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Infertilità maschile grave, la microchirurgia ridà speranza ai futuri papà

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

procrea_laboratorioDiventare papà anche quanto la situazione è particolarmente compromessa è possibile. A ridare speranza agli uomini che soffrono di una grave infertilità arriva la MicroTESE, una tecnica microchirurgica altamente sofisticata che però permette di far provare la gioia di un figlio anche nei casi complessi. «Dal punto di vista medico parliamo dei casi di azoospermia dettata da cause non ostruttive, ovvero quando non ci sono spermatozoi nel liquido seminale anche in assenza di ostacoli evidenti», premette Giovanni Maria Colpi, uro-andrologo del Centro di Medicina della Riproduzione ProCrea di Lugano. L’azoospermia è una patologia che interessa circa il 10% dei maschi infertili. Due le cause: «Può essere determinata da una ostruzione; situazione nella quale è possibile intervenire ricanalizzando i dotti ostruiti e recuperando così una fertilità spontanea. Oppure è di origine non ostruttiva: qui il problema è molto più complesso. In questi casi, una eventuale paternità dipende unicamente dalla possibilità di recuperare dal tessuto testicolare alcuni spermatozoi da usare nella fecondazione assistita», spiega Colpi.Il problema del recupero degli spermatozoi si è posto spesso negli ultimi decenni. Ad una prima risposta che faceva affidamento all’agoaspirato testicolare, è seguita la TESE, una tecnica più chirurgica. «L’avvento della MicroTESE ha rappresentato una rivoluzione», afferma Colpi oggi considerato a livello internazionale uno dei padri di questa tecnica. «Se l’agoaspirato testicolare consentiva un recupero positivo in circa il 12-18% dei casi, la TESE – che è una sorta di biopsia del testicolo – arriva in media al successo circa 42 volte su cento. Con la MicroTESE, secondo quanto accreditato nella letteratura scientifica, siamo arrivati al 64%. Parliamo di una tecnica molto sofisticata e che prevede, attraverso un particolare microscopio, il recupero degli spermatozoi dall’interno del testicolo. Nonostante il tempo prolungato richiesto – circa un’ora e mezza per testicolo – l’intervento comporta solamente un trauma minimo per il tessuto testicolare. Viene effettuato di norma in day hospital e richiede un solo giorno di riposo».Nata alla fine del secolo scorso negli Stati Uniti, la MicroTESE ha portato a risultati positivi via via crescenti. «È lo stesso suo inventore, Peter Schlegel, a dire che per avere un’ottima esperienza occorre aver eseguito almeno 500 interventi», sottolinea lo specialista di ProCrea. «La ricerca degli spermatozoi infatti non viene fatta “a caso” come nella TESE, ma richiede una tecnica che si affina nel tempo. Di certo è che questo intervento microchirurgico ha aumentato le speranze di diventare padre di oltre il 50%». Il seme così recuperato può essere congelato e utilizzato in successivi cicli di fecondazione in vitro senza che siano sostanzialmente alterate le possibilità di successo oppure, utilizzato subito. «È quest’ultima una opportunità riservata a poche cliniche e che fa di ProCrea un centro all’avanguardia», conclude Michael Jemec, direttore medico di ProCrea. «Il nostro costante lavoro è finalizzato a migliorare continuamente i successi. La speranza di diventare papà non deve essere un vago desiderio, ma il risultato concreto di una precisa terapia studiata su ogni singolo caso». (foto: Procrea_laboratorio)

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L’infertilità colpisce circa il 20% delle coppie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2017

procrea.jpgLugano (Svizzera)Sabato 21 gennaio in via Clemente Maraini 8 a gli esperti di ProCrea si mettono a disposizione delle coppie alla ricerca di un figlio per spiegare cause, tecniche e possibili soluzioni all’infertilità. Il programma prevede un incontro conoscitivo al termine del quale è possibile incontrare personalmente gli specialistici. Sarà inoltre possibile visitare la clinica che si sviluppa su cinque piani e raccoglie sei studi medici, laboratori di embriologia e andrologia, due sale operatorie con i locali per la sterilizzazione e sette camere post intervento, oltre al laboratorio di genetica.L’incontro è libero e aperto a tutti. «L’infertilità è considerata una patologia che, in forme più o meno gravi, colpisce circa il 20% delle coppie in età fertile», spiega Alessandro Verza specialista in Ginecologia e Medicina della riproduzione del centro ProCrea. Le cause possono essere diverse e di differente gravità, possono essere riconducibili a fattori maschili, femminili e di coppia. «Il vero problema è che molti non si pongono il problema se non quando si trovano a fare i conti con una gravidanza che non arriva», sottolinea lo specialista di ProCrea. «Oltre a mancare una cultura di prevenzione, spesso manca la conoscenza degli elementi che incidono negativamente sulla fertilità come l’età, gli errati stili di vita e le infezioni. Manca soprattutto la conoscenza delle risposte che la scienza può dare. Le soluzioni ci sono, ma non sono una ricetta applicabile a tutti: solamente partendo da una diagnosi clinica precisa e approfondita è possibile intraprendere il percorso più corretto per arrivare ad una gravidanza», conclude Verza. (foto: procrea)

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Gravidanza a rischio se il papà fuma

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Al congresso Eshre presentato lo studio del centro di medicina della riproduzione ProCrea: la frammentazione del DNA spermatico, determinata anche dalle sigarette, favorisce aborti spontanei.
Il fumo in un uomo danneggia anche il buon esito di una gravidanza. È questo quanto hanno rilevato i biologi del laboratorio di analisi genetiche del centro di medicina per la riproduzione assistita ProCrea di Lugano. Lo studio, che viene presentato a Stoccolma, al congresso annuale Eshre (European Society of Human Reproduction and Embriology), è stato effettuato su 816 pazienti. «Abbiamo studiato gli effetti della frammentazione del DNA spermatico sui trattamenti di fecondazione assistita, andando ad analizzare oltre 1.200 cicli», premette Giuditta Filippini, direttrice del laboratorio di genetica umana ProcreaLab del centro ProCrea. Si tratta di un test già praticato da tempo negli Stati Uniti e che viene fatto normalmente sui pazienti di ProCrea. «Si va ad analizzare il grado di frammentazione del DNA dello sperma per poter comprendere meglio gli effetti che questo valore può avere sulla gravidanza. E come poter intervenire», continua Filippini. Se infatti un’elevata frammentazione del DNA già era sintomo di un probabile problema di infertilità, lo studio condotto da ProCrea è andato oltre. «Siamo riusciti a introdurre un’importante distinzione: dividendo in due il gruppo dei pazienti interessati dallo studio, abbiamo visto che la frammentazione del DNA spermatico non incide sulla percentuale di gravidanze, quanto sugli aborti spontanei. Ovvero, utilizzando per la fecondazione un seme maschile caratterizzato da un’elevata frammentazione del DNA, abbiamo registrato un livello elevato di aborti spontanei. Più facilmente la donna fecondata con un seme di questo tipo va incontro ad un’interruzione di gravidanza». Questo ha permesso ai medici di ProCrea di stabilire delle procedure mirate a seconda dei pazienti. «Sappiamo infatti che tra le cause più diffuse che provocano la frammentazione del DNA c’è, per esempio, il fumo. Quindi, a fronte di un paziente che sappiamo tabagista, prevediamo una cura a base di vitamina E, oltre ad invitare l’uomo a ridurre, se non addirittura sospendere, la cattiva abitudine del fumo», continua Filippini. «In alcuni casi, il problema della frammentazione può essere superato nell’arco di qualche mese (il tempo necessario per una completa spermatogenesi). Come nelle situazioni in cui questa frammentazione del DNA è determinata dall’utilizzo di particolari farmaci: basta la sospensione del farmaco per ristabilire la situazione». Diversi i casi in cui questo problema deriva da una condizione genetica. «In situazioni come queste, possiamo intervenire con un trattamento differente: non basta una Fivet ma occorre optare per la Icsi». Questo test sulla frammentazione del Dna spermatico viene utilizzato dai medici di ProCrea anche per la scelta dei donatori. Il centro della fertilità di Lugano infatti mette a disposizione delle coppie dove i problemi di infertilità riguardano l’uomo, anche la possibilità di ricorrere ad una fecondazione eterologa con seme da donatore. «Scegliamo i donatori migliori che possono anche dare maggiori garanzie di successo», conclude la biologa.
ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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