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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘procedure’

Eu: la vera sfida del Governo Draghi sarà cambiare le procedure

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

“La sfida è di quelle imponenti e proibitive ma oramai ineludibile. Se non si definiscono procedure rapide, efficaci e snelle, se non si guarda alla burocrazia come il primo fardello del nostro Paese, i fondi europei non saranno mai spesi e perderemo un’occasione unica. L’Italia e la sua economia non possono permetterselo.”Inizia così il policypaper di Competere curato dal Coordinatore curato da Giuseppe Arleo, Coordinatore dell’Osservatorio Next Generation di Competere.eu dedicato alle strategie di attuazione del Recovery Plan in Italia, presentato oggi dal think tank.”Occorre che la macchina pubblica innovi radicalmente il processo decisionale per avere una rapida ed efficace allocazione delle risorse del Recovery Fund e poter fruire di procedure di accesso e di rendicontazione dei fondi efficienti ed efficaci.Lo ha rimarcato il Commissario europeo per l’economia Paolo Gentiloni, sottolineando come “per accelerare sul Piano l’Italia” debba “introdurre procedure straordinarie”.La peculiarità dei fondi Recovery, come ha ricordato l’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, è che gli investimenti vengono anticipati per poi essere rimborsati dal fondo secondo un preciso calendario di verifiche da parte dell’Ue, che procede secondo il meccanismo “milestone” ovvero di traguardi intermedi. Pertanto, se non si effettuano investimenti nei tempi e secondo i criteri indicati, le risorse non vengono erogate, determinandosi quindi un doppio danno. Il meccanismo è totalmente diverso da quello dei fondi europei ordinari”.”E’ indiscutibile che, per attuare rapidamente i programmi, occorrono una serie di riforme strutturali riguardanti diversi settori. Ben venga quindi l’intenzione del Governo, unitamente alla presentazione del Piano a Bruxelles, di emanare un decreto taglia-burocrazia volto a spingere le buone e veloci prassi, necessarie già per sbloccare il primo 10% di anticipo di fondi, circa 16 miliardi di euro. A tal riguardo, è allo studio un provvedimento d’urgenza ad hoc al fine di sbloccare alcuni incagli burocratici e far capire a Bruxelles che si è invertita la rotta rispetto al passato. Senza una profonda riforma fiscale, che garantisca più equità, chiarezza, semplicità e trasparenza, dando vita a un sistema meno oppressivo per il tessuto economico, non si potrà avere una adeguata ripresa del settore imprenditoriale e, di riflesso, anche dei consumi da parte delle famiglie.
Accanto a quella del fisco, occorrerà effettuare altre riforme strutturali di primaria importanza a partire dalla giustizia. Sono necessari maggiore certezza del diritto e tempi più rapidi per il processo civile in generale, procedendo nel contempo a una revisione attenta di quello fallimentare.”Allo stesso modo sarà importante mettere mano finalmente al codice appalti, agendo sulle tempistiche. Da un lato dovranno essere più celeri, dall’altro più sicure. C’è bisogno di un rinnovamento profondo, che renda maggiormente efficaci e veloci il meccanismo delle autorizzazioni e le procedure di spesa per quanto riguarda le Regioni e gli Enti locali.
Sarà quindi fondamentale tagliare passaggi inutili ed eliminare le sovrapposizioni di competenze, assicurare tempi certi ma anche collaborazione tra i vari Ministeri ed Enti territoriali, affinché ci sia efficienza nel processo decisionale. Il sistema del Recovery implica un coordinamento tra “programmazione e attuazione”. Va tenuto presente che gli Enti territoriali, a partire dalle Regioni e Province autonome, hanno competenze esclusive assegnate dalla Costituzione in molti temi e settori interessati da Next Generation Eu, pertanto le decisioni vanno coordinate anche a livello territoriale con le Istituzioni competenti. Questa esigenza può avere anche un risvolto positivo, per la possibilità di affinare la visione investendo chi per poteri e competenze è più vicino alle problematiche territoriali. Occorre quindi una visione complessiva, comune ad ogni livello istituzionale, che orienti l’utilizzo delle risorse del Recovery, di ReactEu, dell’intera programmazione del PNRR. Anche la messa a terra a valle, da parte di imprese ed Enti territoriali, ha bisogno di una profonda innovazione nelle procedure.

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Test diagnostici per Covid-19: procedure

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2020

Quali test per il Covid-19 ci sono oggi a disposizione, quali sono le procedure corrette per la registrazione del paziente e per l’esecuzione del test, come si indossano correttamente i dispositivi di sicurezza e quali si possono eseguire in farmacia in locali deputati: sono gli argomenti trattati nel webinar “Covid-19 e test diagnostici aspetti scientifici, regolatori e operativi” organizzato da Fofi e Fondazione Cannavò, in collaborazione con Federfarma, con il patrocinio dell’istituto Superiore di Sanità e il supporto di Edra, disponibile sul sito http://www.fondazionefc.it/articolo.php?id=276 e che diverrà un Ecm Fad all’inizio del 2021.A illustrare le differenze tra i vari tipi di test è la dottoressa Paola Stefanelli, direttrice Reparto Malattie Prevenibili da Vaccini, Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità: “Ciascun test disponibile va utilizzato in modo opportuno: esiste una finestra temporale precedente ai sintomi, in cui il virus si riproduce e determina la carica virale: in questo periodo la proteina è disponibile se ricercata come tale, ma non se si cercano gli anticorpi: IgM e IgG compaiono in contemporanea e gli IgG perdurano nel tempo. Sono anticorpi anti-spike che si mantengono anche per mesi”. I test per la diagnosi di Covid-19 (sierologici e tamponi rapidi) possono essere svolti in farmacia e in alcuni casi a domicilio secondo quanto stabilito dalle diverse Regioni soltanto da personale sanitario opportunamente formato. Possono essere eseguiti nei locali della farmacia, ma solo se dotati di entrata e uscita separate e con adeguata ventilazione, in locali adiacenti alla farmacia, in strutture esterne alla farmacia (come gazebo o tensostrutture) o in alternativa nei locali della farmacia durante l’orario di chiusura al pubblico. In genere è prevista la prenotazione tramite mail o telefonica. Alcune Regioni già hanno autorizzato l’esecuzione dei test sierologici su sangue capillare e quelli antigenici rapidi; la partecipazione, a oggi, delle farmacie, è su base volontaria. Per quanto riguarda gli aspetti regolatori l’approfondimento è tenuto da Marcella Marletta, Esperta di sanità pubblica, farmaci e dispositivi medici, Docente Università San Raffaele: “La normativa di riferimento che disciplina i dispositivi diagnostici per Covid-19 è la Direttiva 98/79/CE recepita dal DL n 332 dell’8 settembre 2000. Ai sensi di questa normativa, il fabbricante, cui spetta la responsabilità della marcatura CE del dispositivo, deve assicurare che i prodotti da immettere sul mercato comunitario rispettino i requisiti essenziali di sicurezza ed efficacia. Nei casi di dispositivi a uso professionale la normativa di riferimento è la MEDDEV 2.14/3 IVD Guidances”. Nel webinar sono contenuti anche due video tutorial: uno per la vestizione e svestizione dei DPPI realizzato dall’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani e rivolto agli operatori e un video tutorial realizzato da Alfredo Procaccini, vice- presidente di Federfarma, sulle modalità operative per tamponi rapidi e test sierologici nelle farmacie della Regione Lazio.

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Scuola: procedure semplificate per l’assunzione dei docenti?

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

“È in dirittura d’arrivo il testo definitivo della Legge di Bilancio 2021: a quanto si apprende, uno degli ultimi emendamenti approvati potrebbe riguardare la semplificazione delle procedure per l’assunzione degli insegnanti di sostegno. Questo significa che le proposte dell’Anief cominciano a fare breccia”. Lo ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: intervistato da Teleborsa, il sindacalista autonomo ha spiegato che “anziché organizzare tante procedure è senz’altro meglio attuare procedure che garantiscano l’assunzione del personale che viene chiamato ogni anno come precario. Assunzione che deve avvenire attraverso procedure non selettive dal momento che queste persone già insegnano ai nostri figli. Questa per noi è la strada. Speriamo che tali proposte vengano approvate, in modo tale da poter iniziare a lottare contro la supplentite”. Secondo l’Anief il sostegno agli alunni disabili va migliorato innanzitutto stabilizzando i precari, sia sui posti di docenza sia su quelli di assistente alla comunicazione. La scorsa settimana lo ha evidenziato anche l’Istat sostenendo che la dad, resa obbligatoria a partire dal 9 aprile scorso (d.l. 8 aprile 2020, n.22) per far fronte all’emergenza sanitaria da Covid-19, ha rappresentato un ostacolo ulteriore “al proseguimento dei percorsi di inclusione intrapresi dai docenti, riducendo sensibilmente la partecipazione degli alunni con disabilità”, rendendo dunque “più complesso un processo delicato come quello dell’inclusione scolastica”. Mancano inoltre all’appello, ha fatto notare l’Istituto di statistica ben il 37% di casi “di docenti individuati per rispondere alla carenza di insegnanti per il sostegno, ma che non hanno una formazione specifica” per supportare al meglio gli alunni con disabilità in continuo aumento.

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Covid-19, ecco le procedure per i medici di famiglia su gestione domiciliare dei malati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2020

Assenza «di fattori di rischio aumentato come patologie tumorali o immunodepressione», con «sintomatologia simil-influenzale, astenia, ageusia disgeusia, anosmia». Questi, i casi in cui i pazienti Covid «a basso rischio» possono essere curati a casa dai medici di famiglia. È quanto contenuto nella circolare del ministero della Salute ‘Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-CoV-2’, trasmessa ai medici e ai professionisti sanitari interessati, oltre che alle istituzioni di riferimento. Il documento, redatto «al fine di fornire indicazioni operative tenuto conto dell’attuale evoluzione della situazione epidemiologica sul territorio nazionale», è firmato dal direttore generale Prevenzione del ministero, Giovanni Rezza, e dal direttore generale Programmazione sanitaria, Andrea Urbani. Il testo dà indicazioni sia sul tipo di pazienti Covid-positivi che possono essere assistiti a casa da medici di famiglia e pediatri di libera scelta, sia sugli strumenti e i farmaci che possono essere utilizzati. Con la circolare si danno indicazioni a livello nazionale, superando quelle che alcuni Ordini territoriali dei medici avevano già messo a punto e diffuso. Nel documento si sottolinea che, «per ridurre la pressione sulle strutture di Pronto soccorso e poter mantenere negli ospedali tutte le attività ordinarie, è opportuno che il personale delle Usca», le Unità speciali di continuità assistenziale, «operi in stretta collaborazione fornendo supporto ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta». Il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta assiste il paziente con sintomatologia lieve «coadiuvato da un membro della famiglia. Una valutazione del contesto sociale (condizioni domiciliari generali, presenza di caregiver) deve, pertanto, essere parte essenziale dell’iniziale valutazione», si legge nella circolare. Inoltre, «i pazienti e i membri della famiglia dovranno essere educati in merito all’igiene personale, alle misure di prevenzione e controllo delle infezioni, e a come correttamente approcciare una persona con infezione da Sars-CoV-2 in modo da evitare la diffusione dell’infezione ai contatti». Il medico di famiglia o il pediatra «deve anche rilevare la presenza di eventuali fattori che possano rendere il paziente più a rischio di deterioramento e, in particolare, è fondamentale considerare e documentare la presenza di comorbosità». La circolare, inoltre, indica sul piano tecnico che, «per rendere omogenea e confrontabile la valutazione iniziale del paziente è, importante utilizzare uno score che tenga conto della valutazione di diversi parametri vitali. Uno degli score utilizzabili, anche al fine di adottare un comune linguaggio a livello nazionale, è il Modified Early Warning Score, il quale ha il pregio di quantificare la gravità del quadro clinico osservato e la sua evoluzione, pur dovendosi tenere in conto eventuali limiti legati, per esempio, alla valutazione dello stato di coscienza in soggetti con preesistente deterioramento neurologico».La circolare sottolinea che, «anche in occasione di questa seconda ondata pandemica, esiste la necessità di razionalizzare le risorse al fine di poter garantire la giusta assistenza a ogni singolo cittadino in maniera commisurata alla gravità del quadro clinico. Una corretta gestione del caso fin dalla diagnosi consente di attuare un flusso che abbia il duplice scopo di mettere in sicurezza il paziente e di non affollare in maniera non giustificata gli ospedali e soprattutto le strutture di pronto soccorso». I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, «grazie alla presenza capillare nel territorio e alla conoscenza diretta della propria popolazione di assistiti, sia in termini sanitari che in termini sociali», devono collaborare con le Unità speciali di continuità assistenziale e con «eventuali unità di assistenza presenti sul territorio, un ruolo cruciale nell’ambito della gestione assistenziale dei malati Covid-19» per diversi aspetti. (fonte doctor33)

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L’ospedale San Camillo rivede le procedure anti-Covid

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

Roma. Una nota firmata dal direttore sanitario del San Camillo, Daniela Orazi stabilisce la nuova organizzazione del Pronto Soccorso e del triage per garantire il contenimento del virus Sars-CoV-2.Nella nota figurano alcune sorprendenti affermazioni come, testualmente, “non sarà consentita alcuna ulteriore deroga…” Come se in questi venti giorni di impennata dei contagi al San Camillo qualcuno non avesse rispettato le misure di contenimento.Ricordiamo al direttore sanitario che è il responsabile della salute di pazienti e degli operatori sanitari e che se ci fossero state deroghe avrebbe dovuto autorizzarle proprio lei. Come se non bastasse, chiede “oggi” agli incaricati del Pronto Soccorso le planimetrie delle aree rosse, verdi e grigie. “Oggi”? Fino a ieri la direzione sanitaria non aveva dunque queste planimetrie?Tutto questo rafforza ancora di più le denunce fatte come USB, ma anche quelle dei lavoratori. Fino a ieri non era stato strutturato ancora un vero programma di contenimento del virus.Come USB sosteniamo con forza gli operatori e le operatrici sanitarie che sono stati contagiati a causa di questi ritardi nell’organizzazione. Ci riteniamo soddisfatti per l’ottenimento delle tutele necessarie a chi opera in condizioni estreme. Continueremo a monitorare da vicino l’ospedale San Camillo e a denunciare, ove necessario, criticità, carenze e omissioni, come fatto in queste settimane, garantendo la massima riservatezza a chi ci segnalerà negligenze. Sanità pubblica, assunzioni stabili! L’unico modo per uscire dall’emergenza sanitaria.

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Rules of Procedure: amendments for “extraordinary circumstances”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2020

The Constitutional Affairs Committee proposes new Rules that would make Parliament better equipped to ensure the continuity of its work in future crises.The draft report by Gabriele Bischoff (S&D, DE) was adopted by the Constitutional Affairs Committee, setting out a proposal for the amendment of Parliaments Rules of Procedure. The new rules will ensure that Parliament will have provisions in place to facilitate its functioning in extraordinary circumstances, taking into account lessons learnt from the COVID-19 sanitary crisis. Following a vote on amendments during the first part of the meeting on Monday, the final text was approved with 26 votes in favour, none against and two abstentions late in the evening.The adopted report underlines that the temporary measures adopted by President Sassoli and EP governing bodies in compliance with the rule of law were necessary, in the absence of alternatives, to guarantee the continuity of Parliament’s business, and that they allowed Parliament to carry out its legislative, budgetary and political control functions during the crisis, as required by the Treaties.The proposed changes envision the activation of emergency measures by President, with consent from the Conference of Presidents (i.e. the President and political group leaders), for the entirety or part of Parliament’s work. If it is deemed necessary, including when Parliament’s political balance is disturbed, such measures may include the postponement, displacement or remote organisation of activities. Extraordinary measures will have to be activated for a specific amount of time and only for events that are exceptional, unforeseeable, and outside Parliament’s control. Further, MEPs in will be able to reverse these decisions by simple majority in Parliament’s plenary sessions. Attention was also given to ensuring that MEPs can participate equally, freely and in their native language (to the greatest possible extent), and through secure electronic systems.“Extraordinary situations require extraordinary measures, but we cannot forget that Parliament is the cornerstone of European democracy. Citizens depend on us. This report focuses on the principles of representative democracy, equal treatment, mandate freedom and the right of MEPs to speak and vote freely, in their personal capacity, while making sure that that Parliament remains fully operational even in the most difficult circumstances”, said the rapporteur.

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Scuola: AS 1883, Anief presenta emendamenti per nuova procedura straordinaria infanzia e primaria, docenti di religione cattolica e utilizzo GPS per le immissioni in ruolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Il 4 settembre 2020 l’atto del Senato 1883 è stato approvato con il nuovo titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”. Diverse erano state le proposte emendative portate avanti dal giovane sindacato ANIEF specialmente all’art. 19 proponendo l’introduzione di un articolo, il 19 bis, ad hoc per creare una nuova procedura straordinaria per il personale della scuola dell’infanzia e la scuola primaria, nonché per i docenti di religione cattolica e per l’utilizzo delle GPS anche per le immissioni in ruolo per l’a.s. 2020-2021. Tutte le proposte richieste per ottenere una semplificazione nel reclutamento dei docenti e uno snellimento considerevole del bacino di precari che ruota ancora di più nel mondo della scuola sono state dichiarate inammissibiliMarcello Pacifico (Anief): Persa un’occasione; avremo in ruolo meno della metà degli 82 mila insegnanti autorizzati nonostante la giostra delle chiamate dalle nuove graduatorie. Il 4 settembre 2020 l’atto del Senato 1883 è stato approvato con il nuovo titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”.Sul testo, diverse erano state le proposte emendative portate avanti dal giovane sindacato ANIEF specialmente all’art. 19 (organizzazione del sistema universitario) proponendo l’introduzione di un articolo, il 19 bis, ad hoc per creare una nuova procedura straordinaria per il personale della scuola dell’infanzia e la scuola primaria, nonché per i docenti di religione cattolica e per l’utilizzo delle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) anche per le immissioni in ruolo per l’a.s. 2020-2021.Tutte le proposte richieste per ottenere una semplificazione nel reclutamento dei docenti e uno snellimento considerevole del bacino di precari che ruota ancora di più nel mondo della scuola sono state dichiarate inammissibili dal Senato che ha concentrato la sua attenzione alla sola semplificazione del sistema universitario facendo sì, come ha specificato il prof. Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato Anief, che sia stata “persa un’occasione; a settembre avremo in ruolo meno della metà degli 82 mila insegnanti autorizzati nonostante la giostra delle chiamate dalle nuove graduatorie”. L’atto del Senato è passato, l’8 settembre, al vaglio della Camera dei deputati con l’atto C. 2648; salvo approvazione del testo trasmesso, il 16 settembre è la data ultima prima della definitiva conversione in legge.

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COVID-19 lessons for the European Parliament’s Rules of Procedure

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

The draft report by Gabriele Bischoff (S&D, DE), which was prepared with assistance by the relevant working group, contains new provisions for the Parliament’s Rules of Procedure that will allow MEPs to continue performing their duties in times of emergency. During her presentation, the rapporteur highlighted the guiding principles behind the changes proposed by the report: equal treatment for all MEPs, preserving the freedom of mandate, the right to speak and vote freely and personally, and the continuity of EP legislative, budgetary and political control work.The proposed changes foresee the activation of derogations from the standard rules by the EP President, in agreement with political group leaders, that will have to be proportional to the event in question and can be reversed, under certain circumstances, by the plenary. A flexible approach has been taken in defining the conditions that could justify such decisions: events will have to be exceptional, unforeseeable, and outside Parliament’s control. The report foresees digital solutions for remote participation for all MEPs or a significant number among them.Constitutional Affairs Committee MEPs will submit amendments, aiming to finalise the process by the end of September and for the report to be tabled at a plenary sitting in October.

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Semplificare procedure per cassa integrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

L’emergenza in corso richiede ingenti risorse pubbliche, ma anche risposte rapide per portare sollievo immediato a imprese e cittadini. Di fronte a un crisi di proporzioni inedite, per la cassa integrazione si è tuttavia preferito replicare i vecchi schemi rinunciando a semplificare le procedure.Noi di Soggetto Giuridico crediamo che l’utilizzo di un unico strumento uguale per tutti avrebbe notevolmente velocizzato l’iter a vantaggio dei cittadini e della stessa pubblica amministrazione. Le misure del Governo per la cassa integrazione fanno invece riferimento agli strumenti già esistenti, con suddivisioni specifiche per categorie merceologiche e dimensioni aziendali, mentre i vincoli delle Regioni e il gran numero di domande sono destinati ad allungare ulteriormente i tempi.Occorre evitare che il blocco del Paese abbia un impatto irreversibile sulle imprese. Il tessuto produttivo ha ora bisogno di credito e liquidità in tempi strettissimi. In questo scenario, il Governo e la pubblica amministrazione sono chiamati a fare la loro parte, garantendo la chiarezza dei provvedimenti e l’immediata operatività della cassa integrazione.Se l’eccessiva burocrazia costituisce un pesante fardello in tempi di normale attività, durante una delle peggiori crisi della storia del nostro Paese rischia di assestare un colpo fatale alle tante aziende già in difficoltà. Perché vada tutto bene, ognuno è chiamato a fare la sua parte. Di fronte a una minaccia eccezionale, non si può rispondere con procedure ordinarie. E’ necessario che tutto il Paese, a partire dai nostri amministratori, facciano uno sforzo eccezionale.

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“Il presidente in carica è immune da procedure criminali”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

By Domenico Maceri, professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Questa la spiegazione dei legali di Donald Trump guidati dall’avvocato William Consovoy per la questione del rilascio dei redditi del 45esimo presidente. Trump cercava con questa mozione di bloccare il processo nella Corte di Appello del Secondo Circuito di New York per ribaltare una decisione sfavorevole di un tribunale inferiore. I legali di Trump hanno continuato asserendo che solo il Congresso può giudicare il presidente mediante l’impeachment.In effetti i legali di Trump ripetevano le conclusioni di Robert Mueller, il procuratore speciale del Russiagate, il quale non ha incriminato Trump per ostruzione alla giustizia, seguendo la normativa del Ministero di Giustizia. La normativa asserisce che un presidente può essere incriminato solo dopo la scadenza del suo mandato. Durante il suo mandato solo la Camera ha il potere di accusare il presidente (l’impeachment) e poi la possibile condanna spetta al Senato che richiede 67 voti.Trump deve sapere benissimo che la sua immunità non è totale ma continua ad asserire il contrario con tutti i suoi mezzi a disposizione. Come si sa benissimo, il suo metodo favorito è di comunicare con i suoi tweet che spesso sono indirizzati a farsi pubblicità con i suoi fedelissimi e consolidare il loro supporto. Comunica ovviamente anche con i media i quali si sentono obbligati di investigare molte delle asserzioni senza fondamenta fatte dal 45esimo presidente. Il Washington Post ha aggiornato le falsità e asserzioni fuorvianti dell’attuale inquilino della Casa Bianca che in 993 giorni di presidenza hanno raggiunto la cifra di 13.495.Trump usa ovviamente i suoi legali personali ma anche quelli connessi alla sua carica di presidente. Pat Cipollone, White House Counsel (legale della Casa Bianca), per esempio, ha recentemente mandato una lettera di otto pagine ai leader democratici della Camera asserendo l’opposizione all’inchiesta di impeachment in corso scatenata dopo la nota telefonata di Trump a Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina. In questa conversazione Trump ha chiesto all’omologo ucraino di iniziare un’indagine su Joe Biden, suo probabile avversario alle elezioni del 2020, anche se negli ultimi sondaggi Elizabeth Warren ha superato l’ex vicepresidente.
Il 45esimo presidente aveva detto in passato che se i democratici seguiranno la strada dell’impeachment ne uscirebbe vincitore alle urne. Si trattava chiaramente di spavalderia come ci confermano alcuni suoi atteggiamenti dopo che Nancy Pelosi, speaker della Camera, ha dato il via libera all’indagine di inchiesta sull’impeachment. Trump ha reagito etichettando il tentativo di impeachment come un’altra caccia alle streghe e un ulteriore tentativo di ribaltare il risultato dell’elezione del 2016. Ha però anche aggiunto recentemente che l’impeachment è una “brutta parola”, “molto brutta” perché significa “reati orribili”. D’altra parte, però, l’attuale inquilino della Casa Bianca ha minacciato, come spesso fa con i suoi avversari, di denunciare Adam Schiff, presidente della commissione di Intelligence alla Camera e la guida principale dell’inchiesta di impeachment. La denuncia includerebbe anche la Pelosi. Spacconeria, ovviamente, poiché i parlamentari non possono essere denunciati per le loro asserzioni come ci chiarisce l’Articolo 1, sezione 6 della costituzione.La preoccupazione dell’impeachment ha spinto Trump a rassicurarsi che il Senato rimanga compatto contro un’eventuale condanna che seguirebbe il probabile voto di impeachment alla Camera, che come si sa, è controllata dai democratici. Per salvaguardare la scappatoia del Senato Trump ha attaccato spietatamente Mitt Romney, senatore dell’Utah, uno dei pochissimi che ha alzato la voce, scioccato dal comportamento del presidente nel rapporto con il presidente ucraino. Il messaggio poco velato del 45esimo presidente agli altri senatori consiste di aspettarsi simile trattamento in caso venisse loro la voglia di seguire l’esempio di Romney. Allo stesso tempo Trump sta telefonando almeno due o tre volte al giorno a Mitch McConnell, presidente del Senato, esortandolo a mantenere i senatori repubblicani compatti.I collaboratori di Trump sanno anche loro che il comportamento erratico e impulsivo del loro capo gli potrà causare ulteriori problemi. Per questo hanno messo nel suo calendario dei comizi per distrarlo dalla questione dell’impeachment. I comizi di Trump lo caricano perché lo immergono nel mondo dei suoi fedelissimi i quali stravedono per lui e lo distraggono. Il comportamento erratico e impulsivo di Trump continua come si è visto recentemente con la sua telefonata al presidente turco Tayyip Erdogan. Il ritiro delle truppe americane della Siria annunciato da Trump è stato interpretato dalla leadership democratica e anche quella repubblicana come tradimento ai curdi che tanto avevano fatto per sconfiggere l’Isis. I curdi sono strati costretti a chiedere e ottenere la protezione dei russi e siriani per impedire di essere annientati completamente dai turchi. Trump, una volta resosi conto di avere fatto un passo falso, ha minacciato di distruggere l’economia turca, un’altra sparata che non avrà fatto piacere ai senatori repubblicani. Quanta pazienza hanno i repubblicani con i comportamenti e la politica erratica di Trump? Lo sapremo tra breve poiché i democratici alla Camera hanno messo l’acceleratore sull’impeachment.

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Procedure di risanamento dei comuni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2019

“Il tema delle procedure di risanamento dei comuni è sempre stato un obiettivo prioritario nella mia azione di Governo. Abbiamo attivato presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze un tavolo di studio, unitamente al Ministero dell’Interno ed alla Corte dei Conti, per analizzare le modifiche del Testo Unico degli Enti Locali, necessarie per andare incontro ai Comuni che si trova in una situazione di dissesto o pre-dissesto ed offrire loro un supporto normativo concreto.
L’obiettivo è quello di prevedere procedure di assistenza che siano di accompagnamento agli enti per individuare le migliori soluzioni “su misura” per l’uscita dalle criticità finanziarie, nell’ambito di una cornice normativa unica. Questo deve portare ad una forma di autocorrezione dell’Ente stesso, al fine di determinare un percorso di risanamento spontaneo e non forzato”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, intervenendo alla presentazione del Rapporto Ca’ Foscari sui Comuni, durante l’anteprima dell Festival della Statistica e della Demografia di Treviso.

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“Camera Positioning System, Method, and Apparatus for Capturing Images During a Medical Procedure”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2019

Titan Medical Inc. (“Titan” or the “Company”) (TSX: TMD) (Nasdaq: TMDI), a medical device company focused on the design, development and commercialization of a robotic surgical system for application in minimally invasive surgery, announces that it has been granted U.S. Patent No. 10,398,287, titled “Camera Positioning System, Method, and Apparatus for Capturing Images During a Medical Procedure.” The patent is directed at aspects of the Company’s innovative dual-view camera system for use in robotic surgery, including single-port robotic surgery.Titan’s proprietary dual-view camera system consists of an endoscope module that incorporates a flexible 3D high-definition camera along with a light source and a camera insertion tube with an integrated 2D high-definition camera along with an independent light source. This innovative technology provides surgical teams with two high-definition options for visualizing the surgical field, which enhances efficiency and the safety of single-port robotic surgery. The newly granted patent is directed at the endoscope module, including its unique modular and flexible design. This design facilitates convenient camera docking and intra-operative access, providing the ability to clean the primary camera lenses during a surgical procedure without undocking from the robotic surgical system. Additional patent applications directed at other aspects of the dual-view camera system remain pending. With this patent grant and the Company’s latest patent filings, Titan now has 45 patents issued and 82 patent applications.Titan also announces that Intellectual Asset Management (“IAM”), a leading IP business media platform, named Jasminder Brar, the Company’s Director of Strategic Development and Intellectual Property, to the 2019 edition of IAM Strategy 300: The World’s Leading IP Strategists. This is the fifth consecutive year Mr. Brar has been recognized as a global intellectual property strategy leader.

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First Human Surgical Procedure with Injectable HA-Based Bone Repair Therapy

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 agosto 2019

Anika Therapeutics, Inc. (NASDAQ: ANIK), a global, integrated orthopedic and regenerative medicines company specializing in therapeutics based on its proprietary hyaluronic acid (“HA”) technology, today announced the successful completion of the first human surgical procedure with its injectable HA-based bone repair therapy for the treatment of bone voids and other bone defects of the skeletal system caused by trauma or age-related degeneration. The case was performed by Dr. John J. Tierney, an orthopedic surgeon at the New England Baptist Hospital and President of the Greater Boston Orthopedic Center.“My surgical experience with Anika’s product was very positive, and its ease of use surpassed that of other products I have used,” said Dr. Tierney. “My case went very smoothly, from start to finish, and I have every reason to believe that my patient will recover quickly post-operatively.”Approximately 900,000 people require treatment for bone voids and other bone defects of the knee, which cause pain and impaired function that can lead to the need for total joint replacement therapy. This therapy combines calcium phosphate, an established precursor to the mineral component of bone, with Anika’s proprietary hyaluronic acid, which enhances flow and tactile feel during administration, to improve ease of use and procedural efficiency.
“Our injectable bone repair therapy is an innovative and easy-to-use treatment option, which is resorbed and replaced by the growth of new bone during the healing process,” said Joseph Darling, President and Chief Executive Officer of Anika Therapeutics. “We are excited about this important milestone, and look forward to an initial commercial launch of the product under our hybrid commercial model in September, leveraging our specially-skilled regional sales directors to penetrate the market. We also plan to discuss the benefits of this novel therapy and value of our hybrid commercial strategy at our upcoming analyst and investor day.”

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Breast augmentation is America’s top plastic surgery procedure

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

According to the American Society of Plastic Surgeons, over 313k patients had undergone this surgery in 2018 – a 48% jump from 2017. However, statistics show that 29,236 patients had their breast implants removed in 2018 – up from 6% in 2017. Many women are coming forward and discussing “breast implant illness,” will this number drastically rise for 2019? Will more and more turn away from implants for fear of long-term health issues or breast implant illness? Is there an alternative to the breast implant? Many women have turned to breast implants to fix the sag, but a newer and more natural surgical alternative is on the market from the Galatea Surgical Scaffold Collection: GalaFLEX, GalaFORM 3D, and GalaSHAPE 3D products. These products help to rebuild and reinforce the tissue around the breasts to provide a more natural revival to women’s breasts. We have experts from Galatea Surgical and surgeons that are available to discuss how Galatea Surgical Scaffold Collection is changing the landscape of plastic surgery by offering their patients a product that provides strength and beauty – inside and out.

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TEFAF Maastricht annuncia le gallerie del 2019 e nuove procedure

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Maastricht 2019 dal 16 al 24 marzo 2019 al polo espositivo MECC di Maastricht, Paesi Bassi. L’edizione 2019 di TEFAF Maastricht accoglierà 38 nuovi espositori in seguito a una revisione dettagliata dei protocolli di selezione della Fiera. I 277 galleristi che parteciperanno il prossimo marzo, la cui offerta coprirà ben 7000 anni di storia dell’arte, promettono di offrire ai collezionisti privati e istituzionali opportunità impareggiabili. In particolare, TEFAF è lieta di dare il benvenuto a una nuova selezione delle migliori gallerie di arte moderna e contemporanea, che si uniranno ai superbi espositori già presenti in Fiera.
Il mercato dell’arte è un ecosistema, e le sue trasformazioni ed evoluzioni vengono rispecchiate dalle fiere targate TEFAF. Nel 2019 infatti TEFAF Maastricht accoglierà gli espositori già delle precedenti edizioni insieme a ben 38 nuovi galleristi. I nuovi espositori interessano tutte le otto sezioni della Fiera (TEFAF Ancient Art, TEFAF Antiques, TEFAF Design, TEFAF La Haute Joaillerie, TEFAF Modern, TEFAF Paintings, TEFAF Paper e TEFAF Tribal), con un’attenzione particolare a TEFAF Modern, che in seguito a una massiccia ricalibratura ospiterà 13 dei 38 nuovi nomi.
Tra i nuovi espositori della sezione TEFAF Modern spiccano la Galerie Gmurzynska (Stati Uniti), la Simon Lee Gallery (Regno Unito), Pace Gallery (Stati Uniti), Almine Rech (Belgio), e Sprüth Magers (Regno Unito), solo per citarne alcuni. TEFAF Maastricht è da tempo nota come la fiera di arte del passato più importante del mondo; grazie all’ampliamento di TEFAF Modern, la Fiera cementerà la propria posizione di fiera più importante del mondo per tutte le discipline e i periodi.

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Piani di zona, da Campidoglio ok a riordino e snellimento procedure affrancazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

Sul portale di Roma Capitale formule calcolo a disposizione cittadini. Coordinare e snellire le procedure per le affrancazioni e le trasformazioni in materia di Piani di zona. E’ l’obiettivo principale della delibera approvata dalla Giunta capitolina che punta a rimettere ordine nel settore a partire dal superamento dei contenuti dei precedenti atti deliberati dall’Amministrazione degli anni passati. Successivamente all’approvazione del provvedimento in Assemblea capitolina, saranno pubblicate sul portale di Roma Capitale le formule di calcolo per dare la possibilità ai cittadini interessati di calcolare in forma puramente presuntiva gli importi che dovranno sostenere.
“Questa Amministrazione – dichiara la Sindaca Virginia Raggi – si è posta sin da subito l’obiettivo di risolvere una problematica complessa che coinvolge molte famiglie. Una delle tante questioni incancrenite della nostra città che deve avere l’attenzione che merita. Ringrazio quindi la Giunta, i consiglieri capitolini e gli uffici per il lavoro prezioso che questo provvedimento definisce. I cittadini hanno il diritto di avere accanto un’Amministrazione che li difenda e li tuteli e noi anche su questo tema siamo con loro”.
“Quello delle affrancazioni – sottolinea l’Assessore all’Urbanistica Luca Montuori – è un tema al quale abbiamo posto da sempre la massima attenzione prima potenziando gli uffici per smaltire le pratiche in corso poi cercando soluzioni e possibili semplificazioni al percorso di gestione delle pratiche sempre coinvolgendo i diversi attori istituzionali e le categorie professionali collegate ai provvedimenti da prendere. Crediamo che quello di oggi sia un risultato molto importante che premia un lavoro di gruppo intenso che ha visto collaborare Aula, Commissione capitolina, uffici, per rispondere a una istanza che proviene dai cittadini su un tema centrale e delicato come l’abitare. Siamo fiduciosi che a breve la questione, che vede anche aspetti che necessitano un intervento legislativo, possa essere all’attenzione del Governo”.
“La proposta di delibera approvata dalla Giunta recepisce gli indirizzi dati dall’Aula Giulio Cesare lo scorso marzo, consentendo così di snellire e velocizzare le procedure per ottenere l’affrancazione e la trasformazione degli immobili siti nei Piani di zona – conclude la Presidente della Commissione Urbanistica, Donatella Iorio -. Roma Capitale con questa nuova delibera mette ordine in un settore complesso, modificando e integrando le deliberazioni precedenti, e dà risposte certe ai cittadini coinvolti, garantendo loro trasparenza, equità e certezza dei tempi di lavorazione delle pratiche. Prima dell’approvazione finale in Assemblea Capitolina, la delibera verrà illustrata ed esaminata nel dettaglio in commissione urbanistica, che successivamente esprimerà il parere di competenza. Auspichiamo che questa delibera oltre a dare i suoi frutti all’interno dell’Amministrazione capitolina sia utile anche a richiamare l’attenzione dell’attuale Governo e a stimolare l’emanazione di provvedimenti di carattere legislativo che consentano di superare le criticità emerse in seguito alla emanazione della sentenza 18135 della Cassazione e di sciogliere i nodi di questa intricata vicenda che coinvolge 400.000 persone solo nella Capitale”.In particolare la delibera, che segue il provvedimento di Assemblea capitolina n.37 del 2018, ridefinisce e semplifica in maniera trasparente la formula per la definizione del corrispettivo di trasformazione e del corrispettivo di affrancazione dai vincoli del prezzo massimo di cessione in modo da poter mettere il calcolo a disposizione di tutti i cittadini che ne avranno necessità. L’orientamento giurisprudenziale cui dovranno allinearsi le modalità di calcolo, prevede la detrazione non solo dei corrispettivi riferiti al costo delle aree, ma anche degli oneri di urbanizzazione, che fino ad oggi non erano contemplati. Si prevede inoltre una soglia minima da versare a titolo di corrispettivo di trasformazione e/o affrancazione in tutti i casi in cui tale corrispettivo dovesse risultare inferiore a tale soglia, anche nel caso in cui siano già trascorsi venti anni dalla stipula della convenzione o la stessa risulti scaduta.Le formule di calcolo dovranno essere applicate sia alle domande di affrancazione e/o trasformazione pervenute presso il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica in data successiva alla delibera approvata sia alle domande pervenute precedentemente (per le quali non sia ancora avvenuta la stipula della convenzione integrativa).Le entrate derivanti dalle procedure di affrancazione e/o trasformazione, infine, saranno vincolate al completamento delle opere di urbanizzazione all’interno dei Piani di Zona non ultimati o con carenza di fondi.

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Piani di zona: maggiore trasparenza e procedure più veloci

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Roma. “Snellire e velocizzare le procedure per le affrancazioni e le trasformazioni partendo dall’armonizzazione delle deliberazioni di Roma Capitale. Sarà possibile grazie alla delibera di indirizzo appena approvata in Aula Giulio Cesare che rimette ordine nel settore con 10 obiettivi da conseguire in 30 giorni. Si parte dalla possibilità di predisporre una proposta di deliberazione che recepisca i contenuti dei precedenti atti deliberati dall’Amministrazione modificandoli o integrandoli anche alla luce delle sentenze del Tar Sardegna, del Consiglio di Stato e della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite. Le detrazioni da applicarsi sul corrispettivo determinato per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di piena proprietà e il conseguente calcolo percentuale di affrancazione saranno così definite in modo certo e univoco. Immediati e di notevole impatto i riflessi economici per i cittadini, che non saranno più costretti ad affrontare cifre spropositate e non prevedibili. L’orientamento giurisprudenziale cui dovranno allinearsi le modalità di calcolo, prevede, infatti, la detrazione non solo dei corrispettivi riferiti al costo delle aree, ma anche degli oneri di urbanizzazione, che fino ad oggi non erano contemplati.
Nelle more dell’approvazione dei provvedimenti per la rideterminazione dei corrispettivi già calcolati sarà predisposta un’adeguata fase transitoria per tutte le richieste di trasformazione/affrancazione in itinere, nell’ottica di applicare le condizioni di maggiore favore per i cittadini. In virtù delle sopraggiunte modalità di calcolo ed a seguito dell’introduzione delle nuove detrazioni si procederà a revisionare la soglia limite da corrispondersi come contributo minimo di trasformazione\affrancazione che sarà applicata anche quando risulti decorso il termine di validità del rapporto convenzionale e non sia possibile calcolare il periodo residuo su cui parametrare il calcolo dell’affrancazione. Viene, altresì, prevista la facoltà per i cittadini interessati di calcolare in forma puramente presuntiva e conoscitiva, attraverso il sito istituzionale, gli importi che dovranno sostenere. Le entrate derivanti dalle procedure di affrancazione e/o trasformazione saranno vincolate al completamento delle opere di urbanizzazione all’interno dei Piani di Zona non ultimati o con carenza di fondi. Intendiamo inoltre rivedere e nel caso ampliare l’elenco dei Piani di zona oggetto di trasformazione. Infine, l’Amministrazione Capitolina dovrà portare all’attenzione del Governo Centrale l’intera problematica, al fine di stimolare l’emanazione di provvedimenti anche di carattere legislativo che consentano di superare le attuali contraddizioni”. Lo dichiara in una nota stampa, Donatella Iorio, presidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale.

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Il nuovo codice degli appalti: Uno strumento legislativo “fuori bersaglio”

Posted by fidest press agency su martedì, 6 febbraio 2018

raffaele cantoneIl mercato degli appalti pubblici, secondo le ultime stime della Commissione europea, vale in media in Europa circa 1.900 miliardi di euro/anno e solo in Italia, nel 2014, l’incidenza della spesa pubblica del comparto sul PIL è stata del 10,7 %, pari a circa 172,6 mld/anno.
Sarebbero sufficienti questi dati per far comprendere quanto il sistema degli appalti pubblici sia strategico per l’intera economia del nostro Paese, coinvolgendo non soltanto la Pubblica amministrazione con le sue numerose stazioni appaltanti, ma anche le imprese con tutto il loro indotto e, dunque, centinaia di migliaia di lavoratori.
Eppure, curiosamente, nel dibattito politico di questi ultimi anni, il ruolo degli appalti pubblici non solo non è stato mai adeguatamente valorizzato, ma anzi relegato più che altro nell’ambito di una lotta alla corruzione generalista e generalizzata e, dunque, demagogica e per ciò stesso inefficace.
Ed è proprio questo uno dei principali problemi che non consente al sistema del public procurement di decollare in Italia quanto negli altri Paesi europei, collocandosi il nostro Paese soltanto al 24° posto (insieme alla Grecia) per spesa pubblica in materia di appalti.
E’, infatti, davvero l’attuale modalità di lotta alla corruzione il reale problema che attanaglia il complesso rapporto fra imprese, pubblica amministrazione e cittadini? O piuttosto la corruzione viene spesso brandita più che altro come “specchietto per le allodole” al fine di sviare l’attenzione sui reali vulnus tutt’ora esistenti nelle stazioni appaltanti italiane?
La risposta a tali interrogativi non può che essere affermativa: la corruzione pur grave e radicata nel nostro Paese, ha in realtà un’incidenza relativa sulle grandi e piccole criticità del public procurment. Alcuni dati oggettivi raccolti da una recentissima ricerca dell’Università “Tor Vergata” di Roma svolta in collaborazione con la Columbia University e la London school of Economic, nonché la stessa esperienza quotidiana delle varie stazioni appaltanti, mostra infatti come in realtà gli sprechi nel settore degli appalti pari a circa 30 miliardi di euro all’anno (circa il 2% del PIL), siano causati solo per il 13% dalla corruzione, mentre per l’87% da incapacità e incompetenza degli uffici tecnici e degli amministratori.
Il dato è impressionante, non soltanto per la mole di denaro pubblico letteralmente “buttato”, ma soprattutto perché mette in luce l’inconsistenza e fallacia delle attuali politiche legislative in materia di appalti pubblici, volte per lo più a contrastare repressivamente i fenomeni corruttivi in sede di gara, che non a combattere inefficienze e imperizie dell’Amministrazione in sede di esecuzione dei lavori, cioè in sede di realizzazione dell’opera.
La lotta agli sprechi e alla corruzione non può essere demagogica, altrimenti rischia, come di fatto è avvenuto, di concretizzarsi per lo più in azioni legislative fuori bersaglio e foriere spesso solo di un aumento eccessivo della burocrazia, di un’esasperata procedimentalizzazione dei processi, con conseguente aggravio per le imprese e le pubbliche amministrazioni che si trovano sempre più a dover lavorare in un proliferare di norme farraginose e controlli esterni numerosi, spesso fini a se stessi e privi di benefici pratici. E, infatti, le varianti in corso d’opera non accennano a diminuire, le “riserve” iscritte dagli appaltatori sono sempre le stesse con richieste di risarcimento in corso lavori esorbitanti, il contenzioso resta elevatissimo e spesso azionato “a prescindere”, addirittura prima che l’affidatario metta piede in cantiere.
Da qui, anche un ulteriore disallineamento fra gli effetti desiderati dal legislatore (lotta alla corruzione e agli sprechi) e concreta realtà. Prima di un recentissimo piano straordinario di deflazionamento del contenzioso in sede transattiva, avviato dal management di ANAS in vista della sua incorporazione nel gruppo FS, l’ammontare delle cause facenti capo a tale Ente (la prima stazione appaltante italiana e la quarta d’Europa) era pari complessivamente a circa 10 miliardi di euro. Una mole impressionante di debito gravante sulle casse dello Stato, derivante tuttavia solo per circa il 10% (per petitum e numero) da cause di natura amministrativa per vizi legati alla fase di aggiudicazione, e da più del 90%, invece, da cause di natura squisitamente civile, attivato cioè dalle ditte esecutrici per ottenere il riconoscimento di ingenti “risarcimenti” conseguenti a “riserve” iscritte durante i lavori, a volte pari a più del doppio del valore originario d’appalto.
E’ evidente, dunque, anche solo da questi dati, quanto il costo sociale e gli sprechi di denaro pubblico non derivino sostanzialmente da criticità legate alla scelta del contraente in fase di gara, ma alla fase di esecuzione dei lavori ed è lì, conseguentemente, che la lotta alla corruzione e agli sprechi si sarebbe dovuta concentrare predisponendo idonei strumenti legislativi volti e prevenirla più che a combatterla, anticipandola fin dalla fase di redazione del progetto.
In questa ottica, va salutata certamente con favore la novità introdotta dal nuovo codice degli appalti di “mettere a gara” il più dettagliato progetto esecutivo e non già il progetto definitivo, ma sarebbe stato necessario anche, parallelamente, mettere le pubbliche amministrazioni nelle concrete condizioni di poter redigere e poi validare con elevati standard professionali un simile progetto, così preciso da dover limitare notevolmente il rischio di varianti e più in generale di anomalo andamento dell’appalto.
Così come sarebbe stato opportuno, al fine di combattere la corruzione e ridurre gli sprechi, offrire obbligatoriamente alle valutazioni delle stazioni appaltanti, già in sede di gara, il “curriculum” delle imprese partecipanti alla gara, perché non basta che esse abbiano un determinato fatturato o che siano sulla carta esenti da rischi di infiltrazione mafiosa; è anche e soprattutto necessario ai fini di garantire l’esecuzione dell’opera entro i tempi e costi originari, valutare se nella sua “carriera” l’aggiudicatario non sia stato propenso all’attivazione sterile del contenzioso, alla consegna finale dell’opera in notevole ritardo, che non sia uso ad iscrivere riserve pretestuose e così via. E invece, il legislatore ha deciso da ultimo di eliminare del tutto, anche per le grandi opere, l’obbligatorietà di presentazione in sede di gara del c.d. rating di impresa, attualmente solo facoltativo e di natura esclusivamente premiale.
E ancora, sarebbe stato necessario fin da subito prevedere un capitolato speciale tipo, o prevedere come coadiutore del RUP e del DL, anche negli appalti di lavori, il c.d. esecutore del contratto, limitando contestualmente il numero di cantieri (attualmente numerosissimi) nei quali i funzionari delle stazioni appaltanti devono esercitare il proprio ruolo di “alter ego” delle imprese.
Così come sarebbe stato sufficiente non eliminare il c.d. premio di accelerazione, che ove correttamente attuato, avrebbe invece potuto offrire un reale incentivo per le imprese ad eseguire i lavori nei termini contrattuali; incentivo, ben inteso, da “relazionare” con l’applicazione delle penali, peraltro, addirittura totalmente eliminate nella prima versione del codice e solo recentemente reintrodotte dall’ultimo decreto correttivo in modo del tutto identico alla versione precedente.
Così come, da ultimo, al fine di attuare un’urgente digitalizzazione delle procedure, sarebbe stato necessario prevedere immediatamente, o quanto meno entro termini temporali “misurabili”, l’introduzione obbligatoria almeno del capitolato “digitale”, e non entro il lontanissimo 2025, così come stabilisce il nuovo decreto attuativo del MIT, pubblicato in piena campagna elettorale solo lo scorso 18 gennaio. Ma del resto, sia detto per inciso, dei 19 decreti attuativi previsti dal nuovo codice appalti, a circa due anni dalla sua entrata in vigore, ne risultano attualmente promulgati soltanto tre.
Una riforma, insomma, che presenta non solo molteplici profili di inattuabilità, ma che si prefigge anche obiettivi che non è poi in grado di perseguire in concreto: intende contrastare gli sprechi con una lotta generalizzata alla corruzione, quando in realtà – come dimostrato – la principale causa degli stessi sprechi è la mancanza di formazione del personale tecnico delle stazioni appaltanti; e, ancora, si prefigge di contrastare fenomeni corruttivi in fase di gara, ma non dove più essa più pericolosamente si annida, cioè in fase esecutiva, sposando più la logica di scegliere il migliore aggiudicatario (sulla carta), che non il miglior esecutore (nel cantiere).
Occorre, quindi, con urgenza ri-orientare le politiche legislative alla risoluzione dei veri problemi del comparto, attuare strategie di lotta alla corruzione e agli sprechi non demagogiche, ma realistiche e finalizzate al bersaglio. Occorre dotare la pubblica amministrazione, sul modello tedesco, di strumenti di prevenzione efficaci, dotando il personale tecnico delle stazioni appaltanti anzitutto di un’adeguata formazione attraverso l’istituzione di una Scuola ad hoc, propedeutica all’inserimento nei ranghi amministrativi di funzionari altamente specializzati. Oggi, con le specificità tecniche contemporanee, non è possibile che il personale delle stazioni appaltanti apprenda di fatto la propria professione solo “per affiancamento”, perpetrando dunque gli errori del passato.
Occorre, insomma, mettere mano con urgenza a questa riforma “elettorale” del sistema appalti, andando ad incidere oramai sull’unico strumento attuativo ancora in grado ancora di “rimodulare” e correggere gli errori presenti in sede di normazione primaria, ossia scrivere bene il regolamento attuativo del nuovo codice. E questo sarà compito esclusivo del Parlamento e del nuovo Governo, che devono con fermezza e orgoglio riappropriarsi della propria potestà di legiferare senza “sub-appaltarne” la competenza ad alcuna, pur autorevole, Autorità amministrativa.
Non vi è altro modo che questo per ridurre gli sprechi e prevenire la corruzione dove essa più pericolosamente si annida, prendendo le mosse da logiche demagogiche e generaliste, così da realizzare opere pubbliche in tempi e costi certi. (Andrea Napoleone Avvocato e Dottore di ricerca in diritto amministrativo http://www.linkedin.com/in/andreanapoleone)

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Nuove norme che snelliscono le procedure d’insolvenza transfrontaliere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

europaBruxelles. Sono entrate in vigore in tutta l’Unione europea le nuove norme in materia di procedure di insolvenza transfrontaliere, proposte dalla Commissione nel 2012 ed adottate dai legislatori dell’UE nel 2015.Le nuove norme mirano a facilitare il recupero dei crediti nel quadro delle procedure d’insolvenza transfrontaliere. Grazie alle nuove norme, che garantiscono l’efficienza e l’efficacia delle procedure collettive di recupero transfrontaliero dei crediti, sarà più facile per le imprese procedere alla ristrutturazione e per i creditori recuperare il proprio denaro. Il regolamento risolve i conflitti di competenza tra le normative da applicare nelle procedure d’insolvenza transfrontaliere e garantisce inoltre il riconoscimento in tutta l’UE delle sentenze in materia di insolvenza.Il primo vicepresidente della Commissione europea Timmermans ha dichiarato: “In un vero mercato interno, le imprese che devono procedere alla ristrutturazione non dovrebbero essere ostacolate da conflitti relativi alle norme nazionali da applicare, né le frontiere nazionali dovrebbero rappresentare un ostacolo per chi vuole recuperare i propri crediti. Le nuove norme sosterranno le imprese e gli investimenti grazie alla maggiore certezza del diritto che esse garantiscono. Dobbiamo continuare su questa strada ed adottare norme comuni a livello UE per permettere alle imprese di procedere in tempi rapidi alla propria ristrutturazione, come già proposto dalla Commissione”.
Le nuove norme si applicano a una gamma più ampia di procedure nazionali di ristrutturazione. Alcune tipologie nazionali più moderne ed efficaci di procedure di ristrutturazione non rientravano nel campo di applicazione del precedente quadro normativo e non potevano quindi essere utilizzate nei casi transfrontalieri. Da oggi è invece possibile utilizzare le moderne procedure nazionali di ristrutturazione per salvare le imprese o per recuperare i crediti presso i debitori degli altri paesi dell’UE.
Aumento della certezza del diritto e delle salvaguardie contro il “turismo dei fallimenti”: se un debitore si trasferisce in un altro paese poco prima di depositare la dichiarazione di insolvenza, il giudice dovrà esaminare attentamente tutte le circostanze del caso e verificare che il trasferimento sia genuino e non sia stato motivato dalla prospettiva di beneficiare di nome meno severe in materia di insolvenza. Il giudice dovrà verificare che il debitore non sia un “turista dei fallimenti”.
Le nuove norme evitano che vengano avviate le “procedure secondarie” (le procedure aperte dai giudici di paesi UE diversi da quello dove si trova la sede legale dell’impresa), rendendo più facile ristrutturare le imprese in contesti transfrontalieri. Al tempo stesso, esse prevedono misure di salvaguardia degli interessi dei creditori locali.
Procedure di insolvenza dei gruppi di imprese: le nuove norme introducono un quadro normativo per le procedure di insolvenza dei gruppi di imprese, che aumenterà l’efficacia delle procedure d’insolvenza che riguardano membri diversi di un gruppo di imprese. Ciò, a sua volta, comporterà l’aumento delle probabilità di salvataggio del gruppo nel suo insieme.Entro l’estate del 2019, i registri fallimentari elettronici nazionali di tutta l’UE risulteranno collegati tra loro e sarà quindi più facile ottenere informazioni sulle procedure d’insolvenza avviate negli altri paesi dell’UE.

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Semplificazione e velocizzazione delle procedure per il riconoscimento del diritto di asilo dei migranti

Posted by fidest press agency su sabato, 15 aprile 2017

migranti1E maggiore rigore sulle espulsioni per chi non ne ha diritto. Sono questi due dei punti cardine del decreto per il contrasto all’immigrazione illegale, in continuità con il lavoro fatto in questi anni dal ministro Alfano, che trova il pieno sostegno di Alternativa popolare. Un provvedimento che dà una prima risposta a una problematica rispetto alla quale andiamo avanti a testa alta, certi di aver fatto sempre fino in fondo il nostro dovere sul piano dell’accoglienza e nel salvare vite umane e, inoltre, nei rapporti di reciproca lealtà con gli altri paesi dell’Ue”. Lo ha detto in Aula alla Camera il capogruppo di Alternativa popolare in commissione Giustizia Nino Marotta, esprimendo il voto favorevole di Ap al dl migranti.
“Con questo decreto abbiamo, quindi, voluto rendere più efficaci le azioni di tutela di chi desidera avere la protezione internazionale e dare una risposta alla domanda di maggiore sicurezza che i cittadini ci chiedono da tempo. Allo stesso tempo sappiamo che serve una maggiore coesione a livello europeo per fronteggiare il flusso crescente dei migranti, sul quale si gioca il futuro stesso dell’Ue anche quale argine al fenomeno dei populismi”.

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