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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘proclami’

Pubblico impiego: “Da mesi si vive solo di proclami, senza alcun tavolo di confronto”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2016

medicoContinua la campagna mediatica del Governo sui rinnovi contrattuali e le nuove assunzioni del pubblico impiego. Da una parte non si stanziano le risorse necessarie per firmare il contratto e dall’altra si parla di nuove assunzioni quando in realtà si tratterà solo di stabilizzare i lavoratori precari già in organico negli ospedali. Nessuna nuova assunzione quindi, le condizioni lavorative per i lavoratori della Sanità non cambieranno. Il Governo ancora non dice come voglia procedere sulle stabilizzazioni per sanare le imminenti scadenze, a partire da quella dei 40 mila posti di lavoro con i contratti co.co.co che cesseranno ogni loro attività entro il 31 dicembre 2016 e successivamente gli 80 mila contratti a termine della Pubblica Amministrazione, in scadenza a fine 2018. “Le risorse messe a disposizione per i rinnovi contrattuali sono del tutto insufficienti, e la FSI si prepara già alla mobilitazione per dare battaglia per rivendicare un contratto vero e innovativo – dichiara il Segretario Generale Dario Luigi Cagnazzo – senza trascurare la forte preoccupazione sulle ricadute della Legge Brunetta nelle buste paghe dei lavoratori”. Sono ormai mesi che si vive di proclami, ma la triste realtà è che, ad oggi non esiste alcun tavolo di confronto con il Governo, né sono state presentate proposte per rilanciare il mondo del comparto sanitario ridefinendo i ruoli e le competenze dei vari professionisti che operano ogni giorno con abnegazione e professionalità nel SSN. “I lavoratori aspettano da 7 anni il rinnovo contrattuale, è un loro diritto che gli è stato negato da ormai troppo tempo – continua il Segretario Generale – se vogliamo rilanciare la sanità bisogna con responsabilità aprire immediatamente le trattative, questo chiedono i Lavoratori e nulla di più”. (foto: medico)

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Azzeramento giunta comune Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

“Quanto avvenuto pone il suggello definitivo su una gestione  fallimentare dell’esecutivo targata Alemanno. Tutto ciò è stato il frutto di un’incapacità gestionale senza precedenti, come del resto non li ha nella storia delle amministrazioni capitoline, un azzeramento di giunta. La città di Roma è stata allo sbando senza una guida efficace per circa tre anni, tutti i problemi reali sono stati completamente ignorati e di conseguenza disattesi gli impegni, il tutto è stato mascherato da roboanti proclami da trasmettere alla gente per diffondere verità altamente distorte”.  Non si fa attendere il commento deciso del presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, riguardo alla notizia sullo scioglimento della giunta comunale ad opera del sindaco di Roma Gianni Alemanno. Come si legge dai giornali infatti, il rimpasto deciso dal primo cittadino romano fa si che tutte le deleghe di consiglieri e assessori siano annullate, dando così inizio ad una fase di consultazione per la formazione di una nuovo organo collegiale. “Tutto questa accade – afferma il numero uno dell’Italia dei Diritti – in una Roma attualmente stritolata dai problemi del traffico, del parcheggio, del trasporto pubblico, ma anche della sicurezza, dell’ambiente, per non parlare poi dello schiaffo dato alle aspirazioni lavorative dei giovani con le 4mila assunzioni a chiamata diretta nell’ambito dell’ormai famigerata Parentopoli romana, dove tra gli assurdi figurava finanche un ex terrorista nero che sembrerebbe abbia continuato a fare terrorismo anche nell’ambito di lavoro. In questo quadretto disastroso, e direi altresì mortificante per chi in perfetto stile berlusconiano si era proposto come il curatore di tutti i mali della Capitale, si colloca la decisione di azzerare la giunta a voce del sindaco, che con assoluta e disarmante placidità, roba da non crederci, dichiara che il cambiamento arriva per il lavoro ben svolto ed è ora di passare alla fase due”. De Pierro non perdona le dichiarazioni rilasciate da Alemanno e incalza: “Forse in qualche città ‘padana’ sarebbe stato più facile trovare un manipolo di personaggi affetti da stupidità permanente, disposti a credere a quanto detto, ma i romani probabilmente riusciranno a comprendere con facilità quanto siano menzognere e fantasiose le affermazioni del primo cittadino”.
Il presidente del movimento extraparlamentare a tutela dei diritti esprime la sua reale preoccupazione per il benessere dei romani e vede nell’allontanamento del sindaco l’unica soluzione possibile ai problemi della Capitale: “Chiediamo che Alemanno rassegni le dimissioni e se ne vada, possibilmente ritirandosi a vita privata per non fare altri danni. Nostro malgrado siamo anche consapevoli che ciò non accadrà mai, perché una peculiarità tipica della destra, è quella di restare ancorata alla poltrona piuttosto che al senso istituzionale a alle esigenze di benessere della cittadinanza. Sono troppe le cose sbandierate demagogicamente a cui non sono mai seguiti risultati concreti, non dimentichiamo la pagliacciata della lotta alla prostituzione di strada che è stata affrontata in maniera manifestamente dilettantistica”.

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Sanità: i Crotonesi vogliono fatti e non proclami

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 agosto 2010

Giorni or sono avevo plaudito all’annuncio del Commissario dell’ASP 5 di Crotone, Rocco Strano,  di voler intervenire da subito sul pronto soccorso dell’ospedale capoluogo, ma oggi scorrendo gli articoli di stampa resto sorpreso dalle dichiarazioni fatte dallo stesso Commissario  su come  intende risanare e risollevare   la sanità nella nostra provincia. In sintesi:  datemi i soldi e vi metterò a posto il pronto soccorso e quant’altro serve per la sanità a Crotone e nella sua Provincia. Posso anche comprendere le dichiarazioni di Leonardo Sacco, consigliere  delle Misericordie di Isola Capo Rizzuto, che si rende tempestivamente pronto a sostenere questa iniziativa se si dovesse realizzare  preso atto della grande disponibilità di questa Associazione per il mondo del volontariato, ma  vorrei domandare al  dott. Strano, prima ancora di dichiarare quanto detto, se si è reso conto del contesto socio economico in cui è stato chiamato  ad operare. Se la sanità in Calabria è quella che è, le ultime brutte vicessitudini di Vibo della sfortunatissima signora Tripodi  confermano le grandi preoccupazioni esternate da tutti, in primis del Governatore Scopelliti, la situazione socio economica è peggiore. Una territorio che registra giornalmente chiusure di aziende a iosa, decine e decine di disoccupati, licenziati, cassintigrati, giovani che non riescono a trovare uno straccio di posto di lavoro, che  pensa  il Commissario Strano?  dichiara con molta facilità: siamo pronti ad accontentare tutti se voi cittadini ci darete i soldi.  Il Commissario Strano, forse prima ancora di fare dichiarazioni di intenti,  dovrebbe riguardarsi il bilancio della nostra Asp, capire se tra le pieghe di una evidente disamministrazione che c’è stata è possibile risparmiare  risorse per effettuare gli interventi di cui abbiamo bisogno, in caso contrario attivarsi per ottenere i mezzi necessari. Un territorio che vede il mondo dell’impresa sprofondare giorno per giorno, che tramite i suoi rappresentanti associativi chiede aiuto ed interventi ad ogni piè sospinto, cittadini che   fanno fatica ad arrivare veramente a fine mese, e le varie manifestazioni giornaliere ne sono la testimonianza tangibile (vertenze varie, scioperi della fame, sit in etc), che cosa si potrà fare per intervenire sulla sanità malgrado  la consueta generosità dei crotonesi : nulla, quantomeno una goccia nell’oceano. Io e la mia parte politica restiamo in attesa di interventi seri che veramente possano dimostrare di voler cambiare le cose così come Scopelliti e tutti i Calabresi auspicano. Forse siamo  stati molto ottimisti  nel  giudizio  iniziale e di questo vi chiediamo umilmente scusa. (Salvatore Lucà Capogruppo CdD)

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Nasce la confederazione Sud

Posted by fidest press agency su martedì, 18 Mag 2010

Editoriale Fidest E’ un movimento che nasce a Gaeta ma ha la pretesa di rappresentare l’Italia che vede il Sud come una risorsa e non come un terreno di conquista e da sfruttare. Parte con il piede giusto se non altro perché invece di nascere dalla costola di Adamo ha trovato il modo di associarsi (Alleanza per il sud, Partito del sud, MovimentoSUD dei diritti, Movimento per il sud, Siciliafederale) Non solo. Ha la pretesa di guardare in faccia la gente, di non aver timore di parlare con franchezza e di andare al cuore dei problemi non per lanciare proclami ma per indicare una strada che è lastricata dalla voglia di agire perché non è più il tempo delle attese. Non è più il tempo di una politica delle promesse. Ma è anche non più il tempo che la gente stia affacciata alla finestra: bisogna diventare protagonisti e non spettatori. Occorre partecipare e non essere passivi spettatori. Non illudiamoci che gli altri tolgano le castagne dal fuoco. Dobbiamo essere noi a costo di scottarci. Lo dobbiamo perché se ci riteniamo fortunati ad avere un figlio che lavora, i vecchi in buona salute e con una rendita dignitosa, una propria casa d’abitare e un buon lavoro, non possiamo tutto questo metterlo a repentaglio con la precarietà del lavoro che avanza, con le risorse pubbliche per la salute, la scuola, la giustizia e l’ordine pubblico che si assottigliano sempre di più. E tutto questo non dipende dalla povertà della nazione ma dalla incapacità di chi ci governa di colpire l’evasione fiscale, la malasanità, gli interessi corporativi, i comitati d’affari che lucrano sugli appalti pubblici, che corrompono i politici, che avvelenano la società operosa e industriosa. Manca la legalità che genera ordine e noi non possiamo stare a  guardare senza agire. Non possiamo credere e votare chi è artefice di questa caduta di stile nel buon governo del Paese. Non possiamo accettare che da destra e da sinistra e da centro si dica che dobbiamo fare sacrifici: è come dire “armiamoci e partite”, perché siamo noi, maggioranza della popolazione italiana, a partire con i sacrifici, le rinunce, i timori di perdere un lavoro e dei figli già nel precariato e tra i disoccupati. Gli altri, quei pochi restano a godersi i frutti che noi lasciamo alimentandosi del superfluo mentre a noi manca il necessario. E’ tempo di spezzare questa spirale. E’ tempo di diventare artefici del nostro destino. E’ tempo di partecipare e di far sentire con forza la propria voce. E’ tempo di spezzare quelle catene gattopardesche che sono insite nella cultura dei nostri politici che predicano il tutto cambiare per nulla cambiare. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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COISP: Contratto di lavoro 2008-2009 e specificità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

“Per i Poliziotti null’altro che chiacchiere. Questo Governo continua imperterrito a pugnalarci alle spalle!”  “State allegri, uomini e donne della Polizia di Stato che, per senso del dovere, mettete sempre al secondo posto affetti, salute e spesso anche la vita… perché lo Stato finalmente ha riconosciuto in maniera precisa il valore dei nostri sacrifici! Il nostro nuovo contratto sapete quanto vale? Nientemeno che un euro in più al giorno! E la specificità del nostro delicato lavoro sapete quanto vale? Addirittura 7 euro al mese a partire dal 2010!  E’ fermo e diretto l’intervento con il quale Franco Maccari, Segretario Generale del COISP, Sindacato Indipendente di Polizia, smaschera l’ennesimo vergognoso tentativo di strumentalizzazione dei “proclami” che il furbetto di turno vuole spacciare per “fatti” a favore dei Poliziotti italiani, i quali invece sono ancora ben lontani dall’essere realizzati.” Il disegno di legge 1167-B, approvato definitivamente il 3 marzo 2010 dal Senato della Repubblica, all’articolo 19 riconosce la “Specificità delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”, e prevede tra l’altro che con appositi provvedimenti legislativi si provveda “a stanziare le occorrenti risorse finanziarie” perché lo Stato dia un riconoscimento concreto alla “specificità” di quelle categorie che svolgono un lavoro tanto usurante.  “Ebbene – spiega a chiare note Maccari – il ministro Renato Brunetta e l’onorevole Maurizio Gasparri hanno pensato bene di organizzare una trionfale uscita pubblica sparando fuochi d’artificio per celebrare la straordinaria conquista che loro avrebbero fatto ottenere ai poliziotti. E’ stato proclamato, da parte governativa, un ‘incremento retributivo nel biennio economico 2008-2009 (che) varierà da un massimo di 130-135 euro mensili lordi a incrementi comunque non inferiori a 70-75 euro mensili lordi’”.  “I Cittadini ed i Poliziotti sappiano – sottolinea il leader del COISP – che l’aumento proposto corrisponde in realtà a 30 euro netti al mese per un Agente e 40 euro per un Vice Questore Aggiunto. E sappiano poi che per tutte le indennità, e sottolineo tutte, sono disponibili appena 7 euro mensili, e solo a decorrere dal 2010”. “Siamo qui per fare seriamente il nostro lavoro – conclude seccamente Maccari -, come abbiamo sempre fatto… noi sì… e come continueremo a fare, nel solo ed unico interesse di tutti i colleghi. Di firmare un contratto pertanto si tornerà a parlare solo quando la relativa proposta rispecchierà il rispetto che è dovuto a chi serve lo Stato, oltre che alla stessa Legge che riconosce la specificità del nostro lavoro”.

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Voto: gli astensionisti vogliono visibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

Una nota di rivendicazione indirizzata all’unità per la Par Condicio è stata inviata dalla “Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa”, movimento astensionistico che si prefigge di dare visibilità agli astensionisti politici italiani. Circa 20 milioni di italiani aventi diritto al voto che per protesta non votano (dato emerso alle ultime elezioni europee 2009) è il dato inquietante e poco noto che dimostra la portata del regime partitocratico italiano, che fa sì che gli organi di stampa non evidenzino mai questo fenomeno di sovranità popolare negata. La palese e sistematica violazione costituzionale del diritto di informazione perpetrata dalla Casta dei partiti politici italiani sta dando in questi giorni il meglio di sè, obbligando gli organi di controllo (Commissione di Vigilanza Rai e Autorità Garante per le Comunicazioni) a voler trascurare, ancora una volta, l’esistenza finanche della quantificazione numerica degli astensionisti italiani, oltre ai loro giusti proclami.

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Afghanistan: italiani sotto attacco talebano

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2009

“Il nuovo attacco, come riportato dalle agenzie di stampa, fortunatamente non ha causato ne morti ne feriti  ma la gravità dei danni riportati dal mezzo dimostrano ancora una volta che il Lince  non è assolutamente adeguato alle attuali condizioni operative che devono affrontare i militari del contingente italiano.” Lo afferma Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti dei militari. “Dopo i proclami fatti dal Ministro La Russa in merito all’impiego di nuovi e più potenti armamenti – prosegue comellini – che poi si sono rilevati privi di ogni immediato utilizzo, temiamo seriamente per la vita dei nostri militari che continuano ad urilizzare mezzi e dotazioni di protezione individuale assolutamente inadeguati ai mutati compiti che li vedono impegnati. Ribadiamo con forza l’invito già rivolto nei giorni scorsi al Ministro della Difesa di valutare attentamente le decisioni tattiche e operative che gli vengono sottoposte dai vertici militari, decisioni queste, che a nostro avviso, – aggiunge Comellini – non sempre corrisppondono alle reali possibilità delle Forze armate. Lo abbiamo visto con i Tornado e con i Freccia – conclude Comellini – dove, questi ultimi mezzi, oltre a non essere disponibili, non possono essere impiegati perchè ci sono neanche equipaggi addestrati”.

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Piove? Governo ladro

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2009

Editoriale Fidest. Bertolaso afferma che fare prevenzione non interessa ai politici in quanto non porta voti. Prevedere disastri si corre il rischio di essere denunciati penalmente per diffusione di notizie false e tendenziose e di provocare allarmismi ingiustificati. Se partiamo da questo presupposto dobbiamo necessariamente mettere in conto non solo la presenza di calamità naturali, ma di doverle segnalare solo a fatto avvenuto, ma di associarvi “naturalmente” il tributo di vite umane sacrificate sull’ara della mancata prevenzione. A questo punto dire che “piove” e che la colpa è anche del “governo” non si è lontani dalla verità. Colpa in quanto si omette la prevenzione. Colpa perché si continua, dopo essersi stracciate le vesti e proclamato severi controlli, ad ignorare gli avvisi di pericolo. Colpa perché si pensa alle faraoniche imprese ma si lasciano le buche per strada, Colpa perché si destina a un futuro vago ciò che andrebbe fatto subito perché sarebbe già tardi farlo ora. Così ci ritroviamo con la tragedia in Abruzzo che un terremoto fa crollare le case come se fossero costruite, e lo sono, sulla sabbia mentre gli addetti ai lavori lo sapevano ma tacevano. Cosi è accaduto a Viareggio. E ci fermiamo qui per evitare denunce. Ma ognuno di noi sa bene che la storia non finisce qui per le grandi e le piccole tragedie umane. Un anziano romano mi diceva sconsolato: sono caduto tre volte inciampando per via delle buche stradali. Volevo sporgere denuncia ma mi hanno dissuaso. Stattene a casa, mi hanno detto. Dove vuoi andare? Sei vecchio. In effetti ci siamo invecchiati dietro le malefatte di chi all’ombra della politica ha arrecato scempio della cosa pubblica e poi ci meravigliamo se quasi la metà degli elettori deserta le urne convinto che ha poca o nulla importanza votare, tanto i politici sono fatti della stessa pasta. Lanciano proclami, invettive, si mostrano giustizialisti una volta all’opposizione ma poi, diventando maggioranza di governo, si comportano nella stessa misura degli altri che avevano criticato. Se vogliamo, a questo punto, restituire alla politica il suo ruolo e riavvicinarla alla gente dobbiamo ricaricarla di seri propositi e di validi argomenti e capacità di realizzarli. Non si può trasformare la politica in una appendice da rotocalco scandalistico solo per incuriosire. Non è questa la strada seppure, in apparenza, riscuote audience. Dobbiamo, insieme, imparare a considerare la politica come una parte integrante della nostra vita e come tale coglierne i valori e ricercarne il bene comune che è ben lontano dagli interessi corporativi e dai poteri forti che si richiamano all’area del benessere fine a se stesso e alle logiche consumistiche. Lo stare insieme significa esprimere solidarietà e condivisione e questi criteri non escludono i politici. Anzi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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