Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘processo breve’

Processo Ruby

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2011

Sarà la Corte Costituzionalea decidere quale tribunale celebrerà il ‘processo-Ruby’. Il ricorso presentato dalla Camera alla Consulta, solleva un presunto ‘conflitto di attribuzioni’ sull’udienza del  prossimo 31 maggio  nei confronti del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, imputato di concussione e prostituzione minorile. L’ennesimo tentativo ‘blocca-processi’ sarebbe stato avanzato per evidenziare una inadeguata attribuzione alla magistratura di Milano della competenza funzionale, che secondola Cameraspetterebbe al tribunale dei Ministri. “Ogni giorno ce n’è una nuova – osserva Giuliano Girlando, responsabile perla Giustiziadell’Italia dei Diritti -, è sempre più evidente l’attacco e l’accanimento dimostrato nei confronti della magistratura”.   Fanno discutere anche le recenti parole di Maurizio Paniz, membro Pdl della commissione Giustizia, secondo il quale il sistema attuale non sarebbe corretto, forse addirittura anticostituzionale, in quanto secondo lui il conflitto di attribuzione è sollevato dalla magistratura, automaticamente il processo si blocca, ma se è sollevato da un’altra istituzione comela Camerail processo non si blocca.  In merito, l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro ha commentato duramente la dichiarazione del berlusconiano: “Paniz segue semplicemente la linea d’attacco ai magistrati, di cui abbiamo avuto esplicito esempio nelle espressioni del Premier sul tribunale di Milano, la scorsa settimana. Si dovrebbero tenere a mente le parole del Presidente della Repubblica. Non mi pare che Paniz abbia ben chiaro quanto raccomandato da Napolitano, in particolare sull’insindacabilità delle sentenze deliberate dai giudici. Aspettiamo la decisione della Consulta – conclude Girlando -, sperando che venga quanto prima ristabilito il giusto ruolo alla magistratura”.

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Ostruzionismo contro processo breve

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2011

Alla Camera, i membri delle opposizioni sono riusciti ad ostacolare l’esame del provvedimento sul processo breve, bloccandone l’iter parlamentare. I deputati, appellandosi all’art. 32 del regolamento, hanno rallentato fortemente i tempi di lavoro che si sono protratti fino a tarda serata, facendo slittare l’analisi del decreto legge. Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, ha commentato quanto accaduto a Montecitorio con queste parole: “È giusto che le opposizioni utilizzino lo strumento politico dell’ostruzionismo, dal momento che questo appare come l’unico modo per far sì che le questioni giudiziarie del premier finiscano dove è giusto che finiscano, ossia nelle aule giudiziarie”. “In una democrazia liberale – spiega Girlando – il Parlamento deve avere la funzione di legiferare per il popolo e per i cittadini e non applicare una guerra e un attacco costante alle istituzioni giudiziarie, alla magistratura, al fine di preservare l’impunità ad personam”. In fine, l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro ribadisce con estrema chiarezza: “Noi sosteniamo senza esitazioni la magistratura e ci auguriamo che le vicende giudiziarie di Berlusconi possano svilupparsi esclusivamente nelle aule dei tribunali”.

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Crimini ambientali addio

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2011

Il “processo breve” mette a rischio i processi per illeciti ambientali. L’inquinamento della Valle del Sacco e lo smaltimento illegale di rifiuti  del viterbese potrebbero restare impuniti Il “processo breve” tanto voluto dal Governo significherà, tra le altre cose, lo stop ai processi per reati ambientali e l’impunità di coloro che hanno danneggiato gravemente l’ambiente e la salute delle persone che ci vivono. Il meccanismo prescrittivo previsto, infatti, scatterà prima per i reati la cui pena è minore: illeciti ambientali in primis, dunque, i quali vengono per la maggior parte considerati contravvenzioni e non delitti e dunque sanzionati in maniera lieve. Ma non basta: la scure della prescrizione si abbatterà anche sui reati collegati a quelli ambientali, rendendo così impossibili le indagini, oltre che i processi. Questa miscela sarà ancora più esplosiva se non si recepirà la direttiva europea in materia di tutela penale dell’ambiente che prevede, tra l’altro, la responsabilità penale delle persone giuridiche – quindi degli inquinatori – che commettono reati ambientali. Nel Lazio sono diversi i processi su reati ambientali a rischio. Le popolazioni avvelenate della Valle del Sacco potrebbero non vedere mai fatta giustizia relativamente ai pesantissimi capi d’accusa imputati agli inquinatori:disastro ambientale, contaminazione dei siti destinati ad insediamenti abitativi, agricoli e di allevamento, avvelenamento delle acque del fiume Sacco destinate all’irrigazione e all’abbeveraggio degli animali con conseguente avvelenamento di sostanze destinate all’alimentazione umana, scarico di acque reflue industriali in assenza di autorizzazioni con conseguente assenza dei sistemi di sicurezza, controllo e trattamento depurativo. Ma rischiano di non scontare la pena neanche i colpevoli del traffico illecito di rifiuti che ha interessato il viterbese: dopo il sequestro di 250.000 tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non, smaltiti illegalmente e dopo alcuni arresti eccellenti anche nella Pubblica Amministrazione, il processo ancora pendente potrebbe non arrivare mai a sentenza definitiva.

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I “pretoriani” dell’on. Paolo Russo

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

In una recente intervista rilasciata a Clandestino web e riportata dalla Fidest l’on.le Paolo Russo riferendosi alla due giorni parlamentare dove è accaduto di tutto e di più paventa la necessità che si formi una squadra di “pretoriani” per fare quadrato a difesa del progetto di Berlusconi. Un “progetto” che dovremmo leggere a favore del processo breve e data la posizione giudiziaria del presidente del consiglio indubbiamente “anche” ad personam. La prima domanda che mi pongo riguarda la parola “pretoriani”. Questa forza di elite wikipedia la definisce: “La Guardia fu un mezzo per affermare nuovi imperatori o mantenere i vecchi al potere. La storia dei pretoriani quindi segue, se non è l’artefice, la storia romana imperiale in tutti i suoi risvolti”. Ovvero allora come oggi costituisce l’elemento d’interdizione per affermare lo status quo di un regime più che per offrire spazi operativi ai nuovi. La seconda domanda si riallaccia all’interrogativo che si è posto Rosario Amico Roxas su “qual è la differenza tra persecuzione giudiziaria e reiterazione dei reati” La reiterazione, come si sa, “è una figura retorica consistente nel ripetere uno stesso concetto con altre parole.” In linea di principio le due “figure” appaiono eslege tra loro. Ma se analizziamo più a fondo i due aspetti dobbiamo supporre che chi si proclama vittima di una “persecuzione giudiziaria” può, attraverso questa difesa, cercare di sviare l’attenzione per continuare la reiterazione del reato. E’, tuttavia, un rapporto di non facile colleganza anche perché esiste una presunzione d’innocenza che non è stata scalfita, nella fattispecie, da un verdetto passato in giudicato. D’altra parte già in altre occasioni, affrontando dal punto di vista non giudiziario ma valutando il clima del tempo in cui si maturavano in Berlusconi queste forme di corruzione, ebbi a dire che era difficile, per un imprenditore d’assalto, non trovarsi nelle condizioni di corrompere per ottenere certe corsie preferenziali. E qui pariamo, per rendere il quadro ben delineato nei suoi contorni, di un uomo che era partito con un capitale di appena dieci milioni di lire (e si dice presi a prestito) per diventare oggi un miliardario non in lire ma in euro, ovvero in poco più di 40 anni. Quindi, per essere chiari un corruttore tra corruttori per corrotti e corruttibili. Questa è stata l’Italia che negli anni novanta esplose con “mani pulite” ma che di pulito ancora non se vede il punto di arrivo. Da qui possiamo capire il ragionamento berlusconiano e dei suoi amici vecchi e nuovi: se questo è stato l’andazzo perché oggi prendersela solo con uno dei tanti? E solo perché ha fatto un salto di qualità andando a coprire un posto dove può muovere meglio e a suo piacimento le leve del potere? E’ forse e solo invidia? D’altra parte ha dimostrato di saper fare il suo mestiere di grande affabulatore ed è forse un suo difetto se gli altri non sono all’altezza del suo fascino mediatico? Chi, politicamente parlando, è riuscito a sbarrargli la strada? Nessuno. Invero ci è riuscito Prodi ma Berlusconi non si è scomodato nemmeno a rifarsi nel round successivo dato che ci hanno pensato a farlo gli stessi compagni di Prodi. E allora che vogliamo di diverso? E’ l’opposizione che reitera se stessa con il solito vizietto di dividersi per far imperare gli altri. E’ questa, e non altri, la vera anomalia italiana. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Processo breve: una storia in sintesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

“La russa scatena la rissa, oscura Berlusconi e affonda il processo breve. Cicchitto bacchetta La Russa. Baldelli manda il processo breve alla deriva. Reguzzoni smentisce Baldelli. Baldelli zittisce Reguzzoni. Corsaro smentisce Baldelli. Ci mette un’ora per confondersi le idee in un avvitamento alla Tafazzi. Gli ir-(responsabili) assistono stralunati. La capigruppo gliele chiarisce e spedisce l’urgentissimo  processo breve all’ultimo posto. Si stacca lo scotch, si disarticola la vincibile armata e la catena di comando si squaglia.  Ecco perché ci tengono lontani dalla guerra: non e’ affare per principianti”. Così, in una nota, Federico Palomba, capogruppo IdV in commissione Giustizia alla Camera.

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Il processo breve diventa emergenza nazionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

Roma Camera deputati. Ieri hanno toccato il fondo ed oggi è anche peggio. Questa mattina, all’apertura dei lavori di Montecitorio, come se non fosse bastata la vergognosa pagina di ieri, il caos. Alla ripresa dell’esame sul processo breve, moltissime le assenze tra i banchi della maggioranza. Arriva il soccorso dei ministri costretti ad abbandonare in fretta e furia il Consiglio dei ministri. In nessuna democrazia occidentale i ministri di un governo riunito lasciano precipitosamente la riunione per votare il processo verbale della Camera dei Deputati in soccorso della maggioranza. Così come, in nessuna democrazia occidentale, il ministro degli Esteri Franco Frattini si trattiene l’intera giornata a votare a Montecitorio mentre l’Europa è sconvolta dalla crisi libica. I ministri giungono di corsa, trafelati. Il ministro Brambilla vacilla sui suoi tacchi 14 mentre la Carfagna gingilla sulle sue ballerine con calma partenopea, giungendo per ultima. Dopo sei minuti d’attesa, il presidente Fini chiude la votazione ed è rissa di nuovo. Il governo va sotto sull’approvazione del processo verbale che registrava il vaffa del ministro La Russa all’indirizzo di Fini, la terza carica dello Stato. Il governo è in preda ad una crisi isterica. Il ministro Alfano, in spregio del parlamento, getta verso i banchi la sua tessera: si deve dimettere. Un comportamento inqualificabile per il quale questa mattina, alla ripresa dei lavori, ho chiesto al ministro in Aula di chiedere scusa, ricevendo, per tutta risposta, una risata beffarda. Ho consegnato il tesserino di Alfano ai commessi chiedendo che l’Ufficio di presidenza di Montecitorio prenda provvedimenti contro le intemperanze del ministro della Giustizia. Dai banchi della maggioranza vola un giornale verso il banco della presidenza della Camera e colpisce Gianfranco Fini su un braccio. Niente di tutto questo è mai accaduto nell’Aula di Montecitorio e ve lo raccontiamo in presa diretta visto che i mezzi di informazione asserviti al padrone non vi racconteranno quello che è accaduto oggi. Sono due giorni di ordinaria follia. Ieri, il presidente del Consiglio, a Lampedusa, ha messo in scena la più grande boutade clownesca della storia, mentre tutti i suoi ministri erano in Aula per garantirgli l’approvazione del processo breve. Il ministro La Russa, in cerca di visibilità, gli ha rovinato la festa, dando vita ad una delle pagine più vergognose del Parlamento: un bel vaffa alla terza carica dello Stato. Il premier “la qualunque” è andato a Lampedusa, ha promesso ricchi premi e cotillon, ha comprato una villa da 4 milioni di euro, ha promesso meno tasse, alberi e un casinò. Così, il capo del governo nasconde lo scandalo degli immigrati con le false promesse, confermandosi straordinarie capacità di piazzista. Noi continueremo la nostra battaglia per impedire il colpo mortale alla giustizia. (on. Massimo Donadi Idv)

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Processo breve

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista ha dichiarato: “La maggioranza parlamentare sotto la regia degli avvocati milionari del Presidente del Consiglio in questi tempi gravi di guerra, crisi economica ed emergenza umanitaria accelera l’esame sul ddl sul così detto “processo breve” Si tratta dell’ennesima testimonianza del fatto che l’unica priorità grave; di questo Governo è grave; l’impunità grave; dei potenti ed in particolare del Presidente del Consiglio, a fronte di un’emergenza carceraria in cui migliaia di migranti e di povera gente affollano le patrie galere sovente privi del reale diritto alla difesa. Per questo motivo prenderò parte al presidio odierno a Montecitorio alle 18.”

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Processo breve: mera provocazione?

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

“L’opposizione non è complice di alcuna violenza, sicuramente però non può esprimere solidarietà a chi ha deliberatamente messo in atto una provocazione per esacerbare il clima teso in cui oggi il Parlamento discute l’ennesima legge ad personam di Berlusconi.  Facciamo presente al ministro La Russa che è a lui, in quanto ministro degli Interni, che spetta la responsabilità dell’ordine pubblico. Ci chiediamo come mai i dimostranti abbiano potuto raggiungere l’ingresso di Montecitorio e come mai il ministro La Russa, se non a scopo di mera provocazione, sia andato loro incontro, uscendo dall’ingresso principale del palazzo”. Lo dice in una nota il vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, Antonio Borghesi.

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Processo breve: è golpe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2011

Massimo Donadi, Italian politician (Italia dei...

Image via Wikipedia

“Vergognosa umiliazione del Parlamento, vergognoso colpo di mano, vergognosa manipolazione della giustizia. Errore clamoroso che contravviene a tutti i precedenti in Parlamento. Siamo alla volgarità esibita. Per questo, anche l’Italia dei Valori sarà oggi in piazza”. E’ quanto si legge in una nota congiunta dei capigruppo IdV di Senato e Camera, Felice Belisario e Massimo Donadi.

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Processo breve

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2011

Paolo Ferrero

Image by funadium via Flickr

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista ha dichiarato: “La maggioranza parlamentare sotto la regia degli avvocati milionari del Presidente del Consiglio in questi tempi gravi di guerra, crisi economica ed emergenza umanitaria accelera l’esame sul ddl sul così detto “processo breve” Si tratta dell’ennesima testimonianza del fatto che l’unica priorità grave; di questo Governo è grave; l’impunità grave; dei potenti ed in particolare del Presidente del Consiglio, a fronte di un’emergenza carceraria in cui migliaia di migranti e di povera gente affollano le patrie galere sovente privi del reale diritto alla difesa. Per questo motivo ho preso parte al presidio odierno a Montecitorio alle 18.”

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Passa la norma sul processo breve

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

“Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una legge salva-premier che blocca i lavori parlamentari”. Così Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, si pronuncia in merito all’emendamento Paniz quattro-bis sul processo breve, approvato ieri dalla Commissione Giustizia della Camera.  “È ovvio che il presidente del Consiglio non se ne possa occupare – evidenzia l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, impegnato com’è sul fronte giudiziario,  ma le priorità del Paese sono evidentemente altre. C’è da chiarire la posizione nazionale sul fronte libico, c’è una crisi economica che continua a travolgere qualsiasi sorta di settore occupazionale, senza dimenticare le riforme strutturali che risultano fondamentali per il rilancio del Paese”. Maurizio Paniz sostiene la validità del suo provvedimento, dichiarando che con esso non intende risolvere i problemi giudiziari del capo di Governo. “Il lavoro non può che essere funzionale alle esigenze del premier – conclude Girlando -, dal momento che Paniz rientra nell’elenco di coloro che, essendo nominati, non  rispondono ai cittadini, ma esclusivamente a Silvio Berlusconi. L’invito che rivolgo al presidente del Consiglio è quello di dimettersi e presentarsi presso il tribunale di Milano per risolvere le sue beghe giudiziarie”.

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Processo breve

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2010

“Le proposte del Governo sulla durata dei processi, spacciate sotto il nome di “Processo breve”, sono in realtà proposte di “Impunità breve” perché si propongono di fissare termini senza intervenire sulle cause strutturali che fanno dell’Italia un delinquente professionale al Consiglio d’Europa a causa della denegata giustizia. Con l’Impunità breve infatti si riducono semplicemente i tempi per ottenere l’impunità garantita già oggi dalla prescrizione di oltre 150.000 procedimenti all’anno. Nessuno dei protagonisti della rissa quotidiana sulla giustizia – Governo, Corporazione dei giudici, Opposizione ufficiale- ha il coraggio di affrontare le Riforme necessarie per fermare l’impunità: abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale, depenalizzazione dei reati senza vittime, separazione delle carriere, abolizioni degli incarichi extragiudiziali, responsabilità civile dei magistrati. Sono queste le misure che dovrebbero accompagnare una Grande amnistia, che preveda selezione dei reati e risarcimento delle vittime, al posto dell’amnistia selvaggia in atto che privilegia i criminali più potenti e facoltosi. Oltre a manifestare contro il Governo quelli dell’Anm dovrebbero anchemanifestare contro se stessi e le pratiche correntizie di Regime che hanno portato avanti in questi decenni.” (Dichiarazione di Marco Cappato, Lista Bonino-Pannella)

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Processo breve e risarcimento vittime uranio

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2010

“Per salvare Berlusconi il processo per la strage di Nassirya e per l’amianto rischiano di essere cancellati” Lo afferma il deputato radicale Maurizio Turco cofondatore del partito per la tutela dei Diritti dei Militari e delle Forze di Polizia (Pdm) – “Il processo contro il colonnello George Di Pauli è iniziato lo scorso dicembre 2008 e l’elevato numero di testimoni e di parti civili costituite in giudizio ci fa ritenere che non sarà certamente un processo lampo o che comunque potrà concludersi entro i ristretti termini previsti dal ddl 1880 approvato dal Senato. Ma non è la prescrizione solo di questo processo a doverci preoccupare. Nei giorni scorsi – aggiunge Turco – dopo molti anni di indagini è finalmente iniziato il processo per l’amianto presente anni fa nelle navi della Marina Militare che sarebbe stato all’origine delle malattie mortali contratte da decine di marinai. Anche questo processo, che si preannuncia molto lungo e complesso per l’elevato numero delle parti in causa, rischierà di essere cancellato, come del resto rischieranno la stessa sorte tutte le cause per i risarcimenti che i parenti delle vittime dell’uranio e dei vaccini hanno promosso contro il ministero della Difesa. Questa – sottolinea Turco – è l’ennesima contraddizione di una maggioranza che prima celebra il giorno della memoria per ricordare i militari caduti, ne elogia il sacrificio e la dedizione al servizio della Patria e poi gli nega giustizia per salvare il premier.”

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Processo breve e i militari

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2010

“Per salvare Berlusconi il processo per la strage di Nassirya rischia di essere cancellato” Lo afferma il deputato radicale Maurizio Turco cofondatore del partito per la tutela dei Diritti dei Militari e delle Forze di Polizia (Pdm) – “Il processo contro il colonnello George Di Pauli è iniziato lo scorso dicembre 2008 e l’elevato numero di testimoni e di parti civili costituite in giudizio ci fa ritenere che non sarà certamente un processo lampo o che comunque potrà concludersi entro i ristretti termini previsti dal ddl 1880 in discussione al Senato. Ma non è la prescrizione solo di questo processo a doverci preoccupare. Nei giorni scorsi – aggiunge Turco – dopo molti anni di indagini è finalmente iniziato il processo per l’amianto presente anni fa nelle navi della Marina Militare che sarebbe stato all’origine delle malattie mortali contratte da decine di marinai. Anche questo processo, che si preannuncia molto lungo e complesso per l’elevato numero delle parti in causa, rischierà di essere cancellato, come del resto rischieranno la stessa sorte tutte le cause per i risarcimenti che i parenti delle vittime dell’uranio e dei vaccini hanno fatto contro il ministero della Difesa. Questa – sottolinea Turco – è l’ennesima contraddizione di una maggioranza che prima celebra il giorno della memoria per ricordare i militari caduti, ne elogia il sacrificio e la dedizione al servizio della Patria e poi gli nega giustizia per salvare il premier.”

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Processo breve: emendamento dei Radicali

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2009

Intervento dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, Radicali-Pd: “Con l’approvazione del nostro emendamento sul processo breve si e’ posto rimedio ad una grave svista della maggioranza nella redazione del testo. Senza questa correzione infatti il processo breve si sarebbe applicato solo ai delitti puniti con la reclusione e non anche a tutti gli altri reati puniti con la pena dell’arresto (sempre inferiore ai dieci anni), il che avrebbe determinato una irragionevole (ed ulteriore) disparità di trattamento tra le varie categorie di processo e di imputati. La rapidità e la fretta con cui il ddl sul processo breve era stato redatto aveva comportato evidentemente un errore macrocoscopico che grazie alla nostra opera di riduzione del danno e’ stato corretto. Una modifica che rende la nuova disciplina applicabile anche a tutte le contravvenzioni (non solo dunque ai “delitti” che prevedono la reclusione, ma anche a tutti gli altri reati previsti dal codice penale –come le contravvenzioni appunto– che prevedono “l’arresto”). Il provvedimento arriverà in aula solo alla ripresa dei lavori dopo le vacanze di Natale e confidiamo che si sia avuto il tempo per riflettere su un fatto: se c’e’ un provvedimento preliminare di cui necessita il Paese, prima di intraprendere organiche riforme in materia di giustizia, questo è l’amnistia”.

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Processo breve

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2009

Dichiarazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, parlamentari Radicali-Pd: “Con tempi più che brevi, il Senato e la Commissione Giustizia si trovano ad esaminare e votare tra oggi e domani il disegno di legge sul processo breve. Il provvedimento arriverà in aula solo alla ripresa dei lavori dopo le vacanze di Natale e confidiamo che si sia avuto il tempo per riflettere che se c’è un provvedimento preliminare di cui necessita il Paese, prima di intraprendere organiche riforme in materia di giustizia, è l’amnistia. Contro l’amnistia strisciante e di classe che ogni anno cancella duecentomila procedimenti penali, la soluzione e’ un’amnistia legale e condizionata che preveda anche il risarcimento alla vittima, nonché riforme urgenti che includano l’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale, la separazione delle carriere dei magistrati, la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, la responsabilità civile dei magistrati e la depenalizzazione dei reati minori. Tutto ciò non può essere fatto senza prima sgomberare dai tavoli dei magistrati i provvedimenti pendenti che comunque non riuscirebbero a vedere la conclusione, e destinando una attenzione alla drammatica situazione delle nostre carceri. Nel frattempo abbiamo presentato emendamenti al ddl sul processo breve.”

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L’on.le Cosentino e la giunta per le autorizzazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2009

L’On.le Antonio Borghesi così scrive commentando la discussione sulla proposta di deliberazione in merito all’arresto del sottosegretario Cosentino: “ho notato in più interventi come la Giunta per le autorizzazioni a procedere abbia di fatto risolto il problema non guardando all’esistenza o meno di un fumus persecutionis, ma contestando le prove del magistrato inquirente e dando una sentenza, ovviamente politica, con un processo breve anzi brevissimo. Capisco che forse quando si parla “processo breve” qualcuno si immaginerebbe di sottrarre ad esempio il processo Mills ai magistrati portandolo in Giunta per le autorizzazioni. Una sentenza politica, dunque. In proposito, Borghesi osserva: “Io vorrei andare oltre, posto che ora parliamo di una decisione di opportunità: è opportuno che il Sottosegretario Cosentino mantenga la sua posizione di membro del governo? Ora io penso al riguardo che accanto ai Giudizi penali, che seguono le regole previste dal codice penale, abbiano pieno titolo i Giudizi morali, che si danno sulla base di regole diverse. Se per i primi è necessario basarsi su prove considerate giuridicamente valide ai fini del processo penale, i secondi rispondono ad altri criteri anche di prova. In altri termini, pur non essendo credente, accolgo in pieno l’affermazione del Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il quale, affrontando il tema della questione morale nella vita politica, avverte che “un uomo politico ha più responsabilità di altri, e la classe dirigente italiana e tutti i protagonisti della vita sociale non devono perdere il riferimento alla dimensione etica, intesa come valore da esprimere sia nella vita personale, che in quella pubblica, come nell’economia, nella finanza, nella politica.” Sotto tale profilo l’uomo politico che incontra e frequenta persone dedite ad attività mafiosa compie un atto moralmente riprovevole per il fatto in sè. E dunque sotto questo profilo ed indipendentemente da elementi probatori che noi sosteniamo che il sottosegretario Cosentino sul piano dell’opportunità non possa essere membro del governo italiano e dunque debba dimettersi o essere dimesso da chi quell’incarico ha dato. Aggiungo che due uomini tanto diversi per formazione e per attività politica, ma che condividevano il fatto che la questione morale fosse la vera questione italiana, mi riferisco ad Enrico Berlinguer ed a Giorgio Almirante se oggi fossero in quest’aula non avrebbero avuto dubbi nel votare a favore della nostra risoluzione”.

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Processo breve: Siamo all’ultimo atto

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2009

Il disegno di legge sul processo breve, presentato in Parlamento come “panacea per i mali della Giustizia”, rappresenta un’amnistia mascherata utile solo ai potenti ed una scorciatoia che, senza toccare il cuore dei problemi, non risponde alle esigenze di giustizia dei cittadini.  La RdB P.I si chiede come possa l’Avv. Alfano sbandierare ai 4 venti che si sta lavorando alla modernizzazione della Giustizia attraverso il “processo telematico”, le notifiche on-line e la digitalizzazione degli atti giudiziari, quando la realtà dei fatti ci dice invece che in tutta l’Organizzazione Giudiziaria esistono in pianta organica appena 580 informatici a fronte di 2.133 uffici giudiziari, pari quindi a circa ¼ di unità per ufficio. Con questi numeri appare inevitabile che il processo telematico interessi attualmente appena lo 0.04 % degli uffici, senza contare che gli scanner sono quasi assenti e non vi è alcun indirizzo di posta elettronica certificata per l’invio delle notifiche. E non solo. La proposta di Contratto Integrativo, presentata lunedì scorso ai sindacati, invece di prevedere le nuove professionalità, necessarie alle esigenze di un’Amministrazione più moderna, ha riesumato antiche figure professionali, parcellizzato le funzioni e dequalificato le mansioni. Una modalità vecchia e riferita a oltre 20 anni fa, quando il personale in servizio ammontava a oltre 53.000 unità, mentre ora si è scesi a scarse 41.000 unità con la previsione (da fonte ministeriale) di un ulteriore calo di 5.000 unità per i prossimi tre anni causa pensionamenti. I fatti dimostrano inoltre che i carichi di lavoro aumentano in maniera proporzionale alle riforme, il personale diminuisce a ritmo vertiginoso grazie ai tagli in pianta organica, ai pensionamenti e al blocco delle assunzioni, le risorse sono ridotte al lumicino, gli strumenti vecchi ed obsoleti, i palazzi di giustizia fatiscenti.  La RdB P.I. ritiene che, se il ministro della Giustizia intende veramente rispondere alle esigenze dei cittadini, deve intervenire sul collega del Tesoro, affinché già dalla prossima Finanziaria vengano stanziate le risorse economiche che rendano possibile la velocizzazione dei processi. Da parte sua, la RdB P.I. attuerà ogni forma di mobilitazione e protesta dei lavoratori giudiziari a difesa della dignità e del salario.

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Giustizia, e processo breve

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2009

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali italiani: “La rissa sui processi che vede impegnate le fazioni berlusconiane e antiberlusconiane del Regime italiano è destinata ad incattivirsi ancora di più nei prossimi giorni e settimane, con un solo risultato certo: impedire ogni vera riforma della giustizia che non sia destinata a salvare Berlusconi dai suoi processi e l’assetto corporativo dell’ordine giudiziario.  Mentre Parlamentari e dirigenti radicali sono con Rita Bernardini giunti al sesto giorno di sciopero della fame per chiedere che il Parlamento affronti i problemi esplosivi dell’ultimo anello della malagiustizia italiana, quello di un sistema carceri totalmente fuorilegge, Radicali Italiani ribadisce l’urgenza assoluta di porre fine alla condizione di delinquenza abituale dello Stato italiano che, con 10 milioni di processi pendenti, lascia milioni di cittadini senza tutela e determina lo sfascio economico e sociale dell’Italia.  Il cosiddetto “processo breve” non è una riforma bensì una rimozione della giustizia. Aumenterebbe i 200 mila procedimenti penali che ogni anno vanno in prescrizione, legalizzando ed aggravando l’impunità realizzata attraverso l’ amnistia strisciante e di classe. Di tutto questo nessuno, nemmeno Di Pietro, sembra dolersi.  L’alternativa alla farsa del processo breve non è però il nulla assoluto opposto dal Partito Democratico e dal partito dei giudici. Riformare la giustizia è davvero la priorità del Paese. Per realizzarla occorre avere il coraggio, contro l’amnistia di fatto che già oggi cancella indiscriminatamente ogni reato, di spiegare agli italiani la necessità di una grande amnistia legale, cioè una scelta politica di selezione dei reati da amnistiare che liberi gli stessi magistrati dall’abnorme arretrato che altrimenti vanificherebbe qualsiasi riforma. Affiancando ad essa anche una vasta azione di depenalizzazione dei reati senza vittima, a partire dai reati connessi al consumo di sostanze stupefacenti, che ingolfano inutilmente tribunali e carceri e provocano tragedie evitabili come quelle di Aldo Bianzino e Stefano Cucchi”.

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Processo breve

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2009

“Per salvare Berlusconi anche il processo per la strage di Nassirya rischia di essere cancellato?” se lo domanda il deputato radicale Maurizio Turco cofondatore del partito per la tutela dei Diritti dei Militari e delle Forze di Polizia (PDM) – “Il processo contro il colonnello George Di Pauli è iniziato lo scorso dicembre 2008 e l’elevato numero di testimoni e di parti civili costituite in giudizio ci fa ritenere che non sarà certamente un processo lampo o che comunque potrà concludersi entro i ristretti termini previsti dal ddl 1880 in discussione al Senato- Questa – sottolinea Turco – è l’ennesima contraddizione di una maggioranza che prima celebra il giorno della memoria per ricordare i militari caduti e poi gli nega giustizia per salvare  il premier.”

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