Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘procedimento’

Roberto Maroni, è indagato in un nuovo procedimento per “induzione indebita”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 novembre 2018

Milano La Procura della Repubblica di Milano contesta due reati, “induzione indebita” e “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”, per favorire, secondo l’accusa, una donna, l’architetto Giulia Capel Badino, per la quale avrebbe esercitato più volte pressioni sull’allora direttore generale di ‘Ilspa-Infrastrutture lombarde, Guido Bonomelli (anch’egli indagato) “affinché le attribuisse per una cifra sotto 40mila euro – scrivono i quotidiani – l’incarico di ‘supporto tecnico’ al cronoprogramma dell’allora peraltro nemmeno firmato contratto d’appalto della futura ‘Città della Salute’ a Sesto San Giovanni”.
Codacons: “Scandalo che getta un’ombra sugli appalti concessi dalla Regione. Ci auspichiamo che venga fatta piena luce sull’accaduto, e vengano accertate le responsabilità dei soggetti coinvolti. A tal fine, ci costituiremo parte offesa nel procedimento nonché nei confronti di coloro che dovessero essere individuati come responsabili dell’accaduto.

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Nuovo procedimento disciplinare dipendenti pubblici

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

pacifico-marcelloNon c’è solo l’esigenza di rivedere e rendere omogenei i tempi del procedimento disciplinare: il D.lgs. 75/2017 scava un solco ancora più profondo tra i poteri dello Stato-datore di lavoro e i lavoratori pubblici. A chi esercita il potere disciplinare non può essere consentito di derogare ai termini che regolano il procedimento.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è tempo di dire basta alla vecchia immagine del dipendente pubblico come sinonimo di fannullone o assenteista. La necessità di colpire senza alcuna esitazione chi, tra i lavoratori pubblici, vìola i vincoli contrattuali e deontologici, non consente alla pubblica amministrazione di porsi al di sopra della legge e reputarsi esentata dal rispetto tassativo dei termini che essa stessa si è data.

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Archiviato il procedimento a carico di Francesco Gulli

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

francesco-gulliIl Tribunale di Siena (Giudice per le Indagini Preliminari. Dott.sa Roberta Malavasi) ha accolto la richiesta del PM, Dott. Aldo Natalini e ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico del Dott. Francesco Gulli, indagato in quanto amministratore delegato pro tempore di Novartis Vaccines & Diagnostics (in seguito acquisita da un altro gruppo farmaceutico) per i reati ipotizzati di truffa a danno allo Stato. L’ipotesi accusatoria aveva infatti contestato la sovrafatturazione per un componente di un medicinale e la indebita deduzione degli interessi passivi. Sulla questione si era già espressa la Commissione Tributaria di Firenze che, nel 2015, aveva giudicato infondata la pretesa tributaria azionata dall’Ufficio Finanziario “inficiando così il nucleo essenziale dell’assunto accusatorio”; con la richiesta del 27 ottobre scorso, il Pubblico Ministero è giunto alla conclusione che “non sussistono elementi idonei a sostenere l’accusa” e ha richiesto l’archiviazione sia per quanto riguarda il procedimento a carico di Francesco Gulli sia per quanto riguarda la responsabilità amministrativa di Novartis Vaccines & Diagnostics. (foto: francesco gulli)

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Mediazione civile e giudice di pace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2011

Minori, giustizia, sicurezza sociale

Pecoraro, Chiede al Ministro di Giustizia di conoscere quali provvedimenti intende adottare contro i giudici di pace non professionali chiamati a decidere cause minori in ambito civile e penale, che invece di impegnarsi per tentare la conciliazione in sede non contenziosa ai sensi dell’art. 322 c.p.c “rinviano” alla Corte Costituzionale o alla Corte di Giustizia Europea allungando in tal modo e sensibilmente la durata del procedimento e con aumento di costi pagati dalla comunità. C’è già la richiesta di un giudizio di legittimità sulla obbligatorietà del tentativo di mediazione pendente davanti alla Corte Costituzionale da parte del Tar Lazio. Per quale motivo dunque, quattro giudici di pace (Parma, Palermo, Catanzaro, Mercato San Severino) sollevano la stessa questione? Vogliamo capire perch&eg! rave; deve essere sempre la comunità a sostenere lo sperpero di denaro pubblico quanto la Corte dei Conti ha affermato che le innovazioni modificativo-aggiuntive che siano correlate alla migliore attuazione dei principi costituzionali in tema di giudizi, di diritti dei cittadini e di principi che regolano l’azione di pubblici poteri vanno ovviamente recepite. Sappiamo che molti giudici di pace non verificano se all’atto del conferimento dell’incarico al legale, l’informativa, è stata rilasciata e consegnata al cliente con i requisiti previsti dall’art. 4 del D. Leg.vo 28/2010. Come mai, si chiede ancora Pecoraro, i giudici ordinari, nel rispetto dell’art 5 del citato decreto “rinviano” le parti davanti ad un organismo di mediazione, iscritto nel registro tenuto presso il ministero di Giustizia al fine di esperire il tentativo di mediazione, ! mentre alcuni giudici di pace fanno il contrario? Non vorrei ci fossero degli “interessi” tra chi esalta questi comportamenti con enfasi ingiustificata e questi giudici di pace. Un caso per tutti: un cittadino per recuperare 300 euro ne ha dovuto pagare 1400 per onorari, diritti spese ecc al proprio avvocato e altri 1.400 ne ha dovuto versare la controparte . Sapete quanto sarebbe costata alle parti se i loro consulenti non avessero fatto in modo di far fallire la mediazione? 83 euro per parte!

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Giustizia digitale a Isernia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2011

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, il Presidente del Tribunale di Isernia Guido Ghionni, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Isernia Paolo Albano e il Presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati di Isernia Ugo de Vivo hanno firmato questo pomeriggio a Palazzo Vidoni un Protocollo d’intesa per la realizzazione di un programma di innovazione digitale nella giustizia. L’accordo sottoscritto riguarda iniziative connesse agli obiettivi del piano e-Gov 2012 per la definizione delle migliori pratiche in grado di semplificare le attività in ambito giudiziario attraverso la  piena attuazione del Codice dell’amministrazione digitale (CAD) al fine di conseguire efficienza ed economicità dell’azione giudiziaria attraverso l’erogazione di servizi in cooperazione, la semplificazione amministrativa e l’accesso da parte degli utenti ai servizi online. Il Protocollo sancisce la collaborazione per realizzare un programma di interventi per l’innovazione digitale negli uffici del Tribunale, del Gip-Gup (giudice delle indagini preliminari e giudice dell’udienza preliminare) e della Procura, basati sull’utilizzo delle tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni al fine di semplificare le modalità di svolgimento dei servizi che il Tribunale e la Procura di Isernia rendono ai propri utenti e di migliorare l’efficienza degli uffici dell’amministrazione.L’intesa firmata prevede inoltre la digitalizzazione del fascicolo delle indagini preliminari e il rilascio di copie di esso agli aventi diritto su supporto digitale da parte degli uffici della Procura; la digitalizzazione del fascicolo del Gip e del fascicolo del Gup; la digitalizzazione del fascicolo per il dibattimento e rilascio di sue copie agli aventi diritto su supporto digitale da parte degli uffici del Tribunale; la semplificazione delle procedure di rilascio copie, comunicazioni e notifiche ai difensori anche attraverso l’utilizzo di posta elettronica certificata; la digitalizzazione e l’automazione del procedimento d’ingiunzione telematico e comunicazione elettronica a pieno valore legale delle comunicazioni di cancelleria all’avvocato che ha depositato il ricorso d’ingiunzione.

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Roma: tariffe taxi

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

«Dopo una durissima battaglia in Consiglio comunale, nella quale più volte si è eccepito su presunte illegittimità nella procedura che ha portato alla stesura del nuovo regolamento per l’adeguamento del trasporto pubblico non di linea della Capitale e delle nuove tariffe taxi, nonché alla nomina della conseguente commissione per valutarne la congruità, oggi apprendiamo che il Tar del Lazio ha rigettato la richiesta di sospensiva presentata da alcune associazioni di consumatori, confermando così di fatto la bontà del procedimento adottato». È quanto dichiara l’assessore alle Politiche della Mobilità di Roma Capitale, Sergio Marchi. «Quello che è accaduto – precisa Marchi – è esattamente l’opposto di quanto accadde nelle precedenti giunte di centro sinistra, quando fu proprio il Tar del Lazio a sospendere alcune parti del precedente regolamento, riscontrando palesi vizi di illegittimità nelle procedure». «È la prima volta – prosegue l’Assessore – che l’amministrazione comunale di Roma ha avuto il coraggio e la lungimiranza di portare il dibattito sulle tariffe in Consiglio comunale e oggi si può vedere con chiarezza quanto fossero strumentali e pretestuose le proteste dell’opposizione, alla quale raccomandiamo maggiore prudenza prima di esporsi in giudizi sommari che vengono poi puntualmente smentiti dai fatti». «Oggi – sottolinea Marchi – possiamo dire che, finalmente dopo cinque anni, è possibile lavorare su un regolamento perfettamente legittimo, che consentirà di poter realizzare, insieme all’adeguamento tariffario, quel miglioramento nella trasparenza del servizio e nella qualità dello stesso fortemente atteso dall’utenza. Da una seria opposizione – conclude l’Assessore – aspetteremo ora delle scuse formali alla città, dopo aver bloccato i lavori dell’Assemblea capitolina per 11 sedute senza che evidentemente ce ne fosse bisogno».

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Sono lecite telefonate brevi dal cellulare aziendale

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2010

La Cassazione torna ancora una volta sull’argomento stabilendo i paletti in cui il dipendente può utilizzare il cellulare aziendale per chiamate private.  La sentenza è la n. 41709/2010 è della Corte di Cassazione Sesta sezione penale che indica le modalità di utilizzo del telefono in ufficio. Prima regola: poche chiamate e, soprattutto, brevi!  Gli ermellini hanno precisato con la sentenza che sono ammessi anche sms ad amici sempre che siano numericamente contenuti e diluiti nel tempo.  Il caso è scaturito da un procedimento che vedeva imputato per peculato e abuso d’ufficio il dirigente di un Ufficio tecnico comunale. L’imputato aveva utilizzato il cellulare aziendale per contatti privati ed aveva inviato 276 sms ad amici e fatto 625 telefonate con un costo complessivo di 75 euro. Questa spesa però era “diluita” in due anni e per questo l’accusa di peculato era stata archiviata dal gup. Insomma le telefonate erano state poche e anche i costi molto modesti.  La Suprema Corte ha inoltre sottolineato che non sono stati configurati quindi “atti appropriativi di valore economico sufficiente per la configurabilita’ del delitto di peculato”.  Il tecnico comunale aveva anche navigato in intenet ma il Comune aveva un abbonamento a costo fisso per la navigazione sul web.  La sentenza della Cassazione secondo Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello Dei Diritti” dimostra l’esistenza nell’ordinamento italiano dei rimedi e delle tutele alle vessazioni che molti lavoratori continuano a subire ed invita a non demordere chi si ritiene vittima d’ingiustizie ed illegittimità sul luogo di lavoro.

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Giustizia minorile

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

“Questo governo, oltre a fare a pezzi la giustizia, per plasmarla a misura del suo premier, sta procedendo anche alla distruzione di uno dei settori che rappresenta per il nostro paese motivo di orgoglio, quello della giustizia minorile”. Così, in una nota, Federico Palomba (IdV), vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera, dopo la risposta del ministro Alfano ad una sua interrogazione in merito. “Il ministro Alfano ha detto una cosa gravissima – spiega Palomba – ha confermato che sta procedendo allo smembramento del personale della giustizia minorile, per dissolverne le preziosissime risorse in altri settori dell’organizzazione giudiziaria e nell’amministrazione penitenziaria. “Ciò significa – aggiunge Palomba – che si disperderanno professionalità di quello che è il fiore all’occhiello del settore della giustizia, si disgregherà una struttura di grandissima efficienza che si distingue per l’altissimo livello di qualificazione. Il tutto, senza realizzare un solo euro di risparmio”. “Il ministro Alfano – conclude Palomba – dà così prova di grande insensibilità e totale inaffidabilità, visto che solo poco tempo fa aveva assicurato che non avrebbe mai consentito che la giustizia minorile venisse smembrata. Questa rappresenta l’ennesima indecenza da parte di un governo che a tutto pensa tranne che agli interessi della società, perché, con lo smembramento di questo settore, si andrà anche a compromettere il recupero dei minori. Si fermi finché è in tempo: la giustizia minorile è tutt’altro che una giustizia minore”.

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I fulmini della giustizia militare

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2010

Due Militari dell’Esercito Italiano, in servizio in Toscana, sono stati sottoposti a procedimento disciplinare di rigore per essersi rifiutati di sottoporsi alla vaccinazione contro l’influenza da virus A/H1N1.  I due sottufficiali, in procinto di essere impiegati all’estero, avevano ritenuto di non sottoporsi al vaccino in considerazione anche della sospetta pericolosità della vaccinazione nonché della sua notoria probabile inefficacia a prevenire la temuta pandemia influenzale, poi mai divampata. Pertanto, essi avevano negato il consenso loro richiesto dall’Amministrazione. Ora sono accusati  di “inadempienza dell’obbligo vaccinale per rifiuto” e saranno sottoposti al procedimento disciplinare di rigore. «Ci troviamo davanti ad un atto di arroganza dell’amministrazione – commenta Giuseppe Paradiso, leader del PSD, Partito per gli operatori della Sicurezza e della Difesa – la quale, prima chiede il consenso scritto dei militari sottoposti a vaccinazione, al fine di esonerarsi da ogni responsabilità sugli eventuali danni. Poi, però, sanziona disciplinarmente i militari che non vi si sottopongono, assumendosene i rischi».
Il caso verrà seguito direttamente dal PSD, anche tramite i referenti parlamentari. «La vicenda ci è stata segnalata dal segretario regionale della Toscana, Francesco Conti – spiega Paradiso – e sarà seguita legalmente dall’Avvocato Giorgio Carta, Presidente del PSD. Inoltre, entrambi i militari hanno nominato come militare difensore il Maresciallo dei Carabinieri Vincenzo Bonaccorso, responsabile dell’Arma dei Carabinieri per il PSD e, da sempre, difensore dei diritti dei militari».
L’Avvocato Carta fa osservare che, ai sensi dell’articolo 32, comma 2, della Costituzione, «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge» non essendo, quindi, sufficiente un atto normativo o regolamentare di rango inferiore. Inoltre, ai sensi dell’articolo 33 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 (Istituzione del servizio sanitario nazionale), «gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono di norma volontari». «Resta, inoltre, un mistero l’utilità della richiesta odierna di effettuare un vaccino, dopo che la temuta pandemia si è rivelata essere per lo più una bufala giornalistica», conclude Giuseppe Paradiso.-

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Amianto: ricorso contro l’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Avanzato, in queste ore, dall’avv. Ezio Bonanni di Latina, ricorso alla Commissione Europea per conto di importanti associazioni di categoria schierate in difesa dei diritti degli esposti alla letale fibra dell’amianto e/o loro congiunti. Ne giunge notizia in una recente nota di cui si riportano alcuni significativi stralci: “[…] Le Associazioni (Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana, il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, l’Associazione Contramianto ed altri Rischi ONLUS, L’Osservatorio Nazionale Amianto, e l’Associazione Esposti Amianto Friuli Venezia Giulia e l’associazione Amianto e Geotermia) hanno ricorso alla commissione europea perché persegua la Repubblica Italiana, con procedimento di infrazione per violazione delle norme di diritto comunitario, tra le quali rientrano anche quelle della Cedu (per effetto dell’art. 6, comma 2, del Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° dicembre 2009). Le censure delle Associazioni dei Lavoratori e Cittadini esposti e vittime dell’amianto sono promosse per impugnare l’art. 6, comma 9 bis, della legge 25/2010, con la quale sono stati prorogati i termini per la presentazione dei curriculum lavorativi, per ottenere i benefici contributivi, fino al 30.06.2010, ma solo per i lavoratori dei siti oggetto di atto di indirizzo, per i quali il Ministro ha riconosciuto l’esposizione protratta fino al 1992, e con ingiusta discriminazione per tutti gli altri lavoratori, i cui termini erano fissati al 15.06.2005, ad eccezione di casi limitati. Inoltre con la stessa norma si tende ad influire sull’esito del procedimento innanzi al Consiglio di Stato con il quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed i Ministri interessati hanno impugnato la Sentenza del TAR del Lazio, la quale aveva ritenuto applicabile la legge 247/07 (art. 1, commi 20, 21 e 22) a tutti i lavoratori dei siti oggetto di atto di indirizzo, riconoscendo loro il diritto ad ottenere la certificazione di esposizione fino al 02.10.03, e/o l’inizio delle bonifiche. Con il testo di legge si riproduce l’art. 1, lettera b), dichiarata illegittima dal TAR del Lazio con la Sentenza n. 5750/09.”[…].

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Mediazione civile

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2010

Dal 20 marzo 2010, con l’entrata in vigore  del D. Leg. N. 28 del 4 marzo  pubblicato sulla G.U. n. 53, in attuazione dell’art. 60 della Legge  n. 69, in materia  di mediazione  finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali,  gli avvocati  sono tenuti, all’atto del conferimento dell’incarico, ad informare l’assistito, che si presenta presso lo studio per la tutela di un diritto disponibile,  della  possibilità   di   avvalersi   del procedimento di mediazione disciplinato dal presente decreto e  delle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20.  L’informazione deve  essere  fornita  chiaramente  e  per iscritto. In caso di violazione degli obblighi  di  informazione,  il contratto tra l’avvocato e l’assistito e’ annullabile.  Il  documento che contiene l’informazione è sottoscritto  dall’assistito  e  deve essere allegato all’atto  introduttivo  dell’eventuale  giudizio.  Il giudice che verifica la mancata allegazione  del  documento, informa  la  parte  della facolta’ di chiedere  la mediazione ll giudice, nel pienezza della sua autonomia,  anche  in  sede  di  giudizio  di  appello, valutata la  natura  della  causa,  lo  stato  dell’istruzione  e  il comportamento delle parti, può invitare le stesse a  procedere  alla mediazione.  L’invito  deve   essere   rivolto   alle   parti   prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni  ovvero,  quando  tale udienza non e’ prevista, prima della discussione della causa.  Se  le parti aderiscono all’invito, il giudice fissa la  successiva  udienza dopo la scadenza del termine di  quattro mesi  e,  quando  la mediazione non è già stata avviata,  assegna  contestualmente  alle parti il termine  di  quindici  giorni  per  la  presentazione  della domanda di mediazione. Fra dodici mesi invece, chi intende esercitare in giudizio  un’azione  relativa  ad  una controversia in materia  di  condominio,  diritti  reali,  divisione, successioni  ereditarie,  patti  di  famiglia,  locazione,  comodato, affitto  di  aziende,  risarcimento   del   danno   derivante   dalla circolazione di veicoli e natanti, da  responsabilita’  medica  e  da diffamazione  con  il  mezzo  della  stampa  o  con  altro  mezzo  di pubblicita’, contratti assicurativi, bancari e finanziari, e’  tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto. Per queste materia, l’esperimento  del  procedimento  di  mediazione   e’ condizione    di    procedibilita’    della    domanda    giudiziale.  Si prega dare ampia divulgazione al presente comunicato stampa visto l’importanza della norma per i cittadini. Ufficio stampa CONFAS

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L’Anpar Salerno e Unione Artigiani di Milano

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2009

L’Organismo Internazionale  di Conciliazione & Arbitrato  dell’A.N.P.A.R. (Associazione Nazionale per la Conciliazione & l’Arbitrato)  di Salerno  ha firmato in questi giorni con l’Unione Artigiani della Provincia  di Milano  un’importante convenzione  che punta sui procedimenti di conciliazione, quale soluzione stragiudiziale di conflitti, dei propri iscritti. Il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dalla legge  69/2009 in vigore dal 4 luglio, sarà utilizzato attraverso  Organismo  “imparziale”  che è sotto sorveglianza del Ministero della Giustizia. Con questa convenzione gli artigiani utilizzano la conciliazione, senza doversi rivolgere ad un tribunale ordinario, al fine di risolvere le loro controversie in materia civile e commerciale,  in breve tempo (massimo 4 mesi) con risparmio di soldi, di tempo e di fastidi. “Siamo orgogliosi di presentare questa convenzione” sottoscritta con un organismo di conciliazione  importante, imparziale ed indipendente, appartenente all’A.N.P.A.R. – ha dichiarato il presidente  degli  artigiani Salvatore Luca –  il quale, ha sottolineato anche,  come la conciliazione in questo momento di crisi può essere un valido sistema di abbattimento di costi e di recupero di risorse per gli artigiani, che non dovranno attendere i lunghi tempi della giustizia per avere giustizia. Il Governo  deve dare attuazione al più presto a quanto previsto nell’articolo 60 della legge 69/2009 -dice  la delegata ANPAR della regione Lombardia, Avv. Anna Ferraris – . “Sarebbe anche più opportuno che oltre all’obbligatorietà del tentativo, la conciliazione stessa fosse  obbligatoria su tutte le controversie che hanno per oggetto diritti disponibili. Questo permetterebbe alle imprese  artigiane di contare su una maggiore certezza di giustizia e per gli avvocati l’inizio di una nuova professione senza affaticamenti .  Ma ancor più necessario – afferma il presidente dell’ANPAR  dott. Giovanni Pecoraro –  è il fatto che il Governo, nell’emissione del decreto legislativo che  sancisce l’attuazione di quanto stabilito come previsione nell’art. 60 della legge 69/2009,  deve stabilire l’obbligo per il giudice, nei casi in cui il provvedimento che chiude il processo corrisponda interamente al contenuto dell’accordo proposto in sede di procedimento di conciliazione – di escludere la ripetizione delle spese sostenute dal vincitore che ha rifiutato l’accordo successivamente alla proposta dello stesso – condannandolo altresì, e nella stessa misura, al rimborso delle spese sostenute dal soccombente, salvo quanto previsto dagli articoli 92 e 96 del codice di procedura civile, e, inoltre, continua il presidente Pecoraro,  l’obbligo di  condannare il vincitore al pagamento di una ulteriore somma a titolo di contributo unificato e che,  il verbale di conciliazione  abbia efficacia esecutiva per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica e costituisca titolo per l’iscrizione di ipoteca giudiziale, come avviene già oggi in materia societaria.

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