Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘procedure’

Rules of Procedure: amendments for “extraordinary circumstances”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2020

The Constitutional Affairs Committee proposes new Rules that would make Parliament better equipped to ensure the continuity of its work in future crises.The draft report by Gabriele Bischoff (S&D, DE) was adopted by the Constitutional Affairs Committee, setting out a proposal for the amendment of Parliaments Rules of Procedure. The new rules will ensure that Parliament will have provisions in place to facilitate its functioning in extraordinary circumstances, taking into account lessons learnt from the COVID-19 sanitary crisis. Following a vote on amendments during the first part of the meeting on Monday, the final text was approved with 26 votes in favour, none against and two abstentions late in the evening.The adopted report underlines that the temporary measures adopted by President Sassoli and EP governing bodies in compliance with the rule of law were necessary, in the absence of alternatives, to guarantee the continuity of Parliament’s business, and that they allowed Parliament to carry out its legislative, budgetary and political control functions during the crisis, as required by the Treaties.The proposed changes envision the activation of emergency measures by President, with consent from the Conference of Presidents (i.e. the President and political group leaders), for the entirety or part of Parliament’s work. If it is deemed necessary, including when Parliament’s political balance is disturbed, such measures may include the postponement, displacement or remote organisation of activities. Extraordinary measures will have to be activated for a specific amount of time and only for events that are exceptional, unforeseeable, and outside Parliament’s control. Further, MEPs in will be able to reverse these decisions by simple majority in Parliament’s plenary sessions. Attention was also given to ensuring that MEPs can participate equally, freely and in their native language (to the greatest possible extent), and through secure electronic systems.“Extraordinary situations require extraordinary measures, but we cannot forget that Parliament is the cornerstone of European democracy. Citizens depend on us. This report focuses on the principles of representative democracy, equal treatment, mandate freedom and the right of MEPs to speak and vote freely, in their personal capacity, while making sure that that Parliament remains fully operational even in the most difficult circumstances”, said the rapporteur.

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Scuola: AS 1883, Anief presenta emendamenti per nuova procedura straordinaria infanzia e primaria, docenti di religione cattolica e utilizzo GPS per le immissioni in ruolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Il 4 settembre 2020 l’atto del Senato 1883 è stato approvato con il nuovo titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”. Diverse erano state le proposte emendative portate avanti dal giovane sindacato ANIEF specialmente all’art. 19 proponendo l’introduzione di un articolo, il 19 bis, ad hoc per creare una nuova procedura straordinaria per il personale della scuola dell’infanzia e la scuola primaria, nonché per i docenti di religione cattolica e per l’utilizzo delle GPS anche per le immissioni in ruolo per l’a.s. 2020-2021. Tutte le proposte richieste per ottenere una semplificazione nel reclutamento dei docenti e uno snellimento considerevole del bacino di precari che ruota ancora di più nel mondo della scuola sono state dichiarate inammissibiliMarcello Pacifico (Anief): Persa un’occasione; avremo in ruolo meno della metà degli 82 mila insegnanti autorizzati nonostante la giostra delle chiamate dalle nuove graduatorie. Il 4 settembre 2020 l’atto del Senato 1883 è stato approvato con il nuovo titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”.Sul testo, diverse erano state le proposte emendative portate avanti dal giovane sindacato ANIEF specialmente all’art. 19 (organizzazione del sistema universitario) proponendo l’introduzione di un articolo, il 19 bis, ad hoc per creare una nuova procedura straordinaria per il personale della scuola dell’infanzia e la scuola primaria, nonché per i docenti di religione cattolica e per l’utilizzo delle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) anche per le immissioni in ruolo per l’a.s. 2020-2021.Tutte le proposte richieste per ottenere una semplificazione nel reclutamento dei docenti e uno snellimento considerevole del bacino di precari che ruota ancora di più nel mondo della scuola sono state dichiarate inammissibili dal Senato che ha concentrato la sua attenzione alla sola semplificazione del sistema universitario facendo sì, come ha specificato il prof. Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato Anief, che sia stata “persa un’occasione; a settembre avremo in ruolo meno della metà degli 82 mila insegnanti autorizzati nonostante la giostra delle chiamate dalle nuove graduatorie”. L’atto del Senato è passato, l’8 settembre, al vaglio della Camera dei deputati con l’atto C. 2648; salvo approvazione del testo trasmesso, il 16 settembre è la data ultima prima della definitiva conversione in legge.

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COVID-19 lessons for the European Parliament’s Rules of Procedure

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

The draft report by Gabriele Bischoff (S&D, DE), which was prepared with assistance by the relevant working group, contains new provisions for the Parliament’s Rules of Procedure that will allow MEPs to continue performing their duties in times of emergency. During her presentation, the rapporteur highlighted the guiding principles behind the changes proposed by the report: equal treatment for all MEPs, preserving the freedom of mandate, the right to speak and vote freely and personally, and the continuity of EP legislative, budgetary and political control work.The proposed changes foresee the activation of derogations from the standard rules by the EP President, in agreement with political group leaders, that will have to be proportional to the event in question and can be reversed, under certain circumstances, by the plenary. A flexible approach has been taken in defining the conditions that could justify such decisions: events will have to be exceptional, unforeseeable, and outside Parliament’s control. The report foresees digital solutions for remote participation for all MEPs or a significant number among them.Constitutional Affairs Committee MEPs will submit amendments, aiming to finalise the process by the end of September and for the report to be tabled at a plenary sitting in October.

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Semplificare procedure per cassa integrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

L’emergenza in corso richiede ingenti risorse pubbliche, ma anche risposte rapide per portare sollievo immediato a imprese e cittadini. Di fronte a un crisi di proporzioni inedite, per la cassa integrazione si è tuttavia preferito replicare i vecchi schemi rinunciando a semplificare le procedure.Noi di Soggetto Giuridico crediamo che l’utilizzo di un unico strumento uguale per tutti avrebbe notevolmente velocizzato l’iter a vantaggio dei cittadini e della stessa pubblica amministrazione. Le misure del Governo per la cassa integrazione fanno invece riferimento agli strumenti già esistenti, con suddivisioni specifiche per categorie merceologiche e dimensioni aziendali, mentre i vincoli delle Regioni e il gran numero di domande sono destinati ad allungare ulteriormente i tempi.Occorre evitare che il blocco del Paese abbia un impatto irreversibile sulle imprese. Il tessuto produttivo ha ora bisogno di credito e liquidità in tempi strettissimi. In questo scenario, il Governo e la pubblica amministrazione sono chiamati a fare la loro parte, garantendo la chiarezza dei provvedimenti e l’immediata operatività della cassa integrazione.Se l’eccessiva burocrazia costituisce un pesante fardello in tempi di normale attività, durante una delle peggiori crisi della storia del nostro Paese rischia di assestare un colpo fatale alle tante aziende già in difficoltà. Perché vada tutto bene, ognuno è chiamato a fare la sua parte. Di fronte a una minaccia eccezionale, non si può rispondere con procedure ordinarie. E’ necessario che tutto il Paese, a partire dai nostri amministratori, facciano uno sforzo eccezionale.

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“Il presidente in carica è immune da procedure criminali”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

By Domenico Maceri, professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Questa la spiegazione dei legali di Donald Trump guidati dall’avvocato William Consovoy per la questione del rilascio dei redditi del 45esimo presidente. Trump cercava con questa mozione di bloccare il processo nella Corte di Appello del Secondo Circuito di New York per ribaltare una decisione sfavorevole di un tribunale inferiore. I legali di Trump hanno continuato asserendo che solo il Congresso può giudicare il presidente mediante l’impeachment.In effetti i legali di Trump ripetevano le conclusioni di Robert Mueller, il procuratore speciale del Russiagate, il quale non ha incriminato Trump per ostruzione alla giustizia, seguendo la normativa del Ministero di Giustizia. La normativa asserisce che un presidente può essere incriminato solo dopo la scadenza del suo mandato. Durante il suo mandato solo la Camera ha il potere di accusare il presidente (l’impeachment) e poi la possibile condanna spetta al Senato che richiede 67 voti.Trump deve sapere benissimo che la sua immunità non è totale ma continua ad asserire il contrario con tutti i suoi mezzi a disposizione. Come si sa benissimo, il suo metodo favorito è di comunicare con i suoi tweet che spesso sono indirizzati a farsi pubblicità con i suoi fedelissimi e consolidare il loro supporto. Comunica ovviamente anche con i media i quali si sentono obbligati di investigare molte delle asserzioni senza fondamenta fatte dal 45esimo presidente. Il Washington Post ha aggiornato le falsità e asserzioni fuorvianti dell’attuale inquilino della Casa Bianca che in 993 giorni di presidenza hanno raggiunto la cifra di 13.495.Trump usa ovviamente i suoi legali personali ma anche quelli connessi alla sua carica di presidente. Pat Cipollone, White House Counsel (legale della Casa Bianca), per esempio, ha recentemente mandato una lettera di otto pagine ai leader democratici della Camera asserendo l’opposizione all’inchiesta di impeachment in corso scatenata dopo la nota telefonata di Trump a Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina. In questa conversazione Trump ha chiesto all’omologo ucraino di iniziare un’indagine su Joe Biden, suo probabile avversario alle elezioni del 2020, anche se negli ultimi sondaggi Elizabeth Warren ha superato l’ex vicepresidente.
Il 45esimo presidente aveva detto in passato che se i democratici seguiranno la strada dell’impeachment ne uscirebbe vincitore alle urne. Si trattava chiaramente di spavalderia come ci confermano alcuni suoi atteggiamenti dopo che Nancy Pelosi, speaker della Camera, ha dato il via libera all’indagine di inchiesta sull’impeachment. Trump ha reagito etichettando il tentativo di impeachment come un’altra caccia alle streghe e un ulteriore tentativo di ribaltare il risultato dell’elezione del 2016. Ha però anche aggiunto recentemente che l’impeachment è una “brutta parola”, “molto brutta” perché significa “reati orribili”. D’altra parte, però, l’attuale inquilino della Casa Bianca ha minacciato, come spesso fa con i suoi avversari, di denunciare Adam Schiff, presidente della commissione di Intelligence alla Camera e la guida principale dell’inchiesta di impeachment. La denuncia includerebbe anche la Pelosi. Spacconeria, ovviamente, poiché i parlamentari non possono essere denunciati per le loro asserzioni come ci chiarisce l’Articolo 1, sezione 6 della costituzione.La preoccupazione dell’impeachment ha spinto Trump a rassicurarsi che il Senato rimanga compatto contro un’eventuale condanna che seguirebbe il probabile voto di impeachment alla Camera, che come si sa, è controllata dai democratici. Per salvaguardare la scappatoia del Senato Trump ha attaccato spietatamente Mitt Romney, senatore dell’Utah, uno dei pochissimi che ha alzato la voce, scioccato dal comportamento del presidente nel rapporto con il presidente ucraino. Il messaggio poco velato del 45esimo presidente agli altri senatori consiste di aspettarsi simile trattamento in caso venisse loro la voglia di seguire l’esempio di Romney. Allo stesso tempo Trump sta telefonando almeno due o tre volte al giorno a Mitch McConnell, presidente del Senato, esortandolo a mantenere i senatori repubblicani compatti.I collaboratori di Trump sanno anche loro che il comportamento erratico e impulsivo del loro capo gli potrà causare ulteriori problemi. Per questo hanno messo nel suo calendario dei comizi per distrarlo dalla questione dell’impeachment. I comizi di Trump lo caricano perché lo immergono nel mondo dei suoi fedelissimi i quali stravedono per lui e lo distraggono. Il comportamento erratico e impulsivo di Trump continua come si è visto recentemente con la sua telefonata al presidente turco Tayyip Erdogan. Il ritiro delle truppe americane della Siria annunciato da Trump è stato interpretato dalla leadership democratica e anche quella repubblicana come tradimento ai curdi che tanto avevano fatto per sconfiggere l’Isis. I curdi sono strati costretti a chiedere e ottenere la protezione dei russi e siriani per impedire di essere annientati completamente dai turchi. Trump, una volta resosi conto di avere fatto un passo falso, ha minacciato di distruggere l’economia turca, un’altra sparata che non avrà fatto piacere ai senatori repubblicani. Quanta pazienza hanno i repubblicani con i comportamenti e la politica erratica di Trump? Lo sapremo tra breve poiché i democratici alla Camera hanno messo l’acceleratore sull’impeachment.

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Procedure di risanamento dei comuni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2019

“Il tema delle procedure di risanamento dei comuni è sempre stato un obiettivo prioritario nella mia azione di Governo. Abbiamo attivato presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze un tavolo di studio, unitamente al Ministero dell’Interno ed alla Corte dei Conti, per analizzare le modifiche del Testo Unico degli Enti Locali, necessarie per andare incontro ai Comuni che si trova in una situazione di dissesto o pre-dissesto ed offrire loro un supporto normativo concreto.
L’obiettivo è quello di prevedere procedure di assistenza che siano di accompagnamento agli enti per individuare le migliori soluzioni “su misura” per l’uscita dalle criticità finanziarie, nell’ambito di una cornice normativa unica. Questo deve portare ad una forma di autocorrezione dell’Ente stesso, al fine di determinare un percorso di risanamento spontaneo e non forzato”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, intervenendo alla presentazione del Rapporto Ca’ Foscari sui Comuni, durante l’anteprima dell Festival della Statistica e della Demografia di Treviso.

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“Camera Positioning System, Method, and Apparatus for Capturing Images During a Medical Procedure”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2019

Titan Medical Inc. (“Titan” or the “Company”) (TSX: TMD) (Nasdaq: TMDI), a medical device company focused on the design, development and commercialization of a robotic surgical system for application in minimally invasive surgery, announces that it has been granted U.S. Patent No. 10,398,287, titled “Camera Positioning System, Method, and Apparatus for Capturing Images During a Medical Procedure.” The patent is directed at aspects of the Company’s innovative dual-view camera system for use in robotic surgery, including single-port robotic surgery.Titan’s proprietary dual-view camera system consists of an endoscope module that incorporates a flexible 3D high-definition camera along with a light source and a camera insertion tube with an integrated 2D high-definition camera along with an independent light source. This innovative technology provides surgical teams with two high-definition options for visualizing the surgical field, which enhances efficiency and the safety of single-port robotic surgery. The newly granted patent is directed at the endoscope module, including its unique modular and flexible design. This design facilitates convenient camera docking and intra-operative access, providing the ability to clean the primary camera lenses during a surgical procedure without undocking from the robotic surgical system. Additional patent applications directed at other aspects of the dual-view camera system remain pending. With this patent grant and the Company’s latest patent filings, Titan now has 45 patents issued and 82 patent applications.Titan also announces that Intellectual Asset Management (“IAM”), a leading IP business media platform, named Jasminder Brar, the Company’s Director of Strategic Development and Intellectual Property, to the 2019 edition of IAM Strategy 300: The World’s Leading IP Strategists. This is the fifth consecutive year Mr. Brar has been recognized as a global intellectual property strategy leader.

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First Human Surgical Procedure with Injectable HA-Based Bone Repair Therapy

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 agosto 2019

Anika Therapeutics, Inc. (NASDAQ: ANIK), a global, integrated orthopedic and regenerative medicines company specializing in therapeutics based on its proprietary hyaluronic acid (“HA”) technology, today announced the successful completion of the first human surgical procedure with its injectable HA-based bone repair therapy for the treatment of bone voids and other bone defects of the skeletal system caused by trauma or age-related degeneration. The case was performed by Dr. John J. Tierney, an orthopedic surgeon at the New England Baptist Hospital and President of the Greater Boston Orthopedic Center.“My surgical experience with Anika’s product was very positive, and its ease of use surpassed that of other products I have used,” said Dr. Tierney. “My case went very smoothly, from start to finish, and I have every reason to believe that my patient will recover quickly post-operatively.”Approximately 900,000 people require treatment for bone voids and other bone defects of the knee, which cause pain and impaired function that can lead to the need for total joint replacement therapy. This therapy combines calcium phosphate, an established precursor to the mineral component of bone, with Anika’s proprietary hyaluronic acid, which enhances flow and tactile feel during administration, to improve ease of use and procedural efficiency.
“Our injectable bone repair therapy is an innovative and easy-to-use treatment option, which is resorbed and replaced by the growth of new bone during the healing process,” said Joseph Darling, President and Chief Executive Officer of Anika Therapeutics. “We are excited about this important milestone, and look forward to an initial commercial launch of the product under our hybrid commercial model in September, leveraging our specially-skilled regional sales directors to penetrate the market. We also plan to discuss the benefits of this novel therapy and value of our hybrid commercial strategy at our upcoming analyst and investor day.”

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Breast augmentation is America’s top plastic surgery procedure

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

According to the American Society of Plastic Surgeons, over 313k patients had undergone this surgery in 2018 – a 48% jump from 2017. However, statistics show that 29,236 patients had their breast implants removed in 2018 – up from 6% in 2017. Many women are coming forward and discussing “breast implant illness,” will this number drastically rise for 2019? Will more and more turn away from implants for fear of long-term health issues or breast implant illness? Is there an alternative to the breast implant? Many women have turned to breast implants to fix the sag, but a newer and more natural surgical alternative is on the market from the Galatea Surgical Scaffold Collection: GalaFLEX, GalaFORM 3D, and GalaSHAPE 3D products. These products help to rebuild and reinforce the tissue around the breasts to provide a more natural revival to women’s breasts. We have experts from Galatea Surgical and surgeons that are available to discuss how Galatea Surgical Scaffold Collection is changing the landscape of plastic surgery by offering their patients a product that provides strength and beauty – inside and out.

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TEFAF Maastricht annuncia le gallerie del 2019 e nuove procedure

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Maastricht 2019 dal 16 al 24 marzo 2019 al polo espositivo MECC di Maastricht, Paesi Bassi. L’edizione 2019 di TEFAF Maastricht accoglierà 38 nuovi espositori in seguito a una revisione dettagliata dei protocolli di selezione della Fiera. I 277 galleristi che parteciperanno il prossimo marzo, la cui offerta coprirà ben 7000 anni di storia dell’arte, promettono di offrire ai collezionisti privati e istituzionali opportunità impareggiabili. In particolare, TEFAF è lieta di dare il benvenuto a una nuova selezione delle migliori gallerie di arte moderna e contemporanea, che si uniranno ai superbi espositori già presenti in Fiera.
Il mercato dell’arte è un ecosistema, e le sue trasformazioni ed evoluzioni vengono rispecchiate dalle fiere targate TEFAF. Nel 2019 infatti TEFAF Maastricht accoglierà gli espositori già delle precedenti edizioni insieme a ben 38 nuovi galleristi. I nuovi espositori interessano tutte le otto sezioni della Fiera (TEFAF Ancient Art, TEFAF Antiques, TEFAF Design, TEFAF La Haute Joaillerie, TEFAF Modern, TEFAF Paintings, TEFAF Paper e TEFAF Tribal), con un’attenzione particolare a TEFAF Modern, che in seguito a una massiccia ricalibratura ospiterà 13 dei 38 nuovi nomi.
Tra i nuovi espositori della sezione TEFAF Modern spiccano la Galerie Gmurzynska (Stati Uniti), la Simon Lee Gallery (Regno Unito), Pace Gallery (Stati Uniti), Almine Rech (Belgio), e Sprüth Magers (Regno Unito), solo per citarne alcuni. TEFAF Maastricht è da tempo nota come la fiera di arte del passato più importante del mondo; grazie all’ampliamento di TEFAF Modern, la Fiera cementerà la propria posizione di fiera più importante del mondo per tutte le discipline e i periodi.

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Piani di zona, da Campidoglio ok a riordino e snellimento procedure affrancazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

Sul portale di Roma Capitale formule calcolo a disposizione cittadini. Coordinare e snellire le procedure per le affrancazioni e le trasformazioni in materia di Piani di zona. E’ l’obiettivo principale della delibera approvata dalla Giunta capitolina che punta a rimettere ordine nel settore a partire dal superamento dei contenuti dei precedenti atti deliberati dall’Amministrazione degli anni passati. Successivamente all’approvazione del provvedimento in Assemblea capitolina, saranno pubblicate sul portale di Roma Capitale le formule di calcolo per dare la possibilità ai cittadini interessati di calcolare in forma puramente presuntiva gli importi che dovranno sostenere.
“Questa Amministrazione – dichiara la Sindaca Virginia Raggi – si è posta sin da subito l’obiettivo di risolvere una problematica complessa che coinvolge molte famiglie. Una delle tante questioni incancrenite della nostra città che deve avere l’attenzione che merita. Ringrazio quindi la Giunta, i consiglieri capitolini e gli uffici per il lavoro prezioso che questo provvedimento definisce. I cittadini hanno il diritto di avere accanto un’Amministrazione che li difenda e li tuteli e noi anche su questo tema siamo con loro”.
“Quello delle affrancazioni – sottolinea l’Assessore all’Urbanistica Luca Montuori – è un tema al quale abbiamo posto da sempre la massima attenzione prima potenziando gli uffici per smaltire le pratiche in corso poi cercando soluzioni e possibili semplificazioni al percorso di gestione delle pratiche sempre coinvolgendo i diversi attori istituzionali e le categorie professionali collegate ai provvedimenti da prendere. Crediamo che quello di oggi sia un risultato molto importante che premia un lavoro di gruppo intenso che ha visto collaborare Aula, Commissione capitolina, uffici, per rispondere a una istanza che proviene dai cittadini su un tema centrale e delicato come l’abitare. Siamo fiduciosi che a breve la questione, che vede anche aspetti che necessitano un intervento legislativo, possa essere all’attenzione del Governo”.
“La proposta di delibera approvata dalla Giunta recepisce gli indirizzi dati dall’Aula Giulio Cesare lo scorso marzo, consentendo così di snellire e velocizzare le procedure per ottenere l’affrancazione e la trasformazione degli immobili siti nei Piani di zona – conclude la Presidente della Commissione Urbanistica, Donatella Iorio -. Roma Capitale con questa nuova delibera mette ordine in un settore complesso, modificando e integrando le deliberazioni precedenti, e dà risposte certe ai cittadini coinvolti, garantendo loro trasparenza, equità e certezza dei tempi di lavorazione delle pratiche. Prima dell’approvazione finale in Assemblea Capitolina, la delibera verrà illustrata ed esaminata nel dettaglio in commissione urbanistica, che successivamente esprimerà il parere di competenza. Auspichiamo che questa delibera oltre a dare i suoi frutti all’interno dell’Amministrazione capitolina sia utile anche a richiamare l’attenzione dell’attuale Governo e a stimolare l’emanazione di provvedimenti di carattere legislativo che consentano di superare le criticità emerse in seguito alla emanazione della sentenza 18135 della Cassazione e di sciogliere i nodi di questa intricata vicenda che coinvolge 400.000 persone solo nella Capitale”.In particolare la delibera, che segue il provvedimento di Assemblea capitolina n.37 del 2018, ridefinisce e semplifica in maniera trasparente la formula per la definizione del corrispettivo di trasformazione e del corrispettivo di affrancazione dai vincoli del prezzo massimo di cessione in modo da poter mettere il calcolo a disposizione di tutti i cittadini che ne avranno necessità. L’orientamento giurisprudenziale cui dovranno allinearsi le modalità di calcolo, prevede la detrazione non solo dei corrispettivi riferiti al costo delle aree, ma anche degli oneri di urbanizzazione, che fino ad oggi non erano contemplati. Si prevede inoltre una soglia minima da versare a titolo di corrispettivo di trasformazione e/o affrancazione in tutti i casi in cui tale corrispettivo dovesse risultare inferiore a tale soglia, anche nel caso in cui siano già trascorsi venti anni dalla stipula della convenzione o la stessa risulti scaduta.Le formule di calcolo dovranno essere applicate sia alle domande di affrancazione e/o trasformazione pervenute presso il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica in data successiva alla delibera approvata sia alle domande pervenute precedentemente (per le quali non sia ancora avvenuta la stipula della convenzione integrativa).Le entrate derivanti dalle procedure di affrancazione e/o trasformazione, infine, saranno vincolate al completamento delle opere di urbanizzazione all’interno dei Piani di Zona non ultimati o con carenza di fondi.

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Piani di zona: maggiore trasparenza e procedure più veloci

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Roma. “Snellire e velocizzare le procedure per le affrancazioni e le trasformazioni partendo dall’armonizzazione delle deliberazioni di Roma Capitale. Sarà possibile grazie alla delibera di indirizzo appena approvata in Aula Giulio Cesare che rimette ordine nel settore con 10 obiettivi da conseguire in 30 giorni. Si parte dalla possibilità di predisporre una proposta di deliberazione che recepisca i contenuti dei precedenti atti deliberati dall’Amministrazione modificandoli o integrandoli anche alla luce delle sentenze del Tar Sardegna, del Consiglio di Stato e della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite. Le detrazioni da applicarsi sul corrispettivo determinato per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di piena proprietà e il conseguente calcolo percentuale di affrancazione saranno così definite in modo certo e univoco. Immediati e di notevole impatto i riflessi economici per i cittadini, che non saranno più costretti ad affrontare cifre spropositate e non prevedibili. L’orientamento giurisprudenziale cui dovranno allinearsi le modalità di calcolo, prevede, infatti, la detrazione non solo dei corrispettivi riferiti al costo delle aree, ma anche degli oneri di urbanizzazione, che fino ad oggi non erano contemplati.
Nelle more dell’approvazione dei provvedimenti per la rideterminazione dei corrispettivi già calcolati sarà predisposta un’adeguata fase transitoria per tutte le richieste di trasformazione/affrancazione in itinere, nell’ottica di applicare le condizioni di maggiore favore per i cittadini. In virtù delle sopraggiunte modalità di calcolo ed a seguito dell’introduzione delle nuove detrazioni si procederà a revisionare la soglia limite da corrispondersi come contributo minimo di trasformazione\affrancazione che sarà applicata anche quando risulti decorso il termine di validità del rapporto convenzionale e non sia possibile calcolare il periodo residuo su cui parametrare il calcolo dell’affrancazione. Viene, altresì, prevista la facoltà per i cittadini interessati di calcolare in forma puramente presuntiva e conoscitiva, attraverso il sito istituzionale, gli importi che dovranno sostenere. Le entrate derivanti dalle procedure di affrancazione e/o trasformazione saranno vincolate al completamento delle opere di urbanizzazione all’interno dei Piani di Zona non ultimati o con carenza di fondi. Intendiamo inoltre rivedere e nel caso ampliare l’elenco dei Piani di zona oggetto di trasformazione. Infine, l’Amministrazione Capitolina dovrà portare all’attenzione del Governo Centrale l’intera problematica, al fine di stimolare l’emanazione di provvedimenti anche di carattere legislativo che consentano di superare le attuali contraddizioni”. Lo dichiara in una nota stampa, Donatella Iorio, presidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale.

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Il nuovo codice degli appalti: Uno strumento legislativo “fuori bersaglio”

Posted by fidest press agency su martedì, 6 febbraio 2018

raffaele cantoneIl mercato degli appalti pubblici, secondo le ultime stime della Commissione europea, vale in media in Europa circa 1.900 miliardi di euro/anno e solo in Italia, nel 2014, l’incidenza della spesa pubblica del comparto sul PIL è stata del 10,7 %, pari a circa 172,6 mld/anno.
Sarebbero sufficienti questi dati per far comprendere quanto il sistema degli appalti pubblici sia strategico per l’intera economia del nostro Paese, coinvolgendo non soltanto la Pubblica amministrazione con le sue numerose stazioni appaltanti, ma anche le imprese con tutto il loro indotto e, dunque, centinaia di migliaia di lavoratori.
Eppure, curiosamente, nel dibattito politico di questi ultimi anni, il ruolo degli appalti pubblici non solo non è stato mai adeguatamente valorizzato, ma anzi relegato più che altro nell’ambito di una lotta alla corruzione generalista e generalizzata e, dunque, demagogica e per ciò stesso inefficace.
Ed è proprio questo uno dei principali problemi che non consente al sistema del public procurement di decollare in Italia quanto negli altri Paesi europei, collocandosi il nostro Paese soltanto al 24° posto (insieme alla Grecia) per spesa pubblica in materia di appalti.
E’, infatti, davvero l’attuale modalità di lotta alla corruzione il reale problema che attanaglia il complesso rapporto fra imprese, pubblica amministrazione e cittadini? O piuttosto la corruzione viene spesso brandita più che altro come “specchietto per le allodole” al fine di sviare l’attenzione sui reali vulnus tutt’ora esistenti nelle stazioni appaltanti italiane?
La risposta a tali interrogativi non può che essere affermativa: la corruzione pur grave e radicata nel nostro Paese, ha in realtà un’incidenza relativa sulle grandi e piccole criticità del public procurment. Alcuni dati oggettivi raccolti da una recentissima ricerca dell’Università “Tor Vergata” di Roma svolta in collaborazione con la Columbia University e la London school of Economic, nonché la stessa esperienza quotidiana delle varie stazioni appaltanti, mostra infatti come in realtà gli sprechi nel settore degli appalti pari a circa 30 miliardi di euro all’anno (circa il 2% del PIL), siano causati solo per il 13% dalla corruzione, mentre per l’87% da incapacità e incompetenza degli uffici tecnici e degli amministratori.
Il dato è impressionante, non soltanto per la mole di denaro pubblico letteralmente “buttato”, ma soprattutto perché mette in luce l’inconsistenza e fallacia delle attuali politiche legislative in materia di appalti pubblici, volte per lo più a contrastare repressivamente i fenomeni corruttivi in sede di gara, che non a combattere inefficienze e imperizie dell’Amministrazione in sede di esecuzione dei lavori, cioè in sede di realizzazione dell’opera.
La lotta agli sprechi e alla corruzione non può essere demagogica, altrimenti rischia, come di fatto è avvenuto, di concretizzarsi per lo più in azioni legislative fuori bersaglio e foriere spesso solo di un aumento eccessivo della burocrazia, di un’esasperata procedimentalizzazione dei processi, con conseguente aggravio per le imprese e le pubbliche amministrazioni che si trovano sempre più a dover lavorare in un proliferare di norme farraginose e controlli esterni numerosi, spesso fini a se stessi e privi di benefici pratici. E, infatti, le varianti in corso d’opera non accennano a diminuire, le “riserve” iscritte dagli appaltatori sono sempre le stesse con richieste di risarcimento in corso lavori esorbitanti, il contenzioso resta elevatissimo e spesso azionato “a prescindere”, addirittura prima che l’affidatario metta piede in cantiere.
Da qui, anche un ulteriore disallineamento fra gli effetti desiderati dal legislatore (lotta alla corruzione e agli sprechi) e concreta realtà. Prima di un recentissimo piano straordinario di deflazionamento del contenzioso in sede transattiva, avviato dal management di ANAS in vista della sua incorporazione nel gruppo FS, l’ammontare delle cause facenti capo a tale Ente (la prima stazione appaltante italiana e la quarta d’Europa) era pari complessivamente a circa 10 miliardi di euro. Una mole impressionante di debito gravante sulle casse dello Stato, derivante tuttavia solo per circa il 10% (per petitum e numero) da cause di natura amministrativa per vizi legati alla fase di aggiudicazione, e da più del 90%, invece, da cause di natura squisitamente civile, attivato cioè dalle ditte esecutrici per ottenere il riconoscimento di ingenti “risarcimenti” conseguenti a “riserve” iscritte durante i lavori, a volte pari a più del doppio del valore originario d’appalto.
E’ evidente, dunque, anche solo da questi dati, quanto il costo sociale e gli sprechi di denaro pubblico non derivino sostanzialmente da criticità legate alla scelta del contraente in fase di gara, ma alla fase di esecuzione dei lavori ed è lì, conseguentemente, che la lotta alla corruzione e agli sprechi si sarebbe dovuta concentrare predisponendo idonei strumenti legislativi volti e prevenirla più che a combatterla, anticipandola fin dalla fase di redazione del progetto.
In questa ottica, va salutata certamente con favore la novità introdotta dal nuovo codice degli appalti di “mettere a gara” il più dettagliato progetto esecutivo e non già il progetto definitivo, ma sarebbe stato necessario anche, parallelamente, mettere le pubbliche amministrazioni nelle concrete condizioni di poter redigere e poi validare con elevati standard professionali un simile progetto, così preciso da dover limitare notevolmente il rischio di varianti e più in generale di anomalo andamento dell’appalto.
Così come sarebbe stato opportuno, al fine di combattere la corruzione e ridurre gli sprechi, offrire obbligatoriamente alle valutazioni delle stazioni appaltanti, già in sede di gara, il “curriculum” delle imprese partecipanti alla gara, perché non basta che esse abbiano un determinato fatturato o che siano sulla carta esenti da rischi di infiltrazione mafiosa; è anche e soprattutto necessario ai fini di garantire l’esecuzione dell’opera entro i tempi e costi originari, valutare se nella sua “carriera” l’aggiudicatario non sia stato propenso all’attivazione sterile del contenzioso, alla consegna finale dell’opera in notevole ritardo, che non sia uso ad iscrivere riserve pretestuose e così via. E invece, il legislatore ha deciso da ultimo di eliminare del tutto, anche per le grandi opere, l’obbligatorietà di presentazione in sede di gara del c.d. rating di impresa, attualmente solo facoltativo e di natura esclusivamente premiale.
E ancora, sarebbe stato necessario fin da subito prevedere un capitolato speciale tipo, o prevedere come coadiutore del RUP e del DL, anche negli appalti di lavori, il c.d. esecutore del contratto, limitando contestualmente il numero di cantieri (attualmente numerosissimi) nei quali i funzionari delle stazioni appaltanti devono esercitare il proprio ruolo di “alter ego” delle imprese.
Così come sarebbe stato sufficiente non eliminare il c.d. premio di accelerazione, che ove correttamente attuato, avrebbe invece potuto offrire un reale incentivo per le imprese ad eseguire i lavori nei termini contrattuali; incentivo, ben inteso, da “relazionare” con l’applicazione delle penali, peraltro, addirittura totalmente eliminate nella prima versione del codice e solo recentemente reintrodotte dall’ultimo decreto correttivo in modo del tutto identico alla versione precedente.
Così come, da ultimo, al fine di attuare un’urgente digitalizzazione delle procedure, sarebbe stato necessario prevedere immediatamente, o quanto meno entro termini temporali “misurabili”, l’introduzione obbligatoria almeno del capitolato “digitale”, e non entro il lontanissimo 2025, così come stabilisce il nuovo decreto attuativo del MIT, pubblicato in piena campagna elettorale solo lo scorso 18 gennaio. Ma del resto, sia detto per inciso, dei 19 decreti attuativi previsti dal nuovo codice appalti, a circa due anni dalla sua entrata in vigore, ne risultano attualmente promulgati soltanto tre.
Una riforma, insomma, che presenta non solo molteplici profili di inattuabilità, ma che si prefigge anche obiettivi che non è poi in grado di perseguire in concreto: intende contrastare gli sprechi con una lotta generalizzata alla corruzione, quando in realtà – come dimostrato – la principale causa degli stessi sprechi è la mancanza di formazione del personale tecnico delle stazioni appaltanti; e, ancora, si prefigge di contrastare fenomeni corruttivi in fase di gara, ma non dove più essa più pericolosamente si annida, cioè in fase esecutiva, sposando più la logica di scegliere il migliore aggiudicatario (sulla carta), che non il miglior esecutore (nel cantiere).
Occorre, quindi, con urgenza ri-orientare le politiche legislative alla risoluzione dei veri problemi del comparto, attuare strategie di lotta alla corruzione e agli sprechi non demagogiche, ma realistiche e finalizzate al bersaglio. Occorre dotare la pubblica amministrazione, sul modello tedesco, di strumenti di prevenzione efficaci, dotando il personale tecnico delle stazioni appaltanti anzitutto di un’adeguata formazione attraverso l’istituzione di una Scuola ad hoc, propedeutica all’inserimento nei ranghi amministrativi di funzionari altamente specializzati. Oggi, con le specificità tecniche contemporanee, non è possibile che il personale delle stazioni appaltanti apprenda di fatto la propria professione solo “per affiancamento”, perpetrando dunque gli errori del passato.
Occorre, insomma, mettere mano con urgenza a questa riforma “elettorale” del sistema appalti, andando ad incidere oramai sull’unico strumento attuativo ancora in grado ancora di “rimodulare” e correggere gli errori presenti in sede di normazione primaria, ossia scrivere bene il regolamento attuativo del nuovo codice. E questo sarà compito esclusivo del Parlamento e del nuovo Governo, che devono con fermezza e orgoglio riappropriarsi della propria potestà di legiferare senza “sub-appaltarne” la competenza ad alcuna, pur autorevole, Autorità amministrativa.
Non vi è altro modo che questo per ridurre gli sprechi e prevenire la corruzione dove essa più pericolosamente si annida, prendendo le mosse da logiche demagogiche e generaliste, così da realizzare opere pubbliche in tempi e costi certi. (Andrea Napoleone Avvocato e Dottore di ricerca in diritto amministrativo http://www.linkedin.com/in/andreanapoleone)

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Nuove norme che snelliscono le procedure d’insolvenza transfrontaliere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

europaBruxelles. Sono entrate in vigore in tutta l’Unione europea le nuove norme in materia di procedure di insolvenza transfrontaliere, proposte dalla Commissione nel 2012 ed adottate dai legislatori dell’UE nel 2015.Le nuove norme mirano a facilitare il recupero dei crediti nel quadro delle procedure d’insolvenza transfrontaliere. Grazie alle nuove norme, che garantiscono l’efficienza e l’efficacia delle procedure collettive di recupero transfrontaliero dei crediti, sarà più facile per le imprese procedere alla ristrutturazione e per i creditori recuperare il proprio denaro. Il regolamento risolve i conflitti di competenza tra le normative da applicare nelle procedure d’insolvenza transfrontaliere e garantisce inoltre il riconoscimento in tutta l’UE delle sentenze in materia di insolvenza.Il primo vicepresidente della Commissione europea Timmermans ha dichiarato: “In un vero mercato interno, le imprese che devono procedere alla ristrutturazione non dovrebbero essere ostacolate da conflitti relativi alle norme nazionali da applicare, né le frontiere nazionali dovrebbero rappresentare un ostacolo per chi vuole recuperare i propri crediti. Le nuove norme sosterranno le imprese e gli investimenti grazie alla maggiore certezza del diritto che esse garantiscono. Dobbiamo continuare su questa strada ed adottare norme comuni a livello UE per permettere alle imprese di procedere in tempi rapidi alla propria ristrutturazione, come già proposto dalla Commissione”.
Le nuove norme si applicano a una gamma più ampia di procedure nazionali di ristrutturazione. Alcune tipologie nazionali più moderne ed efficaci di procedure di ristrutturazione non rientravano nel campo di applicazione del precedente quadro normativo e non potevano quindi essere utilizzate nei casi transfrontalieri. Da oggi è invece possibile utilizzare le moderne procedure nazionali di ristrutturazione per salvare le imprese o per recuperare i crediti presso i debitori degli altri paesi dell’UE.
Aumento della certezza del diritto e delle salvaguardie contro il “turismo dei fallimenti”: se un debitore si trasferisce in un altro paese poco prima di depositare la dichiarazione di insolvenza, il giudice dovrà esaminare attentamente tutte le circostanze del caso e verificare che il trasferimento sia genuino e non sia stato motivato dalla prospettiva di beneficiare di nome meno severe in materia di insolvenza. Il giudice dovrà verificare che il debitore non sia un “turista dei fallimenti”.
Le nuove norme evitano che vengano avviate le “procedure secondarie” (le procedure aperte dai giudici di paesi UE diversi da quello dove si trova la sede legale dell’impresa), rendendo più facile ristrutturare le imprese in contesti transfrontalieri. Al tempo stesso, esse prevedono misure di salvaguardia degli interessi dei creditori locali.
Procedure di insolvenza dei gruppi di imprese: le nuove norme introducono un quadro normativo per le procedure di insolvenza dei gruppi di imprese, che aumenterà l’efficacia delle procedure d’insolvenza che riguardano membri diversi di un gruppo di imprese. Ciò, a sua volta, comporterà l’aumento delle probabilità di salvataggio del gruppo nel suo insieme.Entro l’estate del 2019, i registri fallimentari elettronici nazionali di tutta l’UE risulteranno collegati tra loro e sarà quindi più facile ottenere informazioni sulle procedure d’insolvenza avviate negli altri paesi dell’UE.

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Semplificazione e velocizzazione delle procedure per il riconoscimento del diritto di asilo dei migranti

Posted by fidest press agency su sabato, 15 aprile 2017

migranti1E maggiore rigore sulle espulsioni per chi non ne ha diritto. Sono questi due dei punti cardine del decreto per il contrasto all’immigrazione illegale, in continuità con il lavoro fatto in questi anni dal ministro Alfano, che trova il pieno sostegno di Alternativa popolare. Un provvedimento che dà una prima risposta a una problematica rispetto alla quale andiamo avanti a testa alta, certi di aver fatto sempre fino in fondo il nostro dovere sul piano dell’accoglienza e nel salvare vite umane e, inoltre, nei rapporti di reciproca lealtà con gli altri paesi dell’Ue”. Lo ha detto in Aula alla Camera il capogruppo di Alternativa popolare in commissione Giustizia Nino Marotta, esprimendo il voto favorevole di Ap al dl migranti.
“Con questo decreto abbiamo, quindi, voluto rendere più efficaci le azioni di tutela di chi desidera avere la protezione internazionale e dare una risposta alla domanda di maggiore sicurezza che i cittadini ci chiedono da tempo. Allo stesso tempo sappiamo che serve una maggiore coesione a livello europeo per fronteggiare il flusso crescente dei migranti, sul quale si gioca il futuro stesso dell’Ue anche quale argine al fenomeno dei populismi”.

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“Necessarie regole e procedure univoche di incasso e pagamento in tutto il mondo”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

carta di creditoLa situazione a cui andiamo incontro, afferma Maurizio Pimpinella, Presidente di AIIP con riferimento agli Istituti di Pagamento e gli Istituti di Moneta Elettronica, è composita. Abbiamo tutti una data in mente: il 2018. La PSD II. Ovviamente la Brexit costringerà tutti gli operatori del settore a porsi delle domande. Cosa ne sarà della Interchange Fee? Come impatterà tutto questo sull’accessibilità dei conti bancari da parte dei Third Party Providers (TTP)? Con riferimento alla prima domanda, gli Issuer si aspettano un abbassamento della fee nel medio periodo. Riguardo la seconda, bisogna sottolineare come il Regno Unito abbia una tradizione piuttosto progressista in materia di dati sensibili rispetto – anche – a quanto previsto dalla PSD II, pertanto è verosimile aspettarsi un superamento delle norme comunitarie in materia tramite la Open Data Initiative britannica. Certamente, sorgerà la necessità di parecchio lavoro ad opera di avvocati specializzati per riscrivere le norme a riguardo. E, a quel punto, ci si dovrà domandare se considerare o meno il Regno Unito una località off-shore per carte e processi di pagamento, come è stato brillantemente evidenziato da Chris Jones, Direttore PSE Consulting Ltd.Quello che sembrerebbe essere l’aspetto cruciale della vicenda risiede nell’attuale rilevanza strategica di Londra come polo finanziario per eccellenza per molti PSP e ELMI stranieri, ‘passaportati’ britannici: questa situazione rende l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea la matrice di possibili grandi cambiamenti. La European Banking Authority probabilmente deciderà di spostarsi, magari a Parigi per controbilanciare la presenza della ECB a Francoforte.Al di là della valenza democratica di un referendum, inviolabile, le modalità con cui la Brexit è stata scelta lasciano trasparire una consapevolezza limitata da parte della popolazione del Regno Unito. Anche in questo caso, lo strumento più efficace per contrastare eventuali derive populiste nella nostra Europa è soltanto uno: la cultura. Educare finanziariamente i cittadini di un dato Paese dell’Unione significa far comprendere e far apprezzare le fondamenta di un’Europa unita: la libera circolazione di persone, beni e capitali. Come potrebbe avvenire tutto questo senza un sistema internazionale e tecnologicamente avanzato di incassi e pagamenti? A mio parere, provocando, dico che se avessero spiegato ad un qualsiasi cittadino inglese che nell’arco di due anni avrebbe rischiato di non poter pagare la colazione con la carta di credito, quando in trasferta oltre manica, allora le cose sarebbero potute andare diversamente.

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Voto finale su nuove norme che semplificano il riconoscimento di certificati nell’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2016

europa-261011-cNuove norme comunitarie che semplificheranno le procedure per dimostrare l’autenticità̀ di alcuni documenti pubblici ottenuti in altri Stati membri, come i certificati di nascita, matrimonio e paternità, e garantirne il riconoscimento nel paese di residenza, sono state approvate dal Parlamento giovedì. Per evitare la necessità di ricorrere a traduzioni, ai documenti saranno allegati nuovi moduli UE multilingue. La decisione segue un accordo informale tra il Parlamento e il Consiglio.”Più di 14 milioni di cittadini europei vivono in uno Stato membro diverso dal loro paese d’origine. Per sposarsi, dichiarare la nascita di un bambino o per certificare la fedina penale pulita, sono costretti a trattare con le procedure burocratiche del caso. Con il voto di oggi, si è fatto un primo passo in avanti nella riduzione di questi ostacoli, abolendo il costoso e oneroso requisito dell’apostille e introducendo i moduli standard multilingue”, ha dichiarato la relatrice Mady Delvaux (S&D, LU) nel corso del dibattito in Plenaria.Le nuove norme metteranno fine alle formalità amministrative, come ad esempio la “legalizzazione” o la certificazione “apostille”, necessarie per il riconoscimento in un altro paese UE dei documenti pubblici, quali ad esempio quelli che attestano lo stato civile, la paternità, la nazionalità e l’assenza di precedenti penali. Rispetto alla proposta originale, i deputati e il Consiglio hanno deciso di estendere la portata delle regole per includere anche i documenti comprovanti la capacità di contrarre un matrimonio o di registrare un’unione.Inoltre, le nuove norme riguarderanno anche i documenti che i cittadini che vivono in un altro Stato membro devono presentare per votare o concorrere come candidati nelle elezioni europee o comunali dello Stato di residenza.
I certificati soggetti alle nuove norme di semplificazione riguardano le dichiarazioni di nascita, esistenza in vita, decesso, matrimonio (compresi la capacità di contrarre matrimonio e lo stato civile), unione registrata (compresa la capacità di sottoscrivere un’unione registrata e lo stato di unione registrata), domicilio e/o residenza e assenza di precedenti penali. Inoltre, saranno previsti moduli multilingue standard per permettere ai cittadini di risparmiare tempo e denaro, evitando la necessità di ricorrere a traduzioni certificate.
Per far sì che i cittadini siano completamente consapevoli di queste procedure semplificate e dei nuovi moduli multilingue a disposizione, i deputati hanno approvato una disposizione che richiede alla Commissione e agli Stati membri di informare i cittadini delle nuove norme attraverso i propri siti web e il portale e-Justice.I deputati hanno inoltre previsto una disposizione che permetterebbe alle nuove norme di estendere il proprio campo dopo due anni ed essere così applicate ai documenti pubblici relativi allo status giuridico e la rappresentanza di una società, i diplomi e altri titoli di formazione e documenti pubblici che attestino un handicap riconosciuto ufficialmente, alla luce di un riesame che deve anche valutare l’opportunità futura di creare nuovi moduli multilingue. Il regolamento sarà presto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’UE ed entrerà gradualmente in vigore, per essere applicato interamente nel 2019.

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Parlamento europeo: Principali temi all’ordine del giorno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

parlamento europeoMigrazione: dibattito sull’accordo UE-Turchia L’attuazione dell’accordo UE-Turchia in materia di migrazione sarà discussa giovedì mattina dalle 8.30 dai deputati, dal primo vicepresidente della Commissione Frans Timmermans e dal ministro olandese per l’immigrazione Klaas Dijkhoff. I deputati hanno espresso preoccupazioni circa la conformità dell’accordo con il diritto comunitario e internazionale, così come le difficoltà nell’attuarlo.
Rimuovere gli ostacoli tecnici per creare uno spazio ferroviario unico nell’UE. Il progetto di regolamento per ridurre gli ostacoli tecnici e burocratici dovuti alle diverse procedure ferroviarie nazionali sarà discusso e votato giovedì. La prima parte del cosiddetto “quarto pacchetto ferroviario”, che comprende norme sull’interoperabilità, la sicurezza e il ruolo dell’Agenzia ferroviaria europea (ERA), è stato concordato con il Consiglio nel giugno 2015.
Benchmark finanziari: nuove regole su affidabilità e conflitti d’interesse. I tassi interbancari “critici”, come il LIBOR (London Interbank Offered Rate) e l’EURIBOR (Euro Interbank Offered Rate), capaci di influenzare gli strumenti finanziari e i contratti con un valore medio pari ad almeno 500 miliardi di euro, dovrebbero diventare più affidabili, secondo il progetto di regolamento in votazione giovedì.
Diritto di famiglia: proteggere l’interesse dei minori nei casi di custodia transfrontalieri. Le misure per meglio proteggere gli interessi dei bambini nelle controversie transfrontaliere per la loro custodia, per le adozioni e per le sottrazioni di minori da parte dei genitori saranno i temi della discussione di mercoledì tra i deputati, il Commissario Vera Jourová e la rappresentante per la Presidenza del Consiglio, Jeanine Hennis-Plasschaert. Giovedì si procederà poi con il voto di una risoluzione non vincolante.
I deputati chiedono una supervisione del PE sulla Banca europea degli investimenti. È in fase di approvazione un accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo e la Banca europea per gli investimenti (BEI) al fine di intensificare la cooperazione e consentire un maggiore controllo parlamentare sull’attività della BEI. Il dibattito con il Presidente della BEI Werner Hoyer si terrà mercoledì alle ore 15.00, mentre il voto è previsto per giovedì.
Il PE si pronuncia sulla gestione del bilancio UE del 2014. Con la votazione di giovedì, il Parlamento si esprimerà sulla gestione dei fondi UE da parte delle Istituzioni europee e delle agenzie comunitarie nel 2014. Lo scorso 4 aprile, la commissione per il controllo dei bilanci ha chiesto al Parlamento di rinviare l’approvazione del bilancio per tre partnership private nel settore della tecnologia, per il Consiglio dei ministri UE e per il Consiglio europeo, poiché devono ancora fornire i documenti e le informazioni aggiuntive richieste.
Lavoratori domestici e badanti: il PE chiede il riconoscimento di uno status giuridico europeo Ai lavoratori domestici e ai prestatori di assistenza, la maggior parte dei quali sono donne migranti, dovrebbe essere garantito uno status giuridico comunitario in materia di diritto del lavoro, per scoraggiare il traffico di esseri umani, il lavoro forzato e lo sfruttamento. Lo chiedono i deputati in un progetto di risoluzione non vincolante al voto giovedì.

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Giustizia e procedure europee. Giudici pace violano diritti cittadini

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 aprile 2016

giustiziaMolti giudici di pace italiani ignorano l’esistenza del procedimento europeo per le controversie transfrontaliere sotto ai 2.000 euro, previsto dal Regolamento UE 861/2007. Celere e agevole per il cittadino che può effettuarlo senza assistenza legale, richiede la sola compilazione di moduli standard da inviare con raccomandata al giudice di pace italiano, che poi dovrebbe farsi carico di ogni ulteriore adempimento. Senza questo Regolamento, se si volesse ad esempio fare causa ad una compagnia aerea come Ryanair perché ci ha cancellato un volo, ci dovremmo rivolgere al giudice irlandese, magari avvalendosi di un legale irlandese.
Perché si diffondesse questo nuovo strumento di giustizia europea, il Regolamento impone anche l’obbligo agli Stati di informarne il cittadino e fornire ausilio alla compilazione dei moduli previsti.
A distanza di sette anni dall’entrata in vigore del Regolamento, la sua applicazione in Italia è ancora una chimera. Ci sono giunte numerose segnalazioni di cittadini che si sono rivolti al giudice di pace, ricevendo un secco: vai dall’avvocato, o peggio ancora, non ne sappiamo nulla ecc…Del resto, la situazione informativa sui siti istituzionali del Ministero di Giustizia e sui siti dei Giudici di Pace è eloquente: il procedimento non appare mai, neppure mediante il link ai siti istituzionali europei. I moduli non sono messi a disposizione dell’utenza né tanto meno vi è alcun aiuto alla compilazione.
Le nostre richieste di intervento al Ministero giustizia sono state ad oggi ignorate, con la conseguenza che prima o poi l’Italia sarà soggetta all’ennesima sanzione per infrazione del diritto europeo.
Anche il Giudice di Pace di Firenze non rispettava il Regolamento, pur essendo tra i pochi Uffici italiani ad averne dato una quantomeno parziale e tempestiva attuazione. Fino ad oggi, infatti, i giudici fiorentini imponevano al cittadino di effettuare le notifiche alla controparte, peraltro non indicandone le necessarie modalità e tempistiche di legge ed esponendolo quindi al rischio di perdere la causa. Su segnalazione dell’Aduc, il coordinatore dei giudici di pace di Firenze, dott.sa Manila Peccantini, ci ha comunicato che da qui in avanti l’ufficio fiorentino applicherà a pieno la normativa europea. Da oggi, almeno per chi si rivolgera’ ai giudici fiorentini, sarà più semplice e rapido ottenere giustizia.
Chiediamo nuovamente al Ministro Orlando di voler intervenire affinché tutti i giudici di pace italiani seguano l’esempio fiorentino e comincino così a rispettare la legge italiana e il diritto europeo, oltre che i diritti dei suoi cittadini. (fonte Aduc)

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Unione Naz. Consumatori: entra in vigore d.lgs su conciliazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2015

Entra in vigore il decreto legislativo n. 130 del 6 agosto 2015 sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, in attuazione della direttiva 2013/11/UE.”Finalmente è prevista un’armonizzazione a livello nazionale di tutte le procedure di conciliazione esistenti” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
Tutte le conciliazioni che attualmente vengono già svolte, dai Corecom all’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, dall’Autorità delle comunicazioni all’ABF, l’Arbitro Bancario e Finanziario, da domani in poi avranno una procedura uniforme, sia in termini di formazione e requisiti dei conciliatori, sia rispetto alla domanda di conciliazione che deve compilare il consumatore per accedere giustiziaalla procedura e così via.”Una semplificazione necessaria ed un passo avanti nella direzione della trasparenza. Una legge che facilita l’accesso e valorizza strumenti che sono importanti per poter esercitare i propri diritti, ma soprattutto per ottenere una soluzione molto veloce e a costi sempre contenuti, spesso gratuiti, con ricadute ed effetti indiretti molto positivi in termini di decongestione del contenzioso nei tribunali e di riduzione dei tempi della giustizia” ha proseguito Dona.”Unica macchia, in questa legge, sono le esclusioni da questa procedura. In particolare quelle previste dal punto 8, lettera f, secondo cui la nuova norma non si applica alle procedure avviate da un professionista nei confronti di un consumatore che sembra escludere tutte le vertenze per le quali il professionista ha già attivato delle procedure” ha proseguito Dona.”Un articolo preoccupante, in particolare, rispetto alle società di recupero crediti, perché sembra esclusa la possibilità per il consumatore di accedere alla conciliazione per contestare un addebito, se il professionista creditore ha già ceduto il credito ad una società di recupero crediti. Sarebbe un bel regalo alla lobby delle società di recupero crediti che già vessano i consumatori con richieste pressanti, al limite della scorrettezza” ha concluso l’avv. Dona.

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