessità di dare il primato all’evangelizzazione anche e soprattutto nei percorsi di iniziazione alla fede, coinvolgendo in questo radicale ripensamento anche la parrocchia. Ma il Vangelo di Gesù altro non è che il Vangelo che è Gesù. In lui appare a noi il volto di Dio, e nel contempo l’uomo è rivelato a se stesso. In lui si rivela e si compie l’umanità nuova, l’uomo nuovo. Non basta quindi ripetere verbalmente la formula del kerygma (“Cristo è morto ed è risorto”) senza un adeguato sforzo di ritraduzione del messaggio e di una sua intelligente e creativa inculturazione. L’irrinunciabile dovere della proposta della Chiesa di dire in Cristo la verità sull’uomo chiede oggi di essere adempiuto mediante un rinnovato e convinto annuncio accompagnato dal dialogo con la cultura odierna.

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Unione Bancaria, l’UE sceglie di non risolvere i problemi

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

European Commissiondi Marco Valli, EFDD – MoVimento 5 Stelle Europa. La vigilanza bancaria dell’Unione europea insiste nel focalizzarsi sul rischio di credito, chiudendo non uno, ma due occhi sul ben più pericoloso rischio finanziario. La scorsa settimana è stato infatti approvato in commissione ECON del Parlamento europeo il regime transitorio del nuovo principio contabile detto IFRS9. In parole semplici, l’ennesimo duro colpo al credito e ai sistemi bancari focalizzati sulle attività commerciali di finanziamento a lungo termine di famiglie e piccole, medie imprese. Non servirà a prevenire l’accumulo dei crediti deteriorati legati alla crisi economica, ma andrà solo a vantaggio dei sistemi bancari più speculativi. A loro non sarà richiesto di riflettere adeguatamente nei bilanci gli enormi rischi finanziari legati a potenziali perdite: parliamo di strumenti rischiosi, volatili o “illiquidi” come gli “Assets Level 2” e “Level 3”. Nello specifico, si tratta di una modifica sostanziale della valutazione a bilancio dei crediti, con implicazioni che però vanno ben oltre la contabilità. Perché le banche dovranno disporre ulteriori e sostanziali accantonamenti anche per i crediti cosiddetti “in bonis”, nella prospettiva di perdite future. E non più, come oggi accade, solo a fronte di crediti deteriorati o in sofferenza. Si aggiunge così un ulteriore elemento di asimmetria a questa finta e sbilanciata Unione Bancaria che sta garantendo ingiusti vantaggi competitivi alle grandi banche d’investimento dei Paesi più forti. A farne le spese saremo noi, ovvero chi detiene sistemi bancari più tradizionali e focalizzati sull’economia reale. (fonte: blog 5 stelle)

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Il partito democratico è incapace di dare risposte ai problemi dell’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

Il premier Paolo Gentiloni al termine del Cdm

“Gli italiani da diversi anni ormai sono ostaggio del perenne ‘congresso’ del Partito democratico e delle ipocrisie che questo comporta. Una guerra fratricida tra Renzi, i capicorrente e chi ha gravitato in passato nell’orbita del Pd che si ripercuote drammaticamente nell’attività del governo. Un esecutivo debole, piegato alle logiche correntizie, indeciso e ondivago”. Lo afferma, in una nota, la parlamentare di Forza Italia, Vincenza Labriola. “Di fronte alle due macroscopiche emergenze sociali ed economiche che l’Italia sta affrontando – prosegue -, immigrazione e disoccupazione, è assai preoccupante l’immobilismo reale dell’esecutivo Gentiloni, mal celato da una narrazione balbettante e conformista ai canoni della politica dell’ordinaria amministrazione.Di ordinario però nel nostro Paese non c’è proprio nulla: non è tollerabile, infatti, che una donna in preda alla disperazione si sia data fuoco perché non riesce a ottenere un lavoro che le consenta di vivere degnamente, né tanto meno – continua l’espoinente azzurra – è da considerarsi normale la lunga e duratura sequenza di sbarchi nei nostri porti di decine di migliaia di migranti.Crisi sociali e umanitarie che i governi del Pd a guida Renzi e Gentiloni non sono stati in grado di affrontare nel migliore dei modi. Incentivi a tempo determinato e bonus non creano strutturalmente lavoro, semmai drogano il mercato e spostano più in la’ l’asticella della resa dei conti, così come – aggiunge – i moniti contro l’Europa cinica e bara che i membri dei governi di sinistra si affannano a esternare sono inutili e privi di riscontri oggettivi.Serve altro, servirebbe essere più determinati. Servono idee chiare e azioni risolute. Per questo – conclude Labriola – Forza Italia dice: più Europa per gestire l’immigrazione e più Italia per dare risposte ai reali problemi sociali del Paese”.

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I problemi del fine vita

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

Roma Venerdì 10 Febbraio 2017, ore 15:00 Dipartimento di Scienze Politiche, Sala del Consiglio IV pianoVia G. Chiabrera 199 si svolgerà la presentazione del libro I problemi del fine vita di Donato Carusi – Tentativi di legiferazione in materia di testamento biologico. Dopo i saluti del direttore del Dipartimento, prof. Francesco Guida e del prof. Vincenzo Cuffaro, ne discuteranno i professori Renato Clarizia, Riccardo Gualdo e Demetrio Neri. Presiede e conclude il prof. Lorenzo D’Avack. Sarà presente l’autore.

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L’aumento del credito di imposta fino al 45% non risolve i problemi del Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

agricolturaPosticipa ancora una volta la ricerca delle vere soluzioni da percorrere. Come Ufficio di Coordinamento Confeuro ribadiamo la necessità di strutturare un piano di rilancio del Meridione che passi prima di tutto dallo sviluppo del comparto agroalimentare.
Nel Sud Italia si registrano oggi forti storture all’interno della filiera agricola e numerosi sprechi ingiustificati che ricadono pesantemente sui prezzi dei prodotti e sul reddito agricolo. E’ da questi elementi da correggere, e quindi da una visione di crescita futura, che bisogna ripartire se si vuole agevolare la rinascita del Meridione.
Purtroppo però l’agricoltura continua ad essere vista come una sorta di cimelio antico da preservare, ma non è affatto così, anzi, rappresenta perfettamente i valori e le fondamenta di una società sostenibile e civile alla quale bisognerebbe ispirarsi per il domani.

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Elezioni subito? Solo un modo per rinviare la soluzione dei gravi problemi del paese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 febbraio 2017

elezioni“Di questi tempi, con quel che sta succedendo dentro e fuori il Paese, con la crisi economica, la crisi delle banche, la crisi dello spread, la crisi della crescita, puntare tutto, ancora una volta, sulla legge elettorale, vuol dire voler violentare le istituzioni. Non permetteremo a Renzi di farlo ancora una volta”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti al termine della capigruppo di Montecitorio. “Noi vogliamo una buona legge elettorale fatta bene, che consenta governabilità al Paese, non vogliamo che la democrazia venga messa ancora una volta sotto ai piedi”.
“Indecente comportamento del Partito democratico che, nonostante opinioni fortissimamente divergenti, ha voluto che si andasse in Aula con la legge elettorale alla fine di febbraio. A pochi giorni dalla pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Consulta sull’Italicum. Schema assolutamente inaccettabile, che vuol dire, da parte di Renzi ‘andiamo subito alle elezioni’”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti al termine della capigruppo di Montecitorio.
“Renzi vuole le elezioni e sta forzando in tutti i modi, violentando, ancora una volta il Parlamento. È già finita male per Renzi dopo atteggiamenti di questo genere, finirà male anche questa volta. Chi violenta il Parlamento, di solito, perde”.

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I “veri” problemi dell’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

di-battistadi Alessandro Di Battista Renzi, Alfano, Verdini e Boschi hanno bloccato il Parlamento con queste riforme costituzionali dannose e bocciate dalla stragrande maggioranza degli italiani. Hanno fallito e devono andare a casa. Il M5S non intende bivaccare mesi su mesi alla ricerca di una quadra con i partiti politici responsabili dei disastri in Italia. Non ne possiamo più. Li conosciamo ormai. Gli interessano due cose: la prima è soddisfare i poteri di cui sono prestanome. Ed ecco spiegate le leggi pro-petrolieri, i decreti salva-ILVA, le norme a favore delle banche etc, etc. La seconda è ostacolare in ogni modo il M5S. Per riuscirci hanno rieletto lo stesso Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (mai successo nella storia d’Italia); il PD, un partito che viene da Berlinguer, ha fatto governi con Berlusconi, Monti, Alfano e Verdini; hanno pugnalato Letta perché debole e messo Renzi perchè credevano che ci avrebbe contrastato (e si è dimesso anche lui); hanno fatto ignobili forzature dei regolamenti; hanno applicato la ghigliottina per fermarci; poi hanno fatto una legge elettorale contro il M5S e adesso che si sono resi conto che non ci sfavorirebbe come pensavano vogliono correre ai ripari. Ripeto, noi li conosciamo. Non gli interessa fare una legge elettorale migliore per i cittadini, gli interessa un “anticinquestellum”, una legge elettorale contro il Movimento. E noi che cosa dovremmo fare? Sederci al tavolo con questi “ladri di democrazia”? Aprire una trattativa con questi bari? Non esiste! Noi vogliamo occuparci dei problemi reali, vogliamo un reddito di cittadinanza e vogliamo sostenere le piccole e medie imprese. Vogliamo una vera legge anti-corruzione e una vera abolizione di Equitalia. Non ci faremo trascinare in estenuanti trattative sulla legge elettorale. Il Paese è stufo. Per noi l’Italicum, la legge elettorale che loro si sono votati, ha dei profili di incostituzionalità (se fosse così chi l’ha votata dovrebbe vergognarsi e sparire dalla scena politica). A ogni modo ce lo dirà la Corte Costituzionale. Una volta che si sarà pronunciata andremo al voto con quella legge corretta, sia alla Camera che al Senato. Punto. E, finalmente, il Popolo italiano deciderà chi dovrà governare il Paese. Perché dopo Monti, Letta e Renzi, non ne possiamo più di governi scelti altrove. Ci vediamo in piazza, molto presto. Non vediamo l’ora! (fonte: blog di grillo)

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Disfunzione erettile e problemi di cuore

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2016

cardiology congress-2016Roma. i farmaci antipertensivi, in particolare diuretici e beta-bloccanti hanno tra i loro effetti avversi la possibilità di poter interferire con la funzione erettile, (succede in un 10-20% dei soggetti in trattamento) ma sinora nessuno studio aveva investigato esattamente l’effetto di ciascuna classe di farmaci sull’emodinamica delle arterie del pene. Si sono presi il compito di verificarlo i medici dell’Hippokration General Hospital di Atene che hanno sottoposto 156 pazienti in terapia da almeno 6 mesi e 47 soggetti che non avevano mai ricevuto trattamenti per l’ipertensione con disfunzione erettile ad un doppler ad ultrasuoni del pene dopo una iniezione intra cavernosa di prostaglandine per valutare la funzionalità e la severità della malattia vascolare dei corpi cavernosi.
È stato studiato l’effetto di ogni classe di farmaci sul picco di velocità sistolica nei pazienti trattati in monoterapia e sono stati poi paragonati agli effetti della combinazione di due molecole specifiche sullo stesso parametro. Un basso valore PSV indicava quindi una compromissione del flusso sanguigno al pene e quindi una disfunzione erettile severa. I risultati hanno mostrato che paragonati ai soggetti che non ricevevano il trattamento per la pressione alta quelli in terapia mostravano un valore PSV inferiore pari al 31,5 contro 36,3 cm/s. I pazienti che ricevevano un beta-bloccante o un bloccante dei canali del calcio mostrava valori inferiori rispetto a quelli che assumevano un ACE o un farmaco bloccante del recettore dell’angiotensina II.
Questo studio ha quindi mostrato che la combinazione di un diuretico con un ARB o con un ACE ha un importante impatto negativo sull’emodinamica delle arterie peniene. “Dal momento che la maggior parte dei pazienti in terapia per ipertensione assume due o più farmaci per controllare meglio il ateneproblema appare di enorme importanza conoscere l’effetto delle differenti combinazioni sulla funzione erettile” Leonardo Bolognese – Direttore Cardiologia ospedale di Arezzo e Local Press Coordinator ESC congress, che aggiunge “non dobbiamo dimenticare che l’ipertensione è un problema che interessa anche giovani adulti e che la sessualità è un fattore che contribuisce alla qualità di vita degli individui, quindi come medici dobbiamo prenderci carico anche di aspetti solo apparentemente secondari”.
“Già nel 2013, durante il proprio Congresso Nazionale, l’ANMCO aveva indicato i problemi di erezione come RED FLAG trascurate di rischio cardiovascolare” prosegue il dottor Michele Gulizia – Direttore Cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania e Local Press Coordinator ESC congress “se pensiamo che le proiezioni mondiali stimano oltre 320 milioni di uomini affetti da disturbi dell’erezione entro il 2025 ecco come un problema da andrologi chiama in campo anche la comunità cardiologica. Basti pensare che hanno questo problema il 31% dei soggetti con ipertensione, il 60% di quelli con una storia di ictus, il 40,75 dei pazienti cardiopatici e con vasculopatie periferiche. E l’Omstead County Study (2) ha sottolineato come la DE fosse associata ad un rischio più alto di circa l’80% di malattia coronarica”.
Secondo la definizione del National Institute of Health, è definita disfunzione erettile l’incapacità a raggiungere o mantenere un’erezione adeguata per un soddisfacente rapporto sessuale: ne soffre un uomo su 10 e il 50% dei maschi incorre occasionalmente in qualche disturbo. I farmaci betabloccanti, in particolare, interferiscono con la serenità tra le lenzuola nel 10-20% dei casi.

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Soluzioni a problemi della sfera sessuale e della terza età con la ginecologia estetica e funzionale

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2016

chirurgia esteticaNon è solo una ‘moda’ quella della ginecologia estetica e funzionale: aspetto e funzione dell’area vulvo-vaginale sono fra loro strettamente legati e oggi i provvedimenti di cura più evoluti ed attuali possono migliorare la qualità dei tessuti e/o variarne l’aspetto e concedere alle donne uno stato di benessere esteso anche alla vita sessuale e alla terza età. A questi ‘delicati’ aspetti è dedicato il corso ECM precongressuale in collaborazione con AIGEF ‘HI-TECH GENITALIA – Live Tutorial’ al 37° Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica SIME, grazie ad un’idea del presidente della Sime Emanuele Bartoletti e dal Segretario Generale Aigef, Elena Fasola. Obiettivo fornire ai medici estetici, dermatologi, ginecologi e chirurghi plastici gli strumenti teorici e pratici per ristabilire il delicato equilibrio tra estetica e funzione dell’organo genitale femminile, compromesso principalmente dall’invecchiamento. La sua complessità anatomica, così strettamente correlata alla funzione, fa della regione vulvo-vaginale, un organo da inquadrare sotto più aspetti. Il corso diretto dall’Associazione Italiana di Ginecologia Estetica e Funzionale AIGEF è un’occasione di condivisione delle esperienze tra più specialisti, nazionali ed internazionali, che si confrontano sulle tecniche d’avanguardia nel trattamento del dolore vulvo-vaginale mediante laser di ultimissima generazione, sull’incontinenza urinaria lieve attraverso trattamenti non chirurgici, sulla chirurgia plastica estetico-funzionale del piccolo labbro (ninfoplastica) e sul rimodellamento medico estetico e chirurgico del grande labbro (filler e lipofiling), per comprendere le indicazioni e le controindicazioni ai vari tipi di trattamento medico e chirurgico, nel rispetto della sicurezza delle pazienti e dell’obiettivo estetico e terapeutico da raggiungere; imparare le tecniche mediche più innovative e le tecniche chirurgiche più aggiornate in ginecologia estetica e funzionale; assimilare il concetto che la collaborazione tra più specialisti, anche nella pratica quotidiana, è la scelta giusta per il benessere della paziente e compreso come questo tipo di disciplina iperspecialistica è considerata eticamente e scientificamente a livello internazionale, grazie alla presenza di un ospite d’eccezione, Troy Robbin Hailparn, membro dell’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG).
“La Società Italiana di Medicina Estetica sta cercando di promuovere questo tipo di trattamenti sia tra i propri soci che per il pubblico – commenta Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – perché il benessere psicologico è imprescindibile dal benessere dell’area urogenitale in un mondo in cui la vita sessuale di coppia si è allungata moltissimo. E non dimentichiamo che, in quest’ambito più che in altri, l’estetica è strettamente legata alla funzione. In questo caso, è particolarmente importante informare il pubblico perché, data la ancora scarsa conoscenza su questo tipo di trattamento e la delicatezza dell’argomento, rimane tuttora più facile che una paziente si rivolga al medico estetico lamentando una ruga piuttosto che un problema ginecologico”. Per curare molti disturbi sono oggi disponibili diverse terapie innovative, utilizzabili singolarmente o in variabile associazione. Il metodo di cura più valido deve essere personalizzato ed è auspicabile possa sempre discendere dalla stretta, contemporanea e costante collaborazione delle diverse competenze professionali che AIGEF ha avvicinato. Per quanto riguarda i sintomi correlati al climaterio e all’età post-menopausale (secchezza e prurito vulvo-vaginale con rapporti sessuali dolorosi o impossibili, incontinenza urinaria), le novità in campo medico sono rappresentate dall’introduzione di nuove creme estrogeniche utilizzabili anche da donne a rischio potenziale di cancro mammario, di formulazioni di acido Jaluronico di nuova generazione, iniettabili e specifiche per la vulva e la vagina, del Plasma Ricco di Piastrine (PRP), della tossina botulinica di tipo A iniettata in vescica per il trattamento dell’incontinenza urinaria da urgenza, di particolari tipi di laser ad utilizzo endovaginale – laser CO2 e Laser Erbium-Yag frazionati – utilizzabili per migliorare i sintomi dell’atrofia vaginale ma anche per il recupero di un normale tono vaginale e la correzione di alcuni tipi di perdite urinarie. Si tratta in tutti i casi di trattamenti ripetibili ed eseguibili ambulatorialmente, e patologie quali il lichen sclero-atrofico ed il lichen planus possono beneficiare del PRP e del lipofilling (innesto di tessuto adiposo prelevato dalla stessa paziente). L’aspetto armonioso e proporzionato dei genitali esterni femminili (piccole e grandi labbra, cappuccio clitorideo, monte di Venere) favorisce una maggior autostima della donna ed il recupero di una vita relazionale e sessuale soddisfacenti e contribuisce a mantenere funzionale l’anatomia che protegge gli organi interni. Dismorfie congenite (ad esempio piccole labbra eccessivamente sviluppate favorenti possibili disturbi e fastidi da frizione ed imbarazzi nell’indossare alcuni indumenti) oppure dovute all’invecchiamento (perdita di turgore delle grandi labbra, esaltazione dell’ipertrofia delle piccole labbra e loro iperpigmentazione, adiposità del monte di Venere) possono essere corrette con interventi chirurgici ambulatoriali eseguibili anche in anestesia locale. In quest’ambito il chirurgo deve possedere oltre ad una specifica preparazione tecnica, una capacità progettuale che gli consenta l’ottenimento di risultati naturali e armoniosi. Non ultimo il problema delle amputazioni dei genitali esterni esitate a chirurgia oncologica o a procedure tribali diffuse in molte donne africane trasferitesi nel nostro continente (MGF) possono essere corrette con interventi chirurgici ricostruttivi di competenza del chirurgo plastico e del ginecologo che abbiano perseguito una particolare specializzazione in tale ambito.

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Coordinamento consolare Usa

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

Washington. L’On. Fucsia FitzGerald Nissoli ha partecipato, presso l’Ambasciata italiana a Washington, alla tradizionale riunione annuale di coordinamento consolare, indetta dall’Ambasciatore Bisogniero, con i Capi degli Uffici consolari, i Presidenti dei Comites, i Direttori degli Istituti di cultura e i neo eletti membri del CGIE.
In questa occasione preziosa per capire i problemi dei connazionali in Usa, l’on. Nissoli è intervenuta dando un contributo al dibattito partendo dalla propria attività parlamentare e richiamando il suo impegno per la scuola italiana all’estero. Infatti, ha ricordato che “recentemente, è stata approvata la riforma della scuola italiana, la cosiddetta “buona scuola” dove è stato approvato anche un mio emewashingtonndamento, molto semplice, ma che rivoluziona il sistema di promozione e diffusione della lingua e della cultura italiana; dopo parecchio tempo, pertanto sarà istituita una cabina di regia da parte dei soggetti coinvolti nella promozione scolastica nel mondo, per cui i ministeri degli Esteri e dell’Istruzione dovranno coordinarsi e garantire insieme una efficace sinergia degli strumenti di promozione della nostra lingua nel mondo, nell’esercizio di quell’autonomia e della flessibilità che saranno prassi in Italia e che potranno trovare anche una migliore e più efficace applicazione all’estero. Poi, qui in Usa, il Programma Advanced Placement ha raggiunto ottimi risultati grazie all’impegno ed al lavoro dell’Ambasciatore e del CGIE”.Infatti, grazie a questi programmi i tanti figli di italiani che vivono in Usa hanno avuto la possibilità di conoscere meglio le proprie radici; concordemente a quegli studi pedagogici che hanno dimostrato che conoscere la lingua di origine serve ad uno sviluppo psicofisico più armosioso e contribuisce ad una migliore integrazione nei territori di accoglienza. Un aspetto importante, quindi, anche per i tanti figli di italiani che vivono in Usa.”Un altro punto – ha riferito l’on. FitzGerald Nissoli – di cui si è discusso riguarda le problematiche che si affrontano sul campo, soprattutto per la ricerca di risorse finanziarie locali e per la ricerca di soluzioni adeguate per venire incontro alle nuove esigenze di lingua e cultura italiane dei nostri connazionali di seconda, terza e quarta generazione, arrivando a proposte operative che tengano effettivamente conto della domanda di lingua e cultura italiana proveniente dalle diverse realtà geografiche, in tutte le sue diversificazioni e specificità. In questo, è fondamentale il contributo dei Comites e dei Consolati in un atteggiamento dialogico e costruttivo ed aperti al contributo dell’associazionismo e delle tante realtà della società civile operanti su questo territorio”.Infine, l’on Nissoli, ha evidenziato, con soddisfazione, il clima di dialogo costruttivo che si è venuto a creare durante la riunione auspicando che continui così anche in futuro”.

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COP21: tabella di marcia del Parlamento in vista della Conferenza UN di Parigi sul clima

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

parlamento europeoIl Parlamento ha richiesto mercoledì all’UE e ai suoi Stati membri di raggiungere un accordo, durante la COP21 di Parigi, su un taglio del 40% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 e un aumento progressivo degli impegni finanziari per le politiche climatiche. Inoltre, i deputati chiedono che i settori del trasporto aereo e marittimo adottino provvedimenti per limitare le loro emissioni entro la fine del 2016.
Dopo la votazione in Aula, il relatore Gilles Pargneaux (S&D, FR) ha dichiarato che “siamo confrontati alla lotta del secolo. Se non riusciremo a evitare che il riscaldamento globale superi i 2°C entro la fine del secolo, assisteremo sempre più a fenomeni di siccità, inondazioni, scioglimento dei ghiacciai e scomparsa di terreno coltivabile. Il cambiamento climatico sarà anche una delle cause dell’aumento dei problemi migratori”.Nella risoluzione, che conferisce il mandato per la delegazione del Parlamento alla COP21 – la conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite che si terrà a Parigi – i deputati invitano l’UE a chiedere:
una riduzione di almeno il 40% delle emissioni di gas serra
un obiettivo di efficienza energetica del 40%
un obiettivo del 30% entro il 2030 per le energie rinnovabili.
La risoluzione invita a un rilancio generale della politica UE sul clima, in linea con l’impegno dell’UE di ridurre dell’80-95% le sue emissioni di gas serra entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990.Per i deputati, il Protocollo 2015 dovrebbe:
· essere giuridicamente vincolante
· puntare a eliminare progressivamente le emissioni globali di carbonio entro il 2050 o poco oltre, in modo da mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C
· se necessario, prevedere che i lavori inizino nel 2016 per elaborare misure di riduzione supplementari
· prevedere periodi di impegno quinquennali quale soluzione più appropriata per evitare che i risultati siano modesti.
Il Parlamento invita l’UE e i suoi Stati membri a concordare una tabella di marcia per incrementare i finanziamenti, così da raggiungere l’obiettivo complessivo di 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020. In aggiunta, propone di destinare alcune quote di emissione nell’ambito dello Schema di commercio delle emissioni (ETS) come fonti aggiuntive di finanziamenti per le politiche climatiche, così come i profitti derivanti dalle misure UE e internazionali sulle emissioni prodotte dai trasporti aerei e marittimi.
Il Parlamento evidenzia che tra i settori che generano più emissioni di gas serra, quello dei trasporti si posiziona al secondo posto e invita, pertanto, tutte le parti presenti alla COP21 a lavorare con l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (ICAO) e l’Organizzazione marittima internazionale (IMO), per adottare misure che consentano di ridurre le emissioni entro la fine del 2016.

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Prevenzione suicidio

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

montagnaLa prevenzione è possibile, ma il suicidio resta uno dei maggiori problemi di sanità pubblica, dalle gravi conseguenze sociali, emotive ed economiche. Il numero di suicidi nel mondo ammonta, approssimativamente, ad un milione di morti all’anno e si ritiene che ciascuna di queste morti coinvolga almeno sei persone. Il ruolo dei media nella trattazione del fenomeno è di particolare importanza. Per questo, in occasione della Giornata mondiale di prevenzione del suicidio che si celebra oggi 10 settembre, Uncem Toscana ha presentato nel corso di una tavola rotonda nell’ambito del progetto toscano di prevenzione del suicidio nei territori montani e rurali “Montagna in Salute” , la prima traduzione ufficiale autorizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) delle linee guida per i professionisti di tutte le tipologie di Media in ambito di prevenzione. Alla tavola rotonda hanno partecipato gli esperti della materia con i referenti dei gruppi operativi locali delle zone coinvolte, il dott. Giuseppe Corlito coord. scientifico progetto Montagna in Salute e il vice dott. Giuseppe Bonconpagni, il coordinatore del Centro di Ascolto Regione Toscana Luca Pianigiani, il prof Marco Innamorati dell’International Association for Suicide Prevention (IASP), Nicola Novelli consigliere regionale Ordine Giornalisti Toscana, oltre al Presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani. In collegamento videoconferenza i punti Ecco Fatto della Toscana.
Dal dibattito è emersa la forte necessità di continuare con le azioni di prevenzione del disagio sul territorio con l’auspicio che nelle programmazioni regionali in ambito sociosanitario acquisti sempre più spazio la prevenzione del suicidio così come tutte le forme di disagio correlato. Da parte dell’Ordine dei Giornalisti è emersa la disponibilità piena a sviluppare percorsi di sensibilizzazione e formazione specifica in materia, nei confronti dei media toscani.
“Un momento importante – afferma il Presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani – perché anche il mondo dei media da oggi ha un documento ufficiale riconosciuto a livello mondiale che guida la trattazione del fenomeno del suicidio. Un altro passo in avanti – aggiunge – che si aggiunge alle attività in essere che vedono il contatto diretto con i territori coinvolti, attraverso percorsi di formazione e sensibilizzazione ad hoc rivolti agli operatori della salute sulle problematiche legate al fenomeno del suicidio e la sua prevenzione, oltre al coinvolgimento di istituzioni locali e cittadini. E in più l’ausilio del numero verde regionale che può essere utilizzato da chiunque, a livello locale, sentisse il bisogno di chiedere aiuto ed essere indirizzato al servizio territoriale più indicato ed iniziare un percorso di assistenza. Un progetto unico per il suo genere – aggiunge Giurlani – ringrazio la Regione Toscana che negli anni ha creduto in questo percorso a sostegno delle comunità locali montane e periferiche, e che oggi diventa regione pilota”.Il progetto regionale “Montagna in Salute” di Uncem e Regione con la collaborazione di Anci, ad oggi vede coinvolti i territori della Valdichiana, Amiata Grossetana, Casentino, Colline Metallifere, Amiata Val D’Orcia e Lunigiana con la prospettiva di un’estensione graduale a tutti i territori montani della Toscana. Il numero verde regionale 800-098718 è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18. L’attività telefonica è gestita da operatori esperti in orientamento verso servizi locali, e da psicologi che lavorano in rete con gli operatori dei servizi sociosanitari dei territori coinvolti. Obiettivi principali, ascoltare il cittadino, analizzare la domanda, individuare i bisogni facilitandone l’accesso ai servizi, e favorire un adeguato percorso assistenziale. Le attività di prevenzione, in linea con le direttive nazionali ed europee, mirano a stringere un forte contatto con i territori circa le problematiche legate al suicidio, creano una coscienza comune mettendo in rete gli operatori locali della salute e sensibilizzano fortemente i Medici di Medicina Generale ottimizzando i servizi esistenti. Il tutto per ridurre il fenomeno del suicidio stesso, promuovere la salute per un complessivo miglioramento della qualità della vita in montagna. Tra le figure coinvolte sul territorio i Medici di Medicina Generale di zona, Rappresentanti della Salute Mentale Adulti/Infanzia/Adolescenza, Rappresentanti del SERT, Rappresentanti dei Servizi Sociali, Rappresentanti Emergenza 118, Rappresentante consultori, Cure primarie, Psicologia/Psicoterapia, Forze dell’ordine oltre che il mondo dell’associazionismo locale.

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